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i libri di lettura

G u i d a per l'insegnante
• Percorso per tipologie testuali
• Laboratori di lettura
• Stagioni sviluppate attraverso
• i linguaggi espressivi
• Un MONDO DI PAROLE per
• arricchire e sviluppare il lessico

pp. 200 pp. 208

A MONDO MIO - GUIDA


la riflessione il quaderno
linguistica di scrittura

pp. 144 pp. 96

• Grammatica di 4a e 5a con tutti gli aspetti della lingua • Proposte e strategie di scrittura attiva e creativa
• Tantissimi esercizi in ogni pagina e verifiche mirate • Mappe concettuali delle tipologie testuali

Per l’insegnante e per la classe: • programmazione annuale


• guida con la programmazione, schede operative, percorso di musica e di lettura espressiva
• CD audio con laboratori di ascolto, percorso di musica e di lettura espressiva
• prove d’ingresso
• poster attivi per imparare divertendosi
• altro materiale didattico sul sito www.raffaelloeditrice.it
• schede operative CD
• laboratori di: audio
I S B N 978-88-472-1351-7

• - ascolto attivo
9 788847 2 1 3 5 1 7 • - lettura espressiva
... un impegno per la scuola Prodotto omaggio
• - musica
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Presentazione del progetto ........................................................... 2 Schede operative:
Dalle Indicazioni Nazionali per i curricoli .................... 9 classe 4a.......................................................................................................... 35
Programmazione annuale: classe 5a.......................................................................................................... 78
classe 4a.......................................................................................................... 14 Laboratorio di ascolto............................................................................ 134
classe 5a.......................................................................................................... 22 Laboratorio di lettura espressiva............................................ 148
Laboratorio di musica ........................................................................... 160

Progetto RI.CER.CA. Coordinamento di redazione: Emilia Agostini


Un progetto che mette l’accento su tre momenti
Redazione: Francesca Bolognini
fondamentali del percorso di apprendimento:
RIflettere, CERcare, CApire. Progetto grafico: Gruppo Editoriale Raffaello
Lo scopo del progetto è quello di insegnare ai nostri
Impaginazione: Mauda Cantarini
alunni a riflettere, per cercare ogni giorno, a scuola, gli strumenti indispen-
sabili per capire il mondo che li circonda. Copertina: Giacomo Paolini
Stampa: Gruppo Editoriale Raffaello
Le autrici di questo volume sono: Giovanna Marchegiani, Eva Pigliapoco,
Nadia Vittori.
Questo testo è rispondente al codice di autoregolamentazione Polite (Pari
Opportunità Libri di Testo), per la formazione di una cultura delle pari op-
portunità e del rispetto delle differenze.
Cinque copie di testo sono state depositate presso il Ministero della Pubbli-
ca Istruzione (Roma) e l’Assessorato della Pubblica Istruzione della Regione
© 2009 by Autonoma Siciliana.
L’Editore è a disposizione degli aventi diritto con i quali non è stato possibile
comunicare, nonché per eventuali omissioni o inesattezze nella citazione
Visita il nostro sito: delle fonti.
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A MONDO MIO
un progetto unitario per le classi quarta e quinta
A Mondo Mio è un percorso didattico completo e innovativo finalizzato al raggiungimento da parte
dell’alunno di specifiche competenze nel parlare, nel leggere e nello scrivere, usando in modo corretto e
personale le regole della lingua.
È un progetto costruito a misura del bambino perché soddisfa le sue curiosità, tiene presenti i suoi interessi
e il suo vissuto, rispetta le capacità di apprendimento proprie della fascia di età a cui è rivolto.
Il progetto:
• è articolato in modo tale da rendere il bambino capace di usare autonomamente e in modo significativo
i codici espressivi;
• mira a stimolare e a promuovere il piacere della lettura;
• coinvolge continuamente l’alunno e lo rende protagonista del suo percorso di apprendimento, offrendo
proposte di attività e di riflessione linguistica su quanto è stato letto;
• avvicina l’alunno al mondo dell’arte e della musica, utilizzando un linguaggio adatto ai bambini e promuo-
vendo attività semplici e coinvolgenti.
È rivolto:

all’alunno
Due antologie, una per ogni clas-
se (4a e 5a), rispettivamente di 200
e 208 pagine, che presentano let-
ture e proposte operative in linea
con le indicazioni programmatiche
ministeriali.

Un libro unico di grammatica di 144 pagine, diviso al suo in-


terno fra la 4a e la 5a, per l’acquisizione delle strutture morfo-
sintattiche e lessicali del linguaggio scritto e orale.

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Quaderno di scrittura in un volume unico di 96 pagine, diviso


al suo interno fra la 4a e la 5a, che accompagna gradualmente
il bambino nella scrittura dei testi in modo autonomo e con-
sapevole.

all’insegnante

Una guida didattica che, attraverso molteplici spunti di attivi-


tà, accompagna l’insegnante sia nella fase di progettazione che
in quella della realizzazione del personale piano di lavoro.

alla classe
Poster attivi per imparare divertendosi:
- La mappa della fiaba
- La mappa del racconto
- La mappa della poesia
- La mappa attiva della grammatica
CD audio con:
- percorso di musica
- laboratorio di ascolto
- laboratorio di lettura espressiva

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Antologie
Le antologie, organizzate in quattro grandi unità legate allo scorrere delle stagioni, consentono di realizzare
in modo agevole un percorso didattico lineare e funzionale.

Le prime due pagine di ogni volume costituiscono un’intro-


duzione di quanto i bambini troveranno all’interno.

Ogni macrounità stagionale raggruppa tipologie testuali


specifiche.
AUTUNNO è tempo di incontri e racconti
Classe 4a: racconto realistico e fantastico, d’avventura e di
paura
Classe 5a: racconto fantasy, di fantascienza, horror, umoristi-
co, giallo e storico
INVERNO è tempo di scrivere e osservare
Classe 4a: autobiografia, lettera, diario, descrizione
Classe 5a: autobiografia e biografia, diario di viaggio, descri-
zione
PRIMAVERA è tempo di emozionarsi e conoscere
Classe 4a: poesia e testo informativo
Classe 5a: poesia, testo informativo e argomentativo
ESTATE è tempo di leggere e giocare
Classe 4a: testo regolativo
Classe 5a: giornale e pubblicità

Le tipologie testuali sono presentate come “mondi” e co-


stituiscono delle microunità organizzate in modo tale che
ogni bambino comprenda appieno e si impadronisca dei lin-
guaggi, delle strutture e delle regole di ognuna.
La doppia pagina di apertura, con la presentazione globale
della tipologia trattata, guida i bambini alla scoperta delle
peculiarità della tipologia stessa attraverso domande-stimo-
lo. Ciò permette di far loro acquisire consapevolezza delle
proprie conoscenze e di coinvolgerli emotivamente nel per-
corso che devono intraprendere.

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Le letture proposte evidenziano di volta alcuni aspetti par-


ticolari che permettono un’analisi accurata di ogni tipolo-
gia.
Tutti i brani sono attuali, vivaci, interessanti, di immediata
comprensione e portatori di messaggi positivi. Sono sele-
zionati dalla migliore produzione letteraria per ragazzi, sia
di autori classici, sia di autori contemporanei. Affrontano
tematiche vicine alle esperienze dei bambini, al loro mon-
do interiore, al loro vissuto, oppure toccano temi capaci di
stimolare la riflessione su argomenti di grande attualità, sui
problemi della società e del mondo contemporaneo.

Le pagine di verifica presentano due tipologie a confronto


che, evidenziando analogie e differenze, consentono di fare
il punto sulle conoscenze acquisite e di rielaborarle trasfor-
mandole in competenze personali e originali.

Le stagioni
Al centro di ogni grande unità è presentata la stagione in tutti i suoi vari aspetti attraverso linguaggi diversi
(poetico, grafico-pittorico, musicale), offrendo lo spunto per sviluppare un percorso creativo e personale di
attività espressive.

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I laboratori di lettura
Le sezioni Il mondo di... propongono un vero e proprio laboratorio di lettura, incentrato ognuno su un libro
di narrativa per l’infanzia, con lo scopo di promuovere e stimolare il piacere alla lettura e di offrire spunti
per affrontare un percorso di crescita e formazione:
Alcune pagine, accuratamente selezionate dai libri scelti, presentano il mondo del protagonista e affronta-
no tematiche e problemi vicini al mondo affettivo del bambino.
Classe 4a:
• Il mondo di Elfie guida i bambini in un viaggio all’interno di loro stessi e affronta i temi della paura di non
sapere e di non essere accettati dagli altri.
• Il mondo di Ilaria tocca il tema dei rapporti con gli altri.
Classe 5a:
• Il mondo di Paolino affronta il tema dell’ecologia e della salvaguardia dell’ambiente.
• Il mondo di Iqbal tocca il difficile tema del lavoro minorile e dei diritti dei bambini.
• Il mondo del cittadino guida il bambino alla consapevolezza dei diritti e dei doveri del cittadino.

I Laboratori di lettura concorrono alla formazione delle competenze personali alla fine della scuola
primaria come prevede la normativa della nuova disciplina denominata Cittadinanza e Costituzione
(Ddl 1.8.2008).
Le competenze si articolano nei seguenti nuclei tematici:
• DIGNITÀ UMANA
• IDENTITÀ E APPARTENENZA
• ALTERITÀ E RELAZIONE
• PARTECIPAZIONE
Di seguito si riportano gli OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO PER LA SCUOLA PRIMARIA RELATIVI A CIT-
TADINANZA E COSTITUZIONE NELLA NORMATIVA CORRENTE.
• Acquisire il concetto di “pieno sviluppo della persona umana” e dei compiti della Repubblica al riguardo.
• Diventare consapevoli dei significati e delle azioni della pari dignità sociale, della libertà e dell’ugua-
glianza di tutti i cittadini.
• Comprendere il concetto di “formazioni sociali” (art. 2 della Costituzione)
• Comprendere i compiti, i servizi, gli scopi inerenti le “prime formazioni sociali”: la famiglia, il quartiere
e il vicinato, le chiese, i gruppi cooperativi e solidaristici, la scuola.
• Distinguere tra “comunità” e “società”.
• Conoscere la natura e le funzioni di enti locali (comune, provincia, città metropolitana, regione) e gli
enti territoriali (asl, comunità montane ecc.).
• Affrontare una prima conoscenza dei segni costituzionali dell’unità e dell’indivisibilità della Repubblica.
• Acquisire il concetto di tutela del paesaggio e del patrimonio storico del proprio ambiente di vita e
della nazione.
• Conoscere i segnali stradali e le strategie per la miglior circolazione di pedoni, ciclisti, automobilisti.
• Apprendere fondamentali elementi di igiene e di profilassi delle malattie.
• Affrontare la conoscenza dei principi fondamentali della Dichiarazione dei Diritti del Fanciullo e della
Convenzione Internazionale dei Diritti dell’Infanzia.
• Maturare il superamento del concetto di razza e comprendere la comune appartenenza biologica ed
etica all’umanità.

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Le proposte operative
Le letture proposte sono state selezionate, oltre che per le tipologie e gli argomenti, anche per le carat-
teristiche stilistiche, nel rispetto della gradualità degli apprendimenti. Ogni brano è accompagnato da
approfondimenti ed esercizi.
Le attività suggerite sono varie e possono essere raggruppate in tre percorsi:

1 - acquisire competenze specifiche di lettura e di analisi testuale


• DENTRO IL TESTO per sviluppare gradualmente un itinerario di analisi testuale a partire dal quale si costru-
iscono le diverse competenze;
• CAPIRE IL TESTO per far acquisire, in relazione alle diverse tipologie, sicure abilità linguistiche di lettura,
di analisi e di comprensione. Le richieste vertono:
• sulla comprensione del contenuto e del lessico;
• sulla capacità di cogliere informazioni implicite;

2 - potenziare e sviluppare le capacità del bambino


• IO SCRIVO per guidare l’alunno alla rielaborazione e manipolazione dei testi presentati e alla produzione
personale dei testi stessi, proponendo schemi, strategie e giochi di scrittura creativa;
• IO RIASSUMO per introdurre i bambini alle attività di sintesi;
• IO RACCONTO per invitare i bambini ad esprimere il proprio vissuto e guidarli nel confronto con gli altri;
• IO RIFLETTO per suggerire spunti di riflessione comune che stimolino la discussione di classe e il confronto
critico delle idee;

3 - ampliare le conoscenze
• UN MONDO DI PAROLE pagine speciali dedicate al lessico, che propongono attività, anche ludiche, con il
duplice scopo di arricchire il patrimonio lessicale e di sviluppare la riflessione e la curiosità linguistica;
• IL MONDO DELLE DISCIPLINE suggerisce percorsi interdisciplinari, creando connessioni con la storia, la
geografia e le scienze.

Questo apparato operativo è integrato inoltre da proposte ludiche volte a stimolare l’inventiva individuale
di ogni alunno e ad offrire momenti di maggiore integrazione in classe.

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Riflessione linguistica
Il volume biennale di riflessione linguistica propone un percorso completo di grammatica che parte dall’os-
servazione degli usi linguistici per giungere a generalizzazioni astratte, così come raccomandato dalle indi-
cazioni ministeriali e si caratterizza per l’abbondanza e la gradualità degli esercizi.

È diviso in cinque sezioni: comunicazio-


ne, ortografia, lessico, morfologia, sintassi.
Ogni sezione è introdotta da un breve te-
sto significativo o da un fumetto per cat-
turare l’attenzione del bambino. Tutte le
categorie grammaticali o sintattiche sono
spiegate in modo semplice e chiaro, con
esempi di facile comprensione e rinforzate
da una buona diversità di esercizi.

Al termine di ogni unità, una pagina speciale, Un mondo di


parole, attraverso giochi linguistici, aiuterà il bambino a ri-
passare in modo ludico quanto ha appreso nell’unità stessa,
e una pagina di verifica gli permetterà di controllare le sue
competenze.

Quaderno di scrittura
Il volume propone un percorso laboratoriale di scrittura per le due annualità (classe 4a e classe 5a) in modo
graduale e parallelo al libro di lettura.
A partire dalle funzioni della scrittura si procede con l’analisi, lo smontaggio e la manipolazione delle varie
parti del testo per arrivare alla composizione scritta spontanea del bambino.
Il legame con il libro dei linguaggi è rafforzato nelle sezioni inerenti alle tipologie testuali, in cui sono pre-
senti mappe di sintesi sulle caratteristiche dei generi trattati.

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Dalle Indicazioni Nazionali


per i curricoli
Il libro di lettura A mondo mio è stato pensato, progettato e organizzato in base alle Indicazioni Nazionali
per i curricoli. Tutto l’impianto didattico in esso proposto mira a tradurre in attività operative, e perciò in
competenze da acquisire, gli obiettivi didattici previsti nelle Indicazioni stesse. Pertanto ci sembra cosa
utile proporre all’attenzione degli insegnanti alcuni stralci più salienti delle Indicazioni.

Le finalità del primo ciclo


La scuola primaria mira all’acquisizione degli apprendimenti di base, come primo esercizio dei diritti costi-
tuzionali. Ai bambini e alle bambine che la frequentano va offerta l’opportunità di sviluppare le dimensioni
cognitive, emotive, affettive, sociali, corporee, etiche e religiose e di acquisire i saperi irrinunciabili. Si pone
come scuola formativa che, attraverso gli alfabeti delle discipline, permette di esercitare differenti poten-
zialità di pensiero, ponendo così le premesse per lo sviluppo del pensiero riflessivo e critico.
Per questa via si formano cittadini consapevoli e responsabili a tutti i livelli, da quello locale a quello euro-
peo.

• Il primo ciclo d’istruzione ricopre un arco di tempo fondamentale per l’apprendimento e per la costruzio-
ne dell’identità degli alunni, nel quale si pongono le basi e si sviluppano le competenze indispensabili per
continuare ad apprendere a scuola e lungo l’intero arco della vita.
• La finalità del primo ciclo è la promozione del pieno sviluppo della persona. Per realizzarla la scuola con-
corre con altre istituzioni alla rimozione di ogni ostacolo alla frequenza; cura l’accesso facilitato per gli
alunni con disabilità, previene l’evasione dell’obbligo scolastico e contrasta la dispersione; persegue con
ogni mezzo il miglioramento della qualità del sistema di istruzione. In questa prospettiva la scuola ac-
compagna gli alunni nell’elaborare il senso della propria esperienza, promuove la pratica consapevole della
cittadinanza attiva e l’acquisizione degli alfabeti di base della cultura.
• La scuola favorisce lo sviluppo delle capacità necessarie per imparare a leggere le proprie emozioni e a
gestirle, per rappresentarsi obiettivi non immediati e perseguirli.
• Promuove quel primario senso di responsabilità che si traduce nel fare bene il proprio lavoro e nel portarlo
a termine, nell’avere cura di sé, degli oggetti, degli ambienti che si frequentano, sia naturali sia sociali.
• Sollecita gli alunni a un’attenta riflessione sui comportamenti di gruppo al fine di individuare quegli atteg-
giamenti che violano la dignità della persona e il rispetto reciproco, li orienta a sperimentare contesti di
relazione dove sviluppare atteggiamenti positivi e realizzare pratiche collaborative.
• Facilita le condizioni di fruizione e produzione della comunicazione tra coetanei e dei messaggi provenien-
ti dalla società nelle loro molteplici forme.

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Le impostazioni metodologiche di fondo


Il primo ciclo, nella sua articolazione di scuola primaria e secondaria di primo grado, persegue efficacemente
le finalità che le sono assegnate nella misura in cui si costituisce come un contesto idoneo a promuovere
apprendimenti significativi e a garantire il successo formativo per tutti gli alunni.
A tal fine è possibile individuare, nel rispetto della libertà di insegnamento, alcune impostazioni metodolo-
giche di fondo.
- Valorizzare l’esperienza e le conoscenze degli alunni, per ancorarvi nuovi contenuti.
- Attuare interventi adeguati nei riguardi delle diversità, per fare in modo che non diventino disuguaglianze.
- Favorire l’esplorazione e la scoperta, al fine di promuovere la passione per la ricerca di nuove conoscenze.
- Incoraggiare l’apprendimento collaborativo. Imparare non è solo un processo individuale.
- Promuovere la consapevolezza del proprio modo di apprendere, al fine di “imparare ad apprendere”.
- Realizzare percorsi in forma di laboratorio, per favorire l’operatività e allo stesso tempo il dialogo e la ri-
flessione su quello che si fa.

L’organizzazione del curricolo


Ogni scuola predispone il curricolo, all’interno del Piano dell’offerta formativa, nel rispetto delle finalità, dei
traguardi per lo sviluppo delle competenze, degli obiettivi di apprendimento posti dalle Indicazioni.
Nella scuola del primo ciclo il curricolo si articola attraverso le discipline.

Traguardi per lo sviluppo delle competenze


Al termine della scuola primaria per le discipline vengono individuati traguardi per lo sviluppo delle com-
petenze. Tali traguardi rappresentano riferimenti per gli insegnanti, indicano piste da percorrere e aiutano
a finalizzare l’azione educativa allo sviluppo integrale dell’alunno.

Obiettivi di apprendimento
Gli obiettivi di apprendimento sono definiti in relazione al termine del terzo e del quinto anno della scuola
primaria e al termine del terzo anno della scuola secondaria di primo grado. Sono obiettivi ritenuti strate-
gici al fine di raggiungere i traguardi per lo sviluppo delle competenze previsti dalle Indicazioni.

Valutazione
Agli insegnanti compete la responsabilità della valutazione e la cura della documentazione didattica, non-
ché la scelta dei relativi strumenti nel quadro dei criteri deliberati dai competenti organi collegiali. La
valutazione precede, accompagna e segue i percorsi curricolari. Attiva le azioni da intraprendere, regola
quelle avviate, promuove il bilancio critico su quelle condotte a termine. Assume una preminente funzione
formativa, di accompagnamento dei processi di apprendimento e di stimolo al miglioramento continuo.

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Italiano
Lo sviluppo di competenze linguistiche ampie e sicure è una condizione indispensabile per la crescita della
persona e per l’esercizio pieno della cittadinanza, per l’accesso critico a tutti gli ambiti culturali e per il
raggiungimento del successo scolastico in ogni settore di studio.

Nel primo ciclo grande importanza ha lo sviluppo del linguaggio orale in forme via via più controllate. La
pratica delle abilità linguistiche orali nella comunità scolastica passa attraverso la predisposizione di am-
bienti sociali di apprendimento idonei allo scambio linguistico, all’interazione, alla costruzione di significati,
alla condivisione di conoscenze, alla negoziazione di punti di vista.

La lettura va praticata su una grande varietà di testi, per scopi diversi e con strategie funzionali al compito,
per permettere all’alunno l’accesso ai testi anche in modo autonomo.

La pratica della lettura è proposta come momento di socializzazione e di discussione dell’apprendimento di


contenuti, ma anche come momento di ricerca autonoma e individuale, in grado di sviluppare la capacità
di concentrazione e di riflessione critica, quindi come attività particolarmente utile per favorire il processo
di maturazione dell’alunno.

Ruolo primario assume il leggere per soddisfare il piacere estetico dell’incontro con il testo letterario e il
gusto intellettuale della ricerca di risposte a domande di senso.

L’alunno apprenderà la scrittura attraverso la lettura e la produzione, prima guidata poi autonoma, di una
grande varietà di testi funzionali e creativi, sempre finalizzati ai bisogni comunicativi degli alunni e inseriti
in contesti motivanti.

L’obiettivo primario (che non esclude il raggiungimento di traguardi più complessi, sempre possibili) sarà
quello di portare gli allievi a scrivere in modo chiaro, preciso e semplice; gli allievi dovrebbero poter control-
lare, oltre alle scelte lessicali e sintattiche, anche gli elementi relativi all’organizzazione logico-concettuale
del testo, e quindi sviluppare la capacità di ordinare, raggruppare, esplicitare tutte le informazioni necessa-
rie al raggiungimento dello scopo.

La riflessione sulla lingua partirà dall’osservazione degli usi linguistici per giungere a generalizzazioni astrat-
te. Essa contribuirà ad apprendere a riformulare frasi e testi e a una maggiore duttilità nel capire e produrre
enunciati e testi; contribuirà altresì all’apprendimento di altre lingue europee, fornendo la base per riferi-
menti e per confronti che hanno lo scopo di individuare similitudini e differenze, relazioni.

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Traguardi per lo sviluppo delle competenze


al termine della scuola primaria
• L’alunno partecipa a scambi comunicativi con compagni e docenti (conversazione, discussione, scam-
bi epistolari...) attraverso messaggi semplici, chiari e pertinenti, formulati in un registro il più possibile
adeguato alla situazione.
• Comprende testi di tipo diverso in vista di scopi funzionali, di intrattenimento e/o svago, di studio,
ne individua il senso globale e/o le informazioni principali, utilizza strategie di lettura funzionali agli
scopi.
• Legge testi letterari di vario genere appartenenti alla letteratura dell’infanzia, sia a voce alta, con
tono di voce espressivo, sia con lettura silenziosa e autonoma, riuscendo a formulare su di essi sem-
plici pareri personali.
• Produce testi (di invenzione, per lo studio, per comunicare) legati alle diverse occasioni di scrittura
che la scuola offre, rielabora testi manipolandoli, parafrasandoli, completandoli, trasformandoli (pa-
rafrasi e riscrittura).
• Sviluppa gradualmente abilità funzionali allo studio estrapolando dai testi scritti informazioni su un
dato argomento utili per l’esposizione orale e la memorizzazione, acquisendo un primo nucleo di
terminologia specifica, raccogliendo impressioni personali e/o collettive, registrando opinioni proprie
o altrui.
• Svolge attività esplicite di riflessione linguistica su ciò che si dice o si scrive, si ascolta o si legge,
mostra di cogliere le operazioni che si fanno quando si comunica e le diverse scelte determinate dalla
varietà di situazioni in cui la lingua si usa.

Obiettivi di apprendimento al termine della


classe quinta della scuola primaria
Ascoltare e parlare
- Cogliere l’argomento principale dei discorsi altrui.
- Prendere la parola negli scambi comunicativi (dialogo, conversazione, discussione) rispettando i turni di
parola, ponendo domande pertinenti e chiedendo chiarimenti.
- Riferire su esperienze personali organizzando il racconto in modo essenziale e chiaro, rispettando l’ordine
cronologico e/o logico e inserendo elementi descrittivi funzionali al racconto.
- Cogliere in una discussione le posizioni espresse dai compagni ed esprimere la propria opinione su un ar-
gomento con un breve intervento preparato in precedenza.
- Comprendere le informazioni essenziali di un’esposizione, di istruzioni per l’esecuzione di compiti, di mes-
saggi trasmessi dai media (annunci, bollettini...).
- Organizzare un breve discorso orale su un tema affrontato in classe o una breve esposizione su un argo-
mento di studio utilizzando una scaletta.

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Leggere
- Leggere testi narrativi e descrittivi, sia realistici sia fantastici, distinguendo l’invenzione dalla realtà.
- Sfruttare le informazioni della titolazione, delle immagini e delle didascalie per farsi un’idea del testo che
si intende leggere.
- Leggere e confrontare informazioni provenienti da testi diversi per farsi un’idea di un argomento, per tro-
vare spunti a partire dai quali parlare o scrivere.
- Ricercare informazioni in testi di diversa natura e provenienza per scopi pratici e/o conoscitivi applicando
semplici tecniche di supporto alla comprensione (come, ad esempio, sottolineare, annotare informazioni,
costruire mappe e schemi...).
- Seguire istruzioni scritte per realizzare prodotti, per regolare comportamenti, per svolgere un’attività, per
realizzare un procedimento.
- Leggere semplici e brevi testi letterari sia poetici sia narrativi mostrando di riconoscere le caratteristiche
essenziali che li contraddistinguono (versi, strofe, rime, ripetizione di suoni, uso delle parole e dei signifi-
cati) ed esprimendo semplici pareri personali su di essi.
- Leggere ad alta voce un testo noto e, nel caso di testi dialogati letti a più voci, inserirsi opportunamente
con la propria battuta, rispettando le pause e variando il tono della voce.

Scrivere
- Raccogliere le idee, organizzarle per punti, pianificare la traccia di un racconto o di un’esperienza.
- Produrre racconti scritti di esperienze personali o vissute da altri e che contengano le informazioni essen-
ziali relative a persone, luoghi, tempi, situazioni, azioni.
- Produrre testi creativi sulla base di modelli dati (filastrocche, racconti brevi, poesie).
- Scrivere una lettera indirizzata a destinatari noti, adeguando le forme espressive al destinatario e alla si-
tuazione di comunicazione.
- Esprimere per iscritto esperienze, emozioni, stati d’animo sotto forma di diario.
- Realizzare testi collettivi in cui si fanno resoconti di esperienze scolastiche, si illustrano procedimenti per
fare qualcosa, si registrano opinioni su un argomento trattato in classe.
– Compiere operazioni di rielaborazione sui testi (parafrasare un racconto, riscrivere apportando cambia-
menti di caratteristiche, sostituzioni di personaggi, punti di vista, in funzione di uno scopo dato...).
- Produrre testi corretti dal punto di vista ortografico, morfosintattico, lessicale, in cui siano rispettate le
funzioni sintattiche e semantiche dei principali segni interpuntivi.

Riflettere sulla lingua


- Riconoscere e denominare le parti principali del discorso e gli elementi basilari di una frase; individuare e
usare in modo consapevole modi e tempi del verbo; riconoscere in un testo i principali connettivi (tem-
porali, spaziali, logici); analizzare la frase nelle sue funzioni (predicato e principali complementi).
- Conoscere i principali meccanismi di formazione e derivazione delle parole (parole semplici, derivate,
composte, prefissi e suffissi).
- Comprendere le principali relazioni tra le parole (somiglianze, differenze) sul piano dei significati.
- Comprendere e utilizzare il significato di parole e termini specifici legati alle discipline di studio.
- Utilizzare il dizionario come strumento di consultazione per trovare una risposta ai dubbi linguistici.
- Riconoscere la funzione dei principali segni interpuntivi, enunciati e testi; contribuirà altresì all’appren-
dimento di altre lingue europee, fornendo la base per riferimenti e per confronti che hanno lo scopo di
individuare similitudini e differenze, relazioni.

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Programmazione annuale
La programmazione annuale proposta vuole indicare un percorso di lavoro che mira a tradurre in attività
operative gli obiettivi didattici ministeriali. Perciò è strettamente legata sia alle Indicazioni Nazionali dei
curricoli, sia al libro di lettura. È strutturata in unità di apprendimento che corrispondono alle tipologie te-
stuali presentate nel libro. L’organizzazione segue il percorso dei due testi di quarta e quinta, ma può essere
modificata e ogni insegnante può personalizzarla progettando liberamente un proprio itinerario didattico.

Classe quarta
Unità 2 - Un mondo di racconti
(da pag. 18 a pag. 41)

Obiettivi Collegamenti
contenuti Competenze
di apprendimento interdisciplinari
• Racconti realistici e • Ascoltare, comprendere ASCOLTARE E PARLARE: Arte e immagine
fantastici con adulti e e comunicare oralmen- - Raccontare esperienze. Colori caldi e freddi
bambini come protago- te in modo corretto. - Esprimere oralmente vissuti, emozioni, (pag. 38)
nisti idee.
- Esporre oralmente esperienze, attività sco-
lastiche o extrascolastiche con avvio all’uso
• Saper utilizzare il lin- di scalette mentali o scritte. Musica
• Racconti in 1a persona guaggio come capacità I suoni e i rumori
legati a mondo affetti- di rappresentare la pro- LEGGERE: (pag. 39)
vo e agli affetti fami- pria realtà e la realtà - Leggere e comprendere testi narrativi.
liari esteriore. - Individuare il punto di vista del narratore.
- Individuare i personaggi, i luoghi e gli eventi
fondamentali. Storia
- Individuare le scene e analizzare i loro ele- Le caratteristiche degli
• Racconti in 3a persona • Saper leggere e com- menti connotativi. dèi Greci
centrati sulla quotidia- prendere una varietà di - Individuare l’ordine cronologico delle se- (pag. 32)
nità su vissuti perso- testi scritti. quenze.
nali - Riassumere i fatti
SCRIVERE:
• Saper individuare ed - Completare racconti realistici e fantastici
• Miti legati alla cultura analizzare le caratteri- nei quali manca una parte.
egizia, della Mesopota- stiche di struttura, lin- - Riordinare le sequenze in un racconto.
mia e della Grecia guaggio e funzione di - Produrre racconti di realtà o fantasia.
diversi tipi di testo. - Giocare creativamente con le parole per
produrre semplici testi.
- Fare il riassunto di racconti diversi.
• Comprendere e pro- RIFLETTERE SULLA LINGUA:
durre testi di vario tipo - Leggere testi narrativi individuandone le
per scopi diversi. principali caratteristiche strutturali.
- Comprendere semplici testi, cogliendone il
significato.
- Riconoscere e raccogliere per categorie le
parole ricorrenti.
- Riconoscere in un testo la frase semplice e
individuare i rapporti logici tra le parole che
la compongono e veicolano senso.
- Familiarizzare con l’uso del vocabolario per
arricchire il lessico.

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Unità 3 - Un mondo di racconti di paura


(da pag. 42 a pag. 63)

Obiettivi Collegamenti
contenuti Competenze
di apprendimento interdisciplinari
• Racconti d’avventura • Ascoltare, comprendere ASCOLTARE E PARLARE: Scienze
con bambini e anima- e comunicare oralmen- - Raccontare esperienze Gli animali del bosco
li come protagonisti, te in modo corretto. - Esprimere oralmente vissuti, emozioni, idee (pag. 4)
scelti dai classici per sapendo discriminare i diversi scopi.
ragazzi più famosi. - Esporre oralmente con adeguata competen-
za lessicale esperienze vissute o verosimili.
• Saper utilizzare il lin- Le parole dei fenomeni
guaggio come capacità naturali
• Racconti d’avventura di rappresentare la pro- (pag. 4)
in forma di filastrocca. pria realtà e la realtà LEGGERE:
esteriore. - Conoscere le principali caratteristiche strut-
turali dei racconti di avventura e di paura.
- Cogliere le differenze stilistiche tra le due
• Racconti di paura an- tipologie prese in esame.
che di tono divertente, • Saper leggere e com- - Individuare i personaggi, i luoghi e gli eventi
centrati sui tipici pro- prendere una varietà di fondamentali.
tagonisti del genere. testi scritti. - Individuare le scene e analizzare i loro ele-
menti connotativi.
- Individuare gli elementi di suspense in un
• Saper individuare ed racconto Horror.
analizzare le caratteri- - Cogliere gli stati d’animo e i sentimenti pre-
stiche di struttura, lin- senti in un testo.
guaggio e funzione di - Individuare l’ordine cronologico delle se-
diversi tipi di testo. quenze.

• Comprendere e pro- SCRIVERE:


durre testi di vario tipo - Completare racconti d’avventura o di paura
per scopi diversi. nei quali manca una parte.
- Proporre conclusioni alternative a quelle
presenti nel testo.
- Riordinare le sequenze in un racconto.
- Produrre racconti d’avventura o di paura.
- Da una filastrocca ricavare un testo narra-
tivo.
- Giocare creativamente con le parole per
produrre semplici testi.
- Riassumere un brano.

RIFLETTERE SULLA LINGUA:


- Riconoscere e raccogliere per categorie le
parole ricorrenti.
- Individuare e comporre “scale” di parole.
- Riconoscere in un testo la frase semplice
e individuare i rapporti logici tra le parole
che la frase semplice e individuare i rappor-
ti logici tra le parole che la compongono e
veicolano senso.
- Familiarizzare con l’uso del vocabolario per
arricchire il lessico.

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Unità 4 - Un mondo di autobiografie, lettere e diari


(da pag. 72 a pag. 103)

Obiettivi Collegamenti
contenuti Competenze
di apprendimento interdisciplinari
• Racconti autobiografi- • Ascoltare, comprendere ASCOLTARE E PARLARE: Arte e immagine
ci con adulti e bambini e comunicare oralmen- - Raccontare esperienze, esprimere oralmente La luce e l’ombra
come protagonisti. te in modo corretto. vissuti, emozioni, idee. (pag. 96)
- Partecipare a discussioni di gruppo, indivi-
duando il problema affrontato e le principali
opinioni espresse.
• Lettere e e-mail indiriz- • Saper utilizzare il lin- - Prestare attenzione all’interlocutore nelle Musica
zate ai compagni e agli guaggio per rappresen- conversazioni e nei dibattiti. I suoni acuti e gravi
amici per comunicare tare la propria realtà e - Comprendere le idee e le sensibilità altrui e (pag. 97)
esperienza, pensieri ed la realtà esteriore. partecipare alle interazioni comunicative.
emozioni. - Esporre oralmente esperienze, attività sco-
lastiche o extrascolastiche. Cittadinanza e Costitu-
• Saper leggere e com- LEGGERE: zione
• Pagine di diario centra- prendere una varietà di - Leggere e comprendere testi espressivi. L’abbandono di un ani-
ti sulla quotidianità su testi scritti. - Leggere testi letterari diversi mostrando di male
vissuti personali e sulle riconoscere le caratteristiche essenziali che (pag. 91)
riflessioni di bambini. li contraddistinguono.
• Saper individuare ed - Individuare gli stati d’animo e le emozioni
analizzare le caratteri- del narratore. Geografia
stiche di struttura, lin- - Individuare i personaggi, i luoghi e gli eventi Capodanno in Cina
guaggio e funzione di fondamentali. (pag. 101)
diversi tipi di testo. - Individuare le scene e analizzare i loro ele-
menti connotativi.
- Individuare l’ordine cronologico delle se-
quenze.
• Comprendere e pro-
durre testi di vario tipo SCRIVERE:
per scopi diversi. - Produrre testi cosi e coerenti per raccon-
tare in forma autobiografica episodi della
propria vita.
- Produrre lettere personali per parlare di
emozioni, sentimenti e stati d’animo, eventi
o luoghi.
- Scrivere una lettera indirizzata a destinatari
diversi adeguando le forme espressive al de-
stinatario e alla situazione comunicativa.
- Raccontare esperienze personali, esprimere
opinioni e stati d’animo sotto forma di diario.
- Modificare i testi letti, capovolgendo il pun-
to di vista del narratore.
- Giocare creativamente con le parole per
produrre semplici testi.
RIFLETTERE SULLA LINGUA:
- Usare e distinguere i pronomi personali e
riconoscere la loro funzione nella frase.
- Usare e distinguere i modi e i tempi verbali.
- Riconoscere e raccogliere per categorie le
parole ricorrenti.
- Riconoscere in un testo la frase semplice e
individuare i rapporti logici tra le parole che
la compongono e veicolano senso.
- Familiarizzare con l’uso del vocabolario per
arricchire il lessico

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Unità 5 - Un mondo di descrizioni


(da pag. 104 a pag. 125)

Obiettivi Collegamenti
contenuti Competenze
di apprendimento interdisciplinari
• Descrizioni di persone • Ascoltare, comprendere ASCOLTARE E PARLARE: Cittadinanza e Costitu-
bambini ed adulti, visti e comunicare oralmen- - Utilizzare in semplici descrizioni i dati sen- zione
con occhio obiettivo o te in modo corretto. soriali , immagini figurate ed aggettivi. Se io fossi...
caricaturale. - Descrivere persone, ambienti ed animali, uti- (pag. 113)
lizzando semplici tracce o scalette mentali. Attraverso la compara-
zione con un animale
• Saper utilizzare il lin- cogliere aspetti del com-
• Descrizioni di animali guaggio come capacità portamento proprio e
legati a mondo affetti- di rappresentare la pro- LEGGERE: dei compagni.
vo e non. pria realtà e la realtà - Leggere e comprendere testi descrittivi.
esteriore. - Individuare il punto di vista del narratore.
- Individuare il tono della descrizione e deter-
minare gli elementi che lo caratterizzano. Scienze
• Descrizioni di ambien- - Individuare nelle descrizioni delle persone e Come interpretare alcuni
ti analizzati dall’ester- • Saper leggere e com- degli animali gli elementi fisici della descri- comportamenti del no-
no, oppure nel loro prendere una varietà di zione e gli aspetti del carattere e del com- stro gatto
interno, ambienti natu- testi scritti. portamento. (pag. 115)
rali e non. - Individuare nella realtà e nei testi letti i dati
sensoriali, statici e dinamici, discriminare ag-
• Saper individuare ed gettivi e immagini figurate.
analizzare le caratteri- - Cogliere i sentimenti e gli stati d’animo su-
stiche di struttura, lin- scitati da un testo descrittivo.
guaggio e funzione di
diversi tipi di testo.
SCRIVERE:
- Produrre descrizioni ordinate e coerenti di
• Comprendere e pro- ambienti, partendo da una traccia data.
durre testi di vario tipo - Descrivere compagni, utilizzando gli schemi
per scopi diversi. suggeriti.
- Descrivere un animale conosciuto, sottoline-
andone l’aspetto fisico e il comportamento.
- Giocare con i nomi dei compagni per creare
descrizioni divertenti.

RIFLETTERE SULLA LINGUA:


- Riconoscere e raccogliere per categorie le
parole ricorrenti.
- Riconoscere in un testo la frase semplice e
individuare i rapporti logici tra le parole che
la compongono e veicolano senso.
- Familiarizzare con l’uso del vocabolario per
arricchire il lessico.

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Unità 6 - Un mondo di poesie


(da pag. 134 a pag. 163)

Obiettivi Collegamenti
contenuti Competenze
di apprendimento interdisciplinari
• Poesie in rima e fila- • Ascoltare, comprendere ASCOLTARE E PARLARE: Arte e immagine
strocche per giocare e comunicare oralmen- - Raccontare vissuti ed emozioni suscitate Le onomatopee nei fu-
con i suoni, con le im- te in modo corretto. dalle poesie lette od ascoltate. metti
magini e le parole. (pag. 147)

• Saper utilizzare il lin- LEGGERE: Colori primari e secon-


• Calligrammi, le poesie guaggio per rappresen- - Leggere e comprendere testi poetici. dari
per gli occhi. tare la propria realtà e - Individuare gli elementi del linguaggio poe- (pag. 160)
la realtà esteriore. tico: i vari tipi di rima, le strofe, i versi.
- Cogliere il ritmo delle filastrocche e com-
prendere la funzione ritmica della metrica Musica
• Poesie in versi sciolti e degli a capo.
centrate sulle emozio- • Saper leggere e com- Suoni lunghi e suoni corti
- Individuare la funzione espressiva della di- (pag. 161)
ni e i vissuti dei bam- prendere una varietà di sposizione delle parole nei calligrammi.
bini, sugli affetti, sugli testi scritti. - Individuare e comprendere la funzione delle
aspetti della natura. onomatopee, delle allitterazioni, delle simi-
litudini, delle metafore.
• Saper individuare ed - Individuare le personificazioni.
analizzare le caratteri-
stiche di struttura, lin-
guaggio e funzione di SCRIVERE:
diversi tipi di testo. - Comporre brevi filastrocche individuali e
collettive.
- Giocare con le rime, cercando un filo logi-
• Comprendere e pro- co che giustifichi l’unione di due parole per
durre testi di vario tipo mezzo di una rima baciata.
per scopi di intratteni- - Produrre semplici calligrammi.
mento e di svago. - Giocare creativamente con le parole per co-
struire similitudini e metafore.
- Scrivere poesie “a ricalco” utilizzando la tec-
nica dell’elenco.

RIFLETTERE SULLA LINGUA:


- Riconoscere gli usi creativi della lingua.
- Familiarizzare con l’uso del vocabolario per
arricchire il lessico.

