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A. GAMBI M. LENZI M.

CAMPRINI
Direzione Tecnica, Gruppo ACMAR di Ravenna

VIBROFLOTTAZIONE DI RIEMPIMENTI A MARE REALIZZATI CON MATERIALE PROVENIENTE DA ATTIVITA DI DEMOLIZIONE


Riguardo questo ambito tecnico nella memoria si analizzano i criteri di progetto, i requisiti di accettazione del materiale per il riempimento, le modalit di compattazione, i risultati dei campi prove e quelli effettivi conseguiti mediante vibroflottazione nei lavori di ampliamento del Cantiere Nautico SLYS (Spezia Luxury Yacht Service) sito nel porto di La Spezia e di propriet del Gruppo Ferretti di Forl. Il progetto di ampliamento citato comprende lespansione di aree produttive in zone originariamente a mare, da conseguire mediante linfissione di palancolati metallici ed il successivo riempimento a tergo con materiale arido sino alla banchine esistenti radicate a terra (Foto 1). La operazione di rinterro, eseguita per progressivo avanzamento da terra con scarico mediante ribaltabili, comporta inevitabilmente assestamenti del materiale di riporto che senza apporto di energia meccanica si addensa sotto il solo peso proprio efficace. Al fine di migliorare le caratteristiche del riporto idraulico stato perci proposto ed effettuato un trattamento di compattazione profonda mediante vibroflottazione, individuando in sede di progetto sia i requisiti degli aggregati che le tecniche per il costipamento del riempimento, di circa 9.00 m di spessore medio. Essendo reperibili in zona aggregati C&DW (Construction and Demolition Waste), ossia di materiale di riciclo ottenuto per frantumazione e successiva omogeneizzazione di materiali provenienti da costruzioni e attivit di demolizioni, stata considerata nello specifico tale opzione tenuto conto sia della difficolt di reperire inerti naturali che del volume di materiale da porre in opera, di oltre 130.000 metri cubi. Labbinamento della tecnica della vibroflottazione con limpiego di materiale proveniente da attivit di demolizione e lentit del volume di riempimento trattato inseriscono lintervento in oggetto nel novero delle applicazioni pi significative di compattazione profonda realizzate recentemente in Italia [6].

SOMMARIO Larticolo illustra i lavori di avanzamento della linea di costa effettuato nel porto di La Spezia per lampliamento di aree per cantieristica nautica. Nello specifico vengono illustrati i criteri di progetti ed i risultati ottenuti mediante la vibroflottazione dei riempimenti a mare, eseguiti impiegando materiale di riciclo proveniente da attivit di demolizione.

SUMMARY In the paper the vibratory deep compaction of underwater fill made using construction and demolition waste materials is presented together with the design criteria and the tests results of a case hstory.

PREMESSA In campo portuale i riempimenti a mare eseguiti con riporto di materiale arido naturale o proveniente da demolizione di prodotti da costruzione necessitano di un trattamento di compattazione profonda per conseguire omogeneit, resistenze e rigidezze adeguate alla destinazione duso delle aree produttive.

REQUISITI DI PROGETTO Le caratteristiche principali del progetto di ampliamento sono schematicamente riassunte nella planimetria riportata in fig. 1, nella quale sono evidenziate le aree 1

Foto 1 - Vista da mare delle palandole e del riempimento.

di espansione a mare. Tra gli obiettivi fissati dal progetto di ampliamento lutilizzo delle aree produttive imponeva requisiti impegnativi dovendo il riempimento far fronte a: carichi rilevanti circolanti sui piazzali e sui coronamenti delle banchine durante le operazioni di varo dei natanti (Travell con portata sino a 3000 KN) ; stoccaggio di materiale a tergo delle banchine (sovraccarico di 30 KPa); carichi rilevanti trasmessi alle fondazioni dei capannoni industriali (2400 KN / plinto) azione sismica, conseguente alla classificazione con lOrdinanza 3274 dellarea in zona 3. Il soddisfacimento di questi requisiti era peraltro condizionato al rispetto dei seguenti vincoli: forma articolata del contorno delle banchine; presenza ed interferenza dei tiranti di ancoraggio delle palandole; garanzia di agibilit dei siti produttivi, requisito ad alto valore economico in relazione alla qualit dei prodotti del cantiere nautico (yacht di lusso). Allo scopo di conseguire questi obiettivi stato eseguito un trattamento generale su tutta larea di riporto mediante vibroflottazione, integrata in corrispondenza delle fondazioni delle strutture portanti dei capannoni e dei fabbricati da colonne di jet-grouting (fig. 2 3) del diametro di 1200 mm e lunghezza di 16 m. Lesecuzione della vibroflottazione e del jet-grouting stata affidata alla Soc. KELLER Fondazioni, con la cui collaborazione stato messo a punto lintervento illustrato nel seguito.

