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BIBLIOTHECA PHILOSOPHICA HERMETICA: una Camera di Tesori da riscovare

Prima Parte

di Eva Christina

I misteri dell’Uomo, dell’Universo e del Cosmo racchiusi tra le pagine di


antichissimi manoscritti di ogni tradizione mostrano quale sia l’origine
dell’Uomo, ma anche il suo destino. Un viaggio che si percorre al di là del
tempo e dello spazio, ma che traccia l’essenza del miracolo della Vita.

Nel bel mezzo dell’affascinante città di Amsterdam, capitale per eccellenza del
mondo multietnico di un eclatante modernismo, il tempo sembra essersi
fermato alla Bloemstraat. In pieno centro storico qui è nata, e tuttora opera, la
Bibliotheca Philosophica Hermetica.
Fondata dall’uomo d’affari olandese, Joost Ritman, la Bibliotheca Philosophica
Hermetica (BPH) è stata aperta al pubblico nel 1984 e, da questa data in poi,
in tutta Europa è stata promotrice di numerose attività culturali in seno
all’Ermetismo e allo Gnosticismo, per la loro diffusione anche, e soprattutto, in
tempi attuali. Per non parlare della creazione della nuova facoltà di Storia della
Filosofia Ermetica presso l’Università di Amsterdam, che costituisce un unicum
nel panorama accademico prettamente ermetico. La sua creazione ha dunque
riaperto le porte di un antico sapere… La BPH è la culla di un insegnamento
fortemente esoterico ma di stampo ermetico-alchemico, racchiuso in testi
antichissimi: di questi, la Bibliotheca è la fedele custode. L’Italia ha parte
prominente tra queste mura, dove sono conservati i più celebri testi di poeti e
autori che dell’esoterismo, in senso profondamente gnostico, ne hanno fatto
una ragione di vita. Opere e manoscritti antichissimi di Pitagora, Eusebio, Pico
della Mirandola, Marsilio Ficino, Michael Maier, la “falena dello spirito”
Giordano Bruno, il “sommo poeta” Dante Alighieri (un esemplare della prima
edizione della Divina Commedia è qui conservato, datato 1472) e tanti altri
giacciono in bella mostra come sabbia in una clessidra che viaggia fuori dal
tempo, dove i fiumi d’inchiostro e di parole versati restano eterni, illuminati da
un sole che non si offusca mai. E’ un’emozione fortissima sfogliare testi così
antichi, rilegati a mano, di qualsivoglia dimensione e illustrati con una dovizia
di particolari eccellente che ci lascia letteralmente senza parole, facendoci
riflettere su come in un lontano passato lo studio e la scrittura di arti talmente
profonde fossero importanti e degne di memoria. Ma ciò che rende questo
luogo così speciale, non è tanto la grande collezione di testi antichi di
qualsivoglia tradizione e la loro acquisizione in un lunghissimo arco di tempo,
quanto la loro incomparabile e profondissima essenza. Si tratta di contenuti
simbolici altamente spirituali, trasmessi da sempre all’umanità in ogni luogo e
modo e legati tra loro da un sottile filo d’oro che sembra porre all’Uomo le
seguenti domande: “Chi sei? Da dove vieni? Dove vai?”. Essenza. Origine.
Destino. L’enigma posto dalla Sfinge in terra egizia sembra rispondere al
percorso universale di Dante – accompagnato nel suo viaggio iniziatico dal suo
principio-anima, Beatrice – o alle parole di Mani, il Cristo d’Oriente, o ancora al
contenuto della Bhagavad-Gita, il Vangelo indiano, così simile alla Bibbia
cristiana… Queste sono solo alcune delle basi di ricerca dalle quali sono partiti
gli autori che hanno dato vita alle opere presenti alla BPH, opere che
illuminano l’Uomo che si è messo in cammino alla ricerca dell’oro alchemico
racchiuso dentro di sé, nel suo cuore. Si tratta di un messaggio evangelico che
potrà essere inteso da chi “ha occhi per vedere e orecchi per intendere”, allora
come adesso. Si tratta di una chiave che è in grado di aprire la porta che dà
accesso al mistero cosmico-universale. Un tempo l’insegnamento ermetico era
per i pochi e soltanto da questi poteva essere compreso. Ma ora, nei meandri
di un mondo in continua evoluzione e in un tempo in cui l’essenza non deve
essere più invisibile agli occhi, l’impulso che spinge alla sapienza esistenziale
diviene “ermeticamente” aperto e disponibile per tutti coloro che cercano. I
testi qui ospitati, manoscritti originari che vanno dalla grecità classica a un
Rinascimento (ma non solo) cronologico e innanzitutto spirituale, sono
condensati e ospitati negli scaffali di centinaia di testi. Per rendere questo
messaggio più vivente che mai, desideriamo rendere i nostri lettori partecipi di
un viaggio molto speciale. Ci siamo recati direttamente ad Amsterdam, dove
abbiamo visitato la Bibliotheca Philosophica Hermetica e intervistato la sua
Direttrice, Esther Oosterwijk-Ritman e suo padre, il fondatore, Joost Ritman.

