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PROCESSI DI FORMATURA

PLASTICA DI LAMIERE:
IMBUTITURA

IMBUTITURA
• Trasformazione di una lastra piana di metallo laminato in un
corpo cavo, procedendo con uno o più passaggi a seconda
della profondità richiesta
• In teoria: spessore del laminato invariabile (superficie del
pezzo prodotto equivalente a quella di partenza)
• Nella pratica: spessore variabile per la presenza di
deformazioni secondarie
• Principali componenti dell’attrezzatura:
• punzone
• matrice
• premilamiera

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FASI DI UN PROCESSO DI IMBUTITURA

abbassamento di
posizionamento premilamiera (che
della lamiera blocca la lamiera
sulla matrice al bordo) e
punzone

azione del punzone che risalita di punzone e


costringe la lamiera a scorrere premilamiera al raggiungimento
entro la matrice della forma finale

SPESSORE DELL’IMBUTITO
• Pezzi imbutiti definiti da due parti fondamentali:
• fondello
• parete cilindrica
• Spessore della lamiera di partenza:
• conservato solo al centro del fondello
• diminuisce considerevolmente ai bordi del fondello in
conseguenza dell’allungamento subito dal materiale (zona
caratterizzata da elevata concentrazione di tensioni)
• cresce gradualmente verso l'alto
procedendo fino al bordo superiore della
parete cilindrica
• Andamento dello spessore correlato allo
stato tensionale presente nelle varie zone
dell’imbutito durante il processo
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STATO TENSIONALE
Flangia
• Tensioni radiali (σr) di trazione:
• dovute all’azione di trazione esercitata dal punzone
• Tensioni circonferenziali (σθ) di compressione:
• dovute alla progressiva riduzione di diametro
• senza premilamiera provocherebbero la formazione di
grinze e aumento dello spessore
• Tensioni assiali (σz) di compressione:
• esercitate dal premilamiera

Contrazione in direzione
circonferenziale e allungamento in
quella radiale
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STATO TENSIONALE
Parete cilindrica
• Tensioni assiali di trazione:
• dovute all’azione di trazione esercitata dal punzone
• Tensioni circonferenziali di trazione:
• dovute alla presenza del punzone rigido che impedisce
contrazioni di diametro

Allungamento verticale con


riduzione dello spessore

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STATO TENSIONALE
Fondello
• Stato tensionale biassiale bilanciato al centro

Resta sostanzialmente rigido o al


più subisce deformazioni limitate

STATO TENSIONALE

• Permette di introdurre i principali inconvenienti che possono


manifestarsi in un processo di imbutitura:
• frattura dell’imbutito
• formazione di grinze circonferenziali nella flangia

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FRATTURA DELL’IMBUTITO
• Forza necessaria per eseguire la lavorazione > resistenza
offerta dalla parete cilindrica ➠ frattura dell’imbutito in
corrispondenza della zona di transizione tra fondello e parete
cilindrica

FORMAZIONE DI GRINZE CIRCONFERENZIALI


NELLA FLANGIA
• Dovuta alla presenza nelle flangia di tensioni circonferenziali di
compressione
• Se tali tensioni raggiungono un livello sufficientemente elevato
e la rigidezza della lamiera non è abbastanza grande ➠ nascita
di fenomeni di instabilità plastica che determinano la
formazione di grinze

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FORMAZIONE DI GRINZE CIRCONFERENZIALI
NELLA FLANGIA
• Problema risolto mediante l’uso del premilamiera
• Pressione esercitata sulla flangia eccessiva:
• flusso radiale della flangia verso il foro della matrice
ostacolato fino al completo arresto
• movimento del punzone a spese dello spessore della
lamiera ➠ progressivo assottigliamento fino a rottura
• Nella pratica industriale valore della pressione applicata
stabilito in modo tale che:
• pressione iniziale esercitata sulla flangia compresa tra 1 e
1.5% della σ0 del materiale
• crescita della pressione con il procedere dell’operazione dal
momento che la lamiera è tirata verso la cavità della matrice
e la superficie della flangia va diminuendo
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FORMAZIONE DI GRINZE CIRCONFERENZIALI


NELLA FLANGIA
Rompigrinze
• Costituito da un risalto sulla matrice e da una corrispondente
cavità sul premilamiera con la funzione di ostacolare il flusso
radiale del materiale
• Risalto ricavato direttamente sulla matrice o, per aumentarne la
resistenza all’usura, riportando sulla matrice un anello costruito
in materiale di maggior durezza

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ANISOTROPIA

• Lamiere utilizzate nelle operazioni di imbutitura prodotte


mediante laminazione
• Orientazione preferenziale dei grani in direzioni ben precise
(tessiture) ➠ comportamento anisotropo
• Prove di trazione su provini orientati secondo direzioni diverse
rispetto a quella di laminazione:
• proprietà meccaniche significativamente diverse
• rapporti tra le deformazioni che nascono durante la prova
cambiano con l’orientamento del provino

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ANISOTROPIA

• Condizioni di anisotropia definite mediante due parametri:


• anisotropia normale
• anisotropia planare

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ANISOTROPIA
• εl: deformazione lungo la direzione della lunghezza (direzione
di laminazione)
• εt: deformazione lungo la direzione dello spessore
• εw: deformazione lungo la direzione della larghezza
• Indice di anisotropia normale (R):
⎛w ⎞ ⎛w ⎞
ln⎜ 0 ⎟ ln⎜ 0 ⎟
ε
R= w = ⎝ f ⎠= ⎝ wf ⎠
w
εt ⎛t ⎞ ⎛ w ⋅l ⎞
ln⎜ 0 ⎟ ln⎜⎜ f f ⎟⎟
⎝ tf ⎠ ⎝ w 0 ⋅ l0 ⎠
• Materiale con caratteristiche isotrope:
• εt e εw uguali (εt = εw = 0.5·εl) ➠ R = 1
• Materiale con caratteristiche anisotrope:
• εt e εw diversi ➠ R ≠ 1
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ANISOTROPIA
• Eseguendo prove di trazione in diverse direzioni (0°, 45° e
90°) rispetto a quella di laminazione si possono verificare
quattro diverse tipologie di condizione:
1.
R 0 = R 45 = R 90 = 1
materiale con caratteristiche di isotropia normale (R=1) e
planare (R indipendente dalla direzione)
2.
R 0 = R 45 = R 90 ≠ 1
materiale con anisotropia normale (R≠1)
ma isotropia planare

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ANISOTROPIA

3.
R 0 ≠ R 45 ≠ R 90
materiale con caratteristiche di anisotropia planare (R
dipendente dalla direzione)
4.
R 0 ≠ R 45 ≠ R 90 ≠ 1
caso più generale in cui il materiale presenta sia anisotropia
normale che planare

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ANISOTROPIA
• Indice medio di anisotropia normale:
R + R90 + 2R 45
Rm = 0
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• Indice di anisotropia planare:
R + R90 − 2R 45
ΔR = 0
4
• Materiale isotropo:

Rm = 1 ΔR = 0

• Materiale con anisotropia normale ma isotropia planare:


Rm = R0 = R 45 = R90 ≠ 1 ΔR = 0

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ANISOTROPIA
• Effetto dell’anisotropia planare:
• formazione delle orecchie (earings)
• bordo ondulato eliminato con conseguente sfrido di
materiale

• Difetto assente quando ΔR=0


• Altezza delle orecchie
crescente con ΔR

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ANISOTROPIA
• Effetto dell’anisotropia normale:
• al diminuire di Rm aumenta la sensibilità del materiale alla
riduzione dello spessore e quindi all’assottigliamento ➠
cresce il pericolo di incorrere in fratture duttili della lamiera

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ANISOTROPIA

• Lamiere adatte all’imbutitura:


• elevati valori di R: si evita eccessivo assottigliamento
• bassi valori di ΔR: si evita la formazione di orecchie
• elevati valori di n: si aumenta la lavorabilità

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RAPPORTO DI IMBUTITURA
D
β=
dp

D: diametro della lamiera


dp: diametro del punzone

• Al crescere di β ➠ aumento della severità dello stato tensionale


e quindi del carico necessario per eseguire l’operazione
• Esiste un valore limite di β (LDR) oltre il quale si può verificare
la rottura dell’imbutito
• Acciai da imbutitura profonda: LDR=1.8÷2
• Leghe di Al: LDR=1.7

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CONDIZIONI DI LUBRIFICAZIONE
Interfacce premilamiera – lamiera e matrice – lamiera
• Presenza di elevate tensioni tangenziali di attrito:
• azione di ostacolo sul flusso radiale della flangia
• aumento della forza di lavorazione

• Necessità di lubrificazione

Interfaccia punzone – lamiera


• Non è conveniente una lubrificazione molto spinta
• Valori di β più grandi senza pericolo di rotture nell’imbutitura
eseguita con punzone rugoso o con lubrificazione della sola
zona della flangia

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RAGGI DI RACCORDO DI PUNZONE E MATRICE


• Esercitano una notevole influenza sul processo
• Raggi di raccordo piccoli:
• deformazione imposta alla lamiera troppo severa (pericolo di
tranciatura)
• aumento delle forze di lavorazione
• necessità di operare con bassi valori di β
• Raggi di raccordo elevati:
• lasciano molta lamiera non guidata
• formazione di grinze tra punzone e matrice

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GIOCO TRA PUNZONE E MATRICE

• Scelta del valore del gioco derivante dal compromesso tra:


• pericolo di formazione di ondulazioni sulla parete laterale
dell’imbutito per la mancanza di superfici di guida
• rischio di assottigliamento (ironing)

• Espressione usata per il calcolo del gioco:

g = s + C 10 ⋅ s

• C: costante (0.07 per acciai e 0.02 per leghe di Al)

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CALCOLO DEL NUMERO DI PASSAGGI DI


