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Alexander Gottlieb Baumgarten

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Alexander Gottlieb Baumgarten

Alexander Gottlieb Baumgarten (Berlino, 17 luglio 1714 – Francoforte sull'Oder, 27


maggio 1762) è stato un filosofo tedesco.

Indice
 1 Vita ed opere
 2 Il pensiero
o 2.1 L'estetica
 3 Bibliografia
o 3.1 Edizioni e traduzioni
o 3.2 Studi
 4 Voci correlate
 5 Altri progetti

Vita ed opere
Fu allievo di Christian Wolff, professore e poi rettore all'Università di Francoforte
sull'Oder. Fortemente influenzato dal pensiero di Leibniz, aderisce alla sua teoria delle
monadi e alla concezione di un'"armonia" cosmica ad opera di Dio.

Le sue opere principali sono: Le Meditazioni filosofiche su argomenti concernenti la poesia


(in latino 1735), Metaphysica (1739), Aesthetica (2 volumi, incompiuta 1750-58), Ethica
philosophica (postuma 1763).
Fu definito da Johann Gottfried Herder l' "Aristotele tedesco" poiché si era interessato a
studi riguardanti il De interpretatione, uno scritto aristotelico inserito dai seguaci di
Aristotele all' interno dell'Organon.

Il pensiero
Il suo pensiero è collegato soprattutto alla filosofia di Leibniz, del quale riprende la teoria
delle monadi e dell'armonia prestabilita, e a quella di Christian Wolff che egli commenterà
e chioserà, chiarendone ogni aspetto. Su Wolff è anche basata la sua Metaphysica, del
1739, un compendio in mille paragrafi che fu adottato come testo per l'insegnamento anche
da Kant.

L'interesse di Baumgarten è soprattutto nei confronti della metafisica, "scienza delle qualità
delle cose, conoscibili senza la fede", che dà la possibilità a tutti di conoscere quegli
argomenti che altrimenti avrebbero bisogno dell'ausilo della fede. Baumgarten stabilì
inoltre che dalla metafisica discendono tutti i saperi che concernono l'uomo: (etica, filosofia
del diritto, filosofia del linguaggio ecc.)

Nella prefazione ad un suo scritto, "Le Meditazioni filosofiche su alcune cose che
riguardano i poemi" del 1735, Baumgarten ci dice di essere stato incaricato dalla sua
università a "trattare il rapporto tra filosofia e poesia".

In questa occasione egli sentì la necessità di definire una teoria della conoscenza che divise
in due parti: la logica che riguarda la conoscenza intellettuale e l'estetica (dal greco
aisthesis, sensazione), termine che egli adottò per primo nella storia della filosofia,
riferendolo alla conoscenza sensibile e alla "teoria del bello e delle arti liberali": ed è
secondo quest'ultimo significato che da Baumgarten in poi il termine fu comunemente
usato.

Come Leibniz ritiene che non ci sia una diversità sostanziale tra senso ed intelletto ma solo
una differenza di chiarezza e distinzione percettiva, anche Baumgarten infatti considera la
conoscenza sensibile oscura e confusa a causa della contingenza dei sensi e quindi di grado
inferiore a quella intellettuale, ma tuttavia essa non è semplicemente un primo grado della
conoscenza subordinato a quella intellettuale, ma ha un proprio valore autonomo poiché, a
differenza di quest'ultima, che verte sull'universale astratto, essa si basa sul particolare
concreto. Egli usa particolari espressioni come "gnoseologia inferiore", ed "arte del
pensare in modo bello" (Estetica, par.1) a proposito dell'estetica che fanno intendere come
il valore del sapere sensibile sia appunto per Baumgarten espresso dalla poesia.

L'estetica
Prima pagina de l'Aesthetica, 1750

La poesia infatti è un "analogo della ragione" ed è connaturata allo spirito umano, come
dimostra la naturale tendenza dell'uomo verso la bellezza sensibile ed artistica. Nell'estetica
il filosofo tedesco include anche la poetica dove vengono forniti precetti e regole di stile
rifacendosi ai classici latini e greci e ai trattatisti italiani del Cinquecento.

Baumgarten ha anche posto in maniera definita e chiara la differenza tra quello che è di
competenza del pensiero logico e ciò che riguarda la sensibilità umana, quella disposizione
intellettuale di tipo sensistico-percettivo, definita da lui scientia cognitionis sensitivae.

Egli dà all'inizio della Aesthetica (§ 1) la definizione seguente: « L'estetica (ovvero la teoria


delle arti liberali, gnoseologia inferiore, arte del pensare bello, arte dell'analogo della
ragione) è la scienza della conoscenza sensitiva.»

