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Principi e contadini

La musica lucana da Gesualdo ai riti delle tradizioni popolari

Le maschere del Carnevale di Tricarico

I campanacci di San Mauro Forte

Un gruppo di musicisti viggianesi dell800 -foto: Archivio Graziano Accinni -Ethnos

I riti arborei: il Maggio di Accettura

La musica lucana ha origini ataviche e popolari. E legata ai cicli della vita e delle stagioni, al sacro e al profano. Liberatoria, evocativa, espressione di gioia estrema o acuta sofferenza, da sempre d voce alla composita anima della Basilicata e vive anche nei versi di poeti lucani quali Orazio, Sinigalli, Scotellaro. Di paese in paese. Nelle aree agricole ma anche nei centri urbani, le numerose feste lucane sono caratterizzate da una forte singolarit musicale come accade a Matera(H4) con le matinate, a Viggiano(D7) con Il ballo delle cente, a Tricarico(F5) con la taranta, nei centri arbershe della Val Sarmento, dove, pur essendo cattolici, ancora si pratica il rito greco-bizantino, interamente cantato.

La musica arbershe La musica arbershe di San Costantino(G9) e San Paolo Albanese(G9) (gli altri tre comuni lucani arbershe sono dislocati nel Vulture: Barile(C3), Maschito(C3) e Ginestra(C3), quasi esclusivamente vocale e trae origine dalla grande tradizione polifonica balcanica. I canti tipici vengono chiamati Vjesh e sono per lo pi bivocali con una voce principale femminile, solitamente la pi acuta, e una seconda rappresentata da un coro che canta allunisono. Il repertorio comprende i canti di nozze, quelli di lavoro e, di rado, anche quelli di carattere storico e lirico. I canti di San Paolo sono principalmente divisi in due parti; c una certa fissit melodica e le voci sono sempre molto tese, talvolta quasi lacerate. Nei canti di S.Costantino c, invece, una maggiore vivacit melodica e un impianto polifonico pi marcato: si possono ascoltare anche tre e quattro voci. Quando al canto si unisce la danza, si parla di vallja. Oggi poco praticata, si svolgeva lungo le strade e le piazze del paese in occasione di avvenimenti importanti che coinvolgevano tutta la comunit.

esecuzioni di flauti e percussioni spesso di provenienza pugliese (bassa musica o bassa banda) e da libero intervento di organetti e Molto partecipate e con una cospicua presenza di musicisti sono poi i pellegrinaggi zampogne. ai santuari mariani, da quello di Viggiano(D4) Protagonisti anche del Carnevale, i suoni diventano rumorosi, come quelli dei e del Pollino a quello del Carmine ad campanacci di Tricarico(F5), Aliano(F7) e di Avigliano(C4) e di Pierno a San Fele(B4), la San Mauro Forte(F6), per contraddistinguere festa della Madonna della Bruna di Matera, i riti della Settimana Santa nel Vulture-Melfese, gli sberleffi e le sfilate delle maschere antropomorfiche. Canti popolari mestamente le celebrazioni in onore di santi, tra cui dominano numericamente quelle di S.Rocco e accompagnano, invece, i lamenti funebri. E proprio in questi ultimi, secondo S.Antonio da Padova. Manifestazioni che abbracciano lintera regione e costituiscono un lantropologo Ernesto De Martino, che vero e proprio circuito devozionale-musicale. promosse nel 1952 una spedizione in Lucania, a cui parteciparono anche letnomusicologo Oltre che di semplice accompagnamento la musica svolge anche una funzione regolatrice Diego Carpitella e il fotografo Franco Pinna, del caos e della folla nel caso dei culti arborei risiedono le radici pi profonde della tradizione lucana. che, in ogni loro fase (il taglio degli alberi, il trascinamento, linnalzamento e la scalata) sono scanditi da nenie ritmiche dal sapore antico, intense nei momenti di maggiore sforzo fisico. Il Maggio di Accettura(F6) e gli altri matrimoni tra alberi sono vissuti tanto pi fortemente quanto maggiore la partecipazione alle jam sessions sonore che fanno da contorno agli stessi eventi rituali. I suoni della festa di Accettura, nello specifico, sono costituiti da La musica sacra e popolare

Arpa popolare foto: Archivio Graziano Accinni -Ethnos

Folla al Pollino Music Festival

Brindisi di Montagna. Lo spettacolo della Grancia

Il compositore Egidio Romualdo Duni al pianoforte

Tradizioni musicali Di padre in figlio. Di generazione in generazione. L'arte di costruire strumenti musicali in Basilicata si tramandata nei secoli. Molti strumenti musicali venivano costruiti artigianalmente da pastori e contadini, sin dal 500. A questi si affiancarono, nel XVII sec., gli organi a mantice dalle casse dipinte e intagliate, veicolo di musica colta nelle celebrazioni liturgiche. La ciaramella e lorganetto di numerosi borghi lucani, la surdulina del Pollino, il tamburello, larpa di Viggiano, le traccole e la cupa cupa. Strumenti per la cui realizzazione necessaria grande abilit e, soprattutto per realizzare zampogne e ciaramelle, anche una specifica attrezzatura composta da tornio e alesatoi. Meno complicata la costruzione delle surduline, spesso lavorate a coltello, e quella dei tamburelli, per i quali ci si serviva tra laltro dei cerchi dei setacci e di pelli da capra. Il cupa cupa, sia fatto di membrana di pelle animale sia di stoffa, era frutto di lavoro domestico. Lorganetto, diffuso soprattutto nella Basilicata nord occidentale, viene di consueto acquistato durante fiere e pellegrinaggi.

