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Commissione Giovani

Visita al Cantiere Navale “Navigarda”

La visita al cantiere navale Navigarda di


Peschiera del Garda, organizzata dalla
Commissione Giovani, si è svolta lo scor-
so 22 marzo. Ad accogliere ed istruire i
partecipanti è stato lo stesso direttore
d’esercizio, il collega Dott. Ing. Marcello
Coppola, che con competenza e passione
profonde ha guidato il gruppo nel sopral-
luogo al bacino di carenaggio e alle offici-
ne dove avvengono le manutenzioni delle
unità in esercizio sul lago di Garda.
Coppola ha ripercorso gli episodi più si-
gnificativi della navigazione lacustre italia-
na, a partire dalla costituzione della “So-
cietà Milanese per la Navigazione a Vapo-
re nei Laghi del Regno Lombardo Veneto”
nel 1824 e dal varo del piroscafo Arciduca
Ranieri, imbarcazione con lo scafo di le-
gno e mossa da due macchine a vapore,
avvenuto a Desenzano nel 7 luglio 1827.
La navigazione sul Garda, ubicato in un Fig. 1 - Aliscafo “Goethe” in fase di carenaggio sul piazzale
confine strategico dopo la sistemazione
politica del territorio seguita alla caduta di
Napoleone, si intrecciò strettamente con
gli accadimenti nazionali e con gli eventi
bellici che ebbero come teatro questo ter-
ritorio, dalle guerre di indipendenza ai due
conflitti mondiali. Non mancano episodi
curiosi come quello legato al piroscafo Ita-
lia, costruito nel 1908 e immesso nel ser-
vizio tra Desenzano e Riva dal 1908, che
ricevette tale battesimo non certo in ma-
niera fortuita: sebbene ancora oggi, in mo-
do scaramantico, non si ritenga opportu-
no legare il nome di un’imbarcazione con
quello di una nazione, allora questo servì
certamente ad infastidire la guarnigione
austriaca, che nella città trentina vide ogni
giorno diverse persone recarsi al porto
per accogliere festose il piroscafo batten-
te bandiera tricolore, sussurrando tra loro
“l’Italia è a Riva”.
L’Italia, già piroscafo ora motonave, e la
Zanardelli (1903) fanno ancora parte della
flotta in servizio sul Garda, e quel pome- te il traghetto e l’aliscafo che si trovava- ad un asse verticale, al quale è accop-
riggio erano attraccate presso il cantiere: no all’asciutto rispettivamente nel bacino piata una serie di pale verticali, anch’es-
salendo a bordo è stato perciò possibile di carenaggio e nel piazzale retrostante lo se in grado di ruotare attorno ad un asse
provare l’emozione di passeggiare per il stesso (vedi Fig. 1 e Fig. 2). Del primo è verticale: il cambio dell’angolo di attacco
ponte, di osservare da vicino le ruote a pa- stato possibile osservare da vicino l’inte- delle pale, in sincronia con la rotazione
le, e di visitare la cabina di comando e la ressante sistema di propulsione garantita del piatto, garantisce una spinta che può
sala macchine. da due Voith Schneider, costituiti ciascu- essere orientata in ogni verso, eliminando
Appartengono invece alla storia più recen- no da un piatto in grado di ruotare attorno di la necessità dei timoni convenzionali e

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offrendo al natante un’altissima manovra-


bilità anche a velocità ridotte.
Complessivamente la flotta attualmente in
servizio sul lago di Garda risulta costituita
da 9 motonavi, 3 aliscafi, 6 motonavi tra-
ghetto, 4 motonavi catamarano e 1 mo-
toscafo.

Aspetti della gestione delle acque

Il cantiere navale Navigarda di Peschiera


del Garda presenta una particolare atten-
zione nei confronti della gestione delle
acque impiegate nel processo di lavora-
zione e dei reflui prodotti, tesa ad un ele-
vato rispetto della risorsa idrica, nell’ottica
di una sostenibilità ambientale dell’intero
processo lavorativo della cantieristica
navale. All’interno del presente capitolo
si cerca quindi di mettere in evidenza i
comportamenti adottati da Navigarda nel Fig. 2 - Area antistante il bacino di carenaggio coperto

