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Tipologia delle acque di scarico e

parametri caratteristici
I principali tipi di acque di scarico conferite agli impianti di
depurazione sono:
domestiche
industriali
di infiltrazione
meteoriche
Le caratteristiche di queste acque possono essere
suddivise in:
fisiche
chimiche
biologiche
Linsieme di queste caratteristiche definisce il tipo di
acqua da trattare e di conseguenza laccettabilit o
meno da parte dellimpianto di trattamento o del
corpo idrico di destino.
Principali inquinanti dellacqua
di scarico
Composizione tipica di un
refluo urbano
Unit Concentrazione
Inquinante
di misura debole media forte
Solidi totali (TS) mg/ l 350 720 1200
Solidi sospesi totali (TSS) mg/ l 100 220 350
Solidi sedimentabili ml/ l 5 10 20
BOD5 mg/ l 110 220 400
TOC mg/ l 80 160 290
COD mg/ l 250 500 1000
Azoto totale mg/ l 20 40 85
Azoto organico mg/ l 8 15 35
Ammoniaca mg/ l 12 25 50
Nitriti mg/ l 0 0 0
Nitrati mg/ l 0 0 0
Fosforo totale mg/ l 4 8 15
Fosforo organico mg/ l 1 3 5
Fosforo inorganico mg/ l 3 5 10
Cloruri mg/ l 30 50 100
Solfati mg/ l 20 30 50
Alcalinit(comeCaCO3) mg/ l 50 100 200
Grassi mg/ l 50 100 150
Coliformi totali N/ 100ml 106-107 107-108 107-109
VOC g/ l < 100 100-400 >400
Caratteristiche fisiche
Solidi
I solidi si suddividono in:
solidi totali (TS): somma dei solidi sospesi e filtrabili.
Rappresentano la totalit delle sostanze presenti nellacqua.
solidi totali volatili (TVS): frazione volatile dei solidi totali
ossidabile a 550C.
solidi sospesi totali (TSS): frazione solida contenuta in unacqua
recuperabile tramite filtrazione a 0.45 micron.
solidi sospesi totali volatili (TVSS): frazione dei solidi sospesi
ossidabile a 550C che rappresenta approssimativamente la
frazione organica dei solidi sospesi.
solidi filtrabili (disciolti): solidi colloidali e disciolti presenti
nellacqua e non trattenuti dalla filtrazione a 0.45 micron.Solidi
Solidi sospesi sedimentabili: frazione di solidi sospesi che
sedimentano entro un tempo fissato in un contenitore (detto
anche volume del fango).
Figura 1 Relazioni esistenti tra le forme di solidi
nelle acque reflue e non. Nella maggior parte della
letteratura, i solidi che passano attraverso il filtro
vengono denominati solidi disciolti.
TS =solidi totali
Campione Cono Solidi
Imhof sedimentabi TSS = solidi sospesi totali
li TVSS = solidi volatili
sospesi
TVS = solidi volatili totali

Evaporazione TS Mufola TVS

Filtro Evaporazione TSS Mufola TVSS


Odori
Le emissioni maleodoranti provenienti dai processi depurativi sono
essenzialmente legate ai composti gassosi prodotti nella
decomposizione delle sostanze organiche e solforate, ad esempio ad
opera dei batteri solfatoriduttori.

Gli effetti legati alle emissioni maleodoranti sulle persone sono


essenzialmente psicologici: essi tuttavia possono indurre disturbi fisici
quali inappetenza, riduzione del consumo idrico, nausea e vomito.

Un efficiente controllo, sia in fase di progettazione sia di gestione


quindi indispensabile.

La determinazione degli odori ancor oggi affidata a metodi semi-


empirici a causa delle ridottissime concentrazioni in gioco ed alla
variabilit dei fattori che rendono estremamente soggettiva e
scarsamente riproducibile la determinazione stessa. Sono stati
sviluppati alcuni strumenti atti alla determinazione di queste sostanze,
dette olfattometri, che si basano su determinazioni statistiche e
diluizioni standardizzate dellaria da analizzare.

