0 valutazioniIl 0% ha trovato utile questo documento (0 voti) 355 visualizzazioni96 pagineChirurgia Plastica - Prof. Perrotta
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CHPLASTICA. OOF Se Fe
29.04.14 ~ Prof. Perrotta
© Scuderi Rubino - Piccin Il edizione
MALFORMAZIONI CONGENITE IN CHIRURGIA PLASTICA
© Estremo cefalico
© Arto superiore
Le malformazioni dell'apparato genitale @ trattata dalla chirurgia pediatrica.
Labiopalatoschisi
Cistie fistole del collo
Malformazioni cranio-facciali
Malformazioni facciali
Le prime possono presentarsi isolate o associate, in base alla classificazione embriogenetica si
distinguono:
* Bottone frontale: cresce dall'alto verso il basso
* Bottone mascellare: si uniscono lungo la linea mediana:
‘* Bottone mandibolare: come sopra
Lincidenza delle labiopalatoschisi é di 1/2000 nella razza nera, 1/1000 nella razza bianca, si
manifesta pill frequentemente a sinistra (2/3 dei casi). Esistono diverse forme cliniche con
percentuali diverse, il sesso femmi id frequentemente palataschisi mentre nel sesso
maschile troviamo labioschisi nel 60-80% dei casi
Si riconosce trasmissione ereditaria e noxae patogene come virosi, radiazioni ionizzanti,
malattie materne che comportano l'insorgenza della malformazione in base al periodo di
‘gestazione nel quale insorgono.
L'eredita @ multifattoriale, il rischio di ricorrenza é del 17% nel caso in cui il genitore ed il
fratello, il 9% nel caso di due fratelli.
CLASSIFICAZIONE
‘* Schisi del palato molle
* Schisi del palato duro
©. Stafiloschisi
© Schisi sottomucosa
La schisi pud interessare anche l'ugola comportando quindi gravi difficolt& nellalimentazione,
infezioni. Alcuni tipi di schisi non presentano delle vere e proprie aperture, presentandosi
come sottomucose o muscolari per cui il palato appare integro perd al di sotto la muscolatura
non @ fusa lungo la linea mediana.
Nel caso della labioschisi, si avranno delle alterazioni morfologiche con deformita estetiche ed
alterazioni funzionali con difficolta alla suzione. Nel caso di palatoschisi (fissurazione della
volta palatina) si manifesteranno alteraziani funzioni con difficolta alla deglutizione e
all’apparato respiratorio con polmoniti ab ingestis. Nella palatoschisi si riscontreranno anchealterazioni della fonazione, spesso questi pazienti hanno bisogno di lunghi periodi di
logopedia che, se non eseguita in tempistica adeguata, comporta degli esiti nella [Link]
* Schisi monolaterale completa: mancata unione dal labbro fino all'interno del
vestibolo nasale, Non @ un’apertura ma una mancata fusione.
* Schisi monolaterale incompleta: la malformazione ha un‘espressione lieve perché
probabilmente la noxa @ intervenuta tardivamente, quasi a completa fusione. Non
interessa il filtro nasale.
* Schisi monolaterale frustra: piccola fissurazione sotto forma di depressione
longitudinale del labbro superiore, si chiama anche labioschisi sottocutanea 0
cicatriziale, Si ha continuit& anatomica del mantello cutaneo ma si ha una schisi del
muscolo orbicolare. E una malformazione intervenuta molto tardivamente.
Il trattamento delle malformazioni comporta degli esiti cicatriziali.
Esistono forme bilaterali:
* Schisi bilaterale completa: manca fusione tra i 3 bottoni. II bottone frontale rimane
sospeso ¢ non si fonde con le strutture mascellari. Anche in questo caso i deficit
funzionali sono importanti con alterazioni della suzione, Se non trattata, la pre-maxilla
protrude perché non siha la contenzione da parte del labbro. Sono deformita acquisite
da malformazioni non trattate nel giusto momento.
+ Schisi bilaterale incompleta
In alcune circostanze, le labiopalatoschisi sono caratteristiche di specifiche sindromi
malformative. La labioschisi monolaterale completa pud comportare la distorsione dell’ala del
naso asimmetrica per Valterazione delle strutture cartilaginee, mentre la labioschisi bilaterale
comporta una deformita pid simmetrica.
Nel riposizionamento delle strutture é difficile prevedere la risposta cicatriziale, si pud avere
quindi un appiattimento del labbro superiore.
La correzione della palatoschisi va fatta in tempi abbastanza precoci. La labioschisi va trattata
da 3-6 mesi mentre la palatoschisi a 12 mesi, se interessa la componente scheletrica va fatta
in pit tempi completandosi nel momento in cui ha quasi completato lo sviluppo. La correzione
della gnatoschisi va corretta entra 9-11 anni.
‘Trattamento:
© Le Mesurier
© Tennison
© Millard
Si basano sui concetti di Z plastica, evita il fenomeno di retrazione cicatriziale. Le strutture
vengono recuperate. Bisogna trovare i punti di unione dei tre piani. Fondamentale la
ricostruzione del muscolo orbicolare.
Per il palato, il trattamento si basa sull’allestimento di lembi. Si sfruttano lembi di mucosa
laterali alla schisi che vengono isolati con le arterie e che vengono traslati lungo la linea
mediana, (non chiede le tecniche in particolare)Inalcuni casi si possono determinare delle fistole secondarie a patologie infettive. Il palato
duro viene trattato con innesti ossei prelevati dalla cresta iliaca.
ESITI DI CHEILOOGNATOPALATOSCHISI
* Deviazione del setto e della piramide nasale in seguito a schisi completa per
jento dell'ala del naso.
© Alterazioni estetiche del labbro con turbe dell’arco di cupido con appiattimento del
filtro, sono caratteri che possono subire correzione con acido ialuronico o tecniche che
tendono ad estroflettere le creste labiali
Appiattimento del profilo, il labbro @ appiattito nel 3 medio,
Alterazioni dell'occlusione dentale di terza classe, si verifica nelle palatoschisi per cui
questi pazienti necessitano di trattamento logopedistico e ortodontistico.
Fistole de! palato
+ Insufficienza velofaringea.
MALFORMAZIONI DELLA MANO.
Sindattilie
Polidattilie
Tra V e Vil settimana |'arto superiore si formano gli abbozzi digitali che danno vita per
condensazione del mesenchima alle strutture scheletriche della mano. Le invaginazioni
determinano la separazione delle strutture digitali, o per noxae patogene o per patologie
ereditarie, si avra un condizione di non-disgiunzione.
Nel caso della polidattilia, si avra un’iperplasia dell’ectoderma apicale.
SINDATTILIA
£ una mancata disgiunzione di una o pid dita. Si manifesta 1/2000 nati vivi, il 50% &
bilaterale, dal 10-40% si riconosce familiarita. Le dita non disgiunte sono 3 e 4 dito, esistono
forme isolate e forme associate a quadri sindromici:
‘© sindrome di Apert
+ Sindrome di Polland
* Sindrome da briglie amniotiche
Si classificano in:
+ Incomplete: la disgiunzione & avvenuta in maniera incompleta, la plica cutanea
interessa in maniera parziale le dita
© Complete: mancata disgiunzione per tutta la lunghezza fino alfapice.
© Complesse: alterata fusione dei segmenti scheletrici e cutanel,
E possibile distinguere anche:
* Lasse: solo plica cutanea come elemento di unione
* Fibrose: adesione delle strutture ligamentose
+ Ossee: la connessione avviene in maniera interdigitale. La possibilita di poter isolare
questi elementi dipende dalla presenza di autonoma vascolarizzazione, in quanto
spesso la rete vascolare é povera. Vi possono essere aplasie o fusioni di tendini e
strutture articolari.Alterazioni anatomiche:
© Fascia
* Deformita ossee ed articalari
Ipoplasia dei tendini
Alterazioni vascolari
Alterazioni nervose
I suddetti elementi vanno considerati e studiati prima del trattamento. II trattamento deve
awvenire tra il 6-24 anno di sviluppo, in base al tipo di malformazione @ fondamentale
intervenire in maniera piti o meno precoce per fare in modo da facilitare I’esplorazione del
bambino. (lui tratterebbe non al di la di 18 mesi)
Se non operato, 8 possibile riscontrare clinodattilia ossia alterazioni osteo-articolari (dovute
al “trascinamento” del dito pitt ungo da parte di quello piti corto) @ quindi una malformazione
acquisita per il mancato trattamento della patologia, Si possono inoltre manifestare
alterazioni della funzionalita prensile.
Le tecniche chirurgiche prevendono l'utilizzo combinato di plastiche a Z, innesti di cutee
lembi.
POLIDATTILIA
1/3000 nati. E una patologia che si manifesta pid frequentemente nel V dito, presenta forma
sporadica 0 familiare o associata a sindromi malformative.
© Radiali (pre-assiale)
* Mediane
+ Ulnari (postassiali)
Alcune malformazioni vengono classificate in maniera diversa per quanto riguarda la
duplicazione del pollice, Questo dito é di fondamentale importanze per la prensilita della
mano. Nell'ambito delle duplicazioni det pollice, andra aperta I'articolazione visto che &
presente un unico manicotto articolare, bisogna individuare i due segmenti ed i segmenti
neurovascofari e le strutture tendinee con successiva ricostruzione.
La polidattilia pud manifestarsi sia come dito completo che come abbozzo strutturale, questo
spesso si presenta scevro da tutte le strutture vascolari.
INNESTI
Rappresenta un trasferimento di un tessuto da una zona donatrice ad una ricevente senza
mantenere connessioni vascolari con la zona di origine.
* Etero-innesti: specie diversi ad esempio la cute di maiale utilizzata per trattare la
perdita di sostanza nel’uomo, come copertura temporanea nei grandi ustionati
(caduta in disuso)
+ Omo-innesti: stessa specie ma soggetto diverso ad esempio la cute proveniente daila
banca che viene utilizzata in via temporanea.
* Auto-innesti: donatore e ricevente sono la stessa persona.In base alla sede:
* Isotopici: tessuto utilizzato in sostituzione & dello stesso tipo
© Eterotopici: tessuto utilizzato in sostituzione di un altro di tipo differente (osso con
cartilagine, cute con mucosa come ad esempio nel cavo orale)
In base allo spessore del lembo, & possibile distinguere:
Innesti epidermi:
© Innesti dermo-epidermici a piccolo spessore
+ Innesti dermo-epidermici a medio spessore
© Innestia tutto spessore.
Gli innesti parziali sono i sottili ed i medi mentre una classe a se stante sono quelli a tutto
spessore.
Innesti Epidermici Ollier“Thiersh | 0,20-0,25mm | Epidermide e parte
superiore delle papille
dermiche
Innesti a piccolo spessore Blair-Brown | 0,30-040mm | Epidermide e strato
papillare del derma
Innesti a piccolo-medio spessore | Padget 050-0,60mm | Epidermida e derma fino
al confine con lo strato
reticolare
Innesti a tutto spessore Wolfe-Krause | 080-imm | Epidermide e derma
Gli innesti possono essere inoltre:
* continui quando il prelievo dell'innesto @ delle stesse dimensioni della zona da
ricoprire
‘+ discontinui la cute innestata non copre tutta la perdite di sostanza.
Resteranno delle zone non ricoperte che cicatrizzeranno secondariamente con una ricrescita
epiteliale a partire dai margini dell'innesto. Le zone di prelievo che vanno fino agli innesti a
piccolo-medio spessore guariscono spontaneamente.
La cute viene prelevata tramite dermatomo con possibilita di calibrazione. Gli innesti possono
essere utilizzati in caso di perdita di sostanza con fondo composto da tessuto di granulazione
(ustioni, traumi, escissioni di tumori o di nevi giganti). Le controindicazioni sono l'esposizione
di tessuti nobili come I'osso o le strutture nervose, pieghe di flessione, unita estetiche.
innesto va incontro a retrazione cicatriziale durante l'attecchimento, questo non va bene a
livello delle pieghe cutanee.
ZONE DI PRELIEVO
Innesti sottili e medio spessore: superfici ampie come coscia, glutei
Innesti a spessore totale: pieghe inguinali, regione addominale, piega del gomito, superficie
volare del polso. Gli innesti a spessore totale sono pid stabili rispetto ai precedenti.Innesti a rete: pessimo risultato estetico anche se riescono ad esplicare la loro azione
funzionale, sono utilizzati nel caso di grandi perdite di sostanza dove le zone donatrici non
sono sufficienti.
Larea donatrice guarisce in maniera spontanea per innesti a piccolo e medio spessore visto
che vengono risparmiati gli annessi cutanei, cosa che non succede nel caso degli innesti a tutto
spessore. Gli innesti, lasciano a livello della zona di prelievo una zona discromica. Nel caso di
innesti a tutto spessore, la guarigione avviene tramite chiusura diretta (sutura).
Liinnesto non ha dei vasi da poter anastomizzare per cui la sopravvivenza viene condizionata
dalla zona ricevente, necessario la perfetta sterilita ed il tessuto di fondo di granulazione,
Vassenza di raccolte ematiche.
Dopo aver effettuato il trapianto di cute & fondamentale I’ immobilizzazione dell’innesto
tramite medicazione compressiva detta “moulage” questo permette la formazione dei gettoni
vascolari. L'immobilizzazione awiene dai 4-6 giorni
Le cause comuni di mancato attecchimento sono:
Ematomi: blocca l'attecchimento dei gettoni vascolari.
Infezioni
Inadeguatezza del fondo
Insufficiente immobilizzazione
FASI ATTECCHIMENTO (domanda d’esame)
+ Fase dell'imbibizione (24-36 h) I'innesto viene nutrito da imbibizione sierica del
fondo che viene poi sostituita dall'angiogenesi. Maggiore @ lo spesso dell'innesto e pit
fficoltosi saranno i processi. L’innesto a spessore sottile ¢ immobilizzato per 4 gg
mentre quello a tutto spessore circa 6 gg.
Fase dell'angiogenesi (24-72 hs)
Fase della contrazione (6-12 mesi): retrazione cicatriziale, questa potrebbe
comportare la retrazione di parti sensibili come palpebre.
COLTURE DI CHERATINOCITI
B un metodo di copertura temporaneo da utilizzare nel caso di grandi superfici (grandi
ustionati, nevi giganti) , pud essere temporaneo o definitivo. Si mete in coltura I'innesto
autologo di 2 cm? di una quantita illimitata di cheratinociti che dopo 15 gg possono essere
utilizzati come copertura definitiva di estese supertici.13.05.14
LEMBI IN CHIRURGIA PLASTICA
Trapianto di uno o pid tessuti effettuato mantenendo connessioni trofiche con la zona
donatrice. I lembi hanno una vascolarizzazione autonoma e non hanno bisogno di contrarre
rapporti con la zona ricevente, quindi non vi sono fenomeni di attecchimento in senso stretto.
Grazie al peduncolo, pud essere traslato in un’altra zona del corpo avendo ottima
soprawvivenza.
Iembi si classificano in base a:
© Forma
+ Composizione: mono o pluritissutali
+ Movimento: avanzamento, traslazione, rotazione
© Peduncolo: a flusso diretto, invertito.
FORMA
Esistono molteplici forme, le pit utilizzate sono:
Triangolari
Rettangolari
Bilobati
Circolari
Ad isola
Tubulizzati
bifogliato
La farma permette una riparazione fedele della zona ricevente ed inoltre cond
spostamento del lembo dalla zona donatrice a quella ricevente come nel caso dei lembi
bilobati a livello del naso.