L'estetica per lui è quindi:

 un'arte liberale che opera per la cultura;


 produttice di conoscenza vera, ma indefinita e non logica;
 costituente il campo dove ci si occupa della bellezza;
 un analogo del logico-razionale, poiché la razionalità del pensiero estetico è soltanto
analogica rispetto al pensare della logica.

La sensibilità estetica, la cognitio sensitiva ha una sua assoluta specificità, ed è


indipendente dalle altre forme del sapere. L'estetica è una conoscenza "aurorale", ma niente
affatto irrazionale; conoscenza poliedrica e polisemantica quella estetica è conoscenza del
"carattere" di un oggetto, quindi riguarda oggetti individuabili ed individuati.

Oltre che influenzare Kant nella Critica del giudizio, l'estetica di Baumgarten fu ripresa da
Moses Mendelssohn e Johann Gottfried Herder. In epoca romantica venne un poco
dimenticata, ma sarà rivalutata nel Novecento da tutti quegli indirizzi filosofici che
riconoscono all'estetica specificità, indipendenza ed autonomia come, tra gli altri, anche
dall'idealismo di Benedetto Croce

Bibliografia
Edizioni e traduzioni

 Estetica, edizione italiana di Francesco Piselli, Milano: Vita e pensiero, 1992.


 L'Estetica a cura di Salvatore Tedesco; Palermo: Aesthetica, 2000.
 Meditazioni filosofiche su alcuni aspetti del poema, edizione italiana di Francesco
Piselli, Milano: Vita e pensiero, 1992.
 Metaphysics. A Critical Translation with Kant's Elucidations, Selected Notes, and
Related Materials, edita e tradotta in inglese da Courtney D. Fougate e John
Hymers, Londra: Bloomsbury Publishing, 2013.

Studi

 Casula, Mario. La metafisica di A. G. Baumgarten, Milano: Mursia, 1973.


 Piselli, Francesco. Alle origini dell'estetica moderna: il pensiero di Baumgarten,
Milano: Vita e Pensiero, 1991.

Immanuel Kant
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(DE) (IT)
« Sapere aude! Habe Muth dich deines « Sapere aude! Abbi il coraggio di
eigenen Verstandes zu bedienen! ist also servirti della tua propria intelligenza! È
der Wahlspruch der Aufklärung. » questo il motto dell'Illuminismo.[1] »
(Immanuel Kant, Risposta alla domanda: che cos'è l'Illuminismo?, 1784)
Immanuel Kant

Immanuel Kant (Königsberg, 22 aprile 1724 – Königsberg, 12 febbraio 1804) è stato un


filosofo tedesco. Fu uno dei più importanti esponenti dell'illuminismo tedesco, e
anticipatore - nella fase finale della sua speculazione - degli elementi fondanti della
filosofia idealistica.

Indice
 1 Biografia
o 1.1 Le fonti: l'epistolario e i primi biografi
o 1.2 Le origini e l'infanzia
o 1.3 Al Collegium Fridericianum e all'università
o 1.4 La maturità
o 1.5 La censura
o 1.6 La morte
 2 Il pensiero
 3 Aneddotica
 4 Opere di Kant
o 4.1 Fase pre-critica
o 4.2 Fase critica
o 4.3 Opere postume
o 4.4 Traduzioni italiane degli scritti postumi
o 4.5 Lettere
 5 Note
 6 Bibliografia
 7 Voci correlate
 8 Altri progetti
 9 Collegamenti esterni

Biografia

Ritratto e firma di Immanuel Kant

Le fonti: l'epistolario e i primi biografi

« Kant non ha altra biografia che la storia del proprio filosofare. »


(Otfried Höffe, Immanuel Kant, cit., 1997, p. 9)

La maggior parte della sua biografia è conosciuta attraverso l'epistolario, da cui traspare un
resoconto asciutto dei rapporti con gli studenti, i colleghi, gli amici e i parenti, nonché
interessanti dettagli sui rapporti intercorsi tra lui e alcune importanti personalità del secolo
e sulle prime reazioni ottenute dal pensiero kantiano[2]. In tale epistolario, però, mancano
riferimenti a particolari stati d'animo[3]. Importanti sono anche le prime biografie a lui
dedicate, quali quelle di Ludwig Ernst Borowski[4], di Reinhold Bernhard Jachmann[5], di
Ehregott Andreas Wasianski[6], di Johann Gottfried Hasse[7] e di Friedrich Theodor Rink[8],
tutte del 1804 e a opera di persone che ebbero modo di conoscerlo personalmente e di
frequentarlo anche in qualità di collaboratori.[2] L'edizione italiana dell'epistolario di Kant
non contiene lettere precedenti il 1761[9], mentre le biografie menzionate lo ritraggono
soprattutto a partire dalle esperienze che gli autori ebbero di Kant quando egli era sul finire
della vita, per cui questo repertorio biografico rischia di produrre un ritratto sbilanciato
verso la rigidità tipica dell'età senile, quando invece in generale Kant fu personaggio
"socievole e, nel suo stile di vita, addirittura galante"[10].