Nelle tabelle seguenti sono elencati alcuni composti responsabili


dellemissione di odori da acque non trattate e le relative soglie di
percezione.
Tabella 1 Composti odorosi associati allacqua reflua non trattata.
Tabella 2 Soglie di odore per i composti odorosi
associati alle acque reflue non trattate.
Temperatura
La temperatura dellacqua di scarico normalmente
maggiore rispetto a quella di corpi idrici in equilibrio con
lambiente circostante a causa degli scarichi domestici ed
industriali. Lintervallo di variazione annuale compreso
tra 10 e 21C dipendendo in maniera sostanziale dalla
dislocazione geografica e dalla stagione.
Limportanza della temperatura dellacqua di scarico
fondamentale sia per quanto riguarda il processo (la
solubilit dellossigeno funzione della temperatura,
quindi i processi aerobici sono direttamente influenzati [1]
sia per ragioni di impatto ambientale (lo scarico di acque
a temperature diverse rispetto a quella di equilibrio pu
sconvolgere completamente la fauna e la flora del corpo
idrico recettore).

[1] Da ci dipendono anche i parametri cinetici e quindi


anche il dimensionamento della sezione dellimpianto.
Tipiche variazioni delle temperature
mensili delle acque reflue
Temperatura, C

30

20

10

0
G F M A M G L A S O N D
-10

Temperatura massima dell'aria Temperatura massima del refluo


Temperatura minima del refluo
Densit
E definita come massa per unit di volume. E un parametro
importante nel dimensionamento delle vasche di sedimentazione a
causa della possibile formazione delle correnti di densit. Nel caso
dellacqua proveniente in massima parte da scarichi domestici, la
densit uguale a quella dellacqua pura alla stessa temperatura.

Colore
Il colore dellacqua di scarico in stretta relazione con la sua maggiore
o minore setticit. Acque di colore grigio-marrone possono essere
definite fresche ossia non si sono ancora instaurati fenomeni
biologici anaerobici. Unacqua di colore nero definita settica: si
tratta in questo caso di unacqua in cui la sostanza organica contenuta
ha subito o sta subendo trasformazioni ad opera di microrganismi
anaerobici.

Torbidit
La torbidit una misura della propriet dellacqua di trasmettere la
luce. E considerato un indice della qualit dellacqua scaricata
rispetto ai composti colloidali e in sospensione.
Caratteristiche chimiche

Le caratteristiche chimiche di unacqua


possono essere discusse facendo
riferimento a tre classi fondamentali:

materiale organico
materiale inorganico
gas disciolti
Materiale organico
I principali costituenti del materiale organico
contenuto in unacqua sono:

proteine
carboidrati
grassi e oli
tensioattivi
composti a basso peso molecolare
pesticidi
Il contenuto organico in unacqua viene normalmente
quantificato, nel caso di analisi di routine utilizzando
tecniche analitiche che determinino complessivamente o
diano comunque informazioni sul contenuto globale di
queste sostanze nellacqua.

Le determinazioni pi utilizzate sono il BOD, il COD ed il


TOC. Le unit di misura caratteristiche per i parametri di
monitoraggio chimici sono generalmente i mg/l o i g/m3.
nel caso di elementi in tracce possono essere utilizzati
anche i microgrammi/l.

nel caso di sistemi diluiti, come le acque naturali e la


maggior parte delle acque di scarico, i mg/l possono
anche essere scambiati con le parti per milione (ppm),
unit di misura massa/massa. Anche i gas disciolti, come
ad esempio lossigeno, vengono normalmente misurati in
mg/l o g/m3. La tabella seguente elenca le unit di
misura normalmente utilizzate nelle determinazioni
fisiche e chimiche di unacqua.
Il carico organico, cio la quantit di sostanze organiche che
devono essere trattate costituisce un parametro indispensabile per
la scelta ed il successivo dimensionamento di qualsiasi sistema di
trattamento e smaltimento delle acque reflue.

La grandezza pi facilmente misurabile collegata alla


determinazione del carico organico si indica con COD, che
rappresenta la quantit di ossigeno richiesta per ossidare
chimicamente tutte le sostanze ossidabili presenti nel campione.

Questo parametro individua non solo le sostanze ossidabili


biologicamente ma anche le sostanze organiche non biodegradabili
ossidate solo chimicamente. Tra i vari componenti che
costituiscono linsieme dellunico parametro chiamato COD, riveste
particolare interesse quella frazione detta RBCOD (Readily
biodegradabile COD, COD prontamente biodegradabile).