COMPOSIZIONE
Semplici
Compositi: due o pid tessuti
© miocutanei
© fasciocutanei
© ostemiocutanei
© condromucosi
‘VASCOLARIZZAZIONE
‘© apeduncolo noto (assiali) riconoscono un’arteria ben precisa
* apeduncolo random: non presente un peduncolo specifico, la vascolarizzazione
casuale é rappresentato da un numero non ben definito di piccole arteriole che insieme
rappresentano il peduncolo
© liberi (microchirurgici): i vasi del tessuto vengono anastomizzati a livello della zona
ricevente.
Esempi di lembo peduncolato: lembo radiale vascolarizzato da arterie perforanti provenienti
dall‘arteria radiale. Il lembo peduncolo pud essere utilizzato solo a livello locoregionale
tramite spostamenti di quest'ultimo, nel caso del lembo libero, si attuano delle vere e proprie
ricostruzioni a notevole distanza che non hanno limite di spazio.Hembi random non hanno un‘arteria ben precisa per cui non possono essere utilizzati
nemmeno come lembi microchirurgici. In rapporto alla sede, il rapporto tra base e lunghezza
dei lembi va conosciuto per favorirne la sopravvivenza, a base rappresenta il peduncolo.
Se si deve allestire un lembo nell'arto inferiore il rapporto @ 1:1, nel tronco 1:2 nel viso 1:3. La
base pud anche essere di 1 cm con lunghezza di 2 cm nel caso del tronco, la densité di
arteriole 2 maggiore e quindi consente un maggiore flusso in lunghezza. La densit& capillare
aumenta ulteriormente a livello dell’estremo cefe
MOVIMENTO
© avanzamento (caratteristico)
* rotazione
© trasposizione
IN BASE AL FLUSSO VASCOLARE
* peduncolo diretto
* peduncolo invertito
Alcuni lembi hanno flusso terminale come ad esempio il polpastrello, che ha una
vascolarizzazione di tipo terminale. Il peduncolo a flusso invertito, si realizzano sfruttando le
anastomosi distali, a livello del polso abbiamo ad esempio un flusso diretto, se invece dal
polso voglio riparare le dita, scolpisco e taglio sotto la diramazione le strutture arteriose e si
ruota il peduncolo, si sfrutta il flusso retrogrado delle arcate superficiali. (cercare su internet)
INDICAZIONI ALL'USO DI LEMBI
© esposizione di tessuti nobili
©. tendini, strutture capsulo-legamentose, articolazioni
© scheletro
© pieghe di flessione
Illembo & costante nel tempo, non va incontro alla sofferenza caratteristica dell’innesto che
comporta la retrazione. Possono essere utilizzati per ricostruzioni funzionali dinamiche ad
esempio il muscolo gracile per il flessore dell’avambraccio.
I lembo V-Y é il pid diffuso, possono essere utilizzati anche in caso di notevole perdite di
sostanza. Il cuoio capelluto necessita di grandi movimenti di lembi anche per piccole perdite
di sostanza considerando che @ adeso al sottocute. II lembo di limberg viene disegnato in base
ad un preciso modello geometrico. La perdita di sostanza viene inclusa in un rombo.
Nell’anziano, vista la lassita dei tessuti @ molto pid semplice allestire dei lembi. Le perdite di
sostanza a livello del vertice é complesso, sono necessari numerosi lembi per la ricostruzione.
Ilembi a Z aumentano lo spazio ed evitano le retrazioni.
LEMBI LIBERI
Sede del trauma:
© gamba: 3 superiore, medio, inferiore
‘© piede: dorso, appoggio, regione achillea
Tipo di perdita di tessuto:
‘©. tessuti molli
© tessuto osseo© presenza di infezioni ed osteomieliti
© pseudoartrosi.
Lembi locali
© gastrocnemio (coprire il 3 distale) i due lembi hanno vascolarizzazione differente,
© soleo (copre il 3 medio ed inferiore della gamba)
© estensore proprio delle dita
© dorsale del piede: sfrutta il circolo tra arteria tibiale posteriore ed anteriore a livello
dorso plantare.
MUSCOLARI:
© grande dorsale: estesa copertura di perdita di sostanza, ha vascolarizzazione costante.
© Serato.
© gracile
FASCIOCUTANEI:
© radiale
© scapolare
© anterolaterale della coscia
OSSEI E COMPOSTI
© perone
@ indicato lo studio della struttura ricevente (stato dei vasi per realizzare I'anastomosi)
considerando che in seguito al traumatismo sono necessarie delle anastomosi non ottimali.
Ii muscolo gracile & indicato nel caso di ricostruzione di lembi lunghi, si utilizza nel caso dei
flessori dell’avambraccio, si utiliza anche nel caso di perdite di sostanza stressa ed allungata
LEMBO RADIALE
Lembo fasciocutaneo che da migliori soddisfazioni da un punto di vista ricostruttivo ad
esempio a livello del tendine di achille.
PERONE VASCOLARIZZATO
E il lembo pit impiegato nelle ricostruzioni ossee particolarmente lunghe, ha una duplice
vascolarizzazione, sia endomidollare che arcuata, é utilizzato per la ricostruzione della
mandibola ¢ della tibia. E indicato per perdite di sostanza importante che peril tessuto
autologo, @ indicato come lembo semplice o peduncolato. Gli svantaggio prevedono fratture,
difficile dissezione, peduncolo corto, morbidita in sede donatrice e cicatrice inestetica,
Llasportazione del perone non comporta conseguenze, é necessario lasciare almeno 7-8 cma
livello distale per assicurare la stabilita della caviglia.{]
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UNIVERSITA DEGLI STUDIDICATANIA
(CATTEDRA DI CHIRURGIA PLASTICA
DIPARTIMENTO SPECIALITA’ MEDICO
(CHIRURGICHE
UNITA’ OPERATIVA DI CHIRURGIA PLASTICA
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‘AZ. OSPEDALIERA “CANNIZZARO”
Direttore:Prof, PAOLO SiRAGO" *
MALFORMAZIONI CONGENITE IN CHIRURGIA PLASTICA
Definiamo malformazione congenita qualsiasi alterazione della normale morfologia corporea
determinata da un errore di’sviluppo nel corso della vita intrauterina:
‘Le malformazioni che interessano la chirurgia plastica sono quelle relative alle strutture esterne della
faccia, del collo, della regione mammaria, delle mani, dei piedi e dei genitali ester.
EPIDEMIOLOGIA
‘Non esistono statistiche relative all’ incidenza delle malformazioni congerite in senso assoluto, poiché
‘vi sono malformazioni congenite che determinano alterazioni modeste’e che non vengono quindi
denunciate. In altri casi, come in certi angiomi, cutanei, si manifestano con lesioni inizi
modeste che, nel corso dello sviluppo del corpo, assumono dimensioni ¢ aspetti clinici anche di
notevole gravita.
‘La frequenza delle malformazioni congerite é in aumento per svatiate ragioni:
. aumento della polluzione ambientale;
+ lamaggiore diffisione nel sesso femminile di ntossicezion vlutmarie (imo, aleoo, et)
© aumento del consumo di farmaci;
‘© Ia maggiore esposizione del sesso femminile a fattori di rischio in ambiente lavorativo;
‘* il miglioramento delle terapie anti-abortive che consentono la nascita di neonati malformat.
EZIOLOGIA
L’eziologia della malformazione congenita pub essere fondamentalmente suddivisa in due tipi di
fattori: fattori endogeni o fetal e fattori esogeni o materi,
1 fattori endogeni comprendono le alterazioni del patrimonio genetico del neonato trasmesse per via
ereditaria; le alterazioni genetiche rferibili ad una mutazione spontanea; le malattie da alterazione dei
mumero di [Link] autosomici, come nella sindrome di Down, che sessuali come nella
sindrome di Turner, Klinefeter, etc.
Regione Sicilians - Azienda Ospedalier “Caanizzaro” - Via Messina, $29 - 95126 ~ Catania
Divisione di Chirurg Plasticn ~ Monobloceo A, 8* piano - Tel. 095-7264505/ 7264514 - Fax 095-7264488
Exuail psirago@unictitUUNIVERSrTA DEGLISTUDIDI CATANIA
‘CATTEDRA DI CHIRURGLA PLASTICA
DIPARTIMENTO SPECIALITA’ MEDICO
(CHIRURGICHE
JINITA’ OPERATIVA DI CHIRURGIA PLASTICA
‘AZ. OSPEDALIERA “CANNIZZARO”
Diretore:Prof, PAOLO SiRAGO’ *
I fattori esogeni sono fattori di origine ambientale che possozo interferire sullo sviluppo di un
cembrione, quali: traumni meccanici, processt flogistci a livello del sacco amniotico, deficit circolatori
2 livello placentare, malattie sistemiche metaboliche e/o’ ormonali della madre, deficit alimentari ¢
vitaminici, assunzione di farmaci potenzialmente teratogeni come ormoni, antiblastici, cortisonici,
analgesici, psicofarmaci, antibiotic, alcolismo, tabagismo © tossicodipendenza, esposizione a
radiazioni ionizzanti, malattie infettive da vari agenti patogeni (toxoplasmosi, siflide, rosolia,
eccetera).
PATOGENESI
© Meccanismi displasici: in questo caso I’anomalo sviluppo di una regione deriva da una
precoce o tardiva comparsa dei normali fenomeni di inibizione dello sviluppo stesso. Nel
primo caso si avri la costituzione di una ipoplasia come nella focomelia, nel secondo si
avra un’iperplasia come nella macrodattilia,
© Meccanismi disrafici: Ia formazione deriva dalla mancata saldatura di fessure e di soluzioni
i continuo che sono normalmente presenti nei vari stadi della vita embrionale.
Tn linea di massima quanto pit precocemente agisce Je noxa patogena tanto pid grave sara la
‘malformazione che ne deriva; particolarmente gravi sono quindi le malformazioni che originano nei
eriodo della organogenesi e cioé nel primo trimestre di vita intrauterina.
Regione Sica - Azienda Qspedaliera “Cannizzaco"- Via Messina, 829 95126 - Catenia
Divisione di Chiargia Plastica ~ Mencbloceo A, 8° piano ~ Tel. 095-7264506) 7264514 - Fax 095-7264488
‘Eel psirego@unict.t1) nrvansrré DEGLI stuDrDr CATANIA
‘CATTEDRA DI CHIRURGIA PLASTICA
[] DIPARTIMENTO SPECIALITA’ MEDICO
Ul ‘CHIRURGICHE .
‘UNITA’ OPERATIVA DI CHIRURGIA PLASTICA
>) AZ OSPEDALIERA “CANNIZZARO”
| V Gpawenye ran ascot
LABIOPALATOSCHISI
La labioschiti é'una malformazione congenita catatterizzata da fissurazione del labbro superiore in
Lj” posizione paramediana. Pud' essere mono o bilaterale. La pelatoschisi & caratterizzata, invece, da
fissurazione delle strutture del palato, tale da mettere in comunicazione la cavita orale con una 0
q centrambe Je cavit’ nasali. Queste malformazioni possono presentarsi singolammente o in associazione
fra loro ed in questo caso si parlera di labiopalatoschisi.
‘La labioschisi ¢ una malformazione molto frequente con un‘incidenza media di cirea 1:750 nati vivi,
{] con predilezione peril sesso maschile,
LJ Leziopatogenesi di questa malformazione @ tuttora poco certa: alla base esisterebbe una
predisposizioné genetica su cui agirebbero condizioni teratogene quali infezioni virali contratte dalla
gestante. nelle prime due settimane di gestazione o lesposizione a diverse altre sostanze. Tutte
queste noxae comporterebbero deficit vascolari ed alterazioni nella migrazione del mesoderma
allinterno delle strutture ectodermiche normalmente congiunte.
Q) Emibriologicamente la formazione del labbro superiore, dell’arcata mascellare fino al foro incisivo,
t deriva dalla fusione, tra la quinta e la settima settimana di vita intrauterina, del processo ffonto-
Rasale, nella linea mediana, con i due processi masceliarilateralmente.
Q Il palato secondario, si costituisce successivamente per fusione dal foro incisivo fino all'ugola, dei
processi palatini del mascellare sulla linea mediana determinata dalla migrazione in basso della lingua
‘man mano che il collo si verticalizza. La formazione ¢ completa grazié alla fusione dei processi
ppalatini del mascellare enteriormente con ia pre-maxilla¢ superiormente con il setto nasale.
La schisi del labbro e del palato primario e quella del'palato secondario data la differente genesi
| __Stitilgic sno pendent fa ovo © pesono presets fom ota si in xocie
La classificazione delle mialformazioni del palato primario e secondario a tutt’oggi pid usata @ quella
proposta da Kernahan-Stark: essa distingue: schisi del palato primario (labbro e/o premaxilla)
unilaterale, completa od incompleta ¢ bilaterale anch’essa completa od incompleta.
‘Schisi del palato secondario completa, palato duro e molle, ed incompleta schisi sottomucosa
Schisi del palato primario e secondario unilaterale,completa ed incompleta e bilaterale, anchessa
completa od incompleta:”
La labioschisi pud essere distinta in tre forme cliniche: completa, incompleta e frustra o cicatriziale,
{| Lapprima interessa il labbro a tutto spessore, raggingendo in altezzail vestibolo nasale.
u ‘Nella forma incompleta la schisi interessa il labbro a tutto spessore ma non per tutta la sua altezza.
La forma cicatriziale é caratterizzata dall'interruzione anatomica del muscolo orbicolare, mentre la:
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‘CATTEDRA DI CHIRURGIA PLASTICA
DIPARTIMENTO SPECIALITA’ MEDICO
(CHIRURGICHE
JNITA? OPERATIVA DI CHIRURGIA PLASTICA
‘AZ. OSPEDALIERA “CANNIZZARO”
Diretore:Prof PAOLO SiRAGO”
Clinicamente la labioschisi si presenta con dislocazione della narice, appiattimento e slargamento
della parete del naso, il labbro superiore appare fissurato con filtro ed arco di Cupido dal lato sano
stirato verso Talto, come anche la restante parte del labbra,
I problemi conseguenti a tale malformazione possono essere distinti in immediati, quali ta difticolté
alla suzione (facilmente superabile con Pallattamento artificiale) ¢ le evidenti alterazioni estetiche; ¢
tardivi, tra cui gli esti ci i pit o meno evident ¢ le deformita del naso,
La correzione chirurgica di tale malformazione deve essere attuata precocemente, si ritiene a
tutt’oggi che tale malformazione vada comretta all’etA di 3-6 mesi.
Le tecniche chirargiche utilizeate sono differenti ¢ risiede nella familiaritt del chirurgo la scetta
del’una o dell'altra:
Tecnica di Tennison ‘Tecnica di Millard
Orpedaions “Cannizra - Via Messing, $29 95126 Catania
Divison Chins Pati Mantas A ian TL O95 TaE4508 T26S14- F095 TSE
S Femail psiapog@unit it[UNIVERSITA DEGLI STUDIDICATANTA
(CATTEDRA DI CHIRURGIA PLASTICA
‘DIPARTIMENTO SPECIALITA? MEDICO
‘CHIRURGICHE
UNITA’ OPERATIVA DI CHIRURGIA PLASTICA
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‘AZ. OSPEDALIERA “CANNIZZARO”
Direttore:Prof. PAOLO SIRAGO*
La palatoschisi si pud presentare in forma isolata od in associazione con schisi del palato primatio,
ud essere completa od incompleta.
