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MINIVOLLEY 1

MINIVOLLEY
Proposta per lattivit giovanile

Il testo stato redatto da:


Prof. Paolo Ligas, Prof. Giancarlo Mura, Prof.ssa Greca Pillitu,
Dott. Roberto Serra, Sig. Tiziano Etzi

Coordinamento
Prof. Carmelo Atzeni
Coordinamento tecnico e scientifico
Prof. Paolo Ligas

Questa pubblicazione stata realizzata con il contributo dellAmministrazione


Provinciale di Cagliari - Assessorato Beni Culturali, Turismo e Sport
2 MINIVOLLEY

HANNO COLLABORATO:

Copertina e ideazione personaggi


Franco Putzolu

Disegni
Stefania Accardi

Diffusione del testo


Associazione Insegnanti di Educazione Fisica (A.S.S.E.M.)

Alla revisione del testo


Dott.ssa Rosa Todde

Finito di stampare nel mese di Aprile 1999 presso la Tipografia Grafiche Serci Serramanna (CA)

I principi del modello di gara in et giovanile e parte dei contenuti dellattivit, sono
tratti dal Manuale di attivit motoria integrale per la scuola elementare(Marcello
Francesco, Masia Paolo, Ligas Paolo e Fanni Roberto -1997). La FIPAV ringrazia il
CONI Comitato Provinciale di Cagliari e gli autori per lautorizzazione accordata
allutilizzazione e riproduzione di detto materiale.
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Sommario
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Sommario

Presentazione
Presidente Comitato Provinciale FIPAV 9
Consigliere Federale FIPAV 10
Assessore allo Sport della Provincia di Cagliari 11
Presidente Comitato Regionale FIPAV 12
Premessa 13
Capitolo 1 - Un modello di gara a dimensione di bambino
1.1 Introduzione 17
1.2 La multilateralit 18
1.3 Lattivit didattica 19
1.4 Modello di gara 20
Capitolo 2 - Proposta di attivit giovanile - Minivolley
2.1 Proposta 25
2.2 Regolamento attivit Minivolley 25
2.3 Iniziative rivolte alle Associazioni e Unioni Sportive 28
2.4 Lattivit Scuola - Minivolley 29
2.5 Iniziative rivolte alle Scuole 30
2.6 Centri di Avviamento allo Sport 31
Capitolo 3 - I contenuti
3.1 Minivolley - Programma tecnico categoria Topolini 35
3.2 Minivolley - Programma tecnico categoria Leprotti 57
3.3 Indice alfabetico degli schemi motori 73
3.4 Minivolley - Programma tecnico categoria Canguri 77
3.5 Minivolley - Caratteristiche e regole di gioco 81
Capitolo 4 - Come utilizzare il programma
4.1 Introduzione 87
4.2 Utilizzo didattico del programma tecnico 87
4.3 Utilizzo del programma nelle competizioni 88
Capitolo 5 - Come sfruttare al massimo gli spazi in palestra
5.1 La palestra 93
5.2 I materiali 95
Capitolo 6 - Apprendimento motorio
6.1 Abilit motorie 99
6.2 Apprendimento delle abilit 99
Capitolo 7 - Modalit di apprendimento della tecnica
7.1 Evoluzione dei fondamentali 105
7.2 Il palleggio 105
7.3 Gioco 1 contro 1 107
7.4 Il bagher 108
7.5 Gioco 2 contro 2 110
7.6 Servizio o battuta 111
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7.7 Gioco 3 contro 3 112


7.8 Lattacco 113
7.9 Il muro 115
Capitolo 8 - Il gioco 6 contro 6 nella categoria Under 14
8.1 Il gioco 6 contro 6 119
8.2 Esercitazioni didattiche 119
Capitolo 9 - I tests motori e le schede di osservazione
9.1 La valutazione 125
9.2 I tests 125
9.3 Misurazioni antropometriche 127
9.4 Le schede di osservazione 127
Capitolo 10 - La figura dellarbitro giovanile
10.1 Larbitro giovanile 139
Appendice 1 - Modulistica 143
Appendice 2 - Associazioni Sportive Scolastiche
Esempio di Statuto 157
Appendice 3 - FIPAV - Comitato Provinciale di Cagliari
Organico 163
Bibliografia 165
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Presentazione
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Presentazione
Carmelo Atzeni - Presidente FIPAV Comitato Provinciale Cagliari

Fare la presentazione di un lavoro che abbiamo voluto fortemente e a cui


personalmente credo molto, pu sembrare, senz'altro un tantino presuntuoso.
Da parte mia c per solamente la voglia di dare al movimento pallavolistico
giovanile della nostra Federazione e della Scuola unopportunit e un mezzo in pi per
cercare di dare delle risposte alle esigenze societarie, agli allenatori giovanili e agli insegnanti,
che spesso sono lasciati a se stessi nel duro compito quotidiano di stare in mezzo ai ragazzi.
Da pi parti si chiede con pressante ossessione, di fare qualcosa per lattivit
giovanile, ma nessuno, nonostante la nostra disponibilit, ci propone delle adeguate risposte.
Noi vi proponiamo questo lavoro che non vuole e non pu essere risolutore del
problema del reclutamento dei ragazzi alla Pallavolo, ma pu aiutare il nostro movimento
sportivo e quello scolastico a seguire delle linee guida per i bambini che si avviano alla
Pallavolo e per i quali questo sport bellissimo pu costituire un elemento essenziale nella loro
crescita.
Nellimpostazione e strutturazione del testo abbiamo seguito i principi base che
regolano i metodi delleducazione attiva relativamente alle esigenze proprie delle fasce det
considerate. Questa scelta operativa ci dovrebbe consentire lo sviluppo delle capacit motorie
e lacquisizione delle abilit proprie della Pallavolo nei giovani atleti.

Un ringraziamento particolare a Paolo Ligas e a tutto lo staff dellorganizzazione


giovanile FIPAV Comitato Provinciale Cagliari composto da Giancarlo Mura, Greca Pillitu,
Roberto Serra, Tiziano Etzi.
Un grazie immenso allAssessore alla Cultura e Sport della Provincia di Cagliari
Adriano Salis, che sensibile alle problematiche sportive giovanili non si tirato indietro alla
richiesta di pubblicazione del testo.
Si ringrazia, inoltre, il vignettista Franco Putzolu, la disegnatrice Stefania Accardi,
Rosa Todde per la revisione del testo, lAssociazione degli insegnanti di educazione fisica
(A.S.S.E.M.) per il contributo alla diffusione del testo.
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Presentazione
Giampaolo Galleri - Consigliere Federale FIPAV

Con piacere saluto la nascita, nella nostra Regione, di un nuovo strumento didattico
rivolto ad un settore, il Minivolley, che considero di estrema importanza per la vita e lo
sviluppo del nostro movimento sportivo.
Il Minivolley porta il ragazzo al centro del sistema educativo mettendosi a
disposizione della sua crescita e della sua personalit perch diventi adulto e atleta.
Un settore che deve crescere con lo stesso ritmo dello sviluppo tecnico della Pallavolo
Italiana che ha ormai toccato il tetto del mondo.

Questo non solamente un testo che si aggiunge ad altri ma deve servire agli addetti ai
lavori a coglierne lo spirito e proseguire nella strada che ci ha voluto indicare lamico Paolo
Ligas.
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Presentazione
Adriano Salis - Assessore ai Beni Culturali Sport e Turismo della Provincia di Cagliari

E con grande soddisfazione che ho voluto presentare questo testo rivolto agli addetti
che si occupano dellattivit sportiva giovanile e in particolare allorganizzazione di un campo
cos specifico e nello stesso tempo cos fondamentale della Pallavolo : il Minivolley.
Lattivit sportiva o presportiva dei bambini fino ai 10/12 anni stata, dal punto di
vista operativo, fino ad oggi spesso trascurata. Il Comitato Provinciale FIPAV di Cagliari,
grazie ai suoi collaboratori e in sintonia con le ultime disposizioni del CONI riguardo ai
Centri di Avviamento allo Sport e al protocollo dintesa con il Ministero Pubblica Istruzione,
ha voluto invece dedicare unattenzione particolare a questa fascia di praticanti della
pallavolo, fornendo agli operatori sportivi e scolastici una guida e un manuale che possa
finalmente orientarli in maniera univoca nel loro cammino di formazione di giovani atleti.
Formazione che non sicuramente solo fisica o tecnica, ma che contribuisce allo
sviluppo globale della personalit dellindividuo. Vista la fascia di et alla quale il
programma si rivolge, si pu dire che si riferisce alla fase e al momento pi importante della
crescita sportiva dellindividuo.
Per i suoi innovativi contenuti, il libro trover un sicuro seguito non solo nelle societ
sportive ma anche e soprattutto nella scuola; le proposte ed il modello di gara sono
sicuramente vicini alla situazione di sport per tutti che tanto si predica ma che con difficolt
trova riscontro nellattuale societ.
Risulta quindi oltremodo importante il discorso portato avanti dal C.P. FIPAV che,
attraverso questo testo, si propone di razionalizzare e seguire con lattenzione che merita il
movimento del Minivolley.
Ma sicuramente necessaria una comunione dintenti da parte di pi istituzioni e pi
organizzazioni. La Provincia di Cagliari conferma, contribuendo alla pubblicazione di
questopera, di volervi partecipare fattivamente proseguendo il percorso di potenziamento
della sua iniziativa per lo sviluppo della pratica sportiva dei giovani iniziata nel 1997 con la
pubblicazione del Manuale per lattivit motoria rivolto agli insegnanti della scuola
elementare che tanti apprezzamenti ha avuto tra gli operatori.
Agli autori di questo libro, ma anche ai loro promulgatori e ai loro utilizzatori, oltre
che ai dirigenti, ai collaboratori della FIPAV, delle Societ Sportive e agli insegnanti, porgo
un grande ringraziamento per limmenso lavoro educativo che hanno svolto, svolgono e, sono
certo, svolgeranno in favore delle nuove generazioni.
Buon lavoro !
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Presentazione
Mario Bernardini Presidente FIPAV Comitato Regionale Sardegna
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Premessa

Questo testo, che tratta le problematiche legate allattivit sportiva giovanile, vuole
essere un punto di riferimento per le Societ, le Scuole e i Centri di Avviamento allo Sport
che intendano organizzare e aderire allattivit del Minivolley. Esso propone obiettivi e
contenuti strutturati secondo indicazioni tratte dal Manuale di attivit motoria integrale per la
scuola elementare, testo redatto dal CONI Comitato Provinciale di Cagliari e rivolto agli
Insegnanti.
Arricchire le proposte dellattivit di gara del Minivolley uno degli obiettivi
principali che vi proponiamo, attraverso uninnovativa strutturazione della stessa. Per tale
motivo riteniamo che questa proposta, se correttamente utilizzata, costituisca per listruttore
uno strumento in grado di soddisfare nei giovani le due motivazioni primarie alla pratica
sportiva: gioco e agonismo. E utile, inoltre, evidenziare che il testo fornisce allistruttore
indicazioni per la sistematizzazione dei contenuti, con proposte mirate allattivit didattica
delle fasce det considerate.
Il testo mette in relazione il sistema di allenamento con quello delle gare in et
giovanile, evidenziando la necessit di una coerenza tra le stesse.
Lattivit didattica e di gara devono, inoltre, soddisfare le esigenze dei bambini che si
avvicinano alla pallavolo, assicurando loro unalfabetizzazione motoria basata sulle abilit
significative riferite alle principali gestualit che stanno alla base della nostra disciplina. Sar
quindi utile, per listruttore, interpretare il confronto come momento di verifica degli
apprendimenti realizzati. A tale scopo il testo fornisce indicazioni sulle modalit di attuazione
della valutazione formativa, tenendo conto sia delle gestualit di base che caratterizzano la
pallavolo, sia delle gestualit specifiche. Nelle pagine che seguono, sar quindi illustrata la
proposta di attivit che tende a garantire un collegamento tra le varie strutture che operano per
la formazione sportiva dei giovani, favorendo lattivazione di un collegamento tra le Societ
Sportive e la Scuola.
Il graduale passaggio tra lattivit promozionale e quella agonistica sar presentata
anche attraverso una proposta didattica mirata alle modalit di apprendimento dei
fondamentali che caratterizzano la pallavolo, con particolare attenzione alla formulazione
degli esercizi, rispettando il principio fondamentale della gradualit dintervento.
La modulistica necessaria per ladesione e la registrazione dei risultati, unitamente alla
proposta di Statuto per la formazione di unAssociazione Sportiva Scolastica, completa e
rende il testo di pratico utilizzo. Con lauspicio che questo rappresenti, per chi si avvicina alla
pallavolo e per chi gi opera, un valido strumento che contribuisca a migliorare lintervento
didattico e di gara per i giovani sportivi e futuri pallavolisti.
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Capitolo 1

Un modello di gara a dimensione di bambino


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1.1 Introduzione

Con questo capitolo si vuol evidenziare la differenza fondamentale dellallenamento


dellalta qualificazione rispetto allallenamento nelle fasce det giovanili.
Il programma qui presentato si inserisce nel contesto dellattivit dei centri giovanili,
che hanno lo scopo di creare i serbatoi per la formazione di atleti di alta qualificazione, nel
rispetto dei bisogni dei giovani atleti e dei principi fondamentali che regolano lattivit nelle
fasce considerate.
E importante evidenziare che spesso si portati a considerare il Minivolley come un
minisport, senza tenere conto delle reali esigenze del bambino che si avvicina alla pratica
dellattivit sportiva giovanile. E riduttivo programmare una cos importante tappa di
apprendimento solo attraverso la riduzione del campo di gioco e la conseguente riduzione del
numero di giocatori: 3 contro 3 e 4 contro 4.
E necessario invece finalizzare lattivit motoria allo sviluppo dellallievo in tutta la
sua complessit. Il Minivolley ha dunque un solo obiettivo: quello di formare un giovane
sportivo e non, come spesso si crede, un giovane campione. E utile ancora evidenziare che i
programmi devono essere, se si vuole proporre lattivit a livello scolastico, coerenti con gli
obiettivi dei programmi ministeriali dellEducazione Motoria, per la Scuola Elementare e
dellEducazione Fisica, per le Scuole Medie.
La nostra proposta vuole essere, quindi, di aiuto per creare un passaggio graduale tra
lattivit promozionale e quella dellalta qualificazione, dove lobiettivo quello dello
sviluppo e dellaffinamento di tutti gli elementi che determinano e influenzano la prestazione.
Nellalta qualificazione fondamentale, infatti, programmare lattivit limitando
allessenziale il numero degli obiettivi da perseguire, favorendo quindi, in allenamento, la
costante ripetizione degli esercizi di gara o simili, per elevare al massimo la prestazione.
Nelle fasce giovanili questo obiettivo non pu essere determinante, mentre
necessaria una programmazione funzionale per lo sviluppo di molteplici presupposti prestativi
e quindi delle capacit motorie, eliminando lobiettivo immediato dellinnalzamento della
performance a breve termine.
Si pu quindi affermare che lobiettivo dellallenamento nellattivit giovanile non
quello del miglioramento della prestazione, ma fondamentale svolgere unattivit didattica e
di gara tendente allo sviluppo dei presupposti, di sostanziale importanza nella formazione di
base dellatleta.
E errato puntare anticipatamente ad un tipo di prestazione che accelera la
specializzazione delle funzioni motorie, facendo spesso leva sulle qualit naturali dei giovani,
pregiudicando cos il loro sviluppo. Con un lavoro strutturato sulla ricerca della migliore
prestazione (allenamento mirato) si favoriscono esclusivamente quei giovani che
padroneggiano meglio le abilit tecniche della disciplina rispetto ad altri che, pur dotati di
talento, non sono stati sottoposti ad allenamenti con il medesimo indirizzo. Si finisce quindi
per selezionare gli atleti sulla base dei risultati nelle competizioni, senza tener conto, spesso,
della crescita biologica dei ragazzi, che, nelle fasce giovanili, differenzia positivamente quelli
con un accrescimento accelerato rispetto a quelli con una normale crescita.
Sulla base dei principi fin qui esposti, possiamo affermare che la ricerca e la
conseguente selezione del talento dovrebbe avvenire non nelle prime due fasce di et (6-8 e 8-
10 anni), ma nel lungo termine e, in ogni caso, non prima dei 12-13 anni.
Spesso, per timore di perdere i potenziali futuri campioni (talenti), si tende a
specializzare precocemente, facendo affrontare loro dei compiti sportivi non sempre adeguati
alle loro reali possibilit. In questo modo si registra, in alcuni casi, un abbandono precoce con
una conseguente dispersione dei talenti.
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Per evitare questo, un positivo intervento didattico nelle fasce det prese in esame
riteniamo sia la proposta della multilateralit, messa in discussione ma non sempre
affrontata adeguatamente dagli operatori sportivi. E utile quindi fornire degli strumenti
operativi che facilitino la programmazione dellintervento didattico, dando risposte concrete
alla necessit di una coerenza tra i termini multilateralit - attivit didattica - modello di gara.
Vediamo ora quali possono essere gli aspetti positivi che una strategia dintervento
multilaterale (Lavvio precoce alla specializzazione, Masia P. e Marcello F., 1997) permette
di attivare facendo unaccurata riflessione su alcuni quesiti fondamentali:
multilateralit e specializzazione sono realmente in antitesi?
la multilateralit unica o esistono forme diversamente modulabili?
quali sono i requisiti minimi che caratterizzano la multilateralit in ogni sua forma?
il tempo disponibile per lattivit condiziona le possibilit attuative della multilateralit?

1.2 La multilateralit
Multilateralit un neologismo del settore sportivo della Germania Occidentale
(termine tedesco: Vielseitigkit). Il concetto era noto nella lingua tedesca orientale gi nel
periodo barocco con il termine, quasi sinonimo, Alleseitigket, la cui traduzione letterale in
italiano sarebbe onnilateralit (e in altre parole, poliedricit, o, in senso lato, universalit).
Da circa ventanni anche nellambiente sportivo italiano il termine multilateralit ha
assunto un ruolo centrale, convincendo i nostri tecnici della opportunit di rivedere la
posizione, sinora assunta, riguardo alla specializzazione precoce dei propri allievi. E' in quel
momento che i nostri allenatori hanno iniziato ad avvertire la necessit di attivare delle
procedure di allenamento non troppo specifiche, col timore di una precoce e quantomai
dannosa specializzazione.
Quando si parla di multilateralit nello sport, si pensa abitualmente ad un elevato
numero di stimolazioni usate in fase di allenamento, allalternanza tra carico e tempi di
recupero, alla molteplicit di metodi e mezzi che si adoperano nellallenamento. Thiess,
Schnabel e Baumann cos scrivono in Allenamento dalla A alla Z (1980): La
multilateralit caratterizzata dallampiezza e dalla molteplicit dei mezzi e metodi di
allenamento utilizzati, dal rapporto fra allenamento generale e speciale. Cos, pur senza
avere chiare le idee sulla reale attuazione di un modello multilaterale, si pensato di risolvere
il problema dellabbandono precoce attivando nei centri di avviamento alla pallavolo una
sorta di multilateralit estensiva*. Questa soluzione apparsa alquanto riduttiva e
semplicistica, in quanto non teneva conto del numero ridotto di ore settimanali (mediamente
tre) che i nostri atleti dedicano alla pratica sportiva in centri specializzati.

*
Multilateralit estensiva: principio dellallenamento che utilizza una grande quantit di proposte con
riferimento agli schemi motori pi significativi di buona parte delle discipline sportive.
Multilateralit orientata: principio dellallenamento che utilizza una grande quantit di proposte con particolare
riferimento agli schemi motori pi significativi per la propria disciplina sportiva.
Multilateralit mirata: principio dellallenamento che utilizza unattivit dove vengono esplorati in particolare gli
schemi motori pi significativi della propria disciplina sportiva.
Lallenamento in et giovanile utilizza uno dei citati principi, precisando che il percorso ottimale si configura
come il passaggio graduale dalla multilateralit estensiva per arrivare alla specializzazione passando per le forme
di multilateralit orientata e mirata.
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1.3 Lattivit didattica


La prematura specializzazione causa, spesso, un calo motivazionale nellallievo che
gioca per divertirsi, determinando un abbandono precoce. E altres vero che questo calo pu
avvenire quando non si utilizza un intervento didattico tendente alla ricerca delle potenzialit,
tramite unesplorazione degli schemi motori affini alla disciplina sportiva considerata.
Ma anche possibile che una riduzione dei carichi di lavoro, mirata ad evitare i rischi
di traumi dovuti a uneccessiva specializzazione, possa portare a ridurre notevolmente le
opportunit di apprendimento.
La multilateralit si caratterizza soprattutto per la variet di proposte di attivit, le
quali arricchiscono il bagaglio motorio del bambino ed elevano la sua motivazione ad
apprendere. E per tale motivo che si deve provvedere ad elaborare delle strategie atte a
tradurre la multilateralit dal piano dialettico a quello operativo.
E quindi necessario individuare una strategia di intervento adeguato alle fasce
giovanili, che tenda allo sviluppo motorio favorendo la molteplicit delle attivit e suscitando
quindi interesse. Possiamo quindi considerare la multilateralit come un principio della
preparazione giovanile che determina un completo sviluppo delle funzioni di base, senza
quelle limitazioni di potenzialit motoria che una precoce specializzazione comporta.
Si pu affermare che lequazione specializzazione precoce = abbandono precoce
non pu essere semplicemente risolta sostituendo alla specializzazione una metodologia
multilaterale, soprattutto se si pensa ad una multilateralit esclusivamente di tipo estensivo.
Non quindi pensabile porre il problema dellattivit motoria giovanile come una
scelta bipolare tra multilateralit e specializzazione, perch, giocando sulle parole, potremmo
affermare che utilizzare la multilateralit significa preparare efficacemente la specializzazione
oppure che specializzare significa modulare nel tempo e adattare al contesto i contenuti della
multilateralit. In un Centro di Avviamento allo Sport sar necessario programmare
unattivit di graduale passaggio dalla multilateralit orientata per arrivare alla
specializzazione passando per la multilateralit mirata. E di fondamentale importanza
chiarire quali sono gli obiettivi operativi dellattivit giovanile e delinearne quindi i contenuti
nelle diverse fasce det, fissando per ciascuna di essa gli apprendimenti minimi rispetto
allesplorazione degli schemi motori pi significativi e delle varianti che stanno poi alla base
delle abilit specifiche della pallavolo.
Possiamo affermare che le abilit sono tante quante se ne apprendono. Questa
definizione la migliore in quanto non possibile quantificare il numero di abilit da
apprendere o quelle apprese, ma possiamo dire che pi sono le abilit possedute e maggiori
sono le possibilit di successo nelle prestazioni sportive future. La pianificazione delle attivit
dovr avvenire quindi attraverso unaccurata selezione delle proposte operative, partendo
dallobiettivo finale e dagli schemi motori pi significativi in rapporto allet degli allievi,
restringendo quindi progressivamente il campo dazione, giungendo in tal modo alla
specializzazione di una o di un gruppo di discipline affini a quella praticata.
Il concetto di significativit degli schemi motori legato, inoltre, al grado di difficolt
degli stessi con una proposta graduale dal semplice al complesso.
E quindi necessaria lattivazione di un modello multilaterale che prenda spunto dalla
gestualit delle varie discipline sportive: in tal modo ci rendiamo conto che la differenza tra
generale e specifico risulta, in et giovanile, un falso problema. Lapprendimento di uno
schema motorio con le sue varianti risulta, per gli allievi del primo ciclo, una prestazione
motoria impegnativa ma possibile; sar difficile, invece, far apprendere unabilit tecnica
complessa come il palleggio e il bagher.
Utilizzando le varianti degli schemi motori si lavora ugualmente sulla specificit del
gesto, con la differenza che questo eseguibile dai bambini di 6-7 anni. Ci rendiamo conto,
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quindi, che il gesto specifico fa parte del processo di apprendimento dei movimenti ed
dunque insito nella metodologia multilaterale.
Il saper FAR FARE una delle caratteristiche fondamentali dellistruttore giovanile, il
quale deve avere unadeguata preparazione teorico-pratica, per poter attivare una
programmazione con dei contenuti specifici per lattivit giovanile e per saper effettuare un
intervento correttivo differenziato per le varie fasce di et (6-7 anni, 8-10 anni e 11-14 anni),
sugli apprendimenti come la capovolta avanti, il controllo della palla con le mani o con i
piedi, la corsa in avanti e indietro, ecc.
Sar quindi indispensabile, per un istruttore giovanile, prestare particolare
attenzione alla conoscenza della tecnica di esecuzione di un gran numero di varianti esecutive
degli schemi motori pi significativi, cos come per un allenatore dellalta qualificazione
indispensabile curare lapprendimento dei fondamentali tecnici della sua disciplina sportiva.