Le origini e l'infanzia

Kant nacque nel 1724 nella periferia di Königsberg, allora capitale della Prussia Orientale e
oggi, con il nome di Kaliningrad, capoluogo dell'omonimo Oblast, exclave russa tra Polonia
e Lituania. Era quarto di undici figli (o nove, secondo altri[10]), dei quali solo cinque
raggiunsero l'età adulta.[11]

Nello stesso anno in cui nacque Kant, la città venne unificata a partire dai conglomerati di
Altstadt, Löbenicht e Kneiphof. A Königsberg si affacciavano numerosi commercianti
inglesi, che scambiavano articoli russi (cereali e bestiame) con vino e spezie. Kant riteneva
che il nonno paterno fosse un immigrato scozzese, supposizione che non è possibile
confermare: il bisnonno Richard era del Kurland, anche se due sue figlie erano
effettivamente sposate con scozzesi[10]. Il padre di Immanuel, Johann Georg Kant (1682-
1746), era un sellaio originario di Memel, al tempo la città prussiana più settentrionale
(oggi Klaipėda, in Lituania); la madre, Anna Regina Reuter (1697-1737), proveniente da
una famiglia originaria di Norimberga e Tubinga, era una seguace del pietismo. Kant
condivise dunque con molti illuministi tedeschi origini povere[10].

In età infantile frequentò la scuola dell'ospizio suburbano.

Al Collegium Fridericianum e all'università

L'Università Albertina di Königsberg, dove insegnò Kant


L'educazione religiosa impartitagli dalla madre continuò anche nel Collegium
Fridericianum,[12] che Kant frequentò dalla Pasqua del 1732 all'8 maggio 1740 e il cui
direttore era da poco diventato Franz Albert Schultz (1692-1763). Costui era allievo di
Christian Wolff e importante esponente del pietismo, nonché professore di teologia:
soccorse finanziariamente, così come fecero altri amici di Kant, gli studi dell'indigente
ragazzo.[13]

Al Collegio, indicato dalla gente di Königsberg come un "rifugio di Pietisti", aveva


larghissimo spazio un rigoroso catechismo: Kant vi studiò molto il latino, l'ebraico
(dall'Antico Testamento), poco il greco antico (limitato al Nuovo Testamento) e quasi per
nulla le materie scientifiche.[14][15] Kant ricorderà il Fridericianum come una "schiavitù
giovanile", e anche avanti negli anni vi penserà con "paura e angoscia"[15].

Nel 1737 muore la madre: Kant, tredicenne, la consegnò alla tomba il 23 dicembre[15].

Il 24 settembre 1740, Kant, secondo miglior allievo della classe, si immatricolò


all'Università di Königsberg, la cosiddetta Albertina, per intraprendere studi filosofici, di
teologia, di letteratura latina e di matematica, completati nel semestre estivo 1746 e fu
allievo di Martin Knutzen (1713-1751),[16] docente di logica e metafisica, egli stesso allievo
di Wolff; l'interesse per Newton, scomparso nel 1727, ma anche per le scienze in generale,
si manifestò proprio in questo periodo: grazie all'estro di Knutzen, Kant si legò alla fisica di
Newton, che diventò per lui un modello di scienza esatta.[15]

Nel 1746 morì il padre; Kant lasciò l'Albertina nella tarda primavera o all'inizio dell'estate
1748, procurandosi da vivere come precettore domestico, inizialmente presso il predicatore
Andresch, poi presso il maggiore von Hülsen all'incirca fino al 1753, infine presso il conte
Keyserling.[17] È del 1746, pubblicato però nel 1749, il primo scritto, Pensieri sulla vera
valutazione delle forze vive, nel quale Kant si soffermò sul problema del calcolo
dell'energia cinetica dei corpi. È questa un'opera dalla forte e chiara impronta illuministica:
possiamo infatti ritrovarvi le prime tracce del suo "sapere aude", con il quale demolisce
l'autorità dei pensatori precedenti in nome di nuove scoperte sorrette dall'intelletto, con un
chiaro rinvio a Francesco Bacone.

