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Macchine utensili

MACCHINE UTENSILI
TORNI
TRAPANI
FRESATRICI
CICLI DI LAVORAZIONE

MACCHINE UTENSILI

DEFINIZIONE
Si definiscono macchine utensili quelle
macchine che consentono la lavorazione di
pezzi di varie forme e misure, asportando
materiale sotto forma di trucioli mediante
uno o più appropriati utensili tagliatori.

CLASSIFICAZIONE
Macchina universale;
Macchina per grandi produzioni;
Macchina speciale;
Macchina combinata;
Macchina transfer.

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MACCHINA UNIVERSALE

A comando manuale, automatico e numerico.


Adatta a varie lavorazioni dello stesso genere.

MACCHINA PER GRANDI PRODUZIONI

Permette una produzione elevata con basso costo per pezzo


Utilizza diverse attrezzature e utensili che lavorano
contemporaneamente

MACCHINA SPECIALE

Costruita appositamente per effettuare, in modo


automatico, una determinata lavorazione

MACCHINA COMBINATA
Formata da diverse macchine speciali che lavorano
contemporaneamente, o in successione, il pezzo
bloccato su una piattaforma

MACCHINA TRANSFER
Composta da varie stazioni e il pezzo, opportunamente
ancorato in appositi pallet e guidato da nastri trasportatori,
transita da una stazione all’altra per le diverse lavorazioni

PARAMETRI DI TAGLIO

Moto di taglio:
Moto relativo tra utensile e pezzo che permette
l’asportazione del truciolo.

Moto di alimentazione o di
avanzamento:

Moto che garantisce all’utensile nuovo


materiale da asportare.

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MACCHINE PRINCIPALI

Trapano:
Macchina utensile utilizzata per
eseguire operazioni di foratura,
alesatura, maschiatura, lamatura e
svasatura
Moto di taglio: all’utensile
Moto di alimentazione: all’utensile
Tipi:
Portatili
Sensitivi
A colonna e a montante
Radiale

MACCHINE PRINCIPALI
Tornio:
Macchina utensile utilizzata per
eseguire lavorazioni di tornitura
esterna o interna, troncatura,
sfacciatura, foratura, filettatura e
tornitura sferica.
Moto di taglio: al pezzo
Moto di alimentazione: all’utensile
Tipi:
Universale
Frontale
Verticale
A torretta

MACCHINE PRINCIPALI
Fresatrice:
La fresatrice è una macchina ad asportazione di truciolo, utilizzata
per la lavorazione di superfici piane, per ottenere scanalature e
profili anche complessi e per il taglio di ruote dentate (basse
produzioni), con l’ausilio del divisore.
Moto di taglio: all’utensile
Moto di alimentazione: al pezzo
Tipi:
Orizzontali
Universali
Verticali
Da attrezzisti
Speciali

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MACCHINE PRINCIPALI

Rettificatrice:
La rettificatrice è una macchina utensili
impiegata per la lavorazione di superfici
tonde o piane con ottima finitura
Moto di taglio: all’utensile (mola)
Moto di alimentazione: al pezzo
Tipi:
In tondo cilindrica
Piana tangenziale
Piana frontale

MACCHINE PRINCIPALI
Piallatrice: Limatrice:
Macchina utensile di grandi Macchina utensile dotata di
dimensioni, dotata di uno o più utensile monotagliente, destinata
utensili monotaglienti, destinata a spianare o a sagomare superfici
a lavorazioni di spianatura. continue di pezzi di dimensioni
Moto di taglio: al pezzo limitate.
Moto di alimentazione: Moto di taglio: all’utensile
all’utensile Moto di alimentazione: al pezzo

Moti della Moti della


piallatrice limatrice

MACCHINE PRINCIPALI

Stozzatrice:
Macchina utensile utilizzata per
lavorare superfici interne di un
foro od esterne comunque
profilate, mediante movimento
rettilineo verticale alternato
dell’utensile.

Moto di taglio: all’utensile;


Moto di alimentazione: al pezzo.

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MACCHINE PRINCIPALI

Brocciatrice:
Macchina utensile
utilizzata per lavorare
superfici interne ed
esterne con
asportazione lineare e
progressiva di truciolo
mediante un utensile
detto “broccia”.
Moto di taglio:
all’utensile;
Moto di
alimentazione:
all’utensile.

MACCHINE PRINCIPALI
Utensile a
Dentatrice: coltello per il
Macchina utensile utilizzata per la taglio delle
costruzione di ruote dentate. ruote dentate
col sistema
Tipi: “Fellows”
A creatore (Pfauter);
A coltello (Fellows);
A dentiera o pettine (Maag)

Utensile creatore
per il taglio delle
ruote dentate col
sistema
“Pfauter”

FORMAZIONE DEL TRUCIOLO METALLICO


Le lavorazioni dei metalli sono processi che si realizzano attraverso
l’asportazione di truciolo, che deve essere “definito” e “accettabile”, cioè
avvenire in modo da ottenere il “controllo del truciolo”.

Il truciolo è asportato da un utensile, che


deforma plasticamente il materiale lungo un
piano di scorrimento formante un angolo φ
con la direzione della velocità di taglio.
Secondo il modello del “taglio ortogonale” lo
spigolo tagliente è perpendicolare alla
velocità di taglio

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STRUTTURA DELLE MACCHINE UTENSILI
Le macchine utensili sono costituite da:
1. Bancale o basamento: generalmente a forma di scatola realizzata
con getto di ghisa o in lamiera elettrosaldata, contiene tutti i
cinematismi, sostiene il pezzo da lavorare e l’utensile. Deve essere
dotato di notevole rigidezza per sopportare le forze della
lavorazione.

1. Guide: hanno il compito di garantire il movimento del pezzo,


dell’utensile o di entrambi, assicurando elevata precisione. Possono
essere piane, prismatiche, a coda di rondine, a ricircolo di sfere o
rulli.

1. Motore: genera i moti necessari alle lavorazioni. A corrente


alternata, generalmente trifase, con velocità costante regolata
mediante cambi o variatori di frequenza. A corrente continua con
regolazione elettronica della velocità e freni in asse.

GUIDE DELLE MACCHINE UTENSILI

1. Ad attrito radente: piane, prismatiche, a coda di rondine,


cilindriche;
2. Ad attrito volvente: a sfere, a rulli, a ricircolo di sfere o rulli;
3. A sostentamento drostatico.
Guide ad attrito radente:
• Con giochi ripresi dai “lardoni”;
• Con materiali a basso attrito.

GUIDE DELLE MACCHINE UTENSILI

Guide prismatiche o a “V”:


Possono essere con il vertice
rivolto verso l’alto o verso il
basso. Adottate quando devono
sostenere sollecitazioni in due
direzioni: verticale e orizzontale.

Guide a coda di rondine:


Hanno il vantaggio di sostenere
sollecitazioni in tutte le
direzioni. Gli effetti dell’usura
sono neutralizzati da
un”lardone” a cuneo registrabile
assialmente.

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GUIDE DELLE MACCHINE UTENSILI

Guide ad attrito volvente:


Sono usate nelle macchine utensili
di elevata precisione (macchine a
copiare e macchine a controllo
numerico).
Tipi:
• a rulli incrociati su slitta vincolata;
• a sfere su slitta a gravità.

VITI A RICIRCOLO DI SFERE


Viti a ricircolo di sfere: sistema composto da un accoppiamento vite e
madrevite, entrambi con filettatura a profilo concavo e, interposta,
una serie continua di sfere che fungono da filetto.
Vantaggi: riduzione dell’attrito, buona precisione, recupero giochi,
alto rendimento (> 90 %), trasmissione costante (assenza di
meno torsione, dimensioni ridotte.
strappi),
Svantaggi: costo elevato, reversibilità
del moto

VITI A RICIRCOLO DI SFERE


Recupero dei giochi nelle viti a ricircolo di sfere con la vite madre
a
doppia bussola:
a) Con precarico verso l’interno;
b) Con precarico verso l’esterno.

