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Do//o stssso ouloror

SAGGIO DI NOMENCLATURA

POPOLARI IAiITI

coccla, psoca), Rocta, 1067, Brrl,

BABI MITO (mottl popolarl c numorl drl loth laborazlonc col Proff. L, Eadr o V, Vrlrnh'

trlco, Bsrl, 1970,

DIZIONARIO STOBICO.ETIMOLOOICO

DEL DIAITTC

§ag6lo ln collaborazlono ool Proff, L, lrdr I

V,

Edlzlonl Lovantc, Borl, 1971,

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I

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CARLO SCORCIA

NOMENGI,ATURA

II

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I

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I

I

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l

MEIIITINA PIIPOI,ARE BARESE

(saggio etno - linguistico)

EDIZIOM LEVÀNTE

1972

BARI

CARLO SCORCIA

NllMENGTATURT

II

MEIIIGINA POPOTARE BARESE

(saggio etno - linguistico)

EDIZIOMLEVANTE

1972

BARI

-aè §!

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^^

PREMESSA

Questo lavoro vuol essere un omaggio ai Baresi del tempo

passato, in cui le soflerenze venivano alleviate, e rese soppor-

tabili, dai rapporti

Baresi d'oggi,

tra uomo e natura, tra uomo e uomo; ed, ai

un dono che valga a ricordare come anche il

nostro popolo, teso nello s-forz,o per

un migliore avvenire in

buona salute, viveva di quegli antichi usi, che uniti alla fede ed alla pratica religiosa, costituivano la sua parte spirituale, dalla quale dipendeva la solidarietà. e l'amicizia. Si sono catalogati gli aspetti più pietosi, che venivano cor- retti anche con la superstizione, sempre presenle come difesa

dal negativo,

'fosse

tra

sia

pure

in rnisura ridotta rispetto

a quanto lo

le nostre popolazioni non rivierasche, nleno mer-

cantili e più contemplative. A questa conclusione si è giunti. prendendo contatto con quella cultura invisibile, che è il loro

patrimonio di tradizioni, venuta in superficie nel corso dell'in- chiesta, condotta dal 1964 ad oggi, e partendo con elementi ac-

quisiti sin dalla giovinezza,

tra i pescatori

e i contadini.

trascorsa lra il mare e la campagna,

Il piacere che ogni ammalato provat)a nel dilungarsi sui

suoi acciacchi, e l'interesse di ascoltarlo, lavoriva l'esame di

persona della maggior parte delle malattie trattate; altre, quelle scomparse, venivano ricordate e spiegate da anziani in'formatori,

alla memoria dei quali si è fatto ampio ricorso,

raccogliere quel materiale linguistico

tore potrà" trovare incasellato

soprattutto per

let-

e di 't'olk-lore, che il

a corredo di ogni malanno,

questa ricerca

così come è stato offerto. Uno dei risultati di

potrà essere il punto di partenza, per un lavoro specifico

sttgli anurleti e

gli

scongittri.

Per ora, in questo

sae.gio, la

preoccttpaz.ione

rnaggiore

è

stata quella di precisare breve-

tttatlle gli

t'rttrdo di

o lu popolanu

Itr.\ttu tttatrlulitìt

indiz.i, i sinlorni,

gli

andantenti delle malattie, cer-

rtulla togliere, od aggiungere, a quanto il popolano

illustraya, esprintendosi conte

cd il

gli perntetteva

slto stato di cot,toscenza, legati con

ltrL't'i.siotta ulle suc prognosi. Ciò, anche nei casi in ctti neces-

rispanniavano di indicare con le proprie tnani, questo o quel-

l'arto, pronunciando il terntine dialettale. Le terapie non hanno richiesto alcuno s'forz.o. Esse corri-

spondono alle cotloscen?.e degli int'orntatori, irt ntaggioranza

contadini e pescatori, e sono rixitate, dopo

opportuni con-

trolli, quasi tutte adatle a sanare, o a far sopportare meglio

queslo o quel malaruto, e tutte rispondenti a quel precetto

base della medicina, che non è quello

di

guarire, nm quello

.siltn,tt l'irttarpraltt.iortc clte, volulantente, è stata teruila nello .s1tit'ito tlai purlutrti. Co.si, tltrttttdo la sollerenle di gamma-

st'iirrrt' ttto.\lt ut,(t ltt sttrt llutrtltu du clclatttc c spicgava che la

t'tut\(t t't'(t.\l(t!t) I'rtlttt.srt ttt'l tttttttlittra lu (ut'nc di cayallo, cotne

