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LINTERAZIONE FRA CORRENTI E IL CONCETTO DI CAMPO MAGNETICO Nota storica Sempre in Grecia, si osserv che porzioni di un particolare materiale

ferroso ( FeO Fe2 O3 magnetite) erano in grado di sviluppare effetti attrattivi o repulsivi su unaltra porzione dello stesso materiale. Verso il 1200 d.C. si cominciarono a sfruttare queste propriet e furono costruite le prime bussole marine. Ci sono delle analogie fra il comportamento delle cariche elettriche statiche e il comportamento dei poli magnetici (per esempio una bussola impazzisce in presenza di una scarica di un fulmine), ma anche profonde differenze ( le cariche elettriche si possono separare, i poli magnetici no). Ancora fino ai primi decenni dellOttocento, si era convinti che i fenomeni elettrici e quelli magnetici appartenessero a due universi fisici non interagenti fra loro. Lesperimento di Oersted Il fisico danese Oersted negli anni 1819 1820, fu in grado di dimostrare sperimentalmente che una corrente elettrica pu produrre degli effetti dinamici su un ago magnetico posto nelle sue vicinanze. Essenzialmente lesperimento consisteva nel disporre un tratto rettilineo di filo conduttore al di sopra di un ago magnetico e nellosservare che questo devia quando nel filo conduttore si fa passare corrente continua collegandone gli estremi a una batteria voltaica. Inizialmente lago magnetico orientato verso il nord magnetico terrestre e il filo conduttore disposto parallelamente ad esso e sopra di esso. quando si fa passare corrente dal basso verso lalto, il polo nord dellago devia verso sinistra quando si fa passare corrente dallalto verso il basso, il polo nord dellago devia verso destra

Successivamente lago magnetico orientato verso il nord magnetico terrestre e il filo conduttore disposto parallelamente ad esso e sotto di esso. quando si fa passare corrente dal basso verso lalto, il polo nord dellago devia verso destra quando si fa passare corrente dallalto verso il basso, il polo nord dellago devia verso sinistra

Lesperimento di Oersted ebbe una risonanza straordinaria nel mondo scientifico tanto che tutti i migliori fisici dellepoca avevano ripetuto lesperimento e azzardato delle ipotesi interpretative. I fenomeni elettrici e magnetici, fino ad allora interpretati e descritti separatamente, richiedevano una descrizione unitaria: nasce lelettromagnetismo.

Linterpretazione di Oersted dei fenomeni da lui scoperti possono essere riassunte nel fatto che leffetto di una corrente elettrica su un magnete non rappresentato da una forza che agisce secondo la congiungente i due elementi interagenti ( la corrente e il magnete), ma da una coppia di forze che, agendo sui poli dellago, tende a ruotarlo rispetto al filo senza avvicinarlo ad esso.

Lesperimento do Oersted, e altri simili, furono inquadrati da Ampere in una teoria fisica matematica organica e completa, cercando di ricondurre il fenomeno osservato da Oersted a forze agenti secondo la retta che congiunge le due particelle fra le quali queste si esercitano. Interazione fra conduttori percorsi da corrente Abbiamo descritto linterazione fra cariche elettriche puntiformi mediante la legge di Coulomb e come essa sia mediata dal campo elettrico. Abbiamo sempre supposto che le cariche sono in quiete relativa e in quiete rispetto allosservatore che ne valuta linterazione. Come interagiscono fra loro due cariche in movimento? Non facile rispondere direttamente a questa domanda!! Se per si tiene presente che la corrente in un conduttore un flusso di elettroni di conduzione che, sotto lazione di un campo elettrico, si muovono longitudinalmente al conduttore stesso, possiamo porci la precedente domanda in questo modo: come interagiscono fra loro due conduttori rettilinei percorsi da corrente? Eseguendo una serie di esperimenti qualitativi, verificabili sperimentalmente in modo quantitativo, Ampere, nel 1820, giunse alla conclusione che le forze che si sviluppano fra correnti siano riconducibili alla sommatoria delle forze agenti fra singoli elementi di corrente caratterizzati dal prodotto il, dove l indica un tratto di lunghezza infinitesima di un conduttore filiforme e i lintensit di corrente che lo attraversa.