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VITI A RICIRCOLO DI SFERE
Rendimento e recupero dei giochi con molle a tazza (Belleville)

GUIDE DELLE MACCHINE UTENSILI


Sostentamento idrostatico:
Il sostentamento idrostatico delle
slitte con i relativi carichi avviene
mediante la formazione di un sottile
strato di olio in pressione tra le due
superfici della guida e della slitta.
L’olio viene introdotto mediante una
pompa ad alta pressione (50 ÷ 70
bar) entro apposite scanalature
longitudinali e successivamente fuori
esce all’esterno.
Si adottano nelle macchine utensili di
elevatissima precisione e nelle Schema del principio di
macchine a controllo numerico. funziona-mento delle guide
idrostatiche

TORNITURA

DEFINIZIONE

Operazione meccanica che permette di lavorare pezzi di


rivoluzione, dotati di moti di rotazione uniforme attorno ad
un asse fisso.

Mediante tornitura si possono lavorare superfici:


cilindriche esterne comunque sagomate
cilindriche interne filettature esterne
piane frontali filettature interne
coniche esterne sferiche
coniche interne speciali

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OBIETTIVI

Descrivere le parti fondamentali del tornio;


Elencare le principali attrezzature utilizzate nelle lavorazioni
al tornio;
Descrivere le modalità di designazione degli utensili da
tornio;
Definire i torni speciali e le loro lavorazioni caratteristiche.

CONTENUTI

Tornio
Attrezzature per il montaggio del pezzo
Torni speciali
Parametri di taglio nella lavorazione di tornitura
Cicli di lavorazione

Definizione:
Macchina utensile che consente di effettuare lavorazioni per
produrre pezzi caratterizzati da superfici cilindriche realizzate
per rivoluzione attorno ad un asse.

Il moto di taglio circolare è affidato al pezzo, montato sul


mandrino;
Il moto di avanzamento rettilineo, è affidato all’utensile
montato su carrelli.

TORNIO
Elementi
fondamentali

Basamento
Gruppo testa motrice
Mandrino
autocentrante
Gruppo carrelli
Torretta portautensili
Gruppo barre
Testa mobile

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TORNIO:elementi
fondamentali

Basamento: struttura portante in ghisa fusa a forma di bancale


contenente il motore, il serbatoio del lubrificante, la centralina elettrica e
le guide per lo scorrimento del carrello longitudinale

TORNIO: elementi
fondamentali
Testa motrice fissa
posta sopra il
bancale
Contiene:
l’albero mandrino;

le cinghie di trasmissione;

i ruotismi per il cambio di


velocità del mandrino;

i ruotismi per gli avanzamenti


dell’utensile.

TORNIO: elementi
fondamentali

Mandrino e
autocentrante

Il mandrino è
generalmente forato
per consentire il
passaggio della
barra semilavorata.
L’autocentrante
serve per bloccare il
pezzo con tre o
quattro morsetti
concentrici o
indipendenti.

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TORNIO: elementi
fondamentali

Gruppo carrelli

Costituito da:

Carro o slitta
longitudinale;
Carro o slitta trasversale;
Carrellino superiore.

TORNIO: elementi
fondamentali

Gruppo carrelli

Carro o slitta longitudinale:


scorrevole sulle guide del
basamento;
dotato di movimento
manuale e automatico;
utilizzato per lavorazioni
longitudinali.

TORNIO: elementi
fondamentali

Gruppo carrelli

Carro o slitta
trasversale:
appoggiato sul carro
longitudinale;
dotato di movimento
manuale e automatico;
utilizzato per
lavorazioni ortogonali
(sfacciature e gole).

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TORNIO: elementi
fondamentali

Gruppo carrelli

Carrellino superiore:
appoggiato sulla
piastra scorrevole;
dotato di solo
movimento manuale;
utilizzato per
lavorazioni di superfici
coniche.

TORNIO: elementi
fondamentali

Torretta portautensili

Posta sopra il carrellino superiore, ruota attorno ad un perno


verticale e sui quattro lati ospita gli attrezzi portautensili.

TORNIO: elementi
fondamentali
Gruppo barre
Vite madre: barra
superiore, utilizzata per
l’esecuzione delle
filettature;
Barra scanalata: barra
intermedia, serve per
l’avanzamento automatico
della tornitura longitudinale
e trasversale;
Barra rotazione mandrino:
barra inferiore, consente
l’avvio e l’arresto del
mandrino autocentrante.

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TORNIO: elementi fondamentali
Controtesta o Toppo
mobile
carrello posizionato
sulla parte destra del
bancale;
scorrevole sulle guide
interne del basamento;
utilizzata per
sostenere il pezzo la da
lavorare mediante
contropunta;
utilizzata per il
montaggio di utensili
per lavorazioni interne.

TORNIO – ATTREZZATURE PER IL MONTAGGIO DEL PEZZO

Autocentrante
Lunetta mobile
Lunetta fissa
Contropunta
Sistema brida-menabrida
Trascinatore frontale
Bussola elastica di centraggio interno
Anelli di centraggio ad espansione
Centraggio interno con tamponi

TORNIO – ATTREZZATURE

Montaggio pezzo su autocentrante:

a) A tre
morsetti;

b) A quattro
morsetti;

c) A morsetti
indipendenti
.

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TORNIO – ATTREZZATURE

Lunetta mobile:

Serve a sostenere il pezzo


lungo perché non fletta;
Viene montata sul carrello
longitudinale e perciò
scorrevole con esso.

TORNIO – ATTREZZATURE
Lunetta fissa e mobile: quella fissa viene montata sulle guide
interne del basamento come la testa mobile.

TORNIO – ATTREZZATURE

Contropunta: viene montata sulla testa mobile.

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TORNIO:
ATTREZZATURE

Esempio di
lavorazione con
l’utilizzo della
contropunta

TORNIO – ATTREZZATURE
Montaggio pezzo tra punta e contropunta con sistema brida-
menabrida

Pezzo da tornire
montato tra punta
e contropunta;
trascinato in
rotazione con brida
e disco menabrida

TORNIO – ATTREZZATURE

Trascinatore frontale

Utilizzato per
trascinare in
rotazione un pezzo
consentendone la
tornitura lungo tutta
la sua lunghezza

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TORNIO – ATTREZZATURE

Bussola elastica con


centraggio interno

Per tornitura
cilindriche di sbalzo
su pezzi forati

TORNIO – ATTREZZATURE
Anelli di
centraggio ad
espansione

Gli anelli ad
espansione
possono
essere:
A diametro
interno
costante;
A diametro
esterno
costante.