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Unità 7 - Un mondo di testi informativi


(da pag. 164 a pag. 181)

Obiettivi Collegamenti
contenuti Competenze
di apprendimento interdisciplinari
• Testi informativi di • Ascoltare, comprendere ASCOLTARE E PARLARE: Storia
argomento scientifico, e comunicare oralmen- - Sintetizzare oralmente un testo informati- La porpora
geografico, storico e te in modo corretto. vo. (pag. 168)
antropologico. - Organizzare un discorso utilizzando scalette
mentali o scritte.
- Riferire oralmente su un argomento di stu-
• Saper utilizzare il lin- dio o un’attività. Geografia
guaggio come capacità La bussola
di rappresentare la pro- (pag. 169)
pria realtà e la realtà
esteriore. LEGGERE:
- Leggere e comprendere testi informativi
individuandone le principali caratteristiche Scienze
strutturali. La nomenclatura dell’al-
• Saper leggere e com- - Sfruttare le informazioni della titolazione, bero
prendere una varietà di delle immagini e delle didascalie per farsi (pag. 177)
testi scritti. un’idea del testo che si intende leggere.
- Individuare le parole chiave di un testo in-
formativo.
• Saper individuare ed - Individuare l’argomento generale e gli even-
analizzare le caratteri- tuali sottoargomenti.
stiche di struttura, lin- - Distinguere le informazioni primarie dalle
guaggio e funzione di informazioni secondarie.
diversi tipi di testo. - Riassumere le informazioni del testo.

• Comprendere e pro- SCRIVERE:


durre testi di vario tipo - Elaborare uno schema, una tabella che tra-
per scopi diversi. duca i concetti fondamentali del testo.
- Completare brevi didascalie.
- Elaborare un testo di sintesi di un testo in-
formativo.

RIFLETTERE SULLA LINGUA:


- Riconoscere e raccogliere per categorie le
parole ricorrenti.
- Conoscere i principali meccanismi di forma-
zione e di derivazione delle parole.
- Comprendere e utilizzare il significato di pa-
role e di termini specifici legati alle discipli-
ne di studio.
- Riconoscere in un testo la frase semplice e
individuare i rapporti logici tra le parole che
la compongono e veicolano senso.

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Unità 8 - Un mondo di regole


(da pag. 182 a pag. 200)

Obiettivi Collegamenti
contenuti Competenze
di apprendimento interdisciplinari
• Testi regolativi con • Ascoltare, comprendere ASCOLTARE E PARLARE: Arte e immagine
istruzioni per costruire e comunicare oralmen- - Confrontarsi con altri su norme di compor- Il colore delle emozioni
qualcosa o per svolgere te in modo corretto. tamento, usi ed abitudini. (pag. 196)
un gioco; ricette; rego-
le per vivere bene con
gli altri; regolamenti.
• Saper utilizzare il lin- LEGGERE: Musica
guaggio come capacità - Leggere e comprendere testi regolativi. L’intensità del suono
di rappresentare la pro- - Capire le informazioni contenute in un te- (pag. 197)
pria realtà e la realtà sto regolativo e tradurle in azioni.
esteriore. - Individuare in un testo regolativo: le istru-
zioni, la corretta sequenza delle azioni, le
regole.
- Comprendere la funzione dell’immagine in
• Saper leggere e com- un testo regolativo e saperla leggere per ri-
prendere una varietà di cavarne informazioni.
testi scritti.

SCRIVERE:
• Saper individuare ed - Scrivere testi regolativi in riferimento a con-
analizzare le caratteri- testi noti.
stiche di struttura, lin- - Elaborare testi regolativi seguendo una trac-
guaggio e funzione di cia indicata.
diversi tipi di testo. - Scrivere un testo regolativo, ampliandolo
con nuove regole.

• Comprendere e pro-
durre testi di vario tipo RIFLETTERE SULLA LINGUA:
per scopi diversi. - Individuare la funzione dei tempi e dei modi
verbali nel testo regolativo.
- Riconoscere e raccogliere per categorie le
parole ricorrenti.
- Riconoscere in un testo la frase semplice e
individuare i rapporti logici tra le parole che
la compongono e veicolano senso.
- Familiarizzare con l’uso del vocabolario per
arricchire il lessico.

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Laboratori di lettura

Il mondo di Elfie
Conoscere te stesso (da pag. 64 a pag. 71)

Obiettivi
contenuti Competenze
di apprendimento
• Testi relativi a: • Sviluppare la competenza comuni- LEGGERE:
- la timidezza; cativa. - Leggere e comprendere testi centrati sulle emozioni.
- la paura; - Saper confrontare le emozioni espresse in un brano con il
- le buone ragioni;
• Sviluppare atteggiamenti democra- proprio vissuto personale.
tici.
- il non sapere. PARLARE:
• Ascoltare, comprendere e comuni- - Confrontarsi con altri su abitudini, comportamenti e vis-
care oralmente in modo corretto. suti.
• Saper utilizzare il linguaggio come - Riferire esperienze personale centrate sulle emozioni
capacità di rappresentare la propria espresse dal testo.
realtà e la realtà esteriore. SCRIVERE:
• Saper leggere e comprendere una - Scrivere un’esperienza legata a una particolare emozione.
varietà di testi scritti.

Il mondo di Ilaria
Rapportarsi con gli altri (da pag. 126 a pag. 133)

Obiettivi
contenuti Competenze
di apprendimento
• Testi relativi a: • Saper leggere e comprendere una - Conoscere le norme di comportamento basilari per vivere
- i vicini; varietà di testi scritti. in armonia con i vicini di casa.
- i genitori; - Acquisire comportamenti corretti nei rapporti in famiglia:
- i fratelli;
• Saper trarre insegnamenti di vita capire che oltre all’amore verso i genitori e all’affetto fra-
pratica dalle pagine di un libro. terno, che sono sentimenti naturali, è importante impara-
- gli amici.
• Saper stabilire rapporti di rispetto re a collaborare e a condividere gli impegni quotidiani.
e di tolleranza con tutte le persone - Apprezzare l’importanza dell’amicizia e imparare ad aprirsi
che ci stanno vicino, sia in famiglia ai compagni.
che fuori.

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Classe quinta
Unità 1 - Frammenti di vacanze
(da pag. 10 a pag. 16)

Obiettivi Collegamenti
contenuti Competenze
di apprendimento interdisciplinari
• Letture diverse per ti- • Saper vivere insieme ASCOLTARE E PARLARE: Cittadinanza e Costitu-
pologie che trattano agli altri in un clima di - Cogliere l’argomento principale nei discorsi zione
temi legati alle vacan- armonia e collaborazio- altrui. Conoscere e mettere in
ze e alla ripresa delle ne. - Prendere la parola negli scambi comunicati- pratica comportamenti
lezioni. vi rispettando il proprio turno. corretti nel rispetto de-
- Riferire esperienze personali organizzando il gli insegnanti e dei com-
racconto in modo essenziale e chiaro. pagni.
• Saper ascoltare.
Conoscere i problemi e
LEGGERE: le difficoltà dei compa-
• Saper riconoscere e - Leggere testi narrativi e descrittivi in modo gni così da diventarne
comunicare le proprie scorrevole ed espressivo. tutti partecipi e realiz-
emozioni. - Cogliere le informazioni e i messaggi dei bra- zare così un progetto di
ni letti. solidarietà.

• Saper raccontare con


ordine esperienze ed SCRIVERE:
episodi di vita vissuta. - Produrre racconti scritti di esperienze per-
sonali.
- Esprimere per iscritto emozioni e stati d’ani-
mo.

RIFLETTERE SULLA LINGUA:


- Giocare con il proprio nome per stimolare
la creatività a la fantasia e per arricchire il
lessico.

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Unità 2 - Un mondo di racconti fantasy e di fantascienza


(da pag. 16 a pag. 35)

Obiettivi Collegamenti
contenuti Competenze
di apprendimento interdisciplinari
• Racconti fantasy dove • Saper leggere e com- ASCOLTARE E PARLARE: Scienze
elementi della fiaba e prendere una varietà di - Riferire esperienze personali o fatti inventati Le parole che apparten-
della leggenda si me- testi scritti. organizzando il racconto in modo chiaro ed gono al mondo dell’astro-
scolano per creare essenziale, rispettando l’ordine cronologico nomia
atmosfere magiche e o logico e inserendo elementi descrittivi. (pag. 29)
paurose.
• Saper individuare ed
analizzare la struttura,
le caratteristiche lin- LEGGERE: Arte e immagine
• Racconti di fantascien- guistiche e stilistiche, - Leggere testi narrativi fantastici, distinguen- La pittura fra realtà e
za dove informazioni la funzione di diversi do l’invenzione letteraria dalla realtà. fantasia
scientifiche e tecnolo- tipi di testo. - Cogliere le informazioni e i messaggi dei bra- (pag. 34)
giche si mescolano alla ni letti.
fantasia. - Sfruttare le informazioni della titolazione,
delle immagini per farsi un’idea del testo
• Saper riconoscere e di- che si intende leggere. Musica
scriminare elementi re- - Legger ad alta voce un testo noto e, nel I suoni dell’orchestra
alistici e fantastici. caso di testi dialogati letti a più voci, inserir- (pag. 35)
si opportunamente con la propria battuta.

• Comprendere e produr-
re testi di diverso tipo SCRIVERE:
per scopi diversi. - Raccogliere le idee, organizzarle per punti,
pianificare la traccia di un racconto fantasy
o di fantascienza.
- Produrre un racconto corretto dal punto di
vista ortografico,morfosintattico,lessicale e
della punteggiatura.
- Inserire in un racconto fantasy o di fanta-
scienza personaggi, situazioni,descrizioni di
ambienti.
- Cambiare il finale di un racconto.
- Riassumere un racconto.

RIFLETTERE SULLA LINGUA:


- Riconoscere in un testo i principali connet-
tivi temporali, spaziali, logici.
- Comprendere le principali relazioni tra le pa-
role sul piano dei significati.
- Comprendere e utilizzare il significato di pa-
role legate a determinati contesti.
- Riconoscere la funzione dei principali segni
interpuntivi.

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Unità 3 - Un mondo di racconti horror e umoristici


(da pag. 36 a pag. 49)

Obiettivi Collegamenti
contenuti Competenze
di apprendimento interdisciplinari
• Racconti horror che • Saper leggere e com- ASCOLTARE E PARLARE:
narrano vicende peri- prendere una varietà di - Esprimere oralmente sensazioni, emozioni,
colose, inverosimili e testi scritti. vissuti.
terrificanti, con lo sco- - Modulare il tono della voce in base allo sco-
po di suscitare paura o po della comunicazione.
terrore.
• Saper individuare ed
analizzare la struttura,
le caratteristiche lin- LEGGERE:
• Racconti umoristici guistiche e stilistiche, - Leggere testi narrativi fantastici,distinguendo
che narrano situazioni la funzione di diversi l’invenzione letteraria dalla realtà.
assurde e disavventure tipi di testo. - Riconoscere nei brani letti gli elementi che
esagerate, con lo scopo suscitano paura e terrore o quelli che muo-
di divertire e di far ri- vono al riso.
dere. - Sfruttare le informazioni della titolazione,
• Saper riconoscere e di- delle immagini per farsi un’idea del testo
scriminare elementi re- che si intende leggere.
alistici e fantastici. - Legger ad alta voce un testo noto e, nel
caso di testi dialogati letti a più voci, inserir-
si opportunamente con la propria battuta.
• Comprendere e produr-
re testi di diverso tipo
per scopi diversi. SCRIVERE:
- Raccogliere le idee, organizzarle per punti,
pianificare la traccia di un racconto di paura
o un testo umoristico.
- Produrre un racconto corretto dal punto di
vista ortografico,morfosintattico,lessicale e
della punteggiatura.
- Inserire in un racconto dell’horror o umo-
ristico personaggi, situazioni, ambientazioni
adeguate.
- Cambiare il finale di un racconto.
- Riassumere un racconto.

RIFLETTERE SULLA LINGUA:


- Individuare e usare in maniera consapevole i
modi e i tempi dei verbi.
- Riconoscere in un testo i principali connet-
tivi temporali, spaziali, logici.
- Comprendere le principali relazioni tra le pa-
role sul piano dei significati.
- Comprendere i significati delle parole e gio-
care con essi per creare situazioni inusuali,
paradossali o assurde.

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Unità 4 - Un mondo di racconti gialli


(da pag. 50 a pag. 57)

Obiettivi Collegamenti
contenuti Competenze
di apprendimento interdisciplinari
• Racconti gialli incen- • Saper leggere e com- ASCOLTARE E PARLARE: Lingua inglese
trati su casi misteriosi prendere una varietà di - Riferire su esperienze personali organizzan- Cercare le parole inglesi
legati a crimini diversi, testi scritti. do il racconto in modo chiaro e personale. proprie dei racconti gialli
risolti grazie all’abilità - Raccontare vicende vissute da altri o fatti e trovare le corrisponden-
di un investigatore. inventati, organizzando il racconto secondo ti nella lingua italiana.
una scaletta e rispettando un ordine logi- (pag. 55)
• Saper individuare ed co.
analizzare la struttura,
le caratteristiche lin-
guistiche e stilistiche,
la funzione di diversi LEGGERE:
tipi di testo. - Leggere testi narrativi fantastici, distinguen-
do l’invenzione letteraria dalla realtà.
- Leggere in modo espressivo racconti gialli,
modulando la voce per creare un’atmosfera
• Saper riconoscere e di- di suspense.
scriminare elementi re-
alistici e fantastici.
SCRIVERE:
- Individuare o immaginare fatti, personaggi e
• Comprendere e produr- ambienti idonei per un racconto giallo.
re testi di diverso tipo - Raccogliere le idee, organizzarle per punti,
per scopi diversi. sistemarle, così da creare la curiosità e l’at-
tesa proprie di un racconto giallo.
- Produrre un racconto corretto dal punto di
vista ortografico, morfosintattico, lessicale
e della punteggiatura.
- Individuare le sequenze di un racconto, spo-
starle o modificarle, così da creare effetti
diversi.

RIFLETTERE SULLA LINGUA:


- Conoscere i principali meccanismi di forma-
zione e derivazione delle parole.
- Comprendere le principali relazioni tra le pa-
role sul piano dei significati.
- Utilizzare il dizionario come strumento di
consultazione.

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Unità 5 - Un mondo di racconti storici


(da pag. 58 a pag. 67)

Obiettivi Collegamenti
contenuti Competenze
di apprendimento interdisciplinari
• Racconti storici che • Saper leggere e com- ASCOLTARE E PARLARE: Storia
narrano vicende e av- prendere una varietà di - Cogliere l’argomento principale nei discorsi Ricavare da testi narrati-
venimenti del passato testi scritti. altrui. vi informazioni storiche
realmente accaduti, - Comprendere le informazioni essenziali in relative a:
ma ricreati dalla fanta- una esposizione. - l’antico Egitto
sia dell’autore. (pag. 58)
• Saper individuare ed
analizzare la struttura,
le caratteristiche lin- LEGGERE: - la città di Atene
• Leggende che narrano guistiche e stilistiche, - Leggere testi narrativi distinguendo gli ele- (pag. 60)
vicende fantastiche e la funzione di diversi menti realistici da quelli fantastici.
inverosimili di grandi tipi di testo. - Sfruttare le informazioni della titolazione, - la civiltà degli Etruschi
eroi o di donne o di delle immagini e delle didascalie per farsi (pag. 61)
uomini coraggiosi che un’idea del testo che si va a leggere.
compiono le loro im- - Distinguere in un racconto storico gli ele- - l’antica Roma
prese con l’aiuto degli • Saper riconoscere e di- menti inventati dall’autore e le notizie sto-
scriminare elementi re- riche. (pag. 62)
dèi.
alistici e fantastici.

SCRIVERE:
• Comprendere e produr- - Produrre racconti scritti che contengano
re testi di diverso tipo informazioni essenziali relative a parsone,
per scopi diversi. luoghi, tempi, situazioni, azioni.
- Scrivere un racconto storico inventando
una storia intorno a vicende realmente ac-
cadute e documentate.
- Trasformare un racconto storico o una leg-
genda inserendo nuovi elementi.
- Riassumere un racconto.

RIFLETTERE SULLA LINGUA:


- Conoscere in un testo i principali connettivi
temporali, spaziali e logici.
- Comprendere le principali relazioni tra le pa-
role sul piano dei significati.
- Analizzare la frase nelle sue funzioni.

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Unità 6 - Un mondo di autobiografie e biografie


(da pag. 78 a pag. 87)

Obiettivi Collegamenti
contenuti Competenze
di apprendimento interdisciplinari
• Racconti autobiografi- • Saper leggere e com- ASCOLTARE E PARLARE: Scienze
ci che narrano in prima prendere una varietà di - Riferire in modo essenziale e chiaro espe- Riconoscere e riordinare
persona vicende, espe- testi scritti. rienze personali organizzando il racconto in le fasi del metodo speri-
rienze, emozioni vissu- ordine cronologico. mentale
te dall’autore stesso. - Ascoltare con attenzione e senza interrom- (pag. 81)
pere i racconti degli altri.
• Saper individuare ed
analizzare la struttura,
• Racconti biografici che le caratteristiche lin-
narrano in terza perso- guistiche e stilistiche, LEGGERE:
na attraverso episodi, la funzione di diversi - Leggere in modo chiaro ed espressivo testi
aneddoti, curiosità ,la tipi di testo. noti.
vita di personaggi fa- - Cogliere in un testo le informazioni essen-
mosi. ziali.
• Saper riconoscere e di-
scriminare elementi re-
alistici e fantastici. SCRIVERE:
- Ricordare episodi della propria vita,organizzarli
in ordine cronologico o logico e pianificare
la traccia di un racconto autobiografico.
• Comprendere e produr- - Arricchire un racconto autobiografico con
re testi di diverso tipo particolari, curiosità, elementi originali e
per scopi diversi. personali.
- In base ad elementi dati, costruire la biogra-
fia di un personaggio.

RIFLETTERE SULLA LINGUA:


- Individuare e usare in modo consapevole i
modi e i tempi del verbo.
- Utilizzare il dizionario come strumento di
consultazione per risolvere i propri dubbi
linguistici.

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Unità 7 - Un mondo di diari di viaggio


(da pag. 88 a pag. 95)

Obiettivi Collegamenti
contenuti Competenze
di apprendimento interdisciplinari
• Pagine di diari di • Saper leggere e com- ASCOLTARE E PARLARE: Storia
viaggio di personaggi prendere una varietà di - Comunicare agli altri fatti, sensazioni, emo- La scoperta dell’America
famosi e no che te- testi scritti. zioni legati ad una propria esperienza di (pag. 89)
stimoniano tutto ciò viaggio.
che accade durante un - Esporre con ordine, coerenza e ricchezza di
viaggio. particolari esperienze personali.
• Saper individuare ed Arte e immagine
analizzare la struttura, Rappresentare lo spazio
le caratteristiche lin- (pag. 98)
guistiche e stilistiche, LEGGERE:
la funzione di diversi - Leggere e comprendere diari di viaggio per
tipi di testo. ricavare informazioni e conoscenze su luo-
ghi lontani ed esotici e su usi e costumi di Musica
genti diverse. I fiati d’inverno
(pag. 99)
• Saper riconoscere e di-
scriminare elementi re-
alistici e fantastici. SCRIVERE:
- Annotare fatti, pensieri, riflessioni sotto for-
ma di appunti.
- Scrivere esperienze,emozioni, stati d’animo
• Comprendere e produr- sotto forma di diario.
re testi di diverso tipo - Riassumere in poche frasi pagine di diario.
per scopi diversi.

RIFLETTERE SULLA LINGUA:


- Individuare e usare in modo consapevole i
modi e i tempi del verbo.
- Riconoscere e denominare gli elementi basi-
lari di una frase.
- Riconoscere e utilizzare correttamente i
principali segni interpuntivi.

28
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Unità 8 - Un mondo di descrizioni


(da pag. 102 a pag. 121)

Obiettivi Collegamenti
contenuti Competenze
di apprendimento interdisciplinari
• Testi descrittivi che • Saper leggere e com- ASCOLTARE E PARLARE: Geografia
“mostrano” luoghi, per- prendere una varietà di - Riferire su esperienze personali, su luoghi, Ricercare sull’atlante
sone, animali, emozioni testi scritti. su persone o su animali inserendo elementi l’isola di Arturo
e sentimenti. descrittivi funzionali al racconto. (pag. 105)

• Saper individuare ed
• Testi narrativi nei qua- analizzare la struttura, LEGGERE: Scienze
li la narrazione delle le caratteristiche lin- - Leggere e trarre informazioni da testi de- Cercare informazioni
vicende viene inter- guistiche e stilistiche, scrittivi. sull’albero descritto
rotta da sequenze de- la funzione di diversi - Individuare nelle descrizioni di persone, di (pag. 118)
scrittive che aiutano tipi di testo. animali e di ambienti gli elementi descritti-
ad immaginare meglio vi: dati sensoriali statici e dinamici, aggetti-
ambienti, personaggi e vazione, immagini figurate.
situazioni. - Discriminare in un testo narrativo le sequen-
• Saper riconoscere e di- ze descrittive da quelle narrative.
scriminare elementi re-
alistici e fantastici.
SCRIVERE:
- Produrre descrizioni complete e ordinate di
• Comprendere e produr- persone, di animali, di cose e di ambienti.
re testi di diverso tipo - Utilizzare tutti i dati sensoriali statici e dina-
per scopi diversi. mici per realizzare ed arricchire descrizioni.
- Inserire sequenze descrittive in testi narra-
tivi.
- Rielaborare e trasformare descrizioni, modi-
ficando alcuni termini con altri di significato
opposto.

RIFLETTERE SULLA LINGUA:


- Riconoscere e denominare gli elementi basi-
lari di una frase.
- Riconoscere e usare in un testo i connettivi
spaziali.
- Comprendere le principali relazioni sul piano
dei significati.

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Unità 9 - Un mondo di poesie


(da pag. 132 a pag. 149)

Obiettivi Collegamenti
contenuti Competenze
di apprendimento interdisciplinari
• Poesie in rima o in • Saper leggere e com- ASCOLTARE E PARLARE: Scienze
versi liberi che fanno prendere una varietà di - Ascoltare con attenzione e partecipazione Conoscere gli animali che
scoprire i significati più testi scritti. testi poetici letti dall’insegnante o dai com- vivono in luoghi lontani
profondi delle cose e pagni. (pag. 136)
che toccano il mondo - Esprimere parei personali sulle poesie ascol-
delle emozioni e dei tate.
sentimenti. • Saper individuare ed - Riconoscere, analizzare ed esprimere a voce
analizzare la struttura, le proprie sensazioni, le proprie emozioni e i Storia
le caratteristiche lin- propri sentimenti. Conoscere e ricordare vi-
guistiche e stilistiche, cende storiche che han-
la funzione di diversi no modificato la vita di
tipi di testo. milioni di persone
LEGGERE: (pag. 142)
- Leggere testi poetici in modo scorrevole ed
espressivo.
• Saper riconoscere e di- - Riconoscere in una poesia le caratteristiche
scriminare elementi re- essenziali che la contraddistinguono: versi, Arte e immagine
alistici e fantastici. strofe, rime, anafore, figure di suono e di Colori a contrasto nel
significato. rapporto figura-sfondo
(pag. 152)
• Comprendere e produr-
re testi di diverso tipo SCRIVERE: Un regalo personalizzato
per scopi diversi. (pag. 154)
- Giocare con le parole per trovare rime o fi-
gure di suono o di significato.
- Produrre brevi poesie o filastrocche sulla
base di modelli dati. Musica
- Rielaborare o modificare tesi poetici. Conoscere gli strumenti
- Fare la parafrasi di una poesia data. a corda
(pag. 153)

RIFLETTERE SULLA LINGUA:


- Conoscere i principali meccanismi di forma-
zione e derivazione delle parole.
- Comprendere le principali relazioni sul piano
dei significati.

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Unità 10 - Un mondo di testi informativi


(da pag. 156 a pag. 167 e da pag 188 a pag 203)

Obiettivi Collegamenti
contenuti Competenze
di apprendimento interdisciplinari
• Testi informativi, di • Saper leggere e com- ASCOLTARE E PARLARE: Scienze
attualità o a caratte- prendere una varietà di - Comprendere le informazioni essenziali di La disseminazione in na-
re storico, geografico testi scritti. una esposizione. tura
e scientifico che for- - Organizzare un breve discorso su un tema (pag. 164)
niscono conoscenze, affrontato in classe o una breve esposizione
spiegazioni, chiarimen- su un argomento di studio.
ti su vari aspetti della • Saper individuare ed
analizzare la struttura, Storia
realtà. Gli acquedotti romani
le caratteristiche lin-
guistiche e stilistiche, LEGGERE: (pag. 158)
la funzione di diversi - Leggere e confrontare informazioni prove-
• Articoli di giornale, tipi di testo. nienti da testi diversi per farsi un’idea di un
quotidiani e riviste, argomento, per trovare spunti dai quali par-
tire per parlare o scrivere. Geografia
che diffondono notizie
da ogni parte del mon- - Sfruttare le informazioni della titolazione, Il Vesuvio e i vulcani
do in ogni parte del • Saper riconoscere e di- delle immagini, delle didascalie, per farsi d’Italia
scriminare elementi re- un’idea del testo che si vuole leggere. (pag. 164)
mondo.
alistici e fantastici. - Ricercare informazioni in testi di diversa na-
tura e provenienza per scopo pratici e co-
noscitivi, applicando tecniche di supporto Arte e immagine
• Testi o slogan pub-
blicitari studiati per • Comprendere e produr- alla comprensione (sottolineare, annotare Forma e movimento
catturate l’attenzione re testi di diverso tipo informazioni, costruire mappe o schemi). (pag. 206)
del lettore attraverso i per scopi diversi.
mezzi più svariati.
SCRIVERE: Musica
- Raccogliere le idee, organizzarle per punti, Gli strumenti a percus-
pianificare la traccia per un testo informa- sione
tivo. (pag. 207)
- Realizzare testi in cui si fanno resoconti di
esperienze, si relaziona su avvenimenti, si
espongono conoscenze.
- Scrivere la cronaca di un avvenimento o di
un fatto conosciuto rispettando le regole
delle cinque w.
- Realizzare individualmente o in gruppo spot
pubblicitari per reclamizzare un prodotto.
- Realizzare schemi, grafici e tabelle per espor-
re in modo chiaro e sintetico informazioni e
conoscenze.

RIFLETTERE SULLA LINGUA:


- Comprendere e utilizzare il significato di pa-
role e termini specifici legati alle discipline
di studio.

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Unità 11 - Un mondo di testi argomentativi


(da pag. 168 a pag. 177)

Obiettivi Collegamenti
contenuti Competenze
di apprendimento interdisciplinari
• Testi argomentativi • Saper leggere e com- ASCOLTARE E PARLARE: Cittadinanza e Costitu-
che trattano temi di prendere una varietà di - Cogliere l’argomento principale nei discorsi zione
attualità e si svilup- testi scritti. altrui. Conoscere le diversità
pano intorno a delle - Prendere la parola negli scambi comunicati- fra persone della stessa
opinioni o a delle idee vi rispettando il proprio turno, ponendo do- razza o di razze diverse
favorevoli o contrarie mande pertinenti e chiedendo chiarimenti. per apprezzarle e com-
al tema stesso. • Saper individuare ed - Cogliere in una discussione le posizioni battere il razzismo.
analizzare la struttura, espresse dai compagni ed esprimere la pro- (pag. 174)
le caratteristiche lin- pria opinione su un argomento.
guistiche e stilistiche,
la funzione di diversi
tipi di testo.
LEGGERE:
- Leggere e confrontare informazioni prove-
nienti da testi diversi per farsi un’idea di un
• Saper riconoscere e di- argomento, per trovare spunti dai quali par-
scriminare elementi re- tire per parlare o scrivere.
alistici e fantastici.

SCRIVERE:
• Comprendere e produr- - Raccogliere le idee, organizzarle per punti,
re testi di diverso tipo pianificare la traccia per un testo argomen-
per scopi diversi. tativo.
- Esporre per iscritto le proprie idee su un
dato argomento o un problema, mostrando
con ordine e chiarezza la tesi, l’antitesi e la
sintesi.
- Realizzare testi collettivi in cui si registrano
opinioni su un argomento trattato in clas-
se.

RIFLETTERE SULLA LINGUA:


- Riconoscere e denominare le parti principa-
li del discorso e gli elementi basilari di una
frase.
- Conoscere le regole ortografiche, morfo-
sintattiche e lessicali, l’uso dei segni inter-
puntivi, così da produrre testi corretti sotto
ogni aspetto.

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Laboratori di lettura
Il mondo di Paolino
Amare e rispettare il mondo (da pag. 68 a pag. 75)

Obiettivi Collegamenti
contenuti Competenze
di apprendimento interdisciplinari
• Testi relativi alla cono- • Saper leggere testi let- - Acquisire una coscienza ecologica. Cittadinanza e Costitu-
scenza ambientale. terari di vario genere - Riconoscere la pericolosità della produzione zione
appartenenti alla lette- eccessiva di rifiuti. Coscienza ecologica.
ratura per l’infanzia. - Imparare a differenziare e a riciclare i rifiuti. (pag. 69, 75)
• Saper estrapolare dai - Riconoscere le opere d’arte presenti sul ter-
Raccolta differenziata.
testi scritti informazioni ritorio e imparare ad apprezzarle, rispettarle
(pag. 71)
su un dato argomento. ec proteggerle.
• Saper trarre insegna- - Assumere comportamenti corretti nel ri- Riciclaggio.
menti di vita pratica spetto dell’ambiente. (pag. 73)
dalle pagine di un li-
bro.

Il mondo di Iqbal
Conoscere i diritti dei bambini (da pag. 122 a pag. 129)

Obiettivi Collegamenti
contenuti Competenze
di apprendimento interdisciplinari
• Testi relativi allo sfrut- • Saper leggere testi let- - Conoscere realtà e condizioni di vita molto Geografia
tamento del lavoro mi- terari di vario genere diverse dalla propria. Organizzazioni Interna-
norile. appartenenti alla lette- - Acquisire la consapevolezza che siamo im- zionali.
ratura per l’infanzia. mersi in una rete di rapporti e di comunica- (pag. 129)
• Comprendere testi di zione mondiali.
tipo diverso indivi- - Conoscere la convenzione dei diritti dei Cittadinanza e Costitu-
duandone il senso glo- bambini. zione
bale e le informazioni I diritti dei bambini.
principali. (pag. 129)
• Prendere coscienza che
nel mondo molti diritti
dei bambini vengono
calpestati.
• Acquisire atteggiamen-
ti di rispetto e di soli-
darietà verso gli altri.

Il mondo del cittadino


Diventare un cittadino consapevole (da pag. 178 a pag. 185)

Obiettivi Collegamenti
contenuti Competenze
di apprendimento interdisciplinari
• Testi relativi alla vita e • Comprendere testi di - Prendere coscienza della necessità di leggi Cittadinanza e Costitu-
ai comportamenti dei diverso tipo in vista di scritte che regolino i rapporti tra i cittadini zione
cittadini. scopi funzionali. e lo stato e tra i cittadini e i cittadini. Articoli della Costituzio-
• I fondamentali articoli • Saper estrapolare dai - Acquisire il concetto di democrazia. ne.
della Costituzione ita- testi scritti informazioni - Conoscere la stretta corrispondenza tra di- (pag. 180, 181, 183, 184)
liana su un dato argomento. ritti e doveri.
• Acquisire una termino- - Conoscere i principali diritti dei cittadini.
logia specifica. - Acquisire comportamenti corretti per di-
ventare un cittadino consapevole e attivo.

33
Schede operative
Proponiamo una serie di schede di lavoro che potranno essere utilizzate per rafforzare, consolidare o
approfondire quanto viene via via proposto nel libro di testo, o per verificare le conoscenze, le abilità, le
competenze acquisite dagli alunni.

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Classe 4a
Prove d’ingresso .................................................................................................................................................................. 35
Schede operative
Racconto .......................................................................................................................................................................................... 48
Autobiografia............................................................................................................................................................................. 53
Diario .................................................................................................................................................................................................... 55
Descrizione ................................................................................................................................................................................... 56
Testo informativo ................................................................................................................................................................... 61
Poesia .................................................................................................................................................................................................. 64
Riflessione linguistica ...................................................................................................................................................... 68

Classe 5a
Prove d’ingresso .................................................................................................................................................................. 78
Schede operative
Racconto .......................................................................................................................................................................................... 88
Autobiografia............................................................................................................................................................................. 100
Biografia ........................................................................................................................................................................................... 101
Descrizione ................................................................................................................................................................................... 102
Testo informativo ................................................................................................................................................................... 107
Testo argomentativo......................................................................................................................................................... 109
Poesia .................................................................................................................................................................................................. 110
Cronaca ............................................................................................................................................................................................ 112
Riflessione linguistica ...................................................................................................................................................... 115

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SCHEDA
1
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Avventura in vasca da bagno


• Leggi silenziosamente poi completa con una x.

Entrai in vasca e mi distesi sommergendo la testa nell’acqua per rinfrescarmi e


ricomparvi subito dopo con l’acqua nelle orecchie. Presi la saponetta che stava nel
portasapone, la feci scivolare per il corpo e mi insaponai tutto. Finita l’operazione,
volevo rimettere la saponetta nel portasapone, ma siccome era viscida come le
alghe, mi scivolava dalle mani cadendo nell’acqua e scappava quando la volevo
prendere. Alla fine riuscii a rimetterla nel portasapone.
Poi mi immersi del tutto nell’acqua per togliermi il sapone. La prima parte del
bagno era andata bene. Adesso c’era da fare l’operazione più difficile: il lavaggio
della testa. Presi lo sciampo e cercai di rovesciarlo sulla testa, tentai di rimetterlo
al suo posto ma lo rovesciai in acqua.
Ma quello non era il peggio: dai capelli mi scivolava come una valanga lo sciampo,
mi accecava e perfino mi arrivava alla bocca tanto che lo mangiavo.
Ma lo sputai, anche se di gusto non era male. Mi alzai dalla vasca
per prendere l’asciugamano mentre lo sciampo mi inondava
il viso ma... mi ritrovai di nuovo nella vasca forse perché il
fondo era troppo liscio. Non riuscivo ad aprire gli occhi.
Feci un altro tentativo: aprii il rubinetto e br... orrore...
la vasca si riempì di acqua fredda.“Come farò ad aprire
il rubinetto dell’acqua calda con gli occhi chiusi? Sono
come un cieco.” pensai.
Gli occhi mi bruciavano e mi veniva da piangere.
La mamma arrivò a salvarmi proprio in quel momento:
aprì il rubinetto giusto, poi con la doccia mobile e con
l’acqua calda, mi tolse la lava di sciampo che scendeva
sul corpo, facendolo diventare liscio e lucido.
Marco M., Raccontare, La Nuova Italia

• La lettura mi ha divertito: • Ho immaginato la vicenda:


tanto dall’inizio alla fine
poco solo in parte
per niente per niente

• Mi ha ricordato un’esperienza personale:


sì no vagamente
Ob.: riflettere sul piacere della lettura.
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SCHEDA
2
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Lo scienziato contadino
• Leggi il brano.

Non sempre i potenti sono più sapienti delle persone semplici, come
i contadini: questi ultimi, infatti, dimostrano in certe occasioni una
grande saggezza.
Viveva un tempo a Verona un gentiluomo, Messer Ugo. Era ritenuto
un grande scienziato: re e principi si rivolgevano a lui per conoscere
il futuro.
Un giorno, al tempo della trebbiatura, Messer Ugo si recò in un suo
podere e incontrò un vecchio contadino su un asino, che gli consi-
gliò di mettere al riparo il grano perché stava arrivando un tempo-
rale. Messer Ugo, incredulo, osservò il cielo. Era limpido. Fece alcuni
calcoli astrologici e disse, un po’ stizzito:
– Ma credi che io non sappia prevedere un temporale?
Il contadino non insisté e, dopo mezz’ora, scoppiò il temporale e
molto grano fu distrutto.
Quando finì, Messer Ugo chiese al contadino come avesse potuto
prevedere giusto ed egli rispose di aver osservato... il suo asino!
– Quando il temporale si avvicina – spiegò – il suo pelo si drizza e
tiene la coda stretta fra le gambe!
Messer Ugo lo pregò di non dir niente a nessuno, ma ormai tutti ave-
vano saputo il fatto e in Lombardia si ride ancora di Messer Ugo che ne
sa meno di un asino!
S. Lando, Le più belle novelle italiane, UTET

• Segna le risposte con una x.


• I personaggi sono:
Messer Ugo e il contadino Messer Ugo e l’asino Il contadino e l’asino
• La storia si svolge:
in un podere in un granaio in una stalla

• Cerca il significato delle seguenti parole del racconto, poi componi una frase con ciascuna di
esse.
• Gentiluomo: .................................................................................................................................................................................................................................................................
• Podere: .................................................................................................................................................................................................................................................................................
• Stizzito: ...............................................................................................................................................................................................................................................................................
Ob.: comprendere un testo narrativo.
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SCHEDA
3
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Che fifoni!
• Numera in sequenza le fasi del racconto qui di seguito riportate in disordine.

....... .......

Un vecchio leone vuole capire le ragioni della Tutti gli animali si fanno prendere dalla paura,
paura degli animali. I conigli gli raccontano sentendo gli altri che scappano spaventati.
del “Plop” e lo conducono al lago.

.......
.......

Un giorno una papaia cade nel lago e fece Le volpi chiesero ai conigli perché scappasse-
“Plop!”. Il rumore spaventa i conigli che scap- ro. I conigli raccontano del “Plop”, allora an-
pano terrorizzati. che le volpi iniziano a fuggire.

....... .......

Alcuni conigli abitano in un boschetto di pa- Mentre tutti gli animali insieme al leone sono
paie, vicino a un lago. al lago, un’altra papaia cade in acqua facendo
“Plop!”. Così tutti capiscono che si sono spa-
ventati per niente.

• Pensa un altro finale, raccontalo a voce e/o disegnalo.


Ob.: riordinare le sequenze del testo narrativo.
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SCHEDA
4
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

I bambini delle fiabe


Un giorno i bambini di tutte le fiabe decisero di andarsene da tutti i libri: erano insoddisfatti della
loro vita.
Nella mente di ogni nonno si cancellò il ricordo di ogni racconto. I bambini di tutto il mondo si
annoiavano... Gli adulti scesero nelle piazze per invitare i protagonisti delle fia-
be a ritornare nei libri.
I bambini delle fiabe, risposero in coro:
– Neanche per sogno – e ad uno ad uno vennero avanti e dissero il
perché.
– La casetta di cioccolata non ci piace più – dissero Hansel e Gre-
tel – Vogliamo mangiare cotechini, formaggi, carciofi e andare a
scuola.
Si fece avanti Mowgli:
– Nella foresta mi sento solo, voglio vivere in città con gli altri bambini.
– Sono stufa di fingere di avere paura del lupo – disse Cappuccetto
Rosso – dopotutto ci vogliamo bene.
– Nel castello non resisto più! – disse Biancaneve – Non sopporto la matrigna che si specchia da
mattina a sera. Mi cercherò un lavoro.
– E noi? – disse Pollicino assieme ai fratelli – Dobbiamo andare nel bosco con l’orco che ci spia.
Vogliamo una casa nostra!
– Basta essere così piccola – disse Pollicina – non trovo mai i vestiti per me.
– Ho i calli alle mani e le ginocchia che mi fanno male! – esclamò Cenerentola – Voglio andarmene
e... girare il mondo!
Quando le lamentele furono finite gli adulti risposero:
– Noi pensavamo che voi foste felici; invece avete gli stessi problemi dei nostri bambini. Molti
hanno fame, non hanno scuole, sono maltrattati ed emarginati perché nessuno ha tempo per
ascoltarli. Essi non possono perdere anche le fiabe. Almeno quelle! Ritornate...
I protagonisti delle fiabe rifletterono e infine decisero di tornare nei libri.
J. L. Garcia Sanchez, M. A. Pacheco, I bambini delle fiabe, Mondadori

• Completa con le parti mancanti.


Un giorno .......................................................... decisero di .......................................................... dai libri, perché ...........................................................
Così tutti ................................................. dimenticarono le storie e tutti i bambini della realtà ..................................................
Gli adulti pregarono ................................................................. di .................................................................. Ad uno a uno i personaggi
spiegarono ................................................................., ma alla fine si convinsero ................................................................. nei libri per non
................................................................. i bambini del mondo.
Ob.: sintetizzare un testo narrativo.
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SCHEDA
5
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Paura di notte
• Leggi i tre testi: è lo stesso racconto ripetuto in tre modi diversi. Dove lo comprendi meglio:
nel testo 1, 2 o 3? Segnalo con una x.

1 Era il rubinetto dell’acqua che gocciola-


va. Mi sono alzato e sono andato a vedere.
Questa notte mi sono svegliato perché sen-
tivo un rumore provenire dal bagno.
Ho tirato un sospiro di sollievo, perché ave-
vo avuto paura.

2 Mi sono alzato e sono andato a vedere.


Era il rubinetto dell’acqua che gocciolava.
Questa notte mi sono svegliato perché sen-
tivo un rumore provenire dal bagno.
Ho tirato un sospiro di sollievo, perché ave-
vo avuto paura.

3 Questa notte mi sono svegliato perché


sentivo un rumore provenire dal bagno.
Mi sono alzato e sono andato a vedere.
Era il rubinetto dell’acqua che sgocciolava.
Ho tirato un sospiro di sollievo, perché avevo
avuto paura.

