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PER UNA DEF INIZ IONE

DEL COM MEN TO AI TEST I

CESAR E SEGRE

~~0\ U.
N){~
Wtxcv dU D efiniz.ione.
_. 1
I comm ento è un appara to di illustra zioni verbal i
~~ ·-1 destin ato a render e piu compr ensibi le un testo. Ouest o appara to ha
senso esclus ivame nte in rappor to col testo: preso-in sé, non ha valore
di testo perché privo di autono mia comun icativa . Sij?uò dire che il
comm ento s'inserisce tra emitte nte e ricevente come decritt atore del
messa ggio. La sua funzione è simile a quella che viene chiam ata
metali nguist ica, ma va al di là degli aspett i linguistici: si dovrà
_dunq ue parlar e, semma i, di funzione metac omuni cativa.
Il margi ne fra testo e comm ento è decisivo. Perché TESTO +COM-
~NTO non costituisce un altro testo, ma l'esplic itazion e di un tipo

-
di lettura del testo, da considerare immutabile: semer e che, natura l-
mente , si concepisca il testo come una çostnniaoe (tessitura) verba-
le. Se ~nvece consideriamo il tes come un appare cchio di R!"c";du)
zione semiotic allora il comm ento si rivela come un tramite, o un
(j psulta to, di guesta produt tività. La coppia TESTO+ COMM ENTO sarà
• uiUA ~.,,.., allora una manifestazione esplicitata di un mome nto della produ t-
~~ tività semiotica del testo. E la serie di commenti a cui i testi piu
dillQ, ~ prestig iosi sono stati soUopOiti ate;a1JQl=iO il _tempo docum enta, an-
.~
1
che con le sue riprese e ripetizioni interne, le fasi di questa produ t-
b-4~ _ tività, Da notare in questi movim enti l'azion e dell'al ternan za impli-
..
cito / esplicito. Perché il cororoento, se corretto, non dovreb be che i
esplicitare ulterio rmente le implicazioni non facilmente interp reta- .
. ,

bili, _g perché nel tempo mutan o senza dubbio le necessità e i luoghi 1


dell' esplic itazion elAolt i comm enti sono già un concentrato di que-
sta storia della ricezione semiotica. Alludo alla serie di interpr eta-
zioni contra stanti di sjngaJi braut allineate e qiscus se a livello di
comm ento, cosi da fornire il meglio delle propo ste ermen eutich e
avanz ate. ~esti materiali, esamin ati nella loro globalità, forniscono
].

4 CESARE SEGRE 1
già 1~linee di una storia delle interprètazioni del testo, e permettono
di definire i vari stili epocali della lettura.
~ nque, mentre il commento presuppone il testo, il testo non
presuppone un commento. Il commento è il termometro delle diffi-
coltà della comunicazione. Il caso piu ovvio è quello della distanza
cronologica o geografica tra emittente e ricevente: ·sono i testi antichi
o-.-!_
quelli in altre lingue ad essere fregiati piu spesso di commento. Si
_ _ _ _:.....~---------_,.J,,'----'--_,__ _ _ _---:--:-- .,.--

e~trebb: parla5e, meglio, di distanza episteJllica: si. terrebbe casi


conto, oltre che della distanza cronogeografica, anche di Quella
culturale. Di qui l'utilità di commentare anche testi contemporanei,
quanto piu essi mettano in atto un tipo di comunicazione arduo
(Joyce, Gadda, molti poeti moderni). Per contro, testi narrativi çon-
~U ~CUvù temporanei nella nostra lingua non vengono di norma commentati. ,,.
u R0Jl ~ -1.«: Occorre a questo punto ricordare il processo complessivo di
M~\,~~t:>U 1:-M .

lYl. t;..~to elaborazione di un testo letterario. Ho proposto altrove di rappre-


l,,t!L)'"' •1 sentarlo, in termini generalissimi, co':' la serie ANALISI-SINIBSI-ANA-
f LISI-SINTESI. In pratica, lo scrittore compie un'analisi de))a realtà, che