Pi precisamente:

F =k

(i1 l1 )(i2 l 2 ) r2

La formula del tutto analoga a quella dellinterazione newtoniana fra masse o colombiana fra cariche ma vale solo quando gli elementi di corrente sono paralleli tra loro. In caso contrario, deve essere completata da termini che tengono conto dellorientamento spaziale degli elementi di corrente. Che relazione c fra la formula ottenuta e la rotazione dellago magnetico? Lintuizione di Ampere consisteva nel negare totalmente lesistenza dei poli magnetici e nel considerare al loro posto solamente correnti elettriche microscopiche. Linterazione fra correnti e poli magnetici, o linterazione fra poli e poli, si riduceva alla semplice interazione fra correnti. Il tentativo di Ampere di spiegare anche i fenomeni magnetici esclusivamente con forze di tipo newtoniane (dipendenti cio solo dalla distanza fra gli elementi interagenti) non poteva quindi riuscire pienamente. Questo fatto e altri problemi portarono a un progressivo abbandono dellapproccio di Ampere, a favore della teoria del campo magnetico. IL CONCETTO DI CAMPO MAGNETICO Come linterazione colombiana fra cariche elettriche si sviluppa mediante un ente fisico mediatore, il campo elettrico, cos linterazione fra correnti si sviluppa mediante un mediatore, detto campo magnetico: ente fisico generato da correnti elettriche o cariche in movimento; nei punti dello spazio dove presente rappresentato da una grandezza fisica vettoriale denominata campo magnetico B , la cui unit di misura il tesla (T). Anche il campo di induzione magnetica pu essere visualizzato con insieme di linee di campo, dove il vettore induzione campo magnetico in un punto risulta tangente alla linea stessa in quel punto.

Campo B generato da un filo rettilineo indefinito Quando lelemento generatore del campo magnetico un filo rettilineo indefinito percorso da corrente continua di intensit i , il vettore induzione magnetica risulta cos caratterizzato: la direzione coincide con le tangenti alle linee di campo che sono circolari e concentriche al filo; il verso individuato dallorientamento delle dita della mano destra quando queste avvolgono il filo in modo che il pollice indichi il verso della corrente che lo percorre; lintensit data dallespressione:

B=

0 i 2 d

Tm la costante di permeabilit magnetica nel vuoto e d la distanza del A punto in cui si valuta B dal filo. La permeabilit magnetica caratterizza dal punto di vista magnetico
dove 0 = 4 10 7

il mezzo materiale (compreso il vuoto) nel quale si trovano immersigli elementi generatori del campo magnetico.

Campo B generato da una spira di raggio R (filo conduttore chiuso su se stesso e di forma circolare) E molto difficile determinare le caratteristiche del vettore B in un punto generico circostante la spira. Ci limitiamo a quanto segue: Possiamo dire che le linee di campo sono poste in un piano perpendicolare alla spira e passante per il suo centro; Indicare il valore di B nel centro della spira:

B=

0 i , dove R il raggio della spira. 2 R

Campo B generato da un solenoide (avvolgimento di un unico conduttore rivestito di materiale isolante) Nel caso di un solenoide indefinito (la sua lunghezza molto superiore al diametro delle sue spire), si ha: le linee di campo di B sono quelle riprodotte nella figura; il verso delle linee di campo di B diretta conseguenza del modo con il quale si dedotto il verso di B in una spira; lintensit di B entro il solenoide costante ed dato dallespressione:

B = 0ni
dove n il numero delle spire del solenoide per unit di lunghezza.

SINTESI FORMALE DELLE PROPRIETA DEL CAMPO MAGNETICO A differenza del campo elettrico, generato da cariche elettriche dotate di una propria individualit, le cui linee di campo non si chiudono su se stesse, il campo magnetico generato da circuiti (non da cariche magnetiche isolate) ed caratterizzato da linee di campo che si chiudono sempre su se stesse. Da ci ne consegue che: il flusso del vettore B uscente attraverso una superficie chiusa sempre nullo (sia quando la superficie chiusa S contiene le sorgenti del campo sia quando non le contiene):

S ( B) = 0
la circuitazione del campo magnetico prodotto da elementi di corrente, :

circuitazi one B = B d l =

0i 2r = 0 i 2r

il campo B non conservativo (perch la circuitazione non nulla) e quindi per esso non possibile definire un potenziale scalare come accade per il campo elettrostatico.