Ob.: comprendere lo svolgimento logico del testo.


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SCHEDA
6
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

La rapa gigante
• Leggi il testo poi cerchia con il rosso la situazione iniziale, con il blu lo sviluppo e con il verde
la conclusione.
Tanto tempo fa, in Russia, un uomo seminò alcuni semi di rapa.
Ogni anno aveva coltivato delle belle rape, ma un anno in particolare ne crebbe una di cui era
particolarmente orgoglioso.
L’aveva lasciata sotto terra più a lungo delle altre e aveva assistito, fiero ma anche sbalordito, alla
sua crescita: infatti la rapa aveva continuato a crescere, a farsi sempre più grossa. Era diventata
talmente grossa che nessuno ricordava di averne mai vista una simile. Finalmente la rapa smise di
crescere e l’uomo decise che era venuto il momento di tirarla fuori da sottoterra.
Perciò afferrò le foglie e tirò con tutte le sue forze. La rapa, però, non si mosse.
Allora l’uomo chiamò in aiuto sua moglie. L’uomo tirava la rapa e la donna tirava il marito. Tiraro-
no e tirarono, ma la rapa non si mosse.
Allora la donna chiamò in aiuto la sua nipotina. La nipotina si mise a tirare la donna che tirava il
marito che tirava la rapa.
Ma la rapa non si mosse. Allora la nipotina chiamò in aiuto il suo cane. E il cane si mise a tirare la
nipotina, che tirava la donna, che tirava il marito, che tirava la rapa. Ma la grande rapa continuò a
restarsene ben dura, piantata nel terreno. Allora il cane chiamò il gatto perché venisse ad aiutarli a
tirare la rapa. Il gatto tirò il cane, il cane tirò la bambina, la bambina tirò la donna, la donna tirò il
marito e il marito tirò la rapa. Tirarono, tirarono e tirarono tutti più forte che potevano, ma la rapa
non si mosse di un millimetro.
Allora il gatto chiamò in aiuto il topo perché venisse ad aiutare a tirar fuori la rapa.
Il topo tirò il gatto, il gatto tirò il cane, il cane tirò la nipotina, la nipotina tirò la donna e la donna
tirò il marito che tirò la rapa. Tutti insieme tirarono, tirarono e tirarono...
All’improvviso la grande rapa venne fuori dal terreno e tutti andarono a gambe all’aria.
Fiaba popolare russa

• Rispondi alle domande.


• Dove è ambientata la vicenda?......................................................................................................................................................................................................
• Quando? ..........................................................................................................................................................................................................................................................................
• Chi è il protagonista della storia? ...............................................................................................................................................................................................
• Qual è il suo problema? ............................................................................................................................................................................................................................
• Quali altri personaggi intervengono? ...................................................................................................................................................................................
• Come si conclude la storia?.................................................................................................................................................................................................................
.......................................................................................................................................................................................................................................................................................................

• Si tratta di un racconto: realistico fantastico


Ob.: comprendere gli elementi e la struttura del testo narrativo.
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SCHEDA
7
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Le polentine
C’era una volta una bambina che viveva sola con la sua mamma, e non avevano
più nulla da mangiare.
Un giorno, mentre la bambina se ne andava per il bosco, incontrò una vecchia.
Questa le regalò una pentolina.
Se le si diceva: – Pentola prepara la pappa – essa cuoceva delle buone
polentine dolci.
E quando le si diceva: – Pentola fermati! – essa smetteva di
cucinare.
La bambina portò la pentola alla sua mamma e da quel
giorno non patirono più la fame e mangiarono mine-
strine di semolino dolce a sazietà.
Un bel giorno in cui la ragazza era uscita, la madre disse:
– Pentola, cucina! – e la pentola si mise a cucinare e la
donna mangiò a sazietà. Ma quando volle che la pentola
la smettesse, non ricordò più le parole magiche. E così la
pentola continuò a cucinare e il semolino traboccò dall’or-
lo e riempì la cucina, la casa, la casa dei vicini e la strada
come se avesse voluto saziare tutto il mondo.
Il pericolo era grande e nessuno sapeva come difendersi.
Finalmente, quando non una sola casa era rimasta intatta, arrivò
la ragazza e disse:
– Pentola fermati!
La pentola si fermò e smise di cucinare.
Ma quelli che volevano entrare in città dovettero mangiare tutta la pappa.
A. Bamberger, Il mio libro di fiabe, La Scuola

• Se anche tu potessi incontrare una vecchia come quella della storia, che cosa le chiederesti?
Perché? Come cambierebbe la tua vita? Racconta.

.............................................................................................................................................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................................................................................................................................

Ob.: produrre racconti fantastici.


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SCHEDA
8
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Il temporale
A Franci piacciono tanto i temporali.
Prima il cielo ha colori bellissimi, poi c’è tutto quel frastuono
tremendo. E dopo viene quel buonissimo odore di terra puli-
ta. Mmh, che buono!
A Franci piacciono tanto i temporali. Di giorno, però, di notte
un po’ meno.
Prendiamo questa notte. È un lampo, che l’ha svegliata, op-
pure un tuono o il rumore del vento che scuote i vetri? Franci
non lo sa. Sa solo che è sveglia, sola, nel buio della sua camera.
E ascolta i rumori della notte, nervosa.
All’improvviso la porta si apre lentamente. Cigola un po’.
Lascia scivolare dentro un’ombra più grande, più scura e più pro-
fonda delle altre.
Un mostro. Ma no, i mostri non esistono. Forse...
Nuovo lampo. Grande, questa volta, e fermo.
È la luce che si accende.
Il papà ha acceso la luce, quella piccola.
– Franci, tesoro – dice il papà. Franci gli si butta fra le braccia.
Allora lui la prende in braccio, come se fosse piccola.
E la porta di là, nel posto più bello del mondo, che è il lettone.
Il lettone è tiepido, grande. Il papà copre Franci e ride.
– Guarda la mamma. Che ghiro! Non si è neanche mossa.
Adesso Franci non ha più paura.
B. Masini
• Prendendo spunto dal brano componi sul quaderno un testo con lo stesso argomento. Per
organizzare le tue idee, rispondi alle domande della traccia. Poi rielabora i tuoi appunti.
SITUAZIONE INIZIALE
• A te piacciono i temporali? Perché? ........................................................................................................................................................................................

SVILUPPO
• In quale occasione un temporale ti ha impaurito? .............................................................................................................................................
• Cosa hai visto e sentito? ...........................................................................................................................................................................................................................
• Quali sono state le tue reazioni e i tuoi pensieri? ..............................................................................................................................................
• Cosa è successo? ...................................................................................................................................................................................................................................................

CONCLUSIONE
• Come ti sei tranquillizzato? ..................................................................................................................................................................................................................
Ob.: produrre testi rispettando i tre momenti fondamentali del racconto.
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SCHEDA
9
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Per raccontare
• Scegli un titolo e scrivi un testo, tenendo presente lo schema del racconto.

L’ora di cena a casa mia Il mio gioco preferito Un momento di gioia

..................................................................................................................................
SITUAZIONE INIZIALE
..................................................................................................................................

• presenta i personaggi ..................................................................................................................................


• il tempo
..................................................................................................................................
• il luogo
• la situazione di partenza ..................................................................................................................................

..................................................................................................................................

..................................................................................................................................

SVILUPPO ..................................................................................................................................

..................................................................................................................................
• fai accadere qualcosa che
cambia la situazione iniziale ..................................................................................................................................
• introduci un problema ..................................................................................................................................
• presenta nuovi incontri
• fai agire i personaggi ..................................................................................................................................

..................................................................................................................................

..................................................................................................................................

CONCLUSIONE ..................................................................................................................................

..................................................................................................................................
• risolvi il problema
• porta a conclusione tutti ..................................................................................................................................

i fatti introdotti ..................................................................................................................................

..................................................................................................................................

..................................................................................................................................

..................................................................................................................................

Ob.: produrre testi rispettando i tre momenti fondamentali del racconto.


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SCHEDA
10
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

L’importanza dell’apostrofo
1. Cancella la forma sbagliata. Attento al significato!

Disse la luna l’una: – È luna l’una, ho voglia di dormire.


Disse il lago l’ago: – Con lago l’ago io non saprei cucire.
Lontano L’ontano, che è una pianta,
lontano l’ontano non può andare,
e lacero l’acero frondoso non è da rammendare.
Daria D’aria è una bambina
che daria d’aria non è già:
è allegra, chiacchierina, ma sa quello che fa.
Non poltrisce nel letto l’etto
e sa che cosè cos’è letto l’etto;
non confonde mai lotto l’otto
con il gioco del lotto l’otto...
Lapostrofo L’apostrofo è così:
a volte non ci vuole, a volte invece, sì.
G. Rodari

2. Completa con SE, S’È o con S’ERA. 3. Completa con ME, M’È o con M’ERA.
• ................................ vieni in giardino, giocheremo • Eri anche tu qui? .................... sembrato di ve-
con i Pokémon. derti!
• Non ............................... mai vista una cosa simile! • Quel ragazzo non .................... per niente sim-
• Non so ................................ partire in treno o .............
patico.
................... prendere l’aereo. • .................... ne sono andato immediatamente.
• Quando ................................ n’è andato, ha lascia- • È per .................... il nuovo maglione?
to un pacco per te.
• Vuoi venire a giocare con ....................?
• Sara ................................ sbucciata un ginocchio
cadendo dalla bici. • Non .................... mai capitato!
• L’orologio della piazza ................................ fermato • Ieri ................ comparso davanti il mio amico.
alle 13. • È con .................... che devi parlare!
Ob.: discriminare l’uso dell’apostrofo.
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SCHEDA
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Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Definizioni
1. Segna con una x la parola più adatta alla definizione.

È un tipo così intelligente che sa trovare soluzioni


volenteroso
per problemi difficilissimi e inventare cose nuove,
geniale
oggetti, macchine...

Parla poco, bisogna tirargli fuori le parole di bocca, timido


difficile sapere come la pensa... taciturno

Vuole sempre avere ragione e comandare, non ti fa arrogante


parlare; pensa di saperne sempre più di te. indifferente

Non sa mai decidersi, vuole una cosa, ma poi non sa insicuro


se è la cosa giusta... Deve sempre chiedere aiuto. svogliato

Così si presenta un ambiente dove tutto è mescola- caotico


to, confuso, dove non c’è una cosa al posto giusto. vario

È un tipo che ha poca voglia di lavorare, di giocare, addormentato


di fare sport. Non c’è cosa che gli interessa vera- apatico
mente.

Ob.: definire il valore semantico delle parole.


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SCHEDA
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Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

La parola e il contesto
1. Leggi e completa, scegliendo tra le parole seguenti:
LAMPADA - BUIO - VOCE - FIABE - SOGNI - DOLCEMENTE - FATA

Quando ero piccolo, avevo molta paura del ....................................... e


andavo a letto con una ....................................... accesa sul comodino.
La mamma mi accompagnava, mi faceva compagnia fino
a che non mi addormentavo, mi raccontava o mi leg-
geva le ........................................
Mi piaceva ascoltare la sua ......................................., addor-
mentarmi con lei vicino: così il sonno arrivava
....................................... e i ....................................... erano più belli. Una vol-
ta sognai una bellissima ....................................... che aveva il viso
della mamma.

2. Dentro le frasi ci sono parole “stonate“. Trovale


e riscrivi la frase con le parole più “intonate“.

• Sull’autobus c’era tanta mente.


..............................................................................................................................................................................

• Per il compleanno, mi hanno regalato un bel pane.


..............................................................................................................................................................................

• L’uccellino è chiuso in sabbia.


..............................................................................................................................................................................
gabbia
• Il latte è pronto nella pazza. tazza
..............................................................................................................................................................................
gente
• Il dottore visita il palato.
rosso
..............................................................................................................................................................................
fischia
• Il vigile mischia all’incrocio.
.............................................................................................................................................................................. cane pente
• Il semaforo è mosso: non si passa!
.............................................................................................................................................................................. malato
• Gigi fa i dispetti e poi si mente e chiede scusa.
..............................................................................................................................................................................

Ob.: inserire parole adeguate al contesto.


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SCHEDA
13
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Il personaggio misterioso
1. Ricomponi le parole e scoprirai chi è.

capitomboli, .........................................................................
ca-pi-tom-bo-li, pi-ro-et-te son la mia .................................................................................................................
spe-cia-li-tà, fac-cio ri-de-re e di-ver-ti-re
.................................................................................................................
tan-to gran-di che pic-ci-ni.
Smor-fie, scher-zi, fac-ce stra-ne: tut-ti .................................................................................................................
ri-do-no di gu-sto. .................................................................................................................

.................................................................................................................

È il ......................................................................................................................... .................................................................................................................

2. Scrivi sul quaderno tante frasi sul pagliaccio usando gli aggettivi e i verbi dello schema.

goffo salta

buffo
imita

divertente
scherza

dispettoso pasticcione

mima si esibisce

3. A quali nomi si possono riferire gli aggettivi proposti? Scrivili nel cerchio collegando con una
freccia.

resistente • ................................................ scattante


• ................................................
• ................................................
utile veloce
• ................................................
• ................................................
interessante appetitoso
• ................................................

Ob.: riflettere sul significato lessicale delle parole.


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SCHEDA
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Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

In ordine di tempo
• Il racconto non è stato scritto seguendo l’ordine temporale dei fatti, che è il seguente:

LA PARTENZA L’ARRIVO LO SPETTACOLO IL RITORNO

Al circo
Il pullman si ferma. I bambini scendono tutti contenti.
Pioviggina un po’, ma tutti ridono e corrono verso l’ingresso del circo.
Camminano sopra le pedane, fra le transenne; alcuni spingono, gridano...
Entrano nel circo: è pieno di luce; c’è tanta gente che aspetta parlando.
Maura si siede vicino alla sua amica Lara. Bisogna aspettare un po’...
Stamattina, prima di partire, erano tutti agitati in classe. Aspettavano il pullman che
non arrivava mai. Ogni tanto qualcuno diceva: – Eccolo!
E tutti via sulla porta, pronti a spingersi e a gridare. Anche Maura e Lara gridavano.
Finalmente ecco il pullman!
Ed ora sono tutti qui al circo.
Comincia lo spettacolo. Vengono i clown che si spingono, fanno i giochi e dicono cose
buffe. Lara e Maura si sbellicano dalle risate. Ecco due orsi bianchi uguali. Il domatore
dice agli orsi di andare a sedersi su due sgabellini: e quelli, buoni buoni, obbediscono.
Una signorina dà agli orsi una bottiglia ciascuno; e quelli se la mettono in bocca, come
fanno i bambini piccoli con il biberon, poi li fa salire su uno scivolo. Gli orsi vanno su e
giù. Lara e Mara applaudono entusiaste.
Vengono poi i cavalli con le cavallerizze; le scimmie; i cammelli...
Lo spettacolo è finito. Tutti escono. Alcuni cantano, discutono dei clown, ma soprattut-
to degli orsi.
da “Tanti testi 4”, La Scuola

• Rispondi.
• Quale fatto è stato narrato non nel momento in cui è accaduto? ..........................................................................................
.......................................................................................................................................................................................................................................................................................................

• Quando accade? ...................................................................................................................................................................................................................................................


• In quale punto della narrazione invece è inserito? ............................................................................................................................................
.......................................................................................................................................................................................................................................................................................................

Ob.: riconoscere il flashback nella struttura del testo.


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SCHEDA
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Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Il riassunto
Povero fantasma
La famiglia Otis fu allarmata dal fracasso proveniente da
un salone del castello.
Corsero tutti giù e videro che un’enorme armatura era
caduta sul pavimento. Lì vicino, stava lo spettro di Can-
terville che si massaggiava le ginocchia con un’espres-
sione sofferente sul volto.
I gemelli gli scaricarono contro delle pallottoline con
le cerbottane, mentre il signor Otis gli puntò il revolver
intimandogli:
– Mani in alto!
Il fantasma si alzò con un urlo selvaggio e schizzò via; poi,
come ebbe raggiunto le scale, riprese il suo sangue freddo e scop-
piò in una risata demoniaca.
Allora una porta si spalancò ed apparve la signora Otis, avvolta in
un’ampia vestaglia turchese:
– Temo davvero che lei non si senta bene – disse al fantasma – per-
ciò le ho portato lo sciroppo del dott. Dobell, un rimedio efficace per
l’indigestione.
Il fantasma le lanciò un’occhiata furiosa e sì preparò a trasformarsi
in un enorme cane nero, ma si dileguò proprio nell’istante in cui i
gemelli stavano per assalirlo. Raggiunta la sua stanza, lo spettro si
abbatté stremato e in preda alla più violenta agitazione.
O. Wilde, Il fantasma di Canterville, Einaudi Ragazzi

• Riordina le sequenze del brano inserendo il numero nello spazio.


I componenti della famiglia attaccano il fantasma.
Il fantasma si dilegua agitato e stremato.
Il fantasma ha avuto un incidente con una pesante armatura.
La signora Otis porta allo spettro uno sciroppo digestivo.
1 Uno spaventoso fracasso sveglia la famiglia Otis.
Il fantasma fugge e fa sentire la sua agghiacciante risata.

• Riassumi il brano tenendo conto delle sequenze ordinate, poi disegna il particolare del rac-
conto che più ti ha colpito.
Ob.: produrre sintesi riordinando sequenze.
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SCHEDA
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Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Il bambino e la colomba
• Leggi il brano, dividilo in sequenze, poi riassumi ognuna con una frase.

C’era una volta un bambino che sognava di avere


una colomba tutta per sè. Così chiese a suo padre,
Un bambino desiderava avere una
che addestrava gli uccelli per gli spettacoli, se glie- colomba e la chiese al padre.
ne regalava una.
– È vero, è tempo che tu abbia una colomba per te
solo – riconobbe il padre.
Padre e figlio andarono al mercato degli uccelli. Il Finalmente... ...............................................................
bambino notò subito una candida colomba in una .......................................................................................................
gabbietta e il padre gliela comprò. .......................................................................................................
Con l’autunno ricominciò la scuola e il bambino
portò la colomba in classe. Lei per un po’ svolazzò
per la stanza, poi si posò sulla spalla del bambino. Quando............................................................................
L’insegnante allora lo rimproverò, dicendo che gli .......................................................................................................
animali devono restare a casa.
.......................................................................................................
Il bambino raccontò tutto ad un vecchietto, suo
grande amico:
– Non voglio che la mia colomba resti sola! .......................................................................................................
– In teatro non si sentirà sola: perché non l’adde-
.......................................................................................................
stri con il tuo papà? – consigliò il vecchio.
.......................................................................................................
Alla fine il bambino si decise e allenò la colomba,
aiutato dal papà. La colomba divenne tanto brava
che fu scelta dalla prima ballerina per un numero
.......................................................................................................
con lei.
E così la colomba si trasferì in teatro. Il bambino .......................................................................................................

era felice perché lei sembrava divertirsi e lui an- .......................................................................................................

dava sempre a trovarla. La domenica assisteva allo


spettacolo e, quando il teatro chiudeva per le va-
canze, la colomba tornava a casa con il bambino. .......................................................................................................

da “Airone Junior” .......................................................................................................

.......................................................................................................

Ob.: produrre sintesi del testo narrativo.


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SCHEDA
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Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Avventura nell’armadio
• Leggi questo testo d’avventura, prestando attenzione alla struttura narrativa, poi completa.

L’armadio conteneva soprabiti e pellicce. A Lucy le pellicce piacevano tanto! Perciò sal-
tò subito dentro l’armadio. Cominciò ad accarezzare le pellicce, e scoprì che dietro alla
prima fila ce n’era un’altra.
Lucy fece qualche passo, tenendo però le braccia tese in avanti: non voleva sbattere
improvvisamente il viso contro la parete di fondo dell’armadio. Un passo, due, un al-
tro passo. Era buio, là dentro, Lucy non vedeva niente e per quanto annaspasse con
le mani non incontrava che il vuoto. Poi cominciò a sentire qualcosa che scricchiolava
sotto le sue scarpe.
– Ancora naftalina! – esclamò.
Si chinò per sentire con le mani e sentì qualcosa di morbido, sottile come la sabbia più
fine, ma anche molto freddo.
– Questa sì che è bella, sembra neve – mormorò e un attimo dopo sentì contro il viso e
contro il corpo qualcosa di duro, ruvido, perfino pungente.
– Sembrerebbero rami d’albero – mormorò ancora Lucy sempre più sbigottita.
E allora vide una piccola luce che brillava lontano lontano, ma proprio dritto a lei.
Lucy capì che, dove avrebbe dovuto esserci la parete di un grande armadio guardaroba,
c’erano invece degli alberi! Quello era un bosco e nel bosco c’era un sentiero.
Nevicava. Era già buio e nevicava. La piccola Lucy fu un po’ spaventata da quella sco-
perta, ma nello stesso tempo si sentì piena di curiosità e di una strana eccitazione che
la spingeva a proseguire oltre quel sentiero, verso quella luce.
Voltò la testa un attimo e, tra i neri tronchi degli alberi, riuscì ancora a vedere la porta
spalancata dell’armadio. Vide anche un pezzetto della stanza vuota dalla quale era ve-
nuta. In quella stanza c’era la luce del giorno.
– Se qualcosa non va, tornerò indietro – si disse, e proseguì decisa, puntando verso
quell’altra luce che brillava laggiù.
O. Lewis, Il leone, la strega e l’armadio, Mondadori

• Rispondi.

• Si tratta di un testo:
realistico fantastico
• Il contenuto dei racconti d’avventura è:
sempre fantastico può essere anche realistico
• Immagina altre avventure per la bambina.
Ob.: comprendere il racconto d’avventura.
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SCHEDA
18
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Raccontare un’avventura
• Ora prova tu a scrivere un racconto d’avventura utilizzando gli elementi forniti.

SITUAZIONE INIZIALE
- Avvio della storia a bordo di un peschereccio...
- Tempo in un inverno gelido...
- Personaggi l’equipaggio del Capitano George Weston...
- Ambientazione lungo le coste dell’Islanda...

SVILUPPO
- Intervento dei personaggi antagonisti comparsa di un iceberg...
- Il problema l’imbarcazione si incaglia tra
i ghiacci...

CONCLUSIONE
- Soluzione del problema la manovra geniale del marinaio Jeffry...
la ripresa del viaggio...

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.............................................................................................................................................................................................................................................................

Ob.: produrre racconti d’avventura.


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SCHEDA
19
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Una nuova compagna


• Leggi il brano.

Il giorno in cui entrai in quarta, il posto accanto al mio


era occupato da una bambina nuova, una brunetta dai
capelli lunghi fino alle spalle. Si chiamava Elisabetta.
Aveva perso un anno di scuola a causa di una grave
malattia.
La mia nuova compagna mi parve subito un personag-
gio. Nella settimana che seguì mi conquistò totalmen-
te, e tutto quello che diceva era interessante o strano.
La nostra amicizia crebbe: ormai ci chiamavano “le due
inseparabili”.
Era un piacere nuovo. I miei genitori mi parlavano, e
io parlavo loro, ma non conversavamo. Con Elisabet-
ta, invece, facevo vere conversazioni, come papà con la
mamma, la sera. Parlavamo dei nostri studi, delle lettu-
re, delle compagne, della scuola, di ciò che sapevamo
del mondo.
S. de Beauvoir, Memorie di una ragazza per bene, Einaudi

• Rispondi alle domande. • Spiega il significato delle espressioni


• Di cosa parla l’autrice del brano?..................................................... sottolineate nel brano.
........................................................................................................................................................... • Entrai in quarta: cominciai a frequen-
• Come si chiama?....................................................................................................... tare la classe quarta.
• Quali informazioni su Elisabetta trovi nel brano?
• aveva perso un anno di scuola:
...........................................................................................................................................................
...............................................................................................................
...........................................................................................................................................................
• ............................................................................................................... :
• Perché l’autrice provò piacere a diventare amica di
...............................................................................................................
Elisabetta?..........................................................................................................................
...............................................................................................................
...........................................................................................................................................................
• ............................................................................................................... :
• Di che cosa parlavano? ...................................................................................
...............................................................................................................
...........................................................................................................................................................

Ob.: comprendere il testo autobiografico.


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SCHEDA
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Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Il racconto personale
• Racconta una tua esperienza di viaggio, una visita a un luogo sconosciuto o la visita a un mu-
seo. Completa prima la scaletta dei punti che vuoi trattare.
Ricordati di trovare il titolo.

• Dove dovevi andare? .......................................................................................................................................................................................................................................


.........................................................................................................................................................................................................................................................................................................

• Con chi?..............................................................................................................................................................................................................................................................................
• Che cosa sapevi del viaggio o della meta?......................................................................................................................................................................
.........................................................................................................................................................................................................................................................................................................

• Che cosa hai provato nell’attesa? .................................................................................................................................................................................................


.........................................................................................................................................................................................................................................................................................................

• Come ti sentivi? E come si comportavano quelli che erano con te? .....................................................................................

.........................................................................................................................................................................................................................................................................................................

• Com’è stato il viaggio? Che cosa hai visto nel tragitto? ............................................................................................................................
.........................................................................................................................................................................................................................................................................................................

• Una volta arrivato, che cosa hai potuto vedere? Come ti è sembrato?
.........................................................................................................................................................................................................................................................................................................

• Era come ti immaginavi o diverso? ............................................................................................................................................................................................


.........................................................................................................................................................................................................................................................................................................

• Che cosa ti ha colpito di più? Perché? ..................................................................................................................................................................................


.........................................................................................................................................................................................................................................................................................................

• Descrivi brevemente: ......................................................................................................................................................................................................................................


.........................................................................................................................................................................................................................................................................................................

.........................................................................................................................................................................................................................................................................................................

.........................................................................................................................................................................................................................................................................................................

• Come ti sei sentito alla fine? ...............................................................................................................................................................................................................


.........................................................................................................................................................................................................................................................................................................

• Lo consiglieresti ad un amico? ........................................................................................................................................................................................................

Perché? ................................................................................................................................................................................................................................................................................
.........................................................................................................................................................................................................................................................................................................

.........................................................................................................................................................................................................................................................................................................

Ob.: produrre testi autobiografici riferiti a esperienze personali.


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Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

La casa di Steccoli
Lunedì 4 luglio

Caro diario,

devo ammettere che la casa che papà ha affittato qui a Steccoli non è brutta. È gialla e ha un pic-
colo portico che guarda il giardino.
Sì, non è brutta, ma non c’è il telefono!
Quando l’ho scoperto mi sono arrabbiata moltissimo.
– Come posso vivere senza telefono? – ho chiesto.
Papà è scoppiato a ridere e mamma ha risposto che questa è una buona occasione per fare i com-
piti delle vacanze senza interruzioni! Dietro la casa c’è l’orto. Papà vuole comprare un set comple-
to da coltivatore. Vuole piantare cipolle, carote, patate, lattuga e pomodori:
– Questa sì che è vita! Contatto con la natura, aria pulita, gente semplice...
Anche in città papà ha una piccola serra sul balcone, dove ha piantato piantine di fragole, una
pianta di limoni e una di pomodori.
Ogni anno dice:
– Quest’anno mangeremo le nostre fragole – oppure: – Quest’anno avremo limoni genuini.
Alla fine però nella serra non cresce mai niente e lui dice che è colpa dello smog.
Papà è molto contento di essere qui, come il resto della famiglia. Io non li capisco, a me piace mol-
to vivere nel nostro appartamento in città. Inoltre, qui a Steccoli, i vicini sono tutti molto curiosi.
Appena siamo arrivati sono venuti a trovarci, con la scusa di portare frutta, dolci e perfino una
gallina.
Mio fratello ha deciso che la terrà in casa e la chiamerà Polly. È impazzito!
M. Bertarini, Il diario di Val, Eli

• Indica le affermazioni corrette.


• Questa pagina di diario è stata scritta: • I vicini di casa sono:
in inverno curiosi
in luglio indifferenti
di mercoledì gentili
• Il fatto centrale di cui si parla è: • I fatti sono narrati:
la casa di Steccoli in prima persona
l’importanza del telefono in terza persona
il contatto con la natura • Il registro linguistico usato è:
• Il papà dell’autrice ama: spontaneo e familiare
la vita di campagna formale
l’appartamento di città burocratico
i cibi conservati
Ob.: comprendere elementi, struttura e linguaggio del diario.
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SCHEDA
22
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Che tipetto!
• Leggi il brano.

Michele è piccolino, ma corre svelto svelto come una


trottola e sempre a piedi nudi.
È in continuo movimento, tocca tutto, prende tutto,
non sta fermo un momento, mai seduto nel seggiolone.
Papà e mamma non ne possono più. Sono tranquilli solo
quando dorme. Altrimenti è sempre in moto perpetuo.
Anche quando pranzano Michele non dà tregua: corre
avanti e indietro, sposta tutto, bisogna badare continua-
mente che non si faccia male, che non combini guai.
Ecco che Michele ora prende delle cartacce da terra e
di corsa va a buttarle nella pattumiera; poi prende dei
pezzi di legno rotti e via, anche quelli finiscono nella
pattumiera.
Papà e mamma sono stupiti:
– Bravo Michele, ma che bravo!
E Michele continua il suo lavoro, mentre papà e mam-
ma si godono un po’ di pace.
E Michele avanti e indietro in silenzio tutto concentrato.
Ma che ha fatto?
Incoraggiato così apertamente, Michele ha scaraventato
nella pattumiera cucchiai puliti, piattini, due portacene-
re e tutto quello che gli è capitato a tiro.

• Segna la risposta esatta con una x.


• Michele è un bambino: • Michele è descritto:
vivace e birbantello nell’aspetto fisico
triste e solitario nel suo comportamento
prepotente e dispettoso nel carattere

• Sottolinea nel testo i dati dinamici.

• E tu che tipo sei? Parla di te, facendo capire il tuo modo di essere. Descrivi le cose che fai,
quelle che ti piacciono e quelle che proprio detesti.
Ob.: produrre un testo descrittivo.
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SCHEDA
23a
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

La descrizione
1. Leggi il brano, facendo attenzione alle caratteristiche dei personaggi, poi completa le attività
della pagina successiva.

Il compagno di banco di Tonino era Giovanni, il figlio del pescatore. La maestra li ave-
va messi insieme per ragioni di statura. I ragazzi spesso deridevano Giovanni perché
era alto, grosso e un po’ goffo. Aveva le mani rosse e screpolate e indossava una giacca
rattoppata e stretti calzoni corti anche d’inverno. Non aveva amici: quei capelli arruffati
e il moccolo sotto il naso non ispiravano fiducia. Giovanni era ripetente e la maestra
spesso glielo ricordava:
– Ha fatto bene il maestro a bocciarti, e così farò anch’io se non smetterai di scrivere
così male.
Lui non fiatava: abbassava gli occhi e tornava a fare come prima. Per Giovanni, abituato
all’aria aperta, la scuola era una prigione.
Tonino si ricordava di averlo visto quando d’estate andava al canale a fare il bagno: pi-
lotava il barcone e stendeva reti con suo padre. I due ragazzi diventarono amici durante
la soluzione di un problema. Tonino stava scrivendo la risposta quando sentì una mano
sul gomito: era quella di Giovanni.
– Sposta il braccio – gli disse – se no non posso copiare le operazioni.
Tonino istintivamente guardò la maestra, che in quel momento stava leggendo. Temendo che
volesse riferirlo alla maestra, Giovanni arrossì, chinò il capo e con un filo di voce gli disse:
– Non dirglielo, se no mi mena. Se mi fai copiare ti faccio un regalo.
Mise le mani sotto il banco ed estrasse qualcosa che pose in mano a Tonino, il quale
sentì qualcosa di liscio e morbido come velluto.
– Un topo! – esclamò fra i denti lasciando cadere l’animale.
Giovanni si chinò, lo raccolse e sussurrò:
– Non è un topo, non vedi che non ha la coda lunga?
Tonino l’osservò attentamente e vide un lungo muso, due occhietti neri e quattro“mani”
biancastre ai lati del corpo, con il pelo lucido.
– È una “topa” – disse Giovanni – È morta. Se mi fai copiare te la regalo – e gliela mise
sotto il banco.
La maestra intanto aveva alzato il capo e fissava i due ragazzi. Si accomodò gli occhiali,
scese dalla cattedra e si avvicinò:
– Cosa c’è qui da bisbigliare? – domandò a Tonino.
– Niente – disse il ragazzo.
Quando la maestra si fu allontanata, Tonino lesse negli occhi di Giovanni uno sguardo
riconoscente.
– Copia – gli disse – fa’ presto!
M. Lodi, Il permesso, Einaudi

Ob.: rilevare i dati descrittivi di un testo.


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SCHEDA
23b
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

• Cerca e sottolinea le caratteristiche di Giovanni e completa la tabella.

caratteristiche fisiche
....................................................................................................

....................................................................................................

....................................................................................................

carattere
....................................................................................................

....................................................................................................

....................................................................................................

• Indica con V o F le affermazioni relative al testo.

La maestra:
• è comprensiva con Giovanni; V F

• lo sgrida affettuosamente; V F

• lo sgrida severamente; V F

• lo ritiene capace di migliorare nel lavoro scolastico; V F


• non permette ai due alunni di aiutarsi; V F
• lo aiuta nel lavoro scolastico. V F

• Metti una x nella casella giusta.

• Tonino:
non sopporta Giovanni;
è da tempo amico di Giovanni;
lo ha visto impegnato in attività anche non scolastiche;
è disposto a diventare amico di Giovanni;
si rifiuta di aiutarlo a risolvere il problema;
fa la spia alla maestra.

Ob.: rilevare i dati descrittivi di un testo.


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SCHEDA
24
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Trasforma il luogo
Il giardino incolto
Dietro un cancello mezzo arrugginito e due pezzi di muro ricoperti da piante rampi-
canti, c’era un piccolo giardino incolto, con in fondo una palazzina dall’aria abbando-
nata. Un tappeto di foglie secche copriva il viale, e foglie secche giacevano dappertutto
sotto i rami dei due platani, formando addirittura delle piccole montagne sulle aiuole.
Uno strato di foglie galleggiava nell’acqua verde di una vasca. Intorno s’elevavano edi-
fici enormi, grattacieli con migliaia di finestre, come tanti occhi puntati con disapprova-
zione su quel quadratino di due alberi, poche tegole e tante foglie gialle, sopravvissuto
nel bel mezzo d’un quartiere di gran traffico.
I. Calvino, Marcovaldo, Einaudi

• L’autore descrive un giardino abbandonato, osservando le cose che vede a partire dal fondo.
Chiudi gli occhi e immagina di vedere il giardino descritto. Poi immaginalo ben curato e abita-
to. A questo punto aggiungi particolari che ritieni opportuni e produci un nuovo testo.
Può aiutarti fare prima il disegno.

..................................................................................................................................................

..................................................................................................................................................

..................................................................................................................................................

..................................................................................................................................................

..................................................................................................................................................

..................................................................................................................................................

..................................................................................................................................................

..................................................................................................................................................

..................................................................................................................................................

..................................................................................................................................................

..................................................................................................................................................

..................................................................................................................................................

..................................................................................................................................................

..................................................................................................................................................

..................................................................................................................................................

..................................................................................................................................................

Ob.: modificare un testo descrittivo.


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SCHEDA
25
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Al mare
• Leggi il brano con attenzione.

Ero entrato in acqua senza nuotare, mi ero allontanato


dalla riva camminando fra le onde che mi venivano in-
contro.
Mi fermai, l’acqua mi arrivava appena alla vita. Mi voltai
a guardare indietro. Intorno a me la superficie dell’acqua
era abbastanza calma, si alzava e si abbassava appena,
ma poco più avanti l’acqua era più mossa, si formavano
già delle piccole onde schiumose.
Più in là ancora, prima della riva, le onde si erano fatte
più alte e ricadevano su se stesse, spumeggianti.
Una schiera di ragazzi si divertiva a farsi travolgere dai
cavalloni, ridendo, chiamandosi l’un l’altro, rialzandosi
prontamente per ripetere il divertimento col successivo
cavallone.
E poi c’era la spiaggia, affollata come ogni estate: chi
prendeva il sole, chi giocava a carte, qualcuno era pigra-
mente impegnato a non fare niente, seduto sotto l’om-
brellone.
Qualche genitore osservava vigile i ragazzi che giocava-
no con le onde.

• Rispondi.
• Dove si trova la persona che racconta?..............................................................................................................................................................................
.............................................................................................................................................................................................................................................................................................................

• L’autore inizia a descrivere da quello che è più vicino a lui o da ciò che è più lontano? .........................
.............................................................................................................................................................................................................................................................................................................

• Sottolinea nel testo gli indicatori spaziali.


• Immagina di essere anche tu in spiaggia e descrivi ciò che vedi partendo da quello che è più
vicino a te (ombrelloni, persone sulla spiaggia, riva del mare).
Ob.: descrivere un ambiente secondo un ordine spaziale.
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SCHEDA
26
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Un mammifero speciale
I delfini sono mammiferi: vivono cioè respirando l’aria e
partoriscono i piccoli, come tutti gli altri mammiferi.
Eppure vivono prevalentemente nell’acqua perché è lì
che trovano il loro nutrimento.
Tutti il loro organi si sono adattati alla vita acquatica: il
loro corpo si è allungato e snellito per meglio nuotare, le
zampe si sono trasformate in pinne.
Il delfino è del tutto simile a un pesce. È un mammife-
ro intelligente e simpatico. Si esibisce infatti in capriole e
salti fuori dell’acqua, in veloci inseguimenti e cambi rapi-
di di direzione.
Per avvistare oggetti e prede, emette ultrasuoni, che gli
danno precise indicazioni sulla distanza, la grandezza e
perfino sulla natura dell’oggetto stesso.
Il delfino è capace di muoversi anche al buio.
Mamma delfino partorisce il suo piccolo in acqua. Imme-
diatamente e con grande delicatezza lo sospinge verso la
superficie per farlo respirare.
da “Tanti Testi 4”, La Scuola

• Nel testo sono fornite informazioni sui delfini. Cercale e inseriscile, in breve, nelle tabelle.

specie di appartenenza caratteristiche fisiche


..................................................................................................................... .........................................................................................................................................................

..................................................................................................................... .........................................................................................................................................................

COMPORTAMENTI PARTICOLARI

È intelligente e simpatico: infatti ..........................................................................................................................................................................................


Per conoscere la posizione di oggetti e prede...................................................................................................................................................
Sa muoversi............................................................................................................................................................................................................................................................
Le femmine partoriscono ................................................................................. poi sospingono immediatamente i piccoli
.......................................................................................................................................... per ...........................................................................................................................................

Ob.: leggere e comprendere un testo informativo.


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SCHEDA
27
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Importanza delle piante


• Leggi il testo attentamente.
Le piante sono molto importanti per la nostra vita, soprattutto perché purificano l’aria che respi-
riamo e ci forniscono gran parte del cibo di cui ci nutriamo.
Basti ricordare, per esempio, il frumento dal quale ricaviamo la farina per fare il pane, i numerosi
ortaggi, gli alberi che producono gustosi frutti da consumare freschi o da conservare e trasformare
in vari modi.
Indirettamente, noi godiamo i benefici delle piante anche quando mangiamo carne e uova o be-
viamo latte, poiché utilizziamo il cibo che proviene da animali erbivori.
Dalle piante ricaviamo pure il legno, la cellulosa per fare la carta, il cotone, la canapa, il lino per i
vestiti e non pochi medicinali.
da “Studiare è capire”, De Agostini

• Completa lo schema con le informazioni essenziali che ricavi dal testo.

.....................................................................................................................................

PIANTE IMPORTANTI PERCHÉ


.....................................................................................................................................

........................................................................................................................................................................................................
ESEMPI ........................................................................................................................................................................................................

........................................................................................................................................................................................................

............................, ............................, ............................ animali erbivori

IMPORTANTI
ANCHE PER .......................................................................

............................, ............................ ............................, ............................ sostanze

............................ ............................ ............................

• Ora relaziona con parole tue, guardando gli appunti che hai preso.
Ob.: individuare informazioni in un testo informativo e inserirle in uno schema dato.
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SCHEDA
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Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Le parole essenziali
• Leggi il testo, poi sottolinea le parole chiave che forniscono le informazioni principali e riscri-
vile in fondo alla pagina.

La casa di tutti
Tutti gli uomini hanno bisogno di una casa nella quale soddisfano i bisogni vitali come
mangiare, dormire, riposarsi, ripararsi, ritrovarsi con la propria famiglia. La casa è un
bene necessario. È per questo che in ogni parte del mondo gli uomini costruiscono
case diverse per forma, grandezza, a seconda del luogo, dei bisogni e delle possibilità
di ciascuno: case a più piani, case di legno, capanne, tende... A queste case gli uomini
dedicano molte cure.
Ma c’è un’altra casa, grandissima, che accoglie tutte le case del mondo.
Questa casa è la Terra.
Certo, tu dirai che non si può chiamarla “casa”: non ha pareti, tetto, porte, mobili. Da
questo punto di vista hai ragione.
Immagina, però, per un attimo di essere un astronauta. Da lassù, come i veri astronau-
ti, vedresti la Terra dal di fuori e ti sembrerebbe una casa, una casa diversa, con il suo
“arredamento” fatto di mari, oceani, di isole e continenti, pianure e montagne, fiumi e
laghi, con le pareti fatte di una grossa “bolla” d’aria, detta “atmosfera”.
In questa grande casa, come gli astronauti, desidereresti tornare per essere ancora in-
sieme agli altri uomini, proprio come ogni giorno desideri tornare nella tua abitazione
per essere insieme ai tuoi cari.
Ricorda: ogni uomo è un“inquilino”di questa grande casa. Di questa casa ognuno deve
prendersi cura, perché fuori della Terra, per quanto ne sappiamo fino ad oggi, ogni
uomo morirebbe.
Dunque bisogna rispettarla e avere cura di tutto quello che essa contiene, esseri viventi
e non viventi: la vita della Terra dipende da ciascuno di noi e la nostra vita dipende
dalla Terra.
da “Uomo Natura Civiltà”, La Scuola

.............................................................................................................................................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................................................................................................................................

