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A.

Bellini
Libri per... imparare
S. Brino a cura di Elena Sarti
M. Poli
INDICE
42 Linizio di una storia
za in et ti am ici e comp agni 43 Una storia in disordine
4 Ricomincia la scuola!
Driiiin! pe r raccontare una storia
6 La mia scuola 44 La bella frittella
7 Lo scuolabus La volpe
8 Cento modi di andare a scuola 46 La storia senza fine
10 La maestra Marilina 48 La micia Cati si nasconde
Ti vogliamo bene!
11 In gita
I pidocchi 50 La leggenda dell’abete
Un rifugio sicuro
12 A che cosa serve contare?
A scuola, pigroni! fio cc hi di ne ve e gocce di piogg ia
14 Un nuovo amico 52 Natale al contrario
con i cinque se ns i 53 La slitta di Babbo Natale
54 Il salame di cioccolato
15 La vendemmia
ARRIVA
55
Im p ar a e scr ivi c on me L’’
16 Per descrivere
61 Buon anno all’uomo di neve
18 Il mio orsetto 62 Capodanno
19 Il suonatore di zufolo 63 La Befana
20 Marianna 64 Giochi di neve
65 Animali in inverno
ca st ag ne e foglie secch e
21 L’autunno
22 Nebbiolina amica
24 Geremia e le ghiande 66 COLORI CALDI E FREDDI
ARRIVA
25 68 Notte mangiona
L’’
69 Ascoltami, inverno
31 Il riccio e il mare 70 Fiocchi di neve
32 Il naso 71 Un mistero tra i monti
33 Halloween 72 Danzando sul ghiaccio
34 Streghe e streghette 74 Sotto il piumino
36 Il piccolo fantasma 75 Storiella di Carnevale
L’autoritratto 76 Arlecchino e Brighella
sto rie di fanta sia
77 Tre tartarughe
38 CODA E I COLORI 78 Il bambino re
COLORI CHIARI, COLORI SCURI Una corona d’oro!
80 Un’altra storia di Pollicino
I m p ara e scriv i con me Furbo, furbissimo!
40 Per raccontare una storia 82 Quattordici giorni
41 La conclusione di una storia I sassolini
84 Le formiche e l’uovo bic icle tte e sca rpe da ginna stica
ARRIVA 114 Il topo campagnolo
85
LA ARRIVA
115
L’’
api fio ri e farfa lle
91 Primavera 121 Il bosco dei ciclamini
92 Rinasce la vita 122 Una settimana in montagna
93 L’uovo di Pasqua 123 A Rio Bio
94 Aspetterò Pasqua 124 Il mare
Nasce il pulcino 126 L’aquilone…
96 La colomba Vola!
Terra! 128 Il glicine
129 La volpe e la chiocciola
130 Farfalla
131 Prima di partire
98 LA LINEA
IL PUNTO
100 La natura in concerto
101 Il bradipo 132 CODA E I PAESAGGI
,
L ORIZZONTE
102 L’invasione dei volatili
PRIMO PIANO, SECONDO PIANO
E SFONDO
bi m bi sorris i e magie
104 Sogni a occhi aperti 134 Le parole adatte
105 Il blu della notte Parole magiche per..
.
106 Il mio amico
107 Un sorriso fa magie! Parole magiche per
giocare
108 Un febbrone 135 La vera storia
109 Cercatori di cose di Babbo Natale
sognare

110 La notte e i compleanni


iti amo
Senza pericoli fare amicizia
e c
m
o
111
Cantia
R
cantare insieme
112 Priscilla è una peste e recitare
113 Tiro a segno

TEMI E ARGOMENTI
LA SCUOLA 4 - 6 - 7 - 8 - 10 - 11 - 12 - 123
GLI AMICI 14 - 106 - 107 PER IMPARARE A COLLABORARE
I BAMBINI 72 - 74 - 108 - 109 - 111 - 112 - 122 - 124 - 131 E A VOLERSI BENE
I GIOCHI 18 - 64 - 104 - 113 - 126 4 - 8 - 14 - 84 - 107 - 122 - 131
LA NATURA 15 - 92 - 100 - 121 - 128
GLI ANIMALI 65 - 92 - 100 - 101 - 114 - 130
LE FESTIVITÀ 32 - 33 - 52 - 53 - 61 - 62 - 63 - 75 - 76 - 93 - 94 - 96
IL TEMPO 68 - 95 - 105 - 110
I SUONI E LA MUSICA 19 - 100
LA FANTASIA 20 - 31 - 34 - 36 - 44 - 46 - 48 - 50 - 70 - 71 - 77 - 78 - 80 - 82 - 84 - 94 - 102 - 129
LE STAGIONI sono trattate negli inserti e alle pagine 15 - 21 - 22 - 24 - 69 - 70 - 71 - 91 - 92 - 100 - 130 - 131 - 134
za ine tti am ici e com pagn i

RICOMINCIA LA SCUOLA!

Oggi è il primo giorno di scuola.


La mamma di Sara vuole accompagnarla fino in classe,
ma lei le dice:
– Mamma, non sono più in prima! Quest’anno siamo grandi
ed entriamo da soli!
Ma ecco che arriva Giulia, la migliore amica di Sara.
Sara agita la mano per salutarla.

E TU?
VIENI A SCUOLA DA SOLO OPPURE TI ACCOMPAGNA QUALCUNO?
ERI EMOZIONATO IL PRIMO GIORNO DI SCUOLA?
HAI DEI NUOVI INSEGNANTI? HAI DEI NUOVI COMPAGNI?
,
SEI NELLA STESSA AULA DELL ANNO SCORSO? RACCONTA.

4
,
DRIIIIN! QUEST ANNO VORREI...…

– Mamma, non ti preoccupare, ...........................................................

io entro con Giulia! – dice. ...........................................................

Driiiin… La campanella suona. ...........................................................


Tutti i bambini battono le mani e ...........................................................
attraversano il cancello. Anche Sara ...........................................................
e Giulia si prendono per mano.
Un ultimo sguardo alle mamme, un
bacino in punta di dita e via…
siamo in seconda!
Che emozione! Scrivi e completa la frase nello
zainetto.

5
za ine tti am ici e com pagn i

LA MIA SCUOLA
La mia scuola è bellissima. È di colore giallo
chiaro, ha il tetto di tegole rosse; le finestre Com’è la tua scuola?
e le tapparelle invece sono grigie. Davanti Osservala prima di
c’è un grande cortile con dei giochi e dietro entrare in classe al
c’è un bel prato verde. mattino, poi disegnala
e descrivila sul tuo
Qui noi nell’intervallo giochiamo a calcio quaderno.
o a prenderci.
Ai bordi del prato ci sono alcuni alberelli
Baffo ti insegna a ...
protetti da una reticella intorno al tronco: DES CR IVER E
sono stati piantati da poco e hanno bisogno
Per descrivere la scuola,
di un sostegno per crescere bene. il bambino ha scritto che cosa
In mezzo al prato, invece, ci sono alberi alti. vede, parlando delle cose
I loro grandi rami sembrano mani che gli sembrano più importanti:
che si muovono per salutare, quando il vento – i colori delle diverse parti
scuote le foglie e le fa cadere giù. dell’edificio;
Per me sono come degli amici: ogni giorno li – il cortile e il prato;
saluto dalla finestra della mia aula. – gli alberelli piantati da poco;
– i grandi alberi in mezzo al
prato.

6
za ine tti am ici e com pagn i

LO SCUOLABUS
Ci trasporta fino in class,
tutti insieme è un vero spass!
Giallo come un ananas,
col motore a tutto gas,
sembra il nonno quando russ,
ecco il nostro… scuolabus.
Chiara Carminati,
Nella buccia dell’astuccio, Mondadori

Per scrivere questa poesia, l’autrice si è divertita a togliere


la vocale finale a tre parole. Scopri quali sono e scrivile intere sui puntini.

...................................... ...................................... ......................................

E TU?
SAI SPIEGARE QUESTE Non si deve urlare Bisogna stare seduti
REGOLE DA SEGUIRE perché… composti perché…
SULLO SCUOLABUS?
Non ci si deve alzare Non bisogna spingere per salire
in piedi perché… o per scendere perché…

7
za ine tti am ici e com pagn i

CENTO MODI DI ANDARE A SCUOLA


Ovunque, nel mondo, ci sono scuole dove i bambini imparano
a leggere, a scrivere, a contare e a stare insieme.

Ciao, io sono Misako


e vivo in Giappone.
Nella mia scuola tutti
i bambini indossano
una divisa e un
cappellino colorato.
Non siamo carini così,
tutti in fila?

Ciao, io sono Kibo


e vivo in Tanzania.
Io e miei compagni
seguiamo le
lezioni seduti
per terra, sotto
un grande
albero, all’aria
aperta.

E TU?
CHE COSA RACCONTERESTI DELLA TUA SCUOLA A UN BAMBINO
DI UN ALTRO PAESE? SCRIVILO SUL QUADERNO.

8
Ciao, io sono Uyanga P icc ol o d iz io na ri o
e vivo in Mongolia. Le famiglie nomadi
non abitano sempre
Tutte le persone del mio villaggio sono pastori nello stesso luogo, ma
nomadi. Quando ci spostiamo, per cercare pascoli si spostano, per esempio,
per i nostri animali, anche il nostro maestro viene per seguire gli animali
con noi. d’allevamento.

Ciao, io sono Pawel


e vivo in Polonia.
La mattina, per andare a scuola, io e i miei amici
del villaggio saliamo su un carro tirato da un
trattore.
Estelle Vidard-Mayalen Goust, Enfants du monde,
Flammarion-Père Castor

Coda ti insegna a ...

CONOSCERE LA SCUOLA
In Italia tutte le scuole hanno un nome. Generalmente sono dedicate a un
personaggio famoso: uno scrittore, un educatore, un musicista, uno scienziato…
Oppure hanno il nome di un quartiere, di una via, di una piazza.
Come si chiama la tua scuola?
Scrivilo nel cartellino. .......................................................................................

9
za ine tti am ici e com pagn i

LA MAESTRA MARILINA
La maestra Marilina non tollerava il minimo
disordine. Era sempre elegantissima, portava
abiti firmati e tra braccialetti, collane,
orecchini e ciondoli si addobbava come
un albero di Natale. I capelli erano
pettinatissimi: mai uno fuori posto. Si lavava
spesso le mani perché temeva che la polvere
di gesso gliele sciupasse e correggeva i
compiti con una stilografica di gran marca.
Quello che proprio non sopportava erano
i quadernoni con le orecchie, le cancellature,
i pastelli buttati nell’astuccio anziché infilati
in ordine di altezza sotto gli appositi elastici,
gli zainetti riempiti alla rinfusa, i capelli
arruffati, le scarpe infangate.
Ivano Benini, Virus!, Mondadori

Rispondi alle domande.


Com’era vestita la maestra Marilina? Come potresti definire la maestra
Com’erano i suoi capelli? Marilina?
Perché si lavava spesso le mani? Elegante e precisa.
Che cosa non sopportava? Originale e un po’ disordinata.

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za ine tti am ici e com pagn i

IN GITA
Ogni anno si va in gita con il
pullman. È bellissimo: si canta molto
e si mangiano tantissime merende.
Spesso piove, ma ci si diverte lo
stesso, anche con i piedi bagnati.
Alla fine della gita i bambini sono
molto eccitati, mentre le maestre
sono completamente distrutte.

I PIDOCCHI

E TU?
RACCONTA:
SEI GIÀ ANDATO IN GITA
I pidocchi adorano andare a scuola: vivono nei CON LA TUA CLASSE
capelli dei bambini, mettono su famiglia e sono ,
L ANNO SCORSO?
felici. A quel punto però c’è molta agitazione: DOVE? CHE COSA HAI
VISITATO?
nei capelli vengono messe pomate puzzolenti, DOVE TI PIACEREBBE
molte trecce vengono tagliate e tutta la banda ANDARE IN GITA
,
dei pidocchi deve cambiare scuola. QUEST ANNO? PERCHÉ?
Nicoletta Costa, L’alfabeto della scuola, Emme Edizioni

11
za ine tti am ici e com pagn i

A CHE COSA SERVE CONTARE?


Un giorno lo scoiattolo pensò che era
sciocco saper contare solo fino a 5. Così
andò alla scuola sotto la grande quercia e
chiese al gufo, che era il maestro, se
voleva insegnargli a contare fino a 1O.
Il gufo lo accettò nella sua classe.
Dopo una settimana lo scoiattolo sapeva
contare fino a 6. Dopo un mese sapeva
contare fino a 7.
Allora, tutto orgoglioso, lo raccontò alla
formica. Ma la formica non rimase molto
impressionata.
– A che cosa ti serve contare fino a 7? –
gli domandò.
Lo scoiattolo non lo sapeva.
Ci pensò e ripensò per alcuni giorni.
Si stancò così tanto a pensare che
l’indomani disse al gufo che non sarebbe
più andato a scuola.

Coda ti insegna a ...

CONOSCERE GLI ANIMALI


Sapevi che gli animali ci aiutano a prevedere il tempo?
È segno di brutto tempo quando: È segno di bel tempo quando:
– le rondini volano molto basso; – le rondini volano molto in alto;
– gli uccelli si raccolgono sui fili; – i galli cantano a ore irregolari;
– i pesci spiccano salti fuori dall’acqua. – le rane e i rospi cantano la sera.

12
A SCUOLA, PIGRONI! Segna con X
Ma siccome non faceva più gli esercizi per le frasi vere.
ricordare i numeri, lo scoiattolo in poco tempo Lo scoiattolo voleva
scordò di nuovo il 7 e poi anche il 6. imparare a contare.
Alla fine si ritrovò allo stesso punto della formica:
Il maestro era il gufo.
tutti e due sapevano contare solo fino a 5.
Quando i due amici iniziarono a mettere via le La formica sapeva
provviste per l’inverno, arrivò il gufo. contare fino a sette.
– Quanti semi hai raccolto? – chiese alla formica.
– Quante ghiande hai raccolto? – chiese allo
scoiattolo.
I due amici non sapevano che cosa rispondere.
– È ora di tornare a scuola, pigroni! – urlò
il gufo.
Toon Tellegen, Lettere dal bosco, Donzelli

Baffo ti insegna a ... E TU?


N TI SECONDO TE, A CHE COSA SERVE
CA P IR E I R AC CO
SAPER CONTARE?
La storia che hai letto I NUMERI SONO IMPORTANTI!
è fantastica, cioè racconta PENSA CHE COSA ACCADREBBE
fatti che non possono SE AL SUPERMERCATO, DAL BENZINAIO,
accadere nella realtà. ALLA STAZIONE NON CI FOSSERO
I NUMERI E RACCONTA.
Da che cosa lo puoi capire?

13
za ine tti am ici e com pagn i

UN NUOVO AMICO
Questa mattina la maestra ci ha detto: – Oggi verrà un
compagno da un Paese lontano. Si chiama Emmanuel.
Eravamo tutti curiosi di vederlo.
Quando è entrato in classe, Emmanuel si è seduto
vicino a me.
All’inizio se ne stava silenzioso e teneva la testa bassa.
Allora ho preso il pacchetto di caramelle mou e ne ho
messa una sul suo banco. Nessuno resiste alle
caramelle mou.
Infatti Emmanuel prima ha fatto
finta di niente, ma poi l’ha presa.
La maestra ci ha spiegato che
Emmanuel viene da una terra
bellissima che si chiama Africa.
Là il sole è più caldo che da noi
e ci sono le giraffe, le zebre,
le gazzelle, i leoni e gli elefanti.
È proprio una fortuna avere in
classe un nuovo amico che viene
da lontano! Spero che anch’io,
un giorno, andrò in Africa; magari ai bambini africani sembrerò
strana con le mie lentiggini e con i capelli rossi!
Maria Loretta Giraldo-Nicoletta Bertelle, Un nuovo amico per Anna, San Paolo

Segna con X le risposte esatte.


Che cosa ha fatto Emmanuel quando è In che modo la bambina ha fatto
entrato nella nuova classe? amicizia con Emmanuel?
Ha fatto subito amicizia con i compagni. Chiedendogli da dove viene.
Non ha parlato perché è timido. Dandogli una caramella mou.

14
co n i cinque se ns i

LA VENDEMMIA
La vendemmia anche quest’anno era
finalmente cominciata.
Era una vera festa andare nella vigna
con papà e mamma, tagliare i grappoli
d’uva e metterli nel cestino.
Toccando gli acini dopo un po’ le dita
diventavano appiccicose e le forbici ci
restavano attaccate.
Nell’aria si sentiva un odore aspro,
che faceva pizzicare il naso.
Quando era stanca, Marta si sedeva
e piluccava i chicchi più grossi: erano
dolcissimi e succosi.
Anna Maria Dadomo, Le stagioni di Meret, Mobydick

Coda ti insegna a ... Baffo ti insegna a ...