Clinicamente,si-manifesta come una fissurazione del palato che pud estendersi posteriormente sulla
linea mediana a diverso livello fino ad interessare tutto il palato dal foro incisivo fino all'ugola.
Un problems immediato che si associa a questa malformazione tiguarda,Palimentazione; inftti, Ja
commnicazione oro-nasale non consente I’istaurarsi della depressione endo-orale che sta alla base del
‘meccanismo di suzione. Va posta anctie attenzione all'istaurarsi di fenomeni flogistici a carico delle
time vie aeree, legati alla mancata umidificazione ¢ riscaldamento dell’aria, complicati dalla facile
inalazione di sostanze alimentari che possono complicarsi con broncopolmonite. Altri problemi sono
rappresentati da queli di ordine fonatorio, ortodontico e, non ultimi i problemi estetici.
La corrézione chirurgica di tale malformazione va effettuata ad un anno di vita e le tecniche a
disposizione per tale'intervento sono anche in questo caso diverse e differenti a seconda che la schisi
interessi il palato duro o quello molle. Di seguito indichiamo prima le tecniche per la correzione del
palato duro, quindi quelle utilizzate per la correzione del palato motte:
Tecnica di Stricker "Tecnica di Veau-Wardill-Kilner
Tecnica di Von LangenbecK.
Regione Sicliana - Azienda Ospedaliera “Cannizaro” « Via Messina, 829 - 95126 ~ Catania
Divisione ei Chirurgia Plastica ~ Monoblocco A, 8 piano - Tel, 095-T264506) 7264514 - Fax 095-7264488
Eomail psirage@unicitUNIVERSITA DEGL STUDI DICATANTA
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DIPARTIMENTO SPECIALITA’ MEDICO
(CHIRURGICHE
JNITA’ OPERATIVA DI CHIRURGIA PLASTICA
‘AZ. OSPEDALIERA “CANNIZZARO”
Direttore:Prof. PAOLO SIRAGO"
. oo e {
Tecnica di Veau-Wardill-Kilner
7
Tecnica di Furlow
Liintervento deve essere eseguito bilanciando da un lato la necessita di dare al pit presto al paziente
Ja possibilita di parlare in modo comprensibile, dallaltro la necessita di evitare troppo precocemente
cicatrici che possono interferire con lo sviluppo suecessivo del palato.
Le stigmate di un paziente affetto da labiopalatoschisi sono indubbjamente evidenti sia esteticamente, |
ma @ anche possibile. intuirle ascoltando parlare un. paziente con palatoschisi anche se trattato bad
chirurgicamente, 7
Le alterazioni [Link] if naso,’con deviazione del setto e della piramide nasale ed |
appiattimento delPala del naso,
T!adbro, con turbe dell’arco di cupido, appiattimento del filtro ¢ deformita a fischio.
I profilo del viso, con appiatimento del terzo medio della faccia, procheilia del labbro inferiore ¢
prognatismo,
L’oectusione dentale con deformita in terza classe.
Possono permanere fistole del palato od insufficienza velofaringea. {
Reziooe Silian - Azienda Ospedaliera“Canntzars” - Via Messina, $29 - 95126 - Colania [
Divisione di ChirugiaPlastcn ~ Monoblocco A, 8° piano - Tel. 095-7264S08) 7264514 ~ Fax 095-T264488,
Eamall psiege@unietit
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1] cavers ouster proaranta
CCATTEDRADICHIRURGIA PLASTICA
[]. DIPARTIMENTO SPECIALITA’ MEDICO
ul CHIRURGICHE
UNITA’ OPERATIVA DI CHIRURGIA PLASTICA
(7 AZ. OSPEDALIERA “CANNIZZARO”
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INNESTI E LEMBI IN CHIRURGIA PLASTICA
eS)
INNESTI
co
Definiamo innesto il trapianto di uno o pitt tessuti o di una parte di esi, trasferiti in altra sede
interrompendo le connessioni vascolari con la sede del prelievo. E' definita area donatrice la sede de!
prelievo, mentre area ticevente la destinazione delfinnesto.,Una prima clasificazione, degli innesti
ud essere fatta in base al soggetto donatore e ricevente in:
‘Autoinnesti: donatore e ricévente sono Ia stessa persona.
‘Omoinnesti: donstore e ricevente appartengono alla stessa specie; e qui distinguiamo ancora
isoinnesti, il donatore ed il ricevente hanno antigenicitA identiche, gemelli monocoriali ed allo innesti,
i donatore ed il ricevente hanno antigenicita simile, gemelli non monocoriali
Eteroinnesti: donatore e ricevente appartengono a spécie diverse.
Altra classificazione si pud fare in base all'uso che se ne fa dellinnesto in:
[] Isotopic: il tesauto viene utizzato per colmare una perdi di sostanza di un tessuto identico in ala
U sede.
Eterotopici: il tessuto viene invece uilizzato in sostituzione di un altro tessuto (cartilagine in
{| sostituzione della strattura fibrosa tarsale).
LU Ancora distinguiamo gli innesti in:
Semplici, costituiti da un solo tessuto e compost, costituiti da pit tessut.
{] Sono “innesti semplici quelli di cute, mucosa, derma, tendine, muscolo, fascia, nervo, osso,
u cartilagine, adipe.
{| iNNestrpicuTE
‘Vengono utilizati per colmare perdite di sostanza cutanea ripristinando la continuita tegumentaria,
Possono essere distinti in: innesti a spessore parziale, a loro volta classificati in:
Sottili od epidermici:comprendenti Tepidermide fino alle creste papilla, di spessore compreso tra
0,20 e 0,25mm,
[| Medio dermo epidermici a piccolo spessore, comprendenti lepidermide ed il derma papillae, di
spessore tra 0,30 ¢ 0,40 mm.
Spessi o dermo epidermici a medio spessore, comprendenti lepidermide ed il derma fino al confine
[J trala zona fascicolare e quella reticolare, di spessore compreso tra 0,40 e 0,50 mum.
Innesti cutanei a tutto spessore, comprendenti la cute ed il sottocute, di spessore massimo 1 mm.
—
so™N“UNIVERSITA DEGLI STUDIDICATANIA,
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Direttore:Pref, PAOLO SIRAGO"
INNESTI DI CUTE A SPESSORE PARZIALE
Possono essere prelevati a mano libera ; se di grosse dimensiori, mediante un apposito strumento
chiamato dermatomo, che pud essere a funzionamento manuale 0 meceanico (elettrico o
pneumatico). .
Le sedi del prelievo sono rappresentate da quelle zone cutanee in cui ci sia una sufficiente
isponibilita di tessuto ed in cui siano meno evidenti i danni estetici; queste sono rappresentate dalla
superficie antero laterale della coscia, dalla regione ghutea ¢ da quella inguinale. Nel, caso in cui siano
necessari quantitativi notevoli di cute, come nei grandi ustionati, qualsiasi distretto corporeo pud
essere sede ‘del prelievo e, dopo lz guarigione, pud essere riutilizzato per questo. La guarigione di
queste zone avviene spontaneamente, per rigenerazione dalle creste interpapillar. Nel caso in cui sia
necessario ricoprire una vasta zona del corpo, é possibile amplificare il prelievo, inserendolo in un
particolare apperecchio chiamato "mesh graft’ o “mesher’, che praticando delle incisioni
ongitudinali, consente di estendere il prelievo a rete, aumentandone la superficie da 2 a 10 volte
quella originale.
E essenziale che la cute da prelevare sia ben detersa e distesa, al fine di effettuare un prelievo il pit
possibile uniforme in spessore. Una volta trapiantato, vera gerantita la sua adesione ai piani
sottostanti mediante una medicazione compressiva tenuta in sede dai fill di sutura ai margini
delfinnesto lasciati appositamente lunghi.
MODALITA DI ATTECCHIMENTO DI UN INNESTO
Un innesto per definizione @ privo di vascolarizzazione propria; si definisce attecchito quando ‘si
siano stabilite le connessioni vascolari con la zona ricevente. i
La nutrizione dellinnesto nelle prime 24-36 ore, avviene grazie alla presenza di proteine e glucidi
nellinterfaccia tra innesto ed area ricevente, i
La fasé sticcessiva viene definita della neoangiogenesi o inosculazione vascolare; in questa fase, i vasi
* dell'innesto, ‘non pi [Link] ‘inibizione da contatto, proliferano, fino a quando non abbiano
raggiunto i vasi della zona ricevente, stabilendovi connessioni stabili.
E' nei mesi successivi che si ha il rimodellamento delt'innesto con variazioni cromatiche e retrazione.
VANTAGGI DEGLI INNESTI A SPESSORE PARZIALE
1) Ampia disponibilita di tessuto.
2) Meno indaginoso il processo di atteochimento.
3) Rapidita di esecuzione.
4) Guarigione spontanea della sede del prelievo.
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CHIRURGICHE
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=
DirettoreProf PAOLO SIRAGO?
{| svANTAGGI
1)’ Maggior tendenza alla ipo-iper pigmentazione.
2) Maggior tendenza alla retrazione.
3) Scarso risultato estetico.
4) Insufficiente copertura dei piani profondi.
=
INNESTI A TUTTO SPESSORE a
[Jn prtiove sn quarto cato viens efbiuato «mmo Shera con il bist, Le sede 2 rappescaiat da
quelle zone in cui sia mieno visibile il danno estetico, ed in cui Helasticita dei tessuti consente la
[7] guarigione per prima intenzione; queste sono rappresentate dalla superficie interna del braccio,
i regione sopraclaveare ,inguinale e retroauricolare.
q VANTAGGI DEGLI INNESTI A TUTTO SPESSORE,
LU
1) Minor tendenza alla ipo-iper pigmentazione.
1 2) Minor tendenza alla retrazione.
Li _3) Buona copertura dei pianiprofond.
4) Buon risultato estetico
SVANTAGGI
o
1) Modalita di attecchiemento indaginosa.
2) ‘Scarsa disponibilita di tessuto.
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MO ED ETERO INNESTI
om
La principale indicazione al loro uitilizzo & nei grandi usticnati. Possono essere utilizati freschi ©
conservat, lioflizzati o congelati La loro funzione é quella di fornire una copertura biologica,
Gili, omoinnesti vengono utilizzati grneralmente congelati, a -196°C, per ridurre il loro potere.
antigenico ed attenuare il fenomeno del rigetto, comune a tutti trapianti ¢ dovuto alla diversitd
antigenica del sistema HLA. E' quel processo mediante il quale non appena formatesi le connessioni
vvascolari con la sede ricevente, si verificano fenomeni di trombosi intravasale, che portano alla
‘hemia e necrosi del trapianto.
Gli eteroinnesti vengono generalmente utilizzati lioflizzati, vale a dire dopo avere subito quel
processo che rende minimo il foro contenuto proteico al fine di ridumne la loro capacita antigenica.
Gii animali che vengono utilizzati sono quelli che abbiaho una maggiore affinita con Tuomo, ossia il
taiale e raramente i bovini.
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INNESTI DI MUCOSA
‘Vengono utilizzati per rimpiazzare deficit mmcosi, I! prelievo viene generalmente effettuato al
vestibolo della bocca, meno frequentemente dalla mucosa nasale o vaginale. Il processo di
attecchimento & pressoché identico a quello degli innesti di cute; va perd sottolineata una loro
maggior tendenza alla retrazione, sicch¢ il prelievo deve eccedere la perdita di sostanza da colmare, r
INNESTIDI DERMA =
‘Vengono utilizzati generalmente per rinforzare la parete’ addominale, nel laparocele, o nelle Ui
riparazioni di deficit muscolari, I prelievo pud essere effettuato a mano libera, o con il dermatomo,
previa disepidermizzazione della zona di prelievo, con lo strumento, si preleva il derma, l'epidermide ri
residua viene utilizzata per coprire la perdita di sostanza. L
Oggi é possibile disporre di un materiale biologico di derivazione eterologa (bovina), il collagene,
che sotioposto a particolari trattamenti, viene reso liquido, ed iniettato in zone in cui sia necessario {
ripristinare deficienze volumetriche, {
INNESTI DI ADIPE |
‘Vengono utilizzati per colmare deficienze volumetriche ripristinando le normal salienze anatomiche. F
La sede del prelievo é rappresentata da quelle zone in cui sia sufficientemente disponibile ladipe, [
quali la regione ipogastrica © quella glutea. II prelievo pud essere costituito da solo adipe o da questo
© derma, Data la spiccata tendenza al riassorbimento, & buona tegola ipercorreggere il difetto-o :
ricorrere agli innesti composti. {
INNESTI DIFASCIA
‘La fascia @ in tessuto altamente resistente ed unico per caratteristiche da poter essere utilizzato per
svariati impieghi. Nella paralisi del facciale per ripristinare la normale fisionomia della faccia, nella
ptosi palpebrale per innalzare la palpebra superiore ed in neurochirurgia in sostituzione della dura
madre. La sede,[Link] é rappresentata dalla fascia late, ed il prelievo pud essere effettuato a
cielo aperto 0 con un particolare strumento, detto fasciotomo che, mediante piccole incisioni,
conséente di effettuare prelievi sufficientemente ampi.
INNESTI DI MUSCOLO-
‘Venigono impiegati per riprstinare deficit muscolari nel distretto facciale. Le sedi del prelievo sono
rappresentate dagli estensori brevi delle dita [Link], e del palmare lungo. Per evitare Tatrofia del
muscofo & buona norma denervare tempo prima il muscolo o rinnervarlo durante Finnesto.
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‘AZ. OSPEDALIERA “CANNIZZARO”
Dirattore:Prof, PAOLO SIRAGO’
INNESTI DI TENDINE
‘Vengono utilizzati in traumatologia della mano o dell'arto superiore, per ripristinare la continuita dei
téndini nei casi in cui non sia possibile il diretto accostamento dei monconi.
Le sedi di prelievo sono rappresentate dal fessore Iungo’ delle dita‘del piede, dal palmare tungo. 11
‘tendine deve essere trapiantato senza ledere il suo rivestimento esterno o peritendine.
INNESTI DI VENA =
“Vengono impiegati per ripristinare lintegrita vascolare soprattutto in traumatologia. I vasi possono
essere prelevati dal paziente stesso e le sedi del prelievo sono rappresentate dalle vene della
superficie dorsale della mano e dalla vena safena.
Linnesto venoso pud essere utilizzato sia in sostituzione di un'arteria, infatti dopo un lasso di tempo
si hanno fenomeni a livello muscolare vasale che comportano la arterializzazione del vaso venoso, sia
in sostituzione di una vena.
articolare attenzione va posta alla direzione del lusso, in quanto potrebbe essere ostacolato, dopo il
‘trapianto, dalla presenza di valvole nelfinnesto stesso.
INNESTI DI NERVO
Ve utilizzati per rimpiazzare perdite di spears conseguenti a traumi, che interessino i nervi
Possamo nvere diver! sind! d Jeinoe nervosn ecco Suen
‘Neuroeprassia: temporanea lesione del rivestimento mielinico di un nervo, guarisee spontancamente
con restituzio ad integrum.
Assonotmesi: Tintegrita del tubo endoneurale & mantenuta ,anche se vi & soluzione di continuo
dellassone, La rigenerazione é spontanea essendo integro il tbo endoneurale.
