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SVEUČILIŠTE U SPLITU

FILOZOFSKI FAKULTET
ODSJEK ZA TALIJANSKI JEZIK I KNJIŽEVNOST

LINGUAGGIO, LINGUA E VARIETÀ


LINGUISTICHE

Relatorica: Candidate:
Prof.dr.sc. Magdalena Nigoević MarinaMirić
Rea Jurić

Split, 2016. godina


È importante distinguere fra linguaggio e una lingua.
Il linguaggio fa riferimento alla facoltà umana di comunicare facendo uso di particolari tipi di
segni organizzati in particolari tipi di unità distingue.

La lingua è un particolare prodotto sociostorico, identificabile mediante un’etichetta come


„italiano“, „croato“.

Ogniqualvolta sottoponiamo una lingua ad una ricerca sistematica; non possiamo esser certi
che quando stiamo descrivendo riferendoci ad un piccolo numero di parlanti o persino ad un
gruppo più ampio di persone. Ad esempio in Papua Nuova Guinea ci siano più di 750 lingue,
ma persino in vasti ambienti urbani, nei qualli i parlanti potrebbero considerarsi parlanti della
„stessa lingua’’, potrebbero in effetti esservi forme linguistiche alquanto diverse, e differenti
regole per interpretarle. Ciò significa che linguisti hanno bisogno di esser pronti a utilizzare o
metere a punto metodi che ci consentano di cogliere il rapporto fra il grupo di persone che
studiano.

Gli antropologi hanno mostrato la necessità di metodi quantitativi per valuntare le variazioni
interne ad un gruppo e hanno insegnato anche che non possiamo fidarci delle caraterizzazioni
di differenze e reggrupamenti linguistci forniteci dagli parlanti. Il fatto che la gente chiami lingua
una determinata varietà opponendola ad un „dialetto“ infatti, può semplicamente essere il
risultato di una stigmatizzazione sociale o di una decisione politica, in virtù della quale si
assegna a un particolare dialetto lo statuto di lingua standard.

I sociolinguisti preferiscono utilizzare il termine varietà che va inteso come insieme di forme
comincative e di norme che ne governano l'uso limitato a un particolare gruppo o comunità e
talora persino a particolarì attività.

Repertorio linguistico

Repertorio linguistico è un concetto introdotto originariamente da Gumperz(1964.) per riferirsi


alla totalità di forme linguistiche regolarmente utilizzate nel corso di internazioni sociali
significative’’. Il concetto di repertorio perciò si può applicare sia a gruppi che ad individui.

La nozione di repertorio, pone un certo numero di problemi:

1. Problemo di variazione
2. Problemo di significato
3. L'organizzazione sociale e culturale di un repertorio
4. Libertà e la possibilita di mutamento individuale

Problemo di variazione – lo studio ci da modo di apprezzare sino a che punto la variazione è


diffusa in una comunità di parlanti data?
Problema di significato – una volta constatata l’esistenza di un insieme di possibili scelte,
siamo anche in grado di dire se una decisione riguardo a una forma tra le varie alternative ha
delle implicazioni per i singoli parlanti?

L’organizzazione sociale – quali sono i criteri in basi ai quali i singoli parlanti compiono le
proprie scelte nell’ambito di un repertorio dato?

Liberta e la possibilita di mutamento individuale – a che punto i singoli parlanti possono


davvero scegliere se adottare una variante rispetto ad un’altra, a che punto il comportamento
di un individuo riflette le aspettative del gruppo? È possibile che alcuni individui abbiano il
potere di influire sulle scelte linguistiche della propria comunità?

Repertorio e gramatica

Il repertorio sia diverso da cio che di solito si intende con gramatica, gli assunti riguardo alle
norme e alle aspettative su cui si fonda sono assai simili.

Comunità linguistica, eteroglossia e ideologie dalla lingua

Gli antropologi del linguaggio muovono dall’assunto che qualsiasi nozione di varietà di lingua
presuppone una comunità di parlanti.

