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Aggiornamenti dal BMJ:

Malattia da Virus Ebola

Evento FAD ECM in Autoapprendimento 5 Crediti ECM

INDICE
Aggiornamenti dal BMJ: Malattia da Virus Ebola

- ABSTRACT ITALIANO
- BMJ CLINICAL REVIEW: EBOLA VIRUS DISEASE
- BMJ CLINICAL REVIEW: EBOLA: A CLINICAL GUIDE
- BMJ BEST PRACTICE: EBOLA VIRUS INFECTION: DIAGNOSIS TESTS
- BMJ BEST PRACTICE: EBOLA VIRUS INFECTION: TREATMENT
- BMJ NEWS: WHO GIVES GO AHEAD FOR EXPERIMENTAL TREATMENTS TO BE
USED IN EBOLA OUTBREAK
- BMJ NEWS: US SIGNS CONTRACT WITH ZMAPP MAKER TO
ACCELERATE DEVELOPMENT OF THE EBOLA DRUG
- BMJ EDITORIALS: EBOLA AND OTHER VIRAL HAEMORRHAGIC FEVERS
- BIBLIOGRAFIA

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ABSTRACT ITALIANO
Aggiornamenti dal BMJ: Malattia da Virus Ebola
Nellagosto 2014 lOrganizzazione Mondiale
della Sanit ha rilasciato una dichiarazione
pubblica nella quale ha definito lepidemia di
Ebola in Africa Occidentale un evento
straordinario ed un rischio potenziale per altri
Paesi.
La virulenza del virus, la facilit di trasmissione
sia in comunit che nei luoghi di cura, associate
alla fragilit del sistema sanitario nei Paesi
colpiti, hanno fatto s che si rendesse necessario
un intervento coordinato a livello internazionale
per cercare di fermarne la diffusione.
La malattia da virus Ebola (in passato chiamata
anche febbre emorragica da Ebola, ora
ridefinita, poich i fenomeni emorragici sono
meno frequenti di quanto si credeva in passato,
presentandosi in meno del 50% dei soggetti
colpiti) fa parte di un gruppo di patologie
definite infezioni emergenti. In questo gruppo
sono incluse nuove infezioni che colpiscono
luomo in modo estensivo, provenendo dagli
animali (si ritiene che questo sia stato il percorso
dellHIV) o infezioni conosciute che aumentano
lincidenza e colpiscono nuove aree geografiche
grazie agli intensi scambi di persone e animali e
ai cambiamenti climatici. Le esperienze passate
(come la gestione dellinfluenza aviaria o del
virus influenzale H1N1) hanno dimostrato come
vi sia ampio spazio di miglioramento e crescita
nel controllo della diffusione di queste infezioni,
spesso gestite in modo reattivo e tardivo, con
impatto sociale ed economico elevatissimo.
Per questa ragione, gli sforzi della comunit
scientifica ed economica si stanno focalizzando
per potenziare i meccanismi di sorveglianza nelle
dinamiche della trasmissione delle infezioni sia
nellambiente veterinario che umano, al fine di
poter identificare con anticipo eventuali
cambiamenti significativi e poter predisporre
strategie di prevenzione che, secondo gli analisti,

risultano molto pi promettenti e percorribili


delle strategie di cura.
Il virus Ebola fa parte di un gruppo di zoonosi
(malattie che hanno un reservoir animale, che
possono essere trasmesse sia da animale a uomo
che da uomo a uomo) che includono il virus
Lassa, il virus della febbre emorragica CrimeaCongo, il virus Marburg, e il virus emergente
Lujo.
Lepidemia in corso iniziata nel Dicembre
2013 in Giunea, ed ora interessa in modo
massiccio anche la Sierra Leone e la Liberia.
Nuovi casi sono stati accertati in Nigeria, ed in
misura pi limitata in Senegal. Due sono i casi
accertati di infezione al di fuori dellAfrica:
uno negli Stati Uniti ed uno in Spagna. La
mortalit nelle aree endemiche varia dal 50 al
90%, anche se i dati variano man mano che
lepidemia prosegue con la sua diffusione.
Linfezione ha un periodo di incubazione
variabile da 2 a 21 giorni. Non esistono
portatori inattivi: una volta contratta linfezione
compaiono i primi sintomi che sono
estremamente aspecifici: febbre, cefalea, algie
diffuse, seguite da diarrea e vomito. La
disidratazione e lastenia che ne conseguono
sono aggravate dalla disfagia, che rende ancora
pi difficoltosa la somministrazione di liquidi al
di fuori dellambiente medico. Le emorragie
estese non sono comuni: pi frequentemente
compaiono negli stadi avanzati sotto forma di
melena ed ematemesi. La totale aspecificit dei
sintomi per tutto il decorso della malattia fa s
che la diagnosi differenziale risulti
particolarmente difficoltosa, se non impossibile
in assenza di test diagnostici: le stesse emorragie
possono essere un segno di coagulazione
intravascolere disseminata (CID), una
complicanza estremamente severa di moltissime
malattie infettive. Di fatto, lelemento

