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Il Maestro Segreto nel terzo millennio nel solco della Tradizione Scozzese Lo scenario che si apre davanti agli

occhi dell'Umanit intera, in questi primi anni del Terzo Millennio un panorama contrassegnato da momenti di crisi drammatica e profonda incertezza del futuro. Il modello di sviluppo che ha contrassegnato la civilt occidentale negli ultimi secoli e che ha finito per imporsi, in maniera piu o meno penetrante, alla globalit del pianeta, sta iniziando a mostrare i primi preoccupanti scricchiolii e segni di cedimento. La societ occidentale contemporanea, totalmente immersa nelle ricerca spasmodica di un benessere materiale, che tende ad identificarsi sempre pi con l'effimero ed il superfluo, vive protesa in uno slancio ed una tensione continua, alimentati da quelli che potremmo definire, anche se in maniera impropria, i valori del mercato. Oggi, alle porte del Terzo Millennio, tutte le istanze fondamentali dell'essere umano sono assoggettate alle leggi del marketing, volte a soddisfare le necessit di un apparato produttivo che si sviluppa in maniera incontrollata a livello globale, innescando un circolo vizioso, in cui l'attitudine delle persone al consumo deve essere artificialmente stimolata e forzata, per poter garantire il funzionamento efficiente del sistema. Fuori dal tempio massonico, dove regnano le tenebre della profanit, il mondo conduce la propria esistenza all'interno di un vortice frenetico, dove il tempo si riduce in maniera progressiva, perch ogni attivit umana deve svolgersi sempre alla massima velocit, affinch le persone non abbiano il tempo per fermarsi a riflettere e, soprattutto, per sviluppare idee e pensieri autonomi. Viviamo nel mondo in cui viene proclamato ed assunto a regola il principio della superiorit dell'azione rispetto al pensiero, dove il valore delle persone viene misurato e quantificato in riferimento al successo negli affari e questo, a sua volta, sulla base della capacit economica. Potremmo continuare a lungo nella descrizione di questo stato di cose, sviluppando molte altre considerazioni che non aggiungerebbero elementi di novit al quadro tracciato, ma quanto brevemente accennato sopra pi che sufficiente per condurre ad una rapida sintesi chi dotato di pronta intuizione. Il terzo millennio, considerato nella prospettiva del tempo presente, con riferimento alle condizioni del modello di sviluppo imperante a livello globale, quello imposto dalla civilt occidentale contemporanea, ci appare come il luogo in cui regna un principio sovrano, quello che presiede al disordine ed al caos. E' pur vero, al tempo stesso, che quando pensiamo al terzo millennio noi volgiamo lo sguardo nella direzione del futuro, abbracciando un arco temporale di lunga durata che contempla inevitabilmente un'evoluzione della condizione attuale. Tale sviluppo non connotabile in termini di negativit o positivit, in quanto

comunque indipendente da quelli che saranno gli esiti dal punto di vista del genere umano, il che equivale a dire, in parole povere, che l'umanit si trova dinanzi ad un bivio, o corregge la rotta, impugnando il timone del proprio destino e guidando la nave verso acque sicure, oppure subisce le conseguenze della propria cecit e affronta gli abissi. Qualunque sia la soluzione il pianeta andr avanti comunque. A noi per, che siamo Liberi Muratori e Scozzesi, interessa la prospettiva del bivio e del tempo a venire e, in tale ottica, il nostro sguardo colpito da un elemento di continuit fra le due modalit temporali del presente e del futuro. Oggi la parola che ricorre maggiormente nelle nostre conversazioni e da cui siamo continuamente bombardati da ogni parte il termine crisi. Lo subiamo, nella maggior parte dei casi, senza porre attenzione al suo significato o recependo soltanto quello che sta in superficie, che indica il trovarsi in una situazione difficile, ma di natura passeggera, che sar superata non appena muteranno le condizioni che l'hanno determinata. Raramente ci soffermiamo sull'etimologia del termine, che significa giudizio e che indica quindi il percorso che occorre intraprendere, per giungere al superamento di quelle condizioni che hanno determinato le difficolt del momento presente. Ecco, questo , per l'Uomo, l'elemento di continuit fra ci che e ci che sar, la necessit di affrontare un giudizio che lo renda capace di prendere le redini del proprio destino. E noi, che siamo Maestri Segreti, in che modo possiamo pensare di affrontare il tempo del giudizio? Siamo custodi di una Tradizione costituita di simboli, riti e leggende, che si dice risalga ad un epoca molto antica, le cui origini si perdono nella notte dei tempi. Questo porre le origini della Tradizione in un tempo talmente lontano dal presente, da sfumare addirittura in un passato immemorabile, all'inizio di ogni tempo, sembra alludere a qualcosa che sta, in realt, al di fuori del tempo e che ha una connotazione di memoria e di radice. Un elemento che fa parte della natura profonda dell'essere e da cui siamo separati da un abisso, rappresentato in maniera simbolica dall'antichit delle origini di questa Tradizione. La nostra Tradizione veicolata dal Simbolo la cui etimologia, come tutti sanno, ma non inutile ripeterlo, viene dal latino Simballo e dal greco Syn Ballein, che significa gettare insieme, tradotta generalmente con l'espressione gettare un ponte fra due sponde. E' un ponte che viene gettato fra una pluralit di significati, a volte apparentemente opposti, in realt complementari se osservati da un punto di vista superiore, che si sovrappongono su pi livelli, corrispondenti a diverse profondit di interpretazione. E' un procedimento che collega, senza soluzione di continuit, passato presente e futuro, trasportando attraverso il tempo un segreto. E' un ponte che mette in comunicazione il visibile con l'Invisibile, il divenire

