Sei sulla pagina 1di 4

Enzo Braia 566793

colore: Arancione
gradazione: Arancione Internazionale/fiamma

Solare e ottimista, larancione pu vantare gli effetti di un antidepressivo naturale. Sinergia virtuosa di rosso (fervore) e
giallo (luminosit), colpisce per il suo temperamento avventuroso, impulsivo, disinibito e per la prerogativa di stimolare la
comunicazione costruttiva, ma anche lappetito. Non a caso, rispetto ai sette vizi capitali della morale cristiana, abbi-
nato allingordigia.In America e in Europa sinonimo di estroversione, divertimento, socializzazione, come pure della
stagione autunnale e della festivit di Halloween. In Asia, per converso, ha una valenza spirituale; associato al buddhismo
e allinduismo, identifica le tonache dei monaci e il secondo chakra (Swadhisthana), posizionato sotto lombelico, sede di
creativit artistica ed emozioni positive. Sfodera un risvolto religioso pure nel Regno Unito, dove contraddistingue lorga-
nizzazione protestante Orange Order, che ogni anno a luglio organizza le marce commemorative della battaglia di Boyne
(1690), in cui Guglielmo III dOrange sconfisse il cattolico Giacomo II Stuart.Coerentemente, in Olanda questa tonalit
assume un significato patriottico. Il Principato dOrange venne costituito nel 1163 dallimperatore Federico I e ladesione
alla nuance omonima da ricercarsi nel fatto che il piccolo stato feudale in origine unenclave indipendente nel sud del-
la Francia si trovava sulla rotta dove transitavano le arance dirette dal porto di Marsiglia verso Nord. Etimologicamente
la parola deriva dal sanscrito ngaranga (inclinazione dellelefante, a indicare il suo albero favorito), passata al persiano
come narang e poi allarabo: naranj. Da l il sostantivo migrato in Spagna, per diffondersi nelle altre lingue romanze ed
essere acquisito dal veneziano (naranza), italianizzato in narancia. In un secondo tempo la n iniziale, scambiata per larti-
colo indeterminativo un, stata omessa. La cosa curiosa che questo termine ha cominciato a qualificare anche il colore
solo dal 1540, per via delle crescenti importazioni di agrumi dalla Cina da parte dei mercanti portoghesi e con il diffon-
dersi delle serre per la protezione delle piante (orangerie).Nellarte dellAntico Egitto la gradazione terracotta, in partico-
lare, era gettonata per dipingere le carnagioni. Il minerale usato a tale scopo era il realgar (dallarabo rahj al ghar, polvere
di caverna, ossia solfuro di arsenico), citato da Plinio il Vecchio nella Naturalis Historia come sandracca e in seguito
promosso a medicamento dagli alchimisti del Medioevo, per i quali rispondeva al nome di risigallo.In voga nel Settecento
era invece la crocoite (cromato di piombo), che port il chimico francese Louis Nicolas Vauquelin alla scoperta del cromo
(1797) e alla creazione del primo pigmento sintetico relativo: un must della tavolozza impressionista, soprattutto quella
di Pierre-Auguste Renoir o Edgar Degas. E se i dipinti mitologici mostravano Dioniso con un mantello acceso quanto un
tramonto (Bacco e Arianna di Guido Reni, 1621), al femminile questa gradazione divenne il tratto distintivo delle vesti
di Pomona, divinit dellabbondanza (dal latino pomum, frutto). Fino a imporsi come trademark tricologico delle muse
preraffaellite, ispirate dalla fluente chioma ramata di Elizabeth Siddal, moglie di Dante Gabriel Rossetti, immortalata nel
1851 da John Everett Millais in una mirabile versione dellOphelia shakespeariana.Reputato groovy nel design degli anni
Sessanta vedi alla voce Verner Panton brill per un decennio in tandem con la plastica, per poi condividerne la para-
bola discendente: iniziata con la crisi energetica del 1972 e accelerata dallostracismo dei primi ambientalisti, non essendo
biodegradabile. A partire dalla Seconda guerra mondiale, la prerogativa di essere avvistato facilmente anche a distanza ha
imposto larancione nellequipaggiamento demergenza (giubbotti gonfiabili e salvagenti) di navi o aerei, nella loro scato-
la nera (inventata da David Warren, nel 1957) e nella segnalazione dei lavori stradali. Il Golden Bridge di San Francisco
(1937), che festeggia ottantanni ottimamente portati, deve la sua totale visibilit anche in caso di nebbia fitta a una
vernice acrilica che lo protegge dalla corrosione. Perfetto matrimonio di estetica e funzione.
Dal una lampada firmata Vico Magistretti per di Artemide che ha compiuto 41 anni e non li dimostra. Oggi viene
rieditata in nuove varianti di colore che vanno ad affiancarsi al bianco e al nero gi disponibili: arancio trasparente e rosso
trasparente. Questo per esprimere al meglio lo spirito del nostro tempo in un manufatto gi perfetto dal punto di vista
del disegno. La lampada composta da una scocca in materiale termoplastico stampata per un emissione diretta della luce
senza abbagliare. Lavorando in modo sapiente sulla modellazione della forma, Magistretti ottenne un unico pezzo in abs
stampato che funge sia da base di appoggio che da calotta semisferica contenente la lampadina.
Il designer pose grande attenzione alla qualit formale e insieme funzionale del progetto col risultato di una lampada-cul-
to di grande pregio. Questo approccio al progetto accomuna la lampada Dal ad altri capolavori come la lampada Eclissi
prodotta nel 1965 sempre da Artemide.
Il lavoro e la ricerca di Vico Magistretti hanno attraversato la storia del design made in Italy, di cui uno dei padri in-
discussi. La sua firma associata a pezzi pregiatissimi della produzione italiana, oggetti apprezzati in tutto il mondo per
modernit e essenzialit in cui si riflettono una passione e una partecipazione al processo creativo e produttivo senza pari.
L attenzione alla qualit e al dettaglio garant in produzione un elevatissima fedelt allidea originaria del designer che
ebbe soprattutto con Artemide un rapporto speciale di fiducia.
Laspirazione di Vico Magistretti (1920-2006) era la semplicit.La lampada Dal, progettata dal designer milanese nel
1969, , in tal senso, uno dei molti suoi obiettivi raggiunti.
In unintervista di qualche anno fa, Magistretti spiegava che

difficilissimo fare le cose semplici. Le cose semplici sono il risultato di unestrema complessit. Si pensi alle evoluzioni di una
danzatrice classica: tutto deve apparire facile, invece.
Dal, realizzata per Artemide, uno degli oggetti pi rappresentativi dello stile sobrio del grande artista, che pensava al design
come allunica strada per entrare in contatto con il prossimo. Per questo bellezza e uso quotidiano erano per lui un unico
orizzonte.
La vertigine di uno stile che aspiri a tenere insieme il binomio difficilissimo-semplice si supera con uno scarto imprevedibile:
Trovare un proprio linguaggio, un proprio modo di esprimersi una grazia di Dio Diventare padroni di un linguaggio il
frutto di esperienze, di errori e delle benedizioni di Dio.