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Verifica Statica delle Condotte

Per un buon comportamento idraulico di una condotta è necessario


garantirne l’ INTEGRITA’ STRUTTURALE da stabilire con una accurata
verifica statica che accerti che i carichi agenti sulla struttura producano
tensioni e deformazioni ammissibili.

• Se la struttura è RIGIDA, la funzionalità statica è soddisfatta quando lo


stato di coazione interno è compatibile con le tensioni ammissibili del
materiale.

• Se la struttura è DEFORMABILE bisogna controllare che la deflessione


diametrale sia compatibile con i vincoli di progetto e che non si abbia
schiacciamento per instabilità elastica.
Verifica Statica delle Condotte
NORMATIVA

❑ D.M. 23.2.1971 – Norme tecniche per gli attraversamenti e per i parallelismi


di condotte e canali convoglianti liquidi e gas con ferrovie ed altre linee di
trasporto (GU n.132 25.5.1971 – SO)

❑ Legge 2.2.1974 n.64 – Provvedimenti per le costruzioni con particolari


prescrizioni per le zone sismiche (GU n.76 21.3.1974 )

❑ Delibera Interministeriale 4.2.1977 – Criteri, metodologie e norme tecniche


generali della Legge 10.5.1976 n.319 (GU n.48 21.2.1977 - Supplemento)

❑ D.M. 12.12.1985 – Norme Tecniche relative alle tubazioni (GU n.61 14.3.1986)
❑Circolare Ministero dei Lavori Pubblici n. 27291

Le canalizzazioni devono essere sempre staticamente verificate ai carichi


esterni permanenti ed accidentali tenendo conto della profondità di posa e
delle caratteristiche geotecniche dei terreni di posa e del ricoprimento
VERIFICA STATICA DELLE TUBAZIONI
I metodi di verifica ammessi dalle norme (D.M.LL.PP 12.12.1985) sono:

❑ Metodo delle tensioni ammissibili


❑ Metodo semiprobabilistico agli stati limite

Le verifiche statiche hanno l’obiettivo di accertare che i carichi agenti sulla struttura
provochino tensioni e deformazioni ammissibili, ovvero compatibili con il materiale
della condotta e con le esigenze del progetto.

Se la struttura è rigida la verifica è soddisfatta quando lo stato di sollecitazione


interno è compatibile con le max tensioni ammissibili del materiale.
Se la struttura è deformabile bisogna anche verificare 1) che la deflessione del tubo
sia compatibile con i vincoli di progetto, 2) che non si abbia schiacciamento per
instabilità elastica

Le verifiche vanno condotte nelle seguenti condizioni:

❑ Tubazione vuota
❑ Tubazione piena non in pressione
❑ Tubazione piena con pressione pE di esercizio
VERIFICA ALLE MAX TENSIONI AMMISSIBILI

Le verifiche vanno effettuate nelle tre diverse condizioni di carico


possibili

❑ Tubazione vuota
❑ Tubazione piena non in pressione (fasi di svuotamento e riempimento)
❑ Tubazione piena con pressione pE di esercizio

Attraverso la verifica va determinato lo sforzo di trazione massimo σ che


si avrà nella sezione dal quale è possibile risalire alla pressione
equivalente p0 dovuta alle azioni esterne, che sommata alla pressione di
esercizio pE consente di determinare la pressione nominale pN.
Comportamento Statico delle Condotte
Schema generale di comportamento

Carichi esterni

Reazione Reazione
del terreno del terreno

Reazione dell’appoggio
Comportamento Statico delle Condotte
Tubazione Rigida

Tubazioni in conglomerato
Carichi esterni cementizio, Fibrocemento e
Gres.

La rigidità della struttura non


determina deformazioni in
grado di mobilitare reazioni
laterali da parte del terreno

La resistenza del sistema


tubo rigido–terreno dipende
fortemente dall’apertura
α dell’angolo del letto di
appoggio

Reazione dell’appoggio
Comportamento Statico delle Condotte
Tubazione semirigida

Carichi esterni
Tubi in ghisa.
La resistenza ai
carichi verticali è
ripartita tra la
resistenza propria del
tubo e quella
sviluppata dal
rinfianco con una
ripartizione che
dipende dal rapporto
tra la rigidezza del
tubo e quella del
terreno.