IMBUTITURA

• Noto D si deve verificare se il componente può essere ottenuto


in un solo o con più passaggi:
• se D/dp < LDR ➠ operazione eseguita in un solo passaggio
• se D/dp > LDR ➠ necessità di eseguire un treno di imbutiture
suddividendo la deformazione totale in più passaggi

D dp1 dpn−1 D
dp1 = dp2 = .... dpn = =
LDR LDR LDR (LDR )n

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ESEMPIO DI IMBUTITURA
IN PIÙ PASSAGGI

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IMBUTITURA DI PEZZI NON ASSIALSIMMETRICI


• Difficile da studiare in modo teorico
• Metodi per la definizione della geometria degli stampi basati:
• sulla misura sperimentale delle deformazioni con la tecnica
della griglia di cerchi tracciati sulla lamiera
• sulla simulazione numerica (FEM)
• su un approccio combinato

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IMBUTITURA DI PEZZI NON ASSIALSIMMETRICI

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FORMABILITÀ DELLE LAMIERE


• Rappresenta la capacità del materiale di subire deformazioni
plastiche senza arrivare alla frattura
• Necessaria per la progettazione del processo
• Funzione delle:
• caratteristiche del materiale:
• coefficiente di incrudimento
• indice medio di anisotropia normale
• condizioni nelle quali il processo si evolve
• Metodi utilizzati:
• prova di Erichsen
• bulge test
• curve limite di formabilità
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PROVA DI ERICHSEN
• Lamiera incastrata mediante premlamiera con forza pari a
1000 kg
• Punzone di forma sferica con superficie lubrificata
• Stato deformativo biassiale perfettamente bilanciato con
deformazioni sulla lamiera positive ed eguali tra loro
• Raggiunta una certa corsa
del punzone ➠ formazione
di una frattura duttile
sull’estradosso della lamiera
• Corsa a frattura: numero di
Erichsen caratteristico di
quel materiale

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PROVA DI ERICHSEN

• Aspetti critici:
• lamiera completamente incastrata sul bordo esterno (flusso
radiale impedito) ➠ deformazione a spese
dell’assottigliamento (condizione di stretching) fino alla
rottura della lamiera
• misura della formabilità per un unico stato tensionale e
deformativo che difficilmente si verifica nelle operazioni di
stampaggio ove l’assottigliamento deve essere evitato

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BULGE TEST

• Meccanismo di deformazione identico a quello della prova di


Erichsen
• Differenza sostanziale tra le due prove: punzone sostituito da
liquido in pressione
• Permette di risolvere i problemi relativi all’attrito
• Permangono le perplessità relative al meccanismo di
deformazione indotto sulla lamiera

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CURVE LIMITE DI FORMABILITÀ


• Tracciate eseguendo una serie di prove di imbutitura su fogli di
lamiera rettangolari (con cerchi fotoincisi) al variare del
rapporto tra lunghezza e larghezza
• Punzone di forma emisferica
• Foro della matrice circolare
• Presenza sulla matrice di un rompigrinze con dimensioni tali da
causare un incastro sulla lamiera ➠ condizione di stretching

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CURVE LIMITE DI FORMABILITÀ
• Stati deformativi diversi al variare del rapporto tra le dimensioni
iniziali dei lati della lamiera:
• rapporto uguale all’unità ➠ azione del rompigrinze su tutto il
contorno della lamiera ➠ condizione di stretching biassiale
completamente bilanciato
• rapporto crescente ➠
azione del rompigrinze su
una parte del contorno
della lamiera sempre più
piccola ➠ condizioni di
stretching sempre più
sbilanciate

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CURVE LIMITE DI FORMABILITÀ

Deformazione Deformazione Deformazione


minore < 0 minore = 0 minore > 0

Al crescere del rapporto tra i lati del rettangolo si passa da


una condizione di stretching biassiale bilanciata a quella della
prova di trazione

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CURVE LIMITE DI FORMABILITÀ

• Misura per ogni condizione, al


manifestarsi della frattura duttile:
• della deformazione maggiore
• della deformazione minore

• Punti riportati su un piano


deformazione minore –
deformazione maggiore per
definire il luogo dei punti
rappresentativo delle condizioni
di formabilità del materiale al
variare dello stato deformativo

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CURVE LIMITE DI FORMABILITÀ

• Pericolo di frattura duttile


maggiore quando la
deformazione minore è nulla
(deformazione lungo lo spessore
= ed opposta alla deformazione
maggiore)
• Deformazione di trazione più
elevate se accompagnata da
deformazioni minori negative

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APPLICAZIONE DELLE CURVE LIMITE DI
FORMABILITÀ ALLA PROGETTAZIONE DEI PROCESSI
• Valutazione del cammino di
deformazione nelle zone
maggiormente sollecitate
• Rappresentazione del cammino
sul diagramma
• Se il punto rappresentativo dello
stato deformativo rimane
costantemente nella zona di
sicurezza ➠ processo senza
pericolo di rotture
• In caso contrario ➠
aggiustamento dei parametri
operativi per modificare lo stato
deformativo
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