.... poi sintetizza in una sua data opera riferendola a una realtà partico-
- lare. ~ lettore si trova davanti a qu esta sintesi, che non può abbrac-
ciare e tanto meno assimilare in forma immediata: ~gli perciò è
costretto ad attuare a sua volta un'analisi del W~ssaggio, cioè dell' o-
pera, e a realizzare, sugli elementi tratti dall' analisi!c una nuova
sintesi (interpretativa).!!, commento a un testo raccoglie una parte
d ei risultati di quest'analisi, eventualmente preparando le opera-
zioni per la sintesi finale.
In questo tentativo, forse prematuro, d'indicare le linee principali
di qualunque commento ai testi, mi porrò appunto sulla linea ANA-
LISI-SINTESI già percorsa dall'autore nella stesura del suo testo. Que-
sta linea andrà però seguita nel verso opposto (SINTESI-ANALISI),
cercando prima di tutto di delucidare il testo com'è, cioè la sintesi
che l'autore ci ha consegnato, e poi cercando le spie o le fessure che
ci permettano a tratti di scorgere qualche momento dell'analisi che
ha preceduto e preparato la sintesi. E poiché l'opera letteraria, a
DEFINIZIONE DI COMMENTO 5

differenza dal discorso comune, ha anche introiettato la situazione


o contesto in cui è stata composta, si cercherà appunto di arrivare ai
segnali del contesto, o spie contestuali che dir si voglia.
I casi piu elementari di opportunità del commento sono quelli in
cui l' «enciclopedia» dello scrittore com rende elementi resumi-
ente ignoti a un lettore medio. Per esempio riferimenti storici o
g eografici, allusioni a costumi e legislazioni non familiari, termini
. specialistici, parole o frasi in lingue esotiche o antiche. .In realtà,
nessuno condivide esattamente l' «enciclopedia» di un altro (perciò
à'nche degli scrittori); ma si cerca di valutare la possibilità di ottenere
facilmente integrazioni enciclopediche mediante dizionari, reper-
tori o, appunto, enciclopedie. Non è detto però che il commentatore
.
sia sempre in grado di precisare con sicurezza l' «enciclopedia»
presente nel testo. Già a questo punto il commento (l' esplicazione)
si trasforma in interpretazion~, nel senso che attraverso raffronti con
M_ \fl"t-~ ili altre parti dell'opera o con altre opere, il_commentatore cerca di
tt,t.to \" trovare la definizione piu convincente per uno o un altro elemento
-:;4' t ~ r
;t ~ ~ ì~ (..).!,.odì dell'«encicloped ia». Nella sintesi dell'opera questo elemento è im-
~ 1 U.t..(..UiLPJ Uii mobile e immutabile: il commentatore, con la sua analisi, cerca di
4-'tl l l.AC;.nJ.d.1. sistemarlo nella rete di rapporti e sapratb 1Uo di condizionamen ti,
,,,2. • ~~ che costringono l'elemento a rivelare i1 sua segreto. a denunciarsL
~ ~-e.a. Ltcosf il commento diventa anche un percorso attraverso la struttura
dell' opera, si potrebbe dire una caccia al tesoro. Ogni svelamento
prepara la strada per svelamenti successivi, sinché la topografia
(rubo la metafora all'Ulisse di Joyce) si fa complessivame nte chiara.
+vi.~
. . ..i, l]no dei casi piu importanti di approfondimen to dell' «enciclope-
.-~~t _,. dia» dell'autore è l'individuazion e delle fonti, o meglio ancora delle
~ t\iìdtJ.:t"Z.l intertestualità~ Se per fonti si intendono quelle riguardanti il com-
f'
. u.
·-
~ cpz:plesso contenutistico dell'opera, è chiaro che spesso la loro segna-
·rv~azione può avvenire in altra sede, per es. nell'Introduzion e. Il
~ =- commento è invece sede ideale per indicare le intertestualità; edè
anche il punto in cui la sintesi operata dall'autore viene a confatto
con l'analisi attuata dal commentatore. Ve<iiamo i processi. L'autore
"
6 CESARE SEGRE

ha fatto delle letture prima o in funzione della stesura dell'opera.