LINTERAZIONE FRA CORRENTI INTERPRETATA MEDIANTE IL CONCETTO DI CAMPO MAGNETICO Forza agente su un conduttore percorso da corrente immerso in un campo magnetico Se un campo magnetico produce una forza di Lorentz su una singola carica elettrica, dovr anche produrre una forza sul flusso di cariche nel suo complesso, visto che una corrente elettrica non altro che un flusso ordinato di cariche messe in movimento da un campo elettrico. Si dimostra che su un tratto di conduttore di lunghezza l immerso in un campo magnetico uniforme B e percorso dalla intensit di corrente i si produce una forza F espressa dalla relazione:

F = il B
dove l indica il vettore il cui modulo dato dal valore della lunghezza del tratto di conduttore e il cui verso coincide con quello della corrente convenzionale positiva che lo percorre. Il fatto che il verso di l e il verso della corrente convenzionale positiva coincidono determinata dal duplice fatto che la corrente convenzionale positiva ha verso opposto alla corrente elettronica e che la forza di Lorentz muta il verso rispetto a quello determinato con la regola della mano destra quando la carica su cui si produce negativa. Interpretazione dellinterazione fra correnti e campo magnetico Siano 1 e 2 due fili rettilinei indefiniti percorsi dalle correnti equiverse di valore i1 e i2 . Il filo 1 genera intorno a s un campo magnetico le cui linee di campo sono delle circonferenze e il cui verso antiorario, nei punti del filo 2. Questo campo agisce sul filo 2 producendo una forza di direzione coincidente con al perpendicolare ai fili 1 e 2 e verso che punta dal filo 2 al filo 1. Per determinare il i valore di questa forza F si combinano la formula B = 0 1 , modulo di B generato dal filo 1 a 2d distanza d da esso, con la formula che esprime la forza agente su un conduttore percorso da corrente: ii l F = i 2 lB = 0 1 2 2d modulo della forza sviluppata su un tratto l del filo 2, tenendo conto che la corrente i2 e il campo B in cui essa fluisce sono perpendicolari. Ripetendo lo stesso ragionamento ma considerando il filo 1 immerso nel campo magnetico generato dal filo 2, si dimostra che anche su un tratto l del filo 1 agisce una forza di intensit espressa dalla ii l F = i 2 lB = 0 1 2 ma di verso opposto. In conclusione, dunque, i due tratti di conduttore percorsi 2d da corrente equiversa sono sottoposti a una forza reciproca di tipo attrattivo. Analogamente, se i due tratti di conduttore sono percorsi da corrente opposta, sono sottoposti a una forza reciproca di tipo repulsivo. Definizione operativa dellAmpere Questa formula, a meno del fattore 0 , coincide con la formula dedotta da Ampre, a partire dallipotesi che ogni effetto di tipo magnetico fosse il risultato dellinterazione fra porzioni elementari di conduttori percorsi da corrente. Pertanto essa, viene assunta come punto di partenza per la definizione dellunit della grandezza fondamentale elettromagnetica dellintensit di corrente: lintensit di quella corrente che,

percorrendo nello stesso verso due fili rettilinei indefiniti paralleli fra loro e posti alla distanza di 1 m, fa s che luna attragga 1 metro dellaltro con una forza pari a 2 10 7 N . Da questa definizione ricaviamo:

0 =

2dF 2 2 10 7 N 1m N = = 4 10 7 2 i1i2 l 1A 1A 1m A

Dallunit di 0 si pu dedurre lunit dellinduzione magnetica:


unit

B=

N A N = T , tesla. = 2 A m Am

AZIONE DI UN CAMPO MAGNETICO SU UNA SPIRA PERCORSA DA CORRENTE Premettiamo che i risultati a cui giungeremo possono essere estesi a circuiti chiusi di forma qualunque (spire circolari, orbite elettroniche, ecc.). Supponiamo di avere un circuito di forma quadrata di lato l percorso dalla corrente i immerso in un campo B uniforme e che, allinizio, il circuito sia disposto parallelamente alle linee di campo di B.