Foto 2 - Punta Vibrante.

VIBROFLOTTAZIONE a) Come gi indicato il materiale di riporto posto in opera per avanzamento da terra con scarico diretto a mare risulta addensato sotto la sola pressione del peso proprio efficace e pertanto viene a trovarsi in uno stato sciolto caratterizzato da una modesta densit relativa. Al fine quindi di aumentarne la resistenza, di migliorarne il comportamento dinamico sotto lazione sismica (in termini di potenziale di liquefazione) e di incrementarne la rigidezza al fine di limitare i cedimenti assoluti e differenziali, stata effettuata nel corpo del riempimento un trattamento di vibroflottazione con lobiettivo di incrementarne in misura sostanziale la densit relativa. La tecnologia della vibroflottazione ha ovviamente un suo ben specifico campo di applicazione essendo l efficacia delladdensamento per vibrazione massima in terreni naturali o in materiali di riporto la cui curva granulometrica risulta compresa allinterno del fuso riportato in fig. 4 (Brown [1], [2]). Tale criterio stato quindi quello adottato per la scelta del materiale da utilizzare per il riempimento, la cui curva granulometrica media riportata in fig. 5 per la pezzatura 0-70 mm del materiale selezionato di riciclo, scelta 2

dopo ripetute prove di qualificazione illustrate nel seguito. Definito lambito di pertinenza e di efficacia dellintervento, si ritiene utile presentare alcuni aspetti caratteristici della tecnologia unitamente ai valori assunti per i parametri di progetto. Il trattamento colonnare di vibroflottazione consiste nellindurre nel terreno granulare tramite una vibrazione impressa uno stato di sostanziale liquefazione che riduce a valori minimi lattrito interno tra i grani. Al cessare della vibrazione indotta le particelle si aggregano per gravit in uno stato tanto pi denso quanto maggiore lenergia impressa con la vibrazione. Nel caso in esame il trattamento colonnare stato eseguito adottando uno schema planimetrico a maglia rettangolare, con vertici disposti ad interasse variabile da 2.00 m a 3.00 m. La maglia dei punti di infissione stata adattata localmente alla geometria dei vincoli esistenti rappresentati sia dalle palancole a mare che dalle palancole di contrasto, rispetto alle quali stata mantenuta per entrambe una distanza minima di sicurezza di 3.00 m verificata con test in sito. Nelle zone di interferenza con i tiranti di ancoraggio,

Fig. 1 Planimetria generale dellintervento.

Foto 3 - Fase di vibroflottazione con reintegro di materiale.

Foto 4 - Materiale di riciclo utilizzato per il riempieneto.

disposti ad interasse di 2.00 m, lintervento di addensamento del riempimento stato eseguito secondo allineamenti paralleli ai tiranti stessi ed in asse tra un tirante e laltro. In campo libero invece stata scelta una maglia quadrata di 3.00 m di lato sulla scorta dei risultati di un campo prove eseguito in sito per tarare lintervento di vibroflottazione in relazione alla potenza del macchinario utilizzato, ossia dellenergia trasmessa e della frequenza della vibrazione impressa, ed allassortimento granulometrico del materiale utilizzato per il riempimento e per il reintegro del volume addensato. Con tali prove stata determinata la curva di influenza del trattamento di vibroflottazione, valutata in termini di incremento di resistenza alla punta al variare della distanza dal punto trattato. b) Da un punto di vista esecutivo la vibroflottazione consiste nellinserire, mediante un maglio montato su un escavatore a fune, una punta vibrante (vibratory probe) sino alla profondit massima prevista per il trattamento, sfruttando la vibrazione del maglio ed il peso dellutensile (foto 2).

