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STORIA DELLA RUSSIA

DALLE ORGINI AGLI ANNI DI PUTIN

R. BARTLETT

 LA POSIZIONE GEOGRAFICA
La Rus’ è il più antico degli stati slavi orientali, con capitale Kiev.
La pianura esteuropea, dove si è svolto lo sviluppo del territorio
russo, presenta uno spacco sociale diverso rispetto al resto del
mondo. Causa principale sono le condizioni geografiche, climatiche
e ambientali uniche di questo territorio.
La storia si fonda su popoli nomadi con intenzioni molto spesso
bellicose, dediti ad ottenere i migliori territori per la pastorizia.
Anche dopo il 1991, dopo lo scioglimento dell’Unione Sovietica, la
Russia ha sempre occupato un territorio molto vasto. Una delle
chiavi per lo sviluppo sociale e statale sono state le vie fluviali.
Nella vastità territoriale sia alternano scenari naturali diametralmente
opposti dalla tundra/taiga ad una parte desertica verso il Mar Nero e
Mar Caspio.
Alcuni territori come le vaste steppe hanno simboleggiato un
dualismo particolare: da minaccia a causa della facilità di invasione,
a opportunità di espansione e controllo di nuove terre.
Tornando al riferimento geografico fluviale, nel territorio russo il
Volga e il Dnepr con un’ampia rete di affluenti, fondamentali per
l’apertura ai commerci.

 CAPITOLO 1: Dalle origini al 1300: Kiev e Saraj


La Rus’ sorge nel 9° secolo attorno a Kiev, si converte al
cristianesimo orientale nel 988, influenzando in maniera netta molti
risvolti culturali e politici. Nel 13° secolo imperversa la conquista da
parte di Gengis Khan con l’esercito Mongolo. I sovrani del khanato,
meglio conosciuto come “l’Orda d’oro” posero la capitale a Saraj sul
Volga.

 CAPITOLO 2: La Rus’ di Kiev


La Rus’ è la prima organizzazione politica di riferimento degli salvi
orientali, sorta verso la fine del 13° secolo intorno alla città di Kiev,
sulle sponde del Dnepr. Divenne lo stato più grande dell’Europa
medievale.
La nascita della Rus’ resta un evento poco chiaro, nel 9° secolo le
tribù slave della regione erano condotte da membri della popolazione
rhos o rus’: i rus’ erano di origine scandinava e giunsero in questi
territori per razzie o commercio. Sono popolazioni di origine
vichinga che dall’8° secolo hanno iniziato ad incentivare una fase
importante di espansione. Il contatto con le popolazioni slave è
arrivato nel 9° secolo, essi offrivano protezione in cambio di
contributi, una tattica proficua che li ha condotti a diventare principi
della regione. Fonte di riferimento per questo periodo storico è la
“Cronaca di Nestore” o “Cronaca degli anni passati. Tesi sostenuta
dal cronista è la seguente: le tribù finniche si erano opposte alla
politica dei rus’, si riunirono sotto il comando di Rjurik che crea lo
stato attorno a Kiev.
Dopo la sua morte ci saranno il fratello minore, la vedova Ol’ga e
infine Svjatoslav.
Morto Svjatoslav, si verifica un aspro conflitto per la successione tra
Vladimir e il fratellastro. Vladimir sarà il nuovo sovrano, sceglierà
Kiev come capitale e suddividerà il regno tra i suoi figli. Si verifica
la prima conversione al cristianesimo, iniziata con la madre Ol’ga e
poi proseguita da Vladimir per motivi pratici (alleanza con Bisanzio).
La tradizione ortodossa, ormai radicata a Kiev influenzò fortemente
arte e musica.
Un evento importante, materializzatosi dopo il 1240 è la conquista da
parte dei mongoli della Rus’. Conquistata Kiev senza grandi
difficoltà, si è formato un Khanato con capitale Saraj, a sua volta
sottoposto al Khanato del Karakorum. Una dominazione mongola
lunga circa due secoli che frammento nettamente la realtà territoriale
russa, dove emerse solamente la città di Novgorod

