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Curvatura della lamiera

Curvatura della lamiera

B
Curvatura della lamiera
A

B
Curvatura della lamiera
Curvatura della lamiera
Curvatura della lamiera
Curvatura della lamiera
Curvatura della lamiera
Curvatura della lamiera

Stato della superficie della lamiera

La superficie della lamiera deve essere


esente da screpolature, rigature,
sdoppiature, ecc.

Sotto lo sforzo di flessione, questi difetti, soprattutto


se localizzati sulla superficie esterna della curvatura,
possono provocare gavi lesioni nel materiale.
Curvatura della lamiera

Dopo la curvatura
Diametro interno realizzato
Se lo sviluppo della lamiera è stato correttamente
calcolato e con la curvatura i lembi d’estremità sono
stati portati a combaciare, il diametro interno della virola
dovrà risultare uguale a quello previsto, con un margine
di tolleranza che di solito è dell’ordine del 2 per mille.

Se la curvatura completa di una lamiera viene eseguita


correttamente si verifica che il suo spessore non subisce
alcuna variazione e che i due lembi estremi vanno a
combaciare perfettamente tra loro.
Curvatura della lamiera

Dopo la curvatura

Cilindricità della curvatura con particolare attenzione ai


lembi

L’entità della deformazione prodotta sulla lamiera in


corrispondenza di ogni generatrice deve essere uniforme
e costante, per ottenere una virola cilindrica, cioè con
un raggio di curvatura uniforme in ogni punto.

Particolare attenzione si richiede alla cilindricità dei lembi


estremi della lamiera, dove si usa tollerare la presenza di
due strisce piane (non curvate) di larghezza non superiore
ad 1,5 volte lo spessore.
- Curvatura a Curvatura della lamiera
mano

- Curvatura
manuale diretta

Martello a
penna lunga

- Curvatura
manuale con
martello
Curvatura a mano Curvatura della lamiera

Questo procedimento viene usato molto


raramente, e soltanto per la lavorazione di
lamiere sottili, per manufatti di piccole
dimensioni e di diametro limitato.

In linea di massima è consigliabile


eseguire a mano la curvatura di lamiere
fino a 3-4 mm di spessore, per formare
virole di diametro non superiore a circa
500 mm e lunghezza intorno ad 1 m.
Curvatura della lamiera
Curvatura
manuale diretta
Per curvare a mano una lamiera in
modo da darle una forma cilindrica, si
può adoperare come appoggio un
mandrino cilindrico o il corno di una
incudine di diametro inferiore a quello
del cilindro che si desidera ottenere.

La curvatura si ottiene con successive inflessioni


della lamiera, effettuate lungo una serie di rette
parallele corrispondenti alle generatrici del cilindro
che si vuole ottenere.

Poiché i due lembi estremi della lamiera, dopo la


curvatura, rimangono diritti, si completa il lavoro
battendoli con una mazzuola contro il mandrino
cilindrico.
- Curvatura manuale con Curvatura della lamiera
martello Martello a
penna lunga
La curvatura manuale di una lamiera per darle forma
cilindrica, conica o tronco-conica, può essere eseguita
anche mediante appoggio su di uno stampo concavo
(ad esempio un ferro ad U) e percussione con un
martello a penna lunga.
Talvolta si usa anche una pressella A, che abbia la forma
più adatta per ottenere la curvatura desiderata.
I colpi di martello devono essere vibrati seguendo la
generatrice della superficie cilindrica che si vuole ottenere.
Per la riuscita del lavoro e la realizzazione di una forma
cilindrica regolare e non poliedrica, è raccomandabile
guidare i colpi lungo le generatrici, preventivamente
tracciate, equidistanti e molto ravvicinate tra loro.

L’operazione viene iniziata con la curvatura delle due


estremità della lamiera, che vengono via via confrontate
con una sagoma. Si continua poi verso la parte centrale.
Curvatura a macchina Curvatura della lamiera
(calandratura)

L’operazione di curvatura a macchina delle lamiere


prende il nome di calandratura e le macchine a
questo scopo adoperate si dicono calandre. I pezzi
calandrati si chiamano virole.