Reazione
Reazione dell’appoggio del terreno
Comportamento Statico delle Condotte
Tubazione flessibile

Carichi esterni

Tubi in materiale
plastico e in acciaio.
Possono subire
deformazioni notevoli
prima di giungere a
rottura, mobilitando la
reazione del terreno di
rinfianco

Reazione
del terreno
Reazione dell’appoggio
Tubazioni interrate: calcolo delle azioni

Condizioni di posa:
Azione del terreno azione del rinterro

Tubi Rigidi o Tubi Flessibili

Metodo di Boussinesq
Azione dei carichi fissi
in superficie Metodo di Holl-Newmark

Concentrati
Azione dei carichi mobili in superficie
Distribuiti

Falda
Azione dell’acqua
Pressione interna
Tubazioni interrate: azione del terreno – condizioni di posa
trincea larga e trincea stretta

H ≥ 1.5 B per B ≤ 2D Condizioni che definiscono la posa


in opera in trincea stretta
H ≥ 3.5 B per 2D < B < 3D (una parte dei carichi viene
trasmessa ai fianchi della trincea)

In questo caso il peso P del rinterro


sull’estradosso della tubazione è minore
del peso del relativo volume per effetto
dell’attrito presente tra il terreno
indisturbato posto ai lati della trincea ed
il terreno di rinterro. P è funzione del
peso specifico, dell’angolo di attrito del
terreno indisturbato e del coefficiente
d’attrito con il rinterro.
Tubazioni interrate: Coefficiente di elasticità in sito
Si definisce Coefficiente di Elasticità in Sito di una tubazione il numero
adimensionale
3
Es  R 
n=  
Et  s 
Dove
R è il raggio mediano del tubo => Ri + s/2
s è lo spessore
Es il modulo di elasticità normale terreno
Et il modulo di elasticità normale tubo

Se il tubo si deforma più del terreno


circostante sarà meno sollecitato,
infatti deformandosi coinvolge il
terreno di rinfianco che ne incrementa
la resistenza.

Distribuzione delle componenti normali alla superficie del tubo


delle pressioni d’appoggio e di rinterro [Arredi, 1972]
Tubazioni interrate: Coefficiente di elasticità in sito

3
Es R
n=  
Et s

n > 1 tubo flessibile


n < 1 tubo rigido

Tubo rigido Tubo flessibile


Tubazioni interrate: Coefficiente di elasticità in sito

TUBAZIONI RIGIDE
CALCESTRUZZO
GRES
FIBROCEMENTO

TUBAZIONI SEMI ‐ RIGIDE


GHISA

TUBAZIONI FLESSIBILI
ACCIAIO
PRFV
PP
PVC
Es (MPa)
Tubazioni interrate: calcolo delle azioni
Per la valutazione delle azioni del terreno su tubi interrati si utilizza in genere
la Teoria di Marston che è applicabile a tubi flessibili o rigidi per diverse
condizioni di posa.

Per condotte istallate in trincea valgono le seguenti assunzioni:

❑ L’azione sul tubo deriva dal terreno di riporto che risulta meno compatto del
terreno circostante.

❑ Il carico risultante sulla tubazione è uguale al peso del materiale sovrastante


ridotto dall’azione delle forze di attrito ai lati della trincea (contatto fra terreno
e materiale di riporto). Per la valutazione di queste forze si utilizza la teoria di
Rankine.

❑ Si trascura l’effetto eventuale della coesione nella valutazione delle forze di


attrito.

❑ Nel caso di tubi rigidi i rinfianchi potrebbero essere relativamente


compressibili e il peso del cuneo di larghezza pari a quella della trincea
si scarica completamente sulla condotta
Tubazioni interrate: azione del terreno per trincea stretta e tubi rigidi

P =  t  c  B2 P = C  ( t  B  H ) Relazione di Marston

1 − e ( −2 K a  f  H / B ) H
c=
2  Ka  f Coefficiente di
riduzione peso terreno
C=cB/H D
Dove
P azione del terreno per unità di lunghezza del tubo
B
γ peso specifico del terreno kg/m3
c coefficiente di Marston, funzione di H/B e del tipo di terreno di
posa (granulare senza coesione, sabbia, ghiaia, argilla,
organico)
D diametro del tubo
B larghezza scavo alla generatrice superiore del terreno

φ => angolo attrito interno terreno indisturbato


f => coefficiente di attrito nel legame tra terreno e rinterro ≤ tgφ
Ka = tg2(45°- φ/2) => coefficiente di spinta attiva
Tubazioni interrate: azione del terreno per trincea stretta e tubi flessibili

D Relazione di Marston
P = t c B  = t c B D
2
B
H
1 − e( −2 K a  f H / B )
c=
2  Ka  f
D

Per trincee molto profonde il coefficiente c’ tende al valore 1/2(Ka·f),


pertanto in queste condizioni è necessario valutare con particolare
accuratezza il termine Ka·f.