con l'Essere, la fisica, nel senso aristotelico del termine, con la Metafisica. Ma se volessimo esprimere questo concetto con termini meno impegnativi, non potremmo forse dire che quando abbiamo bussato per la prima volta, da profani, alla porta del tempio, lo abbiamo fatto per costruire quel ponte che abbiam descritto nelle righe precedenti. Perch magari stavamo attraversando un periodo di crisi, dove vedevamo il disordine regnare dentro e fuori di noi, e questo ci ha portato a formulare un giudizio, a decidere di diventare padroni del nostro destino. E sapevamo che per far ci necessario costruire un ponte fra il visibile e l'Invisibile e che questa conoscenza un bagaglio vitale, che fa parte delle radici della nostra civilt. La teniamo impressa a caratteri di fuoco nella memoria dei nostri luoghi e delle nostre genti italiche, anche se a volte difficile riconoscere, in ci che siamo oggi, la matrice di ci che i nostri antichi sono stati. Ritorniamo allora al Maestro Segreto, custode silenzioso e fedele della Tradizione Scozzese. Per fare un discorso compiuto sarebbe necessario esaminare statuti ed autori, a partire dagli Antichi Doveri, i Landmarks, le Costituzioni del 1762, le Grandi Costituzioni del 1786, la Circolare ai Due Emisferi del 1802, il Manifesto del Convento di Losanna del 1875, gli Statuti ed il Regolamento Generale del Supremo Consiglio del Rito Scozzese Antico ed Accettato e sarebbe inoltre doveroso parlare del Ramsay, del Pike, dello Yarker e molti altri che non menzioniamo, ma questo tipo lavoro esula, purtroppo, dai limiti e dallo scopo di queste brevi righe, che ci impongono la necessit della sintesi. Corre tuttavia l'obbligo, per introdurre la parte conclusiva di questo lavoro che tratta della Tradizione Scozzese, in riferimento al grado di Maestro Segreto, riportare un estratto del Discorso di Ramsay che fu presentato dall'omonimo Autore al Cardinale de Fleury, ministro di Luigi XV, il 20 Marzo 1737. Si tratta di un discorso di benvenuto destinato ad accogliere i nuovi iniziati che recita: Il segreto. Noi abbiamo dei segreti; essi sono dei segni figurativi e delle parole sacre che compongono un linguaggio muto ed eloquentissimo, per comunicare alla pi gran distanza, e riconoscere i nostri Fratelli di qualsiasi lingua o paese essi siano... ...Questi segni e parole chiamano al ricordo di qualche parte della nostra scienza o di qualche virt morale, o ancora di qualche mistero della Fede. giunto fino a noi ci che a nessun'altra Societ arrivato. Le nostre Logge sono stabilite e si spandono oggi in tutte le nazioni civili, eppure in una cos numerosa moltitudine d'uomini, giammai un Fratello ha tradito i nostri segreti. Gli spiriti pi leggeri, i pi indiscreti e i meno istruiti a tacere, apprendono questa grande scienza dal momento in cui entrano nella nostra societ... ...S, Signori, le famose feste di Cere a Eleusi di cui parla Orazio, come quelle di Iside in Egitto, di Minerva ad Atene, d'Urania presso i Fenici, e di Diana in Iscizia, avevano qualche rapporto con le nostre solennit. Vi si celebravano i misteri nei quali si trovavano numerose vestigia dell'antica religione di No e