Tabella 1 Schemi motori pi significativi e coinvolti nella prestazione della pallavolo


Schemi motori propri della Varianti esecutive pi significative
disciplina della pallavolo
Correre avanti veloce
allindietro
con rapidi cambi di direzione
lateralmente
a passi corti
a passi lunghi
Saltare a piedi pari in avanti
sul piede dx e sx
passo saltellato con slanci alternati delle braccia
in alto raggiungendo la massima elevazione
raggiungendo la massima elevazione e colpendo un palla al volo
con una mano (attacco) o con due mani (palleggio)
Strisciare in posizione prona in avanti
Guidare la palla con le mani in avanti
palleggio volley
colpire la palla con la testa o con altra parte del corpo
Lanciare lanciare la palla verso un compagno
afferrare la palla lanciata da un compagno
lanciare la palla oltre un nastro
lanciare una palla colpendola con una mano
lanciare una palla colpendola con due mani tipo bagher
Fintare in situazione uno contro uno con la palla
in situazione due contro due con la palla
Calciare con linterno, lesterno ed il collo del piede
la palla al volo
Intercettare la palla lanciata da posizioni e traiettorie diverse
colpendola al volo con una mano
al volo con due mani
Respingere murare con le mani
Rotolare sullasse longitudinale
oscillare sul dorso
capovolta indietro
capovolta indietro dopo aver colpito la palla con le mani

.
1.4 Modello di gara
Abbiamo visto che programmare secondo i principi della multilateralit vuol dire
centrare gli obiettivi primari sullo sviluppo dei presupposti delle future prestazioni sportive;
quindi attraverso un ricco repertorio di proposte motorie che arricchiscano sostanzialmente le
competenze dei nostri allievi. Se vero che la gara viene considerata come un banco di prova
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degli apprendimenti dei nostri allievi, si pu affermare che, visti gli obiettivi e i contenuti
operativi della programmazione giovanile, utile rivedere le modalit di attuazione della gara.
Affinch essa sia significativa al fine della verifica, sar indispensabile che la gara sia
coerente con quanto affermato nel punto 2: i contenuti devono essere i pi variati possibili e
soprattutto devono dare la possibilit, ai nostri allievi, di esprimersi attraverso le gestualit
apprese nellattivit didattica. La sintonia tra il modello teorico esposto, contenuti e struttura
della gara risulta di fondamentale importanza nella formazione sportiva dei nostri atleti. La
proposta di circuiti, percorsi, prove multiple, giochi di movimento, semplificati e presportivi*,
che listruttore utilizza durante lattivit didattica, da considerare anche come modello di
gara giovanile. Questo, infatti, rappresenta la struttura base della formazione attraverso
lesplorazione modulata degli schemi motori in diverse situazioni, con la variazione dei
mezzi.
Una proposta di gara attraverso leffettuazione del solo incontro di Minivolley
risulterebbe, infatti, troppo restrittivo per poter verificare la situazione motoria dei nostri
allievi in un contesto di prestazione sportiva. Il testo propone, quindi, unattivit di gara che si
arricchisce di contenuti, rispettando il principio della coerenza tra modello formativo e
modello agonistico. Listruttore giovanile deve essere in grado di vedere la gara non come
scopo dellattivit, statico e intoccabile, ma deve considerarla come uno strumento che, in
quanto tale, deve poter essere modulabile e adattabile al processo formativo. Sar quindi
possibile apportare al programma proposto in questo testo delle integrazioni e delle
modifiche, se lo si ritiene opportuno, in sintonia con le abilit apprese dai propri allievi.

*
Circuiti: si utilizzano principalmente per lallenamento della forza (in et giovanile forza veloce e resistente)
formati dalla strutturazione di pi stazioni. Il vantaggio di questo metodo che tutti gli allievi lavorano
contemporaneamente, divisi in sottogruppi, eseguendo esercizi diversi in ogni stazione.
Percorsi: gare basate sullesecuzione di una serie di abilit (chiuse) in successione variata dove sono inseriti
elementi pi o meno complessi.
Prove multiple: gare dove possibile verificare, attraverso il confronto, diverse abilit semplici o complesse
(lanciare, afferrare, palleggiare, ecc.) e che offrono al bambino, la possibilit di esprimere quanto riuscito a
imparare, senza costringerlo in schemi rigidi.
Giochi di movimento: gare che utilizzano le abilit (aperte) in situazioni in cui richiesta una scelta tattica legata
a poche variabili, facilmente controllabili (solitamente contro un solo avversario).
Giochi semplificati: gare dove si utilizzano principalmente abilit aperte riducendo le difficolt attraverso la
limitazione del numero dei giocatori (1 contro 1 o 2 contro 2), le dimensioni del campo (gestione dello spazio) e
semplificando le regole.
Giochi presportivi: situazioni di gioco che utilizza principalmente le abilit aperte e che si avvicina alle forme
dei giochi sportivi. In tale gara, infatti, necessaria una collaborazione con i compagni e comporta il controllo di
numerose varianti tattiche per la presenza degli avversari.
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Capitolo 2

Proposta di attivit giovanile - Minivolley


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2.1 Proposta
La FIPAV Comitato Provinciale di Cagliari, propone lattivit del Minivolley rivolta a:

Centri di Avviamento allo Sport della Pallavolo


Associazioni o Unioni Sportive che aderiscono allattivit di Minivolley
Scuole Elementari
Scuole Medie Inferiori

2.1.1 Finalit

Lo scopo del progetto quello di far perseguire ai bambini lo sviluppo delle capacit
motorie e lacquisizione di una vasta gamma di abilit, con particolare riferimento agli schemi
motori pi significativi per il giocosport della pallavolo.
La proposta di un programma vario di contenuti per lattivit di gara ha inoltre lo
scopo di coinvolgere il maggior numero di allievi alla pratica della disciplina della pallavolo.

2.1.2 Organizzazione

Lorganizzazione dellattivit a cura del settore Minivolley del Comitato Provinciale


FIPAV di Cagliari. Liniziativa si svolger secondo i programmi riportati nelle pagine
seguenti con due momenti distinti: attivit rivolta alle Associazioni o Unioni Sportive e
attivit rivolta alle Scuole.

2.2 Regolamento attivit Minivolley


2.2.1 Adesioni

Societ affiliate alla FIPAV


Per aderire al Minivolley necessario inviare al Comitato Provinciale FIPAV di
appartenenza:
lapposito modulo (modulo Q, disponibile presso lo stesso C.P.; ricordarsi di indicare il
proprio codice Societ);
il modulo di iscrizione (modulo 1, allegato a questo programma; ricordarsi di indicare il
proprio codice Societ).
Non prevista alcuna quota suppletiva di affiliazione.

Societ o Gruppi Sportivi non affiliati alla FIPAV


Per aderire al Minivolley necessario inviare al C.P. FIPAV di appartenenza:
lapposito modulo (modulo Q, disponibile presso lo stesso C.P.; non va riempito lo
spazio codice Societ, riservato alle Societ affiliate);
il modulo di iscrizione (modulo 1, allegato a questo programma; non va riempito lo spazio
codice Societ, riservato alle Societ affiliate);
copia della ricevuta di versamento della quota di affiliazione al Minivolley (ccp 598011 -
causale 2).
Questa adesione autorizza la Societ aderente a partecipare, sotto il controllo e
lorganizzazione della FIPAV, alla sola attivit di Minivolley.

Per partecipare a qualsiasi altra attivit federale necessaria laffiliazione.


26 MINIVOLLEY

I moduli Q debitamente compilati (possibilmente a macchina) vanno consegnati


allincaricato del C.P. FIPAV di appartenenza della Societ o del Gruppo Sportivo, che
provvede a vidimarlo e a rilasciarne copia alla societ. Una seconda copia viene trattenuta dal
C.P. e una terza inviata allincaricato del Comitato Regionale. Loriginale viene inviato
allUfficio Tesseramento Minivolley di Roma.
Ogni Societ, Ente o Scuola, indipendentemente dalla partecipazione allattivit
torneistica, ai fini puramente assicurativi, trasmetter al C.P. lelenco dei partecipanti
allattivit del Minivolley, svolta al proprio interno. Questo adempimento non solleva la
Societ, lEnte o la Scuola dal compilare lelenco dei partecipanti alle singole manifestazioni
(vedi paragrafo 2.2.10 - Procedure).
Ladesione ha validit annuale (dal 1 Settembre al 31 Agosto).

2.2.2 Partecipazione allattivit

Possono partecipare allattivit tutte le Societ, Gruppi Sportivi, Centri Giovanili


Scolastici che daranno adesione secondo quanto riportato nel paragrafo 2.2.1 entro la data
indicata nel comunicato di indizione.
La partecipazione allattivit titolo preferenziale e di merito al fine della valutazione
dellattivit svolta. Infatti i contenuti della stessa esprimono la sintesi didattica propria della
formazione motoria di base.

2.2.3 Limiti det

Possono partecipare gli allievi/e appartenenti al primo ciclo di attivit e al 1 e 2


livello di Minivolley. Lattivit sar suddivisa in tre categorie :

1 ciclo Topolini Possono partecipare gli allievi/e di 6, 7 anni con la possibilit


di inserire un massimo di quattro allievi/e di 8 anni
1 livello Leprotti Possono partecipare gli allievi/e di 8, 9 e 10 anni (non sono
Minivolley ammessi fuori quota)
2 livello Canguri Possono partecipare gli allievi/e di 11 e 12 anni (non sono
Minivolley ammessi fuori quota)

2.2.4 Adesioni delle squadre

Ogni centro pu partecipare con una o pi squadre per ogni categoria tenendo conto
che un massimo di due squadre verranno inserite nello stesso girone; le eventuali ulteriori
compagini verranno inserite in un diverso girone (per un massimo di due) o in pi gironi.

2.2.5 Formazione delle squadre

Si consiglia la composizione di squadre miste per la categoria Topolini e Leprotti. Il


numero dei componenti per ogni squadra riportato nella seguente tabella:

Categorie Composizione N Componenti Formula incontri


squadre squadre
Topolini mista Libero Concentramento a 3
squadre
Leprotti mista 6 Concentramenti a 3
squadre
Canguri maschile o femminile 6 Concentramento a 3
squadre
MINIVOLLEY 27

Se una Societ partecipa con pi squadre, gli atleti/e che hanno preso parte al primo
concentramento con una squadra non potranno pi essere spostati.
Si consiglia, per una migliore organizzazione delle gare, di numerare le maglie degli
atleti/e.

2.2.6 Autocertificazioni didentit

Le autocertificazioni sostitutive del documento didentit (vedi modulo 5 allegato al


programma) non devono essere inviate alla FIPAV ma firmate dal Presidente della Societ o
dal Dirigente Scolastico e dal genitore del bambino e presentate allarbitro per il
riconoscimento degli atleti prima dellinizio della gara.

2.2.7 Arbitri

Le Societ dovranno segnalare i nominativi di un arbitro per ogni squadra.


Gli arbitri segnalati dovranno partecipare allincontro di formazione (previsto per il
mese di Febbraio) e dovranno arbitrare i concentramenti dove partecipano le squadre della
propria Societ.
Si consiglia di individuare gli arbitri allinterno delle proprie squadre delle categorie
superiori; et minima richiesta 14 anni.
Nel caso di assenza degli arbitri delle Societ, le gare potranno comunque essere
dirette dagli stessi tecnici presenti in palestra previo accordo tra le Societ.
Potr essere presente sul campo di gara un rappresentante dello staff tecnico
Minivolley della FIPAV.

2.2.8 Giorni ed orari di gioco

Tutti gli incontri si svolgeranno di Domenica o giorni festivi , salvo accordi con le tre
Societ che devono essere segnalati per iscritto attraverso lapposito modulo (modulo 6),
allegato al testo.

2.2.9 Formula di svolgimento

Lattivit si articoler in pi gironi da tre squadre secondo la formula del


concentramento; ogni Societ si far carico di ospitarne uno.
Nel caso in cui una Societ partecipa con pi di una squadra si valuter lopportunit
di organizzare dei gironi con due concentramenti paralleli da svolgersi contemporaneamente
nello stesso campo (previa disponibilit impianto).
Ogni concentramento della categoria Topolini si articoler su quattro prove, quello dei
Leprotti su tre prove da sorteggiare ad ogni concentramento, sulla base di quanto riportato nel
programma tecnico. Per ogni prova, ogni squadra incontrer ciascuna delle due avversarie
(vedi schema allegato - referto gara).
Per la categoria Canguri ogni squadra incontrer ciascuna delle altre due in una sola
prova (partita di Minivolley) secondo quanto riportato nel programma tecnico.

2.2.10 Procedure

Lelenco dei partecipanti (modulo 3) e le autocertificazioni (modulo 5) dovranno


essere presentati agli arbitri, prima dellinizio della gara.
28 MINIVOLLEY

Il responsabile della squadra ospitante il concentramento dovr inoltrare al C.P.


FIPAV (entro il marted successivo) gli elenchi unitamente al referto con il risultato
dellincontro.
Le squadre dovranno presentarsi agli arbitri, munite della documentazione prevista,
almeno 15 minuti prima dellinizio dellincontro.
Qualora una delle tre squadre non si presenti agli arbitri entro i termini prescritti,
trascorsi 30 minuti sar dichiarata perdente con il punteggio di 2-0 per ogni prova prevista per
la cat. Topolini e Leprotti e 3 a 0 per ogni partita della cat. Canguri.

2.2.11 Punteggi e classifiche

Per ciascun girone sar compilata una classifica. In ogni concentramento si


assegneranno i punti sommando quelli ottenuti nelle singole prove.
Per ogni prova delle categorie Topolini e Leprotti verranno assegnati 2 punti in caso di
vittoria e 1 per il pareggio.
Per la categoria Canguri si effettueranno tre set e si acquisir un punto per ogni set
vinto.
Si riporta di seguito un esempio di compilazione del referto di gara:

Categoria Topolini o Leprotti

2a PROVA SQUADRA pt. SQUADRA pt. PUNTI PROVA


Servizio a A Rossi 7 B Gialli 7 1 1
Bersaglio A Rossi 10 C Verdi 4 2 0
Prove multiple B Gialli 5 C Verdi 8 0 2

Categoria Canguri

PARTITA SQUADRA SQUADRA PUNTI


A Rossi B Gialli 2 1
MINIVOLLEY A Rossi C Verdi 3 0
B Gialli C Verdi 0 3

2.2.12 Disciplina

Il dirigente accompagnatore e listruttore sono responsabili del proprio comportamento


e di quello della squadra e dei sostenitori.
Sono previsti provvedimenti disciplinari a carattere individuale e di Societ.

2.2.13 Responsabilit

Le Societ ospitanti sono responsabili del comportamento del pubblico e della


sicurezza allinterno dello spazio di gara.
Si consiglia di provvedere a delimitare tale spazio e consentirne laccesso
esclusivamente agli addetti alla gara.

2.3 Iniziative rivolte alle Associazioni e Unioni Sportive


MINIVOLLEY 29

Le iniziative da programmare nel corso dellanno sportivo, rivolte ai tecnici, dirigenti


e responsabili del settore giovanile, per la realizzazione dellattivit intercentri Minivolley,
sono le seguenti:
30 MINIVOLLEY

2.3.1 Programma incontri

Riunione di presentazione e consegna del programma dellattivit Minivolley (Ottobre)

Riunione di verifica (Aprile)

Organizzazione della manifestazione finale (Maggio)

2.3.2 Riunioni arbitri

Riunioni formazione arbitri (Gennaio-Febbraio)

Attivit pratica per la preparazione del settore arbitrale Minivolley (Febbraio)

2.3.3 Programma attivit

Corsi di aggiornamento per istruttori giovanili (Dicembre-Gennaio)

Attivit pratica con le Societ per la verifica del programma (Grand Prix) (Gennaio-
Febbraio)

Iscrizioni squadre (Gennaio)

Formazione calendari (Febbraio)

Inizio attivit (Marzo)

Manifestazione finale
in contemporanea in pi sedi della provincia di Cagliari (Maggio)

Torneo di Minivolley Beach (Luglio-Agosto)

2.4 Lattivit Scuola Minivolley


Sulla base del protocollo dintesa tra il CONI ed il Ministero Pubblica Istruzione si
rinnova un accordo di collaborazione stipulato nel 1980, che racchiude profondi mutamenti
verificatisi in questi anni nella Scuola e nello sport.
A seguito dellattuazione dellautonomia scolastica, la Scuola potr scegliere, tra i vari
progetti, quelli che meglio si integrano con le esigenze territoriali e nellambito
dellattuazione dei vigenti programmi ministeriali.
La FIPAV, come gran parte delle Federazioni Sportive, sulla base delle richieste
formulate dal M.P.I., ha elaborato un piano di intervento tenendo come punto di riferimento
lInsegnante, considerando il suo contributo educativo irrinunciabile nella realizzazione delle
attivit sportive nellambito delle istituzioni scolastiche.
Per tale ragione, il progetto Scuola-Minivolley, riferendosi allattuale normativa, si
presenta alla Scuola attraverso i corsi di aggiornamento per Maestri e Insegnanti di
Educazione Fisica e fornendo un contributo organizzativo per la partecipazione allattivit
torneistica del Minivolley per la Scuola Elementare e Media Iinferiore.
Il D.M. 133/96 e il successivo D.P.R. 567/96 chiariscono limportanza di una Scuola
aperta al territorio, favorendo lattivazione di ogni tipo di iniziativa nella quale le risorse del
territorio possano diventare risorse per i giovani, prefigurando continuit fra Scuola ed extra-
scuola.
MINIVOLLEY 31

In base alla circolare 466 del 31/07/1997, il giocosport si realizza sui progetti delle
Federazioni Sportive.
Il progetto tecnico deve essere presentato al:
1. Consiglio di Circolo
2. Collegio Docenti, che valuter le proposte di giocosport e individuer il docente o i docenti
cui affidare la conduzione dellattivit.

Tutte le iniziative che, a livello locale, dovessero essere intraprese da parte di


Societ Sportive nellambito della Circolare Ministeriale 184 del 08/09/1997, dovranno
essere concordate con il Comitato Provinciale FIPAV di appartenenza e i suoi referenti e
interlocutori presso i locali Provveditorati.

Una delle possibili forme di autonomia attuabili in una Scuola si ritiene potr essere
lAssociazione Scolastica Sportiva, che avr lo scopo di creare strutture e servizi che
rispondano alle esigenze dei giovani utenti, alle aspettative dei genitori e concretizzino il
valido contributo che la pratica motoria e sportiva pu dare al processo educativo.
La FIPAV fornir appoggio tecnico ed organizzativo alliniziativa attraverso il
Responsabile Provinciale Scuola e Minivolley.
Si acclude un progetto di statuto possibile da adattare alle varie realt (appendice 2).

2.5 Iniziative rivolte alla Scuola


Lattivit da programmare nel corso dellanno scolastico per la realizzazione di tale
progetto la seguente:

Scuola Elementare

Corsi di aggiornamento per insegnanti di 1 e 2 livello Scoprire leducazione motoria


attraverso il Minivolley

Attivit di classe e di istituto (Gennaio/Febbraio)

Attivit interistituto
Le Scuole che ne fanno richiesta potranno partecipare allattivit torneistica del
Minivolley, categoria Topolini e Leprotti, organizzati dal Comitato Provinciale FIPAV
(Marzo/Maggio)

Partecipazione alla manifestazione conclusiva (Maggio)

Scuola Media Inferiore

Corsi di aggiornamento per insegnanti Dal Minivolley al 6 contro 6

Attivit di classe e di istituto (Gennaio/Febbraio)

Attivit interistituto rivolta agli alunni delle classi 1 e 2


Le Scuole che ne fanno richiesta potranno partecipare allattivit torneistica del
Minivolley, categoria Canguri, organizzati dal Comitato Provinciale FIPAV
(Marzo/Maggio)

Partecipazione alla manifestazione conclusiva (Maggio)


32 MINIVOLLEY

2.6 Centri di Avviamento allo Sport


Con le nuove direttive del CONI si assegnano ai Centri di Avviamento allo Sport
nuove e specifiche finalit. Queste sono state annunciate con il documento programmatico del
1995 Verso un nuovo ruolo dei Centri di Avviamento allo Sport nella promozione della
pratica sportiva giovanile, dove si propone una totale modifica, del ruolo e delle attivit dei
Centri stessi*.
Nel successivo Progetto del nuovo ruolo dei Centri di Avviamento allo Sport del
1996, stata riconosciuta ai CAS, a livello territoriale, la funzione di referenti istituzionali e
di interlocutori privilegiati per le Societ Sportive che intendono sviluppare, promuovere e
praticare lattivit giovanile. Quindi essa deve rappresentare per la Federazione Italiana
Pallavolo, come per tutte le F.S.N., il terreno da coltivare oggi per raccogliere buoni frutti
un domani non molto lontano; in tale direzione, appare indispensabile che le Societ Sportive
ne apprezzino sempre di pi la validit ai fini di una crescita tecnico-sportiva.
In questottica esse devono tendere alla crescita qualitativa delle attivit giovanili di
base, per la rivalutazione dei vivai.
In sintesi, il progetto del nuovo ruolo dei Centri di Avviamento allo Sport si propone
di raggiungere i seguenti obiettivi:
sviluppare la cultura dellattivit giovanile di base nellambito delle Societ Sportive;
rivalutare, potenziare e proteggere i vivai;
realizzare un programma che consenta la crescita qualitativa tecnico-sportiva dellattivit
giovanile.
I Centri di Avviamento allo Sport vengono promossi dagli organi periferici del CONI
e dalla FIPAV e sono realizzati e gestiti dalle Societ affiliate. Si individua, allinterno della
struttura, la suddivisione in tre fasce det ben diversificate:

1 fascia 6-8 anni Attivit di promozione e di educazione motoria di base

2 fascia 9-11 anni Attivit mirate allavviamento della pratica sportiva

3 fascia 11-14 anni Attivit mirate alla selezione e prestazione in vista della pratica
agonistica federale

Elemento essenziale per la realizzazione dei CAS di pallavolo la presenza di


istruttori giovanili Federali, formati attraverso i corsi organizzati dai Comitati Provinciali
FIPAV.
Tutte le Societ, che operino con ragazzi/e fino ai 14 anni, dovrebbero avere almeno
un tecnico in possesso della qualifica di istruttore giovanile e che sia gi allenatore di 1 o 2
grado.
Le Societ Sportive che intendono richiedere lapertura dei Centri di Avviamento allo
Sport devono avere i seguenti requisiti:
1. affiliazione alle rispettive Federazioni da almeno una stagione sportiva;
2. partecipazione con le proprie squadre allattivit agonistica giovanile federale;
3. presenza di tecnici con qualifica di istruttore giovanile;
4. presenza di allievi appartenenti ad almeno una delle fasce det previste dalla
Federazione nellambito dellattivit giovanile (Minivolley e Under 14), per un minimo
di 20;
5. rapporto numero allievi/istruttore non superiore a 1/20;
6. idoneit dellimpianto per lavviamento e linsegnamento del gioco della pallavolo;
*
E tuttora in fase di revisione, da parte del CONI, un progetto che prevede non solo la ristrutturazione dei Centri
di Avviamento allo Sport ma una rivisitazione generale di tutta lattivit giovanile.
MINIVOLLEY 33

7. periodo di attivit da Ottobre a Maggio;


8. metodologia di allenamento definito in accordo con la FIPAV;
9. fasce det individuate, nellarco compreso tra i 6 e i 14 anni, secondo le diverse
categorie previste dalla Federazione (cat. Topolini, Leprotti, Canguri e Under 14);
10. numero minimo di lezioni settimanali: per il primo ciclo 2, per il secondo 2/3 e per il
terzo 3;
11. parere favorevole della struttura provinciale della Federazione.

Le richieste dapertura vanno presentate al Comitato Provinciale del CONI allinizio


dogni stagione sportiva entro i termini annualmente stabiliti (generalmente entro il 31
Ottobre di ogni anno).
Sempre allinizio di ogni stagione sportiva, entro i termini stabiliti dal CONI, vanno
presentate anche le richieste di conferma attivit da parte delle Societ in cui gi operante un
CAS. I moduli per lapertura e la riconferma sono reperibili presso gli organi del CONI e
della FIPAV.
34 MINIVOLLEY

Capitolo 3

I contenuti
MINIVOLLEY 35
36 MINIVOLLEY

Minivolley

Programma tecnico
Categoria Topolini
MINIVOLLEY 37
38 MINIVOLLEY

Categoria Topolini

Attivit per il 1 ciclo (6, 7 e 8 anni)

Contenitore Numero attivit da sorteggiare


per ogni confronto
A Percorsi 2
B Giochi di movimento 1
C Giochi semplificati 1

PERCORSI
Contenitore A
1 Le prove di Ercole
2 Andata e ritorno
3 Passa la palla
4 Guida la palla
5 La gazzella
6 Il muro

GIOCHI DI MOVIMENTO
Contenitore B
1 I bersagli
2 Inseguimento
3 Vuota campo
4 Palla rilanciata con un rimbalzo

GIOCHI SEMPLIFICATI
Contenitore C
1 Palla dentro il cerchio
2 Lancia e afferra
3 Gioco dei cerchi
4 Sotto sopra
MINIVOLLEY 39

TOPOLINI PERCORSI 1A

LE PROVE DI ERCOLE

La prova si svolge utilizzando due schemi motori (uno dalla tab. A e uno dalla tab. B)
sorteggiati prima della gara.
Le due squadre si dispongono in fila dietro la linea di partenza. Al Via, il primo giocatore di ogni
squadra parte eseguendo lo schema motorio scelto tra quelli elencati nelle due tabelle (tab. A e tab. B).
La prova termina quando i bambini superano la linea di arrivo (al termine della distanza suggerita).
Si assegna un punto ad ogni bambino che termina per primo la prova. Vince la squadra che totalizza pi
punti. E previsto il pareggio.

