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IL BILANCIO DI ESERCIZIO NELLE SOCIET DI CALCIO PROFESSIONISTICHE

Giovanni De Vita

Giovanni De Vita

IL BILANCIO DI ESERCIZIO
NELLE SOCIET DI CALCIO
PROFESSIONISTICHE

FEDERAZIONE
ITALIANA
GIUOCO CALCIO
LEGA
PROFESSIONISTI
SERIE C

PREMIO DI LAUREA
Artemio Franchi 1996
FONDAZIONE
ARTEMIO FRANCHI

LEGA PROFESSIONISTI SERIE C


FONDAZIONE ARTEMIO FRANCHI
in collaborazione con la
FACOLT DI ECONOMIA
UNIVERSIT DEGLI STUDI DI FIRENZE

IL BILANCIO DI ESERCIZIO
NELLE SOCIET DI CALCIO
PROFESSIONISTICHE
Tesi di laurea di:

GIOVANNI DE VITA
Relatore: MICHELE PIZZO

UNIVERSIT DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II


FACOLT DI ECONOMIA E COMMERCIO
Corso di Laurea in Economia e Commercio

Anno Accademico 1993/1994


(con aggiornamento al gennaio 1998)

PRESENTAZIONE
di Giancarlo Abete
Allorquando la Fondazione Franchi dette vita - dintesa con la Lega
Professionisti Serie C - alla iniziativa delle borse di studio, ero Presidente della
Lega ed in quella veste, insieme a Mario Macalli ed a Vittorio Mormando, partecipai alla elaborazione di un progetto che presentava forti elementi di novit
costituendo una delle primissime occasioni in cui le componenti calcistiche istituzionali manifestavano attenzione ad un rapporto diverso con il mondo
dellUniversit, i giovani laureandi, le Fondazioni culturali.
Nella mia attuale qualit di Presidente della Fondazione Franchi - avendomi
lamico Bruno Grandi passato il testimone stante la crescita dei suoi impegni
internazionali - ho il piacere di dare continuit a questa iniziativa che la Lega di
Serie C ha continuato a sostenere consentendo di consolidare una presenza in un
segmento che sar sempre pi fondamentale nello sviluppo del giuoco del calcio. Le valenze socio-economico-giuridico-culturali divengono infatti sempre
pi significative ed impegnano tutti coloro che operano nel mondo dello sport a
dare alle stesse il risalto necessario.
Non ho avuto la possibilit di conoscere Artemio Franchi in vita. Ho quindi
cercato di interpretarLo da tifoso e attraverso le tante testimonianze e i tanti
scritti che Lo hanno riguardato.
Ho per la presunzione di ritenere che questa iniziativa - che lega lo sport,
ed in particolare il calcio, con i giovani ed il mondo universitario e che trova
realizzazione su tutto il territorio nazionale partendo da Firenze, Gli sarebbe
piaciuta.
E con questa presunzione - che diventata man mano anche una convinzione auguro alle Borse di Studio Artemio Franchi di crescere per segnare sempre
pi un solco profondo e positivo nel panorama sportivo italiano.
Alla Facolt di Economia di Firenze, al Comitato scientifico del Premio di
Laurea presieduto dal professor Barucci, e naturalmente alla Lega di Serie C e
al suo presidente Macalli, va il ringraziamento della Fondazione Franchi e della
famiglia Franchi per aver voluto contribuire ad onorare insieme Artemio
Franchi.
Dott. Giancarlo Abete
Presidente Fondazione Artemio Franchi

PRESENTAZIONE
di Mario Macalli
La Lega Professionisti Serie C con la seconda edizione del Premio di Laurea
Artemio Franchi vuole rinnovare il proprio impegno a favore dellapprofondimento e dello studio di tematiche di carattere giuridico ed economico relative
allattivit delle societ sportive, con una particolare attenzione alle societ calcistiche.
La costante e continua crescita dinteresse intorno al mondo del calcio, le
novit di carattere normativo che sempre con maggiore presenza vengono introdotte o proposte per la gestione delle societ calcistiche professionistiche, rendono prezioso il rapporto che si instaurato con il mondo accademico ed il confronto con chi studia queste tematiche con competenza tecnica, unitamente ad
un interesse per il calcio e per lo sport.
E giusto e doveroso che dal calcio, quale autorevole riferimento e traino dello
sport italiano nel mondo, partano delle iniziative di innovazione e di crescita,
foriere di positivi risultati per lintero movimento sportivo nazionale.
Voglio cogliere loccasione per ringraziare la Fondazione Artemio Franchi,
la Facolt di Economia dellUniversit di Firenze e la Commissione Scientifica
incaricata dellesame degli elaborati per la significativa collaborazione assicurata alliniziativa.
Ci nella convinzione che fare cultura attorno al fenomeno sportivo significa
anche assicurare un sostegno, sempre migliore in termini qualitativi, agli operatori ed ai dirigenti che offrono al calcio il loro contributo di impegno e professionalit.
Rag. Mario Macalli
Presidente della Lega Professionisti Serie C

PRESENTAZIONE
di Paolo Fanfani
Questa pregevole, nuova pubblicazione che costituisce ulteriore riconoscimento alla migliore tesi del secondo Premio di Laurea Artemio Franchi,
sollecita una riflessione sul recente passato e sul futuro prossimo dei rapporti
fra Cultura e Sport.
E ormai comprovato linteresse che i docenti, ma soprattutto gli studenti,
mostrano alla materia; le relazioni soggettive ed oggettive che caratterizzano
le vicende sportive coinvolgono direttamente od indirettamente molte discipline non solo giuridiche ed economiche (penso alla medicina sportiva ma
anche allingegneria ed allarchitettura degli impianti) tingendo le problematiche di quel tanto di particolare che costringe le discipline tradizionali ad
interessanti ed avvincenti variabili.
Di qui linteresse scientifico delle discipline tradizionali applicate allo
Sport.
Quanto agli studenti lesperienza ci dice che la loro curiosit se non
anche linteresse preciso, li spinge sempre di pi ad affrontare questi argomenti; le tesi che affluiscono alla segreteria del Premio di Laurea Artemio
Franchi, sempre pi numerose, stanno l a dimostrarlo.
Ed allora, pur mantenendo la qualificante esperienza del Premio di Laurea
A. Franchi, pensare ad es. ad un corso di laurea in diritto ed economia dello
sport non certo avveniristico e v da credere che le Universit italiane
accoglierebbero di buon grado le sollecitazioni che dovessero loro arrivare;
lo dimostrano quelle Universit che gi oggi hanno attivato corsi e scuole di
specializzazione nella materia.
Non v che compiacersi dunque per liniziativa a suo tempo concertata fra
la Lega Calcio di Serie C e la Fondazione Artemio Franchi alla quale la
Facolt economica dellUniversit di Firenze ha aderito con estremo interesse; ma forse i tempi sono maturi per iniziative di ancor maggiore impegno
culturale allo scopo di contribuire al miglioramento di questo mondo sportivo che merita di essere protetto e difeso in questa sua fase di irruente espansione nella societ moderna col rischio continuo di emarginare lo spirito ed i
principi decubertiani senza i quali, anche lo sport, diventa mero commercio.
Prof. Paolo Fanfani
Facolt di Economia Universit di Firenze

PRESENTAZIONE
di Vittorio Mormando
La tesi di laurea di Giovanni De Vita incentrata sul bilancio di esercizio nelle
societ di calcio professionistiche costituisce la pubblicazione della seconda
edizione del Premio di Laurea A. Franchi giunto, questanno, alla quarta edizione.
La collaborazione tra la Lega Professionisti Serie C, la Fondazione Artemio
Franchi e la Facolt di Economia dellUniversit di Firenze, stata particolarmente feconda ed ha consentito di acquisire una grande quantit di lavori nel
campo del diritto, economia e storia del fenomeno sportivo e del calcio in particolare.
La risposta da parte dei giovani che si interessano, a livello universitario, del
fenomeno sportivo si rivelata insperata.
Le tesi pervenute provengono dagli atenei di tutta Italia, segno che, nel mondo
accademico, il fenomeno sportivo viene visto positivamente come argomento di
studio, approfondimento e ricerca.
Il Diritto sportivo sta entrando ormai a pieno titolo nelle Universit e cresce il
numero dei docenti che aderiscono volentieri alle richieste dei laureandi per
lassegnazione di tesi su argomenti di interesse sportivo.
Il numero delle tesi concorrenti al premio, quindi, aumentato considerevolmente di anno in anno ed ha costretto la Commissione Esaminatrice ad un difficile lavoro di selezione per individuare quella vincitrice.
Gli elaborati, infatti, sono stati tutti di notevole livello ed hanno trattato argomenti di grande interesse ed attualit per il mondo sportivo; per un ristretto
numero di candidati selezionati, poi, vi stato un colloquio con la Commissione
presso la Facolt di Economia dellUniversit di Firenze. I candidati hanno
dimostrato tutti grande padronanza della materia trattata e capacit di esposizione e di sintesi rispetto alle difficili domande poste dai commissari chiaro sintomo di possesso di ampio bagaglio culturale.
La tesi di Giovanni De Vita risultata quella migliore e di maggiore attualit
rispetto ad altri lavori degni della massima considerazione, tanto da indurre la
Commissione ad assegnare la terza posizione ex- aequo a due concorrenti.
Giovanni De Vita, per, ha lavorato ancora sulla tesi, aggiornandola ed integrandola, per cui il libro che viene pubblicato molto di pi di una tesi di laurea
ed, a mio parere, pu essere considerato un vero e proprio breve trattato che
costituir strumento di lavoro utilissimo per tutti coloro che, a vario titolo, si
11

interessano dellargomento e, principalmente, non solo per chi chiamato a


redigere il bilancio delle societ di calcio professionistiche, ma anche per chi
tali bilanci deve controllare.
Se cos sar, lobiettivo della Lega Professionisti Serie C, della Fondazione
Artemio Franchi e della Facolt di Economia dellUniversit di Firenze, sar
stato proficuamente raggiunto.
Tutte le tesi di laurea di questa edizione, della passata e delle successive edizioni saranno conservate in apposita biblioteca e saranno a disposizione degli
studiosi del diritto e delleconomia, degli storici del calcio (vi sono, infatti, tesi
pregevoli su argomenti relativi alla storia del calcio) e degli operatori sportivi
per studi, ricerche o semplice consultazione.
A Giovanni De Vita, infine, che si sta facendo autorevolmente valere nel
mondo sportivo e calcistico va linvito a volere proseguire nellattivit di studio
e di ricerca ed il migliore augurio di ulteriori successi.
Avv. Vittorio Mormando
Commissione Esaminatrice Premio di Laurea Artemio Franchi

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PREFAZIONE
Gli aspetti economici della gestione di una societ di calcio hanno a lungo goduto di
attenzione solo marginale. Quando non erano del tutto disattesi, venivano considerati
subordinati al risultato sportivo e/o secondari rispetto ai benefici indiretti, sociali ed economici, creati. In pratica, si assisteva, fino a non poco tempo addietro, a realt gestite
secondo criteri prevalentemente tecnici, che al pi vedevano nellaspetto economico un
vincolo, un insieme di limiti alle scelte da compiere.
In alcuni casi, un simile atteggiamento traeva origine da comportamenti mecenateschi, nei quali prioritario era il risvolto ottenibile dallinvestitore, quasi sempre rappresentato da un unico soggetto, in termini di notoriet e di immagine. In altri, la convenienza dellinvestimento calcistico era rappresentata dalla cosiddetta redditivit allargata, cio dai benefici che ricadevano indirettamente sullattivit specifica del principale azionista.
Il generale deterioramento del contesto economico generale, i maggiori investimenti
richiesti dal settore calcistico e laggravarsi delle condizioni di squilibrio economicofinanziario di molte squadre hanno contribuito alla definitiva affermazione della consapevolezza che una societ di calcio, oltre che ente sportivo, costituisce unazienda, cio
unentit economica la cui sopravvivenza dipende dalla capacit di reintegrare autonomamente i costi sostenuti per lattivit con i ricavi conseguiti dalla stessa.
Il passaggio appena descritto investe molteplici aspetti: la crescente attenzione ai costi
ed alla razionalizzazione della gestione; lintroduzione di strumenti di programmazione
economica oltre che sportiva; il rilievo dato al marketing ed alla ricerca di nuove risorse
finanziarie; etc.. Non ultimo il peso via via maggiore assunto dal bilancio. Da strumento negletto, non di rado considerato un mero adempimento formale, esso diviene
mezzo di monitoraggio delle condizioni di equilibrio economico-finanziario e della
capacit della societ di proseguire la propria attivit. Come tale esso viene assunto,
oltre che dagli azionisti, anche dagli organismi federali come elemento di valutazione,
neutrale, oggettivo e attendibile. Da qui la necessit di un suo controllo, al fine di accertare la corretta rappresentazione dei fatti di gestione e della situazione economica.
Giovanni De Vita, giovane esemplare quanto a preparazione universitaria, rigore
morale ed impegno professionale, ha avuto il merito di cogliere il rilievo della tematica
e di offrirne un inquadramento rigoroso, completo e non privo di numerosi spunti interessanti. Il lavoro, infatti, si caratterizza per la sua capacit, in un contesto espositivo e
teorico ben definito, di approfondire alcuni aspetti di sicura complessit scientifica ed
operativa, offrendo soluzioni di estremo interesse.
Prof. Michele Pizzo
Docente di Metodologia e determinazione quantitativa
dAzienda. Universit degli Studi di Napoli, Federico II
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CAPITOLO I1
LA GESTIONE ECONOMICO-FINANZIARIA DELLE
SOCIETA CALCISTICHE PROFESSIONISTICHE
1. Lemersione del professionismo quale fattore di evoluzione delle
associazioni sportive verso lattivit dimpresa.
Lo sport si presenta quale fenomeno sociale che nato2 e si sviluppato
attraverso la creazione di gruppi associativi dal carattere pi o meno stabile per
lo svolgimento in comune dellattivit sportiva. Tale dato caratterizza sia la
pratica sportiva che necessita, gi nel momento tecnico-agonistico, di uno
svolgimento della medesima in forma associata, sia per la pratica sportiva in
cui la disciplina tecnica mostra il confronto tra le singole individualit3.
La rapida evoluzione delle modalit con le quali viene svolta lattivit
sportiva - da uniniziale carattere meramente ricreativo4 si passa, ben presto, ad
un carattere agonistico occasionale5 - esalta ancor di pi il momento
aggregativo del fenomeno sportivo, che viene definitivamento consacrato con
lancor pi rapida emersione dellagonismo a carattere programmatico,
caratterizzato dalla necessaria valutazione comparativa dei risultati sportivi6.
La progressiva prevalenza della finalit agonistica su quella ricreativa, si
pone come fattore causale di due importanti mutamenti nel fenomeno sportivo
associativo.
1

Per laggiornamento e le considerazioni di carattere giuridico di questo capitolo si ringrazia per


il prezioso contributo il dott. Paolo Vuolo, autore della tesi di laurea in diritto sportivo dal titolo
Le societ sportive come societ di diritto speciale, Napoli 1995.
2
Anche nella societ greco-romana si rinvengono segni che evidenziano come la pratica sportiva
tendeva gi allepoca a svilupparsi nelle forme dellassociazionismo sportivo: sul punto cfr.
Gualazzini, Premesse storiche al diritto sportivo, Milano, 1965, pagg. 27,31 e segg..
3
Nei cd. sports individuali la spinta verso una strutturra associativa giustificata anche da
motivazioni economiche e pratiche: possibilit di utilizzare attrezzature sportive ed impianti a
costi pi bassi, possibilit di utilizzare in comune allenatori e preparatori atletici, possibilit di
migliorare il risultato sportivo attraverso il confronto individuale, come spottolineato da
Verrusoli, Le societ e le associazioni sportive alla luce della legge di riforma, in Riv. dir. comm.,
1982, I, pag. 131.
4
Che ha lo scopo esclsuvio di facilitare la pratica atletica dei componenti il gruppo associativo,
per soddisfare le loro esigenze di tempo libero.
5
Si pu parlare di agonismo occasionale quando le competizioni sono organizxate e svolte
senza creare alcun collegamento tra le prove sportive, che restano dunque autonome ed isolate.
Sulla definizione di agonismo a carattere occasionale cfr. A.Barbarito Marani Toro, voce:
Sport, in Nov.dig.it., vol. XVIII, 1971, pag. 44.
6
Sullagonismo a carattere programmatico illimitato cfr. ancora A.Barbarito Marani Toro, Sport,
cit. , pag. 44; Id., Lineamenti del sistema dei giuochi e degli ordinamenti sportivi, in Riv. dir.
sport., 1969, pag. 45 e nota 25, pag. 49.

Da un lato si assiste alla creazione di un livello associativo ulteriore - quello


federale - caratterizzato dalla presenza di enti capaci di ragruppare le strutture
associative praticanti la stessa disciplina sportiva7.
Dallaltro si assiste ad un graduale quanto inesorabile mutamento della stessa
struttura economica e finanziaria delle associazioni sportive, soprattutto quando
lagonismo programmatico assume carattere illimitato8.
I clubs sportivi che svolgono unattivit sportiva limitata al livello ricreativo,
o comunque al livello agonistico non programmatico, presentano esigenze
finanziarie contenute, non lontane da quelle delle associazioni a carattere
culturale e ricreativo. Le uscite sono limitate nel loro ammontare e possono
essere agevolmente sostenute attraverso i mezzi economici costituenti il
patrimonio del club sportivo, le cui entrate sono sostanzialmente riconducibili
alle quote sociali versate dai componenti e dai contributi volontari di amici e
benefattori. Il bilancio di tali fattispecie associative si presenta commisurato a
dimensioni alquanto ridotte, data lesiguit dei mezzi patrimoniali investiti nello
svolgimento dellattivit sociale9.
Lavvento dellagonismo a carattere programmatico - specie quando questo
si afferma definitivamente quale temporalmente illimitato - comporta
lemergere di nuove esigenze che incidono sullossatura delle associazioni
sportive: la necessit di assicurarsi atleti in grado di garantire prestazioni
sportive sempre migliori, in competizione con le altre organizzazioni sportive,
comporta linevitabile e vertiginoso aumento degli oneri sociali. Occorrono,
difatti, sportivi in grado di dedicarsi allattivit agonistica non soltanto nel
tempo libero, ma quale occupazione a tempo pieno; contemporaneamente nasce
lesigenza, da parte degli atleti che spendono sempre maggior tempo nel
miglioramento dei risultati sportivi, anzitutto di essere esonerati dal pagamento
delle quote sociali e poi di essere rimborsati delle spese sostenute, oltre che dal
mancato guadagno derivante dalla distrazione delle proprie normali attivit
verso quelle agonistiche.

Le finalit delle federazioni sportive sono styrettamente collegate proprio alla nascita
dellagonismo a carattere programmatico: creare organismi a carattere non occasionale i cui
compiti consistono nellorganizzare competizioni, elaborare le regole tecniche, vigilare sul loro
rispetto, registrare i risultati delle gare, consentire la formazioni di graduatorie pi o meno stabili.
Per una rivalutazione della strruttura privatistica delle federazioni sportive nazionali cfr. Caprioli,
Lautonomia normativa delle federazioni sportive nazionali nel diritto privato, Napoli, 1997,
passim.
8
Lagonismo programmatico a carattere limitato si caratterizza per una graduatoria di risultati
sportivi che riguardano atleti appartenenti ad una cerchia pi o meno limitata. Nellagonismo
programmatico a caratter illimitato la graduatoria si pone invece a carattere assoluto, facendo
nascere esigenze organizzative a carattere molto pi complesso che hanno portato, poi, alla
nascita delle federazioni internazionali e, dunque, allorganizzazione sportiva mondiale.
9
Sul punto cfr. Verrusoli, op.cit., pag. 134 e segg..