Intervista a Esther Oosterwijk, Direttrice della Bibliotheca


Philosophica Hermetica
Innanzitutto, benvenuti nella BPH. Ne sono direttrice dal 2003. E' chiaro che la
BPH è una Biblioteca di Ermetismo e non è un caso che si trovi ad Amsterdam.
Mio padre, quando aveva sedici anni, in un lampo intravide la storia spirituale
occidentale e la gnosi cristiano-ermetica. Pensò quindi successivamente di
mettere tutto ciò in forma concreta, di modo che potesse divenire accessibile
agli studiosi ma anche a persone interessate ad argomentazioni misteriche.
Amsterdam è da sempre un crogiolo europeo di libertà di religione, grazie alla
libera facoltà di espressione e di stampa. Credo che nel passato circa il 50%
dei libri fu stampato ad Amsterdam, libri che non potevano essere pubblicati
altrove, come quelli di Jakob Böhme ad esempio.
Il tutto cominciò con un regalo che mia nonna fece a mio padre per il suo
24simo compleanno, a quell'epoca già collezionava antichi manoscritti, poi gli
furono regalati anche altri antichi manoscritti e altre stampe, uno dei primi fu
proprio l'Aurora di Böhme. E fu proprio questo libro ad accendere in lui la
fiamma della ricerca. Comprese che la fonte della mistica e dell'alchimia
poteva celarsi negli antichi scritti, cominciò dunque a cercarli dagli antiquari.
Uno di questi fu il Signor Schors, al quale si rivolse per acquistare la prima
stampa della Fama Fraternitatis dei Rosacroce, le opere di Jakob Böhme e altri
scritti.

Quante opere la BPH conta nella sua interezza? Possiamo dire che
ospita tra i maggiori testi di autori che si sono interessati allo
gnosticismo?
Nel 1984 la collezione della nostra famiglia contava circa 10.000 opere, fu
anche l’anno in cui la BPH fu aperta al pubblico. Oggi la collezione conta circa
20.000 volumi: come componente principale abbiamo l'Ermetismo e l'Alchimia,
la Mistica, la Rosacroce, la Gnosi e l’Esoterismo occidentale. Facciamo un salto
nella Amsterdam del XVII secolo: non era soltanto l'epoca di Rembrandt van
Rijn (di cui al momento è in corso la mostra in occasione del suo 400esimo
anniversario). Per la città giravano anche Cartesio, Comenio e Abraham

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Willemsz van Beyerland che qui ad Amsterdam, nel 1643, editò per la prima
volta le opere complete di Jakob Böhme, assieme al Corpus Hermeticum.
Questi conosceva dunque anche le relazioni di queste opere con l'Ermetismo.
E soltanto a poca distanza da qui nasceva un centro non solo di libertà e di
religione, ma anche di diffusione e di interesse vivissimo per lo studio della
gnosi ermetica.