‘Neurotmesi: si ha la sezione
‘compieta del'assone e della fibra nervosa
Ricordiamo anche la classificazione di Sunderland.
‘Nesiroapassia: 1°grado di Sund
‘Assonotmesi: 2° * y
°-4° e 5° grado di Sunderland,
‘Nel 3° grado sia lesione delta fibra nervosa ma il perinervio @ integro, nel 4° grado il perinervio &
sezionato e la fibra é danneggiata, nel 5° grado ¢ la completa sezione del nervo.
Le sedi del prelievo sono rappresentate dal nervo surale e femorale nel caso in cui sia necessario un
xervo di dimensioni maggior
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INNESTID'OSSO
‘Vengono utilizzati negli esiti di fratture comminute, o con perdita di sostanza, o per fornire sostegno -
permanente a particolari struthure, quai il dorso del naso.,
Possono essere innest di sola corticale, di spongiosa o di corticale’e spongiosa, Le sedi di prelievo
sono rappresentate dalle superficie antero mediale della tibia che fornisce innesti di sola corticale,
dalla crestailiaca, che fornisce innesti sia di corticale sia di spongiosa, come anche le coste. i
Importante probleme & il periostio, in quanto se lasciato in sede favorisce la rigenerazione dell'osso,
se innestato ne facilta Tattecchimento.
Gii svantaggi sono rappresentati da
1) notevole dolore post operatorio in sede di prelievo
2) fratgure precoci r
3) facilta di infezioni |
4) possibile riassorbimento.
INNESTI DI CARTILAGINE
Vengono utilizzati isotopicamente in sostituzione delle cartilagini nasali 0 dellorecchio,
eterotopicamente, in sostituzione della struttura fibrosa tarsale.
La sede di prelievo é rappresentata dalle cartilagini costali
‘L’attecchimento é generalmente semplice. af]
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LEMBI
Definiamo lembo il trapianto di uno o pitt tessuti o di una parte di essi trasferiti mantenendo la
connessione vascolare con Tarea donatrice Questa comessione viene defnita peduncolo, ed &
essenziale ai fini della sopravvivenza del lembo.
I Iembi vengono utilizeati per sopperire deficit cutanei e dei piani profondi i principi sui quali si
basano sono i seguenti
1) disponibilité di aree donatrici da trapiantare, idonee e nelle quali il deficit residuo sia minore
rispetto ella perdita di sostanza da riparare.
2) Vascolarizzazione autonoma; ricordiamo che il lembo pud migliorare il trofismo delfarea
ricevente apportando movi vasi.
3) Tensione ripartita su pid vettori.
4) Buon risultato sia finzionale sia estetico.
5) Migliorare l'elasticita cutanea.
Un lembo pud essere classificato in base a diverse sue caratteristiche che sono:
VASCOLARIZZAZIONE. assiale o random.
SEDE D'ORIGINE. vicinanza o distanza.
MOVIMENTO. avanzamento, rotazione, transposizione.
FORMA. piani e tubulati.
PEDUNCOLO. temporaneo o permanente, mono-bi- ¢ tri-peduncolati, a peduncolo dermico,
sottocutaneo, vascolare, con enastomosi microchinurgica (Free Flap).
TESSUTL. cutanei muscolari, fasciali, etc. fascio-cutanei, mio-cutanei, osteo-muscolari, osteo-
catanei.
“VASCOLARIZZAZIONE.
EB’ un parathetro essenziale per: gérantire la vitalita del lembo. Oltre Tapporto arterioso, @ altresi
importante {o scarico venoso, che, se compromesso, pud portare alla necrosi del lembo. In base alla
vvascolarizzazione i lembi possono essere distinti in lembi a vascolarizzazione assiale o prestablita ,
‘sono tutti quei lembi in cui i vasi hanno un decorso prevedibile, esempio di tale lembo é quello
inguinale in cui viene prelevato tessuto dalla regione inguinale ed ipogastrica, che @ irrorata
dallateria iliaca circonflessa superficiale; ¢ lembi a vascolarizzazione random o casuale, In questo
caso le dimensioni del peduncolo non dovranno essere cosi piccole da contenere solo i vasi. Infatti
considerando che la vitaita del lembo é garantita sia dalla pressione di perfusione sia dallo scarica
‘venoso, che sono parametri costanti, ampliando le dimensioni. del peduncolo si avra la certezza di
contenere una perventuale maggiore di vasi pil grossi. Cosi per i lembi del viso il rapporto tra la
lunghezza del lembo e le dimensioni del peduncolo potra essere di 1:1 , mentre per i lembi degli arti
inferiori questo réipporto sara di 3:1 - 4:1.@ .
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CHIRURGICHE
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Nel caso in cui sia necessatio ricoprire una grossa perdita di sostanza e sia quindi indicato
Tallestimento din lembo di grosse dimensioni, si potra procedere alla autonomizzazione del lembo
Con questa tecnica si interrompono alcune connessioni vascolari del lembo ad esclusione del
peduncolo e di poche altre che verranno poi interrotte al momento del trasferimento, Si delimita
perifericamente il lembo con incisioni profonde,:senza perd scollarlo, dai piani profonci, quindi si
suturano i margini; in tal modo si ottiene una dilatazione del circolo-residuo, la formazione di nuovi
‘vasie la trasformazione della vascolarizzazione da random ad assiale.
SEDE ion
In base a questa distinguiamo lembi di vicinanza ¢ lembi a distanza, I primi sono quelli allestiti nei
casi in cui vi sia suffciente tessuto nelle zone adiacent la perdita di sostanza; altrimenti si icorre al
secondo tipo.
(Oggi si preferisce di pid usare lembi di vieinanza in quanto:
1. Consentono di lavorare in un unico campo e tempo operatorio.
2. Apportano un tipo di tessuto che ha le stesse caratteristiche dellarea ricevente.
‘Net caso in cui cid non sia possibile si ricorre, allora, ai lembi a distanza; questi possono essere
diretti, ossia prelevati in un unico tempo operatotio, od indirett.
Esempio dei primi sono il lembo addominale da intascamento, in oui la cute dell'addome viene
utilizzata per colmare una perdita di sostanza della mano o del braccio, ed il lembo a gambe
incrociate, in cui la cute della gamba o della coscia viene utilizzata per colmare una p.d.s. della
‘gamba controlaterale.
Esempio dei secondi sono i Jembi tubulati, ossia lembi bipeduncolati a distanza. Si procede nella
seguente maniera:
Autonomizzazione del lembo
Distacco di un peduncolo ¢ suo trasporto al polso, che finge da mezzo di trasporto
‘Distacco del secondo peduncolo e trasporto di questo in prossimita dell'area ricevente
Distacco del peduncolo del polso e trasporto di questo in prossimita delf'area ricevente
5. Rimodellamento del lembo
I lembi tubulati sono oggi poco utilizzati, perché troppo indaginosi ¢ gravati da lunghi periodi di
dogenza.
FORMA
yaeye
In base alla forma distinguiamo i lembi in piani e tubulati I primi possono avere diversa morfologia,
possono essere rettangolari, quadrangolari,triangotari, curvilinei, mono bi ¢ trlobati. I secondi sono
lembi bipeduncolati a distanza, Per il loro allestimento si praticano due incisioni parallele sulla cute
Ga innestare, quindi si scolla la cute compresa tra le due incisioni e si suturano i margini della sede
del prelievo.
aaUNIVERSITA DEGLL STUDIDECATANIA
‘CATTEDRA DICHIRURGIA PLASTICA
DIPARTIMENTO SPECIALITA’ MEDICO
(CHIRURGICEE
‘UNITA’ OPERATIVA DI CHIRURGIA PLASTICA.
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‘AZ, OSPEDALIERA “CANNIZZARO”
Diratore:Prof, PAOLO ‘SIRAGO”
Quindi, per evitare di lasciare tessuto vitale esposto per molto tempo, i due margini del lembo si
suturano fra di loro mantenendo fa cute alfesterno. Quindi il lembo viene trasferito come un qualsiasi
lembo a distanza.
PEDUNCOLO
Ricordiamo che i lembi per definizione sono dotati di vascolatizzazione propria dato che non viene
interrotta la connessione vasoolare con il sito donatore, tranne che in particolari tipi di lembi, In base
al peduncolo distinguiamo lembi a peduncolo permanente, quei lembi in cui il peduncolo non viene
reciso dopo il loro trapianto e lembi a peduncolo temporaneo, quelli in cui dopo un periodo
sufficiente a che si stabiliscano comnessioni con l'area ricevente il peduncolo viene reciso. La
recisione del peduncolo é sempre necessaria per i lembi a distanza, fo diventa in quelli di vicinanza
nel caso in cui la cute del peduncolo costituisce un impedimento funzionale od un danno estetioo(dog
car). Ancora in base al peduncolo i lembi possono essere mono-bi-tripeduncolati, questi vltimi sono
Possiamo ancora distinguere lembi a peduncolo:
1, Demico; sono lembi a peduncolo dermico alcuni lembi utilizzati per Yinnalzamento dellareola in
particolari tecniche di mastoplastica.
2. Sottocutaneo; esempio di questo tipo é il lembo temporale, irorato dall'arteria temporale.
3. Vascolare; sono lembi a peduncolo vascolare, o lembi ad isola, tutti quelli in cui il peduncolo sia
costituito dai soli vasi
Grazie ‘alle moderne tecniche oggi possibile trasferire lembi a distanza interrompendone le
connessioni con area donatrice ed anastomizzando microchirurgicamente i vasi sezionati a vasi di
dimensioni sufficienti presenti nella sede ricevente(FREE FLAP).
TESSUTO
Raramente i lembi sono costituiti dé un unico tipo di tessuto(come ad esempio i lembi muscolari).
Nel caso in oui siano costiuiti da pit tessuti, verranno denominati in base @ quello predominate
Avremo cosi lembi cutanei, dermici o dermo adiposi, lembi ghiandolar, ete.
E! oggi possible: allestire lembi costitniti dalla unione di pid tessuti e trasferti tutti
contemporaneamente, avremo cosi lembi mio-cutanei, fascio-cutanei, osteo-muscolari, osteo-mio-
catanei,
Vi sono casi in cui la vascolarizzazione di un determinato distretto proviene in gran parte dalla
fascia( ad esempio nelferto inferiore), & in tal caso utile comprendere la fascia nel lembo per
migiiorarne la vitalita.
In altri casi questa, invece, proviene dal muscolo ed allora sara utile includere questo nel lembo, se la
sua funzione non é essenziale,
voN[UNIVERSITA DEGLISTUDIDI CATANIA,
‘CATTEDRA DI CHIRURGIA PLASTICA
DIPARTIMENTO SPECIALITA? MEDICO
‘CHIRURGICHE
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AZ. OSPEDALIERA “CANNIZZARO”
DIRETTORE:PROF. PAOLO SIRAGO?
INTRODUZIONE
Le citcostarize causa dei traumi facciali possono essere le pit varie, dagli incidenti automobilistici
‘eli infortuni sul lavoro, dalle lesoni da corpi contundenti agli incidenti durante le pratiche
sportive, ai morsi di animale, alle lesioni da arma da fuoco.
Nella maggior parte dei casi le fratture sono localizzate ad un solo distretto del massiccio facciale,
dove le zone pid colpite risultano esser quelle pid prominenti (mandibola, zigomo ed ossa nasali).
Nei grossi incidenti della strada difficilmente & solo il distretto facciale ad essere coinvolto, molto
pid frequente & infatti associazione di queste lesioni con gray
raumi in altri distretti corporei,
Risulta pertanto essenziale il primo soccorso fornito da personale altamente spe
dell’incidente.
lizzato sil luogo
Una volta portato a termine il trattamento salva vita (1’ABCD dell"american céllege of surgeons
commettee on trauma) si interviene sul distretto facciale con il duplice obiettivo di ripristinare la
funzionalita e I’estetica del viso.
APPROCCIO INTERDISCIPLINARE AL -
PAZIENTE CON TRAUMA MAXILLO-FACCIALE
1 traumi del distretto. facciale possono limitarsi a sole lacerazioni,o ad abrasioni superficiali dei
fessuti molli o possono essere complicate dalla loro associazione con lesioni del torace, della testa,
della colonna cervicale, della pelvi, dell’addome o delle estremiti. E’ molto importante, quindl, per
i medico avere informazioni da parte dei soccorritori circa la modalita e la dinamica del trauma.
L’approceio al traumatizzato non pud né deve essere guidato dal criterio di fare solo cid che
richiede la situazione, ma deve seguire rigorosamente un preciso protocollo.Lo schema che ha ottenuto"maggior riconoscimento & quello messo a punto dall’ “American
College of Surgeons Committeé of Trauma”.
Esso comprende quattro fasi:
. OSSERVAZIONE PRIMARIA
. RIANIMAZIONE
. OSSERVAZIONE SECONDARIA
. TRATTAMENTO DEFINITIVO ~
OSSERVAZIONE PRIMARIA
In questa fase, che ha durata da poche decine di secondi a qualche minuto, sofié riconosciute e
trattate immediatamente le situazioni che mettono in pericolo di vita il paziente garantendo le
funzioni essenziali per la sopravvivenza: circolazione e scambi respiratori.
La prima fase della osservazione si esplica nel controllo della pervietA delle alte vie aeree, cio fino
alla laringe.
Le cause pid frequenti di ostruzione nel paziente traumatizzato sono la lingua che ricade verso il
faringe, il sangue, le avulsioni dentarie, il vomito ed i corpi estranei: essi devono essere
prontamente rimossi mantenendo immobile il capo del paziente per evitare lesioni del midollo.
cervicale qualora vifosse un trauma della colonna vertebrale. +
Il Chirurgo di Pronto Soccorso deve inoltrerilevare la presenza di segni vitali quali l"integrith della
funzione respiratoria.
L'esamé obiettivo prevede i classici quattro punti: ispezione, palpazione, percussione ed
auscultazione, seguiti prontamente dall'esecuzione di [Link] del torace, che confermera.
eventuali sospetti clinici.
Le seguenti condizioni richiedono un immediato trattamento perché mettono in pericolo di vita il
paziente:
: Jo pneumotorace iperteso
. lo pneumotorace aperto
—f]
eel
eae a eed Cel Der onl de
i=
c
cS
tc
. Femotorace
. il volet costale
Dopo l'immobilizzazione cervicale e l’assestamento della ventilazione, & necessario reintegrare la
funzione cardiocircolatoria.
Nel corso della osservazione’primaria I'esame-neurologico deve essere rapido ed attento; inoltre
deve essere preso in considerazione lo stato di-coscienza: Ia risposta agli stimoli vocali ed agli
stimoli dolorosi utilizzando la Glasgow Coma Scale, che tiene conto della apertura degli occhi,
delta risposta motoria o della risposta verbale spontanea o provocata.
-RIANIMAZIONE
‘Si esplica nell” applicazione di ossigeno terapia, nel monitoraggio elettrocardiografico e delle
ffurtzioni vital, nell’eventuale massaggio cardiaco o altre tecniche di emergenza quali la toracotomia
aurgenza riservata alle ferite da arma da fuoco o da punta-taglio in pazienti con grave shock
‘emorragico da emotorace massivo,
La fase successiva prevede l'infusione di liquidi, a tale scopo devono essere disponibili adeguati
accessi venosi, La qualith dei fiquidi da infondere ed jl volume sono stabil
presunta delle pertite.