In questa prospettiva ci che risulta modificato lo stesso assetto


plurisoggettivo del club sportivo, poich si assiste alla scissione tra coloro che
contribuiscono alle atttivit sociali e coloro che delle medesime fruiscono:
facile intuire come, in questottica, i contributi derivanti dal versamento delle
quote annuali di iscrizione o quelli volontari dei soci sostenitori non siano pi
in grado di far fronte alle uscite sempre crescenti ed emerga la pressante
necessit di trovare nuove entrate da impiegare nel perfezionamento dellattivit
agonistica.
Ben presto le nuove fonti di sostentamento delle attivit sociali vengono
individuate nella possibilit, da un lato, di offrire levento agonistico al
pubblico verso il pagamento di un corrispettivo, e, dallaltro, di proporre i clubs
sportivi come veicoli di informazione a carattere pubblicitario a mezzo degli
accordi di sponsorizzazione, associando la denominazione del club sportivo o
i suoi colori sociali ai segni distintivi di imprese commerciali e industriali.
E nella metamorfosi evolutiva di tale fenomeno che giacciono i prodromi
del professionismo sportivo: realt che, sia pure soltanto gradualmente,
lordinamento sportivo - ancor oggi improntato alla realizzazione delle finalit
olimpiche - ha definitivamente accettato.
Lavvento del professionismo sportivo segna il definitivo passaggio dello
sport, e del calcio in particolare, da fenomeno sostanzialmente eltario a
fenomeno culturale caratteristico della societ borghese avanzata. Proprio
lintroduzione della distinzione fra dilettantismo e professionismo segna il
passaggio dalla fase eroica, caratterizzata dalla passione, dal sacrificio o dalla
vittoria, quale ricompensa morale del competere, alla fase economica in cui
il gareggiare e il contendere diventano oggetto di contrattazione, si adeguano
cio alla legge della domanda e dellofferta, in funzione di una valutazione
quantitativa della gamma di valori atletici. E da questo momento in poi che lo
sport diventa industria: i giocatori professionisti diventano i fattori della
produzione, la societ di appartenenza diventa il datore di lavoro, levento
agonistico diventa il bene offerto sul mercato, gli spettatori diventano i
consumatori che si allineano lungo una normale curva di domanda a seconda
del prezzo che sono disposti a pagare per assistere allo spettacolo.
Anche limpresa sportiva pu essere funzionalmente definita come un
sistema destinato alla produzione di beni e servizi per la collettivit, in cui le
risorse disponibili devono essere combinate in modo efficiente per il
raggiungimento degli obbiettivi prefissati10.
Ma se, sotto un profilo teorico, lattivit economica svolta dai clubs sportivi
operanti nel settore dello sport professionistico pu essere definita quale attivit
10

P.L. MARZOLA, Sport professionistici di squadra e teoria dimpresa. Note economiche 5/6,
1984.
fessional team Sports

dimpresa, da sempre limpresa sportiva, con particolare riferimento alle societ


del settore calcio, si storicamente contraddistinta per lassenza di
managerialit nella conduzione.
Limpresa sportiva sembrata essere impresa inidonea strutturalmente alla
finalit lucrativa e finanche ad una conduzione a carattere economico: dunque,
sostanzialmente una non impresa. Lincapacit dellimpresa sportiva di essere
attivit idonea a produrre profitti per colui che organizza i fattori di produzione
ha fatto nascere lesigenza, per gli studiosi che si occupano della fattispecie in
esame, di individuare quali siano le cause determinative di una simile
deficienza.
Da un lato si affermato che il criterio tradizionale di misura dellefficienza
di una qualsiasi attivit dimpresa, il profitto, non certamente sufficiente a
esaurire la gamma delle motivazioni che caratterizzano limpresa sportiva11.
Da un punto di vista sociologico si cercata una motivazione affermando che
limpresa sportiva professionistica si differenzia dallimpresa commerciale in
quanto gli azionisti investono denaro nellimpresa calcistica non solo perch
sperano in un reddito monetario, ma soprattutto per una serie di motivi psicologici, ambizioni di potere, desiderio di prestigio - che trovano espressione
nel pi ampio concetto di reddito indiretto12. Il reddito psichico pu essere,
talvolta, di entit tale da compensare una perdita di profitti13.
La situazione contraddittoria in cui versa limpresa calcistica accentuata
dal fatto che il calcio professionistico un industria perennemente in crisi a
causa della cronica eccedenza delle uscite sulle entrate, ma pur sempre viva e
vitale in tutte le sue componenti istituzionali. I ricorrenti deficit di bilancio, che
hanno caratterizzato la gestione globale del calcio professionistico gi prima
dellentrata in vigore della legge 91/1981, sono comunque tuttora motivo di
ragionevole preoccupazione, tale da giustificare la ricerca e lindividuazione
delle cause14.

11
Per una pi approfondita analisi del contributo della dottrina, specie anglosassone, allo studio di
modelli economici applicabili allimpresa sportiva professionistica, si veda JONES C.H.,The
Economics of the National Hockey League Canadian Journal Economics, February 1969, n.1,
pp. 1-20; Demmert H.G. An economic analysis af the Pro Industry in the United States
Lexington Books, Lexington, Massachaussetts, 1973, pp.29ss.; Scottisch Journal of Political
Economy, June 1971; Wiseman N.C. The Economics of the Football The Lloyds Bank
Review, January 1977.

Crf. Fox A. Industrial Sociology and Industrial Relation. Royal Commission on trade unions
and employers; Association Research Paper, n.3, 1966.

In materia crf. Simon H.A. Decision Making in Economics American economic review,
1959, pp.253-83.

Crf. P.L. Marzola Lindustria del calcio, La Nuova Italia Scientifica, Roma, 1990.

2. Le societa calcistiche: dalla riforma federale del 16 settembre 1966


alla riforma legislativa del 23 marzo 1981.
Sino al 1966 tutti i sodalizi sportivi affiliati alla Federazione Italiana Giuoco
Calcio - sia quelli facenti parte del settore dilettanti sia quelli facenti parte del
settore professionisti15 - erano stati giuridicamente inquadrati nella tipica forma
delle associazioni non riconosciute, disciplinate dagli articoli 36, 37 e 38 del
Codice Civile16.
Lamministrazione degli enti sportivi era solitamente affidata alliniziativa e
soprattutto al sostegno finanziario di coloro che contribuivano, con versamenti
personali, agli oneri sociali. Lattivit calcistica, di rilevanza finanziaria
piuttosto limitata, era imperfettamente regolamentata, cos come la gestione non
era mai stata rispondente ai fondamentali requisiti della veridicit, della
trasparenza e correttezza di svolgimento.
Al termine di ciascuna stagione sportiva si era soliti procedere alla
formazione di un rendiconto finanziario, nel quale erano schematicamente
riportate, per classi compendiose, le entrate e le uscite monetarie dellesercizio.
Pertanto nel rendiconto non figuravano generalmente n la capitalizzazione dei
costi daquisto del patrimonio giocatori, n gli ammortamenti degli oneri aventi
carattere pluriennale17.
In pratica i sodalizi sportivi erano gestiti per cassa: gli esborsi di gestione,
al netto dei proventi di cessioni giocatori e da contributi, costituivano il
cosidetto deficit, che veniva assunto dai cosidetti dirigenti al momento di
subentrare ai cedenti. In tal modo non si teneva nella debita considerazione il
patrimonio sociale e tantomeno quello costituito dai giocatori al quale non
veniva attribuito alcun valore contabile.

Allepoca limitate alle societ calcistiche partecipanti ai campionati di serie A e B.


Gli enti associativi del Libro I del Codice Civile (associazioni riconosciute e non, fondazioni) si
caratterizzano sotto il profilo causale per il perseguimento di finalit a carattere ideale: si tratta,
dunque di organismi senza scopo di lucro. Ed stata proprio lassenza della finalit lucrativa,
elemento essenziale e causa vera e propria del contratto sociale, che ha da sempre impedito di
qualificare quale societ, ex art. 2247 c.c., i sodalisti calcistici. Del resto lassenza dello scopo di
lucro rappresenta lattuazione di una esplicita disposizione contenuta nellarticolo 25 del
Regolamento del C.O.N.I., che impone ai clus sportivi di escludere, nello statuto, il
perseguimento di qualsiasi finalit lucrativa e di prevedere inoltre, in caso di scioglimento, che il
patrimonio residuato alla definizione dei rapporti sia devoluto a scopi sportivi o comunque non
egoistici.

A riguardo si veda F. Torneo, Amministrazione e bilancio delle societ calcistiche per azioni,
Pirola editore, Milano, 1986 p.7.

Le perdite di gestione, traducendosi in consistenti esborsi da parte dei


dirigenti, andavano ad accrescere ulteriormente il deficit.
La mancanza di norme precise e la prassi, spesso usata, di compensare alcuni
costi imputati ai dirigenti con taluni ricavi, dava ai valori risultanti dalla
contabilit un notevole grado di incertezza18.
Le difficolt finanziarie in cui si dibatteva il settore calcistico fin dai primi
anni sessanta indussero gli organi federali a predisporre un programma di
risanamento di ampio respiro, che tendesse a rendere pi sana e trasparente
lattivit economica e finanziaria delle societ sportive.
Il primo passo in questa direzione fu la delibera del Consiglio Federale del 16
settembre 1966, attraverso il quale si dispose lo scioglimento degli organi
direttivi delle associazioni calcistiche militanti nei campionati di serie A e B e
la nomina di un commissario straordinario cui riconoscere pieni poteri con il
precipuo compito di provvedere ad una sollecita liquidazione dei sodalizi
medesimi ed alla successiva costituzione in societ per azioni degli stessi club
sportivi19.
Liniziativa, negli intendimenti degli organi federali competenti, appariva
indirizzata a pi finalit: anzitutto ridurre le posizioni debitorie correnti,
attuando un miglior coordinamento finanziario dellattivit dimpresa; in
secondo luogo imporre il rispetto dei criteri uniformi che consentissero di
contemperare le finalit sportive con linderogabile esigenza di unordinata
gestione economica; ottenere, infine, il rispetto delle disposizioni in materia
societaria e fiscale20.

P.L. Marzola, cit. p.106.


La decisione del Consiglio Federale non manc di suscitare pi di una perplessit in ordine alla
legittimit della delibera di scioglimento; in particolare si contest lo stesso potere della
Federazione di procedere direttamente allo scioglimento degli organi federali e alla liquidazione
dei sodalizi sportivi, calpestando cos apertamente lautonomia negoziale dei medesimi. Dubbi
che sono stati poi fatti propri da una pronuncia delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione (la
sentenza n.2028 del 19.6.1968 si pu leggere in Foro it., 1968, I, col. 2790 e in Riv.dir.comm.,
1968, II, pag. 262), che ebbero ad affermare che lo scioglimento diretto di un ente privato una
sanzione del tutto eccezionale che deve trovare necessariamente nella legge la sua specifica
determinazione.
Escluso, quindi, in seguito a tale pronuncia, che la riforma dei sodalizi calcistici potesse attuarsi
attraverso un intervento autoritativo dallesterno, ladozione della forma di societ per azioni fu il
risultato di due operazioni collegate e successive: delibera di scioglimento delle associazioni da
parte delle rispettive assemblee e ricostituzione di nuove societ ad opera dei membri dei
disciolti organismi, rispettando, in tal modo, pienamente lautonomia statutaria dei sodalizi
interessati.
Sul punto cfr., amplius, Cirenei, Le associazioni sportive societ per azioni, in Riv. dir. comm.,
1970. Per una panoramica delle non poche problematiche giuridiche suscitate dal provvedimento
in attenzione cfr. Minervini, Il nuovo statuto-tipo delle societ calcistiche, in Riv. Societ, 1967,
III, pag. 678.

Cfr. F. Torneo, cit. p.7.

Daltra parte limposizione della forma giuridica delle societ per azioni si
inseriva in un pi vasto ambito di direttive poste dalle autorit governative
come condicio sine qua non per lerogazione del mutuo sportivo, nonch per la
concessione di agevolazioni tributarie. Imponendo la forma societaria, si voleva
altres rendere possibile lapplicazione di tutta una serie di disposizioni - in
particolare di quelle sulla formazione e pubblicit del bilancio21 - che avrebbero
assicurato unamministrazione pi trasparente e la possibilit di osservare
attraverso pi adeguati strumenti contabili le realt dellattivit sociale, onde
garantire un controllo pi incisivo da parte delle autorit sportive competenti22.
Nonostante larricchimento e la moltiplicazione delle fonti di introito lestensione dellattivit e delle competizioni internazionali, i diritti di ripresa
radiotelevisiva, le sponsorizzazioni - le societ calcistiche si trovano, agli inizi
degli anni ottanta, in una situazione di squilibrio gestionale definito
catastrofico nel rapporto finale di una ricerca sul risanamento economicofinanziario delle societ calcistiche, commissionata allinizio del 1981 dalla
F.I.G.C. ad un gruppo di esperti.
Per mascherare un disavanzo complessivo che pass dai 18 miliardi del 1972
agli 86 miliardi del 1980, le societ di serie A e B fecero ricorso a vari
espedienti contabili. Ai costi amministrativi e generali, agli oneri finanziari e
agli ammortamenti fecero fronte con contributi, provvidenze e proventi vari
nella misura del 36% (in sostanza somme conferite da presidenti, dirigenti ed
enti locali) ma, soprattutto, con le plusvalenze nette da cessione del patrimonio
calciatori23.
Un esempio valga a rendere lidea: per avere lattaccante X, la societ A cede
alla societ B il mediano Y e il difensore Z, senza alcun esborso di denaro. In
tal caso facile per le due societ A e B raggiungere unintesa, attribuendo alla
transazione un valore maggiorato rispetto al reale (es: quattro miliardi invece
che due) e conseguentemente ciascun contraente provvede a registrare in
contabilit le rispettive plusvalenze risultanti24. Si reso cos possibile,
realizzando contabilmente consistenti plusvalenze totalmente fittizie,
scongiurare, sotto il profilo giuridico-patrimoniale, la disintegrazione del
capitale, favorendone tuttavia il graduale annacquamento sotto il profilo
economico25.

Da non trascurare ancheil rilievo che, attraverso limposizione della struttura societaria, si
consente anche lapplicazione della disciplina in tema di responsabilit degli amministratori (artt.
2392-2395 c.c.).

Cfr. Cirenei, op.cit., p.474.

Cfr. P.L. Marzola, op.cit. p. 107.

Cfr. F.Torneo, op.cit. p. 34.

Si veda in proposito anche linchiesta Per rattoppare il pallone, Il Mondo, 1981, oltre che A.
Grimaldi e C. Rapporto sulle attivit economiche delle societ di calcio, Policonsult editore,
dove si sottolinea come il fenomeno presenti effetti collaterali, dato che cos operando le societ

Nel biennio 1979-1980 un esperto di calcio26 analizz minuziosamente la


contabilit ufficiale delle squadre di A e B ricavandone che 115 miliardi e 220
milioni di plusvalenze sono stati completamente assorbite da 115 miliardi di
perdite capitalizzate; ci ad ulteriore conferma del fatto che lindustria del
calcio aveva mascherato le ricorrenti perdite di gestione alterando annualmente
il valore dei giocatori iscritti a bilancio.
La situazione economica e finanziaria nella quale si vennero a trovare le
societ calcistiche a cavallo degli anni 70-80 evidenzi i limiti della riforma
imposta dalla federazione: le difficolt di una gestione economica dellimpresa
sportiva non potevano risolversi tout court con provvedimenti di natura formale
- quale limposizione della struttura societaria - che, sebbene si impongano
come prodromici alla risoluzione del problema, non costituiscono da soli una
soluzione soddisfacente. Si allora colta loccasione per operare una pi
marcata riforma delle societ sportive attraverso la promulgazione della legge
23 marzo 1981, n.91, recante norme in materia dei rapporti tra societ e
sportivi professionisti. Il provvedimento legislativo in realt nacque sospinto
da due esigenze politiche fondamentali: in primis dalla necessit di inquadrare
giuridicamente il rapporto di lavoro sportivo nellambito del rapporto di lavoro
subordinato27, ricavandone una nicchia di specialit28 al fine di soddisfare gli
interessi dellordinamento settoriale sportivo; in secondo luogo dallesigenza di
definire i rapporti tra societ e sportivi professionisti al di fuori del legame
costituito dal cd. vincolo sportivo, la cui legittimit, anche costituzionale,
stata ampiamente discussa29. Si colse cos loccasione per realizzare, stavolta a
livello legislativo, una riforma delle societ sportive30 che si ponesse sulla scia
della riforma federale del 1966, perfezionandone i contenuti e garantendo un
assetto normativo che deroga al sistema del codice civile laddove gli interessi
ed le esigenze dellordinamento sportivo lo impongono.
calcistiche hanno gonfiato il valore di carico dei giocatori scambiati con il problema di dover
caricare adeguate quote di ammortamento negli esercizi futuri; cfr. M. Masucci Le societ
calcistiche, Bari, 1983, p.54.

Cfr.Marzola, op.cit., p.109.


Sul punto si cfr., inoltre, linteressante opera di Torneo, Amministrazione e bilancio delle societ
calcistiche per azioni, Pirola editore, 1986.

Il primo comma dellart. 3 della legge n. 91/1981 recita infatti che la prestazione a titolo
oneroso dellatleta, costituisce oggetto di contratto di lavoro subordinato, regolato dalle norme
contenute nella presente legge.

La disciplina del rapporto di lavoro subordinato sportivo infatti regolata minuziosamente


dallart. 4 dela provvedimento legislativo in esame.

Sul punto cfr., amplius, Frattarolo, Lo sport nella giurisprudenza, Padova, 1979, pag. 367 e
segg..

Alle societ sportive professionistiche sono infatti dedicati gli articoli che vanno dal 10 al 13 del
Capo II.

Le societ sportive professionistiche, alla luce della legge di riforma, si


mostrarono caratterizzate anzitutto dallassenza della finalit lucrativa.
Il secondo comma dellart. 10 della legge n. 91/1981 prescriveva infatti che
latto costitutivo deve prevedere che gli utili siano interamente reinvestiti
nelle societ per il perseguimento esclusivo dellattivit sportiva31. La norma
andava poi letta in relazione al secondo comma dellart. 13 nella parte in cui,
regolando la procedura di liquidazione, disponeva il divieto di distribuire a
ciascun socio parte dellattivo eccedente il valore nominale delle azioni o quote
possedute, mentre il residuo attivo veniva assegnato al C.O.N.I., obbligato a
reinvestirlo, conformemente alla propria natura di ente pubblico non
economico, nel perseguimento delle finalit sportive32.
La previsione legislativa ha avuto lindubbio merito di risolvere le perplessit
che le previsioni contenute nello Statuto-tipo, emanato a seguito della riforma
federale, avevano suscitato tra gli interpreti sulla compatibilit dellassenza
della finalit lucrativa con la struttura societaria. La legge n. 91/1981 ha
chiaramente configurato la societ sportiva come societ di capitali, sia pure di
diritto speciale, fugando cos possibili dubbi che hanno portato alcuni a ritenere
che, dietro la formula legislativa, si mascherasse piuttosto una vera e propria
associazione33.
Furono poi specificati i poteri di controllo che la Federazione, cui affiliata
la societ sportiva professionistica, poteva esercitare per sovraintendere alla
gestione delle societ stesse negli atti di disposizione che, pi di altri, potessero
risultare rischiosi per la stabilit del patrimonio sociale. Stabiliva infatti lart.
12, al primo comma, che le societ sportive (...) sono sottoposte
allapprovazione ed ai controlli sulla gestione da parte delle Federazioni
Sportive Nazionali di cui sono affiliate, per delega del C.O.N.I. e secondo
modalit approvate dal C.O.N.I.; il secondo comma disponeva inoltre che
tutte le deliberazioni delle societ concernenti esposizioni finanziarie, acquisti
o vendita di beni immobili, o, comunque, tutti gli atti di straordinaria

Larticolo 22, secondo comma dello statuto-tipo, approvato dallassemblea dei Commissari
straordinari in data 16 dicembre 1966 ed imposto a tutte le societ interessate dalla riforma
federale, disponeva che lassemblea determiner la destinazione specifica degli eventuali utili di
bilancio nel quadro delle finalit di carattere sportivo perseguite dalla societ per la realizzazione
dellintento dei soci, i quali si propongono essenzialmente lo scopo di attuare, potenziandoli, tali
obiettivi sociali.

La disposizione trova il suo omologo nellart. 23, secondo comma dello statuto-tipo, che
disponeva che gli eventuali avanzi di gestione che residuassero allesito della liquidazione dopo
il rimborso ai soci del capitale dovranno essere devoluti a favore del fondo di assistenza del
C.O.N.I.-F.I.G.C..

Tale lopinione di Millozza, Le societ sportive: un problema sempre aperto, in Le societ,


1985, pag. 391 e segg..

amministrazione, sono soggetti ad approvazione da parte delle Federazioni


Sportive Nazionali cui sono affiliate34.
Nelle intenzioni del legislatore la puntuale applicazione delle disposizioni in
esame doveva porsi come valido argine allinsorgere di possibili profili
patologici nelle situazioni patrimoniali dei sodalizi sportivi. Daltronde anche la
legittimazione riconosciuta, dallart. 13 della legge n.91/1981, alle Federazioni
sportive nazionali di chiedere allautorit giudiziaria la messa in liquidazione
della societ loro affiliate per gravi irregolarit di gestione, si inseriva quale
strumento sanzionatorio in grado di rafforzare il controllo federale sulla
gestione delle realt sportive professionistiche.
Le esigenze che giacciono dietro la riforma della legge n.91/1981 sono
pressocch le medesime che avevano portato la F.I.G.C. nel 1966 ad imporre la
forma delle societ di capitali: adeguare la struttura dei sodalizi sportivi
allattivit dimpresa svolta. Ma non v dubbio che sotto il profilo economico
ci che caratterizza lesercizio dellattivit dimpresa - oltre alla destinazione
dei beni o servizi prodotti al mercato generale - la finalit lucrativa di chi
organizza i fattori di produzione. Alle societ sportive invece riconosciuta
esclusivamente una capacit lucrativa oggettiva35, vale a dire lobiettiva
destinazione dellattivit sociale al perseguimento del profitto, non
riconoscendosi invece la finalit lucrativa soggettiva allimprenditore sportivo.
Ed proprio questa scissione tra profitto dellimpresa - riconosciuto - e profitto
dellimprenditore - non riconosciuto - che stata additata, successivamente
allentrata in vigore della legge n.91/1981, come il fattore principale
dellincapacit dellimpresa sportiva di produrre stabilmente risultati positivi.
Lassenza della finalit lucrativa ha, secondo unopinione diffusa, reagito
negativamente sulla stessa managerialit di gestione delle societ sportive:
come stato affermato in dottrina nel perseguimento di finalit
extraeconomiche che si annida il pericolo di una degenerazione dello strumento
societario, dato che la finalit ideale tende a reagire negativamente
sulleconomicit della gestione, che costituisce il presupposto fondamentale di
34

Non si pu non notare come i controlli previsti dalla legge n.91/1981 abbiano natura diversa e
carattere pi penetrante rispetto a quelli previsti nello statuto-tipo allart. 19, quarto comma, il
quale disponeva che: le deliberazioni del consiglio di amministrazione o dellamministratore
unico relative: a)ad assunzioni di mutui, rilascio di fideiussioni, creazioni di scoperti di conto
corrente, nonch ad ogni altra operazione finanziaria che abbia leffetto di creare un debito a
carico della societ sia verso i terzi sia verso i propri soci; b)al rilascio di garanzie sui beni sociali
e allemissione di cambiali, acquisteranno efficacia solo se e quando interverr lapprovazione
degli organi
35
Non pu non sottolinearsi, sotto questo profilo, linnovazione prodotta dal disposto del secondo
comma dellart. 10 della legge n.91/1981 - che riconosce e legittima la presenza di utili nei bilanci
delle societ sportive - rispetto al secondo comma dellart. 22 dello Statuto- tipo che faceva
riferimento esclusivamente ad eventuali utili di bilancio, dove laggettivo appare sintomatico di
una tendenza che sottovalua la capacit lucrativa della stessa impresa sportiva.

