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Cos’è la luce ?

La luce è quell’agente fisico che rende visibili gli oggetti che ci circondano.
Corrisponde alla porzione dello spettro elettromagnetico che è in grado di essere percepito
dall’occhio umano.

Come tutte le radiazioni elettromagnetica la luce è definita da tre grandezze fondamentali :

1) luminosità ⇒ ampiezza
2) colore ⇒ frequenza
3) polarizzazione ⇒ direzione di oscillazione del campo elettrico durante la propagazione
dell’onda

A causa del dualismo onda-particella (le particelle elementari tipo elettrone e protone mostrano sia
una natura corpuscolare che ondulatoria) la luce ha delle proprietà che appartengono sia alle onde
che alle particelle.
Esempio

L’effetto fotoelettrico (emissione di cariche elettriche negative da una superficie metallica quando
questa viene colpita da una radiazione elettromagnetica tipo luce visibile o ultravioletta) è
spiegabile assumendo che la luce abbia un comportamento corpuscolare. Infatti si presume
l’esistenza dei fotoni che sono particelle dotate di una certa energia correlata ad una frequenza di
radiazione.

La diffrazione (fenomeno che si verifica ogni qualvolta un'onda incontra un ostacolo le cui
dimensioni sono comparabili o minori rispetto alla lunghezza d'onda) è spiegabile solamente
ipotizzando che la luce abbia una natura ondulatoria e non corpuscolare.

È evidente che il sussistere dell'effetto fotoelettrico e dell'effetto di diffrazione, spiegabili attraverso


due ipotesi contrastanti, quali quella corpuscolare e quella ondulatoria, assicura alla luce la duplice
natura: ondulatoria e corpuscolare.

Nel corso dei secoli, per spiegare il fenomeno della luce, si sono succedute teorie diverse che di
volta in volta riuscivano a spiegare ciò che la teoria precedente non era stata in grado di fare.

Teoria corpuscolare : formulata da Isaac Newton nel XVII secolo. La luce viene vista come
composta da piccole particelle di materia (corpuscoli) emesse in tutte le direzioni. Oltre che essere
matematicamente molto semplice (molto più della teoria ondulatoria) questa teoria spiega molto
facilmente alcune caratteristiche della propagazione della luce che erano ben note all'epoca di
Newton.

Teoria ondulatoria : Christiaan Huygens nel 1678 ma pubblicata solo nel 1690 nel Traite de
Lumiere. La luce viene vista come un'onda che si propaga (in maniera del tutto simile alle onde del
mare o a quelle acustiche) in un mezzo, chiamato etere, che si supponeva pervadere tutto l'universo
ed essere formato da microscopiche particelle elastiche. La teoria ondulatoria della luce permetteva
di spiegare (anche se in maniera matematicamente complessa) un gran numero di fenomeni: oltre
alla riflessione ed alla rifrazione Huygens riuscì infatti a spiegare anche il fenomeno della
birifrangenza nei cristalli di calcite.

Teoria elettromagnetica : Proposta da James Clerk Maxwell alla fine del XIX secolo, sostiene che le
onde luminose sono elettromagnetiche e non necessitano di un mezzo per la trasmissione,
mostra che la luce visibile è una parte dello spettro elettromagnetico. Con la formulazione
delle equazioni di Maxwell vennero completamente unificati i fenomeni elettrici, magneti ed
ottici. Per la grandissima maggioranza delle applicazioni questa teoria è ancora utilizzata al
giorno d'oggi.

Teoria quantistica : Per risolvere alcuni problemi sulla trattazione del corpo nero nel 1900 Max
Planck propose che lo scambio di energia fra il campo elettromagnetico e la materia potesse
avvenire solo tramite pacchetti discreti di energia (quanti) chiamati fotoni. I successivi studi
di Albert Einstein sull'effetto fotoelettrico mostrarono che questo non era solo un artificio
matematico ma che i fotoni erano oggetti reali. Con l'avvento delle teorie quantistiche dei
campi (ed in particolare dell'elettrodinamica quantistica) il concetto di fotone venne
formalizzato ed oggi sta alla base dell'ottica quantistica.