Calandratura cilindrica
La lamiera da curvare viene introdotta in un sistema a
rulli, generalmente costituito da tre rulli i cui assi sono
paralleli tra loro e disposti secondo i vertici di un
triangolo isoscele.

I due rulli inferiori A sostengono la lamiera, mentre quello superiore B la


mantiene sempre aderente ai due sostegni suddetti.

Facendo ruotare nello stesso senso la coppia di rulli inferiore, facendo ruotare il
rullo superiore e lasciando in folle quelli inferiori, si imprime alla lamiera un moto
di traslazione corrispondente.
Curvatura a macchina Curvatura della lamiera
(calandratura)

Calandratura cilindrica

Imprimendo inoltre ai due rulli inferiori uno spostamento


verticale verso l’alto e tenedo fisso il rullo superiore, la
lamiera subisce una flessione permanente in
corrispondenza della generatrice di contatto col rullo
superiore.

Lo stesso risultato si ottiene spostando il rullo superiore


verticalmente verso il basso e tenendo fissa la coppia di
rulli inferiori .
Curvatura a macchina Curvatura della lamiera
(calandratura)

Calandratura cilindrica

Avendo a disposizione i tre rulli in una data posizione relativa e facendoli quindi
ruotare in un certo senso, la lamiera è costretta a traslare tra di essi ed assume un
certo grado di curvatura.

A questo punto si fa ulteriormente diminuire la distanza


tra il rullo superiore e quelli inferiori, quindi si fanno
ruotare i rulli in senso opposto al precedente: passando
tra i rulli, la lamiera aumenta ancora la propria curvatura.

Combinando così opportunamente il moto di traslazione


orizzontale della lamiera e lo spostamento verticale dei
rulli, con un certo numero di passaggi successivi si
producono nella lamiera una serie di curvature sempre
crescenti, fino a raggiungere la voluta forma cilindrica
finale.
Curvatura a macchina Curvatura della lamiera
(calandratura)
Calandratura tronco-conica
Per eseguire una calandratura tronco-conica, bisogna tenere presente che il tronco
di cono da realizzare ha raggi di curvatura differenti in ciascuna sua sezione, che
variano con continuità da un valore massimo per la base maggiore ad un minimo
per la base minore, perciò è necessario che gli assi dei due rulli inferiori non siano
paralleli, bensì convergenti all’asse del rullo superiore, in modo da poter produrre
curvature diverse lungo tutta la larghezza della lamiera.

Esistono perciò particolari tipi di calandre, che hanno


la possibilità di disporre i rulli inferiori in posizione
obliqua rispetto a quello superiore.

Ovviamente la lamiera da cui si deve ricavare una


virola tronco-conica C, va opportunamente
tracciata e tagliata secondo il corrispondente
sviluppo in piano, completo di base maggiore A e
minore B.
Calandre
Curvatura della lamiera
In relazione allo spessore della lamiera in lavorazione ed alle
dimensioni del pezzo da ottenere, possono essere usate
calandre o a motore.

Calandre a mano
Queste macchine di concezione molto
semplice, sono essenzialmente costituite
da tre rulli orizzontali, sostenuti da una
coppia di montanti laterali. Si impiegano
le calandre a mano quando la produzione
è limitata a piccoli quantitativi di pezzi, di
piccole o medie dimensioni, ricavati da
lamiere sottili.
Consentono di calandrare lamiere aventi
lunghezza sino a 1800 mm e spessori da
0,3 mm sino a 2,5 mm circa.

I due rulli inferiori A ai quali il moto di rotazione viene trasmesso mediante una
manovella a mano, hanno la funzione di trascinatori: essi ruotano sempre
contemporaneamente nello stesso senso.
Calandre
Curvatura della lamiera
Calandre a mano
Il rullo superiore B è in folle e viene messo in rotazione per trascinamento
dall’attrito con la lamiera: esso fa da curvatore, pertanto i suoi supporti sono
scorrevoli verticalmente entro i montanti laterali, di modo che l’altezza del rullo
rispetto alla coppia inferiore può essere regolata mediante due viti di registro
azionate da due volantini C.

I due rulli della coppia inferiore hanno lo


stesso diametro, mentre il rullo superiore
ha un diametro maggiore, poiché deve
sopportare sollecitazioni doppie di quelle
che competono a ciascun rullo inferiore.