TABELLA A
SCHEMA MOTORIO PROPOSTO DISTANZA SUGGERITA
1 CORRERE
Al 1 segnale dellinsegnante eseguire una corsa calciata dietro 15 metri
sul posto (restando dietro la linea di partenza); al 2 segnale
correre in avanti fino alla linea di arrivo.
2 CORRERE
Al Via correre sul posto a ginocchia alte; al fischio correre 15 metri
indietro fino alla linea di arrivo.
3 CORRERE
Posizione di partenza: fianco rivolto alla linea di partenza. Al 15 metri
Via correre lateralmente fino a superare la linea di arrivo. Si
eseguono 2 manches: una fronte dx e una fronte sx.
4 CORRERE
Partire da dietro una linea per eseguire una corsa con 6 metri
superamento di 6 ostacoli da cm 10 disposti a distanza variabile
da cm 50 a cm 80.
5 QUADRUPEDIA
Avvio con le mani dietro la linea di partenza, in posizione di 4 - 6 metri
quadrupedia prona avanti, gambe piegate (con le ginocchia
sollevate da terra). Al Via spostarsi veloci fino alla linea di
arrivo.
6 QUADRUPEDIA
Avvio con i piedi dietro la linea di partenza in posizione di 4 - 6 metri
quadrupedia prona indietro. Arrivare fino alla linea del traguardo.
7 QUADRUPEDIA
Avvio con le mani dietro la linea di partenza in posizione di 4 - 6 metri
quadrupedia prona avanti con gambe dritte. Spostarsi
velocemente fino al traguardo.
8 LANCIARE E AFFERRARE
In coppia: uno di fronte allaltro dietro 2 linee parallele distanti m 3 + 3 metri:
6 luna dallaltra, con al centro un ostacolo alto cm 50. ostacolo da 50 centimetri,
I 2 bambini devono eseguire 10 passaggi della palla cercando di larghezza 1 metro
farla passare allinterno della porta formata dallostacolo. Vince la
coppia che al termine dei 10 passaggi realizza pi goal.
40 MINIVOLLEY

SCHEMA MOTORIO PROPOSTO DISTANZA SUGGERITA


9 STRISCIARE
Strisciare in posizione prona in avanti sopra 2 tappeti. gara sulla distanza
Linsegnante assegna un punteggio di merito al bambino che di 2 tappeti (4 metri)
tiene una posizione bassa (chi si solleva meno), per chi fa meno
rumore e per chi arriva primo. Il punteggio prevede quindi un
massimo di 3 punti (1 per ogni richiesta).
10 GUIDARE LA PALLA
Partire da dietro una linea guidando la palla con i piedi e 10 metri
fermandola in corrispondenza dei riferimenti (coni) sistemati a m
2 di distanza luno dallaltro. La prova termina sullultimo cono
sistemato sulla linea di arrivo.
11 CALCIARE
In coppia: uno di fronte allaltro dietro due linee parallele a m 6 di 3 + 3 metri
distanza luna dallaltra con al centro 2 ritti per il salto in alto porta formata da 2 ritti
(formare una porta larga m 2). I due bambini devono calciare la larghezza: 2 metri
palla (tenuta tra le mani) facendola passare attraverso la porta. I
2 giocatori hanno a disposizione 5 tentativi a testa. Vince la
coppia che riesce a far passare pi palloni tra i 2 ritti.
12 SALTARE
Partire da dietro una linea per eseguire saltelli a piedi pari in 6 metri
avanti lungo un percorso tracciato con delle linee parallele
distanti tra loro cm 30. Solo andata.

SCHEMI MODALITA DI ESECUZIONE MATERIALE


MOTORI
correre calciando dietro 2 ritti per il salto in alto
avanti veloce 2 ostacoli cm 50
indietro 6 coni
sul posto a ginocchia alte 2 palloni da calcio n.4
lateralmente 2 palloni da Minivolley
corsa con over da cm 10 2 tappeti
quadrupedia prona avanti in appoggio mani e piedi a nastro adesivo colorato
gambe piegate 6 ostacoli da cm 10 (over)
prona indietro nastro segnaletico
prona avanti a gambe tese
lanciare la palla verso un bersaglio facendola
rotolare
strisciare in posizione prona in avanti
guidare la palla con i piedi in avanti fermandola ad ogni
riferimento
calciare verso un bersaglio partendo con la palla in
mano
saltare saltelli a piedi pari in avanti
MINIVOLLEY 41

LE PROVE DI ERCOLE

TABELLA A
42 MINIVOLLEY

TABELLA B

SCHEMA MOTORIO PROPOSTO DISTANZA SUGGERITA


1 CORRERE
Al Via partire da dietro la linea per eseguire una corsa a slalom, 10 metri
andata e ritorno, tra i coni sistemati ad una distanza di m 1 luno
dallaltro.
2 CORRERE
Al Via partire da dietro la linea per eseguire una corsa in avanti. 15 metri
Girare attorno al cono e tornare alla posizione di partenza.
3 CORRERE
Sulla linea di partenza correre sul posto calciando avanti a 15 metri
gambe tese per toccare un nastro sistemato tra 2 ritti allaltezza
di cm 50 (6 tocchi). Al termine passare sotto il nastro e correre
velocemente verso il traguardo.
4 ROTOLARE
Partire in coppia dalla posizione prona, uno di fronte allaltro, 4 metri
tenendosi per le mani con le braccia tese. Rotolare
contemporaneamente ed eseguire il percorso in andata e ritorno.
5 STRISCIARE
Strisciare in posizione prona sopra 2 tappeti. Linsegnante gara sulla distanza di 2
assegna un punteggio di merito al bambino che mantiene una tappeti
posizione bassa (chi si solleva meno), a chi fa meno rumore e a
chi arriva primo. Il punteggio prevede quindi un massimo di 3
punti (1 per ogni richiesta).
6 - GUIDARE LA PALLA
Partire da dietro una linea, guidando la palla con i piedi e 15 metri
fermandola in corrispondenza dei riferimenti (coni) sistemati a m
3 di distanza luno dallaltro. La prova termina allaltezza
dellultimo cono sistemato sulla linea di arrivo.
7 - GUIDARE LA PALLA
Guidare la palla con i piedi a slalom su un percorso formato da 15 metri
coni sistemati ad una distanza di m 3 luno dallaltro (in linea).
8 CALCIARE
In coppia uno di fronte allaltro: passaggi della palla tra 2 coni. distanza di ogni giocatore
Contare il numero di goal realizzati in 20 secondi. dalla porta: 3 metri
larghezza porta: 1 metro
9 - LANCIARE E AFFERRARE
In coppia uno di fronte allaltro: lanciare una palla da Minivolley distanza di ogni giocatore
oltre un nastro sospeso fra 2 ritti. Contare il numero di passaggi dal nastro: 3 metri
effettuati in 20 secondi. altezza del nastro: 2 metri
10 SALTARE
Partire da dietro una linea per eseguire saltelli su un piede lungo 4,50 metri
un percorso tracciato con delle linee parallele distanti tra loro cm
30. Rientro con cambio di piede.
11 QUADRUPEDIA
Partire da dietro una linea in posizione di quadrupedia prona. Al 5-7 metri
Via eseguire una successione di salti con appoggio mani-piedi
(salto del leprotto) sino a superare la linea del traguardo.
MINIVOLLEY 43

SCHEMA MOTORIO PROPOSTO DISTANZA SUGGERITA


12 QUADRUPEDIA
Partire da una linea in posizione di quadrupedia prona. Al Via 5-7 metri
eseguire una traslocazione indietro con gambe piegate fino a
superare la linea del traguardo.
13 QUADRUPEDIA
Partire con le mani dietro la linea di partenza in posizione di 5-7 metri
quadrupedia supina. Al Via eseguire una traslocazione indietro
fino a superare la linea del traguardo.
14 QUADRUPEDIA
Partire con le mani dietro una linea in posizione di quadrupedia 5-7 metri
prona a gambe tese. Al Via eseguire una traslocazione in avanti
fino alla linea del traguardo.

SCHEMI MODALITA MATERIALE


MOTORI
correre avanti veloce 2 palloni da calcio n 4
avanti a slalom 20 coni
sul posto calciando avanti a gambe tese 2 palloni da Minivolley
saltare su un piede nastro elastico
rotolare lungo lasse longitudinale 2 ritti da salto in alto
strisciare in posizione prona in avanti
guidare la palla con i piedi in avanti fermandola ad ogni
riferimento
con i piedi in avanti a slalom
calciare passandosi la palla tra 2 coni
lanciare la palla oltre un nastro posto a m 2 di altezza
afferrare la palla lanciata da un compagno
quadrupedia prona avanti a salti (leprotto)
supina allindietro
prona avanti a gambe tese
44 MINIVOLLEY

LE PROVE DI ERCOLE

TABELLA B
MINIVOLLEY 45

TOPOLINI PERCORSI 2A

ANDATA E RITORNO

Al Via il primo giocatore di ogni squadra prende il pallone da pallavolo, lo lancia facendolo passare
fra 2 nastri legati ai 2 ritti del salto in alto, lo recupera e lo mette nel cerchio. In caso di errore il lancio viene
ripetuto per un massimo di 3 tentativi.
Il giocatore prende quindi il pallone da basket, palleggia allinterno del corridoio e lo deposita sullaltro
cerchio, esegue una capovolta avanti sul tappeto e arriva sulla linea dove si trova il suo compagno, che partir
eseguendo il percorso inverso.
Si assegna un punto alla squadra che effettua per prima il percorso nei due sensi, riportando cio tutti i
propri giocatori ai posti assegnati in partenza.

Dimensioni e distanze suggerite: campo: m 18 x 9; linea di lancio: m 2; altezza 1 nastro: m 1,50; altezza 2
nastro: m 2; larghezza corridoio: cm 50; lunghezza corridoio: m 3

SCHEMI MOTORI MODALITA MATERIALE


lanciare la palla verso un bersaglio fisso 2 tappetini
afferrare la palla al volo dopo aver superato un nastro 6 cerchi
posto a 2 m di altezza 2 palloni da Minivolley
guidare la palla in palleggio tipo basket a 2 mani sui 2 palloni da Minibasket
riferimenti nastro segnaletico
rotolare capovolta avanti con rincorsa 2 o 4 ritti da salto in alto o
altro materiale alternativo
46 MINIVOLLEY

TOPOLINI PERCORSI 3A

PASSA LA PALLA

Il primo giocatore, dopo il fischio dellarbitro, parte dal cerchio n 1, salta i primi 2 ostacoli, passa sotto
il successivo, esegue sul tappeto 2 rotolamenti sullasse longitudinale, aggira il cono A e il cono B, corre
indietro allinterno di un corridoio formato dai coni, entra nel cerchio n 2 dove trova una palla da Minivolley, la
lancia al compagno che si trova nel cerchio n 1 (se il pallone non viene afferrato, senza uscire dal cerchio, il
lancio deve essere ripetuto). Il pallone va riposto nel cerchio n 2 dallistruttore.
I giocatori successivi a turno partiranno con un nuovo segnale dellarbitro.
Viene assegnato un punto al bambino che entra per primo nel cerchio n 2 e uno alla squadra che esegue
correttamente il lancio al bambino che si trova nel cerchio n 1.
Vince la squadra che totalizza pi punti. E previsto il pareggio.

Dimensioni e distanze suggerite: campo: m 18 x 9; tra gli over: cm 30; tra i coni A e B: m 3; larghezza
corridoio: m 1; tra i coni: m 2; tra cerchio 1 e 2: m 3

SCHEMI MOTORI MODALITA MATERIALE


correre corsa con over da cm 10 16 coni
indietro 4 over da 10 cm
strisciare in posizione prona in avanti passando sotto gli 2 tappetini
ostacoli 2 palloni da Minivolley
rotolare lungo lasse longitudinale 4 cerchi
lanciare la palla verso un bersaglio fisso (compagno) 2 ostacoli da cm 50
afferrare la palla lanciata da un compagno
MINIVOLLEY 47

TOPOLINI PERCORSI 4A

GUIDA LA PALLA

Al Via i giocatori prendono la palla, scegliendo se andare verso destra o verso sinistra e la guidano
con le mani passando nelle porte, formate ognuna da coni. Arrivati al segnale (cerchio) lasciano la palla ed
eseguono dei saltelli a piedi uniti indietro sulle funicelle, passano sotto lostacolo, riprendono la palla e,
guidandola con le mani, passano nelle porte sistemate sul lato opposto a quello dal quale sono arrivati.
Concludono il percorso ritornando al punto di partenza.
Viene assegnato un punto al giocatore che arriva per primo.
Vince la squadra che totalizza pi punti. E previsto il pareggio.

Dimensioni e distanze suggerite: campo: m 18 x 9; tra le porte: m 3; tra le funicelle: cm 30; altezza ostacolo:
cm 50; larghezza porta: cm 70

SCHEMI MOTORI MODALITA MATERIALE


guidare la palla con le mani a slalom in avanti 4 cerchi
saltare saltelli a piedi uniti indietro 24 coni
strisciare in posizione prona in avanti passando sotto gli 6 funicelle o nastro adesivo
ostacoli 2 ostacoli
2 palloni da calcio n4
48 MINIVOLLEY

TOPOLINI PERCORSI 5A

LA GAZZELLA

Al Via il primo giocatore di ogni squadra, posto di spalle ai cerchi, esegue un saltello a piedi pari
divaricati con mezzo giro, un saltello a piedi pari divaricati, un saltello con il piede destro o sinistro, un saltello a
piedi pari divaricati, un saltello con il piede sinistro o destro, un saltello a piedi pari divaricati seguendo la
disposizione dei cerchi e una corsa a passi lunghi effettuando un appoggio in ogni spazio delimitato da funicelle.
Aggira quindi il cono, fa una capovolta avanti sul tappetino, riprende la corsa normale ed esegue infine
dei passi lunghi di corsa sui segnali fino al traguardo.
Se un bambino sbaglia i salti deve ricominciare il percorso dalla partenza; se nella corsa a passi lunghi
tocca le linee di riferimento con i piedi, deve tornare indietro e riprendere il percorso dal punto in cui stato
toccato il riferimento.
Si assegna un punto al giocatore che arriva primo. Vince la squadra che totalizza pi punti. E previsto
il pareggio.

Dimensioni e distanze suggerite: campo: m 18 x 9; tra le funicelle: cm 70-80; tra i cerchi: cm 30

SCHEMI MOTORI MODALITA MATERIALE


correre a passi lunghi su tracciato con linee 2 coni
trasversali 2 tappeti
saltare a piedi pari con mezzo giro 20 cerchi
sul piede dx e sul sx alternando con salti a 6 funicelle (o altro
piedi pari divaricati materiale alternativo: gesso
rotolare capovolta avanti con rincorsa nastro adesivo, ecc)
MINIVOLLEY 49

TOPOLINI PERCORSI 6A

IL MURO

Al "Via" il primo giocatore di ogni squadra effettua una capovolta in avanti sul materassino (con
assistenza); afferra il pallone posto dentro un cerchio ed esegue un rotolamento sul dorso (rullata); torna in piedi
e posa la palla dentro il cerchio.
Esegue quindi uno spostamento laterale a destra e uno a sinistra fra i coni, uno spostamento in avanti
con arresto (toccando con le mani la linea centrale del campo) e salto a rete, toccando a due mani la palla sospesa
in aria (legata alla rete).
Infine torna al posto con una corsa all'indietro e tocca il compagno che parte per eseguire lo stesso
percorso.
Vince la squadra che esegue per prima il percorso con tutti i giocatori.

Dimensioni e distanze suggerite: campo: m 12 x 6; distanza tra i coni: m 3; altezza pallone sospeso: m 1,80;
altezza rete: m 1,90

SCHEMI MOTORI MODALITA MATERIALE


rotolare capovolta avanti con partenza da fermi 2 materassini
rullata sul dorso 4 palloni da Minivolley
correre lateralmente (da un cono all'altro) rete da Minivolley (o nastro
indietro o altro)
saltare a piedi uniti vicino alla rete (per toccare una 4 coni
palla)
50 MINIVOLLEY

TOPOLINI GIOCHI DI MOVIMENTO 1B

I BERSAGLI

Al Via i giocatori di entrambe le squadre, disposti in riga sulla linea laterale del campo, dovranno
correre a prendere i palloni disposti sul lato opposto; quindi rientreranno nella propria met campo, da dove
cercheranno di abbattere il maggior numero possibile di coni disposti nel campo avversario. Essi dovranno
lanciare i palloni solo dal proprio campo, senza invadere la zona neutra centrale.
I palloni che escono dal campo possono essere recuperati. Il gioco si svolge in 2
manches di 2 minuti ciascuna. Dopo ogni manche si contano i bersagli abbattuti e sinverte il
campo.
Segnare al suolo, con una crocetta, la posizione dei coni.
Durante il gioco i coni abbattuti non possono essere rimessi in piedi.
Vince la squadra che riesce ad abbattere il maggior numero di bersagli. E previsto il pareggio.

Dimensioni e distanze suggerite: campo: m 18 x 9; zona neutra: m 6

SCHEMI MOTORI MODALITA MATERIALE


lanciare la palla verso un bersaglio fisso con azione di 20 coni
disturbo dellavversario 10 palloni da Minivolley
parare la palla lanciata con traiettorie e da direzioni
diverse
afferrare la palla in movimento
MINIVOLLEY 51

TOPOLINI GIOCHI DI MOVIMENTO 2B

INSEGUIMENTO

Tutti i partecipanti infilano un nastro (coda) nei pantaloncini. Parte un giocatore alla volta per ogni
squadra. Il giocatore della squadra A scappa, mentre quello della squadra B insegue e pu prendere la coda
solo dopo aver aggirato la boa. Chi riesce a prendere la coda, deve scappare tornando alla propria riga di
partenza ripassando dietro la boa; a questo punto i ruoli sinvertono e chi stato acchiappato dovr inseguire.
Il gioco si svolge in 2 manches invertendo i ruoli.

REGOLE
La linea di partenza del bambino che acchiappa sistemata ad una distanza di m 2 dietro la linea di partenza
del bambino che scappa.
Se il giocatore della squadra A riesce a superare il traguardo con il nastrino nei pantaloni guadagna 2 punti.
Se il giocatore della squadra B riesce a sfilare il nastrino e a rientrare sulla linea di partenza, ripercorrendo
il percorso inverso, senza farsi sfilare il nastrino dal giocatore della squadra A, che diventato inseguitore,
guadagna 2 punti.
Se il giocatore della squadra A, diventato inseguitore, sfila il nastrino al giocatore della squadra B, si
assegna un punto ciascuno.
Vince la squadra che totalizza pi punti. E previsto il pareggio.

Dimensioni e distanze suggerite: campo: m 18 x 9; tra i coni: m 2

SCHEMI MOTORI MODALITA MATERIALE


correre con rapidi cambi di direzione e a slalom con nastrini di 2 colori diversi
obiettivo (inseguimento) (code)
afferrare un oggetto in movimento 5 coni
scansare un avversario che insegue
52 MINIVOLLEY

TOPOLINI GIOCHI DI MOVIMENTO 3B

VUOTA CAMPO

Le due squadre, di un egual numero di componenti, vengono disposte nei 2 campi, divise dalla rete,
sulla linea del fondo campo. Al Via ogni squadra dovr cercare di svuotare il proprio campo, lanciando o
colpendo i palloni, inviandoli al di sopra della rete, nel campo avversario.
Il gioco si svolge nel tempo di un minuto e mezzo.
Vince la squadra che, al termine del tempo, ha meno palloni nel proprio campo.

Dimensioni e distanze suggerite: campo: m 18 x 9; altezza rete: m 1,90

SCHEMI MOTORI MODALITA MATERIALE


lanciare la palla oltre la rete con un obiettivo rete da pallavolo (o elastico o
afferrare la palla lanciata da traiettorie e direzioni altro)
diverse palloni (almeno uno ogni due
la palla in movimento componenti delle squadre)
correre dentro uno spazio con un obiettivo
colpire la palla con una o due mani
MINIVOLLEY 53

TOPOLINI GIOCHI DI MOVIMENTO 4B

PALLA RILANCIATA CON UN RIMBALZO

Due squadre, di egual numero di giocatori, sono disposte nelle due met campo, divise dalla rete. Il
campo dovr essere suddiviso in 3 fasce uguali, parallele alla rete, allinterno delle quali dovranno essere
distribuiti omogeneamente i giocatori (es.: in una squadra di 12 elementi verranno cos suddivisi: 4 nella fascia 1,
pi vicina alla rete, 4 nella fascia 2, quella centrale, 4 nella fascia 3, quella di fondo campo). Si prende la palla
allinterno della propria fascia dopo un rimbalzo e si rilancia nel campo avversario entro 3 secondi, con la
possibilit di avvicinarsi alla rete (tornando al posto dopo il lancio). Si fa punto tutte le volte che la palla non
viene afferrata dallavversario dopo un rimbalzo.
Vince la squadra che totalizza per prima 15 punti.

REGOLE
Ogni 5 punti complessivi verr effettuato un cambio di posizione dei giocatori: quelli della fascia 1 andranno
nella fascia 2; quelli della fascia 2 nella fascia 3; quelli della fascia 3 nella fascia 1. Qualora ci fosse un
diverso numero di componenti delle squadre, i giocatori rimasti fuori subentrano nella rotazione entrando
nella fascia 1.

Dimensioni e distanze suggerite: campo: m 18 x 9; larghezza delle fasce: m 3; altezza della rete: m 1,90

SCHEMI MOTORI MODALITA MATERIALE


correre dentro uno spazio con un obiettivo 1 pallone da Minivolley
lanciare la palla oltre la rete con un obiettivo rete da pallavolo (o nastro
afferrare la palla prima del secondo rimbalzo o altro)
la palla lanciata da traiettorie e direzioni
diverse
54 MINIVOLLEY

TOPOLINI GIOCHI SEMPLIFICATI 1C

PALLA DENTRO IL CERCHIO

Un giocatore di ogni squadra si dispone dentro il campo da Minivolley; uno dei due, a sorteggio,
regger un cerchio e l'altro avr una palla.
Il giocatore con la palla la invier in palleggio nell'altro campo, dove l'avversario dovr cercare di
"intercettarla", facendola passare dentro il cerchio tenuto con due mani e le braccia tese avanti.
Intercettata la palla, il giocatore dovr poggiare il cerchio fuori del campo e ritornare in coda alla fila. Il
giocatore successivo dovr recuperare il pallone, palleggiare nel campo opposto e prendere il cerchio per
intercettare il pallone lanciato dallavversario.
Guadagna 2 punti la squadra che riesce a far cadere la palla nel campo avversario senza che l'avversario
la intercetti col cerchio, mentre regala due punti all'avversario se sbaglia il lancio (palla in rete o fuori).
Guadagna un punto la squadra che intercetta la palla col cerchio.
Vince la squadra che, effettuate 2 prove (intercettazione e lancio) per ogni giocatore, ha acquisito pi
punti. E' previsto il pareggio.

Dimensioni e distanze suggerite: campo: m 9 x 4,5; altezza rete: m 2

SCHEMI MOTORI MODALITA MATERIALE


lanciare la palla oltre la rete con un obiettivo 1 pallone da Minivolley
intercettare la palla, lanciata da un avversario, col rete da pallavolo
cerchio (o nastro o altro)
MINIVOLLEY 55

TOPOLINI GIOCHI SEMPLIFICATI 2C

LANCIA E AFFERRA

Confronto parallelo a squadre su un campo da Minivolley diviso longitudinalmente.


Ogni squadra suddivisa in due gruppi, disposti frontalmente alla rete in due file in entrambe le met
campo.
Il primo della fila deve lanciare la palla oltre la rete verso il compagno capofila opposto e tornare poi in
coda alla propria fila. Nel campo opposto il giocatore di turno deve afferrare al volo la palla e rilanciarla
nellaltro campo. Cos via di seguito nel tempo di 2 minuti.
Vince la gara la squadra che riesce a fare il maggior numero di passaggi nel tempo stabilito (se la palla
cade il passaggio non deve essere considerato valido).

Dimensioni e distanze suggerite: campo: m 9 x 4,5 suddiviso longitudinalmente in due parti; altezza della rete:
m 1,90

SCHEMI MOTORI MODALITA MATERIALE


lanciare la palla verso un bersaglio fisso 2 palloni da Minivolley
afferrare la palla lanciata da un compagno rete da Minivolley
(o elastico o altro)
56 MINIVOLLEY

TOPOLINI GIOCHI SEMPLIFICATI 3C

GIOCO DEI CERCHI

Confronto parallelo a squadre su un campo da Minivolley diviso longitudinalmente.


I giocatori vengono suddivisi in due gruppi per ciascuna squadra e disposti in fila nelle due met del
campo da Minivolley, diviso dalla rete. Al "Via" il primo della fila invia la palla con un palleggio oltre la rete,
cercando di farla cadere dentro il cerchio posto nell'altra met del campo. Il primo della fila dell'altro campo,
dopo che la palla avr rimbalzato, la fermer e anch'egli la invier oltre la rete in palleggio, cercando di centrare
il cerchio.
Eseguito il lancio, ogni giocatore si posiziona in coda alla propria fila.
Gli arbitri dovranno contare quanti "centri" verranno effettuati da ogni squadra nel tempo massimo di 2
minuti.
Vince il confronto la squadra che avr realizzato pi centri. E' previsto il pareggio.

Dimensioni e distanze suggerite: campo: m 9 x 4,5 suddiviso longitudinalmente in due parti; altezza della rete:
m 1,90; distanza del cerchio dalla rete: m 2

SCHEMI MOTORI MODALITA MATERIALE


lanciare la palla in palleggio verso un bersaglio fisso 2 palloni da Minivolley
4 cerchi (o gesso per
afferrare la palla lanciata da un compagno segnare i bersagli a terra)
colpire La palla con due mani sopra il capo rete da Minivolley
(o elastico o nastro)
MINIVOLLEY 57

TOPOLINI GIOCHI SEMPLIFICATI 4C

SOTTO - SOPRA

Due giocatori di ogni squadra si pongono frontalmente in uno spazio delimitato da un quadrato con un
pallone per ciascuno.
Al "Via" ognuno di essi dovr passare la palla al compagno ripetutamente per una durata di un minuto e
secondo la seguente modalit: uno la far rotolare per terra, l'altro dovr lanciarla per avanti-alto. A met della
gara si dovranno invertire i ruoli.
Il passaggio non viene considerato valido quando:
la palla cade prima o dopo che il compagno la prenda
il giocatore esce dal quadrato
la palla viene presa fuori dal quadrato
Tutti i giocatori delle due squadre, divisi per coppie, eseguiranno il gioco.
Vince la squadra che, quando tutti i componenti avranno eseguito il gioco, avr accumulato pi punti. E'
previsto il pareggio.