La maturità
Ritratto di Kant eseguito da Charlotte Amalia Keyserling nel 1755

Nel 1755 con la tesi di laurea Principiorum Primorum cognitionis metaphysicae nova
delucidatio ottenne la licenza di magister, mansione che esercitò per quindici anni. Non
aveva però ancora uno stipendio fisso, in quanto pagato direttamente dagli studenti, e ciò lo
obbligava a lavorare molto; preparava meticolosamente le lezioni, dimostrandosi un buon
insegnante, piacevole da ascoltare.

Nel 1770 lavorò come vice-bibliotecario presso la Reale Biblioteca, stesso anno in cui
pubblicò la Dissertazione (De mundi sensibilis atque intellegibilis forma et principiis), testo
grazie al quale riuscì a ottenere la cattedra di metafisica e logica all'Università di
Königsberg[18], dove svolse la professione sino al 1796 (l'ultima lezione, sulla logica, è del
23 luglio), compiendo con scrupolosità i suoi obblighi accademici anche quando, per
debolezza senile, gli divennero estremamente gravosi. È in questi anni che scrisse le sue tre
più grandi opere: la Critica della ragion pura, la Critica della ragion pratica e la Critica
del giudizio. Herder, che fu suo allievo negli anni 1762-1774, ha lasciato questa immagine
di lui:

« Io ho avuto la felicità di conoscere un filosofo, che fu mio maestro. Nei suoi anni
giovanili, egli aveva la gaia vivacità di un giovane, e questa, credo, non lo abbandonò
neppure nella tarda vecchiaia. La sua fronte aperta, costruita per il pensiero, era la
sede di una imperturbabile serenità e gioia; il discorso più ricco di pensiero fluiva
dalle sue labbra; aveva sempre pronto lo scherzo, l'arguzia e l'umorismo, e la sua
lezione erudita aveva l'andamento più divertente. Con lo stesso spirito col quale
esaminava Leibniz, Wolff, Baumgarten, Crusius, Hume, e seguiva le leggi naturali
scoperte da Newton, da Keplero e dai fisici, accoglieva anche gli scritti allora apparsi
di Rousseau, il suo Emilio e la sua Eloisa, come ogni altra scoperta naturale che
venisse a conoscere: valorizzava tutto e tutto riconduceva a una conoscenza della
natura e al valore morale degli uomini priva di pregiudizi. La storia degli uomini, dei
popoli e della natura, la dottrina della natura, la matematica e l'esperienza, erano le
sorgenti che avvivavano la sua lezione e la sua conversazione. Nulla che fosse degno
di essere conosciuto gli era indifferente; nessuna cabala, nessuna sètta, nessun
pregiudizio, nessun nome superbo, aveva per lui il minimo pregio di fronte
all'incremento e al chiarimento della verità. Egli incoraggiava e costringeva
dolcemente a pensare da sé; il dispotismo era estraneo al suo spirito. Quest'uomo, che
io nomino con la massima gratitudine e venerazione, è Immanuel Kant: la sua
immagine mi sta sempre dinanzi.[19] »

La vita di Kant, priva di avvenimenti notevoli, fu dedicata interamente alle attività


intellettive, a cui fece da cornice uno stile di vita regolare e abitudinario. La sua giornata
cominciava alle cinque, subito dedicata al lavoro, e continuava con la colazione, poi una
passeggiata, il riposo alle dieci. Non lasciò mai la sua città natale[20], neanche dopo la
chiamata dell'Università di Halle che gli offriva uno stipendio più alto, un maggior numero
di studenti e di conseguenza anche maggior prestigio. Era convinto che Königsberg fosse il
posto ideale per i suoi studi.

La censura

L'unico fatto che uscì davvero fuori dai canoni di una vita completamente dedicata allo
studio fu lo screzio che ebbe con il governo prussiano a seguito della seconda edizione,
pubblicata nel 1794, dell'opera Religione nei limiti della semplice ragione, ma con
l'incoronazione di Federico Guglielmo III la libertà di stampa venne ripristinata e Kant
rivendicò la libertà di pensiero nel Conflitto delle facoltà, del 1798.

La morte

Morì nel 1804, dopo essere stato afflitto, a partire dal 1798,[21] da un decadimento delle
funzioni cognitive ed altri disturbi che permettono di ipotizzare che fosse afflitto da
Alzheimer o comunque da un'altra malattia dementigena[22], mormorando "Es ist gut" ("Va
bene").

