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HI STO RIA DELLA VITA. ET
FATTI DELE ECCELLENTISSIMO
CAPITANO DI GVERRA
BARTOLOMEO COGLIONE
iC RITTA PER M. . PIP.TRO SPINO .:^^J^,

^ "' '" ""^ i.tx...^ it.' vili; ^iv.- Ita


^^^^^^^^^^r::^'^'"^
":;^
Con Priuilcgio di quello Serenifsimo Dominio ;
che per Anni XX non fi Stampi, ne Stampa-
ta fi uenda ienza licenza dell'Autore 3 fotto
le pene contenute in efiTo
ALLA MAG N I F I C
citta; et comvnita^
DI BERGAMO
^
m>
'-?~.

PIETRO SPINO,
ho fornito di fcriuere la F/'-
tdy e i fatti di Bartolomeo Co^
gitone. La qual Opera , confi'
derataft dal fafcio , ^ dal nu-^
mero delle carte ^ ella fa (enz^a

dubbio eHimata di leggiere fa^


tica : Et poco rispondente alfo-

fenione.^fama di s gran Capitano: Ofure aU


lajpettatione affai longa ^ in che io altrui ho tenu^

torte . Ala f
daltra parte ei fi confider ; lefer^
mi conuentitOy con fonile mdagamento^ difcorfo^
duna pertinace ^indefeffa lettura per Alemo-
, ,

viali antichi di gi Cento ^ ^ tanfanni, ti pm di


queHe cofe qua , S'lgir cercando ^ ^dallapolue, e?
a i) dalle
dalle tarme riuocarle alla luce con uentcarne
-^
an-
chor parte dell' mgmjopoljejj , di chi fin qui n'hauea ,
( colpa dinuidia , od incuria de gli Scrittori pajfati )

immeritamente occupato l'altrui debita laude: et a ci


far benejfejfi) trouato ejjermi con animo, per altre cu*
re ajfai graui da que[ii Studi difiratto iprejjo a! difere

ti giudicij , dem'a la tardit mia con ogni manche!^


,

Xa dell'Opera, non folamente fcufarfene, ma riputar-


cene ella anco di non lieue fatica. Ma
quale altrif la
(riudichi \ ella me pure Hata [opra
ogni ripofo doU

cifima . Et emmene un larghifimo premio , // godi-


mento dhauerne .perle mie deboli for^e, Sodisfatto

ali ufficio 3 ch'io douea alla Vatria . Alla quale queUo


mio esempio , ^ritratto , delle uirtu , ^de' gran fat-
ti y dell'amplitudine , ^gloria, dun tanto ^s di lei,

benemerito Cittadino fiuo\ che dentro picciol Volu-


me ma \ con affetto non picciolo di carit , ^riueren-
Z,ay IO le dedico y^ dono ife quafi^jn lucentifimo
Specchio in cui riguardando ,
'y ella "verr ad anchor
eccitarfene col alte, &'m^o^nifiche. Et doue per
altre (u molte nobdfim^ p^rtiycon le vicine Citt

pu gir di pari , ^ contendere ; in quesla veramente ,


ellajiconofcer hauer loro di gran lunga auanXate.

TAVOLA
TAVOLA DELLE COSE PIV NO-
tabili contenute nell'Hiftoria della V
ta Se fatti di Bartolomeo
Coglione. V

BoND I o de' Longhi Comafco primo Segre-


tario del Coglione. 2^ g
rimunerato dal Coglione. z^n
lafciato Commifl'ario dal detto. 249
Acerra aflediata da Alfonfo Rdi Napoli. 2
24
Alberigo Rofato Giurifconfulto d'autorit re
uerenda 2
Alberigo figliuol di Carpiglonc. %
Alberto Qijarghipremiato dal Coglione. 248
lafciato dal Coglione Tuo commiflario. 249
Aleflfandro & Eftorre Martincghi adottati nella famiglia Cogliona. 24J
Aleffandro Sforza tenta infelicemente Parma. I^ I
rotto dal Fortebraccio & da Matteo da Capua. i6y
guida la Vanguardia del Coglione alla Riccardina. 204
Alefsio Agliardi lakiato dal Coglione Podefta delle Tue terre Tuita.249
Alfonfo d'Aragona riceue N3poli,& fi leua ctra la Reina Giouanna.i 7
Alfonfo R di Napoli affedia Acerra 224
loda & honora il Coglione 22$
Ambruogio Canee llier del Coglione impiccato per traditore. 22^
Andrea Biragc Commiflario ne gli Aleflandrinl, 173
Andrea Quirino Capitan dtirarmata sii perii P Cremona, lio
Andrea Triuigiano prigion del Coglione,da lui lafciato libero, 45
AndrciVendramini ferma nuoua cdotta ilCoglionc in Malpaga.2^ 5
Angelo Acciaiuoli inuita il Coglione ad ailalcar la Tofcana* 20%
Angela
Tavola.
Angelo da Capofelue u fopra Romanengo 1 1

Antonel dalle Corna ottiene in Vinetia il premio d'una gioflra . 2 00

Antoniazzo condottier del Coglione & Tuo ualore, & morte Carauag-
gio. 114
Antonio Beccaria rotto dal Coglione, & cacciato di Valtellina. 47
Antonio Benzoni prigion del Coglione. 1 89

Antonio Bongo Fidecommifl'ario,& giudice dell'ultima uolont del Co


glione. -
14^
Antonio Coglione fratel di Bartolomeo amazzato da' Tuoi conforti, 11
Antonio Coglione entra per Bartolomeo in Rumano 1 80

Antonio da Landriano mandato dallo Sforza rompere un ponte. 65 1

A ntonio Triulzi Capitano di caualli. 61


fatto prigione da Dieti Salue Lupo 6^
Arco Caft elio. ^ 5
Arrigo Zambra prefo da Francefi, e fcannato. 158
Artiglierie, Bombarde & loro primo ufo e inucntone a danno de gli
huomini. ^^9
Aftorre Manfredi da Faenza rotto ad Alcfsandria 105
milita fotto il Coglione. ^ 06
B
fulfurei in Trefcorio per Opera del Coglione.
BAGNI Baldefi'arre Zailo Cancellier d'Antonio Martinafco.
11^
87
racconta la prigionia del Drefnai. I08
Bartolomeo Coglione quando & doue nacque . 6
tenuto prigione da Giorgio Bczone,& rifcoflb co la dote materna . i ^
pagt^io di Filippo Arcello tiranno di Piacenza. 1

ragazzo di Braccio da Montone. li


fua prima condotta con Iacopo Caldora. aa
fue prodezze nel fatto d'arme dell'Aquila. a4
mandato all'efpedition della Marca. 4
con Iacopo Caldora all'afl edio di Bologna. 1 5

moleftato da' nimici fuoi conforti^come ufurpator del nome. 17


condotto dal Carmignola con quaranta Canalli. ^I
fa prigion Ciarpellone Capitan del Duca Filippo.
^
S
Bartolomeo Coglione fcala & prende la Rocca di Cremona. ^*
lodato, & accrefciutogli condotta d'ottanta Caualli. ^4
configlia contra il parer del Gonzaga Generale. 38
e eletto prouedere alla falutc di Bergamo. ^ ^
'^^ .

(occorre Bcrgamo,e in ci moftr gran prudcza delie cofe uenire.4


piglia la Rocca di Gardone,& fatto General della fanteria. 45
rompe Antonio Beccaria, & lo caccia della Valtellina.
*^
47
Barto-
Tavola.
Bartolomeo Coglione ha carico di tradur refTercito faluo da Brefcia nel
Vcronere,& gli uien data l'antiguarda, ^8
lo traduce. 51
conduce un'armata su per un m6te,& poi la cala nel Lago di Garda.j 5
fatto gouernator di Verona,gli accrefciuto cdotta di j oo.caualli.5 8
fuagenerofit uerfo un foldato. ^l
ufa un'animofit grande per foftener la riputation dello Sforza, 71
lodato con diucrfe maniere di lodi dal Senato Vinitiano.
7J
gli accrefciuto condotta fino a 800. Caualli,
y^
pigliail paffo della Chiufa.
y5
infieme con lo Sforza racquifta Verona. 7^
Bartolomeo Coglione meflbdifefa di Brefcia, 78
nel fatto d'arme 2 Cignano foflien gli Sforzefchijchc non fon rotti. 79
lodato da Francefco Sforza con magnifiche lodi. 82
paflaalfoldodiFihppoMariacon 1500. Caualli. 84
uifita Filippo,& ha i dono cartello Adorno^Sc e madato Sinigaglia.8
5
acquetai tumulti in Bologna. 86
fatto incarcerare dal Duca Filippo. 87
fugge di prigionej& ufa una bella aflutia. loo
condotto da* Pauel,& da* Milanefi. 105
combatte co* Francefi al Bofco,& gli rompe, 105
d la pace a' Tortonefi .
I op

Bartolomeo Coglione condotto da* Vinitiani. 1 1


combatte con gli Sforzefchi Carauaggio. 1 14

drizza con a/liutia una baftia su gli occhi dell'effercito dello Sforza. 1 1
fu il primo,fecdo alcuni,che fcaricaffe artiglierie contra il nimico, i ip
fuo configlio del modo di foccorrere Carauaggio. I ^^
difefo dall'Auttore contra Gio. Simoneta, 1 16

odiato da Galeazzo Sforzaj& perche. lap


dato da* Vinitiani in aiuto dello Sforza,u all'oppugnati di Parma, i _j l
pcrfuadei Parmigiani darfi allo Sforza, 132
dichiarato general dallo Sforza contra il Duca di Sauoia. 155
rompe i Francefi,& fi prigione il Campefe lor generale Vercelli. 1 3 6

rompe i medefimi Nouara. 14I


Bartolomeo Coglione lodato d'hauer tre volte vinto la natio Fracefe.143
richiamato Vighieuano dallo Sforza,& da lui honorato & lodato. 144
richiamato da* Vinitiani,& leuato dal feruitio dello Sforza, 1 46
configlia che fi foccorra Milano, 149
fi congiugne con Iacopo Piccinino,& foccorre Milano, 1 50.1 5
fugge dal Lionefla,& dal Piccinino,che lo tradiuano. 154
condotto dallo Sforza, 156. piglia Ponteuico per lo Sforza, 158
Bartolo
Tavola.
Bartolomeo ftracorre fiaoBrefcia, predando, &ruinando. 16
antepofto dallo Sforza Lodouico Gonzaga, & ad altri Condottieri il-
luftri. i6z
piclia due Bafl:ic,& rompe un Ponte de' Vinitiani d Cereto. 168
va centra Guglielmo di Monferrato. i-ji
piglialaRoccadiBorgo San Martino. 17^
confglia lo Sforza contra il parer del Gonzaga. 1 -76

va Rumano & l'ottiene inieme con Martinengo, i 80. 1 8


Capitano dello Sforza alla guerra di Bergamo & di Brefcia. 181
Bartolomeo Coglione riconfermato dal Duca in ilgnoraggio libero di
Martinengo, & d'altre terre, v 18^
con Tauttorit&con l*armiacqui(laalDucail refto del piano di Ber
gamo co'i pi delle Montagne. 18^
palTa in Valcamonica contra Pietro Brunoro. 1.84
fi poneinaguatopertordimezoilBrunoro. 185
ottiene la Rocca di Br,& Val Seriana di fotto, 186
vfa uno ftratagema di gettarpallonidineueaddoffo a' nimici. 187
per carit della patria non combatte la citt di Bergamo. ipo
acquifta la Rocca di Briuio,& quella di Baieto. 190
folkcitato dalla Moglie condurfi co' Vinitiani. ipt
Bartolomeo Coglione da' Vinitiani condotto general Capitano. ip4
va Vinetia pigliare il bafton del Generalato. ipj
ammeffo nella nobilt Vinitiana. 201
'

con la fola auttorit difende & tiene in pace per tutto il Tuo Generala
to il Dominio di Vinetia. 201
pafla in Romagna. aoi
concede un Saluocondotto all'Imperator Federigo. 10^
fuo marauigliofo ualore nel fatto d'arme della Riccardina, 205
amator de'lctterati. 2 lo
fua dcflrezza & facilit d'ingegno. 2 1

fua religione^' piet. 2 1 2.2 1 ^ .1 14.2 1


Bartolomeo Coglione conduce acque Bergamo , & caua in Trefcorio
Bagni fulfurei. 215
porta in cafa Cogliona titoli & gradi honorati. ^
21
riceueCriftiernoRdiDaciain Malpaga. 217
liberale, humanoj & altiero 3 tempo. 221
accetta il ducilo contra Galeazzo Sforza. 2:1
fua magnanimit & clemenza, 222
eflcndo garzone fece una proua di Cngolar ualore ad Acerra. 225
lodato &: honorato dal K Alfonfo. 326
fuo ardimento & franchezza ne* monti di TrentOj& Fornouo . 227
fua ui-
Tavola.
fua vigilanza & prontezza. 22S
vinfc rinuidia de gli emuli fiioi: 22p
Bartolomeo Coglione dichiarato general centra i Turchi dal Papajc
dal R di Napoli. 25 r
adottato nella famiglia Angioin3 251
adottato nella famiglia di Borgogna, 2^^
* capitola co'l Duca di Borgogna. 2 j^
'

fa difegnofopra Ducato di Milano.


il 256
fua fede verfo la Rcp. di Vinetia, politia nel ueflire,magnificenza della
corte,& pompa militare. 1^7.238
fue molte uirt 238.25^
ritraffe della fua uigilanza un frutto notabile, 240
fuoi motti, & argute rifpofte. 240
fua ftatura,&: fatezze, i^i
Bartolomeo Coglione inclinato alle Donne. i^i
lafcia a* Vinitiani cento & dicci mila ducati. 2^5
lafciaa'medefmiun notabil configlio. 246
fua piet, &: liberalit uerfoDio,& gli huomini. 146.247
primo di tutti gl'Italianijche fuor d'Italia acquiftaffe titoli co* R com
mun, 250
uiene morte. 250
gli drizzata da' Vinitiani una ftatua cqueflre di bronzo. 251
Bartolomeo Cipolla Giurifconfulto celebre^citatodall'Auttorcper ac-
quiftar fede alle parole fue. tjj
Bfella monaftero fabricato dal Coglione, j1
Battifta Coglione Prepoflo di Galgare 21
3eatricina Tenda fi marita in Filippo Maria Vifconte. 19
Bellano occupato dal Coglione, 150
Bellino de' Crotti Frate porta reliquie di Santi Rumano,&: Couo. 214.
Benaco,lioggi Lago di Garda. 50
Benedetto Coglione muore efpugnando Sparta, 21
Bergamo citt fedele a* Vinitiani. j
Bernardin d'Oruieto morto, I18
Bernardo Bcbo ambafciator de* Vinitiani pffo il Duca diBorgogna.254
Bertoldo da Efte per li Vinitiani contra Paiazete. 2 6
Biaca Duchefla di Milano inuita il Coglione al goucrno dello flato. 230
Bombarde quando foffero la prima uolta fcaricate danno de glihuomi
ni,rccondo alcuni, Iip
Bonifatio Agliardi Caualliere di molto pregio. 249
Bonifatio Marchefe di Monferrato milita fotto il Coglione. 7.06
Borfio da Eile uifita il Coglione Malpaga, 120
b Bofco
TA VOLA.
Bofco cafcllo roccorfo dal Coglione. '
104
montone capitan famofo.
/braccio da 17
prende Pcrugia,& rotto & morto all'Aquila. a^
capitano d'AIfonfo R di Napoli intorno ad Acerra, 224
difcfo dal Coglione in una mina contrai nimici. 225
Brc s'arrende al Coglione. 186
Brcfcia affaltata dal Piccinino.4^. fuo fito 48
afTcdiata da Nicolo piccinino. 5^
cinta d'afledio dallo Sforza, j j

Buccintoriuauigi a incontrare il Coglione. 15^8


C
CAGIONE della prcgionla di Bartolomeo Coglione. pi
Callcpioruinato dal Piccinino. 42
Campo della paura perche cofi detto 40
Capclla di San Giouan Bartifta edificata in Bergamo dal Coglione. 1 1 ^
Capigliata nobile & potente capitano. 5
Capitani perche fpcifopairauano da qucfto quel prncipe. IpJ
Capitani pi illufri che militarono fotto il Coglione alla Ricardna.2o5
Capitolationefral Duca Francefco, e 1 Coglione. 1^6
Capitoli di condotta fra'I Duca di Borgogna, e'i Coglione. 235
Carauaggio alTcdiato da gli Sforzcfchi. 2 Ij
s'arrende gli Sforzefchi. 129
Carlo Duca Borgogna conduce il Coglione Tuo luogotenente, & lo
di
Borgogna.
fa della cafa Tua di 8^3
Carlo Duca d'Orliens prende ragion nello flato di Milano. 98
Carlo da Ca^pobafTo capitano de Parmigiani. 1^1
Carlo FortebracciodaMontoncfcorrc fu 'll.odigiano* j65
ferito nel fatto d'p.rme della Riccardina,uiene d morte o6 .

Carlo (ettimo R di Francia manda il Campefe contra lo Sforaa, 15J

piglia fouorir lo Sforza, 17


Carmignuola aiut Filippo Maria racquftare,& arcrefccre il dominio
antico. _ iP
ingiuriato da Filippo, e fatto general de* Vinitiani. ^o
biamato per non hauer foccorfo la rocca di Cremona prefa dal Co-
glione. 33
decapitato in Vinegla. 54
Carpiglion Coglione huomo d'autorit, & di potenza a
Cafal Beltrando s\irrtnde al Coglione. 134
Cartello Adorno donato da Filippo Maria al Coglione 8$
medesimo.
ritoltogi.' dal po
Caftel San Marano prcfoualCoglIone* 175
Cate-
Tavola*
Caterina figliuola del Coglione chi maritata, 1 1j
Idlciata hcrcdc per la terza parte. 244
Cecco Simor.ettaLolproutrbiare il Coglione, ficfcntc Targutia della
rifpoftad'elTo. 240
Ccfare Martincngo capitan d'eccellente uirt 1 6
Crema uienc in mino de' Vinitiani. 1^8. 1^4.
Ciarpcllone da Sanfcuerinoprefo dal Coglione *
jl
Cicco Ordelaf fi milita fotto il Coglione. 206
Coglioni famiglia d'alta & nobile origine. I, 5
Coglioni capi della fattion Guelfa m
Bergamo. 8
Coleoni poi Coglioni. 4
Coniglio di Bai tolomeo Coglione contrario quel del Gonzaga gene
ral dcl'eliercito. 38
dc'CapicaniMarchefchi nelfoccorrcr Carauaggio 123
del Coglione di foccorrer Milano. 145?
di LodouicoGonz;;^! allo Sforza, 175
Coglione comra quel del Gonzaga,
del 176
Conticino da Carpi difende Rohado. ito
Comaizano fcrif'e de* fatti del Coglione,in tempo del quale d uilTc. _j
l
Corte dtl Coglione ripiena de' nobilifsimi giouani d Italia 2^5 S
Crificrno Redi Dacia uifta il Coglione, 217
Criftoforo da Salerno prcfo da' Francelj fcannato* j ^ g
Currado Sforza adite fa d'Ale {fandria. lp
t D
DEifiBo Conte dcirAnguilara milita (otto il Coglione, 206
Defctittione dello ftato d'Italia. 1 j
DietiSalueLupolafciacodifefadiBrefcia*
^p
difende Brefciaualorofamente. 54
rompe TalianForlanoLodronc. .
57
rompe di nuouo il Forlano Madcrno* 4
fue lodi, Scfucccffo della uitafua, 6$
mandato co* fuoi fanti Brefcia. 78
general della fanteria Vinitiana in luogo del Coglione, 85
fatto caualliere fulle porte di Milano citt nimica,
^7
alprcfidiodiCarauaggio. Xij
fatto prigione Carauaggio. 2^0
DietiSalue Neroni fuorufcito di Fiorenza inuita il Coglione ad affaltar
laTofcana. 202
Dolce AnguillaraOrfino. IIJ.I17
Domenico da Forl entra in Rumano. 180
Doratina figliuola del Coglione, 2 44
^ ij Erasmo
Tavola,
E
ERASMO da Narni detto Gattamelata general de' Vinltiani.4^.5 8
pafla in ual Lagarina & piglia molte terre. 54
iiiene morte.
77
Eftorre & Alcffandro Martinghi adottati nella famiglia Cogliona.24J
tftorre Mariinengo Conte di Malpaga. 244
F
FACINO Cane Signor di Pauia. 16
Fata uillabcnificata dal Coglione d'una grolTa Ruggia, 215
Fatto d'arme fra loSforza, l'Attendolo > e lCoglione,c il Gon-
zaga e'iPicciniro Cignano . 78
fra Bartolomeo Coglione , e i Francefi al Caftel del Bofco. 105
CaraiMggio. I2J
Riccardina,
alla 204 .

Federigo Barbarofla priuilegia i Coglioni, l


Federigo Imperatore chiede un faluocondotto al Coglione. 205
Federigo d'Vrbino Capitano della lega contra il Coglione. 204
-fi difende dalle accufedi Galeazzo Sforza, & Tinduce alla pace. 207
Ferdinado Re di Napoli dichiara il Coglione general ctra iTurchi.23 i
Filippo d'Arcello Signor di Piacenza. 1 6

Fihppo & Giannotto Colombi premiati dal Coglione. 248


Filippo Maria Vifconte piglia per moglie Beatricina Tenda. 1 p

tira dalla fua il Marchefe di Manioua. 46


manda il Piccinino combatter Brefcia, 5_j

tenta Ifnardo Comduno indur Pietro Allogare dargli Brefcia. d8


conduceil Coglione al fuo foldo per mandarlo nella Marca , S4
prendere il Coglione.
fa <^
uiene morte. 9-97
Filipo e Sforza madati da Fracefco Sforza far riuereza al Coglionr,2 2
Forni di Monza prigione. 66.9^
Franccfi rotti dal Coglione al Bofco cartello. 107
Francefco Barbaro Gouernator di Brefcia. 47- 5 7
Francefco Martinengo dalla Motella . 245
Francefco Martinengo Conte di Malpaga, in credito predo il Duca di
Sauoia. 244
Francefco Piccinino rotto dallo Sforza Mont'Oimo. 8(5
general di Filippo Maria. 89
nimico di Francefco Sforza. I12
fi ribella dallo Sforza 144
Francefco Sforza general della lega fra i Vinitiani e i Fiorentini 69
infieme co'l Coglione rip'gha Verona, 76
attacca
Tavola.
attacca il fatto d*armcco'I Piccinino a Cignanoin quel di Brefcia. 78
combatte Martincngo. 81
*
eletto giudice terminar le difFcrze fra i Vinitianij& Filippo Maria. Si
Piccinini padre & figliuolo Monte lauro,& a Mt'Olmo. 26
rompei
FrancefcoSfoi2a eletto da* Milancfi per lor generale, 97
fdegnato co*MiIancfi opera che'l Coglione la cdotto da'Vinitiani.ii l
foc.orre Crcmona,& rompe l'armata Yinitiana li
$*accatopa Carauaggio. 1 1 j
rompe iVinitianiCarauaggio, 124
s'accampa Brcfcia, i^
per mezo del Coglione ottien Parma, 15
dichiara il Coglione fuo general contra il Duca di Sauoia 13^
Francefco Sforza racquifta Vighieuano, 1 45
ricufa di u nire giornata co'i Coglione. 1 1
introdotto in Milanoj& dichiarato Duca. 15*
riceue benignamente il Coglione, &
gli da honorata condotta, 156
antepone il Coglione al Gon2aga,& a gli altri condottieri illuftri, id
s'accampa Rohado.
"
179
na combattere Afola, iSi
dona il caftello d'Arquate al Coglione, 190
Francefco Sforza ftringe con afTedio la Citt di Brefcia 19 1
induce Nicolo Quinto a offerire al Coglione il gfal della chiefa, 1 1

tratta la pac eco* Vinitiani. 19^


manda dire al Coglione d'hauer fatto ci, ch'ei uoleua. If?4
manda figliuoli far riuerenza al Coglione,
i az t

Francefi rotti dal Coglione Vercelli, 1j^


rotti dal medefmoNouara. J4f
ufano crudelt nella prefa di Ponteuico 178
G
GALEAZZO figliuoldGhifalberto. %
Galeazzo Coglj^one prepofto della Magione, 3 1

Galeazzo Sforza nimico del Coglione I19


u Fiorenza, e in campo ; oue riprende Federigo d'Vrbino, 107
sfida il Coglione duello. 221
Gattamelata leggi Erafmo da Narni\
Gafparre Maluczzi al prehdio di Carauaggio I r
J
Gafparre Martinengo genero del Coglione, 207
Gafparre Varefino capitan de Frar.cel l J7
Gafparre Vimercato conchiude la pace fra la Icgae'l Coglione, 208
Gafpanin Coglione luogotenente di uartolooco, 1 88
Gentile dalla Lionella general de' Vinitiani, 1 5j
accu-
TAV O L Ai
tc'cufa Coglione a'VinitianJ.
il 154
piglia Soncino, & s'accampa fuH'Oglio. l$9
ricufa la Giornata prefentatagli dal Coglione, 1 6l

non ardifce affrontare il Coglione^chc gli pafla a lato. 1 67


ferito & morto. 174
Gherardo Ddoloualfoccorfo diLodrone,&rpe TaliaaForlano.S?
Gherardo Dandolo proueditore afpreggia il Coglione. 85
Gherardo Martinengo genero del Coglione lodato. 3o7
conchiude la pace fra la lega, e'I Coglione, ao8
Gherardo Martinengo Conte di Malpaga, 144
Gherardino Terzo capitano di fanteria. 6*
fatto prigione da Dieci Salue Lupo. d4
Ghifalberto Giudice figliuol d'Alberigo. a
Giberto da Coreggio fatto Cauallierc fulle porte della citt nimica. 97
Giorgictto da Poma nobil Bergaraafco aiuta il Coglione z faluarfi dalU
prigione,& da lui e molto rimunerato. loi
Giorgio Benzonc Signor di Crema. 16
Giorgio Cornaro rotto dal Piccinino &prefo. 56
oberato di prigione. 66
va difluadere il Coglione,chc non pafsi in Borgogna. * ^4
Giouani nobilifsimi d'Italia in corte del Coglione. *}
Gio. Antonio Caldora milita fotto il Coglione. aod
Giouani Capefe p il Re di Fracia,& Duca di Sauoia centra loStor^-a.ij
^
fatto prigioo dal Coglione. 1^6
Giouanni Coglione amazza il Pho,& occupa Trezzo. o
Giouanni Conte u co'l Coglione ad afTaltare la Valcamonica.
47
Gio. Antonio Cornazzano proponeua difpute innanzi al Coglione, 911
Gio. Francefco Gonzaga fatto general de'Vinitiani. $6
in fofpetto d'intenderfi co'l Duca Filippo. 40
fi licentia da' Vinitianij & s'unifce co'l Duca Filippo. 46
fc.alata la Cittadella s'introduce in Verona. 7 5
cacciato di Verona dallo Sforza,& dal Coglione 76
Gio. Francefco Pico milita fotto il Coglione. 206
Giouanni Guardino. 2z_j
Gio. Maria Vifconte prencipe federato, & crudele^amazzato da'fuoi eie
tadini. 15
GiouanMontaldoofFerifce la Rocca di Borgo San Martino in uenciita
alBJrago. 173
Giouan Noce,Scfua vita & morte.
dalla 170
Gio. Pietro Coglione heredita il Caccilo di Bottanuco. 2 47
Gio. Ruggieri Suardo occup Bergamo. . . 6
vende
Tavola,
ucnde Bergamo al Malatefta. j fi
Giouan Simoneta ha portato inuidia nella fua hiftoria alla fama del Co-
glione. ^ 126.129
Giouanni Sforza mcflo in fuga dal Coglione. 1 ^o
Giouannin Vignate Signor di Lodi, 1(5
Giouanni Villani che fcriuadeHinuentionCj&urodcirartiglierie. 120
Giouan Villano condottier di caualli, mq
Giouio hiilorico taflato in due cofc, 1 1 rt
Giulio Martinengo dalla Palata. ^^r
Giulio Ccfarc Martinengo nipote del Coglione hcredita ftabili, 44
Guardino figiiuol di Capigliata, 5
Guerri er Marziano capitan di caualli ributtato dentro di Verona, 60
Guglielmo Coglione uccifo da Giannotto Vifconte. S
Guglielmo da Monferrato molefta lo Sforza fu quel d'Aleflandria, l6p
Guglielmo Paicllo fa Toration funerale del CogHone, 550
Guido Benzoniprgion del Coglione, jgp
Guido Rangon Capitano eccellente. i kJ
manda moleflare i luoghi del Coglione, 1 50
Guidotto figiiuol di Guardino, 9
H

H Alano Cardinal ^Auignone richiede


tenente del Re di Francia.
Hercolc autor della famiglia Cogliona
Hercolc da Efte milita fotto il Coglione.
il Coglione per Luogo-
ji

^05
.9

Honofrio Ruffaldo fatto pri^ion dal Coglione. 150


I
A COBO Celiando Capitan de' Francefi, t^j
I lacobo Martinengo genero
fatto prigion del CogHone.
del C oglione.
i^I
407
lacobuccio da Taranto Capitano di fanteria, ^2
fatto prigione da Dieti SalueLupo. 54
Iacopo Caldora conduce Bartolomeo Coglione a' fuoi ftipendi. 22
rompe Braccio all'Aquila. 25 . va all'affedio di Bologna. 2j
Iacopo Piccini'o nimico di Francefco Sforza, Hi
mandato Carauaggio. II^
ferito in una fattionc Carauaggo. 118
fi ribella dallo Sforza. I44
condotto da' Vinitiani con auttorit pari al Lioncfla generale 15^
accufa il Coglione a' Vinitiani. ^ 54
ricufa la giornara prefcntatagli dal Coglione l6j
fatto general de* Vinitiani, 174
Iacopo
Tavola.
^Iacopo Antonio Marcello Proucditore in aiuto dello Sforza t^ l
Inganno ordito contra Bartolomeo da* Tuoi Conforti. 26
irnardoComenduno& fuarirpofta al Duca Filippo. <58
Ifotta figliuola del Coglione chi maritata, 14 J
quale heredit le fofl'e lafciata, a.j4
L
Eoa fra iVinitiani, e Milanefi contra lo Sforza. 146
Leandro Martinengo dalla Motella, 245
Leonardo Martinengo u co'l Coglione ad aflaltare laValcamonica. 47
Leonardo Veniero amazzato in Milano. 151
Lettere di Filippo Maria al Commun di Rumano nella cattura del Co-
glione. P4
Lodouico d'Angi contra la Reina Giouanna. 1
Lodouico Duca di Sauoiamoue guerra allo Sforza. 15 j
Lodouico Gonzaga abandonato il Padre, pafla a Nicolo Piccinino. 351
riccue humanamcnte il Coglione. 15?
configlialo Sforza nella guerra. 175
u con lo Sforza fopraAfola, l8a
Lodouico Maluczzi fatto caualliere fulle porte della citt nimica, 97
rotto &uinto dal Coglione. l8p
Lodouico Valpergoambafciator del R di Francia, 25 a
Lodouico XI. Rdi Francia inuita il Coglione al Capitanato,& gouer-
no del Tuo Regno, 2.51
Lodouico dal Verme impedir che iVinitiani n pafsin nel Vcronefe. 5 o
Lodrone prefo dal Piccinino. 58

Lotta fra un Carbonaioj& un Daco. *


a 1 5?
M
jg^ AlVag A Caftclloriftaurato dal Coglione, I7
jV/| Mandello occupato d'ai Coglione. 150
JLVXManerbio prefo da' Vinitiani. ^74
Marco Pij milita folto il Coglione. ao
Martincnghi famiglia illuftre in Brefcia. 145
Martinengo ubidifce a' Vinitiani nella cattura di Madonna Tisbe. 157
adornato dal Coglione di due Monafteri. a ia
Matteo daCapuaalprcfidio di Carauaggio, I15
fatto prigione dz gli Srorzcfchi, IIP
fcorrc fu'l Lodigiano. 165
Michel Carrara fa l'oration funerale del Coglione. a 50
Medea figliuola del Coglione oue fepolta. aia
Micheletto Attcndolo general de* Vinitiani. 78
difende Cremona & ricupera a' Vinitiani le perdute cafclla. 96 .97
Miche-
Tavola.
Michelctto foccorrc la Rocchetta al Ponte di Leco i cp
Milaiiefi chiamano Francefco Sforza per lor generale.
^y
moleft ati dal Duca dOrliens, trattano di liberare il Coglione. 5?8
rimettono la guerra all'arbitrio dello Sforza. Ili
fanno lega co* Vinitiani centra lo Sforza. I a(J
introducono lo Sforza in Milano, & lo dichiarali Duca j e a'
Monticelli occupato dal Piccinino, jj
N
NAsciMEN To diBartolomeoCoglione. 6
Natura de' Principi 9
Nobilt della famiglia Cogliona. r
Nicolino Callepio u con prefidio per entrare in Rumano. 15
gouernator deirarmata nel Lago d'ifeo 1 84
Nicolo Guerriero Capitan di caualli, 61
fatto prigione da Dieti Salue Lupo 6^
barattato con Giorgio Cornaro, & rifcoflo. 66
prende il Coglione d'ordine del Duca. p
impedifce la liberation del Coglione. P9
Nicolo Piccinino general del Duca Filippo, rompe Vinitiani ,& piglia
Giorgio Cornaro. ^6
u Callepio, & lo ruina. 4'' 4*
ributtato da Bergamo, occupa alcune torrette delBrefciano,& poi
tornai Milano 4445
u ad aflaltar Brelcia, - a6.
5^
piglia Lodrone, & u a campo Verona. 58.59
fcorre fui Vicentino, &Padoano. 5p
fa un follo grandifsimo & altri ripari contra lo Sforza, ^o
Verona
fcalata la Cittadella s'introduce in .
yj
e cacciato di Verona dallo Sforza & dal Coglione , 'jS
Nicolo Piccinino commette il fatto d'arme Cignano, 78
fatto nimico al Coglione , u per guaftareil Bcrgamafco> & da eflb Co
. glionecimpcdito. 80
palla ruina dello Sforza nella Marca, 8^
rotto dallo Sterza, uiene per dolore morte 8>
Nicolo Quinto Papa offerifce al Coglione il gonfalon della Chicfa, 1 p t
Nicolo Soderini inulta il Coglione ad aflaltar la Tofcana, aoi
Nuouo ftcndardo, & imprefa del Coglione. a 2
j
O
OR CI prefo dallo Sforza.
Oticbon Salimbene Piacentino,
l8c
y
Otto de' Terzi Signor di Parma. 16
A Pace
1 AVOLA,
P
PAcE
Pace
fra
fra i
iVinitiani,& Filippo Maria.
Vinitiani & Francefco Sforza jjo
85

Pace fra la lega, c'J Coglione celebrata in Roma^ jo8


Pandolfo Malatefta Signor di Brefcia, & di Bergamo. 16
Paris da Lodronc, jtf
rompe Talian Forlano, 5 j
Parma, Lodi, Piacenza^ Pauia fi leuano dall'ubidientia di Milane 5>8
parmigiani rimici de gli Sforzefchi. 13'
p^erfuafi dal Coglione fi danno allo Sforza j^i
Parole del Duca di Borgogna honor del Coglione. 2-3'/'

Pafsi antica&nobiI famiglia di Bergamo priuilegiata ^^


Pafqual Malipiero Doge. ipy
<l il bafton del Generalato al Coglione, jpg
Paulo Coglione padre di Bartolomeo. 3
occupa Trei:zo. f5

amazzato da* fuoi conforti. p


Paulo li. Papa dichiara il Coglione General centra i Turchi. 151
Paulo Trono accufa il Carmignola. J4]
P^rfeuallo Coglione racquifta Bartolomeo Martingo Si Rumano, ip
/lon^vol dar Rumano ad altri fin che uiueil Coglione. I 57

Piacentini, & Lodigiani, Paufi,& Parmigiani li leuano dali'ubidic-niia


de'^Milane fi. 98
Piacentini amari a{rai dal Coglione. cj8
Pier Maria Rodo mandato dallo Sforza rompcrcim ponte* 165
Pietro Auoo;aro. 57* ^3
con Ifnardo Comenduno u ambafciatore Vinctia. 6p
Pietro Brunoro daParma prigion del Cogliore , da lui t lafciato hbc-
,
ro. 45
va i foccorrcr la Rocca di Brc in Valcamonica. 1 84;
fcoprc l'agu^to del Cog1ionc,& fugge di Valcamonica. i26
Pietro C^poiio Romano morto Lodronc. 5 7
piet hofpcdalc in Lcrgamo edificato dal Coglione. 2 i
^
pino Ordclatn milita fotto il Coglione. ^c6
pio Secondo ol crifce al Coglione il Gonfalon della Chiefa-. 730
pizzo Bella fio Rocca prcfa dal Coglione, 1 50
Poilcnio Capitano morto Lodione. 5 7
ponteuico c/pugnato dal Coglione. 158.178
pon^oglioprtfo dal Coglione, 80
principi &. lor natura, pa
pj incipi lUuftri che militaron fatto il Coglione alla Riccardin^ 206
Priuilcgl
Tavola.'
l>rlulegi di Federigo BarbarofTa a* Coglioni I
Progenitori di Bartolomeo Coglione, z
R
RELIGIONE & piet del Coglione. ai 2
Reliquie facre di Maddalena l di Lazzaro portate Cono & H u
mano. 214
Renato d'Angi condotto da Fiorentini in aiuto del Coglione. 172
effendo R,adotta & riceue il Coglione nella famiglia d'Angi, 13
RicardonaValuaforimadre di Bartolomeo Coglione, 6
incarcerata. H
Ricardona figliuola del Coglione. 244.
Rinaldo Drefnai Capitan de* Francefi fatto prigione dal Coglione. 108
. in aiuto del Coglione . 1 71

Rifpofte pronte del Coglione. 240


Roberto da Montealboddo Capitan ualorofb, li6
Roberto Sanfeuerino. -
117
Roberto da Tiene prigion del Coglione, 18^
Rohado s'arrende allo Sforza. l8r
Rotta de' Francefi Vercelli, &Nouara. Ij6. & 14I
Ruggierdel Gallo fatto prigion dal Coglione, 150
Rumano, Couo, & Antegnatc aggiudicate dallo Sforza al Coglione. 83
Rumano caftello, nobilitato & abbellito dal Coglione 2 1j
S
SAbellicp u uolca tentone
tal 52
Sanefi richieggono Coglione per lor Capitana.
il
23 a
Santo Vcniero & Giorgio Cornaro proucditori deircifercito. 3 $
Sarca fiume fa il Lago di Garda. 50
Sefcalchi famiglia da chi princjpiafTe. a.j.8
Sforza da Cotignuola Capitano illuftre 1
Sforza fecondo milita fotto il Coglione. aotf
Sforza & Filippo mandati da Francefo Sforza far rluerenza al Coglio-
ne. 221
Sigifmondo MalatefTa prende Crema, 148
Soldati del Coglione dopo la morte di lui militarono 14, anni fenza ca-
pitano. 251
Solza cinta di mura dal Coglione, 216
-Soncino prcfo dallo Sforza. 181
Sorboloingegniero. 56
'Sozzon de' Coglioni priuilegiato da Federigo Barbarofla, i
Stendardo nuouo,& imprefa Icuatad J Coglione. a^J
Stratagema del Coglione centra il Miluezzi, 1
87
A jj Tadeo
Tavola.
T
TAdeo daEfte lafciatodifefadiBrcfcia,
difende Brefcia ualorofamente,
a^
,
Talian Forlano va per combatter Lodrone. r^
rotto da Gherardo Dandoloj& da Dieti Salue Lupo.
57
u ad oppugnar Madcrno. ^*
rotto da Dieti Salue Lupo Madcrno.
54
Tiberto Brandolino fatto cauallier fulle porte della citt nimica. g-t
ftraueftito u nel campo de' nimici fpiare. 1 2 2
Tisbe Martincnghi moglie del Coglione prefa da'Vinitiani con le fi-
gliuole. ^
, 57
da' Vinitiani pofla con le figliuole in libert.
pi i
uicne morte. 242
Tonol
de* Colombi u Perfeuallo Coglione per hauer Rumano
157
Torboli prefodaGattamelata.
54
Tortonefi s'arrendono al Coglione. lop
Trczzo cartello occupato da' Coglioni. <7

tolto a' Coglioni. ^o


Trufardo Conte di Callepio difende Callcpio un pezzo contra il Picei
'
nino. 41
ottiene da' Vinitiani in feudo la giuriditionc di Val di Callcpio. 42
Trufardo Coglione Podeft di Lodi, j
Turturone di Cafal Santo Euafio.
y
V
VAlvasori per fopranome Saiguini j famiglia non ignobile
Bergamo.
in 6
Verona affediata dal Piccinino. 5P
lideratadall'afledio.
74
prefa dal Piccinino & dal Gonzaga. 75
racquiftata dallo Sforza & dal Coglione. 7^
VgolinoCaualcabue Signor di Cremona. j5
Vighieuano fi ribella dallo Sforza. 157. s'arrende allo Sforza 145
Vigoria, agilit, & deftrczza del Coglione. 141
Vinitiani rotti Carauaggio. j 2
V initiani fanno lega co' Milanefi contra lo Sforza. 1 4 (j
guadagnano Crema per auertimentodi Bartolomeo Coglione, J94
contendono di tefori co' Re d'Oriente. 1 9^

tentano di ritrar Bartolomeo Coglione dal palTarc in Borgogna 2^4


Virt premiate dal Coglione, & uitii abliorriti z^t
Voto empio de' Francefi contra il Coglione 138
Vrfinafigliuola del Coglione achi maritata, 445
.' . . , 1 1 F I N E D B L L A T A YO L A
ONDE L'AVTORE HABBIA
tolto ci , ch'egli ha fcritto.

Da' Comentari Latini di Gio. Antonio Cornaz-


zano
Dalle Memorie Giornali di Baldaffarre Zailo.
Dalle Hiflorie Latine di Michele Carrara il Vec-
chio .

Dalle Hiftorie Milanefi del Corio.


'

Dalla Sfortiade di Giouan Simoneta.


Dalle Hiftone Vinitiane del Sabellico.
Dal Supplemento delle Croniche di Fra Iacopo
Filippo
Dalle Orationi Funebri , di Guglielmo Paiello
& Michele Carrara.
Dalle Capitolation5& contratti folenni, di Paci,
Se Condotte Se : d'altri publichi iftromenti
Dalla Fama collante di mano, in manopaffata-
cene.
Da diuerfe note, Se memorie di mano priuata

L'AVTO^
DEL SIG. MICHELE CARRARA,
OVE EGLI ALLVDE ALLA IMPRESA
D'VN DE GLI STENDARDI '. :/'

- - I>EL CAPITANO.
<S^

Vanto M lode quella man, ch'ardita


Prefe0tennefei crin tua Fama.^Gloria >
Tanto k la man fi deue^onde l'Hijloria
Hai dotto Spi'^jdite contejfa, e ordita .

E i con la ^enna ben colta, ^polita.


Loro 5 occhi y &"piume , a Te grido , C^ memoria
T^moua ei torna in luce ogni vittoria ,
:

Che d'Inuidta o Fortuna haueHi in "vita


, .

-Qjj^inci dvn nobdfafto ingombra il core

La Patria che per t Arme ^^ per iTnchioJro


;

Di Figli tal con tutte altre contende


A d arnbi hor Voi di Carit dUonore
y , ^
Temp'vj conpicra : ^ merce homai delvojro
Splendor perpetua chiaritate attende .
W^'^'i'"m

f'^L
L'AVTORE A'LETTORI-

ON ti deur parerJnerchie , ofalj


Darft lode a Cojlm , Lettorgentile 5
Se guarderai dal fondamento humilcy
A^ l'alteT^a de* Gradi ou* egli falfe .

C h'ajfaife,(5'[offer, ckei fid y^ alfe 'y

Ne gi f perde in piuma, od Otio vile j

Chi a Fortuna , ed Innidia ( ^vn par fmile


Di nimiche potenti) anchorpreualfe
V eri) feCaualierdilmor tinto,
Vappella Capitan del tempo antico 5

Et le [u Guerre ^n gioco d'arme finto 5


P iii "volte , Ei pu ben dir, "vidio il Nimico ;

Et pi Giornate ho combattuto , ^^into \

Che tu Spada non hai cinto ^ ^difcinto .


E^:^
S

iiimiiuii
H I S T O R I A
DELLA VITA ET FATTI
DELL'ECCELLENTISSIMO
CAPITANO DI GVERRA

BARTOLOMEO COGLIONE.
* -yr -m]

Libro Primo,
A Famiglia Cogliona;per
valor di quel Prencipe, 8c Capi
tano grande la vitale i
; fatti del
quale pref habbiamo di fcriue
re precipuamente lUuftratafi ;
;

non ha punto dubbio^che el-


ci

la no hauefTe anco innanzi nnol


to alta,& nobile dipende|lza d'origine. Veggonfi
anchor priuilegi d'Imperadori antichi ad orna- ,

ment05& mento di efTa famiglia. DVno de quali


il pi antico hasfi la cfermatione di Federigo II.
ne gli anni I 2 24. Oue Sozzon de Coglioni,(&
aluoi difcendentijC^lj fi vede con ceffo in feudo le

B de
2 Libro
irale la cognitionc delle appellagioni di tutte le
caufe della Citt di Bergamo , 8c del fio territo-

ro .Et haffene anchor memoria prefTo Alberigo


Roiato , concittadmo nollro, Giunfconfiilto an
tico, 8c di autorit reuerenda Leggonfi etian-

dio di prefTo quattrocento anni in dietro , Rogi-


ti ,6<: documenti publichi diindubitatisfima fe-

de Ne quali ad alcuni della loro progenie daC


:

fi non pur titolo di nobile, ma di magno, po- &


tente. Tra quefti noi tj:ouiamo,chevnCarpi-
glion Coglione Tanno , 1 8 2 con la bacchetta
r .

in mano (cerimonia di giuriditione,& dominio)


egli inueftilcevnMafcaro del Piazzuolo , della
met d'alcuni poderi nella Ifola contrada del ,

ctadodiBergamo.Oltrecineiranno [ l8^.
Carpiglione il medefimo,con la bacchetta in ma
nOjCgli inueftifcegli huominidelcomundiCa-
lulcOjTerra della fteffa contrada^del Fodero, del
DiftrettOjdella Caftellanza.dello A MefTerejdel
r Aftoratico, del Tratto , del Trauerfo, d'altre &
fie giuriditioni , &
pertinenze; che cofi di que
tempi fi appellauano Et apprei3b ne viene pei
.

detti, & per altri iftromenti,di tempo in tempo


coftado ; che di quel Carpiglione nacque Alberi
go; di Alberigo meflferGhiialberto Giudice; di
Ghiilberto Galeazzo $ di Galeazzo meffer Ca-
piglia-
Primo. ^
pigliata: al quale trouiamo darfi titolo di nobile,

8c potente Capitano fbtto Vrbano V. fbmmo


Pontefice. DiCapigliata nacque Guardino,
Guidotto ; di Guidotto quel Paulo , detto corrot
tamente il Pho, che fu padre di Bartolomeo Co
glione Leggefi parimente nelle hifbrie del Co
.

rio;che l'anno f zyo.vnTrufardoCoglionejCon


tralavolunt de Milanefi, fu eletto, condot- &
to Podeft di Lodi la qual degnit di quel tem
:

nelle Citt libere hauea autorit fuprema nel


f)o
e leggi , 8c nell'arme . Ma non mancano anchor
pei fepolchri, & per altri luoghi publichi , anti-
quisfime infegne , Se armi , certisfimamente atte-
ftanti la vetuft della ftirpe loro . Et fono flati al-
cuni ;i quali dilettatili delle ftraniere inueftiga-

tioni,dauanti producono Hercole,fegnalato del-


la pelle del Leon da luivintoiin lui volendo il

prencipio della loro geneologia rapportarfi . La


qual cola nel domeftico volgar linguaggio fon-
;

dandomi ;& alla fomiglianza del cognome, <&:


ad alcune mlegne , che tuttauia ic ne veggono, io
difender facilmente , che non fi diiconuenga
Conciofia, che da qualunque gi di quefta fami-
glia feguiua il meftiere dell'armi , s'vs di porta-
re Capi di Leoni intelfuti nelle foprauefte milita
ri . Di qui facendofi quei tali credere, che Co-
B ij leoni,
4 Libro'
leoni da principio fi dinominaflero . Ma longo
andare di tempo, (quale lVfnzaj&pecca del
V0I20 ) Se lappellatione , Se il fignificato loro, di
Coleoni in Coglioni , mutamento hauer fatto
5

Che quelle cofe nondimeno vere fiano ne falle ,

noi lafcieremo nell'altrui giudicio Quando Tap:

prouare;riprouar cofe tali, ella none opera,


che meriti il prezzo Molte cofe nel vero fi nar-
.

rano de gli huomini illuftri lequali , con tutto


j

che vere non fieno, contrapefate nondimeno al-


la gloria de lor chiari fatti ^ ei pare , che tra le ve
rit , congrandezza di quelli fi foftengano
la
Chi mi potr per moftrare, (& fia detto conpa
ce de Latini fcrittori) che Cefare da Giulio Alca
nio , Prencipe de Troiani , difcendefTe per certo
grado di fangue? O
pure Antonio, da Antone,
di Hercole figliuolo il genio ; &
l'mgegno dei-
quale, Se nei veltimenti, Se nei gefti egli fi sforz
iempre di rapprefentare ? Con ragion pari adun-
que (chi feco ftefTo ben confidera)cr,che d'intor
no alla difcendenza de Coglioni habbiam detto,
potrebbe certamente vero efTere altres come non
eiTere. Io nondimeno terrei pi per vero, che l'a-

nimofa iniegna del Leone ,^fufrevn ritrouatodi


quefto Capitano chiarisfimo,perche veggendolfi
tuttaiiia innanzi a gli occhi, elfo ogni hor pi,&
pi
Primo. y
pi s infiammafTe douere nella ferocit, (S:bra-
uura militare agguagliarlo.Comun que ci fi fia^
(percioche l'antichit f lempre d'incertezze pie
na Se nelle co f alte diuerfi appareri concorro-
;

no )quefl:o almeno nella opemone d'ogniuno e


chiarisfimo ; &
dalla autorit de ciuili Annali
approuato la famiglia Cogliona per molti feco
;

li a dietro ftata elTere nella Citt di Bergamo ho-


neftata : Et hora in amminiftrando la Republicaj
hora in efTercitando Magiftrati Se quando tut ,

te le grandi 5 & difficili imprefe^nei turbamenti


delle cofefottoentrando;tuttauiahauerci tra le
prencipali ottenuto luogo honoratOj&graue.
Ma quefte fono coie fuori dell'ordine. Se propo-
nimento noftro . Hauendo io propofto di do-
uere fcriuere la vita , Se fatti d'vn folo di quefta
famiglia , poco fopra a noftri tempi famofisfimo
Capitano Ilquale etiandio che da progenitori
. 5 ,

dibasfisfimaforte egli hauefle tratto originerei


fu pero tale, che & precelTori, Se dilcdenti fuoi ;

quafi vn Sole nel mezzo de Pianeti con lo fplen


;

dor della propria virt baft ad iliuftrare . Et


ben so io,che volendomi pigliare defcriuere tut
to eij che nella Patria, fiiori, &
in pace, Se & m
guerra, egli operafle degno di laude; ella fareb-
be troppo grande imprefa per le forze mie.. Ma
io mi
6 L I B R o
io mi ander reftringendo; guifa di coloro, che
di fpatiofisfimocampo vanno i pi bei fiori fcie^
gliendo,& corona intefTendone. Nacque adun
que Bartolomeo Coglione l'Anno della religion
Chriftiana,mille,& quattrocento ; in vnaTerret
ta delContado di Bergamo, cheSolza da gli ha^
bitanti fi chiama Poco gi dalla quale^nell'altra
.

ripa dell'Adda, fiede il Cartel di Trezzo Il Pa- .

dre hebbe nomePaulo,detto altrimente il Pho ;


la Madre Ricardona,di caia Valuafbri,per fopra
nome i Saiguini ; tra le altre della Citt non igno
bile Padre (che fi dica) non fu di molte facuL
. Il

t rimajf tuttauia pitofto,chc natofi pouero.


:

Conciofia , che le due Caftella , di Solza,& Chi-


^nolo, fuflero gi ne' fiioi beni paterni . Ma eflfb
rbend*animo,&d'induftria auanzante qual fi
voglia patrimonio ben grande Di che affai to- .

fo con Ibmma altrui merauiglia rend proua in


fatti. Conciofia,che di quel tempo,che Gio. Rug

gieriSuardo , cittadino di Bergamo cacciatone ;

Gio. Piccinino Viicon te per mduttione, Se fauo


;

rediPandolfo Malatefta s'era fatto della Patria


tiranno Paulo che con gli altri nobili della par
; ,

te Guelfa, era flato cacciato della Citt dalViC


conte;con proua di fagacit,& d'ardimento gran
de mtroduttofi nella Rocca di 7Vezzo;& caccia-
tone
P RI M O.I
7
tonc il Caftellano , occapolla luogo , : & per na^
tura di fitOjcSc per artificio di ftruttura,fpra tut-
ti altri fortislimoj&inefpugnabile. Ma del mo-
do veramente, con cui Paulo occupafTela Roc-
ca, da gli Autori, ch*io fgu , vanamente fi par-
la: /i Carrara nelle Latine Hiftorie d'Italia feri
II
u che di notte tempo egli l'afTalt , Se prendel-
;

la per forza Il Cornazzano dice, che con fimula


.

to comrtiercio introduttouifi,&vccifne il Ca-


ftellano, & le guardie , occupolla . Baldafifarre
Zailo confefla non fpere in qual modo Trezzo
peruenifTe nelle mani a Coglioni , Gentilhuomi
ni di Bergamo : chetali appunto fono le parole
foe.- Nelle Hiftorie finalmente del Coriohafle-
ne in due luoghi vna mentione fi fatta NellVno :

cio che dell'anno 1 40 f .la famiglia de Coglio^


:

niprefe ilCaftel di Trezzo 5 ma finalmente esfi

tra lorofivccifero: Nell'altro, che hauendo gli


anni auanti Gio. Galeazzo per la importanza ,

del luogo c'hauea doppia fortezza,^: era la chia


;

u di tutto'l fuo Imperio; poftoui due Caftellani;


IVno ilTurturone di Cafal Santo Euafio; l'altro
Ottobon Salimbene, che fu Piacentino Se quefti ;

per grande auaritia hauendo tradito. Se fatto mo


rire il compagno ;& ridutto in f il dominio di
tutta la fortezza 3 &
in proceiTo di tempo , con-
uerfan-
8 Libro
uerfndo con efTo , il Sozzo , 8c Paulo , 8c Pietro
Coglioni 8c fatroui introdur molte armi da.
;

condottieri di vino, modrando^che al5alimbene-


il donafTero per fi fatto
; modo il cacciar del Ca-.
ftello.Quello appunto m ioftanza ne racconta il
Cono Ma perqual fi voglia modo quefto fat-
.

to auenifle; non fipuot veramente maluagitd


d'animo imputare Paulo cofi portando la ma*
:

iigna condition di quei tempi . Ne quali tra ler

due fatti oni, Ghibellina5& Guelfa, atroci, 8c fan:


guinoie diicordie fieramente bolliuano : & di
quella in tutta la Lombardia i Vilconti, di quella
nella Citt di Bergamo i Coglioni eran Capi
I quali oltre a ci grauemente in priuato fi tene-
uanoofFefi dalla cala Vilconta; per la morte di
Guglielmo Coglione, prode & valente guerrie
,

ro. Il quale ne gli anni i ^j^.hauendoperbuon


pezzo valorofamente difeio la Badia di Ponti ta,
contra le genti mandateui daBernab Viiconte,
vendicar col ferro , &
col foco la morte d'Am-
brogio il Figliuolo flato pezzi tagliato da gli
,

huomini di Val S. Martino nella terra di Opre-


,

no Se arrendutofi finalmente a patti fu da Gian^


; ;

notto Vifconte , Capitano di Bernab; infieme


con Lantelmo Riuola 8c Simon de Broli huo-
, ,

mmi egregi nell'arme; contra la data fede YC(.i{b.


Non
Primo. ^
Non manca tuttauia Autore , il qual dica Paulo
,

dopo alcun tempo effere ftato da Gio. Maria Vi-


fconte riceuuto in amicitia Se con iua buona gra ;

tia poiFedu to hauer Trezzo Recatofi fine da .

