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Gufram ha prodotto icone del design che hanno preso forma e valore di unicit estetica grazie alla contaminazione

tra lapproccio progettuale industriale, la realizzazione artigianale e lestro creativo proprio dellarte. La critica e i collezionisti le hanno definite come prodotti di design dallanima Pop o come oggetti Rock volutamente concepiti come elementi di Anti-Design, simboli rivoluzionari di rottura degli schemi usuali dellarredamento. Le definizioni per non sono cos importanti, per Gufram quello che conta limpegno a preservare quella sottile ironia irriverente che fa parte da sempre del suo DNA e accomuna i designer con cui collabora, i loro estimatori e tutti coloro che hanno voglia di farsi coinvolgere in questa visione originale e surreale di paesaggio domestico. I prodotti Gufram sono presenti nelle collezioni permanenti dei principali musei del mondo, tra cui: Museum of Modern Art, New York (USA) (USA) Centre Pompidou, Paris (France)

Gufram has produced design icons that have taken the form and quality of aesthetic uniqueness, thanks to the cross-contamination of industrial design approach, artisanal production, and the creative flair typical of art itself. Critique and collectors have defined them as design products with a Pop soul, or as Rock objects purposefully conceived as Anti-Design elements - revolutionary symbols of a breach from customary interior design models. Definitions, though, are not as important; to Gufram what counts is the commitment to preserve the attitude of subtle irony, that has always been part of its DNA, and that it shares with the designers with whom it collaborates, their appraisers, and everybody willing to be engaged in this original and surreal concept of domestic landscape. You can find Gufram products in permanent collections of the most important museums in the world. Among these are: The Metropolitan Museum of Art, New York

Triennale Design Museum, Milano (Italia)

Muse

des Beaux-Arts, Montral (Canada)

Vitra Design Museum, Wheil am Rhein (Deutschland)

Museum fr Kunst und Gewerbe, Hamburg (Deutschland) Pinakothek der Moderne, Mnchen (Deutschland) Museum fr Angewandte Kunst, Wien (sterreich) Powerhouse, Museum

of Applied Art, Sydney (Australia)

MUDE, Museu do Design e da Moda, Lisboa (Portugal)

PRODOT TI PRODUCTS

CACTUS

APPENDIABITI COAT STAND 1972 Drocco / Mello 2000 Multipli

NEROCACTUS
APPENDIABITI COAT STAND 2010 Drocco / Mello 500 Multipli

BIANCOCACTUS
APPENDIABITI COAT STAND 2007 Drocco / Mello 250 Multipli

ROSSOCACTUS
APPENDIABITI COAT STAND 2010 Drocco / Mello 500 Multipli

METAcACTUS
APPENDIABITI COAT STAND 2012 Drocco / Mello 3000 Multipli

SO

T U LD O

Soggetto ad innumerevoli, libere e spesso equivoche interpretazioni Cactus licona del design italiano che ha rivoluzionato il paesaggio domestico scardinando i confini tra ambiente interno e spazio aperto. Cactus si presenta come totem ironico, incarnando la grinta, la fantasia e lo humor del design degli anni Settanta. Capace di raccogliere su di s tutte le attenzioni, questo appendiabiti si svincola dal funzionalismo a tutti i costi perch pu assolvere alla sua funzione o essere utilizzato come allegro elemento decorativo. A voi la libert dinterpretazione. Nasce nel 1972 dalla genialit di Guido Drocco e Franco Mello e mette sin da subito in discussione il mondo statico e rigido del progetto darredamento. La prima edizione era di una tonalit verde smeraldo molto profonda (edizione esaurita) e da allora ciclicamente viene reinterpretato secondo il colore e lo stile del momento. Nel 2007 arriva la versione bianca (edizione esaurita), nel 2010 tocca al rosso e al nero. Nel 2012, in occasione del quarantesimo anniversario dalla nascita del primo esemplare, Cactus viene presentato in una nuova edizione limitata battezzata Metacactus. In questa variante il verde lime del corpo sfuma in arancione sulle punte, come se fossero state abbrustolite dal sole cocente della casa di chi da sempre lo ama e lo colleziona.

The subject of several, free and often ambiguous interpretations, Cactus is the icon of Italian design that has revolutionized the domestic landscape, by subverting the borders between indoor area and open space. Cactus comes as an ironic totem, and embodies the grit, the imagination and the humour of the design of the Seventies. Likely to draw upon itself everybodys attention, this hall-tree redeems itself from functionalism at all costs, because it can perform its function, but also be used as a merry decorative element. You have freedom of interpretation. Cactus comes to life in 1972 thanks to the genius of Guido Drocco and Franco Mello, and from the start it questions the static and rigid world of interior design. Its first edition was a very deep emerald shade (sold out edition), and since then it is cyclically reinterpreted according to the colour and the style of the moment. In 2007 we had the white version (sold out edition); in 2010 it was the turn of red and black. In 2012, on occasion of the first pieces fortieth anniversary, Cactus came in a new limited edition called Metacactus. In this variation the green lime colour fades into orange at the tips, as if they were toasted by the scorching sun of the house of those who have always loved and collected it.

Metacactus - Salone del Mobile, Gufram 2012

massolo
TAVOLINO COFFEE TABLE 1974 Piero Gilardi 500 Multipli

Non pi una roccia o una sassaia naturali, ma un blocco gi contaminato dalla mano delluomo, che ha cominciato a levigarne la materia splendente. Allocchio supponente ha un peso enorme ma al tatto ha una massa leggera ed elastica. Un effetto di trompe-loeil tridimensionale per indurre un vissuto ludico anche nello spazio della domestica quotidianit. Cit. Piero Gilardi. Cos lautore descrive in prima persona Massolo che pu sembrare a prima vista un pensante blocco di porfido inciso e levigato in superficie, un macinio inamovibile, che invece grazie al poliuretano con cui realizzato perde peso e si sposta con leggerezza. Un altro paradosso progettuale di Gufram che propone un oggetto ludico capace di smaterializzare un volume grave in una storia originale. Un divertente trabocchetto visivo e tattile per gli ospiti, da utilizzare come tavolino da caff, come seduta di carattere, oppure da esporre come opera darte multipla di uno dei pi originali artisti italiani.

Not a rock or a natural stony ground anymore, but a block already contaminated by mans hand, who started to polish the shining material. To the observing eye it has an enormous weight but when touched it has a light and elastic mass. It provides a three-dimensional trompe-loeil effect, meant to induce a playful experience even in the space of domestic everyday life. Cit. Piero Gilardi. In this way the author personally describes Massolo, which can at first sight look like a heavy block of porphyry, etched and polished on the surface - an immovable boulder that, thanks to the polyurethane it is made of, loses weight and can be moved with ease. It is another design paradox of Guframs, that suggests a playful object capable of dematerializing a heavy volume into an original story. An amusing visual and tactile snare for the guests, which can be used as a coffee-table, a seat with character, or displayed as a multiple piece of art by one of the most original Italian artists.