It'tn't'r'tttttt lttl!tt t'tt,rlt,tt', ttttt itt tcullù l'rtrigittc cru slala una

t'tt',ltt lr't ittt ttll'irt1lttittr,, ltt tttlttl lttsi irt

srl1ttilo u ttttu caduta

'lt

t't'ult t'

l,tu tunti ltt irtrtt; ,t rtlltt yt't'r'ltitt t'ott il

collo curvo

,lt,' l,t, r'l'tt ltt,,lttt r' il (llt;il rrrr ltr,, riltt,lt'tttlo: . lìggh.iC, ca fìgghje

ilr(' pilr'l (',,,,(',

iil t('( il('trlt.lr' tlt. sr'ì tlo 1t:-rttttc c noll do sapute »,

lr' ttrttlitrtt:.iorti di pcperoncini rossi pic-

t tttn'tultt r lrr' ,,rtllrtttlrt

t tutlt, t lttut' {ll'r't',1 lttlltt

ttttrt t'it'itttt di

casa sollerente dello

r/r",',r, tttttlr', l,'rl(n'(ut.)sollit,r,o; o ul conladino, al yecchio

Itr'\r rtlr,t t' t'ttn rrrrrr

sllritrr,ìrrr.

.srr//c spulle , che parlattano clei loro

,l,tl,,r r r r'nt,trtlit'io rlt.lure iìrrcl-a ll'òsscre, artrilici, chiedenclo qual-

, lr,' ,,t r,t,.1',,'u u t('u l() rrtl trllcvitrrli ( tron pochi i casi che cotnnluovevano

r' r'ltr' ,,tt ttl,l)(n,(ut() ttttu btt<trtu pur<tla di conlorto ed il parere di an-

tltttt'rltt un tttt'(liL'()); ul trttrratore che serenatnente dichiarc:a che

u(,tt lx)l(1,(t ittrpagrrut'si irt luvori pesanti, perché aveva u che-

t orulrl o 1'rrrl;1c; u qttell'altro vecchio ntarinaio che t'aceva

.\t't t'(u ( l'uyuttrbruccio sinislro con ditterse cicatrici, conlidando

t'lt( ut,t:t,u solIerto di frugne massauuì.

I)cr t«lc lascitt del lavoro, quindi, le preoccupaTioni, i

tlttltbi, il titrtore di ayer sbagliato qualche diagnosi, dettero poi

il cottsiglio cli parlarne a u.,,t conoscente medico, che disctt-

It'r,tt i dubbi e li chiariva, correggendo alctme errate convin- :,iotri ctl inlerpretazioni. Per la descrizione delle parti del corpo umano, non si

sono irtcorttrate difficoltà, anche perché gli interrogati non si

di nort nuocere. Si sono incontrati degli infornrutori che, senza

esitazioni, si potrebbero det'inire dei veri e propri geni entpirici.

Lungantente si clesiderava parlare di

ogni tlostra. erba

preparazione,

ntedicantetTtosa, della loro raccolta, della loro

del loro stato di conserva?,ione, così conte spiegavano i con-

tadini Cayone, De Nicolò,

Lopez, Nitti, e tanti altri, nta si

per un piìr gitrsto cre-

è tralasciato, speranclo che lo faccia,

dito, quolche valente rnedico chc non disdegni la materia, e

che alla scienza possa unire la conoscenza.

Per ogni erba ntedicinale si è dato il terrnine italiano e

Figurato, di Giovanrti Negri

scientifico, seguendo /'Erbario

(Hoepli, Milano, rislarrtpa 1964), e Piante Medicinali e Vele-

nose della Flora Italiana, tli Severino Viola (Ist. Geogr. De

Agostini, N ovara, 1965).