Una volta raggiunta la profondit di progetto la punta viene messa in vibrazione nel piano orizzontale dalla rotazione di una massa eccentrica, su di essa calettata. La punta vibrante viene fatta risalire lentamente provvedendo nel contempo al riempimento del foro con materiale arido per compensare la riduzione di volume conseguente alladdensamento del terreno. Nel caso in esame il mezzo vibrante impiegato, denominato S300, sviluppa una potenza di 150 KW ed una forza centrifuga di 300 KN. Durante la fase di infissione della camicia dacciaio e durante la fase vera e propria di vibroflottazione stata utilizzata anche acqua in pressione al fine di rimuovere dal terreno le parti pi fini, di peggiori caratteristiche geotecniche, sostituendole con il medesimo materiale inerte C&DW utilizzato per il riempimento (foto 3-4), ma di pezzatura maggiore (30-100 mm). Il criterio adottato per selezionare il materiale di reintegro consistito nel verificare che il numero di idoneit proposto da Brown [3] soddisfisi la relazione: N = 1.7 [ 3/D + 1/D + 1/D ] < 20
2 2 2 1/2 50 20 10

Fig. 2 Sezione tipica sui pennelli.

Fig. 3 Particolare maglia di vibroflottazione (campo libero e zona tiranti).

Fig. 4 - Fuso di idoneit della vibroflottazione.

Fig. 5 Fuso granulometrico del materiale di riciclo.

nella quale D , D , D sono le dimensioni in millimetri del passante al 50%, al 20% e 10% ai setacci ASTM. Nel caso del materiale C&DW utilizzato per il reintegro il numero di idoneit risultato mediamente pari circa a 10.
50 20 10

c) Sulla base di quanto illustrato ed in relazione alle modalit esecutive della vibroflottazione risulta chiaro che laddensamento massimo nel materiale di riempimento si verifica in corrispondenza della verticale del punto di infissione della punta vibrante e si riduce man mano che ci si allontana da questa in direzione radiale. La compattazione conseguita in un dato punto della maglia risulta poi dal cumularsi degli effetti indotti nel riporto dal costipamento effettuato nei vari punti di infissione della punta vibrante. Laddensamento risulta pertanto massimo in corrispondenza dei punti trattati e minimo nel baricentro della maglia elementare scelta per il trattamento. Per valutare quantitativamente in sede di progetto lefficacia dellintervento di vibroflottazione si possono utilizzare correlazioni reperibili in letteratura, che consentono di individuare la curva di influenza del singolo intervento (Fig. 6) , nota la quale si pu poi ricavare per sovrapposizione lefficacia complessiva del trattamento in un dato punto (fig. 7). Peraltro la curva di influenza risente di molteplici fattori e pu essere definita con precisione solo in via sperimentale essendo laleatoriet dei parametri decisiva sullefficacia della vibroflottazione. Tra questi hanno, in generale, grande influenza la natura del materiale di riempimento, lenergia impressa (misurata tramite lamperaggio assorbito), la frequenza di vibrazione orizzontale indotta, la metodologia utilizzata per il riempimento (ossia la densit relativa iniziale), la quota della falda (terreno saturo o immerso), la percentuale di materiale fine e la pressione efficace di confinamento. Alla luce di queste considerazioni ed al fine di sostanziare le scelte progettuali, stato programmato ed eseguito come indicato un campo prove in sito con verifica del grado di addensamento raggiunto mediante prove penetrometriche dinamiche eseguite prima e dopo il trattamento di vibroflottazione, a varie distanze

Fig. 6 Curva di influenza della vibroflottazione.

Fig. 7 Sovrapposizione degli effetti di vibroflottazione.

Fig 8 Campo prove: Resistenza prima e dopo la vibroflottazione in prossimit delle colonne.

Fig 9 Campo prove : Resistenza prima e dopo la vibroflottazione nel centro della maglia Elementare.

dallasse di infissione della punta vibrante, procedendo secondo la filosofia del Design by Testing. Il risultato delle prove preliminari, espresso in termini di resistenza alla punta, ha fornito indicazioni sia di tipo diretto, relative allincremento di resistenza, che indiretto, relativamente al grado di addensamento ottenuto, come illustrato in dettaglio nel seguito in sede di valutazione dei risultati Le prove penetrometriche comparative sono state inoltre effettuate anche dopo alcuni giorni dal termine del trattamento colonnare al fine di verificare linfluenza della dissipazione delle sovrappressioni interstiziali generate dalla operazione di vibroflottazione senza peraltro verificare incrementi apprezzabili di resistenza, diversamente da quanto sovente riscontrare nei terreni naturali. Ci imputabile alla mancanza di significative frazioni coesive o cementanti nel materiale di riporto.

