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Macroeconomia

La macroeconomia studia il sistema economico nel suo complesso e le relazioni che


intercorrono fra le grandezze aggregate
Le principali grandezze intorno a cui ruota lanalisi macroeconomica sono:
- PRODUZIONE: il livello di produzione dellintera economia ed il suo tasso di crescita
- TASSO DI DISOCCUPAZIONE: la proporzione di lavoratori nelleconomia che non sono
occupati e stanno cercando un lavoro
- TASSO DI INFLAZIONE: il tasso al quale il presso medio dei beni nelleconomia cresce
nel tempo
I soggetti della macroeconomia sono:
- le famiglie
- le imprese

1. La crisi del 2007-2008 e le prospettive economiche degli Stati Uniti

Produzione: il tasso medio di crescita stato del 3,4% allanno, maggiore della
media dal 1960

Occupazione: il tasso medio di disoccupazione stato del 5%, di gran lunga


inferiore al tasso medio registrato dal 1960

Tasso di inflazione: il tasso medio di inflazione stato del 2%, molto pi basso del
tasso medio annuo di

E nel 2007-2008?

A fine 2008, il tasso di inflazione ha raggiunto il 5,6%, dopo aver oscillato tra il 2 e
il 3% durante un lungo periodo

Il disavanzo commerciale, vale a dire la differenza tra importazioni ed esportazioni,


costantemente aumentato: da un valore pari all1% del Pil nel 1990 passato a un
valore pari al 6% del Pil nel 2006

2. I paesi delleuro
Le performance economiche del gruppo composto dai cinque maggiori paesi dellUnione
Europea (Germania, Francia, Italia, Spagna e Regno Unito) stata meno soddisfacente
della performance degli Stati Uniti nello stesso periodo:
dal 1996 al 2006, la crescita media annua della produzione nellUnione Europea stata
solo del 2,0%, cio inferiore dell1,4% rispetto al valore medio per gli Stati Uniti nello
stesso periodo;
la bassa crescita della produzione stata accompagnata da una disoccupazione
persistente ed elevata;
lunica notizia positiva riguarda linflazione. In questi paesi linflazione annua stata in
media di 1,8 punti percentuali pi bassa rispetto al 5,4% medio registrato nel periodo
1970-2006.

I macroeconomisti europei si preoccupano di tre grandi problemi:


la crescita del reddito pro-capite;
lelevata disoccupazione;
lintroduzione della moneta unica.

Perch il reddito pro capite in Europa diminuito relativamente agli


Stati Uniti?
Il reddito pro capite pu essere decomposto come segue:

Questa decomposizione pu aiutarci a capire che ci possono essere tre ragioni:


1. perch poche persone lavorano;
2. perch chi lavora, lavora poco (cio poche ore);
3. infine perch chi lavora, quando lavora, produce poco.

Come ridurre la disoccupazione europea?


Non c pieno accordo sulle cause dellelevata disoccupazione europea.
Le cause sono:
1. Rigidit del mercato del lavoro:
a. livello troppo elevato di sussidi di disoccupazione
b. salario minino troppo elevato
c. eccessiva protezione del lavoratore
Soluzione: rimuovere tali rigidit del mercato del lavoro, per rendere il mercato del
lavoro europeo pi simile a quello statunitense.
2. Difficili relazioni istituzionali con la forza lavoro, politiche macroeconomiche
inadeguate, elevati tassi di interesse negli anni 80 e 90.
Soluzione: migliori relazioni istituzionali con la forza lavoro e appropriate politiche
macroeconomiche volte a ridurre la disoccupazione ( stimolando la crescita, la
liberalizzazione, ricerca e innovazione)
3. Altri economisti offrono una soluzione intermedia: riforma delle istituzioni del mercato
del lavoro con appropriate politiche macroeconomiche.

Che cosa far leuro allEuropa?


Benefici: - enorme importanza simbolica
- rimozione di ostacoli al commercio tra i paesi europei
- creazione di un grande potere economico

Altri ritengono che il valore simbolico delleuro potrebbe portare con s qualche costo
economico. Infatti una moneta comune significa politica monetaria comune ovvero stesso
tasso di interesse per tutti i paesi. I vincoli alla politica monetaria e alla politica finanziaria
nei singoli paesi sono soprattutto nellipotesi di shock asimmetrici.
In un paese come il nostro, limportanza dellentrata nellUnione deriva dalla diminuzione
dei tassi dinteresse dovuta dalla maggiore credibilit della Banca centrale europea
rispetto a quanta ne godesse la Banca dItalia

3. La Cina
Sin dal 1980, la produzione cinese cresciuta di circa il 10% allanno e si stima che
continui a farlo anche in futuro.
Questo dato davvero sorprendente. Confrontato con il 3,1% raggiunto dalleconomia
statunitense nello stesso periodo, la produzione raddoppia ogni sette anni.
Da dove proviene questa crescita?

Da una rapidissima accumulazione di capitale

dal rapido progresso tecnologico

Economie emergenti / PVS


Europa centro orientale: passati da economie pianificate a economie di mercato
- Polonia (2,9 %, 1,7 % )
- Rep. Ceca (- 1,4 %, 4,3%)
America Latina: miglioramento dopo anni di iperinflazione (90)
- Cile (1 %, - 0.9%)
- Basile ( 1,6 %, - 0.3%)
- Argentina (-1,8 %, 0,7%)
Asia: regione con i pi alti tassi di crescita
- India (5%, 6,5%)
- Cina (6%, 8.7%)
sono paesi emergenti ma ancora poveri
Africa: stagnazione economica ( un po meglio del 2006)