Tutti i pazienti traumatizzati devono essere monitorizzati; a tale scopo devono essere posizionati
catetere vescicale, catetere venoso centrale, saturimetro, sondino naso-gastrico, elettrodi per
esecuzione di ECG in registrazione continua ed effettuato |’incannulamento di una arteria.
OSSERVAZIONE SECONDARIA
Dopo avere controllato e messo in atto la terapia per il mantenimento delle funzioni vital, bisogna
effettuare la [Link] e-strumentale-per ricercare eventuali-lesioni occulte, prodatte dal
trauma che devono essere valutate per organi ed apparati e trattate con priorita relativa al rischio di
morte del paziente.
Losservazione secondaria si sviluppa nelle seguenti fas:
Valutazione Neurologica
Valutazione Ortopedico - Traumatologica
3Ricerca delle Sedi Occulte di Emorragia
Lesioni Penetranti
Nel caso di ferite da arma da fuoco o da arma bianca, l’osservazione secondaria deve essere
condotta con modalita lievemente differente.
Devono essere esposte tutte I¢ sedi. corrispondenti alle ferite penetranti evidenziando, nelle ferite da
arma da fuoco, il foro di ingresso.¢ quello di uscite. In rapporto alla sede-di questi si possono
ipotizzare gli organi lesi. I criterio generale é il seguente: nelle ferite penetranti del torace effettuare
la diagnostica delle lesioni evidenziabili, ma trattamento conservativo: nelle ferite dell’addome
sempre laparotomia o laparoscopia.
TRATTAMENTO DEFINITIVO
Conclusa fa procedura del “trattamento salva vita" & tassativo mantenere il paziente monitorizzato,
valutare i parametri vitali, la pressione venosa centrale © verificare che la diuresi oraria non sia
inferiore a 50 cc/ora.
Stabilizzata la situazione generale del paziente si pud decidere di intervenire nel distretto facciale
con il duplice scopo di:
. ristabilire la funcione delle strutture lese dal trauma
. ripristinare Vaspetto estetico
11 complesso maxillo-faciale gode, a tal proposito,di un buon apporto sanguigno, che permette alle
ferite di rimarginarsi in maniera ottimale, consentendo cosi di raggiungere i due obiettivi sopra
citati
DIAGNOSTICA CLINICO-STRUMENTALE
Dopo aver valutato da un punto di vista generale il paziente, come descritto in precedenza, si
procede ad un accurato esame dello stato locale in maniera consecutive e, sistematica integrando i
dati eventualmente con una documentazione fotografica.
4
6
tc
oo
a
co
2 oS cS
om
ESAME DELLE LESIONI FACCIALT
Incominciamo con |'ispezione del euoio capelluto ¢ del cranio per valutare la presenza di
Jacerazioni o grossolane alterazioni del profilo osseo, ematomi o ecchimosi: queste lesioni possono
essere mascherate dalla presenza dei capelli. Suecessivemente, con la palpazione si valuterd Ia
presenza di crepiti, depressioni ossee o deformitd. Continuiamo Vispezione della regione facciale
esaminandola‘da differenti angolazioni, anteiore, laterale ed inferiore per valutare la presenza di
asimmetrie, deformita ed ematomi o la fuoriuscta di liquor..E” opportuno anzotare la presenza di
ferite, soprattuto di quelle che hanno danneggiato dott, evenienza non rara nelle ferite da arma da
taglio, o il nervo faciale, la cui valutazione risulta semplice da effettuare nei pazienti in perfetto
stato di coscienza, basia infatti chiedere al paziente di muovere i muscoli della faccia. Nei pazienti
con alterazione dello stato di coscienza pud essere utile 1a valutazione intraoperatoria con
stimolatore nervoso. .
Si pud quindi continuare I"esame valutando l'apertura buccale ed annotando la presenza di
limitazione 0 i deviazione evenienze non rare in presenza di una frattura del condilo mandibolare,
i una frattura dell’arco dello zigomo che, urtando contro il processo coronoideo della mandibola
ne limita |'apertura, 0 di dolore che limita la motilita dei muscoli. Bisogna anche tenere in
considerazione disfunzioni dell’articolazione temporomandibolare precedenti al trauma. Se &
possibile @ opportuno supportare I'esame clinico con una fotografia che il chirurgo dovrebbe
sempre scattare ai pazienti con grosso trauma facciale prima di effettuare il trattamento chirurgico.
Continuare l’esame palpando i] contorno dello scheletro facciale sia del terzo medio della facia che
della mandibola, iniziando dalla zona mediale e procedendo tateralmente ed. inferiormente
Ricercare la presenza di mobilitd o fratture palpabili nelle zone chiave del viso: arco dello zigomo,
sutura fronto zigomatica, area naso-frontale, bordo inferiore dell’orbita, mandibola anteriore ed
articolazione temporomandibolare. Annotare la presenza di rumori di crepitio, indice della presenza
di aria nel contesto dei tessuti molli. Valutare I'integrita del nervo trigemino.
Ricercare ogni movimento preternaturale dell’osso mascellare; questo pud essere agevolmente
valutato, afferrando. !'oss0 [Link] alveoli anterioti (non dai denti che-possono essere.
fratturati o persi) cercando di muoverlo in avanti o indietro; pud essere -utile afferrare con I'altra
mano la radice del naso 0 la sutura fronto-zigomati
Un metodo per valutare Ia presenza di frattura della mandibola pud essere quello di esercitare una
pressione su entrambe gli angoli della mandibola. In questa maniera la forza diretta verso la linea
‘mediana produrra un movimento delle zone fratturate,Liesame ol
tivo deve anch® comprendere ta valutazione dell’ orecchio e del contenuto orbitario,
Circa I’81% dei pazienti con trauma del terzo medio della faccia presenta lesioni di vario grado del
contenuto orbitario.
ESAME DELL’ ORECCHIO
‘Valutare la presenza di ematoma o ferite lacero-contuse che necessitano di trattamento chirurgico,
L’otoscopia dovrebbe essere'praticata in tutti i pazienti con trauma facciale per valutare l’integrita
del condotto uditivo esterno e della membrana del timpano.
Se presenti-alterazioni della funzione uditiva:2 opportuna [Link] da parte di uno
specialista. °
ESAME DEGLI OCCHI
Un trauma dell’occhio si associa molto spesso ad un trauma del terzo medio della faccia, sarebbe
infatti utile che tutti qu
azienti fossero visitati da uno specialista Oculista.
Dati oftalmologici
1, Acuita visiva e percezione della luce:
+ Posizione degli occhi: livello delle pupille, presenza di enoftalmo o proptosi
+ Esame oculare delta congiuntiva (edema, chemosi), delle pupille (simmetria, reattivita.
+ Esame del fundus oculare.
2. Dati relativi alla motilita ocwlare.
+ Diplopia stabile o transitoria.
+ Deviazione degli occhi manifesta nella posizione primaria di sguardo.
3. Bsame perioculare:
lacerazioni o ptosi).
* anti; [Link] [Link] ¢ ricerca [Link] nella [Link] canto mediale-
© Apparato lacrimale.
ESAME DEL NASO
Le fratture isolate del naso, come tutte le fratture facciali, sono difficili da valutare soprattutto se il
naso 2 molto gonfio o presenta una imponente emorragia. Tuttavia la palpazione mette in evidenza
1a mobilita o rumori di crepitio se sono presenti fratture. Una deviazione della piramide nasale pud
essere apprezzata all’ispezione ed alla palpazione, tuttavia bisogna considerare che non tutti i
q -pazienti presentano le ossa“nasali o il setto in posizione perfettamente mediana. Un esame
radiografico semplice, pud gia evidenziare la presenza di una frattura.
‘Una valutazione interna del naso, é diretta a valutare |’integrita del setto per identificare se sono
presenti ematoma o deformita. Un ematoma del setto misconosejuto in un bambino pud trasformarsi
un deformita con il tempo.
Bisogna anche valutare I’integritt della mucosa. La fuoriuscita di liquor 2 molto importante ¢
suggerisce una pidl importante frattura naso-etmoidale od una frattura che si estende alla lamina
cribrosa.
In caso di frattura nasale isolata, sarebbe opportuno attendere finche "edema si sia risolto, sara cost
possibile vatutare i contomni del nasoe la funzione.
ESAME DEI TESSUTI MOLLI FACCIALI a
Una lesione dei tessuti molli facciali & di facile riscontro in tn trauma facciale; pud trattarsi di una
semplice contusione causata da Una caduta, fino a grosse perdite di sostanza come quelle dovute ad
ustione 0 a lesioni da arma da fuoco, Tutte queste lesioni devono essere accuratamente valutate,
‘eventualmente in anestesia locale, in maniera sterile, rimovendo eventuali corpi estranei dalle ferite
in quanto possono causare infezione 0 tatwaggi. Bisogna porre molta attenzione alle ferite lacero
contuse che potrebbero avere danneggiato i dotti delle ghiandole salivari o lacrimali ed i nervi
A supporto dell’esame clinico una ecografia od una radiografia dei tessuti molli possono
evidenziare la presenza di corpi estranei. Se necessario un esame TC per la valutazione delle
fratture, potrebbe essere utile effettuare delle scansioné dei tessuti molli per. valutame lo'stato.
‘Dopo l’ispezione bisogna annotare con meticolosita tutte le ferite (molto spesso,una fotografia & di
grande aiuto), quindi effettuare una accurata detersione prima del trattamento chirurgi
bisogna.
anche praticare la profilassi antitetanica.
ESAME DELLE LESIONI INTRABUCCALI
Liesame delle. lesioni. intrabuccali. di, un paziente con trauma facciale, [Link].l'ispezione,
Ricercare l’occlusione ifi quanto pud fornire informazioni sui problemi presenti; un morso aperto
anteriormente suggerisce la presenza di una frattura bicondilare, di una frattura dell'angolo
mandibolare o di una frattura di Le Fort, Una malocclusione laterale nella regione premolare-molare
pud indicare la presenza di una frattura del condilo del Iato opposto, o una frattura angolare dello
stesso lato o una frattura di Le Fort scomposta.
Ghiandole salivariEsaminare le ghiandole salivari ed i loro dotti alla ricerca di lacerazioni che impediscano Ia
fuoriuscita fisiologica del secreto.
DIAGNOSTICA STRUMENTALE
La valutazione radiologica si basa generalmente su cid che I'esame clinico ha evidenziato,
fornendoci le informazioni necessaric pet valutare le fratture.
Siccome spesso i traumi facciali richiedono un trattamento generale di emergenza, in molti casi una
adeguata documentazione radiotogica pud essere effettuata prima del trattamento preliminare,
Esistono diversi metodi radiologici,per valutare un trauma facciale, dalla radiografia tradizionale
fino alle indagini TC ¢ loro applicazioni 3D.
Radiologia tradiionale
Questa rappresenta le fondamenta della diagnostica per immagine; essa da sola pud essere
sufficiente per valutare un trauma facciale,
Per ragioni-di convenienza e classificazione, la fac:
viene divisa in terzo superiore, medio ed
inferiore; il terzo medio ® a sua volta suddiviso in parte centrale e laterale.
Tomografia Computerizcata
Questa metodica ha oggigiorno soppiantato la radiologia tradizionale quasi interamente; ha il
vantaggio di fornire immagini di sottili fettine dello scheletro facciale, ovviando il problema della
sovrapposizione delle immagini di strutture come avviene inevitabilmente nelle radiografie piane;
inoltre V'acquisizione delle immagini permette di manipolare i dati, consentendo di valutare Le
informazioni sia attraverso la finestra per oss0, che per i tessuti molli: questo range di variazioni,
permette di identificare la presenza di corpi estranei di diversa natura.
Le informazioni ottenute su un piano, possono essere rielaborate ¢ ricostruite sui tre piani dello
spazio, fornendo una immagine tridimensionale dello scheletro facciale.
Le pid recenti evoluzioni della Te spirale, forniscono un gran numero di vantaggi; l'acquisizione dei
dati & pid-veloce, ik numero di “fettine” acquisite nello’stesso tempo & maggiore rispetto alla Te
convenzionale, la qualita della ricostruzione @ affidabile; nella maggior parte dei pazienti con
trauma facciale le normali scansioni Te sono sufficienti per porre la diagnosi, ¢ per pianificare il
trattamento. Alcuni casi, perd, pid complessi richiedono sicuramente una scansione in 3D come non
esistono dubbi sul suo impiego nella valutazione di malformazioni postraumatiche complesse.
Rn
|=a
1
co
Q
jl
I
=
cS
Cc
E’ notevolmente aumentata la sua applicazione nelle fratture orbitarie per valutare traumi al globo
cculare ed al nervo ottico. Pud anche essere utilizzata per dimostrare traumi del tessuti molli a
livello delf'articolazione teporomandibolare.
Altre Metodiche
Molte altre teeniche quali angiografia, dacriccistografia, scialografia, ed artrografia,
occasionalmente trovano impiego nella valutazione di un paziente con trauma facciale.
CLASSIFICAZIONE
DELLE FRATTURE FACCIALI
Diverse classificazioni sono ‘state utilizzate in passato per definire le fratture facciali, aleune sono
state coniate solo a scopo di ricerca, altre, invece sono pit idonee per l"inquadramento clinico e
terapeutico del paziente.
Alcune definizioni sono necessarie anche in relazione alle fratture facciali
RAPPORTO CON I TESSUTI CIRCOSTANTI
: Fratture chiuse- la frattura non giace in prossimit& dei denti-e'tion vi sono lacerazioni o
della mucosa orale o della pelle in diretto contatto con la zona di frattura.
. Fratture aperte- appartengono a questo gruppo'le frattare che giacciono in prossimita
dei denti; pud essere presente lacerazione della mucosa orale o della pelle in diretto contatto con il
sito di frattura,
. Fratture complicate- sono fratture aperte in cui coesiste un considerevole danno’o
difetto arcaric dei-fegsuti molli gircostanti,. rm
TIPO DI FRATTURA
La frattura stessa pud essere definita come segue:
. A legno verde- corrisponde alla frattura di una delle’ due corticali dell’osso, mentre
quella opposta & solo piegata.
. Singola- solo una linea di frattura nello stesso osso.
9: ‘Multipla- due o pid linee di frattura nello stesso oss0.
. Comminuta- due o pid linee di frattura comunicanti una con l’altra.
. Con difetto osseo- ® presente un evidente difetto nella struttura dell’osso.
E’ utile inoltre includere il decorso e la forma della frattura (obliqua, trasversale, sagittale etc.) ed il
grado di dislocazione, in quanto fattori influenti per il trattamento chirurgico.
TERMINI CORRELATI ALLE FRATTURE
I seguenti termini sono spesso utilizzati quando si vuole descrivere una frattura:
. Patologica- coesiste un proceso patologico a carico dell’osso che predispone ad una
frattura spontanea 0 a seguito di un piccolo trauma. e
. Atrofica- la presenza di un osso atrofico 2 fattore predisponente per una frattura
spontanea 0 a seguito di un piccolo trauma.
. Con infossamento- un frammento d’osso si incastra in maniera serrata in un altro,
. DirettalIndiretta- \a zona in cui avviene |"impatto @ in relazione con la frattura. Ad
esempio un trauma della regione mediana della mandibola pud causare una frattura indiretta del
processo condiloideo ed una diretta della regione sinfisaria. .
