Sei sulla pagina 1di 3

L'Editoriale di Don Marcello Stanzione - L'azione straordinaria di

Satana

di Don Marcello Stanzione*


CITTA’ DEL VATICANO - Molti, riguardo al diavolo, si chiedono: “Ma come agisce il
maligno?”. Vi è un’azione ordinaria, diremmo normale, del diavolo, che è quella di tentare
tutti gli uomini al peccato. Vi è poi un’azione straordinaria di Satana che assume quattro
forme diverse che possiamo anche definire paranormali. La Possessione diabolica:
avviene quando il diavolo o i diavoli si impossessano di un corpo (ma non dell’anima) così
che il posseduto è lo strumento attraverso il quale il demonio agisce o parla. Nel caso di
possessione c’è bisogno di un esorcismo e quindi di un esorcista nominato dal vescovo.
Ricordo che alcuni anni fa, nella Chiesa di San Matteo a San Severo, in provincia di
Foggia, aiutai l’esorcista, il cappuccino padre Cipriano De Meo, ed assistetti a fenomeni
strabilianti quali una donna che in venti persone non riuscivano a trattenere, una
settantenne che ballava sulle punte meglio di Carla Fracci ed un signore che, senza
conoscermi, vedendomi per la prima volta mi seppe dire molti particolari della mia vita…
La Vessazione diabolica: è formata da disturbi che non arrivano però alla gravità della
possessione e comporta fastidi fisici, pruriti e graffi. Ricordo diverse persone che ho
conosciuto, che manifestavano misteriose ferite sul loro corpo. Si può essere colpiti negli
affetti e persone che si amavano teneramente si lasciano improvvisamente e senza alcun
serio motivo oppure si può essere colpiti improvvisamente e gravemente nel lavoro e
nell’economia familiare. In questi casi va bene una preghiera di liberazione che può essere
fatta anche da un fedele laico. L’Ossessione diabolica: consiste in pensieri ossessivi come
ad esempio forti tentazioni al suicidio o a commettere atti assurdi e chi è colpito da ciò vive
in una stato continuo di disperazione. Ricordo due casi molto tristi che mi sono capitati.
Sia un papà, sia una mamma erano ossessionati dall’idea di uccidere i propri figli. Anche
in questi casi la preghiera di liberazione può arrecare un enorme sollievo. Infine vi è
l’Infestazione diabolica su case, oggetti, animali. Gli spiriti maligni si possono manifestare
in un’abitazione, in una singola stanza, in negozi, in uno spazio all’aperto con rumori,
grida, odori nauseanti, immagini spettrali. I confini tra queste diverse situazioni di presenza
del maligno non sono facilmente definibili, in genere i segni indicativi di una presenza
malefica sono i seguenti: forti, duraturi ed inspiegabili emicranie, dolori e gonfiamento di
stomaco con conati di vomito, avversione ai sacerdoti e ai simboli sacri, stati di angoscia
ingiustificata, disturbi non spiegabili alla corrente elettrica (radio e televisore che di
frequente si accendono da soli), ossessivi pensieri di suicidio o di omicidio, insopportabili
odori nauseabondi, soffi gelidi senza chiara provenienza. Le cause di queste
spiacevolissime situazioni possono essere varie, come ad esempio la partecipazione a
sedute spiritiche, con o senza medium, il praticare la scrittura automatica, il fare o il farsi
fare i tarocchi o altre forme di divinazione, il frequentare maghi, fattucchieri, occultisti e
circoli esoterici, satanisti e massonici. Anche se la grande maggioranza dei maghi è
composta da ciarlatani imbroglioni alla Vanna Marchi, è reale il pericolo di poter essere
colpiti dalla fattura o dal maleficio, che è definito come “l’arte di nuocere al prossimo
attraverso l’intervento di spiriti maligni”. Consiglio a tutti di leggere l’ottimo studio del
domenicano Moreno Fiori, edito dalla editrice Città Nuova di Roma. Il maleficio viene
distinto in amatorio, quando crea una intensa attrattiva o repulsione affettiva e sessuale tra
due persone; venefico è quello che vuole avvelenare interiormente l’esistenza del colpito
attraverso sofferenze morali e materiali ed infine il maleficio di legamento è quello che
rende impossibile qualsiasi cosa si voglia fare. Il maleficio agisce in un modo diretto sulla
vittima ed esso consiste nel far bere o mangiare al colpito alimenti o bevande in cui è stata
di nascosto mescolata la fattura che può essere, ad esempio: sangue mestruale, ossa di
morti tritate, polveri varie di erbe; indirettamente il maleficio è utilizzato per influenzare
oggetti appartenenti alle vittime (esempio indumenti) o nel maleficare figure che la
rappresentano (esempio pupazzi o bambole). Le fatture vengono dimostrate dal
ritrovamento di oggetti strani nei cuscini o nei materassi, come chiodi, nastri colorati e
annodati, cordicelle, treccine di capelli. Tutti questi oggetti vanno aspersi con acqua
benedetta e bruciati all’aperto mentre si rivolge a Dio una preghiera di liberazione.
Comunque la cosa più importante rimane sempre la preghiera. Nel 1800 in un celebre
esorcismo fatto da alcuni sacerdoti domenicani, Lucifero, parlando della Madonna, fu