Frammenti di queste letture vengono utilizzati per la costruzione
dell'opera, o perché emersi alla superficie della sua memoria, o
perché ricercati direttamente nella fonte usata. Il commento a sua
volta può seguire varie strategie, non solo di carattere, diciamo cosi,
economico: può limitarsi a rinviare alla fonte in modo sommario, o
può riportare per esteso i brani interessati. Brani che, com'è noto,
..
possono essere spesso di varia origine, attuando quella sottile con-
taminazione di cui ci dà esempio di continuo un buon commento ai
Canti di Leopardi. In queste operazioni avviene a un certo punto un
passaggio di consegne dal commentatore al fruitore del commento.
Perché non sempre il commento offre spazio e opportunità per
illustrare il modo in cui la fonte è stata utjljzzata: l'intertestualità,
com'è noto, è sempre una specie di interferenza tra il brano (o
frammenti df brano) ospitati e il testo ospitan~e.
S'intende che l'intertestualità può anche essere attiva entro il
corpus di un medesimo autore. In questo caso le coincidenze sono
definibili, piu che come fonti, come sviluppi interni di una stessa
elaborazione intellettuale e artistica. Se però le operazioni compiute
dal commentatore sono affini, il fruitore maneggerà in modo diverso
i dati a lui forniti. Nel caso dell'intertestualità abbiamo infatti una
presa di possesso, una usucapione con le motivazioni piu varie:
incastonamento di un' auctoritas, utilizzo di una formulazione otti-
male di concetti, sottolineatura di una continuità di ordine specu-
lativo, allusività anche di gusto criptico, parodia. Nel caso dei luoghi
d'autore paralleli, l'identità dell'emittente implica la massima re-
sponsabilità dell'espressione, i cui mutamenti non possono non
esser considerati come sforzi di adeguazione da una parte ai vari
testi e alle loro strutture, dall'altra a una formulazione provvi-
soriamente definitiva. I luoghi paralleli vengono insomma a fungere
da autocommento e da autostoricizzazione: autocommento perché
essi si chiariscono l'un l'altro, togliendo i dubbi residui, autosto-
ricizzazione perché il confronto mette in luce gli sviluppi intervenuti
DEFINIZIONE DI COMMENTO 7

nel modo d'impiantare e di risolvere singoli problemi. È anche bene


distinguere i casi iri. cui l'autocommento è realizzato all'interno della
stessa opera, e quelli in cui si ricorre ad altre opere dell'autore. Nella
prima evenienza si congiungono punti diversi dell'osservazione
analitica, e s' incomincia.a-scorgere parte della sintesi; nella seconda
ci si pone su una linea in cui le sincronie costituite dalle singole opere
rivelano gli elementi diacronìci di collegamento o continuità.
Uno schema generale dello scavo all'interno del testo lo offre
Saussure quando parla di «rapporti associativi» (poi si è adottato il
. termine «paradigma»). Ogni parola appartiene a una rete in cui
I~~ 0.:,,., . stanno
M v-ru.,..J,.0Arv _ ___ tutti i suoi sinonimi e affini tanto semantici guanto
_....;...__,;_..;;...~-------=----------.....,___,,.._ formali.
___..;.......;,___
U ~ ,,,, ~tflo1 il ~ forza di allargare la rete, sempre mediante affinità semantiche o
(;.)J>,VP~ ~ formali, si giunge ad abbracciare tutto il sistema linguistico dell' o-
·_

. r:::;:;vJ:!/ pera. Venne po~IJy a fornire una valutazione stilistica degli appa-
(...M V'L~ l7 ~ renti sinonimi. L'operazione piu semplice del commentatore sta nel
6
~l!lJ. · L.,t.radurre una par:ia presumibilmente poco comprensibile con un' al- ·
tra piu facile. Questa traduzione può essere semplicemente cons_e-
guenza della distanza storica: l'uso è cambiato, il senso del termine
è ormai ignoto o poco noto, esattamente come se appartenesse a una_
~ lingua straniera. Ma il cambio dell'uso rispecchia un cambio d~I
_sistema linguistico collettivo, piu o meno orientato su modelli stra-
nieri, oppure informato ormai da diverse ideologie o da un gusto
diverso. Secondo le finalità del commento, ql}esti mutamenti di
struttura possono essere segnalati, C(!Si da abbozzare il «cambio»
lin~tico intervenuto.
La traduzione è solo un'equivalenza semantica, che e er lo piu Eriva.
un termine delle sue connotazioni. Il commento d unque, inevitabjl- ,
mente, abbassa in questi casi il livello del testo per renderlo com-
prensibile_. Sta poi al commentatore, se ne ha agio, d i segnalare i
valori insiti nel termine tradotta, Insomma, con la traduzione si sotto-
linea un cambiam ento di uso linguistico conservando la clenotazione
del termine e, se p ossibile, segnalandone le connotazioni. .
Ma il ricorso al paradigma-implica risultati molto piu importanti.
8 CESAR E SEGRE