Come i popoli tnitluti conoscessero le yirlì.t ntediche di

ed i

riti rttcrgici che spesso erano af f iancati

autoreyoli storiograli

della

tante piante

ad esse, è

stalo giù detto dagli

nteclicina. In particolnre si potrebbe aggitrngere che anche i

  • os- nostri progenitori, spirtli dalle solt'erew.e, le appresero dagli antichi unguentari ed arontatari, medici e ciarlatani, generici e specifici curatori di rnali d'ogtti genere, aflluiti nella nostra terra, tlalla Grecia, Egitto, Siria, fin vendere le ntedicirte, per

dai tentpi dei ronmni, per

dif t'ondere i metodi curativi della nta-

gia, tanto in uso in oriente, per dirtulgare i ricettari. E, poi, dalle prediche clei religiosi naturalisti, dalle istrttzioni conte-

nute nei " Tesori dei poveri , (cornpilati contro la inaccessi-

bile " terapia preziosa", di ctti si avvalevano i danarosi), chc

elencavano le medicine t'atte con le erbe che non costavano

ni(nl(. I.e cure, quindi, ricordate in questo Saggio, si dovreb-

ltt'r'o cottsiderare residui di ut anlico costunte, una specie di

rtt't'lrivio rtivenle, direbbe Pazzini, una tradiz.ione orale delln

.slot'irt cutlica, giwtta lino a noi.

Par spiegarsi il perché ancora oggi, sopravvit)ano alcune

t'ttra o base di erbe ed alcuni riti ruagici, è bene considerare

clte la noslra econotnia domeslica, lino ai primi della peruil-

tittttt 11uerra, ero senza scaniltio: ogù

lontiglia

producerta il

trcc'cssurio ai propri bisogrti, senzo acqrùstare

cla altri. Vende-

t,utto e non cotltpravano, come tLtltora i noslri ttecchi conta- ditti, e così anche i rttediccuttertti eruto a base di erbe,'t'acil-

trrattle reperibili senzet alcuna speso.

Ricorrevano ul ntedico solo nei ccrsi estrenti, per quelle

rttulaltie che nort ritrscirtcuto tt spiegare e a guorire netnnleno

cott la nrugict, per qtrei rnali che richietlevatto l'inlervenlo

t'lrirttrgico, e scnlpre vetlet,ano nella persona del nrcdico, n il

.sulvalore ». Qttunta stinttt etl ut'letlo hartrto g,oduto irt questi

ttltitrti cittqrttutlcutni, i tlottori Dc Angelis, Pataritto, Vulpi, dai

corttatlini e rnacellai; il

vivenle Nitti, dagli scaricatori di

porto e pescatori, ed il cltirurgo D'Ercltict cort lu stro clinicu

itt picLz.z.tt Madorutella!

Lct nostra ciltà disponettu eli int,idiabili Servizi Sctnitari

sin dalla loro istitttzione, cortlt- risulta dai " Regolcuttcrtti per

S e rv i z.io M ed i c o-C er u s i c o-F ar r n ac eu t ic o », c ot't s Lil I ctb ili

pr c s s o l' Ar-

chivio contunale. La noslra popolaz.iorte era, si potrebbe at'ler-

ntore, t ra le

piìt satrc, cotl1e è rilevabile clalla Slcttistica e

Resocortlo clel Servizio Scutiturio, preset'ttoto ai priuti del 1875,

tlul soprairttendente Rallaele Fiorese, già prolessore di ntedicinr.L

pratictt

del Reale Liceo. In essq si osservava che'fro 1328 arn-

rrtalati, cttrati negli ultinti cinque ntesi del 1874 (ru una popo-

lu?,ione di poco più di 50 mila abitanti), solo un caso

si

cbbe cli irrtharaz.z.o gastrico:

"ntirabile

risultqto di parsintonia

".

In detto Reso-

dci cibi presso l'inlelice classe dei degenti

c:ortlo, .sr legge cutcora: " Seconclo noi lcL pensianto, educare

il ytpolo pcr l'ospedale, assuefarlo a curarsi dei mali nello

spcdrtlc ò ttrr dctrtoraliz.T.urlo; è un sospingerlo indietro, e nort

l(l

nella via del progresso, perché progresso sLtona ben'essere, Io

speclale signit'ica inlortunio,. E cort

naltn'a e clei rapporti

Ospedali Rittttiti, ot)e

listica, pretendono essere

il benessere a spesa della

tnrtctrti, sott ttenuli gli attrezzatissimi
i

giottcuti, grazie all'assislenza nlutua-

ricoverati appena sollerenti di uncr

setttplice desscèn3e. Ma, per i loro rtortni il ricovero è lttttoru

un disonot'e, e signilicherebbe la pertlitcr di quel senso ideale

e pratico, cottlertulo nella rituale preparaz.ione di un decollo,

che li aiula cerlarrtente a

gtnrire,

li

t'cL

lede in urto scortgitu'o, che

o la distrrtz.ione di quellct

sentire legati al sopranna-

ttrrale e, quindi, di corpo e cli spirito.