TORNIO – ATTREZZATURE
Bloccaggio interno con tamponi
Per montare tra testa e controtesta tubi forati.
Per il trascinamento è sempre necessario la brida o il trascinatore

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LAVORAZIONI ESEGUIBILI AL TORNIO

Tornitura cilindrica esterna ed interna;

Troncatura e profilatura;

Tornitura piana e sfacciatura;

Foratura e alesatura;

Tornitura conica esterna e interna;

Filettatura esterna ed interna

Tornitura sferica

Zigrinatura o Godronatura

LAVORAZIONI ESEGUIBILI AL TORNIO


Utensili utilizzati nelle lavorazioni di tornitura e loro Designazione
ISO
ISO 1 – diritto per passata

ISO 2 – piegato per passata

ISO 3 – piegato per finitura

ISO 4 – frontale a testa larga

ISO 5 – piegato per sfacciatura

ISO 6 – piegato per spallamenti retti

ISO 7 – per troncatura

ISO 8 – piegato per passata fori passanti

ISO 9 – piegato per sfacciatura interna

LAVORAZIONI ESEGUIBILI AL TORNIO


Tornitura cilindrica esterna
ed interna:
finalizzate a far assumere
alle superfici cilindriche di
un pezzo il diametro
prestabilito.
Parametri:
p = profondità di passata
[mm];
a = avanzamento
[mm/giro]
Utensili: ISO 1, ISO 2, ISO
3,
ISO 5, ISO 6

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LAVORAZIONI ESEGUIBILI AL TORNIO
Posizione dell’utensile rispetto all’asse del pezzo:
a) Coincidente: posizione corretta – gli angoli di spoglia
dell’utensile vengono rispettati;
b) Sotto: posizione non corretta – l’angolo di spoglia inferiore
aumenta e quello di spoglia superiore diminuisce;
c) Sopra: posizione non corretta – l’angolo di spoglia inferiore
diminuisce e quello di spoglia superiore aumenta.

LAVORAZIONI
ESEGUIBILI
a) Con il calibro
AL TORNIO
a corsoio
ventesimale

Controllo della b) Con il calibro


lavorazione fisso passa -
non passa

c) Con il
micrometro

LAVORAZIONI ESEGUIBILI AL TORNIO

Troncatura e
profilatura:
utilizzato per separare
un pezzo finito dalla
barra originaria alla
quale apparteneva

Utensile: ISO 7

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LAVORAZIONI ESEGUIBILI AL TORNIO
Tornitura piana e
sfacciatura:
lavorazione eseguita nella
direzione perpendicolare
all’asse per far assumere al
pezzo finito le dimensioni e
la finitura superficiale
previste dal disegno
esecutivo.

Utensili: ISO 2, ISO 5

LAVORAZIONI ESEGUIBILI AL TORNIO


Centrinatura e foratura: montando
l’utensile (punta elicoidale) nella
controtesta e avanzando
manualmente
La centrinatura serve a preparare il
foro su cui si impegna la contropunta
rotante di sostegno del pezzo, o ad
effettuare il preforo per successive
forature.

LAVORAZIONI ESEGUIBILI AL TORNIO

Tornitura conica
esterna e interna:

primo metodo -
ruotando il carrellino
superiore del
semiangolo α/2 e
avanzando
manualmente.

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LAVORAZIONI ESEGUIBILI AL TORNIO

Tornitura conica
esterna e interna:

secondo metodo –
montando il pezzo
tra le punte e
spostando
trasversamente la
controtesta in
modo da allineare
la generatrice del
cono all’asse del
tornio.

LAVORAZIONI ESEGUIBILI AL TORNIO

Designazione della conicità: Relazioni:


a) Conicità 1 : K: valore della D−d α p
distanza assiale che genera = 2 ⋅ tan = 1 : k =
l’incremento della dimensione L 2 100
normale di 1 mm.
b) Conicità percentuale: valore
dell’incremento della dimensione
normale, corrispondente alla
distanza di 100 mm
c) Apertura del cono: valore
dell’angolo, espresso in gradi o in
radianticompreso tra due
superfici piane (inclinazione) o
tra due superfici cilindriche
(angolo al vertice)

LAVORAZIONI ESEGUIBILI AL TORNIO


Filettatura esterna ed interna:

Operazione con la quale si


ricava un filetto sulla superficie
cilindrica del pezzo.
Lo spostamento s dell’utensile
deve essere uguale allo
spostamento s del carro
longitudinale, perciò si ha:
n · p = nv · pv
da cui:
n/nv = pv/p = z2/z1

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LAVORAZIONI ESEGUIBILI AL TORNIO

Filettatura esterna ed interna. Esempio 1

Realizzare una filettatura di passo


p = 2 mm con un tornio avente
vite madre di passo pv = 8 mm e
la seguente scorta di ruote
dentate: 18, 20, 25, 30, 35, 40,
45, 50, 55, 60, 65, 70, 75, 80, 85,
90, 95, 100, 105, 110, 115, 120,
127.
pv/p = 4; z2/z1 = 4;
con 2 ruote: z1 = 20; z2 = 80
con 4 ruote: z1 = 20; z2 = 40;
z3 = 25; z4 = 50.

LAVORAZIONI ESEGUIBILI AL TORNIO

Filettatura esterna ed interna con maschio e filiera


Montati sulla contropunta e manovrati a mano.

LAVORAZIONI ESEGUIBILI AL TORNIO


Tornitura sferica:

Viene eseguita
montando l’utensile
su un attrezzo che
gli consenta di
ruotare intorno
all’asse trasversale.
Il moto circolare
dell’utensile e
quello rotatorio del
pezzo consentono
di ottenere una
superficie sferica.

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LAVORAZIONI ESEGUIBILI AL TORNIO
Zigrinatura o godronatura:

Operazione di deformazione plastica di compressione, praticata sulle


superfici cilindriche mediante rulli zigrinatori, per migliorarne
l’aderenza.
Tipi di zigrinature - UNI 149:
A – parallela;
B – sinistra;
C – destra;
D – spinata in rilievo;
E – spinata incavata;
G – incrociata in rilievo;
H – incrociata incavata

LAVORAZIONI ESEGUIBILI AL TORNIO


Lavorazioni
speciali:

Eseguite al
tornio
bloccando il
mandrino e
utilizzando
utensili
motorizzati.

TORNI SPECIALI
Frontali:

Macchine robuste
senza toppo
mobile, utilizzate
quando è
necessario lavorare
su pezzi
caratterizzati da
grande diametro e
da lunghezza
ridotta.

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TORNI SPECIALI
Verticali ad un montante:

Utilizzati per lavorare


pezzi di notevole diametro
(fino a 25 m), bloccati su
una piattaforma ad asse
verticale, senza doverli
montare di sbalzo.

I carrelli portautensili
sono montati sul
montante e su una
traversa orizzontale

TORNI SPECIALI
Verticali a due montanti:

I carrelli, dotati di
motorizzazione, possono
essere fino a quattro,
montati sui montanti e
sulla traversa orizzontale.

Si possono lavorare di
diametro compreso tra 3
e 12 m e di altezza
variabile da 1,5 a 6 m.

TORNI SPECIALI
A torretta:

Utilizzati per grandi


produzioni di pezzi a
forma complessa con
il cambio automatico
degli utensili montati
su apposite torrette e
l’alimentazione
automatica della
barra semilavorata.

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PARAMETRI DI TAGLIO NELLE LAVORAZIONI DI TORNITURA
e
Velocità di taglio Vt: determinata ⎛ p ⎞
⎜ ⎟
con la formula semplificata che V0 ⎝ 5 ⋅ a ⎠
tiene conto dei principali Vt = z ⋅ ⋅ LT ⋅ χ [m/min]
parametri che la influenzano q ⎛T ⎞
⎜ ⎟
[tabella 8]
In cui: ⎝ ⎠
60
V0 = velocità di taglio in m/min, relativa ad una sezione di truciolo q = 1 mm2, con fattore di
forma p/a = 5, per una durata del tagliente T = 60 min, in assenza di lubrificazione e con
angolo di registrazione χ = 45° [tabella 1];
p = profondità di passata [mm];
a = avanzamento [tabella 7 - mm/giro];
q = p · a = sezione del truciolo [mm2]
z = costante dipendente dal materiale [tabella 2];
p/a = fattore di forma;
e ed y = coefficiente dipendente dai materiali [tabelle 3 e 4];
T = durata di affilatura dell’utensile in min;
Lr = fattore di correzione dipendente dalla lubrificazione [tabella 5];
χ = coefficiente di correzione per angoli di registrazione diversi da 45° [tabella 6].

