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Casa di Marzabotto (V secolo)

Sin dall’età arcaica, la domus


etrusca e romana dei ceti più alti
Case arcaiche del Palatino a Roma (VI secolo) appare collegata alle funzioni
pubbliche e non solo private del
dominus: è il luogo in cui egli
riceve gli ospiti di riguardo e i
clientes, dove si possono ammirare i
ritratti degli antenati, il bottino delle
sue guerre, e dove emerge la sua
ricchezza e potenza.
domus ad atrio tuscanico (III-
II sec. a.C.)
1. fauces
2.tabernae
3.atrium
4.impluvium
5.tablinum
6.hortus
7.triclinium
8.alae
9.cubicula

Specifico della casa etrusca e


romana è non tanto l’atrio, quanto
l’organizzazione come incrocio di
assi: quello fauces – atrium –
tablinum e quello perpendicolare
delle alae. In tal modo il dominus
nel tablinum può ricevere nel modo
più solenne, controllando l’accesso.
L’evoluzione del tipo si segue a
Pompei: dal tipo più semplice (Casa
del Chirurgo, IV secolo) agli esempi
monumentali di II secolo (Casa del
Fauno).
Atrio tuscanico
sezione planimetria

Travi di Travi di
sostegno sostegno
principali principali

Atrio tetrastilo
Pompei, casa
delle Nozze
d’Argento -
atrio tetrastilo
Ercolano,
casa
sannitica –
atrio
tuscanico
Atrium tuscanico: Pompei – Casa del Fauno
Casa dei Vettii VI 15, 1

15
9 11 16
7
5
1 2
13 14
10 12
8
3 6
4

Casa del Fauno VI 12, 2


(intera insula)
5

8 8
1 2 3 4 6 9
Atrio tuscanico

5 5
Pavimento dell’esedra:
Mosaico di Alessandro
1 2 3
7
4
5
Atrio tetrastilo

Col II secolo a.C., le case si muniscono di parti nuove (peristilio) e decorazioni fastose: il lusso dei
palazzi ellenistici (Asiatica luxuria) diventa un simbolo di potere. Pompei, casa del Fauno (VI 12, 2: II
secolo a.C.) – pianta: doppia sequenza di atrio tetrastilo e atrio tuscanico, ognuno collegato ad un
peristilio, da assegnare uno alla casa privata, l’altro agli ospiti, che diventano settori privati e riservati ad
ospiti di riguardo, connessi con modelli architettonici pubblici (ginnasio, portico). Si moltiplicano gli
ambienti destinati al soggiorno e al simposio, con decorazione scultorea, musiva e pittorica.
Stili pompeiani:
decorazioni parietali delle
case romane

I Stile – si sviluppa durante


il III e il II secolo a.C.,
consiste nell’imitazione in
stucco di pareti in blocchi
di marmo, inizialmente
bianco, poi anche colorato.
Richiamava la decorazione
dei palazzi ellenistici, in
particolare di Alessandria.
II Stile – nasce alla fine del II secolo a.C. e arriva fino
ad età augustea. Imitava scenografie architettoniche con
effetti prospettici, prima come semplici colonnati su
sfondo a imitazione marmorea, poi, dalla metà del I
secolo a.C., con complesse architetture illusionistiche.
Nella Casa dei Grifi sul Palatino, databile attorno al 100
a.C., troviamo l’uso del tardo I stile e del II stile iniziale.

II Stile I Stile
La Villa di P. Fannius Synistor a Boscoreale fu
scavata da un privato ai primi del ‘900; gli
affreschi furono prelevati e messi all’asta. Oggi si
trovano in parte a New York (Met), in parte a
Napoli, in parte a Bruxelles e Amsterdam
II Stile maturo
(prima metà I
secolo a.C.)

BOSCOREALE –
villa di P. Fannius
Synistor, cubicolo:
Affreschi al New
York Metropolitan
Museum
II Stile maturo
(prima metà I
secolo a.C.)

BOSCOREALE –
villa di P. Fannius
Synistor, cubicolo:
Affreschi al New
York Metropolitan
Museum
II Stile maturo
(prima metà I
secolo a.C.)