Sulla sua tomba vi è un epitaffio che recita l'explicit della Critica della ragion pratica:

(DE) (IT)
« Zwei Dinge erfüllen das Gemüt mit « Due cose riempiono la mente con
immer neuer und zunehmender sempre nuova e crescente ammirazione e
Bewunderung und Ehrfurcht, je öfter rispetto, tanto più spesso e con costanza
und anhaltender sich das Nachdenken la riflessione si sofferma su di esse: il
damit beschäftigt: Der bestirnte Himmel cielo stellato sopra di me e la legge
über mir und das moralische Gesetz in morale dentro di me. »
mir. »
(Epitaffio sulla tomba di Immanuel Kant dalla Critica della ragion pratica[23])

Il pensiero
Per approfondire, vedi Pensiero di Kant.

Uno dei principali contributi della dottrina kantiana è l'aver superato la metafisica
dogmatica operando una rivoluzione filosofica tramite una critica della ragione che
determina le condizioni e i limiti delle capacità conoscitive dell'uomo nell'ambito teoretico,
pratico ed estetico.

La Critica della ragion pura, pubblicata nel 1781, definisce il metodo del filosofare a cui
Kant si atterrà anche nelle due opere successive (Critica della ragion pratica e Critica del
giudizio), come pure in altri lavori posteriori. La sua attività di pensatore riguarda
prevalentemente la gnoseologia, l'etica e l'arte, ma ebbe in gioventù anche interessi
scientifici, che coltivò sino al 1760.

L'ipotesi cosmogonica della nebulosa primitiva, esposta nel 1755 nella Storia universale
della natura e teoria del cielo (che egli desunse da Buffon), ebbe molta fortuna e gli diede
fama anche nel campo dell'astronomia. Essa fu enunciata proprio da Laplace che la
rielaborò e la rilanciò nel 1796 in Esposizione del sistema del mondo.

Aneddotica
Il preteso rigorismo morale ha favorito il fiorire di leggende sulla precisione di Kant: si dice
che egli stesso si imponesse rigide regole di vita. Stando a queste storie, tutte le sere andava
a dormire alle dieci in punto, per alzarsi alle cinque meno cinque del mattino seguente,
senza mai anticipare o ritardare l'ora. Altresì, si racconta che i suoi concittadini regolassero
gli orologi basandosi sulla sua routine quotidiana.[24] Solitamente, questi aneddoti sono
giustificati dal suo celebre ritiro dalla vita mondana, durante il quale scrisse la Critica della
ragion pura.

Come attesta Massaro, la costanza richiesta dagli studi unita al contenuto della sua etica si
sono fuse nella celebre leggenda.[25] Kant era alto un metro e cinquanta e sua madre lo
aveva soprannominato manelchen ("ometto")[26]. Condusse una vita casta e non ebbe
nessuna relazione sentimentale: probabilmente morì vergine[26].

Opere di Kant
Fase pre-critica

 1747 – Pensieri sulla vera valutazione delle forze vive e valutazione delle prove di
cui si sono serviti in questa controversia il signor Leibniz e altri meccanici, insieme
con alcune considerazioni preliminari riguardanti la forza dei corpi in generale[27]
 1754 – Esame della questione se la Terra ha subito qualche variazione nella sua
rivoluzione intorno all'asse
 1754 - La questione dell'invecchiamento della Terra, considerata secondo la fisica
 1755 – Storia universale della natura e teoria del cielo, o ricerca intorno alla
costituzione e all'origine meccanica dell'intero sistema del mondo condotta secondo
i principi newtoniani[28]
 1755 – De igne (Breve esposizione di alcune meditazioni sul fuoco) dissertazione di
dottorato
 1755 – Principiorum primorum cognitionis methapysicae nova delucidatio (Nuova
delucidazione dei primi princìpi della conoscenza metafisica) tesi di libera docenza
universitaria[29]
 1756 – Sulle cause dei terremoti[30]
 1756 - Storia e descrizione naturale del terremoto del 1755
 1756 – Monadologia physica[29]
 1756 – Nuove annotazioni per la spiegazione della teoria dei venti[31]
 1756 – Saggi di qualche considerazione sull'ottimismo
 1757 – Progetto di un Collegio di geografia fisica
 1758 – Nuova dottrina del moto e della quiete e delle loro conseguenze rispetto ai
primi principi della scienza naturale[29]
 1759 – Esame di talune considerazioni sull'ottimismo nel quale l'autore annuncia al
contempo le lezioni che terrà nel prossimo semestre
 1760 - Pensieri sulla morte prematura del signor Johann Friedrich von Funk
 1762 – La falsa sottigliezza delle quattro figure sillogistiche[32]
 1763 – L'unico argomento possibile per una dimostrazione dell'esistenza di Dio[29]
 1763 – Tentativo per introdurre nella filosofia il concetto delle quantità negative
 1764 – Indagine sulla distinzione dei princìpi della teologia naturale e della morale
risposta al quesito della reale accademia di scienze di Berlino per l'anno 1763
 1764 – Considerazioni sul sentimento del bello e del sublime[33]
 1764 - Saggio sulle malattie della mente
 1764 - Recensione dello scritto di Johann Silberschlag Teoria della cometa apparsa
il 23 luglio 1762
 1765 – Annuncio di Immanuel Kant sul programma delle sue lezioni del semestre
invernale 1765-66
 1766 – Sogni di un visionario chiariti coi sogni della metafisica[34][35]
 1768 – Del primo fondamento della distinzione delle regioni dello spazio
 1770 – De mundi sensibilis atque intelligibilis forma et principiis (Dissertazione
sulla forma e i princìpi del mondo sensibile e intelligibile)[36]
 1771 – Recensione della traduzione tedesca dello scritto di Pietro Moscati Delle
corporee differenze essenziali che passano tra la struttura dei bruti e la umana
 1775 – Delle diverse razze di uomini
 1776 - 1777 - Due saggi sul 'Philantropinum', una scuola riformista fondata da
Johann Bernhard Basedow nel 1774