Applicando la relazione F = il B ai diversi tratti del conduttore, otteniamo: forza su AB = 0, perch i e B hanno la stessa direzione e lo stesso verso e, quindi, il modulo del prodotto vettoriale i l B sin 0 = 0 ; forza su BC diretta perpendicolarmente al piano del foglio , uscente da esso e perch i e

B sono perpendicolari fra loro, quindi, il modulo del prodotto vettoriale i l B sin 90 = ilB ; forza su CD = 0, perch i e B hanno la stessa direzione e verso opposto e, quindi, il modulo del prodotto vettoriale i l B sin 180 = 0 ; forza su DA diretta perpendicolarmente al piano del foglio , entrante in esso e perch i e B sono perpendicolari fra loro, quindi, il modulo del prodotto vettoriale i l B sin 90 = ilB .

Quindi il circuito quadrato si trova sottoposto a una coppia di forze e, di conseguenza, a un momento meccanico Fl, che tender a farlo ruotare fino a portarlo in un piano perpendicolare alle linee di forza di B , posizione nella quale il momento meccanico si annulla. In questa situazione, sui lati AD e CB si producono forze uguali e opposte, che non influiscono perci sulla rotazione del circuito.

Generalizzando: una spira, immersa in un campo magnetico B , si orienter in modo che il suo piano di giacitura si disponga perpendicolarmente alle linee di campo del campo stesso e con una relazione fra il verso della corrente nella spira e il verso del campo B come in figura.

Momento magnetico di una spira percorsa da corrente Nel caso di una spira di forma quadrata, tenendo conto dei risultati precedenti, avremo:

M = forza braccio = Fl = ilBl = il 2 B Poich l 2 = A , area della superficie definita dal contorno della spira quadrata, avremo:
M = iAB
Caratterizziamo ora una spira qualunque (quadrata, rettangolare o circolare) con un vettore momento magnetico m della spira: direzione coincidente con la perpendicolare al piano della spira; verso individuato dalle dita della mano destra, quando il pollice indica il verso della corrente nella spira; modulo il prodotto iA .

Allora il momento meccanico agente sulla spira sar tradotto dalla formula:

M = m B , in modulo M = mB sin
dove indica langolo definito da m e da B .

INTERAZIONE CAMPO-CORRENTE E LAVORO MECCANICO Linterazione fra la corrente elettrica e il campo magnetico permette di costruire un apparato che consente di convertire energia elettrica in energia di movimento, ovvero lavoro meccanico: motore elettrico. Una spira di forma quadrata si trova immersa in un campo magnetico uniforme orientato come in figura. Facendo passare corrente in senso D-C-B-A, sui lati AB e CD si sviluppa una coppia di forze, che fa ruotare la spira in senso orario. Lazione della coppia di forze nulla dopo una rotazione di 90 in quanto il suo momento meccanico, in quella posizione, nullo. La rotazione prosegue per inerzia ma viene invertita dalla coppia di forze F AB , F CD medesima. Se, per, nellistante in cui la spira ha compiuto la rotazione di 90, viene invertito il senso della corrente che la percorre, allora si inverte anche il senso della coppia di forze e la rotazione pu continuare. Quindi, per ottenere un moto rotatorio continuo della spira, necessario invertire il verso della corrente in essa circolante dopo ogni mezzo giro (questo si ottiene collegando gli estremi della spira ad appositi semianelli che strisciano in modo opportuno su delle spazzole).

