Sei sulla pagina 1di 22

STORIA DEI

SINTETIZZATORI
a cura di
ROSARIO TOMARCHIO
Tesina di
Storia ed estetica della
musica elettroacustica ed
informatica
Biennio Tecnologico
2014/15

Data

SOMMARIO

Sommario ........................................................................................................ I
Introduzione .................................................................................................. II

Capitolo I: ORIGINI.................................................................................... 1
Premessa.................................................................................................... "
Origini e precursori ................................................................................. "

Capitolo II: I SINTETIZZATORI............................................................ 4


Sintetizzatori modulari e normalizzati ................................................. 4
Sintetizzatori polifonici ........................................................................... 9
Sintetizzatori digitali ..............................................................................11
Sintetizzatori virtuali..............................................................................15

INTRODUZIONE

I SINTETIZZATORI
Descrizione generale
Il sintetizzatore (abbreviato anche in synth dal termine in inglese) uno
strumento musicale che appartiene alla famiglia degli elettrofoni. un apparato
in grado di generare autonomamente segnali audio, sotto il controllo di
un musicista o di un sequencer. Si tratta infatti di uno strumento che pu
generare imitazioni di strumenti musicali reali o creare suoni ed effetti non
esistenti in natura. Attualmente troviamo anche sintetizzatori virtuali (VST), che
assolvono a questo compito interamente a livello software e che si appoggiano
su schede sonore interne o esterne collegate ad un Personal Computer.
Il sintetizzatore generalmente comandato per mezzo di una tastiera simile a
quella del pianoforte, ma non mancano realizzazioni destinate ad essere gestite
mediante il fiato, la pressione, le corde di una chitarra o altri tipi di controller
come sensori a raggi infrarossi.1
I sintetizzatori utilizzano vari metodi per generare il segnale. Tra le pi famose
tecniche di sintesi di forme d'onda abbiamo: sintesi sottrattiva, sintesi additiva,
sintesi wavetable, sintesi per modulazione di frequenza, la sintesi per distorsione
di fase, sintesi per modelli fisici e la sintesi basata su campioni. Altri tipi di sintesi
meno comuni comprendono sintesi per subarmonici, una forma di sintesi
additiva via subarmoniche (usato nel Mixtur-Trautonium), e la sintesi
granulare..2
1

http://it.wikipedia.org/wiki/Sintetizzatore

Trad. http://en.wikipedia.org/wiki/Synthesizer

ii

iii

Capitolo 1

EVOLUZIONE STORICA

"Il sintetizzatore una macchina che genera


e modifica suoni elettronicamente" Howe, 1980

PREMESSA
L'argomento riguardante i sintetizzatori, per quanto ad un grande pubblico oggi
possa risultare ancora lontano, stato gi ampiamente trattato da diversi punti di
vista e a diversi livelli di approfondimento, cercare di esaurire in questo contesto
tutto lo scibile in materia cosa inattuabile. Per questo motivo si proceder a
riassumere soltanto per grandi linee quelle che sono state le premesse dell'avvento
dei sintetizzatori.
ORIGINI E PRECURSORI
Per quanto difficili da tracciare le origini del sintetizzatore vengono spesso
assimilate da pi fonti in un percorso condiviso in maniera omogenea,
ciononostante mi permetto di indicare un percorso alternativo che piuttosto che
partire dall'origine elettrica, potrebbe prendere spunto dall'origine concettuale, se
cos fosse si potrebbe andare alla ricerca di tutti i percorsi che ha avuto il concetto
di sintesi nell'uomo musicale dalle origini, si potrebbe addirittura concepire l'idea
della costruzione di strumenti come il rombo o i primi strumenti a fiato come
tentativo di "sintetizzare" il suono degli insetti o degli uccelli. Ma senza andare a
scavare troppo in profondit si potrebbe anche partire dal III secolo a.C. con
l'invenzione dell'organo, che si ritiene fosse gi dotato di registri, anche se
probabilmente a livello concettuale sarebbe pi corretto scorrere in avanti nel
tempo l'evoluzione dell'organo fino a giungere all'imitazione attraverso
1

combinazioni di pi registri di suoni di altri strumenti. Da qui all'avvento dei veri