Al crescere della larghezza della trincea le forze di attrito verticali,


rivolte verso l’alto, perdono efficacia nel ridurre il carico che grava sul
tubo.
Tubazioni interrate: coefficiente di Marston
Tubazioni interrate: azione del terreno per trincea stretta

Ka·f
Materiale granulare non
coesivo 0.1924
Sabbia e ghiaia Max 0.1650
Suoli saturi Max 0.1500
argilla Max 0.1300
Argilla satura Max 0.1100

In caso di incertezza sulle caratteristiche del terreno è opportuno


utilizzare, in fase preliminare, Ka·f = 0.150 e γ = 2000 kg/m3
Tubazioni interrate: azione del terreno per trincea larga
Una trincea è definita larga quando non è soddisfatta nessuna delle due condizioni indicate dalle
relazioni precedenti
Rinterro esterno
Rinterro interno
H = altezza del rinterro
τ = tensioni tangenziali

Cedimento della fondazione:


incrementa il movimento verso il Deformazione del tubo:
ρD = sporgenza dal fondo basso dei prismi laterali riduce il movimento relativo tra
prismi laterali e prisma interno
Tubazioni interrate: azione del terreno per trincea larga

Se H > H* il volume di terreno compreso tra la sommità del rinterro


ed il piano di normale assestamento non contribuisce al carico
sulla condotta

Se H < H* il prisma interno di volume HD contribuisce per intero


all’azione di carico

Se il cedimento dei prismi laterali è maggiore di quello dell’insieme


fondo-condotta il carico gravante sulla condotta si incrementa
rispetto al peso del prisma che la sovrasta γt (H-H*)D ovvero
γtHD . Viceversa nel caso opposto
Tubazioni interrate: azione del terreno per trincea larga

P =  t  c"D 2 Variazione da considerare rispetto al peso del prisma


di terreno che sovrasta la condotta P = γt HD

Se H < H*

 − 1 + e ( −2 K a fH / D ) 
segno + se il vertice della condotta

c" =   
cede meno dei prismi laterali con
incremento del carico
 2K a f  segno - se il vertice della condotta
cede di più dei prismi laterali con
riduzione del carico

−1+ e (  H * / D )
  H H *  (  H
c" =   + − e
*
/ D)

   D D 
Se H > H*

 = 2K a  f
Tubazioni interrate: azione del terreno per trincea larga

Il calcolo di H* si ottiene imponendo che sul piano di uguale


assestamento siano uguali i cedimenti del prisma interno e di quelli
esterni. Si ottiene una relazione implicita da risolvere per tentativi.
Sono fissati i valori di β, ρ e δ dove δ è detto tasso di assestamento,
legato al rapporto tra cedimento del rinfianco e cedimento della
condotta. Il valore di quest’ultimo parametro è fissato empiricamente:
per posa in trincea larga è raccomandato δ=1

Scelta dei segni:


e (  H  H * / D = (     ) + 1
*
/ D) Terna +,-,+ condotta meno cedevole
Terna -,+,- condotta più cedevole
Il parametro ρ che definisce la sporgenza del tubo dal fondo è
determinabile e si ottiene dalla misura angolare della sella di
posa
 = h D = (1 + cos  ) / 2
ρD
α
Esempio azione del terreno per trincea larga con H < H*

gamma (kg/m3) 2000.00 Peso specifico terreno


B (m) 0.20
H (m) 5.00
D (m) 0.10
Ka f 0.15
Peso totale (kg/m) 1000.00 Peso terreno riporto = γHD
c'' + 3.33
c'' - -3.33

ΔP1 (kg/m) 66.67

ΔP2 (kg/m) -66.67

Peso effettivo1 (kg/m) 1066.67 Condotta meno cedevole del terreno


Peso effettivo2 (kg/m) 933.33 Condotta più cedevole del terreno
Tubazioni interrate: azione del terreno per trincea larga

C”
Coefficiente C’’ al variare di H/D e del parametro δρ
Tubazioni interrate: azione del terreno per trincea indefinita

Il caso viene trattato come quello di trincea larga.

Il tasso di assestamento δ, in questo caso viene assunto:

δ=1 terreni stabilizzati o roccia

δ=0.8÷0.5 terreni ordinari Rinterro indefinito

δ=0.5÷0 terreni friabili


H

ρD

D
Tubazioni interrate: distribuzione dell’azione del terreno sulla tubazione

Posa in trincea stretta p=P/AB

A B
P P
p= = 90°
AB D 2

D
Posa con rinterro indefinito p=P/D

P D
p=
D
Tubazioni interrate: distribuzione della reazione del terreno

Condotte rigide

L’arco inferiore di tubazione reagente


è determinata dall’angolo al centro
C α D
derivante dalle condizioni di posa
C α D

Condotte flessibili

P
p=
D 2
90°
C D
p=P/CD
Tubazioni interrate: azione di carichi fissi in superficie
– Metodo di Boussinesq – Ipotesi di semispazio elastico isotropo
La pressione unitaria σz sulla circonferenza di raggio r alla profondità z
prodotta da un carico fisso P in superficie nell’ipotesi di terreno elastico,
omogeneo ed isotropo è data dalla relazione
Se θ=0 il carico P si distribuisce
3 P cos 3 
z = alla profondità z su una superficie
2 R 2 circolare di area 2/3πz2 che
corrisponde alla proiezione su un
essendo piano orizzontale di un cono con
semiapertura α per cui
z z tgα=(2/3)1/2
cos  = = ovvero α=39° 15’
R r2 + z2
3 P cos 5  P
z = = J 
2   z2 z2
con
52
3 cos 5
3  1 
J = =  
2  2 1 + (r z ) 2 
Tubazioni interrate: azione di carichi fissi in superficie
– Metodo di Holl Newmark -

