Sei sulla pagina 1di 34

RELAZIONI DISTRUTTIVE

ASPETTI CLINICI, TERAPEUTICI


E CRIMINOLOGICI

A CURA DI MARINA DE ROSE


Il presente libro è accreditato come Autoapprendimento FAD con riconoscimento ECM
per tutte le professioni, solo attraverso apposita registrazione al sito www.ebookecm.it

In copertina “Riflessi”, Albino Triglio, olio su tela, 1999 (su gentile concessione di Riccar-
do Piero Dalle Luche).

Tutti i frammenti di video citati nell’opera sono visualizzabili alla pagina della playlist:
https://www.youtube.com/playlist?list=PLhCpjSIQEuVyXXe-ID-TRwXXx63CL2JXr.

COLLANA EBOOKECM
EBOOK PER L’EDUCAZIONE CONTINUA IN MEDICINA © 2021
ISBN: 9788831253284
INDICE

PROLOGO 8
MARIA CRISTINA QUATTRONE

Riferimenti bibliografici 11

INTRODUZIONE 12
MARINA DE ROSE

Riferimenti bibliografici 16

Parte 1: LA CLINICA – AMORE DISAMORE TRAUMA

Capitolo 1
CATASTROFI SENTIMENTALI. AMORE E DISAMORE
MORE GEOMETRICO DEMONSTRATI 18
RICCARDO PIERO DALLE LUCHE

Premessa 19
UNO 20
DUE 22
TRE 24
QUATTRO 26
CINQUE 28
SEI 30
SETTE 32
Conclusioni 33
Riferimenti bibliografici 34
Capitolo 2
FENOMENOLOGIA DEL MODO DI ESSERE NELL’AMORE.
COME DIVINANDO DA UN FONDO ENIGMATICO E BUIO...
SEGRETAMENTE, ENTRO L’OMBRA E L’ANIMA 35
GAETANO MARCHESE

Riflessioni conclusive 67
Riferimenti bibliografici 71

Capitolo 3
L’AMORE PERVERSO. EROS MELANCONICO E PERVERSIFICAZIONE 75
RICCARDO PIERO DALLE LUCHE

Immagini 75
Introduzione 77
Due esempi d’Autore 80
Gli universi perversi nelle teoresi psicoanalitiche 85
Dalla normalità alla patologia: l’innamoramento, l’amore ed i suoi fallimenti 98
Alcune precisazioni cliniche 108
Verso una definizione delle operazioni essenziali della perversione 109
Riferimenti bibliografici 111

Capitolo 4
DA EROS A THANATOS, CATASTROFE AFFETTIVA E NIENTIFICAZIONE
DELL’OGGETTO AMATO 115
GAETANO MARCHESE

Capitolo 5
TRAUMA DA NARCISISMO (TdN) 123
PIER PIETRO BRUNELLI

Ipotesi e precisazioni per una nuova diagnosi 123


Far impazzire il partner con il “doppio legame” 127
Trauma e delirio amoroso 130
L’amore che fa male all’anima e al corpo 132
Narcisismo. Una malattia spirituale? 134
Lussuriosi: gli incontinenti passionali 137
Il caso di Jung e Sabina Spielrein tra Inferno e Purgatorio 140
Verso il Purgatorio come terapia 143
Riferimenti bibliografici 145
Parte 2: LA TERAPIA

Capitolo 6
LA PSICOLOGIA DELL’AMBIVALENZA E DELL’AMBIGUITÀ 147
RICCARDO PIERO DALLE LUCHE

Il vero e il falso in psicoterapia 147


La psicoterapia dei pazienti ambigui 149
La psicoterapia dell’ambivalenza 154
Il “deficit mentale” nell’ambiguo e nell’ambivalente 157

Capitolo 7
ELEMENTI DI PSICOTERAPIA NELLE RELAZIONI DISTRUTTIVE.
UN APPROCCIO ANALITICO DI GRUPPO 159
GAETANO MARCHESE

Riferimenti bibliografici 172

Capitolo 8
SI VIS AMARI, AMA. UN APPROCCIO IMMAGINALE
ALLA TERAPIA DELLA SOFFERENZA AMOROSA 174
PIER PIETRO BRUNELLI

Amori patemici e patologici 174


Etichette e cornici usate male 177
Narcisismo/Borderline e Complessi 179
Complessità e complessi 180
Il vampiro interiore 181
La metafora della vampirizzazione amorosa 183
Elementi per una Psicoterapia immaginale degli amori vampirizzanti 189
Riferimenti bibliografici 197

Capitolo 9
CLINICA E TRATTAMENTO FARMACOLOGICO NELLE SEPARAZIONI
E NELLE ROTTURE AFFETTIVE 199
RICCARDO PIERO DALLE LUCHE

Rotture acute 202


Reazioni nel medio/lungo periodo 203
Decorsi e terapie a lungo termine 204
Conclusioni 205
Riferimenti bibliografici 206
Parte 3: ASPETTI CRIMINOLOGICI E GIURIDICI

Capitolo 10
LA VIOLENZA NELLE RELAZIONI PATOLOGICHE 208
PAOLO DE PASQUALI

Uxoricidio e responsabilità penale 219


Riferimenti bibliografici 221

Capitolo 11
DALLA MANIPOLAZIONE RELAZIONALE ALLA VIOLENZA PSICOLOGICA:
CHI SONO I SERIAL KILLER DELL’ANIMA 223
CINZIA MAMMOLITI

Il manipolatore e il narcisismo 223


Il disturbo narcisistico di personalità 225
La relazione tra disturbo narcisistico di personalità e manipolazione relazionale 227
Il narcisismo perverso 228
Le peculiarità della perversione narcisista 229
I tratti distintivi del narcisista perverso 230
Il camaleontismo del manipolatore 232
Il fiuto dei manipolatori 235
I tratti distintivi dei manipolatori relazionali 236
Riferimenti bibliografici 239

Capitolo 12
LA VIOLENZA PSICOLOGICA VISTA DA UN AVVOCATO 240
ALESSANDRA DI MAURO

APPENDICI

Appendice 1
CASO CLINICO GIUDIZARIO: “LA GUERRA DEI ROSES DELL’OLGIATA” 247
PAOLO DE PASQUALI

Appendice 2
LO SGUARDO DEL DESIDERIO. NOTA SU UN CASO
DI SMARTPHONE-VOYEURISMO 252
RICCARDO PIERO DALLE LUCHE

Uno spunto clinico 255


L’oggetto del desiderio e la pulsione scopica 257
Guardare vs vedere 263
Riferimenti bibliografici 265
Appendice 3
DALLA VIOLENZA PSICOLOGICA ALL’OMICIDIO:
IL CASO DI SARA DI PIETRANTONIO 268
NICODEMO GENTILE