REQUISITI DEL MATERIALE DI RIEMPIMENTO Per la caratterizzazione e la selezione del materiale di riempimento si fatto diretto riferimento alla norma tecnica UNI 10006, ancora in vigore durante i lavori, Costruzione e manutenzione delle strade: Tecnica di impiego delle terre - Aggiornamento 2002 ed in particolare dellAppendice A - Aggregati provenienti dalle attivit di demolizione e costruzione e dalle loro miscele con rifiuti minerali recuperabili per impieghi stradali ed assimilati: Requisiti . Tale norma riportava appunto i requisiti richiesti per laccettazione del materiale C&DW per impieghi in campo stradale, nei riempimenti e nelle colmate relativamente sia alla provenienza

delle materie prime e secondarie che alla granulometria e alle caratteristiche meccaniche del prodotto omogeneizzato . I materiali provenienti da attivit di demolizione contengono in prevalenza materiali litici, pietrisco, calcestruzzi, laterizi, ecc. di cui debbono possedere una adeguata percentuale in massa (>70%), limitati quantitativi di materiali minerali di cui ammesso il recupero nel corpo stradale (<25%) e di materiali silicei (<15%), con esclusione di materiali deperibili, metalli e materie plastiche di cui sono ammesse complessivamente solo percentuali ridottissime (<0.3%). Il fuso granulometrico ammesso per i materiali C&DW in base alla vagliatura ai setacci da 63 mm, da 4 mm e 0.075 mm risultava affine a quello di una terra naturale classificabile come A1b, essendo la percentuale di passante al setaccio da 0.075 mm inferiore al 25% e lindice plastico inferiore a 6. La caratterizzazione meccanica risulta in ogni caso necessaria qualora limpiego del materiale ne comporti il costipamento, come nel caso in esame, ed al riguardo sono state fissati i limiti di accettazione per la prova di abrasione (prova Los Angeles), la prova di produzione di finissimo (che fornisce unindicazione della tendenza alla frantumazione del materiale sotto lazione dei mezzi costipanti), e la valutazione dellindice CBR che fornisce unindicazione sulla capacit portante del materiale costipato in base alla resistenza alla penetrazione di una punta infissa in provini saturi dopo 4 giorni di imbibizione in acqua, ritenuta significativa tenuto conto dellimpiego del materiale per riempimento idraulico. I requisiti di accettazione stati quindi fissati come segue: 5

Fig. 10 Resistenza alla punta in sito prima del trattamento punto di vibroflottazione.

Fig. 11 Resistenza alla punta in sito dopo il trattamento punto di vibroflottazione.

a) Provenienza e granulometria 1) Provenienza : Materiale riciclato C&DW (Allegato A UNI 10006 2002) 2) Classificazione: A1b (UNI 10006 2002) 3) Granulometria: 0-70 mm : per il riempimento da quota fondale a quota piazzale 0-30 mm : per il pacchetto di stabilizzato b) Caratteristiche meccaniche 1) Prova Los Angeles: b 45 2) Produzione di finissimo per costipamento: < 5% 3) Indice CBR su provino saturo 15 c) Modalit di Costipamento 0-70 mm: vibroflottazione del riempimento da quota fondale ( 8.00 m) a quota +1.05 m 0-70 mm: compattazione del pacchetto di sottofondo con rulli vibrante (da +1.05 m a +1.50 m) 0-30 mm: compattazione del pacchetto di stabilizzato con rulli vibranti (da +1.50 m a + 1.80 m) In Tab. I riportato il dettaglio dei requisiti fissati in sede di progetto. 6