Fase critica

 1781 – Critica della ragion pura


 1782 - Recensione dell'edizione della corrispondenza di Johann Heinrich Lambert
 1782 - Messaggio ai medici sull'epidemia di primavera del 1782
 1783 – Prolegomeni a ogni futura metafisica che vorrà presentarsi come scienza[37]
 1783 - Recensione di Johann Heinrich Schulz, Saggio di una guida etica per tutti gli
uomini, senza distinzione di religione, con un'appendice sulla pena di morte
 1784 – Idea per una storia universale dal punto di vista cosmopolitico[38]
 1784 – Risposta alla domanda: che cos'è l'Illuminismo?[39]
 1784 – Congetture sull'inizio della storia umana
 1785 – L'illegittimità della ristampa dei libri[40]
 1785 – Fondazione della metafisica dei costumi[41]
 1785 - Recensione di Johann Gottfried Herder, Idee per la filosofia della storia
dell’umanità
 1785 - Sui vulcani della luna
 1785 - Determinazione del concetto di razza umana
 1786 – Princìpi metafisici della scienza della natura
 1786 – Che cosa significa orientarsi nel pensiero?[39]
 1786 - Presumibile inizio della storia umana
 1786 - Recensione di Gottlieb Huseland Saggio sul fondamento del diritto naturale
 1786 - Alcune osservazioni sulla recensione di L. H. Jakob all'opera di Moses
Mendelssohn Morgenstunden (Le ore del mattino. Lezioni sull'esistenza di Dio)
 1787 – Critica della ragion pura (seconda edizione)[42]
 1788 – Critica della ragion pratica[43]
 1788 – Sull'impiego dei principi teleologici in filosofia[39]
 1788 - La recensione di Kraus all'Eleutheriologie di von Ulrich
 1789 – Prima introduzione alla critica della facoltà di giudizio[44] (il testo, lasciato
inedito da Kant, fu ritrovato da Wilhelm Dilthey nel 1889 nella Biblioteca
dell'università di Rostock e pubblicato solo nel 1914)
 1790 – Critica del giudizio[45]
 1790 – Su una scoperta secondo la quale ogni nuova critica della ragion pura
sarebbe resa superflua da una più antica (contro Johann Augustus Eberhard)[39]
 1791 – Sul fallimento di tutti i tentativi filosofici in teodicea[39]
 1793 – La religione nei limiti della semplice ragione[46]
 1793 – Sulla questione messa a concorso dall'Accademia reale delle scienze per
l'anno 1791: quali sono i reali progressi compiuti dalla metafisica in Germania dai
tempi di Leibniz e di Wolff?[39]
 1793 – Sul detto comune: "Questo può essere giusto in teoria, ma non vale per la
pratica"''[47]
 1793 – A proposito dell'opera di Sommering sull'organo dell'anima
 1794 – La fine di tutte le cose[39][48]
 1794 A proposito dell'influenza della luna sul clima
 1795 – Per la pace perpetua[39]
 1796 – D'un tono da signori assunto di recente in filosofia[39]
 1796 – Dichiarazione riguardo alla dottrina della scienza di Fichte
 1796 - Esame di una controversia matematica basata su un malinteso
 1796 - Annuncio del prossimo completamento di un trattato di pace eterna nella
filosofia
 1797 – La metafisica dei costumi[49]
 1797 – Sul preteso diritto di mentire dell'umanità
 1798 – Antropologia dal punto di vista pragmatico[50]
 1798 – Il conflitto delle facoltà
 1798 - Sulla realizzazione di libri
 1800 - Prefazione al libro di Reinhold Bernhard Jachmann, Esame della filosofia
kantiana della religione
 1800 - Poscritto al Dizionario lituano-tedesco di Christian Gottlieb Mielcke
 1800 – Logica (a cura di Gottlob Benjamin Jäsche, suo allievo)[51]
 1802 – Geografia fisica (a cura di Friedrich Theodor Rink)
 1803 – Pedagogia (a cura di Friedrich Theodor Rink)[52]