CONCLUSIONI 271
MARIA CRISTINA QUATTRONE — MARINA DE ROSE
indice

PROLOGO1

MARIA CRISTINA QUATTRONE

Ogni fine ha in sé un elemento di dolore, di lutto, di rimpianto, ogni


fine è a suo modo una ferita che ha bisogno di tempo per essere lenita e
curata. La fine di un affetto, che sia esso un’amicizia, un amore, o anche
un rapporto lavorativo importante, lascia un dolore nell’animo, perlome-
no negli animi che conservano la capacità di sentire gli affetti, sia nel bene
che nel male.
Esistono però dei rapporti che finiscono lasciando un senso di dispe-
razione e di dolore quasi insopportabile. Non è cosa rara, ma non è nem-
meno esperienza facilmente comprensibile per chi non l’abbia vissuta; è
l’esperienza di
“anime devastate dalle diverse forme di disamore: l’impossibilità di
viverlo, di esprimerlo, di percepirlo, di restituirlo, di mantenerlo nel
tempo, di farlo essere quello che è: una forza che consente di tenere
unite due persone estendendone le potenzialità” (Dalle Luche, Bertac-
ca, 2007, p. 11).
È l’esperienza di amori, ma anche, più in generale, di sentimenti po-
sitivi di affetto, simpatia, amicizia che nascono ma che non giungono al
loro reale compimento, anzi tradiscono la loro stessa origine, la spinta ini-
ziale che li ha generati, poiché si trasformano in luoghi di odio, di rabbia,
di vendetta, di rimpianto, di amara desolazione.

1
Testo della presentazione del volume: Dalle Luche, R., Bertacca, S. (2007). L’ambivalenza e l’am-
biguità nelle rotture affettive. Presentato presso il Municipio di Rose (CS) il 15.02.2020.

8
indice

RELAZIONI DISTRUTTIVE: ASPETTI CLINICI, TERAPEUTICI E CRIMINOLOGICI


PROLOGO

“Date parole al dolore: il dolore che non parla bisbiglia al cuore sovraccarico e
gli ordina di spezzarsi” (Shakespeare, Macbeth, atto IV, scena III).
Le anime che vivono questi dolori rischiano di spezzarsi e di scivolare
sempre più in basso, in un inferno che appare senza via d’uscita.
Il problema principale di qualunque sofferenza è la capacità e anche
solo la “possibilità” di esprimerla. Nelle relazioni affettive segnate da un
nucleo distruttivo originario, questa difficoltà diventa come una condan-
na che toglie all’esperienza il sollievo della comprensione, del conforto e
della compassione degli altri. In queste difficili circostanze riuscire a spie-
gare, anche a sé stessi, le ragioni di un dolore profondo, che rende vuoto
e inutile ogni altro aspetto della vita, è quasi impossibile.
Chiunque abbia vissuto in prima persona il degradarsi progressivo,
fino al distruggersi, di una relazione affettiva importante di questo tipo sa
che è come trovarsi su una barca impazzita nel mezzo di una terribile tem-
pesta. I sentimenti diventano ingovernabili e anche la semplice esistenza
quotidiana diventa difficile, poiché tutto il mondo appare come ormai
privo di senso e significato.
Gli affetti sono quella “sostanza invisibile” capace di rendere felici o far
sprofondare nella disperazione molto più di quanto possano fare tutte le
altre gioie della vita o le avversità. Essi sono come la “trama nascosta” che
sostiene e in un certo senso guida le nostre vite; essere colpiti negli affetti
più profondi può diventare più doloroso della morte stessa.
Una relazione importante e sana resiste ai momenti di delusione, di
incomprensione, di difficoltà e riesce ad evolvere. Il problema si presenta
quando diventa necessario “aggredire l’oggetto d’amore, tentare di distruggerlo,
di annientarlo, per poterlo amare” (Dalle Luche, Bertacca, 2007, p. 34). In
tal caso il valore positivo del sentimento si perde e, proprio l’importanza
del legame, determina l’aggressività e la distruttività successiva. Il rapporto
deve essere rotto per continuare a sentirlo, paradossalmente, integro e vivo.
Quando in una relazione affettiva compaiono dinamiche distruttive
esse possono manifestarsi sia in modo evidente, con l’alternarsi di mo-
menti positivi e altri negativi (ambivalenza), oppure in maniera più sottile,
con comportamenti non apertamente distruttivi ma falsi (ambiguità); nei
casi peggiori si può arrivare alle violenze fisiche e anche alla morte. Esse-
re invischiati in rapporti simili determina il trovarsi intrappolati in una
prigione senza spiegazione e senza apparente via d’uscita, nonostante si

9
indice

RELAZIONI DISTRUTTIVE: ASPETTI CLINICI, TERAPEUTICI E CRIMINOLOGICI


PROLOGO

possa comprendere facilmente quale sia il male, non si riesce a porvi fine,
come accade a chi, caduto in mortali dipendenze da sostanze tossiche,
non riesce a smettere di usare la sostanza che lo uccide.
“Un qualsiasi rapporto pervaso da ambivalenza non finisce mai per
naturale esaurimento, piuttosto si interrompe nei fatti, ma continua
a vivere sotterraneamente. Chiunque attraversi un rapporto di questo
tipo dovendo sottrarsene è un sopravvissuto che, o è dilaniato dalla no-
stalgia, o vaga alla ricerca di un nuovo oggetto che assolva alle funzio-
ni totalizzanti dell’ex partner” (Dalle Luche, Bertacca, 2007, p. 34).
Esaminare le dinamiche profonde di rapporti di questo tipo permet-
te di comprendere situazioni apparentemente incomprensibili, sia ester-
ne (abbandoni, tradimenti, incomprensioni, illusioni spezzate, violenze
psicologiche, abusi di vario tipo) che interiori (esplosioni di rabbia, odio,
desiderio di vendetta, depressioni gravi, perdita di autostima, desiderio
di morte e perdita di senso dell’esistenza, illusione di impossibili ricon-
ciliazioni). Per quanto apparentemente incomprensibili a un osservatore
esterno, questi rapporti hanno una loro “logica interna” che può condur-
re i protagonisti ad azioni distruttive e autodistruttive senza apparente
limite o fine.
A volte si trova il coraggio di interrompere le relazioni che generano
sofferenza. La decisione dovrebbe esaurire, tagliando alla radice il male,
ogni motivo di quotidiano tormento. Invece non è così. Il distacco si co-
lora di un dolore profondo e se anche avviene sul piano materiale, non
avviene sul piano mentale, poiché nella mente, al dolore e alla sofferenza
del presente si sovrappone, come a “ondate”, la felicità del passato.
“Una volta che la separazione viene raggiunta e mantenuta, il lega-
me rivive nell’immaginazione e nella memoria e gli affetti di nuovo
si scompongono. La memoria riattualizza le parti buone dell’altro, o
meglio, gli elementi fusionali della relazione. […] queste oscillazioni,
tipiche di tutte le situazioni di separazione, e maggiormente nelle rot-
ture, sembrano essere l’effetto del funzionamento biologico del ricordo
e dell’oblio. Leggi temporali involontarie e misteriose lo governano,
alimentano i ritorni, le ripetizioni, le ossessioni […]. (Dalle Luche,
Bertacca, 2007, pp. 102-103)