JOLLY ROGER
POLTRONCINA ARMCHAIR 2013 Fabio Novembre

Quando mi chiedono perch porto al dito un anello a teschio, rispondo sempre che apparteneva a mio nonno pirata, e credo ormai di essermene convinto anchio. Tutti dovrebbero avere almeno un nonno pirata nellalbero genealogico: rappresenterebbe un solido ramo a cui aggrapparsi. Solido abbastanza da ospitare gente come Keith Richards, Johnny Depp, Iggy Pop e tutti coloro che interpretano la loro vita in chiave rocknroll senza dover necessariamente impugnare una chitarra per poterlo esprimere. Cit. Fabio Novembre. Ed ecco lomaggio, il tributo sprezzante a questi codici non scritti di audacia e temerariet: Jolly Roger. Una seduta che formalmente allude al teschio simbolo di spavalderia marcato sul vessillo rosso dei corsari e filibustieri francesi ed inglesi poi, terrore dei sette mari.E proprio il globo rimane sospeso nella scocca interna, una mappa circondata dagli oceani, il desiderio di conquista insaziabile, unesortazione quasi a non rimanere fermi, un monito: sei seduto sul mondo, non dimenticarlo mai. Jolly Roger, coerente con lattitudine che accomuna tutti i prodotti Gufram, una poltroncina che rappresenta un gesto di rivendicazione di libert, sinonimo di indipendenza intellettuale che segue un percorso coraggioso allontanandosi dalle secche tipologiche standardizzate del progetto di arredamento. Watch your back ... pirates are coming - Gufram 2013

When people ask me why I wear a skull on my finger, I always answer that it belonged to my grand-father, who was a pirate, and I think I came to believe it myself. Everybody should have at least one pirate grandfather in their family tree: it would represent a strong branch to cling to. Strong enough to harbour people like Keith Richards, Johnny Depp, Iggy Pop, and all those who live their life the rock-n-roll way, without necessarily having to hold a guitar to express it. Cit. Fabio Novembre. And here is the homage; the scornful tribute to these unwritten codes of audacity and derringdo: Jolly Roger. A chair that formally hints to the skull - the symbol of swagger painted on the red standard of French and then English corsairs and freebooters, terror of the seven seas. And it is the globe itself to remain suspended in the internal frame - a map surrounded by the oceans; the desire for insatiable conquest; almost an exhortation not to keep still; a warning: never forget you are sitting on the world. Jolly Roger, consistent with the attitude all Gufram products share, is an armchair that represents a demand for freedom - a synonym of intellectual independence that keeps away from the standardized typological doldrums of the interior design project.

CAPITELLO
SEDUTA SEAT 1972 Studio 65 500 Multipli

ATTICA

ATTICA TL
TAVOLINO SIDE TABLE 1972 Studio 65 1000 Multipli

SEDUTA SEAT 1972 Studio 65 1000 Multipli

Cosa capita se una maestosa colonna greca cade e si frantuma in diversi pezzi? La risposta ovvia: si trasforma in un salotto Gufram. I resti infatti sono reperti archeologici contemporanei che danno vita ad un sistema di sedute componibili dallestetica neoclassica e dallattitudine Pop che possono esistere come elementi singoli o da combinare tra loro. Questo antico archetipo dellarchitettura realizzato in poliuretano diventa cos una serie di oggetti di design industriale dalla consistenza morbida e dallergonomia accogliente. La voluta ionica, parte superiore della colonna, chiamata non a caso Capitello, diventa una sontuosa chaise longue. La sezione trasversale prende il nome di Attica, lirriverente poltroncina con il cuscino a pois bianco e nero. Il tronco che sta alla base con la sua forma cilindrica rastremata il tavolino Attica TL con piano bifacciale in vetro, da un lato opaco e dallaltro finito a specchio. Se poi per il gusto di unautoironica autocelebrazione volete esibire in casa un reperto archeologico di design, grazie alla leggerezza dei singoli pezzi, potete impilarli di nuovo uno sullaltro e ricomporre cos la Colonna intera nella sua monumentale e giocosa fierezza.

What happens if a Majestic Greek column falls down and breaks into several pieces? The answer is obvious: it is transformed into a Gufram lounge. The remains are in fact contemporary archaeological finds, that give life to a modular system of seats - of neoclassical taste and Pop attitude - that can exist as single elements or be combined one with the other. This architectural archetype, produced in polyurethane, becomes in this way a series of objects of industrial design of smooth texture and cosy ergonomics. The Ionic volute, which is the upper part of the column and was not by chance called Capitello, becomes a luxurious chaise longue. The transversal section is called Attica, and is the cheeky seat with a dotted black and white cushion. The section at the base, of cylindrical tapered shape, is the table Attica TL, with a bifacial glass surface, opaque on one side and mirror shiny on the other. If then, in an attempt towards auto ironic auto-celebration, you wish to showcase an archaeological find of design in your home, you can stack them back one on the other and in this way recompose the entire Column in its monumental and playful daring.

Capitello - Tenute Stroppiana - Gufram 2012

BELLAFORZA!
TAVOLO TABLE 2013 Denis Santachiara

BELLAFORZA! un tavolo atipico, volutamente figurativo, liberamente ispirato dai capolavori futuristi di artisti come Umberto Boccioni, Giacomo Balla Carlo Carr e Fortunato Depero, pensato in continuit e coerenza con lapproccio anticonformista di Gufram. Le gambe opposte che sostengono il piano volgono verso orizzonti diversi, ma fanno parte dello stesso sistema, della stessa matrice culturale, una non potrebbe esistere senza laltra e la tensione impalpabile tra loro segna un punto di stallo inamovibile ma comunque di dialogo tra le parti. Le direzioni tra poli opposti rimangono vincolate insieme, virtualmente ghiacciate in una resistenza crescente e rivoluzionaria. Cos le gambe, volutamente futuriste nei loro codici estetici, crescono oltre il limite funzionale dellorizzonte rappresentato dal vetro e si trasformano in vasi decostruiti: tronchi industriali antropomorfi figli della macchina. Due complementi che fanno parte integrante del progetto ma possono vivere di vita propria nella sala da pranzo prestandosi a diventare a seconda delluso, un centro tavola, un porta frutta o un vaso da posizionare altrove per contenere fiori stupendi di speranza o ricordi preziosi del passato.

