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Negli anni successivi alla battaglia di Azio (31 a.C.

) si apre una nuova epoca di concordia e di ricostruzione: il nuovo potere trae la legittimazione dalla necessit di estinguere le guerre civili e il circolo di Mecenate gli fornisce limpalcatura ideologica. Mecenate (70-8 a.C.), nativo di Arezzo, appartenente a una nobilissima famiglia etrusca, una figura esemplare di questepoca: aristocratico per nascita e comune cittadino per scelta, egli esercita in realt un potere senza nome e senza definizione, restando per tutta la vita un cavaliere, un privato cittadino benestante. Il rifiuto delle cariche pubbliche si salda il lui con unintensa attivit sottocoperta: la creazione di un circolo che, divenuto il vero centro di attrazione di tutta lintera generazione poetica di Augusto, promuove la formazione di una letteratura nazionale. In termini moderni potremmo parlare di Mecenate come lart director del regime. Intorno a lui si stringono poeti e letterati considerati come il prodotto pi alto della cultura latina: Orazio, Virgilio, Properzio e tanti altri. In cambio di aiuti economici elargiti da Mecenate e dei favori a titolo personale, i poeti esaltano Augusto, la nascita di una nuova et allinsegna della pace e della prosperit dopo il bagno di sangue delle guerre civili. Lideologia augustea non per un mero prodotto del circolo di Mecenate, quasi una sorta di ministero della propaganda: si tratta piuttosto di una reale cooperazione politico-culturale in cui i letterati hanno un ruolo attivo e individuale. Lo splendido equilibrio classico delle Odi di Orazio o del poema virgiliano nasce da una sincera adesione ai principi e ai valori augustei, da una comunanza dinteressi tra i poeti, Augusto e il suo entourage. Ci spiega i caratteri di compostezza, armonia, equilibrio che informano larte di questo periodo, che corrisponde allet aurea della cultura latina: una letteratura di ampia diffusione, non pi ripiegata come quella dei poetae novi (per esempio Catullo) su temi privati e su difficili elaborazioni davanguardia, ma di facile fruizione. Personalmente, invece, Mecenate coltiva una poesia intimistica e ironica; come letterato non avr fortuna, ma non questa la sua ambizione. Alla sua morte sepolto sullEsquilino. Orazio, che a lui ha dedicato alcune delle sue pi belle poesie, viene sepolto accanto al suo patrono.