Capitolo 2: La produzione aggregata


La misura della produzione aggregato nella contabilit nazionale il prodotto interno
lordo (PIL). Esistono tre modi equivalenti per definire il PIL di un'economia:
1. Il PIL il valore dei beni e dei servizi finali prodotti nell'economia in un dato periodo di
tempo.
2. Il PIL la somma del valore aggiunto nell'economia in un dato periodo di tempo. Il
valore aggiunto da un'impresa nel processo
produttivo definito come il valore della sua produzione meno il valore dei beni intermedi
usati nella produzione stessa.
3. Il PIL la somma dei redditi di tutta l'economia in un dato periodo di tempo, misura il
reddito prodotto che viene di fatto distribuito ai
fattori produttivi.
imposte indirette (IVA)
reddito da lavoro
reddito da capitale o profitto
Il PIL nominale la somma delle quantit di beni finali valutate ai prezzi correnti.
La crescita del PIL nominale dipende da due fattori:
1. crescita della produzione nel tempo
2. aumento dei prezzi dei beni nel tempo
Il PIL reale la somma delle quantit di beni finali valutati ai prezzi costanti. Il PIL reale
permette di misurare la produzione e le sue variazioni nel tempo, escludendo leffetto dei
prezzi costanti.
Anche se il PIL nominale aumenta, non significa che lo faccia anche il PIL reale (ci si
verifica quando non aumentano le quantit prodotte).
PIL nominale e PIL reale sono sempre uguali nell'anno-base.
La scelta dell'anno base arbitraria
Ogni volta che si cambia lanno base la storia viene di fatto riscritta. Per questo motivo
gli Stati Uniti hanno iniziato a pubblicare un nuovo indice del PIL reale chiamato indice
a catena (chained index) che usa di volta in volta dei prezzi diversi (medi).
Con crescita del PIL si intender il tasso di crescita del PIL reale con periodi di espansione
e recessione.
Il PIL cambia di anno in anno per 3 motivi:
1) maggiori o minori quantit prodotte
2) nuove produzioni (fattore in pi)
3) cambio dei prezzi dei beni

Alcune utili definizioni


PIL nominale = PIL a prezzi correnti o a valori
PIL reale = PIL a prezzi costanti, PIL in termini di beni, PIL aggiustato per
linflazione, PIL ai prezzi dellanno base
Crescita del Pil nellanno t = tasso di crescita

(N.B. Laumento del tasso di crescita laumento del valore di questa espressione)
Espansioni: periodi di crescita positiva del PIL
Recessioni: periodi di crescita negativa del PIL (per almeno due trimestri consecutivi)
Che cosa ci dice il PIL?
- Misura sintetica della ricchezza e quindi del benessere di un paese
PIL pro-capite = PIL/popolazione
- Attenzione:
1. Alcuni beni e servizi non rientrano nel PIL perch non transitano
sul mercato (casalinga, beni pubblici, ambiente, salute)
2. Economia sommersa
3. Il benessere dipende anche dalla qualit
PIL potenziale
Il PIL potenziale il livello di PIL massimo raggiungibile stabilmente da un sistema
economico
Poich un PIL sopra il livello potenziale (quindi con un utilizzo di risorse superiore al
massimo sostenibile) tende a generare inflazione per un eccesso di domanda
rispetto all'offerta, generalmente il prodotto potenziale definito come il PIL
sostenibile senza dar luogo a pressioni inflazionistiche

Le altre due grandezze importanti:


1. Il tasso di disoccupazione
2. Il tasso di inflazione

IL TASSO DI DISOCCUPAZIONE
Forza-lavoro: somma degli occupati e dei disoccupati in cerca di lavoro
FL= occupati + disoccupati
FL = N + U
Occupato: persona che ha un lavoro al momento dellintervista ( censimento)
Disoccupato: persona che non ha lavoro, in cerca di occupazione, immediatamente
disponibile a lavorare
Fuori dalla forza lavoro o Inattivo: persona che non ha lavoro e non in cerca di lavoro,
o non immediatamente disponibile a
lavorare (gli studenti, i pensionati, i bambini, le casalinghe, ecc. sono considerati inattivi)
Lavoratori scoraggiati: in presenza di elevata disoccupazione alcuni lavoratori senza
occupazione smettono di cercare ed escono dalla
forza lavoro
Tasso di partecipazione (tasso di attivit): rapporto tra la forza lavoro e il totale della
popolazione in et lavorativa FL / POP.
Tasso di disoccupazione: rapporto tra il numero di disoccupati e la forza lavoro
disoccupati / forza-lavoro
Come calcolare il tasso di disoccupazione
Il tasso di disoccupazione si basa su indagini sulle famiglie. in Europa questa indagine
chiamata : Labour Force Survey ed basata
su interviste a un campione rappresentativo di individui.
Perch la disoccupazione un tema importante per il macroeconomista?
Gli economisti si interessano della disoccupazione per due ragioni:
1. Per i suoi effetti negativi sul benessere delle persone disoccupate (povert, psicologici)
2. un segnale che leconomia non sta usando tutte le sue risorse in maniera efficiente

IL TASSO DI INFLAZIONE
Inflazione: aumento del livello generale dei prezzi
Tasso di Inflazione: il tasso a cui il livello dei prezzi aumenta nel tempo

Deflazione: una riduzione del livello generale dei prezzi ( un fenomeno raro e
corrisponde a un tasso di inflazione negativo, es.:
Giappone fine anni 90)

Misure del livello medio dei prezzi


1. Deflatore del PIL (si ottiene distinguendo il PIL nominale dal PIL reale)
2. Indice dei prezzi al consumo (IPC)
(CPI = Consumer Price Index)
La loro variazione esprime il tasso di inflazione
1. DEFLATORE DEL PIL
permette di calcolare il prezzo medio dei beni finali prodotti in uneconomia. E dato dal
rapporto fra il PIL nominale ed il PIL reale

Il deflatore del PIL un numero indice: il suo livello viene scelto arbitrariamente. Il tasso
di variazione del deflatore del PIL rappresenta il
tasso di inflazione.
- se il Pil nominale aumenta ma quello reale rimane costante, allora la variazione del Pil
nominale dovuta solo allaumento dei prezzi
- nellanno-base Pil nominale = Pil reale e quindi deflatore = 1.
- il suo valore non ha un immediato significato economico, ma il suo tasso di variazione
s
- Il tasso di variazione del deflatore del PIL reppresenta il tasso di inflazione t