• Prova a ripetere, a voce e con parole tue, a un tuo compagno, al papà o alla maestra quello
che hai imparato dal brano, tenendo sotto gli occhi solo le parole evidenziate.
Ob.: individuare le parole chiave in un testo informativo.
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SCHEDA
29
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Tanti modi di far poesia


• Filastrocche, scioglilingua, conte, ninnananne: non hanno necessariamente un vero senso logi-
co, ma sono piuttosto giochi di parole o di rime, per ottenere un effetto musicale.

Ninna Nanna
La conta Ninna nanna, ninna nanna
Bum! Cade la bomba in mezzo al mare. l’uccellino quando imbruna
Mamma mia, mette il capo sotto l’ala,
mi sento male: è un batuffolo di piuma,
mi sento male d’agonia, dorme, dorme sulla rama.
prendo la barca e fuggo via. Esso ha il vento che lo culla,
Fuggo via di là dal mare tu la mamma che ti ninna.
dove nessuno mi può trovare. Ninna nanna, ninna nanna.
Trovo una casa, trovo un letto N. Orengo, A-ulì-ulé, Einaudi
e mi faccio un gran banchetto.
Bevo e mangio notte e dì,
a-bi-ci-di.
N. Orengo, A-ulì-ulé, Einaudi

Apelle, figlio di Apollo


Apelle figlio di Apollo
fece una palla di pelle di pollo
tutti i pesci vennero a galla
per vedere la palla
di pelle di pollo
fatta da Apelle figlio di Apollo.
AA.VV., Sotto la cappa del camino, Mondadori

• Rispondi alle domande.


• Qual è più divertente?..................................................................................................................................................................................................................................
• Qual è più difficile da ripetere? .......................................................................................................................................................................................................
• A chi serve la ninna nanna? ...................................................................................................................................................................................................................
• Quando serve la conta? ..............................................................................................................................................................................................................................
Ob.: riconoscere varie tipologie di testo poetico.
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SCHEDA
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Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Brr..., che freddo!


• Leggi con attenzione la filastrocca. • I versi sono tutti in rima?................
• Sottolinea con lo stesso colore
le parole in rima.
• Ogni quanti versi trovi la rima?
................................................................................................
Italia, sottozero.
Lo stivale è ghiacciato.
Sta la neve sui monti
come panna sul gelato.
I gatti del Colosseo,
a Roma, battono i denti.
Si pattina sul Po
e sui maggiori affluenti.
È gelata la coda
di un asino a Potenza.
Le gondole di Venezia
sono a letto con l’influenza.
Un pietoso alpinista
è partito da Torino
per mettere un berretto
sulla cima del Cervino.
Ma dov’è, dov’è il mago
con la fiaccola fatata
per portare in tutte le case
una calda fiammata?
G. Rodari, Le filastrocche del cavallo parlante, Emme Edizioni

• Completa.
• L’autore descrive (luogo) ................................................................., durante (stagione) ........................................................................................
• Sottolinea con il blu le parole che si riferiscono al luogo e con il rosso quelle che si riferiscono
al tempo.

Ob.: individuare alcuni aspetti formali del testo poetico.


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SCHEDA
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Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Il vento
• Leggi la poesia poi esegui.

È beffardo e curioso
va sui monti e sul mare • Di quanti versi è composta la poesia?
è svelto e generoso • Quali parole rimano tra loro? Sottolineale con
nulla lo può fermare. lo stesso colore.
S’insinua dappertutto • Chi è il protagonista della poesia?
vola insieme agli uccelli ..............................................................................................................................................
riesce a sapere tutto • Quali caratteristiche gli vengono attribuite?
e scompiglia i capelli. ..............................................................................................................................................
È libero e sorride
..............................................................................................................................................
entra in ogni avventura
• Sono caratteristiche:
compie mille magie tipicamente umane
non ha alcuna paura. tipiche degli agenti atmosferici
Fa parlare le foglie
porta voci e canzoni • Il poeta usa la..................................................................................................
non si cura del tempo
ed è senza padrone.
G. Pontremoli

• Individua tutte le metafore e le personificazioni nelle seguenti poesie, poi riscrivile negli ap-
posti tratteggi e disegna sul tuo quaderno ciò che esse ti suggeriscono.

Il mare La nebbia arriva Un campo arato di terra nera


sorride in lontananza. su zampine di gatto. le sue rughe distende al sole.
Denti di spuma, S’accuccia e guarda D. Valeri
labbra di cielo. e poi se ne va via.
F. G. Lorca C. Sandburg

Metafore: ......................................................................................................................................................................................................................................................................
.............................................................................................................................................................................................................................................................................................................

Personificazioni: ................................................................................................................................................................................................................................................
.............................................................................................................................................................................................................................................................................................................

Ob.: individuare alcuni aspetti formali del testo poetico.


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SCHEDA
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Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Dalla poesia al racconto


• Leggi la poesia.

La neve
Dal cielo tutti gli angeli
videro i campi, brulli,
senza foglie né fiori
e lessero nel cuore dei fanciulli
che amano le cose bianche.
Scossero le ali stanche di volare • Spiega il significato della poesia, in forma di
ed allora discese lieve lieve racconto, usando parole e frasi più comuni, ag-
la fiorita neve. giungi poche parole per dire la tua opinione
U. Saba (sul contenuto, sulla poesia, sul messaggio del
poeta...).
......................................................... dopo aver visto che ...............................

Questa è la PARAFRASI o scrittu- erano ..................................................... ed essendosi accorti che


ra in prosa della poesia. Serve a
capire e spiegare meglio il testo. ai ................................................... piacciono ............................................................
Il significato e il contenuto non per farli contenti decisero di scuotere le ...............................
cambiano. Cambia lo stile e, so- che erano ............................................ di volare; sulla terra cad-
prattutto, l’effetto musicale delle
parole. de la ...................................... morbida e tutto sembrò fiorire.
La poesia fa capire che ................................................................................

Parafrasi
• Prova a scrivere la parafrasi della poesia.
Il vento, come un .............................................................., porta nel
La notte di Natale ..................................................... la ..................................................... che somi-
glia a un .....................................................
Il vento trascina il gregge della neve Gli alberi è come se sapessero che è una notte
nel bosco, come un pastore,
..................................................... e .....................................................
e gli alberi sanno che presto
diventerà beata, santa di luci; Nei sentieri innevati i rami si ..........................................................

e ascoltano. Nei sentieri bianchi immobili e il .......................................... trasporta la ...............................


si distendono i rami, tranquilli nella notte di .............................................
e col vento sale la neve
La poesia trasmette un senso di .....................................................
incontro alla notte di Natale.
R. M. Rilke perché .................................................................................................................................

Ob.: parafrasare un testo poetico.


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SCHEDA
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Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Difficoltà ortografiche
1. Segna gli errori poi riscrivi le parole sbagliate, utilizzando correttamente CE, CIE, CHI, CHE.

• tascino ......................................... • oche ................................................ • occhi............................................... • doccie ...........................................


• lancio ............................................. • ceco ................................................. • frecce ............................................ • quercie ........................................
• roccie............................................. • checità......................................... • ciancie .......................................... • arance ...........................................
• ciuccio ......................................... • chestino..................................... • camice.......................................... • cientro .........................................

2. Completa le seguenti parole inserendo M o N.


• colo..........bo • ba..........da • malte..........po • cra..........pi
• te..........perino • abbo..........a..........ento • ca..........po • o..........da
• acca..........pamento • i..........pianto • a..........tico • i..........cia..........pare

3. Segna la C e la Q quando non risultano esatte e riscrivi le parole in modo corretto.


• cuesto.......................................... • quadrato .................................. • quota ............................................ • cuartiere...................................
• quiete........................................... • cuadrilatero ......................... • scuadra....................................... • accuario ....................................
• qucina .......................................... • quore ............................................ • squisito ...................................... • acquedotto..........................
• quinta .......................................... • scuola ........................................... • rinquorare .............................. • aqume .........................................
• quindici...................................... • cirquito ...................................... • riscuotere ............................... • taccuino ...................................
• arquato ...................................... • quoco ........................................... • acqusare ...................................

4. Colora solo le zone in cui è scritta la parola in modo esatto.


Alla fine apparirà una: .............................................................................................................

Ob.: riconoscere e usare correttamente CE, CIE, CHI, CHE, M/N, CU/QU.
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SCHEDA
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Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Digrammi e trigrammi
1. Risolvi il cruciverba. Nella colonna evidenziata apparirà l’unico nome che si scrive con -GNIA.
1
1- È la femmina del cane.
2
2- È nascosto nella lampada di Aladino.
3 3- Uomini piccolissimi che vivono nel bosco.
4
4- Se li scambiano i pugili.
5- Ci si scrive usando i gessi.
5 6- Controlla i bagnanti.
6 7- Abbelliscono i balconi in estate.
8- Arrestano i malviventi.
7 9- Tessono le ragnatele.
8

2. Completa le definizioni, scegliendo fra le parole:


GERANIO - MATRIMONIO - INGEGNERE
MINIERA - URANIO - GENIALE - NIENTE - RAGIONIERE

• È bravo a fare i conti= ..................................................................... • Ci lavorano i minatori= ...................................................................


• Fa progetti per lavoro=................................................................... • È un minerale prezioso= ................................................................
• Lo celebrano gli sposi=.................................................................... • Fiorisce sul balcone= ..........................................................................
• È più che intelligente= .................................................................... • Uguale a nulla=...........................................................................................

3. Segna con una x la parola sbagliata. 4. Completa con GLl, LI oppure LLI.
• sbadi................o • ita................ano
sce scie
• cance................ere • gioco................ere
coscenza coscienza
scenziato scienziato • emi................a • mobi................a
incosciente incoscente • sta................ere • o................o
cosce coscie
• cava................ere • bi................etto
usciere uscere
conoscente conosciente • esi................o • ta................ere
lisce liscie • mi................one • meda................a
bisce biscie
scena sciena • ma................a • baga................o
sceriffo scieriffo • so................ola • fo................ame
Ob.: riconoscere e usare correttamente digrammi e trigrammi.
69
(%*#1%/0%
G<NN@<
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SCHEDA
35
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Apostrofo e accento
1. Inserisci le espressioni adatte C’È, CE, C’ERA, CERA.

Prima ............................ un chiacchierio interminabile, ora ............................ un silenzio di tomba.


Qualcosa è accaduto ma non ............................ ne siamo accorti.
Volgiamo lo sguardo verso il salotto.
In piedi sul tavolino ............................ la mamma e sul divano antico ............................ la zia.
Accanto al tappeto, sul pavimento lustro di ............................, ............................ un timido topolino.

2. Completa con UN o UN’.


• Fu ........................... attesa snervante di ........................... intero giorno: ........................... altro al mio posto non avrebbe
resistito.
• ........................... amica di Pierina ha invitato ........................... ingegnere a visitare il suo nuovo appartamento.
• In ogni reparto dell’ospedale è sempre presente ........................... infermiere o ........................... infermiera.
• Sento ........................... odorino delizioso che mi dice che oggi consumeremo ........................... ottimo pranzo.
• Hai detto ........................... enorme bugia che ti costerà ........................... energico rimprovero.

3. Completa con NÉ, N’È o N’ERA.


• Luca è tornato, ma poi se ........................... andato • Quando se ........................... reso conto non era più
subito. possibile far nulla.
• Non ha ........................... matita ........................... pennarelli. • Avevo tanto pongo, ma me ........................... rimasto
• ........................... uscito finalmente vittorioso! poco o niente.
• Non le piace ........................... il rosso ........................... il gial- • Mirco aveva commesso proprio una cattiva
lo, preferisce il bianco. azione e se ........................... pentito, ma ...........................

• Gli era caduto l’orologio e non se ........................... Elena, ........................... Elisa lo perdonarono.
accorto.

4. Leggi la poesia e metti gli accenti al posto 5. Leggi e colora la forma giusta.
giusto. Un cavaliere parti partì
Cecco Beppe un di penso: “Tutti i giorni studiero” in cerca di fortuna. Arrivo arrivò
Quando venne il lunedi la sua voglia gia svani. in una foresta dove salvo salvò
Arrivato il martedi, Cecco Beppe si stupi: dai lupi una cerva che si trasformo trasformò
“Studiero mercoledi” ma poi tutto fini li. in una fata. Ella per ringraziarlo gli dono donò
E trascorse il giovedi aspettando il venerdi.
uno scudo magico.
Al sabato sbadiglio e la domenica si riposo.
Ob.: usare correttamente l’apostrofo e l’accento.
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SCHEDA
36
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Le sillabe
1. Dividi in sillabe.
• parrucchiera = ............................................................................. • azienda = ............................................................................................
• contentezza = ............................................................................. • giraffa = ................................................................................................
• acquazzone = ............................................................................... • miliardo =...........................................................................................
• soqquadro = ................................................................................... • arancia = ..............................................................................................
• aquilotto = ....................................................................................... • pendolo = ..........................................................................................
• penombra = .................................................................................... • tedesco = ...........................................................................................
• ospedale =......................................................................................... • cantante = ........................................................................................
• appezzamento = ...................................................................... • pagliaccio = .....................................................................................

2. Componi le parole, poi dividile in sillabe.


• sopra + tutto = ........................................ ................................................................................

• a + giungere = ........................................ ................................................................................

• a + cogliere = ........................................ ................................................................................

• sopra + mobile = ........................................ ................................................................................

• a + legare = ........................................ ................................................................................

• da + prima = ........................................ ................................................................................

• da + vero = ........................................ ................................................................................

• a + dolcire = ........................................ ................................................................................

• in + battuto = ........................................ ................................................................................

3. Dividi le parole in sillabe, poi togli una sillaba e forma una nuova parola.
• dipinto = di - pin - to
........................................ di - to
................................................................................

• scultori = ........................................ ................................................................................

• pescatore = ........................................ ................................................................................

• scontento = ........................................ ................................................................................

• maschere = ........................................ ................................................................................

• pagliaio = ........................................ ................................................................................

• formaggio = ........................................ ................................................................................

• inverno = ........................................ ................................................................................

• canzone = ........................................ ................................................................................

Ob.: dividere le parole in sillabe.


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SCHEDA
37
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

L’uso dell’H
1. Leggi il testo e completalo utilizzando HA, A, AH.

Oggi la mamma di Luca e Giulia non .......................... avuto un mo-


mento di pace, perché i bambini non hanno fatto altro che
entrare e uscire dall’acqua. Luca è andato .......................... giocare
con i compagni e sguazza felice fra le onde del mare. La ma-
dre sta .......................... guardarlo, vigile e preoccupata. Giulia, la
sorella più piccola, approfitta per sfuggire alla sor-
veglianza: con il secchiello in mano e ..........................

gran velocità corre .......................... tuffarsi in mare.


La mamma si gira giusto in tempo e le gri-
da: – .......................... bricconcella! Dove credi di
arrivare? Fuori dall’acqua tutti e due!

2. Completa con HO, HAI, HA oppure con OH, AHI, AH.


• ............... studiato tanto; ..............., quanto mi bruciano gli occhi!
• ..............., che dolore! Mi ............... punto un’ape.
• Per andare a Parigi, tu ............... preso il treno?
• ..............., che gioia! La maestra mi ............... molto lodata!
• ............... rotto il vaso di cristallo, ............... che guaio!

3. Completa con LO/L’HO, LA/L’HA, L’ANNO/L’HANNO.


• Ha preso una mela, ma non ........................... ancora lavata.
• Lucia ha recitato ........................... poesia, ........................... dedicata alla sua mamma.
• Ha assaggiato ........................... minestra e ........................... respinta disgustato.
• L’........................... prossimo andremo al mare: me ........................... promesso i miei genitori.
• ........................... stanzino è in disordine, perché non ........................... ancora sistemato.
• ........................... scorso, in questa piazzetta c’era il divieto di sosta; ora ........................... tolto

Ob.: usare correttamente l’H nelle voci verbali.


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SCHEDA
38
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Parole e significati
1. Osserva i vari significati che ha ciascuna parola; poi componi delle frasi con ognuno di essi.

ZUCCA ALBERO

• ............................................................................................................................. • .............................................................................................................................

• ............................................................................................................................. • .............................................................................................................................

• .............................................................................................................................
PENNE
• .............................................................................................................................

2. Nelle famiglie di parole che seguono, cancella le parole intruse.

Sole - solare - soleggiato - assolato - solaio

Marmo, marmista, marmaglia, marmoreo, marmorizzato

Latte, lattaio, latta, lattante, latticino, latteria

Casa, casato, casacca, casereccio,casupola, caserma

3. Completa le famiglie di parole.

campanile acquitrino
CAMPANA ACQUA
............................................ ............................................ ............................................ ............................................

............................................ ............................................

Ob.: usare gli omonimi. Comprendere il meccanismo della derivazione.


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SCHEDA
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Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Gli elementi della frase


1. Nelle frasi seguenti, sottolinea con il blu il soggetto e con il rosso il predicato.
• Oggi la mamma di Matteo compie gli anni.
• Matteo le regala un bel mazzo di fiori.
• Le rose piacciono molto alla mamma.
• Matteo e la mamma si abbracciano con affetto.
• La mamma per festeggiare ha preparato la torta.

2. Osserva Gigi al mare: chi è? come è? Cosa fa?


Completa il soggetto con vari tipi di predicato: verbale e nominale.
rema (pred. verbale)
è un bagnino (pred. nominale)
............................................................. ...................................................................................

• Gigi ............................................................. ...................................................................................

............................................................. ...................................................................................

............................................................. ...................................................................................

............................................................. ...................................................................................

3. Riconosci il predicato verbale e il predicato nominale.


• Paperino è un papero pasticcione. pred. ..........................................................................
• Paperone è lo zio tirchio. pred. ..........................................................................
• Qui, Quo, Qua amano le avventure. pred. ..........................................................................
• Gastone vince sempre molto denaro. pred. ..........................................................................
• Paperina è la fidanzata di Paperino. pred. ..........................................................................
• Topolino risolve tutti i casi polizieschi. pred. ..........................................................................

4. Sottolinea con il rosso l’espansione diretta e con il blu quella indiretta.


• Molti tifosi guardano la partita in TV. • Stefano vince molte gare di corsa.
• Luisa prepara una torta in cucina. • Il treno arriva in ritardo.
• La pioggia cade sui tetti. • La mamma prepara una torta con la crema.
• Luigi studia una poesia con sua sorella. • Canto una canzone sotto la doccia.
Ob.: discriminare soggetto, predicato ed espansioni.
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SCHEDA
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Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Nomi, aggettivi e pronomi


1. Nel quadrato magico sono nascosti cinque nomi astratti derivati dagli aggettivi. Individua i
nomi ed indica l’aggettivo.
• ubbidienza ubbidiente
b u b b i d i e n z a
o f r e s c h e z z a • .......................................................................................................................................

n n l i b e r t à t s • .......................................................................................................................................

t d o l c e z z a r a • .......................................................................................................................................
a b e l l e z z a r a
• .......................................................................................................................................

2. Costruisci sul quaderno le frasi con ciascun gruppo di parole, usando gli aggettivi nei diversi
gradi del comparativo, come nell’esempio.

arancia
• L’arancia è più dolce del limone.
dolce Il limone è meno dolce dell’arancia.
limone

auto nonno aria


veloce brontolone pesante
bicicletta nonna acqua

3. Sottolinea gli aggettivi numerali contenuti nei seguenti proverbi:

• Dodici galline ed un gallo mangiano quanto un cavallo.


• La prima gallina che canta ha fatto l’uovo.
• Quattr’occhi vedono meglio di due.

4. Sottolinea con il rosso gli aggettivi, con 5. Completa con l’aggettivo o il pronome pos-
il verde i pronomi indefiniti. sessivo adatto.
• Molti ragazzi non amano i libri, altri li • Pochi si accontentano del ........................... lavoro, Luca
adorano. è soddisfatto del ............................
• Avrei bisogno che qualcuno venisse ad • Devi avere cura del ...........................cane. Io mi occupo
aiutarmi! del ............................
• Porterò a termine la corsa: nessuno po- • Questi sono i ........................... quaderni, quelli i
trà fermarmi. ............................

• Ogni giorno leggo almeno qualche pagi- • I ........................... insegnanti sono severi, i ...........................?
na del mio libro.
Ob.: discriminare nomi, aggettivi e pronomi.
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SCHEDA
41
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

I verbi
1. Sottolinea i verbi e trascrivili nella tabella, poi completa con verbi delle altre due coniugazioni.

Quali sono i più bei verbi in “are”? giocare, ............................, ............................, ............................,

-are
Sono: giocare, amare, passeggiare, studiare, ............................, ............................, ............................, ............................,
viaggiare, dare, inquinare...
............................, ............................, ............................,
Alt! Qui bisogna ricominciare e attenzione a
non sbagliare! leggere, ............................, ............................, ............................,

-ere
Giocare, amare, passeggiare, studiare, viaggiare, ............................, ............................, ............................, ............................,
dare, salutare...
............................, ............................, ............................,
Prima però avevi detto “inquinare”!
Sì, ma è solo per scherzare, che è un altro bel
-ire partire, ............................, ............................, ............................,
verbo in “are”. ............................, ............................, ............................, ............................,
L. Grossi, Giocare con le parole, Armando
............................, ............................, ............................,

2. Quale voce verbale vai a cercare sul dizionario?


• tacque tacere • furono andati .......................................................

• ebbero fatto ....................................................... • cocente .......................................................

• dissero ....................................................... • piacque .......................................................

• studieranno ....................................................... • ebbi dimenticato .......................................................

3. Inserisci nelle frasi essere o avere in modo opportuno.


• Appena io ............................. appreso la notizia ............................. venuto a rallegrarmi.
• Oggi ............................. una giornata splendida: anche gli uccelli ............................. contenti.
• Da ieri Carla ............................. un barboncino bianco che ............................. l’aspetto di un agnello.
• ............................. incontrato Lucia e ............................. chiacchierato a lungo.
• Il cane ............................. saltato la rete e ............................. fuggito.

4. Completa le frasi coniugando il verbo tra parentesi al modo condizionale, presente o passato.
• Se avessi tempo, (andare) ........................................................................................... al cinema.
• Se avessi avuto tempo (andare) ........................................................................ al cinema.
• Se giocassero bene, non (perdere) ......................................................................... partita.
• Se avessero giocato bene, non (perdere) ..................................................... partita.
• Se avesse studiato, non (sbagliare) .............................................................. l’esercizio.
Ob.: analizzare tempi, modi e coniugazioni del verbo.
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SCHEDA
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Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Avverbi, congiunzioni, preposizioni


1. Inserisci le preposizioni dove sono state tolte.

Attraverso la nebbia non vedo né la montagna né il fiu-


me; mi affido .................. grido .................. galli e .................. abbaiare
.................. cani .................. giungere vicino .................. villaggio.
Sul ponte coperto .................. brina lascio .................. primo
le impronte .................. mie pantofole blu.
Yan Tsen Tsai, Canti e poesie di ogni terra, CEM

2. Sottolinea l’avverbio poi sostituiscilo con un altro di significato opposto.


• Sei arrivato presto. ...................................................................................................................................

• Forse andrò a Roma. ...................................................................................................................................

• Guardò la stanza distrattamente. ...................................................................................................................................

• Questo film è molto interessante. ...................................................................................................................................

• Sono stanco perché ho camminato tanto. ...................................................................................................................................

3. Sottolinea le congiunzioni che legano tra loro i vari enunciati.


• Entro in palestra e saluto il maestro.
• È un uomo cordiale ma parla poco.
• Sto seduta, se devo aspettare il mio turno.
• Guardo volentieri, però preferisco fare qualcosa.
• Sono inciampato mentre camminavo.

4. Completa le frasi con la congiunzione adatta.


• Chi ha telefonato, il nonno ....................... la nonna? • Faceva molto caldo ................ mi tuffai in piscina.
• Corro ........................ arrivo prima. • ........................ verrai con me, ti divertirai.

5. Completa le frasi tenendo conto delle congiunzioni suggerite.


perché .......................................................................................................................................................
• Il babbo prese l’auto
benché......................................................................................................................................................
mentre......................................................................................................................................................
• Eravamo tutti sudati
sebbene...................................................................................................................................................
Ob.: analizzare le parti invariabili del discorso.
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SCHEDA
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Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

I pirati
• Leggi il testo e completa con le parole che trovi elencate in fondo. Fai attenzione, ci sono
anche parole intruse.
Quella notte, attraverso la finestrella stretta che
guardava verso la collina, sgusciai .............................................
e nel buio presi la via della collina. Per stradine e .
............................................ che diventavano sentieri, e poi per

sentieri che si riducevano a solchi appena visibili,


percorsi il fianco della collina. Improvvisamente li
vidi: ero proprio sopra l’............................................. dei pirati!
Io non avevo mai visto i .................................................., ma dai
racconti che avevo sentito mi aspettavo esseri mo-
struosi, mezzi uomini e mezzi draghi.
Invece a vederli là a mangiare, ridere e cantare in-
torno ai falò quasi fossero a una festa, non mi fecero
quella gran ...................................................
Avevano facce scure, avvolte in turbanti e lunghi
veli. Parlavano una strana ............................................. di cui non
riuscivo a capire nemmeno una ...................................................
All’improvviso un ............................................. alto, che a me
sembrò grosso come un orso, con una voce spa-
ventosa, ............................................. attorno a sé tutti quanti.
Che cosa disse quel gigantesco guerriero non l’ho mai
saputo, però non doveva essere niente di .................................................. perché
appena terminò di parlare, tutti i pirati lanciarono urla così feroci
che mi spaventai e tornai di corsa in paese.
accampamento
G. Quarzo, Pirati a Rapallo, Piemme Junior
cattivo

buono dentro
fuori
paura
pirati
chiamÒ

uomo parola

lingua
viottoli

Ob.: completare un testo narrativo.


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SCHEDA
44
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

I colori di Bellatela
Più di cinquecento anni fa, a Firenze, viveva il pittore Ferruc-
cio Bellatela. Una mattina ebbe una bellissima idea.
– Oggi voglio dipingere un quadro di campagna,
così colorato da far piangere di gioia chi lo guar-
derà!
Così Ferruccio prese la scatola dei pennelli e dei
colori, fissò una tela su una tavoletta quadrata di
legno, e partì per la campagna.
Era una limpida giornata di maggio: il cielo era azzur-
rissimo, e nuvole piccole, bianche come riccioli di latte, si
spostavano tutte insieme.
Arrivato in una valletta fuori Firenze, il pittore scelse un pae-
saggio che gli piaceva e si preparò a cominciare.
Ma quando, tutto allegro e pieno di voglia di dipingere, aprì la scatola,
rimase a bocca aperta: aveva dimenticato che, il giorno prima, ne aveva
tolto tutti i colori, per pulirla. Ci era rimasto dentro, chissà perché, solo un ba-
rattolo di azzurro.
Ferruccio Bellatela si arrabbiò, e pestò i piedi.
Poco lontano da lui c’era una ragazza, che badava a un piccolo gregge di pecore
– Perché dai calci alla terra come un cavallo, signore? – gli chiese da lontano.
– Perché sono pittore ma non ho colore! – rispose lui, allargando le braccia.
Allora la ragazza sorrise, e gridò:
– Calma la tua rabbia, signore, e fidati di me. Inizia a dipingere il cielo, e aspetta il mio ritorno!
La giovane corse a spremere pomodori, limoni e arance, more e mirtilli, a tritare erba e fiori, a
montare panna, a grattugiare bucce, a sciogliere terra: e riempì trenta ciotole di colori, uno diverso
dall’altro. Poi le mise su un grande vassoio di legno, e tenendolo sulla testa lo portò a Bellatela.
Quando vide quelle meraviglie, il pittore saltò e ballò di gioia: baciò la ragazza su tutte e due le
guance e cominciò a dipingere il quadro, che venne bellissimo, quasi magico. Chi lo ammirava,
infatti, aveva l’impressione non solo di vedere la campagna, ma di sentirne i profumi.
R. Piumini, Storie per chi le vuole, Einaudi Ragazzi

• Scrivi sul quaderno le domande adatte ad ognuna di queste risposte.


1. Era un pittore fiorentino.
2. Voleva dipingere la campagna.
3. Gli mancavano i colori.
4. Una pastorella che stava pascolando il gregge.
5. Preparò dei colori fatti con la frutta e i fiori.
6. Un quadro bellissimo con i colori e i profumi della campagna.
Ob.: individuare domande adatte alle risposte.
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SCHEDA
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Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

L’ape e il calabrone
Un’ape andò al mercato, per vendere il miele. Mise in mostra il boccale e gridava:
– Miele, bel miele!
Finché passa di lì un calabrone e si mette a cercare il modo di ingozzarsi di miele senza pagarlo. A
forza di ronzare nei tribunali, egli sapeva meglio di chiunque quali cose si possono fare e quali no;
senza un attimo di esitazione, dunque, si lasciò cadere ad ali chiuse nel boccale... Quando l’ape
finalmente se ne accorse, di miele non c’era più neanche il profumo.
L’ape si dispera, grida al ladro, e insieme col calabrone viene condotta in tribunale.
– Perché hai mangiato il miele? – domanda il giudice all’accusato.
– Per necessità, eccellenza. Ero caduto nel boccale.
– Ebbene?
– Eccellenza, il miele è così vischioso. Se non lo mangiavo, ci rimanevo per sempre. Ho agito per
legittima difesa...
Il giudice gli dette ragione, lo mandò libero e ordinò di perquisire l’ape.
Le fu trovato addosso il pungiglione: e la misero dentro per porto d’armi abusivo.
G. Marotta, Cavallucci di carta, Eimo

• Numera le scene e completa i fumetti immaginando le parole pronunciate dai personaggi.


.......
....... .......

.......

.......
.......

• Indica con una x il significato delle parole sottolineate nel racconto.


• Ingozzarsi: sporcarsi rubare riempirsi di cibo
• Boccale: bicchiere recipiente panciuto per liquidi grande bocca
• Vischioso: appiccicoso pericoloso dolce
• Abusivo: sbagliato lecito, permesso illecito, non permesso
Ob.: numerare sequenze illustrate.
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SCHEDA
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Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Reale o fantastico?
• Leggi i seguenti brevi brani poi segna le risposte esatte con una x.

A Compiti delle vacanze


Proprio in quel momento la penna ebbe un guizzo. (...)
Era una cosa meravigliosa: la penna correva da sola e in un attimo
il problema fu risolto, le risposte furono scritte in bella grafia.
G. Rodari, Prime fiabe e filastrocche, Einaudi

B Pesca straordinaria
Una nave neozelandese e pesante oltre una tonnellata, destinata alla ricerca
scientifica, è rientrata in porto con una preda inconsueta: un calamaro
gigante, lungo otto metri. (...)
Una scienziata dell’Istituto Nazionale per la ricerca sull’acqua e l’at-
mosfera ha detto che i calamari giganti sono molto rari e che ancora si
conosce poco sulla vita e le abitudini di questi essere viventi.
da Famiglia Cristiana

C Ultimo incontro
L’ultima volta che Tonino vide il suo merlo fu nel tardo pomeriggio di
un sabato. Era stato dalla zia Ercolina a portarle il budino di mosto e nel
ritorno si fermò, come tante altre volte, al sentiero dei gelsi, dove viveva
il merlo. Ormai Tonino aveva imparato l’inizio del canto dell’uccello e
anche quella volta glielo fischiò. Il merlo rispose.
M. Lodi, Il permesso, Einaudi

• Quali sono racconti realistici? A B C


• Quali sono racconti fantastici? A B C

• Scegli uno dei tre brani e continua la storia.

Ob.: discriminare testi realistici e fantastici.


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SCHEDA
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Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Bambini dispettosi
• Leggi il breve testo, poi rispondi.

L’altro giorno abbiamo fatto uno scherzo un po’ sgra-


devole.
C’era Quattr’occhi che si allenava al tennis contro un
muro. È un bambino della mia scuola. Veramente si
chiama Paolo, ma noi lo chiamiamo così, perché ha
degli occhiali molto spessi. A volte non vede neppure
la palla, ma il tennis è la sua passione.
Mentre lui si allenava, siamo arrivati noi.
Mau ha preso una palla e l’ha tirata contro il muro.
Abbiamo capito lo scherzo, abbiamo raccolto le altre
palle e lo abbiamo imitato. Quattr’occhi non capiva più
niente. Le palle rimbalzavano da tutte le parti.
Poi è successo che una gli è arrivata in faccia e gli ha
rotto gli occhiali.
Ci sono rimasto male e stavo per dire a tutti di piantar-
la, ma è arrivato il fratello maggiore di Quattr’ occhi.
Allora ho avuto paura e me la sono squagliata. Anche
gli altri ragazzi non sono stati lì a dare tante spiegazio-
ni e se la sono data a gambe.
Mi sono così vergognato, che non ho neppure salutato
i miei amici.
G. Padoan, Il coraggio di dire no, AM Edizioni

• Rispondi.
• Quale scherzo i bambini fanno a Quattr’occhi? .....................................................................................................................................................
.........................................................................................................................................................................................................................................................................................................

• Cosa succede? ...........................................................................................................................................................................................................................................................


.........................................................................................................................................................................................................................................................................................................

• Tu cosa pensi di questo scherzo? Lo ritieni anche tu sgradevole? Perché? ....................................................................


.........................................................................................................................................................................................................................................................................................................

• E cosa pensi dell’uso dei soprannomi?...................................................................................................................................................................................


.........................................................................................................................................................................................................................................................................................................

• Ti divertono o ti offendono? Tu ne hai uno? ..............................................................................................................................................................


.........................................................................................................................................................................................................................................................................................................

Ob.: comprendere e commentare racconti realistici.


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SCHEDA
48
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Uno scherzo
• Immagina di organizzare uno scherzo a qualcuno, ma non di cattivo gusto. Raccontalo se-
guendo la struttura del racconto e inserisci anche la descrizione del personaggio che subisce
lo scherzo.

L’altro giorno ..................................................................................................................................................


.............................................................................................................................................................................................

Introduzione .............................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................
Descrizione del
personaggio .............................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................

Avvenimento .............................................................................................................................................................................................
centrale
.............................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................

Così ...............................................................................................................................................................................
.............................................................................................................................................................................................

Conclusione .............................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................

Ob.: produrre un racconto realistico.


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SCHEDA
49
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Le doppie
1. Osserva cosa succede cambiando le doppie in una parola, poi continua tu.

• zuppa zucca • ballo ................................................. • tappo .................................................

• palla ................................................. • pollo ................................................. • canna .................................................

2. Trova gli errori nell’uso delle doppie e riscrivi a fianco la parola corretta. Attenzione: non
tutte le frasi contengono errori.
• Sergio lavorava fino a qualche tempo fa in una squadra antiterrorismo. ..................................................................
• Sono arrabiata con il mio cane che è un vagabbondo e si perde spesso. ..................................................................

• Con la tua goffaggine rischi di apparire traggico. ..................................................................

• L’imputato, dopo la confessione, temeva la vendeta dei suoi complici. ..................................................................

• Forza, ragazzi, sbrigatevi: sta per arrivare un acquazone con i fiocchi. ..................................................................

• Daniele è allergico al poline. ..................................................................

• Leggi qui, per favore, per me è arabbo. ..................................................................

• Aurelia stava per andare al parco, quando iniziò a pioviginare. ..................................................................

• Ti disturbo se mentre leggi, accendo la tv a volume basso? ..................................................................

• A Siracusa c’è un grande museo archeologgici. ..................................................................

3. Completa le parole con Z o ZZ.


• carro.................iere • cola.................ione • raga.................i • vi.................io
• anali.................are • ostina.................ione • a.................eccate • spa.................ioso
• carro.................ina • care.................a • dolce.................a • ti.................io
• pia.................a • pre.................ioso • stra.................ianti • dispera.................ione

4. Completa le parole con -SIONE, -SSIONE, -SONE, -SSONE.


• sco................. • genufle................. • infle................. • ca.................
• ascen................. • espre................. • aggre................. • se.................
• mu................. • eli................. • conver................. • sa.................
• esten................. • vi................. • scan................. • ro.................
• sospen................. • conce................. • per................. • risco.................

5. Completa con CCU, CQU.


• a.................edotto • ta.................ino • a.................a • a.................ario
• a.................erello • a.................azzone • a.................istare • a.................olina

Ob.: conoscere e utilizzare le principali convenzioni ortografiche.


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SCHEDA
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Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

L’ortografia
1. Cancella la forma sbagliata.
• I miei genitori non anno hanno molto tempo da dedicarmi.
• Anno hanno dopo anno hanno, il tempo è passato e siamo arrivati alla fine della
Scuola Primaria.
• Non so come mai non ti anno hanno ancora avvertito della prossima riunione.
• Se ai hai qualcosa da obbiettare, dillo chiaramente.
• Luigi ti a ha confidato qualcosa a proposito dei suoi progetti?
• Dovresti imparare a ha scrivere meglio.
• Mi ai hai sempre detto che avresti voluto cambiare lavoro.
• Questi sistemi piaceranno a ha te, ma non certo a ha me.

2. Metti l’accento dove serve.

bonta - citta - virtu - signori - Gesu - autobus - tenero - caffe


perche - volonta - gioia - Peru - pulito - operosita - ragu - cioe
piu - lunedi - siccita - gia

3. Completa scegliendo la forma adeguata tra LA, LÀ, SE, SÉ.


• ................. lettera era sul tavolo di ..................
• La tua borsa? Se non ................. trovi di ................., cercala in soggiorno.
• Chi fa da ................. fa per tre.
• Quel povero cane andava qua e ................. senza un attimo di tregua.
• Mario ................. n’è andato portando con ................. tutti i nostri documenti.
• Antonio non è capace di svolgere questo compito da ..................
• Luca credeva che sua moglie fosse di ................. con voi, e invece era già uscita.

4. Forma una frase con ciascuna parola delle seguenti coppie, facendo attenzione all’accento.
pero ................................................................................................................ parti ................................................................................................................

però ................................................................................................................ partì ................................................................................................................

giacche ................................................................................................................ onesta ................................................................................................................

giacché ................................................................................................................ onestà ................................................................................................................

Ob.: conoscere e utilizzare le principali convenzioni ortografiche.


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SCHEDA
51
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

I segni di punteggiatura
1. Ricopia sul quaderno i testi delle due barzellette staccando le parole e inserendo le maiuscole
e i segni di punteggiatura.

unragazzostapasseggiandoperleviedellacittàconilsuo-
papàquandoleggealcuneinsegnevialeonardoviami-
chelangeloeviaaristotelesorpresochiedealpadreper-
chéhannomandatoviatuttaquestagente.

Corrierino n. 4454

untrampoliereentrainunbareordinaunabibitasela-
bevesedutoauntavolinodiceilbaristasonoquattro-
euroselabeveinpiedisonodueeuroallorapermeba-
stauneuroribatteiltrampolieresaiobevosuunagam-
basola.

Corrierino n. 4455

2. Inserisci nei quadratini i segni di punteggiatura opportuni.

La mamma di Carletto telefona alla maestra .......

....... Le sarò grata ....... signora maestra ....... se non darà più
a mio figlio problemi come quello di ieri ....... Se impiegate
cinquanta secondi per mangiare una mela ....... quanto tempo
impieghereste per mangiarne dodici .......

Spero che il mio ragazzo possa venire a scuola domani .......

adesso è a letto con l’indigestione .......

3. Completa con il punto esclamativo o il punto interrogativo in base al senso della frase.
• Come stai bene con questo berretto ....... • Chi mi dà una mano .......

• Ti piacerebbe o no venire con noi ....... • Ho una fame da lupi .......

• Dove sono le chiavi ....... • Vuoi un micetto .......

• Che freddo, questa sera ....... • Bella idea, veramente .......

Ob.: usare in modo adeguato i segni di punteggiatura.


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,.+2 %*#.!//+
SCHEDA
52
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Dentro la frase
1. Sottolinea il soggetto di ogni frase.
• Scendeva la sera.
• Sul prato si allungarono lunghe ombre scure.
• Tutti rimasero in silenzio.
• All’orizzonte sorge la Luna.
• A volte piangere non serve.
• I bambini si addormentarono subito.
• Viaggiare è utile.
• I cattivi non sono simpatici.
• Il perché era evidente.
• Ieri sono venuti a salutarci Andrea e lacopo.

2. Collega il gruppo del soggetto al gruppo verbale adatto.

L’ascensore vanno sempre in vacanza al mare.

La zia di Paolo ci dà sempre parecchi compiti.

Un bel gelato è una signora molto gentile.

Marta e Giulio era fuori servizio.

La nostra insegnante d’inglese è proprio quello che ci vuole!

3. Sottolinea con il rosso i predicati verbali e con il blu i predicati nominali.


• Il leone è un carnivoro. • Il babbo è tornato tardi. • Il Sole era già calato.
• Noi siamo amici. • Il gatto è sul divano. • Le luci sono spente.
• Andrea era al cinema. • Gli zii sono venuti a cena. • La casa sembrava disabitata.

4. Sottolinea i complementi oggetto e cerchia i complementi indiretti.


• Di sera io guardo le stelle in cielo. • Sui fiori le farfalle somigliano a petali colorati.
• Una chiocciola si muove lentamente sulla fo- • In novembre la nebbia avvolge ogni cosa nel
glia della pianta. suo vapore.
• Andrea non esce di casa per il freddo. • Ieri sulla spiaggia il vento soffiava con forza.

