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Bench sia il principe della corte celeste, San Michele il pi sollecito nellonorare Maria e nel farla onorare, sempre

e pronto in attesa di avere il privilegio di accorrere, ad un suo cenno, in aiuto di un suo servo
(SantAgostino)

Dopo la funzione di Padre legale di Ges Cristo - che corrisponde a San Giuseppe non c in terra nessun ministero pi importante e pi sublime di quello conferito a San Michele: protettore e difensore della Chiesa
(Beato Card. Alfredo Ildefonso Schuster)

Il suo nome ebraico Mi-Ka-El, tradotto nel latino Quis ut Deus?, che significa: Chi come Dio?. Gli attribuito il titolo di Arcangelo, lo stesso con cui sono designati Gabriele e Raffaele. La loro festa liturgica celebrata il 29 settembre. Nelliconografia, sia orientale che occidentale, Michele viene rappresentato e venerato come lAngelo-guerriero di Dio, rivestito da unarmatura dorata, con la spada o la lancia nella mano destra e una bilancia nella sinistra. E citato cinque volte nella Sacra Scrittura: tre volte nellAntico Testamento (Libro di Daniele) e due volte nel Nuovo (Libro di Giuda e Apocalisse). Nel Nuovo Testamento, presentato quale vincitore dellultima battaglia contro le forze del male. La descrizione di questa battaglia e della sua vittoria si trova nel capitolo XII del libro dellApocalisse: Scoppi quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, ma non prevalsero e non ci fu pi posto per essi in cielo. Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sul-la terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli. Allora udii una gran voce nel cielo che diceva: Ora si compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo, poich stato precipitato laccusatore dei nostri fratelli, colui che li accusava davanti al nostro Dio giorno e notte. Ma essi lo hanno vinto per mezzo del sangue dellAgnello e grazie alla testimonianza del loro martirio; poich hanno disprezzato la vita fino a morire. Esultate, dunque, o cieli, e voi che abitate in essi. Ma guai a voi, terra e mare, perch il diavolo precipitato sopra di voi pieno di grande furore, sapendo che gli resta poco tempo (Ap. 12,7-12).

La Chiesa di Cristo gli ha, pertanto, riservato fin dallantichit un culto particolare, considerandolo il difensore nella lot-ta che si combatte e che si combatter fino alla fine del mondo contro le forze del male. A tale proposito, nel 1987 Giovanni Paolo II, in visita al santuario di San Michele Arcangelo, sul monte Gargano, ebbe a dire: Questa lotta contro il demonio, che contraddistingue la figura dellArcangelo Michele, attuale anche oggi, perch il demonio tuttora vivo e operante nel mondo. In questa lotta, lArcangelo Michele a fianco della Chiesa per difenderla contro le tentazioni del secolo, per aiutare i credenti a resistere al demonio che, come leone ruggente, va in giro, cercando chi divorare. Prima della riforma del Concilio Vaticano II, San Michele veniva invocato al termine della S. Messa, con la seguente preghiera scritta dal Sommo Pontefice Leone XIII: San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia; sii tu il nostro sostegno contro la perfidia e le inside del demonio, che Dio eserciti il suo dominio su di lui, te ne preghiamo supplichevoli. E tu, o Principe della milizia celeste, con la potenza divina ricaccia nellinferno satana e gli altri spiriti maligni i quali errano nel mondo a perdizione delle anime. Amen. Disse Giovanni Paolo II nel 1994: Anche se oggi questa preghiera non viene pi recitata al termine della celebrazione eucaristica, invito tutti a non dimenticarla, ma a recitarla per ottenere di essere aiutati nella battaglia contro le forze delle tenebre e contro lo spirito di questo mondo!.

Quis ut Deus? Chi come Dio?


Meditazione di Padre P. Morazzani Arraiz

Prima di poter contemplare, per leternit, lessenza di Dio, gli Angeli dovettero passare per una prova: riconoscere in un supremo slancio dadora-zione e sottomissione la superiorit infinita della Bont assoluta ed eter-na. Ma Lucifero, comparandosi, pieno di superbia, col suo Creatore, fece udire il primo grido di rivolta della storia della creazione: Non servir! Salir in cielo, sulle stelle di Dio innalzer il trono, mi far uguale allAltissimo (Is14,13-14). Echeggi, allora, un urlo nel Cielo: Chi come Dio? Tra langelo ribelle e il trono dellOnnipotente si erse, cio, un Serafino incomparabilmente pi splendente e forte, il primo ad alzarsi in difesa della Maest offesa: Michele, nome che esprime la lode pi completa, ladorazione pi perfetta, il riconoscimento della trascendenza divina e la confessione pi umile della contingenza della creatura. Mentre il serafino ribelle era visto cadere dal cielo come la folgore (Lc10,18) ed essere condannato al fuoco inestinguibile, preparato per il diavolo e i suoi angeli (Mt25,41), San Michele era elevato dal Re eterno alla vetta della gerarchia degli Angeli fedeli e diventava il gloriosissimo Principe della milizia celeste, come designato dalla Liturgia della Santa Chiesa Cattolica. ... Ristabilito lordine nei Cieli, il campo di battaglia dov proseguita la lotta tra la luce e le tenebre diventata la terra degli uomini. Langelo detronizzato riuscito a sedurre i nostri primi padri a peccare, come lui, contro lAltissimo, volendo essere come dei (Gn 3, 5) e il Signore Dio ha dichiarato guerra al tentatore: Io porr inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe (Gn3,15). Una lotta ardua contro il potere delle tenebre rasenta la storia dellumanit. Iniziata allorigine del mondo, durer fino allultimo giorno. Al principe della Gerusalemme celeste affidata la guida di tutte le legioni angeliche nella lotta contro la forza dellinferno, per la salvezza delle anime. Cos, San Michele continua sulla terra la lotta trionfale che ha iniziato nel Cielo.