Paulo quello nobil fatto; iolo fignoreggiare &


potendo, l'huomo d'animo veramente liberale,
chiam Giouanni, Dondaccio,Teftino, Pau- &
lo, di Guardino figliuoli, Se fiioi cugini carnali ;

iquali dalla fattione contraria cacciati allhor del


la Patria , fi trouauano in affai pouero ftato ; a do
uer con effo godere della Iua noua ventura colo :

ro 1 non hebbe compagni d


quali al pericolo ei ,

parte della Signoria riceuendo Ma Doue amo .

re , & ftudio di ricchezze ,


quiui ha materia fm-
pre, Se nudrimento di viti) . Stabilito il poffeflb;
quelli , perche pi liberamente dominaffero , gli
animi ingrati alla violenza,& al patricidio riuol
fero . Et cofi in proceffo di tempo ienza che tra;

loro pur minima icintilla di difcordia appariffe;


fenza cagion veruna di giufto odio ; tacita, & de-
liberatamente mentre egli vn di nella Rocca fi
;

giocaua alle tauole Paulo affaltarono,& vcciie-


j

ro Fatto veramente federato percioche vn huo


. :

mo ftrano Se barbaro per memoria di tanto be-


, ,

neficio,douuto anchor haurebbeno dall'altrui m


giuria difendere . Ma di tanto poi pi federato ;

C quanto
2 Libro
quanto vnottitno loro parente; cotanta fua be-
neficenza icordandofi per cieca cupidigia
;
vo , &
pila di fignoreggiare^con le ftefTe nian loro a pez
zi tagliarono . Ma con tutto che la morte del
Pho fuffe in generale a detti fuoi confrti impu

tata; capo nondimeno, &prencipale autore di


quella fu riputato Giouanni, il maggiore d'et
de 1 quattro fratelli; &
fpra tutti huom d'animo
ambitiofo, & fuperbo . Queft dottorato in Ra-
gione ciuile niuna altra cofa meno,che alle leg
;

gi attendendo ma le ragioni fie tutte riducendo


;

alla fpada il Prencipato,& Dominio di Trezzo


;

folo f arrogaua Et cacciato anchor di Trez-


.

zo rifiut egli fmpre l'amift de Vifconti feque :

ftratofida i fratelli dentro a luoghi forti, che nel


la Val San Martino tenea Difendendo mentre ex
:

vifTe nome di gran capo di parte fnza alcun


; &
figliuolo morendofi Della alterigia Se terribi-
. ,

lit di queirhuomo, hasfi il teftimonio d Vna let-

tera, fcntta per lui di quel tem p, che per lo Pon


te di Trezzo effo diede il pafTo ali eflercito di Fa
cino Cane , contra Pandolf o Malatefta , tiranno
di Bergamo . La qual lettera,dal latino origina-
le fedelmente tradotta, porremo nel fine dellope
ra Talch col miferabile efiempio di quegli in-
.

felicisfimi tempi, imparino di riconofcere i pop


li.
Pr I M O.
^
li, dal gouerno de lor ottimi Prencipi , la felicit
dello flato prefente Et noftri Cittadini appaia,
:

quanto in ie fozza cola, & horribile, & di quanti


mali cagione, fia laciuile difcordia & quanto :

d'altra parte fia cola bella Se amabile & di tutti


, ,

; i beni radice, IVnione ciuile . Manomeflb adun-


que Paulo la moglier dolente tra le lagrime, el
j ,

lutto quafi d'inful corpo del Manto anchor


;

Spirante; col picciol figliuolo prenderono. Et .

perche il maleficio commeffo, lei diftretta tenen-


do, pi lgamente auifaflero douer potere celar-
fi perche pure la Donna conofceflero d'animo
;

fpra il fffo alto 8c grande in prigione


, nei ; , &
ceppi la pofero . O
u lopra l'anno ella flette ad ,

arbitrio de beccai del manto, vita mifera,& catti


u menando A Bartolomeo (quello di cui Icri-
.

uiamo parue loro douerfi per la tenera et per-


)
donare. Sendo nel vero cofa troppo f ozza,&: in-
degna, IVccidere, porre vn Fanciullo in catena;
al quale nella sfrenata licenza d'vna Citt prefa
forza , vn Barbaro vincitore , haurebbe anchor
donata
la vita, Se la libert , Oltre che la iua mi-
fera , Se eflrema fortuna togliefTc loro cagione di
douer dubitarne E
tuttauia anchor fama, che
.

alla morte del padre, Bartolomeo noninTrez-


zo, ma nelle montagne di Bergam.o, prefTovn
a.i.. C 1) Maellro
'^j
2 Libro
Maeftro di Grammatica trouaflefi ad imparar ,

lettere. Parendo pofcia a Cogliom iouerchia ,

. cura, 8c impaccio, tener prigione vna Donna ; &


pofta m
liberta Ricardona ella con Bartolomeo ;

fi ricouer in Solza . Oue Ipogliata di tutti i beni


del manto, co' redditi d'alcun fuo fondo dotale fi
ioftentaua egramente Ma non per ci anchor
.

qui termine hebbero i iioi mali. Percioche la


Fortuna il dolor del manto le traiport ne Fi-
gliuoli . Ella hauea vn altro di maggior et fi-

gliuolo, nome fi Antonio Il quale veggen


il CUI .

do nel Padre Se nella Madre in co tal guila mcru


,

delire Fato s'hauea ( non so come) fuggendo,


il ;

la vita dalle mani de periecutori {erbata Et fot- :

to Giorgio Benzone, tiranno allhora di Crema;


accordando l'animo alla contrattante Fortuna ;

humil conditione prcfo a militare ha-


conafiTai
uea. Qneft alla noua della liberationdellaMa
dre, tutto lieto per douer nuederla nella patria
tornandofi dato di ipia a coloro,che moito il Pa
;

drcgli haueano fu da loro tolto improuilamen-


;

te di mezzo. Se oppreflx) . Che fendo egli giouai-


ne {piritofo, &
feroce, 8c a cui nulla di magnani-
mit veramente mancaua dalla conlideratione ;

di queito,& dalla coni cienza del fallo commosfi;


per leuarlene il Colpetto , continuando la loro
perfi-
P RIMO. f
!J

perfidia lui anchor ammazzarono. A' quella fe-


;Conda orbita della madre, nouo dolore di capti-
uita il aggiunfe Hauea Giorgio Benzone prefta
.

to denari ad Antonio come ucoftuma , conto


,

delioldo La onde laiua morte ientendo; con


.

importunit Se impudenza , poco degna del no-


,

me 5 che egli s'hauea vfrpato di Prencipe folle- ;

citaua, Se moleftaua la Madre , tirandola in giu-


dicio, per la reftitution loro . Ma per la ftrettez-
za delle cole domeftiche mal potendo refifattio-

ne procedere; pi per violenza 5 c^ ingiuria, che


per ragion veruna,Bartolomeo il figliuolo intra-
prefe Et in prigione affai dishonelta il tenne infi
:

no a tanto che con alienatione di parte della do-


,

tematerna egli fi rifcoffe Or qui ie con ci ei


. ;

non fuffe vn interrompere lordine Se propofito


noftroj potrei io di duo dubbi proponere vna
Quiftion non volgare l'vno cio f a dolori del
: ;

la infelicisfima Madre; da tante anguille. Se cala


mit circondata , & battuta ; ei fi agguagliaffe il

gaudio mai della gloria , nella quale vide ella an


chor poi fiorire il figliuolo Percioche ella tato
.

della lua et peruenne che pi volte livide dalla


;

battaglia tornarfi intorniato da' Capitani prigio


ni Se tutto nfplenden te della vittoria; Se del ian
:

guenimico, nel limitare della cala incontrolla,


&
Libro
8c abbraccioUo. L'altro veramente; quale tra que
Hi due pi fuffe, il fondamento di Bartolomeo
humile, la fmmita iuperba. Conciofia, che dal
le immondigie (per cofi dire) dcmefliche^pei gra
di della propria virt alcendendo, a tanto d'altez
zaeiperuenne; che prefTo a potentisfimi Signor
V NIT IA NI la maggioranza fiprema del-
la Imperatoria poteft nell'armi egli ottenne.Ma
quello e ben accidente di confideratione afTi de-
gno Che di coloro i quali gi col ferro la ftra-
: ,

da a Regni,& potentati s'aperiero; tali per lo pi


reggiamo efTereftati iprencipij che iennon co-
;

me miracoli prefTo a pofteri fede non trouano.


Ciro fu pallore paftor Romulo; Camilla cac-
;

ciatrice Mitridate di caia bandito Mario lauo-


; ;

ratore di terra Cefare mezzo mendico


; quelli : &
finalmente, del quale fcriuiamo tra le morti del
,

padrC;, 8c del fratello, abbandonato fanciullo , &


mferuit rimalo. A quel grado poi di grandez
za,& di gloria tutti colloro falirono che ciafcu- ;

no d d'emulatione, & d'inuidia la lor et ilan


esfi,

careno Ma ripigliando l'hiftoria efTendo Bar-


. :

tolomeo dall'eltrema pouert materna raccolto ;


& vlcito gi della puer il fanciullezza,nulla altro
conofcendo effergli hoggimai nmafo, che l'ignu
do corpo, in cui la Fortuna incrudelire potefTe;
Sci
Primo. j
& i anchor veggendo5Come egli fuflTe in et pi
ferma da medefimi vcciditori del Padre ,
, del &
fratello , il pencolo della morte Ibpraftare egli ;

deliber di caia partirli; non per anchor ben cer


to a quale elTercitio ei doueflfe pi tolto appigliar
fi . Ma Vn generolo animo nelle picciole cole la
Fortuna elpenmentare non degna . Perche ril
lutofi di procacciare iua ventura nell'armi, egli
le n and Piacenza. Era lo flato allhora d'Ita-
lia tutto in vna faccia , 8c in vno Ipettacolo fola-
mente di guerra Concio fufle cola che alla
. ,

morte di Gio. Galeazzo Vilconte, primo Duca


di Milano , rimafi Gio. Maria , &
Filippo fuoi fi-
gliuoli nello flato pupilli ; & riufcendo Gio. Ma
ria, il primogenito, Prencipe intanto federato,
& infame ; che egli nudriua, 8c auezzaua ferociC
fimi cani sbranare , & duiorare gli huomini vi-
ui;&:perciper congiura de'iiioi cittadini nel
fiore della fa giouent venendo ammazzato;
alcuni de prencipali delle fue citt; & quelli maf
fimamente, preflTo a' quali -fi trouaua la potefl
dell'armi cominciando infin dauanti, ch'egli fuf
;

f morto ;(percioche era diuenuto ad vna quafi


fpetie d'm&n i &
vilipendio
i ; odio di tutti
, &
i fioi popoli) ma dopo la fua morte con maggior

licenza \ in tanto di nouit , & turbamento di co-


re;&
l6 Li B R p
f ; quello che ciafcheduno
p tea dello flato fiio
viurpandofi hora lun Tiranno con l'altro delle
;

noue giuriditiom, &


confini tra lor contendeua-
no. Filippo d'Arceilo, chiarilsimo Capitano j'

hauea occupato la Citt di Piacenza. Otto deh


la famiglia de Terzi ; huomo ueramente quei
tempi nell'arme ienza paragone terribile ; s'ha-
uea pref Parma Di qua dal P Facino Cane
. ,

in Pauia, Vgolino Caualcabue in Cremona, Gio


uannin Vignate in Lodi, tiranneggiauano. Pan-
dolfo Malatefta eali anchora s'era con male arti
insignorito prima di Breicia 8c poicia di Berga-
,

mo. CciofiajcheGio.RuggieriSuardo poi,che ;

egli hebbe occupata la patria veggendofi impo- ;

tente a difenderlafi contra le forze de' Viiconti ;


la vende a Pandolfo per trentamila fiorini : Et an
datoiene nel Mantouano ad Hoftiglia , quiui fi

vifre,& mor finalmente dishonorato,& pouero.


Giorgio Benzene col ieguito de Guelfi caccia-
, ;

tone i GuinzonijcS: altri della fattione contra-


ria s'era impatronito di Crema. Trezzo , come
;

fopra dicemmo pref da Paulo Coglione; era


,

per la fua morte uenuto in mano a Giouanni ^ Se


fratelli. I quali confederatifi con Pandolfo, guer

re2;giarono alcun tempo, & diedero che fare aC


fai a Vifconti. Dall'altra parte d'Italia, gli effer-
citi
Primo. 17
citi dVna Reina, & di duo R potcntilsimi , ha-
ueano ogni cofa ripieno di guerra Ludouico .

d'Angi venuto con grande armata di Francia


; ;

3c di tutta la Riuiera della Sicilia di qua infigno-


ritofi ; il Regno di Napoli Giouanna;la quale
fuccedendo al fratel Ladiflao li difendea col pof
leiTo; per ragion di adottagione addimandaua.
Ma non effendo ella di forze allui pari alla fp r &
tuna della Maieft Reale non poco temendogli
uicin o R dell'altra Sicilia , Alfonlo d'Aragona
in Figliuolo, & lliccefl ore del Regno adottato-
fi j in lui tutta la podefta , & la difefa rimefTo n'ha
uea Rie euutaAlfonfo adunque in fede la Citt
.

di Napoli 8c de fioi prefidi fornitala con ar-


; ;

mata di diciotto Galee alla difefa del Regno fi


mif. Ma fecondo il vaticinio poetico Nivna f ;

de tra Compagni nel Regno Vinto coftui da .

ambitione, &
cupidigia di regnare; cadde in un
federato penfiero di doucr la madre leuarfi di-
nanzi. La qualeauedutafi delle infidie, luipriu
della adottagione, ma non gi della poflefsione
del Re^no. Erano fi fatti contendimenti le co-
le ridotte; che tutto con violenza, con inganni,
& tradimenti fi trattaua .Et due l'vno ,, l'al- &
tro bellicofifsimi Capitani, Braccio, & Sforza,
haueuano gli Imperi delle genti da terra Li qua .

D il
l8 Li b r o
li anchor che per altro tra lor diicordaffro ; tale
nondimeno era in quefta parte la conuenienza
de gli animi loro che ambidue ad efTempio de
;

lor R alla Tirannide aipirauano In cotale fta .

to adunque delle cofe d Italia per apprendere i j

primi ammaeftramenti della militar diiciplina;


ilette Bartolomeo fotto Filippo d'Arcellojil qua!

dicemmo hauer occupata Piacenza ; leruigi di


paggio da due in tr anni
5 : alla ieruit del nouo
Tiranno facilmente introduttofi, non con altro
mezzo, che col chiaro nome della famiglia. Se
del padre Nella qual conditione, l'ingegno
. , &
l'inauflna , alla et del Garzon preualendo egli ;

ne diuenne iopra tutti gli altri fuoi pari al figno-


re carifsimo. Tuttauia non eftimando elTo longa
mente douerfi nelle cortij&dilicatezze de Prenci
pi le forze ammollire; a pi alte col la robuflez
za della giouent, venuta ch'ella foffe dilponen ,

do egli andaua Ne dopo molto fu l'intentione


.

del giouanetto egregio da molto opportuna oc-


cafione aiutata . Percioche inchinando gi preC
fo gli Infiibri la guerra ;&fattofi hoggimai atto
alle militari fatiche, egli f ne and nella Puglia,
l doue s'era volto, &: fermo tutto lo sforzo del-
l'armi . Era in quel mezzo tempo Filippo Ma-
xiaVifconte venuto creicendo in et , 6c m poten
za.
Primo. jo
za. Percioche efTendo egli ftato alcun tempo in
poteft &iuggettione di Facino Cane; il quale
,

affai parcamente del Fifco gli prouedgMil viue-

re ;& alla morte di Facino; la qual


fl^n nel d
medefimo, che fu Gio. Maria ammazzato tro- ;

uandofi Filippo preflo allui in Pauia, il quale fn


za figliuoli morendofi a Beatricina Tenda /a
moglie lafci tutti i fuoi telori ; & mancando Fi^
lippo di tutte quelle cofe, che gli Sfcbiibgnauano
douer ricuperare lo (lato paterno egli facil- ;

mente s'induffe a pigliare la Beatricina per mo-


glie la quale: , anchor che attempata
, , & molto
per et allui difpari , foipinta da procacit femi-
nile, gli abbracciamenti , le nozze del bel gio> &
uane ambiua Dalla quale riceu Filippo che
. ,

in pecunia, &
che in giie, vna dote d'ineftima-
bil valiente:& oltre ci il fauore, ic2Uto &
dVna fiontifsima militia di tutti i veterani Capi-,
tani Se jfoldati del morto Facino Tra quali prin
5 ;

cipal grado, & nome d'autoi-it, & di valore,


Francefco Bufuoni , detto il Carmignola , tene-
ua con raufpicio. Se armi del quale in breuifsi:.
: ,

mo tempo Filippo, non pur redintegrofsi, ma


grandemente anchor n'accrebbe l'antico domi-
nio : &
furono etiandio i Coglioni cacciati df
Trezzo : la qual cacciata trouiamo in cotal mo-
D ij do
20 Libro
do fuccefTa . Che hauendo il Carmignola per
. molti mefi indarno affediatOjcS: combattuto il Ca
^)0>^^ d/K (^^louanni Se Dondaccio, co gli altri del
.
{\q[Iq
la cala (^^liona ualorofamente il difeft4ffoiii>;
,

& tra l'altre una uolta ulciti con grande animo


ad afTaltare i nimici i quali hauean gi il procin-
;

to elpugnato della uecchia Fortezza; egli auen-


ne , che Paulo di Giouanni fratello , audacifsimo
2iouane lalciatofi da cupidit di uendetta
;
di , &
gloria portare combattendo troppo oltre; iper-
chiato dallo ftuol de nemici ui rimaf prigione
Onde Carmignola , difpettato hoggimai pi
il

dell'onta che del danno, che gliparea riceuere


5

di longa
(i 5 &
pertinace oppugnationc^ dife-
la; fatto ueduta di quei dentro dirimpetto al Ca

Hello rizzare una forca ;& col capeftro al collo


quiui condur Paulo minacciando loro che non ; ;

fi arrendendo tantofto , haurebbe fatto fu gliele

gli occhi impiccare ;,xS:a{pettarfne lor anco il


medefimo fpplicio oue selli fi arrendeffro^pat;

teggiaua , & prometteua loro la ulta, & la libert


non pure di Paulo ma di tutti anchor loro; con
5

un dono apprefTo di non picciol denaio Se con ;

la gratia fopra tutto del Prencipe elsi finalmen- ;

te ; per piet pure , Se per ialute di Paulo accetta- ;

te le conditioni s'arrefro . Debellati adunque da


Filip-
Primo. 21
Filippo i Tiranni; 6c poiate nella Lombardia lar
mi Bartolomeo d et hoggimai di uent'anni traf
;

ferilsi alla guerra come dicemmo di Puglia


, ,

Dicono cHjc apprefentatofi a Braccio per la no-


5 ;

bile indole , & prefgio di futura riufcita nell'ar-


me , ch'egli di le daua in uifta ^ benignifsimamen-
te fu dallui raccolto . Ma non hauendo Braccio
ueduto anchor proua del fuo ualoreueruna; da-
togli per allhora armatura , Se cauallo, nel nume
ro de fuoi Ragazzi lo tolfe Ne Bartolomeo fi f .

punto beffe di conditione fi baffa conolcendo af :

lai bene gli huomini induftri poterfi , per quan-


,

tunque humiliprencipii^ tutti i iommihonori


facilmente far ftrada. Ma ei non indugi per
moltoiltrapafTareacofpi grandi. Percioche
hauendo egli gi dal Capitano, in riconoicimen-
to de fioi menti riceuuto la banda Se diuif mi
, ,

litare della Fattione Bracciefca , ei f n'and Na


poli per le difcordie
j
d'efsi R da continua guer-
ra combattuta , 8c commofTa Sono tuttauia al-
.

tri che dicono ; lui hauere prima grandemente


fdegnato richiedo Braccio licenza: parutogli di
non riceuere grado alla uirt conueneuole La .

quale impetrata; con due partigianette^Tuna in


mano, l'altra m
collo, eflferfi pie partito Indi ; .

quafi egli ailaiTe douer in mare migliorar fortu-


na;
ZI Libro
na;nauigndo pigliar {oldo in Francia j&ui^
cin diMarfiglia da' Goriali prefo j & a Napoli ri
condotto ; & quiui liberatofi fuggendo ; hauer di
nuouopreio militare fotto le noftreinfegne.
Comunque ci auenifle ; fu Bartolomeo da laco-
bo Caldora , Capitano di Guerra il
eccellente ;

quale per la Reina Giouanna ftrmgeua Napoli


d'afTedio prima condotta fatto capo di uenti
;

hu omini a cauallo. Ma poco apprefTo col fuo pr


prio ualore marauiglioiamente egli conferm la
iuainuidioia fortuna. Perciche nelle incurfio-
ni,& depredamenti fatti fopra quel de mmici;
bench poco meno che primaticcio loldatoj per
tale ei fi fece conofcere ; che a pi ueterani merit
compararfi Et prefafi finalmente Napoli
, , & i ne
mici della Reina andadone a iacco;niuno tra fioi
pari u'hebbe , che di fatica , di preda Bartol o-
meo auanzafTe . Quiui lo iplendore della fua uir
tu primieramente apparue : & alle accrefciute rie
chezze noui honori s'aggiunfero . Perciche, ol-
tre a primi uenti , la condotta d'altri quindici ca-
ualli ein ottenne. Egli ftatoanchoruocedinon
ofcura fama ; che la sbarra uermigliatrale due
bianche lifte che di bocca
; alle tefte de i duo Leo-
ni par ch'eica ; m guifa di due lingue , che fian con
giunte in una j ella fu/Te infgna , & impreia j la
quale,
P RIMO. 2^
quale , in teftimonio , Se pegno di confeguito
amore, gli donafl'e a portare la Reina Giouan-
na . Indi pochi giorni ; afTediando Braccio
l'Aquila; ne da' Prencipi Italiani bene intenden-
dofi l'intention di quell'liuomo ; lacobo
Caldo-
ra , per commandamento della Reina fattofi Ca-
pitano del fmmo Pontefice ; l'armi contra Brac-
cio riuolle . Percioche pref ch'egli hauefle l'A-
quila^ tutti poi della coltui potenza a gli flati lo-
ro temeuano EfTendo egli huomo fopra tutto f
.

roce y Se d'animo oltre ogni credenza grande; ne a


l'audacia ne la fortuna mancando
fia la uirt ,

Concio fulTecof; che fndofi egli poco innanzi


accampato a Perugia; Se Carlo Malatefla^cS: Bior
do Capo della fattion nimica^con grande efferci-
to a ioccorrere quella Citt uenifTero efTo con af ;

fai poco numero de fuoi hauea lor rotti Se fcon- ,

ftti . Perla qual uittoria i Perugini difperati d'o-


gni altrui foccorfo, aperte al uincitorele porte,
s, &:la Citt uoluntariamente gli diedero Per- .

che adunque da' noui acquiftiil fofpetto Impe-


rio di Braccio non aggrandifle , gli aiuti di quafi
tutti e Prencipi d'Italia s interpofero . Et con
l'aufpicio del gi detto Caldora tu fotto le mura
dell'Aquila; fuori d'ogni altrui fperanza; fpartoli
i qu^ Se di l molto fangue ; fuperato Braccio

&
24 Libro
&ucdfo. In quefto fatto d'arme; nel quale ha-
uea la Fortuna lecoie quali di tutto il Regno in
un rifchio ridotte & la uirt di
; fu la fortezza,
Bartolomeo conofciuta grandemente chiara & ,

illuftre, Conciofia che pi uolte richiefto dal pe


ricolo j 8c col configlio , 8c con la mano , egli u'a-
dempieffe lufficio ,
quando del Caualiere , 8c
quando del Pedone . Pi uolte uifto d'alcun lato
la battaglia allentarfi; riprendendo, esaniman-
do i loi ipauentati egli lolo la rinfranc 8c ri-
; ,

meflfe Et finalmente mtto una grandilsima pre-


.

da con buon numero di nimici prigioni lieto al


; ,

li alloggiamenti tornofTene Gi per le corone .

& circoli campali in ragionandofi (come s ufa )


;

tra ioldati ; per libera confefsion d'ogniuno inco-


minciaua Coglione ad effere con fomme lodi
il

alzato Quando lacobo Caldora tolto l'afTedio


: ,

all'Aquila con noua ilpeditione approu la cele


,

brit del fuo nome Percioche hauendo il Caldo


.

ra a mandare Gio. Antonio il Figliuol giouinet-


to 5 con parte dell'eflercito nella Marca ; come
quello, che dar fondamento intendeua alla gran-
dezza nel figliuolo affettata la fmma di tutta ;

l'imprefa, &
il gouerno di lui alla autorit di Bar

tolomeo commife Ne certamente rimale il Cai


.

dora punto della fua openione ingannato Per- .

ci-
Primo, 2 r
cicche; poi di molte correrie fatte jfpra tutti que
popoli ;& alcune lor terre 5 gi da Braccio occu-
pate , in dedition riceuute , allui /e ne torn il Co
filone con grandifsima laude . Dopo quefte co-
le; Martino fommo Pontefice; dal precedente f
lice fucceflfo diuenuto pi volenteroso di guerra ;
egli delibero mandare il vittoriofo eflercito So-
pra Bologna la quale hauea rubellato alla Ghie-
:

la. Andatoui adunque Campo lacobo Calde-

ra 8c cinta la Citt di fofsi , Se trinciere ; hebbeui


;

della virt , 8c prodezza di Bartolomeo , parago-


ne. Se teftimonio tuttauia maggiore. Conciofia,
che in tutte le fcaramuccie,& combattimenti;hor
tra Caualieri,& quando tra pedoni trouandofi;ei
non fi vedefle mai punto ne tempo ne luogo ,

mancare. Egli il primo lempre, cne doue la not-


te rifonafTero l'arme nimiche correfle alle ir.ura
Egli il primo anchora,che dado fuori i nimici,ad
affrontare gli andafTe. Et doue meftier fufle d e-
Iporfi notabile rifchio, da nefi!unogiamaifi la-
Ici por piede innanzi Le quali cok, come qui-
.

ui gli accrebbero gloriajcofilodio no gli fciema-


rono altroue Io trouo nel vero tra diuerfi Capi-
,

tani pafTati , molti confimili elTempi di auenimen


ti :ma niun ve n'ha per certo,che quefto,
ctrari
il quale di Bartolomeo tirouo Icritto paragonare
,

E fideg-
^6 Libro
fi deggia : cofi fattamente intrauagliando, & fati-
gancio quello giouane trapafs la fortuna ogni ie
gno. In proua delia qual cofa ricteremo vna Ice
leratezza memorabile Que'medefimi parenti; i
.

quali (come gi dicemmo)il padre^ il fratello a


Bartolomeo hauean morto; come il vider crelciu
to in riputatione , & nome di valente foldato ; co
fi cominciaron d'hauere la fia virt folpetta : Ne
quelle cole, che di luivenian lor rapporte , con
orecchie molto ficure riceueano parendo lor tut :

tauia lentire quella fpada a^uotarfi chehaueffe ;

vendicare vn d nel lor faneue la morte di Pau-


lo. Prelero per tanto configlio di douer infamar-
lo;con ordimento d'vn inganno il pi ftrano,
che mai cadefTe in human ientimento. Cofi il
pi delle volte egli auiene che colui , che t'ha of-
;

felo , non fi rimanga di perfeguitarti come quel- ;

lo, quale riuolgendo neiranimolafaicelera-


il

tezza,pi fi crede hauer peccato; che da qual fi


voglia huomo anchorclementilsimopofla per-
donarglifi. Concertatofi adunque l'inganno^nel
medefimo campo un certo huomo d'arme, loro
cliente , cautamente mandarono : il quale con ifl

facciata temerit,&: audacia fi attribuiua fallo no


me di Bartolomeo Coglione La qual nouella da
.

principio mofTe a rilb alcuni ^ che l'udirono . Ma


per-
Pr M I O. 27
perfeuerando in ci colui pure con maggior per-
tinacia, tutto d una cotal nouella fi riempi i eC
nuouo rapprefentante l'antica fa
fercito quafi di:

uola d'Amphitrione La coia finalmente all'orec .

chie de Capi dell efTercito peruenne Li quali fat .

tifiuenire dauanti 1 duo Rei; che della ulirpa^


tion de nomi lor ragion difendefiero ; dicefi Bar-
tolomeo iorridendo hauer moftro di ci non cu-
rarfi Ulltro allo'ncontro m teftimonio chiamar
.

Dio , Se Santi : & col uifo , Se co' gefli confermar


gridado Bartolomeo Coglione; di quei
; se effere
Paulo, Se Antonio figliuolo Se fratello che da
, , ;

loro conforti ; li quali parte dell'acquifto di


Trezzo riceuuti haueano iniquilsimi fopra tut- ;

ti gli huomini ftati erano uccifi Poneflero ben .

V
;

|>-JCx^r^
mente. Se credeflero, se hucmcUei iuT ne pun- -

';

to auezzo fingimenti menzogne Quello al- , :

tro huom bugiardo , Se da poco : il quale dall'om


bra dell'altrui chiaro padre^ riputatione. Se com-
modo procuraua ulurparfi . Et di quanto e2,li af
fermaua,con licenza de' Capitani, s'ofFeriua di ve
nire in proua di fingolar battaglia : Ne Bartolo-
meo era punto per douer tirarfene indietro . Di
che parea douer efTere difficile il farne giudicio:
guardandofi ogniuno per marauiglia in uifo l'un
l'altro. Quando dalla turba circoftante due buo
E ij ni
28 Libro
ni huomini fattifi auanti d'hauer conoicenza ha
;

uuto de 1 duo padri^de quali tra lor contendeuafi


a voce alta teftimonio renderono. De quali tefti
moni, a ben certificarfi del vero , i Capitani valen
dofi; lettere a Bergamo mandarono Dalla cui ri .

ipofta fcoprilsi lafraude;&giuftificatamente la


uerit trouoflene . Di che gli honori in fmma
&le laudi a Bartolomeo fi accrebbero: Cotanto
humanamte in fi fatta conteia portatjafll^he pref
io tutto rcffercito egli ne contraflTe amore^ gra-
tia L altro incontanente,toltoglifi arme5& caual
.

l3&vietatogli in pena della forca di pi poter mi


litare ; fu con afpre , 8c ignominiof parole gafti-
gato,&: cacciato del campo . Il proceflo di quefta
neramente noua, 8c ftrana querelarlo non pure in
V>I^-^V foftanza ma quafi di parola in parola ho tutto
, ,

dal Cornazzano tradotto Et anchor, che in co-


.

tal modo narrata ella poteffe altrui parere poco


,

uenfimile; hafsi nondimeno credere,ch ei ne do


pure qualche cofa effere. Perche meco ftelTo
ueflfe

peniando come il Cornazzano flandone egli


; ;

forie al rapporto della fama fola; la quale ei iareb


be quafi impoisibile^chedasl longo tempo ella
hauefTe recatogli la uerit del fatto cofi intiera in
tiera,' con l'hauer tralafciatone, pure alteratone^
alcun particolare j egli f ne fuffe moftro fermo-
re
f P R I M O.
29
re meno ueriteuole io mi rifbluo nel credere: che
;

facendofi Bartolomeo condicere, per figliuolo, fi

come egli era, di Paulo anchor che il Padre non


;

fi appellaffe^ne fi conoiceffe per altro,che il Phos


8c hauendone la Famiglia quell'altrOjdiGiouan-.
ni fratello, appellato, Se conofciuto pure per Pau
lo ; il quale poco anzi dicemmo,hauer co' iuoi fra
contro a' Duchi Vifconti guerreggiata la Si-
telli

gnoria di Trezzo; puot facilmte efTere che dal j

la equiuocatione , & conformit de nomi , defTe


quel maluagio huomo fondamento, 6c colore al-
affermando Bartolomeo non
la lua falfa accufa :

effere figliuolo di Paulo. Ma che egli etiandio af-


fermafi^e se Bartolomeo efl^ere quefta falfit ve-
, ;

ramente me par tanto hauere dello fterminato ;


ch'io non so ne come indurlami credere ne con ,

quale difcreto giudicio,da que' Capitani cono-


lciuta,ella fuffepoi gaftigata con fi leggier pe-
na . Ma con tutto anchor quello , ella puot pur
palTare nel preciiomodo,cheilCornazzano la
narra tanto alla temerit,
: & malitia dell'huomo
ciafcuno ecceflb pofsibile In quefto mezzo . eC
iendofi tra il Papa,& Bolognefi le cof compofte^
& tutta la guerra da quel canto uenendo a rifol-
uerfi ; Bartolomeo dell'otio nimico, deliber fot-
te altre inlgne procacciarfi gloria nell'arme
La
^O Libro
La onde quafi diuenuto tra giochi della Fortuna
:pillluftre,a SignonVinitiani con grande ripu-
tatione , & credito fi conduffe Li quali di quel .

temuo con grofsilsino eflercito Capitanato dal ,

Conte Carmignola, a Filippo Maria su quel di


Cremona faceano guerra Hauea il Duca Filip- .

po, per induttione di giouani dishonefti , Se infa-


mi, ch'ei fi nudriua in corte; prelo ad odiare ,&
Sprezzare 8c a uillanamente oltraggiare il
; Con-
te Carmignola . Di che lentendofi egli a gran tor
touilipelo, & ofFefo ; f uggitofi dall'ingratiisimo
Prencipe, s'era fermo in Vinegia . Oue nella con
iultation della guerra ; la quale a preghi de Fio-
rentini moffero Vinitiani Filippo introdotto ;

efTo anchor nel Senato Se per grauemente di-


5 lui
fcorrendofi delle ragioni, Se modi del maneggia-
re la guerra ;& per la fua autorit 1 Padri gran-
demente incitatifi all'arme egli fu da loro con- ;

dotto General Capitano Gi prima anchora il


.

Carmignola moflo dal defiderio concetto dalla


;

fama del ualente huomo hauea ricercato, Se fat-


;

to ogni proua di trarre Bartolomeo fotto le fiie


iniegne. Il quale per non mancare alla fede al-
trui obligata, allerichiefte. Se preghiere di quel-
lo non hauea dato orecchio . Ma hor l'occafione
di fodisfarfi all'un l'altro uenuta y il Carmignola
fuo
Primo. t^i

fo intento ne ottenne ;& Bartolomeo fu dallui


condotto con quaranta caualli Il quale non mol .

topoi deliberatofi di dare al nouo Capitano al-


cun noteuole laesio della iua uirt come di nata ;

ra impigro, Se d'animo infiammato a ratti,ch egli


era fcorf dando
; il guafto fpra il Cremonefe
Et con Ciarpellone da Sanfuermo, Condottiere
illuftre della Sforzefca militia, fcontratofi, Se ue-
nuto alle mani Se con buon numero de iuoi fat-
;

to hauendol prigione carico d'honore, Se di pre-


;

da fi torn in quel di Bergamo. Oviedo fatto tro


uo IO dal Cornazzano lolo attribuirfi al Coglio-
ne fnza altra pi certa elpreisione di tempoi^
: ,

di luogo, nel quale Ciarpellon fulfe prelb . Ma


einon per ci da dubitarne punto: Hauendo il
Cornazzan potuto hauer certa^ Se particolare no
titia di ciafcun fatto, Se pro^reffo di Bartolomeo
Coglione come quel,che non flo tempo di lui
:

uifTe ; ma egli
hebbe etiandio come effo medefi- ;

moattefta; nella Corte di quello per alcun tem-


po ricetto refiendo il Cornazzano allhora fuori
ulcito di Parma Et hauendo egli de fatti di Bar
.

tolomeo dopo la fiia morte Icritto cella in lui u ;

ramente ogni lofpettione Se caufa di adulatione.


,

Et non fideue mai credere, ch'alcuno Icrittore,


qualificato pure,& nobile, temerariamente douef
le
^2 Libro
f attribuire altrui quello ; di che per mille tefti-
noniviuenti;coftandone la verit m contrario;
egli fi potefle riprouar per mendace. Ma il Cor-
nazzano ne iuoi Comentari and fuccinto non
altrimente^cS: riftretto ; come s'egli hauefle ap-
punto intelo di parlar no a' poderi, ma co gli huo
mini Tempre di quella et li quali parte per uedu
;

ta, Se parte per la fama recente eran del pi delle ,

cof, ch'egli fcriuea , inftruttifsimi . Ma tornan-


do l onde partimmo : iui pochi giorni il Co-
glione dalla medefima animofit fofpinto ; im-
j

prefdifare una proua,pi degna di memoria,


che mentre il Car
ch'ella paia di fede Conciofia ,
.

mignola, accampatofi uicino Cremona, giua di


non fnza fblpetto di mala condotta,pro
d in d ,
longando il gire darle afl'alto Bartolomeo, ac- ;

compagnato da Moccino da Lugo da Caual- , &


cabue,ngliuol d'Vgolino gi Signor di Cremo-
na ambidue Condottieri nell'elTercito il qual
; ;

Caualcabue gli daua fperanza d'hauere nella cit-


t intendimento (&fattofi di notte tempo con
;

gran filentio alle mura &


da quel lato , oue egli
;

nauea apportato con men cura da' nimici guar-


darfi, appoggiate le leale primo d'ogni altro con
;

intrepidifsimo animo lal, Se occup la Rocca di


San Luca Vcciione il Caftellano , Se le guardie ;
:

&al
P R I M O,
3^
8c al Carmignola incontanente la noua manda-
tone. Il quale f fecondo l'auifo eglrhauefTe afFrct
tato il foccorfo ^ Cremona fenza dubbio in Pcde-
fla de Vmitiani ueniua , Ma la tardanza di quel-
lo die tempo di ripigliar animo alla Citt , 8c al
prefidio, che uacillar cominciauano . Perche for-
tificando, & riparando i Terrieri di dentro; 8c
con carra, 3c traui ferrando la prefa Rocca di fuo
ri 8c con infinita battitura di Bombarde la mu-
;

raglia rompendo ; &


difperandone hoggimai
Bartolomeo il foccorfo egli fu corretto abban- ;

donarla a'nimicijil terzo giorno poi, che Tha-


iiea occupata . Ogniuno , cui della perduta Roc
ca la fama peruenne, marauigha grandifsima del
Carmignola prendeua Altri nome di lento,altri
:

di timido, & altri di traditore gli daua . La ueri-


t nondimeno prefTo a i pi ne pafsper alcun
tempo incognita Alcuni etiandio credettero
. ;

che il Carmignola per ci s'aften-eifedi mandare


il foccorfo che non potendo hoggimai Thono-
;

re della Citt acquiltata fio efTere egli non ap- ;

pareiTe anchor d'altri . Conciofia , che quell'huc


nioncl partecipar de gli honori fulTefopra tutti
gli huomini'auarifsimo Comunque il fatto s an- .

daise per la nouir.l, 8c importanza del non uano


;

ifpetto 3 fu il Carmignola j ftto inlinta cagione


F di
^4 L I B R O P R I M O;
didouer confiiltare con effo della futura guerra ;

poco appreffb da Padri chiamato a Vinegia.Oue


acculato da Paulo Trono , egli fu coftretto a di-
fender ne i ferri lacaufa di quella 5& d'altre per
ci accresciute iofpitioni di tradimento. Delle
quali effendofi affai male difefo j & per lettere di
fiia mano, & pel teftimonio di Moccino , rima-
nendo conuinto digradatolo del militare Impe-
;

rio 5 il iententiarono morte Et tra le due Co- .

lonne con lo sbadaglio in bocca , ( in contume-


,

lia forf, c&nota; & ludibriofo gafligo della


fua lingua perfida ) gli tagliaron la tefta A' .

Bartolomeo, in teftimonio. Se ricono


fcimento di si egregio fatto, al-
tri ottanta Caualli afTe-
gnarono con fom-:

me laudi infi

no al
ciel portandolnc.

HISTO-
H I 5 T O R I A
DELLA VITA ET FATTI
DELL'ECCELLENTISSIMO
CAPITANO DI OVERRA

BARTOLOMEO COGLIONE.

Libro Secondo.

EcAPiTAToil Carmignola; Se
rimafa fenza Capitano la Vini
tiana Republica 3 a due Proue-
Giorgio Cornaro , Se
ditori ,
Santo Verner , f commeffo
l'eflercito Quelli dando afTai
.

honorato prencipio al loro


Gouerno;nelpa{rar dell'Oglio tollero a Filip-
po Bordolano , Romanengo, Fontanella Se
, ,

Sonano ; caftella su quel di Cremona. Indi anda-


ti ad ali aitar le Montagne jloggiogaron con l'ar

F ij me
'^6 Libro
me la Valcamonica in prima,& poi la Valle Tel-
lina. Oue Nicolo Piccinino.Capitano delle genti
Duchefche,chiamatoui da prencipali della fat-
tion Ghibellina , partigiani a Filippo Se due uol ;

te uenuto co' Vinitiani a battaglia ; egli nella pri-


ma f uinto con gran
danno, Scacciato; nella
feconda aiutato da Montanari che tutti allui
5 ,

s'eran uolti, egli diede a' Vinitiani poco fpra ,

Leco 5 una graue iconfitta Nella quale il Proue-


:

ditore Cornaro con molti nobiliisimi Condot-


,

tieri fu prefo
5 , &
mandato a Filippo Et fi come .

in tutte reipeditionij&imprefe; le quali al Vini


tiano ellercitopoi,che fenza Capitano ei rima-
le , felicemente iucceflero, grande ,& iegnalata
apparue la uirt , Se la prodezza di Bartolo-
egli
meo cofi nella auerfa Fortuna egli s'acquift
; ,

fomma laude d'hauer con Gattanielata, magna-


,

nimamente difefoi Vinitiani fiendardi: rac- &


coltola rimeffo; Se per longa, malageuole &
ftradaiottrattodimario al vittoriofo nimico, il

pi del rotto elercito. La qual rotta intefa Vi-


negia, moiTe i padri affare elettione dVn General
Capitano: Et eleffero Francefco Gonzaga Mar-
chef di Mantoua polle fotto lua condotta tutte
:

le lancieipezzatedelprecellor morto, con altri


fe'cento eaualli. Il quale come infino allhora, di
IHegnando
Secondo. ;j7
i3egnan4p il Generale Gouerno, che poco auanr
ti offerfo gli haueano , temporeggiato hauea Tan

dare airellercito cofi nceuuta la dcgnit del Ca


;

pitanato egli and fnza indugio alla Guerra.


5

Ouep0co poi fopraprelo da grauifsima cura , di


douer le genti dal Bergamafco nel Brefciano tra
,

duder; egli in ci grandemente del configlio , 8c


dell'opera di Bartolomeo fi valfe Conciofia, .

che Nicolo Piccinino ferocifsimo nimico , era


,

venuto ieguendo j& fopraftando loro di tutti e ;

luoghi, ondelor poteflero andar uittouaglie, in-


fignoritofi. Di che hoggimai pi con la fame,chc
col mmico haueano a combattere Erafi il Yin .

tiano effercito fermo prefToBolgaro sterra in


quel di Bergamo, fopra il Cherio fiume Et per .

numero di ioldati , Se per animofit anchor forie


del iuo Capitano , affai inferiore al nimico, forti
ficandofi di ftanza, in ftanza dentro a foisi^cS:
trincee, attendea pi tofto a ritirarfi , & faluarfi
che affare altrui copia di combattere . Ma Nico
lo Piccinino, non pi che due miglia quindi lon-
tano , accampatofi vicino a Malpaga Se manda- ;

to in vn fibito ad occupar M
onticelli ftaua in j

su l'ale apportando, che nel diloggiare il nimico


occafione gli deffe di far bene i fuoi fatti Alla .

nouella di Monticelli occupati , l'effercito Vini-^

tiano
^8 Libro
tiano grandemente commofIb,la mattina per
tempo s'era pofto in arme tra lo ft are , Se landa-
:

re , da necefsitd , Se da timore, ritenuto del pari,(S:


lofpinto . In tanto adunque di diffcult , & di pe
ricolo, molti molte coie fecondo lor opinioni ha
uendo propofto ; tutti finalmente, allopenione
del General Capitano accoftandofi in si fatto-ap^
parere conuennero che di notte tempo, in batta
:

glia quadrata , d Palazzuolo fi conduceflTe l'effer-


cito : Se quindi per lo Ponte fi traducelTe oltre
Oglior&perpiuficuramente andarne, tutti gli
impedimenti, &
le bagaglie, con vna falia mo-
ftra di alloggiamenti, dietro lalciafTero. Tal
che il nimico da cotale credenza ingannato , del-
la loro fuga non fi auedeffe ; Se caminando al van
taggio lor vietafTe il pafTo Il che auenendo, ve
, .

deaene a Vinitiani iopraftare grandifsimo dan-


no Afpettandofi adunque a douer ci efl^equire
.

la commodit della notte Bartolomeo folo , alla


;

comune openione de capi dello efl^ercito oppo-


nendofi , per niente Bonrloda, che a Palazzuolo fi
uada ne che s'indugi notte ne le bagaglie a die
; ;

tro fi lafsino Hor che altro ( dicendo egli } po-


.

trebbe maggior uergogna recare foldato che ;

gli impedimenti che i Padiglioni pei quali fi de


; ;

u fin alla morte combattere j lalciare in preda,&


fenza
Secondo. 39
fenza punto di battaglia al nimico? Pigliane! pu
re tutti noftriarnefi&fenzadarpi tempo al
i

-nimico di uenirne al uantaggio per altra pi cor


,

ta , 8c pi ipedita ftrada muianci a Pontoglip:


Che per di fuomal grado; &fenza ofFela,
la
perdita di pur un ioldato, fiamo per hauere il paf
lo Che quantunque egli inta, per douerne eC
.

fere alle fpalle, che noi ce ne andiamo prima^che


;

a noftri alloggiamenti ei peruenga ; gi ci tro-


ueremo nell'altra ripa del fiume; lopragiungen
done egli anchora, quelli impedimenti appunto,
3c bagaglie , ci torneranno gran commodo che :

CI faranno da fpalle munitione,& difeia ne gli : &


eftremi cafi un'allettamento di preda, atto a te-
nerci da lunge la furia nimica. Piacque al Pro-
ueditore, & al pi de Condottieri & fu lomma-
;

mente lodatO;,& immantinente efTequito l^pa-


rer del Coglione Quando il Piccinino accre-
. ;

fciuto di forze da Ludouico Gonzaga il quale il ;

d innanzi abbandonando Vinitiani,& il Padre,


era allui paffato con cinquecento Caualli; ienten
do la partita, 8c lo infperato camino, che Vinitia.
ni faceano 8c tenendo lor dietro con la caualle-
;

ria fpedita,dilor nel retroguardo un terribile


allalto . Ma mentre egli s'occupa nella preda d al
cune Carrette, &: de pi uili arnefi del Campo;
Tordi-
40 Libro
lordinanza Vinitiana,tuttauia marciando gran
palio , fnza impedimento f ne pafs a Ponto-
giio. I fldati pofcia da tanto pericolo Icolsi co- 5

l onde perfalute dell'efFercito diloggiati s'ara-


no Campo 5 della paura nome impoiro
Et infi- .

noaldd'hoggiuiendaglihabitanti quel luogo


anchor moftro , che! Campo della paura fi appel
ia della prudenza diBartolomeo Coglione tefti
:

&
monio, trofeo memorabile Fu iofpettione di .

molti ; la quale tra per lo trasfugio del figliuolo


& ci 5 che poco appreffolucceffe, grandemente
s accrebbe; che il Marche/e Gonzaga^tenendoie-
greto intendimento , 8c accordo coi Duca Filip-
pOj andafle a camino di lalciare i Compagni ue- ,

nendofi a giornata in preda al nimico Di che


, .

tanto anchor pi di frutto,& di laude , uenne Bar


tcl(9lneo a ritrarre dalluo non meno ardito che,

iagace configlio hauendo egli con eflo , in tanto


:

di frangente , dalle aperte forze di fuori , 8c dalle


infidie di dentro , difefo , &conieruato leflerci-
to. Da indi innanzi gli animi deVinitianis'em
pierono intanto della Speranza di lui , & del ere*
dito nella miLtar diiciplina ; che qualunque coia
nelle dubbie occorrenze ula fufl^e parere impoisi-
bile affarfi , niuno era , che col configlio di lui du
bitalTe non douer poter farfi. Ma quantunque
ogniuno
Secondo, 41
ogniuno quel fatto ammirafle, Se lodafTe; Barto-
lomeo nondimeno dell'hauere al Vmitiano eC
,

ircito la uia della flate aperta ,


per la carit del-
la Patria un cotale rimordimento fentiua La on- .

de a cafi della Citt di Bergamo non poco temen

do ; hauea (enza difefa lafciata,


la quale egli
^ran nfchio di douere del nimico elTer preda e- ;

^li propoie a capi dell'effercito, douer proueder-


fi; perche Bergamaichi fenzaprefidio nmafi, non
fuffero dal Piccinino affaltati, & opprefsi . A'^ pri
ma uoce adunque fu la propofta approuata 5 Se di
conientimento d'ogniuno l'imprela aliai datane.
AndafiTe egli; uedeftej&prouedefle; che le cof
de Bergamafchi , dentro nella Citt almeno, non
riceueflero danno Effere loro affai noto; ci,
.

che il Piccinino non hauea potuto contra l'effer-


cito; douer contra Bergamafchi prefso acquali ;

grande tentare
egli era (lato delufo ; alcuna cof
S'era il Piccinino intanto lenza perder tempo, c
,

minando contra il fiume condotto Callepio:,

operando douergli effer facile ottenere il CafteU


lo, che iopraftante all'Oglio difende quel paffo .;

Et quindi traducendo l'effercito Se tirando Vini ;

tiani giornata; douer riportarne indubitata uit


toria.Ma eghtrou quiui il Conte Trufrdo fi-
gnor del Caftello : Il quale con tutto, ch'ei vedeC
G fele
42 Libro
felecofde Vinitiani inchinate , cS: pofte in ma-
nifetta difHitta ; egli per ci non fi perde punto ne
di fede y ne d animo : Ma contra lo sforzo di fi p
tente effercito^^ la ferocit, &brauura di quel
Capitano terribile^ per pi di uenti giorni magna
nimamente difendendo il paffo Se rattoui mal ca ;

pitaregran numero de nimici finalmente mez- 5

zo abbattuto dalle artiglierie; hoggi mai di &


nefTun profitto al nim ico^ abbandon il Caftel-
lo Conciofia, che in quel mezzo tempo le genti
:

Vinitiane alla faluezza loro prouid.ero , Di che il


Piccinino in di/petto , 8c uendetta egli arf tutto
& ruin il Caftello meli a cui ruina, <& incendio
s'eftima che con tutte le ricchezze , Se arnefi do-
,

meftichi^perdefTe il Conte Trufrdo il priuile-


gio anchora del fio Contado antiquifsimo . Ma
poco appreffo da' Padri ben conoicenti , & grati
di tanta iua fede y & leruitio , allui , & a fuoi di-
fcendenti fu conceda in perpetuo Feudo la giuri-
ditione della nobiliisima Val di Callepio Accet- .

tatoi^'ida Bartolomeo adunque l'eipeditione. Se ca


rico della difef di Bergamo ;&configliando o-
gniuno y che al primo aprire del giorno egli fi po-
nefiS'e in camino fu di nouo egli iol daipparere a
;

tutti^altri difcorde Anzi (dicendo egli) douerfi


.

affrettare la gita nella prima uigilia Non cer* .

tamen-
Secondo. 4:^
tamente alcun huomo il quale non fi fnta alle ;

uolte toccar dentro 8c accorgere , da un certo g


,

nio , fpirito , che lo uogliamo appellare, indoui


no delle cofe a uenre . Ma Bartolomeo Coglio-
ne per (ingoiare Priuilegio di natura, fopra tut-
,

ti i Capitan de fuoi tempi , di tutte le cofe ad aue-

nire pofsibili la prudenza hebbe iempre fida riuc


,

latrice, 8c interprete Hauea preueduto il Coglio


.

ne che il Piccinino perduta nella oppugnation


; ;

diCallepio l'occafione di minare il nimico; di-


{correrebbe pien d'ira predando, guaftando & .

Onde facilmente auerrebbe che incaminando e- ;

gli al foccorlo di Bergamo , cadeffe nelle mani al


nimico 8c con fi poca gente ch'era
: ; la banda fola
de fuoi huomini d'arme, con da trecento fanti ; ui
rimaneffe con danno Perche ingegnofamente .

auilando che auanti, che in uirtfi conuertiUe il


;

furor del nimico era bene affrettarfi egli fi pofe


; ;

prima notte in camino 8c con celerit quafi in- :

credibile fra poche hore entr nella Citt; laqual


fopra tutto nella lperanza,c&:e(pettatione di lui
confidaua . Nel di feguente il Piccinino , fecon-
do l'auifo di Bartolomeo , fcorf dirubando 8c ,

guaftando Contado ;Hauendo a fuoi comman


il

dato che qualunque cof non fi potefle uia por-


,

tare metteflero a foco Talch in un fibito le Vii .

G ij le,
44 Libro
le, &leCaftclla delle Valli Callepia, Trefco.
ria , egli riduffe Ibmiglianza, afpetto d una &
uafta , 8c lpauento(;i lolitudine . Indi icendendo
nella pi baffa contrada ;& occupato Vrgnano,
8c Cologno, con tutte le Cartella di quel tratto di
piano; & uoltofi lungo il Brembo a Ponte San Pie
tro ) egli u efpugn,&: rum il Caftello, che u'era
di quel tempo fortifsimo. Bartolomeo d'altra par
te ; hauendo gli animi de fiioi cittadini ben diipo
fti al difenderfi ; tutto nella cura del fopraftantc
pericolo s'occupavQui proueggendo alle muni-
tion delle Rocche ;quiui diiponendo i prefidii;
altroue le torri , & le mura rift orando ; & di ba-
cingendo nulla perde di tempo
fioni 8c fofsi ; :

interrompendo tuttauia il camino al nimico ;&


necefsitandolo alla efpugnatione di pi d'un paC
fQ..Ilquale fattofi finalmente con l'eflercito alla
parte orientale della Citt 3 & dato un fiero aflaL
to alla Rocca ; ella fu da Bartolomeo francamen-
te difefa : & con tanto fo danno il Piccinin ribut
tatone che egli non fi ard pi tentarla
; . Ma riuol
tofi ad aflTaltar le Montagne ;& trouato anchor
quiuidi montanari armati ; & di pioggie, & neui
(ch'era di mezzo Nouembre)un durissimo incon
tro; diffidando di potere eipugnarBergamafchi
dal Coglione difefi j leffercito contra Breiciani
tra-
Secondo. 4y
tradufTe . Ma feguendolo incontanente il Cogito
nej& premendolo tuttauia^&infeftandolo jo-
gnipoteftdi campeggiare glitoli. Perche la-
droneggiando egli pi tofto , che guerreggiando;
Se alcune Terrette del Brefciano occupate ; Se niu
na cof importante felicemente tentata ; in Mila^
no al iuo Duca torneisene Ma Bartolomeo con
.

lo (turbamento folo hauendo quafi rotto , Se cac-


ciato il nimico y fenza tempo in tramettere li fpin-
i a dare il guafto nella Valle Camonica , Oue
nella Rocca di Gardone duo Coneftabili di fan^
teria nimica al prefidio trouandofi ; fattoui di
molte incurfionij&afsaltijCgli coftrinle il Ca-
rtello ad arrendere :& i due Capitani dichiarifl
fimo nomC; Pietro Brunoro da Parma^ Andrea
Triuigiano , darglifi prigioni A' quali tolto io-
.

lamente arme, Se caualli lalcioUi il uincitore


;

magnanimo del rimanente andar liberi Hauen^

do Bartolomeo Coglione quelle cof magnifica-


mente fatte; Se con preda grandissima ^Se altret-
tanta gloria a Breicia tornatoifene; Vno Amba-
fciatore del Vinitiano Senato trou. Il quale in
nome de Padri infinite gratie rendutegli ; Se altri
cento huomini cauallo alla iua condotta ag-
giungendo del Capitanato di tutta la militia pe-
;

dcllre honorollo Et in quefta.ibprauenuto il ver


.

no,
4^ Libro
no , Capitani riduflero le genti alle ftanze.
tutti i

Allo entraiKlte della primauera nacque diuerf


conditione di guerra Percioche il Marchele di
.

Mantoua lotto infinto pretefto d'eflere hoggi


;

mai latio del maneggiar l'armi s'era di quei d li ;

centiato daVinitiani ; Se poco appreffo icopertofi


lor manifefto nimico Patteggiatofi tra lui ,
: & Fi
lippo di guerreggiar Vinitiani con armi , 8c for-
ze comuni Et togliendofi loro la Citt di Vero-
:

na ella rimaneffe al Marchef Antiprenden do


, .

adunque Filippo nel proueder alla guerra l'in-


teruallo , 8c Ipatio di quella vernata egli ; com-
mand al Piccinino , che tratte le genti in Campa
gna,alla oppugnatione di Brefcia n andalFe Il .

quale accrelciuto di fidaza^cS: di forze per la noua


con federati on del Marchef, che per tuttn iuoi
fini libero paffo gli daua fibitamente fi pof in
;

camino. Haueano Vinitiani dopo la ribellion ,

del Gonzaga dato il General gouerno de gli cC


,

irciti loro ad Erafmo da Narni , detto altamen-

te Gattamelata huomo da porre tra primi di


:

quella et nelle col di guerra. Hor mentre que-


fti non hauendo potuto al potente nimico difen-
;

dere il pafTo deirOglio ; & come inferiore di for-


ze 5 ofTeruando i iuoi progrefsi. Se con prudenza,
Svantaggio campeggiandogli appreffo j giua
quanto
Secondo. 47
quanto eipoteua i fuoi diflegni rompendo; Bar-
tolomeo il quale nel fubito mouimento delle
;

cofe chiamato dalle ftanze, era ito alla difela di


Gouer-
Brefcia di ordine di Francefco Barbaro,
;

natore di quella Citt accompagnato da Gio-


;

uan Conte Se Leonardo Martinengo egli torn ;

ad afTaltare laValleCamonica:La quale Anto-


nio Beccaria Capitano di Filippo pafTando dal- ;

la Valtellina con due mila Caualli haueaa poco ;

anzi corf , 3c occupata . Con coftui venuto pi


dVna volta il Coglione battaglia dopo molta :

vccifion de nimici , lo ruppC;, Se cacci della Val-


le:Et arfui^cS: faccheggiato per tutto, tornoil
iene Brelcia: oue Gattamelata intanto s era con
tutte le genti ridotto Ma pigliando ogni d pi
.

forza il nimico Se per accrelcimento di Soldati ;


;

Se per accefsione di molte Caftella , che temendo


d'effer faccheggiatealluifidauano^&daper tut
te le Ville da nimici infettate la plebe contadina
gran torme nella Citta rifuggendo per la mol- j

titudine della gente che tuttauia v'ingrofTaua


5

ella parea di douer m breue da fc ftefTa affediarfi


Perche tra Magittrati^cS: Capi deireffercito de m
liberatione fi venne che lafciando nella Citt ff
:

fidente prefidio per quale pi ficura via fi poteC


;

f nel Veroneie fi traduceffer le genti . Cofi veg-


gcndo
48 Libro
gendo nella Citta douerfi pi 1 ongamente tollc-
rare lafl'edio: 8c reffercito, conducendofi fuor
faluo, poter a tempo ell'er loro di maggiore pr
fitto . Il prelo partito era da ciafcuno fommamen
te approuato . Ma il p^ardurlo ad effetto ,
quello
altrui diffcile , & quafi impofsibile cola pareua :

efsendo lor dal nimico nelle parti del piano ciafl


cun paiso impedito 8c la uia de monti per mol-
;

te difificult giudicata inaccefsibile . Quando


ftandofi ogniuno in iolpefo , & come nelle cof
difperate 11 fa , ne qua ,ne l rifoluen dofi ; Barto-
lomeo ; al quale il fottoentrare , 6c fbttrarfi a ca-
rico di tanto pericolo, parimente premeua dalla ;

fteffa diffcult del fatto finalmente prelo animo ;

&:con parole grandi ,(&: magnifiche affai facili-


tando fimprel; 8c iopra ie toglido di condurre
faluamento l'effercito; egli ne eccit^ rincor
il Capitano 5 &iProu editori di modo, che tan-

tofto in deliberation ne vennero Et m teftimo- .

nio di quanto nella virt del Coglion confidaffe-


rOjinquellaefpeditioneallui diedero il Carico
di guidar l'antiguardo. E la Citt di Breicia in al
cuna iua parte fituata allalto. Da quel lato , che
tramontana riguarda , va per continoui monti
M
con la agna congiungerii. Di verfo il mezzo
giorno fi va ftendendo al baffo: & quindi fin
Cremona
Secondo. 49
Cremona ha vn longhifsimo tratto di Campa-
gna Hor tutto qaefto tratto infino a Borghi
. ,

della Citt , hauea nimico occupato. Ne alla


il

parte di fopra verun prefidio hauea pofto: Aui-


iando che il naturale prefidio cio la fola a-
, ;

fprezza de monti jdoueile ballare ad impedire


ognipaffojcheVinitiani da quella parte tentaC
fero., Lafciati adunque in difefa della Citt Ta-
deo da Elle con feicento cauallij&DietiSalue
Lupo con mille pedoni 8c di ordine del Capita-
j

no mandatofi auanti Giouan Villano condottier


di Caualli ipiare il camino ;& nella feconda
vigilia tratte fuori, Se difpofte in Ioga ordinanza
le ichierechiudendo lebagaglie nel mezzo Se
; ;

difendendo Gattamelata il retroguardo Barto- ;

lomeo emulo Se concorrente acflknnibale per


, i

douemenofitemea dal nimico Capo ,& guida


;

da gli altri piglio iuperar l'Alpe H primo gior.

no alTai paceficamente caminarono Ma come .

su nemonti pi dentro ialirono cofi ne gli er-


;

rori Se intrichi del camino afprifsimo ad intop-


,

par cominciarono Se fpauentarfi le fquadre


,

Perciochein quelle anguille de paisijper doue


ad vno ad vno l'ioldati poteano appena hauer
tranfito j gli Alpigiani partiali Filippo , alla no
u del paffar dell effercito , con iperanza di vcci-
H fione^
^o Libro
fionCj&di rapina concorfiui gente per luoghi
;

piani Se non piani prefta vgualmente , Se ipedi-


5

ta fopraibndo loro da pi alti balzi, con fozzo^'


;

& Villano infulto ogni cola turbarono Prima .