BELLAFORZA! is an atypical table, deliberately figurative, inspired by the artworks and masterpieces of Italian futuristi (like Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Carlo Carr and Fortunato Depero among the others), thought in continuity and consistency with Guframs nonconformist approach. The opposite legs that support the table face opposite horizons, but are part of the same system - of the same cultural matrix; one could not exist without the other and the impalpable tension between them marks an immovable standstill, and yet a dialogue between the parts. The directions between opposite poles remain bound together - virtually frozen in a growing and revolutionary resistance. In this way the legs grow out of the functional limit of the horizon - represented by the glass and are transformed into deconstructed vases: anthropomorphic industrial trunks - children of the machine. Two complements which are an integral part of the project, but that can live their own life in the dining-room, serving the function of - as applicable - a centrepiece, a fruit bowl, or a vase that can be placed somewhere else to hold wonderful flowers of hope or precious mementos from the past.

Wireframe study project for Bellaforza! - Gufram 2013

dark lady
DIVANO SOFA 2008 Studio 65 1000 Multipli

pink lady
DIVANO SOFA 2008 Studio 65 1000 Multipli

bocca

DIVANO SOFA 1971 Studio 65 1000 Multipli

Nata per soddisfare la richiesta di una cliente privata, da allora stata pubblicata sulle copertine delle riviste di settore e non solo, ed ancora oggi custodita nelle case pi originali del mondo e nei musei pi importanti del globo. Stiamo parlando di Bocca, il famoso divano rosso a forma di giganti labbra. Ispirandosi al quadro Il Volto Di Mae West del 1935 del surrealista Dal e alla bocca rosso fuoco delle dive hollywoodiane, gli architetti dello Studio65 realizzarono unopera destinata a trasformarsi in un cult. DNA Pop, anima sensuale e provocatoria, aspetto femminile ed elegante: Bocca tra i prodotti pi ricercati, amati e imitati del settore. Loriginale dal 1971 solo Gufram. Dal 2008 Bocca viene declinata in due nuove versioni: Dark Lady e Pink Lady. La prima ribelle, all black e con un piercing fuori misura linterpretazione trasgressiva con una spiccata inclinazione gotica. Voluttuosa e impattante, Dark Lady tira fuori il suo spirito Rock. Laltra versione, Pink Lady, declinata con un nuovo rossetto dal colore glamour e alla moda, il fucsia, che la trasforma in un canap ancora pi discusso, ideale scenografia per una spettacolare contemporaneit glitter.

Born to satisfy the demand of a private customer, its been featured since then on dedicated - but not only - magazine covers, and it is still displayed in the most unconventional houses in the world, and in the important museums around the globe. Were talking about Bocca, the famous red sofa shaped as giant lips. Getting their inspiration from the 1935 Portrait of Mae West by surreal artist Dal, as well as from the hot red lips of Hollywood stars, Studio 65 architects achieved a masterpiece destined to become an object of cult. Pop DNA; a sensual and provocative soul; feminine and elegant aspect: Bocca is among the most sought-after, loved, and imitated products of home furniture. The 1971 original is exclusively by Gufram. From 2008 Bocca comes in two new versions: Dark Lady e Pink Lady. The first - rebellious, all black and with an oversize piercing - is the transgressive interpretation, with a marked gothic inclination. Voluptuous and of great impact, Dark lady shows its rock spirit. The other version, Pink Lady, comes with a new lipstick of a more glamorous and fashionable colour - fuchsia - which makes it a settee that is even more the object of talk; the ideal setting for a spectacular glittery modernity.

Bocca - Colline di Barolo - Gufram 2012

SEDILSASSO, SASSI
SEDUTA SEAT 1968 Piero Gilardi 2000 Multipli

Decontestualizzare, questo il mantra di Piero Gilardi. Ricreare latmosfera bucolica di un fiume di montagna o la scogliera delloceano allinterno dello spazio domestico, ecco il suo obiettivo: svuotare il peso delloggetto ma lasciare che limmagine o meglio la sua riproduzione artificiale mantenga viva nellutilizzatore la poesia e la semplicit evocativa del luogo da cui proviene. Nasce cos la serie dei Sassi: Sedilsasso, la pietra di maggiore dimensione da utilizzare come pouf, accompagnato da altri due ciottoli che lavorano per ricreare a tutti gli effetti uno scenario contemplativo naturalistico. Sassi, artificialmente naturali, sono un ossimoro, una visione del design che scardina e sovverte i parametri assodati della percezione tattile e visiva. Stessa pelle, stesso volume, stesse tonalit, stessa rugosit, stessa superficie delle pietre naturali ma sostanza e pesi diversi li trasformano in macigni innocui, liberi dalla gravit e leggeri prendono nuova vita. Nella scenografia dello spazio abitativo diventano un morbido sistema di sedute, un innocente inganno capace di creare un divertente corto circuito tra uso e destinazione, tra realt e finzione. Il significato stesso dellopera si moltiplica e si rafforza esponenzialmente per addizione ed accumulo.

Decontextualize: this is Piero Gilardis mantra. Recreate the bucolic atmosphere of a mountain river or the ocean cliffs inside the domestic space - this was his aim: to empty the weight of an object, but let its image - rather its artificial reproduction - keep the poetry and the evocative simplicity from which these objects come alive for the user. And the so the series Sassi is born: Sedilsasso, the biggest rock - to be used as a chair - comes with two more pebbles, which go together to recreate for all purposes a natural contemplative set. Sassi, artificially natural, are an oxymoron, a vision of design that demolishes and subverts the proved parameters of tactile and visual perception. Same skin, same volume, same tones, same roughness, same outer layer of natural stones, but different substance and weight, that turn them into innocuous boulders; freed from gravity and light, they rise to a new life. In the scenic design of the living space they become a soft seating system - an innocent deceit able to create a short-circuit between usage and end use, between reality and fiction. The meaning itself of the product is multiplied and strengthened exponentially by addition and accumulation.

NOVECENTO
TAVOLO TABLE 2013 Donegani / Lauda

NOVECENTO
TAVOLO TABLE 2013 Donegani / Lauda

Il Novecento il secolo della progressiva trasformazione dellItalia da una realt agricola ad una economia industriale, con laffermazione di nuovi modelli di vita urbana e la nascita del design, in contrasto ma a volte anche in continuit con le tradizioni. Dopo laffermazione dei valori della produzione seriale e lingegnerizzazione anche tecnologica di tutti gli aspetti della nostra vita, in questi ultimi anni si sta tornando ad apprezzare e riscoprire la stagionalit dei prodotti della terra, del valore atavico della ruralit come elemento da difendere e di cui andare fieri. Per Gufram, Novecento un tavolo sostenuto da figure di uomini e donne, contadini e pescatori, che sulle loro teste trasportano ceste e anfore, prodotti della terra e del mare, cibo e nutrimento, frutto di lavoro lento e amorevole da condividere con la famiglia, la comunit, per celebrare attorno alla tavola una convivialit arcaica e speciale. Il tavolo realizzato in due versioni che mettono a confronto una scelta di tradizione ed una di innovazione coerente con il tema indagato dai designer Dante Donegani e Giovanni Lauda. Una versione in legno laccato con decori pop mentre nellaltra, realizzata in DuPont Corian, tonalit diverse si sovrappongo creando una stratificazione decorativa dalla soluzione cromatica originale.
DuPont e Corian sono un marchio commerciale e un marchio commerciale registrato di E. I. du Pont de Nemours and Company o di sue societ affiliate.