Dimensioni e distanze suggerite: quadrato di spazio di movimento: m 1 x 1; distanza tra i quadrati: m 4,5

SCHEMI MOTORI MODALITA MATERIALE


lanciare la palla con modalit diverse verso un 2 palloni da Minivolley
compagno nastro per tracciare i
afferrare la palla lanciata da un compagno quadrati
intercettare la palla lanciata da traiettorie diverse
58 MINIVOLLEY

Minivolley

Programma tecnico
Categoria Leprotti
MINIVOLLEY 59
60 MINIVOLLEY

Categoria Leprotti

Attivit per il 1 livello (8, 9 e 10 anni)

Contenitore numero attivit da sorteggiare


per ogni confronto
A Giochi presportivi 1
Giochi semplificati
B Prove multiple 1
C Minivolley

GIOCHI PRESPORTIVI
Contenitore A
1 Campo segnato
2 Tira e scappa
3 Campo violato
4 Palla rilanciata
GIOCHI SEMPLIFICATI
5 Gioco dei passaggi
6 Il cerchio
7 Uno contro uno
8 Due contro due

PROVE MULTIPLE
Contenitore B
1 Servizio a bersaglio
2 Gara a punti
3 Battuta e rimbalzo
4 Fai centro

MINIVOLLEY
Contenitore C
1 Partita 3 contro 3
MINIVOLLEY 61

LEPROTTI GIOCHI PRESPORTIVI 1A

CAMPO SEGNATO

Il gioco si svolge in un campo rettangolare diviso dalla rete (o da un nastro). In ogni met campo
vengono sistemate 5 clavette.
Ogni squadra composta da 3 cannonieri che si piazzano, ciascuno con un pallone, sulla linea di
fondo campo e da 3 difensori disposti liberamente nel campo a difendere le clavette.
Vince la squadra che, nel tempo limite, abbatte il maggior numero di clavette. E previsto il pareggio se
il numero delle clavette abbattute uguale.

REGOLE
1. Tutti i cannonieri sono in possesso di palla e devono lanciarla sopra la rete con le mani (o battere) nel campo
avversario, cercando di colpire le clavette.
2. I difensori cercano dintercettare i palloni lanciati dagli avversari per evitare che le proprie clavette vengano
colpite, passando poi la palla ai compagni cannonieri.
3. Le palle che escono dal campo di gioco possono essere recuperate.
4. Il gioco si svolge in 2 tempi da 2 minuti ciascuno.
5. Al termine del primo tempo si cambia campo e si invertono i ruoli allinterno della squadra.

Dimensioni e distanze suggerite: campo: m 12 x 9; altezza rete: m 2; 2 clavette a m 3 dalla rete e distanti tra
loro m 3; 3 clavette a m 5 dalla rete e distanti tra loro m 3

SCHEMI MOTORI MODALITA MATERIALE


lanciare la palla verso un bersaglio fisso con azione di rete da pallavolo (o un filo
disturbo dellavversario teso fra 2 ritti da salto in
afferrare la palla lanciata da traiettorie e direzioni alto)
diverse nastro adesivo o gesso per
intercettare la palla lanciata da traiettorie e direzioni segnare la posizione delle
diverse clavette
colpire la palla con una mano (battuta) 6 palloni da Minivolley
10 clavette
62 MINIVOLLEY

LEPROTTI GIOCHI PRESPORTIVI 2A

TIRA E SCAPPA

Il gioco si svolge su un campo da pallavolo. Due squadre prendono posto sulle rispettive met campo e
sorteggiano il possesso della palla.
La squadra che vince il sorteggio gioca la prima manche, lanciando la palla al di sopra della rete e
cercando di farla cadere allinterno del campo avversario.
La squadra che perde il sorteggio, invece, gioca la prima manche tentando di evitare che la palla
lanciata dai giocatori avversari colpisca il suolo e, dopo averla recuperata (si possono effettuare 3 passaggi), la
lancia sotto la rete cercando di colpire gli avversari.
Nella seconda manche i ruoli sinvertono.
Vince la squadra che al termine delle 2 manches ha totalizzato pi punti.

REGOLE
1. La squadra che deve lanciare la palla sopra la rete, conquista un punto ogni volta che la palla cade nel campo
avversario.
2. La squadra che deve lanciare la palla sotto la rete conquister un punto ogni volta che un avversario viene
colpito (prima che la palla tocchi il suolo) e sempre che questi non riesca ad afferrare al volo la palla che gli
stata lanciata contro.
3. Le manches sono di 2 minuti e mezzo ciascuna.

Dimensioni e distanze suggerite: campo: m 18 x 9; altezza rete m 2

SCHEMI MOTORI MODALITA MATERIALE


lanciare la palla verso un bersaglio in movimento rete da pallavolo (o 1
parare la palla lanciata da un avversario filo sospeso tra 2 ritti da
scansare la palla lanciata da un avversario salto in alto)
fintare in situazioni di gioco di squadra 1 pallone da Minivolley
intercettare una palla lanciata da traiettorie e direzioni
diverse.
MINIVOLLEY 63

LEPROTTI GIOCHI PRESPORTIVI 3A

CAMPO VIOLATO

Il gioco si svolge su un campo di pallavolo diviso da una rete.


Le due squadre si dispongono ciascuna in una met campo, 6 giocatori per squadra. Scopo del gioco:
passare nel campo avversario con tutti i componenti della squadra.
Vince la squadra che riuscita a passare al completo nel campo avversario o che, alla fine del tempo
limite di 5 minuti, ha il maggior numero di giocatori nel campo avversario.

REGOLE
1. Un giocatore passa nel campo avversario se:
blocca al volo la palla lanciata da un avversario;
indirizza la palla a un compagno, situato nel campo avversario, il quale blocca la palla al volo.
2. La battuta o il lancio vengono eseguiti alternativamente da una squadra e dallaltra dal proprio campo ad una
distanza di 6 metri dalla rete.
3. La battuta o il lancio finiti fuori campo senza essere toccati dagli avversari non sono ritenuti validi. Il
giocatore ha 3 tentativi a disposizione. Nel caso di altrettanti errori, un giocatore dell'altra squadra passa nel
campo avversario.

Dimensioni e distanze suggerite: campo: m 18 x 9; altezza rete: m 2

SCHEMI MOTORI MODALITA MATERIALE


lanciare la palla verso un bersaglio (compagno) in rete da pallavolo (o un filo
movimento sospeso tra due ritti da
colpire la palla con una mano (battuta) salto in alto)
afferrare la palla lanciata da traiettorie e direzioni 1 pallone da Minivolley
diverse
intercettare la palla lanciata da traiettorie e direzioni
diverse e con azioni di disturbo dellavversario
64 MINIVOLLEY

LEPROTTI GIOCHI PRESPORTIVI 4A

PALLA RILANCIATA

Due squadre sono disposte nelle due met del campo, diviso dalla rete. Il campo dovr essere suddiviso
in 3 fasce uguali, parallele alla rete (fascia 1 vicina alla rete, fascia 2 al centro, fascia 3 a fondo campo),
allinterno delle quali dovranno essere disposti 2 giocatori. Si prende la palla allinterno della propria fascia e si
rilancia nel campo avversario entro 3 secondi, con la possibilit di avvicinarsi alla rete (tornando al posto dopo il
lancio). Si fa punto tutte le volte che la palla cade allinterno del campo avversario o quando lavversario sbaglia
il lancio, inviando la palla fuori dal campo o in rete.
Vince la squadra che totalizza per prima 15 punti.

REGOLE
Ogni 5 punti complessivi verr effettuato un cambio di posizione dei giocatori: quelli della fascia 1
andranno nella fascia 2; quelli della fascia 2 nella fascia 3 e quelli della fascia 3 nella fascia 1.

Dimensioni e distanze suggerite: campo: m 12 x 6; larghezza delle fasce: m 2; altezza della rete: m 2

SCHEMI MOTORI MODALITA MATERIALE


correre dentro uno spazio con un obiettivo 1 pallone da Minivolley)
lanciare la palla oltre la rete con un obiettivo rete da Minivolley
afferrare la palla lanciata da traiettorie e direzioni (o elastico o altro)
diverse
MINIVOLLEY 65

LEPROTTI GIOCHI SEMPLIFICATI 5A

GIOCO DEI PASSAGGI

Due squadre disposte in campo liberamente. La squadra A, in possesso di palla, per segnare un punto
deve riuscire ad effettuare 5 passaggi consecutivi tra i propri componenti.
Se la squadra B conquista la palla, inizia a sua volta il conteggio dei passaggi.
Vince la squadra che, nel tempo massimo di 3 minuti, totalizza pi punti. E previsto il pareggio.

REGOLE
1. Realizzato il punto, la palla passa alla squadra avversaria.
2. Ogni giocatore non pu trattenere la palla per pi di 5 secondi.
3. La palla non pu essere strappata dalle mani dellavversario, ma pu essere solo intercettata durante il
passaggio.
4. Non permesso spingere o afferrare lavversario; ogni scorrettezza viene sanzionata segnando il punto
allavversario.

Dimensioni e distanze suggerite: campo: m 18 x 9

SCHEMI MOTORI MODALITA MATERIALE


lanciare la palla a una e a due mani con diverse 1 pallone da Minivolley
modalit e con azione di disturbo
dellavversario
afferrare la palla lanciata da traiettorie e direzioni
diverse con azione di disturbo dell'avversario
correre con rapidi cambi di direzione con e senza
palla
intercettare la palla lanciata da traiettorie e direzioni
diverse con azione di disturbo dellavversario
66 MINIVOLLEY

LEPROTTI GIOCHI SEMPLIFICATI 6A

IL CERCHIO

Confronto a coppie in un campo da Minivolley diviso da una rete. Un giocatore inizia il gioco con un
cerchio in mano e uno (a sorteggio) con la palla.
Il gioco consiste nellinviare la palla in palleggio nel campo avversario, cercando di non farla
intercettare dallavversario che difende il campo con il cerchio tenuto con due mani e braccia tese in avanti.
Quindi il giocatore con il cerchio lo passa al compagno, recupera il pallone e palleggia nellaltro campo, dove
lavversario di turno cercher, a sua volta, di intercettare il pallone col cerchio.
Si fa punto quando si intercetta la palla con il cerchio, quando lavversario non intercetta la palla (che
cade dentro il campo) o quando lavversario sbaglia il palleggio mandando la palla in rete o fuori dal campo.
Vince il set la coppia che raggiunge per primo i 10 punti. Il confronto si svolge su tre set obbligatori cambiando,
per ogni set, la coppia in campo.
Le squadre conquistano un punto per ogni set vinto.

Dimensioni e distanze suggerite: campo: m 9 x 4,5; altezza rete: m 2

SCHEMI MOTORI MODALITA MATERIALE


lanciare la palla oltre la rete con un obiettivo 1 pallone da Minivolley
intercettare la palla, lanciata da un avversario, col cerchio rete da Minivolley (o 2 ritti con nastro)
2 cerchi
MINIVOLLEY 67

LEPROTTI GIOCHI SEMPLIFICATI 7A

UNO CONTRO UNO

Due giocatori (uno di ogni squadra) sono disposti nel campo da Minivolley. Il gioco consiste nel
mettere in difficolt il proprio avversario inviando la palla oltre la rete. La palla non si pu fermare e pu essere
colpita, una sola volta, con tutte le parti del corpo (preferibilmente in palleggio o bagher).

REGOLE
1. Il confronto si svolge su 6 azioni.
2. La palla deve essere messa in gioco in palleggio da dentro il campo alternativamente dai giocatori in campo.
3. Ogni azione vinta da diritto ad un punto. Si assegna il punto al giocatore che riesce a far cadere il pallone nel
campo avversario, o a costringere il giocatore dellaltra squadra a mandare il pallone fuori dal campo o in
rete.
4. Al termine delle 6 azioni cambiano i giocatori in campo.
5. Il gioco termina quando tutti i giocatori hanno svolto la prova.
Vince la squadra che totalizza pi punti (azioni vinte). E previsto il pareggio.

Dimensioni e distanze suggerite: campo: m 9 x 4,5; altezza rete: m 2

SCHEMI MOTORI MODALITA MATERIALE


fintare in situazione uno contro uno 1 pallone da Minivolley
colpire la palla in palleggio o bagher rete da Minivolley (o 2 ritti
lanciare La palla in palleggio o bagher nel campo con un nastro.)
avversario
intercettare la palla lanciata da traiettorie e direzioni
diverse
68 MINIVOLLEY

LEPROTTI GIOCHI SEMPLIFICATI 8A

DUE CONTRO DUE

Il gioco si svolge nel campo da Minivolley.


I giocatori sono disposti a coppie nei rispettivi campi. La prova si svolge su 2 manches alternando il
possesso di palla allinizio di ogni manche. Ad ogni manche la battuta sar effettuata solo da una squadra con
alternanza dei giocatori. La palla non si pu fermare e pu essere colpita, una sola volta, con tutte le parti del
corpo (preferibilmente in palleggio o bagher). Se la palla cade nel campo avversario o gli avversari la lanciano
fuori del campo di gioco verr attribuito un punto, indipendentemente da chi effettua la battuta. Vince la manche
la coppia che ottiene per prima 5 punti. Non si possono effettuare pi di 3 tocchi di palla fra i giocatori della
stessa squadra, prima che questa passi nel campo avversario.
Si assegna un punto per ogni manche vinta. Vince la squadra che, quando tutte le coppie hanno
effettuato la prova, totalizza pi punti. E previsto il pareggio.

Dimensioni e distanze suggerite: campo: m 9 x 4,5; altezza rete: m 2

SCHEMI MOTORI MODALITA MATERIALE


colpire la palla con palleggio o bagher 1 pallone da Minivolley
la palla con una mano (battuta) rete da Minivolley (o 2 ritti
lanciare la palla in palleggio o bagher verso un con un nastro)
compagno o campo avversario
fintare in situazione due contro due
intercettare la palla lanciata da direzioni e traiettorie
diverse
MINIVOLLEY 69

LEPROTTI PROVE MULTIPLE 1B

SERVIZIO A BERSAGLIO

Gara di servizio a bersaglio tra due squadre, da svolgersi in due campi da Minivolley paralleli.
I componenti delle squadre si dispongono, con una palla ciascuno, in fila dietro la
linea di fondo-campo; il gioco consiste nelleseguire, uno di seguito allaltro, dei servizi
cercando di indirizzare la palla dentro dei cerchi disposti o disegnati nel campo oltre la rete.
Ogni cerchio avr un suo punteggio (vedi figura) e lobiettivo quello di realizzare quindi il
punteggio pi alto possibile con ogni servizio.
Dopo ogni esecuzione i partecipanti dovranno recuperare la palla e rimettersi in coda alla propria fila.
Vince la squadra che nel tempo di 2 minuti totalizza pi punti. E previsto il pareggio.

Dimensioni e distanze suggerite: campo m 9 x 4,5; altezza della rete: m 2

SCHEMI MOTORI MODALITA MATERIALE


correre avanti veloce 12 palloni da Minivolley
colpire la palla con una mano (battuta) e un obiettivo rete da pallavolo (o 2 ritti
con un nastro)
10 cerchi
70 MINIVOLLEY

LEPROTTI PROVE MULTIPLE 2B

GARA A PUNTI

Le due squadre si dispongono nel campo da Minivolley nel seguente modo: una si posiziona oltre la
linea del fondo-campo ed i componenti eseguono, a turno e dopo il fischio dell'arbitro, un servizio ciascuno
verso il campo avversario; nell'altra, 3 giocatori dovranno cercare di rinviare la palla dentro il campo avversario,
utilizzando massimo 3 tocchi. Dopo ogni azione i giocatori in campo effettueranno una rotazione in senso orario
e uno di loro, a turno, lascer il posto ad uno dei compagni in panchina (vedi anche regolamento Minivolley).
La squadra che batte guadagna:
2 punti se la squadra avversaria non intercetta la palla;
1 punto se gli avversari intercettano la palla (anche solo toccandola), senza riuscire a rimandarla dentro
laltro campo.
La squadra che riceve guadagna:
1 punto se lavversario sbaglia il servizio;
1 punto se riesce ad intercettare la palla (anche solo toccandola), senza riuscire a rimandarla dentro laltro
campo;
2 punti se riesce a rinviare il pallone (con un massimo di tre tocchi) dentro il campo avversario.
Terminato il turno di battuta di tutti i giocatori di una squadra, si effettuer una inversione di ruoli.
Vince la squadra che, al termine della gara, avr totalizzato pi punti.

Dimensioni e distanze suggerite: campo m 9 x 4,5; altezza rete: m 2

SCHEMI MOTORI MODALITA MATERIALE


lanciare la palla in palleggio o bagher verso un 1 pallone da Minivolley
compagno o campo avversario rete da Minivolley
colpire la palla in palleggio o bagher (o elastico o altro)
la palla con una mano (battuta)
intercettare la palla lanciata da traiettorie e direzioni
diverse (battitore, compagno)
MINIVOLLEY 71

LEPROTTI PROVE MULTIPLE 3B

BATTUTA E RIMBALZO

Al Via un giocatore batte la palla facendola rimbalzare oltre la linea A o B o C e di corsa


cercher di riprenderla prima che rimbalzi per la seconda volta.
Conquista il punto (vedi tabella) chi riesce a bloccare la palla prima del secondo rimbalzo.
I giocatori si alternano nelle prove.
Vince la squadra che totalizza pi punti quando tutti i giocatori avranno eseguito la prova. E previsto il
pareggio.

Punteggio:
oltre la linea A: 1 punto
oltre la linea B: 2 punti
oltre la linea C: 3 punti

Dimensioni e distanze suggerite: campo: m 18 x 9; linea A: m 6; linea B: m 9; linea C: m 12

SCHEMI MOTORI MODALITA MATERIALE


colpire la palla con una mano (battuta) e un obiettivo 2 palloni tipo Minivolley
afferrare la palla prima del secondo rimbalzo
intercettare la palla lanciata oltre una linea prima del
secondo rimbalzo
72 MINIVOLLEY

LEPROTTI PROVE MULTIPLE 4B

FAI CENTRO

I giocatori di due squadre vengono divisi in due gruppi per ciascuna squadra e disposti su due file, poste
di fronte ad un cerchio tenuto sospeso in aria da un sostegno o da un arbitro.
Al "Via" il primo della fila invia la palla in palleggio, cercando di farla passare dentro il cerchio e va a
posizionarsi in coda alla fila opposta.
Il compagno, primo di questa fila, prende la palla prima che cada e la porta di nuovo al primo della fila
di partenza, posizionandosi in coda a questa fila.
L'arbitro dovr contare quanti centri verranno realizzati dalla squadra nel tempo massimo di 2 minuti.
Vincer la squadra che avr realizzato il maggior numero di centri. E' previsto il pareggio.

Dimensioni e distanze suggerite: altezza del cerchio: m 2,30 circa; distanza dal cerchio: m 2 circa

SCHEMI MOTORI MODALITA MATERIALE


lanciare la palla in palleggio verso un bersaglio fisso 2 palloni da Minivolley
colpire la palla in palleggio 2 cerchi
afferrare la palla lanciata da un compagno
MINIVOLLEY 73

LEPROTTI CONFRONTO A SQUADRE 1C

MINIVOLLEY 3 CONTRO 3

Due squadre, composte da 3 giocatori in campo e da 3 riserve, si disputano un pallone al di sopra di una
rete. Ogni squadra tenta di inviare e far cadere il pallone nel terreno avversario, mentre la squadra avversaria
tenta di impedirlo. Ogni azione d diritto ad un punto; quando lavversario commette fallo si acquista sia il punto
che il diritto a rimettere in gioco la palla (servizio). Acquisito il diritto al servizio, i giocatori eseguono una
rotazione in senso orario e una delle riserve subentra obbligatoriamente al compagno che avrebbe dovuto
eseguire la battuta.
La palla messa in gioco da dietro la linea di fondo campo, in battuta ( vietata la battuta dallalto) o
leggermente allinterno del campo, in palleggio.
Una squadra vince il set quando raggiunge il 15 punto. Le gare hanno la durata di 2 set. E previsto il
pareggio.
Si segna nel referto di gara un punto per ogni set vinto.
Per ulteriori chiarimenti vedi il paragrafo 4.4 Minivolley Caratteristiche e regole di gioco.

Dimensioni e distanze suggerite: campo m 9 x 4,5; altezza rete m 2

SCHEMI MOTORI MODALITA MATERIALE


colpire la palla in palleggio o bagher 1 pallone da Minivolley
la palla con una mano (battuta) rete da Minivolley
lanciare la palla in palleggio o bagher verso un (o elastico o altro)
compagno o campo avversario
intercettare la palla lanciata da traiettorie e direzioni
diverse
74 MINIVOLLEY

Indice alfabetico degli schemi motori esplorati attraverso i contenuti del


programma di gara delle categorie Topolini e Leprotti
*
Variante esecutiva Pagina
afferrare la palla lanciata da un compagno 38;45;54;55;56;71
la palla al volo dopo aver superato un nastro 44
posto a 2 metri di altezza
la palla lanciata da traiettorie e direzioni diverse 51;52;60;62;63;64
anche con azione di disturbo dellavversario
la palla prima del secondo rimbalzo 52;70
un oggetto o palla in movimento 49;50;51
calciare passandosi la palla tra 2 coni 38
verso un bersaglio partendo con la palla in 38
mano
colpire la palla con una o due mani 51;55
la palla in palleggio o bagher 55;66;67;69;71;72
la palla con una mano (battuta) e un obiettivo 60;62;67;68;69;70;72
correre calciando dietro 38
avanti veloce 38;68
corsa con over da cm 10 38;45
indietro 38;45;48
lateralmente 38;48
sul posto a ginocchia alte 38
avanti a slalom 38
sul posto calciando avanti a gambe tese 38
a passi lunghi su tracciato con linee trasversali 47
con rapidi cambi di direzione e a slalom con 50
obiettivo (inseguimento)
dentro uno spazio con un obiettivo 51;52;63
con rapidi cambi di direzione con e senza palla 64
fintare in situazione uno contro uno 66
in situazione due contro due 67
in situazioni di gioco di squadra 61

*
I numeri di pagina , indicati in questa colonna, si riferiscono alla proposta di gara dove possibile trovare lo
schema motorio (prima colonna) con la variante esecutiva (seconda colonna) utile per la consultazione in fase di
programmazione.
MINIVOLLEY 75

Segue indice alfabetico degli schemi motori esplorati attraverso i contenuti


del programma di gara delle categorie Topolini e Leprotti

Schemi Motori Variante esecutiva Pagina


guidare la palla con i piedi in avanti fermandola ad ogni 38
riferimento
con i piedi avanti a slalom 38
in palleggio tipo basket a 2 mani sui riferimenti 44
con le mani a slalom in avanti 46
intercettare la palla, lanciata da un avversario, col cerchio 53;65
la palla lanciata da traiettorie e direzioni diverse 56;60;61;62;64;66;67;69;72
anche con azioni di disturbo dellavversario
la palla lanciata oltre una linea prima del 70
secondo rimbalzo
lanciare la palla verso un bersaglio fisso anche con 44;49;54;60
azione di disturbo dellavversario
la palla oltre la rete con un obiettivo 51;52;53;63;65
la palla oltre la rete in palleggio, verso un 55;77
bersaglio fisso
la palla con modalit diverse verso un 56
compagno
la palla verso un bersaglio in movimento 61;62
la palla a una e a due mani con diverse 64
modalit e con azione di disturbo
dellavversario
la palla in palleggio o bagher verso un 69;66;67;69;71;72
compagno, campo avversario o bersaglio fisso
la palla verso un bersaglio facendola rotolare 38
la palla oltre un nastro posto a 2 metri di 38
altezza
la palla verso un bersaglio fisso 44;45
parare la palla lanciata con traiettorie e da direzioni 49
diverse
la palla lanciata da un avversario 61
quadrupedia prona avanti in appoggio mani e piedi a gambe 38
piegate
prona indietro 38
prona avanti a gambe tese 38
prona avanti a salti (leprotto) 38
supina allindietro 38

Segue indice alfabetico degli schemi motori esplorati attraverso i contenuti


del programma di gara delle categorie Topolini e Leprotti
Schemi Motori Variante esecutiva Pagina
rotolare lungo lasse longitudinale 38;45
capovolta avanti con partenza da fermi 48
capovolta avanti con rincorsa 44;47
rullata sul dorso 48
saltare saltelli a piedi pari in avanti 38
su un piede 38
saltelli a piedi uniti indietro 46
76 MINIVOLLEY

a piedi pari con mezzo giro 47


sul piede dx e sul sx alternando con salti a 47
piedi pari divaricati
a piedi uniti vicino alla rete 48
strisciare in posizione prona in avanti 38
in posizione prona in avanti passando sotto gli 45;46
ostacoli
scansare un avversario che insegue 50
la palla lanciata da un avversario 61
MINIVOLLEY 77
78 MINIVOLLEY

Minivolley
Programma tecnico
Categoria Canguri
MINIVOLLEY 79
80 MINIVOLLEY

Categoria Canguri

Attivit per il 2 livello (11, 12 anni)

Attivit numero set per ogni confronto


3
Partita di Minivolley 3 contro 3 (ogni set vale un punto)
MINIVOLLEY 81

CANGURI CONFRONTO A SQUADRE

MINIVOLLEY 3 CONTRO 3

Due squadre, composte da 3 giocatori in campo e da 3 riserve, si disputano un pallone al di sopra di una
rete. Ogni squadra tenta di inviare e far cadere il pallone nel terreno avversario, mentre la squadra avversaria
tenta di impedirlo. Ogni azione, d diritto ad un punto; quando lavversario commette fallo si acquista sia il
punto che il diritto a rimettere in gioco la palla (servizio). Acquisito il diritto al servizio, i giocatori eseguono una
rotazione in senso orario e una delle riserve subentra obbligatoriamente al compagno che avrebbe dovuto
eseguire la battuta.
La palla messa in gioco da dietro la linea di fondo campo in battuta ( vietata la battuta dallalto).
Una squadra vince il set quando raggiunge il 21 punto. Le gare hanno la durata di 3 set. Si segna nel
referto di gara un punto per ogni set vinto.
Per ulteriori chiarimenti vedi il paragrafo 4.4 Minivolley Caratteristiche e regole di gioco.

