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20/06/2014

A.C.-M.B.

M.G.-L.Z.

DATA
REDATTO
CONTROL.
REV.
(DATE)
(DRWN.BY)
(CHCKD)
FUNZIONE O SERVIZIO (DEPARTMENT)

L.M.
APPROVATO
(APPRD)

DESCRIZIONE
(DESCRIPTION)

INGEGNERIA ACQUA
DENOMINAZIONE IMPIANTO O LAVORO (PLANT OR PROJECT DESCRIPTION)

PIANO DI SALVAGUARDIA DELLA BALNEAZIONE OTTIMIZZATO VASCA DI LAMINAZIONE AUSA


STUDIO DI FATTIBILITA
IDENTIFICATIVO IMPIANTO (PLANT IDENTIFIER)
N ELABORATO (DOCUMENT N)

N COMMESSA (JOB N)

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RELAZIONE GENERALE

INDICE

OGGETTO E SCOPO .................................................................................................................. 4

IL PIANO DI SALVAGUARDIA DELLA BALNEAZIONE............................................................. 4


2.1

IL SISTEMA FOGNARIO RIMINESE ................................................................................................... 4

2.2
2.2.1
2.2.2
2.2.3
2.2.4

IL PIANO DI SALVAGUARDIA DELLA BALNEAZIONE .................................................................... 5


Adeguamento dei sistemi di trattamento .............................................................................................. 5
Interventi di separazione delle reti ........................................................................................................ 5
Realizzazione di volumi di accumulo .................................................................................................... 6
Incremento della capacit di collettamento .......................................................................................... 6

CONTESTUALIZZAZIONE VASCA CON IL SISTEMA VASCHE A MARE ................................. 6

STATO DI FATTO ........................................................................................................................ 7

DESCRIZIONE OPERE................................................................................................................ 7

ANALISI DELLE SCELTE PROGETTUALI ALTERNATIVE ESAMINATE ............................... 9


6.1

SICUREZZA IDRAULICA DEL TERRITORIO...................................................................................... 9

6.2

VINCOLI ................................................................................................................................................ 9

6.3

INDAGINI GEOLOGICHE ................................................................................................................... 11

6.4

SEPARAZIONE ACQUE DI PRIMA PIOGGIA ................................................................................... 11

6.5
6.5.1
6.5.2
6.5.3
6.5.4

SICUREZZA E AFFIDABILITA DELLOPERA DI SCARICO A MARE ............................................ 11


MOTIVAZIONI IDRAULICHE ............................................................................................................. 11
AFFIDABILITA DEL SISTEMA .......................................................................................................... 13
SICUREZZA DEL SISTEMA .............................................................................................................. 13
CONNESSIONE AGLI ALTRI SISTEMI FOGNARI ............................................................................ 13

6.6
6.6.1
6.6.2
6.6.3
6.6.4

SOLUZIONI ARCHITETTONICHE...................................................................................................... 14
SOLUZIONE 1 .................................................................................................................................... 14
SOLUZIONE 2 .................................................................................................................................... 15
SOLUZIONE 3 .................................................................................................................................... 16
VALUTAZIONE DELLE SOLUZIONI ARCHITETTONICHE .............................................................. 16

DESCRIZIONE FUNZIONALIT INTERVENTO ........................................................................ 16

CRITERI DI DIMENSIONAMENTO E PROGETTAZIONE IDRAULICA ..................................... 17

8.1

IL MODELLO MATEMATICO DELLA RETE FOGNARIA DI RIMINI ................................................ 17

8.2

EVENTO PLUVIOMETRICO DI RIFERIMENTO ................................................................................ 17

CARATTERISTICHE FUNZIONALI IMPIANTO DI ACCUMULO E SCARICO A MARE ............ 20


9.1

FUNZIONAMENTO IN TEMPO SECCO ............................................................................................. 20

9.2

FUNZIONAMENTO IN TEMPO DI PIOGGIA (FASE 1) ..................................................................... 21

9.3

FUNZIONAMENTO IN TEMPO DI PIOGGIA (FASE 2) ..................................................................... 22

9.4

FUNZIONAMENTO IN TEMPO DI PIOGGIA (FASE 3) ..................................................................... 23

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RELAZIONE GENERALE
9.5

FUNZIONAMENTO A EVENTO DI PIOGGIA CESSATO .................................................................. 24

10 CONDOTTE DI SCARICO A MARE........................................................................................... 25


11 SOSTENIBILITA AMBIENTALE DELLOPERA ....................................................................... 25
12 ITER AUTORIZZATIVO ............................................................................................................. 26
13 GEOLOGIA E GEOTECNICA .................................................................................................... 27
13.1 INQUADRAMENTO GEOLOGICO ..................................................................................................... 27
13.2 CARATTERIZZAZIONE LITOSTRATIGRAFICA ............................................................................... 29

14 CONCEZIONE STRUTTURALE DELLOPERA ......................................................................... 32


14.1 DESCRIZIONE DELLE CARATTERISTICHE STRUTTURALI DELLINTERVENTO ....................... 32
14.2 DESCRIZIONI DELLE FASI DI LAVORO PRINCIPALI ..................................................................... 33

15 AREE NECESSARIE AL CANTIERE ......................................................................................... 38


16 FINANZIAMENTO DELLE OPERE E QUADRO ECONOMICO ................................................. 41

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RELAZIONE GENERALE

OGGETTO E SCOPO

Il presente documento ha come scopo linquadramento e la contestualizzazione del progetto


denominato Realizzazione vasca Ausa e condotta sottomarina allinterno del novero dei progetti
costituenti il Piano di Salvaguardia della Balneazione Ottimizzato.

IL PIANO DI SALVAGUARDIA DELLA BALNEAZIONE


2.1

IL SISTEMA FOGNARIO RIMINESE

Il sistema fognario della citt di Rimini ha un andamento planimetrico tipico dei centri rivieraschi. E
infatti caratterizzato da una struttura di tipo perpendicolare in cui gli assi principali di drenaggio sono
costituiti dalle Fosse Consortili che, diramandosi dal forese, giungono a mare tombate, attraversando
linsediamento urbano, con la funzione di collettori fognari. A questi drena tutto il reticolo fognario di
diametro minore.
Il tratto terminale delle fosse chiuso da una paratoia a perfetta tenuta idraulica; alla sezione di
chiusura di ciascuna di esse presente un sollevamento che invia i reflui in depurazione, attraverso
un sistema di impianti disposti in sequenza.
Il sistema di drenaggio urbano di Rimini prevalentemente di tipo misto. Questo fatto, unito alla forte
commistione fra le acque nere urbane e le bianche, naturalmente drenate dal sistema storico di
drenaggio (le fosse consortili appunto) in seguito agli eventi pluviometrici, porta a una criticit di tipo
strutturale che si manifesta in particolare durante gli eventi pi intensi.
In tempo secco cos come in caso di piogge di modesta intensit, tutti i reflui che giungono alla
sezione di chiusura di ciascuna fossa vengono intercettati e sollevati verso la depurazione dalla
catena di sollevamenti. Durante gli eventi di maggiore entit, superata la massima capacit del
sollevamento e colmati i volumi di prima pioggia, ove presenti, si ha lapertura delle paratoie a mare,
necessaria per non compromettere lofficiosit dei collettori, con conseguente sversamento in battigia
delle acque nere diluite.
Le aperture degli scolmatori di piena risultano critiche per la qualit delle acque costiere e, in
particolare durante il periodo estivo, per il loro impatto diretto sulla balneazione.
Quanto sopra, anche in considerazione della vocazione turistica di Rimini, ha determinato una forte
spinta alla ricerca sistematica degli elementi di criticit della rete fognaria, cos da stabilire criteri
univoci sulla base dei quali costruire un piano di interventi organico, in grado di individuare le priorit
e di cogliere le sinergie che possono instaurarsi tra ciascuno, atto a ridurre fortemente le criticit
riscontrate sugli scarichi.
A tale scopo si fatto ricorso a un modello numerico in grado di simulare il comportamento del
sistema fognario riminese nelle diverse condizioni, stagionali e metereologiche, in cui si trova ad
operare.
La messa a punto di questo modello, basata sullanalisi critica dei risultati ottenuti, il confronto con le
misure svolte in campo e i dati di esercizio della rete, ha consentito di simulare, con buona
approssimazione, il comportamento della rete fognaria e, di conseguenza, lindividuazione dei punti
che risultano critici.
Le criticit individuate sono essenzialmente di carattere strutturale e possono essere riassunte come
di seguito riportato:
I reflui raccolti dalla rete fognaria giungono fino alla sezione di chiusura delle fosse, da cui
devono essere pompate, tramite appositi impianti di sollevamento, allimpianto di depurazione,
che si trova nellentroterra della Citt.