2. INDICE DEI PREZZI AL CONSUMO


Lindice dei prezzi al consumo misura il livello dei prezzi al consumo ed esprime il costo
in valuta (euro) di un determinato paniere di
consumo di un tipico consumatore urbano. E da qui che deriva lespressione costo
della vita.
Lindice dei prezzi al consumo (IPC) un numero indice:
- il suo livello scelto arbitrariamente.
Il tasso di variazione dellIPC rappresenta il tasso di inflazione
Lo calcola lISTAT
LE DUE MISURE A CONFRONTO
Lindice dei prezzi al consumo e il deflatore del PIL mostrano trend molto simili nel tempo
- Differenze quando il prezzo dei beni importati aumenta rispetto a quelli prodotti
allinterno
- L IPC aumenta pi velocemente del DEFLATORE del Pil
Questo accaduto a seguito delle crisi petrolifere 1974 e 1979-80
DIFFERENZE TRA I DUE INDICI
Indice dei prezzi al consumo
1. Paniere beni ristretto
2. Paniere beni invariato ogni anno
3. Include i prezzi delle importazioni
Deflatore PIL
1. Ampia gamma di beni considerati
2. Beni variano di anno in anno
3. Solo prezzi dei beni prodotti nel paese
Gli economisti si interessano allinflazione perch:
1. Determina una variazione nella distribuzione del reddito
2. Elevata inflazione crea incertezza
3. Il sistema fiscale reagisce con linflazione accentuando le distorsioni (fiscal drag)
4. Linfazione determina redistribuzione e variazioni dei prezzi relativi
Inoltre:
1. Se le promesse di pagamento non sono indicizzate, linflazione avvantaggia i debitori e
svantaggia i creditori
2. Tipicamente, le famiglie sono in posizione creditoria e le imprese e lo Stato sono in
posizione debitori

CAPITOLO 3 IL MERCATO DEI BENI


INTERAZIONE TRA PRODUZIONE, REDDITO E DOMANDA
Variazione della domanda di beni
Variazione della produzione
Variazione del reddito
Variazione della domanda dei beni
La composizione del Pil
1. Consumo (C): beni e servizi acquistati dai consumatori. Il consumo rappresenta la
componente principale del PIL.
2. Beni di Investimento (I): talvolta chiamato investimento fisso per distinguerlo dalle
scorte di magazzino. E la somma
dellinvestimento non residenziale e residenziale;
- Non immobiliare: acquisto di nuovi impianti, macchinari da parte
dellimpresa
- Immobiliare: acquisto di nuove case o appartamenti da parte degli individui
3. Spesa pubblica (G): spesa pubblica di beni e servizi acquistati dallo stato e dagli enti
pubblici. Non include n i trasferimenti
(assistenza sanitaria e sociale), n gli interessi del debito pubblico;
4. Importazioni (IM): acquisti di beni e servizi dallestero effettuati dai residenti
(consumatori, imprese, governo);
5. Esportazioni (X): gli acquisti di beni e servizi nazionali da parte del resto del mondo.
Esportazioni nette, (X-IM) o saldo commerciale, dato dalla differenza tra esportazioni
e importazioni
X>IM : avanzo commerciale
X<IM : disavanzo commerciale
6. Investimento in scorte: differenza tra beni prodotti e beni venduti in un anno cio
differenza tra produzione e vendite
Produzione > Vendite

le scorte aumentano

Produzione < Vendite

le scorte diminuiscono

La domanda totale di beni, Z, pu essere scritta come:


CONSUMI (C)
+
INVESTIMENTI (I)
+
SPESA PUBBLICA (G)
=

SPESA IN BENI E SERVIZI DA PARTE DEI RESIDENTI

Questa equazione unidentit che definisce Z come la somma di consumo,


investimento, spesa pubblica ed esportazioni al netto delle importazioni.
Per determinare Z, si introducono alcune semplificazioni.
IPOTESI SEMPLIFICATRICI
1. Le imprese producono uno stesso bene che pu essere usato come bene di consumo,
bene di investimento e come spesa pubblica.
2. Le imprese forniscono qualsiasi quantit di tale bene a un dato prezzo, P. Questa
ipotesi valida solo nel breve periodo.
3. Leconomia chiusa: non avvengono scambi con il resto del mondo. Esportazioni e
importazioni sono uguali a zero.
4. INVESTIMENTO IN SCORTE uguale a zero

REDDITO DISPONIBILE
Il reddito disponibile definito come:

dove Y il reddito aggregato e T rappresenta le tasse al netto dei trasferimenti.

CONSUMO
Il reddito disponibile, (Yd), il fattore principale da cui dipendono le decisioni di consumo.
La relazione tra il consumo e il reddito disponibile pu essere espressa come:

possibile assumere che la forma funzionale della relazione tra il consumo e il reddito
disponibile sia lineare:

Il parametro c0 rappresenta il livello di consumo quando il reddito disponibile zero.


Il parametro c1 la propensione marginale al consumo.
Due restrizioni naturali sulla propensione al consumo:
- c1 > 0. Un aumento del reddito disponibile genera un aumento del consumo

- c1 < 1. Un aumento del reddito disponibile genera un aumento meno che proporzionale
del consumo. I consumatori consumano solo una parte dellaumento del loro reddito
disponibile.

