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SENTINELLE DI PIETRA TRA ULIVI E GRANO

Le masserie fortificate del Materano

Escursione lungo la via della transumanza

foto di Luigi Esposito - archivio Ente Parco Murgia Materana

Molto distanti tra loro, le masserie erano solitamente ubicate su rilievi, in modo da poter controllare le vie di comunicazione e i corsi dacqua non meno che ogni altro elemento della vasta possidenza terriera che le componeva. Lintera propriet veniva, di norma, organizzata sulla base di un solo indirizzo che determinava le altre attivit economico - produttive (svolte In alcuni casi, per via della loro grande importanza socio-economica, queste strutture nel complesso centrale). Altre funzioni venivano fortificate e protette con torri specifiche, invece, venivano localizzate nelle difensive circolari o a pianta quadra, con mura masserie di servizio e le attivit di pastorizia di cinta perimetrali e con camminamenti di erano espletate nei cosiddetti Jazzi: strutture ronda a difesa del granaio, degli armenti e dei satellite poste nei luoghi di maggiore comodit per le greggi. contadini che al loro interno operavano e vivevano. Queste strutture presero il nome, a partire dal XVI secolo, di masserie fortificate

C unarea della Basilicata, compresa tra lalta Murgia, le valli lucane e il mare Jonio, in cui storia, cultura ed economia sono venute formandosi, oltre che nei piccoli centri e nelle citt, attorno a complesse strutture residenziali e produttive, legate al latifondo e alla campagna, denominate Masserie.

Il controllo dei punti chiave dei tratturi e delle grandi propriet, infine, era affidato a torri di guardia poste in punti strategici. In molti casi furono proprio queste torri a fungere da base per la nascita, a partire dal 1500, delle masserie fortificate che ebbero, a cominciare dal XIX secolo, il loro periodo di massimo splendore. Ogni masseria era strutturata come un centro autonomo. Al suo interno si svolgevano molteplici funzioni ed il lavoro, sicuramente gravoso e scarsamente remunerato, era compensato dal sentimento di solidariet e religiosit regnanti allinterno di queste strutture. La monotonia della vita quotidiana era interrotta in occasione di festivit, legate al mondo agricolo, durante le quali la masseria diveniva luogo di vita frenetica ed intensa con canti, danze, poesie e stornelli ad allietare le serate di festa e a tramandare storie e leggende legate alla vita della comunit rurale. La masseria fortificata La masseria fortificata un insediamento rurale adibito a residenza padronale permanente o temporanea.

elementi costruttivi atti alla difesa e, infine, con un elemento caratteristico: la torre. Questultima si presenta sotto due forme. Una circolare, a struttura piena fino alla casamatta, laltra a pianta quadrata, cava internamente, con spazi sfruttati in ambienti sovrapposti. Altri elementi comuni alla masseria fortificata sono le garitte pensili, le caditoie, le torrette soprelevate o in sporto, le mura di cinta con camminamenti di ronda e le feritoie. Questo tipo di struttura residenziale svolse un ruolo di rilievo, soprattutto nel periodo del grande brigantaggio (1860 1870) ma anche in seguito, quando rappresent il baluardo contro labigeato e a favore della produzione agricola e del bestiame. Larte dei pastori Larte pastorale del materano, ancora praticata fino alla seconda met del 1900, si serviva del legno, del corno bovino e del giunco come materiali prediletti. Era composta, per lo pi, da oggetti duso quotidiano ma anche caratterizzata da piccole, suggestive sculture in legno e in corno bovino (di cui interessanti esempi sono oggi conservati allinterno del Museo Ridola di Matera ).

Un po di storia La masseria, diretta discendente dellantico casale, rappresentava il perno duna vasta organizzazione produttiva imperniata sullagricoltura estensiva e sullallevamento. Risorta a cavallo tra il XVI e XVII secolo, periodo della dominazione spagnola del Mezzogiorno e della rifeudalizzazione delle campagne, la masseria, attraverso il fenomeno della transumanza, diede vita ad una fitta rete di tratturi, tratturelli e bracci colleganti la struttura rurale con la citt, il mare e la montagna.

Il Sasso Caveoso - foto di L. Esposito

E a semplice insediamento produttivo con

Pini di Santoro - foto Mario Tommaselli

Torre spagnola - foto Pino Losito

Espressione peculiare della quotidianit pastorale della Basilicata, questarte, mantiene i caratteri propri alla cultura contadina anche nelle sue espressioni pi moderne. Le Masserie del materano: Masseria Pini di Santoro La masseria appartenne alla famiglia Santoro di Matera. Il suo toponimo dei Pini, invece, fu dovuto ai numerosi alberi di questo genere che, un tempo, ne ombreggiavano gli edifici dei quali per, oggi, non resta alcuna traccia. Dal punto di vista architettonico la masseria composta di due fabbricati. Uno risalente alla prima met del 1700 ed un secondo, accorpato al primo, ultimato nel 1844. Il complesso si presenta con una corte interna chiusa da due edifici ed una linea di stalle per gli animali da lavoro. Al centro il pozzo con abbeveratoio. Il primo piano era destinato a residenza ed il piano terra ad ambienti di servizio in uno dei quali, perfettamente conservati, fanno mostra di s il grande camino cucina ed il forno a parete. Sul fronte principale sta la cappella sormontata da un campanile a vela e ai vertici delledificio, inoltre, due garitte casa mattate.