10

un corretto funzionamento dei meccanismi di tutela del credito, tipici delle


societ di capitali36. Estata dunque opinione piuttosto comune37 che con la
legge n. 91/1981 sia sia persa loccasione di far emergere le intenzioni lucrative
di chi dota le societ sportive del necessario capitale di rischio. Si sottolineato
infatti che se c un ordinamento nel quale i moventi economici imperano
sovrani, questo proprio lordinamento dello sport professionistico ed, in
particolare, del calcio: a fine di lucro viene prestata lopera degli atleti, lauti
guadagni realizza il C.O.N.I. con i miliardi settimanalmente incassati attraverso
il totocalcio, notevoli investimenti in pubblicit effettuano le industrie
attraverso le cd. sponsorizzazioni, per non parlare poi dei fini di lucro in
quegli ... ordinamenti paralleli costituiti dagli scommettitori clandestini. In
questo contesto appare davvero farisaico il tentativo di avallare unimmagine
del finanziatore dellattivit, cio dellazionista delle societ sportive, assai
simile a quella di un mecenate, interessato solo ai successi della propria squadra
e del tutto alieno da (biechi!) interessi economici38.
Anche gli studiosi che hanno affrontato la scomoda ricerca delle cause della
crisi dellimpresa sportiva sotto il profilo aziendalistico concordano
nellindividuare nellimpossibilit di remunerare il capitale investito come la
causa principale degli effetti negativi della gestione aziendale: la previsione,
anche se limitata, di una remunerazione del capitale investito attiverebbe
naturalmente un meccanismo di autocontrollo con effetti benefici sullattivit
esercitata39.
Si pu osservare poi che la legge, vietando ai soci la ripartizione degli utili,
di fatto, induceva tutti coloro che investono nello sport professionistico a
ricercare forme diverse, indirette, pi o meno limpide, per non perdere ci che
si ritiene correntemente essere la giusta remunerazione del capitale di rischio: il
tutto con effetti certamente non benefici anche per limmagine sociale dello
sport professionistico.
Atteso che opinione radicata - sia in coloro che studiano il fenomeno sotto
il profilo giuridico, sia in coloro che studiano il fenomeno sotto il profilo
aziendale - che lassenza della managerialit di gestione causata dallassenza
della finalit lucrativa, resta da chiedersi quali motivazioni inducono colui che

36

Cfr. VOLPE PUTZOLU, Una legge per lo sport?, in Foro it., 1981, V, col. 311. Critico, sotto
questo profilo, della scelta legislativa anche MILLOZZA, Le societ sportive, in Le societ, 1984,
pag. 138.
37
In questo senso cfr. anche: C. MACR, Problemi della nuova disciplina dello sport
professionistico, in Riv. dir. civ., 1981, II, pag. 496 e segg.; VIDIRI, Societ sportive: natura e
disciplina, in Giur.it., 1987, V, col. 51.
38
Cfr. MARAS, Societ sportive e societ di diritto speciale, in Riv.societ, 1982, pag. 507.
39
Cfr. G. CATTURI, La contabilizzazione dellindennit di preparazione e promozione di calcio,
in Riv. cit. p. 423.

11

possiede capitale ad investire lo stesso nello sport professionistico40. Si infatti


osservato41 come rimanga per gli azionisti delle societ calcistiche una sola via
per consentire guadagni economici diretti: quella della plusvalenza realizzabile
attraverso la cessione della partecipazione. Ci tuttavia non sufficiente a
spiegare le cause del fenomeno in esame, poich se non si giustifica linteresse
dellimprenditore ad investire nella societ sportiva, non si pu comprendere
come la partecipazione sia idonea, in base alle leggi di mercato, a realizzare la
suddetta plusvalenza.
Si gi affermato come sotto il profilo sociologico linvestimento in
unimpresa a perdere possa essere giustificato da esigenze di carattere
extraeconomico: sotto il profilo sociale lobiettivo principale di una societ
calcistica non sta nellequilibrio dinamico di bilancio ma nel successo e nel
prestigio sportivo.
Ma proprio il successo ed il prestigio sportivo si sono storicamente dimostrati
il motore che ha spinto limpresa - la piccola come la grande impresa - ad
investire nello sport profesionistico e nel calcio professionistico in particolare:
ma il perseguimento dei risultati sportivi non si pone come lobiettivo finale
dellattivit, ma semplicemente come lobiettivo strumentale per il
conseguimento di profitti in via mediata e indiretta, proprio perch la gestione
dellimpresa sportiva, sia a livello nazionale che a livello locale, si sempre
dimostrata uno straordinario veicolo pubblicitario per limprenditore e la sua
impresa. In un sistema di organizzazione aziendale meno evoluto - che
possibile riscontrare ancora nelle realt calcistiche piccole e medie - le societ
sportive si sono sempre distinte, allinterno della compagine sociale, per la
presenza di un cd. socio tiranno che caratterizza la gestione sociale in maniera
volutamente personale, di modo che limpresa sportiva si ponga come veicolo
pubblicitario anzitutto per limprenditore e solo in via mediata per limpresa.
Nelle realt calcistiche pi grandi, gestite nellottica di un disegno aziendale di
pi ampio respiro, limpresa sportiva inserita a pieno titolo nella gestione del
gruppo di societ, e non di rado la partecipazione sociale che consente di
conquistare il controllo degli organi sociali non appartiene allimprenditore
persona fisica ma alla societ capogruppo o alla societ finanziaria che
allinterno del gruppo svolge il ruolo di motore economico delle strategie
aziendali: in queste realt limpresa sportiva si pone direttamente quale veicolo
pubblicitario della stessa impresa commerciale.

40
Si anzi sottolineato da parte di Fois, in Nuove leggi civili commentate, 1982, pag. 619, che
non solo non si pu affermare la redditivit del capitale investito nellimpresa sportiva ma si
deve addirittura parlare di perdita continua, in quanto il capitale versato , per i soci, fin
dallorigine improduttivo di interessi.
41
Cfr. MARAS, op. cit., pag. 501.

12

3. Dalla riforma della legge n. 91/1981 alla riforma operata con la legge
n. 586 del 18 novembre 1996.
La situazione di grave crisi economica che ha avvolto lo sport
professionistico in Italia a cavallo tra gli anni 80 e 90 aveva creato un
pressante movimento di opinione, a livello federale come a livello politico, che
aveva evidenziato lesigenza, non pi procrastinabile, di una riforma
dellassetto giuridico delle societ sportive professionistiche.
Gi nellautunno del 1994 la F.I.G.C. aveva costituito una commissione di
studi, presieduta dal Prof. Andrea Manzella, che, con il contributo della
segreteria federale, delle Leghe nazionali dilettanti e professionisti,
dellAssociazione Italiana Calciatori, aveva il compito di varare un progetto di
riforma da presentare in parlamento incentrato proprio sul riconoscimento della
finalit lucrativa soggettiva nelle societ sportive. Bench la situazione
economica e finanziaria dello sport professionistico fosse gi particolarmente
infelice, per un concreto varo legislativo della riforma erano nondimeno attesi
gli inevitabili tempi lunghi delle procedure parlamentari.
Una spinta inattesa ed improvvisa al processo di riforma si avuta attraverso
la pronuncia della Corte di Giustizia delle Comunit Europee42 avvenuta in data
15 dicembre 1995 (cd. sentenza Bosman). Attraverso questa ormai famosa
decisione, la Corte di Giustizia Europea ha sancito, alla luce dellart. 4843 del
Trattato di Roma, un duplice principio: sono contrarie al principio di libera
circolazione dei lavoratori nellambito comunitario le norme emanate da
federazioni sportive in forza delle quali un calciatore professionista, cittadino di
uno Stato membro, alla scadenza del contratto che lo vincola ad una societ pu
essere ingaggiato da societ di un altro Stato membro solo se questa ha versato
alla societ di provenienza unindennit di trasferimento, formazione e
promozione; la Corte ha altres stabilito la contrariet al suddetto principio
delle norme emanate dalle federazioni sportive in forza delle quali, nelle
partite che organizzano, le societ calcistiche possono schierare solo un numero
limitato di calciatori professionisti cittadini di altri Stati membri.
Approfondire il dibattito relativo alle conseguenze della sentenza Bosman
sarebbe operazione che trascenderebbe le finalit del presente lavoro. Ai nostri
fini appare tuttavia opportuno sottolineare come la pronuncia in attenzione
abbia abolito la necessit del versamento dellindennit di preparazione e
promozione soltanto per il trasferimento degli sportivi professionisti
(comunitari) nellambito della circolazione comunitaria, non incidendo in alcun
42
La sentenza, rubricata sotto la sigla C415/93, si pu leggere in Foro it., 1996, IV, 1, col.1 e
segg..
43
Che garantisce la libera circolazione dei lavoratori allinterno degli stati membri, nonch
labolizione di qualsiasi discriminazione, fondata sulla nazionalit, tra i lavoratori degli Stati
membri, per quanto riguarda limpiego, la retribuzione e le altre condizioni di lavoro.

13

modo sulla circolazione allinterno dei singoli Stati membri. E evidente,


dunque, come per effetto della sentenza si siano automaticamente creati i
presupposti per unalterazione nel mercato dei calciatori professionisti, proprio
perch sarebbe risultato molto pi vantaggioso per le societ assicurarsi le
prestazioni degli atleti sul mercato comunitario (dove il pagamento
dellindennit non pi dovuto) piuttosto che non sul mercato nazionale (dove
lindennit di preparazione e promozione deve essere ancora versata alla societ
in quanto la pronuncia interessa solo la circolazione nellambito comunitario).
Si reso, di conseguenza, necessario ed improrogabile unintervento legislativo
volto a modificare la legge n.91/1981 nella parte (art. 6) in cui disciplina
proprio lindennit di preparazione e promozione. Ci opportunamente
avvenuto con il D.L. 17 maggio 1996 n.27244, recante disposizioni urgenti per
le societ sportive, che ha proceduto alla riforma della legge n.91/1981
soltanto sotto un duplice profilo: da un lato abrogando lindennit di
preparazione e promozione ed introducendo la possibilit per le federazioni
sportive di prevedere un premio di addestramento e formazione tecnica da
versarsi in favore della societ od associazione sportiva presso la quale
latleta ha svolto la sua ultima attivit dilettantistica o giovanile45; da un altro
lato disciplinando la fattispecie sotto il profilo fiscale46

44

Pubblicato su G.U. n. 115 del 18 maggio 1996.


Stabiliva inoltre il terzo comma dellart. 6, come novellato dal D.L. n. 272/1996, che il premio
di addestramento e formazione tecnica dovr essere reinvestito, anche dalle societ od
associazioni che svolgono attivit dilettantistica o giovanile, nel perseguimento dei fini sportivi.
A ben vedere lutilizzo dellavverbio anche indica che il vincolo di destinazione che grava sulle
somme versate a titolo di premio di addestramento vige sia per i sodalizi sportivi costituiti in
forma di societ sportive professionistiche che per quelli costituiti in forma di associazioni. Ma
gi nel D.L. n. 383 del 22 luglio 1996 (sul quale cfr. infra), invece lavverbio sparisce dalla
formulazione legislativa: tale omissione deve essere intesa come volontaria o casuale? Se fosse da
considerarare volontaria se ne dovrebbe dedurre che lobbligo di reinvestire tale premio nel
perseguimento di risultati sportivi gravi esclusivamente sulle associazioni dilettantistiche. Se fosse
invece da ritenersi una dimenticanza operata in sede di reiterazione, del pari le societ sportive
professionistiche che svolgono attivit anche a livello di settore giovanile sarebbero obbligate a
rispettare il vincolo di destinazione. Da sottolineare che nella legge di conversione (la n. 586 del
18 novembre 1996) del decreto legge n.485 del 20 settembre 1996 ogni eventuale disparit di
trattamento incisivamente riequilibrata dallaggiunta, operata in sede di conversione, di una
disposizione (allinterno dellart. 10 della legge n.91/1981) che prevede che latto costitutivo
deve prevedere che una quota parte degli utili, non inferiore al 10 per cento, sia destinata a
scuole giovanili di addestramento e formazione tecnico-sportiva.
46
Il quarto comma dellart. 15 della legge n. 91/1981, disciplinante il trattamento tributario
dellindennit di preparazione e promozione, recitava che le somme versate a titolo di indennit
di preparazione e promozione, ai senso dellarticolo 6, sono equiparate alle operazioni esenti da
imposta sul valore aggiunto ai sensi dellarticolo 10 del decreto del Presidente della Repubblica
26 ottobre 1972, n.633.
45

14

Il D.L. n. 272 del 17 maggio 1996 non conosce la sua conversione in legge.
Data tuttavia la delicatezza dellassetto di interessi su cui la normativa incide se
ne rende necessaria la reiterazione attraverso un nuovo decreto legge (il n.383
del 22 luglio 1996), con il quale si riproduce quasi perfettamente47 il contenuto
normativo del precedente atto. Anche il D.L. n.383 non fu convertito in legge
dalle Camere: allo scadere dei sessanta giorni previsti dallart. 77 Cost. si resa
necessaria un ulteriore reiterazione del medesimo tenore, che avviene a mezzo
del D.L. n. 485 del 20 settembre 1996. A differenza di quanto per avvenne con
il D.L. n. 383 del 22 luglio 1996 - che si limit a recepire pressocch
integralmente le disposizioni del precedente D.L. n. 272/1996 - il nuovo decreto
legge incide non soltanto sulla disciplina degli articoli 6, 15 e 16 della legge
n.91/1981, ma anche sulla normativa che specificamente disciplina lassetto
giuridico delle societ sportive.
Recependo le istanze che si erano manifestate non soltanto tra gli studiosi del
fenomeno e che ormai si erano fatte pressanti anche a livello federale, con il
D.L. n. 485/1996 il legislatore ha abrogato il secondo comma dellart. 10, che,
come evidenziato supra, obbligava le societ al reinvestimento degli utili
realizzati per il perseguimento esclusivo dellattivit sportiva.
Ma lintervento riformatore operato in sede di decretazione durgenza non si
arrestato qui.
E stato imposto a tutte le societ sportive professionistiche, in deroga a
quanto stabilito dallart. 2488 c.c., che obbligatoria la nomina del collegio
sindacale per le societ sportive costituite in forma di societ a responsabilit
limitata in ogni caso48, anche quando il capitale sociale inferiore ai 200
milioni di lire.
Inoltre, per favorire lo svilupparsi di unazionariato popolare sulla scia di
analoghe esperienze straniere49, alla fine dellarticolo 10 viene aggiunto un
nuovo comma attraverso il quale si dispone che in deroga alla normativa
vigente50, non costituisce sollecitazione del pubblico risparmio il
collocamento di azioni e di altri valori mobiliari effettuato dalle societ
sportive professionistiche tra persone fisiche o giuridiche per importi unitari
non superiori a dieci milioni di lire.
Ma loperazione di riforma investe anche i profili funzionali e patologici
delle societ sportive. Viene infatti riformato lart. 1251 della legge n.91/1981
47

Cfr. la nota 44.


Per le societ per azioni la nomina del collegio sindacale resa obbligatoria in ogni caso gi dal
codice civile (cfr. artt. 2397 e segg.).
49
Come quella del F.C. Barcellona, militante nel campionato spagnolo di calcio.
50
Disciplinata dagli artt.18 e segg. del D.L. n.95 dell8 aprile 1974, convertito, con modificazioni,
dalla legge 7 giugno 1974 n.216 e successive modifiche ed integrazioni.
51
Che, nella nuova formulazione introdotta dal D.L. n.485/1996, rubricato sotto il nuovo titolo
Garanzia per il regolare svolgimento dei campionati sportivi, cos recita: Al solo scopo di
48

15

che, come si visto, disciplinava i controlli federali sulla gestione e sugli atti di
gestione delle fattispecie in esame e le cui disposizioni, sotto il profilo
giuridico, avevano creato non pochi travagli interpretativi agli studiosi della
materia: sotto il profilo della conciliabilit tra controlli federali e controllo
giudiziale ex art. 2409 c.c.52 e sotto il profilo della validit, nellordinamento
statale, degli atti delle societ sportive compiuti in assenza dellapprovazione
federale stabilita dallabrogata formulazione dellart. 1253. La nuova
formulazione legislativa della disposizione recepisce la tesi, auspicata dalla
dottrina prevalente, che limita allambito sportivo lincidenza degli atti di
controllo compiuti dalla federazione.
Nella nuova formulazione dellart. 1354, da un lato si elimina la possibilit
per la Federazione di chiedere allautorit giudiziaria la messa in liquidazione
della societ sportiva, dallaltro si recepisce lorientamento ormai dominante in
garantire il regolare svolgimento dei campionati sportivi, le societ di cui allarticolo 10 sono
sottoposte a controlli sulla gestione amministrativa, al fine di verificarne lequilibrio finanziario,
da parte delle federazioni sportive nazionali, per delega del C.O.N.I., secondo modalit e principi
da questa approvati. E da sottolineare inoltre che in sede di conversione il testo dellart. 12
stato riscritto, senza tuttavia modificarne il contenuto, tranne nella parte in cui prevede la
rilevanza non soltanto dei controlli (non pi riferiti esclusivamente alla gestione
amministrativa) stabiliti dalle Federazioni sportive, ma anche dei conseguenti provvedimenti
da queste stabiliti. Il testo definitivo dellart. 12 infatti il seguente: Al solo scopo di garantire
il regolare svolgimento dei campionati sportivi, le societ di cui allarticolo 10 sono sottoposte,
al fine di verificarne lequilibrio finanziario, ai controlli ed ai conseguenti provvedimenti stabiliti
dalle federazioni sportive, per delega del CONI, secondo modalit e principi da questo
approvati.
52
Per la tesi dellincompatibilit si sono schierati VITTORIA, Le societ sportive tra controlli
federali e controlli giudiziari, in Contratto e impresa, 1985, passim, e DABORMIDA, Il controllo
giudiziario negli enti di diritto speciale o soggetti a controllo di tipo pubblico: in particolare
dellapplicabilit dellart. 2409 c.c. alle societ sportive, in Giur.comm., 1988, II, pag. 480. Per la
tesi della conciliabilit si tuttavia schierata la dottrina ampiamente prevalente (per tutti: cfr.
FOIS, op.cit., pag. 646 e seg., VIDIRI, op. cit., col. 61 e segg.) oltre che la giurisprudenza di merito
(cfr., tra gli altri: Trib. Napoli, 20.5.1986. in Foro it., 1987, I, col. 1604 e segg.; Trib. Taranto,
4.12.1984, in Foro it., 1985, I, col. 3187).
53
Per la tesi dellinefficacia si espressa la sola VITTORIA, op. cit., pag. 819 e segg. La dottrina
ampiamente prevalente (cfr. per tutti VOLPE PUTZOLU, Le societ sportive, in Le societ di diritto
speciale, dal Trattato sulle societ per azioni a cura di Colombo e Portale, 1992, pag. 334 e
segg.) ha invece affermato la rilevanza dei controlli ex art. 12 esclusivamente nellambito
dellordinamento sportivo.
54
Che, nella nuova formulazione rubricato Potere di denuncia al tribunale, cos recita: Le
federazioni sportive nazionali possono procedere, nei confronti delle societ di cui allarticolo
10, alla denuncia di cui allarticolo 2409 del codice civile. E da sottolineare inoltre come
labrogazione della vecchia disciplina dellart. 13 modifichi anche il trattamento riservato ad
eventuali voci di attivo che residuassero al momento della liquidazione della societ: mentre sotto
la disciplina abrogata non poteva essere rimborsato ai soci che non il valore nominale delle azioni
o quote possedute (ed ogni eventuale residuo attivo veniva versato al C.O.N.I.), nella nuova
disciplina sparisce qualsiasi tipo di limitazione, coerentemente, del resto, con laffermazione della
finalit lucrativa soggettiva operata attraverso la soppressione del secondo comma dellart. 10.