Materiale Materiale dell'utensile

Tabella 1 da lavorare Carburi metallici Acciaio


P01 - P10 P20 P30 - P40 M20 - K10 K20 s. rapido

Valori
Acciaio Rm [N/mm2]
340 ÷ 500 280 210 115 - - 65
raccomandat 500 ÷ 700 180 120 75 - - 35
i per la 700 ÷ 900 120 85 45 - - 25
velocità di 900 ÷ 1100 90 65 35 - - -

taglio Vo 1100 ÷ 1250 75 50 30 - - -

[m/min] Ghise durezza HB


100 ÷150 - - - 200 - 40
150 ÷ 200 - - - 130 - 30
200 ÷ 250 - - - 80 - 18
250 ÷ 300 - - - 45 - -
Alluminio durezza HB
<50 - - - - 650 120
50 ÷ 80 - - - 500 - 100
80 ÷ 100 - - - 450 - 90
Rame - - - - 300 45
Ottone - - - - 400 100
Bronzo - - - - 400 60

Tabella 2 – Valori del Materiale da lavorare Acciaio Ghisa Mat. non ferrosi

coefficiente z
0,28 0,20 0,10

Materiale dell'utensile Materiale da lavorare

Tabella 3 – Valori Acciaio Ghisa Rame/Bronzo Ottone Alluminio

del coefficiente e Acciaio s. rapido 0,14 0,10 0,22 0,30 0,31


Carburi 0,14 0,10 0,10 0,10 0,10

Materiale dell'utensile Materiale da lavorare


Acciaio Ghisa Rame Alluminio Bronzo Ottone

Tabella 4 – Valori P01 - P10 - P20 0,30 - - - - -

del coefficiente y P30 - P40 0,167 - - - - -


K10 - K20 - 0,25 - 0,41 0,25 0,25
M10 - M20 - 0,25 - 0,41 0,25 0,25
Acciaio s. rapido 0,15 0,25 0,12 0,41 0,22 0,22

Materiale dell'utensile Tipo di lubrificazione


Tabella 5 – Valori A secco Media portata Massima portata
del coefficiente Lr Acciaio s. rapido 1 1,20 1,50
Carburi 1 1,1 1,3

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Materiale da lavorare Acciaio Ghisa Materiali non ferrosi

Tabella 6 – Angoli di registrazione 30° 45° 60° 90° 3 45°


0
60° 90° 30° 45° 60° 90°

Coefficiente χ °

in funzione Coefficiente χ 1,25 1 0,80 0,66 1


,
1 0,89 0,72 1,2 1 0,85 0,69

dell’angolo di 1
5
registrazione

Materiale da lavorare Tornitura esterna Tornitura interna Utensile Troncatura

Tabella 7 – Sgrossat. Finitura Sgrossat. Finitura di forma


Valori Acciaio Rm < 600 N/mm2 0,1÷0,4 0,05÷0,2 0,05÷0,3 0,05÷0,2 0,02÷0,05 0,05÷0,1
consigliati Acciaio Rm 600÷1000 " 0,1÷0,4 0,05÷0,15 0,05÷0,3 0,05÷0,1 0,02÷0,05 0,05÷0,1
dell’avanza- Acciaio Rm 1000÷1200 " 0,1÷0,4 0,05÷0,15 0,05÷0,3 0,05÷0,1 0,02÷0,05 0,05
mento a Ghisa HB ≤ 180 0,1÷0,8 0,05÷0,2 0,05÷0,6 0,05÷0,2 0,02÷0,05 0,05÷0,1
[mm/giro] per Ghisa HB > 180 0,1÷0,6 0,05÷0,25 0,05÷0,5 0,05÷0,2 0,02÷0,05 0,02÷0,05
la tornitura Ottone/Bronzo 0,1÷0,8 0,05÷0,25 0,05÷0,6 0,05÷0,2 0,02÷0,1 0,05÷0,2

Rame 0,1÷0,6 0,05÷0,25 0,05÷0,5 0,05÷0,025 0,02÷0,05 0,05÷0,1

Alluminio 0,1÷0,8 0,05÷0,25 0,05÷0,4 0,05÷0,2 0,05÷0,2 0,05÷0,3

Utensile di forma Troncatura con utensile Filettatura con utensile


Materiale da lavorare Acciaio Acciaio Acciaio
Carburi Carburi Carburi
s. Rapido s. Rapido s. Rapido
Acciaio Rm < 600 N/mm2 40 80 50 85 15 25
Acciaio Rm 600÷1000 " 30 70 30 55 12 18
Acciaio Rm 1000÷1200 " 18 50 25 45 10 15

Tabella 8 – Ghisa HB ≤ 180 25 70 30 50 10 15

Velocità di Ghisa HB > 180 15 45 18 40 8 12

taglio Vt Ottone/Bronzo 50 100 60 95 15 25

[m/min] Rame 25 80 40 70 20 25
Alluminio 80 150 80 150 25 35
consigliate per
lavorazioni al Materiale da lavorare
Alesatura con alesatore Filettatura con filiera
Filettatura con
maschio
in acciaio s. rapido in acciaio s. rapido
tornio in acciaio s. rapido

Acciaio Rm < 600 N/mm2 15 2 6


Acciaio Rm 600÷1000 " 8 1,5 3
Acciaio Rm 1000÷1200 " 6 1,5 3
Ghisa HB ≤ 180 14 4 8
Ghisa HB > 180 8 3 4
Ottone/Bronzo 14 6 10
Rame 20 8 12
Alluminio 30 8 12

PARAMETRI DI TAGLIO NELLE LAVORAZIONI DI TORNITURA

Forza di tornitura: h
⎛ p ⎞
Ft = K1 ⋅ q r ⋅ ⎜ ⎟ [N]
In cui:
⎝ 5⋅ a ⎠

K1 = carico di strappamento unitario [N/mm2] con q = 1 e p/a = 5 [tabella 9]


r = coefficiente di correzione dovuto al fatto che la forza non aumenta
proporzionatamente con la sezione [tabella 10];
h = fattore di correzione che dipende dal materiale lavorato [tabella 11].

Ft ⋅Vt
Potenza di taglio: Nt = [kW]
60.000

25
Angolo di Acciaio Rm [N/mm2]
Spoglia sup. γ 400 450 500 600 700 800 900 1000 1100 1200
0° 2400 2500 2650 2850 3100 3250 3450 3650 3800 3970
+5° 2280 2400 2520 2750 2950 3150 3300 3460 3630 3770
+10° 2180 2280 2420 2615 2820 3000 3160 3320 3500 3620
+15° 2080 2200 2300 2500 2690 2850 3000 3180 3340 3470
+20° 1980 2080 2200 2380 2550 2730 2870 3050 3200 3340
Ghisa durezza HB

Tabella 9 - 100 120 140 160 200 240 280 320 360 400
0° 1050 1140 1200 1280 1390 1500 1600 1680 1760 1840
Carico di +5° 1000 1080 1150 1210 1340 1420 1520 1600 1680 1750

strappamento +10° 960 1035 1100 1170 1260 1360 1450 1530 1590 1670

unitario K1 +15° 910 1000 1050 1110 1210 1300 1390 1470 1530 1585

[N/mm2] +20° 880 940 990 1050 1150 1230 1320 1400 1460 1510
Alluminio durezza HB Bronzo e Ottone durezza HB
<50 50÷80 80÷100 <80 80÷100 >100
+10° - - - 640 750 1000
+15° - 700 800 600 700 -
+20° - 650 700 - - -
+25 560 600 - - - -
+30 530 - - - - -