Ob.: analizzare soggetto, predicato e complementi.


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SCHEDA
53
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Il frigorifero polare
Il 16 luglio il signor Pino e la signora Pina andarono al mercato. In mezzo a tante bancarelle, vi-
dero un giapponese che vendeva frigoriferi.
– Fligolifeli fleschi, fligolifeli fleschi – gridava il venditore giapponese. Senza pensarci molto il si-
gnor Pino e la signora Pina ne comprarono uno.
Era un frigorifero molto strano, e il signor Pino e la signora Pina se ne accorsero quando glielo
portarono a casa: invece di raffreddare all’interno, mandava freddo all’esterno, diffondendo per
casa una temperatura gelida.
Dentro il frigorifero il burro si scioglieva, l’insalata ingialliva, il latte cagliava, mentre per casa
faceva un freddo da Polo Nord. Sul lampadario e in alcuni punti del soffitto si formarono lunghi
ghiaccioli che sembravano fantasiose sculture di cristallo. Anche se fuori era estate, il signor Pino
e la signora Pina erano costretti a girare per casa con pesanti cappotti, lunghe sciarpe, cuffie di
lana e guanti foderati di pelo.
Dopo alcuni giorni la signora Pina disse:
– Perché non accendiamo la stufetta elettrica?
Si sentì finalmente un po’ di tepore in quella estate gelida. La povera stufetta elettrica ce la mise tutta.
Arroventò le sue tre spirali e divenne quasi incandescente. Sembrava fondersi per lo sforzo. Metà della
casa venne conquistata dal caldo. Nell’altra metà il ghiaccio incominciò a gocciolare e a scricchiolare.
Proprio quando sembrava lì lì per vincere, la povera stufetta elettrica, troppo tesa per lo sforzo,
esplose con rumore di viti rotte e di lamiere contorte. Il freddo subito riconquistò la casa.
Il signor Pino e la signora Pina, stanchi di
stare al gelo in piena estate, chiamarono
Luciano l’elettricista che si diede da fare
con il suo cacciavite attorno allo strano
frigorifero.
Dopo soli dieci minuti il frigorifero fu
aggiustato e cominciò a mandare fred-
do all’interno invece che all’esterno.
A. Borsani, La casa Asac, Einaudi

• Rispondi sul quaderno.


• Qual è la strana caratteristica del frigorifero del signor Pino e della signora Pina?
• Che cosa accadeva all’interno di questo frigorifero? E all’esterno?
• Che cosa fanno il signor Pino e la signora Pina per combattere la temperatura gelida della casa?
• Chi risolve il problema?
• Segna a lato del testo con una barra di tre colori diversi le parti del racconto:

SITUAZIONE INIZIALE SVILUPPO CONCLUSIONE


Ob.: comprendere la struttura del racconto.
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SCHEDA
54
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Una sequoia di nome Luna


Mi chiamo Butterfly Hill e, nel 1 997, mi sono arrampicata in cima a una sequoia alta sessanta
metri per protestare contro l’abbattimento di una foresta millenaria e lì ho vissuto per due anni.
All’inizio, mi terrorizzava l’idea di salire in cima a Luna, la mia sequoia. Era soprattutto il vento a
spaventarmi, mi sentivo sempre sbilanciata, come se stesse cercando di strapparmi dalla pianta.
Così aspettavo quando non soffiava troppo forte prima di cercare nuove strade. Col cuore in gola,
raccoglievo il coraggio e mi affidavo al fatto che il legame con Luna mi avrebbe indicato come,
quando e dove arrampicarmi.
Una volta imparato come distribuire il peso tra le mani e i piedi, pensai: “Posso farcela!”.
Mentre mi arrampicavo a piedi nudi parlavo a Luna. Di rimando, lei mi guidava a quei rami che
erano sicuri. Senza scarpe, la sentivo sotto di me e capivo i suoi messaggi.
Raggiunsi il suo pinnacolo indurito dai fulmini, il posto più magico che abbia mai visto. Appolla-
iata lassù, mi sentivo come fossi in cima al niente anche se l’albero era solido e massiccio.
Mi percepivo in equilibrio perfetto. Ero un tutt’uno con la Natura.
Non potevo permettere in alcun modo che Luna venisse abbattuta. Mai!
J. Butterfly Hill, La ragazza sull’albero, Corbaccio

• Completa con una x.


• Il fatto narrato in questo testo è:
reale fantastico
• Il racconto è narrato:
in prima persona in terza persona
• Butterfly Hill è:
una ragazza una farfalla
• L’argomento centrale del brano è:
la salvaguardia delle foreste il gusto di salire sugli alberi
• Alla ragazza faceva paura soprattutto:
il vento il rifiuto della pianta

• Riordina le sequenze della storia.


All’inizio aveva paura di arrampicarsi a causa del vento.
Mentre sale la ragazza parla con la pianta.
Butterfly Hill nel 1 997 si arrampica in cima a una sequoia.
Arrivata al punto più alto Butterfly si sente in perfetto equilibrio.
Così quando il vento non è forte si muove con prudenza sulla pianta bilanciando bene il peso.
Ob.: riordinare le sequenze del racconto.
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SCHEDA
55
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Un delitto... quasi perfetto!


• Leggi prestando attenzione alla struttura narrativa. Poi completa.

Il signor Baxter, quando decise di eliminare lo zio, sapeva di non potersi concedere alcun errore.
Però pensò che avrebbe dovuto lasciare almeno una piccola falsa traccia.
Decise quindi che avrebbe dovuto portar via tutto il denaro contante dalla casa dello zio, altri-
menti, in quanto unico erede, sarebbe stato un sospettato ideale. Prese in esame con cura anche
i piccoli dettagli.
Scelse meticolosamente la notte e l’ora. Aprì la finestra con facilità e senza far rumore. La porta
che dava sulla camera da letto era socchiusa. Non si sentiva alcun rumore.
Decise che per prima cosa avrebbe provveduto al furto.
Sapeva dove suo zio teneva il contante, ma doveva dare l’im-
pressione che per trovarlo avessero messo tutto a soqquadro.
Due ore dopo, tornato a casa, si svestì in tutta fretta e andò a
letto.
Poco dopo qualcuno bussò.
– Walter Baxter? Abbiamo un mandato d’arresto. Si vesta e
venga con noi – disse lo sceriffo.
– Un mandato d’arresto? Per cosa?
– Furto con scasso. Suo zio l’ha riconosciuta mentre stava ru-
bando. Se ne è stato buono finché lei non se ne è andato, poi
ci ha avvisati del furto.
Walter Baxter spalancò la bocca. Dopo tutto, un errore l’aveva
poi commesso!
Aveva studiato il delitto perfetto ma, preso com’era dal furto,
aveva dimenticato di commetterlo!
F. Brown, Cosmolinea B-2, Mondadori

Walter Baxter voleva uccidere ..............................................................................................................


Per sviare i sospetti decide di ..............................................................................................................
Egli effettivamente ruba ............................................................................................................. dalla camera dello zio e mette tutto
a ..............................................................................................................
Viene denunciato di ............................................................................................................ dallo ............................................................................................................
Infatti lo zio era rimato a ............................................................................................................. mentre egli .......................................................................
poi ..............................................................................................................
Ob.: comprendere e sintetizzare un racconto giallo.
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SCHEDA
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Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Scrivere un racconto giallo


• Ora prova tu a scrivere un racconto giallo, utilizzando gli elementi forniti nello schema.

SITUAZIONE INIZIALE
- Avvio della storia la contessa Ludmilla grida agitata...
- Tempo un secolo fa...
- Personaggi a contessa Ludmilla e il maggiordomo Alfredo...
- Ambientazione nella vecchia Villa Ortensia...

SVILUPPO
- Intervento dei personaggi antagonisti comparsa del giovane cuoco...
- Il problema il prezioso bauletto con i gio-
ielli è sparito...

CONCLUSIONE
- Soluzione del problema l’intervento del Commissario Agenore Staffoli...
Il ritrovamento del prezioso bauletto...

.............................................................................................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................................................................................

Ob.: produrre un racconto giallo.


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SCHEDA
57
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Invasori dallo spazio


– Non capisco perché ti preoccupi tanto – disse la signorina Macy
alla sorella.
– Finora non ci hanno fatto niente, no?
Altrove, in tutte le città, regnava il panico. Ma non nel suo
giardino. Con calma, serenamente, ella alzò gli occhi e guardò
gli invasori: mostruose sagome alte più di mille metri.
Erano sbarcati una settimana prima da un’astronave lunga al-
meno cento chilometri. Erano usciti in lunga fila, almeno in
mille, e ora se ne andavano in giro per tutta la Terra, ma non
avevano toccato nulla, non avevano fatto male a nessuno. Non
erano abbastanza densi per rappresentare un pericolo.
Quando uno di loro ti calpestava o calpestava la casa in cui ti
trovavi, tutto si oscurava finché non avesse spostato il piede, ma
tutto finiva lì. Non avevano mostrato alcun interesse per gli esseri
umani e ogni tentativo di comunicare con loro s’era dimostrato vano.
– Questa è la prova che non vogliono farci del male, non trovi? – insistette la
signorina Macy.
– Speriamo bene, Amanda – replicò la sorella – Ma guarda cosa stanno facendo adesso.
Il cielo, fino a poco prima d’un azzurro terso, ora s’andava annebbiando. Due invasori tenevano
un oggetto cilindrico da cui spruzzavano grandi nubi di una sostanza vaporosa che scendeva len-
tamente sulla Terra.
– Fanno delle nuvole. Forse è il loro modo di divertirsi – disse la signorina Macy. E tornò al suo
lavoro.
F. Brown, Il secondo libro della fantascienza, Einaudi

• Rispondi alle domande.


• Dove è ambientata la vicenda?
• Gli invasori sono creature umane? Da cosa lo capisci?
• Come sono descritti?
• Come si comportano gli invasori sulla Terra?
• Secondo te, cosa stanno spruzzando con il loro oggetto cilindrico?

• Immagina che alcuni invasori entrano nel giardino e incontrano le signorine Macy. Cosa acca-
drà? Continua il racconto.
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Ob.: comprendere il racconto di fantascienza e completarlo con coerenza.


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SCHEDA
58
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Ladro di burro
In una sera d’inverno, un bottegaio si preparava
a chiudere il negozio quando si accorse che un
cliente, rimasto dentro, aveva preso di nascosto un
bel pezzo di burro e se l’era nascosto nel cappello.
Ora, con il cappello in testa, stava per uscire.
Subito pensò a come vendicarsi.
– Ehi, Seth! – esclamò, battendo una mano sulla spalla al ladruncolo
– Beviamo un goccetto di roba calda. Con questo freddo è l’ideale!
Seth dovette accettare. Il bottegaio lo piantò a sedere vicino alla
stufa e cominciò a metterci dentro della legna.
Seth sentiva il burro sciogliersi tra i capelli; cercò di alzarsi, ma il bot-
tegaio lo ricacciò a sedere, dandogli un bicchiere di caffè bollente.
– Bevete: andrà giù liscio come burro!
Seth si stava liquefacendo per il caldo: il burro gli colava a rivoli sul collo
ormai unto e bisunto.
– Ma... Seth... voi sudate! – gli disse il bottegaio – Perché non vi levate il cappello?
– Lasciatemi uscire! – implorò il povero Seth – Non sto bene!
– Visto che volete proprio andare... allora, buona sera! – disse il bottegaio a Seth, che intanto si era
precipitato fuori, poi aggiunse: – Lo scherzo che vi ho fatto vale ben più del prezzo del burro che
avevate nel cappello... Perciò non parliamone più!
M. Twain, Racconti umoristici, Bompiani

• Rispondi con una x.


• Lo scopo di questo racconto è:
far divertire mettere paura dare informazioni
• La situazione che rappresenta l’elemento comico è:
il ladro che ruba il burro in un negozio
il ladro che soffre per il caldo e per il burro che gli si scioglie in testa
il bottegaio che ha voglia di chiacchierare, mentre il ladro vorrebbe andarsene
• Scrivi sul quaderno un breve racconto umoristico ispirandoti alle vignette.
Uno strano antifurto

Ob.: comprendere e produrre un racconto umoristico.


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+..+.
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SCHEDA
59
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Solo in casa
Erano le sei di sera quando Peter sedette in poltrona con il suo litro di limonata, un chilo di cara-
melle mou e la torta margherita. Quella sera si guardò la razione di TV di un’intera settimana.
Era da poco passata l’una, quando dal piano di sopra gli giunse un suono non facile a definirsi.
Come una specie di squittio, uno svolazzamento seguito da passi gommosi, tipo quelli di una cre-
atura viscida che attraversi in punta di piedi una grossa pozzanghera di gelatina verdastra.
Si fermò in fondo alle scale. Accese la luce e sbirciò in alto.
Inutile cercare di sistemarsi di sotto a dormire. Non c’erano né coperte, né cuscini.
Si incamminò su per le scale. Ogni gradino scricchiolava al suo passaggio. Il cuore gli batteva forte
dentro le orecchie.
Si fermò e trattenne il fiato. Niente: soltanto il sibilo del silenzio e il suo cuore impazzito.
Gli mancavano quattro gradini al pianerottolo. Se davvero c’era un mostro che si trascinava avanti
e indietro nella pozza di gelatina, allora doveva essersi fermato ad aspettarlo.
La porta della sua stanza da letto era sei passi più in là. Contò fino a tre e scattò. Si battè la porta
alle spalle, la chiuse a chiave e vi si appoggiò con tutto il peso del corpo, in attesa.
Era al sicuro. Si infilò nel letto con scarpe e vestiti, pronto a saltar fuori, qualora il mostro avesse
fatto irruzione.
Quella notte, Peter non fece che correre. Correva a perdifiato nei sogni, lungo corridoi pieni di
echi; attraversò un deserto roccioso infestato di scorpioni; si addentrò in labirinti di ghiaccio...
Fu a quel punto che si rese conto di non essere inseguito dal mostro. Era lui che stava invece per
saltargli alla gola. Si svegliò di soprassalto e si mise a sedere sul letto.
Fuori era chiaro. Forse era mattina tardi, o forse primo pomeriggio.
Peter aprì la porta della stanza e cacciò fuori la testa.
Silenzio.
Nessuno.
Con il buio sarebbe tornato anche il mostro.“Quel che ci voleva,” pensò,“era una trappola”.

• Segna con una x ciò che può essere attribuito al racconto horror.
L’ambientazione è sempre realistica.
I luoghi sono castelli, labirinti, case maledette, boschi...
L’ambientazione può essere realistica o fantastica.
I personaggi possono essere umani e non.
I personaggi sono animali che si comportano come persone.
La narrazione è ricca di colpi di scena.

• Perché Peter è solo in casa? Dove sono i suoi familiari? Cosa farà il ragazzo contro il mostro?
Inventa la situazione iniziale da anteporre al racconto e la conclusione della vicenda.
Ob.: comprendere un racconto horror e produrne la situazione iniziale e la conclusione.
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SCHEDA
60a
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Margot è in ritardo?
1. Leggi il testo e osserva la divisione in sequenze.

Margot è in ritardo?
Margot si svegliò di soprassalto con l’orribile sen-
sazione di aver dormito troppo. ..................................................................................................
Si vestì senza lavarsi e pettinarsi e andò a svegliare
..................................................................................................
sua madre:
..................................................................................................
– Mamma, la sveglia non ha suonato. Sono in ri-
tardo per la scuola. Presto, portami in macchina, ti ..................................................................................................

supplico. ..................................................................................................
Come una sonnambula, sua madre si alzò, mise il
cappotto sulla camicia da notte e uscì di casa in
pantofole.

In macchina Margot era quasi in lacrime all’idea ..................................................................................................

di ricevere una punizione e in effetti vide che il ..................................................................................................


cancello della scuola era già chiuso. La mamma la ..................................................................................................
fece scendere e la spedì incontro al suo destino:
..................................................................................................
– Non posso accompagnarti in camicia da notte e
pantofole. Non ti preoccupare, spiega quello che è ..................................................................................................

successo.

In ogni caso, Margot non aveva nessuna voglia di


farsi vedere con sua madre. Il cappotto era decente
ma la camicia da notte superava l’orlo del cappotto ..................................................................................................
e scendeva sino alle caviglie. Sua madre aveva an-
..................................................................................................
cora addosso l’odore della notte e del letto.
..................................................................................................
Ma non aveva neppure voglia di affrontare tutta
sola il preside. Per un momento pensò di marinare ..................................................................................................

la scuola e trascorrere la giornata a passeggiare in ..................................................................................................


città, appiccicare il naso alle vetrine, sedersi su una
panchina di fronte al mare per parlare con i gab-
biani.

Ob.: sintetizzare un racconto diviso in sequenze.


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SCHEDA
60b
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Ma che cosa fare dello zaino? Rimase davanti al


..................................................................................................
cancello, paralizzata per qualche secondo, quando
si rese conto che la scuola era deserta: non un’ani- ..................................................................................................

ma all’orizzonte. ..................................................................................................
Le venne il dubbio che si trattasse di uno dei suoi ..................................................................................................
soliti sogni e non si mosse, teneva gli occhi fissi sul
..................................................................................................
cortile: nessun rumore, nessun movimento prove-
niva dall’edificio.

Nella fretta non aveva messo l’orologio, ma alme- ..................................................................................................

no un quarto d’ora era passato quando il guardia- ..................................................................................................


no uscì dal suo alloggio con la grossa chiave del ..................................................................................................
portone.
..................................................................................................
– Sei già qui? C’è anche qualcuno che ha fretta di
andare a scuola! – osservò ironicamente. ..................................................................................................

Qualche minuto più tardi, arrivò un gruppo di ..................................................................................................

compagni. Entrarono nel cortile deserto e si trova- ..................................................................................................


rono dinanzi una ragazzina meravigliata; era Mar-
..................................................................................................
got che pensava di aver fatto tardi ed invece “aveva
..................................................................................................
fatto presto”!
S. Morgenstern, Prima media, Einaudi ..................................................................................................

• Ora riassumi il testo, scri-


vendo negli spazi una breve
frase per ogni sequenza.

Ob.: sintetizzare un racconto diviso in sequenze.


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SCHEDA
61
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Racconto illustrato
• Completa con le parole il racconto illustrato.

Da tempo in casa Rossi avevano deciso di ll giorno della partenza Giuseppe si svegliò
recarsi in gita al lago. di buon’ora.

Il viaggio durò alcune ore. Giuseppe osser- Finalmente ........................................................................................


vava il panorama dai finestrini dell’auto. ...........................................................................................................................

...........................................................................................................................

Giuseppe ................................., invece il babbo Tornati a casa, prima di addormentarsi Giu-


....................................................................................................................... seppe ripensò .........................................................................................
....................................................................................................................... .....................................................................................................................................

Ob.: completare un racconto illustrato.


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SCHEDA
62
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Continuare le storie
• Leggi i brani seguenti e attribuisci loro la funzione che svolgono nel racconto:

SITUAZIONE INIZIALE SVILUPPO CONCLUSIONE

C’era una volta una ragazza bella, ma poverissima, che viveva con i suoi genitori.
Ogni giorno si svegliava all’alba e percorreva molta strada per recarsi alla fonte ad attingere
l’acqua...

....................................................................................................................................................

All’improvviso si udì un boato tremendo e le pareti della montagna cominciarono a tremare. Jack
spalancò gli occhi e si guardò intorno terrorizzato: dov’era finito Billy? Erano stati insieme fino a
quel momento. Com’era possibile che Billy fosse sparito nel nulla? E mentre la terra continuava
a sussultare...

....................................................................................................................................................

Era ormai sera quando Leo si decise a tornare a casa. Sua madre lo aspettava sulla porta di casa
e lui la strinse in un lungo abbraccio. In quel pomeriggio, trascorso a vagabondare sulla spiag-
gia, aveva imparato una cosa importante: ogni avventura è bella se alla fine c’è qualcuno che ti
aspetta a casa.

....................................................................................................................................................

• Ora prova a scrivere tre brevi storie, nelle quali compaiano i brani di questa pagina.
Ob.: completare un racconto con le parti mancanti.
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SCHEDA
63
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Sono un cane!
• Leggi il racconto e inventa una conclusione sul quaderno, seguendo le domande-guida.

Eric cominciò a trasformarsi in un cane, poco alla volta, nel suo


letto. Accadde così. Se ne stava sdraiato su un fianco con gli
occhi chiusi. Era sul punto di addormentarsi.
Improvvisamente sentì un prurito sotto il colletto del pigiama.
Questo significava che gli stava crescendo il pelo. Sentì un cu-
rioso formicolìo alle mani e ai piedi: si stavano trasformando
in zampe. Sentì il naso diventargli freddo e umidiccio, le orec-
chie farsi flosce.
Aprì gli occhi. Non si lasciò prendere dal panico.
Ora, dalla presenza di una zampa pelosa lì, dove avrebbe
dovuto esserci la sua mano, Eric indovinò che si stava tra-
sformando in cane. Neppure per un istante immaginò di
stare per trasformarsi in qualcos’altro, in lupo mannaro,
per esempio. Né immaginò di stare sognando.
Il tempo che ci volle a Eric per trasformarsi in cane fu di
circa quindici secondi. Per diventare frenetico, gli basta-
rono cinque secondi.
La sua prima azione fu di contorcersi sul letto, nel tentativo di
osservarsi meglio.
La sua mente era in tumulto: “Sono un cane! Un cane!”.
L’azione seguente fu tentare di scendere dal letto: impresa non facile per un cane in pigiama: pi-
giama che adesso gli ciondolava da tutte le parti.
Eric saltò e atterrò in un mucchietto disordinato. Si districò dai calzoni del pigiama e sgusciò fuori
dalla giacchetta. Resisté all’impulso di ringhiare quando una delle zampe gli rimase impigliata in
un’asola. Si sedette sul pavimento e pensò: “Sono un cane!”.

• Rispondi.
• Eric vorrà tornare un bambino o preferirà la nuova vita da cane? Perché? ...................................................................
........................................................................................................................................................................................................................................................................................................

• Come spiegherà l’accaduto a genitori ed amici? ...................................................................................................................................................


........................................................................................................................................................................................................................................................................................................

• Incontrerà amici cani o amici umani?.....................................................................................................................................................................................


........................................................................................................................................................................................................................................................................................................

Ob.: completare un racconto con una conclusione coerente.


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SCHEDA
64
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

La mitica “Graziella”
Quando ero poco più di una ragazzina avrei fatto qualsiasi cosa pur di avere una bicicletta.
Allora andava di moda la Graziella, un tipo di bici agile, con le ruote molto piccole, che sembrava
fatta apposta per me. Io impazzivo per quel giocattolone, era il mio primo sogno di indipendenza.
Più che avere le chiavi di casa (era ancora presto), più che intrufolarmi in un cinema, più di tutto
io volevo una bicicletta. Avrei dato un piede per averla!
Lo dissi a mio padre. Lui mi fece notare che, senza un piede, avrei avuto poco da pedalare. Poi,
commosso dalla forza del mio desiderio e dalla pagella “buonina” che ero riuscita a rimediare
quell’anno, finì con il regalarmene una.
Ero finalmente in sella! Due piedi, due ruote e due pedali. Con questo modesto armamentario, mi
preparavo a conoscere il mondo.
Che occasione di libertà! Pedalavo accaldata fino oltre il ponte della ferrovia, dove finivano le case
e iniziava il breve paesaggio collinare che separava la nostra cittadina dal mare di Salerno.
Arrivavo in cima alla salita e restavo con gli occhi socchiusi a spiare il mare in lontananza e imma-
ginavo il mondo che volevo: tutti uguali e felici, niente più ricchezze smodate e miserie ingiuste,
tante feste e musica.
Anche adesso, che sono cresciuta e scrivo canzoni, continuo a correre veloce e a inseguire quel
mondo. Penso che ci sono fossi da aggirare, ostacoli da superare e tanta strada da percorrere.
C’è ancora da pedalare, da sudare, da scrivere canzoni.
Eppure, che volete che vi dica, quando penso a questo mi sento euforica e allegra proprio come
allora quando, con la mia bicicletta nuova fiammante, pedalavo accaldata e felice, per scoprire il
mondo che si stendeva oltre il ponte della ferrovia.
T. De Sio, Smemoranda

• Rispondi con una x.


• Chi narra è: • Essa racconta: • Il tema è:
una bambina un fatto della sua vita la vita del cantante
una donna un fatto accaduto ad altri l’entusiasmo per la bici

• C’è qualcosa che desideri con tutto il cuore? Raccontalo in un breve testo autobiografico.
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Ob.: comprendere e produrre un testo autobiografico.


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SCHEDA
65
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Una vita per gli altri


A Benares tutti conoscevano il vecchio palazzo con le piccole guglie semidiroccate che dominava
il fiume all’estremità della città. Una targa indicava il nome e l’attività di chi vi operava:
“Missionarie della carità - Cure ai lebbrosi”.
Cure ai lebbrosi!
Questo atto di compassione simboleggiava l’ideale di carità di Madre Teresa.
Il pensiero assillante di tutta la sua vita era stato quello di offrire un po’ di pace e di conforto ai lebbrosi
dell’India. Aveva portato i morenti sulle braccia, aveva stretto al cuore i bambini. Quelli erano stati i
suoi compagni, le avevano insegnato il coraggio e l’umiltà, le avevano dato le gioie più grandi.
Si era impegnata a servire i lebbrosi un giorno del 1 957, rispondendo all’appello di cinque operai
di una fabbrica di Calcutta.
– Madre, ci aiuti! Siamo stati cacciati dal lavoro per via di questi segni – aveva supplicato uno di
essi mostrando delle macchie sulla pelle.
Una settimana dopo, un furgoncino carico di medicinali, di latte in polvere e di sacchi di riso si diri-
geva verso i sobborghi più miserabili della grande città, verso le catapecchie dove i malati di lebbra
nascondevano la loro disperazione. A bordo c’erano Madre Teresa e tre giovani suore indiane.
Madre Teresa invitò tutta la popolazione della città a unirsi a lei a favore delle vittime della terribile
malattia per raccogliere fondi. Lo slogan proclamava: “Tendiamo le mani ai lebbrosi”.
I risultati superarono ogni speranza e Madre Teresa poté fondare un’intera città riservata ai leb-
brosi: “Santi Nagar, la città della pace”. Lì centinaia di famiglie ricominciarono un’esistenza quasi
normale, scoprirono la pace e la speranza.
D. Lapierre

• Completa.
• Il personaggio di cui si parla nel brano è...........................................................................................................................................................................
• L’opera delle suore si svolgeva nella città di ...............................................................................................................................................................
• Il pensiero assillante di Madre Teresa per molti anni era stato........................................................................................................
........................................................................................................................................................................................................................................................................................................

• I compagni della suora erano stati ............................................................................ che le avevano insegnato .............................
............................................... e ............................................................................ e le avevano dato ............................................................................
• Madre Terea aveva iniziato a servire i lebbrosi nel ............................................................................ quando ........................................
..........................................................................................................................................................................................................................................................................................................

• Insieme a Madre Teresa operavano ...........................................................................................................................................................................................


• Madre Teresa fondò per i lebbrosi ..............................................................................................................................................................................................
Ob.: rielaborare un racconto.
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SCHEDA
66
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Cioccolatina
• Leggi questo testo descrittivo, prestando attenzione ai particolari.
Come si chiamava? Chi lo sa.
Quanti anni aveva? Forse sette, forse otto (o sei, o nove, o
dieci).
Quanto era alta? Poco. Quanto pesava? Tanto.
Dove abitava? In una casetta minuscola, tutta circondata
da un minuscolo giardino (che dalla finestra, sporgendo
un braccio, lo toccavi) dove si poteva giocare a palla in due,
massimo in tre (se magri).
Segni particolari? Divoratrice di cioccolato, cioccolata con
panna e cioccolatini.
Ma tutti i bambini divorano il cioccolato, la cioccolata con
panna e i cioccolatini. Sì, ma lei di più: era la più grande
divoratrice di cioccolato della sua classe, della sua scuola,
della sua via, della sua città, e forse anche della città vicina.
A colazione, dopo i cioccolatini, la sua mamma le dava
una bella tazza di latte e biscotti (caldo fumante, quando
faceva freddo, freddino, quando faceva caldo), poi le dava
un bel bacio e le diceva:
– Buona scuola cioccolatina! (Questo era il suo sopranno-
me, ma sotto che nome c’era?...).
V. Lamarque, Cioccolatina, la bambina che mangiava sempre, Bompiani

• Ora descrivi il tuo amico del cuore seguendo il modello fornito dal testo:

...........................................................................................................................................
• Come si chiama?
• Quanti anni ha? ...........................................................................................................................................

• Qual è il suo aspetto fisico? ...........................................................................................................................................


• Ha qualche tratto che lo distingue imme-
...........................................................................................................................................
diatamente dagli altri?
• Come si veste abitualmente? ...........................................................................................................................................

• Quali sono gli aspetti particolari del suo ca- ...........................................................................................................................................


rattere?
...........................................................................................................................................
• Quali sono le sue abitudini?
• Ha un soprannome? ...........................................................................................................................................

...........................................................................................................................................

Ob.: comprendere e produrre un testo descrittivo.


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SCHEDA
67
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Che razza di giardino


Quello che Francesco si era illuso fosse un giardino con tante
piante verdi e tanti fiori e magari un piccolo lago con i cigni,
altro non era che un vasto spiazzo delimitato da strade in-
tasate di traffico e da lunghe file di case l’una addossata
all’altra.
Alberi rachitici, assetati, e un solo grande pino attorno
al quale i bambini avevano scavato una buca immensa
che metteva a nudo le radici, grosse e nodose. Ma non
lo capivano, i grandi, che così sarebbe morto? Ma forse
sarebbe stato meglio, per lui, povero pino tutto solo.
Oltre il pino, una fontana, ma tanto diversa da tutte
quelle che lui era abituato a vedere al suo paese: una
fontana di città, senza acqua e al suo posto cartacce e ri-
fiuti di ogni genere: uno schifo!
Nei viali, la ghiaia era frammista a mozziconi o a cucchiaini di
plastica colorata: uno squallore! E lungo i viali, che correvano a di-
videre spicchi di prato ove l’erba era intristita e disperatamente assetata,
delle panchine.
Inoltrandosi per uno di questi viali Francesco si guardava attorno sgomento, pensando
“È ben strana la gente di questa città che chiama giardino un simile spiazzo più sporco
che altro...”. Eppure lì c’erano tanti bambini che sembravano felicissimi di poter godere
di quell’oasi nel traffico; bambini che correvano, giocavano a palla e a nascondino. Per
non esser visti si mettevano dietro la madre costretta a rimanere in piedi e immobile.
Lui osservò la scena e non poté fare a meno di sorridere, ricordando i posti che c’erano
al suo paese, per nascondersi: da rimanere introvabili per ore!
S Frizzera, Un’estate davvero eccezionale, Fabbri

• Segna le risposte con una x.


• Francesco osserva il giardino ed è: • Il bambino descrive il giardino:
meravigliato per la sua bellezza dal generale al particolare
stupito per l’ordine e la pulizia dal lontano al vicino
sgomento perché piccolo, spoglio e sporco dall’alto in basso

• Riscrivi tutti gli elementi del giardino seguendo l’ordine con cui l’ha descritti l’autore.
.............................................................................................................................................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................................................................................................................................

• Sottolinea gli elementi del giardino che non piacciono all’autore e descrivili immaginando
come li vorrebbe.
Ob.: comprendere la descrizione di un ambiente e individuare l’ordine di esposizione.
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SCHEDA
68
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

La capanna dello zio Tom


La capanna dello zio Tom era costruita di tronchi d’albero ed era vicina alla casa del padrone.
Intorno ad essa vi era un giardinetto ricco di frutti e legumi. Questi erano l’orgoglio della zia Chloe.
La zia Chloe è la cuoca dei padroni. Ora, nella sua capanna, attende al pasto di suo marito, lo zio
Tom, e nella padella c’è sicuramente qualche cosa di buono.
La faccia nera e lucida di zia Chloe è raggiante di bontà e vi si può notare anche una sfumatura
d’importanza, giustificata dal fatto che essa è giudicata la migliore cuoca dei dintorni. I suoi pa-
sticci sono deliziosi e sono un mistero per i profani.
Per il momento zia Chloe è intenta a sorvegliare il suo forno di campagna. Non disturbiamola e
visitiamo il resto della casa.
In un angolo vi è un letto ricoperto da una candida coperta. Nel muro vi è un tappeto fiammeg-
giante. Questo angolo rappresenta il salotto e zia Chloe tenta sempre di salvarlo dall’invasione
dei piccoli.
Un altro letto più modesto occupa l’angolo opposto. Sul caminetto vi è un ritratto di Washington.
Seduti su una panca di legno, due ragazzetti sorvegliano i primi passi della sorellina. Questa ha il
passo molto vacillante, cade, ma ricomincia fra le entusiastiche acclamazioni dei fratellini.
Vicino ad una vecchia tavola, su cui tra poco sarà servita la cena, è seduto lo zio Tom protagonista
di questa storia. Ora ve lo presentiamo.
Lo zio Tom è grande, robusto, ben proporzionato, ha un viso nero e lucido, sul quale si può leggere
una grande bontà.
Egli sta copiando attentamente su di una lavagna le lettere dell’alfabeto. L’insegnante è un bel ra-
gazzo di forse tredici anni, figlio del padrone, che presiede alla lezione con l’aria severa di un vero
maestro. Egli riprende, con vivacità, l’allievo, appena si accorge che costui sta per sbagliare.
B. Stone

• L’autore descrive la capanna, le persone che vi abitano e le attività che conducono. Completa.
La capanna Zio Tom
All’esterno ................................................................................................................ Aspetto fisico ......................................................................................................
.................................................................................................................................................. ..................................................................................................................................................

.................................................................................................................................................. Personalità ...............................................................................................................


All’interno ................................................................................................................. ..................................................................................................................................................

.................................................................................................................................................. Zia Chloe


.................................................................................................................................................. Aspetto fisico ......................................................................................................
..................................................................................................................................................

Personalità ...............................................................................................................
..................................................................................................................................................

Ob.: comprendere un testo descrittivo.


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SCHEDA
69
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Due tipi di descrizione


• Scegli uno dei due animali, osserva attentamente l’immagine e descrivilo prima in forma og-
gettiva, poi soggettiva.

DESCRIZIONE OGGETTIVA DESCRIZIONE SOGGETTIVA

................................................................................................................................................. .................................................................................................................................................

................................................................................................................................................. .................................................................................................................................................

................................................................................................................................................. .................................................................................................................................................

................................................................................................................................................. .................................................................................................................................................

................................................................................................................................................. .................................................................................................................................................

................................................................................................................................................. .................................................................................................................................................

................................................................................................................................................. .................................................................................................................................................

................................................................................................................................................. .................................................................................................................................................

................................................................................................................................................. .................................................................................................................................................

................................................................................................................................................. .................................................................................................................................................

................................................................................................................................................. .................................................................................................................................................

................................................................................................................................................. .................................................................................................................................................

................................................................................................................................................. .................................................................................................................................................

Ob.: produrre descrizioni soggettive e oggettive.


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SCHEDA
70
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Un giorno alla vigna


• Osserva attentamente l’immagine e descrivi tutto ciò che vedi seguendo l’ordine dato:
- primo piano
- secondo piano
- sfondo

Ob.: descrivere un’immagine seguendo l’ordine spaziale.


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SCHEDA
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Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Chi mangia troppo e chi troppo poco


• Leggi il testo informativo, poi sistema le informazioni essenziali nello schema.
Ci sono due forme di malnutrizione al mondo: mentre ogni anno nei Paesi in via di sviluppo, mi-
gliaia di persone muoiono letteralmente di fame, nei Paesi industrializzati aumentano le malattie
dovute a un eccesso di nutrizione. Nel Nord della Terra ci si nutre più del necessario, nel Sud,
invece, spesso si scende anche sotto il minimo indispensabile alla sopravvivenza e alla salute.
La denutrizione è la causa di molte malattie, soprattutto tra i bambini.
La fame riduce anche la capacità di lavorare, e aumenta il rischio di prendere malattie: nei bam-
bini la mancanza di proteine è causa di ritardi nello sviluppo sia fisico che mentale. All’opposto,
l’eccessivo consumo di zuccheri, grassi e prodotti animali, provoca obesità, malattie di cuore e
diabete.
Ogni giorno cinquecento milioni di persone mangiano meno della quantità di cibo che consente
di mantenersi in salute e conservare il peso del corpo. Più di due terzi di questi individui vivono
in Asia, la maggior parte degli altri in Africa e in America Latina.
Il contrasto tra fame e sovrabbondanza esiste anche all’interno di molte nazioni del Sud del mon-
do: Kenya, Brasile, Messico, dove un quinto della popolazione, quello che sta meglio, può essere
dalle dieci alle venti volte più ricco del quinto che sta peggio. In alcuni Paesi, invece, soprattutto
Cina e Sri Lanka, anche se il consumo medio di calorie a testa è basso, quasi nessuno soffre la
fame: il cibo disponibile è distribuito meglio tra i componenti della comunità.
N. Myer, Atlante di Gaia, Zanichelli

emisfero Nord della Terra si mangia .............................


DUE FORME DI MALNUTRIZIONE ..............................................................................................................................................

emisfero Sud della Terra si mangia..................................


..............................................................................................................................................

LA DENUTRIZIONE è CAUSA DI LA MALNUTRIZIONE è CAUSA DI

............................................................................................................ ............................................................................................................

............................................................................................................ ............................................................................................................

............................................................................................................ ............................................................................................................

Sono denutrite sulla Terra ................................................. milioni di persone.

I 2 vivono in Asia, gli altri in ................................................. e in ..................................................


3
Poco cibo meglio distribuito si ha in ............................................... e in .................................................

Poco cibo maldistribuito si ha in ................................................., ................................................., ..................................................


Ob.: leggere un testo informativo e inserirne le informazioni in uno schema.
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SCHEDA
72
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Uno snack di frutta fresca


Dal prossimo anno scolastico, nelle scuole francesi non ci saranno più di-
stributori automatici di snack, merendine e bibite zuccherate. Le autorità
sanitarie lo hanno deciso per arginare il problema dell’obesità,
che coinvolge sempre più i ragazzi europei.
Anche in Italia qualche cosa viene proposto.
A Modena un progetto-pilota prevede l’inserimento di quindi-
ci distributori di prodotti freschi. I distributori saranno accanto
a quelli tradizionali di caffè, bibite e merendine, per valutare
l’efficacia dell’offerta.
La scelta dei prodotti è stata fatta pensando a una dieta bilan-
ciata: mele, vaschette di macedonia di frutta fresca, vari tipi di
yogurt, succhi di frutta, panini freschi da 80 g con 40 g di pro-
sciutto crudo.
Altro progetto interessante è la sperimentazione prevista per il
prossimo anno scolastico a Milano e Cremona. A fianco delle
merendine ci saranno distributori con sacchetti di mela tagliata
a pezzi, mix di mela e uva, porzioni di cocco, vaschette con po-
modori o carote. Sono prodotti senza additivi, con un intervallo di con-
servazione di sei-otto giorni.
Tra le sperimentazioni c’è anche chi propone snack di Parmigiano Reg-
giano con crackers, vaschette d’insalata con olive, noci e mais o confezio-
ni di yogurt da 500 gr.
da “Corriere Salute”

• Completa con le informazioni del testo.


Nelle scuole della ........................................................................ non ci saranno più ......................................................................... Si vuole
sconfiggere il problema dell’.........................................................................
Anche in Italia si fanno progetti di questo tipo. A Modena nelle scuole, verrano distribuiti mele,
......................................................................., ......................................................................., ....................................................................... e ........................................................................
Un altro progetto interessante che riguarda un’alimentazione ........................................................................ è previsto
nelle città di ........................................................................ e .........................................................................

• Tu cosa pensati di queste proposte?


.............................................................................................................................................................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................................................................................................................................................

Ob.: rielaborare un testo informativo.


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SCHEDA
73
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Un gatto: fa bene o male alla salute?

Avere un gatto in casa fa bene alla salute.


Per chi possiede animali in casa, ed è spesso criticato da coloro che sono invece contrari a tenerli
perché “sporcano”, sarà una consolazione sapere che vivranno più a lungo dei loro oppositori.

E le ragioni sostanzialmente sono due.


In primo luogo, è noto che il contatto fisico con un gatto riduce considerevolmente lo stress.
Nel corso di esperimenti di laboratorio si è provato che persone con problemi nervosi quando
cominciavano ad accarezzare i loro gatti, diventavano molto più calme. La tensione si allentava e
i loro corpi si rilassavano.
Da uno studio condotto negli Stati Uniti è addirittura risultato che chi soffre di problemi cardiaci
può letteralmente salvarsi la vita vivendo in compagnia di un gatto.

In secondo luogo, il piccolo felino ha un impatto benefico sull’uomo non soltanto per contatto
fisico, ma anche per certi fattori psicologici. Il rapporto con un gatto è un rapporto nel quale man-
cano i tradimenti, le contraddizioni e le complessità che invece esistono nei rapporti tra gli esseri
umani.

Per le persone che hanno perso fiducia negli altri, un legame con un gatto può far rinascere la
stima nell’uomo, ridurre la diffidenza e persino curare le ferite nascoste.
Il gatto, tutti i perché, Mondadori

• Scrivi nel cartellino giusto:


CONCLUSIONE TEMA TESI 1a ARGOMENTAZIONE 2a ARGOMENTAZIONE

• Quali esempi porta l’autore a sostegno della sua tesi? Sottolineali nel testo.
Ob.: individuare la struttura di un testo argomentativo.
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SCHEDA
74
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Davanti alla casa montana


Innanzi alla mia casa
montana,
ove regna sovrana
la gioia,
sui sassi,
sui fiori,
sui rami,
stanno, vanno, ristanno,
innumerevoli farfalle.