Qual è la Vostra relazione con la cattedra di Ermetismo dell’Università


di Amsterdam?
Le collezioni della Biblioteca di Amsterdam e quelle della BPH sono tra loro
complementari, è da lungo tempo che si collabora insieme. E' anche grazie alla
presenza della nostra Bibliotheca e al carattere di Amsterdam, che è stato
possibile creare una cattedra di Ermetismo. La persona che ne ha reso
possibile la fondazione è tra l’altro anche membro del Consiglio della BPH.
L’elemento interessante della nostra Bibliotheca è che rende possibile il
collegamento con le fonti antiche originali. Le persone coinvolte in una ricerca
spirituale possono trovare in una Bibliotheca come la nostra la possibilità di
approfondire temi di un certo tipo, dall'elevata valenza spirituale, attingendo
alle fonti autentiche, fonti di un’importanza più che rilevante.
Nel Medioevo, già Meister Eckhart parlava di una scintilla nel cuore: abbiamo
potuto constatare dai suoi scritti che conosceva i testi ermetici e in particolare
l'Asclepio del Corpus Hermeticum. Jakob Böhme, un semplice calzolaio nella
Germania del 1600, aveva grandi visioni, grazie alle quali l’intera verità gli fu
svelata: scoprì il piano della creazione e il posto che l'Uomo occupa al suo
interno. Ma non appena ne cominciò a scrivere, entrò in collisione con la
Chiesa e il suo libro Aurora venne confiscato. La nostra Bibliotheca possiede
uno dei due unici esemplari conosciuti al mondo del suo libro La via verso
Cristo.

Esiste uno scambio argomentativo tra la Bibliotheca e ricercatori di


esoterismo di stampo internazionale, come Gilles Quispel ad esempio?
Lo studioso olandese Gilles Quispel ha svolto un ruolo molto importante nella
legittimazione della tradizione della gnosi, nella storia della cultura
occidentale, soprattutto per quanto riguarda gli scritti di Nag Hammadi.
Quispel, ad esempio, inizialmente non riteneva che Böhme fosse uno gnostico,
ma se ne rese conto più tardi, in seguito a vari confronti effettuati con altre
opere. E' questa la possibilità che offre la nostra Bibliotheca, la sua forza
agisce anche in maniera retroattiva.

Quale ritiene sia la funzione specifica della Bibliotheca Philosophica


Hermetica?
A questi tempi e ad Amsterdam, come centro di tolleranza e di vita
multiculturale di tante nazionalità, è in primo piano una ricerca interiore. La
domanda pressante è: “Perché siamo qui? Da dove veniamo? Qual è il nostro
fine?”. Questa è una domanda che l'Uomo moderno valuta in tanti modi, i
punti di riferimento sono illimitati: qual è per esempio il significato del
background cristiano? In che modo può essere gettato un ponte tra le
differenti intolleranze che ci sono state nei secoli, sul piano umano ma anche
sul piano cristiano? Amsterdam è tuttora un luogo idoneo per queste ricerche
perché qui sono state raccolte innumerevoli fonti. Abbiamo un istituto di

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ricerca, una casa editrice e speriamo che in senso virtuale la nostra Bibliotheca
possa essere accessibile a tutto il mondo.

Qual è per Lei il manoscritto più importante della Bibliotheca a cui si


sente particolarmente legata?
Abbiamo innumerevoli manoscritti, ma ne citerei uno in particolare sul tema
del Graal. Questo è di particolare importanza poiché pone il Graal in un
contesto cristiano. Sappiamo che la tradizione del Graal ha sempre avuto
grande importanza tra leggende e racconti, si sa che si tratta di un
Cristianesimo che va al di là di quello canonico. Questo manoscritto, composto
all'inizio del XIV secolo, pone il mistero del Graal all’interno del racconto di
Giuseppe di Arimatea. In questo mistero traspare l’evento della Santa Cena,
della crocifissione, della deposizione della croce, il momento in cui Giuseppe di
Arimatea cede la sua tomba a Gesù e per questa ragione viene imprigionato. Il
racconto poi tramanda come di notte questi viene visitato da Gesù che gli dà il
Graal in dono e il compito di portarlo in Inghilterra, luogo in cui fondare una
comunità. In questo manoscritto Gesù spiega quale sia stato il significato reale
della sua esistenza e tutto ciò è in relazione con il mistero del sangue. In
questo manoscritto il Graal è ispirato al racconto di Robert de Boron, a lui
attribuito. Si distinguono le persone che vedono con il cuore – coloro che
riescono a vedere il Graal – da quelle che non vi riescono: in questo modo si
evidenziano i credenti dai non credenti. Chi riesce a contemplare il Graal e ne
comprende il significato, vede con il cuore e si differenzia da chi non riesce a
vederlo. Un altro bell'esempio si ha quando si passa dalla Francia
all'Inghilterra: quelli che credono basta che si poggino sul lembo della veste
del vescovo per attraversare il mare, mentre i non credenti affondano con
tutto il lembo della veste e devono percorrere il tragitto a nuoto. I misteri del
sangue sono naturalmente l'attività di Cristo stesso e il processo dei rinati è
quello in cui può essere sperimentato un cuore puro.