Spingendo loro addoffo grebani^cSc gran maisi


di pietra, alcuni huomini d'arme opprefTero Et .

dipoi aflalendo il retroguardo , altri pochi nuc-


cilero 5 non perci l'ordinanza rompendo . Su-
perati finalmente tutti i primi pericoli per la chi ;

na del monte in pi aperti campi alla ripa del fiu-


me Sarca fquadre peruennero. Corre quello
le
fiumeafTaigrolTofotto Arco caftello ; qumdi &
egli Icende affare il lago di Garda ; il quale da gli
antichi Benaco fu detto. Quiui il Piccinino icn ;

tendo la partita del Vinitiano efiercito ; hauea


mandato pel L'ago Ludouico dal Verme co buon
numero di ioldati: il quale accompagnato da
gra moltitudine di Montanari della fattionGhi
bellina ;& d'altri ioldati mandatigli dal Vefco-
uo di Trento; nell'altra ripa del fiume s'era po-
ftp m battaglia per difendere il paffo . A' quello
nouo , & aliai duro incontro fi perturb pure al-
quanto , Se commoffefi Gattamelata Ma confi- .

derato, che quiui; come nella prima ialita dei


monti; non hauea luogo iperanzadi tornarlene
indietro j riprefi prima voce alta, Se innanimati
alcuni
Secondo. ^i
alcuni de iuoi,i quali impauriuano; egli comman
Ho al Coglione, che con le iquadre in battaglia
fi mettelFe al guazzo del fiume ; & facefTe impref-
fione nello ftuol de nimici . Il quale con intrepi-
difsimo animo , iprezzando l'altezza , Se rapidez
za dell'acque, con tutta la iniquit del luogo, an-
d ad aflaltarli Et in quell'empito , Se sforzo
.

molti di loro, Se de fioi vccifi, Se lommerfi egli ,

loro mal grado valorosamente pafs in su l'altra


ripa . Indi per tor loro di potergli altro irnpedi-
mento intentare egli ; mand innanzi preoccu-
pare i gioghi monti, l doue per altri luoghi
de'

ilretti nel rimanente della via da pafifar s'hauea.


Et cofi quando delle forze Se quando , dell inge-
gno valendofi per animofit
; , Se configli di Bar-
tolomeo Coglione; il quarto giorno poi del pre-
fo camino l'efiercito Vinitiano in quel di Vero-
,

na fuori d'ogni pericolo fi condulTe Gi non mi .

punto incognito; che Marco Antonio Sabelli-


co,di molta autorit Hiftorico deicriuendo con ;

molta eloquenza quella traduttione d'efiercito;


in tanto ne d ThonoreGattamelatajche non
fa pur mentione di Bartolomeo Coglione Et il :

Cornazzano in contrario s ne attribuifce Bar-


tolomeo ogni laude; come ie Gattamelata non ve
n'haueffe parte Maeglis'had auertire;cheil
.

H ij Sabel-
ti Li b r o
Sabellico IcrilTe prefTo ad ottanta anni poi, che
queftofattoauenne.Etficome in altre cofe fuc-
ceffe nella medefima guerra ne punto meno di ;

quella per la grandezza loro nomifcli talhor ; fi

vede il Sabellico andare tentone ;& oonfeisare


egli ftefso di non hauer potuto cola certa ritrar-
ne ; anchor di facile non eisere bene in-
egli puot
ftrutto d'ogni particolare di quella Nella qua- .

le deuu tuttauia aisicurarfi il Sabellico di non


douer errare gran fatto: dandone l'honore quel
Capitano iotto l'aufpicio Se condotta del quale
; ,

Timpreia eisequiisi Non dira giamai contra il


.

vero, chi della rotta Se prefa del Re di Francia


5

a Pauia, dar tutta la laude a Francefco d'Aualos


Marchefe Capitano in
di Pefcara ; che fu general
quella Giornata: con tutto, che ne il Marchefe
fufse per quello chel Re facelse prigione ne
, ;

mancare anchor douefsero altri Capitani ^ iol- &


dati che con lui concorrefsero di virt Se d ho-
; ,

nore alla fomma di quella vittoria . Et cofi in


ogni fatto d'arme eglinecefsario , che auenga.
Bench i fatti egregi del pi di quei tali (quando
la fortuna alla loro virt non arrida talmente;
che gli conduca,- & innalzi a grado di tanta ec-
cellenza; che ad alcun fedele icrittore paia ope-
ra^che menti il prezzo, l'andar ricogliendoli
per
Secondo. j^
perKonorarne i iuoi fcritti) fi van dileguando,
& perdendo nella olcunta del lor nome appe j &
na tanto reggono Se badano contra la violenza
,

del tempo quanto dura la uita di quei teftimoni,


,*

che ui fi trouaron prefenti tal che l'honor tutto :

Se la gloria ne ritorna finalmente,& ridonda^ co-


me nel mar ciaicun fiume, nei General Capitani
Hora il Duca Filippo alla diipettofa noua dello
iniperato paflaggio , e hauean fiitto i nimici ; giu-
dicando quanto Brelcia fufl^ con minor prefidio
rimala tanto pi douer rinforzarcene loppugna
,

rione , & l'afi^edio ; egli commando al Piccinino ;

che con ogni sforzo combattere quella Citt


n' andafle . Cinle il Piccinino Breicia con ben uen
ti mila armati Se con numero grande di
,'
bombar
de grofsifsime,& d'altre machine belliche la com
batt. Se affalt terocifsimamente da pi parti, Sc
pi uolte . Ma difendendofi egregiamente quei
dentro; Se non pur ributtando gli aflalti ,'
ma ipef
f uolte anchor ufcendo combattere il nimi-
co egli
; fu coftretto abbandonare Timprela la- :

fciato tuttauiabuon numero di loldati a guar-


dia d'alcune Baftie; che egli hauea rizzate pret
io la Citt perche non ui andaffero uittoua -
5

glie . In quella oppugnatione. Se difesa , perde il


Piccinino pi , che duo mila huomini . Et Tadeo
da
y4 Libro
da Efte, &
Dieti Salue Lupo diedero della loro ,

uirt paragone molto chiaro. Se lUuftre Ne Gat .

tamelata , mentre fu combattuto a Brelcia flette ,

punto mdarno Percioche col confidilo ,& con


.

l'arme di Bartolomeo Coglione, panando in Val


Lagarina egli prende per forza. Borgo Ccrua-
; ,

ria Penetra Se Torboli luogo pollo sii nelle e-


5 , :

freme anguille del Lago, contermine a monti di


7 Vento ;&. grandemente opportuno ad aprire il
pafTo delle uittouaglie Brelciani Li quali ha- . ;

uendo gi il nimico occupato Peichiera col pi ,

delle callella polle delira parte di quella Riuie-


ra ; Se con una grande armata ulurpatofi tutto
l'Imperio del Lago cominciauano fieramente
;

intire gli incommodi dell'afledio Et dubitan- .

dofi, che uinti alla fine dalle ultime calamit s'ar-

rendefTero Se fopra il modo del douer lor foccor


5

rere uenendofiprefTo Capitano ipefsi conlul-


il

ti Se tra quanti altri u erano non hauendo huo-


y ,

mo cui cadefTe nell'animo (come cola riputata


,

impoisibile) di douer proponere , ch'ei fimettel^


f nel Lago una armata con la quale , nelle cir-
;

coftanti contrade pan imperio al nimico otteneC


fro; col felice lucceflTo d'un nauale conflitto,
non pure all'amica citt lafTedio leualFero; ma fi-
ne etiandio poncirero tuttala guerra, lolo Bar-
tolomeo
Secondo. ^^
tolomeo Coglione la cui grandezza dell'animo,
;

con la iagacit dell'ingegno, dentro a comuni ter


mini delle cole poisibili non potean capere; per
ultimo, &lommo di tutti i prouedmienti,egli
propole, c&configli ;& per fattibile apprcu;
ch'eifimettefTenelLago un'armata. Animofit,
&prontezzadi militare ingegno neramente mi-
rabile. Percioche non elTendo alcuno; il qualpen
fafle douer potere l'armata tradurli per altra uia
nel Lago, che per quella del Mincio la nauiga- ;

tion del quale , inlieme conPefchiera , fi trouaua


in poreft del nimico; con l'aulpicio, icorta di &
Bartolomeo Coglione, furono a forza di remo
condotte le Galee all'ins per l'Adige, infino al
pie d'un monte, che lopraftante Torboli quel
fiume dal Lago diuide .Indi con artificiofo , Se i
pedito ordigno di rote, &
di funi fecondo l'aui-
;

lo , &
amrnaelframento pur d'efib ; per forza
d'huomini , &
buoi , furono ad una ad una tratte
alla cima del monte dirupato,& fcofcelo. Et quin
di con grandilsimollupore di tutte le genti; (te-
5

mendo grandemente ogniuno, che tanto pelo,


mandato gi per quella erta & afprifsima colla,
,

non cadefle d'alto & facelTefi in mill e icheggie )


,

furono con diligenza calate fpraTorboli &:po ;

fte in acqua , 6c armate * Oue con tr ordini di


'
2roC
^ Libro
grofsifsime traui fecefi loro un frraglio in for-
ma lunata : & nella bocca del fiume Sarca rizzofl
fi un Caftello, Se fermofsi con potenti ripari di-
fefa della armata. Leggefi nelSabellico.della pr
pofta,& condotta di quefta noua armata, tutto
aarfi Thonore non so quale Sorbolo huomo ,

ignoto di Candia Volendo, che quel tale la pro-


:

ponefTe al Senato et che : i Padri a parole di quel


nouo huomo in deliberation ne uenifTero . Ma
egli s'ha pi tofto a credere 5 che quel Sorbolo fuf
f un Ingegniere del Campo ;col quale hauendo
il Capitano comunicato il difTcgno di Bartolo-

meo; et per giudicio anchordeflo trouatol riu^l


{cibile lui propor ne mandafTe le bijfogna al Se-
y

nato Perche alla profefsione dell'huomo in co-


: ;

fa tanto prima faccia imponibile 1 Padri mag- ;

gior fede preftafTero ; con maggior animo l'im


et

prefa abbracciaffero . Talian Forlano intanto j

Capitano di grande ftima ualore prefTo il Du


, &
ca Filippo hauendo del Mantouano et Brefcia-
; ,

no raccolto da due mila Villani con quette,et al- ;

tre genti da pie, et da Cauallo che potean fare vn ;

numero di tr in quattro mila s'era mofso da Pe


, ;

netra Terra ne monti di Trento per gire a com


,
,

batter Lodrone, Caftello del Conte Paris, del no


me Vinitiano amantifsimo. La qual coia lenten-
do
Secondo. fy
io il Magiftrato di Brefcia ; (ci fii Francefco Bar
baro , huomo di Cngolare ualorc) leuati dal pre-
fidio della Citt feicento fanti; Capitano Dieti
Salue Lupo mandollo con Gherardo Dandolo
;

in fbccorlo di Paris . Quelli pafsando per Val


troppia;&:col fauore di Pietro Auogaro accre^
fciuti di gente collettitia; che uoluntariamente le
guiua l'infgneMarcheiche; andarono a trouar
Paris Et hauendo gi ilForlano^per Io Ponte
.

dallui fatto, pafTato il fiume Sarca Se con le iqua ;

dre in Battaglia ialendo uerio Lodrone per l'erta


del monte Paris con Dicti Salue d'improuifo ali
5

faltarono. Se tagliarono pezzi il ioccorfo^ ch'e-


gli hauea lalciato al Ponte. Onde ilForlano;
dallo ftrepito dell'armi , & dalle grida, che di lon
tan s'udiuano, auifato del pericolo de fioi ; riuol
ta l'ordinanza , Se uenendo anchor che
, tardi , al
ioccorfo egli fu da Paris,& da Dieti Salue
; ; come
impetuofo torrente gettato da' monti ioftenuto ;

&
con tanta uirt , franchezza che dopo una lon ;

ga , &
pi uolte redintegrata battaglia, con gran-
de uccifione Se preda lo IconfifTero Rimanen^
, :

doui de nimici , tra morti di pi cliiaro nome, un


figliuol baftardodiTalian Forlano , Pietro Ca-
potio nobile Condottiere, Se Pollonio Capitano
delle genti di Trento; con pi che mille prigio-
I ni :
5"8 Libro
ni : & fuggitoine il Forlano ferito per afpri mon
ti Riua. Apparile in quefto fatto d'arme affai
riiplendente tra gli altri l'opera, Se la uirt di
Dieti Salue quale chiamato dal Capitano
: Il
Torbolijfa pofto a guardia^cS: difei della muni-
tione, & callello ; la cai opera s'era in quel mentre
armata:& Gherardo Dan
fornitala prefidio della
dolo egli anchora al gouerno lafciatoui La qua- .

le armata fecondo il prudentiisimo auif di Bar


,

tolomeo Coglione ulcita poco appreflb del por


,

to; corteggiandola dando ipalla alle terre ami-


che ella allarg. Se aisicur i pafsi delle uittoua-
;

glie di modo , che molto ie ne {oUeuaron Breicia-


ni . Di che in riconoicimento di quefta , Se d'altre
cofc notabili , fu Gattamelata abiente dichiarato
da' Padri General Capitano fbpra i loro efferciti:
& a Bartolomeo accresciuto condotta fin al nu4.
mero di trecento Caualli Se la difefa. Se Gouer^ :

no della Citt di Verona alla iua fede commefTo :

alla qualehoggimai parca, che il pi della guer-


ra s'andaffe appreffando Hauea Nicolo Piccini- .

no poi che fu rotto il Forlano con pi felice fuc


5
,

ceffo combattuto Se uinto Lodrone. Indi volto


,

alla efpugnation di Romano, Caftel lo egli an-


chor di Paris ;& quella indarno tentata; s'era con
le genti condotto su quel di Verona , Due unite
le
Secondo. ^t;

le forze col Marchefe Gonzaga ; & cfpugnato Le


gnago ; fcorle rxc confini del Padouano , 8c del Vi
centino ; & m un quafi corlo d Ca- i uittoria preie
ftel Baldo Lonigo Brendola Montecchio Ar-
, , , ,

cignano, &
Mont'Orio con la Valle diDreisi- ,

nOj&Valdagnor&nelVeroneie occup Soauc


col pi delle Terre lui intorno Perche infuper- .

bito il Piccinino di tanta prolperit , egli mif


campo a Verona . Onde Bartolomeo pi uolte
con tutta la caualleria infchierata ufcendo ad af-
frontare il nimico 8c commettendo ogni d grof
;

ie icaramuccie ne rimale iempre al di iopra ri-


, ;

couerandofene co' fuoi con le infegne lalue, &


Pi uolte per dmerfe porte della Citt aflaltata
le fchiere dentro ordinate con ufcimento forze- ,

uole ipinle addofTo nimici ; li quali non poten-


do foftenerne l'impeto uoltarcn leipalle,ponen ,

do ie medefimi in rotta con la fuga loro Et alcu- .

na uolta gito ad afTaltarli fin dentro gli fteccati,


nportonne il uincitore,& predatore matinani-
mo riprefglia, 8c bottino quando di giumenti
,

& quando di bagaglie . Haueano Vinitiani di


quei d condotto un Capitan di caualli,cheGuer
rier Marziano hauea nome 8c alla difefa di Vero ;

na mandatolo Affine^che ufcendone ogni d Bar


:

tolomeo a combattere la Citt rimanelTe con pi


j

I i
]
forte
o Libro
forte prcfidio. Quefti ueggendo il Coglione dal
continuo moleftare il nimico tornarfne tuttauia
di noni honori fiorendo gonfio di boria^cS: d'am
;

bition militare; 8c tocco d'una ftrana inuidia; (tal


che egli anchorpareflc guardiano della Citt no
inutile) huomo tuttauia d'animo pi imiforata,
che grande; traffe il d ieguente i fuoi fuori com
battere con iperanza d'hauerne confeguire uin
:

ccndo j riputatione , 8c grado a Bartolomeo egua


le. Ma andando egli con ordinanza longa, 8c
mal chiula inconfideratamente a trouare il nimi-
co 8c quello^auedutofi di non douer hauere afFar
;

col primiero, lietifsimamen te la fiia imprefsion


riceuendo ; & mandato innanzi chi lo ferifle da*
fianchi affai facilmente mettendolo in fuga
5
,'
con
perdita, &fangue di molti de luoi fin dentro la
Citt ributtoUo. Trouoisi tra nimici un iolda-
to di iua mano ualente : il quale mxlcolato co' no-
ftri , tuttauia lor ferendo alle ipalle; 8c paffando
dentro alla porta nel calarfi della cateratta, chi
;

fo nella Citt rimale, Coftui ueggendofi tolto


ogni Iperanza d'ufcirne &
fozza cofa pure pa-
5

rendogli il douer prigion darfi , cui egli hauea


uinto ; a Bartolomeo Coglione; ch'era allhor nel
la guardia con quelle Juipplichcuoli parole ri-
;

corie . Ecco me nimico il quale perfguendo il


;

nimico
S I e O N D o. 6i
.
nimico ion dentro quefta tua Citt rinchiufo
Io mi uergogno a douere , di uincitore , ch'io fo-
no, diuenir prigione del uinto. Ne la ragion del-
la guerra , ne la uirt mia certamente il compor-
ta Per a te col quale ho io iempre combatten-
. 3

do perduto io mi rendo prigione contento di si


; :

fatta forte nel Danno che io habbia almen d'ub-


;

bidire a bellicofifsimo Capitano Bartolomeo il . ;

quale dall'altrui humanita^^ grandezza dell'ani


mo , ben fi lafoi piegar lempre, ma foperare non
mai anzi per Dio, diffe egli, ne la tua uirt,nelc
5

tue parole di prigionia fon degne: Anchora che


qui tu nimicheuolmenteuenuto; conofoerait
fi)

il nimico al tuo ualore amico : Niun ti ha prefo >

ne io anchor ti prendo rimanti libero, al tuo


: &
Signor ti ritorna Quegli allhoraftupefattore-
.

ftando alla liberalit dell'huomo inuitto, gli fi


gett alle ginocchia 3c il Capitano inchina-
:

tofij &
prefolo benignamente per mano3
Se donatolo d'una eletta fpada
militare; licentiollo,com
mandando,ch ei fuf
f accompa-
gnato

Campo,
HISTO-
i

H S T O R I
I A
'"'della VITA ET FATTI
DELL'ECCELLENTISSIMO
CAPITANO DI OVERRA

BARTOLOMEO COGLIONE-

Libro Terzo.

Rano le cole de Vinitiani in


taleftato intornoTAdigejquan
do al Lago di Garda f con al-
quanto maggiore felicit com
battuto. Hauea il Duca Filip-
po, dopo la rotta datafi Ta-
IianForlano fopra il fiume Sar
ca mandatogli iupplemento di pi che duo mila
:

caualli: condotti da Nicolo Guerriero, cS: da


Antonio Triulzi con buon numero di Fanteria,
\

guidata da lacobuccio da Taranto , &: Gherardi-


no
TE R Z O. l^

no Terzo . Con quefte genti il Forlano tro-j

uandofi a Sal Se defiderando fare


; amenda de
i riceuuti danni; a tutto potere intendeua a cac-
ciar Vinitiani di Maderno, di Penetra, &Tor-
boli:& hauea gi prefo d'oppugnare Maderno*j
Nella quale oppugnationefacendofi dalVinitia
no prefidio vn gagliardo contrailo; & per la rnol
ta fatica , ch'egli hauea a fuoi data in pi d'vn for-
zeuole aflalto , ceflando per alquanto il combat-
tere; delpoco numero de nimici, ch'iui intorno
hauea, niuna curalo guardia prendendo ;Dieti
SalueLupo, fldato vigilante, intrepido ;eC &
fendo il d innanzi venuto {piando , & diligente-
mente auertendo ladiipofitionej&fitode cam-
pi nimici;& dalla poca ftima^che egli auis di
lui farfi animatofi alla imprefa d'vn fatto me-
,

morabile; comunicato il diffegno con Gherardo


Dandolo, &
allui raccomandata la guardia di
Torboli ; &
apprefTo ordinato col Zeno prouedi
tor della armata che lungo la riua del Lago fe-
;

condando li venifle; egli con un numero eletto di


leicento fanti de fioi mercenari ; Se con alquan-
to maggiore de partigiani, & Guelfi, guidati da
Pietro Auoearo , vici prima notte di Torboli
Et per con gran {icn-
inflite ilrade condottofi
tio lopra Maderno Se nell'aprire del giorno con
;

altif-
^4 Libro
altissime grida fatto impeto ne gli alloggiamenti
nimici prima, che fpauentati dallo improuiio af
;

flto fi metteffero m arme 5 egli ne fece vna gradc


6c crudele tagliata Pure per animoCt 8c pru-
. ,

denza de lor Capitani, tumultuofmcntc,& ioz-


zopra raccolti i foldati alle inicgnc; appiccosfi
d'ambedue le parti vna lnguinol battaglia La ,

quale quafi con cgual fortuna dur iniinoaivc-


fpro . Ma la cauallcria de nimici ; fecondo il ig
gio auedimento del Lupo tra quei luoghi mon-
;

tuofi, &
ftretti grandemente impedita contra la- ;

gilit, 8c preftezza delle fanterie fpeditc , nulla,

f^oco adoprando ; 8c per ci accortamente For-


il

ano, facendo a poco, poco i iuoi ritirar dal con-


flitto, traducefle loro per vna via aiTai ftretta lun-
go la riua del Lago ; Se il Zeno in tanto auicinata
l'armata , con baleftre, & armi da lanciare lor me
leftando da fianchi 8c Dieti Salue da fronte pre-
5

mendo acremente , Se inftando rotti finalmente,


;

8c Iconfitti con grandisfima ftrage n'andarono


Vennero -in mano Dieti Salue pi che 400 de
nimici prigioni :& tra esfi circa cinquanta huo-
mini illuftri Ne quali fii Nicol Guerriero
.

Antonio Triulzi, il Tarcntino, 8c il Terzo. Ta-


liano gi difperate le cole,gettatofi da cauallo ; &
per la ofcurit della notte vfcito di mano al nimi-
co, per
Terzo, 6f
co per vie precipitof ,
;
&
trauer/e a Sal fi riduC
f .A' me non deue rincrefcere ne a vitio impu- ;

tarmifi che lenza interromper l'hiftoria, io vada


;

inferendo nell'opera alcun fatto notabile d altro


finchor della Patria, che Bartolomeo Coglione
Non mi parando di doutr fenza nota dVna quafi
impiet y poter laiciare in ofcuro la fama dVno
Compatriota mio,- per la fua virt degnisfimo di
viuere nella perpetua luce, 8c ricordanza de gli
huoiviini Tacendone io ingratamente,&: foppri-
:

mendo quel tanto ohe mentre non ienza qualche


;

fatica io cerco per alu'o, &


riuolgo le antiche me-
r iOrie, ho trouatone (cx'itto Io parlo di Dieti Sai
.

u Lupo il quale efTcrcitatofi nella fua prima mi


:

litia iotto Facino Caie ; & dipoi fra i Coneftabili


di pi chiaro ncme col Conce Carmignola al iol
do de VinLiani pa/sado;& per molte egregie pr
ne neirarmiacquifLi3tofiprado,& carico di Co-
lonello di Fanti Se appreuo ottenutone il Gene-
;

ralato delle Fanterie ] &


la condotta di cento Ca-
ualli con perpetuo tenore dVna fede collante in-
;

fino all'eftremo leeuendo riVileene Marchelche;


carico d'honore,&: d'et,! :nno l^bV felicemen-
te iluoi giorni termin r dia Patria :conleguen-
do anchor poi morte da' ben grati Signori nella ;

prouifione perpetua, & nelle immunit & eflen- ,

K tioni
66 Libro
tioniconceffea fuoipofteri; vn teftimouio illu^
ftrc del fio fedele fr uitioContinuando adun- .

que l'hiftoria fu grandemente Filippo molefto


;

intire quella noua rotta de foi Maderno : &


fbpra tutto la prel di Nicol Guerriero Capita :

no di tanta eftimationejcS: gratia prefTo quel Pren


cipe che hauendo egli mefler Giorgio Cornaro;
:

il quale^come iopra dicemmo^f prefb nella Val-

tellina ; tenuto pi che fi anni in prigion fcretiC


fima ne Forni di Monza 8c nella pace , la quale
;

tra lui 5 & Vmitiani in quel mezzo tempo ficcei^


f 5 non lo reftituendo fecondo il vicendeuole pat
to co gli altri prigioni; & per ci deliberandoli
Senato fnza la reftitution del Cornaro non efTe-
re fatta la pace ;& con falfb giuramento Filippo
ingannati Padri , affermando il Cornaro efler
i

morto 8c per tale da fuoi,


\ da tutta la Citt fuf &
f pianto hora egli mand loro offerendoli affar
;

cambio del Guerrier nelCornaro. Et con nouaj&i


inlperata letitiade Padri l'offerta accettatafi;fu
meffer Giorgio da' fuoi^cS: dalla Patria tutta,qua-
fihuom riuocato da morte, carifsimamente rac-
colto Et Dieti Salue ricompenfosfi la taglia di
.

Nicol Guerriero con alTegnamento di beni nel


Bergamalco, & Brefciano^per altrui ribellione de
uoluti al Fifco . Era in quefto mentre Vero na da
Nicol
Terzo. (j
Nicol Piccinino, &dal Marchef diMantoua,
ftata combattuta afpramente dal Coglione al : &
trettanto valorofamente difefa . Onde esfi tra le
imprefe di quello niuna veggendone ch'alia For ;

tuna od al nimico fi potefTe dire temerariamente


,

commelTa; delia efpugnatione della Citt difpe-


rati ; lafciatoui parte delle genti all'afTedio \ 8c fi-
nit o d'occupare quanto di qua, & di l dall'Adige
tra Vicenza , & Verona , Vinitiani pofTedeuano ;
facendo incurfioni fopra IVna Citt, Gl'altra;
haueano infino Padoua ogni ccia ripieno di fpa
u nto,(& di guerra Et Talian Forlano il quale
. ;

n vinc itore, ne vinto potea queto ftarfi di nona ;

gente rifatto , con ifcorrerie continue moleftaua


pur anco, 8c tenea affediata la Citt diBreicia.
Nel qual tempo anchor Bergamo era grauemen-
te oppreffo da tutti quei mali , ch'altrui pu reca-
re un duro, & diuturno alTedio . Percioche, an-
chor che non hauefTe eflercito de nimi
alla Citt
ci intorno trouandofi nondimeno in podeft lo-
;

ro tutto il territoro, con tutte le circonuicine Ca-


ftella ; oeni paflb delle uittouaslie in-
fi le n'era

terchiuio che ridottane a quafi eirrema penuria


;

d'ogni ufto alimento , cominciaua dar di boc-


ca cibi immondi &
fchifeuoli Superando ella
, :

tuttauia il fuo crudele infortunio con quella fede


K ij intiera;
^8 Libro
intiera con la quale ella hauea anchor poco anzi
;

di libera uolunt porto il collo al gioep del Vini


tiano Imperio . Tra quelli calamitoii frangenti
Ifhardo Comenduno da Bergamo, oc Pietro Auo
garo da Brefcia huomini nella fua citt l'uno , Sc
;

l'altro d'autorit prencipale iofpinti dalla carit


;

della Patria ; ne lenza difficult , & pencolo ; te-


nendo il nimico ciafcunpaRo occupato quafi in ;

un tempo medefimo uoluntariamente andarono


ambalciatori Vinegia Ma non graui al beni-
.

gno Lettore per incidenza intendere d'Iinardo


Comenduno quefto poco pi auanti. Fu tra Pie-
tro Auogaro Sc I&ardo una congiuntione d'ami
,

ft, Sc di beniuolenza antica, Sc grande La qual .

cofa effendo nota al Duca Filippo ; tofto che egli


lnti parte della citt di Brelcia; per ind ttione
pure, coopera d'efTo Pietro Auogaro hauer ru- ;

bellatogli, Sc datafi Vmitiani ; egli fcriffe al Co


menduno, &pregollo Ch'ei uoleffefar opera
: di
riuocarl'Auogaroalla priftina fede talch egli :

ne ricuperale la atta perduta: promettendone ad


amenduelarghilsimi premi Al quale il Comen-
.

duno che come huom libero, & di fincera bont,


,

fieramente in legreto odiaua il Tirano dicefi cofi ;

hauere accortamente rilpofto : Che infino quel-


l'hora, chcPietro Auogaro, amico , Sc ben leruen
te alla
Terzo. 6<^
te alla Tua Signoria era flato ; dell' Auogaro amicO'
era Itato egli anchora : Ma polcia , che al comune
Signore era Pietro Auogaro diuentato nimico ;
egli anchorhauea fciolto,& rotto ogni legame
d'amicitia con effo Et non che il Comenduno
.

s'inducefTe douere in pr del Duca Filippo alcu


na cofa operare anzi poco dante, eglr Se Conci-
; ,

no il fratello fur de- prencipali autori, che la cit-


,

t di Bergamo abbandonando Filippo , fi com-


,

metteffe alla fede de Vinitiani Da quali hono- .

ratamente ambidue fur riconofciuti 8c lor date ,

prouifioni perpetue Le quali io non so come poi


:

ne lor pofteri fian venute mancando Il Comen- ..

duno 8c l'Auogaro adunquenel Senato introdut


,

ti dimoftrando efficacemente a Padri ilmifra-


;

bileftato delluno, cfeTaltro popolo fupplicaron ;

lorodiprouedimentOj&loccorfo alle due citt


fedelifsime Di che mofsi a compafsione i Padri ;
,

& parte indegnamente portando che l'infoiente ,

nimico, quafiin su le porte, ne gli occhi della &


libera citt guerreggiando infultaffe giudicaro- ;

no l'arrogaza di Filippo douerfi confondere con


accrefcimento d'arme Se con J a condotta d'un no
;

uo Capitano L onde rinouata co' Fiorentini la


.

lega includendoui Francefco Sforza,Prencipe al


;

Ihor nella Marca j lui General Capitan dell'una


Repu-
70 Libro
Republica , 8c l'altra conduflero . Il quale raccol
todituttalaSforzefca militiaun fioritiisimo efl
lrcito ; 8c pel Ferrarefe nel Padouano tradutto-
lo ; & a Gattamelata congiuntofi ; fnza punto
d'indugio per lo Vicentino co tra il nimico fi mof
f : ricuperato tra uia , & faccheggiato Lonigo .

S'eraNicolo Piccinino prefentendo il uenir del-


;

lo Sforza ritirato Soaue Caftello pofto alla ra


; ;

dice de monti tra Verona, 8c Vicenza Et quindi .

infino alle paludi dell'Adige ; per longhezza di


ben cinque miglia con tumultuaria , 8c accelera-
;

ta opera egli hauea tirato , &


cauato un gran fof^
fa. Et dal difopra al Caftello , nella contermine
cofta del monte, oue erano i pafsi pi facili , due
Baftie hauea fatto 8c fermatele con potente dife-
;

f : confidando con s fatti ripari douerfi l'impe-


to reprimere del potente nimico . Peruenuto lo
Sforza alla uifta del foOTo^egli si ferm con ftu-
pore guardando lo fterminato deforme lauo- , &
ro Il qual non paflando , uedeafi in nulla torna-
:

re tutta l'impre^ fatica di tanto camino Perche .

conia necefiitdel gire auanti, egli meicol in-


gegno , 8c forza , tentando d'ottenere il tranfito
Ma non potendo da ueruna parte fnza molto
fngue la uia col ferro aprirfi percioche il nimi- , j

co per tutto l'argine di dentro hauea le fanterie di


fpofte
Terzo. 71
fpofte , che ufrilmente il difendeuano ; a guf di
uinto per alquanto di ipatio rimifc il combattere.
Et ueggendo non poterli il nimico tirare contra
fa uoglia giornata; ne per altra uia,che per
montagne alpriisime , con longo , 8c faticof ca-
mino pafTare Verona ; f ne ftaua con animo an-
fio grauemente, &iollecito. Quando Bartolo-
meo Coglione quefte cof fn tendo & deliberan ;

do con mano adiutrice d'honeftar lo ichernito, 8c


preflTo che infamato uiaggio di quel Capitano
chiarifsimo ; nel filentio della notte, accompa-
gnato di due foli ufcl di Verona. Et prefb una
alta~uolta di malageuolifsima ftrada, per monti
dal nimico remoti^ fcefe gi nella Valle^fopra cui
fronteggiauano le dette Baftie Et con diligenza
.

fpiatone quanto facea meftiero^pafTando fra le


polle de nimici a gran rifchio , apprefntosfi in-
fperatamente allo Sforza A' cui promefTo di mo
.

ftrare il tranfito , egli fu dallui riceuuto come do-


no appunto che Dio gli mandaffe L ordine da
, .

Bartolomeo propofto fu che dopo il d feguen-


, ;

te lo Sforza a San Giouanni alla Rognia; Caftel-


lo pofto nella efTaminata Valle ; con tutto lelTer-
cito hauefle trouarfi . Et effo d altra parte con;

quanto maggior numero di fcielti fldati com-


modamentepotefle dal prefidio della citt con-
durre;
72 Libro
durre; all'hora terminata haueflfe occupato il gio
go del colle fopraftante alla Valle della quale :

egli hauea ipiato la ialita affai facile :& da do-


uer anchor poteruifi ienzadifiantaggiojfacen-
dofi innanzi il nimico , veriire giornata. Fu
quanto Bartolomeo diuis per gmdxcio d'ogniu-
no, quafi tocco con mar:o;& primo Ai tutti lo
Sforza con lietifsima fronte a rouoUo. Ne eli
parue anchor poco vedere il Coglione diipollo
affarfi parte delle forze fua > ri 'vanendo pet la in-
duftria d effohcggimr' libero dVnalonga anfie-
tdeiranimo;molieco{f pi^vCnafpraquelpaf '
^

fggio con iiccrti configli cffaminate 8c difcor- ,

l . Cofi l'ermo adunp;-* , c^:: cotichiufb ; Bartolo


meo pel medvriino giro ( -i via nella Citt tornei^
fi Et liei d f:?.tu.i:o , lecondo lordine pofto ta-
. ,

citamente ambidue ca^.iinando la notte ne dePti ,

nati luoghi peruenr ero. Et gi Bartolomeo; con


vna Iquadra eletta di caualieri. Se fanti dalla Cit-
t condotti occupato il giogo del colle innani- ;

maua al ialireleFar.vCrie,le quali dall'oppofita

parte montauano . Cji.ando dalla Baftia, che gli


era da fianchi, vna b ae inftrutta ordinanza di
Caualli, oc pedoni, impetuofamente vlcendo,
venne ad affai tarlo. Di che immantenente appic
catafivna zuffa terribile j& francamente il Co-
elione
Terzo, yi^

glione infin alla Baftia ributtando i nimi<:i;& il

Piccinino ; il quale fcntita la mofla d^l nimico


con le fchiere in battaglia s'era fatto innanzi ;
mandando fuoi noue Iquadre in ioccorfo ; &c
d'altro canto lo Sforza di s'un picciol colle , ou'ei
s era fermo con tutto l'effercito , rimettendo egli
anchora contra il nimico 3 il fatto d'arme attac-i
colsi ilquale duro per buon pezzo d'amendue le
:

parti {anguinof, &:afpro Ma non fi combatten- .

do per anco ne di qua ne di l con tutte le forze


, ,

& ueggendofene il Piccinino a piggire partito ;


egli command, che fi fdnafle a raccolta : lalciato
allo Sforza libero il pafTo ; & al luogo del conflit
to nome memorabile Hauutofi poi da Capi del-
.

la Vinitiana Republica del fatto contezza 5 le ne


man-nific srandemente il nome Bartolomeo
di :

cotante belle proue, & fattioni di guerra, con tan


ta prudenza , & fortezza dallui imprefe , 8c ior-
nite5marauigliofagratia,& fauore predo tutti
gli ordini della Citt acquillandogli. Et affer-
mando ogniuno impofsibile quelli douer elFer
uinti che lotto la condotta del Coglion militaf-
;

fero che nel comprendere gli auantagri,


: difl &
uantaggi de campi niun di pi intendente ,
, ri &
fluto giudicio di lui conofceuano Niuno che : ,

con pi prefto , & acconcio modo una baicaglia


L ordi-
74 Libro
ordinafle; che ordinata lafFrontafTe al nimico
che affrontatolo , ciaicheduno vfficio di Capic
tano prudente , 8c di valente fbldato adempieue :
che finalmente con maggior coraggio tutte le co-
f affar prendefTe ; 8c con miglior cfiglio fin le
recaffe. Et perche alle debite laudi, debiti pre-
mi anchor feguiflero f per deliberation del Se-
;

nato accrefciutogli condotta , da trecento infi-


no ad ottocento caualli Ottenutofi il tranfito,
.

l'afiTedio fi diffolu di Verona 8c tutte le Caftel-


:

la al d'intorno; che col terror del fuo nome hauea


il Piccinino a ribellare indotte parte voluntaria
;

mente, &: parte coftrette, nella primiera fede tor


naronor^Egli fi conduflTe poi lo Sforza lungo il
Lago di Garda : sforzandofi dalle parti montane
aprire le vittouaglie Breiciani . ue per terra
Se per acqua combattutofi pi volte con varia for
tuna; Se finalmente dopo due rotte notabili IVna ;

al capo del Lago , l'altra preffo Tenna, datefi al


Piccinino incominciarono andar vittouaglie al-
;

la Citta afifediata . Nelle quali tutte impreie non


pure intrauenne , ma con iomma anchor fia lau-
de adoperofsi il Coglione Hora mentre lo Sfor
.

za,con tutte le forze intendeua al fccorio di Bre


fcia; il Piccinino, col Marchefe Gonzaga; per
tradigione d'alcun di quei dentro, & per negli-
gente
u

Terzo, j^
gente cuftodia ; fcalata la Cittadella una notte,
s'introduflero nella Citt di Verona . Di che ue-
nuto noua allo Sforza ; il quale con le genti allog
giate iui intorno , fi trouaua Torboli; Se con
Gattamelata Se altri Capi delleflercito comu-
nicata, & confultata l'importanza del fatto ;&
perfubitano prouedimento,& rimedio ordina-
tofi ] che con gente icielta ei s andafTe tantofto pi
gliar tutti i pafsi, per doue fi potefTe all'amica cit-
t {occorrere; mentre fopra ci tra Capitani fi c-
fulta, Se delibera Bartolomeo Coglione il qua-
; ;

le alquanto lunge da gli altri Se pi di uerlo Ve- ;

rona con la fua banda alloggiaua al primo fen- ;

tor della noua confiderata la grandezza del peri


;

colo di proprio auifmento, Se configlio , cauai-


;

cando con la fia gente d'arme, co preftezza quafi


incredibile hebbe occupato un pafTo fpra tutti
altri importante , che la Chiufa fi chiama Di p :

co mancando, che da Francefco Piccinino, di Ni-


colo figliuolo fattofene la confideratione mede-
;

fima preuenuto non


; fufl^e . Di che certificato lo
Sforza; da quanta cofternatione dell'animo alla
fama dell a perduta Citt egli era fiato abbattuto ;

-ad altrettanta letitia,&: speranza di douerla an-


chor racquifl:ar folleuofl^ene Perche raccolto in- .

continente Tefifercito ; per lo palio da Bartolo-


Li) meo
7^ L I B R o
meo occupato ; il qual valle in quella ifpeditione
compagno con celerit grandilsima
, fi condufle
Verona. Riceuuti per la Rocca di San Felice
, dentro alla Citt, ( che non anchor tutta Thauea
il nimico, occupata ) & con lui magnanimamente
affrontatili ; & dall una parte, Se l'altra combatta
tofi fieramente in pi luoghi con ignominiof fu
j

gaalla fine fuori ne lo Ipmfero j il terzo giorno


poi, ch'egli u'era entrato . Comepofcia lo Sforza,
aitato tuttauia dal configlio,& dallarmi di Bar to
lomeo non oliateli uerno, che di quell'anno heb
;

be afpriisimo ricondotto l'eflercito i monti;


; &
con fofle y(3c ballie afsicurata la uia^che daTenna
a Brefcia conduce affai commodamte prouedef^ ;

f di uittouaglia a Brefciani Et come tornatofi al :

piano Se per lo ponte fatto in fui incio nel Bre


; M
Iciano panando^egli racquiftaffe ci, che gi u'ha
uea il nimjco occupato Et come fuffe ip quel :

mentre, da Stefano Contarini,& Pietro Bruno-


ro, rotta. Se fraccaffata nel Lago l'armata Duche
Ica;& indi efpugnato Riua diTrentoCaflello:
Et come poco appreffo le Citt di Bergamo, &
Brefcia , libere hoggimai dell'affedio foftenuto
tre anni ; in riconofcimento, & grado di tanto be
neficio , mandaffero Ambafciatori iti campo, con
mai^nifichi doni allo Sforza,& Bartolomeo : Et
't come
come finalmente; dopo uari, &(Iiuerfiauemmen
ti, &progrelsi, m quefte, & altre parti, della pre-
inte guerra; nella iomma della quale, hebbe la
uift3& l'opera di Bartolomeo Coglione grande,
& eminentifsima parte mentre lo Sforza in Vinc
;

gi fiftaua confdtando co i Padri ; Nicolo Picei*


nino,fornito di potentiisimo efrercito,improuij[a
mente tornaffe ad affaltare il Brefciano 8c dato :

una grauilsima rotta a Giouanni Sforza pi che ;

duo mila caualli delle Iquadre Sforzefche dentro


di Chiari Caftello faceflfe prigioni : Il uoler io di
tutto ci,& di quanto nella detta guerra degno di
memoria aueniffe; dare altrui piena,cS: particola-
re contezza egli non punto ne mio intendimen
;

to, ne decoro etiandio della prefnte fatica. Nella


quale ballandomi hauer nome pi tofto di priua-
to lcrittore,che di alToluto hiftorico ne mi piace-
;

do inettamente altrui occupare,in fouerchia lettu


ra di cof , difFufamente per altri , & con degnit
trattate doue a ben trarre in Itice
; , & porre altrui
lotto gli occhi, la grauit , &
importanza d'alcun
nobil fatto non mi fia gir bifogno per circoftan-
;

zelontane io menepafler pie ioipeio. Polcia,


;

che Cattamela ta, per lo freddo intollerabile pre-


io in su quei monti per dutofi della gocciola Se
, ;

portatofi a Padoua fra pochi d venne a morte ;


,

C'Ai
o
78 Libro
egli ne rimai ilCoglione facilmente il primo di
autorit 8c di grado tra tutti i Condottieri della
,

militia Marchefca Et in quel nouo, Se fubitano


.

CGcitamento, 8c impeto d arme, che 1 Piccinino


hauea mofl'o; prima, chelVinitiano effercito fi
metteffe in campagna fu Bartolomeo Co2,lio.
;

ne commeflb il gouerno Se carico della difef di,

Brefcia Se Dieti Salue ancora co fiioi fanti


: man-
datoui fopra quella citt uolgendofi di tutta la
:

guerra il pondo Nel qual mentre hauendo lo


.

Sforza co' Vinitiani operato, che in luogo di Gat


tamelata conducelTero Micheletto Attendolo;
Capitano di inueterata efperienza nell'armi ja-
mendue con numeroi effercito contra il Piccini
no fi mofTero Il quale prcfTo Cignano cartel-
. ,

lo dodici miglia daBrelcialontano, sera di ma-


niera fortificato nei campi ; ch'egli non potea con
tra uoslia fua tirarfi combattere : intendendo
con tenendolo bada di fiancare lo Sforza. Il qua
le se chiamato da Brefcia il Coglione; con cf- &
f comunicati i configli della guerra 5 Se auicina-
tofi col due miglia al nimico ;& della
campo
gloria dell'armi , Se dello imperio delle cole dili-
beratofi combattere ; egli and con grande ani-
mo ad aflaltarlo. Attaccoisi un fatto d'arme, che
fecondo quei tempi fiero, (S:Inguinolo fu fpra
tut-
Terzo. 70
Oue il Caualcabue Se molti altri ualo
tutt'altri . ,

rorihuomim perirono :& uhebbe deferiti gran


numero ne : quali furono Troilo , & Fiafco con-
dottieri lllultri della militiaSforzefca. Dur la
battaglia dalla mattina al Velpro fiera, & oftina-
tad'ambedue le parti pure non ienza alcun uan-
:

taggio 5 per lo fito forte del campo, di Nicolo Pie


cinmo Ma loprauegnendo la notte, lun Capita
.

no & l'altro pareggiato honore, Se danno,com


, ,

mand, che fi lonalTe raccolta In quello fatto .

d'arme; per quanto uenne atteftato per udita, &


ueduta d molti che fi trouarono in fatto il Pic-
1 , j

cinino haurebbe lenza dubbio preualfo Se rima- :

fone lo Sforza con qualche rotta notabile: le Bar-


tolomeo Co 2;lione con l'uiata fua animofit,&
prontezza non gli hauefle lauittoria interrotta.
Ilqualejiendogi dal deftro corno fcompiglia-
ta,& rotta l'ordinanza de noftri egli ueduto
3 il

pencolo, di mezzo la battaglia con laiua banda


intiera uelocifsimamente u accorle.
Et quei, che
fuggiuano con lo flocco impugnato opponen-
,

dofi ; Se lor minacciando, che e alla zuffa non tor


naffero , farebbe Prato loro piggior, che'l nimico ;
fatto uno ftuolo di quelli che dalla fuga ei ritraf
,

f ; egli and con effo percotere,& ualorofamen


te ripreffe il finiftro corno della ordinanza nimi-
ca:
So Li b r o
ca:Et laconditione per-lafuauirt fatta eguale
ipicc la battaglia . Hora il Piccinino ^ diuenu-
to al Coglione pi che allo Sforza nimico ; come
colui il quale la prefToche acquiftata uittoria
gli hauea di man tolta indi a pochi giorni
; , dilsi-'

mulando il fiio difTegno 1 eflercito oltre l'Oblio


,

per PonteVico nel Cremonef traduffe Ma Bar .

tolomeo^nel iegretodi lui penetrando, nand


rattamente & con improuiio aflalto egli com-
5

batt ,& uitiie Pontoglio paftbpoco : luogo di


anzi da nimici occupato il quale con un ponte :

abbraccia luna, et l'altra riua dell'Oglio Onde :

a Vinitiani era libero trasdurre nel Bergamafco


Teflercito et opporfi al nimico Imperoche , fe-
, .

condo l'auifo del Coglione, nelsuna uendettapi


graue giudicaua il Piccinino poterfi di cotante of
feie dallui riceuute pigliare j che s'egli hauefTe p
tuto alla patria iua dare il guafto . Et cofi il rima
nente delle Ville , et campi di tutto! pian Berga-
mafco allettato dalla dolcezza anchor della pre
;

da egli era per douer difrtare Ma come noua


; .

gli uenne della pr^lura di Pontoglio cofi ueg- ;


gendo ogni iua iperanza andarne per camino tra


uerlo dicefi, che tutto accef
; d'ira, in maledicen-
do Iddio , & fanti , egli non feru ne modeftia, ne
modo ; Et pel medefimo pafTo fi ritir nel Bre-
iciano
Terzo, 8i
(ciano. Di che manifefto apparuc il prcuenimeti
to animof, &
fagace di Bartolomeo hauerlo dal
luo crudele difle^no ch'era di douer dare Ber-
;

gajnafchi il guaito ; impedito, Se ritratto . Ma


Fi-ancefco Sforza , il cui animo di cia{cuna proua
di Bartolomeo Coglione marauiglioiamente fi
fodisfaceiia^diliber non mancare all'occafione
Gontra il nimico peftatagli ; il quale della fua fpe
ranza ingannato ;pafeua vn cotal mezzo impi-
grito s&haure ad ai dimeflb della vita brami-
rai Polle adunque in arme, ordinatele /qua- &
dre; & per lo ponte dal Coglione occupato nel
Bergamalco palTando; Martinengo , Caftello
allhorde nimici, accampoisi; con quelle ftefle
armi il Piccinino imprudente alTaltaiido con le ;

quali eflo indarno a prudenti hauea tentato far


danno Pcrcioche da per tutto abbruciando ,
, &
guafiando guiia d'impetuoi , oc crudele tem-
;

pefta; con grande fragore j&ftrepito d'arme f-


pra quei dintorni fi fpari ftringendo tuttauia,
:

oc combattendo il Caftello Se gi tanta parte di


:

mura con le bombarde un


abbattutone che con
;

forte afialto parca douer effer facile entrarui .Ne


di quefta imprcfa; la quale parca douere allo Sror
za partorire gran gloria; percioche dalla eipu-
gnation del Caftello pendea la diffolutione del-
M l'alTe-
8z Libro
rafTedio di Bergamo 5 alla quale Coglione fo-
il

pra tutto mtendea egli non


j fi fdegn di palcf-.
mente Bartolomeo autore appellarne. Concio-
fia, che ad udita di tutto leffercito gliene deflc

magnifiche lodi atteftando , che douunque il Co


:

glion fi trouaflc; quiui ctiandio la uittoria con


una certa fauoreuole inchination di Fortuna {co
fteflo tirarli . Ma il Piccininoper non dar cre-
;

denza d'haucre lautorit , Se le luccof abbando-


nate del tutto; gi ripaflato rOglio,era ad ac-
camparli , Se fortificarli uenuto quanto un tiro
d'arco preffo al campo m'mico Onde facilmen- .

te poteuiconoicerelaudaciaollinata di duo Ca-


pitani , concorrenti a uicendeuole ruina ,* mentre
l'un pi dell'altro moftrando 1 obfidion mlipen-
dere ; intendca a uincerepi con la fame, che con
l'arme il nimico Ma intanto , che lo fpatio Bru-
.

male in contendimenti di lessieribattaslie con-


lumauano tu ; tra Vinitiani j & Duca Filippo le-
gretamente praticato di pace . La indebolita po-
tenza di quello 5& laRepublica di quelli j tra le
procelle della guerra longamente agitata ; pat-
ti di quiete, & pace facilmente conuennero. Et
fcnza iaputa di Nicolo Piccinino, fu Francefco
Sforza j di comun confentimento , eletto giudice.
Se arbitro al terminare , Se componere d ogni lor
difFe-
Terzo. 8^
differenza . Di che finalmente Tun Capitano al-
l'altro rimifc lafledio Se la Italia tutta : per la pa-
ce allargofsi che iegu nell'anno [44/., all'u-
: il

fcita di Luglio Nella qual pace a Bartolomeo


.

Coglione aggiudic lo Sforza, Rumano, grofl


foy Se nobile Cartello in quel di Bergamo ; Se Co-
uOj&Antegnate, altres due buone Callella su
qucldi Cremona. M
a Niuna cofa mai tra duo pa
ricon difuguale bilancia per alcun fi pondera;
che Tun d'eisi col tempo non f ne ninta. 11 che
poco poi nel Piccini no fi uide Percioche prefTo .

tutte le genti , che marauigliate reftauano d'una


tanto inlperata, Se fi iubitana concordia, lnza
poi ne interuento ne participatione purd'elso,
5

per autorit, Se col mezzo del lio nimico lgui-


douer rimanere con non picciola l-
ta ; gli parea
Ipettione , &
macchia della lua degni t Quella .

pace adunque per lo Piccinino non fol poco ho- ,

nefta,ma in tutte le cole etiandioincommoda;


necefsitoUo ad irrompere, pieno di indegnatio-
ne , con la guerra altroue Che diffidando pote- .

re tra detti duo potentati lo ftabilito accordo if-


loluere a diftruggimento , Se ruma dello Sforza
;

egli pafs nella Marca . Dicefi nondimeno il Du-


ca di Milano al cofcui difTegno legretamente fa-
uore hauer dato . Non gli diipiaccndo di uedere
M ij lo
?4 -^L liB Rlb
loSforza, reprimerfi tiittauia pi tollo che op-
-primerfl Il quale con. grofsifsirtio effercito
.

-
tantofto fguendo nimico; fu Bartolomeo dal
il

jnedefimO' Filippo; perche Tvn non haeffe


ruinar laltro; di tutti i Capitani d'itp.lia elet-
to per terzo : &
dal foldo de Vinitiani con
vna banda di mille cinque cento
fioritifsima
caualli a fuoi ftipendi condotto: per douere
nella Marca mandarlo Moffe Bartolomeo ad
.

acconciarli col Duca un giuftiisimo iBegno


caulatogli dal Proueditore, che f Gherardo
Dandolo: huomo neramente di ualore per al-
tro: ma di coftumi alquanto duri, Se afperi.
Quefti hauendo d'ordine del Senato; come s u-
fa tempo di pace; caffo al pi de Condot-
tieri, cui tutte, cui parte delle genti loro; &
lalciatofi intendere di douere al Coglione fare
ilmedelimo; non potendo ei fofferir d'afpetta-
re cotal nota neramente indegniisima di tanti
fuoi meriti ; & gitofne risentire col Dando-
lo ; Se non pure infiftendo nel difendere le ra-
gioni intiere della fa condotta; ma dimandan-
do etianxJio , Se inftanda, che gli fi pagaffero
34 milia ducati allui debiti de paffati ftipendi j
<loue altri compiaciuto s'haurebbc dell'animo-
f, &.confid ente baldanza, & della ibi da tefca li-

cenza
Terzo. 8f
cenza di quel Capitano ualente;ei fi non puot
ilDandolo della fua natura /cordare npigliani :

done Bartolomeo, Se aipreggiandolo con parole


uilipendiofj&luperbe. Le quali penetrarono
troppo altamente in quel generofo animo si : &
lo difpettarono che poco poi licentiatofi , egli
;

s'acconci con Filippo Onde il Generalato del-


.

la pedeftre militia, per la partita del Coglione va


cando , hebbe Dieti Salue Lupo Ci f l'anno
.

1 44 3 Nello entragft del quale and Bartolo-


meo con bella,& grande compagnia a uifitare il


-Duca in Milano.Il quale non hauendol pi vifto,
^lo riceu con ogni ipetie di carezze d'hono- , &
re Proueggendo di publica ipeia a tutta la fiaFa
:

miglia ;&fpeHeuolte a f conuitandoloj&per


longhe hore m icreti parlamenti tenendolo Do .

noUi il liberal Prencipe Cartello Adorno su quel


di Paula ad habitatione,
: & ftanza (dicea)di Ma-
donna Tisbe la moglie: alla quale egli mand
anchor donando alcune gioie di prezzo Condot .

tofi adunque il Coglion nella Marca in mez- ;

zo ad amendue gli efferciti del Piccinino, Se


,

dello Sforza fi ferm in Sinigaglia


, Hauendo .

da Filippo iecreti contrafgni hauutodi lettere,


da non douer prima, che con efsi ilrichiamalle,
di col partirfi Et ne commandamenti; che hora
:

oppo-
^6 Libro
opponendofi loro; & hora a bada tenendogli ; af-

frenafse la ferocit de lor animi infino attanto, :

che con altri mezzi que turbamenti iiquetaisero.