precursori del sintetizzatore lungo la strada della storia si trovano singoli eventi
che vanno dagli automi come la Speaking Machine di von Kempelen3 (1769)
allo strumento di Koenig basato sugli studi di Helmholtz4 (1865) o il Musical
Telegraph di Elisha Grey considerato forzatamente padre dei sintetizzatori
(1876). Detto ci si pu tornare a percorrere la linea evolutiva tradizionale dei
sintetizzatori che spesso viene fatta partire, con una piccola forzatura, dagli
intonarumori futuristi di Luigi Russolo, ma universalmente riconosciuto come
primo sintetizzatore il Telharmonium5 (o Dynamophono) di Thaddeus
Cahill costruito nel 1897, che non a caso si pu considerare un organo elettrico
(in quanto anch'esso sintetizzava suoni di altri strumenti), e del quale ci limitiamo
a riferire che non ebbe fortuna e che fall nel 1914 principalmente per le grandi
dimensioni, il peso e il consumo spropositati oltre alla interferenze che provocava
sulla rete telefonica. Il secondo passo storico a parere di moltissimi il Theremin
di Lev Termen (1920) che ebbe un enorme successo anche a livello di prassi
musicale, soprattuto se confrontato con gli strumenti elettronici del periodo, e
instrad e inspir Robert Moog ad intraprendere il lavoro di cui parleremo pi
avanti.
Ci limitiamo a citare alcuni degli altri precursori, come le Ondes Martenot
(1928), il Trautonium (1929), il Novachord (1938), l'Electronic Sackbut
(1948) fino ad arrivare al RCA Mark II Sound Synthesizer I e II(1955/1957) di
Olson e Belar ..una macchina musicale in cui l'utilizzatore programmava la
composizione tramite una tastiera simile a quella di una telescrivente che

http://en.wikipedia.org/wiki/Wolfgang_von_Kempelen%27s_Speaking_Machine

http://www.hps.cam.ac.uk/whipple/explore/acoustics/hermanvonhelmholtz/helmholtzssynthesizer/

Nel 1997, il regista statunitense Reynold Weidenaar ha realizzato il documentario Magic Music From
Telharmonium sulla storia ed il funzionamento dello strumento, rimettendo in funzione l'unico esemplare
fortunosamente conservatosi.

perforava un nastro di carta costituente il sistema di controllo dell'intera


apparecchiatura. [...] Il suono generato da dodici oscillatori sinusoidali [...] la
forma d'onda veniva trasformata in dente di sega, e successivamente elaborata
con filtri attivi e passivi. L' RCA Synthesizer possedeva anche un generatore
d'inviluppo a quattro sub eventi (ADSR), un generatore di rumore bianco, il
portamento (per ottenere glissati) e un oscillatore in subadio (LFO) per avere
modulazioni (vibrato,tremolo) fino a 7 hertz [...] l'importanza dello
strumento della RCA deriva dal fatto che esso fu il primo sistema completo
di produzione di suono elettronico che automatizzava gli oscillatori e i
moduli ad esso collegati, ma si dovr aspettare il 1964 per avere un
sintetizzatore

che

risponda

alle

Speaking Machine di von Kempelen (1769)

Thelarmonium - Cahill (1897)


6

necessit

dei

musicisti6.

Rudolph Koenig's sound synth (1865)

Theremin - Lev Teremen (1918)

http://www.suonoelettronico.com/cap_iiii_2_1_dal50.htm

Capitolo 2

EVOLUZIONE TECNOLOGICA
Si deve all'avvento del transistor di William Schockley,
la possibilit di rendere gli strumenti elettronici
pi piccoli e portabili.

SINTETIZZATORI MODULARI E NORMALIZZATI


Uno dei primi ingegneri a rendersi conto della importanza della rivoluzione
tecnologica nella sintesi elettronica del suono fu Harald Bode, inventore del
Melochord (1947). Nel 1961 pubblic un articolo riguardo le periferiche basate
sull'utilizzo del transistor, sottolineando con particolare attenzione i vantaggi del
design modulare7 quasi contemporaneamente, le sue idee vennero adottate da
Donald Buchla e Robert Moog negli USA e da Paul Ketoff in Italia, fra questi
Moog riconosciuto come il primo (n.d.s. e pi famoso) costruttore a rendere
popolare la tecnica del voltage control negli strumenti musicali elettronici analogici8.
Ma andiamo a vedere perch questi synth vennero definiti modulari, il
sintetizzatore infatti composto da moduli divisibili per finalit in 3
categorie: generatori, filtri, modulatori.