Negli anni avete costituito anche una casa editrice, In de Pelikaan. Un


riferimento simbolico al sacrificio di sé?
Negli anni Ottanta, mia madre ha disegnato l'ex-libris della Bibliotheca. Senza
inoltrarci troppo, è importante sottolineare la figura del pellicano che versa il
suo sangue ai suoi piccoli, cosa che viene associata al sacrificio del Cristo e al
mistero della resurrezione, dunque nuovamente ai misteri del sangue. Il
versamento del cuore è esattamente ciò che mio padre ha sempre fatto. Non
ha mai cercato di porre i propri interessi al di sopra di quelli della Bibliotheca.
Ha intravisto un piano che porta in sé, un riconoscimento diretto, esattamente
come il mistero del Graal, un riconoscimento verso i libri della Bibliotheca. E'
accaduto tante volte che in un catalogo ricco di titoli mio padre dicesse:
"Dobbiamo avere quello". Ce ne chiedavamo la ragione e, dopo studi di
comparazione effettuati dall'Istituto di ricerca, si concludeva che quel titolo era
proprio un testo-chiave per poter spiegare una determinata tradizione. Anche
questo è un mistero!
Come casa editrice, abbiamo diverse collane. Abbiamo quella del Pimandro,
dove vengono pubblicate le ricerche effettuate dall'Istituto Ritman, che in
genere sono collegate ai grandi eventi internazionali, come mostre e
congressi. Grazie a questa collana del Pimandro, ci siamo fatti un nome e
abbiamo reso accessibili gli scritti del Cristianesimo originario, sviluppatosi nei
primi quattro secoli, assieme agli scritti dal copto in olandese trovati a Nag

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Hammadi, Il Vangelo della Verità, Il Vangelo di Tommaso, ma anche il Corpus
Hermeticum, l'Asclepio e Il Codice di Mani di Colonia. Si potrebbe dunque dire
che nella nostra Bibliotheca abbiamo, fisicamente, esattamente come
Alessandria, la nascita dell'Ermetismo, la tradizione della Gnosi ermetico-
cristiana, testi del Cristianesimo primevo, del Manicheismo e li pubblichiamo
dalle fonti originarie. La collana di Ermete consta invece di cataloghi delle
mostre.