Opere postume

L’edizione di riferimento degli scritti di Kant è quella a cura dell’Accademia di Berlino,


conosciuta come “Akademie-Ausgabe”: Kant’s gesammelte Schriften, von der Königlich-
Preußische Akademie der Wissenschaften zu Berlin, Berlin 1900 ss. Il progetto di
un’edizione critica degli scritti kantiani era stato avanzato nel 1894-95 da Wilhelm
Dilthey,[53] che aveva proposto di suddividere gli scritti in quattro sezioni:

Prima: Werke [Opere pubblicate durante la vita di Kant) - Volumi I–IX Seconda:
Briefwechsel [Corrispondenza] (Volumi. X–XIII, con un Supplemento nel volume XXIII)
Terza: Handschriftlicher Nachlass [Lascito manoscritto] (Volumi XIV–XXIII) Quarta:
Vorlesungen [Lezioni 1770-1796] (Volumi XXIV–XXIX, (non ancora completa)

Volumi pubblicati:

 I. (1902, 2ª edizione 1910): Scritti pre-critici 1747-1756


 II. (1905, 2° 1912): Scritti pre-critici 1757-1777
 III. (1904, 2° 1911): Critica della ragion pura (seconda edizione, 1787)
 IV. (1903, 2° 1911): Critica della ragion pura (prima edizione, 1781), Prolegomeni
(1783), Fondazione della metafisica dei costumi, Principi metafisici della scienza
della natura (1786)
 V. (1908, 2° 1913): Critica della ragion pratica (1788), Critica del giudizio (1790)
 VI. (1907, 2° 1914): La religione nei limiti della semplice ragione (1793),
Metafisica dei costumi (1797)
 VII. (1907, 2° 1917): Il conflitto delle facoltà (1798), Antropologia dal punto di
vista pragmatico (1798)
 VIII. (1912, 2° 1923): Saggi pubblicati dopo il 1781
 IX. (1923): Logica (1800), Geografia fisica (1802), Pedagogia (1803)

 X. (1900 2° 1922): Lettere 1747-1788


 XI. (1900 2°1922): Lettere 1789-1794
 XII. (1902 2° 1922): Lettere 1795-1803
 XIII. (1922): Note ai volumi X-XII ed Indici

 XIV. (1911 2° 1925): Riflessioni [Reflexionen] su Matematica, Fisica e Chimica,


Geografia fisica
 XV. (1913 2° 1923): Ristampa della ‘Psicologia Empirica’contenuta nella
‘Metaphysica’ di A.G. Baumgarten (paragrafi 404-699) con le annotazioni di Kant,
Riflessioni sull’Antropologia

 XVI. (1914 2° 1924): Ristampa di ’Auszug aus der Vernunftlehre’ [Estratto dalla
dottrina della ragione] di Georg Friedrich Meier, Halle, 1752, con le annotazioni di
Kant

 XVII. (1926): Ristampa della quarta edizione (1757) della ‘Metaphysica’ di


Alexander Baungarten (tranne i paragrafi 504-699, ristampati nel volume XV) con
le annotazioni di Kant, ‘Erläuterungen’ (Osservazioni) sulla metafisica (1753-1776)

 XVIII. (1928): Erläuterungen’ (Osservazioni) sulla metafisica (1776-1789),


Ristampa di ‘Vorbereitung zur natürlichen Theologie’ (Preparazione per la teologia
naturale) di Johann Augustus Eberhard, Halle, 1781, con le annotazioni di Kant,
Riflessioni sulla Metafisica (1790-1804)

 XIX. (1934): Filosofia morale: Ristampa di ‘Initia philosophiae practicae primae’ di


A. G. Baumgarten, Halle, 1760, con le annotazioni di Kant, Riflessioni sulla
Filosofia morale, ristampa di ‘Iuris naturalis Part posterior’ di Gottfried Achenwall,
Göttingen,1763, con le annotazioni di Kant, Riflessioni sulla Filosofia del diritto,
Riflessioni sulla filosofia della religione

 XX. (1942): Annotazioni alle Osservazioni sul sentimento del bello e del sublime,
Fogli sparsi sulle Osservazioni sul sentimento del Bello e Sublime, Prima
Introduzione alla Critica del Giudizio, Concorso dell'Accademia reale delle scienze
per l'anno 1791sui progressi della metafisica dai tempi di Leibniz e Wolff