Una serie di feritoie lungo il parapetto completavano la difesa passiva. Sul retro delledificio visibile una veranda coperta, arricchita da una balaustra a colonnine di tufo lavorato. Si tratta, probabilmente, di una modifica apportata alla severa architettura della masseria fortificata dopo la fine del brigantaggio, quando la raggiunta tranquillit nelle campagne consent la trasformazione della struttura agricola in masseria villa. Parte integrante della masseria lo jazzo che sorge poco distante dalla struttura agricola direzionale. Questultimo, in discreto stato di

conservazione, rappresenta uno dei migliori esempi di ovile edificato con la tipologia classica Ottocentesca. Lo Jazzo Lo Jazzo una struttura rurale destinata allallevamento del bestiame. Se lorigine del nome incerta, la sua struttura architettonicamente simile in tutto il comprensorio materano. Questa struttura rurale era edificata in modo tale da rispondere a tutta una serie di esigenze diversificate a seconda del tipo di allevamento. Grande attenzione allinterno dello jazzo era prestata alle varie fasi dellattivit pastorale: dal luogo per il ricovero del bestiame ai locali per mungitura, dalla lavorazione e prima conservazione del prodotto caseario allalloggio per i pastori ed i mandriani. Nella Murgia esisteva un tipo antico di Jazzo non costruito, ma ricavato in grotte naturali attraverso ampliamenti ed adattamenti.

Alcune Masserie fortificate: Torre Spagnola Costruita attorno ad una torre risalente alla fine del 1500 ha, tuttintorno, una serie di edifici accorpati tra il XVIII e il XIX secolo. La Torre Spagnola si erge tra laltipiano murgico materano e le Matine di Santeramo su una collina ad oltre 400 metri sul livello del mare. La masseria, a corte interna, si sviluppa su pianta rettangolare il cui vertice destro imperniato sulla torre (edificata dagli spagnoli tra il 1596 e il 1600 come elemento di guardia e di controllo sulle vie commerciali colleganti il Materano al Barese e al Tarantino). Il complesso accessibile da un bel ingresso ad arco (sovrastato da unedicola al cui interno campeggiava, fino a pochi decenni fa, la statua di san Domenico) che ha uno stemma gentilizio non ancora decifrato.

A caratterizzare questa masseria (dichiarata particolarmente importante ai sensi della legge 1089 del primo giugno 1939) come fortificata il suo terrazzo merlato, dotato di Le maggiori masserie avevano pi Jazzi situati piccole mensole, di una saettiera e di una a distanza variabile dal complesso caditoia per la difesa piombante. direzionale.
I Sassi di Matera - Il vicinato grande - foto L. Esposito

Selva venusio - foto P. Losito

Masseria Malvezzi foto - P. Losito

Masseria Fontana di vite Vista da lontano, questa masseria posta a 405 metri sul livello del mare, ha laspetto di un piccolo fortilizio. Tra i suoi vari edifici spicca una torre quadrata (forse del 1700), la cappella, con pregevole prospetto a capanna, dal cui timpano si eleva un campanile a vela, sormontato da una sottile croce in ferro battuto. Peculiare alla masseria Fontana di vite inoltre la presenza, a circa cento metri dal plesso centrale, duna serie di casalini destinati ad alloggio dei lavoranti fissi di questa struttura. Si tratta di costruzioni monovano di tipo unifamiliare con tetto a capanna arricchito nella punta dincrocio da un decorativo pinnacolo. Uno di questi casalini presenta alla base la scultura duna bianca colomba di notevole valore estetico, segno dellabilit di un maestro muratore dellepoca. Masseria Venusio Questa masseria ubicata in agro materano, andando verso Altamura. Si trova in una zona pianeggiante cinta da basse colline ed ha rappresentato, nel XVIII secolo, un esempio mirabile di fusione agricolo - residenziale.

L'edificio si articola su due livelli: il piano terra, per i servizi dazienda, e il piano superiore dove trovavano sistemazione gli alloggi padronali. La masseria, costruita in conci di tufo con un impianto irregolare, ebbe a pi riprese modifiche funzionali alle attivit che si svolgevano al suo interno. Malgrado oggi la masseria Venusio versi in condizioni difficili, per via dun abbandono di oltre mezzo secolo, resta comunque una struttura degna di nota.

All'interno della fabbrica, tra laltro, si riscontrano delle date incise su due architravi. Una quella del 1609 e laltra del 1738 (questultima sullarchitrave della chiesa), a conferma della costruzione per gradi e tappe che ha caratterizzato linsieme degli edifici. Il rilievo di questa masseria nella severit, sia strutturale che decorativa, che si riscontra nelle ampie lesene scarpate, nel corposo ingresso del 1738, definito da una greve scalinata, che conduce agli ambienti padronali, e nel terrazzo con balaustrata. Masseria Malvezzi Conosciuta anche col nome di Casino del Duca, la masseria Malvezzi ubicata in agro materano, in direzione di Gravina, a soli sette chilometri dal capoluogo di provincia Matera. E una masseria a corte interna con una destinazione agricolo - residenziale che rispecchia lorientamento dellepoca in cui fu edificata (intorno alla met del 1700). Il complesso, che si adagia su di una media collina dominante un ampio territorio compreso tra le alture di Igino, Timmari e Picciano, fu costruito a pi riprese tra il 1769 e il 1905 e rappresenta una sintesi degli elementi migliori dellarte costruttiva appulo lucana.

La sua parte residenziale, che comprende un magnifico giardino per aiuole, fontane e piante varie, si compone di una costruzione a due piani con, a piano terra, tre finestre sagomate ed un ampio ingresso che immette in un androne di disimpegno, mentre il primo piano presenta unestesa balconata in grado di scrutare tutto il fronte. Un ulteriore dato interessante la presenza della cappella familiare che rilancia, in modo inoppugnabile, la destinazione residenziale dellintero complesso.

Scorcio Parco della Murgia Materana- foto L. Esposito

Escursione nel Parco - foto L. Esposito

A 1

10

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Laura Arcieri, Giuseppe Melillo, Michele Russomanno per Immaginapoli
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