16

tema di controlli stabilendo direttamente in capo alla Federazione sportiva


nazionale il potere di compiere la denuncia di cui allart. 2409 c.c.55.
Il decreto legge n. 485 del 20 settembre 1996 conosce, a differenza dei suoi
predecessori, la conversione in un provvedimento definitivo attraverso la legge
n. 586 del 18 novembre 1996 che, a sua volta, modifica la disciplina adottata in
sede di decretazione durgenza in misura non poco rilevante.
Si anzitutto aggiunta unulteriore specificazione relativa al trattamento
tributario da riservare al premio di addestramento e formazione tecnica: dopo
che il legislatore aveva specificato in sede di decretazione che loperazione in
questione doveva ritenersi esente dallapplicazione dellimposta sul valore
aggiunto ai sensi dellart. 10 del D.P.R. n. 633/197256, e ci assimilandola, in
relazione alla soggezione allimposizione indiretta, allindennit di
preparazione e promozione, ha poi altres previsto che il premio in oggetto non
concorresse alla determinazione del reddito, ai fini IRPEG ed ILOR, delle
societ sportive professionistiche o delle associazioni sportive dilettantistiche
presso le quali latleta ha svolto la sua ultima attivit dilettantistica o giovanile.
In sede di cenversione il legislatore ha poi dato un nuovo contenuto
normativo al secondo comma dellart. 1057, stabilendo che latto costitutivo
deve prevedere che la societ possa svolgere esclusivamente attivit sportive ed
attivit ad esse connesse e strumentali.
Linserimento nel testo definitivo di un dato normativo di tale tenore si
rilevato indubbiamente una scelta appropriata. Non si pu mancare di
sottolineare come, nella stesura originaria della legge n. 91/1981, le societ
sportive si caratterizzavano, data lassenza della finalit lucrativa, per la
peculiare attivit compiuta: vale a dire la gestione dellattivit sportiva svolta, a
livello professionistico, dagli atleti per esse tesserati. Come sottolineato
acutamente58 si assisteva, nelle fattispecie in esame, alla coincidenza tra
scopo-mezzo e scopo-fine, creandosi cos una fattispecie ad oggetto
sociale esclusivo; la possibilit di svolgere altro tipo di attivit al di fuori di
quella consentita dalla legge risiedeva nello svolgimento di attivit che si
ponessero in rapporto strumentale - o quanto meno fossero direttamente
connesse - rispetto allattivit sportiva.
55

Nella formulazione del codice civile i legittimati attivi alla richiesta della procedura sono i soci
che rappresentano il decimo del capitale sociale ed il pubblico ministero: in assenza di una
specifica legittimazione, prima della modifica legislativa operata attraverso il D.L. n.485/1996,
alla Federazione spettava dunque un mero potere di denuncia allufficio del P.M. dei fatti che
legittimano laccensione della procedura.
56
Cfr. art. 2 del D.L. n. 485/1996.
57
Soppresso ad opera del D.L. n. 485/1996 (art. 4, comma primo, lett. b)), che, come pi volte
specificato, nella sua originaria stesura postulava lassenza della finalit lucrative nelle societ
sportive.
58
Cfr. VOLPE PUTZOLU, Le societ sportive, cit.,pag. 318.

17

Nel momento in cui in sede di decretazione le fattispecie in esame sono state


riportate nellambito delle societ a finalit lucrativa, indubbiamente loggetto
sociale ha smarrito il ruolo, prima centrale, che loriginario dettato della legge
n. 91/1981 gli aveva configurato: per cui la societ sportiva professionistica
avrebbe potuto svolgere 59, al pari di qualsiasi altra societ di capitali, ogni
attivit di natura economica. La precisazione operata dal legislatore in sede di
conversione ha avuto invece il merito di sottolineare, gi a livello legislativo,
che la finalit sportiva se non contraddistingue pi (almeno formalmente) le
societ sportive comunque contraddistingue ancora loggetto sociale svolto
dalle medesime societ: dunque consentita ogni attivit, anche a carattere
economico o imprenditoriale, purch si traduca in via immediata in forme di
promozione e diffusione dello sport60.
La legge n. 586/1996 ha aggiunto poi un ulteriore comma, stabilendo che
latto costitutivo deve prevedere che una quota parte degli utili, non inferiore
al 10 per cento, sia destinata a scuole giovanili di addestramento e formazione
tecnico-sportiva. Il dato normativo ha la sua importanza, anche sotto il profilo
politico. A seguito della rivoluzione operata, negli sport professionistici di
squadra, dalla sentenza Bosman, si levata lopinione generalizzata degli
addetti ai lavori secondo cui tale innovazione avrebbe colpito duramente i cd.
vivai, poich eliminando lindennit di preparazione e promozione le societ
avrebbero perso ogni interesse economico ad investire nei settori giovanili. Il
legislatore ha tenuto in debito conto tale preoccupazione, prevedendo, da un
lato, il gi citato premio di addestramento e formazione tecnica da reinvestire
nel perseguimento di fini sportivi61, dallaltro lobbligo di destinazione di una
quota parte degli utili proprio in favore dei settori giovanili. E ci, si badi bene,
sia quando la societ decide di dividere gli utili tra i soci, sia quando decide di
investire il ricavato nellattivit sportiva: in questultimo caso almeno il dieci
per cento dovr essere investito secondo la destinazione impressa dalla legge,
mentre il residuo potr essere liberamente investito nellattivit professionistica.
Le modifiche operate in sede di conversione non hanno tuttavia avuto un
contenuto esclusivamente positivo: il legislatore ha ritenuto opportuno
sopprimere la deroga, operata in sede di decretazione, alla disciplina sulla
59

Salve, ovviamente, le imposizioni che sarebbero inevitabilmente arrivate dalla Federazione


attraverso limposizione di un adeguato Statuto-tipo.
60
Cfr. VOLPE PUTZOLU, Le societ sportive, cit., pag. 319. Non a caso il nuovo Statuto-tipo
approvato dalla F.I.G.C., allart. 3, prevede che la Societ ha per oggetto esclusivo lesercizio di
attivit sportiva ed altres lesercizio di attivit ad essa accessorie, connesse e strumentali (...),
quando nel testo aggiornato dopo la riforma della legge n.91/1981 era specificato che la societ
ha per oggetto esclusivo lesercizio di attivit sportive (...).
61
Si osservi per che, come sottolineato nella nota 44, lobbligo di reinvestire la somma percepita
a titolo di premio di addestramento e formazione tecnica grava esclusivamente sulle associazioni
sportive dilettantistiche.

18

sollecitazione del pubblico risparmio per il collocamento di azioni e altri valori


mobiliari operati dalle societ sportive professionistiche per importi unitari
inferiori a dieci milioni di lire.
Linnovazione non pu che essere accolta con un plauso. Indubbiamente la
normativa contenuta nella legge n. 216/1974 mira a tutelare linteresse della
parte contraente pi debole, vale a dire il risparmiatore: per giustificarne
politicamente la deroga, si dovrebbe affermare che linteresse del risparmiatore
ad essere informato sui dettagli giuridici ed economici delloperazione, a
ricevere il prospetto informativo, viene meno quando il soggetto che propone
linvestimento una societ sportiva professionistica. Ma, a parere di chi scrive,
proprio questaffermazione che non condivisibile. Anzi il rilievo che
lattivit imprenditoriale svolta dai sodalizi sportivi professionistici ha da
sempre manifestato difficolt nel conseguimento di risultati economicamente
apprezzabili dovrebbe risultare un argomento di centrale importanza nel ritenere
il destinatario della sollecitazione al pubblico risparmio operata dalle societ
sportive come un soggetto contraente particolarmente debole e pi di tutti
esposto alla possibile perdita del capitale investito.

CAPITOLO II
IL SIGNIFICATO DEL CAPITALE E DEL REDDITO
NELLE SOCIETA CALCISTICHE
19

1.I criteri della gestione economico-finanziaria


Come si visto la gestione delle societ calcistiche, a seguito degli
intervenuti mutamenti ambientali, andata modificandosi nel tempo. Il
perseguimento del risultato sportivo unitamente alla finalit di contribuire,
attraverso la pratica dello sport, al miglioramento fisico e morale degli atleti
costituiva lobbiettivo principale cui tendevano le associazioni sportive.
Col tempo la gestione ha assunto caratteri tipicamente imprenditoriali,
cosicch laspetto economico ha assunto unimportanza equivalente al risultato
agonistico62.
Come opportunamente evidenziato in seguito i criteri che presiedono alla
gestione economico-finanziaria delle societ calcistiche non devono
discostarsino dagli indirizzi perseguiti dalle imprese nei settori produttivi dei
beni e dei servizi e lidentit degli scopi operativi, con la costante applicazione
dei principi di convenienza economica, devono riscontrarsi nel conseguimento
del miglior risultato a lungo andare63.
Lunico strumento valido di apprezzamento della gestione aziendale, in
quanto consente di ottenere le informazioni relative alla composizione del
capitale e alla formazione del reddito, offerto ai lettori interssati il bilancio64.
Il bilancio di esercizio, con tutti i limiti propri di ciascun metodo, pur
sempre il documento di sintesi pi efficace per giudicare della situazione
economica, finanziaria e patrimoniale di un impresa.
Daltra parte i suoi limiti sarebbero comuni a qualsiasi strumento conoscitivo
che si prefiggesse larduo compito di rendere contezza della composita realt
aziendale65.
Quindi, anche quando ne siano chiarite le finalit e coerentemente impiegati i
criteri di valutazione, il bilancio di esercizio rappresenta uno strumento
formativo iniziale che necessita di utili completamenti e di notizie ulteriori,
affinch con il suo ausilio possa trarsi un giudizio affidabile della realt che
concorre a chiarificare66.
Una volta chiarito che il bilancio imposto dalla legislazione vigente da
considerare uno strumento di servizio dei terzi affinch possano giudicare
62

F. MANNI, cit. p. 71.

63

T. DIPPOLITO, Le discipline amministrativo-aziendali, Abbaco, 1952.


P. MONFROGLIO, Societ calcistiche: la patologia aziendale in Contabilit e Bilancio, 1988
n.37, p.57.
64

65

AMADUZZI A., G. PALLONE., I Bilanci desercizio nelle imprese, UTET, Torino, 1986.

66
Cfr. F. RANALLI, Sulle capacit informative delle strutture di bilancio, Cedam Padova, 1984,
p.7 e ss.

20

principalmente della situazione economica, patrimoniale o finanziaria


dellimpresa, si ritiene importante porsi degli interrogativi riguardo al
significato che pu assumere il capitale di funzionamento che del bilancio
costituisce una importante informazione di sintesi.
Negli studi economico-aziendali viene necessariamente trattato del capitale
dimpresa, accompagnandolo ora ad una accezione terminologica ora ad
unaltra, in virt dei particolari aspetti della indagine condotta dallaziendalista
e in funzione delle finalit conoscitive che egli intende perseguire.
Il capitale di funzionamento, lungi dal rappresentare una grandezza univoca,
espressione di congetture intimamente legate alla diversa finalit alle quali
pu assolvere il bilancio di esercizio67.
In particolare da chiedersi quale significato pu avere il capitale di
funzionamento per il soggetto economico e quale per i terzi68.
Per il soggetto economico, in prima approssimazione, il capitale rappresenta
il valore delle risorse che risultano in un preciso momento investite ed esposte
al rischio di impresa.
Linsopprimibile necessit di calcolare periodicamente il reddito scaturito
dalla gestione non dovrebbe indurre ad offuscare una efficace percezione di
quali siano i valori esposti al rischio69.
Per i terzi il capitale costituisce una generica garanzia, a carattere sussidiario,
dei loro valori in rischio.
Tale rischio tanto pi elevato quanto pi gli investimenti aziendali sono
rappresentati da beni che per le loro caratteristiche in caso di scioglimento
dellimpresa paiano a fondo perduto difficilmente recuperabili.
L importante sottolineare a proposito, come nelle imprese calcistiche
figurano per importi molto elevati tra i componenti del capitale di
funzionamento, valori inerenti a poste contabili a cui non corrispondono in
alcun modo dei veri cespiti materiali. Il riferimento alla voce contabile
impropriamente definita diritto sportivo70.
Per i terzi, creditori, la generica garanzia patrimoniale offerta dalle societ di
capitale, nel caso di una societ calcistica, si traduce in qualcosa di
estremamente evanescente.
La normativa federale prevede infatti che la conseguenza immediata della
dichiarazione di fallimento di una societ calcistica sia la revoca
67

Cfr. V. CODA, I bilanci dimpresa: oggetto e scopi, in Valutazioni di bilancio, Libreria


universitaria editrice Venezia, 1984, p. 20 e ss.
68

F. MANNI, Le societ calcistiche, cit. p.44.

69

Cfr. C. CARAMIELLO, Indici di bilancio, Strumenti di gestione aziendale, IPSOA Milano 1986,
p.12.
70
F. MANNI, OP.cit., p.44.

21

dellaffiliazione e quindi limmissione nelle liste di svincolo dei giocatori


contrattizzati con la societ insolvente.
In tal modo si azzera il valore della principale componente del capitale di
funzionamento e si riduce notevolmente la residua possibilit dei creditori
insoddisfatti di rivalersi , seguendo liter della procedura concorsuale, sulla
liquidazione degli elementi attivi del patrimonio aziendale.
Ci spiega lapparente paradossale comportamento degli istituti di credito di
ridurre il tasso di interesse quando lelevata esposizione debitoria nei confronti
delle banche dei club calcistici rende difficile la puntuale restituzione del
capitale mutuato.
La manovra dettata dalla considerazione che una stretta della morsa
metterebbe a rischio non solo il diritto di ricevere la remunerazione del capitale
prestato, ma anche di ottenere la restituzione del capitale stesso.
Strettamente connesso al concetto di capitale di funzionamento il diverso
significato che il reddito desercizio assume secondo le realt considerate.
Il reddito agisce sulleconomia delle imprese incrementando o deprimendo la
ricchezza disponibile. La sua influenza non individuabile nellaspetto
qualitativo ed arduo ogni sforzo proteso ad una sua possibile configurazione
in termini quantitativi.
Le imprese calcistiche, pur nella loro sostanziale uniformit di gestione,
presentano alcuni caratteri che suggeriscono una loro utile classificazione ai fini
anche di una valutazione della loro diretta ed indiretta solvibilit.
Profondamente diverse sono le decisioni che presiedono infatti al
comportamento delle societ sportive indipendenti da quelle facenti parte di un
gruppo.
La distinzione utile avendo riguardo alle diversit di significato che pu
assumere il concetto di reddito al fine di poter esprimere giudizi sulla solvibilit
delle imprese.
Per le aziende appartenenti ad un gruppo il reddito una grandezza
scarsamente utilizzabile come possibile indicatore di solvibilit. Leconomicit
aziendale non una condizione indispensabile per la loro esistenza; le imprese
controllate devono soddisfare in modo efficiente soprattutto le attese formulate
dal soggetto economico del gruppo71.
Il soggetto economico giudica sulla convenienza a mantenere in vita
limpresa calcistica secondo schemi di valutazione che si discostano dai comuni
requisiti delleconomicit aziendale; ci che vengono valutati sono i benefici
che limpresa calcistica in vario modo in grado di apportare al gruppo.
Pertanto questo il motivo che giustifica, spesso, la partecipazione di societ
calcistiche, perennemente in perdita, ai rispettivi campionati.
71

F. MANNI, OP. cit., p.53.

22

I responsabili del loro governo non hanno da soddisfare, come condizione di


esistenza, un equilibrato rapporto con il mercato, quel che pi importa la
notoriet che segue ai successi sportivi72.
In questo caso i giudizi di economicit sono giudizi di economicit di
gruppo; lazienda calcistica non considerata da sola , ma nellambito di una
pi vasta economia: quella del gruppo.
Per contro, le imprese calcistiche che vivono di forza propria e che non sono
inserite in un gruppo devono soddisfare le tipiche condizioni della economicit
aziendale, possibile solo in presenza di una gestione particolarmente attenta73.
Quindi i motivi di preoccupazione sono maggiori per le imprese
indipendenti, anche se evidenziano fabbisogni finanziari notevolmente inferiori
a quelli riscontrati nelle imprese calcistiche facenti parte di un gruppo.
Lappartenenza ad un gruppo offre maggiori garanzie di solvibilit in quanto,
per lo meno fino a quando il mantenimento in vita delle societ calcistiche
rientra nella strategia di comunicazione del gruppo, sono le condizioni
economiche e finanziarie di questo che devono essere valutate e non le
condizioni delle singole imprese come nel caso delle societ autonome74.
Occorre a questo punto allargare il discorso e ricordare che le intime
relazioni che intercorrono tra i rendimenti e i costi sconsigliano la formulazione
di giudizi fondati unicamente sulla valutazione dei soli rendimenti e dei soli
costi; allo stesso modo sarebbero fuorvianti gli apprezzamenti che, pur
considerando entrambi i fattori, non colgono le relazioni che tra loro si
istituiscono.
Alti rendimenti possono giustificare ingenti costi; cos come costi
relativamente modesti non detto che incidano positivamente sullefficienza
aziendale. In quanto, il vantaggio ottenuto dal contenimento dei costi potrebbe
venire annullato dai pi bassi rendimenti75.
Il miglioramento infatti del grado di economicit dellimpresa calcistica
connesso con le possibilit che la societ ha di espandere, attraverso i successi
sportivi, lofferta del proprio spettacolo76.
72

N.C. WISEMAN, The economics of football The Lloyds Bank Review, Gennaio 1977, p.28 e
ss.
73

F. MANNI, OP. cit. p.54.

74

IBIDEM, p.49.
IBIDEM, p.55.

75

76

Ad esempio la massimizzazione dei profitti pu voler significare uno scadente livello di


prestazioni, dato che la spesa per acquistare sul mercato giocatori di qualit - al fine appunto di
migliorare le prestazioni - potrebbe essere proibitiva con riguardo al contenimento dei costi.
Questo pu provocare, in prospettiva, una diminuzione della probalit di vittoria nelle partite e
conseguentemente, dellaffluenza del pubblico. Secondo il principio della massimizzazione

23

Tenuto conto di questi elementi, - la presenza di uneventuale e pi ampia


stategia di gruppo, la peculiare relazione esistente tra costi, rendimenti e ricavi si giunge allinevitabile considerazione che nella maggior parte dei casi il
reddito desercizio non un rappresentativo indicatore della reale situazione di
unazienda calcistica e che la sua significativit pu essere compresa del tutto
solo considerando le profonde implicazioni di carattere apparentemente
extraeconomico, quali il prestigio, il rispetto per le esigenze dellambiente
sociale, la paura del discredito, il desiderio di allargare la propria sfera di
notoriet e di azione, che caratterizzano la gestione da parte dei singoli
manager.
Ai nostri giorni, di frequente, traspare allesterno dellimpresa calcistica, la
sensazione che il successo di cui essa gode ( e che proprio di uno sforzo
comune) sia dovuto principalmente alla persona simbolo di quel successo.
Quasi uno spostamento di priorit: dallorganizzazione alluomo.Questo
induce gli osservatori esterni a valutare non la bont di unorganizzazione, ma
le qualit del singolo, che, seppure in tali casi eccelse, non possono costituire
lelemento del giudizio prevalente77.
Quanto fino ad ora scritto non deve portare verso la convinzione che il
bilancio desercizio delle societ calcistiche sia da considerarsi non sufficiente
per valutare il grado di economicit raggiunto: anche se la societ pu
appartenere ad un gruppo o ad una aggregazione di aziende, le classi di valori
soggette ad operazioni intragruppo sono agevolmente individuabili: da questo
punto di vista il bilancio della societ pu considerarsi potenzialmente
attendibile. Va, tuttavia, considerato che la supposta appartenenza di
unimpresa calcistica ad un gruppo (come controllata) comporta la necessit,
per una completa analisi del suo bilancio, che si individuino e si esaminino con
attenzione gli effetti di tale legame. Ci non significa che lanalisi di bilancio
non sia attuabile ma che gli indici ed i flussi debbano essere interpretati alla
luce delle influenze emergenti.
In relazione al fatto che per lazienda di produzione si individuino delle
condizioni di operativit da rispettare per assicurarne lo svolgimento duraturo
ed autonomo, si osserva che in alcuni casi il mancato rispetto di tali condizioni,
anche per periodi lunghi, non porta alla estinzione dellazienda. Ci pu essere
dellutilit, invece, lesigenza di un miglioramento nella qualit di squadra, come mezzo per
incrementare il numero delle vittorie, prescinde quasi interamente dai costi aggiuntivi per
lacquisto dei giocatori validi, che costituiscono in definitiva, un potenziale di attrazione in grado
di aumentare le presenze degli spettatori alle partite.
Ancora la massimizzazione dei profitti pu richiedere annualmente la vendita dei giocatori
migliori con le prevedibili conseguenze sul piano dei risultati sportivi di sempre maggior
prestigio
P.L. MARZOLA, Sport professionistici di squadra e teoria dimpresa, cit. p.155
77
F. MANNI, cit. p.57.