P
W = 4c (kg/m 2 )
ID

Dove:
W = carico per unità di superficie

c = fattore di carico funzione


del diametro D del tubo,
della sua lunghezza I , della
altezza z del ricoprimento e
della eccentricità r

I = lunghezza del tubo (l=1 se


tubo di lunghezza indefinita)

D = diametro esterno del tubo


Metodo di Holl Newmark – Fattore di carico
Metodo di Holl Newmark – Fattore di carico
Tubazioni interrate: azione di carichi mobili in superficie

L’azione sulla tubazione del carico mobile sia concentrato che distribuito può
essere valutata con i metodi visti per i carichi fissi.
Il risultato, secondo le norme UNI italiane, deve però essere moltiplicato per un
fattore dinamico φ fornito dalle seguenti espressioni

0 .3
 = 1+ Tubi che sottopassano strade o autostrade
H
0 .6
 = 1+ Tubi che sottopassano ferrovie
H

Dove H è l’altezza di rinterro in metri sopra la generatrice superiore del tubo


Tubazioni interrate: azione di carichi mobili in superficie

Calcolare il valore della sollecitazione dovuta alle


ruote di un rimorchio di 18x2 tonnellate essendo
D=1.30 m e gli altri dati in figura.

Si ottiene

x = 1.5  tg (3915' ) = 1.225 m

A = (1.12 + 2 x)  (2.635 + 2 x) = 18.15m 2

p = 2  18000 / 18.15 = 1985 kg / m 2

P = 1985  1.3  1 = 2580 kg / m

 0. 3 
P ' =   P = 1 +   P = 3096 kg / m
 1.5 
Tubazioni interrate: azione di carichi mobili in superficie –Norma DIN 1072
Il traffico veicolare può essere suddiviso nelle seguenti classi di carico: HT autocarro pesante; LT
autocarro leggero I valori di carico per ruota dei veicoli per classe DIN sono riassunti nella successiva
tabella in cui si è introdotta anche la classe Ferroviario a cui è stato associato un carico massimo per
ruota di 200 kN. La pressione dinamica z esercitata dal traffico sul tubo viene valutata adottando le
seguenti relazioni:

𝑃
𝜎𝑧 = 0.5281 𝜑
𝐻1.0461
valida per traffico stradale pesante (convoglio classe HT) e
ferroviario

𝑃
𝜎𝑧 = 0.8743 𝜑
𝐻1.5194
valida per traffico stradale leggero (convoglio classe LT);

in cui:
σz pressione dinamica [kN/m2 ];
P carico per ruota [kN];
H altezza di ricopertura del tubo (altezza del terreno valutata dall’estradosso del tubo) [m];
ϕ fattore dinamico come in precedenza
Tubazioni interrate: azione di carichi mobili in superficie –Norma DIN 1072

Note la pressione dinamica è possibile calcolare il carico dinamico che grava su una
condotta di diametro esterno D applicando la relazione:

Pdin = σz DI

dove:
σz pressione dinamica [kN/m2 ];
D diametro esterno del tubo [m];
Tubazioni interrate: azione dell’acqua di falda

pressione idrostatica
h
𝑝𝑖𝑑𝑟 = 𝛾𝑎 𝐻 − ℎ
H

Considerando il carico della falda il carico del rinterro, per la porzione


occupata dalla falda, deve calcolarsi facendo riferimento al peso del
( s −  a )  (1 − n)
volume immerso

Dove γs è il peso specifico dei grani (2.6 kN/m3) ed n la porosità


Tubazioni interrate: pressione interna

Formula di Mariotte: p  Di = 2    s
ovvero
pDi
=
2s
s Di
t t

p
RISULTANTE DEI CARICHI OVALIZZANTI

• Tra le forze che sollecitano la condotta l’azione dovuta al terreno è


crescente con l’altezza H del rinterro, mentre l’azione dei sovraccarichi
decresce con l’altezza H .

• Ne risulta che per piccole profondità di posa è determinante la corretta


valutazione dei sovraccarichi esterni, mentre quando le altezze di
ricoprimento sono rilevanti è determinante la corretta valutazione del
carico dovuto al rinterro.