Trad. Manning, Peter. Electronic and Computer music - Fourth edition. OXFORD, p.101

Trad. http://en.wikipedia.org/wiki/Synthesizer

Gli oscillatori9 sono la base dell'architettura progettuale di un sintetizzatore,


sono i generatori principali del suono che verr poi filtrato e processato, il
loro compito quello di generare una variazione di tensione ciclica ripetuta nel
tempo definita forma d'onda, l'oscillatore viene dunque comunemente definito
VCO (voltage controlled oscillator), al quale viene integrato uno o pi controlli
sull'intonazione (octave, transpose e frequency) a questo si pu aggregare
l'interruttore che trasforma un VCO in LFO (Low Frequencies Oscillator),
quest'ultimo fondamentale e presente in tutti i sintetizzatori ed ha la funzione
di modulare altri segnali utilizzando frequenze da 1 a 30-40 hertz con controlli
per cambiare le varie forme d'onda e scegliere il momento in cui intervenire
sulla modulazione con un controllo Delay. Le forme d'onda pi utilizzate sono
quella sinusoidale, la triangolare, la dente di sega, la quadra, a impulso e il
generatore di rumore.
I principali filtri10 o anche VCF (Voltage Controlled Filter) che si occupano di
far passare soltanto determinate frequenze dal segnale proveniente dagli
oscillatori, sono il passa-basso, il passa-alto, il passa-banda, i notch (taglia
banda) e i risonanti. I controlli principali dei filtri sono il Cutoff e la Resonance
(Peak) vale a dire come interagire sulla frequenza e il volume del fattore di
risonanza, ultimo fattore importante dei filtri l'ordine, vale a dire l'efficienza
del filtro espresso solitamente in dB.
L'amplificatore o anche VCA (Voltage Controlled Amplifier) serve
principalmente per amplificare il segnale ma ha anche la funzione di agire
sull'inviluppo della forma d'onda (ADSR Attack, Decay, Sustain, Release), i

L'invenzione dell'oscillatore applicato alla


http://en.wikipedia.org/wiki/William_Duddell

musica

10

L'invenzione dei filtri deriva dalle formulazioni dei grandi matematici C.P. Gauss, F. Bessel, P. Chebyshev,
S. Butterworth e W. Cauer

si

deve

William

Duddell

nel

1899

controlli di solito agiscono sul livello iniziale di gain e i vari livelli delle fasi
dell'inviluppo. L'inviluppo visto pocanzi in realt una delle caratteristiche
principali dei sintetizzatori ed ha delle applicazioni molteplici, applicato alla
frequenza di un oscillatore potr creare glissati pi o meno complessi, usato per
pilotare il cutoff del filtro simuler il decadimento di armoniche tipico di tanti
strumenti acustici11. Quasi esclusivamente nei synth modulari era anche
presente un mixer o un merger che permetteva di miscelare i diversi suoni a
volumi separati. Spesso presente anche un modulo dedicato al Portamento
che serve proprio ad interagire sulla possibilit di glissare fra una frequenza ed
un altra. Altro componente fondamentale dei modulari era il Sequencer un
circuito che automatizza il sintetizzatore in modo da registrare e riprodurre delle
sequenze di eventi (Step), in modo ciclico e ripetitivo. Simile al sequencer
l'Arpeggiatore in cui per gli eventi sono direttamente connessi ai tasti premuti
sulla tastiera. Un ultimo argomento importante per i sintetizzatori modulari e
non solo riguarda gli effetti, che aprono ad orizzonti talmente vasti da non
poter essere indagati in questa sede, ci limiteremo dunque ad indicare i pi
utilizzati: il Ring Modulator un circuito che combina due fonti audio facendo
uscire un segnale contenente la somma e la differenza delle frequenze in
ingresso ottenendo risultati solitamente percussivi, il Chorus basato sulla
somma di linee di ritardo con un effetto simile ad un coro appunto, il Flanger
simile al chorus ma con linee di ritardo pi brevi e crea dunque dei suoni in
controfase o in battimento, il Phaser basato sull'utilizzo di filtri che agiscono
sulla fase solo di alcune frequenze per finire con l'Equalizzatore che pemette di
enfatizzare o abbassare solo alcune frequenze ed il Rivebero, l'Echo ed il
Delay che come quasi tutti sanno agiscono sulla ripetizione del suono in entrata
in tempo differito.