24

spiegato sia da fenomeni di patologia aziendale che da situazioni particolari


nelle quali la valutazione delleconomicit di unazienda non va effettuata in
modo autonomo ma considerando laggregazione delle aziende a cui pertiene.
Infatti, unazienda si pu definire economica in funzione di gruppo quando,
pur non conseguendo lequilibrio reddituale, viene mantenuta in vita perch
offre opportunit o vantaggi alle altre aziende del gruppo senza che questi si
manifestino in componenti positivi di reddito per lazienda che li fornisce. La
valutazione delleconomicit in funzione del gruppo non giustifica un continuo
squilibrio tra costi e ricavi gi a livello di gestione caratteristica, in quanto pu
non essere duratura lappartenenza allaggregato di aziende: la societ sportiva
dovrebbe essere in grado, per molteplici ragioni tra cui il ruolo sociale che
svolge, di sopravvivere anche al modificarsi del soggetto economico.78 Ci
nella realt attuale non accade e ne sono prova le non poche societ
professionistiche e semi professionistiche scomparse in questi ultimi anni.79
Pertanto si ritiene che lesigenza di un equilibrio dinamico di bilancio e la
ricerca di successo e di prestigio siano elementi stimolanti - non antagonisti
bens complementari - di un circolo virtuoso che dovrebbe permettere di
raggiungere un equilibrio dinamico di bilancio di lungo periodo. Proprio le
societ calcistiche vanno individuate come imprese calcistiche e, quindi come
tali devono presentare situazioni patrimoniali, finanziarie e reddituali
soddisfacenti. In caso contrario sono destinate a scomparire indipendentemente
dal ruolo sociale e di costume assolto.
Questo aspetto ancora pi importante in quanto permette di meglio
interpretare una supposta giustificazione alla situazione di crisi delle societ: la
mancanza di managerialit nella loro conduzione. Proprio per lappartenenza ad
un gruppo, in non pochi casi di successo, si ritiene che tale carenza sia dovuta
non alla mancanza di cultura ma ad un ruolo differente di interpretare lattivit
svolta identificandola esclusivamente con la dimensione sportiva e sfruttando il
ruolo sociale rivestito, attraverso il quale ottenere agevolazioni o coperture pi
o meno ampie e ripetute80.

78

ONIDA, Economia dazienda, Utet 1971, pagg. 68-69


L interpretazione delleconomicit super-aziendale deve essere effettuata criticamente, come si
legge nel pensiero di Onida: << leconomicit di gruppo pu facilmente prestarsi a dare
ingannevole e solo apparente giustificazione ad iniziative mal fondate o mosse da interessi
particolari >>. Inoltre, << le gestioni deficitarie, anche se ammissibili in date condizioni ed entro
certi limiti, sono da considerare come eccezioni, nella normale tendenza al raggiungimento
delleconomicit aziendale; tendenza che comunque deve essere sempre viva anche nelle gestioni
deficitarie tenute eccezionalmente in vita per motivi di economicit super-aziendale >>.
79
CLAUDIO TEODORI, Leconomia ed il bilancio delle societ sportive, Giappichelli,
Torino,1995,p. 16
80
Ibidem, p.19-20.

25

2. La composizione del patrimonio.


Senza alcun dubbio la prima indispensabile ed insostituibile fonte di risorse
deve essere individuata nel valore dei conferimenti che i soci si impegnano ad
effettuare alla costituente impresa, cosicch, ragionevolmente si scrive di
finanziamenti acquisiti con vincolo di capitale o anche di capitale sociale81.
Nel prosieguo dellattivit gestionale, tuttavia si pu mostrare la necessit di
aumentare la dotazione iniziale ricorrendo allaccantonamento di utili
accertabili periodicamente durante lesercizio dellattivit, si da aumentare in
via autonoma le risorse destinabili alla produzione, cio promuovendo il
cosidetto autofinanziamento dellimpresa.
Paradossalmente solo in pochi casi possibile reinvenire nuovi mezzi
finanziari dal reinvestimento degli utili conseguiti.
Considerato, infatti, che la norma nelle societ di calcio appare essere la
produzione di risultati economici negativi82, sempre pi frequente il ricorso
alle ricapitalizzazioni laddove a fronte di una contrazione del rapporto mezzi
propri/copertura finanziaria totale si intende limitare il ricorso alloneroso
indebitamento bancario generalmente subordinato alla concessione di adeguate
garanzie sussidiarie che, in non pochi casi, le societ di calcio non sono in
grado di prestare.
E ci sebbene possa sembrare illogico chiedere ai soci, che non siano
impegnati direttamente nellamministrazione dellorganismo societario la
sottoscrizione di nuove azioni, allorch, nella natura delle cose, (non
considerando tuttavia le profonde motivazioni connesse al significato del
reddito indiretto) quellerogazione di mezzi finanziari risulta palesemente a
fondo perduto, senza cio la bench minima possibilit di avere una qualche
remunerazione diretta dellinvestimento realizzato83.
81
G. CATTURI, La contabilizzazione dellindennit di preparazione e promozione nelle societ
calcistiche, cit. p.424.
82
Dodici societ su diciotto nellultimo campionato (1992-93) hanno chiuso il bilancio in Quanto
fino ad ora scritto non deve portare verso la convinzione che il bilancio desercizio di tali imprese
sia da considerarsi non sufficiente per valutare il grado di economicit raggiunto: anche se la
societ pu appartenere ad un gruppo o ad un aggregazione di aziende, le classi di valore soggette
ad operazioni intragruppo sono agevolmente individuabili: da questo punto di vista il bilancio
della societ pu considerarsi potenzialmente attendibile. Va, tuttavia, considerato che la supposta
appartenenza di una impresa calcistica ad un gruppo (come controllata) comporta la necessit, per
una completa analisi del suo bilancio, che individuino e si esaminino con attenzione gli effetti di
tale legame. Ci non significa che lanalisi di bilancio non sia attuabile ma che gli indici ed i
flussi debbono essere interpretati alla luce delle influenze emergenti.perdita. Due addirittura in
pareggio e solo quattro hanno conseguito un utile, in alcuni casi insignificante, per ampiezza, ai
fini dellautofinanziamento aziendale.
G. SARCINA, G. TURANO, Il Mondo, Bilanci presi a calci, 21 Marzo, 1994.
83
G. CATTURI, op. cit. p.425.

26

Limitare la dimensione dellimpresa, e quindi lintensit del divenire, alle


sole risorse provenienti da fonte interna significa tuttavia comprimere la
potenzialit produttiva.
Leventuale emissione di prestiti obbligazionari da parte delle societ
calcistiche non trova oggi soggetti disponibili alla loro sottoscrizione per i tassi
di interesse a cui vengono emessi tali prestiti, certamente non concorrenziali
rispetto a quelli di mercato.
Operazioni del genere possono riscuotere un qualche successo solo se
vengono ancorate a benefici particolarmente apprezzati dagli sportivi, come la
prelazione sullabbonamento o la conversione dei titoli obbligazionari in
azioni84.
Per quanto attiene al ricorso agli istituti di credito, in non pochi casi,
questultimi, si mostrano titubanti nella concessione alle societ di calcio di
prestiti a breve e medio termine per il forte rischio non solo di percepire gli
interessi pattuiti ma persino di recuperare le somme erogate .
Gli interessi vengono spesso capitalizzati per limpossibilit pratica da parte
della societ beneficiaria del prestito, di corrisponderli allente erogatore,
attivando un processo di autoalimementazione dellindebitamento che, prima o
poi, trasciner la societ stessa verso linevitabile fallimento.
Permane la periodica ancora di salvezza costituita dallerogazione dei mutui
federali, o comunque garantiti da quellente, a risanamento della posizione
debitoria assunta dalle societ aderenti alla Lega.
E questo uno strumento che raffredda tale posizione, ma che non pu
incidere sulle cause strutturali che lhanno provocata, ovvero sulla mancanza di
un loro significativo processo di autofinanziamento85.
Le risorse provenienti da qualsiasi fonte e resesi disponibili a livello di
impresa, devono essere destinate alla realizzazione dellattivit produttiva, che
nello specifico caso delle societ di calcio, si concretizza nellapprestamento di
servizio sportivo86.
Elementi caratteristici del capitale delle societ di calcio, che devono essere
inclusi nelle immobilizzazioni tecniche, sono gli impianti e le attrezzature
sportive di propriet, le macchine, i mobili, larredo della sede sociale, e gli
automezzi anchessi di propriet.
A tale proposito necessario precisare che spesso le societ calcistiche,
avvalendosi di strutture sportive di propriet di enti localili, annoverano nel loro
capitale, le immobilizzazioni materiali per importi non consistenti.

84
85

86

IBIDEM, p.425.
IBIDEM, p.426.
F. MANNI, cit. p.52.

27

Si costituiscono, invece, delle immobilizzazioni tecniche immateriali ogni


qualvolta unimpresa sostiene un costo a carattere pluriennale in conseguenza
dellacquisizione o della creazione delle condizione per il riconoscimento
giuridico di diritto che limpresa medesima pu vantare nel medio-lungo
andare.
Elemento caratterizzante e caratteristico di questo aggregato del capitale
delle societ calcistiche, il cui montante daltra parte pari alla quasi totalit del
valore del loro attivo o investimenti, il costo sostenuto per lacquisto dei
cosidetti cartellini dei giocatori, la cui dizione contabile appunto di costo
pluriennale diritto prestazioni giocatori87.
Tra le immobilizzazioni finanziarie possono reinvenirsi delle
compartecipazioni ex art.102-bis NOIF. Si tratta, questa, di una voce tipica
delle societ di calcio che avendo ceduto un calciatore ad altra compagine
intendono comunque partecipare in misura paritaria, agli effetti patrimoniali
conseguenti alla titolarit del contratto88.
Realtivamente allattivo circolante non si rendono necessarie considerazioni
particolari se non per quanto riguarda la quasi generalizzata assenza, nella
gestione calcistica, delle giacenze di magazzino.
Lo spettacolo calcistico, infatti, un prodotto che come tutti i servizi non
immagazzinabile ma allo stesso tempo sono prive della possibilit di
immagazzinamento anche tutte le risorse utili per la realizzazione dello stesso
spettacolo89.
3.La struttura del reddito.
Lallestimento dello spettacolo calcistico costituisce, nellaspetto
imprenditoriale, loggetto a cui rivolta lattivit dellimpresa e di conseguenza
la componente tradizionale, ma non esclusiva, del valore della produzione.
Le utilit incorporate nello spettacolo calcistico consentono vantaggi
economici direttamente riconducibili allallestimento dello spettacolo o indiretti
avendo riguardo allo sfruttamento economico che in esso in altro modo
consente90.
I valori direttamente connessi allo spettacolo calcistico, storicamente
considerati i tipici ricavi, originano dagli incassi relativi alle gare disputate nei
87

G. CATTURI, cit. p.427.

88
Si tratta di una voce tipica delle societ calcistiche il cui significato gestionale e trattamento
contabile verr, in dettaglio, ripreso successivamente.
89
90

F. MANNI, cit. p. 64.


F. MANNI, cit. p. 58.

28

campionati di appartenenza o dalla partecipazione a competizioni sportive di


altro tipo.
La diffusione televisiva dello spettacolo calcistico prima e, successivamente
ladattamento del calcio a logiche imprenditoriali, hanno occasionato una serie
di ricavi complementari che nel tempo hanno assunto valori tuttaltro che
trascurabili.
Cos i diritti televisivi, lo sfruttamento dellimmagine, le sponsorizzazioni e in significativa crescita - i proventi da merchandising, sono lespressione di
sistemi economici modernamente organizzati91.
Un secondo gruppo di ricavi origina dallattivit che potremo definire di
commercializzazione dei diritti di avvalersi delle prestazioni degli atleti92.
Questa classe di compenenti positivi distinguibile, per natura e relativa
allocazione in bilancio, a seconda che i proventi siano realizzati per le cessioni
temporanee, definitive oppure in relazione allesercizio ed alle risoluzioni dei
diritti di compartecipazione93.
Unultima classe di ricavi rappresentata da i contributi erogati annualmente
dalla Federazione alle societ. Pi precisamente parte degli introiti del
totocalcio sono devoluti al CONI, che, a sua volta ne assegna una parte a tutte
le Federazioni che poi provvedono a ripartirle tra le societ affiliate94.
Altri proventi eventuali sono rappresentati dai contributi che gli enti pubblici
- spesso nella fattispecie delle sponsorizzazioni - o i privati volontariamente
erogano alle societ sportive.
E possibile individuare come in parte, la diversificazione dei compenenti
positivi, derivi dalle diverse caratteristiche strutturali delle societ di calcio.
Cos per esempio interessante notare che, salvo rare eccezioni, i ricavi da
sponsorizzazioni sono pi cospicui per le societ che fruiscono di pi ampi
bacini di utenza evidenziando in tal modo una sorta di correlazione tra elevati
incassi da gare e proventi derivanti da contributi e sponsor.
Dallaltra parte le societ minori, in genere, praticano unattivit politica di
trasferimento degli atleti.

91

Cfr. P.L. MARZOLA, Lindustria del calcio, cit. p.141-173.

92

IBIDEM, p.60.

93

Nel primo caso la cedente percepisce un compenso definito sulla base di una libera
contrattazione lucrando una plus o minusvalenza sulla differenza tra valore contabile del
calciatore e suo valore di cessione.
Nel secondo caso il provento si configura come indennit di preparazione e promozione.
94

Cfr. P.L. MARZOLA, cit. p.127-141.

29

Dalla campagna trasferimenti rinvengono notevoli somme per plusvalenze


che, in quelle societ hanno unimportanza, in termini relativi sul totale dei
ricavi, piuttosto rilevante95.
Nelle societ sportive la produzione del servizio e la sua
commercializzazione coincidono temporalmente, anche se, la gara sportiva non
che la fase terminale di un processo tecnico, che pu essere pensato per
periodi annuali, come nel caso del campionato o per periodi pi brevi nel caso
delle competizioni di coppa96.
I costi intimamente connessi alla funzione commerciale sono rappresentati
dai diritti erariali, dai canoni per laffitto dei campi da gioco, dalla percentuale
alla squadra ospite e dalle somme a favore della Lega.
I diritti erariali riguardano fondamentalmente limposta spettacoli e sul
valore aggiunto. E importante alluopo un piccolo inciso di carattere fiscale.
Con riferimento allimposta sul valore aggiunto lart.74 V comma del D.P.R.
633/72 prevede un regime particolare per le imprese operanti nel campo dello
spettacolo. In forza di tale regime - a meno di una opzione espressa per il
siatema ordianrio - tali imprese, in luogo della detrazione I.V.A da I.V.A. di cui
allart.19, benificiano di una detrazione pari ai due terzi dellimposta relativa
alle operazioni imponibili ai fini dellimposta sugli spettacoli. Tale detrazione si
riduce ad un decimo nellipotesi di prestazioni di pubblicit e di
sponsorizzazioni
Pretanto stante lindetraibilit dellI.V.A. sugli acquisti riguardanti lattivit
spettacolistica, peculiarit dei bilanci delle societ calcistiche la presenza delle
imposte forfettizzate tra i componenti positivi di reddito. Lincidenza degli
oneri erariali netti sugli incassi, pu valutarsi, a seconda del prezzo lordo dei
biglietti dingresso, tra l11 e il 13% degli incassi lordi.
Per lattivit relativa ai trasferimenti dei calciatori in ossequio allart.36 del
D.P.R. 633/72, le societ calcistiche provvedono a tenere un sistema di
contabilit separata. In questo caso lI.V.A., liquidata secondo il sitema
tradizionale, una partita di giro e viene versata allErario alle scadenze
convenzionali
Allacquisizione dei fattori della produzione sono legati i costi relativi ai
compensi degli atleti e le somme spettanti alle societ da cui provengono i
nuovi calciatori.
In effetti i costi per ammortamento, di entit rilevante se si considera il peso
relativo del parco giocatori sul totale dellattivo, sono costituiti prevalentemente
dalla partecipazione al reddito di periodo delle quote di pertinenza del diritto
alle prestazioni sportive.
95

F. MANNI, cit. p.95.

96

IBIDEM, p.64.

30

Lelevato accrescimento verificatosi nel tempo dei costi inerenti i compensi


dei calciatori, che attualmente costituiscono il principale compenente negativo
di reddito, trova fondamento in motivi di ordine tecnico quali lesigenza di
avvalersi di una rosa pi ampia, e in motivi di ordine psicologico quali la
consapevolezza degli atleti di essere oltre che degli sportivi, delle efficaci figure
promozionali.
Il quadro si completa se si pensa allagguerrita concorrenza delle societ per
aggiudicarsi le prestazioni dei giocatori migliori97.
E importante sottolineare come il diverso andamento delle quote di
ammortamento rispetto allevoluzione dei compensi, che si verifica in alcuni
casi nelle societ calcistiche, potrebbe apparire in un primo momento non
senso.
Ma, se si pensa che la durata dei contratti breve, accade che, il calciatore
pu rimanere nella societ senza che questa debba sborsare alcunch a titolo di
prestazioni sportive.
In altre parole, le quote di ammortamento non riguardano in egual modo
lintera squadra, ma solo i giocatori da poco rilevati da altre societ.
Le quote di ammortamento dei calciatori che sottoscrivono il secondo
contratto con le societ sono, infatti, di solito, modeste o inesistenti mentre i
compensi possono essere molto elevati rispetto al precedente contratto proprio
per indurre il calciatore a restare e a rinunziare alle eventuali offerte di altri
clubs98.
Di minore entit sono i costi del personale non legato alla struttuta tecnica.

97
98

F. MANNI, cit. p.67.


IBIDEM, p.68.

31

CAPITOLO III
IL BILANCIO DESERCIZIO NELLE SOCIETA DI
CALCIO:
LIMITI E PROSPETTIVE
1.Le esigenze informative e la IV Direttiva
Il bilancio delle societ calcistiche la cerniera che collega gli aspetti
economici, finanziari e tecnici della gestione del calcio-spettacolo99.
Il decreto legislativo 9 Aprile 1991 n.127 ha introdotto in Italia le direttive
comunitarie n.78\660 e 83\349 in materia societaria relative ai conti annuali e
consolidati100.
Con la nuova normativa il bilancio desercizio meglio regolato dalla legge
anche riguardo alle finalit ed ai postulati.
Esso formato da tre documenti:
-stato patrimoniale;
- conto economico;
- nota integrativa.
il tutto deve essere accompagnato dalla relazione sulla gestione.
La redazione deve ispirarsi ai fondamentali principi101 della chiarezza, verit
e correttezza.
Queste regole si ricollegano ad unaltra nozione che forse potrebbe
comprenderle tutte assieme, ossia quella della cosiddetta intellegibilit dei conti
annuali della societ, requisito questo che si connette, a sua volta, alla
potenziale illimitatezza della platea di destinatari del bilancio desercizio.
Infatti, riguardo le esigenze informative sulle squadre di calcio, bisogna
ricordare come le squadre professionistiche sono sempre state considerate delle
99

DANIELA, GIANNI, GIUSEPPE LO MARTIRE, I bilanci delle societ calcistiche/1 In Consulenza,


n.8, 1986, p.74.

100

Sul punto si vedano: F. DEZZANI, Il nuovo bilancio desercizio, Milano, Giuffr, 1993; M.
CATTANEO, MANZONETTO, Il bilancio desercizio, profili teorici e istituzionali degli anni novanta,
Milano, Etas libri, 1992; R. CARAMEL, le nuove norme sul bilancio: commento al Dlgs. 9 Aprile
1991, n. 127, dattuazione della IV e VII Direttiva CEE, Milano, 1991, Il Sole 24 Ore; F.
PEZZANI, Il bilancio desercizio nellinformativa esterna dimpresa, Milano, Giuffr, 1993; F.
SUPERTI FURGA, Il bilancio desercizio italiano secondo la normativa europea, Giuffr, Milano,
1991; F. DEZZANI, P.PISONI, L. PUDDU, Il bilancio e la IV Direttiva CEE, Giuffr, Milano, 1992;
A. BISASCHI, Informativa di bilancio, evoluzione e tendenze in atto, Giuffr, Milano, 1992.
101
Cfr. G. FERRERO, I complementari principi della chiarezza, della verit e della
correttezza nella redazione del bilancio desercizio, Giuffr, Milano, 1991; E. PERRONE, Il
sistema tedesco dei principi contabile e la IV Direttiva CEE, Padova, Cedam,1990.

32

istituzioni particolari, cio caratterizzate dalla presenza di finalit sociali molto


pi esplicite rispetto alle normali organizzazioni che esercitano unattivit
imprenditoriale. Appare quindi importante evidenziare che le informazioni
sullandamento economico delle squadre di calcio si intrecciano con le esigenze
di interlocutori non mercantili.
Gli interlocutori possono essere identificati nei seguenti: soci, calciatori,
professionisti e dipendenti vari, fornitori e consulenti, pubblico calcistico
(distinguendo tra tifosi e non), imprese, mezzi di comunicazione, Pubblica
amministrazione, finanziatori.
Cos, da un lato, si pu pensare che qualunque sia il rapporto tra le diverse
motivazioni nella personalit del socio, questultimo sar comunque interessato
ad ottenere un bilancio desercizio che gli mostri con fedelt che il suo club sta
rispettando almeno la condizione oggettiva di equilibrio economico di lungo
periodo; dallaltro, senza dubbio, lequilibrio economico-finanziario interessa ai
supporter solo nella misura in cui pu incidere sulle prestazioni della squadra.
Si tratta di considerare che per questo stakeolder la squadra del cuore
rappresenta un simbolo, un bene collettivo che va difeso anche a costo di
sacrificare risorse economiche e questo lo pone in contrasto con gli altri
stakeolder, creando un ulteriore tipico problema di bilancio sociale102.
I principi generali del nuovo bilancio desercizio sono individuati negli
articoli 2 e 3 del Dlg.127/91 (art.2423 e 2423 bis nuovo c.c.).
Gli stessi possono cos sintetizzarsi:
a) Principio del quadro fedele (art.2423 comma 2): il bilancio deve essere
redatto in modo chiaro e deve rappresentare in modo veritiero e corretto la
situazione patrimoniale e finanziaria della societ e il risultato economico
desercizio.
b) Informazioni complementari (art.2423 comma 3): se le informazioni
richieste dalle specifiche disposizioni di cui al Dlg.127/91 non sono sufficienti a
fornire una rappresentazione veritiera e corretta necessitano informazioni
supplementari, da fornire con la nota integrativa.
c) Deroga (art.2423 comma 4):
obbligatorio derogare ai criteri di valutazione fissati dalle disposizioni di
legge sul bilancio, quando in casi eccezionali, lapplicazione di una norma non
consente la rappresentazione del quadro fedele.
La deroga deve essere motivata nella nota integrativa e deve essere illustrata
linfluenza sul bilancio.
d) Principi di redazione del bilancio (art.2423 bis):
la prima volta che nel nostro ordinamento giuridico sono regolati i principi
di redazione del bilancio. Si pu dire che i principi di redazione sono regole di
102
Si veda in particolare, G. RUSCONI, Il bilancio desercizio nelleconomia delle societ di calcio,
Cacucci, Bari, 1990, p.52.