DES CR IVER E
RICONOSCERE GLI ODORI
Per descrivere l’uva, l’autrice
Prova a fare questo semplice
parla delle sensazioni che Marta
gioco con i tuoi compagni durante
provava toccandola, sentendone
l’intervallo.
l’odore e gustandone il sapore.
Ognuno di voi deve portare a
scuola qualcosa che abbia un
odore abbastanza caratteristico
(un po’ di caffè, un pezzo di pane Completa le frasi sul quaderno.
fresco, delle spezie, una cipolla…). Toccando gli acini Marta rimaneva
Poi, a turno, bendati, dovrete con le dita…
cercare di riconoscere il maggior L’odore dell’uva era…
numero di odori. A Marta piaceva mangiare l’uva: aveva
Vince chi ne indovina di più! un sapore…

15
m p a r a con me
I
Per descrivere
Per descrivere bene un oggetto, un animale, una persona
o un ambiente, hai cinque «amici» formidabili che ti forniranno
tutte le informazioni di cui hai bisogno.

Gli occhi ti forniscono


Le orecchie ti forniscono
i dati visivi (i colori, la
i dati uditivi (i suoni e
forma, la posizione…).
i rumori, i versi, le voci…).

Il naso ti fornisce
i dati olfattivi La lingua ti fornisce
(i profumi, gli i dati gustativi
odori…). (i sapori).

Le mani e la pelle ti forniscono i dati tattili


(le sensazioni di freddo e caldo, per esempio).

Ecco come utilizzare i tuoi cinque «alleati» per descrivere un frutto.

Dati visivi La fragola è grande, tutta rossa, con piccole


macchioline nere. In cima ha un ciuffetto di foglie verdi.

Dati gustativi Assaggiandola Dati olfattivi


sento il gusto zuccherino appena
Profuma di bosco.
un po’ aspro.

Dati tattili Se la tocco, sento la sua Dati uditivi


superficie un po’ ruvida sotto le dita. Non ce ne sono.

Prova tu allo stesso modo a descrivere un altro frutto.

16
Scrivi con me
Ora, invece, parliamo di un
bambino.

Comè Matteo?
Matteo è un bambino biondo,
ha i capelli corti a caschetto, il naso
a patata e gli occhi castani.
È magro e molto alto.
È simpatico, non si arrabbia quasi
mai e ha molti amici.
Che cosa gli piace?
Matteo è goloso di cioccolata ed è
molto generoso perché ne offre
sempre un pezzetto agli altri.
Andiamo molto d’accordo
e giochiamo sempre insieme.

Sapresti descrivere te stesso? Segui la traccia e fai il tuo ritratto


con le parole, poi disegnati sul quaderno.

~l mio v¤so è ................................................................................................................


I miei o©chi so@o ........................................................................................................
I miei capelli so@o ...................................................................................................
~l mio naso è ...............................................................................................................
La mia bØ©ca è .............................................................................................................
La mia co®po®atura è ..............................................................................................
Mi piace ...........................................................................................................................
.................................................................................................................................................

No@ mi piace .................................................................................................................


.................................................................................................................................................

17
co n i cinque se ns i

IL MIO ORSETTO
Miska è il mio orsetto di peluche: non
c’è che lui a essermi veramente vicino.
È liscio e morbido, tiepido,
molle, tutto impregnato di tenerezza
e amichevolezza.
Dorme sempre con me: la sua testa
dal pelo dorato è appoggiata accanto
alla mia sul cuscino; il suo naso
rotondo come una
macchia nera e i suoi
piccoli occhi brillanti
emergono dal lenzuolo.
Non potrei mai
addormentarmi se non lo
sentissi accanto.
Quando lo abbraccio, sento il
suo odore: un misto di
cioccolato e vaniglia; quando lo
bacio, le mie labbra percepiscono il
sapore un po’ dolciastro del suo pelo.
Non parto mai senza di lui, e lui mi
accompagna sempre nei miei viaggi.
Nathalie Sarraute, Infanzia, Feltrinelli

Baffo ti insegna a ...


DES CR IVER E

Per descrivere un giocattolo o un altro oggetto, devi stare ben attento


a tutto ciò che percepisci con i cinque sensi e utilizzare le parole giuste
per spiegarlo. Quali sensi ha usato la bambina per descrivere il suo orsetto?
Rileggi le parole rosse per scoprirlo.

18
co n i cinque se ns i

IL SUONATORE DI ZUFOLO
Un giorno sono andata a fare una passeggiata
con il nonno e ho incontrato il suonatore
di zufolo.
Era un uomo piccolo e snello, con un viso magro
su cui brillavano due grandi occhi a mandorla.
Aveva un grande cappello su cui erano infilate
penne di gallo, di upupa e di gufo.
Portava larghi pantaloni, con tasche piene di
oggetti di ogni tipo: pettini, palloncini, specchietti,
fazzoletti, cavallini intagliati nel legno.
Non gli piaceva parlare, era molto timido e non
guardava mai le persone negli occhi. Però gli
piaceva suonare: era il suo modo di comunicare
con gli altri. Teneva il suo zufolo nella mano
sinistra e suonava degli allegri motivetti.
Gerald Durrell, La mia famiglia e altri animali,
Adelphi

Segna con X le risposte esatte.


Com’era l’abbigliamento?
Molto originale. Baffo ti insegna a ...
D ES C R I VE R E
Comune, come quello di tante altre
persone. Per descrivere una persona,
devi osservare bene le sue
Che carattere aveva?
caratteristiche f isiche e il suo
Era socievole.
abbigliamento. Puoi anche
Era timido e silenzioso.
parlare del suo carattere e
Che tipo di musiche suonava? dei suoi gusti scrivendo che
Musiche malinconiche. cosa le piace e che cosa
Musiche allegre. non le piace.

19
co n i cinque se ns i

MARIANNA
Sulla soglia del portone apparve una fanciulla
di meravigliosa bellezza.
Era piccola di statura, sottile ed elegante;
aveva la pelle rosea, come un fiore appena
sbocciato; gli occhi azzurri come l’acqua del
mare; il naso piccolo e dritto. Le sue labbra
erano sottili, rosse come il corallo.
Quando sorrideva si scorgevano
due file di piccolissimi e
bianchissimi denti.
Una cascata di capelli biondi le
scendeva come una pioggia
d’oro sul lungo vestito bianco.
Emilio Salgari, Le tigri di Mompracem,
Fabbri

Chi potrebbe
essere Marianna?
Una principessa.
Una strega cattiva.
Perché, secondo te?

Dopo aver letto la descrizione di Marianna, completa le frasi.


La pelle della fanciulla era rosea come un fiore appena sbocciato.
Gli occhi erano azzurri come ..............................................................................................

Le labbra erano rosse come ...............................................................................................

Aveva una cascata di capelli biondi come ........................................................................

20
ca st ag ne e fogl ie secc he

L’AUTUNNO

Io vidi una mattina


l’Autunno camminare.
Aveva nella mano
tre gocciole di brina,
nel cesto un venticello
per sollevar le foglie.
Portava per mantello
un grigio nuvolone
e andava lento lento,
curvo sul suo bastone.
Antonio Mazzeo

Baffo ti insegna a ...


IE
CA P IR E L E P O ES

Ti ricordi che nelle poesie alcune Sai trovare nella poesia la parola che fa rima
parole sono in rima? Sono quelle con «nuvolone»? Scrivila qui: ...............................
che finiscono con lo stesso Unisci con una freccia le parole in rima.
suono.
bambino martello
In questa poesia, per esempio,
fanno rima mattina e brina, fiume codino
venticello e mantello. castello piume

21
ca st ag ne e fogl ie secc he

NEBBIOLINA AMICA
Gli strani rumori della foresta
spaventano la giovane lepre.
Che cosa sarà quel sc… sc… che ora
sente alle spalle?
Forse una foglia morta che è caduta
su altre foglie morte.
E questo insolito puf…?
Potrebbe essere una pigna che rotola
P i c c o l o d i z io na ri o giù per il pendio.
Esistono parole che esprimono E quel tic… tic… martellante?
i rumori che ha sentito la lepre. Saranno le ghiande che cadono al
Sc… sc… è un fruscio, cioè suolo.
un rumore molto leggero
causato da oggetti che
sfregano uno contro l’altro.
Puf… è un tonfo, cioè
un rumore causato
da qualcosa che cade.
Tic… tic… è un ticchettio,
cioè un rumore secco che
si ripete e che ricorda quello
dell’orologio.

Coda ti insegna a ...

CREARE GLI ANIMALI-FOGLIA


Raccogli un po’ di foglie cadute nel parco
o nel giardino della scuola. Incollale su un foglio
e completale con un pennarello cercando di ritrarre
la forma di un animale, come nell’esempio.

22
Sì, tutti questi strani rumori si possono anche
spiegare… però la lepre continua a essere
preoccupata. Per fortuna, ora si sta formando
la nebbia.
Quanto le piace tutto quel bianco che avvolge
la campagna: la lepre potrà ora correre
attraverso prati e campi senza essere vista!
Per orientarsi, le basterà fiutare le sue vecchie
tracce.
E grazie a questa nebbiolina amica potrà
introdursi nel frutteto del villaggio... anche in
pieno giorno!
Anne-Marie Dalmais, 366… e più storie della natura, Fabbri

Baffo ti insegna a ...


DE S C R I VE R E

In questo testo l’autrice descrive il bosco attraverso i suoni


e i rumori che si possono ascoltare.
Quali rumori ha sentito la lepre nel bosco?
Ha sentito il rumore di una .............................................. che ................................... ,

di una ............................ che rotola e delle ............................ che ............................ .

23
ca st ag ne e fogl ie secc he

GEREMIA E LE GHIANDE
Nel bosco le foglie delle querce sono
ormai tutte gialle.
Lo scoiattolo Geremia salta da un
ramo all’altro. Sale lungo il tronco
degli alberi e poi scende di corsa.
Risale portando tra le zampette
alcune ghiande. Le deposita nella
sua tana e poi ricomincia a correre
su e giù, su e giù…
La lepre lo vede e gli chiede:
– Ciao! Insegni anche a me a salire
sugli alberi?
– Adesso non posso, non vedi che
sto facendo provviste per l’inverno? –
risponde Geremia.
– E allora quando potrai? – insiste
la lepre.
– Magari la prossima primavera, se
hai la pazienza di aspettare!
E riprende il suo lavoro tutto
Segna con X le frasi che indaffarato.
si riferiscono al racconto.
Baffo ti insegna a ...
La tana di Geremia è dentro
R I C ONO S C ER E
la quercia.
I P ER S ONAG G I
Geremia si prepara per l’inverno.
Nel racconto che hai letto ci
La lepre ruba le ghiande allo
sono due personaggi: Geremia
scoiattolo.
è il personaggio principale, cioè
Perché lo scoiattolo fa il personaggio più importante; la
provviste per l’inverno? Che lepre, invece, è il personaggio
cosa farà fino a primavera? secondario.

24
ARRIVA
,
L

Osserva la fotografia e Descrivi le bambine a voce


rispondi alle domande. e sul quaderno.
Dove si trovano le persone Che cosa indossano? Com’è il
raffigurate? loro viso?
Che cosa ti fa capire
che è autunno?
Che cosa vedi
sullo sfondo?
,
POESIE D AUTUNNO
Quando arriva la nebbia d’autunno,
le persone sembrano tutte fantasmini
di Halloween.

Un oceano di foglie morte


avvolge il mondo
sprofondato nel silenzio.

Silenzio!
La natura si sta addormentando.

Il sole stanco è sparito,


nascondendosi tra le montagne.
AA.VV., Haiku, Pedrini

La pioggia lava le foglie,


le rondini partono per un lungo viaggio,
i bambini vanno a scuola,
,
questo è l autunno.
1. Scegli le tre poesie che ti piacciono di più 2. In un piatto prepara un po’ di tempera
e copiale ciascuna dentro una foglia. con i colori dell’autunno: giallo, rosso,
Nella quarta foglia scrivi un pensiero marrone.
sull’autunno inventato da te e ritaglia le Prepara anche una ciotolina piena
quattro foglie. d’acqua e un pennello.

3. Dipingi un foglio mescolando i colori, poi 4. Incolla le tue foglie-pensiero sul foglio: hai
lascia asciugare. creato un quadretto autunnale.
FOGLIE - PENSIERO

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.............................................
,
GIOCHI D AUTUNNO Aiuta il leprotto
a tornare nella
sua tana.

Scrivi le iniziali dei nomi delle cose e degli animali disegnati


e otterrai il nome di un albero i cui frutti maturano in autunno.

1 2 3 4

5 6 7 8

1 2 3 4 5 6 7 8
ca st ag ne e fogl ie secc he

IL RICCIO E IL MARE
Il riccio vorrebbe sapere com’è fatto il mare.
Così una mattina d’autunno lascia la sua
tana nel bosco e si incammina verso il mare.
Cammina cammina, arriva davanti al fiume.
– Ehilà! C’è qualcuno che mi aiuta
ad attraversare? – chiama.
Arriva un’anatra, si carica il riccio sulla
schiena e lo trasporta sull’altra riva.
Il riccio riprende a camminare
e alla fine arriva davanti al mare.
Un’onda viene a sbattere sulla riva,
facendo P fff-ff-uuuuf!
Poi fa Ssssccc! e si ritira.
Il riccio fa un passo avanti e dice a sua
volta: – P fff-ff-uuuuf!
Poi fa un passo indietro e dice: – Ssssccc!
E quando a casa la sera si addormenta, ha l’impressione di essere
anche lui il mare, un mare a quattro zampe. E mentre dorme,
le sue spine si alzano e si abbassano proprio come fanno le onde.
..
Serguei Kozlov, Il Riccio e i suoi amici, Einaudi Ragazzi

Baffo ti insegna a ...


Segna con X le risposte esatte. R IC ONO S CE R E
Dove abitava il riccio? I P ER S ONA G G I

Nel bosco. Sulla riva del mare. Anche in questo racconto


Mentre il riccio dormiva, che cosa succedeva ci sono due personaggi.
alle sue spine? Il riccio è il personaggio
principale, dunque è il
Restavano immobili. protagon ista della storia;
Si alzavano e si abbassavano come le onde l’anatra è il personaggio
del mare. secondario.

31
ca st ag ne e fogl ie secc he

IL NASO
– Mamma! – disse Luigi una mattina
appena sveglio. – Non trovo più il naso!
– Dove lo avevi messo ieri sera? –
chiese la mamma.
– Lo avevo messo sul comodino come
tutte le sere.
– Sei sicuro? Guarda bene che non
sia caduto a terra.
Luigi cominciò a cercare
dappertutto, anche sotto il letto.
Alla fine si mise a piangere.
– Mamma, come faccio domani?
Non posso andare a scuola senza
naso!
In quel momento arrivò la nonna e
disse: – Ma che cosa state dicendo?
Nessuno si leva il naso la sera, quando
va a letto. E tu, non vedi che il naso ce
l’hai lì, proprio in mezzo al viso?
E TU? Allora Luigi smise di piangere e disse ridendo: – Ma
FESTEGGI nonna, io sto cercando il naso di cartone che devo
HALLOWEEN? mettere con la maschera perché domani è Halloween!
IN CHE MODO?
Silvana Carnevali Rocca, La casa dei numeri, La Editoriale Libraria
RACCONTA.

Baffo ti insegna a ...


CA P IR E I R AC CO
N TI Rispondi alle domande.
Nel racconto, Luigi e la nonna parlano Perché il bambino si mise
senza capirsi: si crea, cioè, un malinteso a piangere?
che rende comica la situazione. Perché, invece, alla fine
scoppiò a ridere?

32
ca st ag ne e fogl ie secc he

HALLOWEEN
Per le strade stan sfilando Pi c co l o d iz io nar i o
diavoletti, streghe brutte, Ognissanti è la festa
un fantasma, il mostrozucca… di tutti i Santi che cade
Che succede questa sera? ogni anno il 1o novembre.
Non è il caso di tremare,
sono i mostri tutti finti
della festa d’Ognissanti.
Fan dispetti solo a quanti
non regalano i dolcetti.
Che golosi quei fantasmi,
streghe brutte e diavoletti!
Maria Vago,
101 filastrocche per 4 stagioni, Larus

.......................................................

....................................................................

.......................................................

Baffo ti insegna a ...


O ES IE
S TU D IA R E LE P
Ti ricordi come si impara a memoria
una poesia? Prima devi leggere Secondo la tradizione, quale
e ripetere il primo pezzo, cioè la prima domanda fanno i bambini
strofa. Poi devi leggere e ripetere, travestiti che bussano alla
una per una, le altre strofe. Infine, devi porta delle case?
ripetere la poesia tutta intera. Scrivila nel fumetto.

33
ca st ag ne e fogl ie secc he

STREGHE E STREGHETTE
Mia nonna Nereide è una strega, una vera strega
con scopa e cappello. Io le somiglio moltissimo!
Dovreste vedermi quando cavalco la mia scopa
a motore… o quando preparo le mie super formule
magiche.
In questo periodo sto imparando a usare
la bacchetta. La prima volta che l’ho provata,
ho combinato un guaio serio: ho trasformato
la mia maestra in un allegro… pupazzo di legno!
Che figuraccia!
Mi ci è voluta quasi una settimana per farla tornare
in carne e ossa… Tutta colpa della formula che non
riuscivo a ricordare!