10
indice

RELAZIONI DISTRUTTIVE: ASPETTI CLINICI, TERAPEUTICI E CRIMINOLOGICI


PROLOGO

Il percorso di queste relazioni è sempre accidentato, difficile, faticoso e


raramente ha una conclusione felice. Si esce sempre cambiati da relazioni
di questo tipo, segnati da cicatrici più o meno profonde. È una discesa agli
inferi, segnata dalla sofferenza psicologica e spesso anche fisica, dal dolore
dell’incomunicabilità e dalla perdita irrimediabile di ciò che avrebbe po-
tuto essere e non è stato. Queste storie sono però anche storie di speranza,
speranza nella capacità riparatrice e rigenerativa dell’animo umano, spe-
ranza nella Vita che riesce a insegnare il suo senso e il suo significato più
profondo anche nelle lezioni più dolorose.

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

Dalle Luche, R., Bertacca, S. (2007). L’ambivalenza e l’ambiguità nelle rotture affettive.
Milano: Franco Angeli.

11
indice

INTRODUZIONE

MARINA DE ROSE

Ogni grande amore porta con sé


il crudele pensiero di uccidere l’oggetto dell’amore,
perché sia sottratto una volta per tutte
al sacrilego gioco del mutamento:
giacché di fronte al mutamento
l’amore inorridisce più che di fronte alla distruzione
(Nietzsche, Umano troppo umano)

La presente pubblicazione costituisce nella sostanza gli atti di un Con-


gresso dal medesimo titolo tenutosi il 14 febbraio 2020 presso il Palazzo
della Provincia di Cosenza, che aveva nelle intenzioni di chi scrive un
doppio fine: divulgativo per il pubblico in generale, e formativo per le ca-
tegorie professionali cui era destinato, nello specifico Psichiatri, Psicologi
e Psicoterapeuti. In Appendice a tale Convegno, il giorno dopo si è svolta
la presentazione di due libri, L’ambivalenza e l’ambiguità nelle relazioni affet-
tive, di Riccardo Dalle Luche e Simone Bertacca, edito da Franco Angeli
e Se l’amore diventa un inferno, di Pier Pietro Brunelli, edito da Mondadori.
Dalle Luche e Brunelli erano relatori di quel Convegno e dunque sono
tra gli autori di questa raccolta, nella quale sono confluiti, anche, estratti
di quelle presentazioni, oltre che articoli e casi reali, in linea con il tema
trattato, al fine di approfondirne la prospettiva e ampliarne così la desti-
nazione finale, a questo punto formativa tout court.
Premetto che non sono una psichiatra né una psicologa, anche se negli
ultimi anni della mia vita mi sono dedicata con interesse e passione a stu-
di di psicologia, psichiatria, fenomenologia. Sono di mestiere traduttrice

12
indice

RELAZIONI DISTRUTTIVE: ASPETTI CLINICI, TERAPEUTICI E CRIMINOLOGICI


INTRODUZIONE

e docente di lingue straniere e di italiano per stranieri, anche se organizzo


eventi culturali da oltre trent’anni. A spingermi a realizzare il progetto
non sono state solo motivazioni di carattere professionale ma una profon-
da urgenza interiore. Sostanzialmente, quel Convegno era l’approdo (in
un certo senso) naturale di un lungo e intenso viaggio per mare, per terra
e per aria metaforicamente compiuto alla ricerca quasi spasmodica di una
bussola che mi aiutasse a decifrare il motivo per cui senza volerlo ero stata
trascinata in un vortice relazionale distruttivo (dopo anni di stabilità) e
come fare per uscire da lì... era dunque la conclusione, terapeutica e insie-
me catartica, di una vicenda personale dolorosa, inaspettata e per questo
devastante, che un giorno preciso ha fatto irruzione nella mia esistenza
sconvolgendone certezze, assetti e, per un lungo periodo, equilibri.
Ciò che ho personalmente vissuto non è (stata) la fine naturale di una
relazione d’amore, ma l’irrompere della distruttività nella relazione, che è cosa
ben diversa: per dirla con le parole di un esperto, l’ingresso “della pulsione
di morte nella pulsione di vita”(Brunelli, 2015, p. 16). Improvvisamente, un
prima e un dopo; e in mezzo una linea invisibile, a me sola percettibile al-
meno all’inizio, di una metamorfosi personologica dell’uomo che amavo
da oltre 20 anni, che avrebbe spezzato due vite e frammentato due anime…
le risposte le avrei trovate molto tempo dopo, non avendo mai smesso di
cercarle, grazie agli scenari nuovi – anche questi inaspettati – che via via
pur si aprivano sulla mia esistenza stimolando letture, riconoscendo biso-
gni, svelando persone, favorendo incontri, ampliando conoscenze… un
puzzle che si completava man mano che anche la mia identità frantumata
si ricomponeva, pezzo per pezzo, grazie soprattutto al mio psicoterapeuta,
relatore del Convegno e tra gli autori di questa raccolta. Quando l’ho in-
contrato – o meglio cercato, dopo essere stata folgorata da uno dei suoi li-
bri – ero ancora “mezza morta” e a nulla o quasi erano serviti i precedenti
interventi psicoterapeutici, i tentativi personali di mentalizzazione, le cure
di affetto e vicinanza che pure avevo ricevuto dal mio entourage…devo a lui
l’essermi riappropriata del mio “egemonico”2 o della mia “identità ipse”,