. Blow-out!Blow-in- il pavimento dell’orbita, la parete mediale o laterale. 0. il tetto si
fratturano verso l’interno o I’esterno dell’orbita senza altre rime di frattura.
SITO ANATOMICO DELLA FRATTURA
. Terzo superiore della faccia ‘
1 Osso frontale/seno frontale (tavolato esterno, tavolato interno)
. Terzo medio dellé faccia
Arco dello zigomo,
3. Complesso orbito-malare-zigomatico
4. Orbita: tetto, pavimento, parete laterale e mediale o in associazione con fratture naso
cetmoidali o zigomatico malari.
10
f
=
tmI I)
=e
c
(Ossa nasali: a classificaziofie pid usata analiza la dislocazione post-traumatica del naso in senso
Iaterale ed antero posteriore.
Le fratture con spostamento antero posteriore vengono divise a secondo il grado di gravit
. traumi ad impatto frontale interessanti la porzione anteriore della piramide nasale ed il setto
. ‘traumi in cui si ha un maggior coinvolgimento della piramide con dislocazione del setto
+ gravi traumi da impatto frontale interessanti il processo frontale del mascellare ed i
complesso naso-etmoido-orbitario.
5. Naso-etmoido-orbitarie
6 Oso mascellare: viene generalmente adottata la classificazione proposta da Le Fort
«son.
Nelle fratture basse (Le Fort I, trasverse 0 di Guerin) la parte dento-alveolare viene separata dalle
strutture sovrastanti a livello dellapertura piriforme. Queste fratture possono includere il processo
alveolare, la volta del palato ed i processi pterigoidei in un unico blocco.
Nelle fratture tipo Le Fort II vi é la separazione i un frammento piramidale centrale, contenente
Varcata alveolo-dentaria, dallo scheletro facciale sovrastante. Traumi della zona superiore del
mascellare possono avere come risultato delle fratture che attraversano a parte sottile del processo
frontale, estendendosi lateralmente attraverso le osse lacrimali, il pavimento dell’orbita, la sutura
zigomatico-mascellare ¢, lungo la parete laterale della'mascella, attravérso i processi pterigoidei
fino alla fossa pterigomascellare, Questa frattura 2 conosciuta come “frattura piramidale” a causa
delia sua forma. -
La disgiunzione craniofacciale o frattura di Le Fort III si verifica quando la rima di frattura si
estende attraverso le suture zigomatico-frontali ¢ la sutura fronto-nasale attraversando il pavimento
delle orbite. In questo tipo di frattura il mascellare superiore potrebbe rimanere congiunto allo
zigomo odvalle strutture nasali, essendo I'intero scheletro del terzo medio della faccia totalmente
staccato dalla base del cranio ¢ sospeso:soltanto'daitessuti molli.
. Terzo inferiore della faccia
L Mandibola:
Mandibola anteriore (comprendente la regione sinfisaria e parasinfisaria)- la linea di frattura giace
anteriormente al foro mentoniero:
ulCorpo- [a linea di frattura giace posteriormente al foro mentoniero ed anteriormente al muscolo
massetere,
Angolo- !s linea di frattura giace posteriormente alla parte anteriore det muscolo massetere ed
inferiormente al foro mandibolare.
Ramo- la linea di frattura giace superiormente al foro mandibolare, non raggiunge il solco del nervo
mandibolare, o il suo decorso raggiunge il solco del nervo.
Proceso condiloideo- la linea di frattura giace superiormente ¢ posteriormente al foro mandibolare
e raggiunge il soleo.
Processo coronoideo- la linea di frattura giace superiorments ed anteriormente al foro mandibolare
raggiungendo il soleo.
Intracapsulare- la linea di frattura giace all’interno della capsula dell’articolazione
temporomandibolare.
Processo alveolare: la linea di frattura giace parallela ai processi alveolari della
mandibola o dell’osso mascellare.
CRITERI DI TRATTAMENTO °~
DELLE FRATTURE FACCIALI
Non appena tutti i dati clinici ¢ radiologici safanno pervenuti, si decidera per il trattamento
chirurgico. ‘
Idealmente il trattamento definitivo dovrebbe essere condotto entro i primi 5-7 giorni e non oltre le
2 settimane dal trauma.
FRATTURE DEL NASO
Le fratture del naso possono interessare solo il setto cartilagineo o le ossa nasali od entrambe le
strutture,
12
U
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a
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Cc
ce
cn
Sintomatologia: la frattura nasale & generalmente accompagnata da epistassi, sia in presenza sia in
assenza di ferite interessanti la porzione esterna cutanea od interna mucosa , associata a dolore,
edema, ed ostruzione respiratoria.
I segni di una frattura nasale sono: edema, ferite, deviazione laterale od antero posteriore delle ossa
proprie, sensazione di crepitioo mobilita alla loro palpazione ed infine epistassi. L’esplorazione
endo nasale deve accertare se siamo in presenza di un ematoma del setto (che deve essere drenato),
‘ostruzione data da un turbinato edematoso o di una deviazione del setto.
‘Trattamento; Le fratture delle oss nasali sono facilmente riducibili prima che l’edema dei tessuti
molli diventi un fattore complicante.
Le fratture pid! semplici possono essere traitate ambulatorialmente mediante metodi di riduzione a
cielo coperto. II trattamento viene effettuato in anestesia locale o generale con [’intento di ridurre le
fratture sia del setto che delle ossa proprie.
Quando il
approccio pud essere I’esposizione dell’intelaiatura settale.
locamento ¢ Ia sovrapposizione dei frammenti sono di una certa entit&, il migtiore
Le ossa proprie del naso vengono ridotte o manualmente o mediante le pinze di Walsham, quindi si
cffettua un tamponamento intra nasale con garza imbevuta di pomata antibiotica e si conforma un
tutore esterno metallico 0 gessato che viene mantenuto per circa sette giorni
Le fratture nasali frequentemente mostrano qualche deformit dopo la cicatrizzazione e si possono
migliorare con una rinoplastica dopo circa otto-dieci mesi dal trauma, tempo necessario affinché i
fenomeni cicatriziali si assestino e diventino definitivi.
Complicanze: le complicanze precoci sono rare ¢ consistono in edema ed ecchimosi della cute
delle palpebre, epistassi, ematoma del setto. Le complicanze tardive possono essere rappresentate
dalla organizzazione di un ematoma settale con esito in fibrosi sub pericondrale ed ostruzione
nasale parcial.
FRATTURE DELLO ZIGOMO
Le fratture zigomatiche, con I’eccezione della frattura dell’arco, interessano sempre il pavimento
dell’orbita e possono essere semplici o complesse (fratture a blow-out). Le pit frequenti forme di
frattura possono presentare uno spostamento mediale, laterale, inferiore 0 posteriore, essere isolate,
come le fratture dell'arco zigomatico, o comminute.
Le zone di sutura pitt deboli a livello dello zigomo sono quelle zigomatico-mascellari, a livello del
margine inferiore dell’orbita ed a livello degli alveoli dental, che si fratturano per prime, mentre la
13sutura fronto-zigomatica, pitrrobusta, viene interessata meno frequentemente. Sono questi
casi
jn
cui ® possibile un trattamento incruento a cielo coperto riducendo i monconi mediante leva di
Gillies od uncino di Ginestet.
Sicuramente le fratture che presentano un importante spostamento delle rime sono quelle che
richiederanno un trattamento riduttivo a cielo aperto, mediante osteosintesi con placche ¢ viti.
Sintomatologia: I sintomi ei segni di una frattura zigomatica sono:
+ Ematoma periorbitario sotto congiuntivale;
+ Appiattimento della salienza matares
. Intorpidimento a livello del territorio di innervazione del nervo infraorbitario;
+ Depressione del margine infraorbitario (alla palpazione);
. Difetti occlusali o compromissione della motilita della mandibola;
. Ematoma del soleo buccale superiore.
‘Trattamento: il trattamento delle fratture zigomatiche & rappresentato dalla riduzione e dalla
stabilizzazione. _L’accesso alla rima di frattura si ottiene attraverso un incisione praticata alla
coda del sopracciglio per esporre la sutura fronto-zigomatica.
La sutura zigomatico-mascellare pud essere aggredita mediante una incisione a livello del solco
gengivale superiore, 4-5 mm al di sopra della gengiva; il bordo infériore dell’orbita ed il pavimento
orbitario possono essere esposti per via transcutanea attraverso un incisione subciliare, alla palpebra
inferiore o infraorbitaria.
Le fratture isolate deli’arco zigomatico si possono ridurre attraverso l'approceio temporale di
Gillies. Se la frattura & a livello del corpo dello zigomo, questo pud essere riposizionato, con
manovra transcutanea, aggredendo la salienza malare con I'uncino di Ginestet, oppure con
approccio a cielo aperto dal solco gengivale superiore attraverso il seno mascellare, od attraverso
Vapproccio temporale di Gillies 0 quello frontale di Dingman (raramente) .
Per:le: frattivre. del bordoorbitario ‘inferiore; del: pavimento: dell’orbita, dopo. aver praticato
Yi
‘mediante placche e viti in titanio che offrono stabilitd e solidita alla frattura ridotta.
sione alla palpebra inferiore si procede con la riduzione e |" osteosintesi che si pud effettuare
FRATTURE DELL’ORBITA
Le fratture dell’orbita possono interessare la parete mediale, il
tetto; possono essere isolate od associate a fratture [Link] orbitari. La pid frequente.® quella
pavimento, la parete laterale od il
“plow-out” interessante il pavimento e la parte bassa della parete mediale dell’orbita.
14
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Una frattura a blow-out & provocata da un aumento improvviso della pressione intraorbitaria in
seguito alla applicazione di una forza traumatica sui tessuti molli dell’orbita. In seguito
all’applicazione di una forza traumatica sul contenuto orbitario da parte di un oggetto non
penetrante, come una palta da tennis od un pugno, il contenuto dell’orbita viene spinto con forza,
indietro nella parte pid stretta del cono orbitario, cid causa un aumento della pressione intra-
orbitaria provecando uno scoppio dell'area pid debole, rappresentata dal pavimento orbitario, senza:
fratrura del margine.
Sintomatologia: il paziente generalmente riporta une storia di trauma contusivo della regione
periorbitaria. Pud essere presente diplopia causata da uno squilibrio verticale della muscolatura in
seguito ad incarceramento, nella deiscenza del pavimento orbitario del contenuto dell’orbita
‘comprendente i muscoli retto inferiore ed obliquo inferiore.e le espansioni fasctali circostanti, La
fuoriuscita del grasso intraorbitario attraverso una deiscenza da scoppio @ Ia principale causa
dell’enoftalmo.
HI paziente con una frattura del pavimento presenta sempre un ematoma periorbitario
sottocongiuntivale; & quasi sempre presente un intorpidimento nel ‘territorio di innervazione del
nervo infraorbitario.
Deve essere sempre effettuato un controllo della acuita visiva e di campo, determinazione della
pressione intraoculare ¢ test della oculomotricita; & bene effettuare un esame del fundus per
eventuali danni del globo oculare associati Il test della duzione forzata viene useto per documentare
incarceramento dei tessuti molli det!'orbita nella rima di frattura.
‘Trattamento: in molti casi le sintomatologia di una frattura blow-out @ cosi lieve da non richiedere
tun interyento chirurgico, in quanto questa si risolve spontaneamente in poco tempo. Le indicazioni
‘maggiori all’intervento chirurgico sono: liberare le strutture incarcerate e ripristinare la funzione
coculorotatoria; riposizionare il grasso orbitario in cavita orbitaria; ripristinare la dimensione della
cavita orbitaria e la forma per minimizzare lo, squilibrio della muscolatura estrinseca ¢ I’enoftalmo,
Epoca-del tratiamento- Non & necessario intervenire in urgenza, soprattutto se & presente edema
post-traumatico. Di solito & consigliabile aspettare pochi giorni per far diminuire I'edema
‘Tecnica chirurgica - L’approceio chirurgico al pavimento orbitario generalmente avviene attraverso
una incisione della palpebra inferiore,
15Le-eventuali strutture incarcetate vengono preventivamente liberate con molta cura dal focolaio di
frattura, in quanto si possono danneggiare i rami nervosi dell’oculomotore diretti all’ obliquo
inferiore od al retto inferiore.
I materiale pit utilizzato per ricostruire il pavimento orbitario & il pericardio umano liofilizzato,
fornito dall’industria in sottili patch di varie dimensioni.
Generalmente la cicatrice si camuffa con le pieghe palpebrali, dando quindi, anche un buon risultato
estetico.
Fratture della parete mediale dell’orbita
Si verificano, di solito, insieme ad una frattura del pavimento orbitario o ad una frattura naso-
orbitaria.
Sintomatologia: enoftalmo ingravescente, restringimento della fessura palpebrale, diplopia
orizzontale.
‘Trattamento: viene effettuato esponendo la parete mediale dell’orbita, liberando il muscolo retto
mediale se imbrigliato ¢ ponendo un impianto di materiale al di sopra dell’ area di frattura.
Eratture della parete laterale dell’orbita
Le fratture pid gravi si verificano in occasione di un trauma imponente della regione zigomatica
con disgiunzione della rima fronto-zigomatica e Io spostamento in basso della parte laterale del
pavimento orbitario. Il canto laterale & spostato in basso, con ectropion della palpebra inferiore.
‘Trattamento: questo tipo di frattura richiede un approccio diretto simile a quello che si usa nelle
fratture multiple dello scheletro medio-facciale, Per ripristinare il pavimento orbitario; la parete
laterale e la struttura ossea zigomatica sono indicati un’osteosintesi a placche e viti ed un impianto
pro pavimento. In tai fratture il globo oculare subisce lesioni di vario grado © non @ rara la perdita
della vista.
Eratture del tetto dell’orbita
‘Una frattura di questo tipo:pud‘Comportare-gravi complitanze; come I'atrofia del nervo ottico ¢ la’ »
lesione dei nervi della muscolatura estrinseca che penetrano nella fessura orbitaria superiore.
Le fratture del tetto orbitario si verificano di solito in concomitanza con le fratture del margine
sovraorbitario e dell’osso frontale, possono anche verificarsi in concomitanza con le fratture naso-
orbitarie poiché la parte mediale del tetto dell’orbita pid sottile ¢ facilmente fratturabile.
Se il margine superiore dell'orbita @ fratturato, la troclea del muscolo obliquo superiore & spostata &
Ja conseguente alterazione funzionale pud provocare diplopia, di solito temporanea.
16‘Trattamento: in queste fratture @ necessario un approccio combinato craniofacciale. La dura che
f] | pud essere lacerata o perforata dai frammenti comminuti, viene sollevata ¢ retrattae il tetto orbitario
viene ricostruito con un adeguato innesto osseo sottile o con un impianto di pericardio umano
{] tottizzato,
saria superior
fe della fessura
|
Le fratture che interessano la fessura orbitaria superiore causano una serie di paralisi dei nervi
cranici nota come sindrome della fessura orbitaria superior.
‘Questa sindrome si manifesta con una ptosi della palpebra, proptosi del globo oculare, paralisi del:
[)arrve Vi nervo cranico ed anestesia nel tertoro di competenza del primo ramo di divisione det
trigemino,
1 ‘Trattamento: le fratture dislocate sopraorbitarie richiedono una riduzione. aperta con riparazione
n deg{i eventuali danni durali.
