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La Perla del Tirreno

e il suo entroterra

Il caratteristico borgo arroccato di Trecchina

Nemoli: vista panoramica

Maratea: il lido Macarro

La statua del Cristo Redentore

dell'alimentazione nemolese. Anche i colori cambiano. Tante le sfumature di L'irresistibile trasparenza dell'acqua del mare verde e d'azzurro fino al marrone intenso della montagna. Ma sempre incantevole la natura. di Maratea(C9) e le giogaie dell'Appennino che scrutano come sentinelle il litorale. Tra la Spiagge raccolte e dolci colline, vette da scalare e dotate di impianti sciistici nel lussureggiante vegetazione dei grandi parchi nazionali del Cilento e del Pollino si inserisce comprensorio invernale del Sirino e fondali marini della costa marateota, molto apprezzati la costa tirrenica lucana. Spuntano dai subacquei, che oltre ad essere habitat di meravigliose grotte, chiese e antichi palazzi, sentieri da esplorare, vedute mozzafiato e un' una ricca fauna, ospitano inattesi tesori atmosfera fatta di silenzi e aria tersa avvolge il archeologici. Da Maratea, punto centrale della costa tirrenica monte Sirino, una delle vette pi alte della Basilicata, i borghi di Maratea, Nemoli, Rivello muovono e si collegano diverse strade volte a e Trecchina. La bellezza del paesaggio marino scoprire una delle aree pi selvagge del golfo di Policastro. che vede protagoniste, in circa trenta chilometri di costa, calette, macchia La citt di Maratea fondata nel lontano 200 mediterranea, falesie e dove si sprigionano a.C. ha un indiscusso fascino. Una schiera di profumi di mirto, ginestra e rosmarino, si portali, 44 chiese, archi e palazzi alterna a quello degli scenari montani settecenteschi, il porto turistico (uno dei pi dell'entroterra impreziositi da emergenze esclusivi dItalia), grotte, torri costiere, Villa storiche e artistiche. Nitti, un tempo ritrovo di tanti intellettuali, E anche i sapori tipici del mare, quali ad esempio le alici a scapece, le sarde arraganate, la spigola alla malvasia lucana, e caratteristici di acqua dolce come quelli del Lago Laudemio e del Lago Sirino da cui provengono le celebri e gustose anguille di Nemoli(D9) , cucinate in svariati e appetitosi modi, si combinano con quelli caratteristici della montagna legati, invece, alla pastorizia e al bosco, come la mozzarella di Massa di Maratea, i dolci con le castagne e con le noci di Trecchina(D9) , la gustosa supressata di Rivello(D9) , la polenta fatta con ventresca e salsiccia o con peperoni cruschi e patate, che da sempre costituisce uno dei piatti Mare e monti.

riempiono lo sguardo. E il passo si perde in un intrigo di viuzze. La trama fitta dei vicoli, regno dellartigianato, si spezza talvolta in ridenti piazzette, mentre, intorno allabitato, la natura incontaminata ridona pace al cuore. Si respira la storia e larte tra i resti del castello costruito dai Longobardi per affrontare le incursioni greche, tra i reperti det classica (dal IV sec. a.C. in poi), nella Basilica di S. Biagio. L'attuale chiesa, secondo la tradizione, stata sovrapposta a un antico tempio pagano dedicato alla dea Minerva di cui, per, non stata trovato alcun reperto archeologico. Presumibilmente la Basilica sorta intorno al VI-VII sec.d.C., epoca nella quale si suppone sia stata fondata da una comunit di monaci basiliani, Maratea superiore. L'architettura dell'edificio il risultato di diverse strutture. Intitolata in origine alla Madonna delle Grazie, la chiesa cambi nome in onore di

San Biagio Vescovo d'Armenia. Le reliquie del santo furono portate a Maratea nel 732 d.c. e, da allora, ogni anno i marateoti lo celebrano come protettore della citt con una festa che dura quattro giorni e termina la seconda domenica di maggio di ogni anno. All'interno della chiesa sono presenti seicenteschi bassorilievi in marmo di ottima fattura raffiguranti l'Annunciazione e la Madonna della Sapienza. Tra le altre emergenze artistiche vi , sulla parete sinistra del presbiterio, una tela settecentesca di scuola napoletana raffigurante San Biagio in gloria che protegge la citt ritratta con torri e mura di difesa. La centralit del santuario di certo rappresentata dalla Regia Capella che custodisce l'antica urna in pietra contenente il torace e parte del cranio di S.Biagio e la statua del suo busto in argento realizzato dallo