Secondo te, questo racconto è realistico Chi è la protagonista


oppure fantastico? della storia che hai
Realistico, perché racconta fatti che possono letto? Segna con X.
accadere nella realtà. Nonna Nereide.
Fantastico, perché racconta fatti che non possono La nipotina di nonna
accadere nella realtà. Nereide.

34
Fai finta di essere anche
tu un piccolo mago o una
piccola strega. Quale
magia ti piacerebbe fare?
Oggi voglio provare a riordinare Scrivila qui.
la mia camera con la bacchetta, ma non sono .............................................

sicura di ricordarmi la formula magica. .............................................


Adesso mi concentro… .............................................
Arcipiegare, granspolverare .............................................
Su, bacchettina, datti da fare, Adesso inventa una
e lordine in camera fammi tornare! formula magica per la
Maristella Maggi, Ciao! Mi chiamo Fliggy, La Spiga tua magia e scrivila nel
«Libro delle Magie».

L ibr o d el le Magie

35
ca st ag ne e fogl ie secc he

IL PICCOLO FANTASMA
C’era una volta un piccolo fantasma
che viveva in una vecchia casa.
Lì abitava anche una pittrice
di nome Holly.
Holly dipingeva nel suo studio.
Ogni tanto si sentivano strani rumori,
ma quando qualcuno le chiedeva:
– Ci sono dei fantasmi? – Holly
rispondeva: – Niente affatto.
Il piccolo fantasma pensò così che
«niente affatto» fosse il suo nome.
Niente Affatto amava guardare
Holly mentre dipingeva i suoi
quadri e, dato che era invisibile,
Holly non si accorgeva mai di lui.

Coda ti insegna a ...


LE FO GL IE
CR EA RE FA NT A SM I CO N
MATERIALE OCCORRENTE
~ foglie
~ un foglio
~ una ciotola con l’acqua
~ una spugnetta
~ tempere

1. Sistema le foglie sul 2. Tieni bene ferma ogni 3. Togli con attenzione
foglio da disegno e foglia mentre passi le foglie: sul foglio
prepara la ciotolina la spugnetta imbevuta rimarrà solo la loro
con l’acqua. di tempera. sagoma!

36
L’AUTORITRATTO
Una mattina Holly doveva illustrare un libro di fantasmi ma
siccome non ne aveva mai visto uno, non sapeva come fare.
Niente Affatto decise di aiutarla. Volò davanti a lei e fece
delle giravolte. Ma Holly non lo vide. Allora Niente Affatto
fece una cosa straordinaria: prese una matita e disegnò sé
stesso. Holly non poteva credere ai suoi occhi: la matita
stava disegnando da sola!
Poco dopo apparve l’immagine a forma di pera di un
fantasmino che le sorrideva. Sotto il disegno c’era scritto:

TO .
QU ES TO E IL MI O RI TR AT
CO N AF FE TT O
DA NI EN TE AF FA TT O

Da quel giorno, quando qualcuno chiedeva Hai capito come ha fatto


a Holly se c’era un fantasma in casa sua, Holly ad accorgersi della
Holly rispondeva: – Niente Affatto. presenza del piccolo
Ed era vero! fantasma? Spiegalo con
Georgie Adams-Selina Young, Un anno pieno di storie, Mondadori le tue parole.

37
CODA E I COLORI
Tutto ciò che ci circonda è colorato. Nell’ambiente naturale
possiamo osservare una straordinaria varietà di colori.
Osserva le fotografie e descrivi ciò che vedi.

Anche gli artisti hanno dipinto i loro quadri utilizzando tanti colori!
Osserva i quadri e rispondi.

Gustave Courbet, L’onda (1869) Vincent van Gogh, Salici al tramonto (1888)

– Quali paesaggi rappresentano i due quadri?


– Quali stagioni raffigurano, secondo te? Osserva gli alberi e il cielo.
– Quale dipinto è più allegro? Perché, secondo te?

38
COLORI CHIARI, COLORI SCURI
Hai notato che ogni colore può essere più chiaro,
più scuro, più brillante o meno acceso?
Un colore, infatti, può avere diverse gradazioni, dalla più chiara
alla più scura. Osserva:

Se a un colore-base aggiungi alcune Se, invece, aggiungi alcune


gocce di bianco utilizzando un gocce di nero, otterrai
pennello, otterrai un colore più chiaro. un colore più scuro.

Prova tu scegliendo il colore


che preferisci.

Completa tu le sequenze.

39
m p a r a con me
I
Per raccontare una storia
In un racconto i fatti devono essere narrati in modo ordinato,
altrimenti è difficile capire che cosa succede.
Osserva i disegni qui sotto e racconta, prima a voce e poi sul quaderno.

LINIZIO I FATTI LA CONCLUSIONE

Prima Dopo Poi

Prova tu a costruire una storia nella striscia: disegna e poi racconta


sul quaderno.

LINIZIO I FATTI LA CONCLUSIONE

Prima Dopo Poi


40
Scrivi con me
La conclusione di una storia
Le frasi della storia non sono in ordine!
Leggi con attenzione, poi numerale da 1 a 3.
Laura racconta:
Pigolavano piano piano e, in breve, da piccoli
e ossuti sono diventati delle palline gialle,
piumose e leggere come grossi fiori di mimosa.
È stato bellissimo quando le uova si sono
schiuse e ho visto uscire gli anatroccoli.
L’anatra se ne stava già da un bel po’
a covare la nidiata e finalmente
il gran giorno è arrivato.

Ora aggiungi la conclusione: che cosa avrà fatto Laura?


4 ..........................................................................................................................................

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...................................................................................................................................................

...................................................................................................................................................

41
r i v i c o nm e
S c
Linizio di una storia
Leggi la parte centrale e la parte finale di questo racconto, poi scrivi
l’inizio e trova un titolo adatto.

Titolo: .........................................................................
..................................................................................................................................................

..................................................................................................................................................

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..................................................................................................................................................

Una domenica mattina, Brik sentì odore


di gas uscire dalla cucina di casa.
Il cane si mise a correre verso
il padroncino, che stava leggendo
i giornalini in giardino.
Il bambino capì subito
che era successo
qualcosa di pericoloso
e andò ad avvertire il
papà, che subito chiuse
le valvole e avvisò gli
operai del gas.
Gli operai ripararono
il guasto e Brik ebbe
in premio un grossissimo
osso da rosicchiare.

42
Scrivi con me
Una storia in disordine
Le sequenze della storia sono in disordine!
Leggi, numera le frasi e i disegni nel modo esatto
e poi riscrivi il racconto in ordine sul quaderno.

Aiuto… affoghiamo!
Un giorno, per sbaglio, un bambino buttò
una manciata di detersivo nella vaschetta dei
suoi pesciolini.

La mamma arrivò appena in tempo per


cambiare l’acqua.
se fossse possibile fare
I pesciolini si precipitarono sui granelli tante scene di ogni-
credendo che fosse mangime, ma dalla loro pezzo molto buffe per
sottolineare il non
bocca incominciarono a uscire enormi bolle. sense del disordine

Per fortuna, i pesciolini furono salvati!

L’acqua divenne tutta bianca


con tanta schiuma.

43
pe r raccontare un a stor ia

LA BELLA FRITTELLA
C’erano due vecchietti, marito e moglie, che avevano voglia
di frittelle. Allora presero latte e farina, impastarono una bella
frittella, la misero a friggere nella padella e poi a raffreddare
sulla finestra.
Ma la frittella non aveva nessuna voglia di essere mangiata e
perciò rotolò via, prima per il cortile, poi per il sentiero.
La vide un leprotto ghiotto che le corse dietro dicendo:
– Frittella, come sei bella! Credo che ti mangerò!
– E io credo di no! – rispose la frittella rotolando via così in
fretta che il leprotto non riuscì a seguirla.
La vide un lupo ingordo che le andò dietro strillando:
– Frittella, come sei bella! Credo che ti mangerò!
– E io credo di no! – rispose la frittella e ruzzolò lontano
lasciandosi alle spalle il lupo.
E via, per campi e prati, fino a che arrivò al
grande fiume.

44
Baffo ti insegna a ...

LA VOLPE CA P IR E I R AC CO
N TI

Una storia può svolgersi


– Povera me! – sospirò la frittella che non
in diversi luoghi, come
sapeva nuotare. – Sono sfuggita ai vecchietti nel racconto che hai letto.
golosi, al leprotto ghiotto e al lupo ingordo, In quale luogo in izia la storia
ma ora come faccio? della frittella?
– Ti aiuto io! – disse la volpe furbetta. Dove f in isce, invece?
– Mettiti a sedere sulla punta del mio naso
e ti porterò dall’altra parte del fiume.
– Grazie! – rispose la frittella saltando sul
naso della volpe. Disegna un vicino
Ma la volpe furbetta tirò fuori la lingua all’inizio della storia
e ne fece un solo boccone! e un vicino alla
sua conclusione.
Francesca Lazzarato, Mille anni di storie divertenti, Edizioni EL
Numera nell’ordine
giusto i luoghi in cui
si è trovata la bella
frittella durante
il suo viaggio.

45
pe r raccontare un a stor ia

LA STORIA SENZA FINE

C’era una volta un re che aveva


una figlia bellissima.
Molti la chiesero in moglie, ma il re disse
che l’avrebbe data solo a chi fosse stato capace
di raccontare una storia senza fine.
Accorsero principi da tutte le parti, ma prima
o poi le storie finivano, e la principessa non riusciva
mai a sposarsi.
Un giorno, però, arrivò a palazzo un ragazzo così povero
che non aveva neppure le scarpe ai piedi.
Anche lui voleva raccontare una storia e incominciò così:
– C’era una volta un uomo che costruì un enorme granaio
e sul tetto lasciò un buchino da cui non poteva passare
altro che una formica alla volta. E quando il granaio fu pieno
di grano, dal buchino sulla cima entrò una formichina che prese
un chicco di grano e se lo portò via, e poi entrò un’altra
formichina che prese un chicco di grano e se lo portò via…

46
Il ragazzo andò avanti per ore, finché la principessa e tutta
la corte si addormentarono.
E quando si svegliarono, la mattina dopo, il re disse:
– Basta! Questa è davvero una storia senza fine. Prenditi
mia figlia e non ne parliamo più!
Così il ragazzo si sposò con la principessa e non fu mai più
povero, per tutta la vita.
Francesca Lazzarato, Mille anni di storie divertenti, Edizioni EL

Secondo te, chi è il protagonista di questo racconto?


Quali sono gli altri
personaggi? Segnali
con X.

47
pe r raccontare un a stor ia

LA MICIA CATI SI NASCONDE


La micetta Cati aveva un nuovo fratello,
Gigio.
Una sera Cati portò il suo orsacchiotto
alla mamma micia.
– Per favore, potresti fare al mio
orsacchiotto un paio di pantaloncini
nuovi? – chiese.
– Non ora – rispose la mamma. – Devo
fare il bagnetto a Gigio.
Allora Cati andò da papà micio.
– Mi leggi una storia? – chiese.
– Non adesso, Cati, sono stanco. Gigio
ci ha tenuti svegli tutta la notte!
Cati si sentiva molto sola. Così un
pomeriggio si nascose. Andò nel giardino
e si chiuse dentro il capanno degli
attrezzi.
«Qui nessuno mi troverà!» pensò Cati.
Intanto mamma e papà Smicioloni la
cercavano per tutta la casa.
– Cati! Dove sei? – chiamavano
preoccupati.

Coda ti insegna a ...

CON OSC ERE UNA NIN NA NA NNA


Se hai un fratellino o una Stella stellina
sorellina molto piccoli puoi la notte si avvicina
provare a cullarli recitando la notte è scura scura
una ninna nanna. ma io non ho paura!

48
TI VOGLIAMO BENE!
Quando sentì chiamare il suo nome, Cati Scegli la conclusione
iniziò a piangere. La mamma la sentì, aprì della storia che ti
la porta del capanno e la trovò in un angolo sembra più adatta e
buio. Allora la sollevò e le diede un grosso scrivila al posto dei
puntini.
bacio. C’era anche papà, con Gigio in
braccio. si sedette vicino al letto di
– Ti vogliamo tutti bene! – le disse papà. Cati e le raccontò una storia.
Quella sera Cati giocò con Gigio e aiutò la si sedette sulla poltrona
mamma a farlo addormentare. Poi il papà a leggere il giornale.
................................................................................... Rispondi alle domande.
................................................................................... Perché Cati era gelosa del
fratellino?
...................................................................................
Che cosa fece allora?
...................................................................................
Chi la trovò?
...................................................................................
Che cosa fecero la mamma
Georgie Adams-Selina Young, Un anno pieno di storie, Mondadori e il papà?

49
pe r raccontare un a stor ia

LA LEGGENDA DELL’ABETE
Tanti e tanti anni fa sulle montagne c’erano solo
piccole siepi e rovi. I folletti della montagna
andarono dal loro re a lamentarsi.
– Fa un caldo terribile e non c’è nulla che faccia
un po’ di ombra.
Il re li fece tacere e si mise a pensare:
«I folletti hanno ragione, qui fa un caldo tremendo.
Ci vorrebbe qualcosa che fosse abbastanza alto, che
non occupasse troppo spazio e che si allargasse al di
sopra della testa di chi cerca riparo».
Allora batté la terra con il piede e nacque un grande
albero con tante foglie. I folletti erano felici: adesso
potevano stare all’ombra e giocare a nascondino.
Ma quando arrivò l’autunno, l’albero perse tutte
le foglie.

50
UN RIFUGIO SICURO
I folletti andarono di nuovo dal re.
– Il nostro albero ha perso tutte le foglie.
E adesso sotto che cosa ci ripareremo quando
cadrà la neve?
Allora il re si incamminò su un sentiero,
con tutti i folletti al seguito. Arrivarono in
una valle sotto la cima della montagna,
dove era già caduta la prima neve.
Il re fece un buco nella neve con il piede
e nacque un nuovo albero, alto, largo
e con tanti rami bassi che formavano
una specie di rifugio dove i folletti
potevano ripararsi. Al posto delle foglie
aveva piccoli aghi che non cadevano
mai, nemmeno in autunno.
I folletti decisero che da quel momento
sarebbe stato il loro albero preferito
e lo chiamarono abete.
Bernard Clavel, Légendes des montagnes et forêts, Hachette

Rispondi alle domande. Baffo ti insegna a ...


N TI
Che cosa chiesero i folletti CA P IR E I R AC CO
la prima volta al loro re? Perché? Le storie fantastiche spesso si svolgono
Che cosa accadde poi? in un tempo molto lontano, immaginario,
Che cosa chiesero, allora, che non si può definire in modo preciso.
la seconda volta? Questi racconti, infatti, inziano di solito
con espressioni come «C’era una volta…»
Che cosa fece il re?
oppure «In un tempo lontano…» o ancora
Quale nome diedero i folletti «Tanti e tanti anni fa…».
al nuovo albero?

51
fi o cc hi di ne ve e gocc e di piog gia

NATALE AL CONTRARIO
Nella città al contrario, durante le vacanze di Natale,
i negozi sono chiusi. Se no, che vacanze sono?
Sulle porte d’ingresso i negozianti mettono il cartello

Così anche i grandi hanno imparato che è molto più


divertente fabbricare i regali, piuttosto che
comperarli.
Per esempio molte persone scrivono letterine
colorate affettuose con scritto Buon Natale,
altre invece confezionano quadretti di
collage, collane di stoffa, braccialetti di
perline, anellini di plastilina, sculture di sassi
e foto con fiocchetti.
Vivian Lamarque, Mettete subito in disordine!
Storielle al contrario, Einaudi Ragazzi

Vero o falso?
E TU?
QUALE REGALO VORRESTI
Nella città al contrario, durante CONFEZIONARE PER LA TUA
le vacanze di Natale i negozi sono MAMMA O PER IL TUO PAPÀ?
aperti fino a tarda sera. V F SCRIVI QUI.
.........................................................
Nella città al contrario, durante
le vacanze di Natale non si spendono .........................................................
soldi per comprare regali. V F .........................................................

52
fi o cc hi di ne ve e gocc e di piog gia

LA SLITTA DI BABBO NATALE


La slitta è stracolma di mille e più doni
che Babbo Natale darà ai bimbi buoni!
Tra i tetti innevati lui sfreccia deciso,
la luna nel cielo gli fa un gran sorriso!
Al loro risveglio, i bimbi beati
trovano i doni e son tutti eccitati!
E mentre i bambini contenti fan festa,
Babbo Natale a dormire si appresta.
Cullato dall’eco di un riso gioioso,
sereno si gode il giusto riposo:
Buon Natale, Babbo Natale!
da Piccolo, magico Natale, Edi Bimbi

Colora allo stesso modo le parole


che fanno rima tra loro, come negli
esempi.
doni sorriso beati appresta gioioso

deciso buoni festa eccitati riposo

53
fi o cc hi di ne ve e gocc e di piog gia

IL SALAME DI CIOCCOLATO
Occorrente biscotti cacao zucchero
secchi amaro a velo
3 tuorli burro
d’uovo a pezzetti

1. Metti il burro su un 2. In una ciotola sbatti 3. Aggiungi il burro


piatto e aspetta che tuorli e zucchero, per a pezzetti, il cacao
diventi morbido. ottenere una crema. e mescola bene.