Generalmente la continuita dello scheletro facciale & tipristinata mediante osteosintesi con placche €
viti. Le fratture del tetto dell’orbita possono essere innestate se sono particolarmente ampie anche
per evitare la trasmissione delle pulsazioni cerebrali ai tessuti molli orbitari che danno adito alla
condizione nota “come enoftalmo pulsante”.
FRATTURE MASCELLARI
Diagnosi: {a presenza di epistassi, ecchimosi periorbitaria, congiuntivale ¢ sclerale, edema‘ed
[7] ematoma sottocutaneo, fa pensare a fratture dell’area maxillo-nasale. Una malocclusione con open
‘J ite antetiore pud evidenziare una fratora della mascella, All’esame intraorale una lacerazione dei
] ‘tessuti molli del vestibolo labiale o dei palato indicano di solito delle fratture sottostanti.
L’aspetto allungato, asinino, della faccia fard sospettare una frattura della mascella e,
[| particotarmente alla disgiunzione cranio-facciale (Le Fort I).
Possono essere presenti rinorrea od otorrea: fuoriuscita di liquido limpido dalle narici, dalle
U orecchie o dal faringe pud essere-osservato nelle:fratture' della mascella con interessamento della,
lainina cribrosa‘e delia bese della fossa cranica anterioré’o della fossa‘cranica media in’caso di
|} otorrea. Altro sintomo importante @ Ja malocclusione, Con {a mandibola intatta, [a malocclusione &
| altamente indicative di una frattura del mascellare superire. B’ comunque possibile rover wna
disgiunzione craniofacciale alta ed avere tuttavia una discreta occlusione,
‘Trattamento: il proposito pid importante nel trattamento delle frattore del mascellare ¢ il ripristino
della tridimensionalita dello scheletro osseo, prerequisito per la corretta riparazione-dei tessuti
7molli, Le moderne tecnichey basate sulla esposizione della frattura e la stabilizzazione diretta,
aiutano il chirurgo nel riposizionare correttamente le ossa della facia.
La sequenza del trattamento & per certi versi poco importante; ciononostante & opportuno prima
ristabilire Uocclusione con un bloccaggio intermascellare, quindi procedere secondo in principio
seguente, 0 dall’alto in basso (ad esempio prima la frattura orbito-zigomatica e poi la frattura
mandibolare), 0 dal basso verso I’alto, ristabilendo la profondita della faccia,
Eratture di Le Fort 1
Nella maggior parte dei casi questo tipo di fratture viene trattato solamente mediante il bloccaggio
intermascellarey:in-alternativa, attraverso una incisione al solco gengivale superiore, si pud accedere
alla rima di frattura e fissarla mediante osteosintesi con placche e viti
Usando un bloceaggio intermascellare, la forza della mandibola contro il magcellare superiore
ridurra [a frattura di quest’ ultimo e la manterra in posizione fino al consolidamento.
Eratture di Le Fort II
Il paziente viene posto in bloccaggio inter-mascellare. Le rime di frattura orbitarie, delle sutura
fronto-nasale ¢ del processo zigomatico-mascellare vengono aggredite a cielo aperto ¢ fissate
mediante osteosintesi con placche ¢ vit.
Le fratture di Le Fort II possono essere associate a trauma naso-etmoidale che richiede una
riduzione aperta.
Il bloccaggio inter-mascellare viene di solito mantenuto da quattro ad otto settimane (quando non si
effettua una osteosintesi con placche e viti). Durante questo periodo il paziente deve seguire una
dieta liquida o semiliquida od essere alimentato attraverso-un sondino naso-gastrico con nutrizione
enterale,
Il grado di occlusione deve essere controllato frequentemente ed & necessario correggere eventuali
dislocamenti che possono venire a crearsi per allentamento dei sistemi di fissaggio.
Se concomitano fratture mandibolari, queste devono essere trattate:per prime mediante riduzione a
cielo aperto mediante osteosintesi con placche e viti, al fine di dare um appoggio stabile al
bloccaggio inter-mascellare, specialmente se si in presenza di una frattura sub-condilare,
Eratture di Le Fort Ill
Generalmente una frattura di Le Fort II non @ formata da un singolo frammento osseo, ma da pi
frammenti, anche appartenenti agli altri tipi di fratuura di Le Fort. Nelle fratture severe’ sono pure
presenti fratture sovraorbitarie,
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La tiduzione delle fratture diqueste aree avviene allo stesso modo della riparazione delle fratture
zigomatiche ¢ del pavimento orbitario; le fratture orbito-naso-etmoidali richiedono una riduzione a
cielo aperto.
‘Complicanze: le complicanze possono essere distinte in precoci e tardive: quelle precoci, comuni a
tutti i [Link] fratture facciali, sono rappresentate dalle emorragie, dall'ostruzione delle vie aeree,
dall’infezione e dalla cecita, quelle tardive includono il mancato consolidamento, il cattivo
consolidamento, l’ostruzione del sistema lacrimale, I’anestesia infraorbitaria ¢ la mancanza di
coordinamento tra i muscoli oculari estrinseci.
. FRATTURE DELLA MANDIBOLA
Sono tra le lesfoni traumatiche pid comuni, sono frequentemente multiple. Generalmente si
verificano nelle aree strutturalmente deboli, come le regioni sub-condilari, dell’angolo (indebolita
dalla presenza del terzo molare) o quella alveolare, dove la presenza delle radici dentarie provoca
un’area di minog resistenza ossea.
Altra area di minor resistenza della mandibola & quella del foro mentoniero, attraverso cui emerge it
nervo mentoniero ed i vasi diretti ai tessuti omolaterali della faccia e del labbro inferiore,
Sintomatologia: la diagnosi di frattura mandibolare viene posta in presenza di dolore, edema,
iperestesia 0 malocclusione. Denti fratturati, gap nell'arcata dentaria, asimmetria delle due
emiarcate, presenza di soluzioni di continuo intrabuccali, perdita di denti e sensazione di crepitio
depongono per una possibile frattura mandibolare, Sensazione di intorpidimento nel territorio di
innervazione del:nervo mentoniero pud essere presente nelle fratture del corpo, dell’angolo o della
branca ascendente. Si pud osservare sanguinamento da tna soluzione. di-continuo 0 da una cavitd
dentaria, come pure un trisma causato dal dolore ai movimenti. Si pud verificare un open bite se si &
in presenza di un’impotenza a serrare i denti anteriormente, lateralmente o bilateralmente ed il
paziente non & in grado di trovaré una buona inter-cuspidazione,
Le fratture o le lussazioni condilari frequentemente lacerano il canale uditivo, causando un
sanguinamento dall’orecchio.
La mandibola presenta una forte muscolatura che provoca, a seconda del tipo di frattura, lo
spostamento dei monconi di frattura; I’azione muscolare & un fattore importante che influenza il
grado ¢ la direzione dello spostamento dei segmenti fratturati. Il superamento delle forze di
spostamento 8 importante per le riduzione ¢ la fissazione dei frammenti mandibolari,
‘Trattamento: lo scopo principale del trattamento delle fratture della mandibole & quello di
ripristinare la funzione masticatoria, dopo aver ripristinato i normali rapporti occlusali.
19Le soluzioni di continuo sia ifitrabuccali che cutanee vengono suturate; viene effettuata una toilette
delle rime di frattura ossea e vengono rimossi i denti fratturati, dislocati o che si trovano situati sulle
rime di frateura,
La teonica principale di trattamento delle fratture mandibolari & rappresentata dall'osteosintesi a
placche e viti per permettere una precoce mobilizzazione, senza immobilizzazione intermascellare i
postoperatoria; in alternativa pud essere utilizzato il bloceaggio intermascellare per tenere l'arcata
dentaria mandibolare occlusa contro quella mascellare, questo viene mantenuto per circa trenta ~
a
giorni, dopo di che si rimuove e si intraprende uno schema di riabilitazione fisioterapico.
Fratture isolate del condilo vengono generalmente trattate solo con bloccaggio inter-mascellare, che ii
viene perd mantenuto per un tempo minore, circa 15 giorai, per evitare una possibile anchilosi
dell’articolazione temporo-mandibolare interessata: dopo questo periodo si pud intraprendere tna {i
riabilitazione funzionale guidata, per riacquistare la normale potenzialita articolare:
Le fratture angolari, del corpo, parasinfisarie o sinfisarie possono essere trattate sia mediante L
riduzione aperta che chiusa, a seconda che esista un dislocamento “favorevole” o meno dei monconi
i feattura.
a4
Le fratture del processo coronoideo sono poco comuni ¢ generalmente non richiedono alcun
trattamento, solo a volte un periodo breve di bloccaggio inter-mascellare.
E’ di estrema importanza mantenere un’ottima igiene orale durante il periodo di bloccaggio ¢ [
provvedere ad una adeguata dieta liquida o semiliquida, Dopo la rimozione del bloccaggio la ripresa
B
dell’alimentazione naturale deve essere graduale, passando dall'alimentazione semiliquida a quella. L
solida in un periodo pid o meno lungo. :
Ri ert u
La riduzione a cielo aperto delle fratture della mandibola viene generalmente effettuata attraverso :
‘un approccio intrabuccale, mediante ‘una incisione al fornice gengivale inferiore. Dopo un adeguato
debridement delle due rine si procede alla riduzione ed alla contenzione che viene effettuata con I
placche.e viti che vanno posizionatequanto. pid-possibile: vicino al margine-inferiore della
mandibola per non ledere te radici dentarie. . {
In alternativa si pud aggredire la fratturaattraverso un’incisione condottalungo il margine inferiore ;
della mandibola, facendo attenzione a non ledere il ramo marginale mandibolare det nervo faciale. u
La riduzione ¢ fa contenzione viene effettuata come per le fratture aggredite dal versante orale,
usando generalmente una osteosintesi a placche e vitAj
om
a
Complicanze: sono rappreSentate dal mancato consolidamento della frattura, dal ritardo di
saldatura, dall’anchilosi dell’articolazione temporo-mandibolare ¢ dall’insorgere di infezioni.
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DUPARTIMENTO SPECIALITA’ MEDICO
CHIRURGICEE
UNITA* OPERATIVA DI CHIRURGIA PLASTICA
‘AZ, OSPEDALIERA “CANNIZZARO”
Direttore:Prof: PAOLO SIRAGO'
CARCINOMA BASOCELLULARE
Bil pit fequente e diffuso tumore della cute, costituendone da solo il 50% di tui i tuniori meligni,
E costituito da cellule che somigliano a quelle dello strato basale delfepidermide, con scarsa
tendenza alla maturazione (non di metastasi ed Ha crescita lenta). Colpisce preferenzialmente il
sesso maschile, con massima incidenza tra i 60 e gli 80-anni. I fatiore oncogeno pid importante &
rappresentato sicuramente dall'esposizione cronica alle radiazioni atiniche, in particolare Je UV-B,
responsabili di un danno @ livello del DNA, con formazione di dimeri di timina. Nonnalmente
esistono dei sistemi enzimatici capaci di siparare tale danno, ripristinando 1a continuita degti acidi
nucleici, ma, quando la formazione di cimeri supera la capacita di riparazione, si sviluppano
alterazioni cromosomiche che conducono all'insorgenza di displasia, fino alla neoplasia. Ad
awalorare questipotesi vi sono mumerose osservazioni cliniche statistiche; questa neoplasia
insorge in aree fotoesposte nel 90% dei casi, quali la front, il naso, il cuoio eapelluto, le palpebre
‘ed il mento di persone che, per ragioni professionali o geografiche, sono'esposte ai raggi solari per
molte ore al gioino ¢ per Lunghi pericdi di tempo. Il basalioma, inoltre, si manifesta con maggiore
frequenza in soggetti di camagione chiara; in questi pazienti la comparsa del basalioma é preceduta
da alferazioni cutanee quali discromie, perdita dellelasticiti, discheratosi diffuse che rappresentano
offettive precancerosi. Altri fattori eziologici rilevanti sono le radiazioni ionizzanti ed alcune
sostanze chimiche, quali I'sfsenico. Condizione favorente &, invece, lo Xeroderma pigmentoso, una
malattia a carattere autosomico recessivo che consegue ad un'inadeguata capacita dei sistemi di,
riparazione del DNA che si manifesta, gi nei primi anni di vite, con danni da radiazione a-livello
cutaneo ed oculare, Questi danni consistono in un quadro che viene classicamente deserito coine
cute precocemente senescente, caratterizzato da discromie e discheratosi. Clinicamente si
conoscono 4 forme di basalioma: nodulare, superficiale, ulcerato e piano-cicatriziale.
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‘CHIRURGICHE t
INITA? OPERATIVA DI CHIRURGIA PLASTICA,
‘AZ, OSPEDALIERA “CANNIZZARO” r
Diratore:Prof: PAOLO SIRAGO"
La forma nodulare 8 quella pil’ frequehte, B' costituita da un nodulo rilevato,
attraversato da fini teleangectasie ed irregolarmente pigmentato. La neoplasia, in [
conseguenza di traumi da grattamento, presenta prima erosioni e croste, per poi [
assiimere aspetto francamente ulcerativo e sanguinante, Questa forma.é caraiterizzata .
da un accrescimento, sé pur lento ed irregolare, sia verso la superficie sia verso i [
tessuti profondi, pertanto, pur essendo molto rara la metastatizzazione per via ematica
o linfatica, questa neoplasia pud portare a morte il paziente, nelle forme pit avanzate, c
a causa dell'infiltrazione di strutture importanti quali grossi vasi, meningi ed encefalo.
Il basalioma superficiale, invece, ha una crescita pressoché esclusiva in superficie;
viene anche definito Basalioma pagetoide per le sue caratteristiche cliniche, infatti, si
presenta come una chiazza eritematosa, a margini netti ma frastagliati, ricoperta da
croste ed erosioni.
La forma ulcerativa é quella che con maggiore rapidité provoca infiltrazione dei piani
profondi, é rapidamente destruente e pertanto viene definito "ulcus rodens". L'ulcera
tha margini netti, a stampo, con fondo facilmente sanguinante. {
Infine il basalioma piano cicatriziale, che si manifesta a carico del viso con sviluppo
soprattutto superficiale, @ costituito da una placa biancastra, sormontata in maniera
jmregolate ¢ soprattutto in superficie da croste,é di consistenza”dura, infiltrata, con
margini irregolari e sfumati. u
Regione
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Azlenda Ospedaliera “Cannizzaro”- Via Messina, 829 - 95126 - Catania, f
lastica ~ Monablocco A, ° plano - Tel. 09$-7264S06/ 7264514 -Fax 095.7264488
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CATFEDRA DU GATHURGIAFLasTICa
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I CHIRURGICHE
'UNITA’ OPERATIVA DI CHIRURGIA PLASTICA
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Tl basalioma, com'é gid stato: defto, & costituito da. cellule simili a quelle basali
dell'epidermide, indifferenziate e pluripotenti, che possono andare incontro a
1) differenziazione verso cellule basali, cheratinizzanti, ghiandole apocrine, sebacee ¢
~ pilari, conferendo differenti aspetti al tumore:.solido infiltrante, cheratoblastico,
} adenoideo, sebaceo, anaplastico.
“a terapia del basaliortia consiste nella totale exeresi chirurgica.