PROVE DI CARATTERIZZAZIONE DEL MATERIALE Definiti i requisiti di accettazione per il materiale di riempimento a mare stato scelto il riciclo prodotto nellimpianto di macinazione ed omogeneizzazione della Soc. INERTECO di La Spezia, materiale che stato ripetutamente campionato sia in sede di qualifica che durante lesecuzione dei lavori. Il materiale omogeneizzato risultato equivalente in termini granulometrici e di indice plastico ad un materiale A1a (UNI 10006-2002) rispondendo alle prescrizioni di capitolato che prevedeva limpiego di materiale classificato A1a o A1b. Nello specifico sono state determinate le seguenti propriet fisico-meccaniche: analisi granulometrica dimensione massima dellaggregato percentuale e natura delle parti fini (passante al setaccio da 0.075 mm) indice plastico densit massima (Prova AASHO Modificata)

Fig. 12 Resistenza alla punta in sito prima del trattamento baricentro maglia elementare.

Fig. 13 Resistenza alla punta in sito dopo il trattamento baricentro maglia elementare.

indice C.B.R. su provino saturo percentuale di produzione di finissimo perdita per abrasione (prova Los Angeles) percentuale di sostanze estranee

PROVE PRELIMINARI ED IN CORSO DOPERA Definite le caratteristiche dei materiali di riempimento e le modalit dei controlli la fase successiva stata quella di definire le modalit di compattazione. Come indicato in precedenza, per tarare lefficacia del trattamento stato eseguito un campo prove variando lenergia immessa, la dimensione della maglia e la pezzatura materiale di reintegro. Le variazioni delle caratteristiche meccaniche del terreno conseguente alla vibroflottazione sono state controllate mediante prove penetrometriche dinamiche effettuate utilizzando un maglio di 50 kg rilasciato da unaltezza di un 1.00 m, misurando lavanzamento ogni 10 cm della punta conica di unasta avente diametro di 45 mm e area di 15 cm . Le prove sono state eseguite a varie distanze dai punti di infissione delle punti vibranti e nel baricentro nella maglia elementare, sia prima del trattamento di vibroflottazione che dopo lesecuzione di un numero adeguato di colonne attorno alla maglia campione. I risultati ottenuti sono riportati in fig. 8-9 e si riferiscono ai valori di colpi del penetrometro dinamico relativi alla verticale prossima al punto di vibroflottazione (ove la densit raggiunta massima) ed al centro della ma2

Le prove fisiche e meccaniche indicate sono peraltro idonee a caratterizzare meccanicamente un materiale da costipare mediante con rulli vibranti. Tenuto conto delle modalit di addensamento per vibroflottazione, al fine di simularne leffetto, sono state effettuate presso il Laboratorio Geomeccanico di Pesaro anche prove con tavola vibrante sulle pezzature 0-30 mm e 0-70 mm su provini immersi, che hanno fornito i risultati riportati in Tab. II Le prove con tavola vibrante sono state eseguite a frequenza costante di 60 Hz variando lampiezza della oscillazione impressa. Come si pu notare lefficacia della vibrazione evidente come mostra la marcata variazione di densit massima raggiunta. Per quanto concerne i controlli in corso dopera, dopo la caratterizzazione iniziale del materiale, la frequenza del controllo stata effettuata mediamente ogni 20.000 cubi di materiale fornito utilizzando i medesimi criteri.

Tab. I - Requisiti di progetto del materiale proveniente da C&DW

INTERPRETAZIONE DEI RISULTATI Lefficacia della vibroflottazione pu essere valutata concretamente solo in termini diretti di incremento percentuale della resistenza alla punta, parametro che costituisce il vero ed unico elemento di controllo possibile. In termini indiretti lefficacia del trattamento pu essere valutata tramite correlazioni che forniscono una stima della densit relativa conseguita. Va peraltro tenuto presente a questo riguardo che accanto ad evidenze sperimentali che mostrano con chiarezza come la densit relativa sia correlata, sia per i terreni naturali che per i materiali di riporto, alla resistenza alla punta, N , ed alla pressione efficace verticale, , e che per una data profondit aumenti al crescere della resistenza dinamica offerta dal terreno, le correlazioni che legano la resistenza alla punta alla densit relativa risultano intrinsicamente empiriche e fortemente dipendenti dalle caratteristiche del penetrometro utilizzato. Fatta questa doverosa annotazione, nel seguito si riporta il criterio utilizzato nel caso in esame per la stima della densit relativa raggiunta. Tra le correlazioni esistenti si fatto riferimento a quella proposta da Bazaara [4] che nellambito dei valori di pressioni efficaci in esame, inferiori a 75 KPa , propone la relazione seguente:
SPT v