The XX century is the century of the progressive transformation of Italy from an agricultural reality into an industrial economy, with the assertion of new models of urban life and the birth of design, in contrast - but sometimes also in connection - with tradition. After the assertion of the values of line production and engineering - also technological - in all the aspects of life, we are lately witnessing a return to the appreciation of the seasons and the products of the land; of the atavist value of rurality as an element to protect and be proud of. For Gufram, Novecento is a table supported by the shapes of men and women - peasants and fishermen - who carry on their heads baskets and amphorae, land and sea products, food and nourishment - the result of slow and caring work - to be shared in the family, in the community, to celebrate an archaic and special conviviality at table. The table is made in two versions that contrast a choice of tradition with one of innovation, consistent with the theme studied by the designers Dante Donegani and Giovanni Lauda. One version is in lacquered wood with pop decorations, while in the other, made with DuPont Corian, different shades overlap, thus creating a decorative stratification and achieving an original chromatic solution.
DuPont and Corian are trademarks or registered trademarks of E. I. du Pont de Nemours and Company or its affiliates.

Sketches study project for Novecento - Gufram 2013

pratone

SEDUTA SEAT 1971 Ceretti / Derossi / Rosso 200 Multipli

Pratone rappresenta una dissacrante idea progettuale, lontano anni luce dalle tipologie usuali dellarredamento borghese degli anni 70 diventato a sua volta un parametro di riferimento nella storia del design. Lunghi steli verdi tra cui sprofondare e sdraiarsi, una seduta non convenzionale, una chaise longue fuori dagli schemi, una porzione di giardino volutamente fuori scala. Pur essendo stato concepito con una precisa attitudine seriale tanto da essere modulabile e componibile per ricreare un intero e spensierato campo verde tra le grigie mura domestiche, Pratone a tutti gli effetti un progetto radicale, icona della rivoluzione culturale dellanti design. Si tratta di un oggetto per il riposo singolo e collettivo, momentaneo, instabile, sempre da conquistare per lelasticit del materiale. Partendo da due misteri contrapposti, lerba come riferimento biologico e il materiale di produzione industriale come presenza artificiale, questa seduta si pone nellambito delle ricerche formali volte a liberare la gente da alcuni condizionamenti del suo comportamento abituale.

Pratone represents an irreverent design idea; light years away from the usual types of middleclass interior design of the 70, it has then become a point of reference in the history of design. Long green stalks among which we can sink and lie, it is an unconventional seat, a chaise longue outside tradition values, a portion of garden deliberately out of proportion. Although having been conceived with a precise inclination towards serial composition - so much so that it can be integrated to recreate a whole carefree green field within the home walls - Pratone is in all respects a radical project, an icon of the anti-design cultural revolution. It is an object for single or collective rest - temporary, unstable, always to be conquered due to the elasticity of the material. Starting from two opposite mysteries - the grass as biological reference, and the material for industrial production as artificial presence - this seat finds its place among the formal research aimed to free people from some of the conditionings of their habitual behavior.

Pratone - Tenute Stroppiana - Gufram 2012

DESIGNERS

GUIDO DROCCO

FRANCO MELLO

PIERO GILARDI
Piero Gilardi nasce a Torino nel 1942 e si forma al Liceo Artistico e allAccademia Albertina di Torino. Pioniere dellesperienza di arte tecnologica, Gilardi, negli anni 60, uno dei protagonisti del Nouveau Realisme e della Pop Art Europea. Nel 1963 realizza la sua prima mostra personale Macchine per il futuro, due anni pi tardi concepisce le prime opere in poliuretano espanso per Gufram ed inizia ad esporre in numerose poli culturali del mondo tra cui Parigi, Bruxelles, Colonia, Amburgo, Amsterdam e New York. Dal 1968 aderisce alle nuove tendenze artistiche dellepoca: Arte Povera, Land Art, Antiform Art, collaborando alla realizzazione di alcune rassegne internazionali. Con lavvento degli anni Ottanta, Gilardi prosegue nella sua attivit nel mondo dellarte. Nel 1985 inizia una ricerca artistica con lutilizzo di nuove tecnologie per la realizzazione del progetto IXIANA. Insieme a Claude Faure e Piotr Kowalski, ha costituito lassociazione internazionale Ars Technica di cui il responsabile della sezione italiana. Dal 2002 impegnato al progetto per la realizzazione del Parco dArte Vivente (PAV) della citt di Torino, di cui stato presidente. Le sue opere sono esposte nei principali musei darte moderna del mondo. Ha pubblicato due libri: Dallarte alla vita, dalla vita allarte e Not for Sale. Vive e lavora a Torino.

FABIO NOVEMBRE
Fabio Novembre nasce a Lecce nel 1966. Nel 1984 si trasferisce a Milano dove si laurea in Architettura al Politecnico. Nel 1992 si sposta a New York dove frequenta un corso di regia cinematografica presso la New York University. Durante questo soggiorno americano incontra Anna Molinari che nel 1994 gli commissiona il suo primo lavoro di architettura dinterni: il negozio Anna Molinari Blumarine ad Hong Kong. Nello stesso anno torna a Milano e apre il suo studio. Negli anni le collaborazioni nel mondo del design si intensificano grazie ai sodalizi con aziende italiane del settore dellarredamento. Di pari passo proseguono i lavori di progettazione di showroom e boutique per importanti marchi di moda come il negozio Tardini a New York, gli store Blumarine Londra, Singapore e Tapei, il flag Meltin Pot a New York e i negozi Stuart Weitzman presenti in tutto il mondo, da Roma a Pechino. Nel 2008 il Comune di Milano gli dedica una grande mostra monografica presso lo spazio espositivo della Rotonda di Via Besana, dal titolo: Insegna anche a me la libert delle rondini. Nel 2009 il Triennale Design Museum di Milano lo ha invitato a curare ed ideare una mostra sul suo lavoro dal titolo: Il fiore di Novembre. Nel 2010 il Comune di Milano si fa rappresentare da un allestimento che disegna e cura, allinterno del Padiglione Italia dellExpo di Shanghai. Nel 2011 cura lart direction della mostra Lavazza con te partir presso il Teatro dellArte della Triennale di Milano in occasione dei ventanni del Calendario dellazienda e subito dopo la mostra Steve McCurry al MACRO Testaccio di Roma. Nel 2012 ha realizzato il progetto di allestimento per la quinta edizione del Triennale Design Museum.