Altra preoccupaz.ione è slata quella di dare ad ogù vocc

dialettcLle una trascrizione il più ledele possibile alle intpressiorti ricevute clallo prontutcia dei parltutti, e uno traduz,ione precisct,

chiara, ricorrendo spesso cmche el corrispondente arcaico, per il le-

gante con la madre lingua;

gnit'icato, che clopo

cioè, a quelle voci alt'ini e dello slesso .si-

aver soddislatto l'esigenza della parlata di mti'

I icctz.ione naz.ional

e, v enner o accanl onat e, e v en gotto tlinten I icul c,

pur rixillando le uniche che, spesso, qbbicutct la base preesislettlc

alla piìt recente parola dialettale.

A gticla di chi cot'tosce la voce italiana e non quella diu'

lettale, si è conrpletato il lat,oro cot't Ltt't indice nrctodico Itu'

liano-Barese, relatitto

a 200 voci del corpo

ntalattie e ntakuuù, 120 di piante ruedicinali;

Lttl'tarto,621 di

ogtti voce è sc'

guita dal nun'tero che rimanda alla rnalattia, a proposito dellrt

quale è stata indicata.

C. S.

il

AVVERTENZA PER LA GRAFIA

Ai fini pratici di una corretta lettura delle

parti dialettali

non sembra necessaria una esposizione analitica di regole

ortografiche. Chi voglia conoscere i

grafica adottata potrà

criteri della soluzione

leggere quanto è stato scritto in pro-

posito in un recente lavoro sul dialetto baresel. Il sistema

di trascrizione seguito nella presente opera, tranne pochissimi

particolari, è ancora quello. Per utilità dei lettori basterà qui riassumere le cose essenziali.

Per i

suoni vocalici si fa differenza tra la e aperta e la e

chiusa, segnando la prima con accento grave (è), \a seconda

con accento acuto (é). Parimenti

per

la o, ma resta conve-

nuto che solo la o di suono aperto reca l'accento grave,

mentre la o chiusa non

porta nessun accento.

Il segno e senza alcun accento indica un suono muto,

tanto all'interno che in fine di parola.

La grafia di due ,ra consecutive, sia staccate (es. du uàrrue

'dell'albero'), sia unite nel corpo della stessa parola 'diavolo') rappresenta un suono unico rafforzato

(es. diàuue

di

a semi-

consonantico preceduto o

seguito da vocale.

Per quanto riguarda i suoni consonantici, si è ritenuto

opportuno segnare le doppie iniziali iI cui rafforzamento è

sensibile, specialmente in sillaba accentata.

Per altri suoni e situazioni non ricorrenti nella serie fo-

nologica e tipografica dell'italiano, si

cchi,

tenga

conto che: chj e

ghj e gghi sono espedienti usati per rappresentare lo

speciale suono palatale dei nostri dialetti in parole come chjà-

che 'piaga', ècchje 'occhion, ghjagghjà 'biascicare'.

Si distingue una grafia sc per rappresentare il suono sc

semplice di scerubbe 'sciroppo' e vosce

'voce', da una grafia

ssc per lo stesso suono rafforzato come in dlsscete 'dito',

vìsscere 'viscere'.

Si è adottato l'espediente scft per indicare

sckène 'schiena', rascke 'raschio' e simili. Non si è fatta distinzione tra s sorda (es.

e s sonora (es. smicce 'miope'), essendo raro

secondo suono e sempre e solo davanti a b, Invece si è adoperato z per Ia sorda e Zr per salz,izze'salsiccia'), essendo questa distinzione

dialetto di Bari.

il

suono sc di

sfoche 'sfogo')

nel barese iI

d, g, l, m, n.

la sonora (es.

frequente nel

t4

TAVOLA DEI SEGNI E DELLE ABBREVIAZIONI

abbr.

abbreviativo

agg.

aggettivo

all.

allegato

AN.

atto notarile

C.D.B.

codice diplomatico barese

cfr.

confronta

cfr. sp.

confronta spagnolo

cit.

gia citato

dim.

diminutivo

f.

femminile

fie.

figurato

fr.

francese

F.U.

farmacopea ufficiale

G.D.E.

grande dizionario enciclopedico

ger.

gerundio

imp. cong.

imperfetto congiuntivo

imp. i.

imperfetto indicativo

lat.

latino

long.

longobardo

m.

maschile

mer.

meridionale

n,r.

nota redattore

onom,

onomatopeico

op. cit.

opera citata

pag.

pagina

pagg.

pagine

l5

 

p.l.

pl.

pt.

rif.

s,

Sc.