PARAMETRI DI TAGLIO NELLE LAVORAZIONI DI TORNITURA

Tabella 10 – Coefficiente di correzione


r Acciaio Ghisa Ottone Bronzo Alluminio
0,803 0,865 0,840 0,760 0,760

Tabella 11 – Fattore di correzione h


Acciaio Ghisa Bronzo Ottone Alluminio
0,16 0,12 0,22 0,30 0,31

PARAMETRI DI TAGLIO NELLE LAVORAZIONI DI TORNITURA

l+e
Tempi di lavorazione: Tm = [min]
n⋅a

26
CICLI DI LAVORAZIONE AL TORNIO
Successione delle lavorazioni da compiere per la produzione
di un particolare meccanico, nel rispetto delle indicazioni
fornite dal disegno esecutivo.
Comprende due documenti:
1. Cartellino del ciclo di lavorazione: esprime la suddivisione del
processo produttivo in successive operazioni;
2. Foglio analisi operazione: elenca tutte le azioni necessarie per
effettuare ciascuna operazione.
Si definiscono:
Operazione: qualsiasi intervento eseguito dall’operatore o
dalla macchina sul materiale o sul pezzo;
Fase: ogni singola azione che viene effettuata dall’operatore o
dalla macchina per l’esecuzione di un’intera operazione.

CARTELLINO DEL CICLO DI LAVORAZIONE E FOGLIO


ANALISI
La successione
delle operazioni
prevede l’elenco
delle macchine
utilizzate, il reparto
impegnato, gli
utensili, i calibri e
gli attrezzi.

La descrizione delle
fasi comprende
tutti i parametri di
taglio e i tempi
impiegati.

BLOCCAGGI

Simboli dei
bloccaggi
impiegati
nei cicli di
lavorazione

27
CARTELLINO DEL CICLO DI LAVORAZIONE E FOGLIO ANALISI
Esempio di ciclo di lavorazione: descrizione della successione delle
fasi di una operazione di tornitura.
10.1 Sfacciare;
10.2 Tornire Φ 36 x 52;
10.3 Tornire Φ 26 x 20;
10.4 Centrinare Φ 3 x 6;
10.5 Forare Φ 9 x 55;
10.6 Svasare Φ 15 x 10;
10.7 Iniziare troncatura prof. 5 mm;
10.8 Eseguire n. 3 smussi 1 x 45°;
10.9 Eseguire zigrinatura
10.10 Terminare troncatura;
10,11 Pulire e sbavare;
10.12 Collaudare.

VOCI DEL CARTELLINO DEL CICLO DI LAVORAZIONE

VOCI DEL FOGLIO ANALISI OPERAZIONE

28
PROPOSTE DI CICLI DI LAVORAZIONE AL TORNIO
Proposta 1:

PROPOSTE DI CICLI DI LAVORAZIONE AL TORNIO

Proposta 2:

PROPOSTE DI CICLI DI LAVORAZIONE AL TORNIO


Proposta 3:

29
TRAPANI

Definizione :

Macchina utensile ad
asportazione di truciolo
utilizzata per le operazioni di:

foratura
alesatura
maschiatura
lamatura
svasatura

FORATURA
Definizione :

La foratura consiste nel


realizzare fori in un pezzo
asportando materiale, sotto forma
di truciolo, con un utensile
opportuno.

Moti:

Moto di lavoro, circolare


continuo, e moto di
avanzamento, rettilineo
intermittente, entrambi affidati
all’utensile;

TRAPANI

Operazioni eseguibili al trapano:

A) Foratura con punta


elicoidale;
B) Foratura con punta da
centri;
C) Alesatura con alesatoio
cilindrico;
D) Alesatura con alesatore
conico;
E) Svasatura con utensile a
doppio diametro
F) Svasatura con fresa conica

30
TRAPANI

Operazioni eseguibili al trapano:

A) Maschiatura;

B) Lamatura;

C) Svasatura a 5 anni.

TRAPANI

Classificazione: Portatili;
Sensitivi:
A colonna;
A montante;
Radiale.

Trapani portatili
Adatti per realizzare fori di piccolo diametro in qualsiasi
posizione.
Possono essere:
¾ Elettrici (per bricolage);
¾ Ad aria compressa (per dentisti);
¾ A ultrasuoni.

TRAPANI
Trapani sensitivi
Macchine per le quali il moto di
avanzamento è ottenuto dalla
sensibilità di un operatore che
agisce su una leva.
Componenti fondamentali:
¾ Testa motrice;
¾ Cinghia di trasmissione;
¾ Leva di manovra;
¾ Cannotto mandrino;
¾ Punta elicoidale;
¾ Mensola;
¾ Colonna o montante di sostegno
¾ Basamento.

31
TRAPANI

Trapani a colonna

Sono dotati di avanzamento


automatico e manuale.

Nella testa motrice sono contenuti il


cambio di velocità e i ruotismi
necessari all’avanzamento.

La testa motrice e la tavola possono


scorrere su una colonna cilindrica.

TRAPANI

Trapani a montante

Sono dotati di avanzamento


automatico e manuale.

Il montante costituisce una struttura


rigida in ghisa, sulla quale sono
ricavate le guide di scorrimento per la
testa e per la tavola.

Il trapano a montante garantisce


maggior precisione e forze più elevate.

TRAPANI

Trapani radiali

Sono macchine robuste che


consentono di posizionare
l’utensile esattamente sull’asse
del foro, senza spostare il
pezzo.

Sono perciò utilizzati per


eseguire forature, alesature,
spianature, svasature e persino
fresature, su pezzi di
dimensioni notevoli.

32
TRAPANI
Trapani a mandrini multipli
Più mandrini (da 6 a 50) montati
sulla stessa testa, azionati da un
unico motore elettrico.

TRAPANI

Montaggio del pezzo

Per bloccare il
pezzo sulla tavola
del trapano può
essere utilizzata:
una semplice
morsa;
una apposita
attrezzatura dotata
di boccole di guida
per l’utensile (vedi
figura).

TRAPANI
Boccole di guida
a)
Sono utilizzate per facilitare l’inizio
della foratura, quando la presenza
della cresta impedisce alla punta di
avere stabilità nel senso trasversale
del suo asse. Sono previsti 3 casi:
a) Bussola a contatto, per superfici b)
già lavorate e materiale a truciolo
fluente;
b) Bussola distanziata dal pesso di
metà diametro, per materiale a
truciolo frammentato;
c)
c) Bussola distanziata dal pezzo di
una distanza pari al diametro, per
materiali a truciolo fluente.

33
TRAPANI

Operazioni eseguibili
al trapano

A – Foratura
B – Centrinatura
C – Alesatura cilindrica
D – Alesatura conica
E – Lamatura
F - Svasatura

TRAPANI
Utensili per forare
Gli utensili utilizzati per a)
l’operazione di foratura
sono le punte elicoidali,
costruiti in metallo duro,
con gambo cilindrico o
conico e due taglienti b)
ricavati sulla parte
terminale di due eliche.
Tipi principali:
a) Punte per fori da centri;
b) Punte elicoidali con
codolo cilindrico;
c)
c) Punte elicoidali con
attacco conico e bussola
di adattamento;

TRAPANI

Utensili per forare

d) Punte combinate a
doppio diametro;
e) Punte con taglienti
ricambiabili;

d) e)

34
TRAPANI
Utensili per forare
f) Punte a cannone, a forma di un
puntale cilindrico interrotto per
una frazione di angolo giro, con
in testa un solo tagliente e dei
pattini di guida.
Un foro parallelo all’asse della
punta consente lalubrificazione.