2
Per dirla con il filosofo stoico Epitteto, Manuale, tradotto in modo straordinario da Giacomo
Leopardi.

13
indice

RELAZIONI DISTRUTTIVE: ASPETTI CLINICI, TERAPEUTICI E CRIMINOLOGICI


INTRODUZIONE

la parte inalienabile del (mio) Sé, che ha ridato compattezza all’altra iden-
tità, quella “idem”, ossia inter-personale, relazionale, sociale3 (Janet, 1898)
Tengo molto, dunque, a questo libro, che ha rappresentato quasi una
sorta di sfida epistemologica vista l’eterogeneità della personalità e del
background degli autori; non è stato semplice attuare un raccordo delle
professionalità messe in campo sia pure nel macro-argomento di appro-
fondimento e di ricerche comune a tutti. I contenuti dunque sono stati
collegati dando loro una forma “per settori”, seguendo quasi pedissequa-
mente il titolo, nel tentativo di agevolare la giusta fluidità di lettura e di
elaborazione a tutti coloro che lo leggeranno. E a cui, spero, sarà utile
professionalmente.
Nella prima parte il problema viene impostato in senso generale me-
diante la definizione di cosa sia l’amore, anche in senso filosofico, e cosa
sia invece il suo contrario, il disamore; cosa succede quando nelle relazio-
ni irrompe (nelle prime fasi o dopo molto tempo) l’ambiguità che degene-
ra, perversifica e nientifica il segno positivo del legame e quanto incidano
in tutto questo i disturbi di personalià. Subito dopo viene affrontato il
tema del trauma relazionale sotto forma di un’ipotesi diagnostica che solo
apparentemente esce fuori dai confini clinici canonicamente scientifici.
Seguono dei capitoli dedicati ai possibili approcci psicoterapeutici da ap-
plicare per curare gli esiti della distruttività relazionale nei soggetti che la
subiscono ma anche per trattare il narcisismo patologico in coloro che la
perpetrano.
A questo proposito, si fa rilevare che quella sulla diagnosi e la psicote-
rapia è la parte forse più importante dell’intero lavoro; se infatti “il senso
comune percepisce immediatamente che amori e amicizie e altre forme di legame
cooperativo di lunga durata e di grande intensità, non si interrompono in un giorno
se non sono attraversate da dinamiche patogene/patologiche” (Dalle Luche, Ber-
tacca, 2007, p. 12), a rischiare di non accorgersene sono proprio gli psico-
terapeuti4 che raramente sanno distinguere le reazioni normali alla fine di

3
Jean Pierre Janet è uno psichiatra e filosofo francese di fine Ottocento e primo psicotraumato-
logo dell’era moderna.
4
Lo posso testimoniare personalmente, inoltre è una tesi sostenuta anche dalla maggior parte
dei nostri Autori.

14
indice

RELAZIONI DISTRUTTIVE: ASPETTI CLINICI, TERAPEUTICI E CRIMINOLOGICI


INTRODUZIONE

un amore o anche a un abbandono, da quelle, ben più laceranti, causate da


comportamenti abnormi (ambivalenti e ambigui) dell’ex partner.
Se nessuno infatti si stupisce per la fine di una relazione coerente, con-
secutiva e conseguente a problematiche di coppia ben evidenti laddove sia
ormai subentrato il distacco emotivo, al contrario, è proprio “l’incoerenza,
l’imprevedibilità, la non consequenzialità e, in fondo, la non necessarietà, in una
parola, l’irrazionalità di alcune separazioni” a imporre a chi li subisce una
interrogazione profonda in sede terapeutica5.
Oltre ai ricchi temi della elaborazione psicoterapeutica delle rotture,
per completezza abbiamo voluto inserire anche alcune indicazioni-guida
per il trattamento farmacologico che a volte si rende necessario per le
gravi depressioni reattive che ne conseguono, laddove appunto la sola psi-
coterapia non basti.
La terza parte della pubblicazione affronta gli aspetti criminologici e
giuridici delle relazioni degenerative, con il focus puntato sulla violenza
psicologica, anch’essa misconosciuta e poco distinguibile, declinata in al-
tri aspetti quali la manipolazione relazionale, l’abuso emotivo, la dipen-
denza affettiva e la “vampirizzazione”.
Non mancano ovviamente i riferimenti normativi per individuare e
affrontare la materia in altre sedi – il target di destinazione è stato esteso
anche ai Neuropsichiatri infantili – e, in Appendice, la proposta di alcuni
casi esemplificativi.
La maturità è la prontezza a diventare frutto e dono.
(M. Heidegger, Beiträge zur Philosophie)

5
“Alcuni criteri fenomenici per distinguere queste separazioni dalle altre e per intuirne la distruttività: a) il
loro sopravvenire improvviso ed inatteso; b) l’essere talora scatenate da eventi pretestuosi o irrisori; c) l’inter-
rompere una relazione che si sarebbe potuta evolvere costruttivamente ancora per molto tempo; d) l’arrecare
conseguenze che, almeno apparentemente, vanno a detrimento della vita di entrambi i partner. Indici ancora
più attendibili del carattere patologico/patogeno di una separazione sono rappresentati da alcuni compor-
tamenti del partner che ha avuto un ruolo attivo nella rottura. Tra questi: a) l’assenza di risposte affettive
profonde e congrue con l’entità e il significato della rottura; b) la rapida sostituzione del partner con altri cui
vien conferito uguale valore; c) l’assenza di sentimenti di colpa o rimorso; d) il rapido venir meno del ricordo
dei vissuti e del valore della relazione nella mente degli ex partner; e) l’ostentazione di indifferenza o distanza
verso l’ex; f) la cancellazione delle tracce visibili della relazione”. (Dalle Luche, Bertacca, 2007, p. 13).

15
indice

RELAZIONI DISTRUTTIVE: ASPETTI CLINICI, TERAPEUTICI E CRIMINOLOGICI


INTRODUZIONE

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

Brunelli, P.P. (2015), Trauma da Narcisismo nelle relazioni di coppia, online: Lulu.com.
Dalle Luche, R., Bertacca, S. (2007). L’ambivalenza e l’ambiguità nelle rotture affettive.
Milano: Franco Angeli.
Epitteto (1940), Il manuale di Epitteto volgarizzato da Giacomo Leopardi. Milano: A. Mon-
dadori.
Janet, J. P. (1898), Névroses et Idées Fixes, Paris: L’Harmattan.

16
indice

PARTE 1: LA CLINICA – AMORE DISAMORE TRAUMA


indice

CAPITOLO 1
CATASTROFI SENTIMENTALI. AMORE E DISAMORE
MORE GEOMETRICO DEMONSTRATI

RICCARDO PIERO DALLE LUCHE

“Ascolto solo canzoni. Perché dicono la verità.


Più sono stupide e più sono vere. E poi non sono stupide...
Che dicono? Dicono “Non devi lasciarmi”,
“Senza di te in me non c’è vita”,
“Senza di te io sono una casa vuota”
o “Lascia che io divenga l’ombra della tua ombra”,
oppure “Senza amore non siamo niente”.
(Mathilde)6

Visualizza il filmato su https://www.youtube.com/watch?v=hQeard0_5hs&li


st=PLhCpjSIQEuVyXXe-ID-TRwXXx63CL2JXr&index=1

6
Questo e tutti gli eserghi successivi sono tratti dai dialoghi del capolavoro di François Truffaut,
La femme d’â côte/La signora della porta accanto, 1981.

