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LA SPADA, LA VANGA E LA CROCE

Il Vulture - Alto Bradano: terra di re, contadini e monaci.

Monticchio - vegetazione sul lago

MELFI : la Cattedrale

Riserva statale di Grotticelle. La riserva di Grotticelle non lunica area protetta della zona. Ai piedi del massiccio vulcanico del Vulture, infatti, larea occupata Sono i laghi di Monticchio, antichi crateri di un dai due laghi di Monticchio costituisce la vulcano spento e simbolo di questestesa area Riserva regionale del Lago Piccolo, ricca di nord orientale della Basilicata. strade e di sentieri da percorrere, a piedi o in bicicletta, sulle tracce di Federico II e dei Siamo nel Vulture, territorio montano-collinare briganti del rionerese Crocco. ricco di storia, di leggende e tradizioni, ma anche ricco del colore dei suoi boschi, Se Monticchio ed i suoi laghi rappresentano castagneti, querceti e faggeti soprattutto, dei lemblema naturalistico del Vulture la sua suoi oliveti e vigneti (da cui trae origine il capitale storico-politica pu essere individuata celebre vino Aglianico), del rumore delle sue in un binomio di citt: Melfi (B2) e Venosa (C2). fresche sorgenti e di una fauna eterogenea. La prima, centro dallillustre passato, fu cara ai Lepri e scoiattoli, volpi, tassi e donnole normanni del Guiscardo e a Federico II di percorrono la fitta vegetazione dellarea. Svevia che vi promulg, nel 1231, le La poiana, il gheppio e il nibbio reale Costituzioni Melfitane. Luogo di 5 concili che guardano dallalto la ninfea alba che ricopre vide bandire, nel 1089, la Prima Crociata la superficie dei laghi. contro gli infedeli, Melfi oggi la quarta citt lucana per grandezza. In questa zona, poi, da segnalare la presenza Costruita attorno al suo Castello (sede dal 1976 della Bramea europea: una farfalla notturna del Museo archeologico Nazionale del Vulture appartenente a una famiglia orientale la cui Melfese), la citt mostra al visitatore la presenza in Basilicata rappresenta un caso unico su scala europea. Cattedrale dellAssunta con un campanile del 1153 e il limitrofo Palazzo Vescovile, tra i pi Proprio per tutelare la rarissima Bramea, belli dItalia, del XVIII secolo. scoperta in localit Grotticelle di Monticchio A pochi chilometri dallex capitale del Ducato dallentomologo altoatesino Federico Hartig, di Puglia si trova la cripta di Santa Margherita del XIII secolo (interamente scavata nel tufo e stata istituita in territorio di Atella (B3)la

Sullo sfondo una vetta dorigine vulcanica circondata da boschi. Alle sue pendici due specchi dacqua.

Riserva regionale del Lago Piccolo Nata a met degli anni Ottanta del secolo scorso, la Riserva occupa 187 ettari di propriet del comune di Atella. Gi rifugio di briganti e luogo di pellegrinaggio, eremo di monaci e territorio di caccia per Federico II di Svevia, larea ospita oggi la Bramea scoperta da Federico Hartig nel 1963. Se la vegetazione del Parco costituita da una faggeta di bassa quota (la cui origine imputabile alle peculiari condizioni microclimatiche della zona), la Riserva regionale del Lago Piccolo anche area archeologica e sede di beni culturali. Tra questi spiccano i resti dellAbbazia di SantIppolito, nellistmo che divide i due laghi di Monticchio e, riflessa nel pi piccolo dei due, limponente Abbazia di San Michele (sede, tra laltro, del Museo di Storia Naturale del Vulture).Il monastero di San Michele, costruito su una grotta scavata nel tufo, nei pressi della quale sono stati ritrovati depositi votivi risalenti al IV-III secolo avanti Cristo, fu prima insediamento benedettino e poi, dopo il 1456, pass ai cappuccini che vi costruirono una biblioteca e un lanificio. Allinterno dellAbbazia si trovano una chiesa Settecentesca con la sua Cappella e la Grotta dellAngelo dedicata a San Michele. Un luogo, questultimo, dove si riunivano in preghiera i monaci basiliani che anticamente abitavano la zona.