Dimensioni e distanze suggerite: campo m 12 x 6; altezza rete m 2,10

SCHEMI MOTORI MODALITA MATERIALE


colpire la palla in palleggio o bagher 1 pallone da Minivolley
la palla con una mano (battuta e schiacciata) rete da Minivolley
lanciare la palla in palleggio o bagher verso un
compagno o campo avversario
respingere la palla con le mani sopra la rete (muro)
intercettare la palla lanciata da traiettorie e direzioni
diverse
82 MINIVOLLEY

Minivolley
Caratteristiche
e regole di Gioco
MINIVOLLEY 83
84 MINIVOLLEY

3.5 Regole di gioco


3.5.1 Scopo del gioco
Due squadre si disputano un pallone al di sopra di una rete. Ogni squadra tenta di inviare e far cadere il
pallone nel terreno avversario. La squadra avversaria tenta di impedirlo.

3.5.2 Le squadre
Ogni squadra costituita da 3 giocatori in campo e da 3 riserve. Le squadre possono essere maschili o
femminili per la categoria Canguri; miste (maschili e femminili), per la categoria Leprotti.
Se una squadra resta con meno di 3 giocatori perde quel set conservando i punti acquisiti ed i set vinti.

3.5.3 Il campo - La rete - Il pallone

Il terreno di gioco diviso da una rete in due quadrati di dimensioni variabili a seconda del livello di
appartenenza. Le misure consigliate sono:

categoria dimensioni campo altezza rete


1 livello 9 x 4,5 metri 2 metri
Leprotti
2 livello 12 x 6 metri 2,10 metri
Canguri

Per i pi piccoli si consigliano esperienze di gioco diversificate e su campi ridotti (vedi programma
categoria Topolini).
Per il 1 livello (Leprotti) si consiglia un pallone di materiale plastico leggero. Per il 2 livello (Canguri)
si consiglia luso di un pallone di materiale plastico leggermente pi pesante.

3.5.4 Posizione dei giocatori


I giocatori si piazzano nel loro campo nel modo pi libero. Uno di essi, a rotazione, effettua il servizio. I
giocatori di ogni squadra cambiano posto quando questa acquista il diritto a battere, ruotando di un posto in
senso orario. Una riserva subentra obbligatoriamente al compagno che ha acquisito il diritto alla battuta.

3.5.5 Il servizio

La palla messa in gioco dal giocatore di turno che si posiziona dietro la linea di
fondo campo. Il giocatore colpisce la palla con una mano dal basso (al di sotto dellaltezza
della spalla) in modo che essa sorvoli la rete senza toccarla e cada dentro il campo avversario.
E vietata la battuta dallalto. Il giocatore non pu entrare in campo n toccare la linea di
fondo prima di aver colpito la palla.
Nella categoria Leprotti (primo livello) il servizio pu essere effettuato leggermente allinterno del
campo, anche in palleggio.
MINIVOLLEY 85

3.5.6 Il tocco di palla

Il contatto del giocatore con la palla pu avvenire con ogni parte del corpo. La palla non deve essere
afferrata o tenuta ma deve rimbalzare; non deve essere toccata due volte consecutive da parte del medesimo
giocatore, salvo che dopo il muro.
Dopo un massimo di tre tocchi per squadra la palla deve nuovamente superare la rete.

3.5.7 Gioco a rete


I giocatori non devono mai toccare la rete n superarla sul piano verticale per toccare la palla, tranne
che in azione di muro. Possono toccare la linea centrale ma non devono superarla completamente. La squadra
che ha effettuato il muro ha diritto ancora a tre tocchi. Il giocatore di entrambe le squadre che ha effettuato
lultimo servizio non pu attaccare colpendo la palla al di sopra della rete n effettuare il muro.

3.5.8 Punteggio
Ogni azione d diritto ad un punto; ogni volta che lavversario commette fallo si acquisisce un punto e,
qualora non fosse gi cos, il diritto a rimettere in gioco la palla (servizio).
Nella categoria Leprotti una squadra vince il set quando raggiunge il quindicesimo punto; nella
categoria Canguri quando raggiunge il ventunesimo punto.
Le gare hanno la durata di due set per la categoria Leprotti ( previsto il pareggio) e di tre set per la
categoria Canguri.
Nella classifica del concentramento ogni set vinto d diritto ad un punto

3.5.9 Larbitraggio
Il gioco diretto da un mini-arbitro: fischia linizio delle azioni e le interruzioni conseguenti al mancato
rispetto delle regole di gioco. Le decisioni arbitrali sono inappellabili.
Larbitro inviter i giocatori, i tecnici e i dirigenti ad avere un comportamento sportivo.
86 MINIVOLLEY

Capitolo 4
Come utilizzare il programma tecnico
MINIVOLLEY 87
88 MINIVOLLEY

4.1 Introduzione
Lobiettivo principale del programma proposto vuole essere quello di fornire alle Societ, ma
soprattutto agli istruttori giovanili, uno strumento da utilizzare, ed eventualmente integrare o modificare in base
alle proprie esigenze, sia per lattivit didattica da svolgere in palestra con gli allievi, sia per le competizioni che
verranno organizzate con le altre squadre.
Il programma tecnico suddiviso in tre gruppi di proposte differenziate, che corrispondono alle
altrettante categorie (Topolini, Leprotti e Canguri), individuate in base allet, per ognuna delle quali vengono
indicate le attivit che determinano i contenuti della gara.
Tali attivit sono suddivise, per i Topolini e per i Leprotti, in contenitori. I primi due dei Topolini
(percorsi e giochi di movimento) ed il primo dei Leprotti (giochi presportivi-giochi semplificati)
racchiudono la parte generale del programma, utile anche per il confronto tra Centri Giovanili di diverse
Federazioni sportive che il Comitato Provinciale CONI organizza annualmente (Festa Provinciale Intercentri).
Nel terzo contenitore dei Topolini (giochi semplificati) e nel secondo dei Leprotti (prove multiple) sono
racchiuse attivit proprie della nostra disciplina basate su abilit tecniche specifiche: queste proposte
approfondite con lausilio delle esercitazioni presentate nel capitolo 7 Modalit di apprendimento della
tecnica, costituiscono un valido strumento che consente di inserire gradualmente nella programmazione gli
aspetti specialistici della pallavolo. Per i Leprotti, inoltre, stato inserito un terzo contenitore, costituito da un
vero e proprio incontro di Minivolley 3 contro 3 (parte integrante della gara e quindi da non interpretare come
momento fondamentale del confronto), utile per iniziare a dare ai bambini il senso della partita (il campo, la
rete, i compagni, gli avversari). Per quanto riguarda la categoria dei Canguri, invece, lattivit proposta
unicamente quella del Minivolley 3 contro 3, visto come graduale passaggio verso la fase del 6 contro 6.
I tests di valutazione motoria, unitamente alle schede di osservazione sullapprendimento degli schemi
motori pi significativi e delle abilit tecniche della pallavolo (palleggio, bagher, battuta, attacco), descritte nel
capitolo 9 costituiscono un valido strumento di lavoro per la rilevazione di importanti dati legati al livello
motorio degli allievi.
Oltre al principio della multilateralit, altro elemento fondamentale che stato preso in considerazione
nella preparazione del programma tecnico, quello della gradualit delle proposte e della progressione didattica
di intervento (dal semplice al complesso, dal facile al difficile). Pertanto si tenuto conto di quelle che sono le
capacit motorie proprie dei bambini in ognuna delle fasce det, per inserire delle proposte adeguate
allapprendimento o il perfezionamento di schemi motori, utili alla formazione di base (bagaglio motorio) di
quello che deve essere, in generale, un atleta e, in particolare, un pallavolista.

4.2 Utilizzo didattico del programma tecnico


Per ogni attivit proposta indicata una tabella nella quale vengono evidenziati sia gli
schemi motori in essa contenuti, sia le modalit esecutive che tale proposta comporta.
Naturalmente, essendo questo programma tecnico orientato alla formazione di
pallavolisti, gli schemi motori proposti sono quelli pi vicini al giocosport della pallavolo
(vedi tabella 1 pag. 20), tra i quali, oltre a quelli generali del correre e saltare, ci sono quelli
pi specifici del colpire, lanciare e afferrare lattrezzo-palla.
In una programmazione didattica dellattivit riteniamo debbano rientrare il maggior numero di
modalit esecutive di tutti gli schemi motori trattati.
Per fare ci, non sar necessario obbligatoriamente proporre agli allievi il gioco o la prova presentata,
ma anche solo una parte di esso, estrapolato dal contesto.
Unipotesi di tale utilizzo pu essere quella di scegliere, in fase di programmazione,
uno o pi schemi motori per ogni unit didattica e proporla nelle sedute di allenamento con le
diverse modalit esecutive indicate in varie proposte, seguendo il principio della progressione
didattica (dal facile al difficile). Ad esempio, supponendo di aver scelto come schema motorio
da approfondire nellunit didattica, per la categoria Topolini, quella del lanciare, potr
essere utilizzata nella prima lezione quella proposta nel percorso Le prove di Ercole (tabella
A numero 8: lanciare la palla al compagno facendola rotolare per terra); nella seconda
lezione, quella proposta in Le prove di Ercole (tabella B numero 9: lanciare la palla oltre
un nastro sospeso); nella terza lezione quella proposta nel percorso numero 2 Andata e
Ritorno (lanciare la palla facendola passare tra due nastri sospesi); nella quarta lezione,
quella proposta nel gioco semplificato numero 3 Gioco dei cerchi (lanciare la palla oltre la
rete verso un bersaglio posto a terra). Tali modalit potranno essere proposte sotto forma di
MINIVOLLEY 89

semplice esercitazione, ma anche sotto forma di competizione, stimolando cos ulteriormente


il processo di apprendimento degli allievi.
Sar possibile per utilizzare a scopo didattico i percorsi e i giochi anche nella loro interezza, in quanto,
racchiudendo pi schemi motori, stimolano negli allievi la capacit di coordinarli tra loro, la capacit di
adattamento alla situazione e la fantasia motoria. Inoltre, come accennato precedentemente, queste attivit, poste
sotto forma di gara, sollecitano in maniera molto pi accentuata lapprendimento degli schemi motori, in quanto
legano ogni singola prestazione al risultato del singolo e della squadra.
In questo modo il programma consente anche di verificare costantemente il processo di apprendimento
degli schemi motori e di approfondirli, di volta in volta, attraverso le unit didattiche.
Evidenziamo, infine, un altro fondamentale aspetto formativo (e quindi didattico) di queste proposte: i
percorsi, i giochi e le varie prove comportano forme di collaborazione sempre pi complesse tra i componenti
della squadra, avendo come conseguenza primaria lidentificazione del singolo con il gruppo. Ci favorisce
enormemente il processo di integrazione del bambino nel gruppo dei coetanei, stimolando cos il pi complesso
processo di socializzazione dellindividuo.

4.3 Utilizzo del programma nelle competizioni


Altra forma di utilizzo del programma quello di regolamento per le competizioni con altre squadre,
appartenenti a Centri di Avviamento allo Sport, Centri Giovanili Scolastici e Associazioni Sportive,
universalizzando i contenuti attraverso un programma di multilateralit orientata.
Il testo infatti prevede una parte introduttiva che determina le modalit di adesione e partecipazione
delle varie squadre, nonch i limiti di et degli allievi e le modalit di formazione delle squadre; vengono inoltre
indicate la formula di svolgimento degli incontri e le modalit di attribuzione dei punteggi.
Nella parte dedicata al programma tecnico, invece, viene definita con precisione per ogni singola
attivit proposta, quale deve essere la modalit attraverso la quale deve avvenire la competizione, dando quindi
la possibilit agli allievi, agli istruttori e agli arbitri di conoscere con certezza le regole da osservare. A questo
proposito facciamo notare la notevole importanza della figura dellarbitro, il quale si pone come garante della
regolarit dello svolgimento delle prove e, come tale, in grado di comprendere e soddisfare il senso di rispetto
delle regole insito nel bambino.
Nellambito delle competizioni, quindi, una volta sorteggiate le prove in base alle quali avverr il
confronto, esse verranno attuate cos come previste da questo testo, o, col consenso dei responsabili delle tre
squadre, con gli adattamenti proposti, senza per snaturalizzare o ridurre le proposte operative (schemi motori).
Per quanto riguarda lorganizzazione dei confronti, ci preme a questo punto proporre alcuni consigli
operativi:

dotare le squadre di una divisa identificativa, possibilmente numerata (maglietta, pettorina, ecc.) in modo da
rendere pi semplice la distinzione dei componenti delle squadre e al fine di rinforzare nei bambini il senso
di appartenenza ad una squadra;
predisporre per i concentramenti un tabellone, dove riportare, volta per volta, i risultati conseguiti dalle
squadre in modo da avere un riscontro continuo e immediato, incrementando in tal modo laspetto
motivazionale;
compilare correttamente il referto gara, allegato al presente testo, a conclusione di ogni singola prova;
rispettare e svolgere tutti gli incontri previsti dal calendario redatto dal Comitato Provinciale FIPAV di
Cagliari;
mettere a disposizione gli arbitri e il segnapunti (questi potranno essere scelti tra gli allievi di et superiore);
evitare ritardi rispetto agli orari di convocazione e inizio gare;
evitare di rinunciare alle gare in programma, nel rispetto delle esigenze dei nostri atleti/e;
garantire un comportamento di allenatori, dirigenti, atleti, pubblico e genitori adeguato alla filosofia
dellattivit giovanile del Minivolley e soprattutto nel rispetto dei bambini.
90 MINIVOLLEY
MINIVOLLEY 91

Capitolo 5

Come sfruttare al massimo


gli spazi in palestra
92 MINIVOLLEY
MINIVOLLEY 93

5.1 La palestra
Nella spiegazione dei vari giochi e dei diversi percorsi un apposito spazio stato
dedicato alle dimensioni del campo ed alle distanze suggerite. Queste vogliono essere dei
suggerimenti per permettere lo svolgimento dellattivit didattica e di gara nel migliore
dei modi.
Tali misure possono essere modificate ed adattate a quelle che sono le dimensioni
dello spazio operativo che si ha a disposizione. Sar quindi possibile modificare, per esigenze
particolari, sia le dimensioni del campo, sia le varie distanze previste nella sistemazione degli
attrezzi per lo svolgimento dei percorsi. E importante per garantire le stesse condizioni per
entrambe le squadre e, naturalmente, la salvaguardia dei contenuti (schemi motori) in quanto
obiettivi operativi della programmazione, sui quali effettuare le valutazioni sul grado di
apprendimento (capacit motorie). Si precisa che le uniche misure da rispettare sono quelle
dei campi da Minivolley (m 9 x 4,5 e m 12 x 6) delle categorie Leprotti e Canguri.
Inoltre, considerando che la formula dellattivit proposta permette leffettuazione di
concentramenti con tre squadre o sei squadre (concentramento doppio), necessario attivare
una serie di accorgimenti per poter svolgere, senza perdite di tempo, gli incontri in
programma.

CAMPO A CAMPO B

RETE

Esempio di disposizione dei campi per lo svolgimento di due concentramenti a 3 squadre (doppio
concentramento) della categoria Leprotti.
94 MINIVOLLEY

CAMPO A CAMPO B

RETE

Esempio di disposizione dei campi per lo svolgimento di due concentramenti a 3 squadre (doppio
concentramento) della categoria Canguri.

Esempio di disposizione del campo per lo svolgimento di un concentramento a 3 squadre della categoria
Leprotti o Canguri.
MINIVOLLEY 95

5.2 I materiali
Riguardo ai materiali da utilizzare, vogliamo evidenziare che alla mancanza di attrezzi
si pu sopperire con fantasia e inventiva, utilizzando anche materiali di recupero: ad esempio,
i coni possono essere sostituiti da bottiglie di plastica riempite di sabbia e eventualmente
colorate; gli ostacoli si possono sostituire con i bastoni di scopa; i materassi con la gomma
piuma; per i cerchi sufficiente un gesso per tracciarli al suolo; la rete da montare
trasversalmente nella palestra si pu sostituire con un elastico o un nastro possibilmente
colorato.
Per tracciare i campi di gioco invece sufficiente, per evitare di sovrapporre un
numero eccessivo di linee al suolo, un elastico da fissare con il nastro adesivo: tale soluzione
ci consente di variare facilmente le dimensioni del campo adattandolo per le varie categorie e
per le necessit didattiche del momento.
Questi semplici accorgimenti, se adottati abitualmente nelle situazioni di allenamento,
ci consentono di sfruttare al meglio lo spazio disponibile, permettendoci di allenare
efficacemente situazioni motorie variate.
E inoltre utile ricordare che il pallone, tanto amato dai bambini, deve essere utilizzato
con il diametro e il peso adatto alle varie tappe di apprendimento e fasce det, in modo da
evitare dei traumi e quindi un conseguente rifiuto a gestire la palla in palleggio, bagher e
attraverso la battuta.
Anticipare i tempi considerato un modo alquanto egoistico della gestione del gruppo: bisogna

avere pazienza e dare tempo al tempo, ricordandosi che tutto ci che viene fatto in pi nelle fasce di et

giovanili v a vantaggio della motricit dei nostri atleti ed quindi un investimento per le future prestazioni

sportive.
96 MINIVOLLEY
MINIVOLLEY 97

Capitolo 6

Apprendimento motorio
98 MINIVOLLEY
MINIVOLLEY 99

6.1 Abilit motoria

Per abilit motoria si intende


una componente dellazione,
(che rimane relativamente
invariata nella sua esecuzione)
che stata acquisita ed
automatizzata attraverso la
ripetizione, quindi attraverso la
pratica e le esercitazioni.
Per capacit motorie invece si
considerano le componenti o i
presupposti della motricit e
quindi, in et giovanile, sono le
potenzialit delle future
prestazioni agonistiche.
Tra le capacit e le abilit
esiste uno stretto rapporto:
100 MINIVOLLEY

infatti lesecuzione di una


abilit avviene attraverso il
continuo controllo del
movimento nelle sue
componenti coordinative e
condizionali. Quindi ciascuna
capacit, sia essa coordinativa
che condizionale, influenza la
riuscita stessa dellabilit,
determinando lincremento e
linstaurarsi di nuove abilit.
Essendo le abilit lobiettivo
concreto e immediato da
perseguire, per gli istruttori
giovanili fondamentale la
conoscenza di come si
apprende una abilit e delle
MINIVOLLEY 101

relative procedure che attivano


tale apprendimento; quindi
importante conoscere le
strategie didattiche e la
metodologia pi adeguata da
adottare nelle diverse fasce di
et.
I gesti motori o schemi
motori vengono appresi
attraverso un processo di
apprendimento che, come
vedremo, si divide in varie
fasi; il gesto stesso entra a far
parte della motricit
dellallievo, il quale se ne
appropria trasformandola in
abilit acquisita.
102 MINIVOLLEY

Per lacquisizione delle


abilit motorie essenziale che
avvenga un processo dinamico,
favorito dallinterazione fra il
bambino e lambiente, dove
lambiente influenzato in
particolare dal clima che si
crea nel gruppo sportivo e
dalla figura-guida
dellistruttore: se queste
situazioni sono favorevoli,
maggiori saranno le
opportunit di apprendimento e
consolidamento degli schemi
motori e quindi di acquisizione
di nuove abilit.
MINIVOLLEY 103

6.2. Apprendimento delle abilit

Dopo aver definito cosa sono le abilit motorie, fondamentale vedere quali sono le
modalit di apprendimento delle stesse. Lacquisizione delle abilit frutto di un processo di
apprendimento, cos come avviene per le abilit cognitive: alla base degli apprendimenti sia
cognitivi che motori vi sono, infatti i processi mentali, attraverso i quali ogni elemento
acquisito rimane nella memoria.
Non stato dimostrato che vi siano differenze significative fra i processi mentali, che intervengono
nellapprendimento cognitivo e quelli che intervengono nellapprendimento motorio. Per, per quanto i due
processi si basino entrambi sul ricordo di un evento, lapprendimento motorio si differenzia da quello cognitivo
in quanto, oltre alla rappresentazione mentale del gesto da apprendere, necessita anche della sua esecuzione e
ripetizione. Infatti un palleggio della pallavolo non lo si apprende esclusivamente osservandolo ma necessario
che il gesto si esegua pi volte e in situazioni variate.
Alla base degli apprendimenti vi sono, quindi, soprattutto i processi mentali, dove ogni elemento
acquisito rimane nella memoria.
Lo stimolo viene riconosciuto da uno o pi organi sensoriali.
Lo stimolo avanza, per via afferente, fino alla corteccia.
La memoria analizza lo stimolo, lo confronta con altri gi posseduti.
In base a questo si programma o progetta la risposta o condotta.
Quindi si ordina la condotta che, per via efferente, raggiunge gli organi esecutori.
Infine si produce la condotta o azione.
Nellultima fase di FEEDBACK, si sollecitano gli aggiustamenti neurofisiologici che
correggono la condotta motoria.

Ogni apprendimento motorio si basa, quindi, su unazione motoria da compiere che


richiede necessariamente intenzionalit, direzione ad uno scopo da raggiungere (obiettivo: per
esempio uno spostamento a rete con successivo salto a muro per contrastare lattacco
avversario) e attenzione (concentrata) su ogni parte della sequenza motoria.
Per sintetizzare si pu affermare che lapprendimento avviene principalmente secondo
tre fasi fondamentali:

uno stimolo

che attiva

un processo neurofisiologico

che genera

una risposta

Il primo stadio dello stimolo determinato dalla trasmissione di una serie di


informazioni (visive, acustiche, sensoriali, cinestesiche) provenienti dal gesto motorio da
apprendere, il quale, se possiede caratteristiche di variet e familiarit, attirer lattenzione del
bambino. Quindi attraverso la memoria percettiva, la rappresentazione del gesto viene filtrata
e inviata alla memoria a breve termine. Attraverso un processo neurofisiologico si passa alla
seconda fase o meglio alla risposta, che caratterizzata dalla rielaborazione, codificazione,
104 MINIVOLLEY

strutturazione ed identificazione cosciente del gesto. In questo modo si crea una


rappresentazione mentale del movimento sempre pi corretta. Il successivo sistema di
registrazione quello che determina laffermarsi dellautomatizzazione e linserimento del
gesto nelle abilit acquisite e quindi nella memoria a lungo termine.
La comprensione del gesto da eseguire facilitata soprattutto dalla spiegazione e dalla
dimostrazione le quali permettono anche di rinforzare e correggere le risposte motorie che
portano allacquisizione delle abilit stesse. Va evidenziato, inoltre, che nel bambino tale
fenomeno particolarmente amplificato, in quanto la vista risulta essere per lui la principale
via di acquisizione di informazioni relative al gesto da apprendere. Le informazioni visive
sono importanti per stabilire, nel bambino, una struttura grezza globale del gesto motorio.
Tra i modelli di apprendimento motorio, riportati nella letteratura, prendiamo quello di
Meinel e Schnabel (1984), il quale si basa su tre fasi principali che sono:

1
fase della coordinazione grezza

La proposta di uno schema motorio conosciuto o poco conosciuto scaturisce nel soggetto che lo esegue una
risposta di esecuzione grossolana dove i tentativi presentano unalta percentuale di errori e di imprecisioni;

2
fase della coordinazione fine

La risposta alla proposta dello stesso schema, migliora consistentemente nella qualit di esecuzione con
leliminazione di tutti gli elementi di disturbo che impedivano unesecuzione fluida. Questa situazione di
maggiore padronanza permette al soggetto di prestare maggiore attenzione allo scopo dellazione e non solo
sul controllo delle diverse fasi esecutive del gesto.

3
Fase della maestria o della disponibilit variabile

A questo punto lo schema appreso pu essere definito abilit e utilizzato in varie situazioni. Questa
disponibilit si riferisce sia a situazioni stabili (abilit chiuse1) che a situazioni variabili (abilit aperte2).

Il passaggio da una fase allaltra avviene in maniera fluida e in relazione al ritmo


personale di apprendimento dei soggetti allenati. Queste fasi non vanno confuse,
naturalmente, con le tappe di apprendimento, che sono invece in funzione della fascia det.
Per ogni apprendimento, per semplice che sia, si percorrono le tre fasi, indipendentemente
dallet dellatleta.
Una particolare attenzione v data alla necessit di creare allallievo il maggior
numero possibile di esperienze di successo e di gioia che, collegate alle esperienze passate,
costituiscono il catalizzatore ideale per lacquisizione di nuove abilit.
Ladeguatezza delle attivit, unita alla variet degli schemi motori proposti,
contribuiscono decisamente a creare queste condizioni favorevoli.
Laffermarsi di questi comportamenti assume, allinterno della nostra proposta
metodologica, un ruolo estremamente significativo e costituisce un obiettivo del nostro
itinerario didattico, nel rispetto costante delle esigenze del bambino.