La presenza di queste sostanze accelera notevolmente il processo


di denitrificazione (riduzione biologica dei nitrati ad azoto
molecolare) ed fondamentale nel processo di abbattimento del
fosforo.
COD
E una tecnica relativamente veloce (circa 3 ore) e
riproducibile, basata sullossidazione chimica di tutti i
composti carboniosi presenti nellacqua.
Questo tipo di ossidazione poco efficace nel caso di
composti volatili a causa del fatto che ad alta
temperatura questi composti sono presenti in fase gas
e quindi solo parzialmente in contatto con lossidante.
La presenza di alogeni pu interferire con il
catalizzatore per dare precipitati. Lossidazione viene
condotta ad alta temperatura a riflusso utilizzando
bicromato in ambiente acido per H2SO4 come
ossidante in presenza di catalizzatori quali il solfato
dargento. BOD e COD sono due misure in stretta
connessione. Il rapporto medio tra BOD5 e COD in
unacqua di scarico domestica va da 0.4 a 0.8.
Frazioni della sostanza organica in un refluo grezzo espressi

come COD nellipotesi di un COD totale pari a 400 mg/l


10 Inerti

60 Prontamente
biodegradabile
solubile

100
Rapidamente
idrolizzabile

110
Lentamente
idrolizzabile

20 Eterotrofi non
denitrificanti

59 sospeso
Eterotrofi denitrificanti

40 Inerti

COD
RBCOD
Il COD totale pu essere suddiviso fondamentalmente in una frazione solubile ed in
una frazione particolata (cio insolubile), ciascuna delle quali a sua volta
suddivisibile in due frazioni, una biodegradabile e laltra non biodegradabile. La
frazione solubile biodegradabile rappresentata dal substrato rapidamente
biodegradabile (RBCOD, Readily biodegradable COD) e da parte del substrato
rapidamente idrolizzabile[1].

LRBCOD costituito da molecole di piccole dimensioni che possono essere


direttamente metabolizzate: sono acidi grassi volatili, alcoli (etanolo, metanolo),
peptoni ed amminoacidi. Rappresenta in genere circa il 10-20% del COD totale di
unacqua reflue civile non sedimentata.

Gli acidi grassi volatili e specialmente lacido acetico, rappresentano la maggior parte
dellRBCOD con una percentuale generalmente pari al 50-70%. La determinazione di
tale frazione pu essere effettuata per via respirometrica mediante uno specifico test
per la determinazione diretta dellRBCOD. Semplificando, essa pu essere
quantificata tramite il metodo di Mamais e Jenkins (1991) nel quale viene
determinata la frazione solubile del COD (SCOD) tramite pre-trattamento del
campione con solfato di zinco a pH = 10.5 e filtrazione dello stesso su filtro da 0.45
micron. Sottraendo il valore dellSCOD delleffluente da quello dellinfluente
possibile risalire al valore di COD solubile prontamente biodegradabile (RBCOD).

[1] Un substrato rapidamente biodegradabile o rapidamente idrolizzabile se viene


rimosso in un tempo pari a qualche ora o alla frazione di ora. E lentamente
biodegradabile se per la sua degradazione necessario un tempo da diverse ore fino
ad uno o pi giorni. Questa distinzione basata sul tempo necessario per la
biodegradazione si rapporta al tempo effettivamente disponibile in un impianto di
depurazione convenzionale a fanghi attivi per lossidazione dei substrati (HRT, SRT).
Un altro parametro fondamentale nella caratterizzazione delle sostanze
organiche presenti nel refluo il BOD, con il quale si intende la quantit di
ossigeno richiesta dai microrganismi aerobi per poter procedere
allassimilazione ed alla degradazione del substrato organico.

A differenza del COD in questo caso si determina solamente la frazione del


carbonio organico biodegradabile. Nei liquami domestici, in genere, il COD
pari a 1.2 1.4 il BOD finale a 20 giorni e pari a 1.7 2 volte il BOD a 5
giorni (sola frazione carboniosa);

valori pi elevati di questo rapporto (anche 4 6 volte) sono caratteristici


dei liquami con presenza di scarichi industriali comprendenti sostanze
organiche non o difficilmente biodegradabili e quindi il rapporto anche
un indice della trattabilit degli scarichi industriali per via biologica.

Dato un liquame con caratteristiche sufficientemente omogenee nel


tempo, una volta che si sia individuata una correlazione tra il BOD5 ed il
COD ci si pu limitare alla sola misura del COD, molto pi semplice e
riproducibile in quanto sono sufficienti solo due tre ore per eseguirla
contro i 5 giorni necessari per la determinazione del BOD5.