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RELAZIONE GENERALE

I sollevamenti posti alla sezione di chiusura delle fosse hanno una potenzialit non compatibile
con i picchi di portata che si generano in tempo di pioggia.
I volumi di accumulo presenti nelle sezioni di chiusura della rete fognaria, per lo pi costituiti da
vasche di prima pioggia, sono funzionali al miglioramento qualitativo dello scarico, e non
hanno un volume adeguato a laminare le portate di piena che giungono alla sezione di
chiusura della rete fognaria.
Date le limitazioni strutturali di cui sopra, lapertura a mare degli scaricatori di piena risulta essere
lunica manovra possibile per permettere il deflusso dei picchi di pioggia dalla rete fognaria, allo scopo
di mantenerne loperativit e evitando episodi di allagamento di tratti dellarea urbana.
La situazione sopra descritta si presenta alla sezione di chiusura di tutte le Fosse, ed in particolare a
quella dellAusa che risulta essere il sistema ricettore degli impianti di sollevamento di tutta la zona
sud, fino al confine comunale con Riccione.

2.2

IL PIANO DI SALVAGUARDIA DELLA BALNEAZIONE

Il Piano di Salvaguardia della Balneazione Ottimizzato (di seguito PSBO) lultimo di una serie di
atti di pianificazione deliberati dal Comune di Rimini, a partire dal Piano Generale delle Fognature
(Delibera Consiglio Comunale n.27 del 16/02/2006), del quale, il presente Piano uno stralcio
funzionale.
Il PSBO un piano di interventi strutturali sulla rete fognaria di Rimini che ha lo scopo prioritario di
ridurre il numero e la frequenza degli scarichi di acque reflue diluite in mare, in concomitanza con gli
eventi pluviometrici che generano deflussi non compatibili con la capacit di trasporto del sistema
fognario.
Le principali linee di intervento in cui si esplicita il Piano si possono nella sostanza raggruppare in:
-

Adeguamento dei sistemi di trattamento;


Separazione delle reti;
Realizzazione di volumi di accumulo;
Incremento della capacit di collettamento.

2.2.1

ADEGUAMENTO DEI SISTEMI DI TRATTAMENTO

Tali interventi rappresentano il punto di partenza dellaggiornamento del sistema fognario-depurativo


e risultano propedeutici alla realizzazione degli altri interventi del PSBO.
Il Piano, nel dettaglio, prevede una riconfigurazione del sistema verso un unico polo di trattamento
reflui (Depuratore di Santa Giustina) con la dismissione degli impianti attualmente attivi di Via
Marecchiese e Bellaria.
L'intervento sul depuratore di via Marecchiese consentir, attraverso il recupero di parte
dell'impiantistica esistente, la trasformazione in impianto di laminazione e trattamento delle acque di
prima pioggia riducendo il quantitativo annuo di solidi sospesi sversati sul Fiume Marecchia.

2.2.2

INTERVENTI DI SEPARAZIONE DELLE RETI

Tali interventi prevedono la realizzazione, o il completamento dei processi di separazione delle reti
fognarie, ad oggi miste, portando ad un sistema duale caratterizzato da un doppio reticolo.
Al termine del processo di separazione le fosse dei bacini oggetto di intervento (Pedrera Grande,
Brancona, Viserbella, Sortie, Turchetta e Sacramora, Roncasso) verranno restituite alla loro originaria
funzione di reticolo idraulico superficiale non essendo pi interessate in alcun modo da scarichi di

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acque reflue. Queste ultime verranno invece completamente collettate su un reticolo fognario ad esse
dedicato ed inviate ai trattamenti depurativi.

2.2.3

REALIZZAZIONE DI VOLUMI DI ACCUMULO

Tali interventi consentiranno, attraverso la realizzazione di volumi di accumulo, di invasare, durante


gli eventi meteorici, i volumi che ad oggi vengono rilasciati, in corrispondenza di eventi meteorici
intensi mediante gli scarichi a mare.
Tale soluzione tecnica si rende necessaria nei bacini in cui, a causa della densit ed estensione
associate alla struttura del tessuto urbanistico, non risulti percorribile la soluzione che prevede la
separazione delle reti.
Gli interventi prevedono in particolare un ampliamento degli attuali volumi di prima pioggia gi
presenti nelle sezioni terminali delle fosse (Ausa, Colonnella I e II, Rodella) e la realizzazione di
volumi di "laminazione" veri e propri. Tali vasche consentiranno di accumulare in corrispondenza di
eventi piovosi intensi le portate che dovrebbero altrimenti essere smaltite attivando gli scarichi a
mare.
Nello specifico i progetti di realizzazione di volumi di accumulo sono:
-

Interventi strutturali sulle fosse Colonnella I, Colonnella II e Rodella;


Realizzazione Vasca di laminazione Ospedale;
Realizzazione vasca di accumulo, impianto idi sollevamento e condotta sottomarina Ausa.

2.2.4 INCREMENTO DELLA CAPACIT DI COLLETTAMENTO


Tali interventi hanno come obiettivo quello di incrementare la capacit di collettamento alla
depurazione del sistema fognario, consentendo di ottimizzare il funzionamento del sistema attraverso
una razionalizzazione dei sollevamenti presenti e di ridurre le portate in corrispondenza delle sezioni
di chiusura delle fosse.
Tale riduzione consentir anche di ridurre in termini di dimensionamento (e parallelamente in termini
di costi) il volume delle vasche d'accumulo previste nella zona SUD di Rimini.

CONTESTUALIZZAZIONE VASCA CON IL SISTEMA VASCHE A MARE

La soluzione ipotizzata per affrontare la questione della balneazione anche per quei bacini della zona
sud di Rimini per i quali il Piano di Salvaguardia della Balneazione nella sua versione originaria non
era risolutivo, prevede la realizzazione di volumi di accumulo alla sezione di chiusura sui bacini
Rodella, Colonnella II e Colonnella I, e il rilancio delle portate alla vasca Ausa per il successivo
scarico in mare mediante condotta sottomarina.
Nel dettaglio la soluzione ipotizzata si concretizza nel:
-

mantenimento degli attuali sistemi di prima pioggia, alla sezione di chiusura delle fosse;
realizzazione di un sistema costituito da una vasca ed un impianto di sollevamento in grado
di rilanciare alla costruenda vasca della fossa limitrofa;
realizzazione del collegamento idraulico fra le vasche;

Il pompaggio e la condotta sottomarina di cui al presente progetto preliminare, costituiscono il


recapito finale di tale sistema di vasche e rilanci in serie.
Definita larchitettura generale del sistema, lanalisi preliminare di massima dei volumi da prevedere
alla sezioni di chiusura delle fosse, e le potenzialit degli impianti di sollevamento, unitamente al
dimensionamento di massima dei sistemi di collegamento, stata condotta mediante il supporto dello

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RELAZIONE GENERALE

strumento modellistico.

Schema del complesso delle vasche a mare.

Lo schema di ragionamento quello di bacini in cascata: alla sezione di chiusura del primo arriva solo
la portata generata dal bacino proprio; alla sezione di chiusura del secondo bacino arriva la portata
generata dal bacino proprio e quella del bacino limitrofo, inviata da un sistema di pompaggio.