BOSCOREALE –
villa di P. Fannius
Synistor, cubicolo:
Affreschi al New
York Metropolitan
Museum.
II Stile
maturo
(prima
metà I
secolo
a.C.)

Boscoreale, da villa di P. Fannius Sinystor, affreschi al Museo di Napoli. La pittura rappresenta un avancorpo
tetrastilo e una porta ad architrave dipinto con scena di caccia. Sul basso muro di diaframma posano
maschere tragiche.
II Stile maturo Boscoreale, dalla villa di P. Fannius Synistor, oecus: affreschi al Museo di Napoli.
Megalografia scandita da colonne, su sfondo di imitazione di lastre in alabastro rosso.
(prima metà I
Copia di affreschi di corte ellenistici: il personaggio con scudo macedone e kausia è un
secolo a.C.) re, forse Antigono Gonata assieme alla madre Phila; il filosofo a sinistra potrebbe essere
Menedemo di Eretria, maestro del Gonata.
II Stile maturo (prima metà I secolo a.C.)

POMPEI – villa suburbana detta dei Misteri. La sala di lusso aperta al centro del portico panoramico era
decorata da una megalografia della metà del I secolo a.C. raffigurante scene di culto dionisiaco («Misteri»).
Casa sull’Esquilino a Roma, scena dall’Odissea (metà I sec. a.C.): paesaggio mitologico inserito assieme ad
altri simili nella parte alta di una parete, tra pilastri, come vedute di paesaggio al di là di un muro. Tecnica
“impressionistica”, a macchia: collegata alla pittura ellenistica miniaturistica alessandrina. Uso del
paesaggio in chiave decorativa, allo scopo di creare prospettive gradevoli.
II Stile
maturo
(prima
metà I
secolo
a.C.)

POMPEI
Villa dei
Misteri: le
architetture
illusionistiche
si dispongono
qui su ben
quattro piani
distinti
Oplontis, villa di Poppea, affresco parietale
Pompei, casa dei Vettii: cicli decorativi pittorici.
La casa dei Vettii a Pompei (VI 15, 1) apparteneva, al momento della distruzione della città, ad A. Vettius
Conviva, augustale, benestante di classe media. La prima fase era di età sannitica (II a.C.) ma ristrutturata
alla metà del I secolo d.C. e restaurata dopo il terremoto del 62 d.C. Diverse pitture si sono conservate:
– Fauces (b) : quadri con galli combattenti; pecora con attributi di Mercurio (borsa e caduceo); Priapo
(apotropaico).
– Atrio (c): zoccolo: bambini che venerano Penati domestici; ai lati dell’ingresso: amorini su bighe tirate
da delfini; amorini combattenti su caproni, su granchi e aragoste; carri con attributi di Mercurio e di
Dioniso; fregi: sacrificio a Fortuna (timone e globo); caccia con cinghiale e cervo assaliti da cani; paniere
e psychai.
– cubicolo (d): fregio: vivaio di pesci commestibili. Quadri nelle pareti: “Ero e Leandro”; “Arianna a
Nasso”.
– oecus (e): quadro: “Ciparisso” (cono sulla testa: trasformato in cipresso); “Dioniso e Arianna assistono
alla lotta tra Eros e Pan”. Zona superiore: “Alessandro come Zeus” (copia del quadro di Apelle per
l’Artemision di Efeso); “Zeus e Danae”.
– Alae (h, i): tappeti tesi con quadri agonistici (galli combattenti, vasi e rami di palma come premi),
medaglioni con teste di Medusa, satiro, ariete. Cfr. atrio.
– Triclinio (p): zoccolo a finto marmo; quadri: “Dedalo e Pasifae”; “supplizio di Issione”; “Arianna a
Nasso trovata da Dioniso” (cfr. cubicolo d).
– Conclave o gineceo (s-u): triclinio (t): “Achille a Sciro”; “Eracle e Auge”.
– oecus (q): pannelli laterali decorati con coppie librate in volo (fascia centrale) e poeti tra Muse, menadi
e satiri musicanti (fascia superiore); zoccolo: sacerdotesse, amazzoni, menade e satiro. Pinakes (quadretti
a sportelli) con scene di sacrificio a Diana e psychai che colgono fiori. 13 scomparti della predella: vari
mestieri e attività svolte da amorini e psychai, tra cui intreccio di corone di fiori, smercio di olio
profumato, corsa nel circo, arte degli orefici, fullonica.
– oecus (n): quadri: “Anfione e Zeto, supplizio di Dirce”; “Penteo ucciso dalle Menadi”; “Ercole
fanciullo strozza i serpenti” (replica originale di Zeusi).
Il pavimento a
sfondo nero, tessere da 1cmq.
mosaico di
ciottoli (IV
secolo a.C.) fu La banda bianca del
sostituito da meandro e gli angoli
schegge di neri delle ombre sono
materiali litici, resi con lastrine
sagomate.
prima irregolari
poi quadrate
(come nel
figura in vari colori: rosso,
mosaico di giallo, grigio,marrone,
Ganimede a verde e blu, con tessere
Morgantina), già più piccole rispetto allo
dagli inizi del III sfondo
secolo a.C. Le
tessere quadrate
potevano essere
usate nelle
combinazioni più
diverse, ma
tagliate secondo alcune parti della figura
dimensioni sono rese con tessere
standard, sagomate (dita
rendendo più dei piedi).
spedita la
procedura di
lavoro.
Una terza forma, nata in ambiente punico e passata poi in Sicilia tra IV e III secolo, è il “pavimento a
cocciopesto”, detto anche impropriamente opus signinum, formato da malta mista a frammenti di terracotta
con schegge litiche inizialmente bianche, poi di vari colori (Morgantina, casa del capitello dorico).
A partire dal II secolo i pavimenti in cocciopesto iniziano a mostrare motivi decorativi geometrici, diffusi non
solo in Sicilia ma in tutta l’Italia romana, che si inseriscono negli ambienti di maggiore importanza delle
case. Si comincia così a connotare come decorazione di lusso, non solo a scopi utilitari (casa di Solunto).
La forma più semplice di mosaico pavimentale era il tappeto monocromo bianco (con o senza cornice di
inquadratura) ad emblema centrale, che di solito era fabbricato con tessere colorate di dimensioni minori
per imitare la pittura (Solunto – casa di Leda, emblema con sfera armillare – II sec. a.C.)
Palermo, casa di Piazza della Vittoria: mosaico pavimentale con emblema raffigurante una caccia di
Alessandro (II sec. a.C.)