gestire le acque reflue siano esse di origi-


ne civile che produttivo - industriale, sot- zione ormeggiata nel punto più distante;
tolineandone aspetti tecnologici e scelte Il fulcro del sistema è la cosiddetta “cen- le pompe di tipo centrifugo orizzontale
strategiche. trale del vuoto” (Fig. 4), costituita da pom- aspirano il refluo dal serbatoio di accumu-
pe ad anello liquido in grado di creare una lo stesso, convogliandole quindi alla rete
Parlando di acque reflue “nere” civili depressione nel serbatoio di accumulo fognaria urbana. Il sistema in depressione,
si intendono tutte quelle acque prodot- del refluo (circa 1,5 mc), tale da consen- largamente diffuso in realtà portuali (ad es.
te direttamente dalle persone presenti tire l’aspirazione del liquame dall’imbarca- Porto di Napoli) consente di limitare le pro-
sia a bordo delle imbarcazioni, durante il fondità di scavo delle tubazioni di colletta-
servizio di navigazione delle medesime, Fig. 3 - Colonna con tubazione di aspirazione della mento, andando a posizionare tutta la rete
che dal personale lavorativo del cantie- fognatura in depressione entro cunicolo “porta servizi” ispezionabi-
re di Peschiera. Partendo dalle prime, si le e posto lungo il bordo delle banchine di
sottolinea che tutti i reflui civili prodotti ormeggio. Nel contempo, essendo la rete
durante la navigazione vengono stoccati completamente in depressione, si limitano
all’interno di cisterne dedicate, all’inter- le emissioni odorigene nonché possibili
no delle imbarcazioni stesse, e suddivise sversamenti durante le fasi di estrazione
in acque “nere”, acque “grigie” (derivanti dei reflui dalle imbarcazioni stesse.
dalle cucine di bordo) e acque “di senti-
na”. Una volta giunte presso il cantiere di Oltre al particolare sistema riservato alla
Peschiera, le cisterne vengono svuotate e fognatura nera, presso il cantiere Navi-
le acque convogliate all’interno della fo- garda di Peschiera, anche le acque re-
gnatura urbana per mezzo di un sistema flue provenienti dal processo lavorativo
“in depressione”: in tale maniera si ga- vengono gestite adottando un sistema
rantisce che nessun refluo prodotto sulle ambientalmente sostenibile. È doveroso
imbarcazioni possa essere scaricato nel premettere che in tutti i processi lavorati-
lago. Lungo le banchine del cantiere sono vi di carenaggio navale condotti presso il
installate colonne di aspirazione entro cui cantiere si è cercato di adottare tecnolo-
è posta una tubazione in materiale plasti- gie in grado di minimizzare l’impiego del-
co dotata di attacco agli scarichi delle im- la risorsa idrica con il fine sia di limitarne
barcazioni (vedi Fig. 3). un consumo diretto che oneri derivanti da
un loro successivo trattamento. Alla luce

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Alla luce del carico di sostanze solide,
tutte le acque di lavorazione captate dal-
le caditoie poste nel piazzale o all’interno
del bacino stesso, vengono inviate ad
un processo di decantazione entro ci-
sterne in PRFV, dislocate in diversi punti
dell’area di cantiere, prima del loro recapi-
to a scarico. Particolarmente interessante
è risultato essere il sistema adottato nelle
caditoie poste nel piazzale di lavorazione,
finalizzato alla separazione delle acque “di
lavorazione”, da decantare, o delle acque
meteoriche di dilavamento dei piazzali, in-
viate direttamente allo scarico (Fig. 6).

Fig. 4 - Centrale del vuoto della fognatura in depressione in cui si notano le pompe ad anello liquido del
vuoto (alto a destra), serbatoio e pompe di invio reflui a fognatura (basso a destra)

di tale premessa trova ad esempio spie- terno del bacino di carenaggio. Per con-
gazione l’adozione di verniciature delle trastare eventuali sversamenti accidentali
FIG. 6 caditoia stradale posta nel piazzale e dotata
carene delle imbarcazioni attraverso tec- di sostanze leggere (oli, idrocarburi, …)
di sistema di captazione delle acque di lavorazione
nologie che adottano un metodo di stesa durante le operazioni di manutenzioni e sfioro delle acque meteoriche mediante tramog-
“a rullo”, o più in generale “a pennello”, meccaniche, che potrebbero quindi inte- gia con luce di fondo tarata (da notare il panno
assorbente contro eventuali sversamenti, posto al
piuttosto che “spray”. ressare l’ambiente lacustre circostante, si
di sotto della griglia, a “protezione” della caditoia)
In generale, la caratteristica principale adottano particolari misure di sicurezza
delle acque reflue provenienti dal pro- quali la “protezione” delle caditoie stradali
cesso lavorativo risulta essere l’elevata poste nei piazzali di lavorazione attraverso
presenza di materiale solido (sedimen- “panni assorbenti” o la posa di “panne di Tale sistema, basato sul principio di “ef-
ti), derivante per lo più dal lavaggio degli contenimento”, a valle della barca-porta flusso attraverso una luce tarata di fondo”,
scafi e condotto sulle imbarcazioni poste del bacino di carenaggio (Fig. 5). è stato perfezionato presso il cantiere di
“all’asciutto”, sia sul piazzale che all’in- Peschiera del Garda con lo scopo di in-
viare le acque di lavorazione, raccolte
Fig. 5 - Sistema a “panne di contenimento” di sicurezza contro lo sversamento di sostanze leggere nel all’interno della tramoggia centrale, verso
Lago di Garda, a valle del bacino di carenaggio una vasca di accumulo interrata. Da tale
vasca un sistema di pompe, azionate in
occasione delle lavorazioni, invia il refluo
al sistema di decantazione descritto. In
corrispondenza di eventi meteorici, la por-
tata delle acque di dilavamento dei piaz-
zali, risultando maggiore della capacità di
efflusso della luce tarata della tramoggia,
viene sfiorata dalla tramoggia stessa e va
quindi ad interessare la rete di drenaggio
sottostante.
Marco Mazzuccato
Ingegnere

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