STATO DI FATTO

La parte terminale della fossa Ausa costituisce il recettore di una rete fognaria mista del comprensorio
riminese di circa 700 ha. La fossa Ausa nel tratto urbano risulta tombata ed stata realizzata con due
scatolari in cls aventi ciascuno le dimensioni di 3,50mx2,00m.
Attualmente sono presenti in prossimit della sezione terminale dellAusa diversi impianti in servizio e
in particolare:
- in Piazzale Medaglie dOro una vasca di prima pioggia da 5000 mc con relativo impianto di
sollevamento che recapita le acque accumulate al depuratore;
- a valle della suddetta vasca di prima pioggia un sistema di idrocicloni che tratta le acque
meteoriche che, una volta riempito laccumulo, devono essere scaricate a mare attraverso la
paratoia di cui al punto successivo;
- in Piazzale Kennedy una paratoia con apertura rapida per scaricare a mare i volumi meteorici che
eccedono la capacit della vasca di pioggia di Piazzale Medaglie dOro;
- in Piazzale Kennedy un ulteriore impianto di sollevamento per inviare verso il depuratore le acque
nere recapitate in Ausa nel tratto tra la vasca di pioggia e la paratoia a mare.
-

DESCRIZIONE OPERE

La soluzione ipotizzata per ridurre il numero delle aperture dello scarico a mare dellAusa, durante gli
eventi meteorici intensi, si sviluppa prevalentemente in Piazzale Kennedy ed illustrata nello schema
seguente.

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RELAZIONE GENERALE

Schema idraulico vasca di laminazione Ausa

In sintesi si prevede la realizzazione delle seguenti opere:


- un nuovo impianto di sollevamento per inviare verso il depuratore le acque nere recapitate in
Ausa nel tratto tra la esistente vasca di laminazione e la esistente paratoia a mare (P101-102);
- unopera di derivazione in sinistra idraulica del fosso Ausa, governata dalle paratoie SLV101104, che consente di alimentare una vasca di prima pioggia;
- la suddetta vasca di prima pioggia con il relativo impianto di sollevamento (P103-104)
necessario per inviare al trattamento le acque accumulate una volta cessato levento meteorico;
- unopera di derivazione in destra idraulica del fosso Ausa, governata dalle paratoie (SLV201204) che consente di alimentare una vasca di laminazione acque meteoriche;
- la suddetta vasca di laminazione con i relativi impianti di sollevamento (P201-206), necessario
per scaricare a mare le acque meteoriche e (P207-208) per portare a depurazione il contenuto
della vasca una volta cessata la pioggia;
- una opera di scarico a mare costituita da un torrino di carico, alimentato dallimpianto di
sollevamento P201-206, e da tre condotte DN2000 di lunghezza pari a circa 1000m con relativi
organi di intercettazione (YV201-203) e diffusori di scarico;
- una cabina elettrica per il contenimento dei trasformatori MT/BT e dei quadri elettrici di potenza
e automazione del sistema.
Si prevede che rimanga in servizio la esistente paratoia SLV301 di scarico a mare su cui verr
eseguita la necessaria manutenzione straordinaria. Resteranno in servizio anche la vasca di pioggia
da 5.000 mc posta in Piazzale Medaglie dOro. Questultima vasca manterr inalterato il proprio

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funzionamento e sar il primo recapito delle acque di pioggia collettate dallAusa. Va pertanto
sottolineato che ai fini della raccolta e trattamento delle prime piogge vanno considerati, oltre al nuovo
volume in Piazzale Kennedy anche i suddetti 5.000 mc gi oggi presenti.

ANALISI DELLE SCELTE PROGETTUALI ALTERNATIVE ESAMINATE

Nella ricerca della soluzione progettuale da percorrere sono stati considerati i seguenti aspetti
prioritari:
a) lampia superficie e lintensa urbanizzazione del comprensorio scolante nella fossa Ausa,
richiedevano che questo fosse mantenuto in sicurezza idraulica per tutta la durata dei lavori;
b) la presenza di numerosi vincoli come gli edifici limitrofi, il vecchio ponte sullAusa, la stesso
collettore Ausa e impiantistica connessa, limitava notevolmente gli spazi a disposizione;
c) un sensibile miglioramento ambientale sarebbe stato conseguito separando i contributi
derivanti dalle acque di prima pioggia;
d) le indagini geologiche hanno riscontrato lesistenza di uno strato di terreno di circa 12-13 m
con modeste capacit di portanza e la presenza di una falda superficiale
e) le dimensioni dellopera e le portate in gioco richiedevano che fosse ricercata una soluzione
progettuale che garantisse la massima affidabilit e sicurezza funzionale dellopera di scarico
a mare;
f) lambiente urbano in cui le opere di progetto andavano a collocarsi richiedevano particolare
attenzione allinserimento architettonico dellopera

6.1

SICUREZZA IDRAULICA DEL TERRITORIO

Considerando i volumi di pioggia da smaltire durante gli eventi meteorici pi intensi e per evitare rischi
di allagamenti nelle zone servite dalla fossa Ausa, si preferito non intraprendere la realizzazione di
opere provvisionali di by-pass. Pertanto si deciso di mantenere in esercizio lesistente collettore
Ausa costituito da due scatolari adiacenti in cls di dimensioni 3,50x2,00m.
Ai lati di tale collettore, che grossolanamente suddivide il Piazzale in due parti, sono stati cos
ricavate, utilizzando tutti gli spazi disponibili, due vasche con funzione rispettivamente di accumulo
acque di prima pioggia e di laminazione.

6.2

VINCOLI

Lestensione planimetrica e la profondit delle vasche stata determinata in funzione dei vincoli al
contorno e principalmente si ricercata la garanzia del mantenimento della sicurezza statica degli
edifici che si affacciano al Piazzale.
Inoltre sul lato Est di Piazzale Kennedy presente un vecchio ponte stradale che attualmente
integrato con la viabilit circostante ed individuabile solo dalla spiaggia dove sono chiaramente
visibili impalcato e pilastri. La presenza del ponte costituiva un vincolo alla realizzazione delle opere
in direzione del mare.
Poich il ponte, inoltre, da unispezione eseguita sulle strutture che lo costituiscono, risulta deteriorato
in numerose parti, presentando fessurazioni e ferri scoperti, cos come visibile nelle foto di seguito
riportate, ne stato deciso la demolizione, previa acquisizione del parere della Soprintendenza ai
Beni Architettonici

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RELAZIONE GENERALE

Ponte stradale piazzale Kennedy: stato di conservazione.

1 Ponte stradale piazzale Kennedy: stato di conservazione.

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RELAZIONE GENERALE

6.3

INDAGINI GEOLOGICHE

La struttura e la profondit delle vasche sono state determinate in seguito alla acquisizione delle
caratteristiche geotecniche del sottosuolo.
In merito alla presenza di una falda superficiale, la realizzazione di una vasca unica, perpendicolare
al flusso di tale falda, ne avrebbe potenzialmente ostacolato lo scorrimento, con la possibilit di
provocare unalterazione dei livelli nelle zone a monte di Piazza Kennedy. La realizzazione di due
vasche consente invece di evitare sulla falda il manifestarsi di un effetto barriera.

Con riferimento al precedente punto d) stata ricercata una soluzione che prevedesse, attraverso la
realizzazione di un torrino di carico, la completa disconnessione dellopera di scarico a mare dalle
vasche, come dettagliatamente illustrato nel seguito.
Si evidenzia infine che, visto il contesto urbano di pregio in cui le opere si vanno a inserire, si
operato ogni sforzo per il contenimento delle dimensioni dei fabbricati in elevazione. Poich per
garantire la funzionalit idraulica del sistema, nonch il suo esercizio/manutenzione, limpatto visivo di
tali fabbricati resta notevole stato indispensabile corredare il progetto delle opere idrauliche e
strutturali con un adeguato inserimento ambientale di carattere architettonico come evidenziato nei
paragrafi successivi.

6.4

SEPARAZIONE ACQUE DI PRIMA PIOGGIA

Realizzando due vasche indipendenti anzich ununica vasca viene raggiunto lo scopo di separare
idraulicamente le acque di prima pioggia (pi inquinate e da inviare in ogni caso al depuratore) dalle
acque che presentano caratteristiche qualitative tali da consentirne lo scarico a mare.