18
indice

RELAZIONI DISTRUTTIVE: ASPETTI CLINICI, TERAPEUTICI E CRIMINOLOGICI


1. CATASTROFI SENTIMENTALI. AMORE E DISAMORE MORE GEOMETRICO DEMONSTRATI

PREMESSA

Ciò cui si riferisce la parola “amore” è un complesso di sentimenti


che si rivela in molti contesti diversi e in relazione a situazioni e oggetti
molto differenti. Qui ci limiteremo all’amore tra due persone, all’amore
sessuale.
Parlare d’amore e disamore, di innamoramenti e legami a lungo termine
può essere molto banale; alla fine sono cose che tutti credono di conoscere.
È inoltre un tema che risente dei fortissimi condizionamenti sociali e an-
tropologici che rendono così diversi i comportamenti amorosi e le relazioni
d’amore nei diversi luoghi e nelle diverse epoche. Tuttavia il fenomeno
dell’innamoramento fusionale, dello “stato nascente” è stato dimostrato
essere ubiquitario nella storia e in tutte le società7 e può essere considerato
un fatto di natura (Alberoni, 1996). Inoltre, soprattutto dal nostro punto di
vista, molte persone incappano in sofferenze profonde a causa delle dina-
miche amorose, ed è piuttosto frequente che perfino gli psichiatri oltre che
gli psicologi debbano occuparsene. Si tratta di veri e propri disturbi affettivi
messi in marcia soprattutto, anche se non solo, dalle rotture sentimentali
di coppie apparentemente molto unite e funzionanti alle quali con buone
ragioni diamo il nome di catastrofi sentimentali. Abbiamo dedicato ormai
15 anni fa uno studio molto dettagliato8 a questi accadimenti che quasi
inevitabilmente generano sofferenze affettive importanti, da allora vengo
considerato un “esperto” di questione amorose ma in realtà non lo sono
più di tanto, nessuno veramente lo è di fronte ad un fenomeno che ogni
volta che si manifesta rivela la sua natura trascendente e sovrastante ogni
possibilità di razionalizzazione (Dalle Luche & Bertacca, 2007).
Cercherò qui soltanto di essere il meno banale possibile e di introdur-
re alcuni concetti psicologici fondamentali che chiarificano molte situa-
zioni cliniche e consentono di aiutare chi vi si trova ad uscirne.
In ultima analisi le dinamiche d’amore sono preformate in ogni essere
umano e sono sempre le stesse; per questo da qualche tempo vado seguen-
do l’esempio del grande filosofo Baruch Spinosa, si parva licet componer ma-

7
Alberoni, 1996.
8
Dalle Luche, Bertacca, 2007.

19
indice

RELAZIONI DISTRUTTIVE: ASPETTI CLINICI, TERAPEUTICI E CRIMINOLOGICI


1. CATASTROFI SENTIMENTALI. AMORE E DISAMORE MORE GEOMETRICO DEMONSTRATI

gnis9, tentando di assiomatizzarle e ridurle agli elementi essenziali, anche


se può sembrare piuttosto paradossale che le più irrazionali manifestazio-
ni dell’animo umano, come certi innamoramenti, possano essere tradotte
in termini razionali10.

UNO

“Un tempo pensavo che succedessero cose straordinarie


sotto le gonne delle donne”.
(Bertrand)

Visualizza il filmato su https://www.youtube.com/watch?v=2CSyQPPicbs&li


st=PLhCpjSIQEuVyXXe-ID-TRwXXx63CL2JXr&index=2

9
se è lecito confrontare le cose piccole con le grandi (Virgilio, Georg., IV, 176).
10
Nella terza parte dell’Etica more geometrico demonstrata (1677), Spinoza restituisce piena dignità
filosofica agli affetti. Spinoza mostra come l’intera gamma delle emozioni dell’uomo dipende da
un fondamentale impulso all’autoconservazione, all’istinto vitale dal quale, in corrispondenza di
un aumento della propria forza, deriva la gioia e in corrispondenza di una sua diminuzione la
tristezza; questo vale ovviamente anche per le emozioni amorose. L’amore e l’odio sono gioia e
tristezza associate all’idea di una causa esterna, la transizione dall’una all’altra non è intenzionale,
ma frutto dell’effetto delle passioni di cui siamo schiavi. Per questa sua definizione Spinoza viene
riconosciuto da Freud un precursore del concetto moderno di “ambivalenza affettiva”.

20
indice

RELAZIONI DISTRUTTIVE: ASPETTI CLINICI, TERAPEUTICI E CRIMINOLOGICI


1. CATASTROFI SENTIMENTALI. AMORE E DISAMORE MORE GEOMETRICO DEMONSTRATI

ASSIOMA 1

L’amore sessuale è il complesso dei sentimenti idealizzanti che consen-


te di inibire la repulsione per il contatto con i genitali di un’altra persona,
normalmente fonte di repulsione, che divengono irresistibilmente deside-
rabili e di possesso esclusivo.
ovvero
ASSIOMA 1 BIS

L’amore è il complesso di sentimenti che legano una persona ad un’al-


tra al punto di eliminare le differenze e sentire come proprio ciò che è
dell’altro.
COROLLARIO

L’amore è cieco, si dice. Lo è in quanto non può vedere il reale, ma


solo le sue proiezioni sul reale. In sostanza vede male quello che c’è, vede
ciò che è nella testa del vedente. Nei genitali e nel corpo dell’amato non
c’è nulla di quello che si immagina. In questo senso l’amore è simile ad
uno stato psicotico caratterizzato da allucinazioni e deliri. Con lo psico-
tico l’amante condivide l’assoluta certezza soggettiva (“ci innamoriamo di
persone che sembrano vere ma non esistono, sono una nostra invenzione”)11.
Lo stato di innamoramento è anomalo, consente, anzi costringe, a
compiere atti che normalmente non verrebbero compiuti. Inoltre l’amore
ricambiato genera un senso di onnipotenza nel quale tutto è possibile e
che spinge a credere in possibilità poco realistiche se non immaginarie12.
Lo stato fusionale è vissuto, inoltre, come terapeutico, annulla tutte le
perdite, le mancanze e le sofferenze provate in precedenza nelle relazioni
di attaccamento, comprese quelle precoci e remote, è regressivo, tiene uni-

11
Starnone, 2019.
12
Si veda come esempio il testo della bellissima canzone di Battiato/Sgalambro, La cura, rivolta
presumibilmente ad una persona amata, della quale si crede, per il fatto stesso di amarla, di
poter magicamente correggere tutte le debolezze e perfino i disturbi: “Ti proteggerò dalle paure
delle ipocondrie/Dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via /Dalle ingiustizie e dagli inganni
del tuo tempo/Dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai/Ti solleverò dai dolori e dai tuoi
sbalzi d’umore/Dalle ossessioni delle tue manie/Supererò le correnti gravitazionali/Lo spazio e la luce per
non farti invecchiare/E guarirai da tutte le malattie/Perché sei un essere speciale/Ed io, avrò cura di te”.

21
indice

RELAZIONI DISTRUTTIVE: ASPETTI CLINICI, TERAPEUTICI E CRIMINOLOGICI


1. CATASTROFI SENTIMENTALI. AMORE E DISAMORE MORE GEOMETRICO DEMONSTRATI

ti anche nella lontananza, fa sentire eternamente giovani, è indifferente ai


limiti del tempo e dello spazio: è, strutturalmente, una follia a due.