4. Sbriciola i biscotti, 5. Avvolgi il salame 6. Al momento di


impasta bene il in un foglio di carta servirlo, fallo tagliare
composto e dagli la di alluminio e mettilo a fette dalla mamma
forma di un salame. in frigorifero. o dal papà.

E TU?
CHE COSA MANGI A MERENDA DI SOLITO? SEI GOLOSO DI DOLCI
OPPURE NO? AIUTI LA MAMMA E IL PAPÀ IN CUCINA? IN CHE MODO?
RACCONTA.
54
ARR IVA
,
L

Rispondi alle domande.


Dove si trovano le persone che vedi nella fotografia?
Che cosa stanno facendo?
Come potresti definire la loro espressione? Spaventata. Divertita.
Hai capito che cos’è la nuvola biancastra davanti al viso del bambino?

Prova a dare un titolo alla fotografia:


Giochi con la neve
Nella neve
...................................................
,
POESIE D INVERNO

INVERNO
E l’inverno viene tremando
vien tremando alla tua porta
sai tu dirmi che ti porta?
Un fringuello irrigidito
e poi neve, neve a fiocchi
e ghiaccioli grossi un dito.
Angiolo Silvio Novaro, Il cestello,
Mondadori

IL SOLITO INVERNO
Signori miei, son qua!
Sono il solito inverno
che ripiglia il governo
finché la primavera tornerà.
Non porto novità:
con la solita neve
comincerò tra breve
a decorare tutta la città.
Lina Schwarz, Ancora… e poi basta!, Mursia
1. Ispirati alle poesie e inventane una per il 2. Incidi le tre linguette seguendo il
tuo biglietto d’auguri. Scrivila sul tratteggio viola e piegale in avanti lungo
biglietto, ritaglialo e piegalo a metà la linea rossa.
seguendo il tratteggio.

3. Ritaglia le tre figure sotto il biglietto e 4. Ritaglia un foglio grande come il


incollale sulla parte inferiore delle biglietto e incollalo dietro. Potrai
linguette. decorarlo con una scritta di auguri.

5. Quando la colla sarà asciugata bene, piega il


biglietto e poi aprilo: i pupazzetti resteranno in
piedi. Ora puoi regalare il biglietto a chi vuoi:
puoi conservarlo per le feste di Natale oppure
usarlo per il compleanno di un amico.
UN BIGLIETTO DI AUGURI

............................................................................................................................

............................................................................................................................

............................................................................................................................
,
GIOCHI D INVERNO
Ogni oggetto fa coppia con
un altro, tranne due. Quali?

Cerca le parole nascoste Sulla tavola di


nello schema. Natale ci sono…

sciare neve
slitta pattinare
ghiaccio funivia

K S G C R R U M T A
O B H E E N F P R H
S C I A R E U F G L
B P A T T I N A R E
D R C S T O I A F P
O D C L N E V E N I
S L I T T A I O A S
O F O N M I A H W R
fi o cc hi di ne ve e gocc e di piog gia

BUON ANNO ALL’UOMO DI NEVE


È la mattina del 31 dicembre. Nevica. Il topolino mette
il muso fuori dalla tana.
– Brrr… che freddo! – e torna dentro a farsi un caffè.
Anche la rana mette una zampina fuori: – Brrr… qui
fuori non si resiste! – chiude la porticina e va a farsi un
cappuccino.
Il tasso mette fuori il musino bianco e nero: – Brrr…
accipicchia! – e torna nella tana a farsi una tazza
di cioccolata. Toc toc! Qualcuno bussa… Toc toc!
– Chi è? – chiedono il topolino, la rana e il tasso.
– Sono un uomo di neve! Ho sentito un buon
profumo uscire dalla vostre case. Che cos’è?
– È il caffè – dice il topolino.
– È il cappuccino – dice la rana.
– È la cioccolata – dice il tasso.
– Peccato! – dice l’uomo di neve. – Sono
cose buone e profumate ma calde. E a me le
cose calde fanno male. Mi sciolgono.
– Senti, uomo di neve, – dice il tasso – ho
un ghiacciolo alla menta nel frigorifero. Lo vuoi?
– Grazie! – dice l’uomo di neve. – E buon anno, cari amici!
Roberta Grazzani, Tante piccole storie, Vita e Pensiero Ragazzi

Cancella il personaggio che non è presente nella storia.

61
fi o cc hi di ne ve e gocc e di piog gia

CAPODANNO
Filastrocca di capodanno
Completa la
fammi gli auguri per tutto l’............................. : filastrocca:
voglio un gennaio col sole d’aprile, scegli le parole
un luglio fresco, un marzo ............................. , dall’elenco e
scrivile al
voglio un giorno senza sera, posto giusto.
voglio un mare senza ............................. , pesco
voglio un pane sempre fresco,
bufera
sul cipresso il fiore del ............................. ,
che siano amici il gatto e il cane, solamente
che diano latte le ............................. . anno
Se voglio troppo, non darmi niente, fontane
dammi una faccia allegra ................................. .
Gianni Rodari, Filastrocche in cielo e in terra, Einaudi Ragazzi gentile

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fi o cc hi di ne ve e gocc e di piog gia

LA BEFANA
La Befana è una simpatica vecchietta
che non è veramente brutta come
si dice: si veste solo in modo un
po’ originale.
Porta dei vecchi maglioni
tutti sformati, una gonna
lunga piena di toppe, dei
guanti senza dita per
ripararsi dal freddo.
In testa ha un fazzoletto di
lana gialla. In mano tiene
un sacco di tela robusta dove
ci sono i doni per i bimbi.
Ai piedi ha delle scarpe rotte da cui Baffo ti insegna a ...
si vedono uscire le dita. DES CR IVER E
Viaggia su una scopa che va veloce Quello che hai letto è il ritratto
come un razzo e non le importa se di un personaggio fantastico.
piove o se c’è la neve. Sapresti fare il ritratto della strega
È molto veloce: entra dal camino, di Biancaneve, di Cappuccetto
riempie le calze e va via. Rosso o del Gatto con gli stivali?
Lo Scaramazze, Io credo che la Befana, Disegna e scrivi la tua descrizione
Edizioni Lapis sul quaderno.

Cerchia gli indumenti indossati dalla Befana.

63
fi o cc hi di ne ve e gocc e di piog gia

GIOCHI DI NEVE
Faremo un bel pupazzo
con gli occhi di bottoni,
il naso di carota,
la sciarpa a penzoloni.
In mano avrà una scopa
che perde un po’ la paglia;
ci lanceremo palle
sarà una gran battaglia.
Andremo sulla slitta
veloci più del vento,
faremo scivolate,
che gran divertimento!
Maria Loretta Giraldo, Filastrocche sotto
la neve, Giunti Junior

Completa tu il disegno del pupazzo con gli elementi che mancano.


Colora allo stesso modo le parole che fanno rima tra loro.
vento paglia bottoni divertimento penzoloni battaglia

64
fi o cc hi di ne ve e gocc e di piog gia

ANIMALI IN INVERNO
Gli animali in inverno si difendono dal freddo in molti modi.
Alcuni animali, come per esempio
la marmotta, vanno in letargo,
cioè dormono per alcuni mesi
dentro una tana. Così consumano
meno energia e usano l’energia
risparmiata per scaldarsi.

Altri, come i serpenti,


si raggomitolano in gruppi,
così l’aria fredda non riesce
a infilarsi tra un corpo
e l’altro.

La pelliccia di certi animali, come per esempio


la lepre, diventa più folta. In questo modo l’aria
che resta intrappolata tra gli strati di pelo
si riscalda e mantiene caldo tutto il corpo.
Valerie Wyatt, Tempo da lupi, Editoriale Scienza

Baffo ti insegna a ...


DES CR IVER E

Nel testo che hai letto l’autrice ha descritto


il comportamento di alcuni animali durante Che cosa vuol dire
l’inverno. Per descrivere un animale, infatti, andare in letargo?
occorre osservare, oltre all’aspetto f isico, Spiega con le tue
anche le sue abitudin i. parole.

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COLORI CALDI E FREDDI
Osserva i due dipinti e rispondi.

Vincent van Gogh,


Casolari con il tetto di paglia a Cordeville (1890)

Paul Cèzanne,
Castagni e fattoria al Jas de Bouffan (1884)

– Che cosa rappresentano?


– Quali colori vedi?
– A che cosa ti fanno pensare i due dipinti?

I colori si classificano in colori caldi e colori freddi.

I colori caldi sono quelli


che vanno dal rosso al giallo.

I colori freddi sono quelli


che vanno dal verde al viola.

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Osserva e scrivi nei riquadri C se il disegno ti fa
pensare al caldo, F se ti fa pensare al freddo.

Osserva i due dipinti e rispondi segnando con X.

Eugéne Delacroix, Fleurs (1848) Claude Monet, Scogli a Belle-Ile (1886)

– Questi colori ti fanno pensare a… – Questi colori ti fanno pensare a…


caldo freddo caldo freddo
una sensazione gradevole una sensazione gradevole
una sensazione sgradevole una sensazione sgradevole
tranquillità agitazione tranquillità agitazione

67
fi o cc hi di ne ve e gocc e di piog gia

NOTTE MANGIONA
In inverno è la notte
affamata e il giorno inghiotte,
come fosse un biscottino:
ogni volta un pezzettino.

Pi c co l o d iz io nar i o
Zitta zitta, quatta quatta
poco a poco lei lo sfratta. Sfrattare vuol dire
Com’è buio, al mattino! mandare via bruscamente
Com’è scura, l’aria a sera! qualcuno da un luogo.
Quando torna primavera?
Maria Vago, 101 filastrocche
per 4 stagioni, Larus

Qual è, secondo te, il significato di questa poesia?


In inverno le ore di buio sono di più delle ore di luce.
In inverno c’è molta luce al mattino.

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fi o cc hi di ne ve e gocc e di piog gia

ASCOLTAMI, INVERNO
Ascoltami, inverno,
non sognarti di entrare.
Mi piaci sui rami,
sdraiato nel cielo,
disteso sul mare,
seduto sul prato.
Ma ascoltami, inverno,
non ti voglio qui dentro.
Se bussi sui vetri,
ti soffio sul naso.
Se suoni alla porta,
io non ti aprirò.
Ascoltami, inverno,
non ti voglio qui dentro.
Adesso esco io,
possiamo giocare.
Mi piace trovarti
sull’uscio di casa,
sentir sulla faccia
le tue dita gelate.
Ascoltami, inverno,
non ti voglio qui dentro.
L’autrice della poesia
Qui dentro è il mio cuore. parla con l’inverno
Giusi Quarenghi, E sulle case il cielo, come se fosse una
TopiPittori persona.

E TU?
Immagina anche tu
che l’inverno sia un
HAI CAPITO PERCHÉ vecchio signore e
È IMPORTANTE CHE NEL CUORE scrivigli un pensiero
DELLE PERSONE NON CI SIA sul tuo quaderno.
,
MAI L INVERNO?

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fi o cc hi di ne ve e gocc e di piog gia

FIOCCHI DI NEVE
– Chissà dove andremo! – si chiedevano alcuni piccoli
fiocchi di neve che cadevano in un giorno d’inverno.
– Io voglio finire su un tetto insieme ai miei compagni,
così chiacchiereremo un po’ prima di scioglierci!
– Io invece vorrei coprire un albero di Natale; li guardavo
sempre da quassù!
– E io vorrei cadere sulla coda di un gatto per farlo
arrabbiare!
– E io vorrei diventare una piccola parte di un pupazzo
di neve!
– Io vorrei finire sulla mano di un bimbo!
– E io vorrei... io vorrei ... io vorrei ... – continuava a ripetere
un fiocco, ma non riusciva a trovare un sogno da realizzare.
Arrivò il vento e spinse tutti i fiocchi in varie direzioni;
ognuno andò dove voleva andare, ma il fiocco indeciso restò
nel cielo a girare e a pensare per tutto l’inverno.
Maria Bucciero

Rispondi.
In quale stagione si svolge il racconto
che hai letto?
Chi sono i protagonisti del racconto?
Dove volevano cadere i fiocchi di neve?
Dove rimase il fiocco indeciso?

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fi o cc hi di ne ve e gocc e di piog gia

UN MISTERO TRA I MONTI

Simone abitava in una casetta sperduta


fra i monti. Gli piaceva andare in slittino
fra i boschi e costruire tanti pupazzi di neve.
Un giorno, mise a ognuno dei suoi omini
di neve noci per occhi, fagioli e ceci come
bottoni, una bella carota per naso e un
ciuffo di paglia come scopa.
Ma l’indomani ebbe una brutta sorpresa: il naso,
gli occhi e i bottoni dei suoi omini erano spariti! Rispondi.
Allora decise di indagare. Quella notte, mentre
Dove abitava Simone?
tutti dormivano, si arrampicò su un albero.
Da lassù poteva vedere tutto intorno e Che cosa gli piaceva
fare?
sorprendere il ladro. A un tratto sentì dei
rumori: erano tanti animali che mangiavano Che cosa successe,
avidamente tutto quello che c’era di buono sui un giorno, ai suoi omini
di neve?
pupazzi. Avevano molta fame perché lo spesso
manto di neve aveva sepolto erbe e radici. Da Che cosa fece Simone
quella notte, Simone lasciò sempre un po’ di per indagare?
cibo per loro. Che cosa scoprì?
Gino Alberti-Linda Wolfsgruber, Simone e gli animali, Arka Che cosa fece, allora?

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fi o cc hi di ne ve e gocc e di piog gia

DANZANDO SUL GHIACCIO


Lunedì, 30 gennaio 2010
Cara Francesca,
devo proprio raccontarti quello che ho fatto sabato!
Ti ricordi della prova di pattinaggio? Il gran giorno è arrivato!
Ero molto agitata. Mi sembrava di avere le farfalle nello stomaco e
le ginocchia di gelatina. Avevo paura di fare una brutta figura.
Invece, quando è stato il mio turno e la musica è
iniziata, sono scivolata leggera sul ghiaccio.
Mi sono dimenticata di tutto e ho pattinato
benissimo. Ho fatto anche una piroetta, senza
cadere come facevo sempre nelle prove…
E quando ho fatto l’ultimo inchino, le mie
compagne e la maestra sono scoppiate in un
applauso fragoroso. Io non la finivo più di
ringraziare e di mandare baci a tutti.
La mamma e il papà erano più emozionati di
me e mi hanno detto che sono stata bravissima!
Quando vieni a vedermi di persona?
Ti aspetto!
Un bacione e un saluto a quell’antipatico
di tuo fratello!
La tua Giulia
Gaby Goldsack, Danzando sul ghiaccio, Gribaudo

Rispondi.
Com’era Giulia all’inizio della prova Che cosa fece alla fine?
di pattinaggio? Scappò via.
Sicura di sé. Impaurita. Mandò baci a tutti.

72
Baffo ti insegna a ...
LE TT ER A
S CR IVER E U NA

Il testo che hai letto è una


lettera che una bambina,
Giulia, ha scritto alla sua
amica Francesca.
In una lettera c’è sempre
l’indicazione del giorno in cui
è stata scritta, cioè la data.
La persona a cui viene inviata
la lettera è il destinatario
(Cara Francesca…).
La lettera termina con la f irma
di chi l’ha scritta (tua Giulia).
Se la lettera viene inviata per
posta, va infilata in una busta
su cui vanno scritti il nome
e il cognome del destinatario
e il suo indirizzo.

Fr an ce sc a Ro ss i
Vi a Pi av e, 3
00 10 0 RO M A

Poi si scrivono anche il nome,


il cognome e l’indirizzo
di chi ha scritto la lettera,
cioè del mittente.
Giulia Bianchi
Via Po, 15
56100 PISA

Scrivi anche tu una letterina a un tuo


amico o a una tua amica per raccontare
qualcosa che ti è successo.

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fi o cc hi di ne ve e gocc e di piog gia

SOTTO IL PIUMINO
Sotto il mio piumino spesso
Pi c co l o d iz io nar i o
a dormire vado adesso:
Il piumino è una
attraverso il mio cuscino
coperta molto calda
sento qualche rumorino;
e leggera imbottita
se ho paura tengo stretto
di piume.
il mio amico, Pinco Orsetto.
Che piacere: son protetto
dal calduccio del mio letto!

E TU?
Corinne Albaut, Filastrocche in pigiama, Motta Junior

CHE COSA FAI PRIMA


DI ANDARE A DORMIRE?
QUANDO TI SENTI
PROTETTO?
DORMI CON UN PUPAZZO
VICINO?
TI ADDORMENTI SUBITO
OPPURE LEGGI O RIPENSI
ALLA GIORNATA APPENA
TRASCORSA? RACCONTA.