dei patriarchi; Questo brano introduce in maniera esplicita il riferimento alla tematica del segreto, cardine costitutivo e centrale del quarto grado del RSAA, ed al rapporto fra i nostri rituali e i misteri dell'antichit classica. Prima dell'iniziazione, quando ancora si trova nella sala dei passi perduti, al candidato viene posto un velo nero trasparente sul volto cui appesa una piccola squadra d'argento, e questi viene introdotto nel tempio con l'indice ed il medio sulle labbra ad indicare un segno di silenzio. E' il segno di Arpocrate, divinit della mitologia egizia, che presso greci e romani rappresent il Dio del Silenzio e che veniva raffigurato con un dito alla bocca e con un mantello cosparso di occhi ed orecchi. Questa immagine decisamente particolare, suggerisce una molteplicit di idee, di cui le pi immediatamente evidenti sono, in primo luogo, che necessario rimanere in silenzio, in seconda istanza che bisogna saper tacere, ed infine che l'insegnamento deve essere ricevuto attivando tutti i canali che abbiamo a disposizione, in ogni piano del nostro essere. Una volta entrato il Fratello Esperto toglie le dita dalle labbra del recipiendario dicendo :Ora che siete entrato in questa Loggia di Perfezione, io sciolgo le vostre labbra dal sigillo del segreto e della fedelt, ed in piena fiducia ne lascio custode il vostro onore. Nel rituale di apertura dei lavori alla domanda del Potentissimo Re Salomone: Quali insegnamenti vi avete ricevuto?, il Venerabile Adonhiram risponde: Quelli del segreto, dell'obbedienza e della fedelt. E poi ancora: Qual' il vostro Dovere? Essere fedele fino alla morte. Aprendo i lavori poi il Potentissimo Re Salomone cos esorta i Maestri Segreti: Siate silenziosi, discreti e fedeli. Cosa dovremmo dire a proposito di ci? Assolutamente niente. Noi tutti sentiamo che non c' da dire niente, perch in queste semplici parole veicolata una forza, che parla direttamente al nostro cuore e ad esso affida in custodia il suo messaggio. Nel rituale di iniziazione il Potentissimo Re Salomone rivolge al candidato queste parole: La lotta che ci attende ha bisogno di uomini provati e risoluti: fornire all'umanit questi conduttori resi abili dallo studio, implacabili dal dovere, lo scopo dell'insegnamento. E poi ancora: Hiram morto lo spirito dell'uomo asservito. La Libera Muratoria il mezzo di elevazione. Bisogna elevare il vostro spirito. Siete pronto? Il primo dovere il sentimento profondo di obbedienza. L'obbedienza l'origine di ogni energia, la sola arma ben temprata. Riconoscete il dovere come una necessit assoluta davanti alla quale ogni libert scompare, ogni debolezza colpa? Infine alla consegna del collare il nuovo Maestro Segreto riceve un ulteriore insegnamento: E questo simbolico collare, del quale vi decoro , vi insegni col suo colore la innocenza e la fedelt e con la sua chiave di avorio la circospezione ed il silenzio, suprema virt pitagorica che nella meditazione

prepara gli uomini agli eventi della vita ed alle grandi opere dell'avvenire. Noi tutti, Fratelli Scozzesi, avvertiamo una profonda emozione nell'anima ripercorrendo questi passi dei nostri rituali, perch sentiamo che in queste parole risuona l'eco di una voce grande e maestosa, che ci indica, in maniera esatta, il cammino da percorrere, la direzione da seguire. Vorremmo per, a conclusione di queste brevi righe, riportare i passi conclusivi delle Istruzioni per i Maestri Segreti che recitano cos: Che cosa vi stato insegnato? Conservare il segreto, essere obbediente e rimanere fedele. Qual' il vostro dovere? Praticare la virt, istruire e sorvegliare gli operai, conservare il silenzio e migliorare sempre le mie cognizioni. Perch riportare queste parole? Siano esse un seme piantato nella terra del nostro cuore, che possa germogliare nel futuro e schiudere la nostra intuizione, affinch da custodi di simboli possiamo diventare costruttori di ponti, per far si che il visibile e l'Invisibile siano riuniti in una sola vibrazione armoniosa, per disperdere le tenebre e restaurare la Luce, perch il Caos si trasformi in Ordine, per diventare padroni del nostro destino.