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la

Luce
c ulla dello
spazio

Introduzione

Casarotti Matteo - 5^ A CAT


IIS Olivelli - Putelli A.S. 2014/2015

Pi di due millenni fa luomo gi provava a teorizzare il meccanismo


della visione e come la luce interagisce con luomo a livello
prettamente fisico, ma fin dalla nascita della specie umana che
ogni singolo individuo si ritrova a confrontarsi con un qualcosa che
condiziona la sua esistenza in ogni frangente.
Al giorno doggi questo qualcosa abbiamo imparato a conoscerlo
e per certi aspetti governarlo, ma la strada per comprenderlo a
fondo ancora lunga.
Che lo si voglia chiamare luce, licht, svetlo o in qualsiasi altra
lingua, che lo si voglia definire come un onda, come un flusso di
particelle o come entrambe contemporaneamente lunica cosa che
chiara che luomo ha un morboso bisogno di questo qualcosa.
Inoltre lidea alla quale la parola luce rimanda nelle nostri mente
anche quella di qualcosa di divino, che va oltre al contingente,
qualcosa di immutabile, di essenziale.
Ed proprio il concetto di inscindibilit luce-uomo che ha portato
nel corso dei secoli lo studio e la manipolazione di questo magnifico
fenomeno fisico.

La motivazione del titolo che vede in ballo anche lo spazio perch


ognuna delle singole sensazioni che nascono nelluomo in seguito
allinterazione con una sorgente luminosa vedono origine nel
comportamento che ha la luce in quel determinato spazio in cui si
trova luomo. Un esempio lampante di padroneggiamento
di questo principio larchitettura.

2015 -

International Year of Light

Cenni dellevoluzione delle teorie dellottica moderna

Avvalendoci dellEnciclopedia Treccani vediamo la parola luce


etimologicamente derivante dallaggettivo greco che
significa brillante, bianco.
Nella spiegazione della natura di questo ente, sin dallantichit si
sono avvicendate e contrapposte diverse teorie, ma le prime due
fondamentali
possono
essere
considerate
le
seguenti:
quella corpuscolare, sostenuta in particolare da Newton, che
considera la luce composta di corpuscoli (o particelle) indivisibili, di
massa nulla o trascurabile; e quella ondulatoria, secondo la quale la
luce consiste nella propagazione
di onde nello spazio, concepito
originariamente
come
mezzo
elastico (etere), del quale le onde
sarebbero perturbazioni. Nella
seconda met del sec. XIX si
afferma la teoria elettromagnetica
della luce, enunciata dal fisico
inglese J. C. Maxwell, in base alla
quale la luce costituita da onde
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elettromagnetiche, ossia dalla propagazione ondulatoria nello


spazio di campi elettrici e magnetici: la luce visibile quella
costituita dalle onde appartenenti a un ben determinato intervallo
di lunghezze donda (da circa 700 a circa 400 nanometri); tale
teoria, pur dimostrandosi valida in vasti settori dellesperienza,
contraddetta dai fenomeni relativi ai processi elementari di
emissione e assorbimento della radiazione da parte di particelle
subatomiche (leffetto fotoelettrico esterno), per spiegare i quali
stata formulata una nuova teoria corpuscolare, basata sullipotesi
dei quanti di luce (poi chiamati fotoni) che Einstein introdusse nel
1905.
La luce viene dunque definita come Ente fisico al quale dovuta
leccitazione nellocchio delle sensazioni visive, cio la possibilit,
da parte dellocchio, di vedere gli oggetti, ovvero i colori che la
irradiano.
Si riferisce perci alla porzione dello spettro
elettromagnetico visibile dall'occhio umano, approssimativamente
compresa tra 790 e 435 THz di frequenza. La presenza
contemporanea di tutte le lunghezze d'onda visibili, in quantit
proporzionali a quelle della luce solare, forma la luce bianca.

Elettromagnetismo
La teoria eletromagnetica, proposta da James Clerk Maxwell alla
fine del XIX secolo, utilizzata al tuttora per la stragrande
maggioranza delle applicazioni. Con la formulazione
delle equazioni di Maxwell vennero completamente unificati i
fenomeni elettrici, magnetici ed ottici. Per Maxwell, tuttavia, era
ancora necessario un mezzo di diffusione dell'onda
elettromagnetica, ossia l'etere. Solo pi tardi si neg l'etere in
seguit alla conferma della possibilit della luce di propagarsi nel
vuoto.