Crede che l’Inquisizione sia terminata ai nostri tempi? O che l’umanità


ne porti ancora le conseguenze e che essa continui sotto altre e
svariate forme?
Se si considera l'Inquisizione come rappresentazione del male o come
minaccia della libertà di religione, dobbiamo allora ammettere che il male o
l'Inquisizione sono stati sempre presenti sotto una diversa veste. Si dice che in
questa epoca moderna non ci siano inquisizioni guidate dalla Chiesa, ma esiste
un'Inquisizione da parte di chi detiene il potere finanziario del mondo, che
mette il proprio marchio sul materialismo, ormai al suo culmine nella nostra
epoca. Ma la chiave si trova nell'Uomo stesso, è celata nella sua percezione, la
chiave che porta il significato della vita su un tuttaltro piano. Che questo sia
un dato inestirpabile è testimoniato dall'esistenza di questa Bibliotheca.
Abbiamo una collezione unica degli scritti di Giordano Bruno, che fu arso vivo
nel 1600 insieme a parte dei suoi scritti; per questo motivo ne sono rimasti
pochi, noi ne possediamo una ventina, tra gli altri Lo Spaccio della Bestia
Trionfante, scritto che causò l'intervento da parte dell'Inquisizione verso il
filosofo nolano. Il giorno della sua condanna, avvenuta da parte di sei
cardinali, quando gli fu chiesto cosa intendesse dire a sua discolpa, questi
affermò: "Forse avete più paura voi nel condannarmi che non io nel subire la
condanna”. Egli dunque non abbandonò ciò che aveva percepito come verità,
ovvero la relazione tra Dio-Cosmo-Uomo. Bruno era dunque un fervento
sostenitore di Ermete, come Nicola Cusano, Ficino, Pico della Mirandola. Nel
discorso di Pico sulla dignità dell'uomo, chiamato anche Il Manifesto del
Rinascimento, viene citato Ermete e la sua espressione rivolta ad Asclepio,
secondo la quale l'Uomo è un grande miracolo. Molto importante in questo
contesto è la mostra da noi organizzata sulla figura di Johann Reuchlin e la
Cabala. Questi era un ebraista tedesco che venne in contatto con il cerchio dei
Medici, che conosceva anche Ficino. Nel suo De verbo mirifico, anche Reuchlin
si esprime così: "L'Uomo, o Asclepio, è un grande miracolo". Ci si potrebbe
chiedere chi sia stato Johann Reuchlin e questo vale anche per altri titoli di
autori rinvenibili tra gli scaffali di questa Bibliotheca. Reuchlin era una persona
simile a Pico; come questi emanò numerosissime asserzioni, come questi
s'interessò alla Cabala. Una delle asserzioni di Pico era che la Cabala
dimostrava la divinità del Cristo. Pico, ai suoi tempi, si era messo alla ricerca
delle fonti della saggezza, cercava di mettere in moto un dialogo tra
Cristianesimo, Ebraismo e Islamismo, di indicare all'umanità che possediamo
tutti le medesime radici. Questi auspicava alla creazione di un centro di
tolleranza e di scambio religioso, cosa già avvenuta nell'Alessandria di 2000
anni prima. Anche al giorno d'oggi questo resta un argomento di grande
importanza, per questo motivo i giornali locali hanno dedicato grande
interesse a questa mostra. Al giorno d'oggi, la funzione della Bibliotheca è
proprio quella di rendere accessibili gli scritti provenienti da fonti originarie e
autentiche, un "ritorno alla fonte" è un motto umanista che anche noi

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utilizziamo: ciò significa che la fonte parla da sé, i contenuti sono disponibili
anche per chi non possiede né preparazione né background religioso, ma non
per questo non potrà trovare le risposte alle domande esistenziali più
importanti.

Qual è la tipologia di persone che frequenta la Bibliotheca? Crede che


l’Era dell’Acquario influisca sull’interesse verso una ricerca interiore?
Abbiamo sempre detto che il 50% è costituito da visitatori e il restante 50% da
cercatori. Ma ora sembra che la situazione stia cambiando, abbiamo una
percentuale che oscilla tra il 30% di visitatori contro il 70% dei cercatori. Per
questa primavera abbiamo programmato una mostra, dal titolo:
"Ermeticamente aperti", una contraddizione in termini conoscendo tutti
l'espressione "Ermeticamente chiusi". Desideriamo rendere visibile la funzione
pubblica e l'utilizzo della Bibliotheca, vogliamo presentare i nostri titoli sul
catalogo on-line, si tratta di 15.000 scritti moderni (dal1800 in poi) e tra pochi
anni speriamo di presentare on-line anche i libri antichi, vorremmo anche
editare una guida per l'utilizzo: stiamo giocando sul numero crescente di
interessati, affinché possano sia frequentare sia utilizzare la nostra
Bibliotheca.

