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Fondamenti della Comunicazione Musicale

a.a. 2012-13
Prof.ssa Leonella Grasso Caprioli

Ritmo e metro

Ritmo e metro sono in musica astrazioni di eventi analoghi, laddove il metro inteso quale struttura
isocrona accentuativa e il ritmo perviene agli effetti pi particolari del fenomeno.
A prescindere dalla musica come evento organizzato, ritmo e metro sono elementi essenziali anche
nel linguaggio (particolarmente nella prosodia).
Esiste storicamente un ampio dibattito nella teoria della musica circa la distinzione fra ritmo e metro
e lindividuazione dei loro punti di coincidenza.

Due tipi di indicazione relativa alla determinazione del rapporto fra

metro e ritmo in musica:

metro quale sottoinsieme di ritmo;


metro come concetto distinto da ritmo, essenzialmente configurabile solo in presenza di
accentuazioni isocrone (a differenza del ritmo).

Metro

Intervallo di tempo isocrono particolare e intervallo di tempo isocrono generale (ricorsi del tempo
forte che determina la misura).
Suono ripetuto a intervalli regolari (nella lirica classica unit di misura del verso, formata da uno o
due piedi: m. dattilico | estens., il verso o la strofa formati da una serie di tali unit. Nella poesia
moderna, schema metrico: m. settenario; struttura caratteristica di un certo tipo di componimento: m.
del sonetto)
In tutti i casi: il metro si configura quale riferimento implicito indispensabile per la valutazione del
ritmo.

Ritmo

Intervallo di tempo fra due eventi (in riferimento allidea di periodicit).


Organizzazione della durata delle note e delle pause (anche: cadenza tipica degli elementi di una
composizione che costituiscono laccompagnamento: r. di valzer)
In senso lato, il ritmo indica una strutturazione temporale (in questo caso, il termine non esclusivo
della musica, ma si riferisce anche alle arti linguistiche, alla vita organica e alle arti plastiche).

Tempo

Il tempo nella musica struttura primaria.


Tale categoria assume importanza intrinseca e fondante in ogni espressione artistica in cui laspetto
narrativo va a svilupparsi nella dimensione temporale;
Il tempo, in aggiunta, implica laspetto formale della musica (nella misura in cui la forma musicale si
struttura linearmente secondo un processo cronologico di cui riconoscibile lo schema).

Esiste un tempo assoluto ed un tempo trattato musicalmente.

Alla base dellesperienza dellascolto musicale sta la relazione fra:


tempo reale (sviluppo cronometrico, nella dimensione temporale, dun brano musicale).
tempo psicologico (esperito soggettivamente)

(J. Kramer):
La differenza fra tempo assoluto e tempo musicale la differenza fra il tempo che un pezzo di musica
occupa e il tempo che un pezzo presenta o evoca.
Il tempo musicale quindi un flusso cronologico - reale o psicologico - lungo il quale scorrono gli eventi.

La forma di questo flusso, sorta di corrente che trasporta informazione musicale (Azzaroni),
determinata da alcuni caratteri interni, primo fra tutti laccento.
Cogliere un punto del continuum temporale come pi marcato, identificarlo come accento musicale,
normalmente il risultato del concorso di pi fattori fra loro concordanti o contrastanti.

La percezione del tempo qualificatamente definibile in termini dinamici di tensione e distensione.

In una composizione musicale, lasincronia fra impulsi metrici e ritmici e la coincidenza di entrambi i
livelli (sincronia) sono responsabili delle sensazioni di
distensione
tensione
conflitto
coordinamento.