IL CONCETTO DI POLO MAGNETICO Poli magnetici e fluidi magnetici Alcuni materiali appaiono dotati di zone particolari che attraggono materiali ferrosi o che si attraggono o si respingono reciprocamente. Fino agli inizi del XIX secolo, le propriet dei poli magnetici venivano attribuiti a fluidi che si consideravano concentrati in essi. Questi punti furono denominati polo Nord e polo Sud a causa della propriet degli aghi magnetici di orientarsi in modo da individuare il Nord e il Sud geografico della Terra. Due poli Nord o due poli Sud si respingevano tra loro mente un polo Nord e un polo Sud si attraevano. Poli magnetici e correnti atomiche Abbiamo visto che gli effetti magnetici sono prodotti da correnti elettriche. Vediamo ora come a tale causa sono riconducibili anche i poli magnetici. Gli atomi sono costituiti da un nucleo circondato da elettroni in movimento su orbite circolari. Linsieme di queste cariche in moto equivale a una corrente costante chiusa su se stessa, similmente a quella che fluisce in una spira conduttrice. Leffetto complessivo di queste correnti microscopiche nel caso in cui siano associate agli atomi di un materiale conduttore di forma cilindrica e supponendo che esse giacciano tutte in piani perpendicolari allasse del cilindro, quello di neutralizzare leffetto allinterno della sezione, lasciando sopravvivere solo le porzioni periferiche delle correnti stesse. Estendendo questo ragionamento a tutte le ipotetiche sezioni del cilindro, si giunge ad immaginare un magnete cilindrico come un sistema percorso da correnti superficiali chiuse su se stesse, tutte parallele e, quindi, in definitiva, come un solenoide percorso da corrente. Quei punti del magnete (poli magnetici), che sembrano costituire i centri delle forze magnetiche, sono quindi i punti ideali

determinati dalla particolare struttura elettrica microscopica del materiale. In particolare il polo Nord corrisponde a quella zona del materiale dalla quale escono le linee del campo di B , mentre il polo Sud corrisponde a quella zona del materiale nella quale entrano le linee di campo di B . Spezzando un magnete in due si riproducono invariabilmente le distribuzioni di correnti che generano il nord e il sud: ecco perch i poli non sono mai separabili.

Forze fra poli magnetici


La descrizione dei poli magnetici fornita precedentemente spiega anche il tipo di forze che si sviluppano fra essi. Quando un polo Sud si affaccia a un polo Nord le correnti superficiali dei due magneti circolano nello stesso senso e quindi si attraggono tra loro. Invece, quando si affacciano fra loro poli uguali le correnti superficiali dei due magneti circolano in senso opposto e, quindi, sviluppano tra loro una forza repulsiva. Ago magnetico in un campo magnetico Abbiamo visto che un ago magnetico equivalente a un piccolo solenoide percorso da corrente ovvero a una piccola spira percorsa da corrente, il cui verso deve essere tale da generare un campo B avente lo stesso orientamento di quello generato dallago magnetico.

Daltra parte, abbiamo mostrato che una spira percorsa da corrente si dispone in modo che il suo piano di giacitura sia perpendicolare alle linee di campo e che la corrente circolante in essa generi un campo magnetico equiverso a quello in cui essa immersa. Quindi: anche un ago magnetico dovr disporsi lungo le linee di campo in modo che il verso indicato dalla sequenza dei suoi poli Sud e Nord coincida con il verso del campo B .

Forze tra poli magnetici ed esperimento di Oersted Quanto si detto sullorientamento degli aghi magnetici in un campo magnetico consente di interpretare lesperimento di Oersted. Una spira percorsa da corrente equivalente a un ago magnetico. Inoltre il campo B , generato dal conduttore posto sopra lago, crea su due porzioni verticali di tale spira delle forze. Si vede , con la regola della mano destra, che sulla porzione di sinistra della spira equivalente si sviluppa una forza F uscente dal piano del foglio e sulla porzione di destra una forza F entrante nel piano del foglio. La coppia di forze F e F determina perci un momento di forze che fa ruotare la spira equivalente, cio lago magnetico, in modo tale che il suo polo nord si sposti a sinistra del filo e il suo polo sud si sposti a destra del filo come osservato da Oersted.

Momento magnetico di un ago magnetico e degli atomi


Abbiamo evidenziato che le correnti elettroniche atomiche consentono di pensare gli atomi come microscopiche spire percorse da corrente. Ne consegue che agli atomi si pu associare un momento magnetico il cui valore, tenendo conto che le correnti elettroniche sono dellordine dei milliampere, allincirca:

m = iA = 10 3 A (10 10 ) 2 10 23 Am 2
Il fatto che gli atomi costituenti un certo materiale siano dotati di momento magnetico o ne risultino privi determina il comportamento magnetico del materiale stesso in presenza di un campo magnetico esterno.

Dispense a uso interno per le classi 5^TA-5^TC A.S. 2010/2011 Elaborate ed integrate dal Prof. Antonio Grandieri sul testo di P.Marazzini - M.E. Bergamaschini - L.Mazzoni