11

http://www.sintetizzatore.com/index.php/inviluppi

I sintetizzatori hanno la possibilit di essere comandati da diversi controller


(interni ed esterni) che citiamo in maniera veloce, il Ribbon (nastro) con
funzioni simili alla tastiera ma con la possibilit di passare da una nota all'altra in
maniera continua, il Touch-Pad di recente implementazione svolge le stesse
funzioni del ribbon ma con la possibilit di visualizzare su cosa si va ad agire e
l'utilizzo dei due assi X e Y anzich uno, il Joystick [particolarmente efficace
per i synth vettoriali come il Prophet VS (1986) o il Korg Wavestation
(1994)12] spesso usato al posto di altri controlli importanti quali le Wheels
(Rotelle) poste usualmente alla sinistra della tastiera, servivano abitualmente per
regolare intonazione o agire come controller su diversi parametri. E siamo
giunti dunque alla Tastiera il mezzo pi usato per controllare i sintetizzatori, in
seguito ampliata nelle modalit espressive e dinamiche con l'aggiunta
dell'aftertouch e della velocity.
Fra i tre costruttori dei primi synth modulari, esistevano delle piccole ma
significative divergenze di vedute, se Buchla con la Buchla Box (1963) infatti
tendeva a tenersi slegato dall'integrare una tastiera tradizionale ..non c'era
bisogno di adatttare una tastiera che era stata ideata per colpire corde con dei
martelletti.. 13, Ketoff nel suo Synket (1965) prefer invece utilizzare tre
differenti tastiere tradizionali per il controllo di voci in maniera separata, mentre
Moog utilizz inizialmente una semplice tastiera ma fu molto pi sensibile e
flessibile alle richieste che venivano man mano poste dai musicisti, realizzando
modelli su misura, cosa che accadde fin dall'inizio grazie alle richieste di Herb
Deutsch (Moog: Herb disse che voleva dei suoni che facessero wooo wooo
woooo)14 e senza le quali probabilmente non avremmo mai avuto il
sintetizzatore Moog Modular (1964) strumento principe della musica popular a
cavallo fra gli anni '60 e '70 reso celebre dall'album SWITCHED ON BACH di
12

vd. http://www.sintetizzatore.com/index.php/sintesi-vettoriale

13

Trad. Chadabe, Joel. Electric sound - The past and the promise of Electronic Music. PRENTICE HALL, p.147

14

Trad. Ibidem, p.141

Walter Carlos e fra gli altri da Keith Emerson degli Emerson, Lake and Palmer in
LUCKY MAN, ma tutt'oggi in uso sia nelle riedizioni analogiche che nei
riadattamenti in formato VST. Per quanto riguarda invece i sintetizzatori
normalizzati hanno i vari moduli gi interconnessi, sono spesso pi semplici
da usare e richiedono una conoscenza della sintesi del suono meno
approfondita, sono facilmente trasportabili e hanno la tastiera gi connessa al
generatore di suoni15. Bisogn attendere il MiniMoog (1970) al quale si
oppose per tutti gli anni settanta la ARP (che prendeva il nome dal fondatore
Alan Robert Pearlman), soprattutto nel modello Odyssey (1972) che pur
avendo un oscillatore in meno rispetto al minimoog fu uno dei primi a
permettere la duofonia (la possilibit di produrre due suoni simultaneamente), un
altra famosa casa di produzione di sintetizzatori delle origini fu la EMS
(Electronic Music Studios) di Peter Zinovieff, che si lanci sul mercato con
un synth portatile in concorrenza con il MiniMoog il VCS3 (1969) e divenne
molto famosa con i vari modelli del SYNTHI (1972) reso celebre dalla traccia
ON THE RUN dei Pink Floyd. Tra questi due tipi esiste un terza forma di
sintetizzatore il semi-normalizzato, uno strumento che ha gi un numero
definito di moduli, le interconnessioni sono gi preimpostate ma possibile
reimpostarle ed facilmente interfacciabile con altri sistemi modulari. Il pi
famoso di questi sintetizzatori sicuramente l' ARP 2600 (1971).16