STUDIO65
Durante il corso del 1965, un gruppo di studenti di Architettura cominciarono a pensare di voler diventare architetti da grandi, ma, dopo aver incontrato il mondo dei grandi (dellarchitettura ma non solo), decisero che, sebbene volessero diventare architetti, non volevano diventare grandi. Cos, per realizzare il loro sogno, e seguendo lesempio di Peter Pan, costruirono la loro isola felice e la chiamarono Studio 65. Questi giovani studenti di architettura erano anche pittori che dipingevano con colori forti. Come tutte le persone fanno, amavano la vita al punto di essere pronti a combattere per costruire un mondo pi giusto, dove la fantasia e la loro forma di espressione potessero trovare spazio ed essere apprezzati. Amavano la Pop Art e il Film del nuovo cinema americano; la Nouvelle Vague e lAvanguardia italiana; Carmelo Bene, Ionesco e il Living Theatre. Ascoltava la musica rock e jazz, e leggevano Majakovskiy, Marcuse, Montale e Asor Rosa; Tafuri e Simone de Beauvoir. Tra il 1969 e il 1972, durante i primi anni della loro attivit professionale, le offerte di lavoro erano, principalmente, nel campo dellarredamento dinterni e della decorazione. Lo Studio 65, popolato da un folto gruppo di architetti appena laureati, e frequentato da studenti e artisti, trov il modo di esprimere la loro immaginazione in un progetto, nonch di offrire ai loro clienti e al mondo culturale un tocco di ironia e un approccio critico al design. Tra gli altri, i lavori della Studio 65 sono esposti alla Pinakothek der Modernea Monaco (Germania), al Metropolitan Museum of Art di New York (USA), e al Museums of Fine Arts di Montreal (Canada).

Guido Drocco nato a San Benedetto Belbo, Cuneo, il 19 settembre 1942. Si laureato in Architettura al Politecnico di Torino. Lavora professionalmente nel campo dellarchitettura a del design industriale ad attivo in Torino. Dal 1966 lettore di design architettonico presso la facolt di Architettura al Politecnico di Torino. Franco Mello nato a Genova nel 1945. Vive e lavora a Torino e Spineto Scrivia. Mello lavora nel campo del design, confezionamento, design grafico, editoria e arte. Si occupato della revisione di libri sullarte e cataloghi di design e poster per numerosi artisti dallArte Povera alla Transavanguardia, tra i quali Piero Manzoni, Giulio Paolini, Giuseppe Peone, Alberto Burri, Yves Klein, Bridget Riley e Pinot Gallizio. Tra gli altri prodotti, insieme hanno progettato nel 1972 il Cactus per Gufram.

Guido Drocco was born in San Benedetto Belbo, Cuneo, Italy on September 19, 1942. He graduated in Architecture at the Polytechnic of Turin (Politecnico di Torino). He performs professional work in the field of Architecture and Industrial Design and is active in Turin. Since 1996 he has been a lecturer in Architectural Design at the Faculty of Architecture at the Polytechnic of Turin. Franco Mello was born in Genoa in 1945. He lives and works in Turin and Spineto Scrivia. Mello works in design, packaging, graphic design, publishing and art. He has edited books on art and designed catalogues and posters for numerous artists from Arte Povera to the Transavantgarde, including Piero Manzoni, Giulio Paolini, Giuseppe Peone, Alberto Burri, Yves Klein, Bridget Riley and Pinot Gallizio. Among other products, in 1972 they designed together the Cactus for Gufram.

Piero Gilardi was born in Turin in 1942 and studied at the Art School and at the Accademia Albertina in Turin. A pioneer in the technological art experience, in the 60s Gilardi was one of the protagonists of the Nouveau Realisme and the European Pop Art. In 1963 he realised his first private exhibit Machines For the Future; two years later he conceived the first pieces in polyurethane foam for Gufram, and started to display his works in several cultural poles in the world - among them Paris, Brussels, Cologne, Hamburg, Amsterdam and New York. From 1968 he adhered to the new artistic trends of the period - Arte Povera, Land Art, Anti-form Art, - and collaborated at the realization of some international reviews. With the coming of the 80s, Gilardi went on pursuing his activity in the world of art. In 1985 he started an artistic research calling for the use of new technologies, aimed at the realisation of the project IXIANA. Together with Claude Faure and Piotr Kowalski, he funded the International association Ars Technica, for which he is responsible for the Italian section. Since 2002 he is active in the project for the realisation of the Parco dArte Vivente (PAV) of the Turin municipality, of which he was president. His works are displayed in the most important art museums in the world. He published two books: Dallarte alla vita, dalla vita allarte (From Art to Life; From Life to Art) and Not For Sale. He lives and works in Turin.

Fabio Novembre was born in Lecce in 1966. In 1984 he moved to Milan where he graduated in Architecture at the Polytechnic. In 1992 he lived in New York where he attended a Cinema course at the New York University. During his American stay he got to know Anna Molinari and he realized for her his first interior project: the shop Anna Molinari Blumarine in Hong Kong. In the same year he opened his studio in Milan. His collaborations with leading Italian design companies intensify during the years; at the same time he continues working at showroom and boutique projects for the best international fashion brands, among which the Tardini shop in New york, the Blumarine store in London, Singapore and Tapei, as well as the flag Meltin pot and the Stuart Weitzman shops all around the world, from Rome to Beijing. In 2008 the Milan Municipality dedicates a solo exhibit in the exhibition spave at the Rotonda in Via Besana entitled Teach me the freedom of swallows, while in 2009 the Triennale Design Museum of Milan invited him to create a personal exhibition entitled Il Fiore di Novembre (November Flower). In 2010 the Milan Municipality commissions him an exhibit inside the Italian Pavillion on the occasion of the Shanghai Expo. In 2011 after artdirecting the exhibition Lavazza Con Te Partir at the Teatro dellArte at the Triennale in Milan on the occasion of the 20th anniversary of the companys calendar, he also designed and curated the Steve McCurry exhibition at MACRO Testaccio, Rome. In April 2012 he signed the new exhibition setting for the fifth edition of the Triennale Design Museum.