La radiazione elettromagnetica la forma di energia responsabile


della propagazione nello spazio-tempo del campo
elettromagnetico sotto forma di onde elettromagnetiche. Si tratta di
un fenomeno ondulatorio dato dalla propagazione in fase del campo
elettrico e del campo magnetico, oscillanti in piani tra loro
ortogonali e ortogonali alla direzione di propagazione. Tale
fenomeno descritto matematicamente come soluzione
dell'equazione delle onde, a sua volta ottenuta a partire
dalle sopracitate equazioni di Maxwell.
Chiaramente questo fenomeno ondulatorio, come descritto sopra
viene poi interpretato come flusso di fotoni che viaggiano nel vuoto
alla velocit della luce.
La radiazione elettromagnetica pu propagarsi sia nel vuoto sia in
mezzi poco densi come l'atmosfera.
A livello tecnologico lelettromagnetismo largamente utilizzato in
due grandi macroaree di utilizzo, ovvero come trasporto di energia
(per esempio nel forno a microonde) o informazioni (come pu
essere per la radio la televisione o la fibra ottica).

Scienza della luce


La luce, come tutte le onde elettromagnetiche, interagisce con la
materia, e la scienza che ne studia i comportamenti lottica.
L'ottica affronta quindi quelli che sono chiamati i fenomeni ottici, da
un lato per spiegarli e dall'altro per ottenere risultati sperimentali
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che le consentano di crescere come disciplina fenomenologica


e modellistica.
I fenomeni che pi comunemente influenzano o impediscono
la trasmissione della
luce
attraverso
la materia sono:
l'assorbimento, la diffusione (scattering), la riflessione speculare
o diffusa, la rifrazione e la diffrazione. La riflessione diffusa da parte
delle superfici, da sola o combinata con l'assorbimento, il
principale meccanismo attraverso il quale gli oggetti si rivelano ai
nostri occhi, mentre la diffusione da parte dell'atmosfera
responsabile della luminosit del cielo.
Questi fenomeni, soprattutto la riflessione e la rifrazione, sono
fondamentali poich, oltre a caratterizzare un infinit di
apparecchiature moderne con le pi disparate funzioni, hanno
consentito lorigine della teoria quantistica.
Infatti allo stato attuale delle conoscenze, la concezione ondulatoria
e la concezione corpuscolare si fondono nella teoria quantistica
della luce, per la quale la luce costituita da fotoni, cio
da particelle elementari, di massa nulla ma di energia e impulso
definiti e dipendenti dalla frequenza, la cui traiettoria descritta in
termini probabilistici da una funzione donda che rende conto degli
aspetti ondulatori della propagazione della radiazione luminosa
nello spazio.
Si cre nella fisica una situazione problematica in quanto la luce
sembrava presentare una sorta di dualismo, apparendo come onda
o particella in esperimenti diversi. La difficolt venne in qualche
modo generalizzata da De Broglie nel 1924, con l'ipotesi che tutta la
materia manifestasse tale dualismo, aprendo cos le porte al
superamento
definitivo
del
problema
con
lo
sviluppo
della meccanica quantistica.
La prova sperimentale di tale "strano" comportamento venne
ottenuta nel 1927 da Davisson e Germer, che osservarono figure
di diffrazione facendo attraversare un cristallo di nichel da un fascio
di elettroni. Esperimenti con risultati analoghi furono eseguiti diversi
anni dopo, come quello della variante dell'esperimento
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di Young condotta con elettroni, protoni e


(esperimento della doppia fenditura).