Talune sono gialle


come le primule;
altre, azzurrine
come miosotidi;
altre dorate
come l’arancia ardente;
altre bianche e serene • Completa.
come il fiore del ciliegio innocente. • La poesia è composta da .................................. strofe.
• I versi sono:
liberi in rima
Sembra veramente
che tutti i fiori dei prati, • Le farfalle sono gialle come ................................................................,
levati azzurrine come .....................................................................................................,
al volo, dorate come .............................................................................................................,
siano convenuti
bianche come ..........................................................................................................
sull’ali del vento felici
• Le espressioni con cui il poeta mette a confronto
innanzi alla casa montana fra loro i diversi elementi si chiamano:
similitudini personificazioni
ove regna sovrana
in stupefatto silenzio • Quale di questi paragoni preferisci? Sottolinealo
nel testo.
la gioia.
G. Zoppi • Come immagini la casa montana? Descrivila e
divertiti a disegnarla sul quaderno.

Ob.: individuare alcuni aspetti formali del testo poetico.


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SCHEDA
75
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Il mare
• Leggi più volte le seguenti poesie che autori diversi hanno dedicato al mare, cercando di
sentire il ritmo delle parole e il fascino delle immagini poetiche, poi scrivi una tua poesia sul
mare.

Sorride in lontananza. IL MARE


Denti di spuma,
........................................................................................................
labbra di cielo.
F. G. Lorca, Opera poetica, Guanda ........................................................................................................

........................................................................................................

........................................................................................................

Il mare ........................................................................................................

galoppava ........................................................................................................
nella notte.
........................................................................................................
Come una mano dalla casa buia
........................................................................................................
uscì il profumo intenso
della legna tenuta in serbo. ........................................................................................................

P. Neruda, Poesie, Sansoni

Il mare è tutto azzurro.


Il mare è tutto calmo.
Nel cuore è quasi un urlo
di gioia. E tutto è calmo.
S. Penna, Poesie, Garzanti

• Se ti piace esprimerti in versi, puoi ripetere questo esercizio e scrivere poesie su:

Il sole la neve il vento la luna

Ob.: rielaborare un testo poetico seguendo un modello.


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SCHEDA
76
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

La cronaca
• Leggi l’articolo di cronaca, poi scrivi il nome delle varie parti al posto giusto.

Salvataggio di due delfini nel porto di Ancona ...................................................

Delfini al lazzaretto ...................................................

Ancona si mobilita per salvare i due delfini ...................................................


che si erano persi nelle acque del porto.
Domenica 19 giugno, i due gommoni di Finanza e Protezione Civile si allontanavano dalla
Mole Vanvitelliana con a bordo i due delfini: mamma e cucciolo, Flipper e Fly.
Centinaia di persone hanno seguito le difficoltose fasi della “cattura”. Poi, in serata i due del-
fini sono stati trasportati d’urgenza al delfinario di Riccione per le cure.
I due delfini erano apparsi nel porto di Ancona sabato, forse seguendo i pescherecci, e dopo
qualche ora hanno cominciato a mostrare serie difficoltà e malessere.
Inutili i tentativi di accompagnarli fuori dal porto, intrappolati tra barche e pescherecci, gli
esperti hanno scelto la via della cattura.
Otto sub con gommoni e reti, dopo due ore di tentativi, al tramonto hanno preso i due cetacei
e quindi li hanno trasportati a Riccione.

• Rispondi alle cinque W.


• Who?.......................................................................................................................................................................................................................................................................................
• What? ....................................................................................................................................................................................................................................................................................
• Where? .................................................................................................................................................................................................................................................................................
• When? ...................................................................................................................................................................................................................................................................................
• Why? .......................................................................................................................................................................................................................................................................................

• I fatti raccontati in questo articolo di cronaca non sono scritti


in sequenza temporale. Numerali in ordine temporale.

Partenza dei gommoni con a bordo i due delfini.


Racconto del primo avvistamento dei delfini nel porto.
Primi tentativi di salvataggio.
Descrizione della “cattura”.
Ob.: leggere e comprendere un articolo di cronaca.
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SCHEDA
77a
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Blitz nell’allevamento
• Leggi questa notizia apparsa su un quotidiano.

La carica dei 129 cuccioli Beagles in fuga per la libertà


Liberati 129 cuccioli di Beagles per impedire la sperimentazione scientifica.

È accaduto a San Polo D’Enza, in Emilia. I bracchetti del canile vengono venduti in
gran parte ai laboratori per la ricerca farmaceutica. Ieri qualcuno è entrato nell’al-
levamento e i cuccioli sono spariti.

• Utilizza questa cronaca come riferimento per scrivere testi aventi scopo diverso; puoi servirti
degli schemi forniti dalle tabelle.

DESCRITTIVO INFORMATIVO

Descrizione dei cuccioli: Argomento generale:


.......................................................................................................................... ..........................................................................................................................

.......................................................................................................................... ..........................................................................................................................

.......................................................................................................................... Argomento particolare:


.......................................................................................................................... ..........................................................................................................................

.......................................................................................................................... ..........................................................................................................................

.......................................................................................................................... ..........................................................................................................................

.......................................................................................................................... Spiegazioni:
.......................................................................................................................... ..........................................................................................................................

.......................................................................................................................... ..........................................................................................................................

.......................................................................................................................... ..........................................................................................................................

.......................................................................................................................... ..........................................................................................................................

.......................................................................................................................... ..........................................................................................................................

Ob.: produrre testi con scopi diversi a partire da un fatto di cronaca.


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SCHEDA
77b
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

NARRATIVO ARGOMENTATIVO

SITUAZIONE INIZIALE Tema:


In un canile ..................................................................................... ..........................................................................................................................

.......................................................................................................................... ..........................................................................................................................

.......................................................................................................................... Tesi:
SVILUPPO ..........................................................................................................................

.......................................................................................................................... ..........................................................................................................................

.......................................................................................................................... Antitesi:
.......................................................................................................................... ..........................................................................................................................

.......................................................................................................................... Argomentazioni:
CONCLUSIONE ..........................................................................................................................

.......................................................................................................................... ..........................................................................................................................

.......................................................................................................................... ..........................................................................................................................

.......................................................................................................................... ..........................................................................................................................

POETICO REGOLATIVO

Cane cucciolo, Per avere cura di un cane è necessario:


.......................................................................................................................... 1. ..................................................................................................................

.......................................................................................................................... ..........................................................................................................................

.......................................................................................................................... ..........................................................................................................................

.......................................................................................................................... ..........................................................................................................................

.......................................................................................................................... 2. ..................................................................................................................

.......................................................................................................................... ..........................................................................................................................

.......................................................................................................................... ..........................................................................................................................

.......................................................................................................................... ..........................................................................................................................

.......................................................................................................................... 3. ..................................................................................................................

.......................................................................................................................... ..........................................................................................................................

.......................................................................................................................... ..........................................................................................................................

.......................................................................................................................... ..........................................................................................................................

Ob.: produrre testi con scopi diversi a partire da un fatto di cronaca.


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SCHEDA
78
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

L’uso dell’H
1. Completa in modo corretto.

l’ho l’ha l’hanno gliel’ho gliel’ha


lo la - là l’anno glielo gliela

• Ti piace il mio orologio? ...................................... ricevuto a Natale.


• Questo proprio non ...................................... so.
• Ha incontrato Sara, ma non ...................................... riconosciuta!
• Smettila di curiosare qua e .......................................
• C’era un libro qui: chi ...................................... preso?
• ...................................... mamma di Chiara è di ...................................... e ...................................... aspetta.
• ...................................... scorso frequentavo la classe quarta.
• È stato Francesco: ...................................... visto tutti.
• Ve ...................................... detto che ...................................... prossimo avremo un
nuovo insegnante?
• ...................................... dico e ...................................... ripeto: non ......................................

rotto io!
• ...................................... offerto io!
• Marco ha comperato uno zaino per Luca: ...................................... darà il giorno
del suo compleanno.
• A Carla occorre la gomma e io ...................................... presto.
• Chi ...................................... detto?

2. Completa con O, HO, A, HA.


• Il nonno ...................................... raccolto tanta insalata nell’orto.
• Quanti anni ...................................... il tuo amico? Nove ...................................... dieci?
• ...................................... iniziato ...................................... leggere un libro.
• Simone ...................................... prestato la sua bici ...................................... Luca per tutto il pomeriggio.
• Vuoi il gelato ...................................... la pizza? Offrine un po’ anche ...................................... Marta.
• Con questo sole andrò ...................................... scuola ...................................... piedi ...................................... in bici.
• Lucia ...................................... indossato per la festa il nuovo abito ...................................... righe.
Ob.: conoscere e utilizzare le principali convenzioni ortografiche.
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SCHEDA
79
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

La punteggiatura
1. Leggi il testo. Inserisci i segni di punteggiatura necessari e le maiuscole.

Vado a Como
un signore è fermo con la macchina in una strada di milano
tutti i tentativi per avviare il motore vanno a vuoto pertanto
l’automobilista decide di rivolgersi a un giovanotto per farsi
dare una spinta
dopo aver fatto un lunghissimo tratto di strada spingendo
senza alcun risultato il giovanotto asciugandosi il sudore chiese
all’autista dove deve andare
a como
be’ allora è meglio che lei chiami qualcun altro perché io fin là non ci
posso arrivare

2. Per ciascuna frase indica se in essa è contenuto il discorso diretto o quello indiretto e, dove
è necessario, inserisci la punteggiatura.
• La mamma mi ha invitato ad andare a rispondere al telefono..........................................................................................................
• Il mio vicino di banco mi ha chiesto di prestargli il compasso..........................................................................................................
• Chi vuole venire in piscina? Ha domandato Maria. .............................................................................................................................................
• Maria ha proposto di andare in piscina................................................................................................................................................................................
• La maestra ha chiesto chi può prestarmi un pennarello rosso?........................................................................................................
• Rimettete in ordine i giochi ha ordinato la mamma è ora di cena. ............................................................................................
• La mamma ha ordinato di rimettere in ordine i giochi. ...............................................................................................................................
• Che scherzi sono questi? Disse il nonno indispettito. ....................................................................................................................................

3. In queste frasi il punto interrogativo è stato usato in modo corretto?


sì no
• Giuseppe chiede chi gli ha rubato il berretto?
• Chi mi ha spostato le scarpe da ginnastica?
• Dove sono i miei pattini?
• L’allenatore vuole sapere se siamo pronti per la partita?
• Che cosa farai questa sera per cena?
• Nicola chiede a Marco se va alla festa?
• I cani possono entrare senza guinzaglio?
• La maestra dice agli alunni di entrare?
Ob.: conoscere e usare in modo adeguato i segni di punteggiatura.
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SCHEDA
80
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Sinonimi e i contrari
1. Cancella da ogni insieme la parola che non ha significato simile alle altre.

dire triste quieto


pronunciare antipatico tranquillo
affermare malinconico allegro
fare depresso calmo

eseguire sbrigarsi appuntito


svolgere affrettarsi aguzzo
occupare sollevare rotondo
compiere muoversi acuminato

2. Sostituisci le parole sottolineate con altre di significato simile, come nell’esempio.


• È caduto lo zaino in una pozzanghera e si è insudiciato. sporcato, macchiato.
..............................................................................................................

• Oggi sono allegro. ..............................................................................................................

• Mi piace parlare con i miei amici. ..............................................................................................................

• Ho detto bene la poesia. ..............................................................................................................

• Una stella brilla nel cielo. ..............................................................................................................

3. Completa con un verbo di significato contrario.


• coprire ................................................................... • macchiare ......................................................... • salire .........................................................................
• prendere ............................................................. • aprire ....................................................................... • consigliare ........................................................
• arrivare.................................................................. • ammalarsi .......................................................... • costruire .............................................................

4. Trascrivi il brano sostituendo le parole sottolineate, con altre di significato contrario.

La notte degli spettri


Il castello De’ Spettris è illuminato dalla luna. Solo Bernardo,
il vecchio e fedele maggiordomo, è ancora sveglio.
Don, don, don... l’antico orologio a pendolo del nonno batte
dodici colpi.
– Le porte sono chiuse e le candele sono spente – sbadiglia il
maggiordomo – a letto adesso, per lasciar posto ai fantasmi.
Nella soffitta del castello i fantasmi si sono risvegliati.
M. Kunnas, Che spavento, Rizzoli

Ob.: discriminare e usare sinonimi e contrari.


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SCHEDA
81
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Parole da altre lingue


1. Molte parole italiane derivano dal latino. Collega i termini che hanno lo stesso significato.

LATINO ITALIANO LATINO ITALIANO


domus famiglia lupus campo
homo agnello mater lupo
agnus acqua pater lieto
panem pelo campus padre
familia pane buccam piede
pilum casa pedem sette
aqua abile laetum madre
habilis uomo septem bocca

2. Leggi e scrivi il significato attuale di ognuna di queste parole derivate dal latino. Aiutati con
il vocabolario!
• rebus =...................................................................................................................... • video =......................................................................................................................
• juniores = .............................................................................................................. • idem = .......................................................................................................................
• album =.................................................................................................................... • virus = ........................................................................................................................
• auditorium = .................................................................................................... • habitat = ................................................................................................................

3. Cerca sul vocabolario i seguenti termini stranieri; scrivi a quale lingua appartengono e qual è
il corrispondente termine italiano.
• hotel ..................................................................................................................................= .................................................................................................................................................
• hobby ..............................................................................................................................= .................................................................................................................................................
• garage..............................................................................................................................= .................................................................................................................................................
• show ..................................................................................................................................= .................................................................................................................................................
• smog .................................................................................................................................= .................................................................................................................................................
• boutique......................................................................................................................= .................................................................................................................................................

4. Scrivi una frase per ognuna di queste parole straniere che fanno ormai parte del nostro lin-
guaggio quotidiano.
Nell’armadio In cucina
• jeans................................................................................... • hot-dog .........................................................................
.................................................................................................. ..................................................................................................

• t-shirt ............................................................................... • cracker............................................................................


.................................................................................................. ..................................................................................................

Ob.: individuare le tracce latine e delle altre lingue nelle parole dell’italiano.
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SCHEDA
82
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Frasi e periodi
1. Scrivi nel quadratino F se è frase, P se è periodo.
• Un asino carico di sale traversò il fiume.
• L’asino scivolò e cadde in acqua.
• Il sale si sciolse e l’asino si sentì leggero come una piuma.
• Qualche tempo dopo, l’asino giunse ancora in riva al fiume.
• Questa volta portava un carico di spugne.
• L’asino ricordò la precedente esperienza e scivolò apposta nell’acqua.
• Le spugne s’imbevvero così l’asino non riuscì più a rialzarsi e annegò.

2. Sottolinea i verbi, poi separa una frase dall’altra con una barretta.
Quante frasi ci sono in ogni periodo?
• Non trovo più il pettine che ho comprato ieri.
• Mi dispiace che non ti sia divertito.
• Ieri il tempo era sereno e la temperatura era mite, perciò siamo andati in montagna.
• Non mangiare tanta cioccolata perché potrebbe farti male.
• L’indirizzo era sbagliato, quindi la lettera è tornata al mittente.
• Nicola mi ha invitato perché studiassimo insieme, ma avevo la febbre.
3. In ogni periodo colora la frase principale o indipendente che ha un senso compiuto anche da sola.

È arrivata l’estate così vado al mare con la mia famiglia.

Mi piace il mare quando è in burrasca.

Mentre nuoto papà mi fotografa.

Mamma prende il sole e io costruisco un castello.

Se papà pesca io vado con lui.

Sono stanco perciò mi sdraio.

Poiché ho tanta sete bevo un’aranciata fresca.

Ob.: riconoscere frasi semplici e frasi complesse.


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SCHEDA
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Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

La struttura del periodo


1. Completa ogni frase indipendente con una frase secondaria o dipendente.
• Non raccolgo le mele perché..............................................................................................................................................................................................................
• Io sarò molto triste, quando................................................................................................................................................................................................................
• Giada ballava, mentre ....................................................................................................................................................................................................................................
• Davide è tornato tardi, poiché.........................................................................................................................................................................................................
• La signora non comprende l’italiano, perciò ................................................................................................................................................................
• Filippo comprerà quella casa, se.....................................................................................................................................................................................................

2. Aggiungi la frase principale per formare un periodo.

Ho tardato all’appuntamento con il mio amico


• ......................................................................................................................................................
perché ho trovato un incidente lungo la strada.
• ......................................................................................................................................................

quando avrò terminato i compiti.


• ......................................................................................................................................................

ma non torneremo tardi.


• ......................................................................................................................................................

mentre uscivi di casa.


• ......................................................................................................................................................

benché stesse piovendo.

3. Sottolinea con il rosso le frasi principali, con il verde le frasi coordinate e con il blu le secondarie.

Zadir
C’era una volta un gatto tigrato molto disobbediente. Il suo
nome era Zadir.
Una sera mamma gatto gli disse, mentre stava uscendo:
– Fuori nevica, non uscire, mi raccomando!
Ma Zadir attese che la mamma fosse oltre la siepe del giardi-
no ed uscì, tutto contento.
Fuori cadevano tanti fiocchi di neve grossi, grossi. In poco
tempo il gatto da tigrato divenne completamente bianco. Si
divertì un mondo, ma quando decise di tornare in casa, mam-
ma gatto non lo riconobbe e lo sbattè fuori dalla porta.

Ob.: discriminare frasi principali e secondarie.


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SCHEDA
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Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Il soggetto
1. Individua il soggetto sottinteso e scrivilo nelle parentesi.
• Nuotai in piscina. (io)
• Corrono in pista. (..............................................)
• Perché si aggrappa al ramo? (..............................................)
• Guardate là! (..............................................)
• Non finirono l’esercizio. (..............................................)
• Sei già arrivato? (..............................................)
• Merita un bel voto. (..............................................)
• Arriveremo presto. (..............................................)
• Suoni ancora la chitarra? (..............................................)

2. Completa le frasi inserendo un soggetto adeguato.


• ................................................................ vive nella prateria.
• ................................................................ cade da più ore.
• Per tutta la notte ................................................................ ha abbaiato.
• ................................................................ è arrivato in orario alla stazione.
• ................................................................ illumina la Terra.
• È decollato ................................................................ dall’aeroporto di Roma.
• ................................................................ pigolavano intorno alla chioccia.
• ................................................................ ha spiegato geografia.
• ................................................................ ha aggiustato la nostra auto.
• ................................................................ preferisco i fumetti.

3. Completa inserendo al posto dei puntini uno dei seguenti soggetti:


IO - TU - EGLI - NOI - VOI - ESSI
.................................... abbiamo già terminato i compiti. .................................... ho paura del buio.

.................................... siete proprio simpatici. .................................... sono stati premiati.


.................................... gioca a basket. .................................... sei proprio furbo!

4. Scrivi due soggetti per ciascuno dei seguenti predicati verbali.

................................................ ................................................ corre ................................................ ................................................ profuma


................................................ ................................................ vola ................................................ ................................................ parte

Ob.: individuare il soggetto espresso e sottinteso.


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SCHEDA
85
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Predicato verbale o nominale


1. Sottolinea nelle frasi i predicati e stabilisci se sono predicati verbali (PV) o nominali (PN). Poi
completa la definizione

• Il pastore è partito con il suo gregge. PV Il predicato può essere ..................................... (PV) o

• Ho visto un uccellino ferito. ..................................... (PN).


Il predicato verbale esprime .....................................

• La mattinata era serena. compiuta o subìta dal ........................................................

oppure un possesso.
• Durante le vacanze siamo andati a Siena.
Il predicato nominale dice ...................................... o
• Gigi ha comprato un criceto. che cos’è il .............................................................. ed è for-
• Noi siamo alunni veramente simpatici. mato dal verbo ...................................................... (copula)
più un ............................................. o un ...........................................

2. Completa la tabella nel modo richiesto.

SOGGETTO PREDICATO NOMINALE PREDICATO VERBALE


Il vento
La rondine
Il panettiere
La pizza
Gli insetti
La torta
Il treno

3. Completa le frasi con i predicati verbali adatti.


• L’imbianchino ...................................................................................... la staccionata della fattoria.
• Le ragazze ...................................................................................... un libro in biblioteca.
• Le nevi delle montagne ...................................................................................... in primavera.
• Non sempre gli amici ...................................................................................... buoni consigli.
• La nonna ...................................................................................... la nipotina a scuola.
• Gli animali carnivori ...................................................................................... la carne.
• Il giornalista ...................................................................................... un articolo molto curioso.
Ob.: discriminare predicato verbale e nominale.
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SCHEDA
86
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

I complementi
1. Leggi le frasi seguenti e sottolinea: con il rosso il predicato; con il blu il soggetto; con il giallo
il complemento oggetto; con il verde gli altri complementi.
• Il mio cane ha partorito due cuccioli bellissimi.
• Abbiamo prenotato i biglietti aerei tramite Internet.
• Luca ha festeggiato il suo compleanno con i nonni.
• Gli ospiti si sono trattenuti a lungo.
• I miei cugini vivono all’estero.
• La maratona partì dal campo sportivo.
• Abbiamo inviato una e-mail ai nostri amici.
• Fra tre giorni sarà il compleanno di Sabrina.
• Spesso Andrea e Chiara discutono di sport.
• Il papà mi ha ricordato di mettere in ordine la mia camera.
• Oggi abbiamo eseguito la verifica di storia.

2. Completa con un complemento oggetto.


• Al ristorante ho mangiato ..................................................................................................................
• Porto a passeggio............................................................................................................................................
• Al parco incontro spesso......................................................................................................................
• Oggi voglio leggere......................................................................................................................................
• Devo proprio aggiustare .......................................................................................................................
• Il giornalista ha scritto ............................................................................................................................

3. Completa con un complemento indiretto le frasi seguenti.


• Arriverà dal Brasile...............................................................................................................................................................................................................
• Roberto salutò i nonni ...................................................................................................................................................................................................
• Il postino consegna la posta .................................................................................................................................................................................
• Il papà mi aspetta.................................................................................................................................................................................................................
• L’ultimo autobus passa .................................................................................................................................................................................................
• Emiliano ama dipingere ................................................................................................................................................................................................
• Molti uomini e donne si sono battuti ....................................................................................................................................................
• Acquisterò un fiore.............................................................................................................................................................................................................
• Mi piace molto il libro....................................................................................................................................................................................................
Ob.: riconoscere i complementi diretti e indiretti.
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SCHEDA
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Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Complemento di specificazione
1. Sottolinea il complemento di specificazione.
• La zia di Massimo ama la musica.
• La nebbia nasconde le case della città.
• Il vento ha rotto il vetro di una finestra.
• I libri della biblioteca si prendono in prestito.
• Il caldo dell’estate toglie il respiro.
• I colori dell’autunno illuminano il bosco.
• L’ascensore del palazzo è fermo al primo piano.
• Il nido del pettirosso è nascosto tra i rami dell’albero.
• L’automobile di papà viaggia sull’autostrada del Sole.

2. Segna con una x le frasi nelle quali c’è un complemento di specificazione.


Il gatto di Andrea dorme sul cuscino. Nella casa di mio fratello c’è un bel giardino.
La bicicletta di Emiliano è rossa. Al centro della piazza sorge una fontana.
A Tania piace il caffè. A me piace la moto di papà.

Complemento di termine

3. Sottolinea il complemento di termine.


• Spedirò una lettera a Luciana dalla Francia.
• Tuo padre ha chiesto a me notizie di Jacopo.
• L’insegnante affiderà un incarico a ogni bambino.
• Confido i miei segreti alla mia amica.
• Elisa ha raccontato una bugia alla mamma.
• Chiederò l’informazione ad un vigile.

4. Completa con uno dei complementi di termine indicati.

ai canarini a me ai cavalli alla mia compagna

• Ho prestato ...................................................................................... il mio quaderno di grammatica.


• Dai da mangiare .......................................................................................
• L’episodio venne raccontato anche .......................................................................................
• ...................................................................................... piacciono le carote.
Ob.: riconoscere i complementi di specificazione e di termine.
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SCHEDA
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Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Complemento d’agente o di causa efficente


1. Sottolinea con il blu il complemento d’agente e con il rosso quello di causa efficiente.
• L’albero fu abbattuto da un fulmine.
• Il ladro è stato inseguito dal poliziotto.
• Un corteo di protesta è stato organizzato dagli operai della fabbrica.
• La casa fu distrutta dal terremoto.
• La finale dei campionati mondiali di calcio è stata vinta dal- l a
squadra italiana.
• Le fogllie vengono mosse dal vento.
• La scuola di tennis è diretta da un giocatore di coppa Davis.
• È stato rimproverato dall’insegnante.
• Questo pallone mi è stato regalato dai miei amici più cari.
• Lo spettacolo è stato realizzato dal teatro stabile di Roma.

2. Trasforma sul quaderno le frasi da attive in passive, poi


sottolinea i complementi d’agente e di causa efficente.
• Il bambino rompe il bicchiere. • I genitori accompagnano i bambini.
• Il calore scioglie il ghiaccio. • La pioggia ha bagnato la biancheria.
• La folla riempie la piazza. • Il vento muove le foglie.

Complemento di compagnia e di unione


3. Cerchia con il blu il complemento di compagnia, con il verde il complemento di unione.
• La padrona di casa, insieme al marito, accolse gli ospiti con molta gentilezza.
• Tommaso è uscito con uno strano cappellino in testa.
• Ho incontrato Luca con la sua mamma al mercato.
• Paolo è partito per le vacanze con sua moglie.
• Niccolò è partito con una grossa valigia.

4. Sottolinea le frasi che contengono un complemento di unione o di compagnia. Attento


all’uso della preposizione ”con”!
• Sono uscito dalla scuola con Marta. • Cerca di ascoltarmi con attenzione.
• Bevo sempre con moderazione. • Con i miei amici gioco spesso a pallavolo.
• Vado a casa con l’autobus. • Ho comprato un gelato con i soldi della nonna.
Ob.: riconoscere i complementi d’agente, di causa efficiente, di compagnia, di unione.
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SCHEDA
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Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Complementi di modo e di mezzo


1. Sottolinea i complementi di modo nelle seguenti frasi.
• Vado via perché sono stato trattato con indifferenza.
• Uscimmo in fretta perché si era fatto tardi.
• Carlo gioca a scacchi con passione.
• La volpe si allontanò con scatto fulmineo.
• Ci sono persone che parlano sempre ad alta voce.
• La cagnetta Paily guarda con affetto i suoi cuccioli.
• Le onde del mare si infrangono sulla roccia con violenza.

2. Aggiungi un soggetto e un predicato adatti a ciascun complemento di modo.


• ............................................................................................................................................................................................................................................. con grande agilità.
• ..................................................................................................................................................................................................................................................... disperatamente.

• ........................................................................................................................................................................................................................................con concentrazione.
• .....................................................................................................................................................................................................................................in modo ininterrotto.
• Senza sosta....................................................................................................................................................................................................................................................................
• Con una rabbia incredibile ......................................................................................................................................................................................................................
• Con tanto amore ..................................................................................................................................................................................................................................................

3. Completa le frasi con un complemento di mezzo.


• La mattina vado a scuola con ...................................................................................
• Il babbo va a lavoro con ...................................................................................
• Gli spaghetti si mangiano con ...................................................................................
• Il gioco del calcio si gioca con ...................................................................................
• .................................................................................. si dipingono le pareti.
• .................................................................................. si ottiene tutto.
• .................................................................................. ho bucato la parete.

4. Arricchisci le frasi seguenti, scrivendo i complementi di modo e di mezzo.


• La neve scendeva ......................................................................................................................................................................................... (modo)
• I ragazzi raggiunsero il rifugio ................................................................................................................................................... (mezzo)
• La commessa sigilla il pacchetto ........................................................................................................................................... (mezzo)
• Con la bella stagione, i bambini giocheranno..................................................................................................... (mezzo)
• Il topo sfuggì dalle unghie del gatto............................................................................................................................... (modo)
Ob.: riconoscere i complementi di modo e di mezzo.
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SCHEDA
90
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Analisi logica
1. Colora con il giallo il sintagma soggetto con i suoi complementi, con il verde il sintagma pre-
dicato con i suoi complementi. Indica poi il nome di tutti i sintagmi.

Il pesciolino della nostra classe nuota tranquillamente.


....................................................... ....................................................................................... ................................ ........................................................................

la zia È gentile con tutti.


.......................... ........................................ ..................................................

i nostri amici hanno adottato un bambino africano.


.................................................... ..................................................................... ..............................................................................

È stata avvistata una balena al largo di la spezia.


........................................................................... ................................................ ...................................... .................................................

ogni domenica noi cuciniamo una torta.


......................................................... .................. ........................................ .................................................

ogni mattina il galletto del mio pollaio canta a squarciagola.


...................................................... ................................................ ........................................................... .......................... ..............................................................

2. Svolgi sul quaderno l’analisi logica delle seguenti frasi, come nell’esempio.

Io SS (soggetto sottointeso)

Presto partirò per Parigi in aereo.


compl. tempo P.V. compl. luogo compl. mezzo

• Giulia ha risposto subito al telefono.


• Carlo gioca spesso con il computer.
• Un gatto miagola davanti alla porta.
• Il cane del nonno dorme sul cuscino.
• Arriverò alle otto insieme a Marco.
• Stasera andiamo al cinema a Firenze.
• Ho letto un articolo interessante sul giornale.
• Pietro ha imparato una bella poesia a memoria.
• Corrado è andato allo stadio per la partita.
• Chiara ha comprato in cartoleria un quaderno.
• Giulia è partita con la famiglia per la montagna.
O.b.: analizzare la struttura della frase.
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SCHEDA
91
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

La forma del verbo


1. Nelle seguenti frasi sottolinea con il verde i verbi di
forma attiva, con il blu i verbi di forma passiva.
• L’albero fu abbattuto da un fulmine.
• Angela esegue i compiti con precisione.
• Giulia venne svegliata da un rumore.
• Il tuono improvviso spaventò Luca.
• Roberta fu visitata dal pediatra.
• Molti rami furono spezzati dal vento.

2. Trasforma sul quaderno le frasi attive in frasi passive e viceversa. Fa’ attenzione: il verbo deve
rimanere dello stesso tempo.
• Mio papà ha scritto l’articolo di fondo del quotidiano di ieri.
• Un uragano investirà l’isola di Cuba.
• Gli operatori ecologici liberano la città dai rifiuti.
• Milioni di persone hanno visto il film Guerre stellari.
• Il ladro fu catturato dalla polizia vicino alla mia casa.
• L’orso è attirato fortemente dal miele.
• Il traguardo è stato raggiunto per primo da un corridore italiano.

3. Sottolinea i verbi di forma riflessiva.


• Martina si guarda allo specchio.
• La maestra mi ha dato ragione.
• Gli amici ci hanno regalato un CD.
• Mi sono ferita e sono dovuta andare al Pronto Soccorso.
• Fabio si pettina sempre con il gel.
• Carlotta si veste per uscire.
• Il cuoco ci ha preparato una cena speciale.
• Noi ci alleniamo tre volte alla settimana.

4. Completa con un verbo riflessivo adatto.


• Luisa ........................................................ cogliendo una rosa. • La mattina il mio papà ........................................................ da-
• L’autobus ........................................................ per far salire i vanti allo specchio.
viaggiatori. • ........................................................ dal trampolino è molto
• Il vaso cadde e ................................................. in mille pezzi. emozionante!

Ob.: riconoscere la forma attiva, passiva e riflessiva del verbo.


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*0+(+#%0!/0+*..0%2+
SCHEDA
92
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Verbi impersonali e servili


1. Sottolinea i verbi impersonali presenti nelle frasi seguenti.
• Sembra che questa estate sarà la più calda degli ultimi dieci anni.
• Spesso accade che tu dimentichi l’ombrello sull’autobus.
• In Inghilterra piove spesso.
• Per andare in gita, occorre la firma dei genitori.
• Pare che sia giunta l’ora di fare merenda.
• Si dice che si legge troppo poco.
• Si è felici quando si ricevono lodi.
• Nevica da stamani, il terreno è imbiancato.
2. Riscrivi le frasi in forma impersonale.
• Preghiamo di non disturbare. Si prega di non disturbare.
• Vendiamo una casa ristrutturata. ...........................................................................................................................

• Rileghiamo libri. ...........................................................................................................................

• Svendiamo tutto. ...........................................................................................................................

• Affittiamo bilocale. ...........................................................................................................................

• Cerchiamo commessa. ...........................................................................................................................

• Con il caldo beviamo molto. ...........................................................................................................................

3. Sottolinea i verbi DOVERE, POTERE e VOLERE con il blu se hanno significato proprio, con il
rosso se sono servili.
• Vuoi un cioccolatino o una caramella? • Posso chiudere la finestra?
• Ora voglio riposare. • Chi vuole ancora un po’ di pizza?
• Devi mantenere le promesse. • Volete stare fermi?
• Ti devo un euro.

4. Completa le frasi con un verbo servile.


• Chi va in automobile, ................................................................. mettersi la cintura.
• Allenandomi ogni giorno, ................................................................. arrivare per primo.
• Oggi pomeriggio ................................................................. andare al cinema.
• ................................................................. aiutarlo, ma ormai è troppo tardi.
• Lo abbiamo tempestato di domande, ma lui non ................................................................. dirci nulla.
Ob.: riconoscere i verbi impersonali e servili.
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(%*#1%/0%
G<NN@<
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SCHEDA
93
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Avverbi e locuzioni avverbiali


1. In ognuno dei seguenti gruppi di avverbi c’è un intruso. Cerchialo.
• Probabilmente, possibilmente, eventualmente, qua.
• Lì, là, su, giù, sì.
• Tanto, raramente, prima.
• Nemmeno, molto, troppo, parecchio, poco.
• Davanti, dappertutto, allora, lontano, altrove.

2. Sottolinea con il rosso gli avverbi e con il verde le locuzioni avverbiali.


• Non posso venire a casa tua, perché è tardi.
• Passeggiamo tranquillamente nel giardino.
• Di sicuro avete riconosciuto il protagonista del film.
• Vi aspetto fuori, certamente non tarderete.
• A poco a poco nel cielo apparvero tante stelle.
• All’improvviso il cielo si oscurò.
• Sull’autobus i tifosi cantavano a squarciagola.
• Claudio ripone a casaccio libri e quaderni nello zaino.
• Luca e Stefano hanno quasi la stessa età.

3. Trasforma le seguenti espressioni in un avverbio.


• Con affetto affettuosamente
.....................................................................................................

• In questo momento .....................................................................................................

• Senza dubbio .....................................................................................................

• In breve tempo .....................................................................................................

• Con agilità .....................................................................................................

• All’esterno .....................................................................................................

4. Scrivi sul quaderno una frase per ognuna di queste locuzioni avverbiali.

a poco a poco neanche per sogno piano piano

in Quattro e quattr’otto in Un batter d’occhio all’incirca


Ob.: analizzare avverbi e locuzioni avverbiali.
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G<NN@<
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SCHEDA
94
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Preposizioni
1. Cerchia con il giallo le preposizioni semplici e con il verde le preposizioni articolate contenu-
te nel seguente brano.
È stata una passeggiata nei boschi ad ispirare l’inventore del Velcro, la fettuccia adesiva che si usa
al posto dei bottoni automatici, delle cerniere lampo e anche dei lacci delle scarpe da ginnastica.
Nel 1948 l’ingegnere svizzero Georges de Mestral tornò a casa dalla gita con moltissimi acheni
spinosi (i frutti secchi di varie piante erbacee) attaccati alle calze. L’ingegnere vide al microscopio
che gli acheni avevano minuscoli uncini che si ancoravano agli anelli di lana. Così studiò la manie-
ra di “copiare” la natura. Come? Tessendo del nailon in modo da formare tantissimi piccoli anelli,
che costituiscono la fettuccia liscia del Velcro, e tagliando gli anelli a metà per ottenere gli uncini.
Dodo, giugno 2005

2. Completa le frasi scegliendo tra le preposizioni improprie proposte.

OLTRE - SOTTO - CONTRO - DIETRO - FUORI


DURANTE - LUNGO - DOPO - ECCETTO

• Ci vediamo ................................................ cena per la revisione del lavoro.


• Seguiva l’esibizione dei suoi ragazzi, stando ................................................ le quinte.
• In seguito all’incidente tutti mi hanno fatto visita ................................................ Marcello.
• Per sua disattenzione andò ................................................ strada e se la cavò con un graffio.
• Il detenuto si calò ................................................ il muro, cogliendo di sorpresa anche le guardie carcerarie.
• Guardò il giardino e vide uno sconosciuto fuggire con un involucro ................................................ il braccio.
• ................................................ il pranzo nuziale molti convitati avvertirono dolori addominali.
• Andò ................................................ il fratello per puntiglio e per anni non gli rivolse la parola.
• L’abitazione di Fulvio si trova ................................................ la collina ed è circondata da alberi secolari.

3. Riscrivi le frasi inserendo le preposizioni semplici o articolate.


• Cadde sporgendosi finestra quarto piano.
........................................................................................................................................................................................................................................................................................................

• Il treno Parigi arriverà otto punto.


........................................................................................................................................................................................................................................................................................................

• Cancello villa è appeso un cartello scritta “Attenti al cane”.


........................................................................................................................................................................................................................................................................................................

Ob.: classificare le preposizioni in semplici, articolate e improprie.


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(%*#1%/0%
G<NN@<
/$! +,!.0%2.%"(!//%+*!
SCHEDA
95
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

Congiunzioni
1. Completa i periodi in modo diverso in base alla congiunzione proposta.

ma ................................................................................................................................................................
il papà è stanco perciò ......................................................................................................................................................
e ......................................................................................................................................................................

ma ................................................................................................................................................................
Andremo al mare oppure ...................................................................................................................................................
benché...................................................................................................................................................

mentre...................................................................................................................................................
Siamo tornati a casa nonostante .....................................................................................................................................
però ...........................................................................................................................................................

2. Elimina la congiunzione sbagliata.


• Mi piace il mare ma perché non so nuotare.
• Ti telefonerò o perché verrò a casa tua verso le dieci.
• Si è spenta la luce perciò perché si è interrotta la corrente elettrica.
• Non mi sento molto bene quindi perché mi corico un po’.
• Ti sono affezionato e benchè te lo dimostro.

3. Scegli quattro tra queste congiunzioni e scrivi una frase con ognuna di esse.

E O MA PERÒ INFATTI CIOè DUNQUE

QUINDI PERCIÒ QUANDO MENTRE POICHé PERCHé

• ........................................................................................................................................................................................................................................................................................................

• ........................................................................................................................................................................................................................................................................................................

• ........................................................................................................................................................................................................................................................................................................

• ........................................................................................................................................................................................................................................................................................................

Ob.: usare in modo adeguato congiunzioni coordinanti e subordinanti.


132
G<NN@<
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SCHEDA
96
Alunno ................................................................. Classe ....... Data ..............................

1. Riscrivi la seguente storiella usando il tempo passato remoto.

La erre perduta
Ugone sta parlando con un amico, ma arriva una ventata e
gli porta via la erre.
Sta giusto dicendo: «Ti voglio vedere presto» e gli esce dalla
bocca: «Ti voglio vede pesto». L’amico si offende moltissimo
e va via senza salutarlo.
Va poi dal macellaio per comprare «un chilo di carne» e chie-
de invece: «un chilo di cane».
Ugone è disperato, perché dalla sua bocca escono cose che
lui non vuole dire. I suoi amici pensano che sia matto.
Stanco di questa situazione Ugone va in città e mette un’in-
serzione sul giornale, promettendo una mancia a chi lo aiu-
terà a ritrovare la sua erre, ma nessuno si fa vivo.
Allora decide di rubare la erre da un’iscrizione posta all’an-
golo della sua casa, sulla quale è scritto «Via del Corso».
Ugone da quel giorno abita in «Via del Coso».
L. Malerba, Storiette, Einaudi

2. Dopo aver riscritto il brano sottolinea: con il giallo gli articoli, con il rosso i pronomi, con il
verde i nomi, con il blu gli aggettivi.
3. Completa la tabella.

avverbi congiunzioni preposizioni


............................................................................................... ............................................................................................... ...............................................................................................

............................................................................................... ............................................................................................... ...............................................................................................

............................................................................................... ............................................................................................... ...............................................................................................

............................................................................................... ............................................................................................... ...............................................................................................

............................................................................................... ............................................................................................... ...............................................................................................

Ob.: individuare le parti variabili e invariabili del discorso.


133
(+. +(0+
0+ .%+ %/

Laboratorio di ascolto
L’educazione all’ascolto oggi è quanto mai importante proprio perché, ricevendo contemporaneamente sti-
moli sonori da più parti, si rischia di non ascoltare più o di farlo superficialmente senza prestare la dovuta
attenzione ai messaggi che si dovrebbero cogliere.
Per maturare e consolidare la capacità di ascoltare in modo attivo, nei due volumi di lettura sono stati pre-
sentati, all’interno delle stagioni, laboratori di ascolto le cui attività rimandano all’ascolto di brani riportati
nel CD.
Proponiamo inoltre altre schede finalizzate all’educazione all’ascolto: ogni brano va letto dall’insegnante
ed è corredato da una scheda operativa che va fotocopiata per ogni alunno affinché la esegua dopo aver
ascoltato i testi stessi.

134
+.%+ %/+(0+
(+.0

I brani del CD sono riportati anche di seguito, in modo che possano essere letti dall’insegnante o da qualche
alunno.