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fi o cc hi di ne ve e gocc e di piog gia

STORIELLA DI CARNEVALE
Pulcinella
aveva un giaccone,
grosso, pesante,
di lana arancione;
un giorno che fuori
tirava vento
se ne andò in giro
felice e contento,
ma dopo avere
un po’ camminato
già si sentiva
tutto sudato.
Arlecchino
aveva un cappotto
mezzo bucato
e mezzo rotto;
un giorno che fuori
soffiavano i venti
tremava, tossiva, batteva i denti.
Disse Arlecchino: – Caro compare,
i nostri indumenti potremmo scambiare!
Lieto è il finale di questa storiella
per Arlecchino, per Pulcinella:
nessuno più suda né batte i denti Spiega con le tue
e vissero tutti felici e contenti. parole chi aveva
Maria Loretta Giraldo, Filastrocche sotto la neve, troppo freddo e chi
Giunti Junior aveva troppo caldo
e che cosa succede
nel finale della
poesia.

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fi o cc hi di ne ve e gocc e di piog gia

ARLECCHINO E BRIGHELLA
ARLECCHINO: Caro Brighella, senti un po’ qua!
BRIGHELLA: Dimmi, che novità?
ARLECCHINO: Oggi è domenica di Carnevale,
ti offro un pranzetto senza eguale!
BRIGHELLA: Grazie, l’accetto. Ma chi cucina?
ARLECCHINO: Dietro ai fornelli c’è Colombina!
BRIGHELLA: Bene! Benissimo! Che mangeremo?
ARLECCHINO: Ecco: antipasto di latte e fieno,
poi la minestra di pere cotte,
arrosto d’uova di mezzanotte,
peli di gatto con salsa molle,
e infine torta di uva e cipolle!
BRIGHELLA: Ah sì? No, non posso… non posso… grazie lo stesso!
ARLECCHINO: Come non vieni? Me l’hai promesso!
Guarda, mi offendo. Ti picchierò.
BRIGHELLA: Calmati! Vengo ma porterò…
io stesso i viveri per tutti e tre.
ARLECCHINO: Volevo questo, sciocco, da te!
D. Duranti, Antologia della fiaba, SEI

Baffo ti insegna a ... Secondo te, Arlecchino


IA LO G O
LE G G ER E U N D voleva veramente offrire
un pranzo a Brighella?
Questa scenetta è scritta in versi e molte
Hai capito che cosa
parole sono in rima. Puoi leggerla in voleva in realtà?
coppia con un tuo compagno: uno di voi
In che modo Arlecchino
legge la parte di Arlecchino, l’altro quella
ha convinto Brighella a
di Brighella. offrirgli il pranzo?

76
st or ie di fant asia

TRE TARTARUGHE
Tre tartarughe vanno Dopo tre anni…
a fare un picnic.

Abbiamo dimenticato Dopo cinque anni…


a casa il cavatappi!

Vado a prenderlo io, però Chissà dov’è finita Pieveloce!


aspettatemi prima di incominciare. Incominciamo a mangiare.

Se fate così, non parto Baffo ti insegna a ...


TI
per niente! CA P IR E I FUM ET

Il testo che hai letto è un fumetto.


Si chiama così perché quello che
i personaggi dicono è scritto dentro
le «nuvolette di fumo» che escono
dalla bocca dei personaggi.
Le frasi che spiegano alcuni passaggi
della storia si chiamano didascalie,
che vuol dire «parole che spiegano»;
Silvia Zai, Storie da ridere, Vita e Pensiero Ragazzi nel testo sono scritte in rosso.

77
st or ie di fant asia

IL BAMBINO RE
In un villaggio in una valle viveva una coppia
di sposi con sei bambini.
Il più piccolo aveva i capelli del colore dell’oro,
tanto che l’avevano chiamato Filodoro.
Un giorno, il bambino andò nella foresta,
insieme con i suoi fratelli, per tagliare la legna.
A un certo punto si allontanò e si perse.
Filodoro era coraggioso, non si spaventò e
continuò a camminare. Quando scese la notte,
si distese per terra e si addormentò.
Il giorno dopo, ricominciò a camminare,
andando sempre nella stessa direzione perché
sapeva che prima o poi la foresta sarebbe finita.
Camminò per tre giorni e tre notti, cibandosi
di frutti e radici e bevendo l’acqua dei ruscelli.

Baffo ti insegna a ...


OLE
CA P IR E LE PAR

Hai mai pensato che la parola rete può avere diversi significati? Eccone alcuni:

la rete la rete la rete come porta la rete per separare


per recintare per la pesca nel gioco del calcio in due il campo da
tennis

78
UNA CORONA D’ORO!
La mattina del quarto giorno Filodoro sentì
un odore nuovo: davanti a lui si stendeva il mare.
Sulla riva c’era un villaggio di pescatori e Filodoro
raccontò loro la sua avventura.
I pescatori stavano per uscire in mare, così
portarono il bambino con loro. Quando furono
al largo, ognuno gettò la sua rete da pesca, e così
fece anche Filodoro.
Con grande meraviglia tutti videro che nella sua
rete non c’erano pesci, ma una corona d’oro.
Allora i pescatori si inchinarono e dissero: – Tu sei
il re che il nostro popolo attende da lungo tempo!
Tanti anni fa il vecchio re, prima di morire, buttò
la sua corona in mare e dichiarò che sarebbe
diventato re dopo di lui chi l’avesse raccolta con la
rete da pesca!
Bernard Clavel, Légendes des montagnes et forêts, Hachette

Baffo ti insegna a ...


CA P IR E I R AC CO
N TI Rispondi.
La storia che hai letto è ambientata in
Tutte le storie hanno un titolo.
tre luoghi diversi. Quali sono?
Di solito il titolo è breve, composto da
poche parole e fa già capire qual è 1. .............................................................

l’argomento della storia. Altre volte nel 2. .............................................................


titolo si mette semplicemente il nome 3. .............................................................
del protagonista, come per esempio
Chi è il protagonista?
«Cappuccetto Rosso», «Hänsel e Gretel»
e «Cenerentola». Quali sono i personaggi secondari?

79
st or ie di fant asia

UN’ALTRA STORIA DI POLLICINO

Tanto, tanto tempo fa, in un


paesino di campagna vivevano
due poveri contadini, marito e
moglie, che desideravano molto
avere un figlio.
Qualche mese dopo, nacque un
bambino piccolissimo, non più
grande di un pollice e i suoi
genitori lo chiamarono Pollicino.
Pollicino aveva l’abitudine di
infilarsi nella tasca della camicia
del suo papà quando alla
mattina andava in campagna,
così lungo il cammino gli faceva
compagnia parlando e cantando.
Un giorno il contadino incontrò
due uomini per la strada, proprio
mentre Pollicino stava cantando
nella tasca.
– Perbacco! Sento la voce di un
bambino e non vedo nessuno! – disse
Pi c co l o d iz io nar i o uno dei due.
Esterrefatti significa In quel momento Pollicino saltò fuori dalla tasca.
stupiti, molto sorpresi, Nel vederlo i due uomini rimasero esterrefatti.
meravigliati. Allora uno dei due disse al contadino: – Vendeteci
vostro figlio! Lo porteremo nelle fiere.
80
FURBO, FURBISSIMO! Rispondi.
– Vendere il mio figlioletto? Non se ne parla
Che cosa faceva ogni
nemmeno! – rispose il papà.
mattina Pollicino?
Ma Pollicino sussurrò nell’orecchio di suo padre:
Che cosa proposero
– Babbo, accetta il denaro di questi due furfanti;
i due furfanti al papà
io riuscirò a scappare!
di Pollicino?
Allora il papà accettò di venderlo; Pollicino saltò
Perché il papà accettò?
sul cappello di uno dei due e tutti e tre partirono.
A un certo punto Pollicino gridò: – C’è un leprotto In che modo Pollicino
laggiù, possiamo prenderlo per fare un buon riuscì a scappare?
pranzetto. Fatemi scendere, vi faccio vedere dov’è! Quale altro titolo
Appena l’uomo lo posò a terra, Pollicino corse potrebbe avere questo
come un razzo dentro la tana di un topo racconto, secondo te?
campagnolo, gridando: – Arrivederci signori, I due furfanti
buon viaggio, ma senza di me! Piccolo ma furbo
I furfanti dovettero ripartire a mani vuote
e Pollicino tornò a casa sano e salvo.
Jacob e Wilhelm Grimm, Fiabe, Editrice Piccoli

81
st or ie di fant asia

QUATTORDICI GIORNI
C’era una volta un re che viveva in un castello
Pi c co l o d iz io nar i o
con la regina e il principino. Il re doveva fare
Magone significa grande
spesso dei viaggi e il principino capiva che il suo
tristezza, accompagnata
dalla voglia di piangere.
papà aveva delle cose importanti da fare, ma ogni
volta che partiva gli veniva il magone e piangeva.
Un giorno che il re dovette partire, come
al solito il principino iniziò a piagnucolare.
– Quando torna il mio papà? – chiese alla mamma.
– Torna fra quattordici giorni – rispose la regina.
Il principino però non sapeva ancora contare
e per lui quattordici giorni erano come mille,
cioè tanti.
Così quella notte scese in giardino e si mise
a piangere ai piedi di una quercia. Una civetta
lo sentì e gli chiese: – Perché piangi?
– Il mio papà è partito per quattordici giorni,
sono tantissimi! – rispose lui.

82
I SASSOLINI
Allora la civetta prese quattordici sassolini
e due scatole colorate e disse: – Metti tutti i
tuoi sassolini in una scatola; poi ogni mattina
sposta un sassolino nell’altra scatola.
Il principino ogni giorno spostava un sasso
da una scatola all’altra: toc…, toc…, toc…,
e finalmente, il quattordicesimo giorno,
dall’alto di una torre vide arrivare il re.
Da quel giorno, ogni volta che il re partiva
il principino si faceva dire per quanti giorni
sarebbe rimasto lontano.
Poi iniziava a spostare i sassolini e quando
nella prima scatola non ce n’erano più sapeva
che il re stava per tornare.
Anna Oliverio Ferraris, Prova con una storia, Fabbri

Baffo ti insegna a ...


N TI
CA P IR E I R AC CO
Nei racconti trovi spesso espressioni che ti aiutano a capire i passaggi da una
situazione all’altra. Nella storia che hai letto queste espressioni sono evidenziate
in colore.
Prova anche tu a scrivere una storia usando le parole colorate.
Un giorno… Così… Allora… Finalmente… Da quel giorno…

83
st or ie di fant asia

LE FORMICHE E L’UOVO
Tre formiche nere marciano
verso il loro formicaio, dopo
aver fatto abbondanti provviste
per l’inverno.
Nello stesso momento, tre
formiche rosse marciano
verso casa. Anche loro hanno
fatto scorte per l’inverno.
A un certo punto le formiche
nere trovano un grande uovo.
– Un uovo così ci basterebbe
per tutto l’inverno – dicono le
formiche nere.
Ma… anche le formiche rosse
vedono l’uovo e pensano la
stessa cosa.
Le formiche nere cominciano a
tirare l’uovo da una parte, le formiche
Rispondi.
rosse dall’altra. All’improvviso, l’uovo si
spacca e un uccellino nero balza fuori.
In quale stagione si svolge la
L’uccellino vede le formiche e vuole
storia che hai letto?
mangiarle.
Che cosa vogliono fare le Allora le formiche scappano tutte, sia le
formiche nere e le formiche nere sia le rosse, nel formicaio.
rosse con il grande uovo?
Da quel giorno, le tre formiche nere e le
Che cosa decidono alla fine tre formiche rosse abitano insieme senza
le formiche nere e le formiche litigare: hanno deciso che per mangiare
rosse? cercheranno, tutte insieme, solo… uova
Dividi la storia in piccole piccole!
sequenze: quante sono? Eric Battut, Le formiche e l’uovo, Bohem

84
R R I VA
A
LA

Rispondi alle domande.


Dove si trova la bambina?
Perché, secondo te, sorride?
Che cosa vedi nel prato?
Quali sensazioni proverà la
bambina? Sentirà il fresco
dell’erba, il profumo della
terra e dei fiori… e poi?
POESIE
DI PRIMAVERA

PRIMI GIORNI DI PRIMAVERA


Il vento dondola
le piccole foglie
come la mamma culla
il bambino che dorme
con il suo orsacchiotto
bianco e marrone,
che assomiglia
a un batuffolo
di cotone.
da La natura nelle poesie di adulti e bambini,
Editrice Piccoli

MARZO
Marzo pazzo, picchiatello,
luce chiara, cielo terso
e poi nubi di traverso,
acquazzone, vento, ombrello,
si scompiglia l’universo.
E poi, ancora, tempo bello.
Maria Loretta Giraldo,
Rime per tutto l’anno, Giunti
Procurati un dado.
Ogni giocatore, a turno, tira il dado e
sposta il suo uccellino per il numero Un bruchetto verdolino
di caselle indicato. In alcune caselle sta arrancando in tutta fretta
ci sono istruzioni particolari, come per raggiungere veloce
per esempio «vai al numero…», la sua foglia prediletta.
oppure «resta fermo un giro», ecc.
Per cinque volte si può finire su una
casella canterina: in questo caso
devi recitare a memoria una delle
filastrocche di questa pagina. Se la
reciti correttamente avanzi di 6
– La colazione! – dice l’orsetto
caselle, se sbagli resti fermo due giri.
che si è svegliato ed è sceso dal letto.
Il giocatore che raggiunge per primo
Miele e germogli di primo mattino,
il nido vince.
orsetto goloso si fa uno spuntino.

È capriccioso il venticello,
vuole strapparmi di mano l’ombrello!
Ma questa pioggia fa compagnia,
la pioggia di marzo mette allegria!

Farfalle leggere leggere,


acqua di fonte per bere,
Nuvoletta birichina un prato fiorito:
nel cielo stamattina l'inverno è finito!
sembri panna montata
pronta a essere mangiata.
,
GIOCO DELL OCA
casella to
canterina rn
1 21 20 16
a
al
22
23 19

2 24 38 37 18
39 vai al
37
FER M O FERM O FER M O
3 UN GIRO UN GIRO
36 UN GIRO
vai al
5 25 17
casella
canterina
40 35
16
4 26

torna al
34

28
vai al

5 27 20
casella
canterina 15
6 28 33
14
29 FERM O 32
to
rn

UN GIRO
31
a

casella
5
al

7 30 canterina

FER M O
vai al
13
UN GIRO
9 14
12
8 casella
10
canterina
11
GIOCHI DI PRIMAVERA
In ogni gruppo segna con X l’oggetto che non c’entra
con gli altri.

Risolvi i rebus.

3NO CE CA
(5) (6) (6) (7)

–– –– –– –– –– –– –– –– –– –– –– –– –– –– –– –– –– –– –– –– –– –– –– ––

FIN CON
(9) (7)

–– –– –– –– –– –– –– –– –– –– –– –– –– –– –– ––

SULLA
(6) (5)

–– –– –– –– –– –– SULLA –– –– –– –– ––
ap i fio ri e farf alle

PRIMAVERA
L’oca-postina migratrice
è tornata dall’Africa
con una splendida notizia:
l’altro ieri, Pi c co l o d iz io nar i o
portata dal respiro Migratrice vuole dire
del vento della sera, che migra, cioè parte
di colpo è tornata verso i Paesi caldi
la primavera. all’inizio dell’inverno.
Stefano Bordiglioni, Non dirlo al coccodrillo,
Einaudi Ragazzi

E TU?
DA QUALI «SEGNI» HAI CAPITO CHE È TORNATA
LA PRIMAVERA? SCRIVINE QUI ALMENO TRE.
................................................................................................................

................................................................................................................

................................................................................................................

91
ap i fio ri e farf alle

RINASCE LA VITA
Il sole sale ogni giorno più in alto nel cielo
e le giornate si allungano.
Sui prati in montagna i fiori fanno capolino, anche
se resta ancora qualche chiazza bianca di neve.
Tra le rocce spuntano i musi delle marmotte
che hanno passato l’inverno in letargo.
Nelle ore più calde, le lucertole e i serpenti escono
dai loro nascondigli e vanno a scaldarsi sulle foglie
o sui tronchi tiepidi.
Le rane e le tartarughe d’acqua dolce
salgono dal fondo degli stagni e cercano un
po’ di calore sui sassi della riva.
I giardini in campagna si riempiono di vita:
cominciano a sbocciare i narcisi gialli,
le violette, i tulipani. Gli alberi da frutto
si ricoprono di fiori.
David Lambert, Le printemps, Bias Éditeur

Che cosa vede l’autore…


nel cielo?
sui prati in montagna?
tra le rocce?
sui sassi ai bordi degli stagni?
nei giardini in campagna?
Osserva intorno a te: che
cosa c’è sui rami degli alberi?
E nei prati? Che cosa vedi
sui balconi e sui davanzali
delle finestre?
Racconta sul quaderno.

92
ap i fio ri e farf alle

L’UOVO DI PASQUA
Tre pulcini andando a spasso,
inciamparono in un sasso
e trovarono un biglietto
messo lì da un coniglietto.
C’era scritta la ricetta
per far l’uovo in tutta fretta:
latte, zucchero e farina,
coo…coo… di una gallina,
un bel po’ di cioccolata
e una bella mescolata.
Buona Pasqua a tutti quanti
ed AUGURI tanti tanti.
dal Web

...............................