Mentre Bartolomeo adunque fii lorioprailante,
quelli temperaron dall'arme Ma come il riuo-
fi .

c Filippo ;cofi dalle fune de lor combattimenti


grande perturbamento Se (compiglio di tutte , le

cof iucceise . Pcrcioche lo Sforza prefso Monte


lauro ruppe Nicolo Piccinino Et Francefco il fi- :

gliuolo anchor poi , lafcillH) per lo partir del Pa-


dre 5 ( hauendolo dopo la rotta a ie chiamato Fi-
lippo) opportuna preda all'armi del iagace ni-
mico fu dallo Sforza med efimo rotto , 8c ^vcCSfg^
;

Mont'Olmo . Di che il Piccinino cadde in taato


cordo^lio 5 ch'egli ne ammal, fra pochi d mo &
nlsi in Milano Quafi ne medefimi giorni prefl
.

io Bolognefi noui mouimenti di guerra fufcita-


rono . Da quali appareua ; le il lor nafcente foco
non fi eftinguefse tantofto minacciarfne al Du- ;

ca Filippo grauifsimo incendio. La onde, come


rimedio tutti i pencoli pretto , fu Bartolomeo
dal Duca con mandatoui. Il quale in
efsercito
una ftate con uittonoie armi dom quella natio-
ne talmente; che fra le Citt d'Italia per la loro
potenza folpette , nefsuna altra poi trouofsene
per longo tem.po pi queta Dopo quella uitto- .

ria
Terzo. 87
ria gli fu l'cipeditione centra Cremonefi commef
fa . La qual Citt da Filippo ; fi come egli allega--
u; per ^c milia Filippi (ci era una fua forte'
di moneta doro)Franceico Sforza il Genero-
data in pegno; quando al pattouito tempo le pe-?
cunie erano perrenderfi ;di ritornare alla primie
ra poteft del Duca ella rifiutaua . Allegandoli
per lo Sforza in contrario^cS: per cui le lue ragion
difendea quella Citt
;
non in pegno, ma libera ef
frgli data dal fcercf infondo dotale. Ma io
non so con qual pi gloria od infelicit Bar-
, ,

tolomeo quiui manes;giafre la guerra Perciochc .

per aftio , &


muidia de gli emuli fuoi Se contra- ,

ri ; & calonnie egli era tut


dalle cui maledicenze ,
tauia indegnamente punto, & trafitto; nel fiore
appunto del] e /u uittorie fu prefo, Se incarcera-
,

to dal Duca Filippo . Baldaflare Zailo ; il quale


come fedele icrittore , in molti luoghi di que-
ll'Opera ho io uolentieri feguito percioche ellb ;

nonpur uifle^&icrifle tempo appunto,


di quel
che quefte coie auennero; ma buona parte anchor
defie co gji occhi proprii fuoi uide,&trouofIe-
ne in fatto eflendo egli Cancelliere,cS: foldato di
:

Antonio Martinafco,Condottieredaflai chiaro


nome quei tempi: Queft ne Memoriali fiioi la^
fci Icritto: che mentre Bartolomeo Coglione
era
88 Li b r o
era in campo Bologna , ucnne paflare una nt
mura diSoncino,Ga{tello snquel
te lungo le di
Cremona, un huomo in habito di Corriere: Il
quale ad alcuni , che nel dimandarono, hebbe di
re : che Bartolomeo Coglione ; uenuto parole
& all'armi con Carlo Gonzaga ; che gli era in
quella guerra compagno ; & grauemente ferito-
lo, s'era leuato del Campo, Se con le fue genti
d arme entrato d'accordo con la lega in Bologna*,
Aggiungendo ch'ei uenida da Bartolomeo inan
,

dato,per dar di ci nona gli huomini d'Aritegna


te,di Couo,& RumanOjfue Terre: & a Madonna
Tisbe la moglie perche ne di lui ne d'efsi loro
: , A
meffero ; buon animo & perfuc-
ma fteflero di ,

rafTero in fede Et fi come egli difl'e cofi alle det


. j

te Terre egli and portando la noua La quale fu .

talmente creduta; che gli huomini di Rumano


mandarono a Bergamo, & Breicia richiedend*^, ,

che alcun prefidio lor mandaffero Ma Filippo .

antecipando mand iibito , Se forn de iuoi pre-


fidi cialcun di quei luoghi . Et anchor che poco
appreffo noua certa uenifTe nulla di ci uero
; cC
fere,chauea rapporto quel tale ;& per ciafcuno
ella fuffe riputata muentione di qualche malua-
gio; il quale haueflfe penfto douere il Duca Filip

p facilmente indurfi pigliar del Coglione al-


cun
Terzo. 89
enti precipitofb partito ; non puotc tuttauia quel
Prencipe che dalla malignit,& inconftanza fia
;

propria l'altrui miluraua talmente fincerariene ;

l'animo ; ch'egli non richiamaffe Coglion x


il

Bologna : pi per afsicurarfi tuttauia di lui da


quel canto ^ che per douer nella guerra di Cremo
na leruirfne Nella quale nondimeno il Coglio
.

ne con tanta fede


, , &
uirt , Se con tanto ieruitio
del Duca s'andaua adoprando eh egli era per do ;

uere preflb lui auanzarfene in maggior gratia an


chora , &beniuolenza , che prima Se Francefco :

Piccinino; il quale nell'eflercito di Filippo hauea


il titolo del Generale 2,ouerno tocco da mortale ;

odio, Se inuidia j che alla crelcente gloria di quel-


l'huomo portaua non hauefle con uiUana info-
;

lenza porto occafione al Coglione di provocare


Filippo uecchi Se noui foipetti Conciofia, che
, .

hauendo Bartolomeo coftretto Calidhone ad ar


renderglifi Se patteggiato co' ioldati del prefi-
;

dio y che fotto fua fidanza con le coie loro n andr^r


fero ; furon dal Piccinino , in difrjrezzo del Co-
glione, Se contra ogni ragione di guerra, prefi, Se
iualiggiati . Di che Bartolomeo grandemente
Idegnato; Se uenutone con Francefco nfenti-
mento di parole oltraggiof,& mordaci; conchiu
dendo che , egli fi iarebbe recato a uergogna di
N pi
no Libro
pili portaranns lotto fuoGouerno^&la cofarap
portatali a Filippo ;eglL fubito comniand,che
Bartolomeo con la fa gente d'arme nel Piacenti^
no n andafle Et indi fngendo mandarlo a dan-
.

ni dello Sforza fopra Pontremoli nel pafTare del


;

P il fc prendere a Nicolo Guerriero 8c condur


,

re nel Cattel di Piacenza hauendo anchor com-


:

mefTo che di Caftello Adorno , tutto ci, che del


,

Coglione v'hauea,{i portaffe nel Cartel di Paula ;

&le ne licentiafTe la moglie Ne prefTo Italiani,


.

nella prefura di tanto Capo fi tenne longo filen-


,

tio Conciofia cofa, che parendo , che dall'ecceC


.

fbdel fatto rhonore Se dconitx tanto di Filip-


, 5

po quanto del Coglione, grandemente fi mac-


,

chiafTe; con non poca merauiglia delle genti; con


fondendo cofe nere, & falfe cominci per tutto
parlarfene . Et quanto pi altamente la cagione
della cattura fi copriua, tanto maggiormente gli
huomini fi ftudiauano d'inueftigarne il nero
Mormorandofi da alcuni che preffo a Bergama-
;

fchi facea Bartolomeo in fegreto il Capo, 8c Pren


cipe della parte Guelfa della quale il Duca di
;

Milano grandiisimo perfecutore fu iempre. Altri


d'affettata Tirannide incolpandolo: Percioche le
Caftella,che nel Cremonef egli hauea prefo, pi
frequentemente il nome del Coglione , che del
Duca
1 E R z o. r;j

-Duca Filippo nelle lor deditioni gridauano^Ne


5

con altra conditione lui hauer uoluto Caftellio-


ne riceuere fuori che al iuo nome arrendutofi
;

Et altri riducendo nel d prefente le antiche ingi


rie Sendo cola uolgata,che fuo Padre liPho
:

(come dinanzi dicemmo) a Giouanni Vifconte il


Caftel di Trezzo toglielTe Ma pi di tutte l'al-
.

tre l'openione di coloro fu uera ; i quali afferma-


uano 5 lui non hauer mai di fede, ne di buona con
dotta a Filippo mancato : ma tutto ci per inftjga
mento , & opera de iuoi concorrenti ;
pi nell'al-
trui calamit , che nella propria uirt confidanti;
auenuto effergli. Da quali fu il Duca Filippo
. con facelle di cieco odio infiammato ;&alla in-
degnit dell'eccefso precipitofmente ioipintg:
dubitando eghno non Bartolomeo il primo luo-
go di gratia preiTo il Duca occupafTe Cofi nel- .

le Corti de Prencipi niuno perlopi^cheiap


piaiiiperiorlopportare. Di tal maniera gli huo
mmi tutti iono da quefta uile inuidia acciecati
-Et ella cola certo da douer facilmente alla hu-
mana ambitione concederfi che molti infieme- ;

mente^&con pan paflb; quanto alto il defide-


rio lor porta di auanzarfi in
, honore degnita , &
procurino. Ma egli e il male; che tra queft tali
bene fpeflo tu troui,chi del fuo innalzamento,
N ij lnza
02 Libro
lenza la tua opprefsione,cS:ruina non pu con-
tentarn . Perche , ne la auaritia, ne la libidine, ne
altri viti) si fatti, eftimo io douerfi pareggiare alla
inuidia : Quando qualunque s' di loro pu ln- ,

za altrui offefa, dal iuo pofTeditorc eflercitarfi fa-


cilmente, Se adempierli Ma con l'altrui inuidia,
.

inza tuo danno grauisfimo, gi non potrai tu


mai hauer pace Quefta fola fu adunque (per boc
.

ca dei pi parlando) della prigionia di Bartolo-


meo cagione , Fuori della quale altra poter et ,

fere itata pi vera,non punto verifimile Imper- .

cioche fono anchor di quelli , che affermino il ;

Duca Filippo eflferfi in vn iubito d'animo mutato


& pentito del fatto Et ftnnon , che ei dubit di
.

douer apparerne incollante, egli l'haurebbe in-


di poco in liberta rimeffo Ma di s fatta na-
.

tura lono il pi de'Prcncipi, Se de Magiftrati;


che polcia , che per ira , per altrui falia accu-
lathan giudicato colpeuolc;tuttauiapi perti-
nacemente verlb t incrudeliicano Accioche ei .

non paia, che ingiufta, temerariamenre veru-


na cofa habbin fatto. Et colui il quale, cono-
Iciuta lacaufa,doueui operare della tua a/Tolu-
tione autore ; colui troui appunto ; che conti-
nuando nella lua perfidia tuttauia pi ti perle-
guita . Tu , che a gran torto le' offeib , non puoi
altro
Terzo. 91
altro intanto , che richiamartene Dio , teftimo-
nio allhor muto della tua innocenza . Parendo
hoggimai dunque la cj^liberation del Coglione,
pi che nel prencipio della fua cattura difficile;
egli f nelle icure prigioni del Cartello di Mon-
za, che richiamano i Forni, mandato rinchiu-
dere . Oue fama di vita 8c di morte incerta
tra ,

oltre un anno egli flette Et dubitandofi in ogni


.

modo ch'ei s'hauefle a condannare nel capo fo-


, ,

prauenne infperata , 8c opportuniisima morte


del Duca Filippo Come non fopportafTe Iddio ;
.

che della uittima di ogni uirt , allo altare della


iniquit fi facefle macello. Veggonfi tuttauia
anchor lettere; le quali il Duca Filippo , lubito
prefo il Coglione , IcrifTe al comun di Rumano :

efrortando,& pregando quegli huomini a non do


uere per cotale cattura punto dubitare della flu-
te di quello ,Trouaronfi etiandio nel Cartello di
Pauia quando ella uenne in poter dello Sforza ;
;

&L furono reftituite a Bartolomeo tutte le robe


fue; non morte punto, ne tocche; ma concie an-
chor nelle cafle,m quella rtcfla maniera,che di fua
man u le hauea Madonna Tisbe ripofte 8c heb- :

beui di ducati d oro anchor quattro mila Di che .

quafi iniul certo ei fi pu argomentare; ch'einon


haucfle Filippo, n cagion mai , n mente , di do-
uer
o/j^ Libro
wer di Bartolomeo pigliare alcun crudele parti-
to A^ compiacimento de curiofi lettori
. te^ ; &
ftimonioanchora della esigenza, fatica, che &
pure habbiam pofto in ricercando il vero di ci,
che Icriuiamo, far qui preffo lelTempio delle fu-
:dette lettere le quali : appunto f ur quelle: cio nel
la loprafcntta , Dueis noflris comuni y ^ ho
minibus %^mani : Nel di dentro ;

- Dux Afedwlam ^ 0^r. Fapi^y ^nglerjiq^ Comes ,


(^lanu&dominus.
Diletti noftri accioche non vi marauiglia
:

te ; 8c non pigliate affanno di alcuna cofa fatta


contra la periona dello Spettabile Bartolomeo
Coglione Vi auifiamo che quello fatto non
; , ,

fatto perche habbiamo animo di fargli male, ne


rincrefcimento alcuno alla periona quale haue- :

r quello male hauer la noftra propria Ma ,

flato fatto per efler pi chiari di alcuna facenda.


Auiiandoui , &
confortandoui che ftiate di buo- ,

na oglia, &
allegri Perche m poco di tempo cC.

io iar in grado, 8c in manierache 1 far maggio-


re che mai : & uoi ne farete conflati & ben con- ;

tenti. Confortandoui anchora , 8c caricandoui;


che habbiate buona cura delia Terra; & la conier
uiate y8c guardiate nome de] detto Bartolomeo.
Et f ui bilogna alcuna cofa per aiuto, 8c difefa di
efla;
Terzo. 9f
^fTa ; richiedetene percioche faremo per la difeia
:

d'effa Terra quello , che haueremmo anchor fat-


to innanzi alcuna nouit fatta al detto Bartolo-
meo;(S: meglio anchora: Et comefarem*
mo per 1 e noftre Terre proprie , &
per le pi care, che hab-
biamo.
DatiZ Mediolam ,die z6. Septemhis: 1 44^^

HISTO.
^6

1
Q^V A R T O, ^J
ftella; ma la Giara d'Adda anchor tutta,con quan
to da quel lato poffedcua Filippo , da Crema , &
Lodi in faore occuparono . Et pafTato l'Adda ,
Cafciano , {coriero infino a Pauia facche^gianda
per tutto 5 & guadando
Et tornandolene con .

gi'an preda caualcarono fulle porte Milano 8c


, ;

piantaruigli ftendardi Marchelchijcon speran-


za, anchor che nana che ad eccitar i nhauefife
5

qualche tumulto nel Popolo Imprenditori di .

quella nobile proua, furono Tiberto Brandoli-


no Dieti Salue Lupo5Ludouico Maluezzo, 8c
,

Giberto da Coreggio I quali /in teftimonio, cS:


.

titolo di fingolar ualore, fur dal Capitano, fecon


do il militare coftume/atti Cauaheri fpra le por
te della Citt nimica . Indi uolgendo i effercito
Rocca di Briuio, cS:!
verfo Brianza , affaltarono la
coftrinierla a renderfi : &
in un quafi fiibito corf
ccuparonOj&miierabilmte guadarono tutto il
monte Brianza. Di che Fihppo perdendofi d'ani
6o;&oppreflroda grauifsime cure infermatoG>'
egli ufc ( come poco fopra dicemmo) della pre-
dente uita L onde Milanefi in Speranza di liber^
.

t leuatifi con iubito 8c popolare tumulto rui


5 ,

nare la Rocca, &


Seggio del Tiranno concorfero.:
La quale terra gettata in Capitano difendi-
\ , &
toredel nouolor Reggimento Francefco Sforza
iotiin O dalla
dalla Marca chiamarono Anchorchequefti, cc^
.

me Genero del Puca morto, con altro diflTegna


quella maggioranza pigliafle . Ma mentre Mila-^;
nefi l'Imperio di tutte le Citt della Liguria afFet
tauano abbandonati dal pi delle fuddite lororjt
;

malero . Piacentini , & Lodigiani, nella fede de*


Vinitiani,, riceuuto il lor prendio , fi commiiero.
P^uia , f& P^rma , difHegnando ubbidire a Mila:^^
Ilo 5 il gouerno d una noua libert sufurparonOi
Per le quai cole quel popolo d'ogni intorno in-* ,

tronato da rumore , & ftrepito darmi nimiche, ei


fitrouaua in grande perturbatione, Se fpauent ;
Aggiungcuafi alnouo , &
uacillantelmperio, ui^
altro pefo di guerra , etiandio pi graue : Che gli
Allobroghijpopoli alla Saupia contermini i i qua,
li al Duca d'Orleans di quel tempo ubjbidiuano;
con innondamenta,&:colluuie dimezzalaFraQ
eia ; eran di quda Montipaflati : & contraMila;
|iefi nella RegionTrafpadana hauean mollo lar:
me > Pretendendo lo Stato di Milano , a Carlg^
Duca d'Orleans, nato della Valentina , di Filip-j
{)o fprella, per ragione hereditaria fpettarfi . Mi-?.
anefi adunque timore , e'I pencolo di tantq^
fra 1

guerre poft; Se per ci grandemente bilognanda^


lor Capitani al ricordarfi di Bartolomeo'diuen-^
;

Ec;ro >P^i:c]e^tmttatpfuIelkft
^"
dkh O nato;
Q^V ART O, f^
liato; f a prima uoce rendutone un confntiente,
& fauoreuole applaaio: quella Citt poco anzi
<l'argomento,&di configlio pouera, dalla fpe-
Tanza,cS:aipettationedi lui ripigliando animo,
sforza. Et da cia{cunoafFermandofi;cheCa
pitano il Coglione , neffun altro mai alla rab-,

bia de Francefi douer poterfi por freno Ma ih .

'tanto, che con debito mezzo, &


decoro di que*
;Magiftrati 5 della aflblutione m
prima ^ della &
condotta anchor poi diliberando ueniffero j'Goiti
inandarono che tratto da i Forni , in pi libera* j
,

iSc commoda prigion fi guardafTe Habbiamo tut


.

tauia in contrario , che dicano ; Milanefi nulla ha


uere ialut del Coglion terminato . Coiitrafth
dogli Nicolo Guerriero: Per non haUer lafciar^-
Tie la Corrotta di quelle fquadre, le quali nella
prefura di Bartolomeo dalla munificenza del
,

Prencipe llui fur concefTe. Ma fi bene il Capi-


tano di Monza eflergli flato d'aita .11 quale alla
teiagura dell'huomo innocente compafsionc ha-
^undo morto il Duca Filippo con non so quale
; ;

^eranzadi luogo ou egli


liberation futura; dal
"ra nella pi alta ftanza trafmutollo. Ccmur-
5

-que ci fi ruffe Bartolomeo al quale eia la fama


; ;

del morto Prencipe era con la fua lubricit pend-


trata^fcntendo dogni intorno ftrepito,& rim-
^^^^^'
O 1) bombo
bombo ^<i guerra dilberatofi , di prigione
; it-

icire,morirfii& alla propria (u indullna ri^


uolgendofi con non minor pericolo , che con ini
;

quitei fuJTe prelo,liberofsi . Percioche fintofl

una notte grauementeaflalito da dolori di pan-


cia ;& proftei nel letto con infinte preghiere a

procurar rimedi i guardianimandatine; fatto pri


ma hauendo fafcie d'alcune lenzuola Se quelle ;

infieme aggroppate; l'un de capi loro bene^c-


:COijjSnandato ad un forte uncino ; dalla fommit
della Rocca , in flle braccia fofpef, gi per le fa
iciefcendendo , fi c(\ll nel fofTo Ma tofto , che i .

^guardiani tornando della fuga s auidero con ; &


le grida auiiarne il Capitano , & gli altri ] fonofsi
campana martello ;& tutta la terra fu m arme;
trahendo al rumore^cS: gridando, che/JffipigliaC-
f colui , che fuggiua Di che tra Terrazzani, Se
.

circonuicini moltitudine grande per lo buio del-


la notte tumultuofmente accorrendoui; & in-
tanto hauendo il Coglione ualicato il foflb,&
guazzato FAmbro fiume; il qual paffa accanto,
& quafi radente la Rocca per non dar di i ;
indi-,

ci con ardimento & aftutia prefTo che incre-


, 5

dibile, mefcoloisi fraloro: fecondando egli an-


chora, & ripetendo le grida , che di douer lui pi-
allile da per tutto s'udiuaji-o Se contra s medc^- :

)a ^i-
fimo
QjV A Riti). lOl
fimo u:&ndb fra l'ignorante brigata uoG'di minac
eie, 8c d'ira alle loro confimili . Ne tra tutto quel
tiicorrimento, Se tumulto, puot la perturba-*
tione de gli animi al conofcimento dell'errore
dar luogo fnnon pofcia, che il Coglione s'abbat
;

tinunde'luoi foldati:col quale egli hauea f-


greto ordine datocch gli conducefleun caual-
lo . Di coftui s'ha memoria ; efTere flato un Gio: \

gietto, nobile Bergamafco della famiglia da Po-


jna : d'alcuna affinit , Se parentado a Bartolo* f
meo congiunto quale ei tenne poi lmpre nel
: il
^
numero de' pi cari amici Et oltre al grado dato^ :

gli nella militia honorato; che fu tra Capi di {qua


dra de iuoi huomini d'arme; in procello anchor:
di tempo, con iegnalato eflempiodi liberalit &
gratitudine, Bartolomeo il riconobbe del gi pre
uato ieruitio Conciofia,che effendo Carabello
.

filo padre come fautore Se feguace delle parti


; ,

Duchefchej l'anno f 447 ftato confifcato un pran


ualfente di beni; che Cifrano,cS: Boltiero, a
Bottanuco, Cerro, &
al Caftelletto egli ha-&
uea ;& da prefTo uent'anni, ch'erano Itati nel
Plico , hauendogli Bartolomeo in dono ottenuti
dal Prencipe efTo ne f (pontana ,
; libera dona^ &
tione Giorgietto ampliato anco il dono,
:
& ag-:
gxuntoui perpetue immunit , Se eflentioni Sali* .

''!-'
to
tot . L I Bll o
to Bartolomeo dunque cauallo; a gran cor^ &
fo fpingendoJojlafcioisi quella turba Ichernitadi
gran Ipatio alle Ipalle Et con la prima luce del
.

girno fi dirizz a Landriano^ l doue egli hauea


intefo i fui buomini d'arme trouarfi alle ftanzc
Alla prima uoce che quiui della iua giunta s ud;
j

fubito per tutti gli alloggiamenti un grade rumo


reggamento fntifsi : correndo cupidiisimamte
ogniuno Se sforzaiidofi d effereil primo tanto
;,

infperat lor gaudio co gli occhij&co gli orecchi


proprii riceuere Et ragunatiglifi, intorno, come
.

dono lor rimandato dal cielo, il lor Capitano am


mirauano Altri la mah gli porgeua altri per al^
: ;

iegrezza piangendo gli fi gettaua a ginocchi ,&


altri gli occhi innalzando, da quefto auenimen^
to Iddio confeflaua conolcere ricordeuole del
diritto,(& del giufto di congratulatione,&: difei
:

ftaogni cola riempiendo I quali poi che tutti ci


,

gli hebbe humanamente raccolti ; impofto con ta


cita mano allor rumore filentio ; egli command
loro , che incontinente sarma(rero,& caiiallo
tntafTero , & lui fegui'r doueffero . Pcrcioche
iuifndo gli con giudicio, Se animo grande,
ci douer poter efferej che alla noua libert de Pa
uefi d'alcun Difenditore fio pari faceflT miftiero;
l'occafion preuenendo fi drizz uer Pauia . Ma ne
(.. : quindi
Q_V A R T O. 103
quindi etiandio lenza alcun pericolo, &molefta^
moJSto ti fi toilie.Petcodhc alla fama gi della iu^
fuga ipartafi , gli huomini d^ 1 villaggi dintorno
jfguiti da buon numero di foldati prefidian della

icineCaftella ; con fperanza di guadagno^&ra,-^


pina , dietro alla traccia de primi,, allui perieguu
tar concorreuano . Ma Bartolomeo per niicntc $^
filmando , ne tempo , ne luogo hauer 0ppotrturK>
al combattere; caualcando in ordinanza ben chi!

i; Scoloro, che rinfeftauan da ip.alle, non ien-^^


za lor danno da s ributtando; s'and por den-^
tro il Barcd ^lla Citt uicino Il che fentendo Pa*
uefr;non afpettando, ch'egli s ofFerilfe loro ; am-*-
balciatori allui mandarono . homeri
I quali gli
della noua Republica da Ipuerchio pelo aggraua
ti; (Scia Citt non pur di pecunia, ma di /angue

nchoraeshaufta;comequella,che da ciuili du;


icordieeragrauemente afflitta con elfo lui fcu^
;

faffero:Et nientedimeno perlopenione^cS: ftin


ma , che di tant'huomo faceuano ; come ne il eoa
duceffero , ne etiandio il Iicentiaflero di ordine,> ;

8c dono publico, ftanze, Se alloggiamenti nel lr^


territoro gli ofFeriuano . Accettatoli da Bartolo^
meo ci , che la prelente condition di tempopor-
taaa; pochi giorni apprelTo fu daMilanefi con-r
dotto ;& deiimato. Capitano allaguaraFrance-
-^d'j f:
104 oLrB'R/pO
fc: I nioumenti,&:furor della quale, erano iw
tanto di fpauentoaccrefciuti;cheaduna fbl uit^
toria , che Francefi otteneffero , f n afpttaua alj-^

lo Stato totale efterminio* Condottofi adunque


ilCoglione con un ualido eflTercito sii quel d'Alef
fndria egli and lenza indugio trouare i nimi
;

ci i quali gi buon pezzo afFediauano,&: combat


:

teuano il Bolco nobile , Se forte Cartello di queL


;

Terntoro Et erano i Bofchefi hoggimai ridotti


.

mal termine Percioche per tutto appunto quel


.

giorno nel quale Bartolomeo ui giunie ;


; co' ni &
mici confliire^hauean patteggiato ,& dato lora
oftaggi non uenendo loccorfo,di douer arren-
;

derfi. Alla fama di Bartolomeo quei Barbari nien

te commofsi percioche lui anchorprigion efle-


;

re fermamente credeuano con ludibriofa often-


;

tatione , & ifcherno gridare fra loro il nome del


Coglion cominciarono Ma come dalle fpie del-
.

la certa prefenza di Bartolomeo hebber noua ;


cofi l'oppugnatione lalciata Se ne' campi ipediti
;

d'un luogo , che la Fraicheda fi chiama , in battai


glia aperta apprefentatifi; con afpetto neramente
terribile Se mettendo horribili grida la gioma-^
, ,

ta offerirono Ma caminando Bartolomeo con


.

bene inftrutta ordinanza lor contra eglino fi co- 5

ncie aireiperienza,& ufo della guerra pareua ri-

r^l chie-
Q_V ARTO. lOf
chiederfi; per aftutia , per tema rifiutando di
combatter per fronte Se la battaglia de
; noli: ri co
fteiiSiando man deftra ; l'ultima fchiera fatta di
noui ioldati Se il pi d'AleflTandria guidata per
, j

Aftor da Faenza la quale a prefidio de g]i impe-


;

dimenti, &
carnaggi Bartolomeo hauea polla;
aflaltarono, Se ruppero: i prigioni tutti co eli
fiocchi crudelmente icannando. Bartolomeo; il
quale nelle dubbie occorrenze non manc gi
mai di collante configlio;con alto animo /prez-
z la perdita di carriaggi. Se bagaglie AfTai pre- :

veggendo; che uincendo egli la giornata; douer


tutta la preda in mano del uincitor ricadere . Per-
che grandemente nella franchezza,& nella difci-
plina de'luoi confidando girata l'ordinanza in
;

un fbito ; nella prima , Se feconda fchiera de ni-


mici che con refTercito diuifo in tr parti fecon-
;

do il lor coftume combatteuano egli ; and con


ferocifsimo impeto a percuotere : cfsi d'altra par-
te fopra ogni credenza fortifsimamente5& con
certa loro ferita belhale l'impreision riceuendo.
Spezzatofi nel primo affrontamento le lancie le ;

cole afFarfi da prelTo, Se con l'armi corte incomin


ciarono . Ferilconfi indifferentemente huomini,
Se caualli; Se faflene uccifione grandiisima: Qua-
lunque forte ha darmi ui fi adopera: Francefi con
P Italia-
}o6 Libro
Italiani 5 Italiani conFrancefi uannoa mifchio:
Ihuomo abbracciatofi airhuomo, da caualli Ina-
uentati a terra traggono niuna cofa hoggimai
fi :

con configlio, niuna con ubbidienza fi tratta Ma :

tutto nelle condeniate^cS: foltifsime armi confi-


fte : Di corpi morti , Se di ianguc in tanto la
cam-
pagna coprendofi. Hauea Bartolomeo prima,
eh ei s'appicciafTe la zuiBfa, mandato dentro al ca-
ftellojdalla parte oue non eran nimici, il Campa-
nella ualente fuo Capo di iquadra . Quefti nel
maggiore ardor della pugna fecondo l'ordine ;

del Capitano uicendo con quei del Caftello^die-


;

denel retroguardo a Francefi un improuiio^cS:


terribile affai to. Et Bartolomeo in quel mentre ;

ueggendo hoggimai la uittoria alla ma fperanza


gir lenta ; d'intorno a'iuoi aggirandofi,confor-
taua , Se rincoraua loro {gridando. Se ipauentan
;

do i nimici Se a gi dubitanti inftando Se incal-


j ,

ciando acremente . Di che Francefi combattuti


da fronte , & da ipalle ; Se dalla uirt de noftri, Se
dal longotrauaglio al fin uinti; furono coftretti
dar uolta Se rotti andarne, Se Iconfitti
; . Gli Ita-
liani uittoriofi {correndo Se infiltando dietro a
,

rotti , Se sbandati, a quanti ne uenian lor nelle ma


ni letefte tagliauano:noua crudelt introdotta
dal barbaro coftume Francele In quefto mentre .

1 una
CLV ARTO. 107
una {chiera ; la quale Bartolomeo hauea per gli
ultimi bifgni contenuta dal combattere ;fattafi
alianti, cominci brauando apertamente a doler-
fi che tutti gli altri tornaflero di preda , d'honor
;

carichi 8c elsi foli ne del fatto d'arme , ne del bot


;

tino parte haueflero : A cotal modo i premi della


fatica, & della lode tra ciafcheduno giuftamente
non fi diuidere : il lor Capitano con s fatto par-
lare di partialita ne ioldati inza alcun riipetto
accufndo. Il quale gi lorriuolto s apparecchia-
ua a douere con promifsione, 8c fperanza dell'al-
trui guadagno acquetarli ; quando il terzo fqua-
,( quello , che dicemmo hauer
dron de' Francefi
rotta l'ultima fchiera de'noftri) ritornando nel
campo comparie Allhor Bartolomeo con ma-
. ,

no dimoftrando i nimici ecco difTe a gran uoce ;

ioldati: riicuotete la preda uoftra da quefli que :

fi alla fatica , & al ualor uoflro compartifcano i

premi. Et in quella dando di fprone al cauallo,


da s fatte parole infiammati gli condufTe lor con
tra Quelli eftimando la fortuna de fuoi fiata ef
.

fere da tutte parti uguale quafi a lor compagni ;

ueniflero ; alzaron di quel modo le grida, che i

uincitoricollumano. Ma fattifipiprefTo ,'&co


noiciutoil nimico; gi la firage de'iuoi auiian-
do ; fi rif:rinier nell'armi 3 aipettando tuttauia, 8c
P ii, rice-
Io8 Libro.
riccuendo intrepidamente l'aflalto . Il quale per
alquanto d'hora fu alTai dubbio y Se aipro quelli :

per emulatione, & guadagno ; quelli per difpera-


tione,&uendetta fcrocilsimamente combatten-
do Ma 2,li uni lenza il lor Capitano Se gli altri
. ;

nella prelenza. Se ne gli occhi di Bartolomeo Co


glione. Il quale fatto finalmente un groppo,& go
mitolo d'alcuni Caualieri valenti il pi de liioi ;

Prouigionati; Se con effo impetuolamente percof


fa, et aperta a fuoi l'entrata per mezzo l'ordinan-
za nimica quella no pur ruppe,et fug ; ma quali
:

tutta filo di Ipada mandolla Diceh che quel


. , m
fatto d'arme; per conto, che f n'hebbe prelente;
duo mila de' Francefi morirono . Rinaldo Drcf-
nai Caoitano loro et Barone di
; grande autorit
preffo il R. Carlo; con da trecento caualli del-
la nobilita delia Francia 5 nella fuga fu prefo,et
al Coglione condotto ScriueBaldalarreZai-
.

lo ueduto huuer Rinaldo, con molti Caualieri


Francefi, menarn prigione in Rumano, et nel-
la Rocca porfi: Et eflerne nicofTo con tagha di
1 4 mila corone. Combattuta et uinta dal Co- ,

g^tion la giornata ; ad elpugnar Fricarolo egli


e n'and tantofto col uincirore efiercito . Ma
quei del Cartello lenza afpettare alFalto allui s'ar

renderono . Q^uui etiandio i Boichefi ; in iopra-


bon-
Q^VARTO. 109
bncleuole iegno di fc)mmiisione,et di fede; le
chiaui appefe rami d'olma gli arrecarono ren- :

dendo infinite gratie al Coglione , che di cotanto


pericolo liberi 5 & attrattigli haueffeal durifsi-
mo giogo Franccie . Indi lopra Tortonefi, che ru
bellati s'erano , condotte le genti ; Se fcorio tutto
ilContado; alla Citt poie il campo ;&per duo
d combattala afpramente. Perche i Cittadini -

fpauentati dal nome di tanta uittoria iupplice-


;

mente nnontiando alla guerra ;& la loro inco-


flanza ifcufando la pace dal Coglione impetra-
;

rono Poi che Bartolomeo hebbe rotti,& cacciati


.

1 Francefi; &
d ogni loro mal germe ben purgata,
& monda quella regione; tornatoli nella Lom-
bardia & accrefciuto di fanterie effercito fu da
; 1 ;

Milanefi mandato a combattere il Ponte; chepref


fo Leco infuU'AddaVinitiani teneano Era l'uno
gl'altro capo del Ponte chiufoda una Torre,
Rocchetta j che dirla uogliam.o;cS:haueane an-
chor nel mezzo un'altra. Oue come a paffo gran-
demente importate, Vmitiani hauean pollo vn p
teme prefidio Quiui Bartolomeo condottoli
. ; &
con machmebel!iche,& con frequenti aflTalti, d.
Se notte combattendo il ponte; & gi la prjma,&
la ieconda Torre efpugnatane; egli procedeua,&
inllaua alla non dubbia uittoria. Quando Miche
letto
I IO Libro
lettoAttendolo Capitano de Vinitianf, col pi
deUclTercito, pafsdo perVal fan Martino^ui uen
ne in ioccorfb Di che fu coftretto il Coglione
.

laiciare imperfetta la ben condotta iniprefa trat- :

tenendo tuttauia refTercito lungo le frontiere del


l'Adda per diuietarne ilpaffo animici. Hauea-
no Milanefi intanto con maggiore eflTercito ; Ca-
pitanato da Francesco Sforza combattuta,& uin ;

ta la Citt di Piacenza: Et fatto nel Cremonese


pafTare lo Sforza^fecerui caualcare etiandio il Co
glione . Oue accozzatifi amendue gli efferciti ;

& nella Giara d'Adda fatto impeto ricuperaro- ;

no Mozzanica Vallate & Treuiglio Et pofto


, , :

il Campo Calciano Caftello da Vinitiani ben


;

munito , & difefo ; quello anchor fra pochi d co-


frinlero a darfi . In quello medefimo tempo l'ar-

mata Vinitiana condotta per lo P Cremona


, ;

Capitano Andrea Quirino hauea quella citt ri- ;

dotta infommo pencolo Il che fentendo lo Sfor .

za et come facenda,la quale pel fuo proprio in-


;

tereffe grandemente il premeua uolendo trasfe- ,

rirui l'effercito ; fuUida Milanefi difHetto Se im- ;

pofto, ch'ei facelTe l'imprefa di Carauaggio,etLo


di Hebbe fieramente male Io Sforza che Mila-
. ;

nefi modraffero fi poco eflTer loro cuore la dife-

ia y et falute di quella Citt non pur lua , m a nella


quale
Q_V ARTO. I I (

quale egli haueua le ricchezze fiie tutte, con la


moelie,etfi2;liuoli. Diisimulando nonduTieno
lo Iclegno , mandouui alcune iquadre in loccor-^

f Se padato a Lodi col campo,


; li ferm prefTo il
Ponte dell'Adda, li quale ad un tratto di freccia
alla Citt sauuicina. Et dal di lpra del fiume
fiitto su battelli altro ponte egli mand oltre il
,

Coglione, con Aftor da Faenza perche.da quel ;

lato la Citt ftrins^effero Mentre era Lodi in ail


.

fdio non parendo al Coglione da Milanefi ri-


; ,

ceuere premio rifpondente a luoi meriti co' Vini ; ;r^.

tiani legretamente accordolsi Da' quali fu con


.

grande nputatione condotto ;& poco meno che


affun to alla degnit,& maggioranza del General
Capitano Se riconfermato in pofTeffo di Ruma-
:

no , &
di Couo, Se di Antegnate le quali Cartel-:

la Vinitiani hauean tolte guerreggiando Filip-


po Molti nondimeno credettero che non di pr
. ,

priouolere^maper doppia mena, &: pratica; Se


per inducimento di Franceico Sforza artatamen ;

te il Coglione a yrnitianipalTalTe. Perciocheha


uendo lo Sforza aflai prima concetto nell'animo
l'imperio di Milano ;& hor ui maggiormente
per lo nouo ider^no infiammatoui Se con la pri- j

ma occafionc , che ne gli fuffe preftata , difpofto


di nuolger l'arme contraMilanefijuedea per lui
non
112 Libro
non fare,chc Bartolomeo Coglione il quale dal- ;

la rotta data Francefi hauea nome acquiftatofi


dVn guerriero terribile con l'arme in man fi tro- ;

uaffe in difefa loro . Vedeua egli anchora il Ca-


Urano fagace che fciemando di tanta, Se di fi bel
;

fa gente d'arme l'eflercito; era un necefsitar Mila


neudiuertire la guerra dall'afledio di Lodi, al
{occorrer Cremona . La qual cofa hoggimai non
tanto pel fuo proprio commodo quanto per ab- 5

battere Tmuidia di Francelco , Se Iacopo Piccini-


ni capi groisi anchor eglino del Milaneie effer-
;

cito ; 1 quali ad vrta, Se deprefsion di lui folo, con


tra ogni ragione di guerra , a Magiftrati haueano
periiafo il contrario ; era dallo Sforza grande-
mente defiderata Se ambita. Pais Vinitiani il
,

Coglione con vna banda eletta di mille cinque


cento Caualli Se congiunfefi con l'Attendolo
j

Il quale infinoquel giorno nonhauendo ardi-


to paffar l'Oglio paflollo con potente eflercito
; :

Et affaltata Mozzanica in tre d la vinfero , & iac


cheggiarla , & ariero . Il perche Milanefi , laicia-
ta l'imprefa di Lodi nello j arbitrio dello Sforza
tutta la guerra remiiero . Il quale leuato indi il

campo ; Se andatofne a ioccorrer Cremona ; egli


afTaft iopraCafal Maggiore; Se combatt per
terra , Se per acqua Se ruppe , Se difsip la Vini-
;

tiana

\
Q^V ARTO. 115
tiana armata . Fu creduto, che l'Att^dolo ; il qua
lecon tutte le genti da terra era venuto /eguen-
do 5 &
campeggiando prefTo al nimico faciimcn ;

te hauefTe potuto Vmitiani difendere quella


graue {confitta . Ma contra l'apparere de proue-
ditori del Campo ; 8c del Coglion fopra tutti ; il

quale proponeua , & inftaua , eh ei s'andafTe a tro


uare lo Sforza; Se facefrefi diffinita battaglia egli ;

non fi puot mai indurrei douere gli amici foc-


correre . Ottenuta lo Sforza tanto nobil uitto-
ria j Se tornatofi con refTercito nella Giara d'Ad^
da a Carauaggio accampoisi Al cui prefidio il
j :

d innanzi hauean Vinitiani mandato Matteo da


Capua 5 Se Gaiparre Maluezzi con ieicento caual
li Se Dieti Salue da Bergamo con ottocento fan-
;

ti Era il Vinitiano efTercito , tenendo dietro al ni


.

mico^uenutofi a porre tra Fornouo,&Moren-


go Et quiui hauea lo Sforza mandato alcune
.

{quadre condotte da Iacopo Piccinino Se dal


, ,

Conte Dolce :i quali in fui fare de gh alloggia-


menti iVinitiani affaltaiTero Se trauagliaflero
;

in tanto che egli con tutto l'eiTercito foprauenifl


,

f loro per appiccar la giornata Mentre il Cam- .

po alloggiaua, Bartolomeo Coglione, con da fci-


ceto caualli, ipintofi innanzi a fcoprire, Se a tenta
re il nimico; quafi a mezzo la uia,tra l'uno^cS: l'al-

oe tro
1 14 Libro
tro Campo , nelle fquadre nimichc; incontxfsi
Era Tana fchieraj& laltra d'huomini d'arme fciel
ti Se amcndue parimente ueniano animate ad a{i
;

laltare il nimico Perche alla prima uifta con uu


.

cendeuole impeto , &


sforzo elle s andarono
combattere. La pugna per buon pezzo da entram
be le parti fi mantenne uirilmente del pari. Ma
che Antoniazzo, condottier del Coglione,
Eoi
&
uom d'animo, di corpo franchifsimo com- ;

battendo nella prima fronte s'hebbe dentro fpin-


to alla battaglia nimica Se dinanzi gli occhi
;

del iuo Capitano egli hebbe fatto proua di ualor


mirabile; cominciarono le infgne del Piccinino,
Se del Dolce afFar fegno di metterfi in piega: quan
do fbprauenendo altre fquadre mandate dallo
Sforza in foccorfo; pareggi la battaglia. La
fi

quale cominciando hoggimai hauer faccia pi di


fatto d'arme, che di fcaramuccia;fc)prauenne la
notte. Se partilla Sendo tuttauia flato il primo lo
:

Sforza, che 1 fioi richiamafle nel campo Mori- .

rono in quella pugna d'arnendue le parti molti va


lenti fldati-.Tra quali hebbe Antoniazzo; che
preffo il Coglione alleuato Se accreiciuto da pie
,

ciol ragazzo ;ualoroiamente portandofi,hauea


meritato condotta di cento caualli . E^g affai fi

dolfe della fua morte il Coglione Se mandoUo


:

iepel-
Q^V ARTO. I I
y
fcpellirc in Rumano con elTequie honoratc . Era
lo Sforza accampato in tal natura fito j che per le
molte acque, & pantanichauea tra lui,&: ni-
,

mici, non iipotea aflaltare , mafsime da Caualli


i^non a gran difiiantaggio Et oltre a ci non
.

meno di verlo il campo nimico, che di rincon-


tro al Caftello , egh hauea tagliato ogni uia ;
& cintofi di maniera con alti fofsi , argini che & ;

fnza altrui manifefto pericolo non fi farebbe po-


tuto sforzare al combattere. Vfciuafi nondime-
&
no -dellVn campo, l'altro; &
combatteafi ogni
d, quando iquadra per fquadra ,& quando
pi,& men numero di combattitori per parte:
prouocandofi hor quefti, hor queUi,piu per often
tation di valore , che per interelTe di guerra Ne .

contendimenti,& zuffe, la banda diBarto


quali
lomeo Coglione pregio Se vanto honorato fo-
,

pra tutte altre portaua . Ma non cefTando intan-


to lo Sforza di ftringere, & combattere con o^ni
sforzo il Caftello; cS:tuttauia pi dure le cole a
<\ucidentro rendendo s'andallef o egli fi uenne
;

confulto tra capi del Vinitiano eflercito Et deli- :

berofsi , che poicia , che con aperta forza parea


non poterfi Carauaggio ioccorrere;fuire d'aliar
garfi con la cinta del Campo :& con unaBaftia
larfi tanto ftto fronteggiando il nimico ch'egli ;

Q^ ij f
l\6 L I B R o >

ine potcPiCySc danneggiar dal di fopra^et lui


anchor tener ftretto in un quafi affedio Concio^ .

fiacche dalla parte folo di uerl Milano , ne tut-


tauia in gran copia, uittouaglie u andafTero. Cofi
fermo adunque^cS: conchiulb fu la fomma di que j

ila fattione importante commefla di


alla uirt
Bartolomeo Coglione datigliene compagni
: &
Guido Rangone, Cefare Martinengo , Se Rober-
to da Montealboddo tutti tr Capitani di eccel-
3

lente uirt Co' quali Se con numero icielto di


. ,

gente da pie, Se da cauallo Se di guaftatori mol- ;

titudine grade nel filentio della notte ulcito Bar


;

tolomeo del campo Se col peruenuto, oue diui-


;

fato s'era di rizzar la Baftia Se quiui dillegnat j

Se pollo il pi de guaftatori in opera egli col ; ri-

manente a men d un tiro d'arco fi conduffe uidno


a* ripari del nimico effercito: quiui etiandio facen
do a guaftatori efcauare un foffo Per dare a diue :

dere al nimico , che egli diflgnaffe in quel luogo


rizzar la Baftia: Se tenerlo occupata nel contrailo
di quefta, mentre fi fornifle l'altra opera. Sentiro-
no i nimici lo ftrepito del cauamento uicino Ma .

non per tanto lo Sforza; per l'olcurit della notte


temendo d'infidie con tenne 1 fu 01 ne ripari Ve-
; .

nuto il di; cScauedutofi del iopraftante pericolo;


e^li mand fuori unagrofta Ichiera di Caualle-
ria,

I
Q^VARTO. ilj
ria, col fiore della fanteria , ad affaltare il Coglia
ne. Il quale per l'anguftiaj&ftrettezza del luogo,
mal potendo lor contra far impeto^ftette come vn
forte muro m battaglia, afpettando l'affalto Ca- .

pi delle due ichiere nimiche erano l'un Roberto ,

daSanfuermo;quel che poi al tempo de noftri


padri , Generale de Vmitiani nella guerra Rethi
ca , combattendo contra Tedefchi s'anneg nel-
l'Adige gl'altro Conte Dolce AnguiUara della
il

famiglia OrlIna;ambidue Capitani d'affai chia-


ro nome. Softenne ualorofamente il Coglione il
coftoro affalto Et appicca tafi una fiera icaramuc
.

eia , combattefsi da mattino a terza oftinatifsi-


mamente^cS: fecerfi dauanti il foffo dall'una,
parte nobiliisime prone d'armi. Periuano
l'altra

non dimeno alquanto pi de noftri , che de'Mila


nefi . Percioche da' vicini ripari del campo nimi-
cOji baleftrieri, & fcoppiettieri
de quali u'hauea ;

copia grande; facean loro gran danno. Di che pre


fBartolomeo partito di ritirare i fuoi qua dal fof
{oy6c far alto. Quando lo Sforza medefimo,ufcito
con noua gcte del campo; Jfpinte le fanterie innan
zi,& 1 guaftatori lor dietro perche quelle con ba-
;

leftre,&icoppietti toglieffero i noftri dalla difefa


dell'argine; et queft in tato ip2anaffero,&: ripief
fero il foffo^facendo lor da due lati co'caualli ala,
&
j 1 Libro
&ipalla;& combattendo egli tra primi, rappicc
la zufFa : difendendo d'altra parte acremente, et
refiftendo il Coglione ; et in
proua tirando la bat
taglia in longo Mentre quiui combatteafi i gua
. ;

fatori, che Bartolomeo hauea prima poft in ope

ra accelerando il lauoro hauean canato un foiTb;


;

et ben fortificato con argine talch quali un


: mez
zo cerchio alla uecchia cinta del campo s andana
congiungere Et al mezzo d effo di rimpetto al
.

campo nimico, hauean gi tirato aconueneuole


altezza , et meffo in difefa la disegnata Baftia . :-

Di che auifato il Coglione; maeftreuolmente al-


lentando poco a poco la pugna ; et parte ribut-
tando i nimici , che gi paffato il foflo il preme^
uano egli fi ritir pafTo pafTo dentro a noni ripa
;

ri. Perde in quel contralto lo Sforza molti egregi

foldati tra quali fu Bernardin d'Oruieto , un de


:

fioiprouigionati il pi caro. Iacopo anchor Pic-


cinino , combattendo nel mezzo a nimici, et feri-
to di lancia nel fianco , con pericolo della uita fu
portato inTreuilho , Ma fbpra ogni altra perdi-
danno , fia grane et dipettolo allo Sforza
ta , et , ;

che poi deirhauere con tanto pericolo, et iangue,


tutto il d faticato, et combattuto indarno ; in co-
tal modo uederfi da Bartolomeo delufb : et quafi

lorta mir^colofamcnte da tcrra,in su gli occhi riz


zatafi
Q^V AUTO. 1 1
^
machina della nouaBaftia
zatafi la fpauentof
Dauanti la quale hauendo Bartolomeo tantofto'
fatto tirar molti pezzi di erofle Bombarde ; &: in
queftafpingendoanimommente lo Sforza i (uoi
per darle un afralto;fu dal Coglion ributtato con
ogni frte dofFef: ma fopra tutto da colpi delle
{>alle auentatedallcgroffe Bombarde: le quali co*

or tiri arriuando fin dentro a' ripari; Sfracel-


lando crudelmente huomini^&cauallijrecaro^
no gran danno,<&icompiglio nel campo nimi-
co Scriue BaldafTarreZaiio^quetta ftata effere al
.

guerreggiar di quei tempi , noua , riputata da &


mola alquanto fiera, c^ crudele foggia di combat
tereNonfi effendo pi udito ( dice egli) che le
:
,

Bombarde ad ofFeia de sii huomini fi ftaricaffer


ne campi. Di chehprefo inganno ilGiouio,
nobile fcrittore moderno lafciando ne fuoi libri
;

fcritto : che nel fatto d arme della Ricardina ; il


quale igupoi ben uenti anni ; primieramente il

Coglion fi feruiflTe delle artiglierie groflfe da foco


nelle battaghe campali. Erra medefimamente
oueei narra; che Hercole da Efte; combattendo
contra il Coglione nella detta Giornata; dalla &
palla d'una artiglieria inun pie ferito; ftranamcn
te fi dogliefie della nonpi ufata & pur troppo ,

crudele maniera d offela . Percioche , ne in quel


fatto
120 Libro
fatto d'arme Bartolomeo prima ufoUa; neHcrco
le da Efe che ui rimaie ferito , fu dalla parte con
,

trarla Anzi militaua egli allhora fbtto l'infgne,


:

8c nel campo di Bartolomeo Coglione. A' me qui


non pare di douer tacer quello che contra l'opc
, ;

nione d'alcuni ; da' quali fi crede, che il ritrouato,


8c ufo di quella bellica machina, fufTe poco iopra
alla et de noftri auoli io ho ofTeruatone fcritto
;

preflTo Giouan Villani , antico , & nobile Hiftori


co Il quale nella iua uniuerfale Cronica uenen-
. ;

doalle cofene'fuoi tempi occoric defcriuen- 5 &


do l'apparecchio , cS: iuccefso d'una grande Gior-.
nata combattuta , et vinta per Odoardo il terzo.
;

R della Inghilterra , contra il R Filippo di


Francia Creici, Villa della Piccardia
5 ; il che fu
5, dell'anno I
^ 4 (^ 5 egli cofi dice appunto
Et or- .

din il R d'Inghilterra 1 fuoi arcieri, che n'ha-


5) uea gran quantit, su per le carra et tali di fbtto ; :

5? et con bombarde, che fettauano pallottole di fer

5) ro con foco , per impaurire , et difertare i caualli

5> de* Francefchi Et poco apprefso anchor dice


. :

?? Sanza i colpi delle bombarde, chefaceano s gran

j5 de timolto , et romore , che parca , che Iddio to-


93 nafse con grande uccifione di gente, et sfondola-
;

3; mento i caualli . Da che chiaramente fi pare^


l'ufo di cotal forte machina, ne fi moderno forf
efsere^
Q^V ARTO. 121^

cflere, come altri loftima;ne tanto antico forf


anco y quanto uuol l'Ariofto rapportandolo in :

fino a tempi del R Carlo Magno ne' quali egli :

ha finto il R di Frifa Cimofco ufare come arme ,

noua lo Icoppio dal cui ritrouamento lenza dub


:

bio hafsi a credere , che l'artiglierie grofle^form.a;


Se ufo prendefTero . Dalla noua munitione adun
que Se Baftia che Vinitiani hauean poi maraui-
, ;

gliofamente alzata Se guernita erano grande-


, ;

mente i nimici moleflati oflfefi Et migliora- , & .

tane intanto la conditione de Vinitiani che f e- ;

glino faputo hauefTero ftarfi tenendo bada il ni


mico5 era di breue lo Sforza; tra perla careftia
del uiuere , Se la fcarfit delle paghe,& la difiinio
ne, Se ifconfidanza, e hauea tra fuoi Capitani ne- ;

ceisitato a quindi leuarfi, difToluerfi . Oppure


udendo ei con alcun moto forzeuole^
tentare,
d'ottenere il Caftello correua un gran rifchio di
;

porgere al potente nimico difpofto ad afTaltarlo ,

infili fatto 5 occafion d'una bella Se grande uitto ,

ria. Ma quel finale deftino;contra cui final men


tepoco ha meftiere d'humano prouedimento^
configlio; hauea difpofto altrimente: inuidiando
a Vinitiani per anco l'imperio, al quale afpiraua-
no di tutta Itaha Hauea m Carauagpio un po-
, .

polo , non pur numerofb ma fornito anchor tal- ,

mente R
IZ2 Libro
mente d una giouent data all'armi; che facilmen
te ei potea, co' foldati del prefidio di forze concor
rere . Perche tra s riuolgendo i terrieri il perico
lo y che fopraftaua loro ; d'efTere uinti a forza , 8c
andare a ^cco chiaramente fi lafciauano inten-
;

dere; che noneflendo hoggimai loccorfi, erano


per darfi allo Sforza Onde Mateo da Capua, 8c
.

DietiSalueLupo; ueggendofi a pericolo d'efTer


dati in preda al nimico hauean comincio a pen^
;

rCj &
dare anco intentione allo Sforza; f dentro
certo termine non uenia lor loccorfo di douer ;

trattare d'accordo: hauendo fegretamente prima,


come le cole lor paflafTero^auiiato l'Attendolo.
Di che egli co'Proueditori,&altri capi dell'eC
iercito 5 pofta la biiogna in confulto 3 molti , & &
nari allei dintorno fiiffero gli appareri propofti j

fandoiene il Capitano , & gii altri , nella dolibe-


ratione d'un fatto di tanta importanza , irreiolu-
ti , & perplefsi ; piacque a Proueditori, che il Ca-
pitano , con quanti nel configlio conuennero eia ;

fchedim di iua mano il loro apparere in ifcntto


mettelTero per douerne mandare confili tando il
:

Senato. Era un de Capi delVinitiano elTercito


Tiberto Brandolino da Bagnacauallo , condottie
re di ottocento caualli; huomo grandemente ar-
dito , Se fagace Quelli elTcndo
. il d innanzi , tra-
ueftito
Q^V ARTO. 125
ueftito uilmente , con due penzoli d uua in collo,
per la (elua , che da un de lati cofteggiaua il cam-
po nimico, palTato dentro a ripari quindi pe- ; &
netrato fin fotto il Caftello ; 8c diligentemente
fpiato hauendo ogni cofa per ; la medefima uia
tornatofene rapportaua d'hauere per entro la fel
;

u fcoperto fuor di mano una ftrada per la quale ;

fnza alcun pencolo fi potea non pur dare foc-


corfo al Caftello, ma porgeriene etiandio al nimi
co qualche danno notabile :Con s efficaci parole

facilitando l'imprefa ch'egli tir facilmente


; mol
ti de Capi deireffercito nella iua fentenza . Il
General Capitano , 8c Ludouico Gonzagaj Ni
colo Guerriero i quali ambidue dopo morto Fi-
;

lippo s erano co' Vinitiani condotti tennero tut-


;

tiettr, ma diueriamente , ch'egli fuITe bene le-


uarfi 5 & porfi in alc\m altro de luoghi circonui-
cini col campo . Gentile dalla LionefTa che fu ;

Genero di Gattamelata Guido Rangone, Cela- ;

re Martinengo Roberto da Montealboddo &


, ,

Carlo da Montone fottoicriffero all'openion di


5

Tiberto Solo Bartolomeo Coglione, contrarian


.

do all'apparer di tutt'altri;trouiamo,che egli fcrif


55 f appunto nella infrafcritta maniera. Niunago
?? ia pi debbiamo cercar che la ialute dell'eircrci-
', ,

?5 to: Poi che i Capitani de'Milanefinonconuen-


R ij "
gon
1 24 Libro
?? gon fra loro pi, che i cani, Se le gatte Ne poisi- :

?3 bile che un mefe pofsino ftare infieme Ne p-


5 :

?3co da ftimarfi fra gli altri inconimodi che in j

?>quel campo non fidperMilanefi altro, che un


yy pane al d per huomo . Al qual fano 8c pruden-
,

te configlio ;
quello dei pi, come fpeflb intrauic-
ne,preponendo il Senato Se rifpondendo douer-
;

fi Carauaggio loccorrere; egli ne fegui loro quel-

la grande iconfitta;di che forie altra maggiore


ne prima ne pofcia Vinitiani non hebbero Il
, .

fucceffo della quale, per non crelcere di fouer-


chio il uolume , ftudiofamente io trapalTo Han- .

ne pei curiofi Lettori , prcffo Marco Antonio Sa-


. bellico, &
Giouan Simoneta , copiofa mentio-
ne. Ma gi per me non (Ideue ci con filentio
paffare : Che nella diliberatione di quella infeli-
ce giornata ; efTendo Bartolomeo aisegnato il

graue , Se honoratifsimo carico della guardia , Sc


lifefa del Campo Sc gi il Capitan Generale an-
;

dandone con tutti gli altri in fuga ;& gran par-


te del uittoriofo ef'ercito uenendo quafi pre-
da certa per a/Taltargli fteccati^egli per la rot-
ta de fioi non isbigottito punto; anzi con gran-
de ardimento da ripari ulcito ad incontrare il
nimico Sc fattolo due , Sc tre uolte ritirar di
;

buon ipatiOj'Gon tanto ardore, et fidanza d'ani-


mo
Q^VARTO. lij
mo fftenne laffalto 5 che f compagni retto
i

per alquanto haueffero , Se fatto pure un poco


di tefta ; egli appanua anchora dal ualor di lui
iolo non leggiere iperanza di riparamento al -
le cofe hoggimai perdute. Onde dimandan-
do lo Sforza ; chi il fin della uittoria tanto a'

fuoi ritardafle ; tofto che il nome del Coglio-


ne ud^cofi egli fteffb con tutta la machina del-
l'effercito in quella parte trahendo con un ; &
graue lermone riprefi , Se animati i fuoi al com-
battere con tanta anfieta , Se isforzo contra
;

Bartolomeo fi condufse; che ben dimoftr tut-


ta la difncult della uittoria nella ftima,&uir-
t diqueirhuomo efser pofta Combatt Bar- .

tolomeo buon pezzo Se difeiefi magnanima-


;

mente ritirato dentro i ripari. Malauirt fi-


nalmente troppo forza cedendo; ( conciofia,
che i fuoi pochi contra un tanto euercito Se ;

ftracclii dellongo combattere; male hoggimai


reggelsero alla furia de nimici , che da pi la-
ti fatto impeto in su i ripari fliuano)poi ch'e-

gli hebbe uifto i Caualli fpianato il fofso ir-


,

rompere ne gli alloggiam.enti gi difperate le ;

cofe, per la deretana porta del campo a pie fug-


gendolene s'ufc di man loro. Qui nonfia for-
f iouerchio auertire il Lettore; che uenendogli
letto
120 Libro
letto ci , che a Giouan Simoneta in quello luogo
ha piaciuto di fcriuere; me per ci non debba te-

nerne per meno ueritiere fcrittore. Percioche do


u il Simoneta dice che Bartolomeo da Berga-
;

mo non hauendo di repugnare ardim.ento f ne


; 5

fugg lalciando le cole, e i compagni; egli non


pu, con fia pace , non pur difsimulare l'inuidia,
che per tutta la fua hiftoria ha moftro portare al-
ia famia di Bartolomeo Coglione; ma apertamen
te etiandio in due palmi di carta contradice ie
ftelTo . Conciofia cola , che egli accor dandofi me
co poco anzi pur dica. Et Bartolomeo da Berga-
mo lafciano con cauagli, oc fanti a piedi alla guar
dia de ripari con precetto che con le bombarde
: ;

del continuo tormenti i campi nimici Se a fan- ;

ti a pie faccia fare le Icaramuccie ufte Et poco .

appreiTo , dello Sforza parlando, egli fgue , Se di


ce : Et lafciato il Piccinino alla Badia , egli com-
mand gli altri , che lo ieguiflero : & che Cur-
rado Se Roberto affaltaflero 1 nimici i quali ap
, :

parecchiati parte dentro Se parte fuori de campi ,

afpettauano il nimico Se quelli, che erano di fuo


:

rivedendo i noftri ritornarono dentro Di poi .

con tanto impeto affaltarono 1 noftri che gii ri- ;

buttarono lontano da i ripari. Ma il Conte gh


fece fermare : Se command Currado,& Rober
to.
Q^V ARTO. J27
? tocche fi faccino auanti,& con impeto ferilchi^
j no :& confort iBraccelchi a feguitar quelli: il
5 perche gli nimici rifuggirono infino a riparila
? di nouo animo ricacciarono i noftn: li
riprelo
? che uedendo il Conte non puot contenerfi,cht al
? quanto non ficonturbafle contra Bracceichi;&
? riprendeliegii di uilt; perche gliuedca cagione.
5 diqueda colpa iconciofia, che iempreil fuggir
? nalcefle da loro: 11 perche rinouato l'impeto^ ri-
? cacciarono in fuga inimici dentro a ripari: Do-..
y uetenendofi chiufi^&dffortificati;, intendeua il

y Conte quanto fufle difficile uincer li ripari ef'ea :

? do ben fortificati Se dalia fanteria, la quale era


;

5 infili fofTo 5 ben guardati. Macomehuomopru-


5 dente in ogni cofa , Se m difciplina militare eccel-
? ientilsimo, difle: Che peniate uoi frategli non ?