Quando in un liquame sono presenti sostanze tossiche per la vita dei


microrganismi risultanti ad esempio da scarichi industriali esse sono
facilmente rilevabili con una prova del BOD5, in quanto i valori numerici di
tale parametro risultano assai pi bassi rispetto a quelli di liquami di pari
caratteristiche privi di sostanze tossiche o, addirittura nulli; essendo il
COD una prova chimica esso fornisce invece indicazioni praticamente
uguali anche con la presenza di sostanze tossiche.
BOD5
E una tecnica che ha molte limitazioni in quanto: necessita di utilizzare batteri attivi
ben acclimatati, necessita di pre-trattamenti ad hoc nel caso di reflui tossici, esiste
la possibilit di interferenza da parte dei batteri nitrificanti, solo lorganico
biodegradabile pu essere misurato, non possibile ipotizzare una stechiometria
precisa dopo che la parte organica solubile stata consumata, il tempo di analisi
arbitrario e normalmente pi lungo rispetto alle altre analisi chimiche utilizzate.
Tutte queste limitazioni influenzano la riproducibilit, perci la procedura viene
standardizzata al massimo. La misura si basa sulla differenza di ossigeno disciolto
nella soluzione prima e dopo la digestione a temperatura controllata della durata di
5 giorni. Il valore normalmente espresso in mg/l. Per convenzione la cinetica del
BOD viene formulata in base allequazione relativa alle cinetiche di primo ordine:

dove Lt il BOD rimasto nellacqua dopo il tempo t, k la costante cinetica.


Integrata questa equazione diventa:

ove L il BOD a t = 0. per acque di scarico civili, k normalmente pari a 0.23 d-


TOC
La misura del carbonio totale in unacqua pu essere
considerata lanalisi pi accurata tra quelle presentate.
Tuttavia, il fatto che la tecnica quasi esclusivamente
strumentale e relativamente recente, BOD e COD
rimangono i metodi pi largamente utilizzati per la
determinazione del contenuto organico. La validit
dellapproccio ne fa prevedere comunque un sempre
maggiore uso. La tecnica si basa sullossidazione chimica
o ad alta temperatura in corrente di ossigeno di una
quantit nota di campione e successiva determinazione
tramite cella ad infrarossi dellanidride carbonica prodotta.
Le interferenze maggiori sono date dalla presenza di
carbonati, i quali vengono decomposti a temperature
intorno ai 550C e quindi generano un errore per eccesso
nella determinazione del carbonio organico. Ci pu
essere evitato tramite opportuni pre-trattamenti del
campione, ad esempio lacidificazione a pH 2 prima
dellanalisi, in modo da convertire queste sostanze a CO2
prima dellanalisi.
Materiale inorganico
Oltre alla parte organica, lacqua di scarico contiene una quantit
non trascurabile di inquinanti di origine inorganica. Questo aspetto
deve essere tenuto in debito conto sia nella classificazione
dellacqua a monte e a valle dellimpianto sia in sede di gestione
durante le varie fasi del processo depurativo. Una serie di
parametri di monitoraggio quindi dedicata a questo scopo.

pH
La concentrazione di ioni idrogeno uno dei parametri
fondamentali di controllo nei processi biologici. Normalmente il
parametro viene misurato potenziometricamente utilizzando un
elettrodo a vetro. Altri metodi di misura sono le cartine tornasole e
gli indicatori, ossia sostanze che assumono colorazioni differenti a
determinati valori di pH.

Cloruri
Il contenuto in cloruri di unacqua determinato sia da origini
naturali (erosione delle rocce e del suolo) che antropiche (dagli
scarichi domestici). I processi depurativi tradizionali non abbattono
in maniera significativa questo inquinante, tanto che la presenza di
cloruri un indice per determinare se un corso dacqua
interessato da scarichi di acque di rifiuto.
Alcalinit
Per alcalinit si intende la determinazione globale di
tutte le basi deboli presenti nellacqua, ossia
idrossidi, carbonati e bicarbonato di elementi come
calcio, magnesio, sodio, potassio. Tra questi, i
composti del calcio e magnesio sono indubbiamente
i pi comuni, ma anche borati, silicati, fosfati ed altri
possono contribuire allalcalinit totale di unacqua.
Normalmente lacqua di scarico alcalina a causa
delle sostanze riversate negli scarichi domestici.
Questa caratteristica importante ai fini della
neutralizzazione di eventuali acidi scaricati. La
determinazione viene condotta per via pH-metrica
utilizzando una soluzione di acido preventivamente
standardizzato. Lunit di misura sono i g CaCO3/l.
Azoto
Lazoto presente nelle acque di scarico in
diverse forme: azoto organico (25% del
totale), ammoniacale, nitriti e nitrati. Le fonti
relative ed i percorsi metabolici connessi
sono riportati nello schema seguente.
Ossidazione batterica

Riduzione batterica Ossidazione batterica


N ammoniacale Nitriti

Riduzione batterica
Produzione di
Azoto fertilizzanti
atmosferico Nitrati
Scariche
elettriche
Sostanza Urina,
organica fecale urea

Proteine animali Proteine vegetali


Lo schema seguente riporta la ripartizione dellazoto
mediamente riscontrabile nei liquami domestici.