Sc. med.

segg.

simil.

ved.

vezz,

<(

))

I

numeri

progresslvr

seguono,

il

rinvio a

è citata.

t6

presente indicativo

plurale

participio Passato

riflessivo

singolare

scientifico

scientifico medico

seguenti

similitudine

verbo

vedi

vezz,eggiativo

letterale, arcaica

vedi la voce vedi la voce trattino di unione

che precedono indicano le malattie, e

quelle a proposito delle quali la voce

quelli che

dialettale

anliq*ior medicina herbis lanl*m el tfrc;i erat.

Isidoto di Siviglia, santo.

abbegghjarà

  • v. imbrogliare con discorsi e arti

di fattucchiera. Ingannare, illudere,

gabbare, confondere. 101

abbettate pt. di abbettà, gonfiato, « abbotta-

to ». 48

 

abbìende

m.

riposo fisico, « abento, abbento »,

261.

 

abbrocà

  • v. di voce che si fa roca per rau-

cedine, per gola colpita da u broca ».

Arrochire, affiocare. 289

aGcenecà

  • v. sforzare e compromettere la vi-

sta su lavori minuti e con lume fio-

co.

Il termine spiega la maniera di

palpebre quando si

arricciare le

accenna. Allucinare. 247 accepenate

pt. di accepenà, ctre si regge male

sulle gambe, che non si può muo-

vere. Inceppito, o cempennato », 229 acchenràve

imp, i.

di acchengà, acconciare, ac-

conciava, accomodava le braccia, i

piedi slogati. 259 acchialàre

  • m. che riparava e vendeva gli oc-

cl-riali. Ottico, « occhialaio ». 247

acchiétte

  • m. occhiello, fig. orifizio anale. 237

acite

  • m. trifoglio acetoso, acetosella. Ve-

niva adoperato per impiastri caldi.

Sc. oxalis acetosella. 7 72 232

acquagghie

  • f. rugiada, « acquaglia >r. 272

acqua-iazze

  • f. acqua lurida di acquitrino, acqua

stagnante, « acqua di guazzo ». 1

acquaquagghiate

pt. di acquaquagghjà, porsi cocco-

loni per fhrsi il semicupio. Accoc-

colato, acquacchiato. 279

  • 1 raccolta libera di liquido nella

f.

acqu-a lla vènde

cavità addominale, che fa gonfiare l'addome come un otre. Ascite, idro- pisia, n acqua al ventre ». Oggi vie-

ne indicata anche col termine drap-

pescì, idropisia. Malattia che veni-

va attribuita all'aver bevuto ac-

qua-iazze, acqua stagnante. Racco- mandavano di diventare paniste, pa-

naio, di mangiare molte cònue,

carrube. Cura conosciutissima era

i

prendere due tazze al

pasti,

sìerpe,

di

giorno, tra

di decotto di iuve de le

morella, di centescaTTìette,

erisimo, e di radici di chjapparine,

t7

cappero. Per agevolarc Ia scompar-

sa del gonfiore, usavano massag-

giarc I'addome con infuso di spe-

uttcarde, spigonardo, lavanda. Con la stessa locuzione veniva in.

dicata la cirrosi epatica, malattia

clcl fcgato che non lasciava, come

tLrttora, scampo, e la peritonite

tubcrcolare essudativa.

acqua

dòlge

l'. acqua dolcc,

piovana, che era

r-rcccssario distinguere da

quella

::ul3c, salala, in quanto ogni casa cra frrrnita di due pozzi attigui;

l'trno cementato pcr la raccolta clel-

l'acclua piovana dal lastrico solare

c l'altro di acqua freatica. 93

I.

acquàre

.r,inello

licavato dall'acqua passa-

ta sullc vinacce. Acquerello. 10

l.

acquàre

de

spunde

r,inello spunto, acquerello infor-

tito, spunto, quasi aceto. 274

l.