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SNITA’ OPERATIVA DI CHIRURGIA PLASTICA
‘AZ, OSPEDALIERA “CANNIZZARO”
Diretore:Profi PAOLO SIRAGO"
«CARCINOMA SPINOCELLULARE
E! una neoplasia maligna che pud insozgere su qualsiasi epitelio, costituita da cellule
che tendono alla cheratinizzazione. E’ caratterizzato da una malignita locale, ma, a
differenza del basalioma, dalla capacita di dare metastasi. E' il secondo tuntore della
pelle per fequenza dopo il basalioma, con notevole prevalenza nel sesso maschile
soprattutto in un'eta compresa tra i 50 ed i 70 aa, Fattori oncogeni importanti sono
anche in questo caso le radiazioni solari e ionizzanti, alcune sostanze chimiche, la
presenza di cicatrici distrofiche e retraenti come quelle da ustione ¢ le infiammazioni
croniche. Le sedi preferenziali d'insorgenza sono il labbro inferiore, il mento, il
padiglione auricolare ed il dorso delle mani. Il labbro inferiore rappresenta in assoluto
la sede di maggior frequenza e quella in cui il tumore compare a livello del
vermiglione, passando per uno stadio di precancerosi (cheilite cronica leucoplachica);
fattori oncogeni sono inoltre rappresentati dal fumo di sigaretta, odonto ¢ perodonto-
patie, scarsa igiene orale. Altra sede caratteristica d'insorgenza é quella di passaggio
tra cute © mucosa, per eSempio della cavita orale o delle regioni anale e genitale;
anche in questi caéi Vinsorgenza del tumore & preceduta dallo sviluppo di lesioni
precancerose, come la leucoplachia o la malattia di Bowen, leritroplasia di Queirat a
localizzazione esclusiva det genitali esterai maschili; la cheratosi attinica ed anche lo
‘Xeroderma pigmentoso.
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CHIRURGICHE
UNITA’ OPERATIVA DI CHIRURGIA PLASTICA,
fl ‘AZ. OSFEDALIERA “CANNIZZARO”
DicetareProf PAOLO SIRAGO?
fl
Clinicaniente distinguiamo 4 forme; nodulare, infiltrante, ulcerata e vegetante,
‘La fora nodulare & caratterizzata dalla precoce‘:comparsa di ulcerazioni ¢
5 sanguinarnento, la consistenza & dura e la lesione appare adesa ai piani profondi,
\J circondata da un alone critematoso. B’ pruriginosa e dolente spontaneamerite o alla
palpazione.
La forma ulcerata insorge caratteristicamente su pregresse cicatrici, soprattutto da
ustione, dove prende il nome di ulcera di Marjolin. Inizialmente si presenta come
tl
un'erosione che tende all'espansione ed all'approfondimento; il fondo & inizialmente
a
U sanguinante ‘e crostoso, poi diventa necrotico e sanioso a causa di fenomeni
colliquativi batterici o da nectosi ischemica: La forma infiltrante compare come una
piccola placca a superficie liscia‘e margini regolari, di consistenza dura ed adesa ai
(] piant circostanti, evolve verso T'ulcerazione ed il sanguinamento, con formazione di
croste’o necrosi del fondo. Infiltra in superficie ma soprattutto in profondita,
Lis) forma vegetante al contrario si sviluppa soprattutto in superficie ed & tipica delle
regioni anale, orale genitale dove assume aspetto a cavolfiore. Pud essere
frequentemente sede di processi infettivi e macerativi e le superficie si presenta
{) spesso erosa sanguinante,
‘La malignita‘dello ‘spinalioma é legata alla rapiditA del suo sviluppo e’alla capacit& di
LI dare metastasi soprattutto per Via linfatica. Questa capacitd metastatizzante, tuttavia, &
da porre in relazione con alcuni parametri, quali la durata ed il grado di sviluppo del
carcinoma, la sede ed il grado di differenziazione cellulare. Bisogna inoltte
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considerare che spesso ® presente una linfoadenite aspecifica legata ai fenomeni di
>
infiammazione e neérosi [Link] il tumore é sede.
Viste quéste premesse @ chiaro che per una corretta classificazione dello spinalioma
non ei si pud basare’ Solo sui dati clinici, ma occorre un supporto istologico post- :
operatorio che chiarisca il grado di differenziazione delle cellule tumorali, il grado di
fae
anaplasia, nonché I'attivitd mitotica ¢ l'eventuale colonizzazione ‘metastatica. Sotto
ma
quest'aspetto si distinguono tre tipi istologici: ben differenziato, moderatamente
differenziato © scarsamente differenziato. A questi non corrisponde sloun aspetto
clinico 0 macroscopico della neoplasia, pertanto sempre opportuno effettuare un
trattamento chirurgico di exéresi, che deve essere ampia e comprendere un sufficiente
margine di tessuto sano perilesionale, associando eventualmente la biopsia dei
linfonodi sospetti; mentre serapre meno favori trova la linfoadenectomia progilattica, [
in assenwa cio’'di localizzazione linfonodale metastatica. Nei casi pill gfpnzati ed
inoperabili, terapia palliativa @ quella chemioterapica generale o locale e quella
radiante!
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CHIRURGICHE
‘UNTTA’ OPERATIVA DI CHIRURGIA. PLASTIC
‘CANNIZZARO”
‘AZ, OSPEDALIERA “
Direnore:Prof, PAOLO SIRAGO'
IL LINFONODO SENTINELLA *
Viene definito come “iinfonodo sentinella (LS) “il primo linfonodo che, drenando il
sito del melanoma maligno”, ne riceve anche le cellule neoplastiche metastatiche.
L’ipotesi teorica & che, il se’ LS & indenne, anche gli altri linfonodi della stessa
stazione lo siano; al contraria se nel linfonodo sentinella sono presenti metastasi, esse
saranno presenti anche negli altri linfonodi della stessa stazione. Pertanto, se l’esame
istologico del linfonodo sentinella é negativo, si evita al paziente un intervento inutile
e, forse, invalidante.
Il concetto di finfonodo sentinella fu proposto per la prima volta nel 1947 da Cabanas
pet il Carcinoma del pene, dimostrando che questo, tumore drenava nell’area
inguinale vicino alla vena epigastrica superficiale.
11 primo ad utilizzare il colorante vitale intraoperatorio per lo studio dei linfonodi nel
melanoina fur Morton;-su 223 pz. in stadio I, Questa tecnica ha- dimostrato ‘che
Viniezione inttaoperatoria del colorante vitale blu, in mani esperte, & sensibile ¢
specifica, II colorante deve raggiungere la stazione di drenaggio. Pertanto, dal
momento dell’incisione a quello della dissezione deve trascorrere un tempo congruo,
che varia in funzione delta distanza tra il tumore primitivo e l’area di drenaggio.
Ad esempio'sé il'mélanoma & localizzato al piede-e'l’asea di drenaggio& inguinale,
devono trascorrere 15-20 minuti.
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‘vider Prot amon a8, TSN A614 POS TNA
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UmavEnsTA DELL STUDLBECATARA
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DIPARTIMBENTO SPECIALITA’ "MEDICO
‘CORI
INTTA" OPERATIVA DI CHIRURGIA PLASTICA
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Diratore:Prof. PAOLO SIRAGO"
Il tempo deve essere esattamente calcolato, perché & necessario esaminare il LS prima
. che il colorante si. disperda ad altri linfonodi e divenga difficile localizzare il LS. Se,
al contrario, la dissezione viene eseguita troppo presto, si rischia di tagliare i linfatici
maa
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© di impédire al colorante di raggitungere il tinfonodo sentinella. Per poter attuare la
identificazione dell’ LS mediante colorante vitale occorre una notevole esperienza
chirurgica: in mani esperte I’identificazione del LS varia dal 79% nel-cavo ascellare
all’ 80% nella regione inguinale. Inoltre, il LS non-pud essere localizzato prima della
incisione chirurgica, per cui, a volte, & necessario procedere ad incisioni molto ampie
L
L
L
ed é impossibile escludere localizzazioni profonde.
Questi inconvenienti vengono annullati con l’utilizzo del radiocolloide. Questa
tecnica, con l’utilizzo del TC99 m solfuro colloide, fu introdotta da Alex e Krag
(1995) a Burlington, Universita del, Vermont che utilizzarono tale tecnica su 10
pazienti, individuando’ in tutti il LS, dei-quali solo 1 presentava metastasi.
a
Successivamente vennero proposti per il trial clinico 121 pz. con melanoma e.
linfonodi negativi. Durante le 24 ore precedenti all’intervento veniva iniettata in sede f
intradermica, in prossimita della lesione, un tracciante radioattivo. Mediante un
rilevatore gamma-portatile si valutava Ia radioattivita del linfonodo, che veniva cosi.
asportato con:la" pit piccola*incisione possibile. Nel: 98%: deispz. questa tecnica
consenti l’asportazione dell’LS con una positivita di metastasi del 12%. L
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> NEVI
{ I nevi-melanocitici o nevocitici sono considerati amartomi, ovvero accumuli di
nr cellule o ‘tessuti normali in sedi in cui essi si trovano anche normalmente. Sono le
formazioni cutanee pid frequenti e diffuse: si stima che in ogni individio adulto
dirazza bianca siano presenti dai 10 ai 15 nevi in media. Alcuni nevi possono
comparire fin dalla nascita, ma, pil frequentemente essi' si manifestano durante
J Jinfanzia. Il loro- numero aumenta progressivamente durante l'adolescenza e l'etd
- adulta, per poi ridursi in eta senile. Nel corso della vita, inoltre, essi subiscono un
Li — evoluzione che comporta modificazioni del loro aspetto clinico, soprattutto di quello
istologico. In base a queste considerazioni i nevi sono stati classificati in tre grappi
principali: nevi giunzionali, composti, intradermici.
A questi sono stati aggiunti il nevo di Spitz, il nevo congenito gigante ed il nevo blu;
si tratta di forme meno diffuse’che vanno considerate come eatita a se stanti per le
loro caratteristiche del tutto peculiari.
I nevi giunzionali rappresentano-la forma pili frequente e sono ceratterizzati dalla
co
proliferazione di ‘arimassi melariocitari, nel contesto della giunzione dermo-
epidermica. [Link] evolvere verso la forma composta, ad eccezione di quelli che
sono locaiizzati in’ sede ‘plantare’e palmare, che manténgono, invece'la loro attivita
> giunzionale. I nevi composti rappresentano lo stadio maturativo successive ¢ sono
caratterizzati dalla migrazione di cellule neviche nel contesto del derma, pur
persistendo ia proliferazione in sede giunzionale.
Regione Sicilians ~ Azienda Oxpedaliera “Cannizzaro” - Via Messing, 829 - 95126 - Catania
Divisio di Chirurgia Plstica ~Monoblocco A, 8° piano - Tel. 095-7264506) 7264514 - Fax 095-7254488
. email peirago@uniesit
fl cS‘UNIVERSITA DEGLI STUDI DI CATANIA
‘CATTEDRA DI CHIRURGIA PLASTICA
DIPARTIMENTO SPECIALITA’ MEDICO
(CHIRURGICEE
JINITA? OPERATIVA DI CHIRURGIA PLASTICA
‘AZ, OSPEDALIERA “CANNIZZARO”
Diretore:Prof: PAOLO SIRAGO"
I nevi intradermici rappresentano, infine, Tultimo stadio evolutivo dei melanociti in
cui cessa la proliferazioné'in séde’giunzidtiale ed i melati6titi sono tutti raccolti nel
derma. .
Dal punto di vista clinico l'aspetto dei nevi pud essere estremamente variabile; di
norma all'esordio appaiono come chiazze rotondeggianti, con margini netti ¢ regolari,
superficie liscia 0 Hievemente sporgente, di colorito, bruno 6 nerastro. Col tempo la
superficie pud .diventare iregolare fino ad assumere aspetto papillomatoso. La
pigmentazione pud aumentare specialmente nella porzione centrale del nevo, Alcune
forme ;possono .manifestare uno sviluppo in senso esofitico diventando, talvolta,
peduncolate, oppure in altri casi vi si pud osservare uno. sviluppo degli annessi
cutanei quali peli, duti e resistenti, o ancora una secrezione sebacea abbondante. In
linea generale il loro sviluppo @ lento e benigno, potendo interrompere la loro:
evoluzione in: qualunque stadio‘ evolutivo 0 portandola a termine fino. alla completa
scomparsa spontanea. Talvolta [Link] essere sede di fatti infiammatori,
caratterizzati dalla corhparsa di edema, alone eritematoso in sede perilesionale,
pmurito o dolore, talvolta sanguinamento, soprattutto per quelli lovalizzati in sedi
[Link] sollecitazioni. In tutte queste [Link] allarmano il
paziente; va’ considetata‘la possibiliti di:una degenerazione maligna del. nevo, in
quanto il 70% dei melanomi compare su nevi preesistenti ed in particolare in quelli
che mentengono un’aitivita giunzionale anche in eta adulta, in quelli sottoposti a
trauma ed in quelli di grosse dimensioni.
Regione Sicilia - Azienda Ospedaliera “Connizzar” - Via Mesiina, 829 - 95126 - Catania,
Divison dt Cheri Plastea—Mareblano 8° plano TL 085-78506 26414 - Fx 095-726488,
Email psirgo@urictit
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‘UNIVERSITA DEGLI STUDI DI CATANIA
‘CATTEDRA DI CHIRURGIA PLASTICA
| DIPARTIMENTO SPECIALITA’ MEDICO
‘CHIRURGICHE
"A? OPERATIVA DI CHIRURGTA PLASTICA
‘AZ. OSPEDALDERA “CANNIZZARO”
Diretore:Prof PAOLO SIRAGO?
In tutte le condizioni in cui; dunque, compaiono vatiazioni di colore e dimensioni del
nevo, ulcerazioni 0 sanguinamenti, prurito, dolore, indurimento con alone iperemico
circostante, @ necessario praticare 'escissione chirurgica della esione al fine di
poterla valutare istologicamente. ie
In nevo di Spitz o melanoma giovanile, ¢ una lesione tipica dell'eta infantile che si
accresce fino a raggiungere i 2-3 cm di diametro, lievemente rilevata, con superficie
liscia e squamosa. B' tondeggiante, con margini netti il colorito tende pitt al rosso che
al bruno; compare con maggior frequenza al viso. Istologicamente & caratterizzato
dalla presenza in sede giunzionale, di melanociti fusati ed epitelioidi ed appare
accentuata la trama vascolare, mentre la melanina é scarsa o assente.
Tl decorso & benigno non essendo stata dimostrata la possibilitA di una sua
trasformazione maligna.
Il nevo congenito gigante é invece un nevo intradermico caratterizzato da numerosi
foci ad attivitd proliferativa anche nel contesto del tessuto adiposo sottocutaneo.
Manifesta spesso dimensioni notevoli, pud interessare vaste aree del viso, del tronco
e degli arti. La pigmentazione @ molto intensa, la superficie appare irregolarmente
mammellonata, .spesso ,[Link] peli e secrezione seborroica, la consistenza @
molle, i limiti' sono netti-ma frastagliati. E' asintomatico ma é frequentemente sede di
fenomeni infettivi e macerativi ed inoltre vi si pud osservare, con un‘incidenza
superiore al 10%, l'insorgenza di un melanoma maligno legato alla presenza di foci
ad attivita giunzionale.
Divisione di Chirurg Plastica ~ Monoblocco A, 8 pana - Te. 0
Evmailpsirago@unictit
(ane Aaj Sn Aen nit Gana 69-8108- Cai
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