Lasci amo da parte il caso limite del termine· arcaico o dell'hapax


legomenon. Ripor tando la parol a al suo camp o semantico, il comm en-
to attrav ersa due strati ben delimitabili: uno è quello costit uita da11a
.;t
lingu a del temgo (perciò lo scarto è fra il sistem a dell'a utore e quello
del lingu aggio letterario coevo), l'altro è quello del sistem a perso nale
o idioletto, perciò lo scarto s'idéntifica con una scelta entro il sistem a
idiole ttale che si tratta di motivare. Si apre cosi il camp o ad una
stilistica d'auto re, di cui lo studio delle varian ti è uno degli afflue nti
di magg iore interesse. Insom ma, il comm ento puntu ale ci porta
decis amen te nell'a rea della storia della lingu a e in quella dello stile
letterario indiv iduale . Le osserv azion i singole, natur almen te, acqui-
steran no uno spazi o semp re magg iore via via che si colleghino (e i
rinvii posso no essere espliciti) ad altre osserv azion i analo ghe, sino
a intere ssare tutto il sistem a linguistico-stilistico.
Il risultato può essere part~ olarm ente efficace se il comm ento
propo ne quei framm enti di conco rdanz a (attra verso rinvii intern i o
note sistematiche) tali da descr ivere una parte del sistem a linguistico
del testo o, per dirla in termi ni filologici, del suo usus scribendi. In
quest o caso la sintesi linguistica è analiz zata nei suoi eleme nti
linguistici che vengo no poi riordi nati in forma sistematica, con effetti
di deluc idazio ne reciproca.
Se
'#=
per singo le parol e è neces saria Ja tradu:lio11e, per il siutag ma,
che può essere un framm ento di frase, una frase o una serie di frasi,
sl_ ricorre alla parafrasi. Anch e la parafrasi, come la tradu zione ,
costituisce necessariam ente un abbas samen to di livello tanto termi-
_nologico ,.(e allora si ricade negli incon yenie nti segna lati per la
tradu zione ) quant o sintattico. Il lettor e sa che la paraf rasi non va
sostit uita al sintag ma prese nte nel testo: essa deve fornir gli un
significato frastico, dal quale egli risalirà al sintag ma origin ario,
cerca ndo di recup erarn e i valori. Parafrasi e tradu zione sono analo -
ghi nel senso che fingono utilm ente una scindibilità fra denot azion e
e conno tazion e. La contr additt orietà di quest a finzione è conse-
- guenz a della dis.fanza seman tica tra il mond o dei riceventi attual i e...
DEFINIZIONE DI COMMENTO 9