(Azzaroni):
Tali impressioni caratteristiche dell'ascolto si presentano come condizione permanente della percezione del
tempo

Tempo e scrittura

Lo sviluppo storico si mosso nel senso duna chiarificazione strutturale musicale e semiografica del
metro (frattura ante e post il periodo XVII-XIX secc. di storia della musica).
Importanza della scrittura musicale che intende rappresentare, attraverso la forma delle note, la
dimensione temporale.
Le figure musicali non hanno valore assoluto, ma indicano durate di tipo relativo.
La notazione mensurale (XIII-XVI) si svilupp nel corso del XIII secolo quando, con lespandersi
della musica polifonica, divenne necessario indicare nel dettaglio le durate (Francone Ars Cantus
Mensurabilis, 1290)

La battuta, o misura, lunit allinterno della quale si replica un medesimo modulo evidenziato
dallaccento forte.
Graficamente la battuta delimitata da due stanghette (espediente visivo di distribuzione grafica).
Nella notazione occidentale la misura della battuta musicale implica la struttura dell'accentazione
delle note, ove alcune sono pi accentate di altre.
Al cambio di tempo cambia dunque anche il modo in cui le note sono accentate.
Larmatura in chiave, per quanto riguarda lindicazione di tempo, rimanda a una struttura
accentuativa (metro) che determina la pulsazione continua ed articola lo scorrere del tempo secondo
unit che si succedono e che sono determinate da una frazione numerica.
Al denominatore riportato il valore dellunit di figura
Al numeratore indicata la quantit di figure necessarie a completare la misura.
4/4 (C) : quattro note da ciascuna (semiminime)
Lindicazione di tempo ne stabilisce la velocit (Andante, Adagio, Con moto etc.) sulla base duna
quantificazione della pulsazione isocrona di base (tactus) che marca il trascorrere del tempo.
Sulla base del battito, possibile dispiegare le note secondo valori diversi a completamento della
misura, spostando eventualmente laccento tonico: gli effetti ottenuti sono di tensione, riposo,
eccitamento.
L'accento pu essere ottenuto introducendo una modifica significativa nei parametri del suono, in
modo tale da evidenziare una nota rispetto le altre.
Dal punto di vista dellascolto: Leonard B. Meyer (The rythmic structure of music, 1963) afferma che
la percepibilit del ritmo deriva dalla differenziazione accentuativa che consente lindividuazione di
raggruppamenti consimili.
Modelli binari e ternari semplici (cio a suddivisione binaria):

4/4
2/4
2,/2
3/4
3/2 etc.

N.B.: Lindicazione in armatura di chiave fornisce al numeratore il numero di figure (il cui valore indicato dal
denominatore) necessarie a completare la misura.
Modelli binari e ternari composti (cio a suddivisione ternaria):

6/8
9/8
12/8 etc.

N.B.: Lindicazione in armatura di chiave fornisce al numeratore il numero complessivo di figure (il cui valore
indicato dal denominatore) necessarie a completare la misura in raggruppamenti di tre figure per unit di
tactus (impulso).

Ascolti
Guillame de Machaut (ca. 1300-1377), Messe de Notre Dame, Kirye Eleison, Ensemble Binchois
http://www.youtube.com/watch?v=DALBMRwsfxo
Georg Frideric Hndel (1685-1759), Water Music (1717)
http://www.youtube.com/watch?v=6fa2wZEsRWM
Rustiqua Tribal Dance
http://www.youtube.com/watch?v=sLQXYzrpjfU&feature=related
Johann Simon Mayr (1763-1845), La biondina in gondoleta
http://www.youtube.com/watch?v=PoKfvr01lL8
Zakir Hussain, Tabla
http://www.youtube.com/watch?v=As1OMMcHXFs&feature=related
Ben. I. King, Stand by me (1961)
http://www.youtube.com/watch?v=hmGQ5SlazJA

Approfondimento bibliografico
M. AGAMENNONE / S. FACCI / F. GIANNATASIO / G. GIURIATI, Grammatica della musica etnica, Bulzoni
1991
D. ARNOLD, The New Oxford Companion to Music, Oxford Un. Press 1983 (v. A. Whittall)
L. AZZARONI, Canone infinito, lineamenti di teoria della musica, CLUEB, Bologna 1997
B.B.R. BARRY, Musical Time. The Sense of Order, Pendragon Press, Stuyvesant 1990
Th. CLIFTON, Music as Heard, a Study in Applied Phenomenology, Yale Univ. Press, New Haven-London
1983
J. D. KRAMER, The Time of Music. New Meanings, new Temporalities, new Listening Strategies, N.Y.,
Schirmer Books, 1988
L. B. MEYER, The rythmic structure of music, 1963
J.-J. NATTIEZ (a cura di), Enciclopedia della musica, Il sapere della musica , vol. II, Einaudi 2002 (vv. K.
Agawu, J. Kramer)
J.-J. NATTIEZ, Il discorso musicale (per una semiologia della musica), Torino, Piccola Biblioteca Einaudi,
1977