L' ipotesi della comunità omogenea è un' idealizzazione abbastanza comune alle base della
ricerca. Vi è un' idea di ordine e di uniformita, è la variazione è di solito messa da parte
considerata come ‘’eccezione alla regola’’. Il tipo idealizzato di esperienza viene studiato
analizzando le intuizioni di un) parlante nativo che giudica se una determinata forma linguistica
o frase sia o meno accettabile, vale a dire, per dirla con parole più semplici, „se suoni corretta“.

I problemi nell' uso delle instuzioni dei parlanti

Labov (1972.) ha spiegato un certo numero di problemi delle intuizioni dei parlanti: il ristretto
insieme di dati disponibili lavorando sulle intuizioni di unico o da pochi informati; la difficolta di
registrare intuizioni rigardo alla variazione e al suo significato per i parlanti e le limitazioni
teoriche iniste ne, presupporre che le differenze nelle intuizioni possono essere spiegate
attribuendo queste ultime a dialetti diversi.

Accettabilità gramaticale e culturale; la lingua astratta dei gramatici formali

Hymes (1972.) ha detto che la definzione di accettabilità è problematica perchè conoscere una
lingua non significa solo conoscere ciò che è grammaticalmente accettabile anche conoscere
ciò che è socialmente e culturalmente accettabile.

I gramatici formali sostengano in fatti di parlare di un tipo di lingua diverso da quello studiato
da sociolinguisti ed antropologi. Chomsky (1989.) fa uso del termine „lingua interiorizzata“ („I-
language“) per indicare questo tipo di costrutto e lo distingue dalla „lingua esteriorizzata“. La
lingua interiorizzata e un' astrazione construita dal linguista per poter elaborare ipotesi sulla
mente umana che e distingue di „lingua esteriorizzata“ che è studiata da quanti si interessano
all'uso linguistico.

Comunità „pura“ e mescolanza tra varietà

Chomsky (1989.) se afferma eplicitamente che una comunità di parlanti all' interno della quale
la gente faccia uso di un miscoglio di lingue ad esempio croato e italiano, non sarebbe
abastanza „pura“ per poter fungere da oggeto di studio ideale della linguistica teorica.

I sociolinguisti e gli antropologi del linguaggio credono che esista sempre un certo grado di
mescolanza sia fra due varietà molto diverse fra loro sia sotto forma di differenzazione stilistica
o dialettale.

Linguista, filosofo e critico letterario russo Mikhail Bachtin affermo che l'omogeneità linguistica
ipotizzata dalla maggior parte dei linguisti, filosofi e filologi è una construzione ideologica,
storicamente legata allo sviluppo degli stati europei e agli sforzi di creare un’ identità nazionale
mediante una lingua nazionale che doveva ricevere un unico nome. Simile nozione unificata
di una lingua nazionale non ha alcun raporto necessario con l'uso linguistico reale. Nella realtà
della vita quotidiana il discorso di qualunque individuo è pieno di numerose voci diverse, o
personaggi construiti attraverso la lingua.

I fattori responsabili della nascità di una lingua eteroglotta (sociali, culturali, cognitivi, biologici)
agiscono insieme dando vita a un' ininterrota tensione fra quelle Bachtin chiamò le forze
centripete e forze centrifughe. Le forze centripete tentano di constringere i parlanti ad adottore
un identità linguistica unificata(i poteri politici e instituzionali). Le forze centrifughe allontanano
i parlanti da un centro comune, favorendo la differenzazione.

Comunità di parlanti multilingui

La comunità dei tewa dell'Arizona tre secoli di contacto e di matrimoni misti con la popolozione
confinante degli hopi, non sono riusciti ad estirpare la lingua tewa. La lingua che gli antenati
dei tewa dell' Arizona portano con sè dai villagi del Rio Grande circa trecento anni fa è più
importante tramite simbolico di questa identità. La lingua tewa dell'Arizona ha un statuto
speciale per loro, come mostrano i numerosi modi in cui tentano di proteggerla.

