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STORIA DELLA MUSICA ELETTROACUSTICA

Le esperienze storiche della musica elettroacustica si sviluppano all’interno di alcune


istituzioni radiofoniche europee. Le due principali esperienze sono note come
musica concreta (musique concrète) e musica elettronica, nate rispettivamente a
Parigi e Colonia. Un’altra importante esperienza ha luogo a Milano, presso la RAI,
con l’intenzione di creare una sintesi creativa delle sperimentazioni precedenti.
Negli Stati Uniti, oltre a diversi esperimenti con la manipolazione del nastro
magnetico, nascono le prime ricerche di produzione e composizione del suono
mediante il computer.

PARIGI
La prima fase della musica elettroacustica nasce all’insegna del dualismo fra la
musica concreta della scuola parigina di Pierre Schaeffer (1912-1995) e la musica
elettronica dello studio di Colonia. Le divergenze estetiche tra queste due
esperienze risiedono nel diverso approccio alla manipolazione e composizione degli
eventi sonori. L’approccio schaefferiano, definito “concreto”, è diretto alla materia
del suono, mentre quello dello studio di Colonia è astratto e progettuale. Un altro
aspetto da sottolineare è il fatto che le prime tre esperienze europee nascono
all’interno di istituzioni radiofoniche: solo in questi luoghi i compositori possono
trovare gli strumenti di registrazione, trasformazione, generazione e riproduzione
del suono. Nell’immediato dopoguerra Pierre Schaeffer inizia una serie di
sperimentazioni sulle possibilità di manipolare il suono mediante la registrazione
con dischi in vinile e filo magnetico. Schaeffer intuisce le potenzialità creative offerte
dai mezzi di registrazione e riproduzione sonora attraverso due principali
esperimenti. Il primo, chiamato sillon fermé (“solco chiuso”), viene ottenuto
registrando un evento sonoro in un disco di vinile e chiudendo il solco in modo che il
suono si ripeta più volte: in questo modo il suono perde la sua identità e si ascolta
solo per i suoi tratti acustici: inoltre, se è un suono “rumore”, una ripetizione ciclica
lo fa diventare un suono musicale. Nel secondo esperimento, definito cloche coupée
(“campana tagliata”), Schaeffer taglia la parte di filo magnetico relativa all’attacco
del suono di campana ottenendo così un evento sonoro con un timbro diverso.
COLONIA
Lo Studio di Musica Elettronica della WDR di Colonia nasce nel 1952 per merito del
compositore Herbert Eimert (1897-1972), il tecnico di studio Robert Beyer (1901-
1989) e il fonetista dell’università di Bonn Werner Meyer-Eppler (1913-1960). La
nascita dello studio viene preceduta da una conferenza tenuta a Darmstadt da
Eimert e Meyer-Eppler nel 1950 e da una trasmissione radiofonica intitolata Il
mondo sonoro della musica elettronica, diffusa il 18 Ottobre 1951. Questa
trasmissione convince il direttore della WDR a realizzare uno studio di musica
elettronica che diventerà pienamente funzionante quello Studio di Musica
Elettronica della WDR parte da principi opposti rispetto all’esperienza schaefferiana.
L’idea principale di Eimert era quella di partire dai suoni elettronici per poter
estendere il dominio seriale al parametro del timbro. La figura compositiva più
importante dello Studio di Musica Elettronica della WDR è Karlheinz Stockhausen
(1928-2007) che, dopo una breve esperienza al GRM di Parigi, realizza a Colonia due
composizioni importantissime: Gesang der Junglinge (1956), in cui introduce il
materiale vocale oltre a quello elettronico, operazione vista erroneamente come un
avvicinamento fra l’estetica di Parigi e quella di Colonia e Kontakte (1960) lavoro per
percussioni, pianoforte e nastro, in cui oltre all’interazione fra suoni elettronici e
strumentali, Stockhausen sperimenta per la prima volta la forma momento. Lo
Studio della WDR vedrà la realizzazione di lavori di compositori importanti come
György Ligeti (1923-2006). Stockhausen assumerà la direzione dello Studio nel 1962
ma dal 1970 lo studio inizierà il suo lento declino. Nel 1967 Stockhausen realizza
Mixtur, per orchestra (suddivisa in quattro gruppi), percussioni, modulatori ad anello
e oscillatori sinusoidali, una delle prime composizioni in cui i suoni degli strumenti
musicali vengono trasformati dal vivo.