 CAPITOLO 2: Mosca e Novgorod: la nascita dell’impero e


dell’assolutismo

Sotto i Danilovici, Mosca inizia gradualmente a diventare il centro


politico della Russia, spodestando di fatto i khanati. Con Ivan IV il
terribile venne anche spodestata e annessa l’anarchica cittadina di
Novgorod che cadrà nel 1478.
Mosca diventa la città detentrice della vera fede ortodossa, e pian
piano tutti i principati divennero solamente un atto formale, in
quanto il potere era sempre più accentrato.
La corte moscovita era formata da un nucleo di forze armate dette
Boiardi, che andavano a costituire la Duma ovvero il consiglio del
principe.
Con l’ingrandirsi progressivo, il reclutamento di un esercito era
fondamentale, pertanto viene istituito il sistema della pomest’e. Ai
nuovi reclutati veniva offerto un terreno n cambio delle loro
prestazioni militari e amministrative. La registrazione e la gestione
della Pomest’e. La figura dello zar in questo periodo ha assunto una
sfumatura religiosa, ovvero lo zar è sostanzialmente un’icona di dio
sulla terra. Fondamentale nella carriera politica dello zar era
l’accordo formale tra zar e élites.
Personalità di spicco nella strada verso l’assolutismo è Ivan IV,
despota figlio di Basilio III. Una volta maggiorenne, si dedico
principalmente alla riforma amministrativa (separazione governo e
amministrazione statale) e alla riforma dell’esercito (istituzione degli
sterlizi). Le conquiste di Ivan non si fanno attendere, conducendo il
suo stato verso una società multietnica: Da un punto di vista
strettamente commerciale, instauro un solido rapporto con
l’Inghilterra di Elisabetta I, unico partner commerciale europeo.
Bloccati nell’espansione ad ovest, la Russia continua ad est verso la
Siberia fino a toccare il pacifico. Intanto a Mosca viene edificato uno
dei simboli architettonici, la cattedrale di san Basilio. Massima
espansione russa in nord America e Alaska, russa fino al 1867.
Ivan alla morte della moglie Anastasija, minacciò di abdicare, ma
viene implorato affinché rimanga. Al suo ritorno dopo un breve
esilio divide la terra in due parti. Una governata dai Boiardi e una
sotto il suo controllo. Novgorod viene sottoposta ad un regime del
terrore. Nel 1571 i tartari di Crimea bruciano Mosca e Ivan abolisce i
territori governati dai Boiardi. Si inasprisce la gestione dei contadini,
legati ormai al rapporto di servitù della gleba e confinati nei loro
territori con divieti di spostamento.
Ivan IV alla fine della dinastia lascia uno stato in preda a condizioni
disastrose che il poco competente successore Fedor non saprà gestire.
 CAPITOLO 3: Mosca e San Pietroburgo, la genesi dello stato
imperiale 1600-1760.

A piccoli passi inizia l’avvicinamento della Russia al mondo


occidentale, con un lento e graduale processo riformistico. Alla base
c’è il disordine sociale e organizzativo lasciato dalla dinastia dei
Rjurikidi, per poi procedere alle grandi riforme intavolate dai
Romanov in parallelo ai successi militari di Pietro il Grande. Punto
chiave della consacrazione dell’Impero russo è la grande guerra del
nord combattuta e vinta contro la Svezia nel 1721. La guerra dei sette
anni non farà altro che aumentare, il prestigio internazionale della
Russia.
Alla fine della dinastia Rjurikide, c’è un intermezzo confusionario di
successioni al trono, condito da sanguinose guerre civili. Da
Gudonov, Sujskij, passando per Dimitri, leggenda della storia russa
decantata da Puskin.
Le elezioni successive incoronarono la dinastia dei Romanov,
destinata ad avere un ampio potere a partire dall’iniziatore Michail.
Venne varato un importante piano riformistico per investire sul
settore sociale, economico e militare. Proprio quest’ultimo aspetto
verrà messo in risalto dalla conquista della Polonia, per mano del
successivo zar Aleksej. Aleksej diede molta importanza, dopo
l’elezione del patriarca Nikon, all’aspetto religioso, promuovendo un
ritorno molto conservatore all’ortodossia. Alla sua deposizione,
venne stravolto l’aspetto religioso dando una notevole apertura
consequenziale all’arte e all’architettura europea.
Pietro I il grande, segnò un periodo di svolta nella storia della Russia,
educato lontano dalla corte, sviluppa subito una grande attitudine
verso la navigazione. Il suo più grande obbiettivo era la conquista
della fortezza di Azov, per costruirci una città portuale. Conseguito
ma subito perso per mano dei turchi, iniziò il progetto di San
Pietroburgo.
Un altro scontro fu quello con la sorella Sofia per ottenere il potere
assoluto. Fondamentale sarà il viaggio in Europa per il suo cambio
radicale di mentalità. Le conquiste militari non tarderanno ad
arrivare, con la proficua tecnica della terra bruciata applicata alla
perfezione contro gli svedesi.
Riconquistata Azov, la Russia è ormai una potenza sotto il controllo
di Pietro I che dedica molte attenzioni allo stato, regolando
l’aristocrazia, creando un élite culturale e dovendo gestire un’ampia
realtà contadina. La realtà contadina era spesso confinata nei villaggi,
che a poco a poco erano delle entità autonome con precise gerarchie.
Minimo comun denominatore era la povertà e il basso livello
culturale diffuso in queste grandi comunità allargate.