Moog - Modular (1964)

15

ARP - 2600 (1971)

http://www.sintetizzatore.com/index.php/modulari-e-normalizzati

EMS - VCS3 (1969)

SINTETIZZATORI POLIFONICI
Fino a questo momento abbiamo parlato di sintetizzatori che erano grado di
sviluppare soltanto una o al massimo due voci simultaneamente, ma nei primi
anni '70 l'esigenza di avere synth polifonici crebbe in maniera esponenziale,
Tom Oberheim (fondatore di un altra famosa casa produttrice di synth che
prese il suo nome) fu uno dei primi ad intercettare questa necessit e produsse il
primo synth polifonico, l'Oberheim 2-4-8 voice (1975-1979) tre diversi modelli
a seconda del numero di moduli, il sistema era basato su moduli SEM
(Synthetizer Expansion Module). La vera spinta all'avvio dei sintetizzatori
polifonici fu data dall'introduzione delle tecnologie digitali nella produzione di
strumenti musicali, che resero possibile la costruzione di sintetizzatori
programmabili e dotati di memoria (all'inizio rom, in seguito eprom)17. La
possibilit di memorizzare i "Programmi" o semplicemente i suoni, era stato
fino a quel momento un altro punto debole dei synth, le soluzioni fino a quel
momento erano tutte poco ortodosse, dalle fotografie dei pannelli, i pannelli
forati, le schede perforate fino all'utilizzo di preset realizzati su modelli come
l'Arp Prosoloist (1972) e il Polymoog (1975) o il Moog Satellite (1973) per
finire con la soluzione, che attu l'importante casa costruttrice Yamaha, con il
modello CS80 (1976), vale a dire quattro pannelli di controllo richiamabili. Ma
la vera rivoluzione sia nel campo della polifonia ,che per quanto riguarda la
possibilit di memorizzare, si ebbe con l'uscita del primo prodotto di un'altra
casa fondamentale nella storia dell'innovazione tecnologica dei synth, la
Sequential Circuits18 con il modello Prophet 5 (1978) fu tra i primi
sintetizzatori a integrare un sistema di memorie basato sul microprocessore
16

Ibidem

17

http://www.suonoelettronico.com/cap_iiii_2_3_prodinst.htm

18

Venduta alla Yamaha Corporation nel 1987 e proseguito la produzione sotto il nome del fondatore Dave
Smith Instruments, fino al 2015 momento in cui ha riacquisito i diritti del marchio Sequential Circuits Inc.
(SCI)

Zilog Z80 utilizzato poi in vari altri strumenti come il Memorymoog (1981) e
il Roland Jupiter 8 (1981); con l'uso di questo integrato era possibile
finalmente registrare un programma fatto dall'utente e richiamarlo in qualsiasi
momento. Gi da tempo sia Buchla che Zinovieff avevano iniziato a lavorare e
a pensare in digitale, non di meno il primo sistema ibrido (analogico a controllo
digitale) usc addirittura nel 1971 e si trattava del Buchla 500 Series ma siamo
alla fine degli anni settanta e la digital era sta per avere inizio.