particelle pi

pesanti

Luce e arte
Dalla fotografia allarchitettura passando dalla pittura la luce svolge
un ruolo fondamentale. Essa rende possibile la percezioni
tridimensionale con le ombre, attribuisce qualit alle superfici
mediante riflessi che le rendono smaglianti o vibranti di minute
tessiture.
Con la sua posizione rispetto alloggetto o allambiente osservato
crea giochi che esaltano o annullano la modellazione dei volumi.
Le sue dominanti cromatiche cambia radicalmente la percezione dei
colori e dellambiente in generale.
La luce svolge ambiti sia interni che esterni allopera darte, ma in
ogni caso lartista la manipola per padroneggiare le sensazioni da
trasmettere a colui che si trova in fronte allopera.
Nellarchitettura romana per esempio larticolazione di volumi
interni o esterni spesso caratterizzata da giochi di luce, creati da
contrasti di pieni e vuoti o da aperture nelle murature (finestre,
occhi nelle cupole). Tutto poi soccombe alla verticalit e alla
leggerezza della architettura gotica dove le strutture dialogano
intensamente con sorgenti luminose di vaste dimensioni (finestre,
rosoni) e di ricche gamme cromatiche (vetrate colorate).
La luce diviene un soggetto vero e proprio nella scena artistica che
per esempio posiamo trovare massicciamente nellarte barocca,
dove personaggi di grande spessore come Caravaggio o Bernini la
utilizzano per enfatizzare il movimento e la suggestione mistica.
Ma nellarte moderna che si ha un vero e proprio trionfo della
luce e del colore. Lavvento della fotografia apre una nuova
parentesi nellarte e lo studio della luce unitamente a quello dei
colori ha portato alla formulazione della teoria della massima
luminosit. La teoria consiste nel fatto che accostando colori puri
primari tra di loro, il colore di unione che si ottiene guardandoli da
lontano pi luminoso del colore miscelato sulla tavolozza. Infatti,
si ipotizzi di riempire un normale foglio da disegno con piccoli tocchi
di tempera color giallo e azzurro puri. Una volta terminato si posi il
foglio a una distanza di circa 3 metri affianco di un altro foglio che
avremo invece uniformemente dipinto di verde (colore secondario
derivante dalla miscelazione dei primari giallo + blu). Si nota allora
che il primo foglio, nonostante sia costituito da pennellate gialle e
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azzurre, ci apparir di un bel verde vivace e brillante. Il secondo


foglio, invece, pur presentandosi di un verde pi uniforme,
assumer una tonalit sorda, quasi come se il colore fosse stato
sporcato o impastato con un altro pi scuro.
Ma la luce descritta fino ad ora assume quasi un significato tecnico,
artificioso, quasi un elemento imprigionato dalla tecnica per smania
di governare un qualcosa che nelle sue pi disparate forme porta
beneficio alluomo.
La luce molto altro e due geni che ne dimostrano la
straordinariet sono Monet e Renoir, dove la luce diventa vera e
propria metafora del sentimento dellartista nei confronti di ci che
osserva.
Ogni giorno, nota infatti Monet con sempre rinnovato stupore,
aggiungo e scopro qualcosa che non avevo ancora visto. Ogni
dipinto dunque la rappresentazione di una nuova impressione
dellartista, che si rinnova ad ogni cambio di luce.
Anche per Renoir la luce ha un ruolo fondamentale, infatti, in molte
delle sue opere i giochi di luci e ombre sono i protagonisti nascosti.
Ad esempio, in alcune sue opere non sono tanto le persone i veri
personaggi, quanto la luce che penetrano nella e le ombre irregolari
che esse creano.

Luce e architettura
La luce il cardine dellarchitettura
La luce non unentit vaga, diffusa, che si da per certa perch
presente.
Al contrario la luce qualcosa di concreto, preciso, continuo, certo.
E materia misurabile e quantificabile, una realt inevitabile.
Quando larchitetto riesce a ingannare il sole, la luce,
perforando lo spazio creato con strutture pi o meno massicce,
rompe lincantesimo e fa si che tale spazio fluttui, leviti, voli.
LArchitettura senza Luce non Architettura
La Luce, il primo materiale della creazione, il pi eterno e
universale,
diventa lelemento centrale della costruzione e
della creazione dello spazio, nel senso pi moderno del termine.

Church of light - Osaka, Giappone, di Tadao Ando


La scelta di questa opera
dovuta al fatto che Tadao Ando
attua una vera e propria
rivoluzione poich abbandona
labbondanza
di
luce,
largamente
utilizzata
nellarchitettura
moderna
e
contemporanea, offrendo un
luogo
che
contrappone
misticamente
la
luce
e
loscurit.
Lo spazio e la luce di Tadao
Ando si oppongono al prodotto del mondo Occidentale,
eccessivamente trasparente, omogeneamente illuminato,
unicamente brillante, privo di oscurit. La croce, incisa nel muro,
proietta la natura dall'esterno verso l'interno, superandola barriera
che custodisce e protegge, rifiutando qualsiasi interferenza. Cos il
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sole che nasce, cresce e reclina nel ciclo del giorno, torna a scandire
il tempo tra l'Uomo e l'Universo allungandosi ed accorciandosi nelle
ombre sul pavimento.

Quelle appena esposti sono i tratti principali su cui verter


lesposizione della tesina e le basi per comprendere gli argomenti
trattati.

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