• La risultante dei carichi ovalizzanti in funzione dell’altezza H di rinterro


per tubazioni poste in opera in strade con traffico pesante, presenta un
minimo per 1.25 < H < 1.75 qualunque sia il diametro D della
condotta.
RISULTANTE DEI CARICHI OVALIZZANTI
VERIFICA DI STABILITA’ CONVENZIONALE
Nei casi meno critici: diametri modesti, materiali rigidi (calcestruzzo, gres,
fibrocemento) la verifica si effettua facendo riferimento al carico di rottura per
schiacciamento ottenuto in laboratorio con una prova convenzionale su uno
spezzone di condotta ponendo un carico concentrato Q sulla generatrice
superiore e stimando il corrispondente carico di rottura Qr (carico reale dovuto a
rinterro+sovraccarico sempre maggiore di Q) moltiplicandolo per K (coefficiente di
posa).

𝑸𝒓 = 𝑲 ⋅ 𝑸 𝑸𝒓 = 𝑲 ⋅ 𝑸 > 𝑸𝒕

Il coefficiente di posa dipende dalle condizioni di posa( tipo di trincea,


costipamento, angolo di appoggio
Qt effettivo carico totale al quale è soggetta la condotta, deve essere
𝑸𝒓
𝛍=
𝑸𝒕
μ = coefficiente di sicurezza allo schiacciamento μ=1.3-1.5
VERIFICA DI STABILITA’ GRANDI CONDOTTE
Il comportamento è riconducibile a quello di un anello elastico sottile. La verifica
si ottiene calcolando le tensioni specifiche nelle tre sezioni più significative:
vertice, fianchi e fondo dai valori dello sforzo normale N e del momento M

𝑁 𝑀 𝑁 6𝑀
𝜎𝑐 = ± = ± 2
𝑠 𝑊 𝑠 𝑠

Specie per materiali cementizi o gres ceramico è importante valutare le tensioni


di trazione causa di possibili fessurazioni

•Con
•s = spessore tubo
•M = momento flettente, positivo se di trazione per le fibre interne
•N = sforzo normale, positivo se di compressione
• W = modulo resistente della sezione
Tubazioni interrate: calcolo delle sollecitazioni per tubazioni rigide
o semirigide
Sommando i valori dei momenti dovuti alle diverse condizioni di carico si determina il valore
del momento ovalizzante totale.

La sollecitazione circonferenziale di flessione si ottiene dalla relazione

M 6M
f = = 2
W s
Dove W è il modulo resistente della sezione dato da

1 3
bs 2
J s
W= = 12 = b
s2 s2 6

Con
s = spessore tubo (cm)
b = lunghezza unitaria di tubo (100cm se il momento è riferito a 1m)
M = momento flettente, positivo se di trazione per le fibre interne(kgcm/m)
J = momento d’inerzia della sezione
Tubazioni interrate: calcolo delle sollecitazioni per tubazioni rigide
o semirigide

1
=
pr 3
1+
3EJ

 " f =  f
Tubazioni interrate: calcolo delle sollecitazioni per tubazioni rigide
o semirigide

I carichi esterni (terreno e carichi in superficie) oltre a generare


momenti ovalizzanti determinano nel tubo una sollecitazione
circonferenziale data da

p1 + p 2 D
c = −
N 1.41 2s

Dove

p1 = pressione del terreno

p2 = pressione dovuta ai carichi fissi o mobili in superficie

Entrambe sono valutate su una corda relativa ad un settore di 90°


Tubazioni interrate: calcolo delle sollecitazioni per tubazioni rigide
o semirigide
Con le ipotesi precedenti le massime sollecitazioni per una condotta interrata sono:

6M V p1 + p 2 D Tubazione vuota
 'c =  2 −
s 1.41 2s

6M P p1 + p 2 D Tubazione piena
 "c =  2

s 1.41 2s non in pressione

6𝑀𝑃 𝑝𝐸𝑠𝑒𝑟 𝐷 𝑝1 + 𝑝2 𝐷 Tubazione piena


𝜎 ′′′ 𝑐 = ±𝛼 2 + −
𝑠 2𝑠 1.41 2𝑠 in pressione
Si deve verificare che σm ≥ μσc essendo σm la resistenza del materiale e μ un coefficiente di
sicurezza da assumere:
μ ≥ 2 nel 1° e 3° caso
μ ≥ 1.5 nel 2° caso
Tubazioni interrate: momenti ovalizzanti
Tubazioni flessibili
Nelle Tubazioni Flessibili la resistenza massima sotto carico è limitata da uno stato
limite ultimo di deformazione senza il raggiungimento di uno stato di fessurazione

Operazioni da effettuare per la verifica statica:

• Calcolo e verifica dell’inflessione diametrale


• Calcolo e verifica del carico critico di collasso
• Calcolo o verifica dell’ovalizzazione volta a determinare le massime deformazioni
della condotta.
• Calcolo o verifica dell’instabilità elastica (buckling)