Il catalano di Barcellona ci presenta un altro caso in cui è possibile osservare in che modo una
lingua di una minoranza possa sopravvivere come simbolo di identità etnica e misura del
prestigio personale. Nonostante i secoli di controllo politico da parte del governo centrale
spagnolo e la graduale imposizione della lingua di stato, il castigliano, il catalano è
sopravissuto in Catalogna come prima lingua di buona parte della popolazione. Il catalano è
la lingua minoritaria, la lingua della borghesia dominante sul piano economico al contrario il
castigliano è la lingua dei lavoratori immigrati provenienti dall' Andalusia e da altre zone meno
ricche del paese. Le forze centrifuge in Catalogna sono rappresentate da una popolazione
nativa che è più ricca della popolazione di immigrati che parla il castigliano come prima lingua.

Il terzo caso è destino del messicano che fa parte della una comunità bilingue. Per centiniaia
d' anni le gente delle comunità de volcano Malinche in Messico abbia fratto numerissimi prestiti
dallo spagnolo aquisendone tratti grammaticali e lessicali quali i suffissi, marche completive
ed interi sintagmi completi di verbo. Lo spagnolo ed il messicano sono perciò intrecciati in l'
uno all' altro in modo tale sincretica che gli Hill preferiscono parlare di una „lingua sincertica“.
Ma la strategia del sincretismo è in crisi. Lo spagnolo sta prendendo il posto del messicano.
In molte città none è più in uso e sta diventando un' anti-lingua.

Comunità di parlanti – alcune definizione

Per Labov, la comunità linguistica è la partecipazione a un insieme di norme condivise. Finché


parlanti che pure possiedeno modelli d' uso diversi interpretano e valuntarano nello stesso
mode le varie forme linguistiche possiamo dire che apprentengano alla stessa comunità
linguistica.

Per Corder una comunità linguistica è composta da persone che ritengano di parlare la stessa
lingua; nessun altro atributo è necessario a definirla.

La definizione di comunità linguistica coniata di Grumpere é concentrada sull fattore del


contatto sociale. Un gruppo sociale che puo essere monolingue o multilingue tenuto asieme
dalla frenquenza dei modelli di internazione sociale è distinto dalle aree circonstanti in virtù
dello scorso sviluppo dei canali di comunicazione.

Studiare una comunità linguistica per Rossi-Landi, significa studiare la cricolazione dei segni
linguisti come prodotti del determinati bisogni al tempo stesso ne inspirano o impongano lavoro
umano che soddisfano di nuovi.
Ovo poglavlje sadrži nekoliko temeljnih teorijskih problema sa središtem oko pojma '' jezik '' i
'' jezične raznolikosti ''. Pojam jezične raznolikosti je spojiti rasprave iz prošlosti o jezičnoj
relativnosti te najnovije na jezike za kontakt i miješanje jezika. proučavanje jezika s gledišta
pretpostavlja ili diferencijacija izazvana postojanjem alternativa i opcija odabranom jeziku
potiče jezične antropolozima promicati ideju o jeziku koji se temelji na pretpostavci da je
varijacija i norma, a ne iznimka. u izradi ove pretpostavke, jezični antropolozi prihvaćaju i dijele
program jednog jezika sa sociološke orijentacije, ali u isto vrijeme, zbog povijesnih izvora
discipline, oni su uključeni u više izravan način u proučavanju jezika ideologije , sa širokim
spektrom problema uključenih u ovom složenom pojmu. ali studij jezika u kulturi znači nešto
više nego što brinu načina na koji su kulturne kategorije odražava u jeziku, odnosno načina na
koji jezik taksonomije djeluju kao vodiči pogleda na svijet onih koji ih koriste: proučiti optički
jezik antropološke znači prije svega prepoznati složene interakcije između jezika kao ljudskih
resursa i jezika kao proizvod i povijesnog procesa. kako bi riješio taj fenomen interakcije i
svakako nam je potreban niz teorijskih alata, koji uključuje koncepte uvedene u ovom poglavlju,
ali morate također koristiti sofisticirane metode za dokumentiranje načina na koji jezična
komunikacija postaje dio našeg društvenog života, hrani nas i formira.