affrescata con Santi, in stile bizantino e catalano, e con il Monito dei morti). A poco pi di 20 chilometri da Melfi sorge, su uno sperone dorigine vulcanica, la citt natale del poeta Orazio Flacco. E Venosa: uno dei cinque borghi lucani pi belli dItalia. Una visita alla citt oraziana ha nel Parco archeologico (con le sue terme e le domus, il complesso episcopale e i resti dellAnfiteatro) il suo punto obbligato di partenza. Limitrofo al Parco il Complesso della SS. Trinit, sacrario della famiglia normanna degli Altavilla, impreziosito dallIncompiuta. Poco distante le catacombe ebraico-cristiane scoperte nel 1853 ed extra moenia la tomba del console romano Marco Claudio Marcello e il sito paleolitico di Notarchirico. Nel cuore di Venosa, infine, hanno sede il maestoso Castello ducale Pirro del Balzo (che ospita il Museo Archeologico Nazionale di Venosa) e la Cinquecentesca Cattedrale di SantAndrea. Venosa ed Acerenza (D4) hanno in comune, da un lato, il loro essere annoverate tra i borghi lucani pi belli dItalia, dallaltro le loro splendide Cattedrali. Se Venosa custodisce la cattedrale di SantAndrea, fatta edificare da

Venosa, castello Aragonese vista dallalto

Aglianica Wine festival

Box Museo Nazionale del Vulture Melfese Il Museo archeologico di Melfi, ubicato allinterno del castello normanno-svevo, presenta limportante documentazione archeologica rinvenuta nel comprensorio del Vulture. Si tratta di corredi funerari di VII-III secolo avanti Cristo, caratterizzati, per le fasi pi antiche, da raffinate ceramiche daunie a decorazione geometrica, da armature in bronzo, da preziosi ornamenti in argento, oro e ambra e da vasi in bronzo di produzione sia greca che etrusca. Caratteristici della fase di IV-III secolo avanti Cristo sono invece le ceramiche magnogreche a figure rosse e i vasi a decorazione policroma con figure applicate, di produzione canosina, rinvenuti, in primo luogo a Lavello (lantica Forentum). Il museo di Melfi, intitolato allarcheologo romano Massimo Pallottino, espone tra laltro uno straordinario sarcofago in marmo del II secolo dopo Cristo con decorazione a rilievo, riferibile a botteghe dellAsia minore. Sul coperchio del sarcofago raffigurata la defunta dormiente e sulle sue lastre sono rappresentati, all'interno di nicchie, dei ed eroi romani, a testimoniare le figure mitiche di riferimento della famiglia aristocratica, cui apparteneva la donna. Unultima area del museo , infine, dedicata alla famiglia Doria che, per ultima, abit il castello delle Constitutiones Augustales.

Pirro del Balzo tra il 1470 e il 1502, ad Acerenza vi la Cattedrale intitolata a Santa Maria Assunta e San Canio. Il duomo acheruntino, costruito nellXI secolo in luogo duna chiesa paleocristiana, edificata a sua volta, su un tempio pagano dedicato ad Ercole, uno dei monumenti pi importanti dellintera Basilicata. Fatto edificare dallarcivescovo Arnaldo sotto la direzione di architetti francesi che si ispirarono allabbazia di Cluny presenta nella cripta, realizzata sotto il presbiterio nel 1524, uno degli esempi pi interessanti del Rinascimento nel Mezzogiorno dItalia. Nella Cattedrale di Acerenza, tra laltro, sono custoditi preziosi affreschi attribuiti a Girolamo Todisco. Al di la della Cattedrale, Acerenza offre al visitatore un centro storico di impronta medievale, i palazzi gentilizi e i musei Diocesano (con reperti archeologici di epoca greca e romana) e dei Legni intagliati (con oltre 3000 pezzi darte pastorale). Se da Acerenza, il pi importante centro dellAlto Bradano, si torna nel Vulture, una visita merita Rionero (C3), citt natale di Carmine Crocco e Giustino Fortunato. E una delle capitali lucane per la produzione del vino Aglianico, Palazzo Fortunato e la