During the course of 1965, a group of architecture students started thinking that they wanted to become architects when they grew up. However, after having encountered the grown-up world (architectural and otherwise), they decided that, although they wanted to become architects, they didnt want to become grownups. So, to make their dream come true, and following the example of Peter Pan, they built their own little happy island and called it Studio65. These young architecture students were also painters, who painted with powerful colours. As all young people do, they loved life to the degree of being ready to fight in order to build a fairer world, where imagination and their form of expression could find a space and be appreciated. They loved American Pop Art and films from the New America Cinema, the Nouvelle Vague, and the Italian avant-garde; Carmelo Bene, lonesco, Beckett and the Living Theatre. They listened to rock and jazz music, and they read Mayakovsky, Marcuse, Montale, and Asor Rosa, Tafuri and Simone de Beauvoir. During the early years of their professional activity - between 1969 and 1972 - the work offers were, above all, in the interior design and decoration sectors. Studio65, populated by a substantial group of newly graduated architects - and frequented by students and artists found the way of both of expressing their imaginations in a project, and of offering the client and the cultural world a touch of irony and a critical approach to design.

DENIS SANTACHIARA
Denis Santachiara nasce nel 1950 a Campagnola, in provincia di Reggio Emilia. Inizia la sua attivit come designer dal profilo anomalo, rispetto ai canoni internazionali, nel 1980. Le sue opere, apprezzate fin da subito, vengono esposte alla Biennale di Venezia, al Palazzo dei Diamanti Ferrara, a Documenta 8 di Kassel, alla Quadriennale di Roma e alla Triennale di Milano. Denis Santachiara cura diverse mostre: nel 1984, La Neomerce, the design of the invention and of artificial ecstasy esposta alla Triennale di Milano e al Centre Pompidou di Parigi e, nel 1987, I Segni dellHabitat presentata a Parigi, Amsterdam e Tokio. Seguono numerosi lavori di progettazione tra cui gli interni della certosa di Avignone e dellArt Hotel di Dresda, il Museo della Magia a Blois, gli arredi per la piazza di Toyama in Giappone e un nuovo sistema bancario telematico per le assicurazioni Generali. Lartista, oltre alla fervida collaborazione con aziende italiane e straniere e alle numerose attivit in ambito didattico, vanta alcuni premi e riconoscimenti tra cui Compasso doro nel 1986, il primo premio nel Concorso Internazionale ZIP per la citt di Saarbrucken, il Good Design Award dal Chicago Athenaeum Museum of Architecture and Design nel 1999, il Design World nel 2000 e nel 2010 lAward Accademia Italiana per limmagine Made in Italy nel Mondo. Le sue opere sono esposte nei musei pi prestigiosi al mondo, tra cui il Moma di New York, il Muse des Arts Decoratifs del Louvre, il National Museum of Modern Arts di Tokyo, il Vitra Museum, il Philadelfia Museum.

DANTE DONEGANI GIOVANNI LAUDA


Dante Donegani nato a Pinzolo (Trento) nel 1957; si laurea in Architettura a Firenze nel 1983. Ha lavorato dal 1987 al 1991 nella Corporate Identit Olivetti. Da gennaio 2013 il direttore del dipartimento di design presso la Nuova Accademia di Belle Arti di Milano (NABA). Giovanni Lauda nato nel 1956 a Napoli dove si laureato in Architettura. Ha fatto parte dal 1988 al 1991 dello studio Morozzi & Partners. Nel 1992 insieme hanno aperto a Milano il loro studio D&L di architettura, interni e design. Collaborano con la Domus Academy per lattivit didattica. Hanno lavorato in diversi settori della progettazione realizzando allestimenti commerciali, mostre darte, fiere e disegnato prodotti per numerose aziende. Nel 2001 Donegani e Lauda hanno curato la mostra Italy-Japan: Design come stile di vita, allestita a Kobe e Yokohama; nel 2004 hanno esposto alcuni lavori alla Biennale di Architettura di Venezia Metamorphosis. Le loro opere, oltre ad avere ricevuto la segnalazione al premio Compasso dOro 2008 e un IF design award nel 2005, sono parte di alcune collezioni e musei tra i pi prestigiosi al mondo: la Collezione permanente della Triennale di Milano e del San Francisco M.O.M.A., il Design Museum di Londra, il Centre Pompidou e il Vitra Design Museum.

GIORGIO CERETTI PIERO DEROSSI RICCARDO ROSSO


Giorgio Cerretti, Piero Derossi e Riccardo Rosso a partire dalla met degli anni 60 hanno interpretato larchitettura e il progetto come uno dei mezzi con cui era possibile partecipare alle lotte sociali e politiche di quel periodo. Riuniti a Torino sotto legida del Gruppo Sturm di cui sono stati i principali animatori, insieme progettano allestimenti per locali pubblici che segnano unepoca del divertimento in Italia: il Piper Club e lAltro Mondo di Rimini. Con la collaborazione tecnica di Piero Gilardi progettano i primi mobili in poliuretano espanso con unattitudine e un approccio anti design. Il loro lavoro assume col passare del tempo una funzione didattica, sociopolitica e culturale tanto da essere invitati nel 1972 a partecipare alla mostra organizzata al MOMA di New York intitolata Italy: the new domestic landscape curata da Emilio Ambasz. In questa occasione il loro operato viene riconosciuto ed apprezzato dalla critica internazionale. Il team di lavoro proseguir poi la sua attivit politica allinterno del movimento radicale attraverso seminari e contributi critico-teorici con collaborazioni diverse. Conclusa lesperienza attiva, vivace e ricca di spirito rivoluzionario degli anni 70 ognuno di loro sceglie di proseguire singolarmente o con altre collaborazioni la propria strada come progettisti, educatori e architetti.

Denis Santachiara was born in Campagnola, in the Reggio Emilia province, in 1950. In 1980 he began his activity as a designer with an anomalous profile, as far as international tenets are concerned. His pieces, appreciated since the beginning, were displayed at the Biennale in Venice, at Palazzo dei Diamanti in Ferrara, at Documenta 8 in Kassel, at the Quadriennale in Roma, and at the Triennale in Milano. Denis Santachiara was the curator of several exhibits: in 1984, La Neomerce, the Design of the Invention and of Artificial Ecstasy, displayed at the Triennale in Milano and the Centre Pompidou in Parigi, and, in 1987, I Segni dellHabitat (The Signs Of Habitat), presented in Paris, Amsterdam and Tokyo. These were followed by several design works, among which the interiors of the Monastery in Avignon and the Art Hotel in Dresden; the Museum of Magic in Blois; the decor of the square in Tayama, Japan, and a new telematic banking system for Generali Insurance Company. The artist, beside his fervent cooperation with Italian and foreign companies and his many activities the didactical field, won prizes and awards; among them are the Compasso dOro in 1986; first prize in the ZIP international contest for the city of Saarbucken; the Good Design Award from the Chicago Athenaeum Museum of Architecture and Design in 1999; the Design World in 2000 and the award Accademia Italiana for Made In Italy image in the world in 2010. His works are displayed in the most prestigious museums in the world; among them the MOMA in New York; the Louvres Muse des Arts Dcoratifs; the National Museum of Modern Arts in Tokyo; the Vitra Museum; the Philadelfia Museum.