INVESTIMENTO (I)
Nei modelli economici troviamo due tipi di variabili:

variabili esogene: prese come date


variabili endogene: spiegate allinterno del modello

Inizialmente, linvestimento verr considerato come una variabile esogena. Questa


ipotesi semplificatrice verr eliminata successivamente. Quando linvestimento preso
come dato si ha:

SPESA PUBBLICA (G)


Insieme alle imposte, T, la spesa pubblica, G, descrive la politica fiscale del governo le
scelte del governo circa le entrate e le uscite del settore pubblico. La spesa pubblica
una variabile esogena. Come per linvestimento, si considera T e G come esogene.
Motivazioni:
- il governo non presenta regolarit di comportamento come i consumatori e le imprese,

non esiste ununica funzione per G e T;


- i macroeconomisti hanno come compito quello di consigliare il governo circa decisioni di
spesa e di gettito.

La determinazione della produzione in equilibrio


In economia chiusa, la domanda di beni pu essere espressa come somma di consumo,
investimento e spesa pubblica:

Sostituendo C e I come le loro equazioni, si ottiene

N.B. Assumiamo che non ci siano scorte nelleconomia


In assenza di investimenti in scorte, lequilibrio sul mercato dei beni richiede che la
produzione (Y) sia uguale alla domanda (Z):

In equilibrio, la produzione, Y, uguale alla domanda. A sua volta, la domanda dipende


dal reddito, Y, che uguale alla produzione, quindi:

N.B. Definizione di Pil sia dal lato della produzione, sia dal lato del reddito.
I macroeconomisti seguono generalmente tre passi nella ricerca:
1. lalgebra assicura la coerenza logica del modello;
2. i grafici danno lintuizione;
3. le parole spiegano i risultati.
Lequazione di equilibrio pu essere riscritta come:

Riordinando i termini:

spesa autonoma

moltiplicatore

Equilibrio nel
mercato dei
beni.
La produzione
di equilibrio
determinata
dalla
condizione di
uguaglianza
tra produzione
e domanda.

Un grafico
Si disegna la produzione in funzione del reddito.
Poi si disegna la domanda come funzione del reddito.
In equilibrio, la produzione uguale alla domanda.
Si supponga che leconomia sia nellequilibrio iniziale, rappresentato dal punto A nel
grafico, con produzione uguale a Y.
Si supponga che c0 aumenti di un miliardo: ZZ si sposta in ZZ, il nuovo equilibrio sar in
A e quindi la produzione di equilibrio diventer Y.

Gli effetti di un
aumento della
spesa
autonoma
sulla
produzione.
Un aumento
della spesa
autonoma ha un
effetto pi che
proporzionale
sulla produzione
di equilibrio.

1. Il primo aumento della domanda, indicato dalla distanza AB, uguale a 1 miliardo di
euro.
2. Questo primo aumento della domanda porta a un aumento equivalente della
produzione, cio 1 miliardo di euro, anchesso rappresentato dalla distanza AB.
3. Questo primo aumento della produzione porta a un aumento di pari ammontare del
reddito, indicato dalla distanza BC, anchessa pari a 1 miliardo di euro.
4. Il secondo aumento della domanda, rappresentato dalla distanza CD, uguale a 1
miliardo di euro (il primo aumento di reddito) moltiplicato per la propensione al
consumo, c1 cio c1 miliardi di euro.
5. Questo secondo aumento della domanda porta a un aumento di pari ammontare della
produzione, rappresentato anchesso da CD, e quindi a un aumento di pari ammontare
del reddito, indicato dalla distanza DE.
6. Il terzo aumento della domanda uguale a c1 miliardi di euro (il secondo aumento di
reddito) moltiplicato per c1 ed uguale a c1xc1 miliardi di euro, vale a dire c12 miliardi di
euro, e cos via.
Seguendo questa logica, laumento totale della produzione dopo n passaggi uguale a 1
miliardo di euro moltiplicato per la somma:

1+c1+ c12 ++ c1n


Questa somma chiamata serie geometrica.

A parole
La produzione dipende dalla domanda, che a sua volta dipende dal reddito, che uguale
alla produzione. Un incremento della domanda fa aumentare la produzione e il reddito.
Laumento di reddito a sua volta fa aumentare la domanda e quindi la produzione, e cos
via. Alla fine il risultato un aumento della produzione superiore allincremento iniziale
della domanda, di un fattore pari al moltiplicatore.
Per stimare le equazioni di comportamento e i loro parametri, gli economisti usano
leconometria, linsieme dei metodi statistici usati in economia.

Quanto dura laggiustamento?


La rappresentazione formale dellaggiustamento della produzione nel tempo detta la
dinamica dellaggiustamento:
- si supponga che le imprese decidano il loro livello di produzione allinizio di ciascun
trimestre
- si supponga ora che i consumatori decidano di spendere di pi, cio di aumentare c0
- dopo aver osservato un aumento della domanda, nel trimestre successivo le imprese
fisseranno un maggior livello di produzione
- in seguito a un aumento della spesa per consumi, la produzione non raggiunge subito il
nuovo equilibrio, ma aumenta progressivamente da Y a Y.

Investimento = risparmio: un modo alternativo di pensare allequilibrio


sul mercato dei beni
Il risparmio la somma di risparmio privato e risparmio pubblico.
1. Per definizione, il risparmio privato, cio il risparmio (S) dei consumatori uguale al
loro reddito disponibile al netto dei consumi:
quindi
1. Per definizione, il risparmio pubblico uguale alle imposte (al netto dei trasferimenti)
meno la spesa pubblica, T-G. Se T>G, il governo ha un avanzo di bilancio; se T<G, il
governo ha un disavanzo di bilancio.
La produzione deve essere uguale alla domanda:

Sottraendo le imposte a entrambi i lati e spostando il consumo a sinistra, si ottiene:

Il lato sinistro semplicemente uguale al risparmio (S), per cui:


o anche
Lequazione ci suggerisce un altro modo di guardare al mercato dei beni: per esserci
equilibrio, linvestimento deve essere uguale al risparmio, cio la somma di risparmio
privato e pubblico. Questo modo di definire leconomia spiega perch la condizione di
equilibrio del mercato dei beni chiamata curva IS, che sta per Investimento =
Risparmio (Saving): quanto le imprese vogliono investire deve essere uguale a quanto i
consumatori e il governo vogliono risparmiare.
Le decisioni di consumo e di risparmio sono in realt due facce della stessa medaglia.
Lequazione di comportamento del consumo specificata in precedenza comporta che il
risparmio privato sia dato da:

Riordinando i termini otteniamo:

Se c1 la propensione al consumo, (1-c1) la propensione al risparmio: quanto viene


risparmiato di un incremento unitario di reddito.
In equilibrio, linvestimento deve essere pari al risparmio aggregato:

Risolvendo per la produzione, otteniamo nuovamente:

Il governo davvero onnipotente? Un avvertimento


- Cambiare la spesa pubblica o le imposte potrebbe essere tuttaltro che facile;
- Le risposte di consumo, investimento e importazioni sono davvero difficili da valutare
con certezza;
- Le aspettative contano;
- Mantenere il livello di produzione desiderato potrebbe causare spiacevoli effetti
collaterali;
- Ridurre le imposte o aumentare la spesa pubblica potrebbe generare grossi disavanzi di
bilancio e portare allaccumulazione del debito
pubblico.

Capitolo 4: I mercati finanziari


Concetti generali:
Reddito: ci che ricaviamo dal lavoro + rendite di vario tipo ( dividendi, affitti, interessi)
- un flusso (espresso per unit di tempo)
Ricchezza: valore di attivit finanziarie al netto delle passivit finanziarie
- uno stock ( si misura in un dato istante)
Moneta: unattivit finanziaria che serve a comprare beni. caratterizzata dal massimo
grado di liquidit.

La domanda di moneta
La moneta pu essere usata per transazioni, ma non paga interessi. In realt ci sono due
tipi di moneta:
1. il circolante, la moneta metallica e cartacea,
2. i depositi bancari, a fronte dei quali possibile emettere assegni.
I titoli pagano un interesse positivo, i , ma non possono essere usati per le transazioni.
La decisione di detenere sia moneta sia titoli dipende da:
il livello delle transazioni;
il tasso dinteresse sui titoli.

Derivazione della domanda di moneta.


La relazione tra domanda di moneta, reddito nominale e tasso di interesse data da:

Dove Y indica il reddito nominale.


Questa equazione ci dice che la domanda di moneta Md uguale al reddito nominale Y
moltiplicato per una funzione del tasso di interesse i, indicata con L(i).
1. La domanda di moneta aumenta proporzionalmente al reddito nominale.
2. La domanda di moneta dipende negativamente dal tasso di interesse.

La domanda di moneta.
Per un dato livello di reddito
nominale la domanda di moneta
una funzione decrescente del tasso
di interesse. Per un dato tasso di
interesse, un aumento del reddito
nominale fa spostare la domanda di
moneta verso destra.

La determinazione del tasso di interesse (I)


Supponiamo che la banca centrale decida di offrire un ammontare di moneta uguale a M,
cosicch Ms=M
La condizione di equilibrio :
Offerta di moneta
M

Domanda di moneta

YL(i)

Questa equazione ci dice che il tasso di interesse deve essere tale da indurre gli individui
a tenere una quantit di moneta pari allofferta di moneta, M.
Questa relazione di equilibrio chiamata curva LM.

La determinazione del tasso di


interesse.
Il tasso di interesse di equilibrio tale
da eguagliare domanda (che funzione
del tasso di interesse) e offerta di
moneta (che non funzione del tasso di
interesse.

Gli effetti di un aumento


del reddito nominale sul
tasso di interesse.
Un aumento del reddito
nominale fa aumentare il
tasso di interesse.

Gli effetti di un aumento


dellofferta di moneta sul
tasso di interesse.
Un aumento dellofferta di
moneta riduce il tasso di
interesse

Politica monetaria e operazioni di mercato aperto


La Banca Centrale controlla la quantit di moneta tramite le operazioni di mercato
aperto

Bilancio della Banca Centrale


Attivit
Titoli

Passivit

Moneta
(circolante)

Le operazioni di mercato aperto comportano variazioni di pari importo nellattivo e nel


passivo del bilancio
1. Operazione di mercato aperta espansiva: la Banca Centrale acquista titoli. La moneta
in circolazione nelleconomia aumenta di pari importo
2. Operazione di mercato aperto restrittiva: la Banca Centrale vende titoli. La moneta in
circolazione diminuisce di pari importo

Il mercato dei titoli


Sul mercato dei titoli si determina il prezzo dei titoli e da questo il tasso di interesse
Esempio:

Titolo annuale
Prezzo oggi: PT

Rimborso alla scadenza: 100


Qual il tasso di interesse che questo titolo ci assicura?

Quanto pi elevato il prezzo del titolo, tanto minore sar il tasso di interesse pagato dal
titolo stesso.
Conoscendo il tasso di interesse si pu risalire al prezzo del titolo manipolando la formula
precedente:

Il prezzo del titolo oggi uguale al rimborso finale ottenuto dalla vendita del titolo diviso
per (1+i).
Se il tasso di interesse positivo, il prezzo del titolo inferiore al valore di rimborso.
1. Il tasso di interesse determinato dalluguaglianza tra offerta e domanda di moneta;
2. Variando lofferta di moneta, la Banca Centrale pu influenzare il tasso di interesse;
3. La Banca Centrale cambia lofferta di moneta tramite operazioni di mercato aperto
(acquisti o vendite di titoli contro moneta);
4. Tali operazioni fanno variare il prezzo dei titoli e quindi il tasso di interesse.

Il ruolo delle banche


Gli intermediari finanziari sono istituzioni che ricevono fondi dagli individui e dalle
imprese e li usano per accordare prestiti e
acquistare titoli. Le banche ricevono fondi da individui e imprese che li depositano
direttamente o ve li fanno depositare attraverso
bonifici o assegni bancari.