6.5

SICUREZZA E AFFIDABILITA DELLOPERA DI SCARICO A MARE

La soluzione con torrino, rispetto a una alternativa ipotesi di pompaggio in diretta, si configura
necessariamente, per le motivazioni di seguito esplicitate, come la scelta tecnica da perseguire in
termini di funzionamento, affidabilit e sicurezza del sistema.
6.5.1

MOTIVAZIONI IDRAULICHE

La realizzazione del torrino di carico evita il generarsi di fenomeni di depressione per arresto brusco
delle pompe, che risultano particolarmente pericolosi se le tubazioni interessate sono di grandi
dimensioni e di rapporto diametro/spessore elevato come nel caso in esame. Tali tubazioni risultano
infatti pi esposte a fenomeni di instabilit che possono generare il collasso della condotta (vedi figura
seguente).

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Condotta collassata causa depressione

Per ovviare alle suddette problematiche occorrerebbe inserire, immediatamente a valle delle pompe,
organi di attenuazione del colpo dariete (casse daria) che risulterebbero di difficile collocazione nel
contesto urbano di piazzale Kennedy (vedi fotografie seguenti).

Esempio casse daria

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2 Esempio casse daria

Il torrino di carico proposto in progetto costituisce esso stesso lorgano di attenuazione del colpo
dariete e pertanto non richiede installazioni aggiuntive.
6.5.2

AFFIDABILITA DEL SISTEMA

Limpianto di rilancio a mare deve seguire in termini di portata gli afflussi collettati dallAusa e pertanto
possibile che in normale funzionamento alcune pompe risultino in marcia e altre ferme. Un
sollevamento in diretta richiede che a valle delle pompe siano installate opportune apparecchiature
(valvole di intercettazione e valvole di ritegno) che consentono allimpianto di funzionare con un
numero di pompe variabile. Come tutti gli organi meccanici in movimento tali apparecchiature sono
soggette a manutenzioni periodiche e possibili avarie che comportano una diminuzione dellaffidabilit
del sistema e una pi frequente presenza di mezzi operativi sul posto.
Il torrino di carico proposto in progetto non richiede linstallazione di valvole di intercettazione e
ritegno in quanto le tubazioni di mandata delle pompe risultano indipendenti e scaricano a bocca
libera.
6.5.3

SICUREZZA DEL SISTEMA

Limpianto di sollevamento in diretta mette in comunicazione idraulica diretta un recipiente a capacit


infinita come il mare con la vasca di laminazione. Una eventuale avaria di un organo di intercettazione
o una rottura importante nei collettori di mandata possono determinare lingresso del mare nella
vasca di laminazione e nel collettore Ausa con necessit di interventi rilevanti e temporalmente
prolungati per ripristinare la funzionalit del sistema.
Il torrino di carico proposto in progetto disconnette idraulicamente il mare dalla vasca e limita
fortemente il verificarsi delle problematiche illustrate.
6.5.4

CONNESSIONE AGLI ALTRI SISTEMI FOGNARI

Oltre al contributo derivante dal sistema fognario Ausa arriveranno al torrino di carico anche i
contributi derivanti dai sistemi fognari posti pi a Sud (Colonnella I e II, Rodella ecc.) attraverso una
condotta di diametro ipotizzato 2500 mm. Il veicolamento relativo ai contributi degli altri bacini avverr
con soluzioni infrastrutturali analoghe a quella attualmente prevista in Piazzale Kennedy. Limpianto di
sollevamento in diretta in Piazzale Kennedy richiederebbe che anche tale connessione avvenisse in
diretta e pertanto le problematiche illustrate nei punti precedenti (casse daria, valvole di

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intercettazione e ritegno, disconnessione idraulica del mare) verrebbero replicate in corrispondenza


degli impianti di pompaggio relativi a ogni sistema fognario.
Il torrino di carico proposto in progetto disconnette idraulicamente anche il collettore proveniente dalla
zona Sud e pertanto non richiede linserimento delle suddette apparecchiature negli ulteriori
sollevamenti da realizzarsi.

6.6

SOLUZIONI ARCHITETTONICHE

Linserimento architettonico delle opere fuori terra in un contesto urbanizzato a forte vocazione
turistica come quello di Piazzale Kennedy richiede uno specifico approfondimento che consenta la
massima fruibilit degli spazi senza compromettere la funzionalit e la manutenibilit degli impianti.
Le dimensioni dellopera in progetto hanno imposto alcuni vincoli e in particolare:
- Mantenimento in servizio del collettore Ausa e impiantistica connessa;
- Torrino di carico a quota non inferiore a +8,30 s.l.m. e volume di circa 3000 mc.;
- Cabina elettrica posta al di sopra del piano di campagna;
- Paratoie di alimentazione vasca di laminazione in zona opposta alle pompe;
- Accessibilit agli impianti da parte di autogru con portata superiore alle 10 t.
Un primo esame congiunto degli aspetti architettonici e impiantistici ha portato alle elaborazioni di tre
diverse soluzioni di inserimento architettonico che vengono qui illustrate in sintesi.
6.6.1

SOLUZIONE 1

La soluzione di seguito rappresentata prevede la distribuzione degli elementi impiantistici fuori terra
nellambito della Piazza con accorpamento dei fabbricati pi impattanti in linea in modo da creare una
salita verso il mare che termina con un belvedere, oltre che un percorso di continuit tra il parco Ausa
e il lungomare. La soluzione presenta anche la possibilit di realizzare una zona dedicata a spazi
commerciali mentre non permette la realizzazione di parcheggi. A tale proposito stata approfondita
una soluzione progettuale che consente di ricavare circa 120 posti auto mediante la realizzazione di
un parcheggio su tre livelli in Piazzale Medaglie dOro (si veda specifico documento Allegato II)

Soluzione architettonica 1.

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RELAZIONE GENERALE

Vantaggi
-

Possibilit di belvedere con vista sul mare


Inserimento di spazi commerciali nella piazza
Varie possibilit di utilizzo della piazza e delle aree verdi per eventi
Adeguati spazi per manutenzione impianti

Svantaggi
- Non possono essere previsti, allinterno della piazza, dei parcheggi.

6.6.2

SOLUZIONE 2

La soluzione 2, rappresentata nel seguito, prevede la realizzazione dei fabbricati pi impattanti in


spiaggia. La soluzione consente la completa fruibilit della piazza per parcheggi seminterrati e aree
verdi ma impatta in modo estremamente rilevante sulla spiaggia e sul fabbricato esistente. E inoltre
evidente la criticit legata alle trincee che si vengono a creare a bordo piazza per consentire la
realizzazione delle rampe di discesa verso i parcheggi, oltre che alla necessit di realizzare una
strada di accesso agli impianti (tema da approfondire)

Soluzione architettonica 2.

Vantaggi
- Realizzazione di parcheggi al piano semiinterrato della piazza;
- Copertura parcheggi ad aree verdi con percorsi che collegano il parco del mare alla piazza
Svantaggi
- Vista verso il mare ostruita
- Intervento realizzato sullarea della spiaggia

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RELAZIONE GENERALE

- Entit degli spazi per manutenzione impianti da sviluppare


6.6.3

SOLUZIONE 3

La soluzione 3, rappresentata nel seguito, prevede la realizzazione di una sorta di anfiteatro che
potrebbe consentire lutilizzo della piazza per lorganizzazione di eventi. Anche questa soluzione non
permette la realizzazione di parcheggi. A tale proposito stata approfondita una soluzione
progettuale che consente di ricavare circa 120 posti auto mediante la realizzazione di un parcheggio
su tre livelli in Piazzale Medaglie dOro (si veda specifico documento Allegato II)

Soluzione architettonica 3.