Seicentesca Chiesa Madre sono due delle tappe rioneresi pi suggestive per il visitatore. LAglianico e gli Arbereshe. Non tutti sanno che furono i profughi albanesi a importare, nel Vulture melfese, il vitigno Aglianico. Tre centri lucani di questarea furono infatti ripopolati, a cavallo tra il XV e il XVII secolo, dai discendenti di Giorgio Castriota Skanderbeg. Sono Barile (B2), il pi grande dei tre, Ginestra (C2) e Maschito (D3). Barile ha nelle cantine scavate nel tufo, nella Chiesa della Madonna delle Grazie (che conserva opere darte del XV secolo), in quella di San Nicola e nella Fontana dello Steccato (su cui figurano immagini aventi funzione di protezione dal malocchio) i suoi principali motivi di visita. Anche Ginestra e Maschito conservano luoghi di interesse turistico. Se nel primo spiccano la Chiesa Madre del 1500 e quella intitolata alla Madonna di Costantinopoli del 1588; nel secondo le fontane, i numerosi palazzi gentilizi e le chiese permettono un interessante giro turistico. Nel novero degli

edifici sacri di Maschito spiccano la Chiesa Madre custode della Madonna dei sette veli (quadro ritenuto miracoloso e perci assai venerato), quella del Caroseno (con allinterno un affresco Cinquecentesco di Madonna col Bambino) e quella del Purgatorio con un quadro della Madonna di Costantinopoli. La Murgia potentina I centri di Rapolla e Lavello, Montemilone e Forenza, Banzi, Genzano di Lucania e Pietragalla sono anche conosciuti come comuni della Murgia potentina. Paesaggisticamente simili ai paesi della Murgia pugliese questi piccoli e medi borghi dellAlto Bradano sono mete turistiche interessanti e peculiari. Se Rapolla (C2)offre al visitatore la sua Cattedrale del 1209, a Banzi (E2) sono visibili vestigia di insediamenti preromani e romani. Da Banzi a Genzano (E2)il passo breve. In questo centro dorigine medievale sono da ammirare la Cinquecentesca Chiesa dellAnnunziata (inglobata nel monastero delle Clarisse), la monumentale fontana Cavallina, sovrastata da una statua di Cerere del I secolo avanti Cristo, la chiesa di Santa Maria della Platea (con allinterno un polittico del XVI secolo) e, ad est del paese, il Castello di Monteserico. Nel popoloso comune di Lavello interessanti

Via Crucis Barile - la zingara

Pietragalla - Palmenti

Lavello Palazzo Ducale

sono il Castello Svevo, ricostruito nel 1600 e attualmente sede del Municipio, e la chiesa di SantAnna con allinterno unAnnunciazione del pittore Antonio Stabile. A Montemilone (D2) e Pietragalla (D4) interessanti sono i quartieri antichi dove affacciano le Chiese, i portali storici e le edicole sacre e, a Pietragalla, da visitare il Parco dei Palmenti simbolo della civilt contadina. Forenza (D3), infine, offre al visitatore la sua Chiesa Seicentesca del Crocifisso (con altari lignei, tele del 1500, un dipinto di Santa Maria della Stella del XIV secolo, un coro del 1500 ed un prezioso crocifisso ligneo del XVII secolo) e la Casa contadina (una ricostruzione fedele di una abitazione contadina di inizio secolo) al cui interno possibile ammirare mobili, oggetti ed utensili di uso quotidiano e rivivere latmosfera della civilt contadina dei primi del Novecento). GLI ALTRI CENTRI DEL VULTURE ALTO BRADANO Un tour in questarea posta a nord est della Basilicata, compresa tra il monte Vulture e la valle del fiume Bradano, pu prevedere ulteriori soste nei borghi di (C3) Ripacandida (presso la chiesa di San Donato del XIV secolo,