33

comportamento che non riguardano specificamente parti dello stato


patrimoniale e del conto economico, ma considerano la condotta complessiva
dellautore del bilancio. Essi contengono, cio, regole alle quali deve essere
ispirata nel suo complesso la redazione del bilancio desercizio.
Si tratta principalmente di:
- continuit dellattivit gestionale;
- competenza (questo principio strettamente connesso alla regola secondo la
quale si deve tener conto dei rischi e delle perdite di competenza dellesercizio
anche se conosciuti dopo la chiusura di questo);
- valutazione separata delle voci;
- continuit dei criteri di valutazione;
- divieto di compenso di partite.
Quando si usa il bilancio desercizio per la valutazione dei risultati aziendali,
necessario considerare la peculiarit del settore nel quale lazienda opera. E
evidente come il settore di attivit delle societ sportive, in particolare quelle di
calcio professionistiche che presentano la maggior struttura economicoamministrativa, richieda certamente adesione ai principi di rappresentazione
contabile sopra descritti, ma presenti anche caratteristiche particolari derivanti
dalla natura dellattivit svolta e da alcune norme statutarie relative alla
produzione e distribuzione degli utili.
Si di fronte infatti a enti preposti allorganizzazione di uno spettacolo a cui
fino allapplicazione delle disposizioni previste dallart.4 della L.586/96 era
preclusa la distribuzione dei dividendi.
Daltra parte non stata ancora accolta la richiesta delle societ di calcio di
non considerare reddito dimpresa quello prodotto da una societ di calcio al
solo fine di reinvestirlo nellattivit. Infatti in diritto tributario anche se la
societ svolge attivit non economica e senza fini di lucro realizza un reddito
dimpresa tassabile103.
E evidente come tali caratteristiche influenzino la redazione del bilancio
desercizio delle societ di calcio: con frequente cattiva applicazione dei
principi contabili sopra esposti, si tende a far chiudere il conto economico in
equilibrio (non rari sono i casi limite di perfetto pareggio tra costi e ricavi quasi
a voler sottolineare in modo paradossale tale situazione) in modo da non
incorrere n in indesiderati oneri fiscali in caso di utile n nella copertura di
evenutali perdite.
Ne consegue perci come, molto spesso in queste aziende, il risultato
desercizio risulti assai poco significativo per una corretta valutazione della
gestione societaria. Daltra parte, nonostante gli evidenti progressi raggiunti
negli ultimi anni, la redazione del bilancio da parte delle societ di calcio lascia
103

A questo proposito si veda esaurientemente BONAVITICOLA, Manuale di diritto sportivo, p.59-

63.

34

ancora molto a desiderare in quanto a chiarezza e trasparenza della situazione


economica rappresentata. Spesso i bilanci appaiono lacunosi ed eccessivamente
sintetici a causa di eccessive compensazioni e aggregazioni di componenti la
cui significativit richiederebbe viceversa unanalitica evidenziazione. Ci
avviene nonostante un lodevole sforzo metodologico della Figc che ha
predisposto un piano dei conti unificato delle SpA calcistiche104.

2.Il bilancio tipo


La scelta della forma giuridica delle squadre professionistiche ad opera della
legge 91/81 fu dettata da prevalenti ragioni di correttezza gestionale e tutela
delle informazioni a terzi; ci, nel tempo, stat.o sempre ribadito dalla
decisione federale di non limitarsi alle esigenze del Codice Civile riguardo ai
bilanci, ma di imporre alle societ ladozione di un bilancio tipo.
Le societ di calcio sono infatti tenute a presentare ogni anno (con chiusura
dellesercizio al 30 Giugno) un bilancio che deve seguire il piano dei conti
unificato proposto dalla Figc la quale per legge incaricata di controllare
strettamente anche sul piano contabile le societ affiliate. La legislazione
italiana sui bilanci tende a proporre vincoli pi stretti ad aziende aventi
particolare rilievo sociale (si pensi alla banca o alleditoria); anche nel caso
calcistico la ragione dellutilit socio-economica pu sembrare il motivo
prevalente per la presentazione di un piano dei conti unificato105.
104

G. FIGOLI, A. GRIMALDI, C. SPOSITO, Come si gestisce una societ sportiva. Edizione Il Sole
24 ore, p.244.
105
G. RUSCONI cit. p.75. Lautore sottolinea la necessit di precisare un punto importante <<La
Figc un organo di un ente pubblico e non eessa stessa un ente autonomo. Ci si tova dinanzi ad
una emanazione di un ente pubblico che in grado di fissare (con poteri di fatto simili a quelli
della legge) non solo principi e regole di controllo interno, ma addirittura un preciso e dettagliato
piano dei conti unificato, che dovrebbe approfondire ed allargare i minimi del Codice Civile.
Il rischio grosso di una simile impostazione di gravare la Federazione Italiana Gioco
calcio di un onere troppo pesante per le seguenti ragioni:
1) un ufficio di un ente pubblico non necessariamente cos libero da influenze esterne come pu
esserlo il legislatore che deve rendere conto del suo operato allopinione pubblica nella sua
generalit a livello politico e non solo ad un gruppo di societ ed affiliati:
2) lesigenza di presentare il mondo del calcio come un unico centro dinteressi pu spingere la
Figc a porsi pi come uno stakeolder particolare, con i suoi specifici obiettivi informativi,
piuttosto che come portavoce di tutti gli stakeolder.
Le importanti esigenze di controllo cui la Federazione giustamente tenuta possono infatti
prediligere nel piano tipo laspetto del controllo interno, che cosa differente rispetto alla
finalit dellinformazione minima a terzi.
Quanto qui affermato riguarda il principio di redazione del piano dei conti per il bilancio
desercizio e non il controllo cui la federazione tenuta. Ponendo allesempio delle banche, la
banca dItalia controlla i bilanci degli istituti di credito ma lo Stato che ha emanato la legge sui
bilanci bancari>>.

35

Va comunque sottolineato come la Figc abbia assunto da qualche anno a


questa parte con sempre maggiore autorevolezza il ruolo di controllo sulla
gestione delle societ affiliate che le assegna espressamente lart.12 della legge
91106.
Infatti, in un documento 107presentato agli amministratori e sindaci delle 128
societ professionistiche, la Federazione ha ritenuto necessario indicare alcune
regole tecnico-ragioneristiche considerate utili per i compilatori dei bilanci
delle societ sottoposte alla legge 91/81 che permettano anche il collegamento
ed il rispetto della normativa federale.
Cos i principi indicati ( si tratta di 13 Raccomandazioni) hanno una duplice
funzione e precisamente:
a) quella di interpretare sotto laspetto tecnico le norme di legge che fissano
solo alcuni principi generali sulla formazione del bilancio rinviando ai principi
contabili linterpretazione di tipo applicativo;
b) quella di integrare le norme di legge quando queste appaiono non
sufficienti e questo in ossequio al terzo comma del 2423 che impone, nel caso
in cui le informazioni richieste da disposizioni specifiche di legge non
permettono di rappresentare in modo veritiero e corretto le situazioni sopra
indicate, che il redattore del bilancio fornisca le informazioni complementari
utili per lo scopo.
Il documento, specificato nella sua introduzione, indica quindi le procedure
da seguire per una corretta contabilizzazione e rappresentazione in bilancio di
alcune voci tipiche per il settore sia riferite al patrimonio che al risultato
economico.
Esso indica altres le procedure da seguire nella redazione della nota
integrativa, documento che rappresenta una novit per lItalia e che permette di
aggiungere chiarezza al bilancio laddove le voci non diano sufficiente
informazione sia nellaspetto patrimoniale, sia finanziario che economico.
Pertanto le richiamate societ dovranno corredare il bilancio con la relazione
sulla gestione da redigersi a cura degli amministratori e, ai fini del rapporto con
la FIGC, dovranno redigere altres il bilancio riclassificato secondo lo schema
106

Art. 12: Norme di controllo e sulla responsabilit delle federazioni sportive nazionali <<Le
societ sportive di cui alla presente legge sono sottoposte allapprovazione ed ai controlli sulla
gestione da parte delle federazioni sportive nazionali cui sono affiliate, per delega del CONI e
secondo le modalit approvate dal CONI.
Tutte le deliberazioni concernenti esposizioni finanziarie, acquisto o vendita dei beni immobili, o
comunque, tutti gli atti di straordinaria amministrazione, sono soggetti ad approvazione da parte
delle federazioni sportive nazionali cui sono affiliate...>>
107
Si tratta di un documento per lattuazione delle disposizioni contenute nel Dlg. 9/4/1991 n.127
per le societ di calcio denominato Il bilancio desercizio e il nuovo statuto tipo delle societ
calcistiche a cura della Commissione adeguamento piano dei conti e struttura del bilancio alla IV
e VII Direttiva CEE nominata dal Consiglio Federale, Roma, Ottobre, 1993.

36

predisposto dalla stessa Federazione ed il rendiconto finanziario. Le variazioni


avvenute nei conti del patrimonio netto e le variazioni intervenute nella
situazione patrimoniale e finanziaria devono essere esposte in modo tale che sia
possibile al lettore del bilancio accertare le fonti di finanziamento e i relativi
impieghi. Devono essere pertanto rispettate le suddivisioni e la numerazione di
legge ed i prospetti devono essere presentati con la comparazione dei valori
dellesercizio con quelli dellesercizio precedente.
Nel sancire lobbligatoriet degli schemi di bilancio proposti la Federazione
ha quindi compiuto un ulteriore decisivo passo verso il traguardo della
trasparenza e completezza dellinformativa aziendale del settore calcistico108.
3.La metodologia di lettura del bilancio di esercizio e le relazioni tra i
subsistemi.
Prima di considerare il significato delle principali voci della Stato
Patrimoniale e del conto economico occorre accennare allimportanza della
predisposizione di una adeguata matodologia di bilancio, come premessa
fondamentale per la piena comprensione delle relazioni tra combinazioni
economico-produttiva e sistema di valori e per comprendere la tradizionale
distinzione del sistema aziendale nei subsistemi di gestione, organizzazione ed
informazione che caratterizza le gestioni calcistiche
La definizione di una specifica metodologia di lettura del bilancio desercizio
rappresenta un momento insostituibile e la necessaria premessa per lanalisi di
bilancio.
Di seguito sono commentate le singole fasi di lettura del documento
informativo annuale proposte, per la societ di calcio, da un autorevole
Autore109
1. Lettura della relazione sulla gestione.
Sostituisce la parte della relazione degli amministratori relativa allo scenario
economico in cui lazienda opera, alle valutazioni sui risultati economici
ottenuti, ad indicazioni sulle principali scelte di investimento e finanziamento,
ai principali eventi avvenuti dopo la chiusura del periodo amministrativo.
In relazione alle societ di calcio questultimo aspetto ad assumere
rilevanza preminente, poich sono fornite le informazioni relative ad almeno tre
fenomeni importanti:
immediatamente successivo alla chiusura del bilancio;
b a) gli effetti della campagna acquisti/cessioni, avvenuta nel periodo) il
numero degli abbonamenti, momento rilevante sia sotto il profilo reddituale che
finanziario;
108
109

Documento Figc, cit. p.8-14.


C.Teodori, op.cit. pag 65 e ss

37

c) le scelte di copertura finanziaria delleventuale perdita di esercizio e/o di


conferimento di capitale-risparmio, fenomeni assai ricorrenti nelle societ
calcistiche.
2. lettura della nota integrativa.
Obiettivo valutare la struttura adottata e determinare il grado di analiticit,
al di l delle informazioni obbligatorie previste per legge. Risulta evidente la
criticit di tale documento che, essendo parte integrante del bilancio, deve
permettere di interpretare i valori, soprattutto di specie residuale, contenuti nelle
tavole di sintesi. la trasparenza della nota integrativa permette di comprendere il
livello a cui lanalisi di bilancio pu essere effettuata nonch il suo grado di
significativit. le due fasi precedenti diventano una quando oggetto di analisi
sono i bilanci ante D.Lgs 127/91.
Particolare attenzione va dedicata alle modifiche dei criteri valutazione
adottati rispetto al precedente esercizio ed allimpatto da esse prodotto sul
reddito di periodo. Per le societ di calcio rilevante la scelta effettuata in
merito allammortamento dei diritti relativi alle prestazioni dei calciatori:
particolarmente importante identificare limpatto sul risultato economico
derivante dallapplicazione di criteri valutativi differenti da quelli imposti dalla
Fdederazione.
3. Lettura dello stato patrimoniale e del conto economico.
Particolare attenzione deve essere dedicata alle modifiche degli schemi
obbligatori: la lettura semantica, pur necessaria, viene ad essere limitata dalla
presenza di schemi comuni. In tale fase si possono individuare le prime
specificit della societ calcistica (o sportiva in generale), di rilievo tale da
richiedere un adattamento della struttura base. Le principali modifiche da
apportare allo schema obbligatorio, nel seguito individuate e commentate in
modo analitico, riguardano il capitale umano e la gestione delle situazioni di
credito/debito.
Particolare attenzione devve essere dedicata alla lettura del valore della
produzione, del costo del lavoro e dei componenti straordinari.
4. Lettura delle tavole integrative al bilancio.
Obiettivo individuare i criteri utilizzati per la redazione e valutare la
possibilit di un loro immediato utilizzo a fini di analisi. Inoltre, in tali prospetti
possibile identificare delle informazioni non presentate in nota integrativa. Per
tavole integrative si intendono il rendiconto finanziario, il prospetto delle
variazioni del patrimonio netto, lo stato poatrimoniale ed il conto economico
riclassificati. Particolarmente critico nelle societ di calcio il prospetto di
variazione nella composizione del patrimonio netto, a causa delle frequenti
ricapitalizzazioni. Pertanto nellottica di fornire una informativa esaustiva
necessario indicare i movimenti riguardanti tutte le voci del patrimonio netto e

38

ogni tipo di incremento o decremento classificato per natura e senza


compensazioni.110
5. Individuazione dellesistenza di operazioni straordinarie.
In non poche situazioni, unoperazione straordinaria, soprattutto se rilevante,
limita la possibilit di effettuare una completa analisi di bilancio, soprattutto di
specie temporale. infatti, essa genera un momento di discontinuit nel flusso
informativo, ridefinendo il momento iniziale dellanalisi medesima.
Dati i vincoli a cui sono assoggettate le societ di calcio, tale fase non si
presenta rilevante.
6. Analisi incrociata di congruenza tra relazione sulla gestione e nota
integrativa.
Tale fase riguarda prevalentemente la verifica delle ragioni indicate per la
modifica dei criter di valutazione e per lintroduzione di valutazioni di specie
fiscale nel bilancio destinato a pubblicazione. Inoltre, permette di verificare la
congruenza tra la situazione dazienda e dambiente e le scelte valutative
attuate.
8. Lettura dei conti dordine.
Momento normalmente trascurato ma di importanza cruciale non tanto in
fase riclassificatoria ma di interpretazione degli indici di bilancio. Rilevanza
assunta dalle fidejussioni, dalle garanzie e dagli impegni assunti dalle societ in
oggetto. Particolarmente significativa per le societ apartenenti alla Lega
Professionisti serie C lindicazione delle fidejussioni integrative prestate per il
superamento dei budget tipo, e ci con riferimento, tanto ai limiti posti in
relazione ai singoli contratti economici quanto al limite del costo complessivo
lordo dei tesserati.
9. Determinazione del grado di discrezionalit e del grado di attendibilit del
reddito.
Lesame deve essere effettuato a due livelli:
- nelle aziende autonome, fa riferimento alla differente rilevanza delle
quantit economiche certe rispetto alle quantit economiche stimate e
congetturate nella determinazione del reddito;
- nelle aziende appartenenti ad un gruppo, il concetto di attendibilit deve
anche richiamare la genesi sottostante ad alcune quantit economiche certe,
formatasi in base ad una determinazione nellinteresse di gruppo di prezzi-costo
o prezzi-ricavo.
Nel caso in cui tale influenza fosse significativa, cio gli scambi tra le
aziende del gruppo fossero quantitativamente rilevanti, i bilanci delle singole
aziende possono assimilarsi, piuttosto che a quelli di aziende autonome, ai

110

R. Caramel, Coopers & Librand, Il Sole 24 Ore Libri,,Milano 1996, pag 353

39

bilanci che si componessero per distinte sezioni (filiali, succursali) di


unazienda autonoma.
In alcune societ di calcio si assiste a scambi significativi (attinenti alle
sponsorizzazioni, allo sfruttamento del diritto di imagine, a transazioni
finanziarie) con le altre aziende del gruppo. Le sinergie perseguite a livello di
gruppo non si esplicano solamente attraverso gli scambi bens assumono
carattere immateriale: i benefici prodotti non trovano, dunque, riscontro nel
bilancio dellimpresa calcistica ma in quello delle altre imprese, anche se la loro
autonoma valutazione di notevole difficolt se non indeterminabile.
10. Lettura della relazione del collegio sindacale. Di norma, il potenziale
informativo fornito dalla relazione assai modesto.
11. Lettura della relazione di certificazione.
Lunica finalit perseguita lindividuazione di eventuali eccezioni rilevate
dai revisori. Pur essendo previsto dallart. 87 della normativa federale, le
societ hanno sistematicamente evitato (salvo sparute eccezioni) lobbligo di far
certificare il bilancio da una societ di revisione.
La Federazione, attraverso la Co.Vi..So.C. ha, nel 1993, deciso di rendere
finalmente attiva la norma, obbligando le societ professionistiche ad attuare la
certificazione del bilancio 1993/1994. Obiettivo dichiarato semplificare
lattivit dellorgano di controllo, migliorare la trasparenza dei bilanci evitando
lattuazione di artifici contabili dal significato assai dubbio.111
Infine per meglio comprendere linfluenza che variabili extra-contabili
esercitano sul dato di bilancio delle societ di calcio si consideri la valutazione
dellammortamento annuale del costo capitalizzato dellutilizzazione
pluriennale alle prestazioni di un giocatore; non possibile fare ci senza
riferirsi in qualche modo alla complessa e variabile problematica
dellorganizzazione dellattivit calcistica professionistica. Gli organismi in
questo contesto sembrano pi semplici di quelli di una grande e complicata
azienda, ma in realt le variabili incontrollabili sono molte di pi e traggono
origine da una complessa rete di rapporti umani in cui a volte pu decidere la
situazione personale di un presidente o di pochissimi campioni.
Questo punto pu essere chiarito meglio riferendosi ad un esempio che
illustra la stretta interdipendenza e la distinzione solo relativa che esiste fra i
momenti gestionale, organizzativo ed informativo dellunitario sistema
aziendale.
Il costo dacquisto di un calciatore deve essere ammortizzato contabilmente a
quote costanti in relazioni alla durata del contratto, per esempio se lutilizzo
delle prestazioni esclusive di uno sportivo con contratto quinquennale costa
cinque miliardi, appare opportuno considerare che questo costo pluriennale
111

C.Teodori, op.cit. pag.73.