' fpete uoi 5 che i nimici fon rotti Se prefi & 1 no


, ^

' ftri fon gi dentro a lor campi ? Se difcorrono pei


' padiglioni , Se mettono facco i carriaggi , Se le
' gran ricchezze de nimici? Adunque su su uiate le
' uoftre forze: vincete, (Scentrate anchora uoi ne'
' campi accioche foli voi non reftiate lenza preda.
;

Dal quale tutto dilcorlo pur pare; con quanta vir


tu ,& franchezza d'animo andandone gi tutto
,

il campo in fuga, Bartolomeo Coglione, ufcita

dueuoite da' ripari, afraltaiTej&ributafTe il nu


mico :
1 28 Libro
mico 8c quanto, poi che egli fi ritir nei campi
:

duro , &
agro partito parefTe allo Sforza d'hauer
anchora alle mani a douer colui uincere fortifi-
;

cato dentro a ripari il quale con tanto ardimen-


;

to , 8c ualore fuor difefi gli hauea Et ben gli par- .

uebiigno l'animare i fuoi al combattere ;'iermo-


neggiando loro non altrimente, che s'egli hauet
f hauuto confliggere contra le forze intiere
d'un nimico efsercito Ma nientedimeno il Simo-
.

neta f;chegliSforzeichi in un iubito^fi gettin


ne'fofsi,ialgano in su gb argini , ipianino l'en-
trata i caualli ; 8c con quella facilita i campi oc-
cupino, che fi farebbe una uile capanna. Ne di
ci contento ei uuol anco che Bartolomeo da ;

Bergamo, non hauendo ardir di refiftere,ie ne


fugga 8c lafci i compagni 8c le cof Non gli pa
, , :

rendo ballare doue Bartolomeo afsalta due uol-


;

te,(S: ributta lontan da' ripari il nimico l'hauer ;

taciutone il nome inuoluendo , 8c ofcurando in-


:

aratamente la lode altrui propria di quel chiaro


fatto, fotto una confufa appellation diNimici.
Furono fecondo il Sabellico duo mila caualli di ,

France{co,& Iacopo Piccinini i quali prima,che ;

lo Sforza, con Currado,(S: Roberto u accorrefse-


ro magnanimamente il Coglione ributt 8c fo-
; ,

ftenne. Ma Giouan Simoneta morto Francefco ;

Sforza,
Q^V ARTO. 1 29
Sforza, Prencipe, & Capitano di guerra ueramcn
te chiariisimo ; prele 1 fuoi fatti a defcriiierc,
compiacimento , Se in gratia di Galeazzo il fi-

gliuolo : Dal quale non pure odiato ma nimica- ,

to a morte fu fempre il Coglione. Percioche oltre


ad una hereditaria, Se partiale inuidia, che a Bar-
tolomeo portaua;il quale hauea fatto fempre pr
fefsion di Braccielco 5 Se al non poter fofFerire di
ueder in lui folo tutta hoggimai deriuata la ripu-
tatione , Se potenza delle armi d'Italia , per s lon
go tempo arrogatali nella caia Sforzesca; non li

potea etiandio Galeazzo {cordare , di douer buo-


na parte dal Coglionriconoicere, quanto ei prc-
tendea Vinitiani hauer tolto di giuriditione al
filoImperio con la speranza perduta di douer
: ,

mai luiuiuo poter sfogare il ueleno d'un uendi-


cofo, Se implacabile animo, ch'egli hebbe lor lem
pre. Reaconditionueramentedichiunche Icri-
uendo dalla formidabile autorit d'alcun poten-
te dipenda Percioche d'ogni poco, od aliai, che
.

;illaanimofita,<&:palsion di quel tale,compiac-


ci? lo Icrittore, Se con doni, egli ne rimane in per-
petuo a colpi dell'altrui nota berzaglio . Rotto,
Se diisipato adunque il Vinitiano eflercito , i Ca-
rauasaiefi tantofto alloSforza fi diedero. Dal
fpalc , falui 1 Terrieri, et lor cofe, Mateo, & Die-
; 'i ' S ti
I :^0 Libro
ti Salue furon fatti prigioni Se tutti ; i fioi fualig-
giati\ Indi profegucndo con celerit la vittoria ;

Se tutte le Caftella del Bergamafco,& Brefcia-


no , fin al Lago di Garda, alla ubbidienza de' Mi-
lanefi ridotte ; egli cinfe Brefcia d'aflfedio: alla cui
Coglione Ma mentre appa-
difela gi era ito il .

recchiaua lo Sforza le cofe opportune alla oppu-


gnatione di s forte Citt; la qual uinta^era ne'pat
ti , che allui rimanelTe incominciando Milanel
;

ad hauere la fua futura potenza iofpetta procura ;

rono d'impedire l'impref.: Proponendo,che egli


pi tofto lopra Veronefi n'andaffe Se parte facen :

do Brefciani intendere che allo Sforza dar non ;

fi doueflero ; ma nella fede de Vinitiani fi ftefTe-


ro : co' quali erano firetto appuntamento d'ac-
cordo , Di che lo Sforza auertito mentre Vini- ;

tiani raccolte le reliquie dell'effercito ; Se tutta-


uia none genti afToldando, facean apparecchio di
{occorrer Brefcia; facilmente ei smduffe tenta-
re, Se conchiudere con efsi la pace riuolgendo in :

mezzo guerra contra loro l'armeni quali egli


la
s hauea prefo difendere La iomma della pace .

fu: Che BergamOjBi'cfcia^&lor territori, co Ci:e


ma, Se Giara d'Adda,de' Vinitiani fulTero: Tutte
l'altre Citt,& Caftella,che dello Stato di Milano

gi poffedca Filippo, effere dello Sforza doueC


ri iro:
Q_V ARTO. 131
fero: Et infin alloro conquifto quattro mila caual
li 5 Se duo mila fanti pagati Vinitiani gli delTero
Capitano di quello aufiliare efTercito fu fatto il
Coglione &
datogli Proueditore Iacopo Anto-
:

nio Marcello. Il Marcello co' due mila fanti, gai


dati da Michel diPiemontCjand prima alloSror
za il quale hauendo paflato l'Adda , guerreggia-
:

ua alpramente su quel di Milano Segu poco ap .

prello con le genti d'arme il Coglione Hauendo :

egli intanto attefo a ricuperar le Caftella del Ber-


gamafco 8c Breiciano , . Tra le quali Martinen-
go anchora , Se Rumano , del Contado di Berga-
mo , Coglione fiatone gi podeft
Perfuallo ,

Se Luogotenente di Bartolomeo^ nome d'effo an


datouijdi libera, &prontifsimauoglia fi diede-
ro. Per ordine dello Sforza condufTe Bartolomeo
i'eflTercito alla oppugnatione di Parma La qua- .

le hauendo AlefTandro Sforza con infelici fuccef^

fi tentata fermatofi con le genti lontano alla cit-


;

t diece migliategli f ne ftaua moleftando,&


danneggiando il Contado S'era la citta di Par- .

ma inueterata talmte ne pazzi humori delle par-


ti che da tutti 1 lati uolgendofi, non lafciaua luo-
;

-go, ne uia a cercare, oue poter ripararfi dal giogo


-^Sforzefco Hauendo poco auanti punito nel capo
:

alcuni , c'hauean moffo trattato di douer darfi al-


S ij lo
Ti^t Libro
lo Sforza Contra Parmigiani adunque i quali
. ;

hauean lor difela chiamato, &: fatto Capitano


di popolo, Carlo da CampobaflTojhuomo egre-
gio nell'arme; condotto Bartolomeo l'efTercito;
Se prefTo la citt accampatofi ; Se cominciatala
ftnngere duramente 5 (& combattere ; egli fu da
Parmigiani ; necefsitati dallui affai tolto a douer
meglio penfare a lor cafi dalle mura a pari amen
;

to chiamato Oue tato allhor con la lingua, quan


.

to gi con la fpada magnificando,, aggranden &


do la uirt , 8c la fortuna di Francelco Sforza fa- ;

cilmente lor diede conoicere ci , che per loro


migliore da ieguire haueffero Sapeffero lo Sfor- .

za deftinato da Fati al Milanef Imperio Vini- .

tiani anchor eglino, alla difpofitione de cieli ac-

cordandoli, pace, & lega hauere con effo contrat-


ta. Ne per loro poterfi,fenza offefa delle leggi ian
tiisime , in protetnone Parmigiani riceuere Per- .

che tutte altre fperanze dallementi loro cacciai!


fero, fuor che del douere ubbidire allo Sforza
Dal qual parlamento fatti i Parmigiani accorti.
Se la durezza loro ammollita huomini allo Sfor ;

za mandarono die con alcune conditioni , in


:

Prencipe , Se Difenfore della loro citt il riceueC


fero. Ottenuta ladeditione di Parma, pafsoT.el
Milanei il Coglione . Oue comunicati con lo
Sforza
Q^V ARTO. I
1J1J,

Sforza i configli, Se l'arme, gli fu di grande aita al


le efpugnationi di molte Caftella;&: alle incur-
fioni, & guafli, che per tutto il dintorno , fin filile
porte Milano fi fecero attendendo Tuno, 6c Tal
:

tro in tuttimodi allo ftringere quella citt con


i

affedio Ma in quel m.ezzo tempo hauendo Ludo


.

uico Duca di Sauoia moffo da due parti lubita, Sc


improuifa guerra allo Sforza 8c co pi,che ie mi ;

la caualli, guidati da Giouanni Campefcjhuomo


di grande autorit prefTo il Duca ; & tra fioi di
molta eftimatione nell'armi fatto impeto nella ;

Lomellina,&squel di Nouaraj&per ciha-


uendoui lo Sforza mandato Currado il fratello
lacobaccio da Salerno^Criftoforo Torello, Sc An
gelo daLauello,con da tremila Cauallij com-
mandando loro, che co' nimici non fi attaccafl^-
ro malolo attendeffero a difender le Terre uici-
;

ne al Piemonte fin ch'ei ui mandaflfe pi gente j


j

egli dichiar poco apprefifo Bartolomeo Coglio.


ne Capitano alla guerra con tra Sauoini, &Fran-
cefi : commettendo a fudetti Capitani , che allui
folo ubbidifTero Io . ho detto,& Franccfi percio- ;

checon intendimento, & aiuto etiandio di Car-


lo Settimo , R della Francia facea quella guer
, fi

ra : & haueaui il R mandato il Campef con


due mila caualli , ConduITcfi Bartolomeo con le
genti
1^54 Libro
genti Vinitiane su quel diNouara. Ma prima,
che egli giungeffe al fiume , che chiaman la Sefia ;

tutte le Caftella, che inimici uhauean occupate;


moffe dalla fola autorit Se openion del iuo no- ,

me ; alla fede tornarono: fuori tuttauia Cafale


Beltrando . Ma quello etiandio , effendo il Co-
glion per combatterlo,fenza afpettare affalto^s'ar
refe . S'erano in Vercelli , & dentro le uicme Ga-
fella, alla uenuta di Bartolomeo ritirati i nimici.
Et percioche fpeano non eflere a ioldati Vinitia
ni permeilo il pafTar della Sefia come un de ter- ;

mini del Milanel imperio; fuor de quali non e-


rano Vinitiani obligati guerreggiar per lo Sfor-
ma eglino con pi temerit , 8c licenza di qua paf
;

fando, 8c Icorrendo non ienza lor uantaggio ica


,

ramucciauanco'noftri: Potendo in ogni prefTa,


6c carica che da nimici haueffero, di l dal fiume
,

ialuarfi Perche diliberato il Coglione di douer


.

qua dal fiume con inganno tirarli 8c allettarli al ;

combattere con tutte le forze; egli fi riftrinfe5&


con infinta paura fi fortific ne i ripari per alcun :

d non lafciando , che ueruno de fiioi fuori ufcif^

f & lafciando a nimici libero lo fcorrere^cS: pre


:

dar qua dal fiume Di che come uani^ & leg-


. efsi ,

gieri 5 pref maggior confidenza non pure a po- ;

chi fecondo il lor flito ; ma il pi di loro allevol


te
Q^V ARTO. I^J
te pafTauan la Sefia beffeggiando come uili, 8c co
:

dardi , Se prouocando i nimici a battaglia . Il che


fattohauendo pi uolte lnza mouimento alcu-
no de noftri egli auenne un d: che effendo il
;

Campele con tutto leffercito paffato il fiume ; &


uenendo per aiTaltare il Coglion nei ripari effe ;

dalle ipie auer titone ; & parutogli tempo alla oc-


cafione appoilata ; commandato a fioi , che tan-
tolto armaflro tratte fuor i,& polle in ordinan
s ;

za le fchiere 8c a ciafcun condottiere,& miniftro


;

del campo assegnati loro uffici, & carichi ;& do


p un brieue,& o^raue irmone , inanimando i

combattere fatto leuare l'ini egne egli aa


fioi al , ;

d con grande animo ad incontrare il nimico.


Chiudeuano runo,& l'altro corno della batta-
glia nimica duo mila caualli Arcieri Piccardi ;
gente efferata, 8c che tiene in poco prezzo la uita.
Queft nel primo affrontar de i due efferciti ica- ,

ricando per fianco nella ichieradenof in i lor ar


danno I quali non per ci
chi , fecer loro affai .

l'ordinanza rompendo percoisero con tanto im- ,

peto , & forza nello fquadron de Francefi ; che


con tutto che al primo empito ferociisimamente
,

rerrelsero , &
la battaglia alcun poco mantencf^

fer del pari non poterono tuttauia fftenerla in-


;

tanto 3 eh ella primieramente non cominciafse a


piega-
^<7 L B R O
piegare; indi ceder pian piano; poi ritirarfi
gran pafTo Se in fine uolger le fpalle , Se fcompi-
;

gliata , Se rotta andarlene in fuga. Pochi d amen-


due le parti perirono a s grande Giornata: de qua
li tuttauia furono pi che i duo terzi Francefi.

Ma quel, che iommamente nobilit lauittoria,


fu Giouanni Campele , il Capitan de nimici . Il
quale ueggcndo neilantiguardodeiuoi balenar
la battaglia , s'era fatto innanzi Se con proua di
:

marauiglioi uirt combattendo tra primi ui ; ri


ma{e prigione: Se con effo da quattrocento Caual
li . Gli altri guazzato il fiume, nella uicina citt

fi raccolfero . Auifato della uittoria lo Sforza


egli ne mand lodare , et a ringratiare il Coglie
ne richiedendo , che gli mandafle il Campeie
:

Col quale grauemente lo Sforza dolutofi di tanta


ofFefa che con tanta ingiuria gli haueffLudoui
5

co fatta dopo il terzo giorno a Bartolomeo il ri-


;

mand raccomandandogliele: ftrettamcnte. Se


pregandolo che per effere di nobil legnaggio
,

cortelemente nel luo rifcatto il trattaffe. Rotti,&


fugati i nimici Bartolomeo a gli Sforzeichi per-
;

miic ; et difsimulatamcnte anco a' iuoi , che la Se-


da pafsafsero . I quali per tutto il Contado di Vri
celli /correndo , ne riportaron gran preda. Men-
tre di uerfo il Piemonte, fot to l'aufpicio , Se con-
dotta
Q_V ARTO. 137
dotta di Bartolomeo Coglione , felicemente le co
f m
cotal guifa palfauano Vighieuano , Camel-
;

lo della Lomellina , uenuto poco auanti in pode-


ft delio Sferza rubellato
, f gli era . Et percio-
che Milanefi , con la commodit , et aiuto di quel
potente Gaftello, metteano ferro, Se fiamma tut
ta Lomellina funne lo Sforza coftretto leuare
; il

pi dello effercito dalla obfidion di Milano Se ;

condurlo alla ricuperation di Vighieuano: chia-


mandoui Nouara gran parte delle
etiandi da
genti alle quali il Coglion commandaua
, Per .

quefto Sauoini Se Francefi prefb animo Se ibtto


, ;

noui lor Capitani , lacobo Celiando , Se Gaipar-


rcVarefinOjufciti nouamente in campagna oc- 5

cupato hauean Carpignano correndo : tutti quei


dintorni , Se empiendo ogni co fa di rapine,d'ricci
fion i 5 Se d'incendi) . Erano un d in su l'alba, taci
tamente, & lontano quanto potean da' noftri, ca-
minando lungo la radice del monte, uenuti per
combattere Boro;oManero Et era il d meddi-.

mo ufcito Bartolomeo egli anchora con parte del


per ricuperar Carpionano Cartello
l'elTercito :

tanto uicino a Borgo Manero , che incontanente


gli uni hebber fntorCj" auifo del uenir de gli al-
tri.Et bench Bartolomeo uedeflc pel poco nu-
mero de fioi douered gran difiinntaggio col ni^
i 1 mico
I :j8 Libro
mico nondimeno, percioche noi fa-
appicciarfi;
cendo il Caftel fi perdeaj di che non picciol detri-
mento a gli Sforzelchi fguiua egli fi deliber di
;

tentar la fortuna Diceuafi , che i Capitani nimi-


.

ci con empio, &fozzo rito d'un barbarifsimo uo


;

to fatta una compotation folenne del lor pro-


;

prio fangue hauean congiurato di douer coli be-


;

re , 8c ficchiarfi il fangue di Bartolomeo Con .

quella difpofitione adunque d animi di rabbia in-


fiammati , uennero i nimici adaffaltareil Coglio
ne Il qual d'altra parte ueggendo lo ftabilimen-
.

to, la perdita, di quanta riputation nell'armi


hauea infino allhoraacquiftatofi, dal luccefTo di
quel conflitto dependere; miiurando grauemente
ogni paffoj'egli and ad incontrare il nimico Ap .

piccofsi una battaglia , che da entrambe le parti


tantofto diuenne fpauentoi , Se terribile Qua- .

lunque de' nimici, de' noftri era prefo, gli caua-


uan l'elmo , Se fcannauanlo Tra quelli furono,
.

Arrigo Zambra, condottier del Coglione, Se Cri


ftoforo da Salerno , Condottiere Sforzefco Per .

lo cal de quali,prefi ad un certo horrore i noftri,


affai ne rimifero del primo ardor del combattere.
Di che prendendo cuore i nimici Se Timprelsion ;

rinforzando cauaron de gli ordini, Se in due par


;

ti dimftro la battaglia de noftn L'una delle qua


li.
Q^V ARTO. I
39
lijilpi di ildatiSforzefchf jda'nimici caccia-
ta 5 nonferm prima , che giungefe a Nouara
fi :

quiui nouelle portando , che tutti eran rotti So- ,

Ilcnnecon l'altra parte il Coglione uirilmcnte i


nimici I quali nei maggiore bollor della pugna
:

fnaron le trombe raccolta Se tutti in un luogo ;

ridotti di s fecero cerchio uolgendo a f ftefsi le


:

ipalle , Se la fronte a nimici Et gli arcieri imon-


.

tati ;& legati i loroCaualli ad alberi, &fterpi;

dinanzi gli huomini d arme fi miiro Ficcando :

aguzzi pali in terra molto preffo l'un l'altro 5&


con efsi facendofi una quafi fiepe. Se frraglio Et :

quindi adoperando gli archi; Se a noftri fieramen


te nocendo Era Bartolomeo rimalo, che con due
.

mila Caualli, &


cinquecento fanti :&i nimici e-
rano tre'mila cinquecento Caualli Se de pedoni :

hauean quanto i noftri Perche ueggendofi egli


.

di numero tanto inferiore a nimici et poterlene 3

andare non pur ienza offefa ma etiandio lenza ,

carico : hauendo in ogni modo con poca gente s

affai ripreffo il furor de'Francefi: i quali con quel


l'atto pure , d'efl'ere ftati i primi a laiciare il cam-
po, fi confeflauan perdenti; egli inchinaua quafi
al parere del non doucr pi oltre tentar la fortu-
na . Ma Currado Sforza , il Salernitano , lacobo
Nonnato , Se Tartaglia il giouane ; i quali rilpet
T ij to
140 Libro
to al Coglione poca efperienza haucano di quan-
to ualeife nellarmi quella riatione indomita ; &
parte anchoruolentieri haurebbon uoluto poter
cancellare la nota del diiordine , 8c della fuga re-
cente , c'hauea hauuto prencipio dalle fquadrc
Sforzefche ; teneano in ctrario. Se proteftauano,
che profeguir fi doueffe^cS: combattere.Mentre io
pra ci fi llaua in diiputa; mille de caualli nimici,
uiciti del lor cerchio, 8c uenuti ad aflaltarc l'uno
de gli due Iquadroni ne quali hauea il Coglio-
;

ne; perche in ogni caf contrario poteffe l'una


parte eflere in fulsidio all'altra 5 le iue genti diui-
{cj diedero a'noftri conoicere,come ei non fi

fuffero punto per uilt ritirati . Hauea Bartolo-


meo dato quefto iquadrone a guidare al Salerni-
tano; pigliando egli per s l'altro a conducere. So
ftenne il Salernitano non pur francamente l'alTal

to de 1 mille caualli, ma ributtoUi anchora infine


allor cerchio dinanzi alquale , uicendo tuttauia
:

altri m ioccorio , ci s'appicc una zufFa terribile


Command allhora Coglione a'Capi delle fan
il

terie,che mentre con l'altro jfquadrone d'altra par


te egli andaua ad affaltarc i nimici con un breuc ;

giro di ftrada , tacita , Se rattamente ci n'andafTe-


ro ad occupare 1 Caualli che gli arcieri Piccardi
;

hauean^come dicemmo,lcgati in difparte Su qua .

li
Q.VARTO. 141
limontando, da diucr/a parte cfsi anchora impe-
to facefTero nel cerchio nimico Indi dato cura .

del retroguardo Currado egli con Tartaglia ;

Se Nonnato Se con una fcielta fiorita de fioi pr


;

uigionati, & altri , nella cui uirt confidaua ;


p-
ftofi nella prima fila, &
in punta al deliro corno
della battaglia guidando 1 iuoi combattere, co
,

me uifta propinqua ei fi trou de'nimici;cofi


fpinto il Cauallo &: arreftata la lancia uoUe cC
, ,

fere il primo, che ferire gli andaffe Reflero for .

tilsimamentc i Francefi airaffalto ne punto par- ;

tiuano dal loro ordine , Se cerchio . Il perche i no


ftri gi rotte le lancie; et con Icipadeappreflatifi,
ferendo al uolto , Se alla gola, molti de nimici uc
cideuano Et molti anchor fuori del cerchio ne
:

traheuan uiui , &


fcannauangli : cofi portando il
crudele coflume Francele . Mentre in cotal gui-
fa da due Iati acremente eran combattuti i nimi-
ci ; le Fanterie diligentemente hauendo il pre-
cetto di Bartolomeo efTequito Se fattefi di pe- ;

don Caualieri un non leggiere aflalto dal ter-


:

zo lato lor diedero Et Bartolomeo d'altra par-


.

te, con un manipolo, Se cogno di quel numero


eletto di capi di K]uadra,& fbldati, che gli uenian
pi preffo impetuoiamente urtando. Se aprendo
;

a iuoi l'entrata nel cerchio jSch battaglia portan


do
j42 Libro
do dentro, Se nel cuore all'ordinanza nimica ; fu-
rono iFranceficollretti abbandonare il lor cer-
chio Se confufo
; , &
lozzopra da tutti i lati com
battere . Fu la battaglia hoi renda ; et da tutte le
un fiero, et fanguinoib menar delle mani,
parti
accompagnato da terribili incitamenti di grida
Combatteano turiolamente et alla dilperata i ni ,

mici procedeuano con pi ordine , et riguardo i


:

noftri. Perche durando longa pezza il conflitto;


finalmente iPrancefi, uinti dal trauagho,et dal pc
io dell'armi et pi dalla difciplma , et franchez-
;

za de noftri dieron loro le fpal le et sbarragliati,


; ;

et rotti fi mifero in fuga Furonne prelTo due


.

mila , tra combattendo , et fuggendo , pezzi ta-


gliati mille f ne fecer prigioni et con efsi il lor
: ;

Capitano, lacobo Celiando; et lacoboAborna-


te Condottier Francele Gli altri per lo beneficio
:

della notte, et della uicina citt fi ialuarono Co- .

ft per quella uittona di molto fngue a noftri :


che u ne perirono da cinque, in Neetian fe'ccnto,
dio fi lenza gran pericolo , et riichio di Bartolo-
meo . Il quale irrompendo , come dicemmo , nel
cerchio,et dando nella fanteria nimica; fulli a pi
colpi di picca atterrato il Cauallo Et fcnnon che .

da' luoi, Se prouigionati , Se radazzi , fu circonda


to tantofto 3 Se aiutato montare su un altro Ca^
ual-
Q^V ARTO. 14:^
uallo ; egli potea leggiermente rimanendoui foL
uere l'empio uoto Francel . Dimand Bartolo-
meo al Celiando .-perche di mezzo la prima bat-
taglia fi fufTe co' iuoi ritirato. Et f per ci, riipo-
che ueggendo il numero de noltri, a quel-
f egli ;
lo, ch'egli cftimaua , affai picciolo; &che pi a
marauigliare gli daua , lnza gli ftendardi per- ;

cioche col rimanente delleffercito gli hauea Bar-


tolomeo lafciati ne gli alloggiamenti ;& di qui
temendo egli affai della aftutia^ militar difci-
plina de' noftri ne lnza ragion foipettando che
; ;

dentro una gran flua , ch'era loro da ipalle , po-


teffe hauere il Coglione parte delle fue genti co
gliftendardi ripofta 5 dalle quali improuilamen-
mezzo, &oppreffo; egli s'ha-
te ei fuffe tolto di
uea ritirato credendo fuggir l'imbofcata Diede .

quelle due rotte Bartolomeo a'Francefijluna il

primo d'Aprile , 1 altra a' uentitr del medefimo


giorno folenne a San Giorgio , Tanno 1 448 H d

fguente tutte le Cartella , che su quel di Nouara


hauean nouamente occupate i nimici Bartolo- ,

meo fi diedero. Rende quella uittoria grandemen


te chiaro, & celebre per tutta Italia, Se fuori, il no
me di Bartolomeo da Bergamo Hauendone egli .

acquiftato nobilifsimo titolo,d'hauer la terza uol


ta, in giufta battaglia ^ debellato, 6c uinto una na-
tion
144 Libro
tion iperbifsima ; & per terribilita,& fierezza di
quei tempi tremenda Et nello ipatio di pochifl
:

fimi giorni relo tutta queta,& pacefica, quella


Regione allo Sforza che tra tanto bollimento di
j

guerra, & in tanto terrore, Se ftrepito d arme,s*ha


uea pref difendere : Hauea intanto lo Sforza
con poco felice iucceflfo, combattuto Vighieua-
no . Percioche difendendofi da batterie, Se afTal-
ti fiera,& oftinatamente quei dentro; u hauean fat
to perire un gran numero di ualenti ioldati . S'e-
rano anchor poco innanzi , Francefco &:Iacobo ,

Piccinini dallui rubellati , & tornati a nimici


Per le quai cofe lo Sforza anfio grauementc, et fol
lecito , riceu con allegrezza incredibile lanoua
di tanto grande, cS: insperata uittoria. Et alla
preflTo che difperata eipugnation di Vighieuano

egli richiam da Nouara il Coglione ConduC .

f Bartolomeo allo Sforza con una quafi trionfa-


le pompa leffercito tutto cio riiplendente,& ca
:

rico delle ricchiisime ipoglie,delle infgne^cS: del


Tarmi Se della prelenza de Capitani Se pi no-
; ,

bili de nimici prigioni . Fu dallo Sforza , Se da


tutto il luo eflercito , con ogni ipetie d'honore , et
d'i militare applauio , riceuuto il Coglione . Lo-
dolio in publico parlamento lo Sforza, et fomma
m:nte il ringrati ccnchiudendo nelTuna et do
5

uerc
Q^V A R T 0\ I4f
uerc in lui Spegnere la memoria di tanto Icruitio.
Indi confultata , Se rinforzata con effo l'oppugna
tion del Caftello j dopo un longo Se duro com-
,

battimento ,& contralto, coftnnlero finalmente


Vighieuenafchi trattare di douere arrenderli
Ma il pi de Capitani 5 con tutto reflercito , ru-
moreggiando Se dicendo le ricchezze. Se la pre
, ;

da di quel potente Caftello di ragion loro elTe-


re Se anchor picciol premio alla fatica Se al fn-
; ,

gue e hauean pofto in combatterlo Se fpra ci


5 ;

perplelTo ne qua ne l piegando lo Sforza egli


, , ;

m iomma al parere di Bartolomeo s attenne Il .

quale configlijche amicamente ei doueffe Vi-


ghieuenafchi riceuere Percioche con . s fatto no-
me , & efTempio d'humanit, Se di clemenza, tan-
to preffb popoli gratiofo,& amabile; pi che
per forza d'arme veglier per facilitarfi la ftra-
da al Milanele Imperio Ricuperato adunque .

Vighieuano Se ragunati guaftatori in gran nu-


,

mero pafTarono loSforza,e'l Coglione su quel


;

di Milano Se tutte le biade in herba tagliarui Et


; .

mentre l'uno Se l'altro intendeua con ogni for-


, ,

te ofFef, a ftringere quella Citt ; i Milanefi cria-


rono Ambaiciatori Se mandarli , al Vinitiano Se-
nato: Che la piet, & Taiuto de Padri implo-
rafTero tanti lor mali. Da' prieghi Se dalle la-
,

C l'^^.llT V grime
1 4^ .
Libro
grime de quali commoflo il.Senato ;
(
pretenden-
do etiandio leggittima cagione hauere d'abban-
donare lo Sforza; il quale ulando della ilia autori
t pi di quello era lecito,quali nel prencipio del-
la guerra hauea condotto i due Piccinini Se con- ,

trafatto alla lega nella quale era patto, che niun


;

delle parti, affoldar poteffe alcun Capitano de ni


mici comuni ; ) dopo un longo, & maturo conful
nona confederatione,& le^a co' Milanefi fer-
to,
marono:& con honefte conditioni mandarono of
ferendo luogo allo Sforza d'entrarui. Il quale a di
liberar prefo tempo;& mandato Alefl androil fra
tello,con altri Oratori liioiVinegia;&folen-
nementeperlorole conditioni accettateli ;& ca-
uiUofamente appreiTo per lui rifiutate mentre e- ;

gli aleutamente fra tanto,tirdo la pratica in lon-


go, & la vittoria aitrettando , s'era con refTercito
accollato a Milano;&e(lo dall'una, et Bartolo-
meo d'altra parte, erano inful dare gli aflalti, &
per entrare ne Borghi; Vinitiani auuedutifi de
oiuertuti configli; et difpoft a pigliar l'arme
in dd della Milaneie Republica; riuocarono
dal lui il Goghone . Il quale della cagione del fio
partire improuii fatto ^uifato lo Sforza , leuan-
do a mezza r^Qtte i'iflegne s pais per quel di Lo-

^.. ; .
'^J^ " HISTO.
H
-J I 5 T O R I A
DELLA VITA ET FATTI
DELL',CCELI.NTISSIMO
CAPITANO DI OVERKA

BARTOLOMEO COGLIONE.
^.

Libro Quinto.

^qVegn a 5 che alla fubitana parti-


ta di Bartolomeo fi uedeffe lo
5

Sforza, non pur la uittoria del-


la Citta. di Milano inful finem-
terrotta , ma l'armi etiandio dei
duo potentifsimi popoli con-
giurate allui contraj&iopraprefoei ne fufTe da
penfieri'grauifsimi ; egli non pertanto non fi per-
de punto d'animo .Et nfolutofi intrepidamente
doueriollenereilpeio di cotanta Guerra; ico-
ftatofi dalla Citt per alquanto Se gi iopraue-
;

V ij gnen-
1 48 Libro
iuegnendo il uerno ,
per le circonuicine Terre
{ diltribuito rcffercito ; & tuttauia attendendo
prouedimenti d'ogni forte difefa ; per afsicu -

iTarfi almeno dall'arme Francefijei procur d'a-


micarfi il Duca di Sauoia . Il quale per le re-
centi percofl'e grauifsime dal Coglion riceuu -
te, danimo. Se di forze grandemente abbattu-
to ^uenne uolentieri alla Pace. La quale rice-
u Se riconobbe lo Sforza per frutto di non pic-
5 ,

ciol rilieuo, di nouo emergente dall'ottimo pafl


fato feruitio di Bartolomeo Et era allhor fre- .

quente per le bocche deluol^o un s fatto mot-


to: Hauere il Coglione allo Sforza, il gioco di
maniera in man concio che non facendo ei tor-
,

to alle carte pi non potea perdere.


,
Hauea-
no Vinitiam; mentre prefTo lo Sforza lor no-
me guerreggiaua il Coglione fatto lor Capita- ;

no Sigifmondo Malatelia Se lotto fia condot- :

ta con afledio ftretta , Se combattuta Se uin - ,

ta hauean Crema. Congiuntifi il Malatefta e'I ,

Coglione nel Bergamafco Se Breiciano die-


5 ,

dero alle genti le ftanze Et indi col nouo an-


,

no ufciti in Campagna v& per lo Ponte fatto a


Briuio infuU'Addahauendo indarno tentato di
{afTare al fccorlo della Citt di Milano la qua- ;

e tornato era lo Sforza a flringere fieramente,


1^ ^ Se
Q^V I N T O. 141^
8c combattere con la fame , 8c con l'armi ; di-
fendendo con potentifsimo efTercito lungo le
frontiere dell'Adda ciafcun pafTo del fiume; &
a* Vinitiani parendo ogni altra uia interchiu -
fa da poter gli amici /occorrere , poft hoggi -
mai nelle ultime calamit dell'ajOTedioicS: in tan-
ta difficult di cofe hauendo il General Capita-
no conuocati a configlio 1 Proueditori , co' gli al-
tri prencipali del Campo Bartolomeo; , il qua-
le nelle circoftanti regioni , 8c montagne ha-
uea di molte, & grandi amift , et clientele, et di
tutti 1 luoghi, et pafsi fingolare notitia ; al Ma-
latefta , et a gli altri , conlultando ei propofe :
Che per le parti di iopra con le genti fpedite fi pi-
gliafse il camino : et paflTando il Lago di Como ;
la qual Citt poffedean Milanefi gi ; fi diicen-
delfe nelMonteBrianzaiet moleftando da quel
lato il nimico f naprifiero ipafsi delle uetto-
5

uaglie Milano et f n'haueflTe dar fpalla al


:

rimanente deU'efTercito nel pafTare del fiume :


offerendo egli in fomma fopra s pigliare il ca-
rico d'una tanta imprefa . Fu la prudente pro-
pofta dal Malatefta , cS: tutt'altri fommamente
approuata ; 8c lanimofa offerta lietifsimamen-
te accettata Et datofi Bartolomeo tutte le
.

Fanterie, con pochi huomini d'arme; egli pre-


fe
I ro Libro
f la uia per Val fan Martino 3c in tre d peruen-
;

ne in Val Saisina In oghi allhor p jGTedu ti da Vi


;

nitiani. Et quindi in riua al Lago fcendendo,


e2:li occup Mandello>&: Bellano, con pi aU

tre Caftella,, che tenea lo Srorza su quella Ri^


uiera. Quindi jfolleuati hauendo glLhuomini
della Terra d'Affo Se per opera loro in su i legni
;

dell'armata , e haueari Milanefi a Como , portato


con tutte le g^nti nell'altra ripa del Lago ; & cac-
ciatone con ignominiofa fuga Se perdita , & pre
,

da grande,Giouanni dello Sforza fratello; il qua


le con groffa mano di gente da pie da cauallo, , &
cura prencipale hauendo di guardare quei pafsi ^
gli era ito all'incontro Se appreffo combattuta
:

& uinta la Rocca di Pizzo Bellafio, nobileForta


latio in quei tempi fattoui prigione
;
fpoglia- , &
to con tutto il prefidio, Honofrio Ruffaldo, Con
dottier di due fquadre : &
in oltre hauendo espu-
gnata nella fommit di Monte Barro vna forte Ba
ilia ;
prefoui medefimamente , Se Spogliato Rug-
gieri del Gallo valorofo Colonnello di fanti; egli
cal finalipxnte/et dilcefe per laPieued'Incino
gi nel Monte Brianza. Ouc accOzzatofi con Ia-
copo Piccinino, Capitano de Milanefi; etcon ar-
me comuni tutte le fortezze lunsio all'Adda infi-
no ad Imberfago efpugnate Se di molta ucttoua-
;
Q_v r N T o. I ^f
glia, da Vinitiani mandata^foccorio Milano; egli
and per aflaltare lo Sforza , et commetter Gior^
nata il quale non volendo aipettarlo, da Culta
. i

rano , oue egli haiiea i campi fi ritir Vimerca*


,

to: laiciando alle genti Vinitiane per lo ponte,chc


ad Olginato hauean fatto , libero il.paflb del fiu-
me Le quali andateli porre ne medefimi campi,
.

e hauea lalciati il nimico ; et al Coglione unitefi ;


mandarono pi uolte sfidando lo Sforza abatta-
glia. Et elTo la rifiut iempre non per uilt nera-
:

mente 5 che uerun giudicafi^e ( che ella non fi pu


;

t notar mai nell'animo mnitto di Francesco Sfor


za) ma per ci pi tolto che al prudente Capita-
;

no ei non parue di douer commettere nel perico-


lo, &rilchio d'una dubbia Giornata, la lomma
della guerra la quale con tanta fatica , Se fudore
:

egli hauea condotta a termine,da douer lenza fan


guehoggimai fperarne compita uittoria. Etera
preiFo lo Sforza di non leuiisimo pelo , la confide
ration dell'nauere al contraf:o quel Martiale
Aicendente, che con Gf:mato fauore iecondaua al
Ihor Tarme di Bartolomeo Coglione Il qual lag .

gio auiiamento , &


configlio lui a pochi d com-
prouolsidai lecondi fuccefsi. Percioche conti-
nuando lo Sforza di fnngere con afTedio Mila-
no &!trouandofi hoggimai quel popolo ftracco,
i

&uin-
I ^2 Libro
& uinto dal tedio longa gucr-
, & dilpendio di s

ra; & molto anchor pi dalla fame,che fieramen-


te il premea concitato grandemente etiandio da
;

certe uoci, 8c rumori,che da partigiani Sforzelchi


diffeminando s'andauano : i Vinitiani a bell'ope-
ra tirare in longo la guerra; per indur Milanefi
artatamente a darfi in man loro; tra per ci,8c per
la fame eccitatofi nella Citt tumulto 8c covlo
; il

popolo all'arme aflaltarono il publico Palazzo;


;

Se tutti i CapijcS: Difenfri della noua libert^che


uennero lor nelle mani tagliarono a pezzi Tra , .

quali etiandio fu Leonardo Veniero^il Vmitiano


Legato Il quale ageuolmente potendo con la fu-
.

ga faluarfi uoUe con degnit morirfi, fermo ftan


;

do nel leggio, che tra quei Magiftrati tenea Pre- .

ualendo adunque nella Citt il furore della con-


citata plebe nouo Gouerno criarono della fattio
5

ne Sforzefca Dal quale fu affai facilmente per-


.

fafo il popolo douer darfi in podeft dello


Sforza Il quale per publica Ambafciata chiama
.

toui a ; 2. 2 . di Marzo entr iolennemente in Mi-


lano Se hebbene libero titolo di Ducato , Se Do-
;

minio; l'anno 1449. Di che legentiVinitiane


ripaffando l'Adda f n'andarono alle ftanze . Ne
per tutto quell'anno tra Vinitiani , Se Duca moui
menti d'arme feguirono. Solamente l'una parte,
Se
Q^v I N T o. If:j
6c l'altra, con noue confederationi , & leghe fi for
tifica u alla guerra Et percioche fi dicea Ludo-
, ;

uico Gonzaga , Prcncipe, & Capitano di chiariC-


fimo nome 5 fermo hauer con lo Sforza, lega f-
greta , Se condotta di tremila Caualli di uer- ; &
io Mantouano Vinitiam temeano d'alcun no-
il

nOySc fubito rompimento di guerra richiamaro* j

no Bartolomeo Coglione il quale con le fie gen


;

tid'arme paffato hauea gi l'Adige per gir nel


Triuigiano alle ftanze: &
mandarlo ad liola del-
la Scala , Terra del Veronef a' confini di Manto-
ua:&: diedergli alloggiamento pei Villaggi iui
intorno Nella quale ftanza , Se dimora , diuiso
,

Bartolomeo Se diede opera che nicontro alle


, ;

^ orrette ; antica fortezza , Se frontiera nei fini di


Mantouajfi nzzaffeuna grande Baftia potente :

difefa Se oftacolo ad ogni impeto Se sforzo, che


, ,

da quella parte haueffe tentato il Marcheie Ma .

mentre con lollecitacuraJ3artolomeo era intefo


quell'opera ;Vinitiani datahaucndo licenza
Sigiimondo d'Arimino; Gentile della Lioneffa^
con titolo di Generale Gouerno,& Iacopo Picei-
nino,con autorit quafi pari condufero.-Preferen
do con eftimation fc)uerchia,& fuori dbgni al-

trui credenza, l'uno , Se Taltro al Coglione Per- .

che fieramente /degnando la virt di douere alla


Fortu- X
if^ L I B R O
Fortuna feruire 5 & rifiutando apertamente il Co
glione d'ubbidire coloro ; i quali per numero,&
per grandezza delle cofe fatte ;& per eminenza
di titoli ,& gradi nella militia ottenuti; di gran-
dilsima lunga egli hauea auanzati; mentre egli fo
pra ci co' Vinitiani contende ; & parte loro addi
manda fioi grofsi auanzidel foldo ;& intanto
s chiama,& raccoglie la lua gente d'arme; 1 detti
due, Gentile, & Iacopo, nimici fuor perpetui, un
deteftabile,&indegniisimoatto,& ufficio di mal
uagi huomini ctra l'innocente commiiero.Per-
cioche efTendofi di s fatta contela facilmente fer-
u iti al calonniarlo , et metterlo in fofpettione di
fedepreflb queiSignofi, da quali nelle cofe di
Stato qual s uoglia loipetto grau emente fi pon-
dera; et d'intentionde'medefimi,fotto finta ap-
parenza di uoler farne mollra, nel pian diMon-
techiaro ragunate le genti; Se quindi mezza not
te uerlolfola della Scala dirizzate l'infegne; aU
lui , che niuna cofa meno di quello afpettaua,tan-
to improuifamente poco auanti l'aurora fpra-
uennero che dal calpeftio de Caualli,et dal foni-
;

to dell'arme di pochilsimo fpatio prelentita la


ruma, che gli ueniua addoffb quafi tempo ei non ;

hebbe da poter difrmato ialire a cauallo; et ac-


compagnato da tre foli fuggirfen^ Nella qual .

fuga
Q^V I N T O. I
J-y
fuga feguitato da cauai leggieri, et crepatogli fot
to per iftanchezza il caualo sd una giumenta, la
,

qual fenza fella preftoUi un Villano non fino , ei

di correre infin fMantoua: Rimafane la fua


Banda intanto tutta prefanegli alloggiamenti,
et fpogliata di pi che mille cinquecento caualli
Da quefta controuerfia di fuperiorit , et compe-
tenza, prefe argomento il Cipolla , Giurifconful
to affai celebre, di comporre un Trattato, il cui
titolo Della elettionedel Capitano Nel quale
. ,

ci pur fi legge; che Bartolomeo Coglione, s'era

offerto quel douer farne, che alla Ragione , et


alla fua degnit conueniffe : vn teftimonio coftan
tedi quanto immeritamente Vinitiani prendeffe-
ro la fua fede a fofpetto , et s'mduceffero a darlo
a fuoi nimici in preda Per doue alcun di uoi
.

dubbio di quan-
forle, cortefi Lettori , ueniffe in
to, della nobilt dell'origine, della grandez-
za de fatti della fede, et coftanza di queft'huo-
,

mo fermiamo et non grauaffe di leggere il pri-


; fi

mo Trattato del detto Cipolla io crederei di do- j

uere preffo altrui acquiflarne affai d'autorit , et


di credenza alla penna mia RaccolfeLudouico.

Gonzaga humanifsimamente il Coglione Et al :

Duca Francefco egli diede tantoflo del nouo calo


notitia Il quale un occafione , di che altra pi
, op
X il por-
1)6 Libro
porturta aquel tempo non ( gli ptea porgere;
ci era (d'amicarfi5& di trarre nella iua militia^Ca
pitano di tanta eftimatione , et ualof ben fi fp- ;

pe pigliare . Douendo efTo in quella guerra im-


plicarfi; conia quale contra una Republica d'irt-
uitta potenza, egli hauea difendere et flabilir le
,

ragioni del fonouo Imperio Chiamato Bai^-


,

tolomeo a Milano ei fu dal Duca Francefco con


,

grande benignit riceuuto. Doliefi gruement)e


con elTo de'Vinitiani il Coglione: dimoftrando
rltraggio gran torto fattogli da lor Capitini
Di che fperando lo Sforz,ch'i douefle loro efTo-
re implacabil nimico diedegli honorat condot-
;

ta di dii mila Caualii, et cinquecento pedoni ^C :

iegnatogli anchor maggire ftipendio ^ ch'egli


non chiedea ; et donatogli un ricco ftendardo con
l'inftgne Sforziche Trouafi anchor preffo noi
.

la capitolationt di quella condotta autenticata


;

di mano di Cecco Simoneta, che fi dice d Cala-


bria ; et del luggello Ducale. Nella quale a fauor
del Coglione capitlauajet proifttea lo Sforza :
Che gurreggiandofi co' Vinitiani; & tDgliendofi
lor Bergamo5& Brefcia, egli haurebbe nell'an dei
dueTerritori allui dato condecenteStatOjcSt Do-
minio Et de primi prigioni da conto, che de ni-
:

jnici fi facefTerOj egli haurebbe fatto cambio, & ri


Icatto
Q^ V 1 N T o.
fy
fcatto di Madonna Tisbe, & delle figliuole : le
quali hauean Vinitiani commeflb a'Magiftrati di
Breicia , che ritener fi douefTero , Se fotto honefta
cuftodia mandarfi Vinegia ; Se di tutti i lor beni
farfiinuentano , Se iequelrro ScrifTero parimen- .

te a Rettori di Bergamo; che richiedendo man-


daffero a Martinengo^ Rumano, che ubbidien-
za preftaflero al Vinitiano Dominio . Vbbid
lenza contradittionMartinengo MaPerfeuallo .

Coglione eh era Podeft in Rumano >& Caftel-


;

lan della Rocca al Conte Nicolino Callepio , fi-


;

gliuol di Trufardoj il quale con gente armata per


entrarui a prefidio Se a Tono! de' Colombi , che
;

con lettere di Madonna Tisbe nelle quali ella. cC ;

fortaua Perleuallo a douer dar la Rocca j di com


pagnia u andarono egli intrepidamente riipoie :
;

Che quella Rocca, la quale hauea Bartolomeo al


la lia fede commeff mentre ei ientifle lui uiuo
;

uolea infino alla morte allui guardarla , Se difen-


derla . Ne per loro proteft , Se minaccie ne per i

prieghi mftantisfimi di tutti i Terrieri; i quali


anzi, che ftare al pericolo d'effer uinti a forza,
ed fcco mefsijdicean uolerdarfi5*&: fenza la
Terra non poter la Rocca longamente tenerli;
egli nonpuot indur prima darla; che da i
fi

Terrieri medefimi gli fi appreientafTero com-


manda-
iy8 L I B R O
'mandamenti , 8c lettere da Bartolomeo impe -

trate . Il quale con njfolutione di non meno


prudente , che benigno Signore j antepofta la
quiete 5&l fluezza de' fuoi al rifpetto de pro-
prii intercisi j egli acconient loro , & accordoisi
col tempo ;rimettendofene alla fperanza di mi-
gliore fortuna. Condotto ch'egli hebbe France-
ico Sforza il Coglione dalle armi^t da confi- ;

gli del quale egli era grandemente animato alla


guerra raccolto su quel di Cremona
; l'efTercito ;

Se quindi fopra un Ponte di Barche con la fcor- ,

ta , Se braccio di Ludouico Gonzaga, oltre Oglio


tielBrefciano traduttolo ; combatterono , Se efpu
gnarono Ponteuico ; Cartello pofto fuUa riua del
fiume onde per un Ponte leuatoio Se di Pietra
: ,

Vinitiani hauean libero nel Cremonefe il paffb


Nella efpugnation del Caftello che per natura 5

& per arte affai da s forte; da' Vinitiani egli era


anco ben guardato, &
difeio Se quantunque nel- ;

lo fpatio di due d, & due notti ella fiforniffe; fa-


ticofa nondimeno , et difficile ; dimoftrolsi la uir
tu, et l'induftria diBartolomeomirabilmtechia
ra, et confpicua I Vinitiani intanto. ; 1 quali pro-
ueggendo con accelerata et
alla futura guerra , ,

grande opera, hauean gettato un Ponte in lull'Ad


da Ripalta fentendo per lo Duca farfi nel Cre-
j

monefe
Q_v r N T o. I
f9
moneie apparecchio affembramento d arme; , &
radunato anchor eglino m fui Brefciano lefferci
to ')
&
lotto il LeonelFano , a cui dato hauean titOr
lo di General Capitano, per Pontoglio in quel di
Bergamo et quindi nella Giara d'Adda pailn^
5

do et parte delle genti loro per lo Ponte a Ripal


;

ta nel Milaneie mandata infino a Borghi della ;

.Citt erancorfi. La quale perprouedimento del


Duca ben tiiunita trouando;et dentro a luoghi
fort; ridotti huomini, & beftie ; et di uittouaglie,

& itrami tutto uoto Contado ripaflati nella il ;

Giara d'Adda et per lo Cremalco uenuti a Sonci


;

no; nobile, et forte Caftello sii quel di Cremona;


et combattutolo , et uinto mifro tanto ipauento
;

alle uicine Cartella che Romanenso , con l*aL


;

tre pole lungo la uia da Ponteuico a Cremona


,

tutte a Vinitiani fi diedero. I quali per quello pre


foammojGiouenalta paffando, minacciauaa
Cremona nella quale era uoce, c'haueflero inten
:

dimento &
trattato A' tanta mofTa, Se progreC
, .

io de Vinitianijdal fuo proponimento niente fi


molTe lo Sforza . Ma come detto habbiamo , egli
pafs nelBrefciano-, Campeg^iauano adunque
amendue quelli efierciti lungo il fiume 02,lio di
rincontro Tun Taltro. Ne gi buon pezzo haueaa
fatto a paefani fntirnemaggiorgrauezzapdin-
com-
l6o Libro
commodo, che d'alloggiamenti,cS: di ftrami Cef :

ita l'una parte , & l'altra dalle icorrerie, dal far


de prigioni, & dal combatter le Terre : quelle (ol
riceuendojche di loro uolunt fi dauano 8c uicen :

deuolemente intendendo flraccarfi^con nudrire


la guerra sii qu el del nimico Quando da quella
.

noua , Se piaceuole maniera di guerra piena d'u- ;

na certa ciuile temperanza, &modeftia; a nimi-


carfi,cS:ofFenderficon ogni iorte d'oltraggio in
quefto modo fi uenne . Hauea Guido Rangone
Condottiere de Vinitiani , da Rumano , oue egli
craprefidio con trecento Caualli, fatto incur-
fione poco anzi fpra quel di Couo ; Caftellojche
a confin di Rumano , su quel di Cremona polTe-
dea il Coglione Ad onta di cui folo , 8c diiprez-.
:

zOjCgli hauea uillanamente fatto dare il guafto


ad un gran fpatio di piano, che fi chiama il Couel
lo . 11 & incolto ha-
quale andando gi a pafco , ,

ueal Bartolomeo, huomo intendente, & prouido,


fatto porre a coltura & tutto era allhor pieno di
;

morbidifsime biade. Et quafi tutto in un tpo ef ;

fndo otto Saccomanni del Coglione iti fuore ac^


cattando ftrame furono da huomini diSan Ze-
;

none, preflTo Brefcia a tre miglia,fette uccifi di lo-


ro, &
nel Nauiglio gettati; et all'ultimo cauato
un occhio, 6c tronca una mano dicendogli,che aj

fuoi
Q^V I N T o. i6l
fioi hor n andafle, & ne rccafle la noua . Le quai
cofe fentendo, Se grauifsimamente Bartolomeo
portando con licenza del Duca, che ad Odano
;

hauea il campo fatto i iQoi porre in arme; con


;

parte anchor di quelli di Ludouico Gonzaga da ;

quattro mila in tutto tra caualierijCt pedoni fcor ;

le ipauentoio, et terribile fin dentro le chiufe,et


in su i fofsi di Brelcia Ributtati nella Citt
: con
gran danno, una groffa banda di Caualli, uenuti
a ipalla et difcia d una gran moltitudine d'huomi
ni , Se beftiami , che da tutto il Contado fuggen-
,

do la furia nimica, s era fotto le mura, quafi a luo-


go ficuro raccolta Et in dilpregio della fiiper-
, .

ba Citt fatto impeto, &


proua d'entrarui a tre
porte con terribili aflalti; lafciatala tutta piena di
tumulto, &ipauento;& San Zenone tornato-
fne , la morte , Se lo ftratio de fuoi con pan cru-
4dcltuendicando;eglinecondufle al campo tra_
Cittadini, Se altri, pi che 4CC prigioni ; & prcf-
Ib due milagrolsi capi di beftie. Daqueftos
grande, &animofo fatto, gli altri Condottieri ;

quale per emulation d'honore Se quale per cupi- ,

guadagno incitati difcorrendo gara


dit di ; , &
predando metteano tutto il Contado , Se la Cit-
,

t, in grandifsimo terrore,& icompiglio . Di che


Vinitiani furon necelsitati del Cremonei leuarfi:
^

0!. Y Sedi
102. Libro
& di iotto Soncino ripaffando rOs^lio iniulBre
iciano tornarfcne S'era il Vinitiano efferato fer^
.

mo preflo a Forzano , in un luogo cinto dalle pa-


ludi talmente, che fuori che per un paffo affai
fretto ei non potea andaruifi Perche ueggendo .

loSforza il quale da quattro miglia iui preffo ha


;

uea il campOjCon quanto loro uantaggio ^traper


ila natura del fito , el commodo d'hauer uittoua-
glie fuffero per accaparfi in quelluogo i nimici ;

egli era con tutto l'effercito uenuto per uietarglie


le Se commetter Giornata. Haueano allhor Vini
5

tiani in campo fedici milaCaualli^et ie'mila pedo


ni. Hauea il DucaFrancefto diciotto mila Caual

I15 &
tre mila fanti Di quello nobihfsimOjcS: po-
.

tentilsimo effercito , alla efpeditione, & imprefa


di tanta importanza, et pencolo, trouiamo Barto
lomeo flato effere conducitore, et guida antepo- :

flo in ci dalla autorit, et giudicio di quel Pren-


cipe , et Capitan iapientifsimo, Ludouico Gon-
zaga , et quanti altri Condottieri illuftri fotto

lui militaffero. Con bello, et maeftreuole ordine^


Se quanto la dilpofitione de luoghi patiua ; con-
duffe commodamente il Coglione, et pof m fao-
ciade nimici leffercito Se con baldanza grande:

sfid loro battaglia I quali hcuendo occupato,


.

Se fornito di potente dil'efa quel pafso, per cui io-


y-rh : lo
Q^v I N T o. I^:j

era dato ne lor campi l'entrata; Se quindi fnza


impedimento dalla Citt, & dal Contado immi
niftrandofi loro uittouaglie in gran copia; & cofi
Iperando douerfi fenza sfoderare la ipada cacciar
da' lor terreni il nimico rifiutarono di por com-
;

battendo le cofe loro in pericolo . Furon tuttauia


di quellijche differo : il LionefTano, 8c Iacopo Pie
cinino riguardando pi al lor proprio, che al
y pu
blico pencolo ; hauer con pi tofto ficuro , che fin
Cero configlio, rifiutato di uenire Giornata; *

Quafi ci fulTe lor dato che penfare affai, & che


guardarfi innanzi,,dal uedere il Coglione; con
tanto d'autorit, & di forze in quello effercito;
minaccioioinfultare,& fulminare in fronte alle
fchiere nimiche: Il quale nonfol per lo (limolo
della propria gloria 8c per lo uincolo artifsimo
;

del militar giuramento; pure per l'ambitiofa g


ra)& contefa di precedenza nell'armi; c^li era
perdouer acremente contra e(si difendere le rat
gion della guerra, per lui buona parte fuicitata^
& commofla ; ma per grauifsime ingiurie , Se of-
fefc, tuttoanchora infiammato ad odio Se uen ,

detta priuata; egli era per douer trattar loro ,m


ogni calo di fortuna contraria da capitali nimi- ,

nci. nondimeno in quel giorno a uifla d'a-


Fecefi
iqendue gli efferciti una zuffa terribile Percio- .