Calcolo e verifica dell’inflessione diametrale


Teoria di De Saedeleer : considera le deformazioni nel campo elastico ed
assume che le reazioni laterali del terreno siano proporzionali alle
deformazioni elastiche del tubo per effetto dei carichi applicati, si può
supporre che si abbiano pressioni uniformi verticali p, rispettivamente
sugli archi superiori ed inferiori di apertura pari a 90°, e pressioni
uniformi orizzontali sugli archi laterali q, anch’essi di apertura pari a 90°.
Tubazioni flessibili : calcolo delle deformazioni - Teoria di DE SAEDELEER -
Terreno
q = K · Δx => reazione orizzontale del terreno (modello di Winkler)

K => coefficiente di rigidità del terreno => pressione orizzontale che bisogna
applicare al terreno di rinterro per produrre una deformazione unitaria
La sollecitazione e la reazione del
terreno sono distribuite sulla corda
che sottende un angolo al centro di 90°
5 < K < 120 N/cm3 funzione della profondità e del tipo di terreno
Per tubi interrati con ricoprimento z sull’asse tubo, con 1 < z < 5
K = (5 ÷ 25)·z con z in metri e K in N/cm3
0.157 pR 4 p EJ
a= =
E => N/cm2
p y = y 0.157 R 4
Δy/2 EJ
p => N/cm
J = s3/12 => cm4 90°
s => cm
0.146 pR 4 Rigidezza
R => cm Δx/2 x = Tubo di lunghezza
EJ L=1 in N/cm2
Per tratto unitario
p
L = 1 cm Deformazioni in assenza di
reazioni orizzontali
Calcolo delle deformazioni - Teoria di DE SAEDELEER - Terreno
a => rigidezza di un tratto di tubo lungo L in N/cm2
Δy1/2
0.157 qR 4 q q
x1 = x 2 = x − x1
EJ
90° Δx1/2
x 2
0.146 qR 4 q=K
y1 = 2
EJ

EJ
q = ax1 = x1
0.157 R 4 0.146 1
q= p
0.157 2 EJ
1+
q=
EJ
4
(x − x2 ) 0.157 KR 4
0.157 R
Parametro che consente
p
q= di classificare le
tubazioni in base alla
EJ  0.146 pR4
2q  EJ
q=  −  1.07 + 13.70 loro flessibilità

0.157 R 4  EJ K KR 4
Calcolo delle deformazioni - Teoria di DE SAEDELEER - Terreno
Tubazioni rigide => parametro EJ/KR4 assume valori elevati trasmettono
lateralmente al terreno pressioni orizzontali q trascurabili rispetto a p ( tubazioni
cementizie e metalliche ).

Tubazioni flessibili => parametro EJ/KR4 assume valori molto piccoli trasmettono
lateralmente al terreno pressioni orizzontali q confrontabili con le p ( tubazioni plastiche ).

EJ/KR4 q/p %
10 0.72427
1 6.770481
0.1 40.98361
0.01 82.85004
0.001 92.27646

EJ
RG = rigidità anulare: per il PVC sono previste tre RG =
classi sulla base di RG – 2,4,8 D3
Calcolo delle deformazioni - Teoria di DE SAEDELEER –
Peso proprio
Deformazioni
PP
pp =
2D
0.166 p P R 4
x P =
EJ
PP 0.166 p p R 4
y P =
2D EJ
Rigidezza
pP EJ
a' = = Tubo di lunghezza
PP x P 0.166 R 4 L=1 in N/cm2

D
pP
qp = Reazione orizzontale
12.05 EJ del terreno
La sollecitazione e la reazione del 1+
terreno sono distribuite su tutta la KR 4
semicirconferenza
Calcolo delle deformazioni - Teoria di DE SAEDELEER – Peso liquido

Si dimostra che le componenti verticali delle sollecitazioni dovute al liquido nella


condotta e delle reazioni del terreno di posa danno origine ad una variazione Δx del
diametro orizzontale trascurabile rispetto a quella prodotta dalle componenti
orizzontali delle stesse sollecitazioni.

1
p = D 0.166 pR 4
2 x p =
EJ
0.166 pR 4
y p =
EJ
pp EJ
a' = =
x p 0.166 R 4
Calcolo delle deformazioni - Teoria di DE SAEDELEER – Peso liquido

L’intensità della reazione orizzontale del terreno x 2 = x − x1


in risposta al liquido in condotta si ricava analogamente x 2
a quanto visto in precedenza qp = K
2
p
qp =
e l’effetto globale del liquido contenuto nel tubo EJ
1 + 12.05
si riduce ad una distribuzione uniforme di KR 4
pressioni sulle proiezioni del diametro sulla
verticale dirette dall’interno del tubo contro il
terreno di rinfianco di intensità

 
 p 
p − q p = p  1 − 
 EJ 
 1 + 12.05 
 KR 4 
Calcolo delle deformazioni - Teoria di DE SAEDELEER
Frecce elastiche