1
Abilit chiuse: sono quelle abilit dove lesecuzione scarsamente influenzata da variabili esterne.
2
Abilit aperte: sono quelle abilit dove le variabili esterne influenzano lesecuzione.
MINIVOLLEY 105
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Capitolo 7

Modalit di apprendimento della tecnica


MINIVOLLEY 107
108 MINIVOLLEY

7.1 Evoluzione dei fondamentali


In questo capitolo affrontiamo il problema dellapprendimento del gesto tecnico.
Limpostazione del gioco della pallavolo si basa infatti sullapprendimento dei
fondamentali individuali (palleggio, bagher, servizio o battuta, schiacciata, muro). Essi
costituiscono il bagaglio indispensabile perch si possa praticare questo gioco di squadra. Le
esercitazioni descritte rappresentano un ausilio didattico utile per programmare una graduale
proposta, fornendo agli istruttori dei centri giovanili e agli Insegnanti della Scuola una
progressione didattica per lo sviluppo completo di tutti i fondamentali e per il miglioramento
delle capacit coordinative attraverso unattivit di gara multilaterale e degli esercizi mirati
allapprendimento della tecnica. Si arriva, quindi, allunione di tutti i fondamentali creando in
tal modo un graduale passaggio dall 1 contro 1 al 2 contro 2 e al 3 contro 3, per arrivare al 6
contro 6 della categoria Under 14.
Le proposte, riferite principalmente alla fascia det compresa tra gli 8 e i 12 anni, sono
utili per una completa formazione di base dei nostri allievi e tendono ad arricchire il loro
bagaglio motorio per le future prestazioni sportive.

7.2 Il palleggio
7.2.1 La tecnica

Il contatto con la palla deve avvenire con i polpastrelli di tutte le dieci dita delle mani
e lampiezza della zona dimpatto decrescente a partire dal pollice fino al quinto dito.
Le dita hanno rispettivamente funzioni diverse: il pollice ha principalmente funzione
di trattenere la palla; il medio e lindice quella di trattenere e spingere la palla elasticamente,
imprimendo al pallone la forza di volta in volta necessaria; lanulare e il mignolo assicurano
la precisione della direzione del palleggio. La palla va colpita davanti alla fronte, con una
estensione coordinata degli arti inferiori e superiori.

7.2.2 Esercizi propedeutici

1. Dopo la spiegazione e la dimostrazione si fanno provare delle imitazioni di palleggi:


a) senza palla;
b) tenendo la palla nelle mani;
c) con palloni di diverso peso.

2. Spingere la palla verso terra, con le mani, in posizione di palleggio.

3. Lanciare la palla dal basso verso lalto e presa in posizione di palleggio.

4. Lanciare la palla verso lalto dalla posizione di palleggio e presa sempre in posizione di
palleggio.

5. Lanciare la palla in alto dalla posizione di palleggio e palleggiarla una volta (senza
fermarla) sul capo.

6. Stesso esercizio con due o pi palleggi sul capo.

7.2.3 Valutazione delle traiettorie e spostamento antero-posteriore

7. A coppie: due allievi si lanciano la palla, fermandola sul capo in posizione di palleggio.
MINIVOLLEY 109

8. Stesso esercizio battendo le mani allapice della parabola (si consiglia di usare palloni di
diverso tipo e peso).

9. Palleggiare sul capo dopo un rimbalzo a terra tra un palleggio e laltro (in avanzamento).

10. A coppie: A lancia la palla a B che, dalla posizione di partenza, si porta (con spostamento
avanti) nella zona di caduta della palla, prima che essa inizi la fase discendente. Dopo aver
afferrato il pallone, B lo rilancia ad A e indietreggia riportandosi nella posizione di partenza
prima che inizi la fase discendente della traiettoria.

11. Stesso esercizio con lutilizzo degli spostamenti allindietro (tenendo lo sguardo in avanti)
e il criterio dellesercizio precedente (es.10).

7.2.4 Valutazione di una traiettoria angolare e spostamenti laterali

12. A coppie: A lancia la palla alla dx o alla sx di B che deve, a sua volta, individuare la
direzione angolare del pallone, eseguendo lo spostamento opportuno a passi laterali accostati,
prima che inizi la fase discendente della parabola. Lo spostamento laterale va fatto
rigorosamente a passo accostato e leggermente ad arco, per mantenere sempre la fronte rivolta
verso il compagno (concetto di frontalit). Larresto va effettuato portando avanti il piede
corrispondente al senso di spostamento.

13. A lancia la palla in una delle quattro zone (anteriore, posteriore, laterale sx e dx); B deve
spostarsi nella direzione corrispondente per afferrare il pallone prima che inizi la fase
discendente.

14. A lancia la palla sopra il capo e contemporaneamente chiama la direzione di spostamento;


B deve spostarsi nella direzione chiamata fino a che dura la fase ascendente, interrompere lo
spostamento quando la palla al vertice della parabola e ritornare in posizione di lavoro prima
che la palla ritorni nelle mani del compagno.

15. A coppie: A palleggia (palleggio angolare) a sx o dx di B che a sua volta, dopo aver
effettuato lo spostamento laterale invia la palla, in palleggio, ad A dopo un rimbalzo a terra.

16. Stesso esercizio, senza rimbalzo a terra.

17. A terne: A, B e C disposti a triangolo; B e C palleggiano sempre verso A, A palleggia


(palleggio angolare) alternativamente a B e a C compiendo ogni volta un quarto di giro.

18. Stessa disposizione, tutti i componenti eseguono un palleggio angolare in un senso.

19. Stesso esercizio con cambio di senso ad un segnale dellistruttore.

7.2.5 Esercizi di perfezionamento

20. A coppie: A e B si trasmettono il pallone con palleggi a diverse distanze e diverse


parabole (bassa, alta).

21. A coppie: A e B stanno seduti uno di fronte allaltro e eseguono palleggio concentrando il
lavoro sugli arti superiori.
110 MINIVOLLEY

22. Stesso esercizio in ginocchio.

23. A coppie: A lancia il pallone a B che si trova in posizione di decubito prono; dopo ogni
tocco (palleggio) B rotola sullasse longitudinale (360) per ricevere il pallone successivo.

24. A coppie: A lancia il pallone a B che dopo aver palleggiato esegue una capovolta in
avanti; A lancia nuovamente il pallone a B che successivamente, con una capovolta
allindietro, ritorna in posizione di partenza.

Una volta che gli allievi avranno raggiunto un accettabile dimestichezza nel
palleggio singolo e in quello in coppia, si richiamano tutti gli esercizi di traslocazione e di
valutazione della traiettoria, eseguendoli in palleggio.

25. A coppie: palleggio con controllo della palla sopra il capo (durante il palleggio di
controllo distogliere velocemente lo sguardo dal pallone per osservare il compagno).

26. A coppie: mentre A esegue il palleggio di controllo alto sopra il capo, B si sposta in avanti
o indietro dalla posizione di partenza. A deve individuare, con la visione periferica, la
posizione assunta da B ed inviargli il pallone con precisione. B restituisce in palleggio ad A e
ritorna in posizione di lavoro. Si riprende sempre in palleggio di controllo.

27. Stesso esercizio con spostamenti laterali (sx e dx).

28. A terne: A palleggia verso B, B esegue un palleggio rovesciato verso C e si gira


velocemente (180). C esegue anchesso un palleggio verso B, che ripete il palleggio
rovesciato verso A.

29. A coppie: stando ad una distanza di circa 35 metri eseguono palleggio e rimbalzo a terra.

30. Stesso esercizio eseguendo un palleggio di controllo.

31. Stesso esercizio, senza palleggio di controllo con la rete:


in campo m 6 x 4
in campo m 8 x 4
in campo con forme variabili.

7.3 Gioco 1 contro 1

Campo m 8 x 6 o m 10 x 6. Rete a diverse altezze (per strutturare i campi vedi consigli nel
capitolo Come sfruttare al massimo gli spazi in palestra).

7.3.1 Prima fase: gioco 1 contro 1 con rimbalzo a terra e palleggio.

7.3.2 Seconda fase: respingere in palleggio, con un solo tocco, centrando lattenzione sulla
posizione da tenere al momento del palleggio (frontalit).
Il gioco inizia con il palleggio o con il servizio dal basso (anche dentro il campo). In
questo gioco si utilizza gi la motricit fondamentale della pallavolo per gli arti inferiori, si
sviluppa la visione del campo opposto, della posizione dellavversario e la capacit di
MINIVOLLEY 111

eseguire finte per sbilanciare lavversario. In un primo momento possibile far eseguire la
stessa gara con palla bloccata e palleggiata.

7.3.3 Terza fase: si possono permettere due tocchi dove il primo di ricezione o di difesa e il
secondo di attacco. Tra il primo e il secondo tocco si pu inserire lobbligo di osservare
lavversario. In un momento successivo il primo tocco pu essere fatto in bagher.

7.3.4 Quarta fase: con tre tocchi, il giocatore deve difendere o ricevere, autoalzare e
successivamente attaccare.
Questultimo tipo di gioco piuttosto complesso e si pu utilizzare solo quando i
bambini hanno conosciuto e appreso i fondamentali necessari, il che avviene dopo aver
praticato il gioco 2 contro 2 e 3 contro 3 con solo palleggio.
Esso rappresenta pertanto il gradino iniziale del gioco non appena si completa
lapprendimento delle tecniche fondamentali; in questo gioco, inoltre, si sviluppano le
capacit di spostamento, il controllo della palla e la capacit di modificare velocemente
latteggiamento motorio.

7.4 Il bagher
Il bagher il gesto tecnico che viene usato quando, per traiettoria bassa o velocit
elevata della palla, non possibile intervenire con un palleggio. E molto importante, fin dalla
sua introduzione, far capire ai bambini che esso non deve mai essere sostitutivo del palleggio,
ma complementare a esso.

7.4.1 La tecnica

La fase preparatoria alla ricezione della palla in bagher deve permettere rapidi
spostamenti dalla posizione di lavoro in ogni direzione: le gambe sono leggermente divaricate
e piegate, il busto appena inclinato in avanti.
Lo spostamento deve compiersi il pi velocemente possibile in modo tale da ricevere
da fermi e con il pallone davanti al corpo; tale spostamento va effettuato con le stesse tecniche
usate per il palleggio.
Al momento delleffettuazione del bagher, le braccia devono essere distese e gli
avambracci uniti in extrarotazione, in modo tale da entrare in contatto con il pallone
attraverso una superficie pi larga e uniforme possibile.
Il pallone va colpito con la faccia interna dellavambraccio, appena sopra i polsi. Gli
arti inferiori devono estendersi al momento della ricezione, in modo da spingere il pallone
verso lobiettivo (palleggiatore o in alcuni casi verso lattaccante). Linclinazione delle
braccia varia di poco avendo queste una prevalente funzione di guida.

7.4.2 Esercitazioni didattiche

Per quanto riguarda la didattica per il bagher, vale quanto gi detto per il
palleggio, quindi le stesse esercitazioni singole, a coppie e a terzetti si possono proporre
con la progressione gi descritta.

32. Lanciare la palla a due mani dal basso verso lalto e presa con braccia distese e mani
allaltezza del bacino.

33. Stesso esercizio con lancio e presa della palla in posizione di bagher.
112 MINIVOLLEY

34. Stesso esercizio con presa in posizione di bagher e un ginocchio a terra (sx e dx).
35. Lanciare la palla contro il muro e riprenderla in posizione di bagher.

36. Eseguire il bagher dopo rimbalzo a terra della palla, di seguito e in avanzamento.

37. Tenere un bastoncino o un tubo (lungo circa 20 cm.) tra le mani, colpire la palla in
posizione di bagher.

38. Stesso esercizio contro il muro.

39. Stesso esercizio da diverse distanze (dal muro):


vicino si focalizza lattenzione sulle braccia;
lontano si focalizza lattenzione sulla spinta degli arti inferiori.

40. Stesso esercizio senza bastoncino tra le mani.

41. A coppie: A lancia la palla a B che dopo un rimbalzo lo ferma in posizione di bagher, con
le braccia distese avanti.

42. Stesso esercizio con spostamento nelle quattro direzioni.

43. A coppie: A in ginocchio con le braccia in posizione di bagher, B preme il pallone sulle
braccia di A (si focalizza la posizione delle braccia, distese e in avanti).

44. A coppie: A lancia su B che, stando in ginocchio, deve ricevere in bagher (posizione
braccia).

45. A coppie: A sta in piedi in posizione di bagher opponendo resistenza alla palla tenuta
ferma da B, curando il lavoro di spinta degli arti inferiori.

46. A coppie: A lancia la palla su B che riceve in bagher.

47. Stesso esercizio con elementi dinamici tra un bagher e laltro (seduto, supino, prono,
capovolta avanti, capovolta indietro, spostamenti rapidi nelle quattro direzioni, ecc.).

48. A coppie: A lancia la palla a B che dopo un rimbalzo per terra, effettua un bagher verso A
(per sviluppare la motricit degli arti inferiori e lo studio della posizione di lavoro).

49. A coppie: A lancia la palla verso B che effettua un bagher allindietro, compie mezzo giro
e rimanda la palla in bagher allindietro verso A. Questo esercizio si esegue in modo da far
gestire questo fondamentale in situazioni di difficolt per quanto riguarda lorientamento
spaziotemporale, la manualit e la sensibilizzazione della spinta e del piano di rimbalzo.

50. A coppie: A lancia la palla a B che, dalla posizione di partenza, si deve portare (con
spostamento avanti) nella zona di caduta di questa, prima che inizi la fase discendente. Dopo
aver rilanciato la palla in bagher su A, indietreggia nella posizione di partenza prima che inizi
la fase discendente della traiettoria.

51. Stesso esercizio con spostamenti allindietro (stesso criterio descritto es. 50).
MINIVOLLEY 113

52. A coppie: A lancia la palla a dx e a sx di B che deve individuare la direzione del pallone,
eseguire lo spostamento opportuno a passi laterali accostati (per piccoli spostamenti) prima
che inizi la fase discendente della parabola.

53. A coppie: A palleggia verso B in tutte le direzioni, che ricevendo in bagher manda la palla
verso A.

54. A coppie: A lancia la palla a B che nella fase ascendente della parabola si sposta verso sx
o dx (spostamenti laterali). Nella fase discendente B recupera la posizione di lavoro per
ricevere il pallone in bagher.

55. Stesso esercizio con spostamenti avanti e indietro.

56. Stesso esercizio: A chiama, al momento del lancio o palleggio, la zona corrispondente allo
spostamento da eseguire.

57. A coppie: A lancia la palla oltre la rete verso B, che esegue un bagher verso la rete, corre
in avanti a prendere la palla prima che cada a terra ed esegue lo stesso per A.

58. A coppie: A palleggia la palla verso B oltre la rete, B riceve in bagher tenendola nel
proprio campo vicino alla rete, A corre nel campo avversario e palleggia.

59. A terne: A esegue un bagher per B, B esegue un bagher allindietro per C e compie mezzo
giro, C rinvia a B, e via di seguito.

60. A terne: A appoggia in bagher a B, B esegue un palleggio rovesciato a C oltre la rete, C


palleggia ad A, e via di seguito.

61. A terne: A e B si dispongono vicini alla rete (paralleli) e C nel vertice di un triangolo. C
palleggia su A o B che a sua volta esegue un bagher laterale verso il giocatore vicino alla rete
che manda la palla a C.

7.5 Gioco 2 contro 2


Campo m 8 x 6 m 10 x 6 m 8 x 8 m 9 x 9. Rete a diverse altezze.

Nel gioco 2 contro 2, la fronte dei giocatori non sar pi rivolta alla rete, ma alla
direzione del passaggio (angolarit).
La presenza di un compagno rivoluziona losservazione (avversario - compagno - rete)
e richiede la capacit di prefigurare lo svolgersi delle azioni future.
Si inizier a giocare con un servizio dal basso (o palleggio). Saranno richiesti tre
tocchi (compito assegnato): palleggio o bagher di ricezione, palleggio o bagher di costruzione
(alzata) e palleggio oltre la rete (in una seconda fase si pu richiedere il palleggio in salto).
Progressivamente si introdurranno gli altri fondamentali e sistemi tattici elementari di
attacco e difesa.
I punti fondamentali del 2 contro 2 sono costituiti dalla necessit di valutare la battuta
dellavversario e di impostare la costruzione dellazione (ricezione-attacco e difesa-attacco).

62. Gioco 2 contro 2 in un campo m 8 x 4 con un solo tocco e lobbligo di indirizzare la palla
allavversario che non lha inviata.
114 MINIVOLLEY

63. Stesso gioco con lobbligo di eseguire due tocchi e di indirizzare allavversario che ha
inviato nel proprio campo la palla.
64. Gioco 2 contro 2 in palleggio e/o bagher con tre tocchi (obbligatori), in campo di
dimensioni variabili. Dalla situazione con rimbalzo allesecuzione al volo.

7.6 Servizio o battuta


Ci limiteremo alla descrizione della battuta dal basso, che viene utilizzata fino alla
categoria Under 14. Tale fondamentale facilita, come risaputo, la ricezione e aumenta la
possibilit di costruzione del gioco. Con questa tecnica possibile limitare gli errori, battendo
in modo assai sicuro e indirizzare bene la palla nel campo avversario.

7.6.1 La tecnica

Descriviamo la tecnica della battuta in forma semplice perch sia pi facile


lacquisizione del gesto e lindividuazione degli eventuali errori.
La battuta composta principalmente da due fasi:
1a FASE
Piedi in posizione asimetrica con piede sinistro sempre avanti per chi batte con la mano
destra.
Busto leggermente inclinato in avanti con la spalla sinistra avanti rispetto alla destra.
Larto sinistro avanti leggermente flesso e tiene la palla sulla traiettoria del braccio
destro che si prepara a colpire la palla.
2a FASE
Latleta lascia la palla allaltezza della vita, togliendo la base di appoggio, e con un
movimento coordinato, ruota lasse frontale sullasse verticale fino a portarlo in posizione
parallela rispetto alla rete. A questo punto colpisce la palla mettendola in gioco.
Gli arti inferiori effettuano un leggero piegamento di caricamento in coordinazione con
larto superiore destro che va dietro-basso, quindi esegue unestensione che porta il peso
del corpo sullarto inferiore che sta avanti.
Il braccio destro, la cui mano con lavambraccio costituisce una sola leva, in
coordinazione con gli arti inferiori si porta dietro-basso e con un movimento pendolare
colpisce la palla con la mano tesa. Prosegue poi la sua corsa seguendo la traiettoria della
palla; contemporaneamente, la mano sinistra si porta in direzione basso-dietro.

7.6.2 Esercitazioni didattiche

65. A coppie: posizione uno di fronte allaltro in ginocchio. Far rotolare la palla (come se si
lanciasse una boccia) sia con la mano sx che con la dx.

66. A coppie: posizione uno di fronte allaltro, ginocchio dx a terra e piede sx avanti. Far
rotolare la palla accompagnandola in avanti con la mano dx.

67. Stesso esercizio invertendo la posizione delle gambe.

68. A coppie: uno di fronte allaltro, in piedi con la gamba sx avanti e la dx dietro, far rotolare
la palla con la mano dx.

69. Stesso esercizio invertendo la posizione delle gambe.


MINIVOLLEY 115

70. Stessa posizione, lanciare la palla (in avantialto) con la mano dx e la sx tenendo, fin
dallinizio, il pallone sulla mano di lancio.

71. Stesso esercizio con il passaggio della palla dalla mano che la sostiene a quella che la
lancia.

72. Stesso esercizio con lancio sopra la rete (da diverse distanze).

73. Stessa posizione dellesercizio 68, tenere il pallone con la mano sx e colpirla con la mano
dx dirigendo la palla verso il compagno.

I prossimi esercizi, a seconda che si usi il lancio o la battuta, saranno a carattere


propedeutico oppure di perfezionamento.

74. Lanciare o battere contro il muro su dei bersagli disegnati (cerchi, quadrati, ecc.).

75. Lanciare o battere contro il muro e sul rimbalzo afferrare la palla in posizione di palleggio
(o palleggiarla sopra il capo o contro un bersaglio disegnato sul muro).

76. Stesso esercizio, dopo il rimbalzo a terra effettuare un bagher contro un bersaglio (fisso o
mobile: esempio rimandare la palla verso un compagno che cambia posizione ogni battuta).

77. Gioco vuota campo (vedi programma tecnico Leprotti) usando la battuta per rimandare
la palla nel campo avversario.

78. Lanciare o battere, oltre la rete, su vari bersagli: cerchi, tappeti, coni ecc. Variare la
distanza e laltezza della rete.

79. A coppie: lanciare o battere la palla in diverse maniere (tesa, a dx, a sx, lunga, corta, ecc.);
il compagno deve spostarsi sotto la palla e fermarla in posizione di palleggio o di bagher.
Questo esercizio anche propedeutico alla ricezione in palleggio e in bagher.

Attraverso queste esercitazioni si introduce il concetto fondamentale di intuizione


della traiettoria (in termine tecnico fare un calcolo oculo-motorio e valutazione
spazio-temporale) il prima possibile. Per far questo indispensabile fissare lattenzione
sul compagno fin dai momenti preparatori.

80. A coppie: A lancia o batte la palla su B che riceve con un palleggio di controllo sul capo.

81. Stesso esercizio, B palleggia verso A.

82. Utilizzando il campo da Minivolley, inizialmente con rete alta (per facilitare la ricezione)
che poi viene abbassata progressivamente, A batte oltre la rete in una zona a piacere e B si
porta sotto la palla con il massimo anticipo. Questo esercizio verr fatto partendo da fondo
campo, spostamento avanti, e, partendo da sotto rete, spostamento indietro. Partendo da dx e
da sx per gli spostamenti laterali.

7.7 Gioco 3 contro 3


Campo: m 9 x 4,5. Rete: altezza variabile a seconda dello scopo e del gioco.
116 MINIVOLLEY

Abbinando gradualmente i fondamentali finora visti (palleggio, bagher e battuta)


tramite la costruzione degli esercizi si arriva al gioco globale del 3 contro 3. In questo modo
con lutilizzo dello spazio a disposizione (vedi consigli nel capitolo Come sfruttare al
massimo gli spazi in palestra) e con la suddivisione in piccole squadre di tre elementi,
possiamo sviluppare in modo ottimale tutto il gioco della pallavolo nelle sue svariate
espressioni: tecniche e tattiche, individuali e collettive.
Si introduce la rotazione in senso orario. Si cercher di adottare soluzioni via via
diverse per porre laccento su queste o su quelle categorie di interessi, in modo tale da creare
le basi per preparare i nostri atleti/e ad affrontare le difficolt del gioco 6 contro 6.

7.8 Lattacco
E il gesto tecnico pi motivante, difficile e complesso della pallavolo. Con esso si
conclude unazione in maniera potente e spettacolare. I giovani che si avvicinano alla
pallavolo trovano gratificazione nellesecuzione di questo gesto in quanto rappresenta
lobiettivo primario dellazione di gioco, ossia il fondamentale che consente di realizzare il
punto (o il cambio-palla), cos come il tiro a canestro per il basket o il tiro in porta per il
calcio.
Inoltre lattacco un fondamentale che attrae particolarmente i giovani in quanto
consente di scaricare in esso tutta la loro potenza. La schiacciata composta, principalmente,
da quattro fasi:
1. rincorsa;
2. stacco ed elevazione;
3. colpo sulla palla;
4. ricaduta.
Con le esercitazioni per il palleggio in salto si crea la coordinazione fondamentale
degli arti inferiori, la capacit di saltare a tempo, la capacit di indirizzare la palla in
determinate zone del campo.
Vedremo, ora, le esercitazioni pratiche per la rincorsa e gli elementi base del colpo
frontale.

7.8.1 La tecnica

Descriviamo la tecnica suddividendola nei quattro momenti fondamentali:


Rincorsa: pu essere di uno o pi passi ed preceduta da un aggiustamento della posizione di
avvio con spostamenti laterali.
Stacco e elevazione: lo stacco dovr essere per i giocatori destrimani con appoggio
successivo destro/sinistro mentre per quelli mancini sinistro/destro. E questo il momento in
cui si trasforma la velocit della rincorsa in elevazione senza soluzione di continuit. In questa
fase si accentua il caricamento sugli arti inferiori, si effettua una rullata su entrambi i piedi
(tallone, pianta, punta) e si stacca perpendicolarmente al suolo.
Le braccia si portano dalla posizione dietro-basso (in coordinazione con il movimento
di rullata - stacco) alla posizione avanti alto.
Colpo sulla palla: il braccio sinistro assume una funzione bilanciatrice mentre il destro
(mano a cucchiaio) si fletter sulla spalla e ritorner poi, distendendosi, per colpire la palla
alla massima velocit. E importante colpire la palla davanti alla spalla con larto
completamente disteso. Da focalizzare con attenzione, in questa fase, lazione
dellavambraccio - polso (da impostare con la massima attenzione).
Ricaduta: questa fase deve avvenire elasticamente e in perfetto equilibrio perch latleta
possa far fronte immediatamente ad una nuova situazione di gioco.
MINIVOLLEY 117

7.8.2 Esercitazioni didattiche

Esercitazioni per il colpo sulla palla

83. Colpire la palla verso terra con una mano

84. Sensibilizzazione del polso: tenendo il gomito piegato si colpisce la palla verso terra
frustando con il polso violentemente.

85. In ginocchio di fronte al muro: colpire la palla portando prima il gomito allaltezza della
spalla poi richiamando la mano verso lalto estendendo lavambraccio e colpendo con forza.

86. Tenere il pallone alto davanti al capo (mano sinistra); il braccio che colpisce deve
estendersi completamente nel momento in cui colpisce la palla.

87. Lanciare la palla in avanti-alto e colpirla verso il basso.

88. Fronte alla parete: lanciare la palla in avanti - alto con il piede sinistro avanti. Attenzione
alla posizione del gomito destro che deve essere sopra la spalla e la mano dietro il capo.

89. Colpo sulla palla di seguito contro il muro, controllando sempre che al momento del colpo
il braccio sia completamente disteso .

Esercitazioni per rincorsa e stacco

90. Sopra una panchetta alta circa cm 20: prendere contatto con il pavimento, con le mani ai
fianchi, appoggio in successivo destro/sinistro e saltare (per i mancini sinistro/destro)

91. Stesso esercizio con semi - circonduzione delle braccia per dietro - basso - avanti e slancio
delle stesse in alto.

92. Fronte alla rete: superare con la gamba destra un piccolo ostacolo posto a terra (o due
linee disegnate sul pavimento) ed eseguire lo stacco destro/sinistro (o sinistro/destro).