Grandi musicisti classici lucani A caratterizzare il panorama musicale lucano non mancano importanti testimonial. Il grande madrigalista, Gesualdo da Venosa, ottavo conte di Conza e terzo principe di Venosa(C2), virtuoso del cromatismo, un procedimento fatto di urti e dissonanze. E una figura che ha affascinato non solo grandi compositori ma anche scrittori e registi e a lui dedicato il Conservatorio di musica del capoluogo lucano. La sua violenza melodica, come lha definita il critico musicale Guido Pannain, si riduce sovente a una ricercatezza deffetti fonici manifesta nei sei libri di madrigali composti da un uomo aristocratico colto ma irrequieto, assassino di sua moglie e del suo amante. Noto sempre per madrigali Marcantonio Mazzone, musicista apprezzato a Napoli, Salerno, Venezia e Mantova dove fu al servizio di Vincenzo I Gonzaga. E degni di menzione sono inoltre: Giovanni Maria Trabaci, compositore, organista e maestro della reale Cappella di Napoli, che compose 169 opere di musica sacra e 165 per strumenti vari ; Egidio Romualdo Duni di cui porta il nome il conservatorio della citt dei

Sassi. Duni compose 23 opere e la sua spiccata passione per il teatro lo port fino a Parigi dove divenne direttore della Commedie Italienne e iniziatore dellopera-comique. Anche il padre del canto gregoriano, Giovanni Obadiah, ha origini lucane e il teatro della sua citt natale, Oppido Lucano(E4), a lui dedicato.

Potenza. Militari musicisti foto: Archivio Graziano Accinni -Ethnos

Matera. La Madonna della Bruna

Musica Metal a Chiaromonte: lAgglutination Metal Festival

Antichi strumenti musicali SURDULINA la pi piccola delle zampogne italiane ed diffusa in alcune zone della Basilicata (larea del Pollino) e della Calabria settentrionale. Lo strumento si inserisce nella categoria dei clarinetti doppi ed composto da quattro charter di uguale dimensione con quattro fori digitali e da due bordoni di lunghezza regolabile, posti in un blocco tronco-conico alla cui estremit superiore legato lotre, ricavato da una pelle di capretto rivoltata. Un famoso costruttore e suonatore di surdulina stato il lucano Carmine Salomone. CUPA CUPA E un tamburo a frizione costituito da un recipiente, di solito in terracotta, in legno o di latta, coperto da stoffa o da una membrana, in pelle di capretto o capra, e da una canna lunga e sottile. Questultima viene legata al centro della membrana che la avvolge in punta ed tenuta ferma da uno piccolo spago. Il suono viene prodotto strofinando la mano sulla canna, e mettendo cos in vibrazione la membrana tesa. Il suonatore deve essere molto abile a ricavare le varianti dellaccompagnamento da ununica nota. E usato soprattutto durante il Carnevale per accompagnare i canti e nel periodo natalizio ad Aliano, come ricorda lo scrittore Carlo Levi nel suo romanzo Cristo si fermato a Eboli.
Pasquale Sinisgalli e larpa popolare della Val dAgri foto: Archivio Graziano Accinni -Ethnos

Il madrigalista assassino: Gesualdo da Venosa

presepe del Museo di San Martino, a Napoli. Ancora oggi l'azienda leader mondiale nella costruzione delle arpe, la Salviharps, appartiene ad una storica famiglia viggianese e lultimo suonatore in attivit stato Rocco Rossetti. ORGANETTO La fisarmonica diatonica , conosciuta col nome popolare di organetto, uno strumento a mantice e si pu definire lantenato della fisarmonica. Quello lucano a due, quattro e otto bassi. E maggiormente diffuso in provincia di Potenza(C5) e nellarea del Vulture. Viene adoperato in sostituzione della zampogna o come strumento melodico. TRACCOLE Sono idiofoni in legno che contengono allinterno una linguetta poggiante su di una ruota dentata posta a sua volta allinterno dello stesso telaio e imperniata su un manico esterno. Vengono utilizzate durante i riti della Settimana Santa. A San Giorgio Lucano(G8) sostituivano il suono delle campane durante la processione del Venerd Santo. TAMBURELLO Il tamburello usato in Basilicata costituito da piattini e da una membrana fatta di pelle di capra. Il diametro del membranofono di circa 30 cm. Viene suonato con tre colpi in sequenza veloce con un movimento di semirotazione della mano.
foto: Archivio Graziano Accinni -Ethnos

CIARAMELLA E uno strumento musicale popolare aerofono della famiglia degli oboi con ancia doppia, cameratura conica e senza chiavi. E chiamato totarella nella zona del Pollino e cornamusa nella collina materna. Il modello lucano presenta otto fori digitali e unestensione di nove suoni diatonici. Molto usato in Val dAgri e in Campania congiuntamente alla zampogna a chiave. ARPA Famosa quella di Viggiano legata alla tradizione dei musicisti girovaghi del '700 e poi evolutasi nella grande scuola flautistica che fa capo a Leonardo De Lorenzo. I suonatori d'arpa viggianesi sono rappresentati nel

A 1

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Laura Arcieri, Giuseppe Melillo, Michele Russomanno per Immaginapoli
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