Le spiagge e le grotte di Maratea Come nicchie che resistono anche agli impeti del mare, incorniciate da rocce e ripide scogliere che la macchia mediterranea ricopre, piccole e diverse, alcune quasi segrete da raggiungere in barca, sono le spiagge che si affacciano sul mar Tirreno. Maratea, insignita della bandiera blu, ne la capitale balneare con le sue frazioni: Marina di Maratea, Acquafredda (con le spiagge Luppa e dellAnginarra), Porto, Cersuta (con la piccola suggestiva spiaggia di Capo la Nave e di Rena Carruba), Castrocucco, Fiumicello-Santa Vnere (con alcune delle pi belle spiagge del litorale). Nella perla del Tirreno si contano anche oltre 130 grotte, note all'indagine speleologica, tra cui sono da annoverare quella del Dragone, quella di Fiumicello, conosciuta per i ritrovamenti preistorici, e quelle marine di Sciabella, Giorgio, Malcanale, Cersuta, punta Judia, dei Pipistrelli, Apprezzami l'Asino e dei Sogni. La pi turistica per quella delle Meraviglie di Marina di Maratea, scoperta nel 1929.

Barche attraccate nel porto di Maratea

Rivello - Chiesa Madre di San Nicola

scultore Romano Vio, nel 1979. In prossimit del santuario si erge la statua Uno dei pi esclusivi porti turistici dItalia, del Cristo redentore che tutto domina e sospeso tra mare e cielo. Casette color protegge con i suoi circa 21 metri di altezza, pastello si affacciano al mare, dallalto di uno con un'apertura di braccia di 19 m e un volto sperone. Il porto di Maratea, da sempre centro largo 3 m. Nelle sue dimensioni colossali di collegamento tra il Tirreno e lentroterra, seconda al mondo soltanto a quella di Rio de uno spettacolo cromatico e olfattivo. Borgo Janeiro ed lorgoglio dei marateoti. Nella marinaro e via commerciale un tempo, oggi, sua grandiosit sembra opporsi alle raccolte protetto da due poderosi moli, uno dei pi spiagge sassose, alla dimensione umana di suggestivi approdi turistici del Mediterraneo, piccola comunit che la perla del Tirreno ha riparo sicuro per circa 600 natanti. In passato saputo preservare resistendo alle tentazioni stato il centro di commerci di ceramiche del turismo di massa. La statua stata voluta vietresi, tessuti, arredi che lasciavano il posto dal conte Stefano Rivetti, artefice, negli anni ai prodotti locali come l'olio, i formaggi, il '60, dello sviluppo turistico e commerciale di legno, molto apprezzati sui mercati Maratea. Iniziata nel novembre del 1963 e napoletani. terminata nel 1965, stata realizzata dallo Le coordinate del Porto di Maratea sono: 39 scultore Bruno Innocenti. La struttura 59', 16 Nord 15 42', 59 Est corrispondenti alla dell'opera fatta di cemento armato ancorata parte orientale del Golfo di Policastro. I fondali in profondit nella roccia del sottosuolo e interni costituiti da roccia e sabbia sono rivestita da un impasto costituito da cemento profondi da 2 a circa 8 m. Protetto da due bianco e scaglie di marmo di Carrara. poderosi moli, sede dell'Ufficio Circondariale Marittimo. La perla del Tirreno senza dubbio Attualmente, nelle sere destate, pontili e un'importante meta balneare e per accogliere banchine, tavolini dei bar, ristoranti tipici e la al meglio il turista si dotata di piccoli lidi sua piazzetta-salotto, abbracciano il visitatore attrezzati, taluni ideali per chi in cerca di fino a tarda notte. tranquillit e altri dedicati a chi vuole praticare sport acquatici o divertirsi in movimento; di strutture ricettive diversificate nella tipologia (alberghi, pensioni, agriturismi, b&b, villaggi vacanze e case in affitto) e di un ricco cartellone estivo che alterna concerti, sfilate, sagre, un festival cinematografico.