acquarìcce

urlorc

secreto da processi in-

Iianrrnatori della cute, in partico-

larc clclla rcgione del calcagno, do- vuti a prcssione o sfr,:gamento di scarpa, oppllrc di gallozze, vesci- clìcttt: acquerose causate da scot-

tiìlurc. n Acqua ricciuoli ».

il tcrnrinc da una infiammazione

cssuclalirra chc colpiva i cavalli al-

Ic zart-rl"rc, r'nalattia con«-rsciuta anche

c«rl n<.»rr-rc cli clcrmatite verrucosa e

acr;tra allc

gambc'. 129 -

140 - 218

l.

acqua triacàle

lriacir -S

lriacà\e.283

f.

acque

acqua

de Griste

sorgiva non salata della

costa. « Acqua di

Cristo ,. 255

f.

acque

du sole

acqua tiepiduccia. o Acqua del

sole ". 274

f.

acquigne

acquolina

e agg. acquoso. Me

sèrt glt-tt s tòrttrtrcche acquigne-acqui-

grte, mi sento lo stomaco acquoso.

Esprcssiorre oggi sostituita da: me

sèrtglt-tr slòrrtttrccltc scketire scketu-

re, mi scnto lo stomaco pieno di

saliva. L-rdicava sia Ia tenclenza al

rromit<r sia l'acquolina in bocca.227

addebbate

pl. di adtlebbzì, cibarie preparate,

condite, cucinatc, « addobbate » e

prcserltatc con cura per gli amma- lati. Dicesi anche di amrnalato che

ha pranzato. 107

addebbatòrrie

m.

vivande prcparate

mente per gli ammalati.

dobbati ». 107

eccezional-

n Cibi ad-

v.

addesghià

addolorare.

Da doglia,

dolore. 25

f.

addegghiatùre

ungere d'olio.

o Oliatura ». Que-

sta voce vale anche per estremun-

zione, olio santo. 43

addermèssce

v.

addormentare. 53

v.

addònghe,

lo e

2.

p.i.

addùne

di addenà, « addona-

re ». Accorgo, accorgi, rendersi

cor.rto. 100

r) 4 (i.D.lì. ", ln'ti't" It,, tit.

t9r.i

ltì

addrizzaiòssere

  • f. medicona, praticona che rimette-

va a posto, o tentava di farlo, le ossa slogate, talvolta fratturate.

Conciaossa, o drizzaossa r.

Era quasi come un mestiere e pre-

stava la sua opera contro compen-

si in

natura. 259 261

adéddre

agg.

che sta eretto, bcn in piedi,

sano in sahrte. « All'erta ». Legato

al r,. n a«Iergere,

pt. aderto ». 49

affaterrate

pl. di affaterrà. colpito da fattura. Affatturato, affattucchiato. 33 238

2

affegghjatìne

de pìette

f. difficoltà a respirare. Asma bron-

chiale. Caratteristica di questo ma-

lanno era che l'asmatico vcniva

sorprcso dall'affanno anche nel ri- poso e nel sonno, smaniando pe'

la mancanza di respiro e senten-

dosi pzrrì, pcrirc. In questo stato

invocava l'aiuto di Sant'Antonio de

le tridtlesce grfugie, e gli veniva

sor-nministrata una lazza di infuso

di fiori secchi di sckattarule, roso- laccio. Veniva curato con 1<l stesso infuso a 314 tazz-c al giorno, di cui

una prima di andare a letlo. Per

rcndere pifr libera Ia respirazione

veniva cor-rsigliata, soprattutto, qual-

clne lazza al giorno di decotto di

foglie sccche di menta e rosmarino.

affressjenàte

pt. di affressjerù, ratfreddato, « a[-

flussionato r. 74

aggigghiamìende

r-r-r. prnd«rrc, piz.z.icorc, prurito. 211.

3

aggìgghie

rn. 1'lluril«r

in gcncrc, clovuto acl a['-

fezioni generali o della cute. come

indisposizioni intestinali, diabete,

cczcfira, a recrudescenza della scab-

bia. Si curava secondo la malattia

c la cansa, mirando a ridurre il

grattarsi, che spesso era dannoso.

Di rnassima si ricorreva a bagni di

mare, a bagr-ruoli di

acqua e cru-

sca, e strofinazioni di petrolio, alla cura de le pirtrtue, delle pillole di

fior di zolfo. Nella [rase: ngeJta

ntenule u-aggìgghje, il

termine ha

tuttora il

senso di fregola, vivez-

za, brio, manifcstazione calorosa di afletto.