N totale
TKN

N N
Ammoniacale Organico
75% 25%

N N N
non biodegradabile solubile Biodegradabile non biodegradabile particolato
3% 12% 10%
Le determinazioni dellazoto organico e totale si basano
sul metodo di Kjeldahl, ossia la digestione del campione
(dopo bollitura per leliminazione dellazoto
ammoniacale) con conseguente trasformazione
dellazoto organico in ammonio e successiva titolazione.
Lazoto totale viene determinato in maniera simile
eccetto il fatto che lazoto ammoniacale non viene
eliminato allinizio ma titolato unitamente allammonio
proveniente dalla digestione.
Lazoto presente come nitriti relativamente instabile in
quanto facilmente ossidabile a nitrati. La
determinazione colorimetrica, utilizzando la
formazione di un complesso rosso misurabile a 543 nm.
Lazoto presente come nitrati determinabile
spettrofotometricamente direttamente nel campione a
220 nm, tuttavia la tecnica non applicabile in maniera
estesa ad acque con notevoli quantit di sostanze
organiche disciolte. Pi opportuna la determinazione
via cromatografia ionica.
Fosforo
Analogamente allazoto, il fosforo un elemento fondamentale nella
crescita di alghe ed altri organismi biologici.
E presente nelle acque di scarico sia in forma solubile che particellata ed
in forma organica ed inorganica. Il fosforo organico presente in quantit
non superiore in genere al 10% del totale.
Il fosforo inorganico essenzialmente presente come polifosfati ed
ortofosfati, con ripartizione nelle due forme anche molto variabile durante
il giorno.
Il fosforo presente nelle acque in forma organica ed inorganica, solubile
e particellata, in proporzioni variabili al mutare delle condizioni chimico-
fisiche che regolano i complessi equilibri riportati nella figura seguente.
P particellato

FOSFORO
INORGANICO

P-PO4 solubile P complesso

P particellato P solubile

FOSFORO
ORGANICO

P refrattario
O O O

Ortofosfato OH P OH Pirofosfato OH P O P OH

OH OH OH

O O O

Tripolifosfato OH P O P O P OH

OH OH OH

O OH

O O

Trimetafosfato O O
P P

OH O OH
Il fosforo inorganico solubile risulta dallazione disgregante e
solubilizzante delle acque sui minerali fosfatici; al mutare delle
condizioni, il fosforo solubilizzato pu riprecipitare (P-particellato).

I fosfati complessi derivano principalmente dalluso dei detergenti


sintetici, dai processi industriali di addolcimento delle acque e dal
metabolismo di tutti gli organismi viventi; sono instabili e lentamente si
idrolizzano ad ortofosfati (P-PO4).

Nei liquami urbani orientativamente il 50% di fosforo presente come


ortofosfati, il 40% come polifosfato (la figura 7 riporta i principali
composti inorganici del fosforo) e il 10% come fosforo organico.

Tali percentuali sono orientative in quanto elevati tempi di residenza


idraulici nelle fognature comportano lidrolisi del polifosfato ad
ortofosfato. Nelle acque naturali il fosforo presente come fosfato
organico in una percentuale che varia dal 30 al 60%. La
determinazione del fosforo nelle acque di scarico normalmente
condotta per via spettrofotometrica, utilizzando la formazione di un
complesso blu con molibdato dammonio.
Zolfo
Lo zolfo presente normalmente nelle
acque di scarico sotto forma inorganica
come solfati. E un elemento base per la
sintesi di proteine. In condizioni
anaerobiche, i solfati vengono ridotti a zolfo
grazie a microrganismi solfato-riduttori,
liberando acido solfidrico, uno dei composti
maggiormente connessi al problema degli
odori molesti negli impianti di depurazione.
Composti inorganici tossici e
metalli pesanti
Si tratta di anioni o cationi normalmente legati a scarichi
industriali. Tipico esempio sono i cianuri ed i cromati, questi
ultimi provenienti in massima parte da industrie galvaniche.
La presenza di metalli pesanti in determinate concentrazioni
si pu rivelare tossica per i batteri coinvolti nei processi
depurativi. Ad esempio, il rame in concentrazioni maggiori di
100 mg/l, il cromo ed il nichel di 500 mg/l. nella seguente
tabella esposta una lista di sostanze (metalli pesanti, non
metalli ed altre sostanze organiche) che provocano un
effetto inibitore del processo biologico, causando una perdita
di efficienza dellatto depurativo.
I metodi di determinazione di questi composti possono
essere anche molto vari, tuttavia la tendenza odierna di
utilizzare la cromatografia ionica per i composti inorganici
tossici in genere e lassorbimento atomico e/o lemissione al
plasma per i metalli pesanti.
Gas disciolti