-'J<]' Y ij che
1 ^^ Libro
che parendo Bartolomeo ; che lefTere uenutq
con tanto d'animo, &
forze trouareil nimico j
Se dandone ogniuno ioipefo nella aipettationq
di qualche grande conflitto il non far poi cori-^
j

tr eftb elperimento alcun d arme^fuiTe per douer-.


gli dar nota di poco brauo Guerriere egli and ;

ad afraltare5& far proua di uincer quel pafTo. Nel


quale aflalto non pochi, ma tuttauia pi de ViniT
tiani perirono Conciofia , che mentre Bartolo-
.

V meo dal di fuori animofamente affaltaua, 8c com


batteua nimico hauendo lo Sforza nel pi alto
il ;

margine della palude (fecondo il nouo ufo dal


Coglione introdutto) piantato due groffe bom*
barde; et con efTe tirandola ferendo per fianco;
egli ofFendefTe aspramente i ioldati,che dal di
dentro de camoi alla difela del pafTo accorreua-
no. L eipugnatione del quale conoicendo in ogni
modo lo Sforza pericolofa , et difficile ; richiam
ilCoglion dallafialto et fi nftrinfe nel campo
;

quanto pi puotuicino a nimici: Facendo tut-


tauia Bartolomeofcorrere etlor rompere leuie
j

delia uittouaglia lui pochi giorni , moffo quin


.

di il campo lo Sforza egli and {opragli Orci:


,

Camello che di qua dallOglio affai forte,di rim


,

pettoSoncino,Vinitiani tencano. I quali elsian


xhora fi moffcro. Se accofte il Caftello col campo
fi p-
Q^V I N T O.
\f
fi pofero . Ma poi che Vinitiani in fin uidero, con
tal forte armi non poterfi da' lor fini cacciare il ni
mico mandata parte
; Adda le
delle genti oltre ;

quali moleftalFero il Lodigiano, onde il Duca ha


uea gran lulsidio alla Guerra (limando , che per. ,

queiti incommodi , egli hauefle a tornare su quel


di Cremona ; diedcr quello carico a Carlo Forte-
braccio, detto da Montone, & a Mateo da Capua.
I quali con tre mila Caualli,&: due mila fanti, paf
fato rOglio a Soncino Se con celerit caualcan-
;

do per lo Cremafco a confini di Lodi nel filen- ;

tio della notte non lontan da Cereto fatto hauen


,

do un ponte di naui infuirAdda;& da ciafcun


de capi rizzato un gran Forte Se luno, ialtro ; &
ottimamente munito quindi nel Lodigiano Icor
;

reuano , faccheggiando , Se guaftando Onde fcn .

tendo loSforza di quanto detrimento alla guerra


EifTepcrdouergli effere;cheVinitiani teneliero
in firAdda quel Ponte egli hauea Lodi man-
;

dato Pier Maria Rollo


, Antonio da Landria-
, &
no con mille Caualli Commandando loro che
: 5

dal di fopranel fiume, grande quantit di legna-


me gettaflero La qual mentre Scendendo
. ur- , &
tando ella sforzaffe Se diffoluefle il Porte zisi
, , :

la Baftia pofta in capo d'cflo di uerlo Lodi aflal- ,

taffero, Se facefler proua di leuarne il nnxiico . La


qu^i
66 Libro
qual coia per loro con diligenza efsequita , hebbe
nondimeno efsito alla iperanza contrario . Per-
cioche ueggendo i Capitani Vinitiani quella ma-
teria uenire alla feconda del fiume; diuifo d quel
lato il Ponte oue il corfo pi rapido la iofpinge-
,

u 5 & traheua et lafciatala andar oltre ( che per


; ;

la uiolenza dell'acque ella pafs tantofto) et indi


ricongiunto il Ponte; et alla Baftia;la quale a-
fpramente i nimici hauean comincio a combatte-
re; uenendo in foccorfo; quella non iolo difelero/
maetiandio lor ruppero, &
ricacciarono in Lo-
di. Ne perqnefto intralafci ilDucaFrahcelca
l'imprela del Ponte Se madouui Aleffandro Sfor
:

za il fratello con due mila Caualli. Co' quali, &:


con quelle genti, che fi trouauano in Lodi con ; &
quanti huomini hauea in quella Citta atti a por-
tar arme;&: con tutte le artiglierie delle quali ,

u hauea gran numero; egli andalse ad accamparli


di rimpetto al Ponte. Il quale fecondo l'ordine
andatoui per poca ubbidienza de luoi il pi de'
; ;

quali in fui fare de gli alloggiamenti; attenden-


do pi a lor commodi che , a' commandamenti
del Capitano ; cran giti fuore per uittouaglia , &
flrame fu da Carlo,
; &Mateo
che dalle cime de
;

gli alberi altilsimi nella ripa qua dal fiume ofser-


uarfacerdo ogni fuo progrefso,concclerit,&
filentio
Q_v f N T o. y
hauean palTato il Ponte; affai
filentio incredibile
tato iinprouifmente,& rotto con perdita de cara
pi 5 &
carriaggi ;& di pi che duo milaCaualli:
ruggendofene egli con gran riichio della ulta feri
to L onde il Duca Francefco per le due rotte a
. ;

fuoi date niente anc: or meno animato ail'impre-


ia; er^li commandc a Bartolomeo Coglione; che
con tutte le iienti,chaueanodiqu d'Adda le ftan
-ze,andaire,& toghelse a Vinitiani quel Ponte.
Raccolto Bartolomeo all'infegne l'effercito ;
ch'era con tutti i luoi, da le mila huomini da pie j
.& daCauallo;pel territorodi Crema, non ha^-
uendo pi fpedito camino s'addirizz uerfo il ,

Ponte Et ecco uenendo auifato che Gentile del-


. ;

la Lionefsa Generale de Vinitiani, &Tiberto


,

.Brandolino, con parte dell'esercito leuati del ,.

BrefcianOjs'eran preiso Crema col Fortebrac-


cio accozzati ;& nella uia di Lodi ftauancon le
genti in arme per difendergli il pafso fatto tan* ;

tofto fermar l'ordinanza 8c con brieue frmone


;

preparati i fuoi , & difpoft ad aprirfi il pafso col


ferro; egli and alla diritta pafsando poco men
che radente i nimici I quali fpauentati dalla fm
.

bianza terribile; nella quale con faldo pafso, &


intrepido da bene mftratta battaglia diBartoIo*-
ineo marciaua; et pi dalla uilla fuperba di quel
gran
1168 Libro
gran Capitano che rifplendente , c^ riguardeua^
;

ieper ricche armi, &


pennacchi, fopra un nobil
corhere giua horda lato,hor da fronte uolteg-
giando alleiquadre;nonfi attentar d'affrontar-
lo ; ma lolamente alla coda gli diero un aflalto
Ma egli lor ributt con lor danno & continuan :

do il camino prima che


; , il Sol tramontaffe , alla
Baftiapofta in bocca al Ponte di qua dal fiume ci
peruenne . Alla quale accampatofi ; & da due la-
ti applicatoui machine, &ftormenti da battere;
8c con indefelTo impeto , & sforzo di rcpctiti afl
lalti tutta notte combattutala; la mattina per tem
p l'hebbe uinta, & prela . Indi per lo Ponte all'ai
tra Baftia pafTando ; & col medefimo impeto affa
iitala; quella etiandio fra poche hore occup: par
te pezzi tagliati,parte fommerfi nel fiume,& prfc
lo il rimanente di quanti al lor prefidio trouarfi ,
Le quali amendue pianate , & leuatone il Ponte,
ci f ne torn uittoriof allo Sforza . Il quale an-
chorche pel fprauenire del Verno egli hauefl'e
gi mandato tutti gli altri fioi Capitani alle ftan
ze;(S:s ridotto in Cremona nel tempo nondi- ;

meno da hofteggiarc &


combattere il pi mala-
,

geuole,& alpero &


quando appunto le ftrade da
;

profondifsimi fanghi tutte impedite, 8c guafte in


quei luoghifitrouano;(cieraal fin di Dicem-
bre)
Q^V I N T O. 6p
brc) egli haiiea al Coglion demandata la diffici-
lifsimaimpref delle Baftie,& del Ponte Diche .

rhonore,e'l pregio d'hauerla con tanta celerit


fin condotta tornolli anchor per ci d'afTai pi
,

chiaro,& illuftre Mentre di quella maniera le co


.

f tra Vinitiani, Se lo Sforza intorno all'Adda paf


iuano; Guglielmo da Monferrato, fratello del
Marchel Giouanni , Capitano di chiarifsimo no
me; hauendolo Alfonfo R di Napoli che co' Vi ;

nitiani era in lega afToldato , 8c condotto con


,

quattro mila Caualli Se due mila pedoni hauea


, ;

rotto, &
fatto impeto sii quel d Aleffandna Se : m
pochi giorni coftrettoui il pi delle Caftella
darfi Et quindi nel Tortonefe pafTando
. Poz ; &
zuolo elpugnato egli era corfo predando fin su
;

quel di Paula . Hauea il Duca Francefco m.anda-


to Currado il fratello con tre mila Caualh,c&: cin
quecento fanti difel di cjuella prouincia. Il qua
le ueggcndofi di forze affai inferiore al nimico,
5'era m Aleffandria ridotto : giudicando fare a bo.

farzaf la Citt difendeffe . La quale Icopertafi


in due fattioni diuifa; Se l'una parte Francefi,! al
tra Monferrato inchinando; Se per citemendo
Currado di qualche ieditione Se riuolta egli ha , ;

uea al Duca fatto intendere che sei non ui man- ;

daffe pi gente, quella Citt trouajrfi in manife-


i:.a Z fto
lyo Libro
fio pericolo.L onde poco apprefio hauea lo Sfor
za mandatoui Giouan dalla Noce, con mille Ca
,

ualli;cS:ccn{Liprenia autorit in quella guerra.


Allauenuta del quale ritiratofi Guglielmo nel-
l'AlelTandrino; mentre egli aflediaua Calsino; da
Giouanni,& Currado improuiiamente afTalta-
to,8c Ipogliato decampi
nouo rac
; s'era in Caftel
colto. Ma fentendo iui a pochi d la noua di quel-
la rotta notabile che ad AlefTandro Sforza Vmi-
,

hauean dato in full'Adda; egli hauea riprefo


tiani
animo &
con forze maggiori s'apparecchiaua al
;

la guerra Hauea Giouan dalla Noce tenuto in


.

quei giorni trattato di paffare a Guglielmo Di .

che per lettere di Currado auertito lo Sforza, egli


command ch'ei fi ritenefse, & conducefse a Cre
,

mona Oue efsaminato. Se confefsato il delitto fii


:

fatto morire Era Giouan dalla Noce huom no-


.

bilmente nato nel Caftello di Crema. Hebbe col


R Alfonfo conditioni, Se gradi nella militia ho-
norati . Et prelso lui ne uenne in tanto d autorit,
& di gratia , che fattoi caualiere dell'Ordin Rea-
le5Con titolo di Vice R nella Calabria mandoUo,
Oue tentado egli contra il R coic noue;&: hauen
dol fatto Alfonfo prendere per douer punirlo ;
ad intercefsione,& in gratia del Duca Filippo
lafcioUo. Col quale mentre ei uilsej &co*Mila-
'')/: ri nefi
Q^V I N T O. 171
ncfi dapoi 5 & infin con lo Sforza ; egli hauea mili
tando dato anchor proue tali di ualorCj di fede;
cheie allaiua fama all'eflrcmo ci non hauefse
mancato egli era fcnza dubbio per douer flirne
;

ad alto grado d'honore : et di se lafciar nome tra


Capitani pi illuftri . Se gi prefso altrui forf ex

non baftase a icuiarlo ,


quel defiderio impotente,
infito da Natura nell'huomo , di ftar fopra gli al-
tri . Percioche fi diise , che a Vinitiani pafsando
hauea patteggiato d'haucrneAlelsandria,
egli
Tortona SoUeuato adunque il Duca Franceico,
.

per la uittoria del Ponte a Cereto^della pi graue


-cura, che da qucfto lato il premefse ; egli f caual-
care con la iua gente d'arme contra Guglielmo il
-.Coglione ; il pefo di quella guerra tutto nell'au-
torit, Se uirt fa mettendo . Il quale s chia-
mate le genti le quali guardia di quella Regio-
,

ne Currado tenea et ulcito in campagna; non


j

pur raffren, c&nprefse ogni nouo impeto, et mo


to del potente nimico ma corie anchor ne fu 01 R
;

ni afsai dentro et ne porto gran preda. Venner-


,

gli di quei giorni in foccorf o cinquecento caual-


j1i: guidati da quel Rinaldo Drefnai, ch'egli ha-
ruea gi uinto, Se prefo nella Giornata del Bofco.
Quelli era allhor pel R Carlo Qouernatore in
Alle: Il qualR tolto a fauorire hauea le parti
Z ij- Sfor-
Sforzcfche Diede Bartiomeo a Rinaldo ilpiu
.

delle fiic genti a pi^ con tutte l'artiglierie del cam


p : &
mandoUo combattere Corniento CafteL
lo Al quale dato tutto un di la battaglia Se tra-
. ;

matolo ben munit05& difefo, egli abbandon l'im


prefa^tornandofne il d feguente in Afte. Ma Bar
tolomeo nel Tortonefe pafTando Se pofto il cam
;

p Pozzuolo , ricuperollo per forza Et quiui,


.

<Sc nelle Terre uicine, mife a iuernare i foldati In .

-quefto tempo Renato d'Andegauia uolgarmen-


,

te appellato d'Angi della ftirpe Reale di Fran-


,

cia efTendo poi la morte di Ludouico il fratello


;

iiicceffo nel Regno di Napoli ;& pochi anni ap-


preso cacciatone con l'armi d'Alfonfo^molTo da'
prieghi , Se promefTe , Se da' groisi ftipendi della
Fiorentina Republica, al paflare in aiuto dello
Sforza in Italia egli era giunto in Afte con tren-
j

tacinque {quadre elette di Gaualleria Franceie; ol


duo mila pedoni Era il R a Giouanni Se
tre . ,

Guglielmo per amift^cX: per fangue ftrettamente


congiunto era parimente del Duca Frcefco con
:

fidente,& amico. Il perche tramettendofi giudice;,


Se arbitro di pace fra loro; mentre egli trattaua^et
follecitaua con Bartolomeo l'accordo; et d'altra
parte Guglielmo con infinte cagioni (perciochc
ftimaua il R douerinbneuequindr partire; et
^^ egli
Qjv 1 Ni t"o. i7y
e^li nella guerra meglio, che nella pace , nudriua
1 tempo di mezzo,
loidati) mettea cauillof^ &
mente differiua l'accordo egli non puot longa-
;

mente l'auedimento fagace di Bartolomeo ingan-


narne Il quale come Capitano prudente, non la-
.

fciando ne man^gi di pace di penlare alle cole,


onde egli haueffe potuto s'ella non fguifse, dan
,

aeggiare il nimico poi che apertamente ei uide


;

che a Renato, &


a se date erano da Guglielmo pa
Tole; arte con arte beffando; ma fatti per parole
rendendo egli and fegretifsimamente una not-
;

te, &con gente armata occup all'improuilo per


uia di trattato la Rocca di Borgo ian Martino.Tc
neaGiouan Montaldo da Genoua dal Marchef
Giouanni per denari preftati quella Rocca in pe-
gno Onde uolendo egli assicurare il credito ,
&
lottrarfne a'pericoli della guerra imminente; ha
uea mandato offerendo ad Andrea Birago, Com-
mifsarione gliAlefsandrini; che rimborfando.
glifi la pecunia preftata, dato haurebbe la Roc-

ca. La qualcosa rapportata dal Birago al Co-


glione egli non uoUe perdere occafione s bella
,

da poterne coftringere,cS: trarre con fuo gran van


taggio il nimico alla pace Percioche occupata la
.

Rocca,tanto fpauento quei del Caftello neprefe-


ro3 cheiubito s arrderono.Et Guglielmo,& Gio
uanni
174 Libro
uanni , mofsi dalla grandezza del pencolo per- ;

cioche ilCaflello era pollo appunto nel mezzo


de gli Stati loro ;l^ ben munito, pieno d'ogni &
uittouaglia; liberamente nel R li compromiie-
ro Se pregarlo douer mandare innanzi la pace.
;

Il quale pref tempo a douerla trattare col Duca;

& tatto una tre2,ua,che a ilio arbitrio durafleimof


lo quindi l'ellercito ; nella Lombardia, & nelle
parti interior del Breiciano oue lo Sforza hauea ;

1 campi ; il condurle SeguiUo poco appreflo con


.

le genti Italiane Coglione riportando con iin-


il :

iiolar lua laude della iiuerra con Gu<::.lielmo io-


,

pita grande,
,
&
ben opportuno giouamento allo
Sforza . Le cole del quale , mandato in Aleflan-
dria Bartolomeo Coglione elle andar nel Bre- ,

Iciano tuttauia piggiorando Pcrcioche \' initia- .

ni in quel mentre hauean conibattuto,& elpugna


to Manerbio. Oue ferito, fra pochi d mortofi &
in Brelcia Gentile il lor Capitano quella mag-
, ;

gioranza data haueano a Iacopo Piccinino, gioua


ne bellicolo et feroce Il quale hauendo tanto-
, .

Ilo Quinzano, &


Ponteuico elpugna te parea do ;

iier in brieue al nimico ritogliere cialcun palfo


deirOi;lio et quindi con la fame
: non meno che ,

con Tarmi cacciarlo Quando accrelciuto il Du- .

ca Francelco, et per gli aiuti Francefi^et per le gen


ti
Q_V I N T O. 17^
ti da Bartolomeo condotte, marauigliofamentc
il Ilio cflercito ; et difpofto a profeguire con tante
forze darmi contraVinitiani l'imprela^conuo-
cati alla prefenza del R tutti i prencipali del
campo per douer confultare f opra le ragioni et
j ,

modi del maneggiar tanta guerra dicefi che pri- :

mo de (ili Ludouico Gonzao;a cofi confi-


altri

gliando ei propofe Douerfi da Leuante fopra


:

Afola condurre l'eflcrcito Caftello, che a confin


:

di Mantoua, et Brefcia gi poITcduto hauea il Pa-


dre . Il quale elpugnato, egli afFermaua, che tutto
ci , che da quel lato infino a Brefcia Vinitiani te-
neano, facilmente fi farebbe lor tolto. Et quindi
nel Veronef palFando egli fperaua quella Citt
;

poco amica , dicea , al Vinitiano imperio ; douer


contra loro ioUeuarfi all'arme. Et non elferepun
to uano penfiero ; che paffando l'Adige fi potef se
occupare quanto ha tra Verona, et Vinegia : O di
tanto almeno con le fcorrerie arricchirne Tefser*
cito ; che fenza altro ftipendio ei f n'hauefse nu
drire tutto il profsimo Verno Offerendo egli in .

fomma di douer fmminiftrar da luoi fini, fante-


con tutto ci , che facefse bifb-
rie , et uittouaglie,
c;no al pafsare de fiumi. Col quale configl 10; fon
dato filila fperanzadi cofe in apparenza grandi
neramente, &
magnifiche Se iftentato dalle ga-
;

eliar-
776 Libro
gliarde proferte, che di tutte le cofe a tanta imprc
laopportune faceua il Marcheie egli era per do- ;

uerdi facile trarre il Duca &2I1 altri nella fua 5

lentenza Se Bartolomeo Coglione auuedutofi


, ;

l'apparer del Gonzaga tendere pi tofto alla pr


pria 5 che alla publica cauia;configliatonon ha-
uefse in contrario , & propofto : Prima d'ogni al-
tra cola douerfi ire prendere i pafsi dell'Oglio :
Iquali occupati tutte le Caftella^che nel Cremo-
;

nef, di grano abbondantifsime^Vinitiani tenea-


no ; & il Contado di Bergamo , con tutto ci che ,

tra l'Adda, & l'Oglio era in potefta loro j uolun-


tariamente fi darebbono Aggiungendo che gli
. ,

Orci noui 5 & Rohado non eran da lafciare in


5

tnan de nimici. Percioche, chi quelle due Caftel-


la hauefTe in balia, egli farebbe Signore della par
te fuperiore,& inferior del Brefciano AfFerman :

do quelle col certe effere, & fmmamente oppor


tune alla guerra prefnte; quelle^che proponea &
t Marchefe afiai dubbie, poco utili Fu la fcn- & .

tenza di Bartolomeo da tutti gli altri approuata ;

fuori Criftoforo Torello, Donnino da Paro- &


ma , che col Gonzaga teneano. Finalmente il Du
ta Francefco noue altre ragioni adducendo con-
;

tra l'apparer del Marchefe ;& tutto ci ripeten-


do e hauea propofto il Coglione egli conchiu-
, 3

:
f,
Q^V I N T O. 177
f,& approu fecondo il Configlio di quello do-
uermaneggiarfi la guerra. Diuife adunque lo
Sforza in cinque Colonnelli l'effercito: cialche^

duno affegnando uenticinque Iquadre, di pi che


centouenti huomini d arme ciafcuna: Prendendo
egli per s il primo conducere; il fecondo dan-^.
do al Marchele a Bartolomeo il terzo il quarto
; j

Tiberto Brandolino ; il qual poco anzi allui era


da Vinitiani paffato cS: l'ultimo a Renato Con
; .

Guefto ordine mofTo daGhede il Duca France-


fco egli and combattere, 8c efpugn BalTano >
5

Caftello traPonteuicOj&Manerbio. Indi con


&
maggior difficult, pericolo combatt 8c uin- ,

ie anchor Ponteuico Percioche hauendo il Duca


.

prieghi di Renato concefTo che in combatten;^ ;

do il Caftello i fuoi primi fufTero affare efperir.


menio, Se mottra^quanto nel battagliar delleTer
re 1 Francefi ualeiTero ; & quelli pi delle fole for
ze, & d'un furibondo lor impeto, che d'alcuna ar
te , & peritia di militar dilciplina, ne gli u af alti

lendoli furon da quei dentro refpinti con notabi


;

numero loro Onde


le offefa. Se perdita di buon .

hauendo intanto lo Sforza da un luogo eminente


bombardato le mura ,& fattone cadere un 2;ran
pezzo a Bartolomeo command che per la bat-
; ,

teria ei faceiTe proua d'entrar nel Caftello. Il qua


'

i^j Aa le
178 Libro
le fatto una battaglia de pi ricappati ioldati del-
le fanterie ch'efTo conducea &: con alquante fila
, ;

d'huommi d'arme piedi, il pi Capi di (quadra,


fortificatala in fronte, egli apprefenti iuoi al-
l'afTalto.! quali tuttauia lui pre(ente,(&lommi-
niftrante le cofe opportune al combattere; et lo-
ro innanzi ipingendo, &
animando gran uoce ;
perleruine ialiti della muraglia abbattuta; con
tutto, che quei dentro faceffero ualoroia conteia;
con prona d'ardimento &
di fortezza mirabile,
,

per mezzo l'armi nimiche entrar nel Caftello


Nella prefura del quale i Francefi conuertendo ;

in efferata rabbia la uergogna della male imprefi


battaglia uccifioni , rapine 8c incendi, con ogni
; ,

Ipetie di barbara crudelt, contra ioldati, Ter- &


rieri commiiero Di che tanto ipauento occup
.

Cremona Vinitiani te-


le Caftella , che su quel di
n eano che fuor che Romanengo, Se Soncino, tut
;

te al Duca tornarono Et quelle anchor del pia-


.

no di Breicia, parte combattute & uinte Se par- , ,

te di lor uolunt, da gli Orci noui infuore , fi die-


dero Quelli repentini , Se gran moti , miiro
.

Vinitiani in dubbio, che partito pigliarfi Paren- :

do loro pericoloia cofa longamente


loftarfi pi
a Forzano. Ne d'altra parte ueggendo oue potere
andarfi tal ch'ei non parefTejche ie ne fuggifTero;
:

Se
Q^V I N T O. 179
8c affai ne perdeflro di riputation preffo a pop
li ; uedutifi ogni iperanza di foccorio mancare
Configliando nondimeno i Vinitiani Legati , che
fopratutto ei s'haueffe cura di conferuare leflr-
cito 5 poftifi una notte in ar-
con mirabil filentio

me &
appreftate le cofe opportune al camino 8c
; ;

la mattina per tempo tuttiin una fchiera leuatc


Tinfgne di buon paffo marciando^di l dalla cit
;

t di Breicia, tra le radici de monti e 1 Nauiglio, ,

che del Chefio eice, s'andarono porre col cam-


po Spiacque grandemente allo Sforza , a Bar-
. &
tolomeo Coglione che con la gita del nimico oC
5

ircitofuffe tolta loro 1 occafiondi combatterete^:


duna bella uittoria . Ma hauendoefsi gi, come
detto habbiamO;, ridotto in potefl loro, fuor che
gli Orci noui , tutto il piano di Brefcia ; commife
Bartolomeo lo Sforza, che paffando per Ponto-
glio in quel di Bergamo , egli andaie ricupera-
re Martinengo , & Rumano
Et effo col nmanen .

te dell'eirercito riuolto alla parte montana, mife


,

campo Rohado Caualc con le fe genti d'ar-


.

me iopra Martinengo il Coglione Ma per non .

porre il Cafteilo, che di fua ragion era, in perico-


lo egli patteggi co' Terrieri in fegreto; che pre-
;

fo,ch'ei fi fuile Rohado, efsi anchorfidarebbo-


no . Quindi c^ualcando a Rumano , 8c laiciate
Aa ij mezzo
1 8b ^ L I B n o'^
rnezzo il camino il pi delie genti ; 8c fattofi con
alquanti de fiioi in colpetto a quei della Terra,
-ch'eran corfi alle mura ; dicono^ch'ei non difle lor
altro y iennon , Io fon qua Di che efsi ragunato
.

il Configlio ;& rumoreggiando di douere allui


darfi;maperciocheilPodeft contrariaua lora,
fatto Bartolomeo intendere, ch'eipotea andar-
iene;&nel d leguente per la riipofta tornarfii;
.egli fenza fare lor motto incontinente diuolta.

Maefsi laggiamente tantofto mutato configlio,


dietro mandargli offerendo di dare la Terra ] .

Et efTo ui rimand Antonio Coglione Gondot-


tier di Caualli, Se Dominico da Forl, un de iuoi
Coneftabili i quali a mezza notte nella Terra
:

introdutti, la tenuta in iiio nome ne prefero Et .

Bettino da Couo , il Caftellan della Rocca pat-


,

teggiando d'ufcirne con tutti i fioi libero, fra

due d la rendette Nel breuilsimo fpatio de qua-


.

li tutteanchorleCaflelladiValCallepio, et Tre
fcorio & di quel tratto di piano che ha tra Ber-
; ,

gamo , & Oglio pi con l'autorit che con Tar-


; ,

me, Bartolomeo riduffe all'ubbidienza del Duca.


Il quale hauendo per otto d continui combattu-

to afpramente il Caftel di Rohado Conticino j &


da Carpi che u era dentro prefidio uirilmente
, ,

difendefTelo^chiamatoui con leiue genti il Co-


dio-
Q^V I N TO. iBj
gione,(&roppugnation rinforzata ,11 coftrinfc
ad arrenderfi Ottenuto Rohado quei di Mar-
.
,

tinengo mandarono a darli et Bartolomeo n'an- :

d a pigliarne il pofTefTo con uenticinque CauaL


li Hauea etiandio lo Sforza mandato a combat-
.

tere, &
ottenuto le Rocche di Palazzuolo, d'Iio,
& della Valcamonica : fuor quella di Bre'iblo;
Terra prencipal della Valle che con potente pre ;

fidio era da Vinitiani guardata mentre eflfo Sfor :

za accompagnato pure da' configli, Se dall'arme


;

di Bartolomeo Coglione ito campo a gli Orci;


;

tSccon perpetuo impeto di batterie ,& d'affalti,


notte,& d da pi lati combattuto il Caftello ha- ;

ueal coftretto darfi et di Soncin parimente la


:

dedition uoluntaria poco prima ottenuta . Do-


po l'acquifto degli Orci, hauea il Duca manda-
to Angelo da Capoielue, con parte dell'efTercito
'fopra Romanengo . Ma fentendone l'efpugna-
'tione difficile; perciocheVinitiani u'hauean a di-
fefa buon numero di franchi ioldati;egli ui f
caualcare Coglione. Il quale arriuatoui in
il

quel punto , che il Capitan del prefidio hauea


fuori mandato huomini d'arme, et fan-
alcuni
ti, co'prencipah della Terra perche col Ca- j

poielue attaccalTero parlamento d'accordo ; efsi


nel ueder iopragiungere noua gente nimica, fo-
ipet-
l82 Libro
ipettando d'inganno & repentinamente
uol- ;

gendofi per rifuggir nel Caftello; allettarono con


la fuga loro , &
moflero feguitarli il Coglione.
Et la molTa fu tale che {pmtofi rattamente fra lo
,

ro ; & mifchio con efsi corlo alla porta , Se fatto


impeto; ei u entr loro mal grado: aprendo a'fuoi
la aia d'entrare. Se faccheggiare il Caftello . Ha-
uea anchortr tanto ilDucaFrancelco^per uia
de' fuoi partigiani , folleuate le Cartella della
Giara d'Adda talch cacciatine i Vinitiani prefi-
:

di tutte fuori che Crema s erano allui date Et


5 , .

mentre di quella maniera, col fomento aiuto , &


della prudenza 5 &
dei fatti di Bartolomeo Co-
glione , le cole fauoreuoli per lo Sforza paiTaua-
no non intralafciaua Ludouico Gonzaga di fol-
;

lecitarlo5& pregarlo che per le parti inferior del


:

Brefciano conducendo l'effercito, egli andafTe io-


pra Afola. A' prieghi del quale differendo lo Sfor
za l'oppugnatione di Crema; Se percioche il Ver-
no era prelTo , diftribuite il pi delle geti alle ftan
ze effo , Se Ludouico con due Iquadroni efpedi-
; ,

ti, per combattere Aiola,uerfo il Mantouano n'an

d . Hauendo anzi la gita , conftituito Bartolo-


meo con autorit fuprema. Capitano alla
,
guer-
ra 5 & affedio delle due Citt , Breicia , Se Berga-
mo Come : quello, il quale di tutti i luoghi , Se
paisi 5
Q^V I N T O. 185
pafsi & di ciafcun ripofto cantone delle circo^
,

Itanti contrade hauea particolare, & certa cogni


5

tione,& pratica & nella patria Capo era,&: Prea


:

cipe della parte Guelfa Et : come quel iopra tut-


to per lo cui configlio. Se ualore , egli hauea con
;

tanto animo prela , & con si felice progreffo , fin


quel d condotta,una guerra s grande Et fecon .

do leconuentionij& patti, ch'egli hauea con eC


l^riconfermollo il Duca in fignoraggio libero
di Martinengo,(& Rumano: con aggiunta d'Vr-
gnano , &
Cologno altre due buone Cartella del
,

pianBergamaico. Fermatofi Bartolomeo inVr-


gnano ei non iftette punto bada pel Verno, che
;

di quell'anno fii alpriisimo Ma parte con l'auto- .

rit j & la beniuoienza adoperandoui fidati ami ;

ci , et minirtri parte col terrore^et con Tarmi fra


5 j

pochi d egli accord, Se trafTe alla diuotione del


Duca tutto il rimanente del Piano col pi delle
, ,

Montagne,& Valli di Bergamo luoghi et per :

aiprezzadi fitOj&per ferocit, & copia d'habi-


tanti ,
preflfo che inuincibili . Solo Val Seriana
inferiore , con 1 a Citt tenendo non fi potea dal-
,

la fede de Vinitiani {piccare . Et quei di Val fan


Martino; grande & popolofa Vallata ; e/Tendo in
difparere fra loro del douereal Duca accoftarf.;

fattoui Bartolomeo una caualcata,lor cofrinie


all'ac-
184 '^L I B R O
all'accordo. Staua nella fede pur anco la Rocca di
Br in Valcamonica A' Ibccorfo . della quale ; et
ricuperar che nelle parti ^perior
le fortezze,

del Brelciano occupaua lo Sforza 5haueanVinK


tiani mandato tra di fanteria pagata, et altre gen
,

ti collette di Val di Sabbio^et Valtroppia, da le mi

la huomini in tutto: guidati da Pietro Brunor


da Parma Alla cui moila il Coglione chiamati
. ,

i fuoi dalle ftanze; et da prefidi delle uicineCa-


fella raccolto hauendo all'infegne buon nume-
ro di gente da pie, et da Cauallo, ei fi mif in cami
no per andargli al contrailo . Ma percioche l'ar-
mata, che Vinitiani anchorteneano inlulLagro
d'Iio la qual gouernata dal Conte Nicolin Cai
;

lepio, cofteggiando luna, 8c l'altra riua, 8c tenen


do aperti i pafsi delle uittouaglie , era di fuisidio
grande alle due Citt aflediate ageuolemente ha ;

urebbe potuto porre intoppo , et indugio all'im-


prefa 5 la facilit della quale nella celerit uedea
pofta non per la uia dritta ,
; & Ipedita del Ponte
Callepio; ma per Pallazzuolo nella Francicor-
ta paflando ; et quindi per malageuolifsima f Ira-
da;eirendodineue,ctdi ghiaccio 02,ni coia al-
Ihor pieno; penetrando in Valcamonica egli an- 5

d ad appettare di l da Br cmque miglia preffo


Darfo il nimico . Era la maeftra uia , per doue
Pietro
Q^V 18 f I N T O.
Pietro Brunoroneceisitaua uenire, tagliata da
un largo uafo et dalie alte ripe d'un profonda
,

Torrente Il quale con tutto, cne allhor fufle ien


.

z acqua f ne rendea nondimeno,per rerta,& di-


;

rupata (alita ,
quel palFo difificile . Quiui Barto-
lomeo laiciata tutta lafanteria,condue (quadre
d'huomini d'arme Se buon ordme dato di ci,che
;

affare haueffero; efTo con tutti iCaualli lungo la


delira fponda del Torrente montando; & douc
prima trou la ripa men ardua (cefo gi,& pad
lato oltre; egli fi ferm , cS: appiatt poco di fo^
pra alla uia , doue il terreno abbaflandfi facea al
quanto di ualle Per douere al nimico mentre ei
: ;

fi trauagliaffe nel combattef e il pafio ; fopraue-


nir da (palle Se dentro quel concauo luogo, col-
:

to come il pefce alla nalTa , dargli una ftretta mor


tale. S'era Bartolomeo con tanta celerit, &(-
gretezza quefta efpcditione condotto; ch'egli fi

trou quafi prima in (ul fatto,che fentor n'hauei^


f il nimico . Il quale in fi iniqua ftagione dell'an-
no, null'altro menofperando,chedidouer tro-
uare in quei luoghi mafsime di gente d'arme im-
;

pedita un s terribile incontro Se conofcendo ha


; ;

uer affare con huomo ufo ad abbracciar fatti ,

grandi, & dalla comune ftima lontani; uenen-


do(cne i pie (ofpefo,& tuttauia temendo d'intop-
Bb par
l36 Libro
par ne gli aguati, qu,& l aggirandofi egli heb-" ;

be a man delira ueduto da un mezzo miglio lon


"

tano, da terra alzarfi un uapore,i guifa d unanu-


uola . Onde
Parmigiano (caltrito auiJ&ndo'
il ,

'

tantofto ci non douer altro effere chel' lidore,


,

ci fiato d'una grofTa imbofcatadicauallinimici;


8c uiflofi a manifefto pericolo d'effere tolto di
mezzo 5 8c oppreffo ; fatto all'iniegne dar uolta
in atto pi di fuga jxhedr ritirata 5 fen'ufc della
Valle.Perche Bartolomeo tomandofene a Br; 8c
appreftandofi di combatter la Rocca ella ; non a-
Quin
''

fpett rairalto;ma laluo il prefidio s'arref.


i pafTandoLouere^Terra Lago d'Ifeo,
infili

tra le pi ricche, & fiobili della Montagna di B^r


gamo, & per Val di-Gandino nella Val Seriana
di iotto fcendendo j la qual fola delle noflre Val-
li afpettaua d'effere da Bartolomeo affaltata;
egli efpugn le Rocche 8c fccheggi le Terrey
,

diDifenzano, Comeriduno^et Albino. Et u-;-


nendo uerlo la Citt trou tra Nembro 8c Al-
, ,

bino Ludouico Maluezzi , nobile Condottiere


di gente d'arme Marcheica. Il quale da Berga-
mo oue egli era al Gouerno,uenuto a Valligia-
5

ni in foccorfo; s'era con gran numero loro;& con


altre genti da pie, 8c da Cauallo dalla Citt con-
dotte 5 fermo lungo il Seno nella publica uia. Spe
rande
Q^v I N T o. rSy
rando in qucllcfrettezze di paisi che da fimftra :

hanno il monte, da deftra il precipitio del fiume;


douer loro eller facile l'impeto di Bartolomeo re
primere Il quale ottimamente inftrutto della
.

natura del luogo Se uiftojche uoler quiui com-


;

battere con tutte le forze mafsime co' Canal- ; &


li della grane armatura; gli farebbe non folo d'im
J)edimento, & diiordine .; ma cofa anchor pi to-
i:o del tutto impofsibile ; egli fi diede a peniare
com'ei poteflb. Se diuiderle Se di quella necefsi- ;

t , ed incommodo , a danno del nimico feruirfi


Mandati adunque innanzi per l'erta della ichie-
na del Monte alcuni pochi fanti di corpo franco
&robufto; con guide, &
guallatori, che per la
. neue aflai alta lor faceflero il calle egli comman ;

do loro che peruenuti in lui giogo fopraftante


; ,

al luogo oue per difendere il paflo s eran fermi i


,

'-nimici chetamente il pi che poteflero, grofTe


;

pietre pigliando 5 &


nella neue inuolgendo, ne
facefler palloni. Et tofto, che gi da baffo ei fen
tiffero la battaglia attaccata; cofi con difcreto in-
teruallo dando a' palloni la fpinta mandafTer-
, ,

' gli a percuotere fopra lo ftuolde'nimiciii quali


conftipati per languftia del fito in fchiera di fpro
portionata longhezza 5 niuna di quelle percofe
riceuerebbono in fallo . Et appreso ei comman-
i^ ^ Bb 1) d'
588 Libro
d a Gaiparrin Coelione^Luogotenente fuo; che
con due iquadre dnuomini d'arme; dato eia-
icun d'efsi in groppa vn pedon Baleftriere;ei guaz
:zalTe oltre il Seno ; &
caualcando all' ingi ( per-
-cioche per la decrefcenza, che'l fiume fa ne tempi
-delVerno , ipatio aflai del iuo letto dalla finiftra
iponda hauea icoperto, Se ienz'acque) lafciafTe a
dietro 1 Pedoni i quali come di qua dal fiume il
:

Capitano uedeffero co' nimici alle mani; cofi con


le baleftra d'oltre il fiume per fianco gli teneffero
offefi : & effo doue prima di fotto ei trouaffe il

guado pi facile, ripaffando ilSerio,&falendo


nella publica uia con la caualleria uenifle ad aC
,

laltarli daipalle. Dati quelli ordini adunque,


col rimanente de' iuoi , bene animati inftrutti, , &
uenneBartolomeo ad affrontare i nimici I quali .

con tanto d'ardimento oc di uirt l'afTalto ioften


,

nero che anchor che Bartolomeo acremente lor


;

combattefTe da fronte; & d'oltre il fiume altrettan


to da' Baleftrieri fntifTero faettarfi per fianco;
niente tuttauia di luogo perdendo jaflai in dub-
bio li metteano dell'auenimento , Se iucceflo di
quella battaglia. Quando dall'alta cofta del Mon
te, 1 pallon della neue , l'un prefTo l'altro in gran
copia ruinofamenteicendendo; & rotolando in-
grofsati d'una sformata maniera; uenncro con ter
nbil
Q^ V I N T O. I H^
ribil fracafsosbarragliarda pi Iati la fchiera
nimica Et alla uifta anchor fola; 6c al rotolamcn
.

to ,& fragore di tanto gran machine fieramente ;

adombrando , & infuriando i Caualli; molti fc


ne precipitaron nel fiume. Di che ciafcun de' ni
mici sbigottito uolgendofi ; & lafciato il combat*
tere allo fcampo intendendo di quel fblo perico-
lo ; rotto ogni ordine ;&huomini d
,& confufb
mifchio, 6c Caualli lun iopra l'altro afFollando-
fi ; Se mentre fozzamente fuggiuano nella Caual
lena intoppando, che Gafparrin conducea in ; &
fine d'ogni parte interchiufi gettando larme,&
rendendofi; pochi ne furono uccifi; ma prefi quaa
ti f ne uollero . Tra quali fu il Capitan deirim-
t)ref,
Ludouico Maluezzi, con tutti i fuoi Caual
ijfnza pur uno mancarne:Et Guido,& Antonia
Benzoni &
Roberto da Tiene Capi d'huomini
; ;

d'arme Fu quella di Bartolomeo Coglione ripa


.

tata tra l'altre non ignobil uittoria nauendonc :

egli lafciato a pofteri notabile elTempio di quan


to delle picciole co f pu Capitano prudente a
grandifsimi fatti profittarfialleuolte. Rotti,&
uinti i nimici , le groflTe, 8c ricche Terre di Nem-
bro , Se Alzano diede Bartolomeo in preda a Sol-
dati : Hauendo in s breuifsimo fpatio;che fu trai
fin dell'anno
14 J" 3, e'iprencipio del J"4,
ridot-
to
190 IL I B R O^
to irtpoteft dello sforza laValcamonica tutta,
con tutto il Bergamafco, dalla Citt infuori...
La quale lenza prefidio nmafa^potea far poco ret
ta al Timpeto del uittoriolo nimico : f , come ei fi
temea, fulTe Bartolomeo uenuto .combatterla
Il che non hauer fatto fu attribuito da molti a ri-
uerenza )<& carit della patria alla quale, come :

che gii fufTe facile ei non uoUe far forza Anzi


, .

lafci egli anchor poco appreffb il Maluezzi con


tutti iluoi libero: cola che affai che dubitare ha-
uea dato al Duca Franceico non Bartolomeo co
:

minciaffe uolger l'animo a'Vinitianiri quali a-


fcoio non gli era, che con promeffe grandi il ten-
tauano Ma ci dilsimulando lo Sforza
. in- ; &
^
tendendo maggiormente obligarlofi gli don ;

Arquate^Caftello su quel di Piacenza. Tenea-


no anchor Vinitiani Rocca di Briuio, con
la la
Baftia di qua d'Adda ;& la Rocca di Baieto in
ValSafsina: Alle quali mand Bartolomeo fie

genti, che ricuperar lunacS: l'altra: confumando


quefte reliquie della.Guerra,con la folariputa-
tione^&nome delie-precedenti uittorie. Vfciti
finalmente i due efferciti,Vinitiano, & Sforzeico,
col nouo anno in Campagna ;
quello anim.ofa-
.menteinfltando ;& quello difendendo fatica
dalle fcorrerie continue le Citt di Bergamo ^&
Bre-
Q^v r N T o, 19 F

BrefciaVIe quali hoggimai prelTo eraii.o a douer'


per afledio,& per fame dal nimico effer mnte Vi ;

nitianicon lorgraue pentimento auedutjfi, quan


to fufle cofto lor caro l'hauerfi perduto 8c nimi
, ,

ca'to il Coglione ;deliberaron di condurlo , con ;

promifsiondi quel grado, diche s longamente


'

menti liauean tenuti inibipefo. Finiuafiap


fiToi

punto in quei d la condotta di Bartolomeo col


Duca: Dal quale noua ferma inuitato,riipofHi:
dea uolere Ibr libero . Di che fieramente info-
ipettendo lo Sforza; & ueggendo con quanto fuo
detrimento 5 & accrefcimento delle for:^e nimi-
che auerrebbe, cheBartolomeo a Vinitiani pa|^
,

iaiTe,:ei tenne modo d'indurre NicoloQinnto


Scrnm.o Pontefice , ad oIFerirgli il Gonfalon deL
laChiefa. Ma nulla ci adoper lell'animo di
Bartolomico pur troppo da natura inchinato i
;

ieruitio della Vinitiana Republica: inza che tut-


tauia {limolato ei ne fufle , da richiami , Se prie-
g^hi di Madonna Tisbe. La quale in fin dal tempo
dell'infultoallui fatto, tenuta in fequeftrocon le
figliuole a Vinegia licentiata allhora dai Padri ;
;

6c con dimoftrationi humane, Se cortefi,.perfuaf


douerloro rinconciliareil manto; ella nel te-
nea follecitr.to Se pregato Rimprouerando con
, :

iidep no allo Sforza; Se non meno al manto Che :

di
i9z Libro
di tanti prigioni di grado,quanti in quella guerra
de nimici haucan fatto non fi fufle anchor ipu-
;

to d alcun fare fcielta con cui commodamente di


;

s , Se delle figliuole , gi tanto tempo prigioni fi ,

poteflfe far cambio: Et non pilongamente de-


fraudarne quell'obligo , che per fblenne Ucrittura
n hauea con effb il marito patteggiato lo Sforza
Se contratto Tra quefte tali affai giufte querimo
.

nie, Se punture,era Madonna Tisbe uenuta con le


figliuole a Rumano : effendole per tutto il uiag-
gio da' Magiftrati Vinitiani flato fatto carezze e-
ltraordinarie,& honori. Oue Bartolomeo, con
licenza del Duca partito del campo, effendo ito a
uederla Se dimoratouifi alquantopi di quello
;

che uifita parefTe richiederfi; tanto n'accrebbe la


fofpettion di lui preli allo Sforza che doue poco
;

anzi orecchio non daua chi con Vinitiani eli


proponea di pace egli hauea comincio lafciarie-
;

ne uolentieri parlare Et erane gi ita tanto auan


.

ti la pratica; che mentre ella fi trattaffe, fatto fo-

fpenfione hauean d'arme non ceflfando tuttauia


:

Vinitiani di procurar l'accordo, Se condotta di


Bartolomeo Il quale tutto eh ci potefTe con mag
.

gioruantaggio,anzi fattala pace, pigliare l'ac-

cordo pure per non uoler piggiorarne preffb a


;

Vinitiani la conditione del Duca dando buone 3

parole,
Q^VINTO.. 15?^
parole, giua differendo , & afpettando la cnclu-
lion della pace Nella quale egli fi riputaua lenza
.

altro 5 d'hauere al Duca Francelco fatto in quella


Guerra un acquifto affai grande Et proueggen- .

do effo anchora, come potere in tempo di pace la


propria iua cflinlatione, 8c degnit tenere in gra-
do, &
difendere non hauere lo Sforza punto ca-
;

gion di grauarfene S'erano dopo longhi dibatti-


.

menti tutte le diffcult della pace finalmente ri-


dotte su quello pontiglio che per fola riputatio-
:

ne, 8c degnit loro non uoleano Vinitiani parere,


che uoluntariamente Crema rinontiaffero al Du
caiilqual lnza Crema pertinacilsimamente ri-
fiutaua ogni accordo Et per temperamento di s
.

fatto articolo eran poco lontano a conuenire le


5

parti : Che Bartolomeo Coglione lotto un finto


trattato s'introducefle in Crema :& in quel mOr
d le Quando Bartolomeo
l'haueffe lo Sforza .
;

lenza intereffe grande del quale rilpetto alle C ;

f Iella, ch'egli hauea in quel di Bergamo non poi ;

tea lo Sforza trattare co* Vinitiani di Pace ; & tutr


tauia trattandone lenza parteciparne con efso , in
non uanoiolpetto delle lue cole il mettea'jdatofi
ad inueftigarne 1 legreti ;& Icoperto hauendo,
che'l Duca,'ingratilsimamente hauea da Vinitia-
iii accettato un Capitolo Di douere : a Bartolo-
Cc meo
J
94 Libro
meo Coglione con le proprie armi tofdi mano,
Se dar loro, tutte le Caftella, che nel Bergamafco
tenea ; infiammatone da giuftifsimo fHegno , egli
mand a Vini tiani auertendo che a patto alcu- ;

no di Crema non cedefTero al Duca: il quale ei co


nofceua termini da douere anchor fnza Crema
non rifiutare la Pace: Et tuttauia ftringendo la
pratica, uenne apertamente con loro a Capitola-
tione, 6c condotta di General Capitano Di che .

certificato lo Sforza, uenne effo anchor di fatto al


la pace :reftituendo tutto ci, che nella guerra a'

Vinitiani hauea tolto ; & lafciata lor Crema : che


fu ne pi,ne meno che f dalla fteffa mano di Bar
;

tolomeo riceuuto haueflero quel s nobile,&:gra-.


de Se potente Caftello Trouafi ne i memoriali
, .

del Zailo che conchiufa la pace,


; mand il Duca
Francefco difpettofamente Bartolomeo dicen-
do: Se finalmente hauer fatto tutto ci, ch'ei uo-
lea. Ne uerun de gli fcrittori, ch'io ieguo; ne il
Simoneta medefimo il quale con tanta animofit
j

fcrifle i fatti di Francefco Sforza ha potuto non ;

confefTar quefto uero : che quantunque hoggi-


maiegli haueffenel pugno due la uittoria delle
Citt, Bergamo,& Brefcia fommo,& ultimo prc
;

mio di tutta la guerra; per la partita fpra tutto


di Bartolomeo Coglioneria quale ingiunofmen
te
Q^V I N T o. I9f
te ribellione eglichiama; fuffe il Duca Francefco
necefsitato alla pace Ma perche forf ei potreb-
.

be ad alcuno parere;che nelle tante lodi che di Co


ftanzaj&i di Federa Bartolomeo habbiam date ; af
fai fi fuffe conceffo allaffettion della patria in
pregiudicio del uero potendofne a molta ragio
;

ne,dalfuo piuolte hauere cangiato militia,&


ftipendio, argomentare il contrario: io uorrei,
che i difcreti, Se giudiciofi Lettori oltre alle par- ;

ticolari cagioni , che per noi fcne fono a luoghi


loro a(regnate; confiderarfi uoIgeflTero : Che i

fatti, cS:mouimenti degli huomini grandi, han


lor cagioni , & prencipij , tanto alti alle uolte , &
remoti dalla comune credenza; che chi dalle ap-
parenze da' rumori del uolgo lor giudica , be-
,

ne Ipefso s'inganna. Vorrei confiderafsero appref


o ; che tutta la riputatione ; & tutta per lo pi la
potenza , de i Capitani di quel tempo dipendea ;

dalla fedelt , Se dal perpetuo fguito, d'un mille,


& duo mila ,& talhor maggior numero, di fol-
dati lorpropriii&longamentefott'efsi efsercita
ti. Se nudnti in continue guerre.Nel fin delle qua
li fpefse uolte auenendo ; che alla ingratitudine,
pure alla impotenza del prencipe, per lo quale
preib un Cap -^ano hauea l'arme; alia nemift. &
Se difgratia di quello,contra cui l'hauea mefso ; ei

Ce ij rima-
IC)6 L I B R Ov
rimaneua di mezzo : Ne fi trouando hauer modo,
di che poter nella pace iupplire tanta militia e- ;

jgliera all'un di due necefsitato appigliarfi: O' le^


.-uar nome, & iniegna di Capitan da Ventura ;

rinontiando allarme , ridurfne uita d'huom


^pr'iuato , & ignobile . Per ^faggio quel Capitan
fopra gli altri che con pi antiueduto giudicio ^
;

.penetrando fiei fegreti humori de Prencipi^^


ben accertandoli fin della guerra meglio ipu^. ;

Atfi hauefTe proueder per la pace d alcun fermo

.appoggio. Et di qui fi uedean ben rari iCapitan


di quei tempi , che paffati alcuna uolta non fu fi
fero da quello a quel Prencipe . I quali Prencipi

anchor pei ; mifurando l'altrui dalla propria con


Icienza gli ritogliean per buoni
;
conducean , &
lorfoldo. Ma
qual per teftimonio pi graue,
ne dipi ualida prouaj, della ben notacoftanza
diBartolonxeo pu darfi? Che Vinitiani Signo^ ;

ri di tanto, oculata circnipittione & pruden-,

za nella fpadadi quello ,


;
tutta anchor calda & ,

molle di tante piaghe lor fatte con quanta auto- ;

riti, &balia , ne prima , ne pofcia han mai fatto ;

fidato hauere, &


commefifo la protettione Se di- ,

fela dell'Imperio loro ? Condufferlo Vinitiani


con libero annuale ftipendio di centomila fiori-
ni: Et confermarlo in Dominio di quanto egli
polle-
Q^v I N xb. i^y
pofledea in quel di Bergamo : cti aGGrefcirtierito}

Se aggiunta delle giunditioni j d'i Calcinate , Pa-


lolco 5 & Mornico ySc parimnte di Solz . D^
due ambalciatori della nobilt Vinitiana gli fu lo
Stendardo e 1 Baftone del Militare Imperio, con
,

ogni ipetie di pompa , Se d'honore^ uetitiquat-


tro di Gi gno l'anno 1 4 f f apprelentato in Bre
, ?

fcia Indi pofcia a tre anni nello ipatio de qua-


. ;

li ne per longo tempo appreffo^nelle parti da ter


,

ra Vinitiani guerra non hebbero inuitato Barto ; -

lomeo a noua ferma,(&: condotta et pigliarne il ;

Baftone dalla ftefla mano del nouoSereniisim


Prencipe Pafqual Malipiero egli u ahd^et ui fu ;

con tanto fafto, et pompa racclto ^con quanto


appena intelletto d'humana gloria capace pote
imaginarfi Accompagnatoui da tutti iuoi Con-
:

dottieri et Capi di iquadra: et da qualunque i-


,

gnalato Caualicre , loldato della lua militia :


di CauallijCt d arme; di fpi^auefti et giornee^ ,

et d'ogni forte militare ornamento noKilifsim^


mente forniti Et quefti potean fare un iiumcl^
.

fo di dugento Caualli oltre a due tanto et pi ; ,

famiglia et huomini da ieruitio


, Accompa-' .

gnarlo etiandio non pochi de Cittadin prencipa


li di Bergamo , et Brelcia ; et d'altre Citt del Do
mimo . Et mfino a Marghera j oue per mag-
gior
I ^8 Libro
gior commodo di traggettare i Caualli , egli an*
d ad imbarcarOj ucnnergli da Vinegia mandate^
parte pe;r quindi leuarlo,& parte per accompa-
gnamelo, pi di mille barche . Approfsimatofi
poi alla Citt ; il pi del popolo; parte in su le fon
damenta, & per terra ;
parte per acqua , & in lon-
ghe fchiere di barchette, 8c gondole ; tra iuoni di
trombe, Se di tutte le forti de muficali {tormenti;
ufc ad incontrarlo Precedendo fra gli altri , tr
.

di quella forte Nauigi, che Buccmtoriefsi chia-


mano, di marauigliolo artificio , Se grandezza
Nel primo de' quali fi conducea ilPrencipecon
tutto il Collegio a quali titolo, Se nome della Si-
:

gnoria fi d Nel fecondo il Senato, Se altri Magi


:

ftrati: Nel terzo l'Ambafciarie de i R,& de Pren

cipi;& delle Citt fuddite^uenute afFar la riue-


renza al nouo Serenifsimo Doge Incontratolo .

adunque con quella trionfale pompa ;& fattolo


infili Buccintoro flire lato il Prencipe snella
Citt rintroduffero. Oueinnumerabil moltitu^
dine di gente Cittadina, &ftraniera, non pur le
ripe, & le ftrade ; non le fineftre fol delle cale y ma
da colmi de i tetti fin alleftreme grondaie; lungo
il Canal grande per tutto occupauano. Concio-

fia che tra per la fama. Se openione concetta d'un


,

tanto fpettacolo Se la cupidit del uedere Barto-


;

lomeo
Q^V I N T O. I
9^
lomeo Coglione Capitano d mclito nome per ti
;

toli di tante uittorie accompagnato dalla nobiL


;

t,<&la brauura dell'arme d'Italia dalle uicinc 5

parti , Se lontane, un numero quafi infinito di gen


te ui trafle Smontati nella piazza San Marco ;
.

3c tolto Bartolomeo dal Prencipe,& da'Capi del-


la Republica in mezzo ; egli fu nel Tempio, Se al
maggiore altare condotto: Oue i facri Tefori; ne*
quali quefta fola Citt dell'Europa , co' ricchi/si-
mi R dell'Oriente contende ; pofti erano in mo-
ftra. Quiui fecondo ufnza,celebratofi iDiuinf
iacrifici folenni Se recitatofi un fermon dotto, Se
;

graue ; ilPrencipe in pie leuatofi Se pref d'ins j

l'altare il Baflone Bartolomeo , che a piedi in-


j

ginocchiato f gliera inuocato ; il nome di Dio,


porgendolo difTe Per Autorit , Se Decreto del-
.

l'Eccellentifsima Citt di Vinegia, di Noi Prenci


pe, Se del Senato ; Imperatore, Se General Capita
no di tutte le Genti Se Arme noftre da Terra, fa-
,

rai tu Quefto Bafton Militare,in fegno della tua


:

Podefl, con buono aufpicio. Se uentura,dalle no


ftre man prendi La Maieft la Fede Se le Ra-
: , ,

gion di queflo Imperio , fia tua cura Se impref ,

con degnit, Se decoro , mantenere, Se difendere :

Tu ne prouocando , ne prouocato etiandio fuor ,

de noftri mandati , uerrai co'nimici diffinita


batta-
SCO LI B R O
battaglia Libera Giuriditione, et balia fopra cia-
:

scun de' folcati fl che deirolFef Maieft non fi


;

tratti, a tediamo Alle quali parole , prefe riue-


.

rentemnteilBaftone^et lor fatto conueniente ri


fpofta, ^t leiiatofi ; fu Bartolomeo dalPrencipe fin
allufcitadl Tenipio et quindi da tutto il Colle
;

gio j con gran parte del Senato , accompagnato al


le cal le quali
; magnificamente del publicogli
erano apparate Quiui Bartolomeo;, in fefteggia-
.

menti 5 et conuiti, di liberalit, et iplendidezza


con la Citt gareggiando per diece d fi ritenne
, .^

Et con fingolar piacere del popolo , poco auezz


SI fatti Spettacoli, uirapprefntbellifsimi tor-
neamenti,& giochi d'arme ,& tra elsi dueGio-
ftre Nell'una delle quali non fi permettea l'en-
.

trare fennon Caualieri, Condottieri almeno


di cinquanta lancie :Et di quella era il premio, vn
palio di Broccato d oro di f OC ducati Nell'altra .

era libero entrare qualunque piaceire Se porto- :

le premio un palio di drappo rolato. Della pri-


ma tocc il pregio ad Aritonel dalle Corna Ca^ ;

ualiere,& Condottiere d appruato ualore Del- :

la feconda l'honor hebbe un de gli huomini d'ar-


me di Bartolomeo il cui nome rimaio in ofcu-
i

ro . Tra queft armeggiamenti,&iolazzi, per li-


beral munificenza de Padri 5 fBartolomeo adot
tato
Q^V I N T O.
tatOj&toltonel numero della Nobilt loro. Et
auenne, che la prima uolta , che dal Doge multa-
to egli and al Gran Configlio oue fi facea lo
, ;

SquittiniOjch'elsi chiamano Andare Capello al ;

lui tocc per forte cauar pallottola d'oro: Et in


pratia del Prencipe nomin, &propofe a Podc
ei

fta di Padoua N, Malipiero il quale con larghifl :

fimo concorfo di uoti, & applaufo di tutto il Con


figlio lottenne . Hauendo poi col Prencipe, Se co'
Padri delle bifogne , & affari pertinenti allo Sta-
to, fatto un grane dilcorfo.-et confermatone gli

animi loro in ficurezza , et confidenza grandini-


ma ; egli fi licenti : Et accompagnato per ordine
publicodadue prauifsimi Senatori; torncfTenc
gloriofo alla Patria: che fu del mcf di Giugno,
l'anno I4f 8 Tenne Bartolomeo ilBaRone del
.