ASCOLTA IL CD (traccia 1), letture 4a pag. 36:

Luccica il marciapiede
ASCOLTA IL CD (traccia 4), letture 4a pag. 94:
Luccica il marciapiede, per le vivide
pozze corrono i venti freddolosi. Il ghiaccio
Non sono ancora i geli dell’inverno,
ma è già tempo di scrosci e di burrasche. Il ghiaccio è un cristallo
Macchine, ombrelli di passanti, acceso col sole che danza, che ride, che balza...
luccichio di vetrine e di rèclames... Ma basta una nube
Anche la notte qui somiglia al giorno, e la terra ghiacciata
in città non esistono le tenebre. si fa desolata.
V. Solouchin I lustri ghiaccioli
stan lì irrigiditi
a fare la guardia
a tre passerotti
che pigolano pigolano
intirizziti.
ASCOLTA IL CD (traccia 7), letture 4a pag. 158: M. L. Magni

Mi sorprese la primavera
Mi sorprese la primavera ASCOLTA IL CD (traccia 11), letture 4a pag. 194:
che, tutt’intorno, nei campi sorrideva.
Verdi foglie germogliavano
dalle rigonfie gemme dei rami
Estate
e fiori gialli, bianchi e rossi
Ardono i seminati,
variegavano il paesaggio.
scricchiola il grano,
E il sole sulle fronde giovani
insetti azzurri cercano ombra,
era una pioggia di fili d’oro.
toccano il fresco.
Machado
E a sera
salgono mille stelle fresche
verso il cielo cupo.
Son lucciole vagabonde.
Crepita senza bruciare
la notte dell’estate.
P. Neruda

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(+. +(0+
0+ .%+ %/

ASCOLTA IL CD (traccia 13), letture 5a pag. 32:

I giorni della vendemmia


La festosa vendemmia chiudeva la nostra vacanza ed era l’ultima felicità della sta-
gione.
Per settimane avevamo spiato il colore dei grappoli che si facevano lentamente più
dorati o più scuri, sperando che maturassero in tempo, cioè prima della nostra par-
tenza.
Benché ci fosse stato proibito di toccare l’uva destinata alla pigiatura, di nascosto an-
davamo carponi sotto le basse pergole a tastare gli acini, a staccarne con delicatezza
qualcuno per assaggiare se erano abbastanza dolci.
Il caldo umido dell’erba dov’eravamo accovacciate, lo sentivamo come una delizia,
anche se dovevamo vincere la paura di veder sbucare qualche serpe, che era poi qua-
si sempre un’innocente biscia.
I cugini, che erano circa della nostra età, ci accompagnavano nelle scorribande vie-
tate e questo ci tranquillizzava perché, se scoperti, ci avrebbero sgridati o puniti tutti
insieme, e non soltanto noi due.
Quelli della vendemmia erano poi giorni veramente gloriosi.
Dall’alba al tramonto andavamo su e giù per la vigna. Senza più temere proibizioni,
lavoravamo sotto lo sguardo benevolo dei nostri genitori e degli zii. Naturalmente
quello che più ci divertiva e per cui avevamo lavorato con tanto entusiasmo era la
pigiatura.
Ci veniva dato il permesso di entrare nei tini. Avevamo atteso scalze, con le gambe e i
piedi grondanti lavati sotto la fontana, ed era una gioia incredibile sentire finalmente
sotto i nostri piedi il tepore dell’uva ancora intera, gli acini che ci entravano tra le
dita. Dopo un po’ che calpestavamo l’uva con ardore, con le vesti o i calzoncini tirati
su e tenuti da strette corde, avevamo gli schizzi rossi fino a metà cosce.
F. Cialente, Le quattro ragazze Wieselberger, Mondadori

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+.%+ %/+(0+
(+.0

ASCOLTA IL CD (traccia 15), letture 5a pag. 96:

La prima neve
Oggi, alla Collina delle Primule, si dorme più a lungo del solito.
È domenica, una buia domenica d’inverno che non invita certo ad alzarsi dal letto.
Ma ben presto si svegliano tutti, uno dopo l’altro: la gatta Gilda e il cucciolo Bill in
cucina; mamma e papà nella loro camera da letto; e Elisabetta nella sua, che è natu-
ralmente anche quella di Marta. A dire il vero, Marta è ancora addormentata e non
vuole saperne di svegliarsi.
Elisabetta sa bene come farle aprire gli occhi e, alzata la tendina con un colpo secco,
prende a gridare:
– Guarda, Marta: nevica!
Di colpo Marta salta giù dal letto.
La prima neve ha davvero un non so che di magico e meraviglioso! Un sacco di neve
sta cadendo fitta fitta su tutta la Collina delle Primule. Come sono diventate belle e
candide le piante di betulla intorno alla casa!
In fretta e furia Marta ed Elisabetta si sono vestite, e ora eccole lì che giocano sfrenate
nella neve, facendo un gran chiasso.
Fabbricano un pupazzo e poi si rotolano nella neve.
Anche Bill fa come le due bambine e abbaia a squarciagola, compiaciuto. Dalla fine-
stra della cucina la Gilda curiosa fuori e pensa che Bill deve essere diventato matto.
Il fatto è che la Gilda, di neve, non se ne intende proprio.
Papà si precipita a raggiungere le due bambine.
– Adesso vi faccio vedere che sono capace di abbattere il naso del pupazzo con que-
sta palla di neve – sostiene. E ci riesce anche!
– Bene, e adesso ti faccio vedere che anch’io son capace di abbattere un naso con
questa palla di neve: il tuo! – precisa Marta.
Così comincia la battaglia: papà si sbraccia a buttar palle di neve con tanto entu-
siasmo, che alla fine spossato si lascia cadere per terra. Ridono a crepapelle e non
hanno più il fiato per giocare.
Dalla finestra della cucina si affaccia anche la mamma e in breve si convince che
papà dev’essere diventato matto.
A. Lindgren, Guarda nevica!, Mondadori

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0+ .%+ %/

ASCOLTA IL CD (traccia 18), letture 5a pag. 150:

La natura si risveglia
Al risveglio Tom non si rese conto dove era.
Si alzò, si sfregò gli occhi, guardò intorno, poi alla fine capì: l’alba era fresca e umida,
e regnava nel profondo e avvolgente silenzio dei boschi, un senso delizioso di riposo
e di pace.
Non si muoveva una foglia, ogni cosa era silenziosa, in meditazione; lucenti gocce di
rugiada brillavano sulle foglie e sugli steli d’erba.
Joe e Huck erano ancora addormentati.
A un tratto, lontano nel fitto dei boschi, un uccello gridò il suo richiamo, e un altro
gli rispose; subito dopo si sentì il martellio di un picchio.
Piano piano il velo fresco dell’alba svaniva e altrettanto lentamente presero a molti-
plicarsi i suoni e la vita a manifestarsi.
Intorno al ragazzo si svegliava la natura meravigliosamente.
Un piccolo bruco verde avanzava lungo una foglia rugiadosa. Inarcando di tanto in
tanto i due terzi del suo corpo, annusava in giro, strisciava, si inarcava di nuovo.
Poi arrivò una processione di formiche dall’aria indaffarata; una stava tirando corag-
giosamente su per un tronco un ragno morto, grande cinque volte più di lei.
Una coccinella ticchiolata di nero affrontò le vertiginose altezze di un filo d’erba. Tom
si chinò su di lei e disse:
– Coccinella, coccinella, vola vola in tutta fretta,
la tua casa brucia brucia, e il bambino in ansia aspetta.
La coccinella prese immediatamente il volo.
Fu quindi il turno di uno scarabeo stercorario, che spingeva con molta competenza
la sua pallina; Tom lo stuzzicò un po’ per vedere come si raggomitolava, fingendo di
essere morto.
Arrivò anche uno scoiattolo grigio e un animale un po’ più grosso, forse una volpe.
Ormai la natura era ben sveglia e in piena attività; la luce del sole dardeggiava qua
e là attraverso il fitto fogliame e le prime farfalle avevano fatto il loro ingresso sulla
scena.
M. Twain, Le avventure di Tom Sawyer, Edizioni Elle

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(+.0

ASCOLTA IL CD (traccia 21), letture 5a pag. 204:

Come un campo di giugno


– Posso aiutarti a dipingere, Sakumat? – chiese un giorno Madurer – Questi fiori
gialli sono facili da fare... Ne posso dipingere uno anch’io?
– Dipingerai il fiore giallo, e anche altri fiori, se vuoi. Io ti insegnerò e, quando i tuoi
fiori andranno bene, mi aiuterai a fare quelli del prato – disse il pittore.
Così Sakumat, un poco ogni giorno, insegnò a Madurer a dipingere i fiori, e gli steli
dell’erba; e poiché fiori e farfalle non sono molto diversi, anche le farfalle.
Ci vollero tre settimane perché Madurer fosse soddisfatto delle proprie capacità, e
cominciasse ad aggiungere piccolissimi fiori e farfalle al prato, che era diventato un
maturo campo di giugno, ricco di vita colorata.
Nessun fiore mancava ormai nello spessore dell’erba.
La sua pittura si faceva ogni giorno più coraggiosa, mescolandosi a quella di Saku-
mat, spettinando un po’ l’ordine delle forme, il tessuto del verde, come se qui e là una
grossa lepre avesse saltellato o si fosse fermata ad annusare i pericoli del campo.
E il prato luminoso assomigliava sempre più a una foresta d’erba e di corolle.
Madurer, un giorno, cominciò ad aggiungere delle spighe sottili dorate che spiccava-
no nell’erba e spingevano, però non troppo, la loro cima nell’azzurro del cielo.
– È arrivato il grano nel nostro campo? – disse sorridendo Sakumat, che si fermava
qualche volta alle spalle del bambino a guardarne il lavoro.
– L’ha portato il vento fino qui, dalla grande vallata.
R. Piumini, Lo stralisco, Einaudi Ragazzi

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0+ .%+ %/

scheda n° 1

Perché il mare è salato


Una volta c’erano due fratelli, uno ricco e uno povero. Il primo non aveva niente da
mangiare perciò andò dal secondo e gli chiese qualcosa per il pranzo. Quello non
seppe dirgli di no, ma siccome non si separava volentieri dalla sua roba, gli tirò dietro
un prosciutto e gridò:
_ E adesso fammi il piacere di andartene all’inferno!
_ D’accordo _ disse l’altro _ se proprio ci tieni! _ e si mise in cammino.
Arrivò alla fine di un bosco e incontrò un povero boscaiolo:
_ È questa la strada per l’inferno?
_ Se è là che vuoi andare, sei arrivato _ rispose il vecchio boscaiolo _ salta in quella
buca e troverai una porta; vedrai che ti faranno entrare: al diavolo piacciono le facce
nuove. E gli piace anche il prosciutto, perciò vedrai che vorrà il tuo, ma tu cedilo solo
in cambio del suo macinino e poi torna da me. Farò la tua fortuna.
L’uomo si presentò al diavolo che lo accolse con tutti gli onori e volle il suo prosciutto
in cambio del macinino.
Il vecchio boscaiolo insegnò allora all’uomo come usare il macinino. Appena l’ebbe
imparato, il povero corse a casa dalla moglie che lo aspettava accanto al fuoco spento
e alla pentola vuota e le disse:
_ Allegra, donna, che i dispiaceri sono finiti.
Mise il macinino sul tavolo, poi mormorò una certa parola e ordinò che macinasse
pane e carne, birra e aringhe, candele di cera e tovaglia di lino: bastava chiedere e
frrrr... quello procurava ogni cosa.
Da quel giorno in poi il fratello povero usò il macinino per cambiar vita: ora aveva
cibo, vestiti e una bella casa che venivano a vedere anche dalla città.
Un giorno arrivò un capitano di mare che aveva sentito parlare del macinino: voleva
sapere se macinava sale perché aveva saputo di un paese in cui il sale era pagato
come l’oro.
_ Certo che macina sale _ disse il fratello che non era più povero, ed il capitano tanto
fece e tanto disse che alla fine gli vendettero il macinino. Quello se ne scappò sulla
nave senza nemmeno ascoltare la parola magica per fermarlo.
Appena fu in mezzo al mare ordinò:
_ Macina, macina sale a più non posso!
Il macinino macinò e continuò a buttar sale finché la nave non fu piena e affondò.
Ancor oggi è là, sott’acqua, che macina e macina: per questo il mare, che a quel tem-
po era dolce, oggi è salato.
F. Lazzarato, Fiabe del mare e della montagna, Mondadori

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(+.0

scheda operativa per l’alunno

Perché il mare è salato


• Dopo aver ascoltato la lettura dell’insegnante, rispondi alle domande.
1. Chi sono i protagonisti della storia?
....................................................................................................................................................................................................................................................................................................................

2. Chi disse: “E adesso fammi il piacere di andartene all’inferno”?


....................................................................................................................................................................................................................................................................................................................

3. Chi dà indicazioni sulla strada per l’inferno?


....................................................................................................................................................................................................................................................................................................................

4. Cosa cede il diavolo in cambio del prosciutto?


....................................................................................................................................................................................................................................................................................................................

5. A chi viene venduto il macinino?


....................................................................................................................................................................................................................................................................................................................

6. Perché il mare è salato?


....................................................................................................................................................................................................................................................................................................................

• Ora prova a completare il testo con le parole mancanti.


Una volta c’erano due fratelli, uno ................................................. e uno .................................................
Il primo non aveva niente da ................................................. perciò andò dal secondo e gli chiese qualcosa per il
pranzo. Quello non seppe dirgli di no, gli ................................................. un prosciutto ma gli .................................................:
– E adesso fammi il piacere di andartene .................................................
– D’accordo – disse l’altro e si mise in .................................................
Arrivò alla fine di un ................................................. e incontrò un povero boscaiolo:
– È questa la ................................................. per l’inferno?
– Sei arrivato – rispose il vecchio boscaiolo – salta in quella ....................................................... e troverai una ..............

.........................................; vedrai che ti faranno entrare: al diavolo piacciono le facce nuove. E gli piace anche
il ................................................., ma tu cediglielo solo in cambio del suo ................................................. e poi torna da me. Farò
la tua fortuna.
L’uomo si presentò ............................................ che volle il ............................................ e in cambio gli diede il ............................................
Il boscaiolo ................................................. all’uomo come usare il .................................................
Appena ebbe imparato, il povero uomo ................................................. dalla moglie e le disse:
– Allegra, donna, i dispiaceri sono .................................................!

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(+. +(0+
0+ .%+ %/

scheda n° 2

Il nome dei giorni


Tantissimo tempo fa i giorni non avevano un nome: si chiamavano tutti Giorno. Oggi era
Giorno, ieri era Giorno, domani era Giorno, e se qualcuno doveva parlare del passato, del
presente o del futuro, faceva una grandissima confusione.
– Giorno mi hai promesso questo!
– No, te l’ho promesso Giorno!
Oppure: – Vieni Giorno?
– No, vengo Giorno!
Un giorno Arcinosco, il re che regnava in quel tempo, chiamò l’astronomo
Boccadoro, e gli disse: – Sapiente, bisogna dare un nome ai giorni.
– Bene, mio re, ma quanti? – chiese l’astronomo.
– Pensaci tu, che sei lo scienziato! – rispose il re.
Boccadoro abbandonò ogni altro lavoro, e cominciò a pensare. Prima ebbe l’idea di dare ai
giorni i nomi dei suoi fratelli e delle sue sorelle, che, guarda caso, erano sette:
Carmonio, Cipolla, Spaccona, Pilotò, Zuppacchio, Marmiossa e Limitino.
Ma quando fece le prove, ecco quello che si sentì dire: “Zuppacchio sono andato a casa e
mi hanno detto che Marmiossa o Cipolla bisogna tosare le pecore”. Non gli piaceva. Pensò
allora ai nomi dei frutti e fece le prove: “Mela non vado al mare come Mirtillo, ma spero che
Ciliegia il tempo sarà migliore”. Sembrava tutto una marmellata. Il povero Boccadoro pen-
sava, pensava dalla mattina alla sera, e provò con i nomi degli animali, dei colori, delle erbe,
delle pietre: ma nessuna soluzione gli sembrava ragionevole.
Ogni tanto Arcinosco lo faceva chiamare per informarsi:
– Allora, Boccadoro, come si chiamano i giorni?
– Sto pensando, mio re.
Una mattina però il re si arrabbiò, stanco delle risposte dell’astronomo, e gli diede un ultimatum:
– Se Giorno non avrai trovato dei buoni nomi, ti farò tagliare la testa!
Boccadoro restò sveglio tutta la notte a pensare, ma non gli veniva nessuna idea.
Verso l’alba, triste e rassegnato, alzò la faccia al cielo, che amava così tanto, e disse:
– Voglio dare un’ultima occhiata lassù, prima di perdere la mia povera testa...
Vide le stelle, vide la luna, vide i pianeti, che conosceva bene. Li vide dove erano sempre
stati, da secoli. Da millenni. All’improvviso un’idea gli attraversò la mente, come una cometa
velocissima.
– Chiamerò i giorni come la Luna, il Sole, e i pianeti! – urlò.
Corse dal re e gli annunciò la soluzione:
– Maestà, un giorno si chiamerà Lunedì come la Luna, un altro Martedì come Marte, uno
Mercoledì come Mercurio, un altro ancora Giovedì come Giove, poi Venerdì come Venere,
Saturdì come Saturno e l’ultimo Soledì come il Sole.
– Mi piacciono questi nomi! – disse Arcinosco, e la testa di Boccadoro fu salva.

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(+.0

scheda operativa per l’alunno

• Dopo aver ascoltato la lettura dell’insegnante, rispondi alle domande.


1. Il protagonista della storia si chiama: 2. Arcinosco è:
Arcinosco un giorno
Boccadoro un re
Carmonio un astronomo
3. Boccadoro è: 4. L’astronomo è colui che:
un cavaliere studia i pianeti e le stelle
un astronomo studia i segni zodiacali
un cacciatore studia i nomi delle cose
5. Boccadoro pensa diverse possibili soluzioni. Riordinale scrivendo il numero nei quadratini.
Dare ai giorni i nomi dei suoi fratelli e delle sue sorelle.
Dare ai giorni i nomi dei frutti.
Dare ai giorni i nomi dei animali.
Dare ai giorni i nomi dei pianeti.
6. Quali pianeti danno i nomi ai giorni?
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Quel regno antico in cui governava Arcinosco era al Nord, in Inghilterra. Come si dice Sabato
in inglese? E Domenica?
• Prova a vedere la corrispondenza anche per gli altri giorni, aiutandoti se vuoi con un di-
zionario di inglese.
Lunedì = Monday da Moon day - giorno della Luna
Martedì = ................................................................
Mercoledì = ................................................................
Giovedì = ................................................................
Venerdì = ................................................................
Sabato = ................................................................
Domenica = ................................................................

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(+. +(0+
0+ .%+ %/

scheda n° 3

L’uomo di cartone
Quel giorno era proprio umido e io mi sentivo male. Il Baule di Legno che mi ospi-
tava era preoccupato per la mia salute.
Infatti ero tutto bagnato e starnutivo in continuazione: sintomi preoccupanti per un
uomo di cartone come me.
– Lei si è ammalato! – esclamò il Baule – Ha bisogno di cure!
Ero d’accordo. Davvero, mi pizzicava il naso.
Scivolai fuori e mi incamminai.
Vagai a lungo per la città e infine vidi un’insegna:

Dottor Brotoli
Cura con i f iori

E decisi di curarmi proprio lì.


– Bè? – disse il dottor Brontoli – Qual buon vento?
– Etciù! – dissi io – Le porgo i miei rispetti.
– Io curo solo con i fiori – borbottò il dottore – annusi, ecco qua, questo cactus... Su,
più vicino, più vicino! Si metta una spina nel naso!
Mi misi una spina nel naso.
– Non passa? – chiese il dottore.
– Etciù! – risposi.
– Che suoni strani – notò Brontoli – forse ha un’aritmia cardiaca? Come è il suo
cuore?
– Normale, di cartone – spiegai – come il resto.
– Di cartone? Tipo i fiori di carta? – mi chiese severo.
– Tipo una scatola – lo corressi.
– Una scatola? Ma non è assolutamente normale! E poi, io non curo scatole. Il cuore
deve essere simile a una rosa, caro mio, a una rosa!
– Etciù! – ribattei.
– Io curo solo con i fiori, perché tutto viene dai fiori: il fegato dal garofano, la milza
dal giglio, i polmoni dal gladiolo. Il cuore, come ho detto, dalla rosa e l’uomo stesso
dall’antico fiore dell’astrolabio.
– Etciù!
– Caro mio, lei ha sbagliato posto! Ma tu guarda cosa mi doveva capitare. Dia retta a
me, ha proprio sbagliato posto. Addio!
– Saluti di carta, allora! – borbottai e mi trascinai a casa dal mio Baule di Legno.
K. Sergienko, Cuore di cartone

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+.%+ %/+(0+
(+.0

scheda operativa per l’alunno

• Il brano che hai appena ascoltato è stato riscritto per te, ma chi l’ha fatto ha commesso degli
errori perché non ricordava tutte le parole. Correggi le parole sbagliate che trovi nel testo.
Quel giorno era proprio caldo e io mi sentivo male. Il Baule di Legno che mi parlava era preoccupato
per la mia salute.
Infatti ero tutto bagnato e starnutivo in continuazione: sintomi preoccupanti per un
uomo di cartone come me.
– Lei si è ammalato! – esclamò il Baule – Ha bisogno di andare in montagna!
Ero d’accordo. Davvero, mi pizzicava il piede.
Scivolai fuori e mi incamminai.
Vagai a lungo per il bosco e infine vidi un’insegna:

Dottor Brotoli
Cura con i f iori

E decisi di curarmi proprio lì.


– Bè? – disse il dottor Brontoli – Qual buon vento?
– Etciù! – dissi io – Le porgo i miei rispetti.
– Io curo solo con i frutti – sorrise il dottore – annusi, ecco qua, questa rosa... Su, più vicino, più vi-
cino! Si metta una spina nel naso!
Mi misi una spina nel naso.
– Non passa? – chiese il dottore.
– Etciù! – risposi.
– Che odori strani – notò Brontoli – forse ha un’aritmia cardiaca? Come è il suo cervello?
– Normale, di cartone – spiegai – come il resto.
– Di cartone? Tipo i fiori di carta? – mi chiese severo.
– Tipo una tavola – lo corressi.
– Una scatola? Ma non è assolutamente normale! E poi, io non apro scatole. Il cuore
deve essere simile a una margherita, caro mio, a una margherita!
– Etciù! – ribattei.
– Io curo solo con i fiori, perché tutto viene dai fiori: il fegato dal garofano, la milza dal giglio, i
polmoni dal gladiolo. Il cervello, come ho detto, dalla margherita e l’uomo stesso dall’antico fiore
dell’astrolabio.
– Etciù!
– Caro mio, lei ha sbagliato posto! Ma tu guarda cosa mi doveva capitare. Dia retta a me, ha proprio
sbagliato posto. Addio!
– Saluti di fiori, allora! – borbottai e mi trascinai a casa dal mio Baule di Legno.

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(+. +(0+
0+ .%+ %/

scheda n° 4

Effe come Federico


Il topo Federico è molto puntuale: tutte le sere, alle nove precise, spegne la candela,
si mette a letto e in due minuti si addormenta. Stasera, però, non ci riesce. Allora
pensa: “Leggerò qualcosa, così mi vien sonno”. In un angolo della soffitta c’è una
vecchia cassapanca piena di libri. Il topo Federico comincia ad annusarli.“Dev’essere
un libro noioso, sennò il sonno non arriva”, pensa. Comincia a rosicchiarne uno.
All’improvviso un grosso librone apre gli occhi e gli dice: – Posso aiutarti?
– Chi sei? – chiese Federico spaventato.
– Gino Vocabolario – risponde il librone – perché rosicchi i miei amici?
– Non riesco a dormire – dice Federico.
– Secondo me hai fame e devi cercare qualcosa da mettere in pancia – dice Gino.
– E dove?
– Nel paese della EFFE, EFFE come Fame! – subito il libro si apre – Entra.
Federico entra nel libro e si trova davanti un cartello con una grande F scritta sopra.
Sopra il cartello c’è un fringuello, che dice: – Fei venuto a fare due paffi?
– Come hai detto? – chiede Federico.
– Fcufa, qui parliamo la lingua della EFFE. Cofa ftai cercando?
– Qualcofa per farmi paffare la fame – risponde il topo che ha capito subito come
funziona la lingua di quel paese. Federico si mette a camminare e incontra un fiore,
una farfalla, una foglia e un fischietto: – Poffo affaggiarvi?
E tutti rispondono: – Mi dispiace, ma non fiamo fatti per effere mangiati.
A un certo punto vede un sasso rotondo sulla strada. La fame è così grande che dice:
– Quafi quafi mi mangio quel bel faffo!
Il sasso apre gli occhi e dice subito: – Non sono un faffo, sono un sasso, e i sassi non
si mangiano!
– Non parli la lingua della EFFE? – chiede il topo.
– No! Sono qui per sbaglio. Però so chi ti può aiutare. Vieni da me!
E in quattro salti porta Federico in una radura del bosco. Là in mezzo al prato, sotto
le stelle, c’è una grande fetta di F...
– Formaggio! – esclama felice il topo.
– Fono belliffimo, vero? – dice il formaggio. Prende un piattino e ci mette sopra una
fettina – Affaggia!
Federico assaggia e dice: – Buoniffimo!
Allora il formaggio gli riempie il piatto. Federico mangia e mangia a più non posso.
– Bafta cofì? – chiede il formaggio.
– Fì, grazie. Ora ho proprio fonno... – risponde il topo e si appoggia al sasso, chiude
gli occhi e si addormenta sotto le stelle.
F. T. Altan, Abbecedario, Franco Panini Editore

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+.%+ %/+(0+
(+.0

scheda operativa per l’alunno

• Dopo aver ascoltato il brano letto dall’insegnante, cancella gli intrusi.


Chi o cosa non incontra il topo nel libro?

• Chi l’ha detto? Collega con una freccia.

FEI VENUTO A
SONO QUI PER
FARE DUE PAFFI?
SBAGLIO.

NON RIESCO A FONO BELLIFFIMO,


DORMIRE. VERO?

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(+. //%2
0+.%+ %(!001.!/,.!

Laboratorio di lettura espressiva


"Strana scomparsa, quella della lettura a voce alta. Non si ha più diritto di mettersi le parole in bocca prima
di ficcarsele in testa? Niente più orecchie? Niente più musica? Niente più saliva? Parole senza più gusto? …
Le nostre parole hanno bisogno di corpo! I nostri libri hanno bisogno di vita!" (Daniel Pennac)
Saper leggere ad alta voce è un’abilità importante da sviluppare nei bambini, almeno per un duplice motivo:
la piena comprensione del testo scritto e il piacere del racconto, letto e ascoltato.
Il progetto che segue vuole indicare delle attività, di tipo laboratoriale, che favoriscano l’acquisizione di
alcune semplici tecniche per leggere in modo espressivo. Si propongono giochi per regolare il volume e
il timbro della voce, per riflettere sulle emozioni che le parole evocano, sulle difficoltà di pronuncia, sulla
respirazione, sull’intonazione, sull’immedesimazione.
Le attività suggerite possono essere trasferite nei quotidiani esercizi di lettura in classe, in modo da conso-
lidare la costruzione di una competenza significativa.

Leggere i suoni
Di certo ti sarà capitato qualche volta di dover leggere delle parole che in realtà non sono parole, ma suoni.
Nei fumetti ce ne sono molte, ma a volte capita anche nei testi. Ti sei mai chiesto come si leggono?

SUONI ONOMATOPEICI Sono quei suoni che imitano rumori naturali, provenienti ad
esempio da agenti atmosferici o da animali, o che riproducono
delle azioni o sono prodotti direttamente dalla voce umana.

1. Prova ad associare i suoni onomatopeici al loro significato.


Scoppio Flash
Molte parole onomatop
Lampo di luce Clic eiche derivano da
parole inglesi.
Colpo di vento Roar Slam dall’inglese “to sla
m”, sbattere
Scatto di interruttore Bang Skreech dall’inglese “to
screech”, stridere
Krash dall’inglese “to cr
Frenata Boom ash”, crollare
Wuooosh dall’inglese “to
wash”, lavare
Colpo di fucile Wuooschh
Rombo Screech
2. Per ogni balloon, scrivi cosa sta facendo il personaggio.

ZZZZ... FIIIIIIIIIIII! RON... RON PUF! PANT!

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........................................................................... ........................................................................... ........................................................................... ...........................................................................

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. 0 +.% +  % (!001.!/,.!//%2
(+

3. Leggi mentalmente i seguenti periodi, poi scegli per ognuno di essi il sentimento che esprime, tra quelli
elencati, e scrivilo a fianco; infine leggili a voce alta in modo espressivo.

RABBIA – MERAVIGLIA – DISPIACERE – CONTENTEZZA – PRUDENZA – AFFANNO

– Sbuff! Quanto pesa questo zaino!


..........................................................................................................................................

– Che peccato che non potrò andare alla festa... sigh!


..........................................................................................................................................

– Grrr! Non lo sopporto più! ..........................................................................................................................................

– Wow! Che bello! ..........................................................................................................................................

– Gasp! Un cane nel mio letto! ..........................................................................................................................................

– Shhhh! Facciamo piano! ..........................................................................................................................................

4. Leggi la seguente poesia in modo espressivo, accentuando l’intonazione sulle parole-suono.

Gulp! Gulp! Sulla crema Swoooollllll!


Io sono Mister Big scivolato!
e sto mangiando Gnammm! Mister Big sarà raggiunto?
una frittella bollente Sarà rimproverato? Uuuuuuuuuppp!
Boll Boll Boll Grrrr! Kuk Kuk! Bla Bla Bla!
zuccherata e con crema Sciafff! Sciafff! Impresa
Gnum Gnam Gnemmm! eccezionale!!! Che avventura
Slaaammm Swicccc! con tanti rischi! Clap Clap Clap
Un pezzo mi è caduto Fiiiiiiiiiiiiiiiiii!!! Applausi e fischi.
Splash!
sopra il vestito Plop!
Aaaaaaahhhhh! Mi sono
Ohi Ohi Ohi scottato un dito
Ohi!
La crema rovesciata
Sreeeecccccc! Schizzata
sul pavimento Grrrrrrrr!
Bla Bla Bla Blemmmm!
Swissss! Fuggito!

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(+. //%2
0+.%+ %(!001.!/,.!

Leggere le vocali e le consonanti


Quando si legge è importante pronunciare bene le parole, senza “mangiarsi” le sillabe finali, senza saltare
nessuna lettera, ma anche senza allungarne troppo altre. Altrimenti nessuno capirebbe.
Prova a verificarlo giocando con gli errori nei prossimi esercizi.

Preparazione marmellate

Raccogliere la frutta. Sbucciare la frutta. scacciare le


vespe. Umettare con ammoniaca le punture di vespe.
Mettere la frutta nei pentoloni. Aggiungere tanto zuc-
chero quanta frutta. Accendere il fuoco sotto i pento-
loni. Tossire per espellere il fumo dai polmoni. Mesco-
lare la marmellata. Evitare gli schizzi di marmellata
bollente. Medicare le bruciature.
Ahia, che male!
1. Leggi la ricetta eliminando tutte le vocali. P. Valente, Narciso in vacanza, Raffaello

Prprzn
Mrmllt...!!?!?

2. Leggi lo stesso brano allungando tutte le vocali.

Preepaaraaziioone
Maarmeellaatee...!!??!!??

3. Rileggi ora il brano tagliando le sillabe finali.

Preparazio...
marmella...!?!?!?!

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. 0 +.% +  % (!001.!/,.!//%2
(+

Leggere con gli accenti giusti


Per leggere in modo comprensibile e chiaro occorre anche mettere gli accenti al posto giusto.
Altrimenti si rischia di dire parole diverse o addirittura inesistenti.
Ad esempio: vìola o viòla?
Gli accenti di lettura non si scrivono, per cui... è una questione d’orecchio! Quando hai un dubbio, comunque,
può aiutarti il dizionario: se guardi bene, in ogni parola è segnato l’accento tonico sulla sillaba, cioè dove la
voce si alza.
1. Nel seguente brano sono segnati gli accenti su alcune parole ma non tutti sono esatti. Cerca quelli
sbagliati e correggili.

Strigliatura asini

C’è tànto da imparàre dagli asìni: la pazienza. La pu-


lìzia. L’intelligènza. La calma. La buona educazione.
Passare la spazzòla di ferro sull’ostile pelo asinìno. È
proibito il contròpelo. Pena gravi ritorsioni. Fare attèn-
zione ai calci, Ai morsi e ai colpì di coda. Gli asini sono
molto sensibìli al solletìco sulla pancia.
Fatica bestìale.
P. Valente, Narciso in vacanza, Raffaello

2. Metti tu, ora, tutti gli accenti tonici nel seguente brano, poi leggi a voce alta, elevando il volume sulle
sillabe accentate.

Gelato di bambine subito pronto

Offrire a tre bambine dodici palline di gelato in una volta sola. Finite
quelle, dargliene altre sette.
Non appena le bambine ripiene di gelato
to saranno ghiacciate, indossare
i guanti e, impugnandole con cura per le gambe, metterle nel freezer.
In una calda giornata d’estate non c’è niente di più piacevole di una
bambina dura e fredda.

G. Oster, Il libro del cibo sano e appetitoso dell’orco, Le rane interlinea

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(+. //%2
0+.%+ %(!001.!/,.!

Il volume nella lettura


Il volume della voce nella lettura è un elemento fondamentale per dare una buona espressività al testo. Leg-
gere con la stessa intensità tutta una storia, ad esempio, ne “appiattisce” la trama.
Esercitati allora a regolare la voce con le proposte seguenti.

1. Leggi le frasi nelle vignette con l’indicazione data per ognuna di esse.

AndrÒ a Parigi,
Venite tutti
ma non dirlo
a vedere!
a nessuno.

Leggi con voce sussurrata. Leggi con voce in lontananza.

Aaaaaaaaahhhhhhhhhhh!!! Credo che sia


Aiutooooooooooo!!! giusto così.

Leggi urlando. Leggi con volume medio.

2. Rileggi le vignette usando volumi sbagliati. Qual è l’effetto?


.........................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................

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. 0 +.% +  % (!001.!/,.!//%2
(+

3. Leggi prima mentalmente il seguente brano. Sottolinea con il rosso le parole o le frasi che vanno pro-
nunciate con un volume alto, con il giallo quelle che invece richiedono un volume basso. Prova poi a
leggere a voce alta, regolando bene i volumi.

In pensiero per Abby


Fiona e Abby sono amici per la pelle. Abby è nero a macchie bianche.
Un giorno Fiona vede Daniel che porta qualcosa in braccio...
– Abby! – urla.
Il cane trema in tutto il corpo. I suoi occhi sono stravolti, il muso è caldis-
simo. Daniel si schiarisce la voce:
– Mi dispiace, piccola, avevo messo delle esche di carne avvelenata per-
ché una martora uccide le mie galline. Abby deve aver mangiato un po’ di
quella carne.
Daniel con cautela posa Abby sulla coperta, davanti alla stufa. Non sa cosa
dire e se ne va.
– Vuol dire che... che è in pericolo? – sussurra Fiona timorosa, mentre scru-
ta il volto della mamma.
La bambina si accoccola vicino ad Abby, lo accarezza, lo tiene stretto, af-
fonda il suo viso nel collo del cane, dove può sentire il battito del cuore,
velocissimo. Dopo un po’, Fiona si alza e prende la ciotola con dell’acqua
fresca e uno straccio. Preme piano piano lo straccio umido sul muso cal-
do di Abby. Abby è silenzioso e immobile, non trema più.
Ad un certo punto la bambina si addormenta con il viso stretto al collo
di Abby e sogna che il cagnolino le lecca il viso.
– Smettila! – mormora nel sonno. Ma Abby non smette, continua a
leccare finché Fiona infastidita apre gli occhi.
Davanti a lei vede il muso di Abby.
– Abby! – grida di gioia la bambina – Abby!
Il cane cerca di alzarsi e i suoi occhi marroni fissano dritto il
viso di Fiona. Lei balza in piedi, salta e balla per la stanza.
– Abby è vivo! – urla e ride.
Allora Abby rizza le orecchie e scodinzola.
W. Hanel, Che spavento per Abby, Nord-Sud

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(+. //%2
0+.%+ %(!001.!/,.!

Il timbro nella lettura


L’elemento più difficile, ma anche il più divertente, da tener presente per dare espressività alla lettura è il tim-
bro della voce. Il timbro è un po’ come il colore che si dà alle parti di testo per caratterizzare i personaggi o le
situazioni. Infatti leggere è come recitare, per cui bisogna immaginarsi attori.
Prova con gli esercizi seguenti.

1. Leggi interpretando un ORCO.

• Che voce dovrai usare? ..................................................................................


• Gli orchi, però, non sono tutti uguali.
Prova allora ad interpretare un orco:

Io sono • terribile • vegetariano


un orco! • fifone • piccolo
• tonto • enorme
• assonnato • giocherellone

2. Leggi interpretando una FATA.


Io sono • Che voce dovrai usare? ..................................................................................
una fata!
• Anche le fate, però, non sono tutte uguali.
Prova allora ad interpretare una fata:

• dolce • vecchia
• antipatica • imbranata
• cattiva • sognatrice
• delicata • altezzosa

3. Leggi interpretando un BAMBINO.

Io sono • Che voce dovrai usare? ..................................................................................


un bambino! • Esistono mille tipi di bambini.
Prova a imitarne uno:

• vivace • spavaldo
• timido • fifone
• allegro • educato
• annoiato • arrabbiato

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(+

4. Ormai hai capito che si può “colorire” la lettura usando diverse gradazioni del timbro di voce. Divertiti
allora a leggere il seguente brano caratterizzando tutti i suoni e le voci che trovi.

L’orco vocione
C’era una volta tanto tempo fa, fra le colline, un paese molto tranquillo.
Al mattino chicchirichì di gallo, cococcò di galline, beeee di pecore, babau di cani, muu di mucche e
vitelli, per non parlare del cipcipcì degli uccellini.
E c’erano le voci sottili dei bambini, quelle robuste degli uomini, quelle chiare delle donne, quelle roche
dei vecchi, per non parlare delle voci nascoste dei silenziosi. Un giorno arrivò nella piazza del paese un
carro chiuso, tirato da un mulo grigio, e su ogni lato del carro era dipinta una faccia orribile.
La gente si avvicinò, ma non troppo, perché quelle facce erano proprio spaventose. Ed ecco, una voce
tremenda si fece sentire:
– Io sono l’Orco Vocione! Sono il vostro padrone! Sentite la mia voce? Sono grosso e feroce! Portate
frutta e pane fino, portate latte, formaggio e vino!
La gente, molto spaventata, andò a casa e portò la roba chiesta e la gettò nel carro. Il mulo grigio
partì, trascinandolo via.
Un mese dopo, ecco di nuovo il carro fermarsi sulla piazza.
– Sono l’Orco Vocione! Sono il vostro padrone! Portatemi olio e pane, portate cuoio e salame!
La gente portò la roba e il carro se ne andò.
Quando tornò la terza volta, ecco la solita voce:
– Sono l’Orco Vocione... – eccetera eccetera.
Ma questa volta la gente, anche se impaurita, tenendosi stretta per mano rimase intorno al carro e gridò:
– Orco Vocione, Orco Vocione, vieni a farti vedere, padrone!
La voce si fece più tremenda:
– Venire fuori? Venire fuori? Se vengo fuori, per voi son dolori!
E la gente:
– Orco Vocione, esci, fatti vedere, padrone!
– Farmi vedere? Farmi vedere? Se esco, vi schiaccio come pere!
Ma la gente continuava a chiamare, a chiamare e si avvicinava al carro sempre più. Allora cosa accad-
de? Dietro il carro si aprì uno sportelletto e uscì un ometto alto due spanne, rosso in faccia, pelato,
che saltò a terra e scappò.
Così si vide chi era l’Orco Vocione.
Tutti scoppiarono a ridere e tennero il carro per farci
un teatrino e il mulo per portare la farina al mulino.
R. Piumini, Storie in un fiato, Einaudi Ragazzi

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0+.%+ %(!001.!/,.!

Leggere con espressività


ASCOLTA IL CD (traccia 24):
• Ora che conosci alcuni “trucchi” fondamentali della lettura espressiva, ascolta la seguente fiaba una
prima volta per gustare la storia, una seconda volta per annotare i passaggi in cui la voce cambia
timbro o volume. Sottolineali nel testo. Prova infine a leggere tu con la stessa espressività.