93. Stesso esercizio con un passo di avvicinamento allostacolo (o due linee disegnate sul
pavimento). Segnare con il nastro adesivo il punto di appoggio del piede sinistro.

94. Eseguire, liberamente, rincorse da diverse distanze dalla rete (1, 2, 3 o pi passi).

Esercitazioni di sintesi

95. Con autoalzata, sul capo, rinviare il pallone oltre la rete con un colpo di testa, un
palleggio, un colpo della mano.

96. Listruttore tiene il pallone fermo nel punto in cui deve essere colpito: eseguire la rincorsa
e lo stacco e colpire la palla.

97. Esercizio di rincorsa e attacco su lancio tempestivo da parte dellistruttore.

98. Autoalzata sopra il capo e, con salto da fermo, schiacciare nel campo opposto.
118 MINIVOLLEY

99. Autoalzata dalla linea dei 3 m, rincorsa, stacco e colpo sul pallone.

100. A coppie: A palleggia alto appena oltre la rete, B esegue una rincorsa e un attacco sulla
palla che proviene dal campo avversario.
101. Listruttore lancia la palla alta, gli allievi effettuano un passo di rincorsa, lo stacco e il
colpo.

102. Stesso esercizio con 2 o 3 passi di rincorsa.

103. Listruttore in zona 3 alza verso la zona 2 o 4, lallievo effettua rincorsa e stacco nella
zona in cui viene alzata la palla.

7.9 Il muro
E questo un fondamentale difensivo di notevole importanza, specialmente nella
pallavolo evoluta. Se eseguito correttamente, pu decidere le sorti di una partita. Tratteremo i
primi elementi, in forma semplice, di questo fondamentale che sar utile quando si inizia il
gioco del 6 contro 6. Nella fase del Minivolley, della categoria Canguri e dellUnder 14 si
utilizza principalmente il muro individuale che sar di seguito proposto attraverso una serie di
esercitazioni.

7.9.1 La tecnica

Come per la schiacciata, il muro si compone di quattro fasi:


1. piazzamento;
2. staccoelevazione;
3. impatto con la palla;
4. ricaduta.
Piazzamento: si esegue seguendo gli spostamenti dello schiacciatore avversario e orientando
i piedi perpendicolarmente alla rete.
Gli spostamenti per il piazzamento avvengono per brevi distanze (m 2-2,5) con passi
accostati, mentre per distanze superiori preferibile usare una corsa. Le braccia, in questa
fase, sono flesse con le mani allaltezza del petto.
Stacco-elevazione: le braccia si distendono, le mani sono bene aperte ed in tensione, le spalle
alte e la testa incassata tra le spalle.
Impatto con la palla: deve essere efficace per fermare la schiacciata avversaria o
quantomeno per attutire la violenza del colpo.
Ricaduta: deve avvenire contemporaneamente su entrambi i piedi, in equilibrio per essere
pronti alle successive azioni.

7.9.2 Esercitazioni didattiche

Per facilitare gli apprendimenti si consiglia di far eseguire gli esercizi tenendo la rete
bassa. In un primo momento sar utile anche eliminare la fase di volo con la rete che permetta
agli allievi di posizionare le mani sopra la rete senza saltare.

104. A coppie: saltare toccando al di sopra della rete le mani di un compagno, che salta dalla
parte opposta.

105. Stesso esercizio effettuando, prima del salto, spostamenti laterali a passi accostati
(adeguamento alliniziativa degli avversari).
MINIVOLLEY 119

106. A coppie: A salta per toccare con le mani una palla tenuta da B che st su una panca
dalla parte opposta della rete. Le braccia si distendono contemporaneamente allo stacco e si
flettono quando terminata la fase di volo.
107. A coppie: A palleggia a diverse altezze oltre la rete, B salta e respinge la palla
(valutazione del tempo).

108. A terne: A e B su una panca con un pallone a testa (a circa m 2 di distanza luno
dallaltro), C salta per toccare la palla (sopra la rete) effettuando, alternativamente, uno
spostamento verso dx e verso sx.

109. A coppie: A sulla panca esegue un attacco, su autoalzata, contro le mani di B che salta
direzionando le mani verso il campo e verso terra.
120 MINIVOLLEY

Capitolo 8

Il gioco 6 contro 6
MINIVOLLEY 121
122 MINIVOLLEY

8.1 Il gioco 6 contro 6


Il passaggio dal Minivolley al 6 contro 6 certamente un momento molto interessante, dal punto di
vista motivazionale, per i nostri atleti, che possono finalmente cimentarsi su un campo di gioco da grandi.
Questo passaggio risulta per sempre piuttosto problematico, a causa sia delle difficolt di adeguare le tecniche
finora acquisite alle esigenze di organizzazione del gioco della nuova categoria, sia delle mutate dimensioni del
campo.
Infatti, da una parte lorganizzazione del gioco richiede la costruzione di unazione (3 tocchi:
ricezione, alzata, attacco) con la ricerca della precisione dei passaggi; dallaltra le dimensioni del campo e le
conseguenti maggiori distanze tra i componenti della squadra comportano una maggiore richiesta dellutilizzo
della forza nellesecuzione dei gesti tecnici (i passaggi devono essere pi lunghi e pi alti). Si pu notare che, per
un giocatore di 12/13 anni, non semplice riuscire ad effettuare un bagher di ricezione, passando la palla con
precisione ad un compagno posto a circa m 8/9 di distanza; cos come difficile alzare una palla
sufficientemente alta e precisa ad un compagno distante anche m 4/5 per lazione dattacco.
Nonostante nessuno dei fondamentali possa essere trascurato, maggior importanza dovr essere data al
bagher di ricezione, al palleggio dalzata e allattacco.
I vari fondamentali potranno essere collegati tra loro prima negli esercizi e successivamente in
situazioni di gioco. Le esercitazioni globali una volta assimilate dovranno essere ripetute continuamente,
affinch in partita la loro esecuzione sia la pi efficace possibile.
Le coreografie degli esercizi e le tattiche di gioco evolute sono ancora problemi secondari. Gli
esercizi e le situazioni pi complesse possono, infatti, sembrare pi allenanti; ma diventano poco utili in quanto i
giocatori, non essendo ancora in grado di gestire la palla con precisione, effettuano un numero limitato di
ripetizioni. E su questo principio basilare che devono essere creati gli esercizi per tutti i problemi che il gioco
comporta.
Aumentando il numero dei giocatori aumenteranno anche le zone di conflitto; sar importante curare
laffiatamento del gruppo insegnando loro limportanza di assumersi le proprie responsabilit, chiamando la
palla ogni volta che si deve intervenire su di essa.

Consigli:

il modulo di gioco pi adatto alle caratteristiche di questa et quello di far effettuare il palleggio dalzata al
giocatore che viene a trovarsi a turno nella zona 3.

importante non specializzare i giocatori; tutti devono giocare a turno in tutte le zone del campo in modo da
saper affrontare e risolvere situazioni diverse con tutti i fondamentali.

evitare cambi dala in modo da favorire la formazione di giocatori completi che sappiano giocare in tutti i
ruoli e in tutte le zone del campo, lasciando la specializzazione alle categorie successive.

8.2 Esercitazioni didattiche


110. Palla rilanciata: con lobiettivo di far memorizzare la rotazione e le posizioni in campo.
Dopo aver completato i tre passaggi consentiti e lanciato la palla nel campo avversario effettuare la rotazione. Il
gioco dovr iniziare con un servizio o con un lancio da sotto la spalla effettuato dalla linea di fondo. I passaggi
dovranno essere realizzati bloccando la palla.

111. Stesso gioco regolamentando la posizione di presa e lancio della palla (es. posizione di palleggio o di
bagher).

112. Stesso gioco con lultimo passaggio che deve essere effettuato senza bloccare la palla, eseguendo o un
palleggio o un bagher.

8.2.1 Esercitazioni per il palleggio e il bagher

Occorre tenere presente che la ricezione e gli appoggi non sempre saranno precisi,
quindi si pu ritenere buona la palla dentro i 3 metri.
MINIVOLLEY 123

Esercizi di precisione per il palleggio dalzata


113. Palleggiare la palla dalla zona 6 verso la zona 3 e dopo un rimbalzo effettuare un palleggio dalzata
cercando di colpire il bersaglio (canestro) posizionato nella zona 4 o nella zona 2.

114. Lallenatore lancia la palla al giocatore che sta al posto 3 che alza in 4 o in 2.

115. Stesso esercizio: il giocatore di zona 3 alza per la 4 e la 2 che palleggiano verso la zona 6 che effettuer un
appoggio in bagher frontale; ogni atleta dopo ogni fondamentale cambier posizione seguendo la direzione della
palla.

116. Variante dellesercizio n 114 con laggiunta dellattaccante.

Esercizi di precisione per il bagher di ricezione

Alcuni degli esercizi per il palleggio possono essere ripetuti anche per il bagher.
117. Ricezione di una palla lanciata dal campo avversario da circa m 3; la palla dovrebbe essere indirizzata in
zona 3 (esempio su un materassino).

118. Lo stesso esercizio pu avere tante varianti date sia dalla zona dove dovr essere effettuato il bagher, sia
dalla distanza e dal modo in cui verr lanciata la palla proveniente dal campo opposto (lancio o servizio).

Questi esercizi possono essere svolti sotto forma di gara dividendo gli atleti in due gruppi che
dovranno colpire, in un tempo limite il maggior numero di bersagli.
Su questo tipo di esercitazioni possono essere poi inseriti man mano gli altri fondamentali (alzata attacco,
ecc.), sino ad arrivare alle esercitazioni di gioco.
124 MINIVOLLEY
MINIVOLLEY 125
126 MINIVOLLEY

Capitolo 9

I tests motori e le schede di osservazione


MINIVOLLEY 127
128 MINIVOLLEY

9.1 La valutazione
La valutazione viene considerata una fase fondamentale del processo di apprendimento. Pertanto sar
utile vedere come e in quale fase della nostra programmazione necessario lutilizzo dei vari sistemi di
valutazione. Allinterno del nostro programma di lavoro annuale si individuano principalmente tre diverse forme
valutative:

Ingresso Formativa Finale

La valutazione dingresso si utilizza per lanalisi del livello di partenza dei nostri atleti/e assumendo,
quindi, un carattere essenzialmente diagnostico. La valutazione finale, invece, ci consente di attestare il livello
raggiunto dai nostri allievi al termine del ciclo di lavoro (stagione sportiva). Particolare importanza deve essere
data alla valutazione formativa, in quanto costituisce, per lallievo, se opportunamente condotta dallistruttore,
un momento di crescita sul piano affettivo e cognitivo: infatti attraverso lintervento mirato dellistruttore (la
correzione) che lallievo riceve le informazioni per migliorare e accrescere gli apprendimenti.

9.2 I tests
Nella fase di analisi e quindi di rilevazione del livello di partenza dei nostri allievi si utilizzano,
solitamente, degli indicatori che ci danno informazioni sulla loro condizione fisica. Questi indicatori, definiti
tests, devono essere in grado di sondare le capacit motorie dei nostri atleti.
Gli indicatori, che listruttore sceglie e utilizza principalmente in ingresso e uscita,
devono avere delle caratteristiche tali che consentano di fornirci valide indicazioni sul livello
delle capacit motorie, ovvero sugli obiettivi generali della programmazione. Per quanto
riguarda i tests per la misurazione delle capacit coordinative, rimandiamo la trattazione al
paragrafo 9.4 dove si descriver lutilizzo delle schede di osservazione.
Un riferimento particolare, invece, si deve fare per quanto riguarda la misurazione delle capacit
condizionali: sono presenti nella letteratura numerose proposte che facilitano la scelta dei tests pi idonei alle
nostre esigenze (vedi bibliografia). I tests che vengono selezionati devono essere comunque opportunamente
standardizzati e di facile attuazione. Infatti, molti tests, se pure interessanti dal punto di vista motorio, non si
prestano allutilizzo nei nostri centri, in quanto richiedono procedure valutative complesse e tempi di
somministrazione troppo elevati. Un altro aspetto importante da considerare , infatti, quello del tempo di
somministrazione dei tests, che non deve andare a discapito del tempo utilizzato per lattivit didattica. E bene
quindi inserire, volta per volta i tests allinterno dei nostri piani di lavoro, cercando di creare un clima
favorevole, in maniera tale che lallievo non senta il peso del giudizio dellistruttore.
Viene riportata, nella tabella 2 alla pagina seguente, una batteria di tests e di seguito una scheda di
registrazione che, se opportunamente utilizzate sono in grado di focalizzare subito il livello delle capacit
condizionali (espressione della forza). Questi, infatti, ripetuti al termine del ciclo di lavoro annuale, ci
consentono di attestare i risultati raggiunti e costituiscono un valido contributo in fase di programmazione per la
successiva stagione.
Le tabelle percentili riferite alle fasce det 10/11 anni (per le fasce superiori possono essere
opportunamente adattate) sono disponibili nella letteratura sportiva (vedi bibliografia).
MINIVOLLEY 129

Test Capacit indagata Modalit di somministrazione


1 Corsa veloce di 30 metri Espressione veloce della forza Corsa alla massima velocit, partenza in
degli arti inferiori. posizione eretta, un piede davanti allaltro.
Lallievo parte senza segnale quando
pronto. Si eseguono 2 prove distanziate a
sufficiente intervallo.
2 Lancio, da seduto, del Espressione veloce della forza Seduto con il tronco appoggiato allo
pallone da basket in degli arti superiori. schienale, lanciare un pallone da basket, con
avanti. due mani dal petto in avanti senza staccare
le spalle dallo schienale, il pi lontano
possibile (3 lanci).
3 Lancio, da seduto, del Differenziazione. Stesso del numero 2 dosando limpegno
pallone da basket in muscolare nel tentativo di raggiungere il
avanti, al 50 %. 50% della misura massimale (3 lanci).
4 Circonduzione delle Mobilit articolare del cingolo In posizione eretta, impugnata la bacchetta
braccia con bacchetta. scapolo omerale. (graduata ogni cm.) alle estremit, con le
braccia tese avanti basso, si effettua una
circonduzione per lasse passante per le
spalle fino a toccare il corpo posteriormente
con la bacchetta per poi ritornare alla
posizione di partenza senza piegare le
braccia (3 prove successive avvicinando di
volta in volta limpugnatura).
5 Flesso - estensione rapida Forza rapida degli arti In piedi, con le gambe leggermente
delle braccia con superiori. divaricate, si tiene la bacchetta allaltezza
bacchetta. delle spalle con presa palmare prona pari
alla larghezza delle spalle e braccia piegate
al petto; spingere in avanti fino a distendere
completamente le braccia e ritornare nella
posizione di partenza. Rilevare il tempo per
eseguire 20 movimenti di andata e ritorno (2
prove).
6 Salto in lungo da fermo. Forza veloce arti inferiori. Prova di salto in lungo effettuata con una
spinta iniziale con piedi leggermente
divaricati con la punta dietro la linea, e con
slancio delle braccia in avanti - alto. Si
misura in centimetri la distanza raggiunta (2
prove).
7 Salto in alto dalla mezza Espressione veloce degli arti Dalla posizione di SQUAT (ginocchia a
accosciata. inferiori. 90), con il busto eretto, si effettua un salto
verso lalto segnando con la mano
impolverata di gesso una tavoletta graduata
posta ad una certa altezza (3 prove).
8 Salto in alto con contro Espressione veloce degli arti A partire dalla posizione eretta con mani
movimento. inferiori. allaltezza della fronte si effettua un salto in
alto dopo aver piegato le gambe
(contromovimento) con movimento rapido.
Evitare la flessione del busto. Stessa
misurazione del test precedente (3 prove).
9 Flessione massima del Estendibilit Seduto a terra con le gambe distese ed i
busto. della muscolatura piedi scalzi completamente aderenti al piano
ischio crurale. verticale di un banchetto, flettere molto
lentamente il busto con le mani tese in
avanti e, passando sopra una lamina
graduata, tenere la massima flessione per 3
secondi (2 prove).
Tabella 2 - Tests utili per la valutazione dingresso e finale
130 MINIVOLLEY

Per la registrazione dei dati ricavati dalla somministrazione dei test, si consiglia
lutilizzo di una scheda dove sono riportati, con precisione, i seguenti dati: anagrafici,
antropometrici, anno di prima iscrizione alla societ, anno agonistico di riferimento, risultati
dei test in ingresso e uscita (riportiamo nelle pagine successive una proposta di scheda che
potr essere utilizzata dallistruttore).

9.3 Misurazioni antropometriche


Peso: da rilevare preferibilmente al mattino su di una bilancia medica, il soggetto deve indossare solo maglietta e
pantaloncini da gioco.
Altezza: laltezza al vertex va rilevata con il soggetto senza calzature in posizione eretta e per mezzo di un
altimetro. In mancanza di questo si possono usare squadra e metro.
Reach: si misura il punto pi alto che il soggetto, in stazione eretta e faccia contro il muro, pu raggiungere con
le braccia tese in alto (senza indossare le scarpe e mantenendo i talloni a terra).
Lunghezza busto: lallievo seduto su una panca con la schiena appoggiata al muro. Si misura la lunghezza dal
capo (vertex) al piano della panca.

9.4 Le schede di osservazione


Come visto precedentemente lutilizzo dei tests utile per la misurazione del livello delle capacit
condizionali dei nostri allievi, mentre la rilevazione delle capacit coordinative, vista la mancanza di test di
facile utilizzo, risulta, per listruttore giovanile, un problema da non sottovalutare. Constatato che la
programmazione nelle fasce det 6-12 anni centrata principalmente sul miglioramento della coordinazione
tramite lapprendimento degli schemi motori con le sue varianti, diventa importante trovare strumenti utili per il
controllo e la registrazione degli apprendimenti. Tale controllo si effettua principalmente nella fase della
valutazione formativa, o di progresso, che deve dare allistruttore le informazioni sul grado di trasformazione
degli schemi motori proposti ai nostri atleti, in abilit motorie.
Infatti le capacit motorie costituiscono i presupposti fondamentali del movimento (obiettivi generali);
necessario, per, che listruttore sia in grado di tradurre lesito dellintervento didattico in dati rilevabili. Gli
obiettivi specifici della programmazione devono essere, quindi, chiaramente rilevabili in quanto rappresentano
lintento dellistruttore.
Mager diede una risposta concreta indicando le caratteristiche che devono avere gli obiettivi operativi.
Tali obiettivi devono rispondere ai seguenti quesiti:
Che cosa dovrebbe essere in grado di fare lallievo?
In quali condizioni volete che sia in grado di farlo?
Come dovr essere fatto?
Richiediamo cio ai nostri allievi una performance e poniamo lobiettivo operativo, ossia ci che
riteniamo debba essere in grado di fare lallievo. Determiniamo, quindi, le condizioni e cio le situazioni nelle
quali vogliamo che la performance si realizzi.
Stabilito quindi lobiettivo operativo (ci che lallievo deve essere in grado di fare), le condizioni (le
situazioni nella quale vogliamo che si realizzi) e strutturati i criteri (limiti oggettivi entro i quali la risposta
dellallievo sia considerata idonea), siamo in grado di intervenire per correggere, per perfezionare o colmare dei
ritardi di apprendimento.
Tale modo di operare ci permette, inoltre, di poter registrare su schede opportunamente predisposte, le
risposte motorie dei nostri allievi.
I dati che si rilevano dalle osservazioni mettono listruttore in condizione di intervenire
opportunamente, con interventi didattici che aiutano lallievo a superare le eventuali difficolt riscontrate.
Proponiamo a tal scopo alcune schede per la valutazione degli schemi motori (Marcello F; Masia P.;
Ligas P.; Fanni R. Manuale di attivit motoria integrale per la scuola elementare 1997), che possono essere
adattate alle varie esigenze e orientate agli apprendimenti richiesti nelle singole programmazioni. Riportiamo,
come esempio, la scheda per la valutazione degli schemi motori presenti nel percorso Il muro, del programma
di gara della categoria Topolini, e una scheda da compilare, che potr essere utilizzata dallistruttore, sulla base
dei contenuti presenti nelle altre proposte o di altri obiettivi eventualmente formulati dallistruttore.
In una fase pi avanzata del processo di formazione si utilizzeranno delle griglie
operative pi dettagliate, relative a combinazioni tecniche quali palleggio, bagher, battuta,
attacco e muro.
Le griglie che vi proponiamo consentono una valutazione analitica delle diverse fasi
dellabilit tecnica, espressa in termini qualitativi e in rapporto ai progressi
MINIVOLLEY 131

nellapprendimento dellabilit da valutare. Possiamo vedere, inoltre, come lutilizzo di una


semplice simbologia per la registrazione degli apprendimenti (presente in entrambi i tipi di
schede), ci consenta di avere una chiara visione sul comportamento motorio degli allievi.
Queste schede potranno essere utilizzate dallistruttore durante la lezione, al termine della lezione o
durante lattivit di gara.
132 MINIVOLLEY

Scheda di registrazione dati

Societ sportiva o scuola

________________________________

Cognome ________________________ Foto

Nome ___________________________

Data di nascita ____________________

Anno di prima iscrizione ____________


MINIVOLLEY 133

Anno agonistico

Ing. Usc. Ing. Usc. Ing. Usc. Ing. Usc.


Data rilevazione
Peso
Altezza
Reach
Lunghezza busto

Ing. Usc. Ing. Usc. Ing. Usc. Ing. Usc.


Corsa veloce 30 metri

Lancio, da seduto, del


pallone da basket in
avanti
Lancio, da seduto, del
pallone da basket in
avanti, al 50%
Circonduzione delle
braccia con bacchetta

Flesso estensione
rapida delle braccia con
bacchetta
Salto in lungo da fermo

Salto in alto dalla mezza


accosciata

Salto in alto con contro


movimento

Flessione massima del


busto
134 MINIVOLLEY

Scheda di osservazione e valutazione schemi motori

Data Istruttore Prova N osservazione


Il Muro

N ALLIEVI Capovolta Rullata sul Spostamenti Saltare a Correre


avanti dorso laterali piedi uniti indietro
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20

Simboli da utilizzare per la valutazione : 2+ Riesce bene (Ottimo)


+Riesce (Buono)
*Trova difficolt (Sufficiente)
- Non riesce (Non sufficiente)
MINIVOLLEY 135

Scheda di osservazione e valutazione schemi motori

Data Istruttore Prova N osservazione

N ALLIEVI

1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20

Simboli da utilizzare per la valutazione : 2+ Riesce bene (Ottimo)


+Riesce (Buono)
*Trova difficolt (Sufficiente)
- Non riesce (Non sufficiente)
136 MINIVOLLEY

Griglia di osservazione per la tecnica del Palleggio

Data Istruttore Atleta N osservazione

Fasi del movimento Variabili osservate Successione prove


1 2 3 4 5
Posizionamento arti inferiori
arti superiori
posizione mani
posizione busto

Contatto con la palla posizione braccia
posizione gomiti
posizione palla
contatto della palla con i
polpastrelli
sincronia estensione arti
superiori/arti inferiori



Criteri: 1 = Pessimo; 2 = Insufficiente; 3 = Accettabile; 4 = Buono; 5 = Ottimo


MINIVOLLEY 137

Griglia di osservazione per la tecnica del Bagher

Data Istruttore Atleta N osservazione

Fasi del movimento Variabili osservate Successione prove


1 2 3 4 5
Posizionamento arti inferiori
arti superiori
posizione busto

Contatto con la palla posizione braccia
contatto della palla con
lavambraccio
estensione arti inferiori




Criteri: 1 = Pessimo; 2 = Insufficiente; 3 = Accettabile; 4 = Buono; 5 = Ottimo


138 MINIVOLLEY

Griglia di osservazione per la tecnica dellAttacco

Data Istruttore Atleta N osservazione

Fasi del movimento Variabili osservate Successione prove


1 2 3 4 5
Rincorsa ritmo
frequenza progressiva
velocit di stacco
caricamento

Stacco sincronia
posizione piedi
elevazione arti superiori

Colpo sulla palla posizione arto
posizione mano
superficie di contatto mano
movimento braccio dopo il
colpo

Ricaduta appoggio contemporaneo
equilibrio

Criteri: 1 = Pessimo; 2 = Insufficiente; 3 = Accettabile; 4 = Buono; 5 = Ottimo


MINIVOLLEY 139

Griglia di osservazione per la tecnica del Muro

Data Istruttore Atleta N osservazione

Fasi del movimento Variabili osservate Successione prove


1 2 3 4 5
Piazzamento rispetto allavversario
posizione piedi
posizione arti superiori

Stacco e elevazione arti superiori distesi
posizione mani
posizione spalle
salto verticale
tempo di salto

Impatto con la palla posizione mani
chiusura polso

Ricaduta su entrambi i piedi
equilibrio

Criteri: 1 = Pessimo; 2 = Insufficiente; 3 = Accettabile; 4 = Buono; 5 = Ottimo


140 MINIVOLLEY

Griglia di osservazione per la tecnica della Battuta

Data Istruttore Atleta N osservazione

Fasi del movimento Variabili osservate Successione prove


1 2 3 4 5
Posizionamento posizione piedi
posizione busto
posizione arto che tiene la palla
posizione arto che colpisce la
palla

Colpo sulla palla posizione mano
piegamento arti inferiori


Criteri: 1 = Pessimo; 2 = Insufficiente; 3 = Accettabile; 4 = Buono; 5 = Ottimo


MINIVOLLEY 141

Capitolo 10

La figura dellarbitro giovanile


142 MINIVOLLEY
MINIVOLLEY 143

10.1 Larbitro giovanile


Larbitro da ritenersi una delle figure fondamentali del nostro sport. Riuscire ad indirizzare i giovani
atleti verso questo importante compito da considerarsi un dovere da parte delle Societ. E consigliabile far
fare esperienza di arbitraggio agli atleti sin dal Minivolley: per essi basilare inserire nella programmazione del
lavoro dei momenti nei quali si parli di regole, falli, gesti arbitrali, ecc.. Per esempio, sarebbe opportuno che, in
occasione delle partitelle allinterno del gruppo squadra, a rotazione gli atleti svolgessero il ruolo di arbitro e di
segnapunti.
E risaputo, infatti, che latleta evoluto che abbia avuto esperienza di arbitraggio a livello giovanile,
accetta con maggiore serenit il giudizio dellarbitro. Ma soprattutto si d in questo modo la possibilit ai
giovani di appassionarsi a questo compito, che, spesso, viene considerato secondario.

