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LA RIVOLUZIONE FRANCESE

periodo ASSEMBLEA Principali provvedimenti

● Dichiarazione diritti dell'uomo e del cittadino


giugno 1789
ASSEMBLEA NAZIONALE COSTITUENTE ● Costituzione 1791
settembre 1791 ● Abolizione feudalità, Costituzione civile del clero

● Consolidamento delle riforme rivoluzionarie


ottobre 1791
ASSEMBLEA LEGISLATIVA ● Dichiarazione di guerra all'Austria
settembre 1792 ● Sospensione del Re

● Proclamazione delle Repubblica


settembre 1792 ● Costituzione 1793 (mai applicata)
ottobre 1795 CONVENZIONE NAZIONALE ● Leggi eccezionali (Terrore)
● Costituzione dell'anno III

ottobre 1795 CONSIGLIO DEI 500


novembre 1799 ● Stabilizzazione delle conquiste della Rivoluzione
CONSIGLIO DEGLI ANZIANI
LA RIVOLUZIONE FRANCESE
ASSEMBLEA COMPOSIZIONE

ASSEMBLEA NAZIONALE COSTITUENTE


giugno 1789 - settembre 1791 Costituzionali Democratici Monarchici Aristocratici

ASSEMBLEA LEGISLATIVA Girondini


ottobre 1791- settembre 1792 & Foglianti Indipendenti
Giacobini

CONVENZIONE NAZIONALE
settembre 1792 - ottobre 1795 Montagnardi Girondini
(Giacobini) PALUDE

CONSIGLIO DEI 500 Termidoriani Monarchici


CONSIGLIO DEGLI ANZIANI
ottobre 1795 - novembre 1799
Termidoriani Monarchici
LA RIVOLUZIONE FRANCESE
LE VARIE COSTITUZIONI APPROVATEA DURANTE LA RIVOLUZIONE FRANCESE
1789 Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino

1791 Costituzione monarchica francese


Prevedeva una monarchia costituzionale sul modello inglese con il potere esecutivo affidato al re ed il potere legislativo ad
un'Assemblea, eletta con suffragio ristretto.

1793 Costituzione dell'anno I (giacobina)


Si presentava con un preambolo diverso da quello del 1789, maggiormente ispirato alle idee di Rousseau. La sovranità
nazionale era sostituita dalla sovranità popolare: ogni cittadino era titolare del potere attraverso il voto espresso a suffragio universale e diretto. Per la
prima volta nella storia politica moderna, veniva poi introdotto l'istituto del referendum che concedeva alle comunità municipali di sottoporre ad una
consultazione popolare le leggi varate dal Corpo Legislativo. I costituenti ripudiarono il principio della separazione dei poteri ed affidarono alla
Convenzione tanto il potere esecutivo quanto il potere legislativo

1795 Costituzione dell'anno III


Dominata dalla paura degli estremismi, dal pericolo dell’onnipotenza di un uomo solo, essa è caratterizzata da un contenuto
sostanzialmente “negativo” volto a controllare e dividere il potere. Il suo preambolo è costituito, oltre che da una dichiarazione di diritti, da una
dichiarazione di doveri (massime di morale, più che precetti giuridici). Organi fondamentali dello Stato erano un corpo legislativo bicamerale (che
durava in carica tre anni ed era eletto a suffragio ristretto, con scrutinio di doppio grado) ed il Direttorio (potere esecutivo) formato da cinque membri
(nominati dal Consiglio degli Anziani tra una rosa di 10 nomi) che decadevano a rotazione ogni anno, ma non potevano essere sfiduciati. Fu il
modello di Costituzione che i Francesi imposero ai popoli delle varie repubbliche italiane.

1799 Costituzione dell'anno VIII


Si tratta della carta costituzionale che segna l'effettivo inizio del periodo napoleonico. Essa è modellata su un potere esecutivo
“forte”, composto di tre consoli, di cui il Primo Console con il potere decisionale effettivo. La popolazione vota con suffragio universale un elenco di
nomi, ma la designazione di questi proviene dall’alto tra quelli più graditi. Dall’esecutivo partiva pure l’iniziativa legislativa. Si trattava quindi di uno
Stato monocratico accentrato, espressione di un regime dittatoriale personale.