quello dell'emittente.
· Sin qui ci siamo mantenuti stretti all'aspetto sintagmatico del
testo, con osservazioni lessicali, sintattiche e stilistiche. Ma va sotto-
linea ta la spinta costante a uscire da questo aspetto sintagmatico per
penetrare nelle. operazioni analitiche dello scrittore: le osservazioni
lessicali ci hanno rivelato qualcosa del suo sistema linguistico, i
rilievi sulle fonti ci hanno svèlato frammenti della sua cultura, gli
_autocommenti rendono compresenti parti diverse dell'opera o per-
sino di altre opere dello scrittore; persino gli elementi dell' «enciclo-
pedia» sono stratificazioni della sua cultura emerse nella linearità
del testo. Sembra allora di poter enunciare una conclusione: anche
le osservazioni pili puntuali di un commento ci parlano della «messa
in testo» dell'opera, insomma del passaggio dall'analisi alla sintesi
operato dall'autore.
Si deve ricordare qui la legge fondamentale espressa da Jakobson
a proposito del testo poetico (e forse è meglio dire letterario): «la
funzione poetica proietta il principio d'equivalenza dall'asse della
selezione à quello della combinazione». Insomma, mentre il discorso
comune opera, per ogni elemento linguistico, una scelta tra i possibili
equivalenti offerti dalla lingua (asse della selezione, o «rapporti
associativi» di Saussure), il testo letterario tiene anche conto, in
queste scelte, delle relazioni sintagmatiche (asse della combina-
zione), curando gli effetti di ricorrenza, correlazione, contrappo-
sizione. La rete di questi effetti interessa ogni elemento del testo, che
appunto perciò costituisce una «struttura funzionale». Attenendoci
alla terminologia usata sinora, possiamo dire che il sistema lingui-
stico con cui il testo viene realizzato viene poi messo in opera nel
testo attraverso nuove leggi, di carattere paradigmatico, valide solo
per quel testo e in funzio~e di esso. Se c'è dunque una coerenza
complessiva nell'assieme del lessico, c'è poi un'altra coerenza, piu
sottile e ogni volta attuata secondo intenti precisi, nella costruzione
dei singoli paradigmi. Una coerenza che, prendendo in esame tutto
l'assieme dei paradigmi, ci dà ragione degli effetti artistici ottenuti
CESARE SEGRE
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attraver so la struttur a del testo. Il comme nto non può fornire una
illustra zione globale di tutte le proiezi oni del princip io di equiva-
lenza dall'ass e della selezio ne a quello della combin azione, ma può
certo cogliere i punti nodali di questo process o, sopratt utto al fine
di segnala re i nessi tra una proiezi one e l'altra. A questo punto noi
tocchia mo le fasi della fondazi one delle struttur e a partire dagli
elemen ti del sistema .
A conclus ioni analogh e ci porta il comme nto dei proced imenti
costrutt ivi propri del testo. In alcuni casi l'allont anamen to dalla
superfic ie è limitato . Si prenda no per esempi o le figure di parola,
dalla contrap posizio ne ali'anafora , dallo zeugm a all'ellis si. In tutti
questi casi pare che il comme ntatore non faccia altro che eviden ziare
effetti di stile che potrebb ero sfuggir e o mettere in eviden za proce-
diment iche rendon o piu serrato e difficile il testo. Anche quando ,
in uno scrittor e come Verga, si segnala in nota il passag gio al
discors o indirett o libero, o si disting ue tra la voce della coralità
giudica nte e le voci individ uali dei protago nisti, le osserva zioni, pur
importa nti per la realizza zione narrativ a, posson o esser conside rate
nel1a loro puntual ità. Ma altre volte l'interv ento del comme ntatore
ha una respons abilità maggio re. Per ciò che riguard a certe figure di
pensier o, come in partico lare l'ironia o il sarcasm o, la nota di com-
mento è, ancora una volta, una presa di coscien za della distanz a
epistem ologica . L'ironia , cosi come il comico , è sottopo sta a forti
mutam enti attrave rso il tempo: donde la necessi tà di chiarirl a. Qua-
lunque mediev alista sa quanto sia difficile coglier e, e anche delimi-
tare, i precisi termini dell'iro nia in Chrétie n de Troyes , ed è al
corrent e di quanto si sia discuss o sulla natura comica , o parodis tica,
o persino blasfem a del Pèlerinage Charlemagne. E per restare alla
comicità: ci sono aneddo ti di Ciceron e o Quintil iano, o ancora del
Castigl ione, di cui non solo fatichia mo ad apprez zare, ma talora
persino a coglier e la comicit à.
Siamo invece portati decisam ente sulla linea ANALISI-SINTFSI, e
anzi proprio a valutar e la p rospett iva dell'au tore, quando il com-
DEFINIZIONE DI COMMENTO 11

mento addita i cambiamenti del punto di vista, per esempio tra


p arratore e personaggio o tra vari personaggi, oppure distingue le
a~rzioni del narratore da quelle dei personaggi. Sono gli aspetti
polifonici
.. e pluridiscorsivi che, in un commento esauriente, possono
evidenziare tutti i meccanismi del dialogismo. _N e vien fuori, a
completamento del sistema linguistico sostanzialmente unitario pri-
. .