Vantaggi
- Vista sul mare dalla tribuna
- Spazio per eventi come nuovo polo attrattivo della citt
Svantaggi
- Non possono essere previsti, allinterno della piazza, dei parcheggi che andrebbero
eventualmente realizzati in aree pi allinterno
- Accesso per la manutenzione degli impianti da approfondire
6.6.4

VALUTAZIONE DELLE SOLUZIONI ARCHITETTONICHE

Partendo da considerazioni legate alla gestione e manutenzione degli impianti, alla accessibilit e
fruibilit degli spazi, si ritiene che la soluzione 1 sia quella che meglio coniuga le esigenze
architettoniche con quelle funzionali e gestionali e pertanto tale soluzione risulter alla base dello
sviluppo dei successivi step progettuali

DESCRIZIONE FUNZIONALIT INTERVENTO

La vasca realizzata in sinistra idraulica sar dedicata allaccumulo delle acque di prima pioggia
collettate dalla fossa Ausa. Tali volumi saranno interamente depurati al termine dellevento meteorico

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RELAZIONE GENERALE

quando limpianto di depurazione di Santa Giustina sar in grado di ricevere le acque accumulate.
Per collettare queste acque al depuratore sar realizzato limpianto di sollevamento P103-104,
allinterno della vasca di prima pioggia, e un collettore fognario che collega tale impianto allesistente
sollevamento fognario posto in Piazzale Medaglie dOro e gi collegato al depuratore.
La vasca di laminazione sar invece dedicata allaccumulo delle acque meteoriche una volta che la
vasca di prima pioggia abbia raggiunto il massimo livello. Poich gli spazi disponibili in Piazzale
Kennedy non sono sufficienti allubicazione di una vasca di laminazione che contenga interamente i
volumi di pioggia generati dallevento di progetto stata prevista realizzazione del pompaggio P201206 che consente, attraverso una condotta sottomarina, lo scarico a mare dei volumi meteorici che
eccedono la capacit della vasca. Limpianto solleva le acque in un torrino di carico che ha la
prevalenza sufficiente a scaricare le portate previste a distanza di sicurezza dalla linea costiera. In
tale torrino saranno anche immesse, attraverso appositi sollevamenti, le acque meteoriche
accumulate nella zona sud provenienti dalle vasche di laminazione Fossa Colonnella I e II nonch
Fossa Rodella. Le opere previste per questi ultimi sollevamenti e collettamenti non fanno parte del
presente progetto.

CRITERI DI DIMENSIONAMENTO E PROGETTAZIONE IDRAULICA

Definita larchitettura generale del sistema, lanalisi preliminare dei volumi da prevedere alla sezioni di
chiusura delle fosse, e le potenzialit degli impianti di pompaggio, unitamente al dimensionamento dei
sistemi di collegamento, stata condotta mediante il supporto dello strumento modellistico.

8.1

IL MODELLO MATEMATICO DELLA RETE FOGNARIA DI RIMINI

Per la valutazione del complesso sistema fognario riminese, stato sviluppato un modello
matematico del sistema di drenaggio urbano. Tale modello stato costruito attraverso luso del
software commerciale InfoWorks CS 9.5 (Innovyze Ltd.) in collaborazione e sotto il controllo
scientifico del DICAM della Facolt di Ingegneria dellUniversit di Bologna.
Tale modello stato sviluppato a completamento di progetti di modellazione precedenti ma parziali,
gi in uso al Gestore Hera Rimini S.r.l.
Il modello matematico del sistema fognario riminese in uso ad Hera, calibrato nellambito della
collaborazione con il DICAM di cui sopra, stato altres utilizzato dallo stesso Dipartimento nelle
analisi alla base della redazione del Piano di Indirizzo della Provincia di Rimini.
Lutilizzo di software di modellazione matematica pratica ormai largamente utilizzata e condivisa, sia
a scopo scientifico, sia a scopo gestionale e come supporto alla decisioni in fase di pianificazione e
progettazione, cos come per la valutazione di strategie di gestione, grazie alla possibilit di valutare e
confrontare scenari.
Lutilizzo di software di modellazione matematica di particolare aiuto nello studio di sistemi di
drenaggio complessi in cui la commistione fra acque bianche e nere, la forte magliatura delle reti, la
presenza di impianti di sollevamento e manufatti telecontrollati in genere, rendono difficile, e talora
poco rappresentativa, lanalisi idrologico- idraulica classica.
Al fine di ottenere uno strumento aggiornato, per la migliore rappresentazione della realt, il modello,
nel corso del 2013, stato sottoposto ad una revisione generale dei dati topologici, e ad aggiornato
processo di calibrazione mediante il confronto con misure di campo acquisite nel corso di specifica
campagna, nei mesi luglio- settembre 2013.

8.2

EVENTO PLUVIOMETRICO DI RIFERIMENTO

In analogia e in continuit con le valutazioni presenti nel Piano Generale delle Fognature di Rimini, al
fine di sollecitare il modello con piogge analoghe a quelle utilizzate per le valutazioni alla base del

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RELAZIONE GENERALE

Piano Generale delle Fognature come forzante pluviometrica, sono state considerate le valutazioni
statistiche alla base dello stesso piano.
Si rimanda pertanto allo Studio pluviometrico, idrografico e delle portate di piena, parte del Piano
stesso.
Le elaborazioni statistiche contenute in tale documento portano alla determinazione delle curve
segnalatrici di possibilit pluviometrica rappresentate in figura, e ai relativi valori della coppia di
coefficienti (a, n) della relazione monomia fra altezza di pioggia attesa, e durata della precipitazione,
in funzione del tempo di ritorno considerato nellelaborazione stessa.
In particolare, per il bacino riminese, i coefficienti desunti dallo Studio pluviometrico, idrografico e
delle portate di piena, per le piogge orarie di riferimento, sono i seguenti:

Figura 3. Coefficienti CSPP Rimini, Piano Generale delle Fognature.

Figura 4. CSPP Rimini, Piano Generale delle Fognature.

Sulla base di tali valori, stato ricavato lo ietogramma di tipo Chicago, di durata unora. Si scelto di
utilizzare per tutti i bacini, per le reti principali, come per quelle di diametro minore, il tempo di ritorno
pari a 10 anni.
Per lelaborazione dello ietogramma Chicago si sono usati in ingresso i seguenti dati:
-

coefficienti a, n, dalla curva di possibilit pluviometrica contenuta nello studio citato, per il tempo
di ritorno di 10 anni;
durata dello ietogramma pari ad unora e picco dello ietogramma centrato.

Sulla base delle scelte effettuate, lo ietogramma risultante, utilizzato nelle simulazioni, quello
riportato in figura.

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RELAZIONE GENERALE

Figura 5. Ietogramma Chicago per il territorio di Rimini.

Si detto dunque che, per gestire le portate in arrivo alla sezione di chiusura dellAusa, sar
necessario realizzare un complesso impiantistico che vede accoppiato un volume di accumulo ed un
impianto di sollevamento atto ad allontanare le portate eccedenti al largo.
I due elementi, riassumibili attraverso una coppia di valori, ovvero la potenzialit dellimpianto di
sollevamento e la volumetria complessiva della vasca, sono strettamente dipendenti.
Definita quindi la forzante pluviometrica comune a tutte le opere del PSBO, stato possibile
determinare, attraverso diversi scenari di simulazione, una serie di coppie (potenzialit impianto di
sollevamento, volume complessivo vasche) che permettono di individuare una delle due grandezze,
definita laltra.
Tale rapporto di dipendenza riassunto nella figura seguente.

Figura 5. Scenari di simulazione

Osservando il grafico segue che, ad esempio, sarebbe possibile gestire la portata in arrivo alla
sezione di chiusura in concomitanza di un Chicago di 10 anni di tempo di ritorno, durata unora, picco
centrato, con un pompaggio di potenzialit complessiva di 9,5 mc/s, associato ad un volume di circa
40.000 mc.
Allo stesso modo, comprensibilmente, un volume di 20.000 mc richiederebbe un impianto idi

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RELAZIONE GENERALE

sollevamento di potenzialit complessiva pari a 12,5 mc/s.


Accanto alla valutazione quantitativa, che ha permesso di determinare il rapporto fra volumi e
potenzialit dellimpianto di sollevamento, stata condotta anche una valutazione qualitativa, per
determinare il volume da destinare alla prima pioggia, come parte del volume complessivo gi
individuato.
Il grafico seguente riassume il rapporto fra volume su volume totale, rispetto alla massa, sulla massa
totale, allavanzare dellevento.
Il grafico in linea con quanto presente in letteratura circa il fenomeno del First Flush, ovvero il
concetto, alla base della determinazione dei volumi delle vasche di prima pioggia, secondo il quale la
prima parte del deflusso contiene la maggior parte della massa di inquinanti veicolati.

