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La contesa letteraria fra Lipsia e Zurigo

Il Settecento anche unet doro delle dispute letterarie. Lesempio forse pi celebre la contesa
letteraria fra Gottsched e Bodmer e Breitinger che da Lipsia e Zurigo si allarga ad altri centri e si
concretizza in innumerevoli scritti polemici. Oggetto della contesa il ruolo della fantasia ovvero
del meraviglioso in poesia.
Il risultato lapertura di un nuovo spazio per la letteratura, distinto da quello proprio ad altri
saperi.
Bodmer era stato in Italia nel 1718-1719 allet di venti-ventun anni per imparare la professione di
commerciante. Conosceva benissimo la letteratura italiana dal Muratori, Della perfetta poesia
italiana (1706) alla Gerusalemme liberata (1575) di Torquato Tasso e considerava questultimo il
precursore di Milton. La Gerusalemme liberata e il Paradise Lost (1667) di Milton vengono
individuati come i due modelli per una poesia epica tedesca. Gottsched invece guarda a Corneille,
Racine e Boileau ed ostile a Milton e Shakespeare. Bodmer si oppone allegemonia del
classicismo francese: esalta la naturalezza della parlata alemanna e sottolinea che gli svizzeri, che
hanno conservato molte belle espressioni medievali, pensano liberamente e scrivono con
energia1. Gottsched da parte sua passa ad attaccare la rozzezza della lingua e cultura e perfino del
paesaggio svizzero (collocandosi con la sua ostilit alle montagne in una lunga tradizione). Lo
scontro avviene dunque negli anni Quaranta fra lautorappresentazione della Svizzera e
lautorappresentazione della Sassonia.
I due zurighesi hanno presto dalla loro parte Halle e Berlino. A Berlino vi era infatti una fiorente
colonia svizzera che contava dal 1747 un allievo diretto di Bodmer e Breitinger, Johann Georg
Sulzer (1720-1779), destinato a divenire unautorit in ambito estetico. A Halle dominava il
pietismo e Gottsched considerava il pietismo agli antipodi di una religione razionale, riservando in

Professore di Storia patria, Bodmer aveva alta stima della poesia del Medioevo. Grazie alla sua enorme rete di
corrispondenti diventa artefice indiretto di numerose riscoperte di manoscritti: ripubblica, fra laltro, sia pur
parzialmente, nel 1757 il Canto dei Nibelunghi (Nibelungenlied, XIII secolo) ed editore di una raccolta di
Minnesinger.

genere alla Rivelazione un ruolo secondario: un saggio poteva infatti condurre una vita felice e
virtuosa a prescindere dalla Rivelazione.
Sia gli svizzeri che Gottsched si rifanno al concetto di mondi possibili (Fontenelle). Lo stesso
Wolff scrive Gottsched nella sua Critische Dichtkunst, dove parla della Fabel poetica, ha detto
che un romanzo scritto bene, cio un romanzo che non contiene contraddizioni, da considerare
una storia di un altro mondo (eine Historie aus einer anderen Welt)
In Gottsched per la fantasia (Einbildungskraft) subordinata alla ragione
Gottsched contro la messa in scena di angeli e demoni: il regno della fantasia poetica (cio il
mondo del possibile) deve ubbidire agli stessi principi razionali della realt empirica. Gli svizzeri
invece innalzano la fantasia a organo del poeta.
La loro idea di verosimiglianza poetica segna il distacco dal principio aristotelico di mimesi.
Il poeta il creatore di opere originali. Apportano unenorme novit affermando che il poeta non si
cura di ci che vero razionalmente, das Wahre des Verstandes: gli basta il verosimile, che
vero nella misura in cui i sensi e la fantasia sono autentici.
Sar Bodmer a invitare a Zurigo Klopstock e ad avere come allievi Johann Heinrich Fssli che
dipinge nel 1781 lIncubo e Wieland cui consiglia di tradurre Shakespeare (la traduzione, del 1762,
appare a Zurigo).
Nel 1740 escono contemporaneamente la Critische Dichtkunst di Breitinger (si noti il titolo identico
a quello di Gottsched) e la trattazione critica del meraviglioso di Bodmer: il titolo completo
Critische Abhandlung von dem Wunderbaren in der Poesie und dessen Verbindung mit dem
Wahrscheinlichen (Trattazione critica del meraviglioso nella Poesia e di come esso legato al
verosimile). Qui Bodmer, traduttore del Paradise Lost, difende il poema di John Milton.

Nel capitolo sugli angeli in figura visibile dice che a differenza di quanto fanno gli storici e gli
scienziati, la poesia preferisce sempre prendere la materia dalla sua imitazione dal mondo
possibile piuttosto che da quello presente.
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Importantissime sono anche le sue Critische Betrachtungen ber die poetischen Gemhlde der
Dichter (Considerazioni critiche sulle immagini poetiche dei poeti, del 1741), prefata da Johann
Jacob Breitinger, dove il poeta viene definito creatore, secondo letimologia del termine, poietes:
Al poeta spetta particolarmente, in virt del suo ufficio che quello di essere creatore/poietes, il
tipo di creazione che attua il possibile grazie alla forza della fantasia.