ma postulato per-ciò che attiene aUe osservazioni sul paradigma, il


polisistema ideologico (e in particolare gli ideologemi) che special-
mente nei testi narrativi è l'attuazione di un sistema policentrico
utilizzato dall'autore per caratterizzare, oltre che i personaggi, i
discorsi dei personaggi, e persino i pensieri riferiti dei personaggi,
in una specie di estensione generalizzata del discorso indiretto
libero. Questo ordine di rilievi non riguarda piu soltanto la sintesi
sintagmatica del testo, ma ci porta nel pieno del lavoro di ordina-
mento e gerarchizzazione delle voci nelle quali l'emittente ha deciso
di ripartire e orchestrare il suo messaggio. Nel momento dell' esecu-
zione, quelli che vengono messi in atto sono, come avrebbero detto
i formalisti russi, dei procedimenti; ma da un punto di vista dinami-
co ci si trova in presenza di momenti decisivi del passaggio dall' in-
venzione alla reaHzz.azione verbale, dal semiotico al linguistico. È
come se il commento, attraversando lo specchio del testo, giungesse
ad afferrare le ombre che gli si muovono dietro, le ombre dei
movimenti di sistemazione dei contenuti testuali.
Vanno ben oltre la curiosità le parti di commento dedicate ai
riferimenti dell'autore a se stesso o alle condizioni di stesura. In
primo luogo occorre distinguere se chi parla è il narratore fittizio,
completamente diverso dall'autore, o l'autore implicito, contro-
figura dell'autore e destinatore dell'opera al ricevente, o è proprio
l'autore concreto, storico. Gli enunciati individuabili vanno infatti
ad allinearsi in due serie ben distinte, e la critica moderna, da
Friedman e Wayne Booth in avanti, ci ha fornito con queste distin-
zioni uno strumento critico prezioso, eccellente difesa contrò il
biografismo che caratterizzava tutta la critica preformalista, sia po-
12 CESARE SEGRE

sitivistica sia idealista. Quanto riferibile all'autore implicito finisce


per configurar e una vera poetica del testo, filmJ anche ideologico tra
la storicità rulturale dell'autore e la strutturazi one dell'opera. Basti
pensare a tutti gl'interven ti in prima persona, a commento della
narrazione o in dialogo col lettore. Questo dialogo tra autore impli-
cito e lettore pure implicito ha una funzione sintonizza nte decisiva:
comunicaz ione ideale che precede la comunicaz ione reale. Anche
piu artificio.50, e del tutto immerso nella finzione letteraria, il narra-
tore.
Ma vorrei anche valorizzar e gli enunciati attribuibili nettamente
all'autore. Essi forniscono le coordinate precise della produzion e
dell'opera, insomma il suo contesto di emissione. È chiaro che anche
questi dati possono essere fittizi; ma se il commenta tore è in grado
di convalidar li, essi offrono il modo di cogliere l'aggancio non solo
dell'opera con l'attività letteraria dell'autore , ma persino dell'opera
con la storia. Fra i riferimenti culturali, in particolare quelli dell' in-
tertestualit à, e i riferimenti alla realtà biografica, sta un'ampia area
di storicizz,az ione: di là la storia, culturale e no, assimilata o parte-
cipata, e perciò entrata a fare parte del materiale analitico confluito
nell'opera (ci si trova sempre nel segmento ANALISI-SINTESI); di qua
la storia come evento dell'autore , e perciò la conoscenz a del contesto
in cui e per cui si reaJizza la comunicaz ione intrapresa dall'emitte nte
per i suoi sconosciut i destinatari . Con i primi dati possiamo situare
il testo letterario nel firmament o dei testi coevi o in qualche modo
connessi, con gli altri togliamo dal vago la costellazio ne ottenuta e
possiamo riferirla a tempi e luoghi precisi.
Mi si permetta ora una piccola divagazion e a proposito di un tipo
di commento che ha oggi qualche fortuna. Alludo a quello che
j
segnala i brani dell'opera commenta ta ripresi, anche a distanza di
j
secoli, da altri scrittori: sparse notizie, insomma, su ciò che è stato il
futuro dell'opera. Queste avvertenze possono anche avere qualche
,
1
J

interesse per mostrare la memorabil ità di certi brani, o persino il loro


diventare proverbial i; ma si tratta di rilievi che non hanno la loro
DEFINIZIONE DI COMMENTO
13