I rulli della calandra devono avere una elevata resistenza alla flessione, perciò sono
costruiti in acciaio avente alte caratteristiche meccaniche.
Curvatura della lamiera
Calandre
Calandre a mano

Le calandre a mano, essendo macchine di limitata potenza e di non grande


precisione, difficilmente riescono a dare la desiderata curvatura alla lamiera in
prossimità dei lembi estremi.

Prima di introdurre la lamiera nella calandra


e dopo le operazioni preliminari di
tracciatura e taglio, occorre curvare a mano
detti lembi, servendosi come stampo, ad
esempio, di un cilindro di acciaio avente il
diametro del pezzo finito.
Il tratto di lamiera da piegare agli estremi
deve essere di circa 1/10 della lunghezza
totale della lamiera da piegare.
Calandre
Curvatura della lamiera
Calandre a motore
Rispetto alle calandre a mano, quelle a motore offrono prestazioni superiori.
Consentono di calandrare lamiere aventi spessori fino a 40 mm, lunghezza fino a 6000
mm e larghezza fino a 2000 mm.

Unica differenza fondamentale


rispetto alle calandre a mano è
che generalmente il rullo di
trascinamento è quello superiore
A: esso pertanto, pur essendo
talvolta registrabile in altezza
mediante viti di regolazione B,
per adeguarsi ai vari spessori di
lamiera, riceve il moto dal
gruppo motore C.

C
I due rulli inferiori D ruotano in folle e sono dotati di spostamento verticale per
imprimere la curvatura alla lamiera. In queste calandre il supporto del cilindro
superiore E è ribaltabile, così che, liberando l’estremità G di detto cilindro, si possono
estrarre le virole completamente calandrate.
Calandre Curvatura della lamiera
Calandre di grandi dimensioni
Calandre Curvatura della lamiera
Calandre di grandi dimensioni
Calandre Curvatura della lamiera
Calandre di grandi dimensioni
Per la curvatura di lamiere di grandi dimensioni e di forte spessore, le
calandre a motore possono raggiungere dimensioni imponenti: ne esistono
tipi i cui rulli sono lunghi fino a 10 m, altri capaci di curvare lamiere fino a
150 mm di spessore. Tali macchine devono essere costantemente servite
da gru, per sostenere la lamiera durante le fasi iniziali della lavorazione e
per estrarre le virole ultimate.

La calandratura di lamiera di notevole spessore è facilitata da un


preriscaldo della lamiera in appositi forni, ad una temperatura di 400 °C ed
oltre.

Quando occorre eseguire la calandratura di una virola tronco-conica,


bisogna montare su uno dei montanti, generalmente quello del lato
opposto al motore, una coppia di rulli zigrinati Z verticali, che hanno il
compito di contrastare la tendenza allo scorrimento longitudinale, impresso
alla virola dalla posizione obliqua dei rulli inferiori.
Le virole cilindriche o tronco-coniche vengono sfilate dal rullo superiore
ribaltando la traversa A, incernierata sul basamento della macchina.
Calandre Curvatura della lamiera
Calandre a quattro rulli
Per la curvatura di lamiere di medio e forte spessore, vi sono anche delle
calandre a quattro rulli orizzontali. I due rulli centrali A sono trascinatori e
la loro distanza è regolabile in relazione allo spessore della lamiera, mentre
i due rulli laterali B sono curvatori e si possono spostare dal basso verso
l’alto e viceversa.
Non appena un lembo di estremità della lamiera è stato afferrato dai rulli
centrali. Si fa intervenire il rullo laterale corrispondente per iniziare la
curvatura: in questo modo si riduce di molto la larghezza della striscia non
curvata alle due estremità della lamiera.
Calandre Curvatura della lamiera
Calandre a rulli verticali

Per la calandratura di virole di grandi dimensioni e peso, esistono anche


calandre a rulli verticali, nelle quali il peso della lamiera viene tutto
scaricato sul basamento della macchina.
Queste macchine però sono cadute in disuso perché, con l’aumentare delle
lunghezze delle virole, presentano difficoltà per l’estrazione delle virole
stesse, che necessariamente deve essere eseguita sollevandole oltre
l’altezza dei rulli.
Queste macchine trovano invece impiego nella curvatura di profilati.