TRAPANI

Montaggio degli utensili

A) Collegamento diretto
per le punte di
diametri grandi,
mediante codoli conici
piantati direttamente
sulla bussola
dell’albero mandrino;
B) Collegamento diretto
per le punte di
diametri piccoli tra le
griffe di un mandrino.

TRAPANI

Smontaggio degli utensili

Il distacco del codolo dalla


bussola è ottenuto mediante un
espulsore a cuneo, fatto
penetrare attraverso un’asola
della bussola.
L’espulsore spinge verso il
basso la linguetta terminale del
codolo e provoca il distacco
dell’utensile dalla bussola.

35
a) b) c) d)
TRAPANI

Utensili per forare: forma


geometrica della punta in
funzione del materiale

a) 140°: acc. inox, rame,


leghe alluminio;
b) 118°: acciaio, ghisa
grigia, malleabile,
ottone;
c) 130°: acciaio molto
duro;
d) 80°: bachelite,
materie plastiche.

TRAPANI
Controllo delle
caratteristiche
geometriche
della punta

I controlli si
riferiscono a:
1. Lunghezza
dei taglienti;
2. l’angolo della
punta;
3. l’angolo di
spoglia
inferiore.

TRAPANI

Utensili per alesare

a) Alesatore cilindrico con


dentatura elicoidale e
codolo conico di
montaggio;
b) Alesatore cilindrico con
dentatura elicoidale e
codolo cilindrico di
montaggio;
c) Alesatore conico per
lavorare i fori delle spine
coniche.

36
TRAPANI

Utensili per alesare

Operazione di
alesatura a mano con
l’uso del gira-
alesatore

TRAPANI
Utensili per filettare a mano e a
Operazione
macchina di filettatura a mano dei fori
con l’utilizzo in successione dei tre
maschi sbozzatore, intermedio e finitore.

Tipi di maschi
a) Maschi per
filettare a
mano;
b) Maschi per
filettare a
macchina;
c) Filiera per la
filettatura a
mano delle viti.

TRAPANI

Utensili e attrezzi
per filettare

Scatola con set per


la filettatura di:
maschi;
giramaschi;
gira-filiere.

37
TRAPANI

Utensili e attrezzi per filettare

Maschio per filettare a macchina con dispositivo svasatore

TRAPANI

Parametri di taglio

a) Velocità di taglio;
b) Avanzamento;
c) Profondità di
passata;
d) Potenza di taglio;
e) Tempi di
lavorazione

TRAPANI
π ⋅d ⋅n 1000 ⋅ Vt
Velocità di taglio Vt = nt =
1000 π ⋅d

38
TRAPANI
Avanzamenti, velocità di avanzamento e profondità di passata

Va = n ⋅ a

TRAPANI
Tempi di lavorazione degli utensili per forare

c=h+ x+e
d
c=h+ + e = h + 0,3 ⋅ d + e
β
2 ⋅ tan
2

TRAPANI
Potenza di taglio

Formule a pag. 258

39
TRAPANI E FORATURA
Ciclo di lavorazione

FRESATRICI

Le fresatrici sono macchine utensili, ad asportazione di truciolo, utilizzate per:

• la lavorazione di superfici piane


• ottenere scanalature e profili anche
complessi
• il taglio di ruote dentate (basse produzioni),
con l’ausilio del divisore.

Nella fresatrici il moto di taglio è affidato all’utensile (fresa) montato sull’albero


porta fresa, ed il moto di alimentazione (profondità di passata ed avanzamento) è
posseduto dal pezzo, fissato sulla tavola mediante staffe o morsa.

La fresa è un utensile a tagliente multiplo che può lavorare superfici:

a) parallele all’asse di rotazione (periferica);


b) perpendicolari all’asse di rotazione (frontale ).

Fresa periferica cilindrica a Fresa frontale con


denti elicoidali taglienti a denti
riportati

40
CLASSIFICAZIONE DELLE FRESATRICI

Le fresatrici possono essere distinte tra loro dal modo in cui risulta orientato
l’asse di rotazione del mandrino.
Nell’ambito delle fresatrici tradizionali, si possono distinguere fresatrici:

• orizzontali
• universali
• verticali
• da attrezzisti

FRESATRICI AD ASSE ORIZZONTALE

Le fresatrici orizzontali hanno l’asse del mandrino orizzontale.

Possono essere impiegate per:


• spianare superfici
• generare profili scanalati
• generare i profili più diversi con frese sagomate (frese di forma)

Gli utensili utilizzati nelle fresatrici ad asse orizzontale sono le frese periferiche.

Il moto di taglio è attribuito al mandrino


mentre il moto di alimentazione è
affidato al pezzo.
La tavola porta pezzo si muove su un
sistema di guide che le consentono
spostamenti nelle tre direzioni.
Gli elementi fondamentali che
caratterizzano le fresatrici orizzontali sono:

• basamento e montante;
• slittone;
• mandrino;
• albero porta fresa;
• gruppo mensola, carrello e tavola Elementi fondamentali della fresatrice
porta pezzo. orizzontale

41
Basamento e montante
Sono costruiti in ghisa fusa e formano corpo
unico.
Il montante contiene: motore elettrico,
centralina di comando, impianto di
refrigerazione.
Sulla parte anteriore sono ricavate le guide per il
movimento verticale del gruppo slitte porta
pezzo e nella parte superiore sono ricavati gli
ancoraggi dello slittone.
Nella parte superiore del montante è alloggiato il
cambio di velocità ed il mandrino.
Slittone superiore
È collocato sulla sommità del montante, è munito di due supporti ed ha il
compito di sostenere l’albero porta fresa.

Mandrino
Il mandrino preleva il moto di rotazione dal cambio di velocità alloggiato nella parte
superiore del montante.

Mandrino portafrese

Albero porta fresa


L’albero porta fresa è collegato, con supporto conico, al mandrino. È sostenuto dallo
slittone superiore e su di esso vengono montate le frese periferiche (tangenziali).
Sull’albero porta frese si possono montare contemporaneamente più utensili ed effettuare,
sempre contemporaneamente, diverse lavorazioni, raggiungendo una notevole
produttività.

Gruppo mensola, carrello e tavola porta pezzo

Il gruppo, dotate di avanzamento automatico e


manuale, fornisce i moti di alimentazione.
Mensola o slitta inferiore
La mensola può scorrere verticalmente sulle guide del
montante; è azionata da una vite verticale che la
sostiene rispetto al basamento. Nella superficie
superiore sono presenti guide a coda di rondine
parallele all’albero.
Carrello
È dotato di guide (a coda di rondine) sia nella sua superficie inferiore che in quella superiore.
Con quelle inferiori si appoggia scorre sulla mensola. Le guide ricavate sulla superficie superiore
sono perpendicolari all’asse del mandrino.
Tavola porta pezzo
È appoggiata al carrello su guide ricavate sulla superficie inferiore. Il sistema di guide
mensola-carrello, carrello-tavola, consente alla tavola il movimento nel piano orizzontale.

42
FRESATRICE UNIVERSALE

Le fresatrici universali hanno l’asse del


mandrino orizzontale e presentano la
possibilità di ruotare la tavola porta pezzo.
La rotazione consente alla fresatrice
universale di realizzare scanalature inclinate e
quindi per produzioni di ruote dentate
elicoidali.
La rotazione è resa possibile dalla presenza di
una piastra inserita tra la tavola porta pezzo
ed il carrello.

FRESATRICI VERTICALI

L’asse del mandrino è verticale, utilizzano


frese frontali e frese a gambo con asse
verticale che possono essere impiegate per
realizzare:

• spianature di superfici singole o


multiple;
• lavorazione di superfici inclinate a V, a
coda di rondine, guide di scorrimento
ad U e di bloccaggio a T;
• accoppiamenti prismatici;
• taglio di sedi per linguette e chiavette di
calettamento; costruzione di ingranaggi
a denti diritti, inclinati o conici.