...............................

...............................

...............................

Coda ti insegna a ...

FA RE UN A SO RP RE SA
Scrivi anche tu Copia il tuo messaggio su un bigliettino e mettilo, a
nella campanella casa o a scuola, in un posto in cui una persona possa
un messaggio trovarlo, come ha fatto il coniglietto: chi lo troverà
per Pasqua. sarà contento di aver ricevuto un pensiero pasquale!

93
ap i fio ri e farf alle

ASPETTERÒ PASQUA
In un tiepido mattino di primavera la chioccia
Pi c co l o d iz io nar i o Matilde cova il suo uovo in un angolo del pollaio.
La chioccia è la Matilde ha soltanto un uovo dentro il nido ma
gallina nel periodo il pulcino non si decide a rompere il guscio.
in cui cova le uova – Mamma, quanti giorni mancano a Pasqua? –
o si occupa dei chiede una vocina che esce proprio dall’uovo.
pulcini.
– Non ne ho idea. A volte è in marzo, altre in
aprile. La data cambia ogni anno.
– Ho deciso di nascere proprio quel giorno. Tutti
raccontano che è una festa bellissima.
Matilde scoppia a ridere.
– Quando cade Pasqua? –
domanda così alla civetta.
– La data di Pasqua? Certo
che la conosco! – le risponde
la civetta.
– Il tuo pulcino dovrà avere
pazienza perché prima
dovranno accadere tre cose:
dovrà aspettare il primo
giorno di primavera, poi la
prima luna piena che viene
dopo quel giorno e infine la
prima domenica dopo la luna
piena.

Disegna un vicino
all’inizio della storia
e un vicino alla
sua conclusione.
94
Baffo ti insegna a ...
IA LO G O
LE G G ER E U N D
NASCE IL PULCINO In questo racconto si
Mamma chioccia fa un buchino sul guscio svolge un dialogo tra i
perché il pulcino possa osservare il cielo. personaggi, cioè vengono
Quando il pulcino vede la luna grossa e tonda riportate esattamente le
saltella per la gioia da dentro il guscio. parole che si sono detti.
– Adesso il tuo pulcino dovrà aspettare solo Questo tipo di discorso si
fino a domenica – dice la civetta. chiama discorso diretto.
Finalmente, la domenica mattina tutte le Sottolinea nel racconto
le parti in cui parla il
campane si mettono a suonare a festa.
pulcino.
Il pulcino esce dal guscio, si sgranchisce le
zampette e parte allegramente alla scoperta
del mondo esclamando: – Buona Pasqua a
tutti! Controlla sul calendario:
Geraldine Elschner-Alexandra Junge, Aspetterò Pasqua!, in che mese e in che
Nord-Sud
giorno cade la Pasqua
quest’anno?

95
ap i fio ri e farf alle

LA COLOMBA
Tanto tempo fa il Signore mandò un
gran diluvio che sommerse il mondo
intero. Gli unici esseri viventi che si
salvarono furono Noè, la sua famiglia
e gli animali che erano entrati con
loro in una grande barca, l’Arca di
Noè.
Quando smise di piovere, l’Arca era
circondata dall’acqua e non si vedeva
nessuna terra in lontananza.
Allora Noè aprì la finestra dell’Arca
e fece uscire una colomba.
La colomba volò avanti e indietro per
tutto il giorno, senza trovare un pezzo
di terra su cui posarsi così, al
tramonto, tornò all’Arca.
Passati sette giorni e sette notti, Noè
fece uscire di nuovo la colomba, che
tornò la sera con un ramoscello
d’ulivo nel becco.

96
Coda ti insegna a ...
TERRA! CR EA RE
Noè, allora, capì che le acque si erano UN A DE CO RA Z IO NE
ritirate abbastanza da lasciar
Copia la sagoma della colomba
emergere la cima degli alberi.
su un cartoncino e colorala.
Dopo altri sette giorni e sette notti, Ritagliala, bucala con la punta della
Noè mandò fuori per la terza volta matita, infila un cordino e appendila
la colomba, che non tornò indietro. dove vuoi. Puoi anche costruire
Così Noè seppe che il mondo era tante colombe di diversi colori: la
finalmente asciutto e su di esso tua casa per il giorno di Pasqua
splendeva il sole. sarà piena di serenità.
Allora aprì le porte dell’Arca e fece
uscire tutti gli animali e la sua
famiglia.
Ecco perché la colomba, messaggera
di buone notizie, è considerata
simbolo di speranza e di pace.
Alison Lurie, Lo zoo celeste,
Mondadori

Osserva i disegni e numerali da 1 a 6 seguendo le sequenze del racconto.

97
LA LINEA
La linea è un segno, una traccia lasciata su un foglio da una matita,
un pastello, un pennarello.
Una linea può essere...
curva spezzata
orizzontale
verticale

obliqua
mista

Alcuni pittori hanno realizzato i loro


quadri utilizzando soprattutto linee.

Joan Miró, Prades: il villaggio (1917) Paul Gauguin, Cascina nei dintorni di Arles (1888)

Osserva i due quadri. Riesci a trovare le linee? Quali? Segna con X.


Orizzontali Verticali Oblique Curve Spezzate Miste

98
IL PUNTO
Il punto è la più piccola traccia che si può ottenere con un tocco
di matita, di pennarello, di pennello e di altri strumenti.
Alcuni pittori inventarono
una tecnica chiamata
puntinismo: dipingevano
i loro quadri tutti
a puntini!

Che cosa rappresenta


il dipinto qui a destra?

Secondo te, i punti sono:


molti e ravvicinati.
pochi e distanziati.

Georges Seurat, Le chenal de Gravelines,


Petit Fort-Philippe (1890)

Con i pennarelli colora


il disegno riempiendolo
di tanti punti molto vicini
tra loro.
Per colorare il prato, i
cespugli e le colline puoi
usare tonalità diverse
dello stesso colore.

99
ap i fio ri e farf alle

LA NATURA IN CONCERTO
In natura è difficile trovare il vero silenzio! Quando
Pi c co l o d iz io nar i o
nel bosco tutto sembra dormire di un sonno profondo,
I codibugnoli sono
se restiamo fermi possiamo udire piccoli suoni: rami
uccelli con il capo
che frusciano, passi lontani sui sentieri, gocce che
bianco, il becco molto
cadono al suolo. Il vento poi sussurra gentile oppure corto e una lunga
fischia e ulula. coda.
Fra gli alberi risuonano versi di vari uccelli: cince,
codibugnoli, cornacchie…
In primavera i versi dei maschi sono più forti e
melodiosi: devono attirare le femmine, è ora di Quali rumori si
pensare a metter su famiglia! possono ascoltare
Servizio promozione Parco Foreste casentinesi, nel bosco?
Un sentiero per tutti… i sensi, D.B. Grafica Osserva i disegni
e spiega.

100
ap i fio ri e farf alle

IL BRADIPO
Adagio, adagio, adagio…
il bradipo striscia lungo il
ramo di un grande albero.
Poi mastica lentamente le
foglie verdi.
Per tutta la giornata e per
tutta la notte, il bradipo sta
sull’albero, appeso a testa
in giù persino quando
piove.
– Perché sei così lento? –
gli chiede un giorno la
scimmia urlatrice.
– Perché sei così
tranquillo? – gli chiede il
caimano.
– Perché sei così noioso? – Pi c co l o di zi ona r i o
gli chiede il formichiere. Una persona (o un animale) è
– Senti un po’, – dice il giaguaro – perché sei imperturbabile quando resta
così pigro? calma in qualunque situazione,
Allora il bradipo pensa, riflette, medita per senza farsi scuotere da ciò che
tanto, tanto tempo. E alla fine risponde: accade.
– È vero che sono lento, tranquillo e noioso.
E sono pure imperturbabile, impassibile,
mansueto, ciondolone, serafico: insomma… Sai trovare nel testo
bradipesco! Sono calmo e rilassato e amo vivere tutte le qualità del
in pace. Ma non sono affatto pigro! È così che bradipo? Sottolineale
sono fatto. Mi piace far le cose adagio, adagio, in colore.
adagio. Il bradipo è… lento,
Eric Carle, «Adagio, adagio, adagio» dice il bradipo, Mondadori tranquillo, noioso…

101
ap i fio ri e farf alle

L’INVASIONE DEI VOLATILI


stormi di uccelli scesero sulla città.
..............................
Ce n’erano di bianchi, di rossi, di gialli e di verdi;
altri avevano tutti i colori insieme.
– Che uccelli fastidiosi – diceva la gente che se li
ritrovava dappertutto. – Non si può più stare in pace.
tutta la città cominciò
..............................
a svegliarsi all’alba, perché quando il sole nasceva,
gli uccelli gorgheggiavano, trillavano, fischiavano.
I gabbiani si erano sistemati nelle fontane, le gru
sopra i comignoli, le aquile sui grattacieli e altri
avevano nidificato dentro le case perché i tetti erano
ormai tutti occupati.
.............................. tutti gli abitanti della città erano
molto arrabbiati.

Coda ti insegna a ...

CO NO SC ER E GL I A NI M A LI
Il pipistrello vola ma non è un uccello, perché
allatta i suoi piccoli proprio come mamma gatta.
È, cioè, un mammifero. Lo sapevi?
Alcuni mammiferi vivono anche nel mare, come
le balene e i delfini.

102
– Non si può più andare in automobile! – diceva
qualcuno. – Questi uccelli non rispettano le strisce
pedonali e i semafori!
Alcuni di loro avevano i gufi sull’armadio o i
pipistrelli appesi al lampadario.
a poco a poco gli abitanti
..............................
cominciarono ad abituarsi e anzi iniziarono a
ringraziare gli uccelli perché, per merito loro, non
c’erano più in giro né mosche né zanzare. Davano
loro briciole di pane e insalatina fresca. Alcuni
avevano persino fatto amicizia con gli uccelli e si
confidavano con loro, ricevendo in risposta una
gracchiata o un fischio, a seconda dei casi.
, così
..................................................................................
come erano venuti, gli uccelli se ne volarono via,
lasciando soltanto mucchi di piume multicolori.
AA.VV., Favolette in dormiveglia, Editrice Piccoli

Scrivi all’inizio di ogni sequenza una delle seguenti Conosci il nome di


espressioni che introducono il discorso. altri volatili? Scrivili
sul quaderno, poi
Ma improvvisamente Però Un giorno confronta il tuo
elenco con quello
Così Allora
dei compagni.
103
bi m bi sorr isi e mag ie

SOGNI A OCCHI APERTI


A Cecilia non bastavano i sogni della notte. Appena
Pi c co l o d iz io nar i o
apriva gli occhi al mattino, sparivano. Allora faceva
Sognare a occhi
anche sogni di giorno, a occhi aperti.
aperti significa
Una volta che era scesa tanta neve, Cecilia si affacciò
fantasticare.
alla finestra e come al solito cominciò a sognare a
occhi aperti…
Ed ecco che lì sotto non c’erano le rotaie del tram,
ma sentieri di bosco. E là in fondo, il pezzetto di tetto
che spuntava non era il tetto della scuola, ma quello
del suo castello. E lei era la Principessa della Neve.
Poi arrivò il Principe del Ghiaccio e si sposarono e…
– Spicciati che è tardi! Devi fare i compiti – le disse
la mamma.
Così alla fine lei dovette staccarsi dalla finestra e
interrompere il suo sogno a occhi aperti. Ma lo mise
in un angolino della mente, sapendo che più tardi
sarebbe continuato, come in un film dove succedeva
tutto quello che voleva lei…
Vivian Lamarque-Maria Battaglia, Pezzetti d’infanzia, Fabbri

Quale disegno rappresenta il sogno a occhi aperti di Cecilia?


Colora il quadratino giusto.

104
bi m bi sorr isi e mag ie

IL BLU DELLA NOTTE


Io conosco il blu del mare,
che a momenti verde appare;
io conosco il fiordaliso:
il suo blu è come un sorriso;
blu dell’occhio, blu del cielo,
ogni blu per me ha il suo peso.
Ma c’è un blu che più mi piace:
della notte lui è il tesoro,
infinito, color pace,
pieno di puntini d’oro.
Corinne Albaut, Filastrocche in pigiama,
Motta Junior

E TU?
QUAL È IL TUO COLORE
PREFERITO? PERCHÉ?
CHE COSA TI FA VENIRE
IN MENTE? RACCONTA.

Completa tu le frasi come nell’esempio.


come la notte come ............................................
come ........................................... come ...........................................

come ........................................... come ...........................................

Quale colore ti fanno venire in mente le emozioni di questi bambini?


Mettilo nei cerchietti.

105
bi m bi sorr isi e mag ie

IL MIO AMICO
Il mio amico si chiama Lorenzo, anche
se tutti lo chiamano Lorenzino.
Ha sempre avuto un carattere timido
e parla con modi gentili.
A noi piace stare insieme e abbiamo
sempre lottato perché quell’impicciona
di sua sorella non si intrufolasse nei
nostri giochi.
A dire la verità Lorenzo non è molto
bello, però è carino; è abbastanza alto ed
è piuttosto magro.
Ha i capelli scuri, corti e lisci, il naso un
po’ spiaccicato, la bocca piccola con
labbroni gonfi.
Si veste molto normalmente: jeans e
maglietta.
Gli piacciono i libri su fantasmi, streghe,
E TU? fate e gnomi.
DESCRIVI UNO DEI TUOI AMICI:
, Noi due non ci lasceremo mai e saremo
COM È? CHE COSA GLI PIACE?
CHE COSA FATE INSIEME?
sempre veri amici!
RACCONTA. Alice Sturiale, Il diario di Alice, Rizzoli

Baffo ti insegna a ...


DES CR IVER E
Nel descrivere il suo amico Lorenzo, Alice ha
Prova a rileggere il
aggiunto delle qualità ai nomi che si riferiscono testo senza le parti
al suo aspetto fisico, al suo carattere, al suo modo scritte in colore: la
di comportarsi. Le qualità aiutano a caratterizzare descrizione è più
meglio un oggetto, un luogo, un animale o una completa o più
persona. povera, secondo te?

106
bi m bi sorr isi e mag ie

UN SORRISO FA MAGIE!
Dal diario di Giuseppe
Martedì, 20 aprile 2010 E TU?
CHE COSA FAI
Caro diario, QUANDO TI SENTI
oggi ho litigato con mia sorella Clara. ALLEGRO? RACCONTA
SUL QUADERNO,
Ero superarrabbiato e ci tenevamo il muso tutti e due. COME SE FOSSE
Poi a un certo punto ci siamo guardati, lei ha fatto IL TUO DIARIO.
un sorriso e io sono scoppiato a ridere. Il sorriso
è proprio contagioso, fa tornare la pace e l’allegria.
Per esempio, quando mia sorella Clara racconta
una barzelletta, io rido e anche la mamma
comincia a ridere a crepapelle: è come una
catena.
Se il papà vede la mamma ridere, allora
smette di essere pensieroso e comincia
a sorridere anche lui.
Io penso che se un bambino sorride mentre
cammina, anche le altre persone quando
lo guardano sorridono e così tutto
il mondo sorride da mattina a sera.
Non è una bella cosa? Bisognerebbe
che tutti provassero a farlo!
AA.VV, Ho la bua… embè?, Coccole e Caccole

Baffo ti insegna a ...


R IO
CA P IR E U N D IA

Il diario è un tipo particolare


di testo che riporta i fatti di ogni
giorno, i pensieri, le emozioni
e i sentimenti di chi scrive.

107
bi m bi sorr isi e mag ie

UN FEBBRONE

Leo si era ammalato. La gola gli bruciava, ma non E TU?


TI CAPITA SPESSO
aveva voluto dirlo alla mamma per paura che non DI AMMALARTI? COME
lo lasciasse scendere in cortile a giocare. TI SENTI? IN CHE MODO
Quando aveva visto la pioggia, la mamma gli aveva TI CURANO I TUOI
GENITORI?
detto: – Resta a casa. CHE COSA FAI PER
Ma Leo aveva tanto insistito: – Giochiamo un po’ NON ANNOIARTI?
sotto il portico, non ci bagniamo di sicuro. RACCONTA.
Appena avuto il permesso, invece, non aveva
mantenuto la parola.
Con Antonietta si erano inventati un gioco, una
corsa in cortile per resistere sotto la pioggia Rispondi.
contando svelti da uno a dieci. Perché a Leo era
Era stato così che il mal di gola si era trasformato venuta la febbre?
prima in febbre e poi in febbrone. Quale gioco aveva
Restare a letto era una vera disgrazia, ma non c’era inventato con
stato niente da fare. La mamma gli diede le gocce Antonietta?
per far scendere la febbre e disse: – Su, bevi, e vedrai Perché restare
che guarirai in fretta. a letto era «una vera
Lia Levi, Un cuore da leone, Piemme Junior disgrazia»?