Il porto turistico

Particorale di una ringhiera in ferro battuto

Le torri costiere Tra mare e cielo per difendere terre e uomini. Ingegno e strategia le hanno ideate, possenti braccia costruite.Testimoni silenti di cruenti battaglie per contrastare le incursioni dei popoli conquistatori, le torri costiere lucane sono integrate nel paesaggio e sulle loro pietre sono impressi i segni della storia.Sei presidi e postazioni di avvistamento dominano la costa marateota fin dalla met del 1500, baluardo contro i saraceni, per volont del Vicer del Regno di Napoli, Pietro da Toledo. I loro nomi evocano localit assai note, da Acquafredda a Santavenere, ma anche inquietanti (Caina) o bizzarre tradizioni (Apprezzami lasino).

palazzi spicca Palazzo Filizzola del 1700 con un loggiato di stile napoletano. Valgono una visita accurata anche il mulino ad acqua, unico in tutta la valle del Noce, "Micromondo" parco tematico sulla geologia della Basilicata e la Cappella della Madonna delle Grazie del XVII sec. che conserva un tabernacolo in legno con decorazioni barocche, posto sull'altare maggiore, contenente una Madonnina policroma del 1300 e un'acquasantiera del 1512.

Artigianato tipico: la lavorazione dei metalli L'arte del ferro battuto diffusa in diversi centri lucani tra cui Rivello e Lauria. Vengono forgiate brocche, bracieri, paioli e anche attrezzi da camino in rame, finemente cesellati. Gli utensili da cucina trovano artigiani eccellenti a Trecchina mentre Nemoli fucina di oggetti legati al mondo contadino tra cui spicca il caccavo, un grande recipiente biconico adoperato come contenitore per la cagliatura del latte per poi farne ricotta e formaggio.

Il lago Sirino

Proseguendo il cammino e fiancheggiando il corso del fiume Noce, si incontra Nemoli (dal latino Nemus, bosco). Anticamente circondato da boschi di querce, castagni e ontani, il piccolo borgo preserva i resti di antiche selve: da Ischia Grande alla Sterpina, Isola del Bosco, Tempa Castagna, Cerri del Lago. In particolare in primavera e in estate, piacevole seguire sentieri immersi nella natura incontaminata in cui incastonato il Lago Sirino (800 m di altezza) dalle acque cangianti e pescose (trote, tinche, persici, alborelle, ecc.). Caratteristiche sono le stradine aggrovigliate tra viottoli e gradinate, spesso sormontati da archi e soppalchi, le fontane, le case e i palazzi settecenteschi, le cui logge e i cui portali sono adorni di fregi e stemmi. Tra i

Inoltre, nell'area di Nemoli, sono stati scoperti resti di un centro abitato del periodo ellenistico-romano, con statuette, monete e ceramiche. E scavi archeologici hanno portato alla luce anche un santuario risalente al IV secolo a.C. e consacrato ad una divinit femminile a sei chilometri da Nemoli, nel Rivello, il cui etimo deriva da Ravina o Ravello comune di Rivello (localit Calla). ovvero luogo scosceso e dirupato, fu inizialmente abitato da una comunit basiliana. Quest'ultimo tra tutti i borghi lucani Conteso poi tra Bizantini e Longobardi per la inerpicati sui rilievi, uno dei pi interessanti sua posizione strategica, ebbe due anime, una per la straordinaria posizione panoramica, latina raccolta attorno alla Chiesa di Santa alla sommit di unaltura che da una parte Maria Maggiore, e una greca, viva nei quartieri domina la profonda valle del Noce, dallaltra intorno alla Chiesa di San Nicola. E bizantina apre la vista sulle cime del Sirino. la struttura della Chiesa di S. Barbara, ad una Ma la bellezza dellabitato data anche dal navata con abside semicilindrica, che ospita fitto e ben conservato tessuto edilizio, con affreschi del tardo '500. Degne di nota sono, antiche cappelle, nobili palazzi e suggestive infine, la Chiesa di San Michele dei Greci, che opere di architettura minore. ospita un polittico di Scuola napoletana del 1614, e quella del monastero di SantAntonio Fu culla di illustri orologiai, artigiani del rame che presenta un bellissimo portale ligneo del e dell'oro che viaggiarono in Europa e in XVI sec. e affreschi attribuiti a Giovanni Todisco America per far conoscere le loro pregevoli e a Giovanni di Gregorio, detto Il Pietrafesa. creazioni.

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come arrivare
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Laura Arcieri, Giuseppe Melillo, Michele Russomanno per Immaginapoli
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