DUE

“Entrai nel giardino


e ti vidi all’interno della casa incorniciata dalla finestra.
Stavi preparando dei tramezzini per i bambini
ed è proprio per questo che mi innamorai subito di te,
immediatamente”.
(Bertrand)

“Hai fatto proprio il gesto che volevo vedere.


La prima volta che l’hai fatto mi sono detta:
se mi chiede di andare a letto con lui, dico di sì”.
(Mathilde)

Visualizza il filmato su https://www.youtube.com/watch?v=PrRo67JxKy8&lis


t=PLhCpjSIQEuVyXXe-ID-TRwXXx63CL2JXr&index=3

22
indice

RELAZIONI DISTRUTTIVE: ASPETTI CLINICI, TERAPEUTICI E CRIMINOLOGICI


1. CATASTROFI SENTIMENTALI. AMORE E DISAMORE MORE GEOMETRICO DEMONSTRATI

ASSIOMA 2

L’oggetto d’amore viene scelto in modo sostanzialmente misterioso


per alcuni attributi parziali (alla base del sex appeal) che verosimilmente
rinviano a modelli formali percettivi predisposti e trascendenti la volontà.
COROLLARIO

L’oggetto d’amore è una chimera in un doppio senso: ha proprietà reali


e immaginarie (proiettive) ed è il frutto dell’idealizzazione che estende
all’intero oggetto singole proprietà parziali senza le quali non ci sarebbe
stato l’innamoramento.
Queste proprietà chimeriche non sono esclusive dell’innamoramen-
to sessuale, ma appartengono ad ogni oggetto passionale: la squadra di
calcio per cui si tifa, il leader politico, la rock star, l’oggetto di desiderio
del collezionista, i brand, in pratica ogni “mito” ha caratteristiche reali e
immaginarie.
SCOLIO

Un amore nasce per fattori imponderabili, non controllabili, nella


scelta dell’oggetto: la bellezza percepita dell’altro o anche solo di alcune
sue parti, il suo modo di fare, la sua intelligenza, il suo potere, il suo sex
appeal, la sua virilità/femminilità etc....Non si riflette mai abbastanza che
si tratta sempre di fattori per così dire aggiunti alla personalità globale
dell’oggetto d’amore, con la quale avremo a che fare poi nella relazione.
Spesso si tratta di dettagli, come il colore o l’espressione degli occhi, op-
pure il modo con cui uno si muove, si atteggia, parla. Ciò che rende l’altro
desiderabile sono quindi elementi marginali e, se non effimeri, transitori
(come la bellezza di una ragazza), ed assolutamente inconsistenti come
pilastri di una relazione di lunga durata.

23
indice

RELAZIONI DISTRUTTIVE: ASPETTI CLINICI, TERAPEUTICI E CRIMINOLOGICI


1. CATASTROFI SENTIMENTALI. AMORE E DISAMORE MORE GEOMETRICO DEMONSTRATI

TRE

“In fondo non so se ce l’ho con te più per il male che ti ho fatto
che per quello che tu hai fatto a me”.

“Mi ha sempre irritato.


Ci sono delle cose che ho odiato in lei fin dal principio…
Io e quella lì non eravamo fatti per vivere insieme.
Avevamo il dono di essere deleteri l’uno per l’altro”.
(Bertrand)

Visualizza il filmato su https://www.youtube.com/watch?v=OeGsmBn9h60


&list=PLhCpjSIQEuVyXXe-ID-TRwXXx63CL2JXr&index=4

ASSIOMA 3

L’amore è un sentimento che contrasta il narcisismo, anche se, para-


dossalmente, può elevare l’autostima.

24
indice

RELAZIONI DISTRUTTIVE: ASPETTI CLINICI, TERAPEUTICI E CRIMINOLOGICI


1. CATASTROFI SENTIMENTALI. AMORE E DISAMORE MORE GEOMETRICO DEMONSTRATI

COROLLARIO

L’amore nascente viene percepito come un pericolo, anche se gradito.


Il soggetto quindi, fin quando può, se ne difende, la prima tentazione di
chi percepisce di essere innamorato è quella di fuggire. Per sua natura,
l’amore è quindi un sentimento ambivalente in quanto l’altro assume un’
importanza tale da sottrarre potere all’Io, da ridurre o annientare l’auto-
controllo, da imporre comportamenti che cozzano contro quelli abituali.
SCOLIO

Se inizialmente l’ambivalenza viene cancellata dall’idealizzazione, essa


ritorna prepotentemente dopo un certo tempo, col venire meno dell’i-
dealizzazione. L’oggetto d’amore viene accusato di non essere quello che
sembrava essere, è attaccato per quello che avrebbe dovuto essere e non
per quello che è. L’ambivalenza viene stimolata da tutti gli elementi che
non corrispondono alla propria idealità. C’è un perfezionismo dispotico
nell’amore romantico, idealizzato e fusionale, che vede svanire il proprio
sogno d’amore. Alternate alla tenerezza subentrano le manifestazioni
dell’aggressività. Si odia ciò che si scopre non esserci, che avevamo messo
noi, tuttavia questo processo non è cosciente. Ciò di cui si è consapevoli è
quello che abbiamo perduto a causa della relazione, il tempo, le energie, le
occasioni mancate, i sacrifici, il denaro, la spesso lunga black list delle cose
che si sono fatte per l’altro, a causa dell’altro. Questi momenti svalutativi
radicali vengono sostituiti da tentativi di rivalorizzare l’oggetto d’amore e
far tornare apicale il clima emotivo; molte coppie utilizzano a questo fine
i comportamenti sessuali inusuali, oppure la cura delle ricorrenze e di
tutti quei dettagli che uniscono la coppia in una specificità insostituibile:
questi meccanismi finiscono però per non essere sufficienti a contrastare
l’effetto implacabile della delusione amorosa e talora divengono essi stessi
patologici.

25
indice

RELAZIONI DISTRUTTIVE: ASPETTI CLINICI, TERAPEUTICI E CRIMINOLOGICI


1. CATASTROFI SENTIMENTALI. AMORE E DISAMORE MORE GEOMETRICO DEMONSTRATI

QUATTRO

“Otto anni fa tu mi volevi… completamente?”