'aggrumì

v. detto di sangue che si rapprende

in grumi, coaguli, come ad esem-

pio per formare Ia crosta. Aggru-

mal'c, « aggrumire ,. 262

agnetùre 1. strofinazione d'olio. Linimento,

« ur.rgitura ». 278

agùrrie de la case

m. grlomo, folletto, monacello, spi- rito maligno. Apparteneva alla casa

e non alle persone; qLrestc poteva-

no cssergli gradite o no. Pertanto,

si manifestava buono o cattivo, a

voltc malvagio da costringerc a

cambiar casa. 224

4

alazze

rn. sbadiglio, spcsso di natura ncr-

vosa. Sc frcqucntc, lo interrompc-

rrano ed clirninavano dcfinitivarncn-

tc, I'regando sotto il palato, a bocca

aperta al nassimo, il pollicc clcll.r

nrano sir-tistra. I pirì r,ccchi, sbacli-

glianclo, si croccscgrravallo col polli-

cc sinistro sullir I'r«rcca apcrtiì,

l)r'ù

1ìarrcl«r la L4urloruxr cli scarnlrarli, rlal-

l9

lo sloganrcnto della mandibola'. Que-

slu vocc indica anche sospiro: sgart-

Ec L'arl-illuzze de nnlengheni, sgan-

cia ccrti sospiri di malinconia.

allevedessciùte

1'tl. cli allevedèssce, fatto livido, co-

pcrto cli lividi. Illividito. 114

allupàte

1rt. cli nllupà, affamato come lu-

po.116

amarèssce v. inciprignire un ascesso prima che

sia maturo, pronto a suppurare. 87

ammagagnate

7'»t. d,i tuttutagagnà, colpito da ma-

lattia psichica e fisica, da un difet-

to cli corpo. Afflitto, tribolato. « Am-

r11.ìgagnato ,,

da .< magagna ,.

180

ammalengiate

1tl. tli arttrtrulertgià, dicesi di occhi

illivicliti. l33

ammertèssce

il

v. attutirc

fervore di una in-

Iianrmazione, ammortire. 129

5

amore salSe

rn. salso, umore salso, umore er-

lrcticr-r. -S

nnlesalge.

andàggene

l. r'rlagncsia in

pietra, detta propria-

rrrcrrtc nrrrlrìggene nglèse

dal luogo

tli provcnienza. Il termine vale u an-

tiacicl<r ,.

156, 219, 267

àngeue chestòte

rr.r. angclo custode. 163

àngeue de la bbona nòve

nr. arrgclo della buona novella, Spe.

ciale preghiera divinatoria della not-

te. 107

f.

ànneme du

pregatòrrie

« anime del purgatorio ». Fare

qualcosa per esse era guadagnar-

si le indulgcnze c significava sen-

za alcun compcnso. 107 141

f.

arcemèse

artemisia. Sc. Artcmisia absin-

thirm. 229

àrche

  • m. arcobalcno. 123

ardiggue

  • f. ortica maschia. Sc. urtica dioi-

ca. 6

arnàle

  • m. orinalc. 183

arrecreiarse

  • v. ricrearsi e m. u-arrccrciarse, il

clilctto tra coniugi. 129

arregnate

pl. cli arrcgnà,

di dita arroncigliate,

contorte; cli membra contorte. 252

arregorì33e

  • f. liquirizia.

Sc. Glycyrrhiza glabra.

23

arrepecate pt. di arrepecà, diccsi di viso coper-

to di rughc, rappc; di donna che ha partorito molte volte c prescnta ad-

dome floscio e pieno di grinze.

->

carpecate. 256

arresenate

pt. di arresenà, intirizzito, infred-

dolito, intorpidito, agghiacciato. As-

2) In

parre aoche in

Nori, Crcssari, 1899, pag.

« Pregiudizi Popolari Putignanesi » del Cav. Antonio Karusio, II'

8.

Ed.,

siderat<-r, arsito dall'aYcr patito ec-

cessir,<.r f re ddo.

Voce clerivata dall'agricoltura, ove

indica cicoric, cavoli, insalate ap-

passitc, rattriìppitc clalla brina ge- lata. 7

afiezzecà

v. aggricciare la pellc per Ireddo, per paLlra. Abbrividirc, orripilare.