DEFORMAZIONE DA TERRENO
R4
DI RICOPRIMENTO E CARICHI ACCIDENTALI y = 0.146 p
EJ

R5
DEFORMAZIONE DA PESO DELL’ACQUA y = 0.166 acqua
EJ

‐ DEFORMAZIONE DA PESO PROPRIO DEL TUBO


R4 so R 4
y = 0.146 ptubo = 0.322 tubo
EJ EJ
La Teoria di DE SAEDELEER – Caratteristiche di sollecitazione
Una volta trovate tutte le sollecitazioni dovute alle forze esterne in precedenza esaminate
ed altre che si ottengono con ragionamenti analoghi si determinano le caratteristiche di
sollecitazione M,N,T con i metodi della Scienza delle Costruzioni nei punti notevoli della
sezione (chiave, fondo e laterali):
I momenti positivi tendono le fibre interne
A A

90°
C D C D

B B

MA=MB=0.238pR2 MA=MB=0.250pR2

MC=MD=-0.218pR2 MC=MD=-0.250pR2

I carichi esterni permanenti ed i sovraccarichi oltre a generare momenti ovalizzanti


generano una sollecitazione circonferenziale σc
Verifica all’ovalizzazione della tubazione
La verifica all’ovalizzazione è volta a determinare le massime deformazioni della condotta.
L’accorciamento diametrale secondo la x è confrontabile con quello secondo la verticale
per cui è sufficiente un’unica verifica (in genere secondo la x). Dalla teoria di De Saedeeler
si ha:

pt pressione dovuta al peso del


q = Kx 2 terreno (su corda 90°)
 
1   p’s pressione generata da
pt + p ' s pp

x 2 = + carichi accidentali
K EJ EJ  (su corda 90°)
 1.07 + 13 .70 1 + 12 .05 
 KR 4 KR 4 
pp pressione dovuta al peso
proprio

La condizione di verifica più gravosa si ha per tubazione vuota

E’ necessario tener conto della variazione nel tempo della rigidità del
terreno e del modulo di elasticità della condotta
Verifica all’ovalizzazione della tubazione
- Formula di Spangler -
La deformazione viene calcolata adottando lo schema statico proposto da Spangler secondo cui lo stato di
sollecitazione che si produce in una tubazione sottoposta ai carichi indicati nella figura successiva è
caratterizzato da una distribuzione parabolica della spinta passiva simmetrica rispetto al diametro
orizzontale e applicata a partire dall’angolo a pari a 40° per un’ampiezza di 100° mentre la reazione sul
fondo della trincea interessa varie ampiezze [Da Deppo – Fognature 2009].
Pv carico verticale permanente
K S ( f v Pv + Ps ) Ps carico verticale accidentale
x 2 = Ks coefficiente di appoggio, dipendente dalle
EJ condizioni di posa

3
+ 0.061E ' fv fattore di ritardo dell’inflessione, che tiene conto
dell’assestamento del terreno nel tempo
R E’ modulo di reazione orizzontale
terreno
1.10  f v  1.20 Costipamento basso
1.30  f v  1.50 Costipamento medio
fv = 2 Costipamento alto

0.085  K S  0.110 Varia al variare del tipo di posa

34  E '  2070 Dipende dal tipo di suolo e dal grado di costipamento


Verifica all’ovalizzazione della tubazione a lungo termine
- (95% di probabilità)-
K S ( f v Pv + Ps )
x2 = + Dalfa
EJ
3
+ 0.061KaE '
R
• Ka e Dalfa sono parametri che consentono di passare dall'inflessione media (50%
di probabilità) all'inflessione massima caratteristica (frattile di ordine 0,95 della
distribuzione statistica dell'inflessione)

Dalfa Ka
Calcolo e verifica della sollecitazione massima di
flessione
La sollecitazione massima di flessione che risulta dall’inflessione del tubo non
deve eccedere la resistenza a flessione a lungo termine del prodotto, ridotta
tramite un fattore di sicurezza.
In particolare dovrà risultare:

σ[N/cm2] = tensione dovuta alla deflessione diametrale;


σlim [N/cm2] = la tensione limite ultima fornita dalla società produttrice della
tubazione
Df = fattore di forma i cui valori sono stati parametrizzati in funzione dell’indice di
rigidezza anulare RG e delle caratteristiche geotecniche del rinterro
μ = un coefficiente di sicurezza, pari a 1.5;
VERIFICA ALL’INSTABILITA’ ELASTICA – Buckling

Una tubazione sollecitata da forze radiali uniformemente distribuite e dirette verso il


centro di curvatura, rimane inizialmente circolare poi al crescere delle forze si inflette
ovalizzandosi passando da una deformazione a due lobi ad una deformazione a tre lobi.
La tensione critica pcr per unità di superficie vale