Sarebbe possibile organizzare una mostra di questo tipo anche


nell'Italia del sud, considerato che è stata la culla di filosofi di stampo
prettamente ermetico?
Certamente questi nessi sono conosciuti, abbiamo stabilito anche una serie di
collaborazioni con il Prof. Lucentini in Italia, che si occupa del progetto
"Hermes Latinus". Le esposizioni hanno attirato circa 75.000 visitatori, sono
numeri che parlano da sé. A proposito di ciò, in occasione dell'anniversario di
Giordano Bruno, cioè nel 2000, abbiamo potuto dare un importante contributo
alla mostra di Roma. Abbiamo già lasciato una traccia in questi luoghi e non è
escluso che vi torneremo. Parlando dell'evoluzione dell'Ermetismo, nella
Bibliotheca disponiamo di un immenso tesoro di materiali, della Tradizione
degli ultimi 2000 anni. Il nostro primo progetto internazionale come mostra si
tenne a Mosca, come tema fu scelto: "500 anni di Gnosi". Potemmo così
portare l'attenzione sull'Ermetismo, sulla Rosacroce, sulla Frammassoneria alla
fine del XVIII secolo. Si disponeva di un'enorme produzione di traduzioni di
Jakob Böhme, Saint Germain, Ermete e Novikov che pure tradusse il Corpus
Hermeticum in russo, e la cui cerchia determinò il 25% della produzione dei
libri di quell'epoca.

Crede che in Italia il maggior esponente letterario che abbia cercato di


illuminare le coscienze in ascolto sia Dante Alighieri con la sua Divina
Commedia quale percorso iniziatico?
Certamente. Qui abbiamo un esemplare illustrato della prima edizione, si
tratta dell’iniziazione come viaggio dell’anima verso lo Spirito. Dante occupa
un posto prominente nell’ambito dell’assimilazione letteraria della Tradizione
gnostico-ermetica e cristiana. Il suo linguaggio figurativo parla direttamente al
cuore; in questo senso, Quispel afferma che “La Gnosi è la conoscenza del
cuore”. Chi percepisce interiormente la verità, non ha bisogno di alcuna
autorità esterna; da qui nasce il conflitto con le istituzioni che si pongono tra
Dio e l’Uomo, proprio come accadde a Roma. Questo fu il conflitto causato

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dalla Chiesa, che si considerava unica e sola rappresentante di Dio su questa
terra.

E per quanto riguarda le mostre organizzate dalla Bibliotheca? Crede


che l’esoterismo e l’alchimia possano essere compresi ai nostri tempi
nel loro senso più profondo?
Per le mostre all’estero abbiamo utilizzato una chiave molto chiara, cioè una
presentazione tematica, attingendo da entrambe le collezioni. Nel 1999
abbiamo collaborato con la Biblioteca Medicea Laurenziana, è stato il primo
catalogo bilingue pubblicato dalla Laurenziana. Il tema della mostra fu "Il
ritorno di Ermete Trismegisto", dunque l’intero Ermetismo all'interno del
Rinascimento. Questo evento fu organizzato sulla scia della Biblioteca privata
di Marsilio Ficino, di cui dispone la Biblioteca Laurenziana. Abbiamo potuto
presentare i nostri antichi libri e poter indicare l'influenza dell'Ermetismo
sull'immagine ideale dell'Uomo Universale. Quando siamo stati a Firenze,
eravamo convinti che quell'influenza dovesse essere resa ancora più visibile,
dunque il passo successivo fu una visita alla Biblioteca Nazionale Marciana di
Venezia. Quando chiedemmo al Direttore se disponeva di manoscritti di
origine ermetica, la risposta fu, costernata: "Ma questa Biblioteca è stata
fondata da un cardinale!". Ma risultò subito che il Cardinale Bessarione
disponeva già, un anno e mezzo prima di Cosimo de' Medici, di un manoscritto
del Corpus Hermeticum. Si trattava di un bellissimo manoscritto dell'XI secolo
sul tema dell’Ermetismo alchemico. Abbiamo trattato l'evoluzione
dell'Ermetismo dal XVI al XVIII secolo, l'influenza di Paracelso, l'Ermetismo
presso i Rosacroce classici, fino a quello dei Golden Rozenkreuzer del XVIII
secolo che rendevano ancora attiva la fonte dell'ermetismo studiando la
cabala, la mistica e la teosofia cristiana.
Il prossimo numero continueremo il nostro viaggio con le parole di Joost
Ritman. •