 XXI. (1936) e XXII. (1938): Opus postumum

 XXIII. (1955): Lavori preparatori e Supplementi

 XXIV.1 e XXIV.2 (1966): Logica

 XXI.1 e XXIV.2 (1998): Antropologia

 XXVI.1 (2009): Geografia fisica (da completare)

 XXVII.1 (1974) XXVII.2.1 (1975) XXVII.2.2 (1979) Filosofia morale (contiene


anche la ristampa dell’’Ethica Philosophica’ di A. G. Baumgarten, seconda (1751) e
terza (1763) edizione.

 XXVIII.1 (1968) XXVIII.2.1 (1970) XXVIII.2.2 (1972) Metafisica e Teologia


razionale

 XXIX.1 (1980) XXIX.2 (1983) Lezioni brevi e Supplementi I e II


I volumi XIV-XIX contengono le note manoscritte di Kant non destinate alla
pubblicazione; il curatore dell’edizione, Erich Adickes, le ha suddivise per argomento ed ha
stabilito l’ordine cronologico.

L'edizione comprende anche i manuali usati da Kant nelle lezioni di metafisica e psicologia
(Baumgartner) e logica (Meier) a cui Kant è rimasto fedele durante tutta la sua carriera e
che ha ampiamente annotato. Tra i manoscritti pubblicati in questi volumi, il ‘Duisburger
Nachlass’ (Reflexionen 4674–84, vol. 17, pp. 643–673)[54] è di particolare interesse. Si
tratta di un manoscritto databile al 1775, il cui nome deriva non dalla città di Duisburg, ma
dall’essere appartenuto alla famiglia della nobildonna Luise von Duisburg (1811-1862);[55];
pubblicato per la prima volta nel 1889 è un contributo importante per lo studio della genesi
della Critica della ragion pura, durante il ‘decennio silenzioso’ (1771-1780).

Le lezioni contenute nei volumi XXVI - XXIX non sono basate su manoscritti di Kant, ma
sugli appunti dei suoi studenti[56] e sono indicate col nome dell’estensore (‘’Metaphysik
Herder’’ indica gli appunti di Johann Gottfried Herder, che seguì le lezioni di Kant dal
1762 al 1764), oppure con il luogo del ritrovamento (‘’Wiener Logik’’ è un corso di lezioni
ritrovato a Vienna)[57].

Alcune lezioni sono state pubblicate in edizioni separate:

 Immanuel Kant: Logik-Vorlesung. Unveröffentlichte Nachschriften. I. Logik


Bauch.; II. Logik Hechsel; Warschauer Logik, a cura di Tillmann Pinder, Hamburg,
Felix Meiner, 1998.
 Immanuel Kant: Vorlesung zur Moralphilosophie, a cura di Werner Stark, con
un'introduzione di Manfred Kühn, Berlino, Walter de Gruyter, 2004.

Un’edizione più recente delle opere contenute nella prima sezione, con un testo in parte
migliorato, è stata curata da Wilhelm Weischedel, Immanuel Kant Werke in sechs Bänden,
Darmstadt, Wissenschafl:liche Buchgesellschaft, 1983 ss.

Traduzioni italiane degli scritti postumi

 Opus postumum [Passaggio dai principi metafisici della scienza della natura alla
fisica] trad. Vittorio Mathieu, Bologna, Zanchelli, 1963.
 Lezioni di etica trad. Augusto Guerra, Bari. Laterza, 1971.
 Lezioni di psicologia trad. Gian Antonio De Toni, introduzione di Luciano Mecacci,
Bari, Laterza, 1986.
 Realtà ed esistenza. Lezioni di metafisica: introduzione e ontologia, trad. di
Armando Rigobello, Cinisello Balsamo, Edizioni San Paolo, 1998.

Lettere

Kant fu in corrispondenza con filosofi e scienziati famosi (gli anni si riferiscono alle lettere
pubblicate):
 Johann Georg Hamann (1759-1783)
 Johann Heinrich Lambert (1765-1770)
 Moses Mendelssohn (1766-1785)
 Johann Gottfried Herder (1768)
 Johann Bernoulli (1781-1782)
 Karl Leonhard Reinhold (1787-1800)
 Johann Gottlieb Fichte (1791-1798)

Tra le lettere importanti sono da citare almeno:

 A Marcus Herz (7 giugno 1771)


 A Marcus Herz (21 febbraio 1772 - la lettera più famosa)
 A Christian Garve (7 agosto 1783)
 A Marcus Herz (26 maggio 1789)