STUDIO DI FONOLOGIA DELLA RAI DI MILANO


Lo Studio di Fonologia della RAI di Milano nasce nel 1955 per opera di Luciano Berio
(1925-2003) e Bruno Maderna (1920-1973). Berio, in un articolo pubblicato in un
numero completamente dedicato alla musica elettronica della rivista “Elettronica” e
mette in evidenza come lo studio voglia realizzare una sintesi fra le varie esperienze
precedenti (Parigi, Colonia, tape music americana) e sperimentare la possibilità di
esplorare un nuovo linguaggio radiofonico. Quest’ultimo proposito è già bene
evidenziato nell’opera radiofonica Ritratto di Città (1955), testo di Roberto Leydi e
musiche di Berio e Maderna, lavoro che precede e favorisce la nascita dello Studio di
Fonologia. Una delle caratteristiche dei lavori prodotti da Berio e Maderna è quello
di investigare le relazioni fra la dimensione strumentale e quella elettroacustica uno
dei lavori più importanti è sicuramente Thema (Omaggio a Joyce, 1958) nato dalla
realizzazione di una trasmissione radiofonica sull’onomatopea nell’Ulisse di James
Joyce, curata insieme a Umberto Eco, e basata sulla trasformazione delle parole
dell’inizio dell’XI capitolo del libro. Una delle opere più importanti di Maderna è
Continuo (1958), una graduale articolazione fra fasce sonore ed eventi sonori
estremamente articolati. Oltre a Berio e Maderna, molti altri compositori, fra gli altri
Pousseur e John Cage (1912-1992), realizzano le loro opere presso lo Studio di
Fonologia, un’evidente prova della pluralità estetica dello Studio. Nel biennio 1960-
1961 molti compositori italiani compongono almeno un pezzo allo Studio di
Fonologia, fra questi Luigi Nono (1924-1990) che, oltre a comporre due importanti
lavori come Ricorda cosa ti hanno fatto in Auschwitz (1967) e La fabbrica illuminata
(1964) diventerà poi la figura centrale dalla fine degli anni Sessanta fino al suo
declino.

COMPUTER MUSIC
Le prime esperienze musicali elettroacustiche negli Stati Uniti fanno riferimento a
tre figure composite: John Cage, Vladimir Usacevskij(1911-1990), Otto Luening
(1900-1990). Cage realizza il primo lavoro elettroacustico negli Stati Uniti, intitolato
Imaginary Landscape n. 5, brano il cui materiale sonoro consiste in frammenti sonori
tratti da 42 dischi qualsiasi. Nel 1952 nasce il Project of Music for Magnetic Tape; Il
gruppo utilizza le risorse dello studio di Louis e Bebe Barron a New York, noti per
aver realizzato la colonna sonora, quasi interamente elettronica, del film Il pianeta
proibito (1957). I componenti del Project of Music for Magnetic Tape realizzano un
brano ciascuno e dopo un breve periodo di attività il gruppo si scioglia. Sempre nel
1952 iniziano gli esperimenti di due compositori della Columbia University,
Usacevskij e Luening. L’esperienza di questi due compositori è nota come music for
tape recorder (musica per nastro magnetico), dato che la manipolazione dei suoni
avviene principalmente per mezzo del taglio, montaggio, trasposizione e
riverberazione attuati con l’ausilio di uno o due registratori. Il primo lavoro,
intitolato Sonic Contours (1952), viene realizzato da Ussachevsky utilizzando la
trasformazione di suoni di pianoforte, mentre Luening firma un lavoro successivo,
Invention in Twelve Tones (1952), basato su suoni di flauto registrati. Usacevskij e
Luening compongono anche un brano per orchestra e nastro magnetico.