Oberheim - 4 voice

S.C. - Prophet 5

Buchla - 500 Series


10

SINTETIZZATORI DIGITALI
I synth, gi in circolazione nel 1978, generavano suoni in molti modi differenti.
Potevano generarli in sintesi fm, waveshaping, sintesi additiva e sintesi per forme
d'onda fissa. Ed erano multitimbrici19. Alcuni modelli che esemplificano questo
momento storico di passaggio sono il primo sintetizatore a produzione sonora
interamente digitale prodotto della NED (New England Digital) il
Synclavier (I e II) (1977/78) e l'australiano Fairlight CMI (1979) considerati
le "Rolls Royce" del mondo dei synth vintage. Il primo, basato sulla sintesi in
FM, permetteva 64 voci di polifonia, un sampler a 16 bit 100khz a frequenza di
campionamento variabile, possibilit di registrare fino a 16 tracce a 50 khz, 76
tasti pesati con velocity e aftertouch, una memoria di 32mb di ram (espandibile fino
a 768!), il secondo aveva caratteristiche simili ma nasceva come campionatore
digitale dotato di sequencer, basato pi quindi su processi di risintesi. Altri due
modelli fondamentali sono il primo, basato su sintesi per campioni o wabetable,
della casa tedesca PPG (Palm Products GmbH)20 prodotto in serie composta
da diversi modelli chiamato Wave (1981); l'altro della compagnia americana
E-Mu Systems prodotto anch'esso in serie di vari modelli chiamato Emulator
(1982) basato sul campionamento e sull'utilizzo dei floppy disk come supporto
di memorizzazione. Siamo giunti ad un punto fondamentale dell'evoluzione
tecnologica non solo dei sintetizzatori ma degli strumenti elettronici in genere,
l'anno 1983 infatti segn con l'uscita del protocollo MIDI, presentato nella
tastiera PROPHET 600 della Sequential Circuits, l'inizio dell'era digitale e di
un modo nuovo di intendere l'utilizzo dei sintetizzatori che in gran parte
giunto fino ad oggi. L'idea part dalla casa giapponese Roland e incontr subito
i favori di Tom Oberheim e Dave Smith (Sequential Circuits), successivamente
tutte le grandi case produttrici trovarono un accordo per quella che fu forse la

19

Vedi 12. Pg.172

11

pi importante invenzione nel campo musicale del ventesimo secolo, il Musical


Instrument Digital Interface21. Ma quell'anno divenne ancora pi importante
per l'uscita e il boom di vendite che realizz il pi famoso dei sintetizzatori
digitali lo Yamaha DX7 (1983), le motivazioni che stanno alla base
dell'incredibile riuscita di questo prodotto furono essenzialmente legate alla
compresenza delle novit date dal protocollo MIDI e dalla sintesi per FM
(sviluppata da John Chowning molti anni prima ma registrata proprio grazie
alla Yamaha nel 1974) unite ad un costo accessibile a tutti. A dire il vero il DX7
nonostante l'enorme successo e l'incredibile quantit di produzioni musicali in
cui venne utilizzato, non era esente da difetti, la programmazione infatti era resa
quasi impossibile da un monitor microscopico e molti utilizzatori finirono per
utilizzare solamente i suoni presenti come preset, un aspetto questo che
storicamente diventer sempre pi caratterizzante il tipo di approccio da parte
della maggioranza degli utilizzatori di tecnologie musicali.22 L'avvento del DX7
comport indirettamente anche un altro effetto che per un lungo periodo
influenzo il mercato e la produzione discografica, vale a dire il progressivo (ma
rapido) declino dei sintetizzatori analogici, da l a poco l'uscita di altri
famosissimi prodotti come il D-50 (1987) della Roland e l'M1 (1988) della
Korg segn definitivamente il predominio dell'era digitale. Successivamente e
per un lungo arco di tempo la produzione dei sintetizzatore inizi a slegarsi
dall'integrare la tastiera, in quanto il protocollo MIDI consentiva di controllare
pi generatori di suono con una singola tastiera, chiamata usualmente Master
Keyboard, e cos dunque iniziarono ad essere prodotti spesso simultaneamente
ai sintetizzatori tradizionali dei moduli chiamati expander o sintetizzatori rack.

20

Dal 2003 Waldorf Music

21

Una definizione interessante fu data proprio da Tom Oberheim "La teoria che sta dietro la realizzazione del
MIDI che si pu collegare qualsiasi cosa con qualsiasi cosa". Trad. vd. 12. Pg. 195

22

Circa duemila dollari.