Nelle fresatrici verticali la testa può ruotare su


una piattaforma graduata rendendo possibile
fresare superfici inclinate
Il mandrino, oltre a possedere il moto di taglio, può
muoversi anche lungo l’asse verticale.
La tavola porta pezzo può muoversi sia
verticalmente sia nelle due direzioni del piano.

Elementi principali che caratterizzano le fresatrici


verticali:
•basamento e montante;
•testa motrice;
•gruppo mensola,
•slitte e tavola porta pezzo.

43
FRESATRICE DA ATTREZZISTI
Sono predisposte in modo da poter lavorare sia con il mandrino verticale che
orizzontale e si differenziano dalle altre per la testa motrice e la tavola porta
pezzo.
La struttura della testa superiore,
generalmente orientabile, consente al
mandrino porta utensile di scorrere nelle
guide del montante, la fresa risulta quasi
sempre montata di sbalzo.

Sono impiegate per:


• la costruzione di attrezzature e di utensili.
• per la realizzazione di intagli, scanalature,
sagome e stampi.
La tavola porta pezzo può ruotare in modo da consentire lavorazioni sulle superfici del
pezzo, indipendentemente dal suo orientamento.

Dotazioni delle Fresatrici per attrezzisti

Queste macchine, possono essere dotate dei seguenti accessori:

• apparecchi a dividere;
• apparecchiatura a stozzare;
• dispositivi per alesare;
• dispositivo di copiatura;
• dispositivo per fresare punzoni;
• dispositivo per per fresare spirali;
• divisore ottico;
• tavole girevoli.

ATTREZZATURE DISPONIBILI PER LE FRESATRICI

Morsa dotata di apertura e Morsa inclinabile di precisione; consente


chiusura comandata con viti a rotazioni di 360° nel piano orizzontale e
doppio effetto. di 60° in quello verticale

44
Barra seno doppio con morsa.
L’attrezzatura consente un montaggio Porta utensile con attacco esterno a
con la realizzazione contemporanea di cono ISO e attacco interno a cono
due angoli che, con l’uso di blocchetti morse
piano paralleli, garantiscono una
tolleranza di ± 10”.

Testa con moltiplicatore di


Testa angolare
testa pluri mandrino giri con velocità massima
mono mandrino
di 20.000 giri/min,
utilizzata per utensili di
piccolo diametro.

Divisore
Il divisore è un attrezzatura che consente di ruotare il pezzo secondo angoli ben
definiti. Si utilizza per tagliare alberi scanalati o ruote dentate ecc.
I divisori possono essere meccanici (semplice e differenziale) ed ottici.

DIVISORE SEMPLICE
Elementi principali del divisore semplice:
• ruota elicoidale, con quaranta denti, solidale
con il mandrino;
• vite senza fine ad un principio, che ingrana
con la ruota elicoidale;
• disco fisso forato; i fori sono distribuiti su
circonferenze concentriche;
• manovella con nottolino, solidale con la vite;
il nottolino si inserisce nei fori del disco
forato.

45
Per ogni giro completo la vite compie la ruota
descrive un angolo di 360°/40 = 9°.
Il nottolino della manovella passa davanti ad nf
fori (nf cresce spostandosi dalle circonferenze
più interne del disco verso le più esterne).

Per un giro completo della ruota la manovella deve


compiere 40 giri ed il nottolino passa davanti a 40⋅nf fori
(la ruota ha 40 denti).

Si conclude quindi che se a 360° corrispondono 40⋅nf fori ad una rotazione di xgradi
corrisponderanno xfori, secondo i rapporti seguenti:

360 ° x
= gradi
40 ⋅ n f x fori

i fori davanti a cui deve passare il nottolino sono:

360 °
x fori =
x gradi ⋅ 40 ⋅ n f

Numero di fori per circonferenze (concentrica) sul disco forato:


15-16-17-18-19-20-21-23-27-29-31-33-37-39-41-43-47-49

Esercizio 1
Individuare il numero di fori da contare, sul divisore, prima di posizionare il
nottolino, per costruire, con fresa e divisore, un albero scanalato dotato di 6
denti.
Soluzione 1
Angolo tra due scanalature 360°
x° = = 60°
6
40 ⋅ n f 40 ⋅ n f
Numero di fori da contare x fori = 60 ° ⋅ =
360 ° 6

Si sposta, radialmente, il nottolino sulla circonferenza con nf = 15 fori. Il


numero di fori da contare per ottenere40 60°
⋅15sono:
x fori = = 100
6
Cioè 6 giri completi + 10 fori.
Il conteggio dei fori è facilitato da due staffe registrabili chiamate
“alidade”

46
Esercizio 2

Individuare il numero di fori, da contare sul divisore, prima di posizionare il


nottolino, per fabbricare una ruota dentata dotata di 52 denti.

Soluzione 2
360°
x° =
52

360 ° 40 ⋅ n f 20 ⋅ n f
x fori = ⋅ =
52 360 ° 26
Si posizionando il nottolino sulla circonferenza con nf = 26 fori è si calcola il che
numero di fori necessari per ottenere la suddivisione è pari a:
20 ⋅ 26
x fori = = 20
26

Gli esempi evidenziano che, la scelta del numero dei fori nf deve essere tale da
permettere che gli xfori ottenuti, come risultato della frazione, siano interi.

DIVISORE UNIVERSALE
Gli elementi principali del divisore sono
• una ruota elicoidale, generalmente con 40 denti, solidale con il mandrino
• una vite senza fine ad un principio, che ingrana con la ruota elicoidale
• una manovella con un nottolino, solidale con la vite; il nottolino può essere
inserito nei fori del disco forato
• un disco, con fori distribuiti su
circonferenze concentriche, che è
messo in rotazione da una coppia di
ruota coniche (uguali)
• quattro ruote dentate, impegnate
con l’albero del mandrino.

Il divisore universale si utilizza nei casi in cui non è più possibile utilizzare il
divisore semplice, cioè nessun valore di nf garantisce che xfori assume un valore
intero.

47
Procedura da seguire per l’uso del divisore universale
1. si sceglie un numero n1 vicino al numero n di divisioni da realizzare.

2. si calcola il numero di fori da contare sul disco forato


40 ⋅ n f
x fori =
n1
3. si calcola il rapporto di correzione da introdurre per ogni divisione
40 ⋅ (n1 − n)
τ=
n1
4. si calcola il numero di denti che devono avere le ruote dentate per realizzare il
rapporto di trasmissione τ calcolato
z1 ⋅ z 3
τ =
z2 ⋅ z4

Esercizio 2
Realizzare una ruota dentata avente 47
denti.
Soluzione 2

1. si assume n1 = 50
2. si sceglie la circonferenza con nf = 25

40 ⋅ 25
x fori = = 80
numero di fori da contare sulla piastra
50 forata
3. si calcola la correzione da applicare per ogni divisione

40 ⋅ (50 − 47) 12
τ= =
50 5
4. si individuano le ruote (tra quelle a corredo) che realizzano il rapporto
calcolato 3 ⋅ 4 3 4 30 ⋅ 80
τ= = ⋅ =
5 5 1 50 ⋅ 20

La suddivisione necessaria si ottiene ruotando la manovella di 80 fori sulla serie


da 25.
La presenza del ruotismo introdurrà le correzione prevista mediante la rotazione
del disco forato. La rotazione sarà concorde con la manovella (τ è positivo).