Lisce miglior e sistema zione in un comme nto, che deve aiutare a compre n-
) tra dere e interpr etare, non a calcolare la misura del success o. C'è i
lasti po
un'obie zione di maggio r peso: il preliev o e l'utilizz o del bra no d.1un
:ella autore da parte di un second o autore interes sa, appunt o, il.second 0
tpli- autore, perché questo brano entra a far parte della struttu ra d e11asua·
- ·
iva: opera, e solo da questa struttu ra viene spiegat o e illumin ato. Per il
.che primo autore, .il fatto che certi suoi versi o enunci ati abbian o colpito
rra- suoi success ori o emuli, non è altro che una curiosi tà. Natura lmente
invece qualun que citazion e o ripresa diventa utile al comme nto se
n te ha un valore interpr etativo , cioè se coglie significati preced enteme n-
)ne te non avverti ti.
che Al termin e di queste osserva zioni occorre ritorna re a quanto già
tdo notato qua e là, cioè alla polarità sempre idealm ente avverti bile fra
olo studio sistema tico e comme nto. È intuitiv a una opposi zione econo-
era mica tra i rilievi puntua li del comme nto e la raccolta sistematica di
in- materia li di uno studio d'assiem e. Si potrebb ero indicar e con una
rea certa facilità i casi in cui è piu pratica la puntua lità del comme nto e
t e- quelli in cui pare piu redditiz io lo studio d'assiem e. Credo che i due
ito tipi di esposiz ione si possan o riporta re utilmen te ai concetti com-
[tla plessiv i di sistema e di struttur a. Ogni testo è una struttur a che
sto realizz a un sistema : sistema linguistico, stilistico, metrico, ma anche
llte concett uale, poetico , ecc. Prendia mo come esempi o il sistema lin i-
ue stico, piu facilme nte definibile. Se noi possed iamo due O piu r!1a-
,do zioni cronolo gicame nte prossim e di una stessa opera, possiam o dire
ae che ognuna costituisce una struttu ra testuale diversa fondata su uno
stesso sistema linguistico. Il sistema si rivela, in ognuna di queste
redazio ni, solo parzial mente; se però ricorria mo all'insie me delle
po
compo sizioni coeve di quell'au tore, ecco che il sistema si rivela
:he
di
n
sempre piu ampiam ente. sistema è quasi sempre in lenta evolu-
) il zione: si può però comod amente conside rarlo in poche successive
sincron ie, corrisp ondent i a fasi creative coerenti. Poniam o: il Dante
he
- delle Rime e della Vita Nuova, quello del Convivio, quello della
,ro
Commedia, ecc., anche se poi ogni opera copre anni di elaborazione
14 CESARE SEGRE

e può contener e minimi spostame nti del sistema.


Le ricerche sul sistema attuano uno S:1llontaggio completo dell' o-
pera, e un riordino ragionato dei suoi elementi costitutivi. L'opera
cessa di essere un grande sintagma ; i suoi elementi, liberati dai
legami sintagmatici, vengono a raggrupp arsi in ordine gramma-
ticale, o secondo campi semantici, o secondo affinità etimologiche,
ecc. Il commen to viceversa lascia sussistere l'assetto sintagma tico
dell'oper a, la sua struttura , anche se spesso, come s'è visto, operand o
rinvii ad altre parti dell'oper a, tiene conto, al bisogno, del sistema.
Potremm o allora dire che lo studio del sistema enfatizza piu decisa-
mente i paradigm i, anche se come potenzialità già messe in atto e
rilevabili nel commento, mentre il commento enfatizza soprattu tto
i sintagmi e, nel complesso, la struttura , anche se consider ando
molto spesso i paradigm i a cui i sintagmi risalgono. Sono due
prospetti ve che cerchiamo d'integra re, magari affiancan do al com-
mento uno studio sistematico, nel nostro impegno per strappar e
ali' opera il suo messaggio nel modo piu particolareggiato, aderente
e vivo che ci è possibile.