(Mathilde):

“Io ero pazzo di te, ti adoravo…


ma mi sarei ucciso piuttosto che fartelo capire”
(Bertrand)

“I corpi di Mathilde e di Bernard


temo proprio che non saranno tumulati insieme.
Se dovessi scegliere un’epigrafe funeraria per quei due,
so bene cosa scriverei: né con te né senza di te.
Ma nessuno chiederà il mio parere”
(Odile)

Visualizza il filmato su https://www.youtube.com/watch?v=GULei9OEJa4&l


ist=PLhCpjSIQEuVyXXe-ID-TRwXXx63CL2JXr&index=5

26
indice

RELAZIONI DISTRUTTIVE: ASPETTI CLINICI, TERAPEUTICI E CRIMINOLOGICI


1. CATASTROFI SENTIMENTALI. AMORE E DISAMORE MORE GEOMETRICO DEMONSTRATI

ASSIOMA 4

L’innamoramento fusionale implica sempre dinamiche di vita e di


morte. L’amore dà vita, il disamore morte.
COROLLARIO

Nell’innamoramento fusionale è in gioco la propria integrità,


l’«identità dell’Io». Tutta l’energia vitale di un individuo è coinvolta e
per questo l’innamorato si comporta come in un episodio affettivo ma-
niacale: l’amore risolve tutto, guarisce tutte le ferite, prospetta un futuro
di incontrastabile felicità. I legami fusionali nascono raramente e si di-
stinguono qualitativamente da tutte le altre relazioni; spesso assolvono
anche una funzione terapeutica per uno o entrambi i soggetti, che vivono
per un certo periodo in uno stato di soddisfacimento simbiotico (vincolo
simbiotico) nel quale non viene percepita alcuna mancanza in sé e nella
propria esistenza.
La forza di questa energia, cambiata di segno, alimenta le manifesta-
zioni psicologiche che si hanno nella fase della defusione; quindi, neces-
sariamente, i processi di svincolamento mettono in gioco potenti cariche
emotive e anche aggressive (svalutazione, violenza, tradimenti, degrada-
zione). La persistenza dell’indistinzione tra sé e l’altro, l’ambivalenza e il
narcisismo realizzano in questa fase un miscuglio esplosivo che può sfo-
ciare in vere e proprie catastrofi sentimentali, le vicende di amore e morte
di cui sono piene le trame della letteratura romantica13: omicidi-suicidi,
aggressioni e autolesionismo, vendette etc. In tutte queste circostanze di-
struttività e auto-distruttività sono anch’esse confuse e indistinte.

13
Anche i suicidi altruistici, ad esempio per salvare l’amato (come alcune eroine di Puccini),
fanno parte di queste dinamiche, in chiave romantica. Ci si uccide per salvare l’amato quando
entrambi non possono restare in vita. (Martino, 1993). Queste situazioni sono esattamente l’op-
posto di quelle di mors tua vita mea che si manifestano in alcune coppie dopo le rotture.

27
indice

RELAZIONI DISTRUTTIVE: ASPETTI CLINICI, TERAPEUTICI E CRIMINOLOGICI


1. CATASTROFI SENTIMENTALI. AMORE E DISAMORE MORE GEOMETRICO DEMONSTRATI

CINQUE

“Tutte le storie d’amore devono avere un inizio, un centro e una fine”.


(Odile)

Visualizza il filmato su https://www.youtube.com/watch?v=EFSIm_


VuEgU&list=PLhCpjSIQEuVyXXe-ID-TRwXXx63CL2JXr&index=6

ASSIOMA 5

Come ogni cosa nella vita l’amore è un processo dinamico che ha un


inizio ed un esito. Dall’unità fusionale si ripassa alla dualità condivisa.
COROLLARIO

Il passaggio dall’innamoramento (uno stato transitorio, che dura al


massimo un anno/un anno e mezzo e può trascinarsi fino a 3 anni) al
legame relazionale vero e proprio comporta un ritorno alla realtà che è
analogo al lavoro del lutto: si lascia una situazione onnipotente e glorio-
sa che non potrà più ritornare, per una serenità quotidiana. L’esito può
essere la fine oppure una situazione di compromesso o accomodamento.

28
indice

RELAZIONI DISTRUTTIVE: ASPETTI CLINICI, TERAPEUTICI E CRIMINOLOGICI


1. CATASTROFI SENTIMENTALI. AMORE E DISAMORE MORE GEOMETRICO DEMONSTRATI

Non tutti sono capaci di questo passaggio che, spesso, comporta fasi
gravemente conflittuali dominate dalle variegate manifestazioni dell’am-
bivalenza affettiva in situazioni di coppia acute o protratte caratterizzate
dall’elevata incoerenza e instabilità. Chi non accetta la perdita dell’amore
come sentimento totalizzante instaura una lotta mortale col partner. For-
se gli amori fusionali per loro natura non possono trapassare in legami
amorosi stabili. Una serie di manovre e meccanismi messi in atto nella
coppia fusionale sono dovuti proprio al disperato tentativo di negare il
trascorrere del tempo e di mantenere l’intensità delle sensazioni/emozio-
ni e del desiderio che caratterizzavano le fasi dell’innamoramento (“per-
versificazione” delle relazioni d’amore, Dalle Luche & Bertacca, 2007).
SCOLIO

L’esito di un amore è già prevedibile, implicito, in partenza, cioè da chi


siano i due innamorati prima del loro incontro, quali storie avessero alle
spalle, quali stili di legame avessero mostrato fino ad allora. Tuttavia que-
sti indizi, per la natura passionale dell’innamoramento, erano invisibili
alla coppia, ma non ad uno sguardo esterno.
Dopo la defusione o la separazione riemerge la “personalità premor-
bosa (pre-innamoramento)”, uno si ritrova ad essere quello che era prima,
a regredire ad un’identità antecedente nella quale non c’è più posto per
il partner.

29
indice

RELAZIONI DISTRUTTIVE: ASPETTI CLINICI, TERAPEUTICI E CRIMINOLOGICI


1. CATASTROFI SENTIMENTALI. AMORE E DISAMORE MORE GEOMETRICO DEMONSTRATI

SEI

“Sono io che ti amavo.


Tu eri innamorato: non è la stessa cosa”.
(Mathilde)

Visualizza il filmato su https://www.youtube.com/watch?v=nOIdlHcNXro&l


ist=PLhCpjSIQEuVyXXe-ID-TRwXXx63CL2JXr&index=7

ASSIOMA 6

Dopo l’innamoramento i due membri tornano distinti, quelli di pri-


ma dell’innamoramento. Quindi se restano insieme è perché la persisten-
za del legame porta dei vantaggi ad entrambi.
COROLLARIO

In sostanza mentre l’innamoramento va a scapito dell’Io e quindi del


narcisismo, ed infatti rende deboli, dipendenti, timorosi dell’abbandono,
il legame stabile e duraturo rafforza l’identità dell’Io e gli conferisce un
ruolo sociale; ci possono essere vari tipi di vantaggi, psicologici, materiali,
perfino complementarietà dei difetti. La sessualità non è più al servizio

30
indice

RELAZIONI DISTRUTTIVE: ASPETTI CLINICI, TERAPEUTICI E CRIMINOLOGICI


1. CATASTROFI SENTIMENTALI. AMORE E DISAMORE MORE GEOMETRICO DEMONSTRATI

di un desiderio incontrastabile, ma diventa un rituale che giustifica il


mantenimento della relazione. Per questo ogni legame coniugale che non
sia imposto da una Legge superiore è debole e può essere facilmente in-
franto da nuove esperienze di innamoramento che fanno ripartire il ciclo.
Questa situazione è oggi ammessa anche dalla legislazione occidentale sul
divorzio che, gioco forza e nonostante gli svantaggi sociali, la legittima.
SCOLIO