Militare Imperio tutto! tempo, clVei uiHc: che


dalla Illa prima condotta f predo ad anni ventu-
no con tanta Fede, et Prudenza & con tanto ter
: ;

ror de*nimici reggendolo; che a Vinitiani mede-


fimi fu di maraui2:lia alle uolte ueij prendo eli e- :

niuli,prouocator loro antichi per silongo tem-


po dar queti:tofi fattamente gli animi lor ni-
micare infiaminati, furon dalla fola autorit 3c ,

dalla ftima d'un tanto Difenditore fopprefsj . Ma


tuttauia non potendo Bartolomeo i^^fimre; che
Dd la
Libro
la virt, Se difciplina delFarme , ftto la fa con-
dotta , in longo otio auuilirfi
s ; & quafi mezzo
il luo Capitanato interrottolocon ardimento ;

magnanimo grandilsimi fatti abbracciando egli ;

and con fiontiisimo elTercito iopra la Roma-


gna iHaucndo l'arme di tutti 1 maggior Prenci-
pi, & Potentati d'Italia j fuor che del Papa, & de
Vinitiani ; al contrailo , Era Tuo dilTegno d'affal-
tar la Toicana inuitato all'imprefa
: con promefl
f gr^indijfsime da Dieti Saluc di Nerone Nicol ,

Soderini, 3c Angelo Acciainoli, fuoriuicni di Fio


renza La quale occupata,intendea'di pallare con
.

tra Ferdinando iiiccelTbre d'Alfonio nel Regno


,

di Napoli Fu quella molla grande, fatta in ap-


.

parenza, con priuate forze, 8c configli d i Bartolo


meo Coglione Ma quei che pi a dentro confi-
. ,

derauan le cole , fur d'openione, eh ei fi fuffe mof


fo con intendimento anchora, 8c fauore de Vini-
tiani ad efTo lofpinti da una nona lega lor gran^
:

demente folpetta Della quale openione. Se cre-


.

denza, s'ha non leggiere argomento da un capi- ,

tolo inierto nella publica licenza,che Vinitiani in


quel tempo dallui richiedi gli diedero: il qual Ca
pitolo dice: Che quantunqueei fi licenzi, &libe
ridai {ruitioloro;e(si nondimeno intendono,
8c uogliono, che la meta gli corra del fo annua-
le
Q^V I N T O. 203
le ftipendio . Altri dilFero anchora eh egli hauea
:

moflo l'armi a preghiere di Paulo Secondo fom-


mo Pontefice . Il quale per la difubbidienza , & ri
tention del Tributo , debito anticamente alla
Chiefa j egli intendea cacciar Ferdinando dai Re
gno di Napoli ; & rinuefirne Renato Hauendo ,

Bartolomeo adunque a nimici gi tolto le Caftel


la di Mordano, Bagniara, Bubano, Se Douadola ;

Se fggiogato con Tarme della Romagna una


parte; raccoltofi da confederati della lega su quel
di Bologna un poderofo effercito diliberaron di ;

uenircon efTo il nimico all'ultimo efpenmento


dell'arme EfTendo Bartolomeo a quei d con le
.

genti nel tcrritoro di Forl a Villa Franca uen- ;

nergli Ambafciatore, Se lettere del l'Imperator F


derigo Per le quali con intercef sione de Signor
: ,

Vinitiani , Bartolomeo nchiedea, faluoccndct-


to,&: fidanza, da poter paceficamente uenire in
Italia , per andarfene a Roma , Se tornarlene . Il

qual faluocondotto non fol prontamente,ma con


tanto anchor di modeftia Bartolom.co gli concef ,

f y ch'ei non mi parr indegno, la fentenza d'effo;


dal latino efTempiOjch'anchor f ne conferua ne
giiArchiui di Bergamo, uolgarmente tradotta;
porre nel fine dell'Opera . Da tutta quella adun-
que potentissima lega Capi della quale eraro
; , il

l:
-
Dd ij R
204 L I B R O
R Ferdinando, la Republica di Fiorenza, & Ga
leazzo Marta figliuolo, , & ficcefiore nel Duca-
to allo Sforza ; contra un priuato Capitano di
guerra^pollofi mano all'arme ; & alla Ricardma
(altri Mclinella han detto
ne confin di Bolo- )

gna, uenutifiapprelTando amenduegli eflerciti;


& dal Capitan della lega ch'era Federigo d'Vrbi ;

nojhuomo peritifsimo nella militar difciplina;


Tantiguardo di Bartolomeo, guidato da Aleffan.-
dro Sforza , in iiil fare de gli alloggiamenti affai
tato , & pollo in pericolo appiccoffene un gran- ;

de , & fnguinoio conflitto Nel quale, per lo fo- .

prauenir della notte combattutofi lume di tor-


chi gran pezza morirono d'una , 8c d'altra parte
,

pi che trecento huomini d'arme; con quattrocen


to grofsi Caualli : tra quali furfeffanta corfieri
della propria Italia diGaleazzo Maria Et mol- .

to anchor pi d'uccirione,&di fngueei ne fa-


rebbe leguito f per la troppo denfa Se folca ce-
; ,

cit delle tenebre uenendo foperchiato ogni lu-


me &
per tutto i due campi ogni cofa riempien-
->

dofi di confufione &: d'errore l'un Capitano


, ; , &
l'altro non haueffe fatto fpiccar la battaglia. Del-

la quale , Se per maggior numero di morti , Se fe-


riti ;& etiandio per ci, che quella ftcffa notte^
leuatifi tacitamente del campo i nimici , in luogo
pi
Q^v r N T o.
20f
pi ficuro fi ritraflero ei ; ( confefTaron perdenti
In qiiefto fatto d'arme che de Cuoi tanti f l'ulti-
;

mo pai che in altro anchor forfe;,partorl a s mc-


;

defimo Bartolomeo gran lode . Auegna che ne


,

per uantaggio di Tito , ne per alcun fortuito acci-


dente;maper fia propria ,& loia intrepidezza,
8c coftanza d animo , & di configlio ; egli foften-
ne,& ripreffe il nimico. Percioche l'appiccata bat
taglia, repentinamente5& fuori d'ogni lua creden
za ingroffando &
per la pocofincera fede d'al-
;

cun de fiioi Condottieri gi la prima ordinanza


dall'un de lati {conciamente inchinando egli , il ;

quale in gran fretta, &


quanto l'anguftia del tem-
po patiua hauendo ordinate le f chiere , iopra un
,

caual groffo, non anchora armato, qua, c&l ag-


girandoli, daua a Capi, Se loldati opportuni auer
timenti, & ricordi ; uifto le cole in un fubito ridot
te quafi eftremo pericolo;della propria lalute,&
di tutt'altro fuori , che della fama, & elhmatione
lua dimentico;nella Ichiera de nemici pi folta; la
quale sbarragliato l'antiguardo era gi prelso a
gli impedimenti uenuta;con lo Hocco impugnato
animofamente ei fi Ipinie. Et appreflb armato del
la loia celata;che frettololamente un ragazzo ven
ne porgli m capo egli cbatt. Se foftenne la pu
;

gna fin tanto che rimettendo i fuoi lordinanza


;

con
zc6 Libro
con gride impeto urtarono, & ributtaro i nimici.
Nella qual prciTura^Sc frangente,s'ei non fufle fta
to huom di pi che grande ardimeto^cS: coraggio;
delle cofc fue tutte d ogni fua paffata gloria
, &
egli era fenza dubbio per douer cadere in quel
giorno . De i Prencipi 8c Capitani pi lUuftri
,

che Bartolomeo hebbe quel tempo fbttole lue


inlegne i nomi fur queft Hercole da Efte Du-
, : ,

ca poi di Ferrara ^AleflTandro Sforza Signore di 5

Pelaro Bonifacio, il qual fu del Monferrato Mar


;

cheie Cicco, et Pino Ordelafifi, di Forl Sienori


5 ;

Aftorre Manfredi , Signor di Faenza ; Giouan


FrancefcOjcS: due figliuoli, Conti della Miran-
dola; Marco de'Pij,e'l fratello, Signori di Car-
pi; Deifebo Conte dell'AnguiUara Giouanni
, ;

Antonio Caldora di Iiefi Se d'altre Caftella, Si-


, ,

gnor nella Marca ;& Sforza Secondo, il quale,


morto Francefco fuo Padre difHegnando 1 Impe ,

rio di Galeazzo il fratello,con Bartolomeo fi con


dufle. Hebbeui anchor Carlo Fortebraccio il ;

quale dalla palla dunMofchetto trapaffatouna


fpalla , fra pochi d morifsi . Herco! e etiandio da
Efte 3 d\ma s fatta arme in un pie ferito, ne rima-
le ftorpiato . Ma fopra tutti gli altri, della fedele
aita , 8c della preftante virt, de 1 tre Generi fuoi ;

molti di quei cafi ribattere; cl^e tra tanto tumul


to.
Q_v r N T o. 207
to , & fluttuamento di coie, igliono venir in con
trarlo ; mirabilmente ilCoglione in quefta Gior-
nata fi ualle di Gherardo , cio Gafparre
: la- , , &
cobo tattiettr Martinenghi De quali tuttauia
, .

Gherardo , il primo honor d'hauere, con grandif


fimo trauaglio, 8c pencolo, ioftenuta la batta-
glia 5 dopo il Capitano acquiftofsi In quei di po- .

co prima, ch'ei fi combattefle, Galeazzo Maria;


il quale con iiiperba altierezza s arrogaua nome
di Sopraintendte, & Moderatore delle cole d'Ita
Ila ; per dar fomento alla Guerra, con la Mo s'era

glie trasferito a Fiorenzra Quiui lentendo il po-


.

co honorato fuccefTo della Ricardina ;& recan-


dofi ad onta , &
perdita grande di s della le- , &
ga: che centra tante lor forze, con tanto lor &
danno, hauelTe retto il Coglione juenutofne m
campo, alpramente ei riprefe Federigo dVrbino;
che di prelTo ad un terzo, fuperior di gente al ni-

mico , rotto non rhauefre,& fconfitto; dando-


gliene quafi carico, &. nota di mala condetta . Ma
quel Capitan prudentifsimo,honoratamente fcol
patolene non pi ali a Fortuna, che alla uirt del
5

nimico la difficult della imputando 8c


vittoria ;

dando a diuedere al Duca quanto egli haueffe af


,

fare con faggio 8c potente a uerfario facilmente


, ;

ci l'indulTe al pcnfar della Pace . La quale per Ga


iparrc
;?o8 Libro Q^v i n t o.
fparre Vimcrcato, Ambaiciatore del Duca , 8c
Gherardo Martinengo, Ambafciator del Coglio
ne com inciata trattarfi preflb il Duca Borfio in
;

Ferrara Se dal R Ferdinando il quale fopra di


; ;

s finalmente uedea tutto il pefb di quella guerra


dcuoluere rcndutofi intanto alla Chiefa il debi-
;

to cenio Se paceficatone il Papa ella fu con lau -


; ;

torit del Sommo Pontefice ,


per Ambalciarie fo-
lenni di tutti i Prencipi , Se potentati d'Italia en ;

trando la Signoria di Vinegia malleuadore,


Se ficurt del fare a Bartolomeo depor
Tarme oc rcftituirc
, le Caftella

occupate con grandifsi-


;

ma riputatione,&
degnit di lui,
come fi

dir
pi auanti , celebrata in Roma,
&conchiufa.

HISTO-
H I 5 T O R I A
DELLA VITA ET FATTI
DELL'ECCELLENTISSIMO
CAPITANO DI CVEKRA

BARTOLOMEO COGLIONE.

Libro Sefto.

LLA gloria dell'Arme il pi de


gli Scrittori antichi tante cofc
attribuirono; che ella da per se;

cio ienzaanchor quelle parti


che fon proprie deiranimo ;

non fi potere in altrui piena-


mente lUuftrare giudicarono. L ondeCefare,
AlefTandro, Ciro, Epaminonda, &
lor fcmiglian
ti ueggiamo la poftcrit grandemente hj^uere io
,

pra gli altri ammirato Ma Jfe io ad efTempio de


.

paffati Scrittori; delle doti, & parti dell'anirr o di


Ee Bar-
Ciro Libro
Bartolomeo Coglione, mi sforzer di trattare j

gi mi preueggio d'hauere color iomigliarmij


i quali dopo una longa nauigatione, credendo en

. trare nel Porto da un nouo foffio di uento uen-


,

gono alle uolte s da lunge relpinti che a douere ,

il lor uiaggio fornire^un pi uafto pelago lor con


uien ripaffare . Conciofia , che le coie , che nar-
rarmi rimangono, tanto alle prenarrate, cS: per
numero,& per degnit mfenori fian meno quan ;

to quefre allanima Regina dominatrice, del


, , &
corpo propriamente appartengono
, le uirti : &
dell'animo tra beni della fortuna, & del corpo,
quafi lucentifsimeftelle nella notte frenaperlo
cielo iparfe, ne loro pofleditori riiplendono . Fu
quello Capitano adunque , ne letterato molto, ne
ctiandio lenza lettere in quella parte a Mario
: aC
fomighatofi pi toflo , che a Celare . Egh nondi-
meno fu de gli huomini Icientiati, Se dotti aman-
tilsimo . De quali qualunque uolta auenifle, che
nella la Corte, ad efperimentare lacorteria,&
munificenza del PrencipejfitroualTer molti; gran
dilsimo piacer fi pigliaua del prouocarl i , Se porr
li a contela fra loro : Di s fatte lotte , Se conten-
dimenti letterali, attentilsimo Ipettatore facen-
dofi. Et dilettauafimarauigliolamente d'udir ra-
gionare delle openioni de gli Aftrologhi, Se Filo
lofi:
Sesto. 2JI
fbfi Quelle cof nondimeno lequali ne gli altif.
: ;

fimi arcani di Natura fon pofte non credendo ;

che elle mai potute fi fuffcro per ragione huma-


na da chi che fia conofcere Et era dir folito che
, . ,

he de corpi ne delle potenze delle ftelle , fi potea


,

per huomo certa icienzahauere:rifiedendo ogni


icienza , Se prefcienza loro nel fegreto lolo dello
Omnipotente Facitore del tutto.Di quette^cS: d al
tre cole pi alte in tempo d otio , di pace len- , & j

done queftionatore &


proponitore tra gli altri
5

Giouanni Antonio Cornazzano nella prefenza 5

fia fi difputaua alle uolte Conciofia, che il Cor- .

nazzano dop^a morte di Franceico Sforza cac


5 ,

ciato di Parma fua patria Se da Bartolomeo beni ;

gnamente raccolto per afl'ai longo tempo preflTo


;

lui fi ritenne Perche pi uolte hauerlo udito di-


.

ce egli; con la fola elperienza delle cole, <& con


una mirabile prudenza. Se perfpicacitd naturale,
le propofte , &
conclufioni altrui impugnare Se ,

conuincere Ne ueruna coia ftata effere in lui pi


.

predante, di quella facilit ,& deftrezza d'mge-


gno;con la quale laltrui openioni alle uolte, &
lefofifticheriepienedacutifsimij&lottihfsimiar
gomenti fopra le quali altri hauea gridando fu-
;

dato buon pezzo; alcuna bella, &noua ragione


adducendoui , alle radici della uerit Se a lume ;

Ee ij Se
2\2 Libro
8c dottrina della ianta fede Gatolica egli riducca.
Di che bene fpeffo aueniua, che dopo una longa
tenzone, ciafcun de diiputantipartiafi fornito di
ammaeftramenti, Se ricordi Et confeC
ialutiferi :

land tutte le volte hauere da vn Capitano di guer


ra alcuna coia imparato alla uita morale , et alla

ialute pertinente dell'anima ;laiciate le fcole de


Filoiof; &la longamente
uerit ne loro icritti
inueftigata finalmente ignorando alla openione ;

di lui paffauano , nella fola fpeculatione del uero


Iddio fondata. Conciofia, che egli fopra tutto fuf
iPrcncipe della Religione ofTeruantifsimo ; &
<li piet inuerfo a Dio Se di cark inuerio a po-
;

ueri fbmmamente eflemplare Di che molti Tem.

pij^Monafteri, & luoghi altri pij, ch*egli edific

Se lafc] nella patria, rendono anchor teftimo-


nio . De quali vn fu la Baiella y Monaftero de Fra
ti Predicanti , fuor della Citta lette miglia, lu ngo
il Serio fiume con acerbiisimo Tuo dolore , Se la-
,*

grime dallui honorato . Percioche quiui Medea


la figliuola j che di leffanta anni egli acquift
d'una amica Vergine di bellezze ,& di coftumi
j

clettifsimi 5 Se per ci dal Padre tenerifsimamen-


te amata ; uenendo anzi tempo a morte, fepell, et
depofe entro un'arca di finifsimo marmo Marti- .

nengo , Caftello della iua ditione, egli ampli, et


accreb-
Sesto. 213
accrebbe di due Monaftcri,&lorTempij; l'uno
dentro le mura , dicato a Santa Chiara,per Verg
poco fuori, dicato SanFrancc-
ni Sacre; l'altro
Ico per Frati Minori Vn luogo Pio intitolato
, . ,

appunto la Piet^di ben tr mila ducati d'entrata;


da douer difpeniarfi in maritando, et dotando p
uere et honefte Donzelle della Citt, et del Con
,

tad eglij don alla Comunit di Ber


inftitui , Se

gamo. NellaPiazza della Citt, prefib il mag-


gior Tempio , egli conftruflTe, & orn d'efquifitif
fimi marmi, & /colture ; Se del iepolcro fio , eoa
la (tatua equeftre ad oro ; la Chiesetta, & Capella
di SanGiouanni Battifta: con afTegnamento di1
perpetui ftipendij, per dueSacerdoti, & Chierici;
che flennemente iui attendono a diuini offici :

Opera,& monumento,ilquale,& alla magnificen


za della Patria,et alla degnit di tant'huomo uera
mente rifponde In Rumano parimente Caftcllo
.

della fia ditione,afrai ricco,et celebre pel mercato


delle biade,che da tutti e luoghi finitimi quiui fan
concorfo;egli edific vna Chieia S.Pietro.Et tut
to quel tratto di portico, di botteghe^^t di ftanze ;
che dalla portaOritaleman deiba tendono in-
fino alla piazza; ad ornamento,&: comodo rubli-
co fabnc: Se morendo lafcionne la Miferico dia e

di quel Comune herede.Quiui etiandio per lui fu


rono
2i4 Libro
rno da Sinigaglia tradotte, et nel maggior Tem
pio offerte, parte delle lacre offa, 8c reliquie della
Peccatrice Maria.La quale trafportatione in quel
tempo, and Capitano perlo Duca Fi-
ch'egli u
lippo , di queftomodo ella auennc. Era unFra-
Beino de Grotti di Caftel di Rumano Capei
, ,

lan del Coglione Qneft hauendo a calo troua-


.

to ne i riponigli legreti del maggior Altare d'una


Chieftta campeftre; che fuor di Sinigaglia per la
longa guerra giua lenza colto alcune Reliquie ;

con un memoriale antico atteftante fi come l'uni :

ca figliuola d'un Signor di Marfiglia douendone ;

al Conte di Sinigaglia andare a manto; dal Padre


impetrato parte^delle facre oda di Maddalena, 8c
di Lazzaro quiui ella le hauea diuotamente ripo
;

fte:& di s fatta ventura il Frate tutto lieto corren


do affarne Bartolomeo auifato , 8c proporgli :

Ch'egli haurebbe fatto opera neramente a Dio


grata ;& le lue Cartella arricchite d'un pretiolo
teloro; le leuando quelle {ante Reliquie del luo-
go, oue lenza honore qlle ftauano mandaffele ad ;

offerir ne'lor Tempii; Bartolomeo nel licenti


con s fatta rilpofta : Che se , come ioldato 8c ,

huom pieno di molti peccati , non fi conuenia ne


fatti di Dio, de' Santi tramettere : Ma allui , co-
me Sacerdote , 8c miniftro delle cole diuine , s'ap-
par-
S H S T Q. z\ y
partcnea, 8c era lecito d elle Reliquie fare quanto
ben gli parelTe Perclie Fra Bellino quindi le Re-
.

liquie leuandojcS: in quelle parti recandole ; quel-


le diLazzaro nel maggior Tempio diCouo^c^
quelle di Maddalena nella Chiela prencipal di
Rumano , con fomma ueneratione, Se giubilo
damendueque popoli apprcfent. Fara, Villa,
&poder maggiore della Milcricordia di Berga-
mo, egli miglior, Se dot di quell'acqua che la ,

Ruggia della Miiericordia fi chiama inducendo :

con lalua autorit il Comun di Rumano libe-


ramente concedergliele La Citt. , & patria fa
come figliuolo madre gratifsimo, benefic gran
demente, &giou:conducendoui con grofTodi
fpendio,per diuerfi canali, copia d'acque abon-
deuole oc per l'ufo de IVI olmi Se per irrigarne i
: j

terreni, di profitto grandifsimo. InTrelcorio,


Boreo diece mjijlia dalla Citt dilcofto,e2li inue
ftig, Secau Bagni (ulfurei, fpetialmente appro
priati al mal della Lepra Se ftanze hofpitali
:

commodo de uli mfermi ni edific. Era anchor


luo diflegno d'eftrarrc dal Brembo^ Se per aprita
re,&tapliament] di Montai.^ ne altifsimecondur-
re nella Citt un Nauiglioiimpreia ueramente
Reale; ne punto difdiceuole all'animo etiandio
del Magno AlelTandro: Quando gi compalTata,
&
ii6 Libr
<&: liuellatarOpcra,gli fu da morte interrotta^
Solza, dal fuo nafcimcnto illuftrata , di muraglia
cingendo, forma di Caftello ei ridulTe Se gli ha ;

bitanti fioi tutti d'ogni cenlo^et gabella f in per-


petuo liberi . Nella cafa Cogliona egli port ti-
toli j et benefici Ecclefiaftichi, di degnit, 8c d'en-
trata i migliori , che fian nella patria Conciofia y .

che a Battifta Coglione, gi Protonotario, la Ba-


dia di San Polo , con la Preuollura di Galgare et ;

Galeazzo Coglioneria Preuoftura della Magio


ne 5 egli impetraffe dal Sommo Pontefice. Molti
altri etiandio della lua famiglia ; et fopra tutto
quelli, che dar fi uollero allarme; egli benefic,
et prouide loro di gradi , et condotte . Et in tanto
di eftimatione,et di gratia prefiTo Vinitiani laiciol
li; che se i lor difcendenti ; ieguendo le ueftigia
de loro paflati non hauefier mancato a ie mede-
;

fimi erano perdouer ritrarne, con degnit, et


;

fplendore di efla famiglia,quafi d un patrimonio


ampio, et ftabile , perpetui honori , et commodi
Vno de quali, et tra gli altri di pi egregio nome,
fu Benedetto Coglione.Il quale daVinitiani man
dato,con Bertoldo da Elle^alla guerra,chePaiaze
te Ottomano nella Morea lor mofie capo prenci ;

pale nella efpugnation diMifidr^chepreirogli


antichi fu Sparta; mori ualoroiamente combatten
do,
S E S T O. 1\J
(do, et vincendo 1 imprefa Malpaga , Cadello
. ftt

te miglia dalla Citt lontano; per le guerre,et per


la uetuft ruinato ; egli nllor, et orn di nobilif
fime Ilanze rendendol con la iua continua habi-
:

catione, et dimora, il pi famof,ct celebre di tut-'


Quiui dmemPrencipi, et R, non fla^
ta Italia .

mente loro Ambafciarie mandarono ma cCsi an^ ;

chormedefimi; quale per trattar con eflodi con-


federationi,& leghe; & quale per fola cagione
d'honorarlo , 8c conoicerlo ; uennero alle uolte.^
Criftierno Re della Dacia tornandofene dal pc- ;

rcgrinaggio di Roma;prima,che egli ufciiTe d'Ita


lia , uoUc uedere il Coglione , et uifitarlo in Mal-
paga Oue con grande
: , & fontuofo apparecchio
Bartolomeo il raccolie; & trattenne m conuiti, in
torneamenti, in caccie, et altri diporti Reali con :

merauiglia di quel Re grandifsima;che in una


quail folitaria TerrettajhauefTe tanto di magnifi-
cenza, &fplendore;c&: copia di tutte lecofe elet-
tifsime . Ma fopra tutto di nono , & di giocondo
Spettacolo , fu a Criftierno l'incontro , che Barto-
lomeo gli fece . Il quale tra per lafciare al Re,& a
fuoi , che fur molti , (8c era tempo d'Eftate) libera
laftanzadi tutta la Rocca ;& dar infieme al R
ftraniero alcun faggio dell'arme. Se della difcipli
na militare d'Italia; s'era poco fuor di Malpaga,
,
Ff lun2:o
2 1 Libro-
lango la uia un piano per doue il R ueniua,*
in ,

polto lotto a padiglioni Se tende dentro a fof , ; &


fi Se fteccati in apparenza Se forma d'un uero ,
5 ; , ;

Se ben intefo alloggiamento Campale . Di douC


nellapprofsimarfi del R Bartolomeo .uicend
,

fbpraun gran corfiere bardato ,& ben guernito^


da guerra Se effb , fuori che! capo Imperatoriat-:
; ,

mente armato tutt'arme leguendol due foli Icb- ;

dieri , che gli portauano elmo lancia-. Se di p, , &


co interuallo tutta la fua Banda , ch'era da fe^ceriL

to caualli 5 in battaglia; co' fuoi condottierij,(&


iquadrieri ; tutti gente fiorita , Se nobilifsimamcn
te armata 5 & montata ; a bandiere ipiegate,<&: a:

fuono di trombe; come ie da uero ei conducefTe lo


ro a Giornata in uifta ueramente marauiglioia
;

et fiperba uenne ad incontrarlo L'ordine dellhi .

ftoria richiede; che inquefto luogo io non pafsi


l'auenimento d'un fatto di memoria piaceuole ^p
Hauea tra fuoi Criftierno un Daco huom di imi ;

j[urata,et moftruofa grandezza: il quale pochi tro


uando , ch'ardififero, et neffun, chebaftafle di con
traftargli alla lotta ; pigliauafi il R piacere di gi
re in lui oftentando la ferocit, et robuftezza del-
la natione. Hora hauendo egli un di coftui; il Re,
et Bartolomeo prefenti giocato, et uinto alcuni; ;

i quali con pi coraggiofit che giudiao eran ue^

i
nuti
Sesto. 21 Q
nuti con cflo troppo diiuguale paragone di for-
za; et tuttauia sfidando orgogliofamente ocjni-
uno al certame ; egli auenne , che fuor del cerchio
tra gli altri,chattendeanoalgioco5trouo{si un
Montanaiode'noflri;ilquaIe hauea quel d per
la Corte condotto carbone.Giouinaftro d'un uen
ticinque anni ,& di perfona ben foda , 8c quadra-
;

ta. Il quale come longamentc auezzo a lottar co'


fioi pan hauendo notato affai tofto che quanto
; ;

di grandezza, & di corporale forza uantaggiaua


quel Daco, altrettanto di maeftria & di deftrez- ,

za gli mancaua nel gioco; ne lofferire potendo,


che con tanto auuilimento,&dilprezzo deno-
ftn braueggiaffe un Barbaro ;(S:ieco diipettoia-
mente dicendo ; s'egli hauefle affar meco, non uin
cerebbe me forf fu lentito da tale , che a Bartolo
;

meo il rapport . Ilquale fattolfi chiamare in di-


Iparte ; & da capo d pie effaminatolo &
giudica-
;

tolo affai atto a quel fare,che di ie promettea fat- ;

tolo ipogliare,& forbire ;& tutto riueftir nobil-


mente in habito militare Hor u animolamente :

glidiffe, et da ualentehuomo portandoti cotefti


ueftimentifiantuoi. Scef il Carbonaio nel cam-
po, &enne allaproua col Daco. la Imilurata
forza del quale hauendo egli per alquanto con
moftre,cS: uifte falle accortamente atteggiando
;
Ff ij icher-
2Z0 Libro
ichernita ; prefa l'occafion tantofto , eh ci ie la u
debella curuando ; il capone IdofTo d'un repenti-
no lancio /otto effo airaueriario auen tolsi. Et io-
pra Tanche abbracciatolo ;&folleuatol di pefo;
capo in gi , et piedi inaltoPhebbeflefo in ter-
ra con het lisimo rumore,& applauib di tutti gli
:

adanti A' quali


: fi moltiplic nfo, & fefta , facen^
do Bartolomeo portare al nouo Campione in iql
campo i Tuoi vili drappi . De quali colui fatto un
fatelo y Se gettatolfi in collo , uia f n'and portati
doieloquafiunnobil trofeo della fua uittoria..
Don Bartolomeo al R partendo una delle fuc ,

armature di fino,&pretioiolauoro: Et tutta la


ieruit Reale honoreuolmente di nouo ei ne man
d ueftita a uermiglio , & bianco , che fu iiia li-

urea. Di quel tempo anchora^ch'ei s'apparecchia-


ua alla guerra,& al pafTar con Tarme fopra la Ro
magna Borfio da Efte, Duca di Ferrara,con gran
j

de, &nobile compagnia allui uenne. Dal quale


niente meno alla grande fu incontrato, raccol- &
to, Se per alquanti d trattenuto in Malpaga Po- .

co fopra quel tempo, Franccfco Sforza , Prencipe


-di tanta eftimationc,&:uirt;fcntendofi hoggi-
mai uecchio ,& infermo auicinare alla morte j et
conofcendo affai bene,di quanto momto al man
tenere in pace A nouo Prencipato a figliuoli, fuffc
per
Sesto. 221
per doucr eflcr loro ramiftj&bcnfuolcnza di
Bartolomeo due ; d'elsi , Sforza , & Filippo , fan-
ciulli di nobilifsima indole, &:fperanza,hauea al
lui mandati che riuerenza gli faccfTerOjcX: per pa
:

drc il falutaffero: I quali con ogni fpctic di carez-


ze^ct d'honore fur da Bartolomeo riceuuti,& trat
tati, per quanto lor piacque dimorarli in Malpa-
ga c appreflTo con magnificili doni rimandatine
:

al Padre Percioche in qualunque cola alla ripu-


.

tation gli importafle , fu Bartolomeo del denaio


ipra ogni credenza liberale, 8c profuf Ne in .

mantnere,& difendere la propria degnit,& de-


coro, egli iopport giamai , ch'altri rauanzafle
Nella conuerfatione, fu ienza pan humano,& af
fabile . Tra i grandi, con l'humile, ei non era huo
mo pi di lui dimefTo ; con l'altiero etiandio niu-
na cola era pi del lio liperciglio luperba. Il che
ben affai uolte ma molto pi allhor fi conobbe :
;

che da Galeazzo Maria, potentilsimo, 8c audacif


fimo giouane,dopo il fatto d'arme della Riccardi
na , prouocato a battaglia di mille cauaglieri per
{)arte ; nella quale della virt , 8c della gloria mi^
itar contendeffero, con taglia ftatuita al perden-
te di cento mila ducati; egli con s fatto animo al-
labbattimento fi accinfe; che appena il Sommo
Pontefice, con tutti e Prencipi d'Italia ; dubitane
do
22? L I B R o:
4d non da s fatte Scintille s'eccitafTero incendi]

maggiori; con efficacifsimi prieghi il poteronpla


care , &
ritirar dal combattere Egli fu di tanta .

magnani^Tiit, et eoftanza;.che quale tra quefte ,

duevirtii-in lui douefTe all'altra anteporfi, fu dif-


ficile il farne giudicio . Incarcerato ne* Form di
Monza;et da perlbnc iottopolte per Nicolo Guer
nero follecitato longamente drdouer allui fare
uoluntaria rinontia delle fquadre fue con patto j ;

die confeguire ei n'huefle la libert 8c lauita^ ,

egli non fipuot indur mai douere della degni-


tySc del titolo ilio rnilitarefgradarfi : coftantiC-
(imamente nfpondendo quella professione ho-
;

norata^che dal materno uentre l'huom portajnoti


fi douer mai fnnon conia aita lafciare Fnon- .

dimeno per altro di s fatta lenit, & clemenza.;


che quelto folo da molti gli era imputato uitio w
Conciofia, che fulla fidanza della fua non punt
uendicoia natura, egli fufleda perfone etiandio
abiettifsime, in cofc di grande importanza,& con
pencolo anchor della ulta ofFelb alle uolte dal
, :

fuo mite,& compalsioneu ole animo niente pi


abhorrendofijche fuor della guerra lo fpargimen
to del fngue Et per ci del pigliare fiiplitio
. ;

ne eneo de nimici medefimi con tutto che ifcufa-;

tifsimamenteil poteffe fare; non fi allegr egli


mai
S^ STO.- 223
n^i ', Anzi la malignit , et perfidia lor ^^ <-on la

carit^ & coi benelcio ricompens, Se fu^orq pi


uolte : Hauendo anchor poi , che all'Impenoimrj^.
litaref ali unto, alcun de figliuoli ,& nipoti di
padre gli ucciiero, uari gradi di de%
quelli, the'l
gnita innalzati Tra quali fu Gio. Guardin Ca-j:
.

diDondaccio , Auolo del Ca^


Ualiere; figliuol &
ualier Gio. Guardino, chor urne Vno folamenp .

te in tempo di pace egli pun nella vita : Il pecca-


to del quale era ueramente di perdono indegnilsi
mo Queft fu un fuo Cancelliere, nominato
. Am
bruogi(i>,peF patria Milanefe Il quale da Galeaz-: .

zo Maria con pecunia corrotto hauea accettato ,

8c fatto opera di auelenarlo . Di che contra an-


,

chor la: natura deli ofFeio Prencipe,impiccato per


la gola in Rumano riport premio alla lua mal-
uagit conueneuole Gli emuli , . & auerfari foi -,

non nmmaua mai altro,che con parole honora-


te. Et le imai^ini de Prencipi, & Capitani allui ni
rnici ; folo ch'ei portalTero egregio nome nell'ar-;
me vuoile hauere incala con degnif depinte
Dalle lufinghe della gloria ei non fi lafcimai
punto allettare. Conciofia, che mal uolentieri
egli udifiedarfi quelle lodi anchora,che con le
propriefati:he,&ludori ei s'hauea pure acqui-,
ilato. Perche a chiunque lui prelente hauelTe pre^^
io
io a parlarne non daua orccchio, da quel par-
;

lamento in altro accortamente il poneua de gli :

Adulatori fbpra tutti gli huomini nimiciisimoir


Al colto , & ftudio delle uirt,cSl: della gloria, pi
con ueri effetti , che con apparenze egli intel 8c :

pi di fortezza nella prudenza , &


nel configlio
che ne pericoli , 8c richi delle col moftr Ouc .

nondimeno richiedeffe il bisogno , fu di tanta ani


mofit, 8c franchezza d'animo,di quanta grande-
mente ogniuno, ma bafteuolmente neffuno po-
trebbe lodarlo : Hauendo egli perci molte uol-
te, 8c molte , la prefTo che acquiftata uittoria, con
fuo grandifsimo rifchio , tolta loro di mano , ,
ritardata a nimici . Garzone anchora sbarbato
cgh hebbe fare una proua di fmilurato ualore :
dal cui (lo effempio l'antichit di tanti iuoi mi-
racoli gonfia^quafi daun nouo Code, fu dalla no
ilra et pareggiata Hauea Alfonfo R di Napo
.

il , guerreggiando con Giouanna la Regina alfe ,

diato Acerra ; dello effercito del quale Braccio


era Capitan. Queft facendo poco fuor delle mu
racauarftterra un Cunicolo;et andando egH o-
gni d uedere, f fecondo il dilTegno l'opera s'an
daffe fornendo ; per non darne indicio a' nimici
accompagnato da un iolo ilquale era il Coglio-
;

ne ( cne conofciutolo d'animo, 8c i corpo fran-


;

co.
Sesto. 22f
COj&'robufto, tolto continua guardia.^ difcfa
della perfona Thauca ) Se quei della Terra al-
fia

cun fentore hauendone^locchio in quella parte


tuttauia tenelTero ; all'andare di Braccio , ch'era
d un pie zoppo uenuti , m non dubbia credenza
ch'egli fulTe d'e/Toj dato nano allarme in gran nu
mero; con certa fperanza di douerui entro oppri-
mere il Capitan nimico , corfero impetucfamen-
tc al Cunicolo , &
Bartolomeo trouarui Il quale .

{emendo lo ftrepito dell'armi nimiche ;nc perla


grandezza del pericolo punto perdutofi d'animo;
con la fpada loia Se con un picciolo feudo fattofi
,

dauanti la bocca del Cunicolo mille colpi ber-


zaglio {oftenne intrepidifsmiamente il lor impe
;

to Se ferendo
: , & ferito tanto lor contefe l'entra-
ta , che quei del campo uicino, al rumor accorren
do, Terra cSrialuo il Capitano
gli ributtar nella ;

rihebbcro Apprefnt Braccio ad Alfcnlo il Co


.

glionc Se in raccontando il calo gli dille Rico-


: .

nolci R dalla uirtii fegnalata di quello genero


fo Garzone , tuo Capitano, Se dell'ef
la ialute del

fercito Egli lolo, Se primaticcio foldato, col lio


.

fortifiimo petto , propugnacelo ad amendue con


ero a nimici hoggi flato . Perche il Rpnmie-
; ^ ramtc in faccia di tutto l'efTercito l'autore di tan
tp fatto lod: Et di poi prefo permeano ,& foli e-

Gg uato
2l6 Libro
nato Cogl ione 8c bafciatolo, con s fatte paro-
il ,

le honoroUo Qualunque tu ti fiaj il quale la For


.

tuna, hoggi alla n olir Maieft mifencordeuole,


ha ne campi noitri condotto ; sij tu fempre laluo
& f elice ;& della gratia noftra tuo pieno uoto
partecipe . Hoggi la patria tua nel tuo udore ha,
ben moftro, quanta , Se quale ella debba eftimarfi
&
Perche da hora innanzi, noi Bergamafco5& tu
Aragoneie,con uicendeuole carit degneremo ap,
pellarci Et per quella man, ch'io ti porgo laqua.
. ;

le inino al renderti ugual cambio del iangue, chcv


di te medefimo, 8c de nimici hoggi hai fparto el- ;

la far lempre alla tua debitrice; per Dio Im- &


mortale fi ti promettiamo; che la Regia Caia Ara
gona 5 ne a te, ne a tuoi , in alcun tempo m^i uerr
meno con quelle promifsioni magnifiche,accom
:

pagnate etiandio da doni Reali, raccomandatolo


Braccio , Se licentiatolo . Di quel tem.po,che pel
Duca Filippo Brelcia era flretta d'affedio ; com-,
battendofi un Forte, che ne monti diTrento ha-
uean preffo d Tenna rizzato i nimici alla cui di- ;

fefa, con buon numero di fortilsimi foldati,era:


Talian Forlano; fpinto Bartolomeo per mezzo
una (quadra nimica , c'hauea dato fuori, cqn inci-
tatilsimocorfoil cauallo;&animofmente pafl
^^
lato fin dentro ripari ; per douer compagni^ f ^

igui-
Sesto. 227
fguitoThauelTero 5 alla uittoria del Forte con la
fpada far uia prima non fi puot quindi refpin-
;

^ere; che dallo ftuol de nimici; il qual tutto in un


{libito ^li fi mile dintorno tronche
3 le gambe al
cauallo et da colpi di uerettoni , 6c d'altre armi
5*

la celata gli fufle del capo gettata. In quel fatto


d arme ; nel quale le genti Vinitiane Fornouo ri
ceuettero da Francelco Sforza, Capitano della
Milanel Republica,quella grande {confitta; egli
diede etiandio nobilifsimo paragone della corag
giofit, Se franchezza dell'animo iuo Conciofia,
.

che andandone gi col General Capitano tutto il


campo de Vinitiani in fuga et gran parte del uin
;

citore eflcrcito uenilFe come certa preda per aC


commefla
ialtar gli (leccati; la difela de' quali era
al Coglione egli per la rotta de fuoi non isbigot
;

tito punto ma con grande animo ufcendo ad af-


;

frontare i nimici gli ributt due , et tre uolte , Se


;

lor fece ritirar di buon fpatio . Et mouendo final-


mente contra efTo lo Sforza con tutto l'efiTercito ;

egli reflue anchor buon pezzo , et mantenne la di-


fela de campi quanto fiumana forza,et uirt po-
,

tefife ballare . Ma fopra tutto in quella Giornata ;

come dicemmo poco anzi^folo, et


nella quale 5
hoggimai uecchio di feflTantaftte anni, egli com-
batte ultimamente contra il pi dell'armi d'Ita-
^^ Gg 1) Ila 5
2^8 Libro
lia ; da quantopericolo , per lo fuo marauigliof
ardimento, rifcote(re,& riponefle le fccofein
ficiiro ; da ci, che raccto n'habbiamo, affai ma
nifefto. Conciofia^chein quel canuto capo allhor
marsimamete apparue un uiuacifsimo ardor d'a-
nimo ; &
un difprezzo della morte ueramente in-
credibile Nello effequire delle faccnde, fu di tan
.

to fpedita, & accelerata prontezza ; che tutti i Ca


pitan del fuo tempo fiiper in ci di gran lunga
Di che Ipefsilsime uolte auenne, che campeggian
do egli con Franceico Sforza j&leuandofi quel-
lo la diman per tempo douer ci porre in opera,
che profitto dell'effercito hauea diuiiato la not-
te; egli trou Bartolomeo preoccupato hauer l'o-

pera,c&: con la fia uigilanza fornita.La prima uol


ta,che per laMilanef Republica egli ruppe Fran
cefi ; uenendo tuttauia la noua crelcendo di quel-
la tanto afpettata Vittoria j dicefi, che lo Sforza; il

quale effo anchor Capitano de Milanefi, allhor


combattea Piacenza; coftantilsirnamente negol-
la : & non per altro, che per la celerit del fcceC
/o ueramente incredibile; non fi puot prima in-
durre crederla che due prigioni Francefi,con al
;

cune collane, et armi alloruio, in nome del Co-


glione gli furpre(entati:& allhor finalmente cu
Icrfi alla marauiglia del fatto ammutito. Concio-
Ca,
Sesto. 2Z<)
fia, che caminando a giornate grandifsime,<& alle
diciottohoredun giorno arriuando in faccia a ni
mici; lenza punto d'indugio egli appicc il fatto
d'arme : & alle uentiuna gli hcbbe uinti , 8c rotti
Fu nella militar difciplina di tato antiueduta pru
denza^chepermoltilsime uolte,che ne facefler
proua i nimici ne iproueduto mai, ne difordina^
,

to il trouarono . Di che egli rend chiara proua


tra Cartellona ;, & Sant'Angelo . Oue trouandofi
alle ftanze;& da MichelettoAttendolo, Celare
da Martinengo, 8c Mateo da Sant'Angelo , Capi^
tani de' Vinitiani con ogni forte aftutia
; fcaltri &
meato di guerra, tentato, 8c prouocato pi uolte ;

per circonuenirlo, Stirarlo difauantaggiofa-


mente combattere egli folo con pochiisima gen-
;

te ; ma con uirt ueramente inuincibile hor qua ;

hor l campeggiando ne luoghi di pi forte fito ;


lnza alcun lio pericolo, dilordine, quafi nouo
Fabio Malsimo,tenne loro a bada^& foftenne: {hn
n giamai d'altro,uincitore almen certo della in-
uidia loro: I quali cotanti circoftando,& inliltan
do allui folo, niente altro alla fine, che confufio-
ne,& Icorno, con alto ftupore della marauigliol
fagacit,&:uigilanza di Bartolomeo riportarne.
Fu preffo a Prencipi,et R,noftrali,et ftranieri,ia
tanta opcnione^cS: credito di fcienza , 8c di poten-
za
2 ^ L I B K 0-*

za neirarmi ; & oltre a ci d'incorrotta integrit


et coftanza ; che egli ne confegu non fclo i pi iL
luftri titoli et eccellenti gradi che ne prima ne
5 , ,

pofcia alcun altro mai Capitano di guerra ma ;

molti anchor pi maggiori ci n rifiut: con occa


fioni grandifsime da douer auanzarfene in non
mediocre flato di Signoria, et Dominio Dilibe- .

rando Pio Secondo Pontefice cacciar della Roma


gna Sigiimondo^et Roberto d'Arimino; egli man
d Bartolomeo offerendo il Gonfalonato della
Santa Chiei; con buon numero di gente d'armi
pagate con le quali cacciando
: i Malatefli , per se
n acquiflafTeil lor Prencipato Bianca DuchefTa .

di Milano morto Francefco Sforza il marito et


; ;

Galeazzo il figliuolo militando in Francia; ella


inuit al gouernOj Se difefa dello fiato il Coglio-
ne offerendogli oltre un groflo ftipendio Trez
: ,

zo fortifsimo Caflello gi poffeduto dal Padre :

con tutte le geti d'arme Sforzefche onde egli s'an :

daffe ad occuparla Romagna. Aggiungcndo,che


ella intendea di douer fermare cotal confederati
ne con perpetuo legame d'amifl,
5 parentado & ;

Se ci era con le nozze della Medea , ch'ella defi-


deraua per nuora. Dopo il fatto d'arme della Rie
cardina ; effendofi per opera di Paulo Secondo
Sommo Pontefice, le cole d'Italia compofle; sfat
tamen-
S H S T 0.1 231
tmen te per, che tutto il don della pace fi r iceu,
et riconobbe da Bartolomeo Coglione;egii fu dal
Sommo Pontefice) da Ferdinando R di Napoli
Se da tutti 1 Potentati che m quel la pace conuon-
,

nero dichiarato General Capitano alla guerra


;

contra Turchi bandita la quale per la morte po-


:

co poi iiicceffa del Papa fi diliurb,& interruppe.


Haisi della detta dichiaratione teftimomo ampif
fimo neU'iftromento della pace,fedelmente eftrat
to da gli Archiui di Roma hafTene il Breue e-
: &
tiandio del Sommo Pontefice la cui uolgare fcn^ :

tenza^con altre lettere patenti di Priuilegi^et Con


dotte,potranno 1 curiofi lettori ueder nel fine del--
rOpera. Qiiafi nel medefimo tempo, Renato
d'Andegauia, Sercniisimo R di Napoli, mandol
liuna patente folenne d'un Priuilegio Reale nel :

quale egli orn, & nobilit Bartolomeo Coglio-:


ne del cognome dell'infegne, Se dell'arme, della
,

Cala d'Angi. Intendendo grandemente Renato


a gratificarli quell'huomo con l'armi , Se co' con-
;

figli del quale, egli hauea anchor Iperanza di do-:


uer nel Regno rimetterfi Trouafi la detta paten-
.

te, cumulata di tutte quelle laudi che a gran Ca-1 ,

pitano di guerra dar fi pofion mag^^iori , nell'an-


tico Regiiro del la nofira Citta : con lettere par-
ticolari del R a Bartolomeo, nel tenore, che fi

leg-
2^2 Libro
legger poco oltre Egli f anchor da Sanefi a'
.
;

quali Iacopo Piccinino improuifmentc hauca


moflbuna terribile guerra; richiedo douer pi-
gliare il Capitanato, & l'armi in difela loro . La
quale impref egli haurebbe uolentieri accettata ;
fi per hauerne a difendere dall'arme oltraggiofe,
&ingiufte quell'amica Rcpublicajcomeetiandio
per abbatterne Tinfolentc arroganza di Iacopo
Ilio naturale nimico Ma mentre Vinitiani met-:
.

teano indugio al dargli licenza , coftretti dalla


guerra i Sanefi d'altro Capitano prouiddero. Lcg
gonlenequi prefTo lettere, fopra ci allui ferme
per gli Officiali della Balia di Siena Pochi anni .

apprefTo Ludouico Vndecimo, Re di Francia; im


plicato in una grauiisima guerra co' Prencipi , Se
Baroni del Regno tent primieramente per Lu-
;

douico Valpergo,AmbaK:iatore iuo,di condur


Bartolomeo , Capitano di tutti e iiioi efTerciti of :

ferendogli ftipendio di i fo mila corone. Et di


poi per mezzo d'Halano , il Cardinal d'Auigno-
ne , li gli mand ad offerire il titolo di Luogote-
nente, (S:Goucrnator Generale; con Signoria di
dato condecente in auel Re2.n0 accrefcendo oU :

tre a ci lo ftipendio fin 2C0 mila corone: Se


promettendogliene malleuadori in qualunque
Citt pi gli piaceffe d'Italia : con quefto obligo
llo^
S E^ STO." 2^3
fblo, ch'ei d'ouefTe condurne iuo foldo una ban*
da di mille Caualli. Ma ch'ei non accettafle il par
tito, il rifpetto flo de Vinitiani il ritenne a qua :

li egli conolcea il Re Ludouico grandemente n

mico 3c contra loro hauer lempre fauoreggiatp


:

Sforzefchi L'anno finalmente


. 1 47 ;, a* cinque ^!i
Genaro; Carlo Duca di Borgogna^pctentifsirno,
& bcUicofifsimoPrencipejdiflegnando romper
:guerra gli Suizzeri; gli mand la patente d'un
priuilegio Ducale . Nel quale magnificando Se ,

^ftollendo al cielo i fuoi menti, decorollo del Co


^nome , & dell'arme della Cala Borgogna ; con^
languineo , 8c parente fio appellandolo . Et po-
nchi giorni poi , uenne Bartolomeo col Duca Ca
ipitolatione, & condotta di Luogotenente, Se Ca-
:pitan Generale con ftipendio di ducati d oro cea
;

tocinquanta mila: Se con tante premmenze,& ho


nori, quanto apparir dall'eflempio d'efla capito
lationc ; che ci trouiamo affermata di proprio pu
gno , & figgello di Carlo . Accett quella con-
/dotta il Coglione: ha uendo egli allhor finita co'
Vinitiani la ferma : & per ci auiiandoefsi non
-dcuer grauarlenc; chele cofe loro daMare,per la
-pace di recente col gran Turco conchiuia , fi trd-
'uauano quete : ne da Terra etiandio iopraftaua
-lor pencolo, ne ioipetto di guerra Nel qual caio :

^
Hh ha'jca
2 ^4 Libro
hauea Bartolomeo patto d effer libero della mil4
tia di Carlo . Ma hauendo egli a Padri mandato
richiedendo licenza ; & non mancaiGTer di quelli ,

a cui parefFe far bene il concedergliele apro d'un


Prencipe della Republica amantilsimo;con foU
leuarne da tanto ftipendio l'Erario, affai grauata
da carichi della guerra pafTata ; 1 openion nondi-i
meno di coloro preualf : i quali configliaron 5
non fi potere lenza manifefto pericolo di noui ec
citamenti d'arme in Italia, leuarne il Coglione:
Et tanto lor pi che a gli altri douer toccarne il
, ,

penfiero; quanto efsi mancarne uerrebbono di


pi potente difef Fu la biiogna in lomma coG
.

grauementc cfiderata da' Padri; che prefo di non


licentiarlo, eleflTero M. Giorgio Cornaro, per au
torit^cS: per grado facilmente allhor Prenoipe di

tutto il Senato il quale Bartolomeo n andafle',


:

& facelTe di trarlo nella uolont loro . Scriffero


ctiandio a M. Bernardo Bembo , loro Ambafcia^
tor prefso a Carlo : che egli ponefse ogni oper^
per difporre quel Prencipe ad affoluere dell'obli
go della condotta il Coglione. Venne il Cornaro
a Malpaga et s con Bartolomeo oper che egli
; ,

fi content por termine alla iua gita in BorgCK-

gna dentro il quale fufle cura de Vinitiani rifco


:

tergliene la fede Carlo impegnata Soprauen- .

nero
Sesto. i]f
fiero in quefta letterediCarlo al Coglione; dal-
la diligenza, &deftrezza d'ingegno mirabile di
M. Bernardo impetrate Per le quali dicea il Du-
.

ca in gratia della Vinitiana Republica laiciar li


5 ,

bero allui di le fare quanto gli era grado Di


,
.

che Vinitiani, folleuati d'una cura afTai graue,


uennero con Bartolomeo a noua ferma, circon-
dotta La quale per M. Andrea Vendramini Pro
.

curator di San Marco Oratore ad efiTa eletto Se


, ,

mandato flennemente fi tratt,& fi contrafle in


,

Malpaga Et leggonfi nella Prefation del contrat


.

to parole di s fatto tenore: Che ancor che per vna


certa loro ofleruanza di leggi , la condotta dell'Il
luftre, & potente Bartolomeo Coglione fi reftrin
ga in parole dentro a confueti termini ( ci era ;

d'anno, in anno) l'intention nondimeno del Pren


cipe,(& del Senato quefta eflere ch'egli fia condot
;

to lor Generale in uita Et in teftimonio Se pe-


: ,

gno d'una buona. Se liberal volunt uerlo lui del-


la Republica,di ftipendio gli accrefcono diece mi
la fiorini . Credefi che Bartolomeo per la efpedi-
tion di Borgogna leuafTequel nouo Stendardo, et
^Imprefa, che alla diritta mano del luo Sepolcro
nchor pende Oue dal naturale ci fi uede che ar
. :

mato pie nobilmente all'antica , ha fopra la ceU


^tailcimier d'unLcone^che ranicchiatofi femva
Hh ij in
: :^
'
<L I B R
ih sa:lc gambe dinanzi. Et con aitBe le mani,ch'ar
4^at^Cgli ha drlVlanopoie,tien pei capelli di die-
tro, & a se tira di forza, un bellifsimo capo di
.Donna. La quale tutta cinta di raggi ,& con oc-
thii>tcali,fouraefroinfinoal petto (punta fuo^
i-unanuuola. Se pure ei fi pu chiamar nuuolcij
-un certo falcio jC&uiluppo d'alcune bende, olii:
teij ch'intagliate a fogliami, & di color diuerfe^
^ibtt elfo il petto le ondeggiano. Et lo Stendardo
^a alto, & parimente da baffo, ha dueSoliun per
icanto ; che d'un uiluppomedefimo mezzo coper
ti rifolendono Et a quel poco di {patio d'un fQ
.

rito oratello, fili quale ei ferma le piante, fanno


un bel cerchio & corona tredici tefte allui iiolt^
,

di Leon lenza lingua Et tutto il rimanentedelr^


.

lo Stendardo coiparfo di raggi, & fiaccole d'o^


rocche dal bel capo lucente della Donna sfauiL
lano De quali raggi anchor parte u n ha cui
. ,

pur s'attrauerfa quel nubilofo uiluppo La inten .

tione , & mifterio della qua! nobile impreia per ,

noi fi lafcia, & rimette perfpicaci giudici) de cu


a'

riofi Lettori . Ma gi non ci par di tacere ; effere


anchor fama collante preffb il pi de noftri che :

Bartolomeo in quella uolta, con animo fopra l'o-


t alto,& grande, haueffefatto diffegno nel Du-
cat o di Milano & patteggiatone parte col Duc^
:
Sesto: 2\j ^

di Borc!;o^iia . La qual cof Viniriani auertendo,


& non parendo lor bene, fotto altre infinte cagio-
ni hauere interrottola . Riferiua M. Bernardo
Bembo raccontando in quanto
; alta efpettatione

fu fiero rarnii di Bartolomeo prefTo quel gran


Prencipe, hauer pi d'una uolta , alla prelenza di
molti , quelle parole udito dir Carlo : Quandun-
que Iddio mi fargratiadi ueder Capitano delle
mie genti il Coglione, io non mi idegner punta
di farmi , &
di darmi nome d'un de iuoi huomini
d'arme mentre io n'apprenda l'arte della Italiana
:

militia . Ma Bartolomeo ienza dubbio lafciofsi fa


cilmente ritrarre da quella, & da tant'altre occa-
fion,che gli uennero, da douer auanzarlene in
&
maggiore flato, potenza da un certo Ilio inna-
;

to,& partiale rilguardo, ch'egli hebbe fempre pi


alla degnit, & al ieruitio della Vinitiana Repu-
blica, che a' luoi propri] honori, 3c commodi : Ol
tre che il trouarfiegli hoggimai nell'et lenza fi-r
gli malchi, affai il doueffe ritrarre dalla ambino^
ne, & dal farfi con le (peranze molt'oltre Ma toc ,

nandoa'fuoi modi,&:coftumi: nella politia^:


ornamento del corpo, ei non fi cur gran fatto
d auanzare i Prencipi, & Capitan del fuo tempo :
ma nell'apparato, 8c pompa militare , egli fi sfor^
zobeniempre di gir anzi gli altri Tutte le cor-. .

tU ti
2^8 L I B R O
ti' de' Pr rtcipi di quella et fur dalla Magnificen-^'
za,&.{pIendore della fua Corte agguagliate.Oue
tuttauia , come fu (citatore, 8c riparatore dell'an
tica militia , illuftrifsimi Prencipi , & chiariisimi
Capitani allui concorreuano Et nobilifsimi gio .

uani di tutta Italia^de quali u hauea lempre buon


numero, fi recauano fauore, 8c gratia,d efifere al
iuo ieruigio tolti.Tra quelli nondimeno,per non
so quale conuenienza di natura, 8c di iangue, egli
am lempre afTai Piacentini. Et di tutti inlm-
ma quei foli, ne quali IcorgefFe alcun raggio di
uirt,& di ualore apparire,egli hauea cari; & con
eftimatione eguale a menti prouedeua loro. I lo-
fpetti di uilt, & codardia \ 6c ciancioni , & male-
dici da le gi non cacciaua ma in ieruit difuti-
; ;

le, (Sedi pocolorfuturo profitto, quanto era lor


grado con fperanza uana pafcea. A' f eminatori di
fcandali , 8c riffe, daua egli bando del tutto imi- :

tatore in ci del Magno AlefTandro. Abondio de


Longhi, di patria Comafco per nobilt di coftu- ;

rni, per efperienza di cof, & per profefsion di let


tere , huomo ucramente egregio ; alla fomma fa-
io di tutti i liToi fegreti fu admefTo Egli fu offer-
.

uatifsimo del diritto, 8c del giufto . Ne mai fafti-


ditofi trou del dare udienza d qualunque ricco,

pouero allui ricorreffe. Ne uerun de fuoi folda


S E S T 0/ ly)
ti ; come che egli ne tenelTe libero imperio ; ritrajF-

i mai dal Tribunale , & Giudicio, di que Muni-


cipi, 8c Terre, oue eisi hauefTero , contratto de-
commeflo Egli reffe,
bito , delitto tenne i
. &
^101 popoli fotto un s cortcf 8c liberale gouer^ ,

no che qual uolta auiene che Baldaffarre Zailo


;
,

ne memoriali foi per incidenza ne tratti; ei ie ne


dilata intanto , &
compiace ch'ei pare , ch'altrui ;

f ne rapprefnti un felicissimo fecolo dell'et del


roro.Conciolia,che non folo ei non grauaffe i fiid
diti di noue impofte , & gabelle ; anzi di lor moL
tij&molti,- quale per mxunificenza afroluta5&:
quale per aflai leggier cenfo priuilegi^cS: effen^ ;

tuo lor beni d'ogni carico publico Tra quefti fu .

rono prencipalmente i Falsi: antica,& nobil fami


glia della noftra Citt: &per ci dalluimolto
honorata^cS: prezzata; che di quel tempo in lei
fioriuano huomini di legnalato ualore nella To-
ga, Se nell'Armi . Le quali immunit, 8c priuile-
gi , infino al d prefnte , dal Sereniisimo Vinitia-
,no Dominio s'honorano inuiolabilmente, & o{-
,

ieruano . In tutta la fua vita leru egli fingolare


temperamento, et modeftia ne cibi, 8c quelli an- :

chor grofsi,et uolgari,et nel fnno parimente


Tal che non mai laiegucnte hora
parcisimo.
mangiando ne il Soie nafcente dormendo il ib-
; ^

pragiun-
240 L I^BRQ:
pragiuneca. La qual buona ufnza fommamentc
^ii giouo quella uolta che Gentile della LioneC
5

i, et Iacopo Piccinino ad Ifola della Scala affair


,

trJo :trouandofi egli allhora inpiauanti l'al-

ba; che facea ferrare un Corfiere. Dopo il man;,


"giare, per circa mezza hora di Ipatio, in ragionar
menti di uarie cof piaceuoli egli iolea trattener-
fi. Et iopra tutto con giocondifsima memoria^
raccontaua alle uoltc alcuno di que fatti notabi-
li, che nella fagiouanezzaegli hauelle ueduto
da' bellicofi Capitani, con prodezza, & ualore
operarfi : Da un cotal modo, tt habito, pieno d u-
na grauit uenerabile, di quel uecchio ben parlan
te, affai d ornamento,(S: di gratia alla materia del
le cole aggiungeitlld^i. Egli non fi dilett gran fat
to del parlare llraniero: ma ufando per lo pi la
fiia propria , 8c naturale fauella, fu nelle rifpofte,
et ne' motti pronto , graue , et arguto . A Cecco
Simoneta , Segretario del Duca Francefco il qua ;

le effendo allui venuto in Rumano per trattare di


ricondurlo col Duca Se dicendogli il Coglione,
;

ch'ei uolea ftarfi 1 ibero et rifpondendo allui Ce.c


;

co con certo rifo mordente


; -; Sai tu ci , che ne pp
tra dire lo Sforza ? Che tu fei un gran ualent'huo-
mo, ma dalle migliaia de Ducati per poco fei uin
to : Et tu gli potrai per me rifponderC; diffe a Cec
co
Sesto. 241
co il Coglione: Che con maggiore fua onta,etuer
gogna , non dalle migliaia, ma da un Ducato fo-
le egli ha lafciatofi uincere: Alludendo argutiC
(Imamente al Ducato di Milano: per lo quale eflb
Sforza di Capitano, et Difenditore de Milanefi,
;

ch'egli era in mezzo appunto alla guerra; l'arme


;

contra efsi nuolf Venendogli rapporto , ch'un


.