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ABSTRACT
ABSTRACT ITALIANO
ITALIANOABSTRACT
ITALIANO

epidemiologico diventa il fattore chiave per


formulare il sospetto clinico di malattia da virus
Ebola.
I soggetti maggiormente a rischio di contrarre
linfezione sono coloro che sono stati a stretto
contatto con un malato, quindi in primo luogo i
familiari e i conviventi, ma anche tutto il
personale sanitario e coloro che hanno avuto a
che fare con il cadavere per la preparazione delle
esequie. Il virus infatti presente nei fluidi
corporei dei pazienti sintomatici (ma persiste nel
liquido seminale in forma attiva anche nei
pazienti guariti fino a 7 settimane dopo la
guarigione) e nel cadavere.
La trasmissione comunitaria cio dovuta a un
contatto casuale, un avvenimento meno
frequente, tuttavia si ritiene che, in caso di
contatto con una persona infetta, chiunque debba
essere tenuto in osservazione per 21 giorni per
escludere linfezione.
La malattia tipicamente si manifesta in tre fasi:
nei primi giorni si presentano sintomi nonspecifici come febbre, cefalea e mialgia, seguiti
da una fase gastrointestinale nella quale
predominano diarrea, vomito, dolori addominali
e disidratazione. Nella seconda settimana di
decorso clinico, il paziente pu andare incontro o
al recupero o al deteriorarsi del quadro clinico,
con collasso, manifestazioni neurologiche e
sanguinamento, questa terza fase spesso fatale.
Il principale test diagnostico per linfezione da
virus Ebola la PCR real time (Ebola RT-PCR).
Il test dovrebbe essere eseguito in tutti i pazienti

con sospetta infezione da virus Ebola quando il


paziente in isolamento. I risultati della RTPCR sono disponibili 24-48 ore prima dei test
ELISA (enzyme linked immunosorbent assay).
LRNA virale pu essere individuato dalla RTPCR nel sangue di pazienti dal 3 al 6-17 giorno
dalla comparsa dei sintomi.
.
Il virus particolarmente resistente, pu vivere
in ambiente secco per diversi giorni, resiste al
congelamento e alla refrigerazione, ma
inattivato dallirradiazione gamma, dal
riscaldamento a 60 gradi per 60 minuti o dalla
bollitura per 5 minuti.
Anche per questa ragione si incoraggia la
cremazione dei cadaveri, laddove questo sia
possibile ed accettabile.
Per quanto riguarda il trattamento del paziente
infetto, al momento i pazienti devono essere
trattati con terapie sintomatiche e di supporto che
possano alleviare i sintomi, ridurre la
disidratazione ed eventualmente supporto
trasfusionale. I pazienti che presentano sintomi
di CID devono essere sottoposti a terapia
intensiva vista lalta mortalit.
Esistono poi alcune molecole in via di sviluppo,
non ancora completamente testate in termini di
efficacia e sicurezza. La molecola pi conosciuta
ZMapp che una combinazione di 3 anticorpi
monoclonali, altri farmaci in via di sviluppo
sono TKM-Ebola, Brincidofovir (CMX-001),
Favipiravir (T-705), BCX-4430 e AVI-7537. Al
momento sono in studio anche due vaccini
(cAd3-ZEBOV e rVSV-ZEBOV).

BIBLIOGRAFIA
Aggiornamenti dal BMJ: Malattia da Virus Ebola
ABSTRACT ITALIANO E CURALTELA
Federica Pavan, Responsabile Scientifico ECM e Curatrice ECM
Patrizia Zucchi, Curatrice ECM
BIBLIOGRAFIA
Clinical Review - Ebola virus disease
Nicholas J Beeching, senior lecturer (honorary consultant), Liverpool School of Tropical
Medicine, Royal Liverpool University Hospital, Liverpool, UK; Royal Liverpool University
Hospital, Liverpool, UK
Manuel Fenech specialist trainee in infectious diseases, Royal Liverpool University Hospital,
Liverpool, UK
Catherine F. Houlihan, clinical research fellow, London School of Hygiene and Tropical
Medicine, London, UK
News - Who gives go ahead for experimental treatments to be used in Ebola outbreak
Anna Sayburn, independent writer and editor, specialising in medicine and healthcare journalism,
member of the Patient Information Forum and the executive committee of The Information
Standard and BMJ editor
News - Us signs contract with ZMapp maker to accelerate development of the Ebola drug
Michael McCarthy, M.D. and trained in internal medicine and Washington Post's health section
and Reuters medical journalist, Senior editor with the British Medical Journal
Editorials - Ebola and other viral haemorrhagic fevers
Tom E Fletcher, Wellcome trust training fellow, Liverpool School of Tropical Medicine, Liverpool
L3 5QA, UK
Timothy J G Brooks, clinical services director, Rare and Imported Pathogens Laboratory, Public
Health England, Porton Down, Salisbury, UK
Nicholas J Beeching, senior lecturer (clinical) in infectious diseases, Liverpool School of Tropical
Medicine, Liverpool L3 5QA, UK