Dante Donegani was born at Pinzolo (Trento) in 1957; he received his degree in Architecture in Florence in 1983. From 1987 to 1991 he worked for Corporate Identity Olivetti. Since January 2013 he is working as director of the design department at the Nuova Accademia Belle Arti in Milano (NABA). Giovanni Lauda was born in Naples in 1956, where graduated in Architecture. From 1988 to 1991 he worked for the studio Morozzi & Partners. In 1992 they opened their own architecture, interior design and design studio in Milan - D&L. They collaborate with the Domus Academy for the didactic activity. They have worked in several design sectors and have realised business outfitting, art exhibits, and fairs, and designed products for many companies.In 2001 Donegani and Lauda have organised the exhibit Italy-Japan: Design as a Lifestyle, staged at Kobe and Yokoama; in 2004 they displayed some works at the Biennale of Architecture in Venezia, entitled Metamorphosis. Besides having received a mention at the Compasso dOro Award in 2008, and an IF design award in 2005, their works are displayed in collections and museums among the most prestigious in the world: the permanent Collections at the Triennale in Milano and the San Francisco M.O.M.A., the Design Museum in London, the Centre Pompidou, and the Vitra Design Museum.

Starting from the mid 60s, Giorgio Cerretti, Piero Derossi and Riccardo Rosso have interpreted architecture and the project as one of the means which enabled them to participate into the social and political struggles of the period. United in Turin under the aegis of the group Sturm, of which they were the main catalysts, they designed together the outfitting of public places that marked an era of entertainment in Italy: the Piper Club and the Altro Mondo in Rimini. With Pietro Gilardis technical collaboration, they designed the first pieces of furniture in polyurethane foam, with an attitude and approach that are anti-design. With the passing time, their work acquired a didactical, sociopolitical and cultural function, so as to be invited in 1972 to participate in the exhibit organized at the MOMA in New York entitled: Italy: the new domestic landscape and organized by Emilio Ambasz. In this occasion their work was recognized and appreciated by the international critics. After that the working team would carry on its political activity within the radical movement through seminars and critical-theoretical contributions with several partnerships. At the end of the active, lively and full of spirit experience of the 70s each of them chose to follow his path individually or through other partnerships, working as designers educators and architects.

DATI TECNICI TECHNICAL DATA

ROSSOCACTUS
Drocco / Mello, 2010 Elemento decorativo in poliuretano schiumato a freddo, con funzione di attaccapanni. Superficie trattata con vernice Guflac lavabile. Utilizzo: interni Colore: rosso Dimensioni: 70 x 170 cm Peso indicativo: 18 kg Edizione limitata: 500 pezzi Drocco / Mello, 2008 Decorative element in cold-moulded polyurethane foam serving as a clothing-tree. Surface treated with washable Guflac paint. Usage: indoor Colour: red Dimensions: 70 x 170 cm Indicative weight: 18 Kg Limited edition: 500 pieces

NEROCACTUS
Drocco e Mello, 2010 Elemento decorativo in poliuretano schiumato a freddo, con funzione di attaccapanni. Superficie trattata con vernice Guflac lavabile. Utilizzo: interni Colore: nero Dimensioni: 70 x 170 cm Peso indicativo: 18 kg Edizione limitata: 500 pezzi Drocco e Mello, 2008 Decorative element in cold-moulded polyurethane foam serving as a clothing-tree. Surface treated with washable Guflac paint. Usage: indoor Colour: black Dimensions: 70 x 170 cm Indicative weight: 18 Kg Limited edition: 500 pieces

JOLLY ROGER
Fabio Novembre, 2013 Poltroncina realizzata in polietilene lineare stampato con tecnica rotazionale. Finitura con texture opaca con dettaglio a contrasto lucido. Utilizzo: interni / esterni Colori disponibili: bianco, nero Dimensioni: 74 x 75 x 85 cm Peso indicativo: 14 kg Fabio Novembre, 2013 Rotomolded linear polyethylene armchair. Matte texture, seat detail in shiny surface. Usage: indoor / outdoor Colours available: white, black Dimensions: 74 x 75 x 85 cm Indicative weight: 14 Kg

CAPITELLO
Studio 65, 1972 Poltrona a forma di capitello ionico in poliuretano schiumato a freddo, densit differenziata. Superficie trattata con vernice Guflac lavabile. Utilizzo: interni Colore: bianco Dimensioni: 110 x 120 x 82 cm Peso indicativo: 21 kg Edizione limitata: 500 pezzi Studio 65, 1972 Armchair in the form of an Ionic capital, made of cold-moulded differentiated-density polyurethane foam. Surface treated with washable Guflac paint. Usage: indoor Colour: white Dimensions: 110 x 120 x 82 cm Indicative weight: 21 Kg Limited edition: 500 pieces

METACACTUS
Drocco e Mello, 2012 Elemento decorativo in poliuretano schiumato a freddo, con funzione di attaccapanni. Superficie trattata con vernice Guflac lavabile. Utilizzo: interni Colore: verde lime e arancione Dimensioni: 70 x 170 cm Peso indicativo: 18 kg Edizione limitata: 3.000 pezzi Drocco e Mello, 2012 Decorative element in cold-moulded polyurethane foam serving as a clothing-tree. Surface treated with washable Guflac paint. Usage: indoor Colour: lime and orange Dimensions: 70 x 170 cm Indicative weight: 18 Kg Limited edition: 3.000 pieces

MASSOLO
Piero Gilardi, 1974 Tavolo da caff semi-rigido in poliuretano espanso a forma di blocco di porfido. Superficie trattata con Guflac vernice lavabile. Utilizzo: interni Colore: texture granitica Dimensioni: 97 x 66 x 36 cm Peso indicativo: 11 Kg Edizione limitata: 500 pezzi Piero Gilardi, 1974 Semi-rigid side table in foamed polyurethane shaped as block of porphyry. Surface treated with Guflac washable paint. Usage: indoor Colour: rock-like texture Dimensions: 97 x 66 x 36 cm Indicative weight: 11 Kg Limited edition: 500 pieces