Intervalli

Gli intervalli si indicano per gradualit (la distanza fra due suoni calcolata enumerando la
separazione in note diatoniche)
Gli intervalli si qualificano secondo categorie armonico-tonali: rispetto al modello di distanza tra i
suoni nella scala tipo, gli intervalli (sia melodici che armonici, cio gli accordi) si definiscono:
Maggiori (la distanza in T e S corrisponde alla scala-tipo Do maggiore):
DO-MI
Minori (la distanza tra due suoni minore di un S rispetto ad un intervallo maggiore):
DO-MIb
Diminuiti (la distanza tra due suoni minore di un T rispetto ad un intervallo maggiore):
DO-MIbb
Pi che diminuiti (la distanza tra due suoni minore di un Ts rispetto ad un intervallo
maggiore):
DO-MIbbb
Aumentato (o Eccedente, la distanza tra due suoni maggiore di un S rispetto ad un
intervallo maggiore):
DO-MI#
Pi che aumentato (la distanza tra due suoni maggiore di un T rispetto ad un intervallo
maggiore):
DO-MI##
Il rivolto di un intervallo sempre di segno opposto (il maggiore diventa minore, il diminuito
eccedente etc.)
Gli intervalli di IV, V e VIII non partecipano della categoria maggiore-minore, ma si dicono giusti
(perch il loro rivolto rimane inalterato dal punto di vista della misura tonale.

Melodia

La melodia una successione lineare di suoni, ritmicamente organizzati e rispondenti a determinate


regole e meccanismi di strutturazione.
I suoni di una melodia hanno altezza definita e durate inquadrabili in un tempo musicale, in accordo
a convenzioni culturali date.
Una melodia un insieme di suoni successivi di altezza variabile, aventi fra loro rapporti tali che la
loro percezione globale sia suscettibile di soddisfare contemporaneamente l'intelligenza e la
sensibilit (Guy Ferchault)

DeMauro:
elemento fondamentale del linguaggio musicale che riguarda i vari suoni di altezza variabile, i quali,
prendendo le mosse dal motivo e regolati dal ritmo, si succedono progressivamente entro una
struttura unitaria, in modo da formare una frase o unaria di valore espressivo definito
composizione o esecuzione musicale sia vocale sia strumentale, considerata indipendentemente
dallaccompagnamento armonico

Melodia e ritmo

In Occidente, la definizione duna melodia in termini ritmici fa riferimento a strutture quali il


periodo, la frase, la mezzafrase
La funzione tonale ha influenza sulla durata
In altre culture, lelemento ritmico prevale sullespressione melodica a livello di
comunicazione musicale (p.e. in Africa, ove luso di strumenti a percussione non intonati ha
sostituito a livello semantico la melodia)
Il ritmo determina alcuni criteri di definizione della melodia

Melodia e linearit

Linearit come dimensione essenziale: i suoni si succedono riuscendo a mantenere la


capacit di essere precisamente distinti a livello percettivo da ogni altro elemento musicale
La percezione lineare della melodia analoga a quella visiva del contorno di una figura (cfr.
la Gestalttheorie, teoria della percezione delle forme)
La melodia, secondo i meccanismi della memoria, funziona da riferimento estetico e
normativo:
la melodia ci che rimane una volta che la musica finita,
la melodia ci che cantabile,
la buona melodia quella che si pu facilmente memorizzare.