Larbitro di Minivolley:
dovr aver compiuto 14 anni;
dovr partecipare al corso di formazione organizzato dalla FIPAV - C.P. Cagliari , al termine del quale verr
rilasciato un tesserino;
dovr partecipare ad eventuali aggiornamenti;
potr arbitrare tutte le gare federali di Minivolley, i campionati Allievi/e e le qualificazioni provinciali dei
Giochi della Giovent (Scuole Elementari e Medie);
dopo aver compiuto 16 anni, potr iniziare la carriera di arbitro Federale, partecipando al corso per Allievo
Arbitro indetto da questo Comitato Provinciale FIPAV.
144 MINIVOLLEY
MINIVOLLEY 145

Appendice 1

Modulistica
146 MINIVOLLEY
MINIVOLLEY 147

modulo 1
Federazione Italiana Pallavolo
Comitato Provinciale di Cagliari

Modulo discrizione attivit Minivolley ____ / ____


Denominazione societ ________________________________________________________

Numero codice Fipav _______________

Per le societ che hanno il Centro di Avviamento allo Sport : n cod. ________________

Numero di telefono del responsabile del settore giovanile (obbligatorio)

Sig. _________________________________________ Telefono ______________________

Ubicazione campo gara ________________________________________________________

scuola palestra campo aperto

Numero di campi di Minivolley disponibili per lattivit __________

Misura spazio utile per svolgere lattivit _____________________

Disponibilit per organizzare concentramenti doppi (6 squadre) SI NO

Orario prescelto per le gare interne (Domenica o giorni festivi) ________________________

Disponibilit infrasettimanale campo per incontri di recupero (obbligatorio):

Giorno ____________ Ora _______ (si consiglia la fascia oraria dopo le 18.00)

Scrivere nel riquadro il numero di squadre che sintende far partecipare allattivit, considerando che due
squadre potranno essere inserite nello stesso girone, concentramenti doppi, leventuale terza squadra verr
inserita in un altro girone.
numero squadre nominativo arbitro (obbligatorio) e indirizzo
Attivit 1 ciclo
(6, 7, 8 anni)
Torneo Topolini
Attivit 1 livello Minivolley
(8, 9, 10 anni)
Torneo Leprotti
Attivit 2 livello Minivolley
(11, 12 anni)
Torneo Canguri Femminile
Attivit 2 livello Minivolley
(11, 12 anni)
Torneo Canguri Maschile

_________________________ Timbro ________________________


Tecnico Responsabile Settore Giov. Presidente
148 MINIVOLLEY

modulo 2a
FIPAV - C.P. CAGLIARI
ATTIVIT MINIVOLLEY

REFERTO GARA
TOPOLINI
GIRONE ____ CONC. N _____ DEL _________ SVOLTO A __________________

SQUADRA DENOMINAZIONE
A
B
C
a
1 PROVA SQUADRA pt. SQUADRA pt. PUNTI PROVA
A: B:
A: C:
Percorsi B: C:

a
2 PROVA SQUADRA pt. SQUADRA pt. PUNTI PROVA
A: B:
A: C:
Percorsi B: C:

a
3 PROVA SQUADRA pt. SQUADRA pt. PUNTI PROVA
A: B:
A: C:
G. di movimento B: C:

a
4 PROVA SQUADRA pt. SQUADRA pt. PUNTI PROVA
A: B:
A: C:
G. semplificati B: C:

RISULTATO FINALE Firme


squadra denominazione tot. punti tecnico arbitro

A
B
C
MINIVOLLEY 149

modulo 2b
FIPAV - C.P. CAGLIARI
ATTIVIT MINIVOLLEY

REFERTO GARA
LEPROTTI
GIRONE ____ CONC. N _____ DEL _________ SVOLTO A __________________

SQUADRA DENOMINAZIONE
A
B
C
a
1 PROVA SQUADRA pt. SQUADRA pt. PUNTI PROVA
A: B:
G. presportivi o A: C:
G. semplificati B: C:

a
2 PROVA SQUADRA pt. SQUADRA pt. PUNTI PROVA
A: B:
A: C:
Prove multiple B: C:

a
3 PROVA SQUADRA SQUADRA PUNTI PROVA
A: B:
Minivolley A: C:
B: C:

RISULTATO FINALE Firme


Squadra denominazione tot. punti tecnico arbitro

A
B
C
150 MINIVOLLEY

modulo 2c
FIPAV - C.P. CAGLIARI
ATTIVIT MINIVOLLEY

REFERTO GARA
CANGURI

GIRONE ____ CONC. N _____ DEL _________ SVOLTO A __________________

SQUADRA DENOMINAZIONE
A
B
C

PARTITA SQUADRA SQUADRA PUNTI


A: B:
MINIVOLLEY A: C:
B: C:

RISULTATO FINALE Firme


squadra denominazione tot. punti tecnico arbitro

A
B
C
MINIVOLLEY 151

modulo 3a
FIPAV - C.P. CAGLIARI
ATTIVIT MINIVOLLEY

Referto Partita di Minivolley

LEPROTTI

GARA N 1 -- SQUADRA A: - SQUADRA B:


A: B:
1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 risultato 1 set
1 set 6 7 8 9 10 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 11 12 13 14 15 A -B
B: A:
1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 risultato 2 set
2 set 6 7 8 9 10 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 11 12 13 14 15 B -A
RISULTATO FINALE: A -B

GARA N 2 -- SQUADRA A: - SQUADRA C:


A: C:
1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 risultato 1 set
1 set 6 7 8 9 10 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 11 12 13 14 15 A -C
C: A:
1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 risultato 2 set
2 set 6 7 8 9 10 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 11 12 13 14 15 C -A
RISULTATO FINALE: A -C

GARA N 3 -- SQUADRA B: - SQUADRA C:


B: C:
1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 risultato 1 set
1 set 6 7 8 9 10 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 11 12 13 14 15 B -C
C: B:
1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 risultato 2 set
2 set 6 7 8 9 10 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 11 12 13 14 15 C -B
RISULTATO FINALE: B -C
152 MINIVOLLEY

modulo 3b
FIPAV - C.P. CAGLIARI
ATTIVIT MINIVOLLEY
Referto Partita di Minivolley
CANGURI
GARA N 1 -- SQUADRA A: - SQUADRA B:
A: B:
1 2 3 4 5 6 7 1 2 3 4 5 6 7 risultato 1 set
1 set 8 9 10 11 12 13 14 8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21 15 16 17 18 19 20 21 A -B
B: A:
1 2 3 4 5 6 7 1 2 3 4 5 6 7 risultato 2 set
2 set 8 9 10 11 12 13 14 8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21 15 16 17 18 19 20 21 B -A
__: __:
1 2 3 4 5 6 7 1 2 3 4 5 6 7 risultato 3 set
3 set 8 9 10 11 12 13 14 8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21 15 16 17 18 19 20 21 -
RISULTATO FINALE: A -B

GARA N 2 -- SQUADRA A: - SQUADRA C:


A: C:
1 2 3 4 5 6 7 1 2 3 4 5 6 7 risultato 1 set
1 set 8 9 10 11 12 13 14 8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21 15 16 17 18 19 20 21 A -C
C: A:
1 2 3 4 5 6 7 1 2 3 4 5 6 7 risultato 2 set
2 set 8 9 10 11 12 13 14 8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21 15 16 17 18 19 20 21 C -A
__: __:
1 2 3 4 5 6 7 1 2 3 4 5 6 7 risultato 3 set
3 set 8 9 10 11 12 13 14 8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21 15 16 17 18 19 20 21 -
RISULTATO FINALE: A -C

GARA N 3 -- SQUADRA B: - SQUADRA C:


B: C:
1 2 3 4 5 6 7 1 2 3 4 5 6 7 risultato 1 set
1 set 8 9 10 11 12 13 14 8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21 15 16 17 18 19 20 21 B -C
C: B:
1 2 3 4 5 6 7 1 2 3 4 5 6 7 risultato 2 set
2 set 8 9 10 11 12 13 14 8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21 15 16 17 18 19 20 21 C -B
__: __:
1 2 3 4 5 6 7 1 2 3 4 5 6 7 risultato 3 set
3 set 8 9 10 11 12 13 14 8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21 15 16 17 18 19 20 21 -
RISULTATO FINALE: B -C
MINIVOLLEY 153

modulo 4a
FIPAV - C.P. CAGLIARI
ATTIVIT MINIVOLLEY

Elenco Atleti
Categoria Topolini

Denominazione Societ Numero codice FIPAV Numero Codice C.A.S.

Girone _____Concentramento n___ del _________ svolto a: _______________

Numero Cognome e Nome Data di nascita

_______________________ ________________________
Tecnico Dirigente accompagnatore
154 MINIVOLLEY

modulo 4b
FIPAV - C.P. CAGLIARI
ATTIVIT MINIVOLLEY

Elenco Atleti
Categoria Leprotti

Denominazione Societ Numero codice FIPAV Numero Codice C.A.S.

Girone _____Concentramento n___ del _________ svolto a: _______________

Numero Cognome e Nome Data di nascita

_______________________ ________________________
Tecnico Dirigente accompagnatore
MINIVOLLEY 155

modulo 4c
FIPAV - C.P. CAGLIARI
ATTIVIT MINIVOLLEY

Elenco Atleti
Categoria Canguri
MASCHILE FEMMINILE
Denominazione Societ Numero codice FIPAV Numero Codice C.A.S.

Girone _____Concentramento n___ del _________ svolto a: _______________

Numero Cognome e Nome Data di nascita

_______________________ ________________________
Tecnico Dirigente accompagnatore
156 MINIVOLLEY

Autocertificazione sostitutiva del documento didentit Atleti modulo 5

Dati identificativi dellatleta

Il sottoscritto presidente
a nome della societ
Fotografia

Obbligatoria
dichiara che latleta cui si
riferisce la presente
dichiarazione, in regola
con le norme FIPAV e
pertanto pu partecipare
allattivit Minivolley

Cognome Data ______________________

Nome Firma del Presidente


Autocertificazione
Si conferma che la fotografia e
Data di nascita i dati anagrafici sono esatti

Firma dellatleta Firma di un genitore

Dati identificativi dellatleta

Il sottoscritto presidente
a nome della societ
Fotografia

Obbligatoria
dichiara che latleta cui si
riferisce la presente
dichiarazione, in regola
con le norme FIPAV e
pertanto pu partecipare
allattivit Minivolley

Cognome Data ______________________

Nome Firma del Presidente


Autocertificazione
Si conferma che la fotografia e
Data di nascita i dati anagrafici sono esatti

Firma dellatleta Firma di un genitore


modulo 6
FIPAV - C.P. CAGLIARI
ATTIVIT MINIVOLLEY
MINIVOLLEY 157

Richiesta spostamento incontro

La Societ sportiva____________________________________________________________

Chiede per il concentramento n______ Girone______ Categoria_______________________

dellattivit di Minivolley gi fissato per il__________________ alle ore_________________

lo spostamento campo ___________________________________________________

lo spostamento orario (stesso campo) _______________________________________

lo spostamento al _________________________________ alle ore_______________

campo _______________________________________________________________

La presente richiesta motivata da:_______________________________________________

___________________________________________________________________________

___________________________________________________________________________

Si dichiara, sotto la propria responsabilit, di aver preso accordi con le altre due Societ del
Concentramento e di aver ottenuto parere favorevole alla variazione.

Localit_________________________ Data____________________

Firma del Presidente Timbro Societ

___________________________
158 MINIVOLLEY
MINIVOLLEY 159

Appendice 2

Associazione Sportiva Scolastica


Esempio di Statuto
160 MINIVOLLEY
MINIVOLLEY 161

Esempio di Statuto
Natura e Scopi dellAssociazione

Articolo 1

Presso lIstituto .................... costituita lAssociazione Scolastica Sportiva con lobiettivo di promuovere ed
esercitare lattivit motoria presportiva e sportiva, onde favorire lintegrazione, la partecipazione sociale,
lelevazione morale e il benessere psicofisico dei giovani.
LA.S.S. una libera associazione apartitica e senza fini di lucro, di persone che intendono vivere insieme
lesperienza sportiva nella Scuola come momento di formazione umana, per un concreto impegno sociale.
LA.S.S. contribuisce ad arricchire la proposta formativa della Scuola e fa parte integrante del P.E.I.

Articolo 2

LA.S.S. composta da:


soci ordinari
soci sostenitori
soci benemeriti
Ladesione libera e volontaria. Tutti i soci hanno pari diritti e doveri.
Sono soci ordinari coloro che versano la quota sociale annua fissata dal Consiglio Direttivo.
Sono soci sostenitori coloro che versano un contributo straordinario.
Sono soci benemeriti coloro che su proposta da Consiglio Direttivo, vengono individuati come tali
dallAssemblea per particolari benemerenze verso lAssociazione.

Articolo 3

Possono essere soci:


gli studenti dellIstituto o Scuola;
il personale direttivo, docente e non docente;
i genitori degli studenti o altre figure parentali attestabili;
gli ex alunni.
Articolo 4

Il socio acquisisce tale diritto dal giorno del versamento della quota sociale fino alla scadenza annuale.

Articolo 5

I soci hanno diritto a partecipare alla vita dellAssociazione e godono dellelettorato attivo e passivo.

Articolo 6

I soci sono tenuti a:


1. osservare le norme dello Statuto nonch i regolamenti e le disposizioni che vengono emanate
dallAssemblea e dal Consiglio Direttivo;
2. assolvere il pagamento, alla scadenza, della quota sociale.
Articolo 7

Il socio perde tale qualifica per indegnit, per morosit e inosservanza grave del presente Statuto. Le decisioni
sono di competenza del Consiglio Direttivo.

Assemblea Generale

Articolo 8

LAssemblea dei soci si riunisce due volte lanno, entro sessanta giorni dallinizio dellanno scolastico ed entro il
mese di aprile. In via straordinaria si riunisce tutte le volte che il Presidente lo ritiene necessario. LAssemblea
dovr essere obbligatoriamente convocata quando lo richiede almeno 1/3 dei soci o la met pi uno dei
componenti il Consiglio Direttivo.
162 MINIVOLLEY

Articolo 9

Le assemblee non sono valide, in prima convocazione, se non sono presenti o rappresentati la met pi uno dei
soci. LAssemblea valida, in seconda convocazione, qualunque sia il numero degli intervenuti.
Ogni socio pu farsi rappresentare in assemblea da altro socio con regolare delega. E ammessa una sola delega
per socio.

Articolo 10

Le Assemblee convocate per le modifiche di Statuto richiedono la presenza personale o per delega di almeno 2/3
di soci.

Articolo 11

Le deliberazioni sono prese a maggioranza semplice. Il voto si esprime per alzata di mano o per scrutinio
segreto. La votazione a scrutinio segreto obbligatoria per lelezione del Consiglio Direttivo o per decisioni che
riguardino questioni personali.

Presidente dellAssociazione e Consiglio Direttivo

Articolo 12

Il Consiglio Direttivo composto :


dal Presidente
da 6 Consiglieri
Il Presidente ed i Consiglieri sono eletti dallAssemblea dei soci a maggioranza semplice con votazione a
scrutinio segreto. Inoltre sono componenti di diritto del Consiglio Direttivo : il Capo dIstituto, un Docente1
designato dal Collegio dei Docenti, un genitore e uno studente designati dai rispettivi Comitati.
Il Consiglio Direttivo deve essere composto per almeno il 50 % da studenti negli istituti di Istruzione Secondaria
di secondo grado o da genitori se si tratta di Scuola Media o Scuola Elementare.

Articolo 13

Entro 15 giorni dalla sua elezione il Consiglio Direttivo elegger al suo interno il Vice Presidente, il Segretario,
il Tesoriere.

Articolo 14

Il Consiglio Direttivo rimane in carica tre anni.

Articolo 15

Il Presidente rappresenta lAssociazione, convoca lAssemblea dei soci, il Consiglio Direttivo e il Dirigente
scolastico, coordina le varie attivit associative e adotta provvedimenti durgenza, salvo ratifica del Consiglio
Direttivo.

Articolo 16

In caso di assenza o di impedimento temporaneo del Presidente ne assume le funzioni il Vice Presidente.

Segretario e Tesoriere

Articolo 17

Il Segretario responsabile della tenuta dellelenco dei soci, della stesura dei verbali delle assemblee e delle
sedute del Consiglio Direttivo, della custodia e conservazione degli atti di archivio.

Articolo 18

1
Preferibilmente di Educazione Fisica o di Educazione Motoria.
MINIVOLLEY 163

Il Tesoriere responsabile della cassa sociale, della tenuta dei registri e degli atti contabili, della riscossione
delle quote di iscrizione.

Autonomia finanziaria

Articolo 19

In attesa del riconoscimento dellautonomia scolastica alle singole istituzioni scolastiche, la materia di cui alle
considerazioni che seguono dovr essere definita e articolata.
1. Lassociazione dovr godere di autonomia finanziaria sempre per nellambito della gestione globale
dellIstituto e nel rispetto dei criteri che costituiscono il PEI.
2. Per la realizzazione delle proprie finalit lAssociazione fruisce delle seguenti risorse:
contributo iniziale dellIstituto;
quote associative;
erogazioni di provenienza esterna alla Scuola;
finanziamenti per partecipazione a progetti specifici;
donazioni, benefici e sponsorizzazioni.
3. Il Consiglio Direttivo predispone il bilancio di previsione e il conto consuntivo della gestione finanziaria
annuale e li propone per lapprovazione allAssemblea.
4. LAssemblea elegge il Collegio dei Sindaci ed il Collegio dei Revisori dei Conti composti da 3 membri. Al
Collegio compete il controllo della gestione finanziaria dellAssociazione. Lapprovazione del bilancio
dovr essere comunque ratificato dal rispettivo organo di controllo dIstituto (per memoria: tra gli organi
costituenti dellAssociazione dovr figurare il Collegio dei Revisori dei Conti).

Autonomia Organizzativa
1. Lattivit dellAssociazione pu essere organizzata per sezioni o per progetti.
2. Nellambito di consorzi fra Scuole potranno essere previsti accordi per la partecipazione dellAssociazione a
progetti con altre Scuole o ad attivit coordinate a livello locale o centrale.
3. Dovranno essere previste apposite forme di tutela assicurative connesse specificamente al tipo di attivit
previste dallAssociazione.

Durata dellAssociazione

La durata dellAssociazione illimitata.


Leventuale scioglimento deve essere deliberato da unapposita Assemblea dei soci che deliberano a
maggioranza assoluta.
In caso di scioglimento i beni di propriet dellAssociazione vengono acquisiti dallIstituto.
164 MINIVOLLEY

Appendice 3

FIPAV

Comitato Provinciale Cagliari


Organico
MINIVOLLEY 165
166 MINIVOLLEY

FEDERAZIONE ITALIANA PALLAVOLO

COMITATO PROVINCIALE DI CAGLIARI

Presidente Atzeni Carmelo

Vice Presidente Meli Giuseppe

Consiglieri Palmas Marco Referente Commissione Provinciale Gare


Noli Luca Referente Settore Giovanile e Mass Media
Etzi Tiziano Referente Campionati
Meletti G.Luca Referente Beach Volley

Segretario Cao Enrico

Fiduciario Allenatori Onnis Igor


Fiduciario Arbitri Cherchi Renato

Resp. Tecnico Centri Giov. Ligas Paolo


Resp. Scuola - Minivolley Mura Giancarlo
Formatore Scuola Minivolley Ligas Paolo

Staff Tecnico Minivolley Pillitu Greca


Serra Roberto
Mura Giancarlo
Ligas Paolo
Etzi Tiziano
MINIVOLLEY 167
168 MINIVOLLEY

Bibliografia
AA.VV. Alla scoperta del Giocosport della Pallavolo FIPAV
Roma 1992
AA.VV. Il giocosport CONI M.P.I.
Roma 1996
Baache Horst LABC della pallavolo S.S.S. 1975
Barbagallo F. Dal Minivolley alla pallavolo S.S.S.
Barbagallo F. Primi elementi per lavviamento alla pallavolo S.S.S.
scolastica Roma 1984
Bernes M., Montesi B. Guida tecnica CAS Pallavolo CONI-Roma
1991
Bosco C. Una nuova metodologia per la valutazione delle Didattica del
capacit fisiche Movimento
N 79 - 1992
Carbonaro G. La valutazione della prestazione motorio-sportiva S.d.S. anno XII n
Minivolley 28/29
1993
Carbonaro G., Merni F., Manno F., La valutazione nello sport dei giovani S.S.S.
Mussino A., Madella A. Roma 1988
Dalmaso R., Goldoni G., Nicol Minivolley 10 unit didattiche FIPAV
M., De Stradis A. Sett. Scuola
1996
Donati A., Lai G., La valutazione nellavviamento allo sport S.S.S.
Marcello F., Masia P. Roma 1994
Gori M. La grammatica del gioco della pallavolo S.S.S. 1981
Hagerdorn Gunter La Multilateralit in allenamento e in gara Scuola informa
n 28/29-1993
Ligas P. Leducazione Motoria nella scuola elementare e Dispensa- corso
il Minivolley di agg. per
insegnanti Sc.
Elementari
Cagliari 1988
Madella A. La valutazione della tecnica sportiva S.d.S. anno XV n
35
Apr./Giu. 1993
Mager R.F. Come sviluppare latteggiamento ad Giunti
apprendere & Lisciani Ed
1982
MINIVOLLEY 169

Mager R.F., Kenneth M., Beach Jr. Come progettare linsegnamento Giunti
Metodi e mezzi per listruzione professionale & Lisciani Ed
1980
Manno R., Aquili N., Carbonaro G. Evoluzione e sviluppo delle abilit motorie S.d.S. anno XII n
28/29-1993
Marcello F., Masia P. Lavvio precoce alla specializzazione Atleticastudi
1-2/1997
Marcello F., Masia P., Manuale per lattivit motoria integrale per la CONI-MPI Prov.
Ligas P., Fanni R. scuola elementare di CA
1997
Marcello F.,Masia P. La valutazione formativa nellattivit motoria Didattica del
Movimento
N 92/93 - 1995
Masia P. Atti del seminario di studi sulla attivit intercentri Pordenone
Del. CONI
Friuli V.G. 1985
Masia P., Ligas P., Progetto per la classe prima della scuola media CONI
Marcello F. in collaborazione con il Provveditorato agli Studi C.P. Cagliari
di Cagliari (a.s.1988/89 e 1989/90)
Masia P., Ligas P., Progetto Attivit intercentri Centri Olimpia e CONI
Marcello F. C.A.S. (Dal 1987 al 1997) C.P. Cagliari
Masia P., Ligas P., Progetto attivit intercentri dei Centri Giovanili CONI
Marcello F. dal 1987 al 1998 C.P. Cagliari
Masia P., Ligas P., Progetto attivit per il primo anno della scuola CONI
Marcello F. media in collaborazione con il Provveditorato C.P. Cagliari
agli studi di Cagliari a.s. 1988/89 e 1989/90
Meinel Kurt Teoria del movimento S.S.S.
Roma 1984
Pagano B. Elementi Fondamentali di tecnica e didattica S.S.S.
della pallavolo
Palladino L., Imparare la pallavolo giocando S.S.S.
Gradaner M. Roma 1996
Pasqualini G., Guida alla programmazione dellattivit FIPAV Verona-
Donadel P. 1998/1999 - Minivolley 1998
Pieron M. Metodologia dellinsegnamento delleducazione S.S.S.
fisica e dellattivit sportiva Roma 1989
Pittera C., Minocchi P., Scancarello Lalfabeto del movimento Tringale Ed.
G., Vacondio O. Catania 1987
Vol. I; II; III; IV
Pittera C., Violetta D.R. Pallavolo dentro il movimento Tringale Editore
Torino 1982
Vertecchi B. Valutazione formativa Torino- 1977
Loescher

Leggi, Circolari CONI, Circolari FIPAV, Circolari Ministero


Pubblica Istruzione

Circ. CONI Linee attuattive del Protocollo dIntesa CONI-MPI 01/08/1997


170 MINIVOLLEY

:Progetto Sport a scuola


Circ. CONI Progetto operativo: Evoluzione dei Centri di Roma 1996
Avviamento allo Sport nellAttivit Sportiva
Giovanile
Circ. CONI Attivit Giovanile ed i Centri di Avviamento allo Roma
Sport 7/11/1997
Circ. FIPAV CAS Centri di Avviamento allo Sport Roma
15/11/1997
Circ. FIPAV - Settore Tecnico organizzativa anno 1997/98 Roma 24/09/97
Scuola Minivolley
Circ. Ministeriale n466 31/07/1997
Circ. Ministeriale n184 - Rapporti di collaborazione scuola extra- 08/09/1997
scuola in materia di attivit sportiva
D.Ministeriale n133 - Attuazione di iniziative integrative e 03/04/1996
complementari delliter formativo comprese le
attivit sportive
FIPAV Guida Pratica 1998/99
MINIVOLLEY 171

Finito si stampare nel mese di Aprile 1999


dalla tipografia Grafiche Serci
Via G. M. Angioy, 7 09038 Serramanna (CA)
Tel. 070/9131019 Fax 070/9131156