Bilancio della
Banca Centrale

Attivit

Passivit

Titoli

Moneta della Banca


Centrale = Riserve +
circolante

Bilancio delle banche


Attivit

Passivit

Riserve

Depositi in conto corrente

Prestiti
Titoli

Le banche tengono parte dei fondi ricevuti sotto forma di riserve.


Perch le banche tengono riserve di moneta?
1. Ogni giorno, alcuni correntisti prelevano dai loro conti correnti e altri versano nei loro
conti correnti; allo stesso modo emettono assegni a correntisti di altre banche e
viceversa.
2. per far fronte a eventuali richieste di prevalenza di contanti in eccesso rispetto a nuovi
versamenti
3. in seguito alle emissioni di assegni esistono debiti e crediti tra le banche che non
necessariamente si compensano nello stesso giorno
4. esiste anche un obbligo di legge: le banche devono detenere una certa quantit di
depositi sotto forma di riserva obbligatoria

Offerta e domanda di moneta emessa dalla banca centrale


1. La domanda di moneta emessa dalla banca centrale uguale alla domanda di
circolante da parte degli individui pi la domanda di riserve da parte delle banche.
2. Lofferta di moneta emessa dalla banca centrale sotto il controllo diretto della banca
centrale.
3. Il tasso di interesse di equilibrio tale per cui domanda e offerta di moneta emessa
dalla banca centrale sono uguali.

La domanda di moneta
Quando gli individui possono tenere sia circolante sia depositi, la domanda di moneta
implica due decisioni.
1. gli individui devono decidere quanta moneta tenere;
2. gli individui devono decidere quanta di questa moneta tenere sotto forma di circolante
e quanta in depositi.
Perci la domanda totale di moneta data da:

Circolante. meglio per piccole transizioni


Depositi: gli assegni sono pi comodi per grandi transazioni
Assumiamo semplicemente che gli individui tengano una proporzione fissa della loro
moneta in circolante, pari a c, e una proporzione fissa in depositi, pari a (1-c).

La domanda di circolante e di depositi in conto corrente saranno definite dalle seguenti


formule:

La domanda di riserve
La domanda di riserve proporzionale ai depositi. Quanto pi grande lammontare dei
depositi, tanto maggiori saranno le riserve che
le banche devono tenere, sia per precauzione sia per ragioni legali.
La relazione tra riserve, R, e depositi, D, sar:

Combinando le equazioni, si ottiene che la domanda di riserve da parte delle banche


data da:

La domanda di moneta emessa dalla banca centrale


E data dalla domanda di circolante pi la domanda di riserve:

Sostituendo, si ottiene:

Infine, sostituendo la domanda aggregata di moneta Md, con la sua espressione,


allinterno della precedente equazione:

La determinazione del tasso di interesse


La condizione di equilibrio che lofferta di moneta emessa dalla banca entrale sia
uguale alla domanda di moneta emessa dalla banca
centrale, ossia H=Hd. Oppure, usando lequazione appena derivata, si ha:

Lofferta di moneta emessa dalla banca centrale uguale alla domanda di moneta
emessa dalla banca centrale, che a sua volta uguale al termine tra parentesi
moltiplicato per la domanda di moneta.

Equilibrio sul mercato


della moneta emessa
dalla banca centrale e
determinazione del tasso
di interesse.
Il tasso di interesse di
equilibrio tale che lofferta
di moneta emessa dalla
banca centrale uguale alla
domanda di moneta emessa
dalla banca centrale.

Il mercato interbancario delle riserve e il tasso di interesse overnight


Invece di pensare in termini di domanda e offerta di moneta emessa dalla banca
centrale, possiamo pensare in termini di domanda e
offerta di riserve. La condizione secondo la quale domanda e offerta di riserve devono
essere uguali data da:

Guardare lequazione in termini di domanda e offerta di riserve equivale a guardare


allequazione in termini di domanda e offerta di moneta emessa dalla banca centrale. In
Europa questo mercato si chiama mercato interbancario delle riserve.

Offerta di moneta, domanda di moneta e moltiplicatore della moneta

Offerta di moneta

Domanda di moneta

Lofferta aggregata di moneta uguale alla moneta emessa dalla banca centrale
moltiplicata per il moltiplicatore della moneta, pari a:

La quantit di moneta emessa dalla banca centrale, H, chiamata moneta ad alto


potenziale, o base monetaria.

Capitolo 5 : I mercati dei beni e i mercati finanziari: il modello IS - LM


Il mercato dei beni e la curva IS
Lequilibrio sul mercato dei beni attraverso la condizione di uguaglianza tra produzione, Y,
e domanda, Z, definito dalla relazione IS.
Assumendo che il consumo sia funzione del reddito disponibile e considerando
investimento, spesa pubblica, e imposte, si ha che la
condizione di equilibrio data da:

Abbandoniamo ora lipotesi che linvestimento sia esogeno

Investimento, vendite e tasso di interesse


Linvestimento era considerato costante per semplicit.
In realt, linvestimento dipende principalmente da due fattori:
1. il livello delle vendite:
Vendite

investimenti ;

2. il tasso di interesse:
Tasso di interesse

investimenti .

Lequilibrio sul mercato dei beni e curva IS


La condizione di equilibrio sul mercato dei beni diventa:

1. un della produzione fa il reddito e quindi il reddito disponibile


2. un della produzione fa linvestimento
In sintesi, un aumento della produzione fa aumentare la domanda di beni: questa
relazione tra domanda e produzione rappresentata
dalla curva ZZ, positivamente inclinata.

Come si determina la produzione


La curva ZZ ha due caratteristiche:
1. non avendo assunto che le equazioni del consumo e investimento siano lineari, la ZZ
sar una curva e non una retta.

2. avendo assunto che un aumento della produzione conduca a un incremento meno che
proporzionale della domanda, la ZZ sar pi
piatta della retta a 45.