108
bi m bi sorr isi e mag ie

CERCATORI DI COSE
Tommy e Annika entrarono in cucina.
– Che cosa stai facendo? – chiese Tommy.
– Sto facendo dei dolci, ma ho quasi finito.
Pippi era in grado di lavorare veramente in fretta
e Tommy e Annika avevano l’impressione
di essere al cinema e di vedere un film.
– Finito! – disse Pippi sbattendo la porta
del forno.
– Che cosa facciamo ora? – chiese Tommy.
– Non so che cosa volete fare voi, ma io non sto
di certo qui a girarmi i pollici. Sapete, non c’è un
momento da perdere quando si è cercatori di cose.
– Che cosa significa? – chiese Tommy.
– Qualcuno che cerca le cose, insomma! – rispose
Pippi. – Il mondo è pieno di cose che non aspettano
che di essere trovate.
– Sì, ma quali per esempio? – chiese Annika.
– Oh, vari tipi di cose. Pepite d’oro, piume di struzzo,
topi morti, viti, chiodi…
Tommy e Annika si dissero che aveva l’aria di essere una
cosa proprio interessante e volevano giocare subito, anche
se Tommy precisò che sperava di trovare delle pepite
piuttosto che dei chiodi.
Astrid Lindgren, Pippi Calzelunghe, Salani

Rispondi.
Quali sono i personaggi del racconto? Che cosa pensano Annika e Tommy?
Dove si trovano i tre bambini? Che cosa vorresti trovare se anche tu
Quale gioco propone Pippi agli amici? partecipassi al gioco?

109
bi m bi sorr isi e mag ie

LA NOTTE E I COMPLEANNI
Mi sembra strano addormentarmi stasera
con sei anni e svegliarmi domattina con sette. E TU?
– Se mi sveglio di notte per fare la pipì, quanti E TU IN QUALE GIORNO
E MESE COMPI GLI ANNI?
anni ho? – ho chiesto alla mamma mentre
RISPONDI COLORANDO
mi dava la buonanotte. IL MESE E IL GIORNO
È scoppiata a ridere: – Mi fai delle domande GIUSTI.
troppo difficili!
Vuol dire che non lo sa. Avrò sette 1 GENNAIO 7 LUGLIO
anni, perché i compleanni
2 FEBBRAIO 8 AGOSTO
cominciano a mezzanotte e io non mi
sveglio mai prima. La notte è piena 3 MARZO 9 SETTEMBRE

di anni. Ci sono tutti gli anni che 4 APRILE 10 OTTOBRE


partono e che arrivano, come treni
5 MAGGIO 11 NOVEMBRE
alla stazione. Perché tutte le notti
cambiano gli anni a moltissime 6 GIUGNO 12 DICEMBRE

persone, piccole e grandi, maschi


e femmine, in tutto il mondo, anche
se sono in mezzo al mare.
– Gli astronauti possono compiere
gli anni nello spazio? – le ho chiesto. 1 2 3 4 5 6
– Certo, e se per il tuo compleanno 7 8 9 10 11 12
andrai sulla Luna, papà ti preparerà
13 14 15 16 17 18
una torta spaziale!
Anna Sarfatti, A un compleanno finito tra le piume, 19 20 21 22 23 24
EDT-Giralangolo
25 26 27 28 29 30
31
Chi racconta la storia
che hai letto?
Un astronauta.
COME FESTEGGI IL TUO COMPLEANNO?
Un bambino. RACCONTA.

110
bi m bi sorr isi e mag ie

SENZA PERICOLI
Sofia da quest’anno ha il permesso
di tornare a casa da sola dopo la scuola. E TU?
È orgogliosa di essere finalmente come ANCHE TU SEI ATTENTO E RISPETTI
i più grandi e poi non c’è nessun LE REGOLE COME SOFIA OPPURE NO?
SAI PERCHÉ È IMPORTANTE
pericolo: ha fatto quel tragitto almeno COMPORTARSI BENE PER STRADA?
trecento volte con la mamma, il papà TI È MAI CAPITATO DI RISCHIARE
e la sorella maggiore. UN INCIDENTE O DI PRENDERTI
UNO SPAVENTO?
Conosce bene le strade da attraversare RACCONTA.
e cammina costeggiando il muro, come
le è stato insegnato.
Virginie Dumont,
Quel signore mi fa paura, Motta Junior

Coda ti insegna a ...

CO NO SC ER E LE RE GO LE
DE LL A ST RA DA
1. Attraversa la strada dove c’è
il semaforo. Ricordati: puoi
passare solo con il verde.
2. Se non c’è il semaforo, attraversa
sulle strisce pedonali, guardando
bene a sinistra, a destra e poi
ancora a sinistra.
3. Cammina sempre sul marciapiede.
4. Non camminare con la testa fra
le nuvole!
5. Segui sempre le indicazioni
del vigile.

111
bi m bi sorr isi e mag ie

PRISCILLA È UNA PESTE


Priscilla Perfetti è una vera peste, anche se a prima vista
non sembra. Ha i riccioli biondi, gli occhi azzurri
e le fossette sulle guance, come un angioletto.
Eppure è una peste.
– Guarda che orrendo quel gatto! –
esclamò appena mi vide.
– Perché è così grasso?
Ma insomma… che
villana! Nessuno mi
aveva mai insultato!
È vero, non sono più snella
come una volta, ma nessuno
può dire che sono grassa
e tanto meno orrenda!
– Come detesto i gatti grassi! –
aggiunse.
Secondo me, è proprio da
maleducati dire a qualcuno che lo detesti.
Marco invece mi vuole bene, e gli piaccio anche
così… E me lo ripete continuamente! Rispondi.
– Non ti cambierei mai con nessun gatto magro,
Hai capito chi è
ossuto, sottile e rinsecchito… Sei la nostra bella
che racconta?
Rosa Palladiciccia.
Priscilla.
E comunque lui non è certamente l’unico che mi fa
i complimenti! La gatta.
Quando ero più giovane, tutti dicevano che ero una Chi è il padroncino
splendida gatta. Ho un bel pelo morbido, ma sono della gatta?
orgogliosa soprattutto dei miei occhi, che sono di Che cosa dice la
una bellissima tonalità di azzurro. gatta per descrivere
Adèle Geras, Rosa e la piccola intrusa, Mondadori sé stessa?

112
bi m bi sorr isi e mag ie

TIRO A SEGNO
Numero di giocatori: Occorrente: un sasso per ogni giocatore, alcuni
almeno 6. gessetti.

Prima di iniziare, i giocatori


disegnano per terra più cerchi
concentrici con i vari punteggi, come
è indicato nel disegno.
Quindi si traccia la linea che i
giocatori non devono oltrepassare
per tirare.
I giocatori si dividono in due
squadre. Il caposquadra tiene il
conto dei punti. Al primo giocatore
di ogni squadra viene consegnato un
sasso. A turno un giocatore per
squadra si posizionerà sulla linea di
partenza e al Via! lancerà il sasso,
cercando di lanciarlo sul punteggio
più alto.
Ogni giocatore ha a disposizione due
tiri. Vince la squadra che totalizza
più punti.
AA.VV., Giorno per giorno, De Agostini

Baffo ti insegna a ...


Sotto la cappa del camino
US AR E UNA CONTA
c’era un vecchio contadino
Per formare le squadre puoi fare una che suonava la chitarra
conta. Se non ne conosci nessuna, puoi
bim bum barra.
usare questa a lato.

113
bic icl et te e sc ar pe da ginn astic a

IL TOPO CAMPAGNOLO
Mi chiamo topo campagnolo e
naturalmente vivo in campagna. Copia e completa sul
quaderno la carta
Il mio pelo è grigio. Ho due piccole d’identità del topolino.
orecchie rotonde, due vivaci occhietti
neri, un muso appuntito; le zampette
sono chiazzate di bianco. Sono piccolo e Aspetto fisico
leggero. So correre veloce e so nuotare ...... ...... ...... ...... ....
alla perfezione. ...... ...... ...... ...... ....
Abito in mezzo ai campi. Scavo la mia Comportamento
tana sottoterra e la riempio di foglie Abitazione ...... ...... ...... ...... ....
secche. Adoro il caldo e detesto la ...... ...... ...... ...... .... ...... ...... ...... ...... ....
pioggia. Di notte esco allo scoperto e
gironzolo in cerca di cibo.
Anne-Marie Dalmais, 366 …e più storie della natura, Fabbri

I denti incisivi sono


Il senso dell’udito
fissati a mascelle
è molto sviluppato
dotate di potenti
e aiuta il topolino
muscoli, e gli
a individuare i
permettono di
predatori.
sgranocchiare di tutto.

Sul dorso il colore del


mantello varia da marrone
chiaro a quasi nero.

La coda squamosa aiuta


il topolino a correre veloce
Le cinque dita anche in passaggi molto
di ogni piede sono stretti.
molto mobili e assicurano
al topolino una grande
destrezza nell’afferrare
il cibo.

114
AR RIVA
,
L

Rispondi alle domande.


Quale ambiente è
raffigurato nella
fotografia?
Da quali segni puoi
capire che è estate?
Che cosa stanno
facendo le persone
raffigurate?
Che cosa c’è nel cestino
della bicicletta della
mamma?
Prova a dare un titolo
alla fotografia.
,
POESIE D ESTATE

MEZZOGIORNO
D’ESTATE
Nella calura
schiacciante d’agosto,
ogni cosa è ferma al suo posto.
Solo il ronzio
di un calabrone
spezza il silenzio del solleone.
E mentre intorno
tutto è rotondo
il gatto cade in un sonno profondo.
Monique Hion, Filastrocca delle stagioni, Motta Junior

ECCO L’ESTATE
L’estate è un profumo di miele
corron veloci sul mare le vele.
Sulla sabbia si fanno capriole,
noi bambini giochiamo nel sole.
L’estate ci ha donato un gelato
ma l’autunno ce l’ha mangiato.
da Le filastrocche dell’allegria,
Edizioni Primavera
LA CACCIA AL TESORO
In estate puoi organizzare una caccia
al tesoro con i tuoi amici.
La caccia al tesoro può essere organizzata
in un giardino, in un appartamento, su una
spiaggia, in un campeggio…
Sotto e nella pagina a fianco puoi trovare un
esempio di caccia al tesoro organizzata
in 4 tappe. Puoi aggiungere tu altri bigliettini
e aumentare così il numero di tappe e la
difficoltà.
Chi fa il capogioco ha quindi il compito di
preparare i biglietti e di controllare il
comportamento dei giocatori.
I bambini che partecipano devono
essere divisi in due squadre.
1 Rispondete a questi quiz. 2
– Serve per scrivere. Che Cercate e p
ortate al cap
– una cosa r ogioco:
cos’è?… uvida
– Scrivete il nome di un – una cosa s
alata
animale con 2 zampe… – una cosa m
orbida
– Scrivete una parola che fa – una cosa c
he lega
rima con bambino…

4
3 al capog ioco: Disegnate sul biglietto di
Cercate e portate soli e una luna…
eci
– un sasso
– una cosa verde
– un fazzoletto
– una chiave
a
– una cosa di cart
Alla partenza a ogni squadra viene consegnato
il biglietto n.1, che contiene delle istruzioni. Quando
la squadra ha eseguito tutte le istruzioni della prima
tappa, si presenta di nuovo al capogioco, il quale consegna il biglietto n.2,
e così di seguito.
2 Rispondete a questi quiz
1 capogioco: .
Cercate e portate al – Serve per dipingere. Ch
– una cosa rossa e
cos’è?…
– un cappello – Lo puoi mangiare sodo
– una moneta . Che
e fa cos’è?…
Scrivete una parola ch – Scrivete il nome di un
rima con mare… animale
con le antenne…

4
Cercate e port
3 ate al capogioc
o:
Disegnate sul biglietto dieci – una cosa lisc
ia
stelline e una luna… – una cosa do
lce
– una cosa tra
sparente
– una cosa di p
lastica
,
GIOCHI D ESTATE
Scrivi negli spazi bianchi il numero
corrispondente al pezzo mancante.

4
Sai scoprire un messaggio cifrato?
Aiuta Topì, sostituendo le cifre con le lettere.

A M R O L I F G E N S C T V
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14

6 5 7 4 3 2 1 8 8 6 4
I L
10 1 11 12 4 11 13 4 10 9 5
E
14 1 11 4
,
UN QUADRO PER L ESTATE

1. Procurati un cartoncino robusto e un 2. Raccogli dei sassolini o, se vai al mare,


tubetto di colla forte perché dovrai alcune piccole conchiglie.
incollare alcuni piccoli oggetti.

3. Incolla al centro una cartolina oppure 4. Incolla uno vicino all’altro i sassolini o le
una fotografia. piccole conchiglie sul bordo del quadro.

FOTO lavoro finito

5. Quando la colla è asciutta, applica sul retro


del quadro un gancio per appenderlo. Ora
il tuo quadretto è pronto!
bic icl et te e sc ar pe da ginn astic a

IL BOSCO DEI CICLAMINI


Il bosco dei ciclamini era un posto bellissimo per trascorrere
i pomeriggi estivi. Ci mettevamo a sedere all’ombra, sotto gli
ulivi. Tra i rami nodosi a volte si infilava un fresco venticello.
Intorno a noi il prato era completamente ricoperto di ciclamini:
sembrava di essere in mezzo a un lago rosso-vino.
Da lassù si dominava tutta la valle: vedevamo i campi coltivati
e i tetti grigi delle case. In fondo, oltre i campi e le case, si
scorgeva l’azzurro scintillante del mare.
Gerald Durrell, La mia famiglia e altri animali, Adelphi

Scrivi le qualità dei seguenti nomi presenti nel testo come nell’esempio.
posto bellissimo pomeriggi ....................................................

rami .............................................................. venticello .....................................................

lago .............................................................. campi ...........................................................

tetti ............................................................... azzurro .........................................................

121
bic icl et te e sc ar pe da ginn astic a

UNA SETTIMANA IN MONTAGNA

Oggi siamo arrivati in montagna. Siamo ospiti di una colonia del


Comune. Mia madre ci teneva molto che anche mio fratello Luca venisse,
perché è sempre pallido. Lui però non la pensa così e non voleva venire.
Il pullman ci ha portati fino al piazzale della colonia dove ci aspettavano
gli animatori. Poi, ci hanno fatto salire nelle camere, i maschi da una
parte dell’edificio e le femmine dall’altra. Quando ho aperto l’anta del
mio armadio, ho visto che c’era un orsetto di pezza. Probabilmente lo
aveva dimenticato chi aveva dormito in
quella camera prima di me. Ho annusato
Secondo te, questo
l’orso: sapeva di talco e di profumo. racconto è realistico
Ho finito di sistemare i miei vestiti e sono o fantastico? Perché?
andata a cercare Luca. Non aveva ancora Continua la storia sul
messo a posto niente e aveva le lacrime agli tuo quaderno:
occhi. Allora gli ho messo l’orsetto fra le racconta quali giochi
braccia e gli ho detto: – Tieni, questo è per hanno fatto i bambini
oppure il momento in
te, ti terrà compagnia la notte! cui i genitori sono
E lui subito ha smesso di essere triste. andati a riprenderli,
Angelo Petrosino, L’estate di Valentina, Piemme Junior alla fine della vacanza.

122
bic icl et te e sc ar pe da ginn astic a

A RIO BIO
Il cielo era molto grigio ma non
pioveva.
Il maestro Fabio cominciò a
sistemare tutti i bambini in fila e
dopo pochi minuti la classe 2ª B,
con zaini in spalla e scarpe da
ginnastica, era pronta per partire
verso il famoso Rio Bio.
Carlotta, Bianca e Valeria,
sempre appiccicate insieme,
non smettevano un attimo di
ridacchiare.
Michele e Alessandro
domandavano continuamente
al maestro: – Quanto ci vuole
per arrivare? È ancora lontano?
Arrivati finalmente nella valle
del Rio Bio, il tempo era un po’
migliorato.
La maestra Tiziana si era seduta appoggiandosi
al tronco di un albero e disegnava un fiore, Rispondi.
mentre Martina e Giovanna la bombardavano Dove sono andati i
di domande. bambini della 2ª B?
Intanto il maestro Fabio, sulla riva del fiume, Che cosa ha fatto il
guardava insieme a Michele, Alessandro maestro quando sono
e Federica i sassi che avevano raccolto. arrivati al fiume?
La mattina passò velocemente, era già ora di Che cosa sono,
rientrare. I bambini si avviarono verso la scuola secondo te, i «tesori»
portando con sé tanti «tesori». che i bambini hanno
da Il mago delle formiche giganti, Libriliberi portato con sé?

123
bic icl et te e sc ar pe da ginn astic a

IL MARE
Che bello andare al mare! Domani mia sorella grande viene
a prendermi e, se non si mette a piovere, in un’ora siamo in
spiaggia. Tutto organizzato: pinne, asciugamani, ombrellone,
bibite e panini. Me lo sono meritato. Ho messo in ordine la
mia stanza e aiutato la mamma a lavare quel sacco di pulci di
Camillo, il cane più sporco, fannullone e stanco del mondo.
Mia sorella è sicura che se, per scherzo, lo buttassimo in mare
lo inquinerebbe in un minuto!
Mi sono già infilato il costume: è tutto rosso con un gatto
giallo disegnato dietro. Il gatto ride tra i baffi, non sa che
finirà in una gigantesca vasca chiamata mare e, voglia o non
voglia, farà la doccia più lunga della storia dei mici.