ATTICA
Studio 65, 1972 Poltroncina a forma di colonna con cuscino imbottito, tessuto a pois bianco e nero. Realizzata in poliuretano espanso. Superficie trattata con vernice Guflac lavabile. Utilizzo: interni Colore: bianco Dimensioni: 70 x 66 cm Peso indicativo: 8 kg Edizione limitata: 1.000 pezzi Studio 65, 1972 Small armchair shaped as a column with stuffed pillow and tissue plotted to white and black polka-dots. Polyurethane foam. Surface treated with washable Guflac paint. Usage: indoor Colour: white Dimensions: 70 x 66 cm Indicative weight: 8 Kg Limited edition: 1.000 pieces

ATTICA TL
Studio 65, 1972 Tavolino a forma di colonna con piano dappoggio in bifacciale con lato a specchio e nero opaco. Realizzata in poliuretano espanso. Superficie trattata con vernice Guflac lavabile. Utilizzo: interni Colore: bianco Dimensioni: 70 x 40 cm Peso indicativo: 8 kg Edizione limitata: 1.000 pezzi Studio 65, 1972 Side table shaped as a column with supports plain in mirror or in black shiny material. Polyurethane foam. Surface treated with washable Guflac paint. Usage: indoor Colour: white Dimensions: 70 x 40 cm Indicative weight: 8 Kg Limited edition: 1.000 pieces

BELLAFORZA!
Denis Santachiara, 2013 Tavolo con struttura treppiedi fissa in metallo verniciato opaco e piano in cristallo ultra trasparente. Utilizzo: interni Colori disponibili: bianco, nero, cromato Dimensioni: 95 x 280 x 75 cm Peso indicativo: 140 kg Denis Santachiara, 2013 Table with fixed tripodin metal with matte varnishing, top in ultra clear glass. Usage: indoor Colours available: white, black, chrome plating Dimensions: 95 x 280 x 75 cm Indicative weight: 140 Kg

DARK LADY
Studio 65, 2008 Divano in poliuretano espanso a portanza differenziata con piercing. Rivestimento in tessuto elasticizzato. Lavabile a 40. Utilizzo: interni Colore: nero Dimensioni: 212 x 80 x 85 cm Peso indicativo: 30 kg Edizione limitata: 1.000 pezzi Studio 65, 2008 Sof in cold foamed polyurethane with differentiated load bearing with piercing. Upholstery in elastic fabric washable at 40. Usage: indoor Colour: black Dimensions: 212 x 80 x 85 cm Indicative weight: 30 Kg Limited edition: 1.000 pieces

SEDILSASSO, SASSI
Piero Gilardi, 1968 Pouf con elementi accessori di seduta a forma di pietre realizzata in poliuretano schiumato a freddo. Superficie trattata con Guflac vernice lavabile. Utilizzo: interni Colore: texture granitica Dimensioni: grande, 70 x 56 x 48 cm medio, 35 x 23 x 20 cm - piccolo, 19 x 12 x 11 cm Peso indicativo: 6,5 + 1 + 0,5 Kg Edizione limitata: 2.000 pezzi. SEDILSASSO, SASSI - Piero Gilardi 1968 Low stool with seating-system accessories shaped as stones made of cold-moulded polyurethane foam foam treated with washable Guflac paint. Usage: indoor Colour: rock-like texture Dimensions: big, 70 x 56 x 48 cm medium, 35 x 23 x 20 cm - small, 19 x 12 x 11 cm Indicative weight: 6,5 + 1 + 0,5 Kg Limited edition: 2.000 pieces

NOVECENTO
Donegani / Lauda, 2013 Versione in DuPontTM Corian Tavolo con struttura portante in acciaio, piano e gambe in DuPontTM Corian. Utilizzo: interni Colori disponibili: glacier white/mint ice e bianco/nero Dimensioni: 100 x 220 x 75 cm Peso indicativo: 130 kg Versione in legno Tavolo con piano e struttura portante in legno, gambe in legno massello laccato opaco e fantasia decorativa. Utilizzo: interni Colori disponibili: bianco / fantasia decorativa Dimensioni: 100 x 220 x 75 cm 100 x 160 x 75 cm 130 x 130 x 75 cm altri colori e misure su richiesta Peso indicativo: 80 kg DuPontTM e Corian sono un marchio commerciale e un marchio commerciale registrato di E. I. du Pont de Nemours and Company o di sue societ affiliate. Donegani / Lauda, 2013 DuPontTM Corian version Table with steel bearing structure, top and legs in DuPontTM Corian. Usage: indoor Colours available: glacier white/mint ice and white/black Dimensions: 100 x 220 x 75 cm Indicative weight: 130 kg Wood version Table with wooden top and frame, wooden legs with matte varnishing and decorative texture. Usage: indoor Colours available: white / decorative texture Dimensions: 100 x 220 x 75 cm 100 x 160 x 75 cm 130 x 130 x 75 cm other colors and sizes available on request Indicative weight: 80 kg DuPont and Corian are a trademark and a registered trademarks or trademarks of E. I. du Pont de Nemours and Company or its affiliates.

PINK LADY
Studio 65, 2008 Divano in poliuretano espanso a portanza differenziata. Rivestimento in tessuto elasticizzato lavabile a 40. Utilizzo: interni Colore: fucsia Dimensioni: 212 x 80 x 85 cm Peso indicativo: 30 kg Edizione limitata: 1.000 pezzi Studio 65, 2008 Sof in cold foamed polyurethane with differentiated load bearing. Upholstery in elastic fabric washable at 40. Usage: indoor Colour: fuchsia Dimensions: 212 x 80 x 85 cm Indicative weight: 30 Kg Limited edition: 1.000 pieces

BOCCA
Studio 65, 1971 Divano in poliuretano espanso a portanza differenziata. Rivestimento in tessuto elasticizzato lavabile a 40. Utilizzo: interni Colore: rosso Dimensioni: 212 x 80 x 85 cm Peso indicativo: 30 kg Edizione limitata: 1.000 pezzi Studio 65, 1970 Sof in cold foamed polyurethane with differentiated load bearing. Upholstery in elastic fabric washable at 40. Usage: indoor Colour: red Dimensions: 212 x 80 x 85 cm Indicative weight: 30 Kg Limited edition: 1.000 pieces

PRATONE
Ceretti / Derossi / Rosso, 1971 Grandi steli derba formano un prato artificiale su cui sdraiarsi comodamente. Realizzato in poliuretano espanso. Superficie trattata con Guflac vernice lavabile Utilizzo: interni Colore: verde Dimensioni: 140 x 140 x 95 cm Peso indicativo: 52 Kg Edizione limitata: 200 pezzi Ceretti / Derossi / Rosso, 1971 Giant blades of grass form an artificial comfortably relax on. Made of polyurethane foam treated with washable Guflac paint. Usage: indoor Colour: green Dimensions: 140 x 140 x 95 cm Indicative weight: 52 Kg Limited edition: 200 pieces

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