8r 231

arrezzecatine

I. scnsazionc di lrcddo per tutto il

corpo, che annuncia la Icbbre; avc-

rc la pclle d'oca. Aggriccialura del- Ia pellc, orripilazionc, briviclo fcb-

brile. 83

àrrue d'auuì gnàustre

m. olcastro, " albcro cli olivc olca-

stre ". Sc. Olca Europaca. 83

àrrue de le sète

m. rnclograno, " albcrt-l clellc mele-

grane ». Sc. Purrica gritnatum. I fio-

ri venivano raccolti cd Llsati, in divcrsi nrodi, contro Ia blenorra-

gia. Il

terminc .sè/c dal grcco si-

clc, albcro clcl melograno. 232

àrrue du cammesande

  • m. cipresso, n albcro dcl campo-

sAnto ». Sc. Cuprcssus scmpcrvi-

rcns. 96 157 224

6

artéddeche

L manifestazionc cutanca prurigi-

nosa di ponfi simili a quelli che

produce il t<rcccr de l'ardiggue, dell'

ortica, causata da pulviscolo di gra-

naglie e legumi in Iermentazione.

Orticaria in

generc. Le irritazioni

più gravi eran<-r d<-rvutc alle fave

appena insaccatc, e dormirci vici-

no, nel primo mesc dalla raccolta,

cra farsi colpirc; pcrtarìto, i con-

tadini ccrcavar-ro di starne lontani,

quando lo potcvano. Sulla pcllc

ap-

parivano ponli piu o mcnt-» ampi

c

numerosi, sopraelcvati, pallicti

al cenlro con it-t

giro

un al<.rnc ros-

sastro. Colpiva solo le parti clcl

corpo chc venivano a contatto c

Lln pronto intcrvento cra qucllo di

mitisarc il prurito con bagnuoli di

zìcquzì c aceto, cli decotto cli camo-

milla, cli malva. Di solito la guari-

gionc cra sicura e rapida. Nclla

frascologia traclizionalc corrc spcs-

so qucsta \/occ per inCicarc viva-

cità, irr'-'cluic[:7.7a: cc licrtc l'artéd-

daclta

ttgùrpa cu dc rtttrèya .séut-

ntr'2 ('osa

ticni l'orticuria irr corpr.r

chc ti nrnoli scnrprc?

assalemmà

r'. pcrclcrsi cl':rnimo, r'e spilalc cr-»n

angoscia c

r-r-rarc. 248

con alf anno. Disani-

assaverrute

pl. cìi rt.s.s«r,crrrì, sentilc ttu s«rar-

ròllc, una zavorra, un pcso, un mat-

tonc sullo stomaco, con inappcten-

za. Nzrusczrt«r. Spesso indizio di ma-

lanno dcll'apparato digcrentc, o scm

plicemcntc di cibi indigesti nclkr

stom;rccl. 227

assenagghiate

1'tl. cli ttsscttagglt jìt, calnalo, acquie-

tato; chc tornzì tranquillo dopo u-

no spavcnto, un fortc timorc, chc

fra riacquistato la scdè95e, pace,

lranquillità.231

pt.

attaccate

di allaccit, legat<-r, annodat<-r.

Per il popolo sienificava anche al'-

fatturato con la magia del nodcr

-S

utpidde.

avuzze

ln.

lirrrl

l)()r'riìccio.

pe

Pianta bulbacea, ot-

r cataplasmi su organi ge-

nitali irrlianrmati. Sc. Asphodelus t'clasilcr'. 239

avvelenate

1'tlt tli ttt,valenà, n avveletlato », tìgg.

inlcttivt-r, ir.rfetto. 262

l.

bastenache

cnrota gialla, " pastiltaca ,.

l)aucus car-ota. 289

Sc.

bavère

L tallo laminat'c, l'ililormc o ;ìm-

rììiìsseìto clell'alga I-naritta. " Bavero

tlcll'alga ". 262

bbrote russe

Ioc. pcr sanglrc cl:rl nast-r, n brodtt

rrlss«r r.

135

7

bebbòne

rn. tumcfzrzionc di ghianclolc lin-

lat ichc, ir-r particolarc allar regionc

irrguiualc. Aclenopatia luctica. " Bub-

l)orrc

".

lìra segno de tttbeslalrtre

,

cli nralatti;r vcncrciì. L'ir-rfettato si

plcoccLrp.rva di fzrrlo