I gas comunemente presenti in unacqua sono azoto, ossigeno,


anidride carbonica, acido solfidrico, ammoniaca e metano. Di questi
i primi tre sono gas comunemente presenti nellatmosfera e quindi
normalmente riscontrabili in acque esposte allaria. Tra questi, molto
importante riguardo ai processi depurativi lossigeno disciolto,
fondamentale per la respirazione dei microrganismi aerobici. I fattori
che governano la quantit di gas disciolti in acqua sono
essenzialmente quattro:
la solubilit del gas;
la pressione parziale del gas nellatmosfera;
la temperatura;
la purezza dellacqua.
A causa della dipendenza dalla temperatura delle reazioni
biologiche che consumano ossigeno, durante i mesi estivi si pu
assistere ad un consumo maggiore di questo gas, con conseguente
generazione di possibili zone atossiche nel liquame. I rimanenti tre
gas sono invece legati a fenomeni biologici presenti nellacqua di
scarico. Essenzialmente anaerobici. Lammoniaca proviene dalla
decomposizione di materiale organico, lacido solfidrico e il metano
(e lanidride carbonica) sono i prodotti tipici della digestione
anaerobica di materiale organico.
Caratteristiche biologiche

Nel campo dellingegneria ambientale necessaria la conoscenza


dei principali gruppi di microrganismi presenti nelle acque di
superficie e nelle acque reflue e quelli responsabili del trattamento
biologico, degli organismi patogeni presenti nelle acque reflue,
degli organismi usati come bioindicatori di inquinamento, dei
metodi usati per la numerazione degli organismi bioindicatori, dei
metodi usati per la valutazione della tossicit delle acque trattate.
I batteri sono organismi unicellulari e si suddividono in quattro
categorie a seconda che siano sferoidi (suffisso cocco; diametro 1
3 micron), a bastoncino (bacilli; larghezza 0.3 1.5 micron;
lunghezza 1 10 micron), a spirale (larghezza 0.6 1 micron;
lunghezza 2 6 micron e fino a 50 micron) o filamentosi
(lunghezza fino a 100 micron e oltre).
I funghi sono organismi aerobi, pluricellulari, non fotosintetici,
eterotrofi. Sono, con i batteri, i principali responsabili della
decomposizione del carbonio nella biosfera.
Le alghe in condizioni favorevoli, si riproducono molto rapidamente
nellacqua e possono creare notevoli disagi: infatti, sono
caratteristiche di ci che viene usualmente chiamato fenomeno di
eutrofizzazione dove cio le sostanze nutrienti (N e P) sono
presenti in notevoli concentrazioni.
I protozoi sono microrganismi unicellulari la
maggior parte dei quali aerobia o
facoltativa anaerobia eterotrofa. Tra di essi,
i pi importanti per gli scopi depurativi
sono le amebe, i flagellati ed i ciliati. Essi
svolgono un ruolo fondamentale nella
catena trofica dei consortia batterici,
mantenendo il naturale equilibrio tra i
differenti gruppi di microrganismi.
Nelle seguenti tabelle sono presentate le
caratteristiche di alcuni microrganismi
usati come indicatori di inquinamento e le
specie ed il numero di microrganismi
presenti mediamente nelle acque reflue
urbane.
Il carico specifico
Quando non possibile condurre la caratterizzazione del refluo e comunque
non sono disponibili dati sperimentali vengono usati dati di carico specifico (per
abitante equivalente) per stimare il carico totale (idraulico ed organico) da
trattare. Nella seguente tabella esposta la produzione tipica pro-capite
(carico specifico) di alcuni costituenti tipici di un refluo[1].

[1] Nel caso in cui siano previsti trituratori domestici sottolavello il carico
specifico in BOD5 sale a 100 g/AE d mentre quello dei solidi sospesi (SS) a 118
g/AE d.