Prencipe giouane nome io perdono dicca


; al cui ;

marauigliarfi non poco che un huomo di s gra-


;

ne etjcome Bartolomeo era tanto anchor fi per-


,

deffe nell'amor delle Donne Molto pi mi mara


:

uiglio io , rilpofe che un giouane ,


; come dello ,
tanto nell'odio loro fi perda ch'ei non habbia p
;

tuto, non ch'altro, uiua /offerire la madre Ritor :

cendo acremente in lui la morditura, et notando-


lo delPatricidio imputatogli Egli fu di uigoria .

di corpo, et d'agilit, et deftrezza fommamente


mirabile. Nouo,&priuato ioldato di Braccio;
& armato di corazza fupe
lui prefente alle uolte ;

rnelcorlo ogni ipedito pedone :diiarmato an-


d quafi del Caualiere al paro In quefra fm ui- .

gorofita,cS: deftrezza, egli fi conferu, c^ manten


ne fin preflo all'eftrema iiecchiaia. Conciofia che,
non lenza tedio,& ifanchezza bene fpcfCo de' 2^10
uani , che l'accompagnauano egli anchor cami- ;

nafTe, per uia dcfl eremo , quafi ogni mattina , lo

li ipatio
2^2 Libro
fpatio di ben cinque miglia . Fu d'alta , Se ritta, Se
ben comprefTa ftatura;& di proportionata,& ben
nfpondente unione, Se collegamento di membra.
Fu di peliagione alquanto pi al folco, che al
chiaro tendente imprefla tuttauia d'una carna-
:

gione fanguigna5& uiuacc. Hebbe occhi neri;nel-


la guardatura & acutezza del lume, uiui, pene-
tranti , Se terribili . Ne lineamenti del nafb , Se di
tutta la faccia , una certa uiril
egli rappreientaua
nobilt, accompagnata da bont,& prudenza co :

me dal fuo naturale ritratto, pollo in fronte all'o-


pera, altri pu congietturar facilmente Ma per- .

cioche il prcfuporre,ch'un huomo;nato mafsi-


mamente , et nudrito nella licenza dell'arme; deg
gi poter uiuer libero d'ogni forte uitio ella fa- ;

rebbe coia non pure incredibile , ma etiandio una


quafimanifeftabeftemmia;ei nonfideue tacere:
che quefto folo difFetto, infito da natura nell'huo
mo, tante fue uirt puot opporfi che all'amo- :

re, Se piacer delle Donne, alquanto pi l del con

ueneuoleei lafciaffe portarfi. Inchinatoui affai


tuttauia oltre ad
; una certa dilpofition corpora-
le ; la quale in lui fin all'ultimo fi conieru lieta

Se uiuida dal defiderio d'hauerne,


; et dopo s la-
fciarne alcun figliuol maich jo Conciofia , che di .

Madonna Tisbe , nata de Martinenghi ; famiglia


illu.
Sesto. 24^
illuftre, & potente nella Citt di Brefcia ; matro-
na di mirabil prudenza, Se i coftuini iantifsimi ;
la quale eiTendo egli hoggimai uecchio mancol-
li ncn gli rimanele che una tgliuola femina, det
;

ta Caterina:la quale egli marit in Galparre Mar


tinengo Raccontaua con alacrit Se con quella
. ;

faporitezza di rilo ch'altri fatto haurebbc d'una


,

burla piaccuole che hauendo egli un d la dote


;

della moglie tutta riceuuta in contanti 8c tanto- ;

fio predatala tre de luoi foldati efsi il d mede-


;

fimo gliele portar uia, pafTando a nimici Hebbe .

due figliuole non leggittime Vrfina , Se Ilotta le :

quali am, et tratt come leggittime. La prima


maritata Gherardo, l'altra lacobo, efsi anchor
Martinenghi; condottieri iuoi tuttiettrc,&huo
mini ualorofi nell'arme. AlelTandro Eftorre,&
Giulio Celare nipoti allui rimafi d'Vrfina , fom
,

mamente egli am, cS: tenne cari Et due di loro


.

AlelTandro, Se Giulio , priuilegi, Se honor del


fio coG:nome, Se dell'arme .Nel fuo Teftamento
egli inlHtu heredi per la Terza parte AlelTan-
dro, Se Eftorre affegnando loro oltre di molti
; ;

altri beni nel Bergamalco, Se Brefciano le giuri- ;

ditioni , Se domini di tutte le Caftella Hauendo- .

ne egli da' Signor Vinitiani ottenuto mer o,et mi-


fo imperio con priuilegi ampifsimi ,"da poterne
:

li ij a fuo
244 Libro
fiio libito, 8c come di proprio patrimonio tefta-
re , Se di iponere A' Giulio loro fratello leg , Se
.

lafci nel Brefciano , terreni ^ Se Molini d'un ual-


fente alTai prande Se fimilmente a : Gherardo lor
Padre A' Caterina figliuola,
. per la terza parte &
heredejaffegnocon altri beni un Palagio gran-
de, & nobile, che per fua ftanza egli hauea nella
Citt diBrefciapreffb la Palata, con tutto il ilio

ricchilsimo fornimento , et arnele . Ad Ifotta pa-


rimente figliuola,& herede, egli affegn nel Bre-
fciano a San Zeno altre pofTefsioni di non piccio-
la rendita . A Doratina Ricardona figliuole
, et ,

fue naturali , & non anchor maritate lafci per ;

ciafcuna ducati quattromila di dote . 7'utti i detti


hercdi , Se legatari iuoi, egli oblig ad alcuni fitti
perpetui,da douereefTer dati alla Piet gi per lui
inftituita , Se dotata . La quale in diffetto de di-
scendenti lormalchi,&le22ttimi,eeli iiiftitu

ciafcheduno d'elsi ultima herede . Diicenden-


ti diGherardo,&d'Vrfina,uiuono hoggid tre
fratelli Francefco, Eltorre , Se Gherardo Conti
; ,

diMalpaga. Il primo de quali, non arriuando an


chora i uent anni , dal Duca di Sauoia condotto
con cento caualli ha nella guerra di Francia con
,

tra gli Vgonotti, con tutte le prone d'un maturo,


Se intrepido militare procedere, di se relb tal con
to,
Sesto. 24 f
tO; et tantaopenion lafciatane preflo il grauc gi
dicio di queirinclito,& grande non menGuerrie
ro^chePrencipc^checon fol enne Patente infino
cafa iTiandatagliene,hallo di nouo condotto Co
lonello Maggiore di tre mila fanti , Se di trecento
Caualli con titolo, Se grado honorato^di Gentil
:

huomo ordinano della Camera fa j Se di Confi-


glier dellaGuerra Certifsimo augurio, etprefa-
:

gio che a non longo andare, caia Martinenga et


; ,

Cogliona, per lo coftui ualore anchor deggia, ri-


nouar l'antico pregio, et la gloria, de' fuoi proge-
nitori nell'arme.Di Gafparre,et Caterina,difcen
dente Giulio, con tr fuoi figliuoli,Marco Anto
nio, Mario, et Gafparre : et Ludouico loro Cugi-
no : CI fono quei della Palata , Signori dVrago
Di Iacobo,et d'Ifotta ci il Conte Francelco,ct Sii
uio fuo figliuolo ; e'I Caualiere Leandro che dal- :

la Motella s'appellano. Nobilifsimi tutti germi,


et rampolli; ne quali l'infita generofa virt dei
dueCeppi Illuftri non traligna anchor punto;
ma con mirabil decoro tuttauia visore^ ilia.et fio-
rilce . Qiialunque huom legi;e, et efiamma 1 det
to Teftamento ienre ilupefatto tirarfi alla confi-
;

deratione d'una f acuita, et ricchezza diceuole


pitofto a R, che a Prencipe : Difpenfata con
alto y et maturo prouedimento , et configlio con :

aniaQ
240 Libro
animo fuor di mifura pieno di liberalit, et gra-'
titudine ma con zelo iopratutto ardcntiisimo
:

di Religione, & Piet. A' Signori Vinitiani la


{ci ducati centomila doro contanti : con uno
fcritto di mano di diecc altri mila , ch'egli douea
hauere da Hercole Duca di Ferrara oc oltre ci
:

tutto il rimanente de fuoi douuti ftipendi Di-


.

chiarando , che foftegno , et difefa della ianta F


de, egli s'haueffe il detto laffo dilpendere nella
guerra,c'haue il Turco di quel tempo lor moffa.
Dicefi , ch'egli anchor lalci loro in Teftamento
un ricordo da douergli affai pi caro
j edere, che
tutti i legati. Conciofia, che a due Senatori; i

quali per nome del Vinitiano Dominio il uifitar

nell'eftremo per ultimo,& fommo di tutti e fuoi


;

fidiauertimenti,& configli, egli ricordafle;che


neffun altro mai, con tanta podeft,& balia,
quanta allui data haueano, fidar uoleffero l'arme
dell'Imperio loro:Con ci uolendo inferire;che
qualunque altro di men fincera fede concgdeffer
tanto potrebbe lo Stato loro riceuernenon leg-
;

gier detrimento . A' Monaften de Frati, & delle


Monache, gi per lui & dotati, lafci da
fondati,
douer inueftirfi, che in terreni, & che in fabriche,
da ottomila ducati . Ad ornamento, Se culto del-
le Chiefj Se Capellc^ch'edi hauea ccnftrutte, la-
Icio
Sesto. 247
fci argenterie, ucHi^Sc drappi di prezzo,che p-
tean far ualiente d'un cinque in fWlaiEt laf
lor anco nella Riuiera di Sal un perpetuo fitto
'
di dodici mobilia d'or[lio da mantenere i lumi al
;

Sacramento iantiTsimo Tutte le biade, che a tem


.

podi mortene beni fuoi fi trouaffero; fuori


fuo.

tanto formento , che fin al nouo raccolto fufie ba


fteuoleal uitto della famiglia inMalpaga egli ;

command, che per amor di Dio fi difpeniaflfero


poueri A Giouan Pietro Coglione, nato di Ca
.

pigliata, fo cugin fratello,lafci il Cattel di Bot


tanuco, con tutte lepoflefsion di quel luogo,&di
Cerro,Terra lui contif^ua Fu Giouan Pietro Co .

glione un prodc,&: ualente ioldato Et hauea fm :

preleguitola fortuna, &


Tarme di Bartolomeo
Et diccfi, che il Capitano hebbe gi intentione
d'inftituire anchor lui per quarto fuo herede Ma .

ientendo , che della fi^ia intentione aujiato,con


animo troppo confidente, & libero,egli hauea ha
uuto addire Se 10 noi merito ei noi faccia fHe-
; ;

^natoienemutopenione. Laieruit,&la fede


d'Abondio ilio prencjpal iegretario, riconobbe li
berahfsimamentej lanciatoli nel Bergamafco , sii
quel di Martinengo di Ghifalba,& Mornico,
,

prandi Se belli poderi A^ tutti altri Seiiretari , a*


, .

Camerieri luoi , Se Araldi ;,


er^li laici , Se dono a ,

quale
248 Libro
quale pi, qual meno, in propriet, 8c in contan
ti, per moltii migliaia di Ducati. A' Filippo, &
Giannotto , figliuoli d'Antonio , detto Tonol de
Colombi, nobile Cittadin noftro i quali infieme
;

col padre s'erano fedelmente portati nel Tefori-


rato,& maneggio delle entrate fue;rilafci,&
liber lor beni da perpetui fitti, importanti all'an
no delle libre mille Ad Alberto Quarenghi che
. ,

fu iuo Sefcalco ; gi per lui beneficato affai , & di


bei priuilegi honorato; laici etiandio in fua uita
libera ftanza, Se ricetto nel palagio di Brefcia.
Dal quale Alberto, la famiglia de Sefcalchi an-
chor fi dinomina . A fuoi lau oratori di terra , et

Maffari , egli cancell, et don molte migliaia di


libre allui debite . Sopraueftc militari , arme , ci-

mieri , et pennacchi uolle , che i Fidecommiffari


i

del ilio Teftamcnto tra fuoi prouigionatJ,et fami


gliari pi cari compartii! ero , et donaffero Ri- .

cordoisi il benignifsimo Prencipefin d'un Simo-


ne pazzo, dello Schiauetto, et Giannone ; huomi
ni della fua cortei piuili: della femplicit, et
Sciocchezze de quali pigliauafi piacere alle voltcj
proueggcndo et lafciando loro perpetua ftanz,;;,
,

et alimento in Malpaga.Fidecommiflari, inter-


preti, et giudici, ouenafceffe alcun dubbio del-
l'ultima ua uoiunt, laici Antonio Ben eo,Giu
niccn-
Sesto. 249
riiconfulto grauifsimo ; Se i due gi detti , Abon-
dio Segretario 5 & Alberto Selcalco. Et in difFet-
to d'uno 5 due d'elsi tr, uolle , che
due , l'un i

fl rimanente a tutto ci baftalTero


, L'ammini- .

llratione , Se gouerno di tanta pecunia palelmen


te legata 5 Se etiandio di tutta la lomma, che fopra
lammontar de legati preffolui fi trou laquale 3

fu ftimata notabile; egli fid nelle mani , & nella


Spettata bont d'efsi Abondio Se Alber-
due foli ,

to Hauendo loro in {egreto commeflo quanto af


:

fare n'hauefTero Se con ieuerifsima legge gli he


:

redi interdetto il farne inuentario, dimandarne


lor conto Il medefimo Bongo, egli inftitul gene-
.

rale Se perpetuo Giudice di tutte le caule eh ap^


5 ,

pellaffero fotto il iuo dominio La Podeftaria di .

&
Malpaga , iue pertinenze , ( ci erano le Callel
la , Se terre , di Calcinate , Palofco , Mornico Se ,

Ghilalba)laiciin fua uitaadAlefsio Agliardi,


auolo di Bonifacio Caualiere di molto pregio,
5

c'horuiue:Giouane allhorAlefsio di trentaduc


anni ma per uirtu , Se per bont in molta eftinia-
;

tione, Se gratia prefTo il Prencipc. Il quale oltre a


ci inftituillo ; Se dopo lui alcun de* fioi pofteri ;
fra! numero di quei fette, che per la Citt dan-
no in anno al gouerno della Piet fi eleggono :

premincriz:a etiandio concefTa alla famiglia Co-


Kk pIio-
2 fo Libro
gliona, et Colomba* Qaeft furono in fommai
coI:uini,& modi di viuere di Bartolomeo Coglie
ne nel fio glorioioCd'pitanatoinuecchiante. Il
quale d;uenuto tuttauia combattendo, Se uincen-
do cariuto;&: Latini, &Franceri,& la Fortuna
feffa hauendo fuperata Se doma Se dall'un ma-
, j

re all'altro ritalia tutta di monumenti ,& trofei


de* chiarifsimi fatti (ioi piena: Primo anchordi
tutta la natione Italica ; che fuor della Prouincia,
con Feccellente uirt della militar difciplina , il
Generale Imperio dell'armi, & titoli co' R co-

muni acquirtaffe; la famiglia, & la Patria di lu-


pcrbe iniegne, Se di Regio lacro cognome laician
do illuftrate^'anno lettantefimoquinto della iua
et, corrente col Millefimo, nel terzo di Nouem-
bre, che fu un d di Venere ; il corfo delle lue mor
tali laticheCnrtianifsimamenteepli termin in
Malpaga . Quindi la profsima notte portatoli il
.corpo alla Citt Se dauanti l'aitar grande di San
5

ta Maria Maggiore, f opra un Catafalco riccamen


te adorno con gran numero di torchi accefi la-
, ,

fciato per tr d lcoperto;& appreflo pofitiuamen


te depofto; quattro poi del iguente Genaro con
iolenniisima pompa gli furono celebrate l'efle-

<juie . Nelle quali Guglielmo Paiello, Giurifcon-


fulto,& Caualier Vicentino 3 Se Michele Carrara
da
Sesto. 2f r
da Bergamo, Dottor Firico,& Conte l!^a latino
Celreojcon Orationi dotte ,& graui publica-
mente il lodarono. Pianierloi piccioli, e i gran-
di di tutta la Patria ; come ottimo protettore, be-
nefattore , & Padre . Pianlerlo tutti i foldati co-;

me iolo lollegno,& ornamento, & Iplendore del-


l'arme d'Italia . Le Iquadre della banda fua, difde
gnando gouerno con lauipicio 8c auto-
l'altrui , ,

rit del fuo nome,per quattordici anni militar ien


za capo Et Vinitiani confefFando hauer perdu
. ;

to il Difenditore della loro libert (opra quanti j

anchor n'hauelTero prudentifsimo ugualm.cnte,


Se fortifsimo in teftimomo, Se monumento per-
;

petuo del iuo ualore. Se m.erito una ftatua Eque- ;

irc diBronzo dorata, fopra un gran piedeliallo


di marmo, per mano d'eccellentilsimo ar-
tefice nel) a Piazza di San Giouanni
,

Se Paulo , con tale infcritticn


gli drizzarono.

BARTOLOMEO COLEOxNO
BERGOMBNSI
GB MILITARE IMPERIVM
OPTIME GESTVM.
Kk ij
LETTERE DE GLI OFFICIALI
DELLA BALIA DI SIENA,
riNDIKIZZO DELLE QVALI
E* CLV E S T O.

lUuHn ArmoYum Capitaneo Domino Bartolomeo


Cogliono y lllurtripmi Venetiarum Do^
mini] Captaneo Generali ^
(Samico nojlro ca*
rifimo :

L L V s T R I s Armorum Captanee,
amicenoUer cartpme. Intelaia
ottima intentione^cS: affettio-
natilsimo animo della Eccel-
lentia V. per le lettere da quel-

^^^^ la fcritte allo Spettabile noftro


Cittadino , & Collega , Francc
ICO Luti : prendemmo grande piacere , Se fperan-
za d'hauere apprefTo la noftra Renublica quello,
di cui la uirt, la fede j&alrerticne in ueri que-
lla Patria notiliima . Et alpcrtauamo defidcro-
fnicntc
2f4
famente uotiua fignifcatione della impetrata li-
cenza. SuccefTedapoi, che per alcuni noftrico-
ili ci fu data notitia , tale licenza da cotefto incli-
to Dominio al uollro Mandato in tutto negarli.
11 che noi fu alTai moledo : 8c diffidati per que-
fta cagione del fatisfarfi al noftro,(S: uoftro dcfidc
rio , facemmo fubito altra prouifione la quale :

conchiuf Et molto ci duole, che tempo non ci


.

fuflc notificata cotale licenza . Pcrcioche pi ac-


cetto non poteuamo hauerc ne pi fecondo la uo
;

lont della noftra Republica . La qual coia hab-


biamo uoluta figmficare alla Ecccllcntia V.
la quale haucr fcmpre quella Citt
prontifsima ad ogni beneplacito
d'effajueramente afFettio-
nata al noftro Reg
gimento
Sena y Die Oiauo Junij.
M. CCCC.LVin.

CffcialesBalA

Cmitatis Senarum,

juzullmis A,

Saluo
SALVOGONDOTTO, CONCESSO
DA BARTOLOMEO COGLIONE
A FEDERIGO IL TERZO,
IMPERATOR DE' ROMANIi
DAL LATINO TRADOTTO.

ArtoloMeo Cogline Capi''


tano ^c, Anchorchc io fppia
non efferc di ne con-
ncce/sir ,

uenirfi; che alSerenifsimoIm-


perator de Romani , da me
non pure ; ma ne etiandio da
qual fi uogliaPrencipe, Domi-
nio, Potentato Criftiano, egli fi faccia alcun Sai
uocondotto;conciofia che alla Serenit di lui s'ap
partenga commdar loro & debito fia lor d'ub
il ;

bidirle. Nondimeno defiderando io dafntire,


& compiacere come ben fi conuienc, alle richie-
,

fte di Illa Serenit , & della Illuftriisima Sirnoria


diVinegia: Alla Maiella del prefato Imoerator
Serenilsimoj tutti i Prencipi;et Baroni,et chiua
que
2f(J
que di qual conditione fi uoglk nella compagnia
fa trouerafsi per le pre(enti io concedo ficuro^li
;

bero, pieno, &


ampio Saluocondotto;& ogni
quanta 6c quale fidanza mia di potere ficura 6c
, , ,

liberamente da qualunque luogo partendola per


qualunque uia Se fuor di uia paltando andarle-
, ,

ne Roma Se di col douunque a lua Maiefta fia


:

in grado trasfenrfi Se tornariene Ciafcuno im-


, :

pedimento reale^ peribnale^m qualunque modo


le potefle uenir fatto , del tutto cefTante : & per lo
Ipatio di fei Mefi proisimi uenire,& oltre a bene
placito di Uia Maieft, durante . Commandando
fudditi , de tutte le genti d'arme equeftrip& pe-
qualunque lotto me^cS: nello efl-'er-
deliri mie^ Se
cito mio militante che quefte lettere di Salaocon
;

dotto, Se fidanza, in pena della indegnation mia


oITeruino ;& altrui faccino inuiolabilmente ofl
feruare. In fede delle quali cof leprefnti hab-
biam fatto fare,et regiftrare; et con la impref^
fion del lugellonoftro affermare. Da-
to ne Campi, in Villa Franca,
del Territorio di Forli,il
di fecondo d'Ot--.-
tobre
M. ecce. LXVII.

Copia
COPIA, ET TRADOTTION DAL
LATINO, D'VN BRIEVE DI PAPA
PAVLO SECONDOjLA CVI
SOPRASCRITTA DICE.

Al diletto figliuolo, lo ftrenuo huomo, Barto-


lomeo de Coglioni, di Noi,cSr di tut-
ta Italia, contra Turchi Ge-
neral Capitano

AvLO Secondo Sommo Pon-


tefice. Diletto figliuolo ia-
Iute , Se Benedittione Apo-
ftolica Confiderando noi
.

quanto ei fufTe la pace, mail


fime quefto tempo , cofa
necelTaria , Se proficua : Se
non folo a quiete, c^ bene in ifpetialit di quei
(udditi, eh eran dalla guerra vefsati ; ma etian-
dio a comune Se , uniuerfle ialute di tutto il

Criftiano popolo ; cflendoci noi longamen-


te adoperati , Se faticati perche ella fcpuif-
fe;la buona gratia,(&: fauore di Noftro Signor
LI Dioi
2f8
Dio^cofi lodeiioledifiderio, Pianta opera hab-
biaino lnaLncnre aflTeguito Se ferma^i: publica-
:

ta eff pace. La quale in ranto,& honefta,&comu


ne Se, utile Se itabile
;,
crediam douer eflere che ;

& noi uero Padre di tutu , come noftra intention


fmpreitata^ tutte lebuone menti polsiamoap
parerne Se ciaicun potentato d'Italia, ragioneuo
;

le^ meritamente deggia contentariene uo- ; &


lent ieri accettarla eflendo ellagiufta, commoda,
:

&falubredcialcheduno ugualmente: come dal-


la Bolla per noi fuori datafene ; il cui efifempio fa-
r con le prefnti allegato ; potrai pienamente in-
tendere Le quai cof cofi ttando ;
, la tua deuotio-
ne nel Signore eshorriamo che eflo anchcr tu ; &
quanto a te s'appartiene uogli quella pace, come
,

confidiamo approuare Se riceuere Et l'ottimo


, , :

animo tuo di cui fempre fperato habbiam bene,


,

fare al mondo tutto manifefto,& palefe: Et la tua


fincera uerfo noi, Se qucfta ianta fede Apoftolica ;
del CUI honore anchor fi tratta ; riucrenza, & ub-
bidienza debita co' ueri effetti moftrare . A^ Dio
omnipotente offerirai tu in ci dono ueramcntc
accettila imo :& predo noi, in quefto fanto feggio
pofti, tene accrefcerai gratia Se alla fama, Se no- ;

me anchor tuo ampliarne maggiormentc,et eften


dcrne confulterai non poco . Et fi come in trat-
tando
2f9
tando elTa pace , egli s'ha per noi di tc,Sc della tua
degnit tenuto conueneuolc conto ; cofi habbiam
per coftante, che tu d'altra parte l'ingiunto hono
re, & carico contra gli Infedeli , lodabilmente, Sc
conforme alla tua eltimatione^habbi ad eflequirc.
^Date in Roma, prefTo San Marco, fotte
l'anello del Pefcatore , il fecon-
do diFebraio, 4^8. 1

Uanno Quarto del Pontefcato


noftro.

LI ij Let-
6o

LETTERE DI RENATO D'ANDE^


GAVlAy DETTO VOLGARMENTE B'ANGlO',
R& D'ARAGONA,
DI GIERVSALEMME, DI SICILIA, &c.
TRASCRITTE NtLLA PROPRIA FORMA
dill'original loro.

IlluBr Bartolomeo Cogliono de Andegauia:,


Armorum Captaneo , ^ Amico
noftro Jngularifimo.

'T^x Hierufalem , Stcliiz , Aragonum, ^c,

Llvstris Amie e noBer JngH-


lart^ime Hauendo noi pi rem
.

p fa confideraticne alle fingo-


lari , et Eccellenti uirt uoftre j

et alle opere continue per uoi


fatte per leflaltatione noftra
pardone quelli tempi niuna
retributione pi condegna poterui dare che far- ;

ui della lUuftrifsima Caia noftra d'Angi l'hab- j

biamo fatto uolentieri Et cofi di prefente ui man


.

diamo li Priuilegio per lo Magnifico Cauagliero


Mefler
2I
MeflTer Antonio d'Acerbis Camerlingo, et Con-
,

figliercnoftro diletto Al quale habbiamo com-


.

meflb alcune cofe ui debba conferire: Et preghia-


mo quanto per noftra parte ui dir gli
;

uogliate dar piena f come


noi propri)
DatA apudCimtatemTurronis , Die Vigefimofexto
Januarij , u4nno a Natiuttate Domini
M. ecce. LXIX.

PRIVI-
20?

PRIVILEGIO DI RENATO,
TRADOTTO DAL LATINO.
^
^-r.

E N AT o per Dio gratia R


d*Aragona,cli Hierulalemjdel-
la Sicilia qua, 3c l dal Fa ro, di
Valenza, delle Maioriche, del-
la Sardegna Se della Corfica ;

Duca d'Andes^auia 5 & Barri;


Conte di Barcellona,della Pro
uenza di Folcalquerio
, &
del Piemonte Scc,
, , A
tutti,& a qualunquCj pre(nte, futuro^uedr la
continenza di qucfte Scc, Niunacofagiudichia
mo noi dar meglio a'R,et a Prencipi^che gli huo
mini egregi; dell'ingegno^cS: ualore de qiiali,nel-
le cof amplifsime , Se alla Republica loro utilii^
fime , efperimento habbin fatto riconolcere sei
; ,

fi pu con debite rimunerationi Se premi


, . Et ie
noi eftimiamo douerfi beneficare coloro da' qua

li alle cof noftre uegeiamo quando che fia poter

fi
i6}
fi recar giouamento quanto maggiormente quel
,

li per noi rimunerare fi debbono ; i quali et gi Ila


ti ne foro d'honore &tuttauia di lo-
d'utilit, et 3

ro grandemente iperiamo? Ma i ueri premi , al &


la uirr cor ueneuoli, non l'argento, no l'orOjnon
Icgeii.ir.Cjnon i pretiofi arnefijma laPegnit,
THonore , et la Gloria riputarr.mo noi lempre
Percioche eiTendo quelle ^ cofe currottibili , et di

loro natura, hor qua , hor l trairnutabili j et atte

ad altrui uenir tolte per uiolenza, di furto el- j

le per niente non debbono eftimarfidcgne^che al-


la Virt, la quale collante, et perpetua, in luogo
di rimuneratone fidicno eflendo giulla col, :

pan fi renda. Conciofia, che adun


che'l pari per lo
quc, rilluftre Bartolomeo Coglione, Magnani-
mo Capitano di Genti d'armej fia quelFHuomo ;

ilqualeperuirr,et per molti menti preftantifsi-


mo ,
grandi, et preclare impreie di guerra haggia
fattoi & ratiche grauifsime, diipendi et pen- ,

coli, con animo grande, & intrepido, con iftu-


dio, et amor fingolarc per Noi per , ,
la falute , Se
cfTaltation nollra haggia efpollofi, et da cui fer-
mamente oenamo di doiieretiandio riceuere (er
1

uiPi di 5?ran lun::a man^ion et la nobilt del cui ;

fanguCjCt la chiarezza de progenitori, non ci e


punto incognita 3 a ne: appartiene dar opera^chc
.7

fc
2^4
ne renda alcun degno compcnfb Ma eflfa^
f glie .

minando noi con qual cofa,ei fi poteflTe alla uirt,


de meriti corrifponderejniuna certamente
fioi

pi degna ha paratone, che l'infraicritta merce-


de In riconofcimento adunque di tante fue fati-
.

che, &
meriti 8c in teftimonio anchora della be-
;

niuolenza noftra uerf lui Angolare; effo Illuftre


Bartolomeo Coglione, et fioi figliuoli leggitti-
mamente nati che fian per nafcere; per autori-
;

t delle lettere, et priuilegi prcfenti ; et di noftro


proprio , et fpontaneo moto ; Noi decoriamo , et
orniamo del nome, et titolo
, ; delle infegne, ouer
armi, della agnatione,ct famiglia noftra della
Ca{a Andegauia Et allui, et figliuoli fuoi, leg-
.

gittimamente nati, che naiceranno. Noi conce-


diamo ragione5et balia di liberamente potere, l'in
fegne, ouer arme loro,in pittura, {cultura, colle
noftre congiungere: ponendo tuttauia le noftre
nella parte di fopra nella forma cio che depin-
: ,

tenel fine delle prefnti fi ueggono: et quelle di


qui innanzi ulare &
portare; Se della Cafa Ande-
gauia appellarfi Tal che cofi effo Capitano Illu-
.

ftre, come detti fuoi in perpetuo ne conlegua-


1 ,

no et godino di tutti quelli honori degnit fa-


, , ,

uori, premmenze, immunit, eflentioni, preroga


tiue, et gratie delle quali hor godono, et goder
;

poflono.
26f
poflTono, et debbono gli altri, che d'efTa Caf no-
ftra fon nati . Commandando &c. In teftimonio
delle quali col habbiam fatto far lepre^ntii Se
con la Bolla noflra d'oro pendente affermate .

Date nella Rocca della noftra Citt d'An-


degauia a xiiij. di Maggio.
,

M.CCCC.LXVII.

Per lo Signore il R , nel iuo Configlio

Conte di Vandemonte
L'Illuftre Signor
IlReuerendoMonfignorVefcouo di Marfiplia.
I Magnifici Signori Guidon della ValJe, Signor
di Lon Se Antonio de Acerbis da Perugia
;

Caualiere; Con figl ieri, & Camerieri ReaTi^


con pi altri prefenti

A. Pagano.

Mm PRIVI-
16G

PRIVILEGIO DI CARLO DVGA


DI BORGOGNA, FEDELMENTE
ESTRATTO DAL LATINO
AVTENTICO.

Ario per Dio gratiaDuca di


Borgogna, di Barbante, di Lim
borgo &c. Conte di Fiandra-,
d'Artefio Scc. Palatino d'Han-
nonia, d'HoUandia &c. del fa-
cro Imperio Marchefe, Se Si-
gnor della Frifia&c. A chiun
que legger le prefnti , falutc 8cc. Sappiate Noi
&
douer pur affai , 8c uoler douere airiUuftre Ec
celiente Duce della Guerra^cS: preftantifsimo Ca
pitano deirarme , il Signor Bartolomeo Coglio-
ne, di Andegauia : cofi per la fmma di quello af-
fettion uerfo noi^come percioche per fo aiuto,et
configlio teniamo fperanza di douer facilmente
trionfar de nimici. Conciofia che nell'arte della
Guerra egli non ceda niuno: Et alle noftre efpe-
dition
207
dition militari egli fi fia offerto di uenir pronta-
mente: & di condur con elio tutte le iue genti dar
me Con tutto che egli conofca alTai
. bene di quan
ta grauezza , & fatica , Se di quanto pericolo gli
habbia ad effere, il douere d'Italia oue (pra tut- ;

to egli grande , & potente ; infino a quelte parti


tradurre un elfercito. Perche deliberato habbia-
mo di rendergliene gratia a fuoi mcritiySc alla no
ftra beniuolenza condegna: & la quale per niuno
interuallo di tempo perifca . Da quefte adunque.
Se altre confiderationi indotti. Se maisime alla fa
ma 5 celebrit, Se gloria del fuo nome guardando;
Noi per noftra certa fcienza;&per fingolarpri-
Bartolomeo Coglione hab
uilegio 5 effo Signore
biamo aflunto, Se admefio Se per leprefenti affu;

miamo Se admettiamo nella noftra caia Se fami-


,

glia :allui & tutti fuoipofterijil titolo, & co-


gnome di Borgogna donando : Il quale a neffu-
no altro fin'hora ;habbiamo conce/To Et . percio-
cheegli confentaneo , che il nome con la cofa
conuenga Se onde egli ha il cognome , egli porti
;

etiandio Imfegne dell'Armi: Noi uogliamo,&


concediamo, che elfo Signor Bartolomeo , Se chi-
unque e nato, di lui nalcer,polsino portare l'Ar
me di Borgogna: quali nella prima lettera della
carta preiente fonoimpreire,& depinte. Affine
->^''^^
Mm ii che
i6%
che di qui iinanzi del cognome noftro, et dell'Ar
me efsi ufinO;,& godmo con tutti gli honon^pre-
:

rogatiue5& ragioni, de quali ufano , godono


et
quelli, che dalla noftra caia, 8c famiglia han trat
to l'origine . In Teftimonio delle quali co
f habbiam commandato che le pre-
5

fenti fian fatte, &


con la uirt
del noftro pendente fiig-
gello fermate.
Data in Bruges a'cinquediGenaio.
M.GCGC.LXXIII.

CAPI.
CAPITOLATI ONE DI CONDOTTA,
ESTRATTA DALL'ORIGINALE AVTENTICO,
COME APPVNTO Q^V V S T A\

Conuentioni , patti , & Capitoli trattati & con- ,

clufi trai Serenifsimo Principe, 8c lUuftriC


fimo Signor Duca di Borgogna,
& di Barbante Scc.
Se lo lUuflre Signor Capitano Bartolomeo Co-
glione di Andegauia, & Borgo
gna Scc, videlicet,

N PRIMIS, il prefato Sercnilsi


mo Signor Duca^per tener del-
li prelenti Capitoli,conduce al
foldo, ftipendij , & ieruiti) fuoi
militari il detto Illnft re Capita
no facendolo luo Capitano,&
:

Luogotenente Generale con :

amplissima commiisione come per altre lettere


:

fi dimoftrer , La qual condutta, Se ferma, habbia


a dura-
a durare per anni tre continui con prouifione di
:

ducati d oro l'anno cento cinquanta mila pagan- :

doli per cialcuno mele pr rata . Che viene al me-


,<fe ducati d'oro dodicimila, 8c cinquecento \ la do
u il prefato Capitano con fie genti fi troua Et .

che'l detto pagamento debbia cominciare da quel


&
tempo 5 d che effo Capitano con fie genti par
5

tira da iuoi alloggiamenti per continuamente , &


lenza dimora venire uerf Borgogna
Itemil prefato Serenifsimo Signor Duca pro-
mette StatOjcS: Signoria di Pael,& Terre, in una,
pi prouincie al detto Signor Capitano , come
per altre lettere pi ampiamente dichiara
Itemil prefato Serenifsimo Signor Duca far
hauere al detto Capitano, & genti d'arme,
fie

nelli tempi debiti , llanze, & alloggiamenti con ,

frame , 8c altre exigentie , che appartengono alli

Capitani, oc genti d'arme


Item uenendo fatta guerra alla Illuftrifsima ^\
gnoria di Vinetia in Italia, & richiedo per iuo au
xilio il detto Signor Capitano , promette il prefa
to Sereniisimo Signor Duca darli licenza con tut
tefueGenti fnza altro obftacolorcon aitarlo con
effetto affar pafTare in Italia , pero che fia pagato
dalla prefata Signoria di Vinetia
Et conuerfb il detto Illuftre Signor Capita-
no
VfX :

no promette fruire fidele 8c lealmente per detti


,

tre anni al prefato Serenissimo Signor Duca : con


hnomini d'arme mille, 8c ultra fanti mille cin : &
quecento armati &:in punto alla buona coftu-
3 5

ma d'Italia. v-'l

Delle quali genti non fia tenuto farne moftra


alcuna . Vero che una uol^ l'anno egli contenta
a piacere del prefato Prencipe fargliele uedere in
battaglia
Item che cfTo prefato Illuftre Capitano fia li-
bero fperiore5& Signore di tutte fue genti d'ar-
me et che ne Capitano , ne Signore , ne altra per-
:

lona del mondo f ne habbia ad impedircene a lu-


fitia , ne a qualunque altro cafo Rifruata per :

la deanit et autorit di eflb Serenilsimo Sienor


,

Duca Ma il detto Signor Capitano lolamentene


:

habbia affare , et difponere pr libito fuae uo-


luntatis
Item il detto Signor Capitano fubito hauuti li
prelenti Capitoli , ne mander la copia fottofcrit
ta di fia propria mano , et di luo figlilo figillata
alla prefata Serenit del Signor Duca
E'I prefato Serenifsimo Signor Duca promet-
te ofleruare li prefnti Capitoli tutti , et ciaicuno
d'efsi integramente , al prefato Signor Capitano,
Li quali a ogni iua nchieita li far mettere in per-
eameno.
272
gameno,in forma autentica, fecondo lexi^en-
na d'efii. In Tertimonio delle quali cof iot-
tofcriue le prefnti di fua propria mano,
et fa f gillare del iuo fecreto figlilo.
Dat. Bruges, di xvij.
di lenaro'.
M.CCG^G.LXXIII.
Carlo &c.

Candida.

LETTE-
LETTERA DI GIOVANNI COGLIONE;
VN DF Q^VATTRO FRATELLI, I QVALI
AMMAZARONO PAVLO COGLIONE,
LORO CVGINO, ET PADRE DI
Banolomeo & tolfergli Ca-
: il

mello di Trezzo :

ScrittaGiouanni da Martincngo^Luogotencntc
di Pandolfo Malatcfta in Bergamo Se :

tradotta dal Latino originale

Dalla quale fi argomenta rin^clicit di quei tempi, con la no-


bilt j & potenza dv ili Cafa Cogliona

spettabile ^Egregio fratello honor.falute &c.

E alle lettere uoftre , le qu ali ri


ceuemmohieri, noi riiponde-
remo con aliai largo ordine,
preghiamo la Fratellanza uo-
ftra , Se cialcun' altro , che non
a male , ma a bene uoglia ripu-
tarlofi . Percioche per noftra
laputa noi non habbiamo a dire i non cof uere
Nn in
274
in quella guifa parlandoui. Se il Magnifico Si-
gnor a jRi'o 5 il Signor Pandolfojhauefle attenuto
alle promefTe & a c^iuramenti , co' quali egli s*era

collegato co' Guelh , ie per la diritta , & leale (Ira


da , fi com'ei douea, proceduto egli fufTe 5 f final-

mente Voi, con tutti gli altri Guelfi del Bergaina


fco, Se Breiciano,! debiti modi hauefte feruati; cer
tamente, che 1 fatti della parte Guelfa non fi tro-
uerebbono hora in tanto di perturbatione, pe- &
ricolo Et non dubitiamo, ch'ei non uigoreggiafl
.

fero con affai pace Se Trionfo Ma egli ha pi


, .

che cinque anni, che noi ci auedemmo,lecofe d ef


fi Guelfi in quello male ftatoefferpofte. Etdefi-

derofi tutto poter noftro di proueder loro noi ,

non perdonammo, ne a fatica, ne a ipe/a Et tan- .

to in fineei fu fatto per opera di Teftino mio;che'l


Magnifico allhora Signor di Cremona; e i Magni
fici Signori di Lodi , &
Crema , perionalmente fi
trasferirono in Brelcia Et nella camera d'effo Si-
gnor Pandolfo, egli fu tra lui, tra detti SignorijcS:
noi, confederatione , Se lega per iett'anni conchm
: tendente comune giouamento , Se profitto,&
adaccrefcimento,& grandezza della parte Guel
fa. La qual lega fotto pena del doppio,d'ogni dan

no,intereffe,&di{pendio;& fotto pena di fede


perduta , cui contrafaceffe^ ella fu da contrahen .

ti con
275-
ticon corporal giuramento, Se per publichi docu
menti fermata Queilo tutto mucrit fu noftra
.

opera di che uenire lodati, , non riprefi alme-


:

no, certamente doucremmo. Hor chi i due detti Si


gnori cio di Lodi , Se Crema con lor non pic-
; ;

ciolo danno ha con tra le prmeffe, con grande


,

impeto, Se sforzo , pi, & pi uolte aflaltati ? Chi


i nobili , Se Cittadini Milanefi Guelfi , fuor della
propria Citt , ha periguitati , Se diftrutti ? Et
chi efTa parte Guelfa in tanto ha di merore,&: d'a-
maritudine hor pofta ? Non ueramente noi; non
ilConte Facino non alcun altro Ghibellino db
;

rigine; (ne potuto anco haurebbono) ma eiTo pur


Signor uoftro Il quale di tanto male cagione;
.

chi la pela ben bene niente in fin qui egli ha fat-


;

to, fuor che tutto tendente all'eftrema ruina de'


Guelfi: i quali in lui iopratutto hauean pofto
ogni lor confidenza. Noi certamente pi uolte
habbiamo intefo Se fputo gli Spettabili Sig.
,

noftri Auolo Se Padre, effere ftati amici del Ma


5 ,

gnifico & Eccellente Signore, il gir? Signor Ga-


leotto de Malatefti: Et efTo parimente elTere fla-
to loro cordiale amico . Non per tanto, egli non
fitrouer inuerit, (che noi ci crediamo) elTo al-
cun feruigio loro hauer fatto;che fenza paragone,
egli non ne riceuefle dalloro di molto maggiori.
Nn ij Con-
rj6
Conciofia che il detto Signor Pa(ircnoftro fulTc
totale cagione, ch'eiTo Signor Galeotto in fio do
minio haueffe la Citt di Cefena . Hor quali de-
gnit, et offici) ;
quali prouigioni^et ftipendi qua ;

li riconofcimenti , et premi ^fufTero al detto Si-


gnor Padre noftro conferti , noi per Dio non fp
piamo et niuni certamente crediamo Nientedi-
: .

meno, per quant'ei s'intenda , egli non manc per


rantedetto Signor Galeotto . Ma quello uoftro Si
gnore; non confiderando alla ludetta amift; non
confiderando anzi tutto al ieruigio antedetto del
Signor Padre noftro; non confiderando noi cagio
ne ftati efl'ere^chc i due detti Signorijdi Lodi^et di
Cremarle lue parti fgui{rero5& come padre il ve
non confiderando alle promeffe, et fa-
nera{ll:ro ;

cramentia noi fatti; non confidcrando in fined


molti iufsidi, et aiuti , che noi gli porgemmo al-
Tacquifto di Bergamo ma tutte ; le predette co f
dopo le fpalle gettandoti > alle promiisioni^al gi
ramento et alla data fede, egli non ha hauuto di
,

contrafarc uergogna con procurarne di molti ^


:

&r^rauifsimi danni: & con tutto il iuo poter ma


dimando alla noft a finale diftruttionc, & rui-
na Che haueuamo noi fatto ? che diletto fra-
.

tello? perche douefsimo dallui tali coie patire?


Quale ingiuria egli haueffe da noi riceuuta.
Quale
277
Quale ofFeia alcun Guelfo Quale uiolenza al-
;

cun de fuoifudditi; poi che fuoluddito fu; non


fappiam ueramentc Conciofia che tutte le co-
.

f che per noi fi teneano; elleeran de noftri;


j

&di propria ragion noftre; elle per noi seran


tolte di mano a Ghibellini per forza
mentre ;

efsi n'erano comuni nimici Hor non douea egli .

noi effer lecito, perfguire iGhibellin Berga-


maichi, quando ei n'eran nimici; Se le cofe tolte lo
ro tener ci?Stando mafiimamente,che lepromeflc
ci iacramenti d'eflTo Signor Pandolfo quello con
cerneano . Hauea eflb uoftro Signore concetto
nellanimo di priuare , in quanto egli potefle,
tutti i Guelfi Lombardi d'autorit , & di poten-
za &. douer egli folo predominare al tutto
:

A' quello con ogni fuo ftudio^cS: opera egli in-


fudaua Se tendea hor con forza, hor con frau-
, :

de, hor in pai eie, &


hor in fcgreto, fminando
zizanie : Se a ci concorrendo etiandio, rafiTenti-
mento , Se applaufo di certi altri perfidi . Ma
dalla fua uana Speranza egli fi trouera credia-
mo , Se non immeritamente gabbato . Concio-
fia che le cof c^hanno perfidioio principio,
,

elle non debbon godere di felice fucceffo Voi .

poteuate fratello amantifsimo; &: uoftro obli-


go era ,& di tutti altri Guelfi Bergamalchi,&
Brefciani ;
278
Brelciani ; tanta icelerit.proueclere. Ne do-
ueuate per niente patire , che la parte Guelfa ; f

le fte amici; in tanta amaritudine, &merore cC-

ferepofta Percioche
. come uedeuate danno d'ai
cun Guelfo il Signor uoftro perfiftere ; cofi doue-
uate uoi lubito operar , ch'ei ceflafTe concorde- :

uolmente affermando che ; s ei non fi rimaneffe


dall'offesa de Guelfi , uoi non pi allui amici, ma
nimici irefte Egli haurebbe fenza dubbio ceffa-
.

to ne uoluto il fio perdere cio Voi


: : : i quali al-
lui ibmiglianti il traditore facea; mentre contra
la fede, Se fuoi giuramenti egli offendea alcun
Guelfo Noi ci ricordiamo per cento uolte mino
.

reecceffodi quello, i Guelfi delBergamafco,(S:


Brefciano , dall'IUuftrifsimo gi Signore, il Du-
ca di Milano , hauer ribellato pi uolte Il quale .

di tanta potenza egli era, quanto ogniuno sa. Ma


hora,ouelof:atodi tutta parte Guelfa pendea;
quelli che doueano,& ageuolilsimamente potea-
no , alla conleruatione d'efla prouedere non uol-
lero Hor quando uedeuate alcun Guelfo dal pre
.

fato Signor uoftro opprimerfi;che dicommodo


poteuate uoi fperare doucr nlultaruene? che d ho
nor,che di laude ? Niente per certo: ma fi bene m-
conuenienti non piccioli: con nonleggier dan-
no.Conciofia che qualunque un buono Itato pol-
fiedj
fiede; s'egli non pazzo; uolentieri ei noi perda
Anzi intende efFo , & procura con ogni forza & ,

ingegno di quto lungamente ei pu conferuar-


lofi Noi fiamo Itati , come ben u noto enor-
. ,

miisimamente , &
con danno ineilimabile dal ^t
to Signor uollro offefi Il quale eccellb per tutte
.

le circoftanze5& rilpetti egli flato notabile.


Rifpetto cio al tempo , nel quale egli fu commef*
fojpercioche nel d del Natale di noitro Signor
Gielu Cnfto Rifpetto : alla perfona commctten
te ; percioche di ftirpenobile, Caualiere, & Guel
fo d'origine Rifpetto alla perfona patiente per-
: ;

cioche contra Guelfi, lruidori ali offendente, od


amici : & di qui fatto f nza pur minima cauia .Ri
Ipetto al fu cceflo, percioche lautoredi ci non
pu andarne afTolto dalla colpa dell'ingratitudi-
ne 5 dalla nota del pergiurio , & dalla infamia del
la perfidia: Et d'altra parte l'offef, da grauifsimo
danno, & perdita: Et in fomma l'opprefsion de
gli amici, 8c rcflaltation de nimici riiiltandone.
Afpettammo che , fatta Toffefa , egli douefTc del-
la /celerit commeflTa pentiril. Afpettammo^ che
di fio proprio uolere,pcrinteruento d'ami-
ci, egli nhau effe a rimettere nel prillino flato. II
che deurebbe hauer fatto, le le promefTe, & la fe-
dcpfi giuramenti fiioi; egli hauefTe uolutoier*
uare,
2^0
uare;&: caro tenere il luohonorc. Afpettammo
finalmente fin preflfo allufcita di Martio , proisi-
mo allhora uenire ; &fin chel Conte Facino
con l'eflercito uo peruenuto a Lifcate, ne mand
richiedendo, f amici fuoi, nimici uoleuamo cC
fere Di che ueggendo noi uihpefi et /prezzati
. ,
;

noi tanto laidamente offfi ne per mezzo d ami-


;

ci, ne per mouimento fuo proprio, il detto Si-


gnor uoftro uolere dal fuo maliiagio propofito ri
fagliar fnno,ct deCftere ; et non ballando noi fo^
1 i reggere al carico d'eflb Conte Facino;il qual

n' qui preflb ; habbiamo con lui prefo accordo


Hor che habbiam noi fatto? che di gratia fratello,
che fi deggia riprendere?Chc,di!che deggia alcun
Guelfo con ragion portarne odio ? O di che egli
fi meriti, eh altri noi dica hauere la fama noftra
{prezzata ; pofteri alcuna infa-
et a precelTori ,

mia arrecatone ? Di uero che noi noi Tappiamo


Doueuamonoi afpettare,chc il Conte Facino,
quel ne uenifie a porre in ruina,che'l detto Signor
uoftro non hauea potuto diftruggere? Doueua-
mo noi quello, che con danno grauifsimo noftro
n hauea nimicati et traditi amicare et difende-
, , ,

re? O' doueuamonoi forie uenir ginocchioni


uifitarePandolfo et riferirgli gratie di tanti ol-
;

traggi a noi fatti ? Non fiamo ucramente di fi fat-


to
28l
non di s fatto ftomaco. Non fiamo, ne
to animo;
faremo a Dio piacendo mai di tanta uilt eh ei
, , ,

ne diletti confarci alla natura de gli afini, i quali


deluedcr rifruftarficonla bacchetta fi godono.
Fauoreggiercmo colui dunque, il qual n'ha trad
ti ?Gioueremo a cui con tanta fcelerit n'ha gra-

uifsimamente nocciuto ^ Piglieremo in noi il pe-


fb d'una tanta guerra , a iolleuamento di tale, che
con tutte le fe forze habbia fatto ogni proua
d'opprimerci? Ne tantino anchor f ne penta^non
ueramente tantino? Conciofia, che molti mefi
anchor non fieno, che in ragionando egli della co
lnoftra alla prelenza di molti ;icnza punto di
uergogna in s fatte parole ei proruppe Che egli .

haurebbe uolentien tolto a douere efler caftrato


mentre tutti i Coglioni fc ne fterpafTer del mon-
do. Soggiungendo appreflb il perfido, giu- &
rando; ch'egli non ci haurebbe mai promcflb al-
cuna cof di buono, per douernela attendere; qua
luquc uolta ei uedefTe in qualche forma^otere al
la promefla far contra. Ci che qui dir fi conuen-
ga. Fra tei buono aucrtiamo.Egli non pu ifllbm
ma coprire ci , che nel perfido cuore egli ha dsn
tro. Gi non dee nputarfi ned ella ueramente,
;

giudicio anchor uoftro tra Ghibellini,


j & Guel
fi la preiente guerra . Ma ella fi bene tra il Con-
Oo te
282
Ghibellino Jorigine , Se detto Signor.
te Facino ,
uoftroArcighibellino doper. Et fel Conte Fa-
cino ha da' Ghibellini fauore^einonda mara-
non haucndo egli alcuna ofFefa, al-
uigliariene ;

cun danno od ingiuria lor fatto anzi tutto (io


, :

potere giouato , & ieruito Ma f al Signor uo-


.

ftro;ilquale in quanto egli ha potuto mfudato


ha fempre all'erterminio de Guelfi; & di tanta Ice
lenta , di tanti lor mali cagione egli e lolo; efsi ho
ra fauoriffero; ella farebbe cofa pi che maraui-
glioia 5 & ridicola: Etunpersimo5& abommo-
K) efFempio: Per lo quale egli s'animarebbe afFar
cole potendo , tuttauia piggiori d'affai , che le pri
me : rxggendofi amicato,& giouato da quelli,che
con tanto oltraggio egli ha ofFefi:& in tanta ne-
cefsit allui fccorrerf, il qual ne* biiogni non co
noice amico. Et che altro opera egli un amico
nero ? Sennon fruare doue egli pu quandun , &
que neggia fopraftargli bifogno Tarnico Noi , .

non oiFendiamo alcun Guelfo Et perche proueg:

giamo y ch'altri noi non offenda, egli non doureb


be ci efTere a cui ben ne uuole molefto Noi ripa .

tiamo cola di leggieri ceruello quel fare, che no-


cendo noi ftefsi, torni di neflfun profitto a gli
amici Di qua non neghiamo noi il palio alle gen
.

ti del Conte Facino perche ei non ci offenda Le


5 .

quali
^
2S^
quali ei non rimarrebbe per ci di mandare oltr-
Adda come tutto d fa;, etiandio d'altronde. Con
5

tutto per , che una uolta , & non pi ,


per di qua
fian palTatealcune lue fquadre. Noinonfiamo
fin qui ftati alla concordia ritrofi: Perche uoi al-
trimente nelle uoftre icritture giurate : Anzi of-
ferti noi fempre ce ne fiamo prontifsimi : mentre
pernefiafattOj&menoetiandiodel nofro de-
uere: co' fatti tuttauia pi tcfto, che con buone
parole. Ne rifiuteremo alcun bcne^crediatene^che
da chi che fia jie uorr efl'er fatto. Che in ogni mo
do noi non ci conofciamo pofTenti ad afTumer
quel pelc:;, che altri uorrebbe : tal che a guifa ueru
napoisiamfoilenerlo. Ben haueremmo potuto
conleproprie forze portarlo oltre alcun poco;
quando Signor uoiiro cefi fuor di mifiiranon
il

ci haueffe offefi; &~per tanto tempo priui delle no


lire Ragioni A^ che fin hor ncn e flato per loUe-
.

citudine, 8c cura d'alcuno prouifto Del redo le . ,

quanto ne fcriuete fuccederanno a Voi cof grate,


CI ne far per certo gratifsimo. Data in Trez-
zo a XX j. di Luglio 141 j.
Giouanni de Coglioni, di Trezzo &c.
Teftino
Paulo,cS: Z foi fratelli.
Dondaccio^
IL FINE. Oc i]

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IL REGISTRO.
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Tutti fono Duerni

IN VINETIA,
Apprcflb Gratiof Percaccino
M. D. LXIX.
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