Le fate
C’era una volta una vedova che aveva due figliuole. La maggiore somigliava tutta alla mamma, di
lineamenti e di carattere, e chi vedeva lei, vedeva sua madre, tale e quale. Tutte e due erano tanto
antipatiche e così gonfie di superbia, che nessuno le voleva avvicinare. Viverci insieme poi era impos-
sibile addirittura. La più giovane invece, per la dolcezza dei modi e per la bontà del cuore era tutta il
ritratto del suo babbo... e tanto bella poi, tanto bella, che non si sarebbe trovata l’eguale.
E naturalmente, poiché ogni simile ama il suo simile, quella madre andava pazza per la figliuola
maggiore; e sentiva per quell’altra un’avversione, una ripugnanza spaventevole. La faceva mangiare
in cucina, e tutte le fatiche e i servizi di casa toccavano a lei.
Fra le altre cose, bisognava che quella povera ragazza andasse due volte il giorno ad attingere acqua
a una fontana distante più d’un miglio e mezzo, e ne riportasse una brocca piena.
Un giorno, mentre stava appunto lì alla fonte, le apparve accanto una povera vecchia che la pregò in
carità di darle da bere.
– Ma volentieri, nonnina mia – rispose la bella fanciulla – aspettate; vi sciacquo la brocca.
E subito dette alla mezzana una bella risciacquata, la riempì di acqua fresca, e gliela presentò soste-
nendola in alto con le sue proprie mani, affinché la vecchierella bevesse con tutto il suo comodo.
Quand’ebbe bevuto, disse la nonnina:
– Tu sei tanto bella, quanto buona e quanto per benino, figliuola mia, che non posso fare a meno di
lasciarti un dono.
Quella era una Fata, che aveva preso la forma di una povera vecchia di campagna per vedere fin dove
arrivava la bontà della giovinetta. E continuò:
– Ti do per dono che a ogni parola che pronunzierai ti esca di bocca o un fiore o una pietra preziosa.
La ragazza arrivò a casa con la brocca piena, qualche minuto più tardi; la mamma le fece un baccano
del diavolo per quel piccolo ritardo.
– Mamma, abbi pazienza, ti domando scusa – disse la figliuola tutta umile, e intanto che parlava le
uscirono di bocca due rose, due perle e due brillanti grossi.
– Ma che roba è questa! – esclamò la madre stupefatta – Sbaglio o tu sputi perle e brillanti! O come
mai, figlia mia?
Era la prima volta in tutta la sua vita che la chiamava così, e in tono affettuoso. La fanciulla raccontò
ingenuamente quel che le era accaduto alla fontana; e durante il racconto, figuratevi i rubini e i topazi
che le caddero giù dalla bocca!
– Oh, che fortuna! – disse la madre – Bisogna che ci mandi subito anche quest’altra... Senti, Cecchina,
guarda che cosa esce dalla bocca della tua sorella quando parla. Ti piacerebbe avere anche per te lo stes-

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(+

so dono? Basta che tu vada alla fonte; e se una vecchia ti chiede da bere, daglielo con buona maniera.
– E non ci mancherebbe altro! – rispose quella sbadata – Andare alla fontana ora!
– Ti dico che tu ci vada, e subito! – gridò la mamma.
Brontolò, brontolò; ma brontolando prese la strada portando con sé la più bella fiasca d’argento che
fosse in casa. La superbia, capite, e l’infingardaggine!
Appena arrivata alla fonte, eccoti apparire una gran signora vestita magnificamente, che le chiede
un sorso d’acqua. Era la medesima Fata apparsa poco prima a quell’altra sorella; ma aveva preso
l’aspetto e il vestiario di una principessa, per vedere fino a quale punto giungeva la malcreanza di
quella pettegola.
– O sta’ a vedere – rispose la superbiosa – che son venuta qui per dar da bere a voi! Sicuro! Per abbe-
verare vostra Signoria, non peraltro! Guardate, se avete sete, la fonte eccola lì.
– Avete poca educazione, ragazza – rispose la Fata senza adirarsi punto – e giacché siete così sgarba-
ta, vi do per dono che ad ogni parola pronunziata da voi vi esca di bocca un rospo o una serpe.
Appena la mammina la vide tornare da lontano, le gridò a piena gola:
– Dunque, Cecchina, com’è andata?
– Non mi seccate mamma! – replicò la monella; e sputò due vipere e due rospacci.
– O Dio! Che vedo! – esclamò la madre – La colpa deve essere tutta di tua sorella, ma me la pagherà.
E si mosse per picchiarla. Quella povera figliuola fuggì via di rincorsa e andò a rifugiarsi nella foresta vicina.
Il figliuolo del Re che ritornava da caccia la incontrò per un viottolo, e vedendola così bella, le do-
mandò che cosa faceva in quel luogo sola sola, e perché piangeva tanto.
– La mamma... – disse lei – m’ha mandato via di casa e mi voleva picchiare.
Il figliuolo del Re, che vide uscire da quella bella bocca tanti brillanti, la pregò di raccontare come mai
era possibile una cosa tanto meravigliosa. E la ragazza raccontò per filo e per segno tutto quello che
le era accaduto.
Il Principe reale se ne innamorò subito e considerando che il dono della Fata valeva più di qualunque grossa
dote che potesse avere un’altra donna, la condusse senz’altro al palazzo del Re suo padre e se la sposò.
Quell’altra sorella frattanto si fece talmente odiare che sua madre stessa la cacciò via di casa; e la
disgraziata dopo aver corso invano cercando chi acconsentisse a riceverla, andò a morire sul confine
di un bosco.
Morale
Gli smeraldi, le perle, ed i diamanti
abbaglian gli occhi col vivo splendore;
ma le dolci parole e i dolci pianti
hanno spesso più forza e più valore.
Altra morale
La cortesia che le bell’alme accende,
costa talora acerbi affanni e pene;
ma presto o tardi la virtù risplende,
e quando men ci pensa il premio ottiene.
G. Perault, I racconti di Mamma Oca, Feltrinelli

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ASCOLTA IL CD (traccia 25):


• Ascolta la seguente fiabe, poi prova a rileggerla tu interpretandola con la voce.

Note di lettura Il principe che sposò una rana


................................................................................ C’era una volta un Re che aveva tre figli in età da prender moglie. Perché
................................................................................
non sorgessero rivalità sulla scelta delle tre spose, disse:
– Tirate con la frombola più lontano che potete: dove cadrà la pietra là
................................................................................
prenderete moglie.
................................................................................ I tre figli presero le frombole e tirarono. Il più grande tirò e la pietra
................................................................................ arrivò sul tetto d’un forno; ed egli ebbe la fornaia. Il secondo tirò e la
................................................................................
pietra arrivò alla casa di una tessitrice. Al più piccino la pietra cascò in
un fosso.
................................................................................
Appena tirato, ognuno correva a portare l’anello alla fidanzata. Il più
................................................................................ grande trovò una giovinetta bella soffice come una focaccia, il mezzano
................................................................................ una pallidina, fina come un filo, e il più piccino, guarda guarda in quel
................................................................................
fosso, non ci trovò che una rana.
Tornarono dal Re a dire delle loro fidanzate.
................................................................................
– Ora – disse il Re – chi ha la sposa migliore erediterà il regno. Facciamo
................................................................................ le prove.
................................................................................ E diede a ognuno della canapa perché gliela riportassero di lì a tre giorni
................................................................................
filata dalle fidanzate, a vedere chi filava meglio.
I figli andarono dalle fidanzate e si raccomandarono che filassero a pun-
................................................................................
tino; e il più piccolo, tutto mortificato, con quella canapa in mano, se ne
................................................................................ andò sul ciglio del fosso e si mise a chiamare:
................................................................................ – Rana, rana!
................................................................................
– Chi mi chiama?
– L’amor tuo che poco t’ama.
................................................................................
– Se non m’ama, m’amerà, quando bella mi vedrà.
................................................................................
E la rana saltò fuori dall’acqua su una foglia. Il figlio del Re le diede la
................................................................................ canapa e disse che sarebbe ripassato a prenderla filata dopo tre giorni.
................................................................................ Dopo tre giorni i fratelli maggiori corsero tutti ansiosi dalla fornaia e dal-
la tessitrice a ritirare la canapa. La fornaia aveva fatto un bel lavoro, ma
................................................................................
la tessitrice, era il suo mestiere, l’aveva filata che pareva seta.
................................................................................
E il più piccino? Andò al fosso:
................................................................................ – Rana, rana!
................................................................................ – Chi mi chiama?
– L’amor tuo che poco t’ama.
................................................................................
– Se non m’ama, m’amerà, quando bella mi vedrà.
................................................................................
Saltò su una foglia e aveva in bocca una noce. Lui si vergognava un po’
................................................................................ di andare dal padre con una noce mentre i fratelli avevano portato la

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(+

canapa filata; ma si fece coraggio e andò. ................................................................................

Il Re che aveva già guardato per dritto e per traverso il lavoro della for- ................................................................................
naia e della tessitrice, aperse la noce del più piccino, e intanto i fratelli ................................................................................
sghignazzavano. Aperta la noce ne venne fuori una tela così fina che
................................................................................
pareva tela di ragno, e tira tira, spiega spiega, non finiva mai, e tutta la
sala del trono ne era invasa. ................................................................................

– Ma questa tela non finisce mai! – disse il Re e appena dette queste ................................................................................
parole la tela finì. ................................................................................
Il padre, a quest’idea che una rana diventasse regina, non voleva rasse-
................................................................................
gnarsi. Erano nati tre cuccioli alla sua cagna da caccia preferita, e li diede
ai tre figli: ................................................................................

– Portateli alle vostre fidanzate e tornerete a prenderli tra un mese: chi ................................................................................

l’avrà allevato meglio sarà regina. ................................................................................


Dopo un mese si vide che il cane della fornaia era diventato un molosso
grande e grosso, perché il pane non gli era mancato; quello della tessitri-
................................................................................
ce, tenuto più a stecchetto, era venuto un famelico mastino. Il più piccino
arrivò con una cassettina; il Re aperse la cassettina e ne uscì un barbon- ................................................................................

cino infiocchettato, pettinato, profumato, che stava ritto sulle zampe di ................................................................................
dietro e sapeva fare gli esercizi militari e far di conto.
................................................................................
E il Re disse:
................................................................................
– Non c’è dubbio; sarà re mio figlio minore e la rana sarà regina.
Furono stabilite le nozze, tutti e tre i fratelli lo stesso giorno. I fratelli ................................................................................

maggiori andarono a prendere le spose con carrozze infiorate tirate da ................................................................................


quattro cavalli, e le spose salirono tutte cariche di piume e di gioielli.
................................................................................
Il più piccino andò al fosso, e la rana l’aspettava in una carrozza fatta
................................................................................
d’una foglia di fico tirata da quattro lumache. Presero ad andare: lui an-
dava avanti, e le lumache lo seguivano, tirando la foglia con la rana. Ogni ................................................................................

tanto si fermava ad aspettarle, e una volta si addormentò. Quando si ................................................................................


svegliò, gli s’era fermata davanti una carrozza d’oro, imbottita di velluto, ................................................................................
con due cavalli bianchi e dentro c’era una ragazza bella come il sole con
................................................................................
un abito verde smeraldo.
– Chi siete? – disse il figlio minore. ................................................................................

– Sono la rana – e siccome lui non ci voleva credere, la ragazza aperse ................................................................................
uno scrigno dove c’era la foglia di fico, la pelle della rana e quattro gusci ................................................................................
di lumaca.
................................................................................
– Ero una Principessa trasformata in rana, e solo se un figlio di Re ac-
consentiva a sposarmi senza sapere che ero bella, avrei ripreso la forma ................................................................................

umana. ................................................................................
Il Re fu tutto contento e ai figli maggiori che si rodevano d’invidia disse ................................................................................
che chi non era neanche capace di scegliere la moglie non meritava la
................................................................................
Corona. Re e Regina diventarono il più piccino e la sua sposa.
I.Calvino, Le più belle fiabe del mondo, Einaudi ................................................................................

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Laboratorio di musica
Programmazione annuale
per le classi QUARTA e QUINTA
I volumi di lettura nel corso delle due annualità, nelle unità delle stagioni, propongono un percorso di mu-
sica affiancato dall’ascolto del CD che prende in esame le caratteristiche essenziali della disciplina.
Questo laboratorio offre spunti per integrare e ampliare le proposte delle antologie, può essere utilizzato
dunque come miniprogetto a sè.
“L’apprendimento della musica consta di pratiche e conoscenze, e nella scuola si articola su due livelli es-
senziali:
• il livello della produzione, mediante l’azione diretta (esplorativa, compositiva, esecutiva);
• quello della fruizione consapevole, che implica la costruzione e l’elaborazione di significati personali, so-
ciali e culturali, relativamente a fatti, eventi, opere del presente e del passato.
Il canto, la pratica degli strumenti musicali, la produzione creativa, l’ascolto e la riflessione critica favorisco-
no lo sviluppo della musicalità che è in ciascuno (...)”
dalle Indicazioni Nazionali per il curricolo, 2007

Unità 1 - Canto con le note

OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO

• Gestire diverse possibilità espressive della voce, di oggetti sonori e strumenti musicali, imparando ad ascoltare se stessi e
gli altri.
• Fare uso di forme di notazione analogiche o codificate.
• Eseguire collettivamente e individualmente brani vocali/strumentali anche polifonici, curando l’intonazione, l’espressività e
l’interpretazione.

OBIETTIVI FORMATIVI PER LA DISCIPLINA


Conoscenze Abilità
• Cantare semplici melodie. • Sperimentare la voce con altezze diverse.
• La notazione analogica o codificata. • Eseguire canti individualmente.
• L’altezza del suono. • Eseguire canti in coro.
• L’intensità del suono. • Sperimentare varie modalità di produzione sonora: l’al-
• Il timbro del suono. tezza, l’intensità, il timbro.
• l ritmo. • Eseguire semplici ritmi con lo strumentario didattico.
• Eseguire semplici canti leggendo una semplice partitura.

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(+.0+.

Unità 2 - Musica per tutte le orecchie

OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO

• Valutare aspetti funzionali ed estetici in brani musicali di vario genere e stile, in relazione al riconoscimento di culture di
tempi e luoghi diversi.
• Riconoscere e classificare gli elementi costitutivi basilari del linguaggio musicale all’interno di brani esteticamente rilevanti,
di vario genere e provenienza.

OBIETTIVI FORMATIVI PER LA DISCIPLINA


Conoscenze Abilità
• I complessi musicali. • Riconoscere alcune formazioni strumentali, attraverso
• Gli strumenti musicali. l’ascolto di musiche di generi ed epoche diverse.
• I generi musicali. • Riconoscere alcune strutture fondamentali del linguaggio
musicale, mediante l’ascolto di brani di epoche diverse e
generi diversi.
• Classificare gli strumenti musicali.

Unità 3 - La scrittura della musica

OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO

• Rappresentare gli elementi sintattici basilari di eventi sonori e musicali attraverso sistemi simbolici convenzionali e non
convenzionali.

OBIETTIVI FORMATIVI PER LA DISCIPLINA


Conoscenze Abilità
• Le note. • Conoscere la partitura musicale.
• Le pause. • Produrre sequenze ritmiche con notazione tradizionale.
• Il pentagramma. • Leggere il pentagramma.

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Le caratteristiche dei suoni:


timbro – intensità - altezza – durata
La voce umana cambia da individuo a individuo per le differenze anatomiche della laringe e delle corde vocali.
La voce nasce quando l’aria, che entra dal naso o dalla bocca, urta le corde vocali e le fa vibrare. Le corde
vocali, a loro volta, producono suoni.

Il timbro
Il timbro dipende dalla forma delle vibrazioni.
Ogni voce, ogni strumento musicale ha il suo timbro caratteristico, che ce li fa riconoscere.
Il timbro può essere definito con tanti aggettivi: secco, cupo, tenebroso, chiaro, brillante, caldo e morbido...
In base al timbro, una voce può essere: profonda, squillante, dolce, nasale, aspra, calda, stridula, ...

1. Descrivi con un aggettivo che voce hanno le persone indicate.


• Tua madre: ......................................................................................................... • L’insegnante di musica: ................................................................................
• Il tuo migliore amico:......................................................................... • La tua migliore amica:....................................................................................
• Il tuo vicino di banco: ....................................................................... • La bidella: ..........................................................................................................................
• E tu? Che voce hai? ..........................................................................................................................................................................................................................................................

GIOCO: Chi ha parlato?


Si benda un bambino, tutti gli altri cambiano posto. Poi tutti, a turno, dicono la stessa frase e mano a
mano il bambino bendato deve riconoscere chi ha parlato.
Una variante più difficile è quella di far dire solo una sillaba.
Il gioco diventa ancora più divertente se a parlare sono due bambini insieme.

MI RICONOSCI?

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L’intensità
GIOCO: Direttore d’orchestra
Come un direttore d’orchestra, un bambino per volta darà indicazioni alla classe sul volume da usare. Per
farlo userà il braccio, come in figura. Gli altri dovranno seguire le indicazioni mentre dicono la filastrocca:
“C’era una volta un re / seduto sul sofà / che disse alla sua serva / raccontami una storiella / e la storia inco-
minciò / c’era una volta un re /...”

FORTISSIMO MEDIO PIANISSIMO

L’altezza
1. Prova a emettere suoni acuti e suoni gravi per pronunciare una stessa frase.
Dilla come se fossi:

BAMBINO di GIGANTE ORCO FATINA FOLLETTO RE


3 anni

La durata
1. Esercitati a leggere le durate dei suoni. Dai voce alla lettera indicata e leggine la lunghezza facendo
scorrere il dito indice sulla linea. La voce segue la parte colorata, negli spazi bianchi resta in silenzio.

A
R
2. Ora colora tu le linee per un tuo compagno e fallo esercitare.

E
M
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Gli strumenti musicali


Gli strumenti musicali sono oggetti capaci di produrre delle vibrazioni, quindi suoni. Non solo chitarra, piano-
forte, violino, dunque, ma anche bicchieri, elastici tesi, legnetti sono strumenti musicali. E tu? Quali strumenti
musicali conosci?
Ci sono diversi modi per far suonare gli strumenti:
SOFFIANDO, SFREGANDO, PERCUOTENDO, SCUOTENDO, PIZZICANDO.

1. Tra gli oggetti che puoi trovare in casa, individua quelli che suonano nei diversi modi e completa la
tabella.
SOFFIANDO SFREGANDO PERCUOTENDO SCUOTENDO PIZZICANDO
............................................................ ............................................................ ............................................................ ............................................................ ............................................................

............................................................ ............................................................ ............................................................ ............................................................ ............................................................

............................................................ ............................................................ ............................................................ ............................................................ ............................................................

............................................................ ............................................................ ............................................................ ............................................................ ............................................................

2. Costruisci uno strumento musicale: il mini-tamburo.


a. Procurati un barattolo di latta vuoto (come quello del caffè), un pallon-
cino e un elastico.
b. Taglia la parte del palloncino in cui soffi, in modo da rendere più facile
l’apertura. Copri con il palloncino, distendendolo, la parte aperta del ba-
rattolo e fissalo al bordo con un elastico.
c. Ecco fatto il tuo tamburello, da suonare con le dita o con un legnetto.
3. Prova ora a costruire altri strumenti usando fantasia e materiali di recu-
pero: puoi usare tutto!

4. Osserva gli strumenti musicali e scrivi per ognuno come si suonano, secondo te:
SOFFIANDO - SFREGANDO - PERCUOTENDO - PIZZICANDO - SCUOTENDO

............................................... ............................................... ............................................... ............................................... ...............................................

............................................... ............................................... ...............................................

............................................... ...............................................

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Per ripassare insieme


1. Risolvi il seguente cruciverba.
1 2

Definizioni 3

Orizzontali:
3- Gruppo musicale che può comprendere fino
4
a cento elementi.
5- Strumento della famiglia degli archi. 5 6
8- Dipende dall’ampiezza delle vibrazioni del
suono.
9- Il suono opposto all’acuto. 7

Verticali: 8
1- Lo sono il flauto traverso e l’oboe.
2- Strumento a percussione.
4- Azione che si compie per far suonare gli stru-
menti a fiato. 9
6- Strumento a corde con tante canne di diver-
se altezze e larghezze.
7- Dipende dalla forma delle vibrazioni di un
suono.

2. Colloca con una freccia ogni strumento nella giusta sezione dell’orchestra.

STRUMENTI A PERCUSSIONE

STRUMENTI A FIATO

STRUMENTI A CORDA

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Ci vuole ritmo
Il ritmo è il modo regolare con cui si succedono e si ripetono i suoni.
Ascolta il battito cardiaco: il suo ritmo è dato da un suono forte seguito da uno debole e così via.

Nella musica il ritmo è fondamentale. E tu, hai ritmo?


Mettiti alla prova.
1. Batti le mani seguendo il ritmo dato dalla successione.

2. Ora inventa tu un ritmo e prova a riprodurlo con il battito delle mani.

GIOCO: Il telefono senza fili


Ecco un gioco musicale assolutamente silenzioso!
Mettiti di fronte ad un compagno, poggia la tua mano sulla sua spalla. Lui farà ugualmente con te. Ora
pensa un ritmo e trasmettilo al tuo amico con le dita della mano. Lui deve “prendere” il tuo ritmo e fare
la stessa cosa sulla tua spalla. Si può fare anche con la mano sul braccio, sul collo, sulla mano, sul naso!

Quando vi siete esercitati, potete giocare tutti insieme.


Mettetevi in cerchio, dandovi la mano, o in fila indiana ognuno con le mani sulle spalle o sui fianchi di chi
sta davanti. Un bambino inizia a ritmare e, come un telefono senza fili, il ritmo passa da mano a mano,
fino a tornare al punto di inizio senza perdere niente per strada.

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GIOCO: Non si sente volare una mosca!


Siediti a un banco, di fronte ad un tuo compagno ed entrambi ponete le mani, rilassate e distese, sul ban-
co. A turno, uno pensa un ritmo e lo esegue con le dita sul banco, ad esempio: si batte due volte l’indice
della mano sinistra e una volta il medio della mano destra e così via. L’altro dovrà imitare, come un’eco,
il ritmo proposto.
È difficile non muovere le altre dita!

GIOCO: Il cerchio dei tamburi.


Disponetevi in cerchio, seduti a terra. Uno di voi inizia a battere un tempo (con tamburelli, legnetti, penne
o semplicemente battendo le mani a terra).
A turno tutti batteranno lo stesso ritmo, uno dopo l’altro.
Il gioco è difficile: occhio alle pause tra un bambino e l’altro!

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I generi musicali
I generi musicali sono le categorie in cui vengono raggruppate le composizioni musicali. Di seguito ne trovi
scritti alcuni, segna con una x quelli che conosci:
musica liturgica celtica jazz
musica da camera folk pop
opera lirica latina rock
operetta blues techno
country rap etnica

I generi musicali sono tanti, raggruppabili in insiemi generali: musica classica, musica popolare e etnica, black
music, jazz, sperimentale, da film...

1. Prova a collegare i generi alle loro definizioni.

MUSICA LIRICA musica orchestrale priva di testo

MUSICA POPOLARE musica della tradizione popolare

MUSICA CLASSICA musica e canto rappresentati a teatro

MUSICA LEGGERA canzoni brevi, con vari strumenti

MUSICA ELETTRONICA musica di ricerca

MUSICA SPERIMENTALE musica dei paesi di tradizione celtica

MUSICA CELTICA musica realizzata con strumenti elettronici

2. Ricerca nella tradizione musicale della tua zona una canzone folk. Conosci i costumi e gli strumenti
usati per suonarla? Puoi farti aiutare dai tuoi genitori o ancor meglio dai nonni.

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La musica POP
Tutti i giorni, alla radio o in televisione, senti musica pop: è la musica delle canzoni che canti spesso.
La canzone pop è formata da strofe e ritornelli che si ripetono.

1. Osserva la struttura di questa canzone famosa e cantala con i tuoi compagni.

Azzurro
Cerco l’estate tutto l’anno e all’improvviso eccola qua. 2. Segna a lato del testo con una linea
Lei è partita per le spiagge e sono solo quaggiù in città, rossa le strofe, con una linea blu il
ritornello.
sento volare sopra i tetti un aeroplano che se ne va.
• Quante strofe ci sono? .........................................
Azzurro, il pomeriggio è troppo azzurro e lungo, per me.
Mi accorgo di non avere più risorse senza di te, • Quanti ritornelli?............................................................
e allora io quasi quasi prendo il treno e vengo da te, 3. Cerchia con colori diversi le rime.
ma il treno dei desideri nei miei pensieri all’incontrario va.
4. Lasciando invariata la musica di Az-
zurro, cambia le parole di una trofa
Cerco un po’ d’Africa in giardino, tra l’oleandro e il baobab, e di un ritornello realizzando così
come facevo da bambino, ma qui c’è gente e non si può più, una tua canzone.
stanno innaffiando le tue rose, non c’è il leone, chissà dov’è.
Strofa
Azzurro, il pomeriggio è troppo azzurro e lungo, per me. ...................................................................................................................

Mi accorgo di non avere più risorse senza di te, ...................................................................................................................


e allora io quasi quasi prendo il treno e vengo da te,
...................................................................................................................
ma il treno dei desideri nei miei pensieri all’incontrario va. Ritornello
...................................................................................................................
Sembra quand’ero all’oratorio, con tanto sole, tanti anni fa.
Quelle domeniche da solo in un cortile, a passeggiar, ...................................................................................................................

ora mi annoio più di allora, neanche un prete per chiacchierar. ...................................................................................................................

Azzurro, il pomeriggio è troppo azzurro e lungo, per me.


mi accorgo di non avere più risorse senza di te,
e allora io quasi quasi prendo il treno e vengo da te,
ma il treno dei desideri nei miei pensieri all’incontrario va.
Adriano Celentano

5. Quali canzoni pop ti piacciono? Scrivi almeno tre titoli:


.................................................................................... ................................................................................... ...................................................................................

• Quale canzone pop conosci a memoria? Scrivi le parole sul quaderno, rispettando la scansione in strofe
e ritornelli.

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L’opera lirica
L’opera lirica è uno spettacolo teatrale, in cui i personaggi, anziché parlare, cantano. La musica lirica accom-
pagna la recitazione.
Per mettere in scena un’opera lirica sono tante le persone che lavorano: i cantanti, i musicisti, i coristi, il diret-
tore d’orchestra, poi il regista, lo scenografo, i costumisti, i tecnici...
Hai mai visto o sentito un’opera lirica?

soprano
FEMMINILI mezzosoprano
contralto
Le voci nella lirica:
tenore
MASCHILI baritono
basso

La musica nella lirica è composta di varie parti ben distinte.


1. Ouverture: il preludio, eseguito dai soli strumenti dell’orchestra, prima dell’aprirsi del sipario.
2. Introduzione: è il brano di apertura, in cui cantano più voci.
3. Aria: è l’intervento solistico del cantante
4. Cavatina: è un’aria destinata a presentare per la prima volta un personaggio.
5. Recitativo: è l’accompagnamento alla recitazione dell’azione.
6. Finale: è la sigla a fine atto con musica e canto a più voci.
La scenografia determina l’ambiente in cui si svolge l’azione teatrale. Oggi le scenografie sono sempre più
sofisticate e creative.

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Dal soggetto al libretto


Il libretto d’opera è il testo messo in musica. Il libretto viene scritto in un volume che gli spettatori possono
leggere prima di assistere alla rappresentazione, per conoscere la vicenda portata in scena. Il testo è scritto
in versi, dai librettisti.
1. Leggi questa fiaba, soggetto dell’opera lirica Il flauto magico: la musica è di W. A. Mozart, le parole di E.
Shikanneder.

Il flauto magico
C’era una volta un valoroso principe che si chiamava Tamino.
Un bel giorno decise di lasciare il suo paese per esplorare il mondo
e scoprire il suo destino. Cammina cammina, arrivò vicino a un
villaggio incantato. Il principe vide in lontananza un tempio tutto
d’oro tra monti verdi. Rimase incantato e non si accorse che un
orribile serpente stava per morderlo. Si girò appena in tempo per
salvarsi e iniziò a correre. Corse così forte che ad un tratto svenne
dalla stanchezza. Mentre il serpente stava per morderlo, dal tempio
uscirono tre damigelle, armate di lance, che uccisero la bestia e salvaro-
no Tamino. Poi cominciarono a danzare:
– Ah, che leggiadro giovincello! – esclamò la prima.
– Mai ne vidi di più bello! – le fece eco la seconda.
– Sì sì pare proprio un uomo perfetto! – concluse la terza. Così le tre decisero di avvisare la regina dell’arrivo
di quel giovane e rientrarono nel tempio. Quando Tamino si riprese, stordito, vide il serpente morto e non
capiva cosa fosse successo. Sentì un rumore, si nascose dietro un cespuglio, e vide uno strano essere: il volto
umano, il corpo ricoperto di piume. Sulle spalle aveva una gabbia piena di uccelli, suonava un flauto e can-
ticchiava. Il suo nome era Papageno.
Tamino venne fuori dal nascondiglio e si presentò a Papageno. Papageno gli disse che non aveva mai cono-
sciuto suo padre e che un uccellatore lo aveva cresciuto e gli aveva insegnato il mestiere.
– E tua madre? – incalzò il principe.
– So soltanto che servì la padrona Astrifiammante nel castello vicino, dove vado spesso a rifornire di caccia-
gione la padrona e le damigelle – rispose Papageno.
Poi Tamino cominciò ad avvicinarsi sempre più a quello strano personaggio per cercare di capire se fosse
veramente un uomo. Papageno, impaurito, esclamò:
“Quegli occhi mi fan paura. Che vuoi da me? Orsù, fatti indietro perché queste mani han forza di gigante e
quand’acchiappo...”.
In realtà Papageno non era coraggioso, ma il principe, a sentire queste parole, pensò che potesse essere stato
lui ad uccidere il serpente, quindi gli disse:
– Oh, amico, allora ti debbo la vita. Il mio cuore ti è grato.
Papageno, contento di quel momento di gloria, non negò, ma continuò a pavoneggiarsi come se davvero il
merito fosse suo.

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Prima di cantare...
Cantare è un’azione che fai da sempre, almeno da quando hai imparato a parlare, ma cantare bene è un’arte,
richiede anni di studio ed esercizio.
Ecco alcuni consigli per esercitarti a cantare bene. Forza, allora, via con l’esercizio!

Posizione del corpo


Se stai ben dritto il diaframma è libero e ti permette di tirar fuori la voce. Prova a cantare nelle tre
posizioni indicate sotto per verificarlo.

Apertura della bocca A bocca chiusa


Prova a dire le cinque vocali con la giusta aper- Prova ora a chiudere bene la bocca e le
tura della bocca. labbra. Esercitati a sentire il suono caver-
noso se dici “MMHH!”

A E I

O U

La scala musicale
Ascolta il suono delle note: DO – RE – MI – FA – SOL – LA – SI – DO.
Prova poi a cantarle tu, senza fretta, tenendo ogni nota due secondi circa.
Fai poi il contrario, la scala discendente: DO – SI – LA – SOL – FA – MI – RE – DO.

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Come un cantante d’opera


La Turandot è un’opera di Giacomo Puccini, che fu rappresentata per la prima volta alla Scala di Milano, il 2 aprile
1 926. Ecco la trama.

C’era una volta, nella lontana Cina, la bella principessa Turandot, era tanto bella, quanto di gelo era
il suo cuore. Tutti i principi desideravano sposarla, ma ella aveva posto questa condizione:
– Chi scioglierà tre enigmi, potrà sposarmi; chi sbaglierà, sarà decapitato.
Turandot voleva così vendicare la principessa Lo-u-ling, sua ava, rapita e uccisa da un re barbaro.
Una mattina, sulla pubblica piazza, un messo annunciò alla folla che il principe di Persia, non avendo
sciolto gli enigmi, sarebbe stato decapitato. L’annuncio fu udito, fra gli altri, da Timur, il re di Tartaria,
spodestato da Turandot; da Calaf, suo figlio; dalla schiava Liù, innamorata segretamente di Calaf.
Calaf, di cui nessuno conosceva il nome, vide Turandot, se ne innamorò e decise di tentare anch’egli
la prova. In molti tentarono di dissuaderlo, ma inutilmente.
Già dodici principi erano morti ed ora le trombe annunciavano l’inizio della prova di Calaf.
La principessa interrogò Calaf, che riuscì a sciogliere i tre enigmi.
Turandot era vinta, ma presa dalla rabbia, pregò suo padre l’imperatore di impedire il matrimonio.
Egli però le ricordò che la legge doveva essere rispettata.
Allora Calaf, il Principe Ignoto, si dichiarò pronto a morire se ella fosse riuscita ad indovinare il suo
nome, prima dell’alba.
Nella notte gli araldi proclamarono:
– Nessun dorma! – tutti dovevano cercare di scoprire il nome del principe.
Calaf intanto era sicuro di conquistare il cuore di Turandot se solo avesse potuto baciarla.
I soldati trascinarono Liù, legata, davanti a Turandot, perché confessasse il nome del principe. Liù
affermò di saperlo, ma non lo avrebbe mai svelato, poiché amava Calaf; quindi si uccise fra lo stupore
e il dolore della folla.
Calaf rimproverò Turandot per la sua crudeltà e la sua freddezza, poi la strinse tra le braccia. Il bacio,
come un incantesimo, sgelò l’animo della principessa, che comprese di avere amato Calaf fin dal
primo momento. Solo a questo punto Calaf le rivelò il suo nome.
Turandot, rivolta alla corte, sciolse l’enigma del Principe Ignoto:
– Il suo nome è Amore.

ASCOLTA IL CD (traccia 26): Nessun dorma! Tu pure, o Principessa,


• Ascolta l’aria e segna nel testo il punto in cui nella tua fredda stanza
pensi sia stata cantata. guardi le stelle
Prova poi a cantarla insieme al cantante: ri- che tremano d’amore e di speranza.
cordati degli esercizi della pagina preceden- Ma il mio mistero è chiuso in me,
te per trovare la concentrazione e schiarirti il nome mio nessun saprà!
la voce. No, no, sulla tua bocca lo dirò,
quando la luce splenderà.

173
(+. %
0+ .%+ %)1/

Scriviamo la musica
Come ogni linguaggio, la musica ha i suoi simboli e il suo alfabeto. Le “lettere” della musica sono le note, che
si rappresentano con delle palline. Le note sono: DO – RE – MI – FA – SOL – LA – SI

Le note vengono scritte su delle linee particolari, che prendono il nome di “pentagramma”. Il pentagramma,
detto anche “rigo musicale”, è formato da cinque righe e quattro spazi.

Per rappresentare le note, le palline vengono segnate a cavallo delle linee o negli spazi.

sulla riga nello spazio

All’inizio del pentagramma si scrive la “chiave”: questa indica “la lingua” che parlano le note. La stessa pallina,
in una posizione, può avere nomi diversi a seconda della chiave iniziale.
La chiave più usata è la chiave di violino, detta anche “chiave di sol”, perché i due punti sono situati sul se-
condo rigo, ad indicare che quella è la posizione del sol.

1. Esercitati a disegnare la chiave di violino.

174
%+ %)1/%
(+.0+.

A partire dal sol, si ricavano i nomi di tutte le altre note. Sopra e sotto i righi bisogna immaginare le linee, che
andranno segnate con dei trattini in mezzo, sopra o sotto le note.

2. Per capire meglio come funziona il pentagramma, puoi usare la tua mano.
Immagina che ad ogni dito corrisponda un rigo, e ad ogni distanza tra le dita corrisponda uno spazio.
Scrivi con una penna il nome delle note corrispondenti sui tuoi polpastrelli.

3. Scrivi il nome delle note sul pentagramma.

4. Disegna le note sui righi o negli spazi giusti.

5. Disegna e scrivi il nome delle note mancanti nella scala.

175
(+. %
0+ .%+ %)1/

Il tempo musicale
L’altezza delle note è data dalla loro posizione sul pentagramma. Per leggere una “frase musicale”, però, è
necessario anche conoscere i “tempi” musicali.
Dopo la chiave di violino si deve scrivere, quindi, il tempo delle battute.

==&=2=============
La battuta è lo spazio che intercorre tra una barretta e un’altra.

===!===============!===============!===============!============
Il tempo è scritto come una frazione: il numeratore indica la misura, cioè la quantità di battiti per battuta; il
denominatore la figura che rappresenta un battito.

==&=2=========== 2 battiti
ogni battito vale 1/4

A seconda di come si scrivono, le note hanno un valore e un nome diverso.

Nota Valore Nome Ogni figura, divisa a metà,


forma due figure più piccole.
4/4 semibreve

2/4 minima

1/4 semiminima

1/8 croma

1/16 semicroma

1/32 biscroma

1/64 semibiscroma
1. Quiz matematico-musicale
• Quante minime servono per fare una semibreve?................................................................................................................................................................................
• Quante crome servono per una minima? ..........................................................................................................................................................................................................
• Quante semiminime per una semibreve?...........................................................................................................................................................................................................
• Quante semibiscrome per una semicroma? ...................................................................................................................................................................................................
• Quante crome per una minima? .....................................................................................................................................................................................................................................

176
%+ %)1/%
(+.0+.

Dentro le battute
Ecco un esempio di rigo musicale completo di tempo e note.

1. Ora tocca a te! Scrivi il tempo musicale dopo la chiave di violino.

2. Adesso scrivi invece due battute per ogni tempo indicato.

==&=4=======!=========!== ==&=2=======!=========!==
==&=6=======!=========!== ==&=3=======!=========!==

Pausa Valore Nome


Nella musica, oltre ai suoni delle note, ci
sono anche dei silenzi, le pause. Anche le 2/4 semibreve
pause possono essere più o meno lunghe.
A secondo della loro durata, come le note, 2/4 minima
hanno dei nomi diversi.
1/4 semiminima

1/8 croma

1/16 semicroma

1/32 biscroma

1/64 semibiscroma

177
(+. %
0+ .%+ %)1/

Ascoltare la musica
Compact Disk, mp3, Internet: sembra che per rilassarsi con un po’ di musica bisogna conoscere qualche se-
greta lingua straniera!
In realtà non è così, la musica si ascolta da sempre, anche se con strumenti sempre diversi.

Fino a circa centocinquanta anni fa, a dire il vero, di


strumenti non ce n’ erano. Per ascoltare una bella
melodia bisognava avere di fronte qualcuno che la
suonasse per noi. Spesso questo avveniva nelle case
delle persone più ricche, le quali ospitavano concerti
per pochi amici e conoscenti.

Il 29 novembre del 1 877, poi, il famoso inventore


Thomas Edison presentò alla stampa il primo stru-
mento in grado di riprodurre suoni incisi su un cilin-
dro. Era il fonografo, che, in greco, significa “scrittore
di suono”.

Il cilindro, però, era scomodo e poco utilizzabile. Per questo motivo,


un certo Berliner apportò alcune varianti all’idea di Edison e inventò
il disco. Tra i due si scatenò una furiosa guerra a suon di denunce e
ricorsi, ma alla fine lo stesso Edison dovette ammettere che il pubblico
preferiva il disco.
I primi dischi erano piccolissimi, avevano un diametro di appena 12
centimetri.
Successivamente passarono a 17 e 25 centimetri, ma il funzionamento
era sempre lo stesso: una punta metallica graffiava la superficie del
disco e riproduceva il suono che vi era stato impresso sopra.

178
%+ %)1/%
(+.0+.

Con l’introduzione della corrente elettrica nelle case, il fono-


grafo divenne... elettrico, ed iniziò ad essere chiamato “gira-
dischi”.
Si potevano ascoltare molte canzoni, circa trenta minuti su
ogni facciata e la qualità del suono migliorò costantemente.

Solo dopo circa cento anni dalla presentazione al mondo del fonografo di Edi-
son, il giradischi ha cominciato ad andare in pensione.
Nel 1980, infatti, due case produttrici di elettronica hanno inventato il primo di-
sco che veniva letto senza nessuna punta metallica!
L’annuncio fece scalpore: come era possibile ottenere il suono senza nes-
sun contatto?
Semplice: un raggio laser si occupava di leggere le informazioni scritte
sul disco.
Nasceva il Compact Disk, subito abbreviato in CD.
Nel 2 000 sono stati venduti ben due miliardi e mezzo di Compact Disk
in tutto il mondo.

Sembrava che il CD fosse destinato a durare altri cento anni, come già
era avvenuto per i giradischi. Invece, questo mezzo sta lentamente per
essere superato. Negli ultimi anni, infatti, le persone preferiscono scaricare
le canzoni da Internet e ascoltarle da un computer o da piccoli strumenti
chiamati “lettori mp3”.
Questa è, infatti, la sigla con la quale sono nominati i file prelevati da In-
ternet.

Ascoltare la musica, quindi, è diventato sempre più comodo. Prima bisognava avere in casa degli strumenti,
successivamente il suono è stato inciso su ingombranti cilindri, poi in più comodi dischi, infine in comodissimi
Compact Disk. Oggi, basta schiacciare un pulsante del computer o di un lettore mp3 e... il gioco è fatto!

1. E tu? Come ascolti la musica?


..............................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................

..............................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................

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179
(+. %
0+ .%+ %)1/

Il diploma musicale
Sei pronto a metterti alla prova per ricevere il diploma di musica? Forza, allora! Segui passo passo tutte le
indicazioni fino alla fine e... in bocca al lupo!

Recita questi versi con timbro tenebroso:


“La mia ombra per terra si chiama Rita,
VIA
fa le bestie sul muro con tutte le dita”.
Tognolini

Recita gli stessi versi con


un crescendo d’intensità.

Canta un LA acu-
to e un LA grave.

Canta un LA breve
e un LA lungo.

Esegui questo ritmo con le mani:

Dì il nome di due stru-


menti a fiato, due a per-
cussione e due a corda.

Canta il ritornello di una


canzone che conosci.

Canta lo stesso ritor-


nello come se fossi
un cantante d’opera.

Scrivi nel pentagram-


ma tre note e il loro
nome.
COMPLIMENTI!

180
i libri di lettura
G u i d a per l'insegnante
• Percorso per tipologie testuali
• Laboratori di lettura
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• i linguaggi espressivi
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Per l’insegnante e per la classe: • programmazione annuale


• guida con la programmazione, schede operative, percorso di musica e di lettura espressiva
• CD audio con laboratori di ascolto, percorso di musica e di lettura espressiva
• prove d’ingresso
• poster attivi per imparare divertendosi
• altro materiale didattico sul sito www.raffaelloeditrice.it
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