40

esaurisce la sua funzione economica nellarco di cinque anni e che


lammortamento annuale ammonta ad un miliardo.
Si supponga che per ragioni organizzative, umane e gestionali assai semplici
(buoni rapporti professionali con il calciatore, integrazione della sua famiglia,
andamento generale dei rapporti giocatore-squadra) spingano il campione a
restare e a rinnovare il contratto per altri cinque anni.
Le buone relazioni aziendali fanno s che non esista pi alcun costo da
capitalizzare, anche se una quota del nuovo ingaggio va considerata come
compensante in parte lassenza dellammortamento.
Si quindi di fronte allintervento di variabili organizzativo gestionali che
alterano il logorio economico e fisico del cespite.
E importante inoltre osservare che in questi casi non si in presenza di
politiche di bilancio volte a modificare i costi di ammortamento, ma
semplicemente si ha lintervento di variabili organizzativo-gestionali che
possono difficilmente essere previste con ragionevolezza e prudenza112.
4.Lo stato patrimoniale: analisi delle voci tipiche
Lo stato patrimoniale il documento contabile nel quale sono esposti
nellaspetto quantitativo e qualitativo gli investimenti esistenti in un
determinato periodo di tempo e le correlate fonti di finanziamento. Da esso
possono trarsi utili informazioni riguardo la struttura tecnica e finanziaria
dellimpresa113.
Nel nuovo schema di bilancio la classificazione adottata dal legislatore per
destinazione e le poste attive e passive sono classificate e suddvise per gruppi
omogenei.
Per quanto riguarda lattivo la Figc ha ritenuto opportuno richiamare
lattenzione del redattore sullimportanza di collocare tra le Immobilizzazioni
immateriali la Capitalizzazione costi vivaio e i Diritti pluriennali alle
prestazioni calciatori, voci queste rappresentate al netto dei relativi fondi
ammortamento e tra le Immobilizzazioni finanziarie la voce
Compartecipazioni ex art.102 bis NOIF114.
Nel passivo, nella voce Altri debiti, trova collocamento il conto Debiti
per compartecipazioni ex art.102 bis NOIF, mentre eventuali debiti verso il
fondo di fine carriera calciatori e allenatori, anche se collocati nella voce
trattamento di fine rapporto, rappresentano debiti a breve per la societ poich
112

G. RUSCONI, cit. p. 107-108.

113

F. MANNI, cit. p.77.


NORME ORGANIZZATIVE INTERNE FIGC

114

41

le norme che regolano tale istituto impongono alla stessa di versare, con
cadenza mensile, quanto dovuto per il titolo ad apposito Ente ( Fondo di
Accantonamento delle Indennit Fine Carriera degli Allenatori e dei Giocatori
di calcio) che gestisce il rapporto con i calciatori e gli allenatori.
I debiti nel passivo vanno evidenziati con separata indicazione, per ciascuna
voce, degli importi esigibili oltre lesercizio successivo115.
Tra i ratei e risconti definiti dal comma V dellart.2424 bis c.c. possono
essere iscritte soltanto quote di costi e proventi, comuni a due o pi esercizi,
lentit dei quali varia in ragione del tempo.
Poich lart.86 delle NOIF prevede che i debiti infruttiferi e postergati verso i
soci e i versamenti a capitale infruttifero non vengono considerati ai fini
dellindebitamento per la determinazione del parametro ricavi/indebitamento, la
raccomandazione quella di collocare dette voci a completamento del
patrimonio netto rappresentando le stesse mezzi propri della societ116.
E a questo punto importante porre in evidenza quelli che sono i significati
gestionali delle voci tipiche dei bilanci delle societ di calcio.

Stato patrimoniale civilistico


ATTIVO
A) CREDITI VERSO SOCI PER VERS.
ANCORA DOVUTI)
-capitale sottoscritto non richiamato
-capitale richiamato e non versato
B) IMMOBILIZZAZIONI
I - Immobilizzazioni immateriali)
1) Costi di impianto e di ampliamento
2) Costi di ricerca, di sviluppo e di
pubblicit
3) Diritti di brevetto industriale e diritti
utilizzazione delle opere dellingegno Riserve a regimi fiscali speciali
4) Concessioni, licenze, marchi e diritti
simili
5) Avviamento
115

DOCUMENTO FIGC, cit. p. 27.

116

IBIDEM, p.28.

42

PASSIVO
A) PATRIMONIO NETTO
Capitale
II Riserva da sovrapprezzo azioni
Azionisti c/futuro aumento capitale
III) Riserve di rivalutazione
IV) Riserva legale
Riserva per azioni proprie in port.
VI) Riserve statutarie
VII) Altre riserve
-Riserve facoltative
-Contributi in c/capitale per di
investimenti
Riserva per utili non distribuiti
ex art. 2423/2426 c.c.)
VII) Utili (perdite) portati a nuovo

6) Immobilizzazioni in corso e acconti


7) Capitalizzazione costi vivaio
8) Diritti pluriennali alle prestazioni
calciatori

IX) Utile (perdita) dellesercizio


Totale

9) Altre immobilizzazioni
Totale

1)

II- Immobilizzazioni materiali


1) Terreni e fabbricati
2) Impianti e macchinario
3) Attrezz<ature industriali e commercilai
4) Altri beni
5) Immobilizzazioni in corso e acconti

III - Immobilizzazioni finanziarie


1) Partecipazioni in:
a) imprese controllate
b) imprese collegate
c) altre imprese
Compartecipazioni ex art. 102 bis)
NOIF
2) Crediti- con separata indicazione, per
ciascuna voce di crediti, degli importi)
esigibili entro lesercizio successivo
a) verso imprese controllate
b) verso imprese collegate
c) verso controllanti
d) verso altri
3) Altri titoli
4) Azioni proprie
Totale
Totale immobilizzazioni (B)

(C) ATTIVO CIRCOLANTE


I- Rimanenze

B) FONDI PER RISCHI E ONERI


Per trattamento di quiescenza ed obblighi simili
2) per imposte
3) altri
Totale
C) TRATTAM.TO DI FINE RAPPORTO
DI LAVORO SUBORDIN.

D) DEBITI- con separata indicazione, per


ciascuna voce di debiti, deglki importi
esigibili oltre lesercizio successivo
1) Obbligazioni ordinarie
2) Obbligazioni convertibili
3) Debiti verso banche
Debiti verso altri finanziatori
5) Acconti
6) Debiti verso fornitori
7) Debiti rappresent.da titoli di credito
8) Debiti v/imprese controllate
9) Debiti v/imprese collegate
10) Debiti v/controllanti
11) Debiti tributari
12) Debiti v/istituti di previdenza e sicurezza sociale
13) Altri debiti
14) Debiti per compartecipazioni ex art.
102 bis NOIF
15) Debiti per sponsorizzazioni
16) Debiti verso enti-Settore specifico
Totale

(E) RATEI E RISCONTI

43

1) Materie prime, sussidiarie e di con


sumo
2) Prodotti in corso di lavorazione e
semilavorati
3) Lavori in corso su ordinazione
4) Prodotti finiti e merci
5) Acconti
Totale

II - Crediti con separata indicazione,


per ciascuna voce di crediti, degli importi esigibili oltre leser.successivo
1) verso clienti
2) Verso imprese controllate
3) Verso imprese collegate
4) Verso controllanti
controllate
5) Verso altri
Totale
III - Attivit finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni
1) Partecipazioni in imprese controllate
2) Partecipazioni in imprese collegate
3) Altre partecipazioni
4) Azioni proprie
5) Altri titoli
Totale
IV- Disponibilit liquide
1) Depositi bancari e postali
2) Assegni
3) Danaro e valori in cassa
Totale
Totale attivo cirfolante (C)
(D) RATEI E RISCONTI
Disaggi su prestiti
Totale attivo

44

Aggio su prestiti
Totale passivo

CONTI DORDINE
Cauzioni amministratori
Beni della societ presso terzi
Beni di terzi presso la societ
Impegni per beni da ricevere
Impegni per beni da consegnare
Rischi per garanzie prestate a terzi
a) fidejussioni
-a favore di imprese
-a favore di imprese collegate
-a favore di imprese controllanti
-a favore di terzi
b) avalli
-a favore di imprese controllate
-a favore di imprese collegate
-a favore di controllanti
-a favore di terzi
c) altre garanzie personali
-a favore di imprese controllate
-a favore di imprese collegate
-a favore di imprese controllanti
-a favore di terzi
d) garanzie reali
-a favore di imprese controllate
-a favore di imprese collegate
-a favore di controllanti
-a favore di terzi

III

4.1.I diritti pluriennali alle prestazioni giocatori


Il diritto alle prestazioni dei giocatori pu derivare da accordo di
trasferimento di un calciatore oppure dalla cessione del contratto di un
calciatore professionista. Le carte federali prevedono norme a riguardo a detti
trasferimenti e cessioni di contratto ed alle indennit o premi dovuti dalla
societ che acquisisce il diritto117.
Per meglio comprendere il significato gestionale della principale voce di
bilancio di una societ calcistica, necessario far riferimento al concetto di
vincolo ed alla pi volte citata legge 91/81.
Il vincolo pu dirsi il diritto che spetta ad un ente sportivo di avvalersi in
modo esclusivo delle prestazioni di un calciatore, nonch il potere di precludere
allatleta di prestare la propria opera al servizio di altre societ118.
Sino a tutta la stagione 1980/81, il vincolo sportivo dei tesserati consentiva
alle societ proprietarie del cartellino federale, la cessione discrezionale dei
calciatori sia pure con il loro assenso. La mancata accettazione del
trasferimento comportava per il giocatore il rischio di rimanere escluso
dallattivit agonistica e di essere posto al minimo dello stipendio
contrattuale119.
Oltre ad aver conferito forza cogente alle disposizioni federali in tema di
obbligatoriet della forma giuridica e di non distribuzione degli utili, la legge
91/81 ha previsto la graduale abolizione del vincolo con notevoli conseguenze
sul piano del rapporto di lavoro tra calciatore e societ 120e sul piano pi
strettamente economico-patrimoniale.
117
118

119

IBIDEM, p.39.
F. MANNI, cit. p.19.
F. TORNEO, cit. p.29.

120

Nellaffermare il principio del libero esercizio dello sport in tutte le sue forme, la L.91/81
identifica il professionismo sportivo nellattivit svolta a titolo oneroso e con carattere di
contuinit nellambito delle discipiline regolamentate dal Coni e nel rispetto dellordinamento
generale vigente.
Le prestazioni a titolo oneroso costituiscono oggetto di contratto di lavoro subordinato
(art.2). Ci significa che lattivit dilettantistica resta esclusa da ogni forma retributiva, mentre le
prestazioni del limitato impegno professionale, ancorch a carattere oneroso, sono regolate da
contratti di lavoro autonomo, la cui struttura non si addice alle peculiari esigenze organizzative
delle sport calcistico nazionale.

45

Cos le societ del settore professionistico furono costrette a procedere entro


il 30 Giugno 1986 alleliminazione contabile del valore residuo dei costi
sostenuti per lacquisizione delle prestazioni dei calciatori vincolati a tempo
indeterminato121.
Per contro furono previste dal legislatore norme transitorie per agevolare la
sistemazione contabile delle posizioni pregresse e molte societ non furono
assolutamente in grado di provvedere allazzeramento delle rilevanti
appostazioni di bilancio che alla data del 30 giugno 1981 risultavano
ammortizzate appena per il 20%.
Labolizione del vincolo ha quindi influito in modo determinante sui criteri
di formazione dei bilanci annuali, rendendo indispensabile laccelerazione del
processo tecnico di ammortamento e condizionando in particolare i risultati
economici dellesercizio 1984/85 e della stagione successiva122.
Il diritto alle prestazioni di un calciatore professionista configura, per la
societ acquirente del diritto, una posta patrimoniale attiva a carattere
pluriennale e di natura immateriale sia nel caso del premio di addestramento e
formazione tecnica pagato in favore della societ od associazione sportiva
presso la quale latleta ha svolto la sua ultima attivit dilettantistica o
giovanile123, sia nel caso di cessione di contratto gi in essere tra il calciatore ed
altra societ.
4.1.1. Alcune considerazioni
preparazione e promozione.

circa

la

natura

dellIndennit

di

Sebbene, in recepimento della ormai nota sentenza Bosman lart.1 del D.L.
485/96 - convertito nella L.586/96 - abbia definitivamente impedito alle societ
titolari dellultimo contratto professionistico la percezione dellindennit di
preparazione e promozione in caso di passaggio del calciatore, con contratto
scaduto, ad altra compagine sociale, appare utile esporre alcune considerazioni
sulle modalit di calcolo e sul significato di un parametro che ha caratterizzato
per anni il sistema dei trasferimenti del calcio italiano.
Nel caso di trasferimento di un calciatore professionista da una societ ad
unaltra, con contratto scaduto, lart.97 NOIF prevedeva infatti il pagamento di:
121

Art. 16 L.91/81 Abolizione del vincolo sportivo:


Le limitazioni alla libert contrattuale dellatleta professionista, individuae come <<vincolo
sportivo>> nel vigente ordinamento sportivo, saranno gradualmente eliminate entro cinque anni
dalla data di entrata in vigore della presente legge, secondo modalit e parametri stabiliti dalle
federazioni sportive nazionali e approvate dal Coni, in relazione allet degli atleti, alla durata ed
al contenuto del rapporto con le societ.
122
123

F. TORNEO, cit. p.35.


Cfr. art. 1 D.L. 485/96.

46

a) una indennit di preparazione e promozione da parte della societ che


stipulava il nuovo contratto alla societ titolare del precedente contratto
professionistico;
b) una indennit di preparazione e promozione da parte della societ che
stipulava con il calciatore il primo contratto da professionista alla societ presso
la quale il calciatore aveva svolto la sua ultima attivit non professionistica.
Dette indennit erano - ed in effetti lo sono ancora nel caso di trasferimenti
sub b) - determinate secondo parametri stabiliti dalle norme federali.
Nel caso di trasferimento di un calciatore professionista in pendenza di
rapporto con una societ ad unaltra societ della Lega professionistica, la
cessione del contratto pu avvenire a titolo temporaneo o definitivo. In questi
casi il prezzo del diritto alle prestazioni del calciatore determinato tra le parti
e il corrispettivo pagato rappresenta per la societ cessionaria il valore del
diritto da iscrivere in bilancio124.
Quindi, mentre il valore dellindennit di preparazione e promozione era
rigorosamente determinato da un processo tecnico fissato dalla federazione, la
determinazione del prezzo di acquisizione del calciatore in costanza di contratto
lasciato allautonomia delle parti.
Lindennit125 si giustificava a parere di un Autore fondamentalmente per due
motivi:
a) essa si pone come reintegrazione dei costi che la societ firmataria del
precedente contratto ha sostenuto nel consentire al giocatore che si trasferisce,
durante la permanenza nella societ stessa, di continuare la sua preparazione
atletica, onde mantenere accettabili livelli di rendimento oppure di migliorarli
in virt di un significativo sviluppo atletico o dellacquisizione di una visione di
gioco certamente pi vantaggiosa a s e al collettivo in cui si trova inserito,
promuovendo pertanto, nella considerazione degli operatori sportivi, la sua
immagine come conseguenza delle accresciute potenzialit atletiche, nonch
dellacquisizione di una pi razionale visione di gioco;
b) tale indennit si pone, altres, come risarcimento della perdita di
potenzialit umane e sportive che il trasferimento di un calciatore provoca alla
societ che viene abbandonata126.

124

DOCUMENTO FIGC, cit. p.40.

125
Circa il concetto di <<Capitale umano>> si veda G. ZANDA, M. LACCHINI in La stima del
valore del capitale umano ai fini della valutazione dazienda, RIREA, 1989, p.304 e ss.
126
G. CATTURI, cit. p.432.
Inoltre nella nota, lAutore pone in evidenza come non possibile apprezzare in termini
quantitativi il miglioramento del livello tecnico-atletico di un giocatore n, quindi, apprezzare il
montante del costo sostenuto a tale titolo della societ che lo ha ingaggiato pure il fatto esiste
inequivocabilmente e lindennit percepita al momento del trasferimento del giocatore pu

47

Questa indennit chiamata allo stesso modo sia per il primo passaggio da
formazioni dilettantistiche, sia nelleventuale trasferimento di un campione da
un club professionistico ad un altro.
Sul piano contabile ci appare di difficile accettazione poich sembra un
controsenso considerare alla stessa stregua lndennit del settore
professionistico , per un calciatore che gi possiede un notevole bagaglio di
cognizioni e di esperienze tecniche e che indotto a stipulare un nuovo
contratto esclusivamente per conseguire vantaggi economici pi che di
carriera127.
In effetti la presenza dellI.P.P.128 tra giocatori affermati di squadre
professionistiche appare pi vicina alla precedente logica del vincolo sportivo
che non alla semplice cessione del contratto.
Il parametro base era cos rappresentato dalla media degli emolumenti globali
lordi corrisposti dalla societ nelle due ultime stagioni sportive ovvero, in caso
di contratto annuale, nellultima stagione, oggettivamente determinati e
derivanti da contratti o accordi depositati presso la lega di competenza.
Il coefficiente era diversificato a seconda dellet anagrafica del calciatore al
momento in cui si stipulava il nuovo contratto e a seconda della categoria di
appartenenza della societ con la quale il calciatore aveva in corso il precedente
contratto, nonch di quella con la quale il calciatore stipulava il nuovo
contratto.
Lautomatismo dellI.P.P. poteva essre interpretato come un modo per
svincolare questultima dal calcio mercato , ma non si dimentichi che lIPP
era comunque oggetto di contrattazione. Infatti limporto dellindennit non
doveva essere superiore a quello determinato secondo il meccanismo
precedente ma poteva essere comunque ridotto con accordo scritto tra le due
societ o tra il giocatore e la societ per la quale questi era tesserato.
Questo tipo di osservazione, secondo alcuni129, rendeva lI.P.P. tra club
professionistici simile per molti aspetti allacquisto dei vecchi diritti alle

ritenersi la reintegrazione di quel costo impercettibilmente sostenuto perch confuso in quelli


relativi agli ingaggi ed ai premi corrispondenti.
127

F. TORNEO, cit. p.36-37.


Sta per Indennit di preparazione e promozione.
129
La tabella dei parametri consente di determinare lammontare dellindennit in base allet
del calciatore, alla serie di appartenenza e soprattutto, allammontare dellultima retribuzione
pattuita.
E sufficiente infatti che la societ di appartenenza aumenti limporto dellingaggio annuale che
automaticamente si moltiplicher, come per incanto, lammontare dellindennizzo.
Facciamo un esempio:
un giocatore di 22 anni di serie A, che abbia percepito nellultima stagione un compenso di 300
milioni, coster alla nuova societ che lo richiede una cifra paria a 300x12=3600 milioni di
128

48

prestazioni sportive il che appariva tra laltro in contrasto con la logica dello
svincolo.
Quanto su esposto ha indotto inoltre numerosi club, specie di serie superiore,
a considerare lI.P.P. potenzialmente ricavabile come una sorta di valore
residuo netto, da sottrarre al processo di ammortamento sebbene ci non
risultasse in armonia con limpostazione della Federazione e di gran parte degli
esperti contabili.
Sono state paventate alcune possibili soluzioni130 circa la natura contabile
dellIndennit di preparazione e promozione
Cos per la societ che la riceveva erano possibili tre casi:
1) valutare lI.P.P. come ricavo caratteristico contrapposto ai costi
capitalizzati sostenuti per preparare i giocatori;
2) reputare lI.P.P. come qualsiasi ricavo straordinario;
3) considerare lI.P.P. come una plusvalenza sulla compravendita del
giocatore.
Nel primo caso appariva difficle imputare lI.P.P. ai costi di preparzione di
un campione che era gi stato acquistato sportivamente maturo. In particolare
appariva assai arduo separare in questo caso i posti di preparazione ( non si pu
parlare certo di promozione!) dai normali componenti negativi di reddito
attinenti alla gestione della squadra.
Una ulteriore difficolt nellaccettazione di tale tesi poteva riscontrarsi nella
natura di massimo dei valori fissati nella tabella federale. Secondo una simile
impostazione, infatti, considerando il valore massimo dellIndennit di
preparazione promozione corrispondente, per presunzione contabile,
alleffettivo consumo dei fattori produttivi per la preparazione, sorgeva
comunque il problema di registrare un componente straordinario negativo di
reddito tutte le volte che si incassava una cifra inferiore al massimo tabellare.
In conseguenza di quanto affermato si deve riconoscere che lI.P.P.,
contrariamente alla sua stessa definizione, non era un ricavo che copriva costi
passati di gestione, ma un ricavo per lo pi straordinario, tant che in caso di
bassa quotazione sul mercato lI.P.P. poteva essere ridotta fino a zero.
Tuttavia anche linterpretazione di questa indennit come un ricavo
straordinario qualsiasi poteva contrastare con lottica di conduzione aziendale
dei manager di alcuni team minori che cercavano di gestire il parco giocatori
in modo da riequilibrare i propri conti, risultando quindi abituali fornitori di
indennizzo. Ad un presidente previdente baster incrementare da 300 a 400 milioni lingaggio del
calciatore in questione per aver diritto ad un indennizzo di 4 miliardi e 800 milioni (400x12).
Come dire che, con un costo addizionale di 100 milioni, ci si assicura unentrata molto pi
addizionale di 1 miliardo e 200 milioni.
P.L. MARZOLA, cit. p.65-66.
130
Rusconi, cit. pag.331.

49

calciatori dei team maggiori. Non possibile per distinguere a priori queste
squadre da quelle che ottenevano lI.P.P. occasionalmente.
Apparirebbe cos lipotesi che equipara lI.P.P. alle plusvalenze da cessione
del contratto la pi adatta ad esprimere in termini economico-aziendali questo
tipo di ricavo.
Una simile impostazione sembra tanto pi valida se si considera che le norme
federali e gli aspetti contabili portano le societ ad accantonare quote di
ammortamento esattamente corrispondenti alla durata del contratto, facendo s
che al momento della riscossione dellI.P.P. il giocatore fosse completamente
ammortizzato.
Questa natura similare dellIPP alle plusvalenze sui contratti non comportava
la loro assoluta identit contabile 131in quanto le plusvalenze da cessione
contratti non sono legati a nessun tetto massimo132.
Appare, infine, quanto meno discutibile fondare la differenza tra le
plusvalenze di cessione e lindennit di preparazione e promozione sulla diversa
competenza temporale dei componenti di reddito.
Secondo una simile impostazione, mentre lI.P.P. configurava un compenente
positivo di reddito imputabile interamente allesercizio in cui percepito,
secondo alcuni, la plusvalenza di cessione configurerebbe un ricavo di
competenza dellesercizio in cui viene percepito solo se tale cessione si verifica
lanno precedente la scadenza dei termini contrattuali133.
Pertanto, qualora la cessione avvenisse due o pi anni prima della scadenza
del contratto, il compenso percepito dalla cedente assumerebbe carattere di
ricavo anticipato pluriennale dando vita ad un elemento passivo del patrimonio
societario.
Secondo tale tesi quel valore dovrebbe quindi essere oggetto di
ammortamento finanziario per la durata residuale del contratto medesimo, in
modo da farla apparire pro-quota tra i profitti di cui al conto economico.
La definizione della plusvalenza di cessione come fonte di risconto passivo
si baserebbe sulla considerazione, solo astrattamente accettabile, che tale ricavo
si calcola a fronte del trasferimento del diritto a beneficiare delle prestazioni
sportive per un periodo pluriennale e si collegherebbe al procedimento seguito
dalla societ che acquista il contratto per rilevare in contabilit il prezzo pagato
a tale titolo. Quel costo, come si visto, risulta infatti capitalizzato tra le attivit
patrimoniali e sottoposto allammortamento per gli anni ancora da trascorrere
fino alla risoluzione definitiva del contratto.
131

IBIDEM, p.330.