Figura 6. Scenari di simulazione

Ad esempio, per intercettare il 60% circa della massa totale in arrivo allo scarico finale, cosa che si
verifica nei primi 25 minuti circa del deflusso effettivo alla sezione di chiusura, necessario prevedere
un volume di prima pioggia, partizione della vasca in progettazione, di circa 10.000 mc.
Tale volume da considerarsi in aggiunta allesistente volume di prima pioggia di 5.000 mc.
La soluzione proposta porta ad un aumento dei volumi di prima pioggia del 200%; il totale passa
infatti da 5.000 a 15.000 mc.
I due volumi insieme permetteranno di raggiungere una performance di abbattimento, stimata del
60% circa.

CARATTERISTICHE FUNZIONALI IMPIANTO DI ACCUMULO E SCARICO A


MARE

Si mettono ora in evidenza le modalit di funzionamento dellimpianto nelle diverse situazioni di


tempo secco e tempo di pioggia.

9.1

FUNZIONAMENTO IN TEMPO SECCO

In tempo secco le portate nere recapitate nella parte terminale della fossa Ausa saranno captate e

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RELAZIONE GENERALE

inviate al depuratore dallapposito impianto di sollevamento P101-102 di nuova realizzazione.


Una sola delle due pompe potr essere in marcia mentre laltra avr la funzione di scorta attiva
installata. Il funzionamento del sollevamento sar comandato da un misuratore di livello e da due
interruttori a galleggiante di emergenza
Il funzionamento del sistema illustrato nella immagine seguente in cui sono rappresentate in verde
le pompe in marcia e le paratoie aperte e in rosso le pompe ferme e le paratoie chiuse.

9.2

FUNZIONAMENTO IN TEMPO DI PIOGGIA (FASE 1)

Durante gli eventi meteorici, superata la capacit del sollevamento 1B e colmata la capacit
dellesistente volume di prima pioggia presso P.le Medaglie dOro, al perdurare dellevento meteorico,
si genereranno, alla sezione di chiusura dellAusa, delle portate crescenti che superano la potenzialit
del sollevamento P101-102.
Il tirante idrico che si generer allinterno dellAusa consentir quindi lalimentazione della vasca di
prima pioggia che comincer a invasare i volumi in arrivo. Lo schema seguente illustra il
funzionamento del sistema nella prima fase dellevento meteorico.

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9.3

FUNZIONAMENTO IN TEMPO DI PIOGGIA (FASE 2)

Colmati tutti i volumi di prima pioggia, al perdurare dellevento meteorico, sulla base della misura del
livello nella suddetta vasca, si apriranno le paratoie della vasca di laminazione che metteranno in
comunicazione lAusa con il secondo volume e il pompaggio P201-206.
Sulla base di una misura di livello in vasca sar prevista la partenza del sistema delle pompe,
collegate alla condotta sottomarina attraverso un torrino di disconnessione idraulica. Se levento
meteorico sar esteso anche alle aree drenate dalle fosse Colonnella I-II e Rodella in questa fase
probabile che saranno collettati verso lAusa anche i volumi meteorici provenienti dai suddetti
comprensori.
Al perdurare dellevento meteorico, si osserver cos il progressivo riempimento della vasca ed il
contestuale progressivo aumento della portate sollevate dal pompaggio e scaricate a mare attraverso
al condotta sottomarina a circa 1000 m dalla costa. Al raggiungimento del massimo livello della vasca
di laminazione limpianto di sollevamento, per effetto della diminuzione della prevalenza geodetica,
raggiunger la sua massima portata.
Il funzionamento in questa fase illustrato dal seguente schema.

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9.4

FUNZIONAMENTO IN TEMPO DI PIOGGIA (FASE 3)

Allulteriore perdurare dellevento meteorico ed esauriti anche in volumi disponibili nella vasca di
laminazione verr comandata lapertura della paratoia di emergenza SLV301 che consentir lo
scarico a mare, in corrispondenza dellattuale foce dellAusa, dei volumi in arrivo. Ad apertura
completata della paratoia SLV301 verranno chiuse le paratoie SLV201-204 e in breve tempo le
pompe P201-206 svuoteranno la vasca di laminazione predisponendola per levento meteorico
successivo. Il funzionamento del sistema durante lo scarico a mare attraverso la paratoia di
emergenza illustrato nel seguente schema.

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RELAZIONE GENERALE

9.5

FUNZIONAMENTO A EVENTO DI PIOGGIA CESSATO

A evento meteorico cessato la diminuzione dei livelli nella vasca di laminazione provocata dal
pompaggio comander la chiusura della paratoia SLV301 e il nuovo avviamento del sollevamento
P101-102. A vasca di laminazione vuota il sistema riprender la sua configurazione iniziale con le
paratoie SLV201-204 chiuse e le paratoie SLV101-104 aperte. Contestualmente verr avviato anche
limpianto di sollevamento P103-104 che provveder allo svuotamento della vasca di pioggia. Il
funzionamento del sistema in tale fase illustrato nello schema seguente.

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RELAZIONE GENERALE

10 CONDOTTE DI SCARICO A MARE


Per lo scarico a mare delle portate meteoriche durante la fase 2 verranno posate n.3 condotte di
diametro DN2000 con una lunghezza prevista di circa 1 km a partire dalla linea di costa. Le condotte
saranno posate interrate sia nel tratto sulla terraferma che in quello in mare con una profondit
dellestradosso sempre superiore a quella di minima marea per garantirne in ogni momento il
riempimento ed evitare cos fenomeni di schiacciamento per instabilizzazione della parete. Lo scarico
a mare avverr attraverso una serie di diffusori che saranno collocati nella parte terminale delle
condotte per una lunghezza presumibile di circa 50 m per ogni condotta. Per migliorare la diffusione
dello scarico i diffusori di ogni condotta saranno sfalsati rispetto a quelli delle altre. I suddetti diffusori
usciranno dal fondale per circa 2 m per evitare che la velocit del getto liquido provochi fenomeni di
erosione del fondo e intorbidimento delle acque. A protezione di tali diffusori saranno previsti sul
fondale una serie di blocchi in cls e se richiesto dallautorit competente potranno anche essere
segnalati in superficie da una boa luminosa.
Per garantire la migliore efficienza dei diffusori necessario che la portata delle condotte resti il pi
possibile nel range previsto dal progetto e per questo, in funzione delle portate da scaricare, saranno
attivate, attraverso lapertura delle valvole YV201-203, da una a tre condotte.

11 SOSTENIBILITA AMBIENTALE DELLOPERA


Sicurezza idraulica

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RELAZIONE GENERALE

Si evidenzia che la sicurezza idraulica del territorio sottostante la sezione di chiusura della fossa Ausa
resta immutata rispetto alla situazione esistente in quanto rimane in servizio la paratoia di emergenza
SLV301 che anche ora consente lo scarico a mare delle portate collettate dalla suddetta fossa.
Qualit delle acque
Dal punto di vista ambientale evidente che lampliamento delle capacit di accumulo del sistema in
progetto impatta in modo positivo sulla qualit delle acque costiere in quanto gli eventi che
richiederanno labbattimento della paratoia di emergenza, con il conseguente scarico delle acque
meteoriche in corrispondenza della linea costiera, risulteranno meno frequenti.
Si ritiene che la frequenza degli eventi che provocheranno lapertura della paratoia a mare scenda da
11 per ogni stagione balneare a 1 ogni dieci anni.
Rumore
Per valutare il rispetto della normativa acustica vigente verr condotta una valutazione di impatto
acustico specifica. Tuttavia poich lemissione acustica delle pompe sommergibili in generale
piuttosto contenuta non si prevedono impatti particolarmente negativi sul clima acustico circostante.
Odori
Le vasche avranno necessit di comunicare con latmosfera per consentirne lo svuotamento e il
riempimento. Le aperture di sfiato saranno dotate di un apposito sistema di deodorizzazione.
Per quanto riguarda le operazioni di manutenzione programmata, esse andranno condotte durante i
periodi di minor afflusso turistico e in ogni caso, poich le superfici libere di comunicazione con
lesterno saranno molto limitate, non si prevedono emissioni particolarmente impattanti.