3 Formula Eulero
EJ 2E  s 
p cr = (n L − 1) 3
2
pcr = 2   dove n = numero di lobi
r (1 − )  D  ν= coefficiente Poisson.

La forza critica per unità di lunghezza che determina l'instabilità elastica è :


Pcr = pcr * D

In una tubazione interrata è necessario considerare nel fenomeno del buckling


l’interazione della condotta con il terreno. La norma ANSI-AWWA C950/88 fornisce la
seguente relazione per la stima della tensione ammissibile di buckling

0.5
1  Et J 
pcr= q a =  32 Rw B' E s 3 
FS  D 
VERIFICA ALL’INSTABILITA’ ELASTICA – Buckling

0.5
1  Et J 
qa =  32 R w B ' E s 
 D 3
FS
Dove
qa tensione ammissibile di buckling in N/cm2
FS fattore di progettazione pari a 2.5 (risulta pari a 3 per
inflessioni diametrali prossime al massimo)
Rw fattore di spinta idrostatica della eventuale falda
Hw
Rw = 1 − 0.33  con 0  H w  H
H
B’ coefficiente empirico di supporto elastico (adimensionale)


B' = 1 1 + 4e −0.213 H 
Es ed Et rispettivamente modulo elastico del terreno e del tubo
VERIFICA ALL’INSTABILITA’ ELASTICA – Buckling

0.5
1  Et J 
qa =  32 R w B ' E s 
 D 3
FS

La norma ANSI-AWWA prevede che la verifica per effetto di depressioni interne


a causa di transitori di deve effettuare con la relazione

Pt
 w H w + Rw + p  qa
D

Dove Δp è la depressione interna in N/cm2 (pressione atmosferica – pressione


assoluta interna) e Pt peso del terreno per unità di lunghezza
VERIFICA ALL’INSTABILITA’ ELASTICA – Buckling

Le relazioni precedenti mostrano chiaramente come la pressione


ammissibile di buckling sia condizionata in egual misura dall'indice di
rigidezza della tubazione e dal modulo elastico del materiale di
sottofondo e rinfianco della tubazione.

Quando la verifica all'instabilità elastica non è soddisfatta si può prevedere


l'uso di tubazioni con più elevato indice di rigidezza anulare (raddoppiando
RG=EJ/D3 si aumenta la pressione ammissibile del 41%). Effetti positivi si
ottengono anche migliorando Es .
INSTALLAZIONE E POSA IN OPERA

L'inflessione diametrale e la pressione massima ammissibile di


buckling, in una tubazione flessibile interrata dipendono in maniera
determinante dal modulo di elasticità del suolo e quindi dal tipo di terreno
utilizzato per il sottofondo e il rinfianco della tubazione e dal suo grado di
costipamento.
• Il progettista dovrà accuratamente definire le condizioni di posa e
valutare se queste possono, nel tempo, subire alterazioni per effetto di altri
interventi antropici, quali ad esempio posa di altri sottoservizi in adiacenza.

• Il Direttore dei Lavori dovrà accertare che le modalità esecutive


dell'opera consentano di ottenere i requisiti di posa previsti in progetto.

• E' da osservare che pose a piccola profondità (H 1,5 m) difficilmente


potranno risultare stabili nel tempo se non protette.
INSTALLAZIONE E POSA IN OPERA

• La larghezza della trincea al fondo non deve essere maggiore di quanto


strettamente necessario per l’esecuzione delle giunzioni e per la
compattazione del materiale di rinfianco, se richiesta.
• Per avere un supporto di posa uniforme per tutta la lunghezza , si deve
realizzare un letto di posa in materiale granulare (roccia frantumata,
ghiaietto, sabbia) dello spessore di 100-150mm.
• Il materiale del letto va steso uniformemente e livellato ma non compattato.
• Il tubo va posato in trincea in maniera tale che sia sorretto uniformemente
per tutta la sua lunghezza realizzando nicchie per gli eventuali giunti a
bicchiere.
INSTALLAZIONE E POSA IN OPERA

• Il materiale di sottofondo e rinfianco deve essere installato in modo da


evitare la sua migrazione nel terreno esistente (necessità di usare un
geotessile se necessario)
• La rimozione della casseratura di contenimento deve essere effettuata
progressivamente durante la posa in opera del materiale di rinfianco.
• Evitare pose con rinterri < di 1 metro (almeno 1.5 m)
• Non utilizzare calcestruzzo per rinfianco e ricoprimento di tubazioni
flessibili.
Riferimenti Bibliografici:

Valerio Milano (1996) – Acquedotti, Guida alla Progettazione, Hoepli


Da Deppo, Datei, Fiorotto, Salandin (2003) – Acquedotti, Edizioni Cortina – Padova
CSDU (1997) - Sistemi di Fognatura, Manuale di Progettazione, Hoepli

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