Fig. 5.1. Equilibrio sul


mercato dei beni.
La domanda di beni una
funzione crescente della
produzione. Lequilibrio
richiede che la domanda sia
uguale alla produzione.

Spostamenti della curva IS


Effetti di un aumento del tasso di interesse
Tasso di interesse
Investimenti
Domanda di beni
Produzione
(attraverso il moltiplicatore)
La curva IS esprime il livello di produzione di equilibrio in funzione del tasso di
interesse.
Lequilibrio nel mercato dei beni richiede che la produzione sia una funzione
decrescente del tasso di interesse.

Costruzione della curva IS

Fig. 5.2. La derivazione


della curva IS.
(a) Un aumento del tasso di
interesse riduce la domanda di
beni e porta a una riduzione
della produzione di equilibrio.
(b) Lequilibrio sul mercato
dei beni richiede cha la
produzione sia una funzione
decrescente del tasso di
interesse: la curva IS
negativamente inclinata.

IS parametrica rispetto alle altre variabili (T,G)

Spostamenti della curva IS


Aumento delle imposte, T
Domanda di beni
Produzione
(attraverso il moltiplicatore, a parit di i)
La curva IS si sposta verso sinistra

Spostamenti
della curva IS.
Un aumento
delle imposte
sposta la curva
IS verso sinistra.

Lequilibrio del mercato dei beni richiede che un aumento del tasso di interesse sia
associato a una riduzione della produzione. Questa relazione rappresentata dalla curva
decrescente IS.
Dato il tasso di interesse, qualsiasi fattore che riduce la domanda di beni, e quindi la
produzione attraverso il moltiplicatore, induce uno spostamento della curva IS verso
sinistra.
Dato il tasso di interesse, qualsiasi fattore che aumenta la domanda di beni, e quindi la
produzione attraverso il moltiplicatore, induce uno spostamento della curva IS verso
destra.

I mercati finanziari e la curva LM


Il tasso di interesse determinato dalleguaglianza tra domanda e offerta di moneta
M= YL(i)
La variabile M sul lato sinistro lo stock nominale di moneta. Il lato destro d la domanda
di moneta, che una funzione del reddito nominale, Y, e del tasso di interesse
nominale, i.

Tale equazione stabilisce una relazione tra moneta, reddito nominale e tasso di interesse.

Determinazione della curva LM


Dividendo entrambi i lati per il livello dei prezzi, P, si ottiene:

In tal modo, la condizione di equilibrio data dalluguaglianza tra offerta reale di moneta
cio lo stock di moneta in termini di beni e non di euro e domanda reale di moneta,
che a sua volta dipende dal reddito reale Y e dal tasso di interesse i.
Tale equazione identifica la curva LM.
NB: Espressa in termini di reddito reale, Y, e non nominale, Y.
Effetti di un aumento del reddito sul tasso di interesse
Reddito
Domanda di moneta
(a parit di tasso di interesse)
Data lofferta di moneta,
il tasso di interesse
La curva LM esprime la combinazione di equilibrio di produzione e tasso di interesse.
Lequilibrio nel mercato della moneta richiede che il tasso di interesse sia una
funzione crescente della produzione

Spostamenti della curva LM


Offerta di moneta
(per ogni dato Y)
tasso di interesse
la curva LM si sposta verso il basso
Un aumento dellofferta di moneta (o una diminuzione di P), per dato livello di
produzione, necessita di una riduzione del tasso di interesse per ristabilire lequilibrio
sul mercato finanziario.

Spostamenti della
curva LM.
Un aumento
dellofferta di
moneta fa spostare
la curva LM verso il
basso.

Lequilibrio nei mercati finanziari fa s che, per una data offerta reale di moneta, un
aumento del livello di reddito, che fa aumentare la domanda di moneta, porti a un
aumento del tasso di interesse. Questa relazione rappresentata dalla curva crescente
LM.
Un aumento dello stock di moneta sposta la LM verso il basso; viceversa, una riduzione
dello stock di moneta sposta la LM verso lalto.

Il modello IS-LM: equilibrio


Ogni punto della curva IS corrisponde allequilibrio sul mercato dei beni.
Curva IS:
Ogni punto della curva LM corrisponde allequilibrio sui mercati finanziari.
Curva LM:

Il modello IS-LM.
Lequilibrio sul mercato dei
beni richiede che un aumento
del tasso di interesse sia
accompagnato da una
riduzione della produzione.
Questo rappresentato dalla
curva IS. Lequilibrio sui
mercati finanziari richiede
che un aumento della
produzione sia accompagnato
da un aumento del tasso di
interesse. Questo
rappresentato dalla curva LM.
Solo nel punto A, che su
entrambe le curve, entrambi i
mercati dei beni e finanziari
sono in equilibrio.

POLITICA MONETARIA
Si consideri una riduzione del disavanzo di bilancio attraverso un aumento delle imposte,
mantenendo invariata la spesa pubblica. Una politica di questo tipo chiamata stretta o
contrazione fiscale.
Riduzione di (G-T)
Aumento di (G-T)

stretta fiscale
espansione fiscale

Effetti di un aumento delle imposte


IS:
Imposte

Consumo

Domanda di beni

Produzione (attraverso il moltiplicatore)

La curva IS si sposta verso sinistra.

LM:

La curva LM non varia

Politica fiscale, produzione e tasso di interesse

Fig. 5.7. Gli effetti di un


aumento delle imposte.
Un aumento delle imposte sposta
la curva IS verso sinistra, e
provoca una riduzione del livello di
produzione di equilibrio e del tasso
di interesse di equilibrio.

