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Erodoto

Storie I, 29-33
Creso e Solone
29 1.) Avendo sottomessi questi e annettendoli Creso ai Lidi, a
Sardi, fiorita nella ricchezza, giungevano tutti gli altri saggi dalla
Grecia, che a quel tempo erano in vita, ciascuno di essi giunse da
s, e anche Solone uomo Ateniese, che, dopo aver promulgato le
leggi per gli Ateniesi che lo chiedevano, fu assente dalla patria per
10 anni, salpando col pretesto di vedere, ma in realt per non
essere costretto ad abrogare nessuna delle leggi che aveva
stabilito. 2.) Infatti questi Ateniesi da soli non erano in grado di
farlo; erano infatti vincolati da solenni giuramenti ad avvalersi per
10 anni delle leggi che Solone avesse dato loro.
30 1.) Dunque, partito per questi motivi dunque e per (desiderio
di) conoscenza, Solone giunse in Egitto presso Amasi e poi a Sardi
presso Creso. Dopo che arriv veniva ospitato nella reggia da
Creso; poi, il III o il IV giorno, ordinandolo Creso, i servi
conducevano Solone intorno ai tesori (a visitare i tesori) e gli
mostravano tutte le straordinarie ricchezze che cerano. 2.) Dopo
che egli ebbe contemplato ed osservato tutte le cose, quando gli
sembr opportuno, Creso gli chiese queste cose: O straniero
Ateniese, grande fama di te giunta presso di noi, per la tua
saggezza e per il tuo vagare, come tu, per amore del sapere, hai
viaggiato per molti luoghi per la conoscenza; ora dunque mi
giunto il desiderio di chiederti se hai gi visto qualcuno che fosse
il pi felice di tutti. 3.) Quello domandava quelle cose sperando
di essere il pi felice degli uomini, Solone tuttavia, per niente
adulando, ma attenendosi alla verit dice: O re, Tello di Atene
(Ateniese). 4.) Meravigliandosi di quello che era stato detto,
Creso chiedeva con interesse: Perch reputi che Tello sia il pi
felice? Quello disse: Da una parte Tello, mentre la citt
prosperava, aveva figli belli e valenti, e a tutti loro vide i figli

nascere e rimanere tutti in vita, dallaltra parte, mentre la vita era


generosa con lui, secondo il nostro uso, ebbe una morte ottima; 5.)
infatti mentre cera una battaglia per gli Ateniesi contro i
confinanti ad Eleusi, corso in aiuto e avendo volto in fuga i
nemici, mor splendidamente, e gli Ateniesi lo seppellirono a spese
pubbliche proprio dove cadde e lo onorarono moltissimo.
31 1.) Quando Solone ebbe rivolto Creso alla vicenda di Tello,
avendo detto cose molte e fortune, domandava chi avesse visto
secondo dopo quello, ritenendo fermamente che avrebbe ottenuto
almeno il secondo posto. Quello disse: Cleobi e Bitone. Infatti
una vita confortevole fu a disposizione di questi, che erano Argivi
di stirpe, e oltre a questo forza del corpo di questo tipo: erano
entrambi allo stesso modo vincitori atletici, e inoltre questo
racconto si tramanda: poich tra gli Argivi cera una festa in onore
di Era, era necessario assolutamente che la loro madre fosse
portata al tempio da un carro, ma i loro buoi non giungevano dal
campo in tempo; stretti dal tempo, i giovani allora, posti se stessi
sotto il giogo, trascinarono il carro, la madre da loro portata sul
carro, trasportandola per 45 stadi giunsero al tempio. A loro,
avendo fatto queste cose ed essendo stati visti dalladunanza
arriv la migliore morte, il dio mostr chiaramente in loro che
meglio per luomo morire piuttosto che vivere. Infatti gli Argivi,
stando intorno, celebravano la forza dei giovani, e le Argive
(celebravano) la loro madre, (ammirando) quali figli aveva avuto
in sorte. 4.) La madre, essendo felice sia per lazione sia per la
fama, stando di fronte alla statua pregava che la dea desse a Cleobi
e Bitone, i suoi figli, che lavevano grandemente onorata, la cosa
migliore che possa capitare ad un uomo. 32 Dopo questa
preghiera, come ebbero fatto il sacrificio ed ebbero terminato il
banchetto, i giovani, essendosi addormentati nel tempio stesso,
non si levarono mai pi, ma si trovarono in questa fine. E gli
Argivi, avendo fatte costruire loro statue, le dedicarono a Delfi
come di uomini che avevano eccelso. Solone allora assegn il
secondo posto di felicit a questi, e Creso essendo infuriato disse:

O ospite Ateniese, la mia felicit cos gettata nel nulla, che non
ci hai reso degno neppure dei cittadini privati? Quello disse: O
Creso, tu poni domande sulle vicende umane a me che so che la
divinit tutta invidiosa e turbolenta (tale da sconvolgere). Infatti
nel lungo del tempo ci sono molte cose a vedersi che non si
vorrebbe (vedere), e soffrirne molte. 3.) Infatti io pongo il limite
della vita per luomo a 70 anni. Questi anni, essendo 70, formano
25.200 giorni, non essendoci il mese intercalare; se poi laltro
degli anni volesse essere pi lungo di un mese, affinch le stagioni
cadano giungendo al necessario, i mesi, nei 70 anni, aggiunti sono
35, i giorni di questi mesi 1050. 4.) Di tutti questi giorni (quelli)
per (fare) 70 anni, che sono 26.250, ciascuno di essi non porta
assolutamente nessuna azione uguale allaltro giorno. 5.) Cos
dunque, o Creso, luomo tutto casualit. A me tu sembri sia
essere molto ricco sia essere il re di molti uomini; questo che tu mi
chiedi io non te lo dico ancora, prima che io sappia che la tua vita
finita in modo felice. Infatti colui che molto ricco non pi
felice di colui che vive alla giornata, se la fortuna non lo assiste
nel concludere felicemente la sua vita, avendo tutte cose felici.
9.) Inoltre necessario considerare la fine di ogni cosa, dove
andr; infatti dopo aver mostrato a molti la felicit, la divinit li
sconvolge del tutto. 33 Dicendo queste cose a Creso n in nessun
modo fu gradito, n tenendolo in alcuna considerazione fu
allontanato, sembrando essere molto ignorante, lui che ripudiando
i beni presenti gli ordinava di vedere la fine di ogni ricchezza.