OPERAZIONI SPECIALI DI FRESATURA ESEGUIBILI CON IL DIVISORE

1. Fresatura di ruote dentate a denti diritti e profili scanalati


• si posiziona il divisore
• si monta il pezzo
• si individuano le rotazioni da effettuare
• con una fresa di forma (con profilo ad evolvente per il taglio di ruote
dentate) si procede alla realizzazione del profilo.

48
2. Fresatura di scanalature elicoidali

1. Si monta il pezzo sul divisore universale. L’angolo


di inclinazione dell’asse del pezzo ( rispetto
all’utensile) deve essere pari a quello dell’elica.
2. Si sceglie montano le ruote opportune in modo che ad ogni giro completo del
pezzo si abbia una traslazione della tavola porta pezzo pari al passo dell’elica.
3. Si avvia l’operazione di taglio

Se p è il passo dell’elica e pv quello della vite, il rapporto che le ruote dentate z1,
z2, z3 e z4 è pari a:
p z ⋅z
= 40 ⋅ 1 3
pv z2 ⋅ z4
Infatti: nv p
nv ⋅ pv = n ⋅ p Da cui =
n pv

Noti p e pv si calcola il rapporto di trasmissione e le ruote che lo realizzano


nv p z re zcc z1 z3
= = ⋅ ⋅ ⋅
n pv zv zcc z 2 z 4
La ruota elicoidale ha 40 denti la vite è a un filetto, per cui:
p z z
= 40 ⋅ 1 ⋅ 3
pv z2 z4

Esercizio 4
Costruire una scanalatura avente passo di 120 mm con una fresatrice la cui vite
madre ha passo di 8 mm.
Soluzione 4
120 z ⋅z
= 40 ⋅ 1 3 ;
8 z2 ⋅ z4

120 z ⋅z 3
= 1 3 =
40 ⋅ 8 z 2 ⋅ z 4 8

z1 ⋅ z 3 3 3 1 30 18
= = ⋅ = ⋅
z 2 ⋅ z 4 4 ⋅ 2 4 2 40 36

Per cui z1=30, z2=40, z3=18, z4=36.


L’inclinazione α della tavola si calcola come α = arctan(π⋅dm/p), con dm
diametro medio dell’elica.

49
Modalità di taglio

fresatura in opposizione
(o convenzionale)
fresatura periferica

fresatura in concordanza

Fresatura in opposizione Fresatura in


concordanza

Fresatura frontale

Le due diverse modalità di taglio si possono presentare singolarmente o


congiuntamente, in dipendenza del diametro dell'utensile e della larghezza della
parte lavorata fresatura frontale

concordanza

opposizione

Parametri di taglio

Utensile: moto di taglio - rotatorio uniforme moto di avanzamento è conferito al


Pezzo in lavorazione: moto di avanzamento (rettilineo, curvilineo piano,
elicoidale - fresatura di ruote dentate a denti elicoidali, filetti o palettature).

vt [m/min] : velocità di taglio velocità periferica


valutata in corrispondenza di D

n [giri /min] : velocità di rotazione dell'utensile

50
a [mm/giro]: avanzamento (traslazione) del pezzo per ogni giro compiuto
dall'utensile
az avanzamento per tagliente (o per dente): avanzamento a ripartito tra i
taglienti (o denti) z

va : velocità di avanzamento è la velocità di traslazione del pezzo nel moto di


avanzamento

Negli avanzamenti curvilinei la direzione istantanea di va è data dalla tangente


alla traiettoria percorsa
p [mm]: profondità di passata - spessore di sovrametallo da asportare, misurato
in direzione ortogonale alla superficie lavorata.

Ψs angolo di lavoro - angolo per il quale un tagliente è in presa con la parte


lavorata

Ψ angolo fra i taglienti -angolo compreso fra due taglienti contigui


Ψiz angolo di ingresso
Ψu angolo di uscita 2π
ψ =z
z

ψ i +ψ s +ψ u = π

51
Fresatura Periferica: Profilo dei taglienti ed angoli di taglio

I taglienti di una fresa si considerano come un utensile monotaglienti;


Elementi principali di una fresa
petto - parte a contatto col truciolo in formazione
dorso (o fianco) - parte prospiciente la superficie lavorata. Il vano compreso fra
due denti deve consentire il temporaneo accumulo del truciolo in formazione.
angolo di spoglia frontale γ − angolo formato fra il petto di un tagliente e la
direzione radiale

angolo di spoglia dorsale α - angolo formato fra il


dorso e la direzione tangente alla circonferenza
circoscritta ai taglienti
angolo di acutezza - angolo complementare di (γ +α).

Indicazioni sugli angoli delle frese periferica a denti acuti in acciaio


rapido
Angolo di spoglia frontale Dorso

Š 10° materiali lavorati di media Š due diversi angoli di spoglia, di


durezza ampiezza sufficiente per evitare la
Š 20° per materiali teneri e duttili condizione di tallonamento.
Š piano con un angolo di spoglia dorsale α

Affilatura frese

b bordino (qualche decimo di mm) - per uguagliare l'altezza dei denti nelle
operazioni di riaffilatura.

Frese di forma - l’affilatura si esegue sul petto (γ = 0) - il profilo del dorso, a


spirale logaritmica, consente di mantenere α costante nelle riaffilature

52
Angoli di taglio effettivi Taglio in opposizione
ve velocità di taglio effettiva - composizione di velocità di taglio vt e di avanzamento
va
αe , γe angoli di taglio relativi alla velocità di taglio effettiva

ve = (vt cos ϕ + va )2 + (vt ⋅ sin ϕ )2

2
ve ⎛ v ⎞
= ⎜⎜ cos ϕ + a ⎟⎟ + sin 2 ϕ
vt ⎝ vt ⎠

ve v
≅ 1± 2 cos ϕ a (il segno meno per la fresatura in
vt vt concordanza)

ψ angolo della direzione del moto effettivo rispetto al moto di avanzamento

vt sin ϕ = ve sin ψ
vt cos ϕ + va = ve cosψ

sin ϕ
tan ψ =
va
cos ϕ +
vt
ψ = ϕ mη (il segno meno per la fresatura in
opposizione)
γ e = γ +η
α e = α −η

CICLI DI LAVORAZIONE

Successione delle lavorazioni da compiere per la produzione


di un particolare meccanico, nel rispetto delle indicazioni
fornite dal disegno esecutivo.
Comprende due documenti:
1. Cartellino del ciclo di lavorazione: esprime la suddivisione del
processo produttivo in successive operazioni;
2. Foglio analisi operazione: elenca tutte le azioni necessarie per
effettuare ciascuna operazione.
Si definiscono:
Operazione: qualsiasi intervento eseguito dall’operatore o
dalla macchina sul materiale o sul pezzo;
Fase: ogni singola azione che viene effettuata dall’operatore o
dalla macchina per l’esecuzione di un’intera operazione.

53
CARTELLINO DEL CICLO DI LAVORAZIONE E FOGLIO
ANALISI
La successione
delle operazioni
prevede l’elenco
delle macchine
utilizzate, il reparto
impegnato, gli
utensili, i calibri e
gli attrezzi.

La descrizione delle
fasi comprende
tutti i parametri di
taglio e i tempi
impiegati.

BLOCCAGGI

Simboli dei
bloccaggi
impiegati
nei cicli di
lavorazione

CARTELLINO DEL CICLO DI LAVORAZIONE E FOGLIO ANALISI


Esempio di ciclo di lavorazione: descrizione mediante disegno di una
operazione di tornitura. (Descrivere verbalmente l’intera operazione).

54
VOCI DEL CARTELLINO DEL CICLO DI LAVORAZIONE

VOCII DEL FOGLIO ANALISI OPERAZIONE

55