12 ITER AUTORIZZATIVO
Le dimensioni dellopera e il contesto urbano e ambientale in cui si va a inserire richieder un
percorso autorizzativo complesso per il numero di Enti da coinvolgere. La convocazione di una
conferenza dei servizi da parte del Comune di Rimini agevolerebbe il confronto fra questi Enti
evitando la proposizione di prescrizioni tra loro conflittuali.
A un primo esame gli Enti da coinvolgere sarebbero:
- Comune di Rimini (approvazione progetto complessivo)
- Provincia Rimini (autorizzazione allo scarico)
- Regione Emilia-Romagna (concessione aree demaniali compreso eventualmente la stessa fossa
Ausa)
- Capitaneria di porto (condotte a mare e interdizione alla navigazione zona diffusori)
- ARPA (rumore e qualit scarico)
- USL (campi elettromagnetici)
- ENEL (fornitura potenza e spostamento sottoservizi)
- Marina Militare Servizio fari (segnalazione luminose a mare)
- Soprintendenza Beni Archeologici
- Telecom (spostamento rete telefonica)
- AM Rimini (interruzione linee filobus)
- SGR (spostamento rete gas)
- Hera (spostamento reti acqua e fognatura)
Da non trascurare inoltre il coinvolgimento di tutti i privati che eserciscono gli stabilimenti balneari
nonch le attivit commerciali e alberghiere nelle immediate vicinanze di Piazzale Kennedy.

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RELAZIONE GENERALE

13 GEOLOGIA E GEOTECNICA
Al fine di caratterizzare i terreni presenti nella zona di intervento stata eseguita una compagna
geognostica costituita da:

N 13 sondaggi geotecnici.
Nel corso dellesecuzione dei sondaggi si sono eseguiti:
o prelievi di campioni indisturbati da sottoporre a prove di laboratorio;
o prelievi di campioni per caratterizzazione chimico-fisica dei terreni;
o prove SPT;
o Rilevi speditivi della consistenza dei terreni coesivi mediante Pocket Penetrometer e
Torvane sulle carote appena estratte e scortecciate.
o Prove di permeabilit in foro.

N 11 piezometri del tipo a tubo aperto a varie profondit installati nei fori di sondaggio.

N 8 prove penetrometriche statiche con rilievo delle pressioni interstiziali (piezocono).


Nel corso delle prove penetrometriche statiche sono stati eseguiti:
o rilievi del livello statico della falda negli strati incoerenti (sabbie e ghiaie) mediante una sosta
di alcuni minuti.
o prove di dissipazione negli strati coesivi per la determinazione dei coefficienti di
consolidazione e permeabilit.

Indagini geofisiche:
o Indagine geofisica tipo MASW (Multistation Analysis of Surface Waves) per la
determinazione della velocit delle onde di taglio.
o Indagine geofisica tipo HVSR (Horizontal to Vertical Spectral Ratio) per la valutazione della
frequenza di risonanza.
I campioni indisturbati prelevati nel corso dei sondaggi sono stati sottoposti a prove di laboratorio
costituite da:
o

determinazioni di caratteristiche fisico volumetriche.

prove di taglio diretto.

prove triassiali consolidate isotropicamente non drenate.

prove edometriche con ciclo intermedio di scarico ricarico e determinazione dei


coefficienti di consolidazione.

prove scissometriche con scissometro motorizzato da laboratorio per la


determinazione della resistenza al taglio non drenata.

Nei paragrafi seguenti vengono illustrati linquadramento geologico generale dellarea e le principali
caratteristiche litostratigrafiche della zona interessata dallintervento, nonch le principali
problematiche emerse.

13.1 INQUADRAMENTO GEOLOGICO


Larea ricade nel territorio urbanizzato di Rimini a ridosso della fascia litorale dove una ricostruzione
del modello geologico possibile attraverso la consultazione della Carta delle Sezioni Geologiche e
Prove Geognostiche della Pianura Emiliano Romagnola.
Dal punto di vista geologico l'area di indagine ricade nel territorio di affioramento della formazione del
Pleistocene superiore - Olocene denominata a4s (sabbie e ghiaie delle spiagge attuali) nella Carta
Geologica d'Italia. La carta Geologica della Regione Emilia Romagna inquadra larea nel Subsintema
di Ravenna (AES8; Pleistocene superiore - Olocene); in particolare la fa ricadere allinterno di una

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RELAZIONE GENERALE

unit di rango gerarchico inferiore (Unit di Modena AES8a; et post-romana Olocene) composta
da depositi deltizi, litorali e marini organizzati in successioni cicliche di vario ordine gerarchico. Alla
profondit di circa 20 mt vi il passaggio al Subsintema di Villa Verucchio (AES7) composto
principalmente da terreni di origine fluviale quali ghiaie, sabbie, limi ed argille.
I dati maggiormente significativi per un inquadramento litostratigrafico locale dellarea di Piazzale
Kennedy sono una sezione geologico-idrostratigrafica trasversale alla linea costiera (L07; vedi
intersezione con sezione parallela alla costa T01), ubicata circa 400 mt a sud est del sito in oggetto
(vedi figure sottostanti).

Posizione delle sezioni idrostratigrafiche

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RELAZIONE GENERALE

Sezione idrostratigrafica L07

La campagna geognostica effettuata basata sostanzialmente su una serie di sondaggi meccanici


esplorativi (BH) e prove penetrometriche statiche con piezocono (CPTU) ha permesso
sostanzialmente di confermare tali dati e di ricostruire un quadro stratigrafico di dettaglio dei primi 30
m di sottosuolo.
I primi 12/13 mt di sottosuolo sono dominati da depositi litorali costituiti principalmente da sabbie
medie o medio-fini, con classazione variabile generalmente ben classate, con laminazione a basso
angolo. Le strutture sedimentarie rivelano una situazione di media - elevata energia deposizionale in
ambienti di mare basso o litorale dominati dal moto ondoso e/o da correnti lungocosta con frequenti
sottili intercalazioni limo-sabbiose e argillose dovute allinterazione con il sistema fluviale. In alcuni
sondaggi soprattutto quelli verso lentroterra si possono notare spessi strati limo - argillosi di colore
grigio / grigio scuro ed odore pungente che individuano episodi lagunari e/o palustri di retrospiaggia e
legati alla dinamica deposizionale del Torrente Ausa.
I terreni limo argillosi e argillo-limosi sottostanti sono originati dal trasporto e accumulo alluvionale
nella parte distale della conoide del Torrente Ausa. Essi si presentano come massivi o possiedono
deboli laminazioni, talora sono alternati a sottili livelli limo-sabbiosi, e quindi possiedono caratteri tipici
di ambiente di piana inondabile.
Alla profondit di circa 29/30 m dal piano di campagna si individuato un livello ghiaioso in matrice
sabbiosa che denota vicinanza di fonti di apporto grossolano e rappresenta un acquifero confinato del
sistema di Conoide del Fiume Marecchia. Tale livello che tende ad assottigliarsi e chiudersi verso sud
rappresenta un corpo grossolano appartenente al complesso acquifero A1 (vedi Errore. L'origine
riferimento non stata trovata.) e presente allinterno del Subsintema di Villa Verucchio
precedentemente menzionato.

13.2 CARATTERIZZAZIONE LITOSTRATIGRAFICA


Sulla base dei risultati delle indagini eseguite stato possibile ricostruire la successione

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litostratigrafica rappresentativa del sito illustrata nella seguente Errore. L'origine riferimento non
stata trovata..