costretto ad affermare: “Dio ha dato a Lei il potere di schiacciarci e Lei lo fa con il Rosario,
che ha reso potente. Per questo il Rosario è la preghiera più forte. Esso è il nostro flagello,
la nostra rovina, la nostra sconfitta. Il Rosario ci vince sempre, ed è sorgente di grazie
incredibili per quanti lo recitano per intero (tutti e venti i misteri!). Per questo noi lo
avversiamo e lo combattiamo con tutte le nostre forze, ovunque, ma specialmente nelle
comunità, la cui forza spezzerebbe ogni nostra resistenza. Non vi è male che possa
resistere al Rosario intero comunitario”. Sempre per quanto riguarda la preghiera del
Rosario per sconfiggere il demonio, ecco che cosa accadde durante un esorcismo
condotto dal compianto padre passionista Candido Amantini, secondo il racconto di padre
Gabriele Amorth, famoso esorcista della Scala Santa di Roma: “Stavamo pregando il
Rosario quando, presa da Satana, Giovanna mi strappa la corona facendola a pezzi,
sibilando: Voi e la vostra devozione da vecchiette!. Allora padre Candido le mette al collo
una grande corona, ma Giovanna non la può sopportare e torce il collo e la testa in tutte le
direzioni, ansimando furiosamente. Come mai hai paura della devozione delle vecchiette?,
lo sfida padre Candido. Satana risponde gridando: Mi vince. Il padre incalza: Poiché hai
osato offendere il Rosario di Maria, ora devi tesserne le lodi. In Nome di Dio, rispondi: E’
potente il Rosario?. Risposta: E’ potente nella misura in cui si recita bene. Come si fa a
recitarlo bene?. Bisogna saper contemplare. Cos’è contemplare?. Contemplare è adorare.
Ma Maria non si può adorare!. E’ vero, sì, ma è adorabile (?!). E prendendo con grazia tra
le dita un grano della corona, dice: Ogni grano è una luce e bisogna dirlo così bene che
nemmeno una stilla di questa luce vada perduta”. Anni fa composi una raccolta di
preghiere dal titolo “Preghiere di guarigione psicofisica e di liberazione”, chi è interessato
ad avere tale testo può mettersi direttamente in contatto con l’autore (tel.: 0828-44212;
cell. 3336300481). A parte il Rosario mariano, un’altra preghiera efficace contro le forze
del male è la Corona angelica, detta anche Rosario di San Michele Arcangelo, che da
molti anni l’Associazione “Milizia di San Michele Arcangelo” sta diffondendo in tutta Italia.
A questo riguardo voglio citare un caso di liberazione dal demonio operato dalla serva di
Dio, Madre Maria Serafina Micheli, fondatrice delle Suore degli Angeli, adoratrici della
Santa Trinità. Negli atti del processo della sua beatificazione si legge: “Trovavasi la Madre
a Sommana per ragioni di salute per cui passava spesso qualche ora in giardino, all’ombra
di folte piante. Andava lassù di tanto in tanto un giovane Seminarista invasato dal
demonio. E perché da parte delle suore si cercava di evitare alla Madre tutto quanto
potesse affaticarla, fu detto a codesto giovane che la Madre non c’era. Credettero le suore
che egli fosse andato via, ma prima che avessero potuto avvertire la Madre, costui prese a
picchiare ad una porta che dal giardino menava su di un viottolo di campagna, che peraltro
non aprivasi mai, e di là cominciò a gridare alla bugia delle suore, ma con voce orribile che
sembrava uscisse dalla gola di una bestia. La Madre gli ordinò di tacere e salire dall’altra
parte, perché lei lo avrebbe presto raggiunto. Andò, infatti, la buona Madre e, fatto entrare
il seminarista, mandò fuori la altre suore. Quindi, prese ad ascoltare quanto quel giovane
le diceva, a volte serenamente, a volte fra contorcimenti, bave e parolacce; poi gli ordinò
di inginocchiarsi e di ripetere il Credo e le Litanie alla Madonna, che alternava con
invocazioni alla SS.ma Trinità e con segni di croce, fatti con l’acqua benedetta. Il povero
giovane si contorceva e non riusciva a pronunziare che monosillabi o ad emettere voci
inarticolate, mentre, come se una seconda voce uscisse dalla gola di lui, emetteva ruggiti
e guaiti, e spesso delle bestemmie. La Madre, intanto, come trasfigurata con una forza
sovrumana ordinava al demonio per virtù di Santa obbedienza e in nome della Santissima
Trinità e di Maria Santissima Immacolata di uscire da quel misero. Maledetta tu,
rispondeva quella seconda voce: Maledetta tu, e aggiungeva bestemmie e parolacce.
Finalmente la Madre domanda: Quanti siete? Sette, rispose quella voce orribile. Allora la
venerata Madre prese a sgridare i demoni e nuovamente a pregare recitando la Corona
degli Angeli. Finalmente il povero giovane, rimasto come annichilito, riprese a parlare e a
narrare molto stentatamente gli strazi che il demonio gli faceva. La Madre chiamò allora le
suore perché portassero un cordiale al disgraziato e indi lo accomiatò. Divenne poi
sacerdote e si mantenne sempre in corrispondenza epistolare con la Madre. Nel 1904
venne a Faicchio, in provincia di Benevento, per ringraziarla perché, come egli stesso
affermò, aveva ottenuto la liberazione da uno di quei sette demoni”.

*Presidente dell’Associazione
‘Milizia di San Michele Arcangelo’