Nuovo equilibrio:
Intersezione tra la nuova IS e la LM invariata
Nel nuovo equilibrio:
la produzione inferiore, Y

il tasso di interesse inferiore, i


A parole
1. Un aumento delle imposte genera una riduzione del reddito disponibile, che a sua volta
riduce la domanda di beni
2. Attraverso il moltiplicatore, la produzione e il reddito diminuiscono
3. La diminuzione del reddito provoca una diminuzione della domanda di moneta
4. Data lofferta di moneta, il tasso di interesse deve diminuire, in modo da ristabilire
lequilibrio nel mercato finanziario
5. La diminuzione del tasso di interesse mitiga (crowding-in) leffetto delle imposte sulla
domanda di beni

Politica monetaria
Riduzione dellofferta di moneta
Aumento dellofferta di moneta

contrazione monetaria
espansione monetaria

Effetti di unespansione monetaria


IS: la curva IS rimane invariata
LM: aumento dellofferta di moneta
la curva LM si sposta verso il basso

Gli effetti di una espansione


monetaria.
Unespansione monetaria
provoca un aumento della
produzione e una riduzione
del tasso di interesse.

Un mix di politica economica


La combinazione di politica monetaria e politica fiscale prende il nome di mix di politica
economica.
A volte, il giusto mix richiede cha la politica fiscale e la politica monetaria vadano nella
stessa direzione.
A volte, il giusto mix richiede che politica fiscale e la politica monetaria vadano in direzione
opposte.
Il modello IS-LM in formule
Per derivare esplicitamente la curva IS:
Bisogna esplicitare una forma funzionale per il consumo:

E per linvestimento:

Per ricavare la curva IS, bisogna sostituire la funzione del consumo e dellinvestimento,
cos si ottiene:

Risolvendo lequazione per Y, possibile ricavare il livello di equilibrio della produzione


come funzione del tasso di interesse:

Mentre, per la rappresentazione grafica, conviene riscrivere la curva come:

La posizione della curva IS determinata dallintercetta, ovvero dal livello della


componente autonoma. Questo significa che variazioni della componente autonoma
determinano gli spostamenti della curva IS.
Algebricamente, per un dato tasso di interesse i, una variazione A nella spesa
autonoma fa crescere la produzione di:

Spostamenti della curva IS.


Un aumento della spesa
autonoma di A sposta la curva
IS orizzontalmente verso
destra.

Linclinazione della curva IS dipende dalla misura in cui la produzione di equilibrio


varia al variare del tasso di interesse.
A parit di A, una variazione del tasso di interesse di i, fa variare il reddito di:

Movimenti lungo la curva IS.


La curva IS poco inclinata se, a seguito
di una piccola variazione del tasso di
interesse, la produzione deve variare di
molto per riportare in equilibrio il mercato
dei beni.

Tanto pi la IS piatta, tanto pi la produzione dovr variare per riportare in equilibrio il


mercato dei beni per una data variazione di i.

La curva LM caratterizzata dalla seguente forma funzionale:

Consideriamo la seguente relazione lineare tra moneta, produzione e tasso di interesse:

Risolvendo per Y, ricaviamo il livello di equilibrio di Y in funzione di i:

La posizione della curva LM dipende dallintercetta, ovvero dallofferta reale di moneta.


Questo significa che variazioni dellofferta reale di moneta determinano gli
spostamenti della curva LM.
Per un dato tasso di interesse i, la variazione di M/P far variare la produzione di:

Spostamenti della curva LM.


Un aumento dellofferta nominale di
moneta di M sposta la curva LM
orizzontalmente verso destra.

Linclinazione della curva LM, dipende dalla misura in cui il tasso di interesse varia al
variare del reddito.
La relazione tra la variazione della produzione e del tasso di interesse data da:

Movimenti lungo la curva LM.


La curva LM poco inclinata se, a seguito di
una piccola variazione del tasso di
interesse, la produzione deve crescere
molto per riportare in equilibrio il mercato
monetario.

Tanto pi la LM piatta, tanto meno il tasso dinteresse dovr variare per riportare in
equilibrio il mercato monetario per una data variazione di Y.

Lequilibrio IS-LM si determina calcolando algebricamente i valori di Y e i, risolvendo per


entrambe le equazioni:

E ricavare il valore di equilibrio della produzione:

E il valore di equilibrio del tasso di interesse:

Il moltiplicatore della politica fiscale sar dato dalla seguente formula:

Il moltiplicatore della politica monetaria, infine, sar:

Effetti di una variazione della quantit di moneta

DUE CASI LIMITE in cui MPM =0


1. f2 = , cio lelasticit della domanda di moneta al tasso di interesse infinita ( il
caso della trappola della liquidit), la variazione di offerta di moneta assorbita dalla
domanda, a parit di tasso dinteresse => LM piatta
2. d2= 0 , cio gli investimenti non variano al variare del tasso di interesse => IS verticale

Teoria keynesiana
La domanda di moneta instabile e fortemente sensibile a variazioni del tasso di
interesse
Md instabile
e
f2 alto
Gli investimenti sono poco sensibili a variazioni del tasso di interesse che invece derivano
dalle aspettative (EMC, animal spirits)
d2 basso

la politica monetaria poco efficace


la politica fiscale molto efficace

Teoria monetarista
Secondo la scuola monetarista, la domanda di moneta (Md) stabile. Inoltre funzione di
poche variabili (P,Y) => Quindi f2 basso
Md stabile

f2 basso

Gli investimenti rispondono al tasso di interesse, come i consumi


d2 alto
la politica monetaria molto efficace

la politica fiscale poco efficace


La stessa scuola monetarista, tuttavia, ritiene che la politica monetaria porti a
destabilizzare il sistema

Luso della politica monetaria per destabilizzante


1. long, variable and uncertain lags
2. K%

Il modello IS-LM descrive davvero quello che succede nelleconomia?


La dinamica
Politica fiscale:
1. aggiustamento lento della produzione sul mercato dei beni
2. le fonti della dinamica nel mercato dei beni:
a. la produzione si aggiusta lentamente alla domanda
b. il consumo si aggiusta lentamente al reddito
c. linvestimento si aggiusta lentamente alla produzione
Politica monetaria:
1. aggiustamento veloce del tasso di interesse sul mercato finanziari

2.