D = [N
R

SPT

/ 20(1+0.04 )]
v

0.5

Tab. II

glia (ove la densit raggiunta minima). Come si pu notare il trattamento risulta sufficientemente uniforme lungo tutta laltezza trattata mentre, come da ipotesi, lefficacia si riduce muovendosi lungo la diagonale sino al centro della maglia campionata. Viceversa su entrambe le verticali si evidenzia il marcato incremento di resistenza alla punta rispetto alla situazione prima del trattamento di addensamento. Come si pu notare la resistenza media riscontrata prima del vibroflottazione risultata dellordine di 1-3 colpi/10 cm di affondamento mentre dopo il trattamento risultato dellordine di 10-13 colpi/10 cm di affondamento. I risultati del monitoraggio eseguito invece nel corso dei lavori ed effettuato sempre mediante esecuzione di prove penetrometriche dinamiche, sono riportati in fig.10-11-12-13. I risultati ottenuti nel campo prove sono simili a quelli del campo prove, con valori medi delle resistenze nel terreno trattato dellordine anche in questo caso nel baricentro della maglia elementare di 10-13 colpi/10cm di affondamento. 8

Fig. 14 Coreelazione profondit densit relativa.

Fig. 15.

nella quale: N
SPT

= 15 + 0.5(N - 15)
SPT

come limite superiore. Ne consegue pertanto che la correlazione cercata tra prove in campo e prove Standard Penetration Test indicativamente la seguente: N
SPT

rappresenta il numero di colpi corretto per terreni sotto falda, essendo N il numero di colpi registrato in assenza di falda di una prova SPT. Le prove penetrometriche di controllo sono state eseguite impiegando, come ricordato, un penetrometro da cantiere a punta conica seguendo la procedura tedesca. Per poter far uso diretto della correlazione indicata da Bazaara occorre definire una correlazione tra il numero di colpi necessari per lavanzamento del penetrometro dinamico SPT, che costituito da unasta con fondo aperto, con il numero di colpi registrato dal penetrometro utilizzato in cantiere. Questultimo, utilizzando un peso di 50 kg con caduta di 1.00 m, ha la medesima energia di impatto del penetrometro SCPT, a punta conica tipo Meardi-AGI, che impiega un peso di 73 kg con caduta da 0.70 m. Pertanto, essendo eguale lenergia di impatto si assunto in via semplificata la relazione proporzionale allaffondamento:
SPT

45 N

10

Nel grafico di fig. 14 sono riportati in funzione della profondit e per una densit relativa pari all80%, il numero di colpi necessari per laffondamento di 30 cm. Come si pu notare dal confronto con i diagrammi penetrometrici, il valore medio di densit relativa, stimato allinterno della maglia elementare tramite le densit in prossimit del punto di infissione (D ) e del baricentro della maglia (D ) mediante la relazione:
R,max R,min

R,m

= (2D

R,max

+D

R,min

)/3

N (
30 30 DPSH

DPSH

) = 3 N

10

essendo N ( ) il numero di colpi necessari per produrre lavanzamento di 30 cm di un penetrometro tipo Meardi ed N il numero di colpi registrato con il penetrometro di cantiere per lavanzamento di 10 cm. Per completare la correlazione occorre poi definire il legame tra le prove SPT e le prove SCPT. A tal riguardo si fatto riferimento agli studi condotti da Goel e alle indicazioni fornite da pubblicazioni dello Studio Geotecnico Italiano relative a prove in banchi di sabbie e ghiaie a cui si pu assimilare il riempimento eseguito. Le relazioni proposte forniscono valori nel range:
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risulta elevato, rendendo evidente lefficacia della vibroflottazione. Tale conclusione confortata anche dai risultati ottenuti nel corso delle prove di carico (Fig. 15) spinte a 2400 KN con cedimenti millimetrici eseguite su plinti fondati su colonne di jet-gouting che risultano, allispezione visiva, molto pi compatte e regolari di analoghe colonne eseguite nella parte di riempimento non trattato a tergo delle banchine esistenti. Analoghe conclusioni si deducono anche dalla permeabilit degli scavi diretti eseguiti sotto la quota della falda durante la costruzione dei plinti di fondazione.