Le componenti variabili in una melodia sono:

La scala
Le implicazioni tonali e armoniche (note strutturali, ornamentali e di passaggio)
Le altezze (intervalli, ambito, registro)
Il movimento melodico (congiunto/disgiunto, ascendente/discendente)
Il ritmo (tempo, struttura metrica, agogica, articolazione degli accenti metrici, ritmici,
dinamici, agogici, melodici, armonici, espressivi)
La struttura di frase (cellule, motivi, frasi, periodi)
Le strutture tematiche
Lo sviluppo
Le relazioni formali

Ascolti
Johann Sebastian Bach (1685-1750), Suites francesi BWV 816, Suite n. 5 in Sol maggiore, Sarabanda e
Giga, Piotr Andreszewski
http://www.youtube.com/watch?v=b-j-n0B_2A8
Bjrk, Antony Hegarty, Fletta
http://www.youtube.com/watch?v=Fpmq4Fi8ic0

Armonia

La combinazione in senso verticale di pi suoni che vibrano simultaneamente, al fine di produrre


accordi e progressioni accordali.
Il termine usato per descrivere tali aggregazioni di suoni, e anche per denotare il sistema di principi
strutturali che regolano tali combinazioni.

Qualsiasi attivit dascolto cosciente deve includere operazioni di decodifica che hanno a che fare con le
dimensioni spazio-temporali della musica; quella orizzontale degli andamenti melodici (segmentazione) e
quella verticale delle armonie (stratificazione). (Passannanti)
Jean-Philippe Rameau (1683-1764): la melodia un prodotto dellarmonia

Normalmente si suddivide la musica in armonia e melodia, bench questa non sia che una parte di
quella, e bench basti conoscere l'armonia per essere perfettamente al corrente di tutte le propriet
della musica [1722, p. I].

Vincent DIndy (1851-1931): larmonia un prodotto della sovrapposizione melodica

L'armonia risulta dalla sovrapposizione di due o pi melodie differenti [1903, p. 91]. La


preponderanza attribuita dagli armonisti alla nota pi grave... risale alla pratica del basso continuo,
uno dei principi rinascimentali che pi ha contribuito a falsare lo studio dell'armonia.

DeMauro
consonanza di suoni vocali o strumentali simultanei di piacevole ascolto
(TS) teoria che definisce la struttura degli accordi e ne studia la combinazione: studiare a.

Armonia triadica

Il fondamento dellarmonia, intesa come normativa delle relazioni verticali fra i suoni e delle
interazioni fra gruppi di suoni, laccordo triadico.
L'accordo elementare dellarmonia tonale chiamato perfetto, perch l'agglomerato di note da esso
costituito fornisce la sintesi pi compiuta di tutti i rapporti intervallari consonanti: quelli d' ottava, di
quinta e di quarta, di terza e di sesta.
Le triadi fondamentali sono costruite come sovrapposizione di terze e possono essere:

Maggiori
Minori
Diminuite
Aumentate

(III+ III- ovvero


(III- III+ ovvero
(III- III- ovvero
(III+ III+

III+ V)
III- V)
III- Vdim.)
ovvero III+ Vecc.)

Accordi e loro rivolti


Un accordo si pu trovare allo stato fondamentale oppure in forma di rivolto quando al grave viene a trovarsi
un suono diverso dalla fondamentale:

stato fondamentale
I rivolto di 3 e 6
II rivolto di 4 e 6

(I, III,V)
(I, III, VI)
(I, IV, VI)

Classificazione dei collegamenti accordali

Le norme che regolano i rapporti tra le note duna scala derivano dalle funzioni armoniche degli
accordi nel sistema tonale.
La condotta delle parti in senso armonico pu avvenire in tre modi:
per moto retto (tutte le parti procedono nella stessa direzione);
per moto contrario (tutte le parti procedono in moto inverso rispetto alle altre),
per moto obliquo (una o pi parti rimangono ferme mentre le altre si muovono).

Parti a moto obliquo

Parti a moto contrario

Cadenze

Formule conclusive che costituiscono una sorta di punteggiatura definitoria degli incisi musicali.
Le cadenze sono procedimenti melodico-armonici:

Cadenza perfetta
Cadenza plagale
Cadenza sospesa
Cadenza dinganno

V-I
IV-I
I-V
V-VI

Modulazione

La caratteristica del linguaggio tonale consiste nella possibilit di passare dalla tonalit dimpianto ad
una altra vicina (ce ne sono cinque) alterando la funzione tonale degli accordi.

