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La rivoluzione francese

LA DICHIARAZIONE DEI DIRITTI


DELL’UOMO
Il 26 agosto 1789 l’assemblea costituente
proclamò la dichiarazione dei diritti dell’uomo e
del cittadino, che inizia così:
“I Rappresentanti del Popolo Francese, costituiti
in Assemblea Nazionale, considerando che
l’ignoranza, l’oblio o il disprezzo dei diritti
dell’uomo sono le uniche cause delle sciagure
pubbliche e della corruzione dei governi, hanno
stabilito di esporre, in una solenne
dichiarazione, i diritti naturali, inalienabili e
sacri dell’uomo, affinché questa dichiarazione,
costantemente presente a tutti i membri del
corpo sociale, rammenti loro incessantemente i
loro diritti e i loro doveri; affinché maggior
rispetto ritraggano gli atti del potere legislativo e
quelli del potere esecutivo dal poter essere in
ogni istanza paragonati con il fine di ogni
istituzione politica; affinché i reclami dei
cittadini, fondati da ora innanzi su dei principi
semplici ed incontestabili, abbiano sempre per
risultato il mantenimento della Costituzione e la
felicità di tutti. In conseguenza, l’Assemblea
Nazionale riconosce e dichiara, in presenza e
sotto gli auspici dell’Essere Supremo, i seguenti
diritti dell’uomo e del cittadino”.
I diciassette articoli di cui è composta questa dichiarazione sono ispirati al
pensiero dei grandi illuministi dell’epoca come Rousseau.
I GIACOBINI
I giacobini sono i membri di gruppo politico francese
nato nel 1789 durante la rivoluzione.
Questo gruppo si riuniva in un ex convento di
domenicani giacobini da cui deriva il loro nome.
Nel 1791 questo partito si divise a causa della scelta
dell’assemblea di non procedere contro il re che
aveva tentato la fuga all’estero e di diffondere la
notizia che era stato solo un tentato rapimento, la
maggior parte dei giacobini non approvò questa
soluzione e si diede vita ad un nuovo partito, quello dei foglianti.
Fra i membri dei foglianti spiccava Robespierre che voleva mantenere l’alleanza
con il popolo di Parigi e con il club dei cordiglieri di cui facevano parte Marat e
Danton.
IL 10 Ottobre del 1791 ci fu la prima seduta dell’assemblea legislativa, dove si
decise che i membri dell’assemblea non potevano essere rieletti per una seconda
volta.

I GIRONDINI
Con l’assemblea legislativa del 1791 furono eletti i nuovi
membri dell’assemblea e tra questi spiccava Jean - Pierre
Brissot intorno al quale si formò un piccolo
raggruppamento di deputati quasi tutti eletti nel
dipartimento della Gironda che in seguito furono chiamati
girondini.
La seconda rivoluzione del 1792 sconvolse nettamente
l’assemblea legislativa che perse completamente i foglianti,
quindi rimasero: i giacobini, i girondini e la “pianura”.
Il primo scontro tra giacobini e girondini si ebbe quando i
giacobini proposero di ghigliottinare il re per tradimento; i girondini si opposero
ma alla fine grazie a delle prove che mostravano la corrispondenza tra il re e i
nemici della Francia la proposta dei giacobini fu approvata.
Il 21 gennaio 1793 il re venne ghigliottinato.
Il governo girondino non durò a lungo, infatti, il 2 giugno del 1793, il popolo di
Parigi stanco delle numerose sconfitte militari e della grave situazione economica
si rivoltò contro i girondini.