Vermiculatum: tecnica ellenistica


Palermo, casa di Piazza della Vittoria: soglia con decorazione
a cubi prospettici in losanghe di pietra colorata (II sec. a.C.)
Larario:
edicola di
culto per gli
dei custodi
della casa
(Lari)
Villa dei Misteri a Pompei (fase di età imperiale)
Villa di Diomede a Pompei
Ville suburbane – edifici residenziali vicini alle
città o sulla costa, con caratteristiche di otium
preponderanti rispetto a quelle relative alla
produzione agricola. Le planimetrie non sono
quelle canoniche delle domus né quelle delle ville,
ma possono variare e adattarsi al paesaggio, con
grandi porticati panoramici, ampi giardini, sale
aperte su più settori, edifici termali, padiglioni.

Una villa marittima raffigurata su un affresco a Pompei


Settefinestre (GR):
villa all’interno di un
fondo agricolo
Pars rustica
Cortile di ingresso appartenente a L.
Sestio, console nel 23
a.C. Suddivisione
secondo le parti della
villa menzionate da
Columella (età
flavia). Dedicata
Pars all’otium del
fructuaria
prorpietario era la
sola pars urbana, che
richiama la
planimetria di una
Granaio, ovile e caprile casa ad atrium; nella
pars fructuaria si
trasformavano i frutti
del fundus in prodotti
Pars urbana commerciabili (olio e
vino). La pars rustica
terme
era il luogo in cui
abitavano e
lavoravano i
contadini liberi e gli
schiavi, assieme agli
animali.
Pars fructuaria

Pars urbana
Affresco «dei Misteri»

Pars urbana e pars fructuaria della Villa di Settefinestre (età augustea) a confronto con la
Villa dei Misteri a Pompei (fase di II secolo a.C.), uno dei primi esempi di villa suburbana.
Torchio vinario di età romana
Macina per frumento di età romana a funzionamento animale (Pompei)