La ciclicità dell’amore è un fatto sotto gli occhi di tutti. Anch’essa di-


mostra una certa cecità delle dinamiche amorose per chi ne è soggetto: tut-
te le volte sembra la prima volta e si riattiva il solito ciclo di idealizzazione,
progetto, onnipotenza, letizia. Questi sentimenti fanno mettere da parte le
difficoltà crescenti dei legami amorosi nella vita adulta, ad esempio l’estre-
ma complicazione che nasce dalla presenza di figli dai legami precedenti.
Una serie di fattori concreti e pratici si oppongono ai nuovi amori, ren-
dendo i sentimenti di ambivalenza molto più marcati, così come i conflit-
ti. Per le questione legate ai figli, i nuovi amori divengono non soltanto un
problema individuale ma un problema sociale e antropologico.
SCOLIO II

Molte coppie, almeno da un certo punto in avanti, devono restare


insieme se non per costrizione per assenza di alternative. In questi casi
si assiste ad una “psicopatologia della vita coniugale” legata ad un disa-
dattamento cronico dell’individuo che sviluppa quadri clinici, anche di
notevole rilievo. Si tratta, soprattutto, di donne14.
Ci sono persone che stanno insieme per l’incastro delle loro psicopa-
tologie, e forse queste sono perfino i legami più forti ed esclusivi. Il lega-
me a lungo termine comporta in generale spirito di adattamento, com-
prensione reciproca etc., cioè quelle qualità riassunte dal termine inglese
social adjustment.

14
“Sposata da trent’anni/ Una vita di malanni/ Scoprirono/inaudito/che era allergica al marito” (Risi,
2001).

31
indice

RELAZIONI DISTRUTTIVE: ASPETTI CLINICI, TERAPEUTICI E CRIMINOLOGICI


1. CATASTROFI SENTIMENTALI. AMORE E DISAMORE MORE GEOMETRICO DEMONSTRATI

SETTE

“Tu me ne hai fatte passare di tutti i colori lo sai partivi,


tornavi, dicevi di non sopportarmi
poi dicevi di non poter vivere senza di me
allora presi coraggio e ti lasciai
o lo facevo o diventavo pazza”.
(Mathilde)

Visualizza il filmato su https://www.youtube.com/watch?v=oDicdZnEVDA&


list=PLhCpjSIQEuVyXXe-ID-TRwXXx63CL2JXr&index=8

ASSIOMA 7

Il tempo rende ragione, nel bene e nel male, di tutte le pregresse dina-
miche amorose. Il ricordo, svincolato progressivamente dalle componenti
emotive, perde il suo carattere doloroso15 e rende poco comprensibile tut-
to quello che è successo, sia nel bene che nel male16.

15
Questo vale per ogni evento affettivo intenso, inclusi i traumi e le perdite: Dalle Luche, 2019.
16
In questo senso si può dire, con Nieztsche che “quel che si fa per amore è sempre al di là del bene e
del male” (Nieztsche, 1886, §153).

32
indice

RELAZIONI DISTRUTTIVE: ASPETTI CLINICI, TERAPEUTICI E CRIMINOLOGICI


1. CATASTROFI SENTIMENTALI. AMORE E DISAMORE MORE GEOMETRICO DEMONSTRATI

COROLLARIO

“Tutto cancella il tempo come l’onda cancella i giochi dei fanciulli sulla sabbia
spianata”, scriveva Proust17. Nello stesso tempo la memoria inconsapevole
(l’apprendimento implicito) di tutto quello che è successo costruisce di-
fese invalicabili verso vere e proprie nuove esperienze di innamoramento
che, dopo una certa età, vengono vissute senza la partecipazione giovani-
le. Col tempo la capacità di innamorarsi viene meno fino a scomparire,
ogni legame ed ogni relazione sessuale sono relativizzate e viste per quello
che sono. L’idealizzazione e l’ambivalenza si trasformano nell’ambiguità.
Scompare la capacità di idealizzazione e con essa la distinzione tra amore
e odio, che possono tranquillamente coesistere.
SCOLIO

Il paradosso degli amori passati è che essi permangono per un tempo


indefinito in noi anche se soltanto a livello subconscio o inconscio: gli ex
non si stagliano sullo sfondo di tutte le altre persone che abbiamo incon-
trato nella vita, ricompaiono nei sogni, si riaffacciano nelle nostre vite nei
momenti del bisogno reale18, non sono mai del tutto indifferenti, sono
solo dimenticati e, soprattutto, non più attuali. In ultima analisi si capisce
che i cicli dell’amore non sono altro che una manifestazione inevitabile
del divenire.

CONCLUSIONI

Cosa si rompe quando si rompe un amore? Si rompe l’illusione, si


scopre che era tutta un’illusione.
Si, ma quale illusione? Quella di essere amati da un Altro in via esclu-
siva ed eterna: ciò che produce il danno delle rotture è la caduta dell’illu-
sione che qualcuno, nella vita adulta, ci possa amare. A questo reagiamo,
spesso violentemente, irragionevolmente. L’Altro è solo l’attore, la ma-

17
Proust M., Il cielo della memoria. Tr. It. Giovanni Roboni.
18
Truffaut, ad esempio, ammalato di cancro, convocò per una cena di commiato le sei donne
che aveva amato nella sua vita e che erano rimaste importanti anche dopo la fine della relazione.

33
indice

RELAZIONI DISTRUTTIVE: ASPETTI CLINICI, TERAPEUTICI E CRIMINOLOGICI


1. CATASTROFI SENTIMENTALI. AMORE E DISAMORE MORE GEOMETRICO DEMONSTRATI

schera, l’interprete casuale di questo psicodramma che mette in gioco la


nostra identità e la nostra capacità di essere perennemente felici.

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

Alberoni, F. (1996). Ti amo. Rizzoli.


Battiato, F. (1996). La cura.
Dalle Luche, R. (2019). Melancholy and the Function of Forgetting. A Psychopatholo-
gical Note on Depression and Memory. Psychopathology.
Dalle Luche, R., & Bertacca, S. (2007). L’ambivalenza e l’ambiguità nelle rotture affettive.
Franco Angeli.
Martino, D. (1993). Catastrofi sentimentali. Puccini e la sindrome pucciniana. EDT.
Nietzsche, F. (1886). Al di là del bene e del male.
Proust, M. (n.d.). Il cielo della memoria.
Risi, D. (2001). Vorrei una ragazza. Epigrammi e aforismi. ASEFI.
Spinoza, B. (1677). Ethica more geometrico demonstrata.
Starnone, D. (2019). Confidenza. Einaudi.
Truffaut, F. (Regista). (1981). La femme d’â côte [Film]. Les Films du Carrosse.

34