il Monastero Trecentesco e la Chiesa Madre di Santa Maria del Sepolcro, costruita nel 1560); (B3) Atella (coi suoi resti medioevali della cinta muraria, la caratteristica Porta di San Michele, la Cattedrale di Santa Maria ad Nives, la Torre angioina, la chiesa di Santa Lucia, il convento e la chiesa dei Benedettini, il Parco Paleolitico); (C3) Filiano (con la chiesa di Santa Maria del Rosario della prima met del 1800 e, poco fuori dall'abitato, le pitture rupestri raffiguranti scene di caccia preistorica); (B3) Rapone (dal centro storico dorigine medioevale e dalla piazza principale a forma di terrazzino con, al centro, una croce che anticamente segnava il limite del centro abitato); (E4) Oppido (dai numerosi palazzi signorili e dalle chiese affrescate da Stabile e Todisco ed impreziosite dalle sculture di Altobello Persio); (B3) Ruvo del Monte (con il Castello risalente al XVI secolo ed affiancato da una torre depoca angioina che conserva ancora le originali merlature); (B4) San Fele (con il convento di SantAntonio dagli affreschi Settecenteschi la cui Chiesa ospita una pala daltare del XV secolo, un polittico del XVI secolo, un coro ed un pulpito del XVIII secolo. Nei dintorni del paese, inoltre, situato il Santuario della Madonna di Pierno edificato nel 1189); (E4) Tolve (col Cinquecentesco convento di San Francesco e i resti duna villa romana del II secolo avanti Cristo); (E4) San Chirico Nuovo (con la Cinquecentesca Chiesa

Madre); la piccola (D4) Cancellara (col castello a dominare labitato, la cappella di SantAntonio dagli affreschi Cinquecenteschi e, extra moenia, la Necropoli di Serra del Carpine, con tombe risalenti al V secolo avanti Cristo) e (D3) Palazzo San Gervasio (col suo castello caro a Manfredi di Sicilia e la Pinacoteca dErrico).

Castello Venosa Nel 1470 il duca Pirro del Balzo chiese ed ottenne dal vescovo Porfido il permesso di costruire, allestremit meridionale di Venosa, il nuovo castello della citt oraziana. Il complesso militare, nato come importante tassello di un pi ampio progetto di fortificazione, sorse su una preesistente cattedrale romanica che il duca si impegn a ricostruire nel cuore della citt. Il nuovo fortilizio, concepito sul modello del napoletano Maschio Angioino, fu in seguito trasformato da fortezza in dimora di rappresentanza e, si racconta, che Torquato Tasso e Carlo Gesualdo da Venosa si riunissero al suo interno per comporre strofe e partiture musicali. Quattro torri cilindriche e lo stemma solare dei Del Balzo, un profondo fossato ed un ampio cortile circondato da un loggiato rinascimentale caratterizzano il castello di Venosa che, dal 1991, ospita il Museo archeologico nazionale dedicato principalmente alla colonia latina di Venusia. Tra i reperti conservati nel Museo venosino spiccano un askos a decorazione policroma rinvenuto a Lavello, i cippi di Banzi scritti in lingua osca, che componevano un templum augurale (ovvero uno spazio aperto e consacrato, dove si traevano gli auspici attraverso il volo degli uccelli), le epigrafi ebraiche e una mostra permanente che illustra le fasi pi antiche della presenza delluomo nel territorio di Venosa.

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