Ascolto
Fryderyck Chopin (1810-1849), Walzer, op.64 n. 2 (1831), Arthur Rubinstein
http://www.youtube.com/user/ClassicalScores#p/u/9/hOcryGEw1NY

Accenti
Laccento in musica definisce ritmica e metrica, ci che d forma al flusso cronologico, sia esso reale o
psicologico.
Differente il concetto di accento metrico da quello di accento ritmico:
rispetto al metro, gli accenti si pongono quali marcatori e generatori di energia dinamica
(punti di origine, veri e propri momenti di avvio duna fase di espansione dinamica);
rispetto al ritmo essi vengono a rappresentare il punto focale duna sezione (fungono da
punti di stabilit e possono coincidere o no con quelli metrici).
Laccento pu essere definito in termini generali come uno stimolo (o un susseguirsi di stimoli) significativo
per la coscienza. (Cooper e Meyer 1960).
Laccento fondamentalmente distinzione fra forte e debole, prodotto della modificazione dinamica (
e differenziazione timbrica insieme).
Le classi di accenti pi comuni sono:
Dinamico
Di durata
Iniziale
Testurale
Melodico
Armonico
Articolatorio
Motivico
Dinamica: afferisce allintensit, graficamente documentabile sin dallinizio delle prime esperienze
notografiche, elemento espressivo fortemente radicato nella cultura musicale e particolarmente quella
occidentale.

Accento dinamico
determinato da una variazione di intensit nell'emissione di un suono, come anche dal
carattere specifico del meccanismo di produzione del suono da parte degli strumenti.
Accento di durata
nel caso in cui a parit di condizioni generali - una nota pi lunga sia preceduta (e/o
seguita) da una nota pi corta, quella pi lunga viene percepita come accentata;
il risultato duna successione continua di accenti di durata pu essere prodotto da una
successione di note di durata crescente;
la sensazione della presenza di accenti di durata pu essere determinata anche da
cambiamenti del ritmo armonico (cfr. oltre).
Accento dell'incipit
in linea generale, qualsiasi intervento musicale registrabile come ingresso dun nuovo
evento, produce la sensazione daccento: l'attacco di ogni singola nota, i cambi di altezza, i
movimenti armonici, le modificazioni di testura.
Accento testurale
lo si percepisce in coincidenza di attacchi simultanei di tutte (o molte) voci (e/o) strumenti di
una medesima testura;
si verifica in concomitanza con attacchi di voci singole in successione (come ad esempio nel
canone o nello stretto di fuga)
lo si rileva per un cambio improvviso di registro di una o pi voci.

Testura: deriva dall'inglese texture: "La testura della musica consiste di tutti i suoi componenti sonori; essa
condizionata in parte dal numero di quei componenti sonori in simultaneit o in coesistenza, le sue qualit
sono determinate dalle interazioni, interrelazioni e relative proiezioni e sostanze delle linee componenti o di
altri fattori sonori componenti" (cfr. W. Berry, Structural Functions in Music, New York, Dover, 1987, p. 184: 1
ed.: EngIcwood Cliffs (N.J.), Prentice-Hall, 1976).

Accento del contorno melodico


i vertici superiori ma in una certa misura anche quelli inferiori di un contorno melodico
risultano accentati in quanto coincidono con un cambio di direzionalit.
Accento articolatorio
Si definisce in questo modo laccento di fraseggio (raggruppamento di note sotto un'unica
legatura di espressione), posto sulla prima nota di inizio frase.
Accento motivico

Linizio di un disegno melodico o lattacco di un motivo, generalmente risulta accentato.

Ascolti
Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791), Concerto per pf n. 24 K 491 in Do min., Maria Joao Pires, dir.
Riccardo Chailly
http://www.youtube.com/watch?v=CJXnYMl_SuA
Franz Liszt (1811-1886), Rapsodia ungherese n. 2 in Do# min., Shura Cherkassky, (The Cat Concerto
(1947), MGM)
http://www.youtube.com/watch?v=f84a3NPgTQo