12

Siamo giunti agli anni '90, caratterizzati dalla nascita di una nuova tecnica di
sintesi, la sintesi per modelli fisici, una sintesi che usa equazioni ed algoritmi per
simulare il naturale processo fisico che genera i suoni, tra i primi modelli
matematici applicati sicuramente quello di Karplus e Strong del 1983, che
definisce il comportamento di una corda pizzicata o percossa [...]. Nel 1994 la
Yamaha costruisce il VL1 (1994) il primo sintetizzatore commerciale a modelli
fisici23, un altro prodotto simile fu il Korg Prophecy (1995) e successivamente
un altro prodotto molto apprezzato il Nord Modular (1998) della casa svedese
Clavia. Per esaurire l'argomento legato all'evoluzione dei sintetizzatori bisogna
rivolgere ancora una volta lo sguardo all'evoluzione delle tecniche di sintesi, il
caso della sintesi a reti neurali, una sintesi basata sui concetti matematici delle
reti neurali, il cuore di questa sintesi sono i generatori detti Resynator che sono
divisi in regioni chiamate Scape e Sphere. Gli Scape non sono altro che modelli
fisici virtuali complessi ottenuti da campionamenti che si adattano alle richieste
fatte dal programmatore, attraverso le opzioni presenti nelle Sphere e
all'interazione con gli inviluppi e altri modulatori24, il Neuron Hartmann
(2002), di questo sintetizzatore (come di molti altri) esiste anche la versione
virtuale il Neuron VS (virtual synth) approfittiamo di essere giunti a questo
punto, per entrare nel prossimo capitolo dove parleremo dei sintetizzatori
virtuali. Non prima per di accennare allo status attuale dei sintetizzatori reali,
che tende verso il ritorno all'utilizzo dell'analogico e alla realizzazione di synth
molto piccoli e versatili, pregevoli i risultati ottenuti dalla casa svedese Teenage
Engineering con l'incredibile OP-1 (2011) e da un infinit di prodotti della
casa Korg fra cui citiamo il Kaossillator (2007) e la serie Volca (2014).

23

http://www.sintetizzatore.com/index.php/definizione-di-sintesi-per-modelli-fisici-

24

http://www.sintetizzatore.com/index.php/sintesi-a-reti-neurali

13

CMI - Fairlight

PPG - Wave

Yamaha - DX7

Yamaha - VL1 (expander)

Hartmann - Neuron

14

SINTETIZZATORI VIRTUALI
A partire dalla seconda met degli anni 90, con la diffusione di massa
dellinformatica e di sistemi operativi user friendly, nel campo della sintesi
digitale si assistito a un proliferare di software, commerciali e non, che
coprono qualsiasi esigenza e aprono le porte a infinite possibilit di generazione
sonora. [...] Tutti questi software basano comunque il loro funzionamento sulle
ricerche condotte da Max Mathews e dagli altri pionieri della digital music25.
Esistono per sintetizzatori pi evoluti in grado non solo di emulare in generale
il funzionamento dei sintetizzatori o alcuni sintetizzatori in particolare (i pi
famosi sono gli emulatori dei prodotti Moog della Arturia e ARP della MAudio), ma in grado anche di generare o lavorare su processi o forme d'onda
inusitati. Questi possono essere considerati synth virtuali puri, e fra questi nella
sottocategoria dei MODULARI individuiamo Max-Msp, l'AAS (Applied
Acoustics) Tassman4 e il Reaktor della NI (Native Instruments), fra i
SEMIMODULARI e LINEARI domina ancora la casa NI con i prodotti
Absynth e il Massive, famosi anche per il synth virtuale a modulazione di
frequenza

FM8.

La

casa

svedese

domina

anche

nel

settore

dei

CAMPIONATORI con il software Kontakt che ha come concorrente


l'Halion della casa tedesca Steinberg. Incredibile sviluppo e successo hanno
avuto le librerie sonore di campionamenti, di cui ci limitiamo a citare le
principali case produttrici East West, Vienna, Garritan, IK-Multimedia e
8dio. Un'ultima considerazione riguarda l'esistenza di sintetizzatori utilizzabili
direttamente sul web in modalit On-Line e di App per Smartphone e Tablet,
che fra l'altro ormai sono sempre pi interfacciabili con i synth hardware di
ultima generazione. Tutta la tecnologia dei synth virtuali stata resa possibile
dall'idea di plugin26 e si sviluppata a partire dal 1997 grazie al Virtual Studio
25

http://www.suonopuro.it/sintesi/sintesi.html

26

http://it.wikipedia.org/wiki/Plugin_%28informatica%29

15

Technology comunemente e frequentemente abbreviato come VST, si tratta di


uno standard di plugin musicali ideato da Steinberg, che ha permesso ai vari
synth virtuali di essere controllati simultaneamente dallo stesso software
definito usualmente DAW - Digital Audio Workstation, i pi comuni sono il
Cubase della stessa Steinberg, l'Ableton Live, il Logic Apple e l'Avid della
Pro Tools.

16