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Caratterizzazione litostratigrafica

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Le problematiche principali emerse possono essere cos sintetizzate:


a) Suscettibilit alla liquefazione dei primi 12-13 m di sabbie;
b) Presenza di falda prevalente nello strato ghiaioso posto a circa 30 m di profondit. La falda in
questo strato ha presentato una prevalenza rispetto alla falda superficiale, governata
sostanzialmente dalle maree, di circa 2 m.
c) Presenza di un alveo interrato del torrente Ausa. La zona originariamente costituita dallalveo
del fiume Ausa stata riempita con terreni ad elevata permeabilit (sabbie e limi). Questa
striscia di terreno porta verso il mare acque infiltrate nelle zone a monte. Una struttura
perpendicolare a tale canale drenante verrebbe ad alterare sensibilmente il regime delle
pressioni interstiziali nelle zone a monte di Piazza Kennedy.
d) Necessit della verifica della potenziale interferenza della struttura con eventuale ingressione
del cuneo salino nellacquifero freatico e in quello confinato a 30 m. Si evidenzia tuttavia come
questo fenomeno di contaminazione salina da parte delle acque marine sia tuttora in atto
essendo veicolato dallemungimento da parte di pozzi freatici ad utilizzo balneare e da pozzi
artesiani presenti nelle aree limitrofe.

14 CONCEZIONE STRUTTURALE DELLOPERA


14.1 DESCRIZIONE DELLE CARATTERISTICHE STRUTTURALI DELLINTERVENTO
La nuova vasca verr a collocarsi in unare fortemente antropizzata; oltre ai fabbricati fuori terra posti
ai lati del piazzale sono presenti opere interrate (in parte in esercizio e in parte abbandonate).
Le opere di fondazione e di sostegno del terreno devono essere concepite con lobiettivo di assolvere
alle funzioni strutturali con particolare attenzione a:
i.

Limitare gli spostamenti orizzontali e verticali indotti nel terreno circostante lopera, al fine di
evitare effetti sulle strutture esistenti.

ii.

Evitare che la nuova opera produca effetti sensibili sul regime delle pressioni interstiziali (livelli
falda) nelle aree adiacenti ed in particolare nelle zona a monte dellopera.

La configurazione di due vasche distinte, separate dallattuale scatolare dellAusa, costituisce una
sistemazione favorevole alla limitazione delleffetto barriera (punto ii.). Il regime delle pressioni
interstiziali sar comunque oggetto di specifico studio basato sulla effettiva geometria delle vasche e
sulle caratteristiche di permeabilit dei terreni.
Le opere di sostegno saranno costituite da diaframmi in conglomerato cementizio gettato in opera,
contrastati su pi livelli da solette orizzontali e puntelli interni in grado di trasferire le azioni orizzontali
indotte dalle spinte al perimetro della struttura.
La parte inferiore sar delimitata da una platea di base con la principale funzione di opporsi alle
sottospinte indotte dalla falda e trasferirle allo scheletro strutturale. Per contrasto di tali sottospinte ed
impedire linsorgere di fenomeni di galleggiamento sia in fase transitoria che finale, non sufficiente il
peso proprio delle strutture e sono necessari pali di fondazione con funzione di ancoraggio. I pali
saranno realizzati dal piano di lavoro posto qualche metro sotto lattuale piazzale. Le porzione di palo
al di sopra del fondo scavo costituiranno i sostegni verticali interni (pilastri) del solaio di copertura e di
altre opere interne alle vasche (cunicoli).
Una controparete interna in conglomerato cementizio armato rivestir i diaframmi perimetrali, con
funzione di solidarizzazione e impermeabilizzazione.

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14.2 DESCRIZIONI DELLE FASI DI LAVORO PRINCIPALI


Le opere descritte al punto precedente, per entrambe le vasche, andranno realizzate secondo la
successione operativa descritta negli schemi seguenti relative alle principali fasi di lavoro, adottate
anche per la definizione del programma di esecuzione dei lavori.
La tecnica esecutiva adottata, denominata comunemente top-down, consente di limitare i movimenti
indotti sulle porzioni di terreno circostanti e di evitare al tempo stesso lesecuzione di opere di
ancoraggio estese al sottosuolo delle propriet adiacenti (tiranti). Tuttavia ci comporta una maggiore
complessit nelle operazioni di scavo.
Fase 1: Realizzazione dei diaframmi perimetrali

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Fase 2: Realizzazione dei pali di fondazione/ancoraggio

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Fase 3: Realizzazione del solaio di sommit nella zona perimetrale con funzione di contrasto in
sommit ai diaframmi

Fase 4: Scavo a -5.5 m dal piazzale e realizzazione del primo livello di contrasti intermedi

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Fase 5: Scavo a -10.0 m dal piazzale e realizzazione del secondo livello di contrasti intermedi

Fase 6: Completamento scavo fino a -12.5 m dal piazzale

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Fase 7: Realizzazione della platea di base e delle contropareti interne

Fase 8: Completamento del solaio di copertura

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15 AREE NECESSARIE AL CANTIERE


Le aree disponibili per le attivit di costruzione delle vasche, degli impianti e delle condotte a mare
sono estremamente ridotte. Loccupazione delle aree stata ipotizzata sulla base dei seguenti criteri:
-

evitare loccupazione di aree private;

mantenere le viabilit sulle strade adiacenti o interromperla per il tempo strettamente


necessario allo svolgimento dei lavori.

Larea destinata ad accogliere gli uffici di cantiere (sia quelli dellimpresa che della direzione lavori) e i
locali a servizio delle maestranze (spogliatoi e servizi igienici) stata collocata in Viale Medaglie
DOro. Larea sar collegata allarea di costruzione mediante un attraversamento di Viale A. Vespucci
(a raso o sopraelevato).
Negli schemi seguenti vengono illustrate le fasi di occupazioni delle aree ed i relativi periodi temporali,
congruenti alle tempistiche individuate nel piano di esecuzione dei lavori.

Prime fasi di realizzazione delle fondazioni profonde della vasca di prima pioggia. Larea di occupazione
deborda di alcuni metri rispetto alle dimensioni della vasca.

Realizzazione della vasca di prima pioggia e della vasca accumulo. Larea di occupazione deborda di
alcuni metri rispetto alle dimensioni delle vasche.

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Realizzazione della vasca di prima pioggia e della vasca accumulo. Sono completati i diaframmi di
sostegno del terreno. Larea di occupazione limitata al bordo esterno diaframmi liberando le aree
precedentemente occupate su Viale Vespucci e sul Piazzale Kennedy. Viene occupata parte della sede
viabile del lungomare per le fasi di scavo e di realizzazione delle opere interne

Realizzazione della vasca di prima pioggia e della vasca accumulo. Sono completati gli scavi e le platee
di base. Viene liberata la sede viabile sul lungomare

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Completamento della vasca accumulo e realizzazione delle condotte di dispersione nel tratto a terra

Realizzazione delle condotte di dispersione nel tratto a mare. Viene mantenuta unarea di cantiere a
terra a supporto delle attivit in mare.

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16 FINANZIAMENTO DELLE OPERE E QUADRO ECONOMICO


Le opere in progetto sono previste dal Piano Interventi 2014-2019 approvato dal Consiglio Locale di
Rimini di ATERSIR il 29/04/2014 con finanziamento a carico del Comune di Rimini.
Il Quadro Economico dei lavori in progetto risulta il seguente:
VASCHE
A) LAVORI
Opere Civili
Opere Elettromeccaniche
Opere Elettriche
A) TOTALE LAVORI
B) SOMME A DISPOSIZIONE
Spese tecniche 6%
Spese generali 2%
Imprevisti 5%
B) TOTALE SOMME A DISPOSIZIONE
C) TOTALE VASCHE

16.676.448
486.000
113.000
17.275.448

1.036.527
366.239
921.786
2.324.552
19.600.000

INSERIMENTO ARCHITETTONICO
D) LAVORI
E) SOMME A DISPOSIZIONE
Spese tecniche 6%
Spese generali 2%
Imprevisti 5%
E) TOTALE SOMME A DISPOSIZIONE
F) TOTALE INSERIMENTO ARCHITETTONICO

G) TOTALE GENERALE

3.100.000

186.000
62.000
155.000
403.000
3.503.000

23.103.000