124
Per far passare il tempo, mi metto a immaginare
i tuffi e le nuotate che mi aspettano. Con quella
matta di mia sorella costruirò un gigantesco
castello di sabbia, poi ci spruzzeremo l’acqua
salata in faccia, andremo a caccia di granchi
e ci metteremo a ridere quando sentiremo il
solito ritornello: «Cocco bello, cocco bello!».
E poi, quando il sole si farà rosso e scivolerà
nell’acqua, torneremo a casa con la pelle
e la testa piene di mare.
Alfredo Stoppa, Quanto mare…, Falzea Editore

E TU?
CHE COSA
Nella storia che hai letto il bambino è emozionato
VORRESTI FARE
perché il giorno dopo andrà al mare. SULLA SPIAGGIA?
Quali oggetti prepara per andare in spiaggia? RACCONTA SUL
Che cosa immagina di fare in compagnia di sua sorella? QUADERNO.

125
bic icl et te e sc ar pe da ginn astic a

L’AQUILONE...
Quella mattina papà ci aspettava in cortile, con grandi fogli di
carta, con lunghe stecche, con barattoli di colla di farina, con
gomitoli di spago.
Fu una giornata indimenticabile! Il lavoro durò per ore e ore.
Il risultato fu un aquilone spettacolare, a forma di drago, robusto
come un aeroplano, con una coda lunghissima.
Trasportammo il drago sul prato: i nostri cuori battevano
quando il papà ci dette tutte le istruzioni per il via.
Noi dovevamo sollevare quel drago enorme il più in alto
possibile, reggergli la lunghissima coda e, a un suo ordine,
mollare tutto.
Lui, che teneva il grosso gomitolo dello spago, spiò
il vento, cominciò a correre in direzione opposta
e ci gridò di mollare.

VOLA!
Trepidanti seguimmo l’aquilone, che
barcollò, ondeggiò, si impennò un
momento, poi, trasportato dal
vento, cominciò a salire, salire e
ad allontanarsi nel cielo.

Coda ti insegna a ...

FA R VO LA RE UN AQ UIL ON E
Cerca uno spazio aperto: un campo, un prato,
la riva del mare ecc.
La giornata dev’essere ventosa, ma il vento
non deve essere troppo forte.
Non fare mai volare un aquilone se ci sono
pali con i fili della luce nelle vicinanze.

126
Fra lo stupore di noi tutti, si levò più
su del campanile.
Lo vedevamo piccolo come un
falchetto. Il filo vibrava e tirava
e noi facevamo fatica a trattenerlo.
Il nostro aquilone fu per parecchi
giorni la meraviglia dell’isola e tutti
quanti, grandi e piccoli, venivano a
vederlo.
Giani Stuparich, L’isola e altri racconti, Einaudi

In che ordine sono avvenute le azioni descritte nel racconto? Numera le


sequenze nel modo giusto.

I bambini trasportano L’aquilone vola più in


l’aquilone nel prato. alto del campanile.
I bambini sollevano
l’aquilone, mentre il
papà corre in direzione
Il papà dei bambini L’aquilone, sollevato
opposta tenendo il filo.
prepara fogli di carta, dal vento, continua a
stecche, colla e spago. salire nel cielo.

127
bic icl et te e sc ar pe da ginn astic a

IL GLICINE
A casa della nonna c’era un glicine
rigoglioso che si arrampicava lungo
la facciata.
Il glicine fiorito era meraviglioso: una
macchia azzurro-viola vaporosa e
soffice come una nuvola.
E che profumo! Si sentiva nell’aria
un odore dolce e delicato che a
Martina piaceva molto: le ricordava
la cipria della mamma.
Era bello giocare sotto il pergolato:
nel silenzio del pomeriggio si poteva
sentire il brusio delle api.
Quando il glicine cominciava ad
appassire, il selciato davanti a casa
si riempiva di petali caduti.
A Martina piaceva camminare
Pi c co l o d iz io nar i o a piedi nudi su quel morbido
Rigoglioso vuol dire tappeto, piano piano, e sentire
ricco di fiori e di foglie. i petali che le facevano il solletico!
Anna Maria Dadomo, Le stagioni di Meret, Mobydick

Completa la tabella CHE COSA HA SENTITO O VISTO MARTINA CON…


con i dati
forniti dai gli occhi
sensi.
il naso
le orecchie
i piedi

128
bic icl et te e sc ar pe da ginn astic a

LA VOLPE E LA CHIOCCIOLA
Un giorno la volpe e la chiocciola si incontrarono
all’imbocco di un lungo ponte.
La volpe disse alla chiocciola: – Come sei
brutta! Ti trascini, sbavi, sei orribile da
vedere!
A quelle parole la piccola chiocciola rispose:
– Sì certo, volpe, tu sei bella, rossa e veloce!
Ma malgrado tutto, credo che ti batterò
nella corsa! Facciamo una gara: la prima
di noi due che attraversa il ponte avrà
vinto!
– Mi fai proprio ridere! Partenza! – gridò
la volpe, e partì. Ma la chiocciola, zitta
zitta, si era attaccata alla sua coda.
Quando arrivarono a metà del ponte, la
chiocciola gridò: – Volpe, ci sono, adesso ti
supero!
Allora la volpe si voltò bruscamente per
vedere dove fosse la chiocciola. E così la sua coda
si proiettò in avanti.
A quel punto la chiocciola lasciò la presa, fu lanciata
ben lontano oltre il ponte e arrivò per prima.
da Mille anni di storie all’aria aperta, Edizioni EL

Segna con X le risposte esatte.


Com’è, secondo te la volpe della storia? Amichevole. Arrogante e superba.
Com’è, invece, la chiocciola? Furba. Timida e impaurita.
In che modo la chiocciola è riuscita a ingannare la volpe? Racconta con
le tue parole.

129
bic icl et te e sc ar pe da ginn astic a

FARFALLA

Bianca
come una luce che splende,
piena d’anima
come un bambino felice,
veloce
come un raggio di luce,
lucente
come una stella più lontana.
Leggera
come .........................................
Mi chiede
se voglio felicità e
io le rispondo di sì.
AA.VV, Ho la bua… embè?, Coccole e
Caccole

Completa tu il verso della poesia scrivendo sui puntini.


Confronta la frase che hai scritto con quelle dei tuoi compagni: se
mettete tutte le frasi insieme, avrete scritto un’altra poesia!

130
bic icl et te e sc ar pe da ginn astic a

PRIMA DI PARTIRE
Prima di partire per le vacanze estive
dedicati alla tua cameretta e…

1 Riordina tutto il materiale scolastico e riponilo


con cura in un cassetto o su una mensola.

2 Sistema i giochi
al loro posto.

3 Raggruppa i giornalini e i libri e disponili Ti vengono in mente altre


in ordine sui loro scaffali. cose da fare prima di
partire per le vacanze?
Al tuo ritorno troverai più facilmente Scrivile qui.
ogni cosa!

Ricorda ai tuoi genitori di...


1. Staccare la spina di tutti gli elettrodomestici.
2. Svuotare il frigorifero, lavarlo e lasciare la
porta socchiusa.
3. Svuotare la pattumiera e lavarla bene.
4. Chiudere i rubinetti centrali dell’acqua e del
gas.

131
CODA E I PAESAGGI
,
L ORIZZONTE
Osserva qui a lato: la linea che divide il foglio
in due parti si chiama linea dell’orizzonte.
Il cielo è in alto, la terra è in basso.
Quando disegni un paesaggio ricordati di
questa linea immaginaria, che separa il cielo
dalla terra.
Osserva la fotografia.
– Che cosa vedi? Descrivi
gli elementi del paesaggio.
– Trova la linea dell’orizzonte
ed evidenziala con un pennarello.
Che cosa vedi sotto questa linea?
Che cosa vedi sopra?

Scopri la linea dell’orizzonte in queste due fotografie ed evidenziala


con un pennarello.

132
PRIMO PIANO, SECONDO PIANO
E SFONDO
Osserva gli elementi di questo dipinto.
• Sullo sfondo si vede il cielo.
• La dama con l’ombrellino
e i primi papaveri sembrano
più vicini; sono, cioè, in primo
piano.
• Le due persone a sinistra sono
più piccole, perché sono più
lontane; sono, cioè, in secondo
piano.

Claude Monet, I papaveri (1873)


Osserva l’immagine e segna con X.
– Le montagne sono:
sullo sfondo
in primo piano
in secondo piano

– La casa è:
sullo sfondo
in primo piano
in secondo piano

– L’automobile è:
sullo sfondo
in primo piano
in secondo piano

133
bic icl et te e sc ar pe da ginn astic a

LE PAROLE ADATTE
Quando fa caldo caldo
molto caldo,
se mi parlate
per favore usate
solo parole
con molte effe e vi,
fffresche e vvventose.
Parlatemi con soffi, con affetto,
parlatemi davvero, siate affabili,
parlatemi di tuffi, stoffe, staffe,
avventure, avvocati con i baffi,
e quando finirete le parole
per favore
ditemi solo ffff e vvvv,
ma tanto, fin quando viene sera e cala il sole.
Roberto Piumini, Io mi ricordo, Nuove Edizioni Romane

Ti vengono in
mente altre parole
«fresche» e
«ventose»?
Hai tutta l’estate per
pensarci…
Scrivile sul
quaderno e quando
ricomincerà la
scuola confrontale
con quelle scritte
dai tuoi compagni.

Bu ona estate…
a e v v v e n t o s a !
fffresc
134
Parole magiche per..
.

giocare

sognare

fare amicizia

cantare insieme
e recitare
La vera storia di Babbo Natale
i da 1 Tra i grandi alberi del Bosco Vecchio
Gu
si ode in lontananza una musichetta
Camminando per la strada giù e su e giù e su
m a passeggio me ne vado giù e su e giù e su.
o

Cantia
Curiosando per le vie là e qua e là e qua
a passeggio me ne vado là e qua e là e qua.
Camminando per la strada giù e su e giù e su
a passeggio me ne vado giù e su e giù e su.

Gli aiutanti di Babbo Natale cantano


una canzone
Il povero orsetto si aggira qua e là,
fa freddo e la neve già cade dal ciel
e stende sul bosco un bianco baglior
che rende a noi tutti più bello il Natal.
La piccola renna incontro gli va,
fa freddo e le zampe si vuole scaldar
e insieme poi vanno al gran focolar
che un dolce tepore infondere sa.

136
i da 2 Ba f fo
e C oda
va nn ro
Gu o a te at

Gli animali, tutti insieme,


chiamano la stella cometa
Bella stella, dimmi tu cosa vedi da lassù?
Da quassù io vedo te, da quassù io vedo te.
Bella stella, dimmi un po’ quale strada seguirò.
Sempre in cerchio devi andar per tre volte e poi girar.
Sempre in cerchio devi andar per tre volte e poi girar.

m
o

Cantia

Gli animali del bosco intonano una canzone


in onore di Babbo Natale
Sai che c’è un signore
che la barba lunga ha
e il vestito tutto rosso
con la slitta in giro va.
Questa notte arriverà
tanti doni porterà
ai bambini, quelli buoni,
che a letto dormiran.

Colora il vestito
di Babbo Natale.
137
La vera storia di Babbo Natale
i da 3
Gu
Gli aiutanti di Babbo Natale festeggiano la mezzanotte
sulla slitta, mentre questa si avvicina alla casetta
di Elena e Marco.
Tic tac, tic tac, tic tac, tic tac…
m L’orologio gira in tondo,
o

Cantia
le lancette fan tic tac,
segna il tempo tutto il giorno,
notte e giorno se ti va…
Ma una cosa non ti scordare:
la sua molla di ricaricar,
gira la chiave, girala ancora
e l’orologio non si fermerà
l’orologio non si fermerà.
Tic tac, tic tac, tic tac, tic tac…

Fai una X sotto l’orologio


che segna la mezzanotte.

138
e C oda
Ba f fo va nn ro
o a te at

amo i da 4
e citi Gu
R

Babbo Natale legge la letterina di Marco


ai suoi aiutanti.

so@o un båmb¤no di sette


anni e ti scrivø anche
quest’anno per il Natale.
Coμe stai?
Spero che tu no@ ti deb∫å affåticare
troπpo per po®tarci tutti i do@i.
Questa vø¬ta però io vØ]rei che al po
ßto dei
so¬iti gio©hi, tu mi insegnassi una ca
nzo§e
per renderci tutti più büo§i, più coμp
rensiv¤:
una canzo§e fåcile e bçlla, cøßì la
po†rò
insegnare ai miei amici, e che aiuti
il mo@do
a essere miglio®e; una canzone che
fåccia
cessare tutte le guerre del mo@do…
Ora ti lascio co@ un grande ab∫®ac
cio
sperando che questo mio desiderio
si poßsa av√çrare.
Tuo Marco

139
La vera storia di Babbo Natale
I bambini si svegliano, vanno vicino
m
o
Cantia a Babbo Natale e cantano insieme la canzone
che lui stesso ha scritto per loro.

Son tante le cose da fare di giorno:


alzarsi, giocare, mangiare, studiare.
La notte invece c’è poco da fare:
dormire, sognare di mondi lontani.
Ma ora ti dico la cosa più bella,
portare la pace su tutta la Terra…

140
e C oda
Ba f fo va nn ro
o a te at

i da 5
Gu
o m Babbo Natale canta la sua canzone
Cantia
a tutti i bambini.

Buon Natale a tutti voi,


alle mamme, ai papà,
alle zie, ai nipoti,
nonni e nonne e poi chissà!
Su, tutti insieme facciamo un coro
e la festa più bella sarà!
Su, tutti insieme cantiamo ancora
a voi tutti un felice Natal…
BUON NATALE!

141
La vera storia di Babbo Natale
Riordina le sequenze della storia numerandole da 1 a 6.

142
e C oda
Ba f fo va nn ro
o a te at

Colora i pacchi sulla slitta di Babbo Natale seguendo


le indicazioni.
Il pacco più a sinistra di tutti è rosso e giallo.
Il pacco che sta sopra a quello rosso e giallo è verde e rosa.
Il pacco più grande è blu e rosso.
Il pacco che sta a destra di quello verde è viola.

143
La vera storia di Babbo Natale
Traccia il percorso della slitta fino alla casa
dei bambini.

Disegna:

un a destra dell’abete;

un a sinistra dell’abete;

una in cima all’abete;

un davanti all’abete.

144
Baffo ti insegna a ... Coda ti insegna a ...
descrivere 6, 15, 18, 19, 23, 63, 65, 106 conoscere la scuola 9
capire i racconti 13, 32, 45, 51, 79, 83 c o n o s c e r e g l i a n i m a l i 12, 102
R iconoscere i personaggi 24, 31 r i c o n o s c e r e g l i o d o r i 15
capire le poesie 21 c r e a r e g l i a n i m a l i - f o g l i a 22
studiare le poesie 33 c r e a r e f a n t a s m i c o n l e f o g l i e 36
scrivere una lettera 73 c o n o s c e r e u n a n i n n a n a n n a 48
leggere un dialogo 76, 95 f a r e u n a s o r p r e s a 93
capire i f umetti 77 c r e a r e u n a d e c o r a z i o n e 97
capire le parole 78 c o n o s c e r e l e r e g o l e d e l l a s t r a d a 111
capire un diario 107 f a r v o l a r e u n a q u i l o n e 126
usare una conta 113

E TU?
4, 7, 8, 11, 13, 32, 52, 54, 69, 74, 91, 105, 106, 107, 108, 110, 111, 125

INDICE DELLE ATTIVITÀ

Le pagine Im p ara con me spiegano alcune caratteristiche dei testi

Le pagine Sc r ivi c on m e propongono attività per il laboratorio


di scrittura

Riconoscere personaggi, luoghi e tempi di un racconto:


34 - 45 - 47 - 61 - 70 - 79 - 109

Riconoscere le parti di un racconto:


45 - 84 - 94 - 97 - 127

Comprendere un testo:
10 - 13 - 14 - 19 - 21 - 23 - 24 - 31 - 32 - 37 - 49 - 51 - 52 - 53 - 62 - 63 - 64 - 68 - 70 -
71 - 72 - 75 - 76 - 79 - 81 - 84 - 92 - 101 - 104 - 108 - 109 - 110 - 112 - 121 - 123 -
125 - 128 - 129

Produrre un testo orale o scritto:


4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 11 - 13 - 15 - 20 - 32 - 33 - 35 - 52 - 54 - 65 - 69 - 73 - 74 - 91 - 92 -
93 - 100 - 103 - 105 - 106 - 107 - 108 - 110 - 111 - 114 - 122 - 125 - 129 - 130 - 131 -
134

Arricchire il proprio vocabolario e riflettere sulle parole:


9 - 22 - 33 - 68 - 74 - 78 - 80 - 82 - 91 - 94 - 100 - 101 - 104 - 128