CONCLUSIONI Lintervento illustrato evidenzia la complessit delle tematiche cui occorre fornire soluzione tecniche quando si attivano progetti e realizzazioni che per la loro rilevante dimensione fisica costituiscono una infrastruttura produttiva di larga scala, dimensioni a 9

N (
30

DPSH

) = 0.50 1.00N

SPT

con valore suggerito di 0.6 ( Cestari [4]) e con valor medio di 0.75, assunto in via conservativa nel seguito

cui risultano proporzionali anche le conseguenze e limpatto degli interventi. In particolare va sottolineata limportanza strategica, nel caso di studio, dellopera di contenimento a mare e delle metodiche di posa in opera dei materiali di riempimento. Dalla cura e dallattenzione a questi aspetti e particolari dipende in larga misura il buon esito dellintervento, il corretto utilizzo del sito produttivo, limpiego efficace delle infrastrutture e dei fabbricati e pi in generale la sicurezza duso e limpatto ambientale. Va evidenziato, inoltre, come interventi di questa importanza e di questa scala possano essere progettati ed eseguiti correttamente solo se accompagnati da una fase sperimentale in campo, adeguatamente registrata ed interpretata, che consenta la decisiva messa a punto dellintervento. In altri termini la fase tecnica non si esaurisce con la sola ideazione ma, al contrario, risulta fondamentale anche quella, successiva, in campo come necessario complemento alla validazione delle scelte progettuali. Nel caso illustrato appare innovativa la proposta e la realizzazione di un intervento in grado di coniugare tecniche di miglioramento dei terreni in sito e limpiego di materiale per riempimento ottenuto dalla macinazione di prodotti provenienti da demolizioni. Ci comporta lindubbio vantaggio di fornire soluzioni allimpiego di questi materiali riducendo limpatto ambientale complessivo, viceversa rilevante dovendo in alternativa utilizzare rilevanti quantitativi di materiali provenienti da cava e conferire a discarica il materiale di risulta delle demolizioni.

RINGRAZIAMENTI Gli Autori desiderano ringraziare il Dott. Marco Vidotto, e il Dott. Massimo Contini della Soc. KELLER Fondazioni, per la preziosa e qualificata collaborazione.

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI [1] Esrig/Bachus, editors Deep Foundation Improvements: Design, Construction and Testing, American Society for Testing and Measurements, Philadelphia, 1991- Proceedings: - Castelli, R. J. Vibratory Deep Compaction of Underwater Fill - Massarch, K.R. Deep Soil Compaction Using Vibratory Probes - Neely,W., Leroy, D. Densification of Sand Using a Variable Frequency Vibratory Probe [2] Brown, R.E. Vibroflotation compaction of cohesionless soil ASCE, JGED, GT12, 1977 [3] Garassino, A., Pasqualini, E. La Vibroflottazione Metodi per il miglioramento dei terreni 10 Ciclo di Conferenze di Geotecnica di Torino, 1981. [4] Cestari, F. Prove geotecniche in sito Ed. Geograph, Milano, 1996. [5] Tanzini, M. Lindagine geotecnica Ed. Flaccovio, Palermo, 2002 [6] AA.VV. Applicazioni delle tecniche di vibrocompattazione profonda in ambito portuale e marino Atti del convegno organizzato da Keller Fondazioni, Genova, Marzo 2005.

SCHEDA TECNICA DELLINTERVENTO Committente Impresa Esecutrice Vibroflottazione e Jet Grouting Impianto di produzioni inerti C&DW Prove d qualifica materiale Progetto generale intervento vibroflottazione Progetto esecutivo vibroflottazione e jet grouting Capoprogetto Direttore di cantiere Tecnico di cantiere Assistente di Cantiere Capocantiere 10 Soc. SLYS La Spezia ACMAR Ravenna KELLER Fondazioni Verona INERTECO La Spezia Laboratorio Geomeccanico Pesaro Ing. Andrea Gambi Ing. Maurizio Lenzi Geom. Roberto Alberani Ing. Matteo Camprini Geom. Mauro Alpi Ing. Marina Giampaoli Sig. Alfredo Zaccaria