132

Prescindendo comunque dal problema del diverso trattamento fiscale delle sopravvenienze
rispetto alle plusvalenze.
133
G. RUSCONI, cit. p.331.

50

4.1.2 La sentenza Bosman


(note)
Il 15 dicembre 1995 la Corte di giustizia delle Comunit Europee134,
pronunciandosi nella causa promossa dal calciatore belga Bosman nei confronti
della squadra dellRc Liegi, della Federazione calcistica belga e dellUefa, ha
dichiarato incompatibili con lart. 48 del trattato di Roma sia le norme che
subordinano il trasferimento di un calciatore professionista, in scadenza di
contratto, da una societ di uno Stato membro ad una societ di un altro Stato
membro al pagamento, da parte del club acquirente, della c.d. indennit di
trasferimento, sia le norme che limitano il numero di calciatori stranieri,
cittadini di Stati membri della Comunit, che ciascuna squadra pu impiegare
nelle competizioni sportive135.
Appare opportuno ricordare come la Corte, con le sentenze Walrave 136 e
Dona137, rese rispettivamente nel 1974 e nel 1976, avesse fissato i seguenti
principi-chiavi in tema di rapporti tra diritto comunitario ed attivit sportive: a)
anche gli statuti di federazioni sportive private sono assoggettati al diritto
comunitario, posto che labolizione fra gli Stati membri degli ostacoli alla libera
circolazione delle persone ed alla libera prestazione dei servizi sarebbe
compromessa se, oltre alle limitazioni stabilite da norme federali, non si
eliminassero anche quelle poste da associazioni o organismi che, nellesercizio
della loro autonomia giuridica, non rivestono la qualifica di soggetti di diritto
pubblico; b) il settore dello sport assoggettato al diritto comunitario, qualora
sia configurabile come attivit economica; c) lattivit del calciatore
professionista costituisce attivit a fine di lucro e rientra, pertanto, nellambito
di applicazione del diritto comunitario; d) a questattivit pu essere applicato,
quindi lart.48 del trattato C.E.
I giudici di Lussemburgo lungi dal contraddire la propria precedente
giurisprudenza, hanno sottolineato come la restrizione della sfera di
applicazione del diritto comunitario, sancita nella sentenza Don, deve restare
entro i limiti del suo oggetto specifico e, pertanto, non pu essere invocata
per escludere unintera attivit sportiva dalla sfera di applicazione del trattato.
A tal riguardo la Corte non ha avuto dubbi sul fatto che le disposizioni che
impediscono ad un cittadino di uno Stato membro di lasciare il paese dorigine
per esercitare il suo diritto alla libera circolazione, o che lo dissuadano dal farlo,
costituiscono ostacoli frapposti a tale libert.
134

Si veda Vidiri, Foro Italiano, 1996, pag.


Ibidem, pag.
136
Corte giust. 12 dicembre 1974, Walrave, causa 36/74, Foro it. 1975, IV,81.
137
Corte giust. 14 luglio 1976, Dona, causa 13/76, Foro it., 1976, IV,361.
135

51

Un calciatore professionista non avrebbe poturto allo sadere del contratto,


recarsi liberamente in un altro Stato membro per mettersi a disposizione di
unaltra societ calcistica. Era infatti in ogni caso necessario che venisse pagata
lindennit di trasferimento alla societ di provenienza. Se ci non si
verificava, il calciatore non poteva trasferirsi allestero assistendosi, nel caso, ad
una limitazione indiretta allaccesso al mercato del lavoro, restrittiva del diritto
alla libera circolazione, e, come tale, rientrante nelle previsioni dellart.48.
Ad avviso della Uefa e dellUrbsfa, peraltro la disciplina dei trasferimenti,
ancorch restrittiva della libera circolazione dei calciatori, appariva giustificata
in quanto necessaria a garantire lorganizzazione stessa dello sport del
calcio.138
138

D altro canto, la Corte ha rigettato i motivi fatti valere nelle parti resistenti e dai governi
intervenienti volti ad ottenere la non applicazione dellart.48 alla fattispecie, vale a dire:
a) La maggior parte dei clubs europei non hanno carattere di impresa poich lattivit economica
portata avanti da essa insignificante; la Corte ha obbiettato che per lapplicazione dellart.48
e delle altre disposizioni relative alla libera circolazione dei lavoratori non necessario che il
datore di lavoro abbia la qualifica di impresa, dato che lunico elemento che si richiede
lesistenza di un rapporto lavorativo o la volont di stabilirne uno.
b) Le norme in termini di trasferimenti disciplinano pi che le relazioni lavorative tra clubs e
calciatori, le relazioni economiche tra club; la Corte ha rigettato questo motivo di
inapplicazione dellart.48 evidenziando che, sebbene in principio tali norme disciplinino
rapporti tra clubs, i suoi effetti si fanno sentire sulle possibilit che hanno i giocatori
comunitari di accedere ad un impiego in clubs stabiliti in altri Stati membri.
c) La necessit di rispettare lautonomia del movimento sportivo a causa della specificit del
mondo dello sport, della difficolt di distinguere gli aspetti economici da quelli sportivi nel
calcio e delle conseguenze nocive che avrebbe lapplicazione dellart.48 allorganizzazione
del calcio nel suo insieme; la Corte ha respinto questo argomento osservando che la pretesa
difficolt di separare gli aspetti sportivi da quelli economici dello sport non pu farsi valere
per escludere una intera attivit sportiva dallambito di applicazione del Trattato, dato che,
come sostenne nella sentenza Don / Mantero, tale restrizione della sfera da applicazione delle
disposizioni Trattato deve essere mantenuta rigorosamente entro i limiti del suo specifico
oggetto. La Corte ha respinto altres largomento secondo cui le eventuali conseguenze
derivanti dallapplicazione di una disposizione del Trattato a un certo settore (nella specie, lo
sport professionistico) potrebbero giustificare linapplicabilit.
d) Lobbligo della Comunit di rispettare le diversit nazionali e regionali delle culture degli
Stati membri in virt dellart. 128.1 del Trattato CE, precetto in cui bisogna includere lo sport
date le analogie che presenta con la cultura; la Corte ha rifiutato anche questo argomento
poich, a suo parere, la questione sollevata dalla giurisdizione nazionale non si riferiva alle
condizioni di esercizio delle competenze comunitarie di carattere limitato, come quelle
fondate sullart. 128.1, ma alla portata di una libert fondamentale del mercato interno.
e) Il rispetto della libert di associazione delle federazioni sportive; secondo la Corte , bench la
libert di associazione rientri nei diritti fondamentali protetti dallordinamento comunitario,
non si pu considerare che le norme della UEFA e delle federazioni nazionali esaminate in
questo caso siano necessarie per garantire lesercizio di questa libert da parte di tali
associazioni, dei clubs o dei giocatori o che le stesse siano una conseguenza ineluttabile di tale
libert.
f) Il rispetto del principio di sussidiariet, come interpretato dal governo tedesco, nel senso cio
che le autorit pubbliche, specie le comunitarie, devono limitarsi a quanto strettamente

52

Infatti, in assenza del pagamento di alcuna indennit in caso di trasferimento


dei calciatori, le societ abbienti avrebbero potuto accaparrarsi senza sforzo i
migliori di essi, mentre le societ minori e i clubs dilettantistici sarebbero caduti
in ristrettezze finanziarie sino ad essere costrette a cessare la loro attivit, con il
rischio, tuttaltro che remoto, di far diventare ancora pi ricche le societ
opulente e ancor pi povere quelle meno dotate.
La Corte ha escluso categoricamente che lapplicazione delle norme sui
trasferimenti possa costituire un mezzo adeguato per conseguire lequilibrio
finanziario e sportivo nel mondo del calcio in quanto dette norme non
impediscono alle societ economicamente pi forti di procurarsi i servigi dei
migliori calciatori, n impediscono che i mezzi finanziari disponibili
costituiscono un elemento decisivo nella competizione sportiva con
conseguente e pari alterazione dellequilibrio tra le squadre professionistiche.
La Corte, infine, ha respinto anche la tesi secondo cui la disciplina relativa
allindennit di trasferimento dovrebbe giustificarsi in ragione degli
investimenti che le societ calcistiche realizzano per la preparazione e
valorizzazione dei singoli calciatori; e ci per la semplice ragione che, se vero
che tale indennit andava calcolata in base ad un coefficiente parametrato anche
allet dellatleta, e altrettanto vero che il parametro base utilizzato per il
calcolo dellindennit era rappresentato dal reddito lordo del giocatore e non gi
dai costi sopportati dalla societ per la formazione dellatleta.139
Tutte le sentenze pronunciate della Corte di Giustizia in via pregiudiziale,
sebbene siano indirizzate al solo giudice del rinvio (nella fattispecie la Corte di
Liegi) hanno efficacia erga omnes, oltre che essere immediate e retroattive.
necessario; la Corte ha respinto questo argomento giacch, a suo giudizio, il principio di
sussidiariet - cos come interpretato da detto governo - non pu permettere che lautonomia
di cui dispongono le associazioni private per adottare norme sportive limiti lesercizio dei
diritti dei privati che scaturiscono dal Trattato.
139
Interessante, al riguardo, appare lesempio ricordato dallavvocato generale Lenz nelle proprie
conclusioni a proposito della disciplina dei trasferimenti in vigore in Germania, soprattutto in
relazione al passaggio di calciatori dilettanti a clubs professionistici. In base a tale disciplina,
invero, nella stagione 1994/95 un club della serie A tedesca, che aveva ingaggiato un calciatore
dilettante di unaltra societ come professionista, ha dovuto pagare unindennit di trasferimento
pari a 100.000 marchi. Per contro, una squadra della serie B tedesca, nella stessa stagione per il
medesimo calciatore, ha dovuto pagare, sempre a titolo di indennit di trasferimento, 45.000
marchi. Pi in generale, poi, secondo lavvocato generale, contro la ricostruzione dellindennit di
trasferimento quale compensazione dei costi di formazione depone la circostanza che tali somme
- in molti casi straordinariamente elevate - vengono pretese anche qualora ad effettuare il
passaggio di societ siano calciatori professionisti attempati. In siffatte ipotesi, invero, non
potrebbe pi parlarsi di preparazione e compensazione dei relativi costi posto che, se vero che
ogni societ calcistica seria consentir ai suoi giocatori di maturare in necessari progressi, e
altrettanto vero che in tal caso si tratta di spese che la societ effettua nel suo stesso interesse e
che il giocatore provvede a compensare con le sue prestazioni. Cfr. Conclusioni avvocato
generale, cit., 99, punto 237.

53

Nella sentenza in esame, in conformit ad un indirizzo gi pi volte seguito


nella prassi, la Corte al fine di salvaguardare la certezza del diritto ha ritenuto
opportuno limitarne la portata retroattiva, solo per la parte concernente
lindennit di trasferimento, a coloro che prima della sentenza abbiano intentato
azioni giuridiche o esperito rimedi equivalenti ai sensi del diritto vigente in
materia 140 .
Premesso ci, ne consegue che la pronuncia della Corte, produttiva di
immediati effetti anche nellOrdinamento giuridico italiano, ha sollevato un
problema di compatibilit con lart. 6 della Legge 23 Marzo 1981 n.91.
Cos il D.L. 20 settembre 1996 n. 485 - che aveva recepito con modifiche ed
aggiunte i precedenti D.L. 272 del 17 Maggio 1996 e il D.L. 383 del 22 Luglio
1996 - poi convertito nella Legge n.586 del 18 Novembre, ha abolito lindennit
di preparazione e promozione prevista normativamente dallart. 6 della citata
L.91/81141

140

C.f.r. M. Orlandi, Ostacoli alla libera circolazione dei lavoratori e numero massimo di
stranieri in una squadra: osservazioni in margine della sentenza Bosman, in Giustizia Civile,
1996, I, p.635: In effetti, se nel caso Bosman la Corte di Giustizia non avesse disposto
lapplicabilit ex nunc della sentenza, si sarebbe determinata una situazione nella quale le squadre
che hanno acquistato o ceduto ad altre squadre europee giocatori giunti alla fine del contratto, si
sarebbero trovati i bilanci sconvolti da crediti divenuti senza causa e da debiti che non avrebbero
pi dovuto onorare.
141
Art. 6 L. 91/81 Cessato, comunque, un rapporto contrattuale, latleta professionista libero
di stipulare un nuovo contratto. In tal caso, le Federazioni Sportive Nazionali possono stabilire il
versamento da parte della societ firmataria del nuovo contratto alla societ sportiva titolare del
precedente contratto di una indennit di preparazione e di promozione dellatleta professionista,
da determinare secondo coefficienti e parametri fissati dalla stessa federazione in relazione alla
natura ed alle esigenze dei singoli sport.
Nel caso di primo contratto, lindennit prevista dal comma precedente pu essere dovuta alla
societ o alla associazione sportiva presso la quale latleta ha svolto la sua ultima attivit
dielettantistica.
Alla societ o allassociazione sportiva che, in virt di un tesseramento dilettantistico o giovanile,
ha provveduto alladdestramento tecnico dellatleta, viene riconosciuto il diritto di stipulare il
primo contratto professionistico con lo stesso atleta. Tale diritto pu essere esercitato in pendenza
del precedente tesseramento, nei tempi con le modalit stabilite dalle diverse federazioni sportive
in relazione allet degli atleti e alle caratteristiche dei singoli.
La indennit di preparazione e di promozione dovr essere reinvestita, anche dalle societ o
associazioni che svolgono attivit dilettantistica, nel perseguimento di fini sportivi.
Art. 1 D.L. 485/96 1.Larticolo6 della legge 23 Marzo 1981, n. 91 sostituito dal seguente:
<<Art. 6 (Premio di addestramento e formazione tecnica). - Nel caso di primo contratto deve
essere stabilito dalle Federazioni sportive nazionali un premio di addestramento e formazione
tecnica in favore della societ od associazione sportiva presso la quale latleta ha svolto la sua
ultima attivit dilettantistica o giovanile
2. Alla societ od alla associazione sportiva che, in virt di tesseramento dilettantistico o
giovanile, ha provveduto alladdestramento e formazione tecnica dellatleta, viene riconosciuto il
diritto di stipulare il primo contratto professionistico con lo stesso atleta. Tale diritto pu essere
esercitato in pendenza del precedente tesseramento, nei tempi e con le modalit stabilite dalle

54

Tuttavia il legislatore italiano al fine di mitigare gli effetti dirompenti che


labolizione dei parametri generava sui bilanci delle societ di calcio, - che non
in linea con le Raccomandazioni Contabili FIGC avevano provveduto a
capitalizzare le presunta indennit di preparazione e promozione ai fini della
determinazione del valore da ammortizzare - ha previsto un regime transitorio
in forza del quale stato possibile, tanto per le societ che non avevano operato
corretti ammortamenti quanto per quelle che avevano operato correttamente,
spalmare le perdite di bilancio generate dalla pronuncia in oggetto
precedentemente esposta 142.
Appariva, tra laltro, necessario riconoscere una giuridica forma di tutela al
diritto di propriet delle societ calcistiche che intendono investire nella
valorizzazione dei vivai 143 144.
Cos in linea al principio che lo sport giovanile, in quanto dilettantistico si
esime dagli effetti della pronuncia in esame, il legislatore ha previsto che in
caso di primo contratto del giovane atleta venga riconosciuto un premio di
addestramento e promozione tecnica in favore della societ od associazione
sportiva presso la quale latleta ha svolto la sua ultima attivit dilettantistica o
giovanile145.
Inoltre lart.1, comma 2 del D.L. 485/96 riconosce alla societ od alla
associazione sportiva che in virt del tesseramento dilettantistico o giovanile ha
provveduto alladdestramento o promozione tecnica dellatleta, il diritto di
stipulare il primo contratto professionistico con lo stesso atleta.
A parte la doverosa considerazione che il disposto in esame, alla luce della
previsioni dellart. 10, comma 1, L.91/81 146 , concerne unicamente le societ
diverse federazioni sportive nazionali in relazione allet degli atleti ed alle caratteristiche delle
singole discipline sportive.
3. Il premio di addestramento e formazione tecnica dovr essere reinvestito, dalle societ od
associazioni che svolgono attivit dilettantistica o giovanile, nel perseguimento di fini sportivi>>..
142
Si veda in particolare il paragrafo 4.1.5.
143
Labolizione dei parametri povocher dissesti per i clubs che allenano i giovani ...... I vivai
verranno smantellati. Candido Cannarv, direttore della Gazzetta dello Sport. (editoriale del 7
Gennaio 1996).
144
Si veda in proposito il dibattito I vivai nel dopo Bosman. Problemi, prospettive e ipotesi di
soluzioni, Firenze, 30 Settembre 1996.I quaderni del Settore Sportivo FIGC n. 5.
145
Art. 1 c.1 D.L. 485 del 21 Settembre 1996.
146
Possono stipulare contratti con atleti professionisti solo le societ sportive costituite nella
forma di societ per azioni o di societ a responsabilit limitata.
Latto costitutivo deve preveder che gli utili siano interamente reinvestiti nella societ per il
perseguimento esclusivo dellattivit sportiva.
Prima di procedere al deposito dellatto costitutivo, a norma dellarticolo 2330 del codice civile,
la societ deve ottenere laffiliazione da una o da pi Fderazioni Sportive Nazionali riconosciute
dal CONI.
Gli effetti derivanti dallaffiliazione restano sospesi fino alladempimento degli obblighi di cui
allarticolo 11.

55

professionistiche, proprio il riconoscimento del diritto di opzione alla stipula


del nuovo contratto a rappresentare per molti 147 la maggiore tutela per il club
che ha allenato il giovane atleta.
4.1.3. Laspetto contabile
Il titolo giuridico che permette lappostazione contabile della societ
cessionaria del trasferimento il contratto che deve avere i requisiti richiesti
dalle norme federali.
Il momento temporale per la contabilizzazione quello della sottoscrizione
del contratto, sottoscrizione che deve essere comprovata da data certa148. Il
valore del diritto alle prestazioni di un calciatore deve risultare dal contratto di
Latto costitutivo pu sottoporre a speciali condizioni lalienazione delle azioni o quote.
Laffiliazione pu essere revocata dalla Fderazione Sportiva Nazionale per gravi infrazioni
allordinamento sportivo.
La revoca dellaffiliazione determina linibizione dello svolgimento dellattivit sportiva.
Avverso le decisioni della Federazione Sportiva Nazionale ammesso ricorso alla Giunta
Esecutiva del CONI, che si pronuncia entro sessanta giorni dal ricevimento del ricorso.
147
Per quanto attiene al discorso relativo ai << vivai>>: questo tema, a nostro parere, pi
complesso di quanto non sembrino pensare coloro che attribuiscono conseguenze catastrofiche,
da questo punto di vista, alla sentenza Bosman. Noi concordiamo con la necessit di fornire un
incentivo a chi investe nella formazione - o, se, si vuole, nella << scoperta>> e nello sviluppo di
giovani calciatori - e non condividiamo qunato detto dalla Corte in proposito. Ma, anche in questo
caso, le reazioni ci sembrano un pochino esagerate: se interpretiamo correttamente la sentenza,
rimane in essere il diritto di opzione, a favore della squadra in cui il giocatore calcisticamente
<<cresciuto>>, sul primo contratto da professionista di questi. A nostro parere, tale opzione
rappresenta, di per s, un compenso adeguato per gli investimenti relativi alla ricerca e alla
formazione del giocatore.
Franco Romani, Umberto Mosetti - Il diritto nel Pallone, Spunti per una analisi economica della
Sentenza Bosman, Riv. diritto Sportivo, 3/1996, p.450
148
In merito al momento rilevante ai fini della contabilizzazione del diritto pluriennale alle
prestazioni di un calciatore nel bilancio desercizio vi sono pareri discordanti. Autorevoli
esponenti della migliore dottrina aziendale che si sono interessati della materia sostengono che
momento rilevante per la rilevazione del diritto in esame quello della sottoscrizione del
contratto. Tale sottoscrizione deve essere comprovata da data certa ma non necessario (ai fini
contabili) il contemporaneo deposito presso la Lega (tale concetto stato, peraltro, ribadito dalla
Commissione di Studio che ha predisposto le raccomandazioni contabili per conto della FIGC ed
scritto nella raccomandazione contabile n.1.
Tale orientamento non per condiviso dalla CO.VI.SO.C., per il fatto che la Lega dopo aver
esaminato il contratto depositato presso di essa (tale deposito consentito per regola federale solo
dal 1 luglio, data di inizio della campagna acquisti/cessioni), potrebbe non considerarlo valido.
A detta della Segreteria Tecnica della CO.VI.SO.C., pertanto auspicabile che i conratti stipulati
in data anteriore allinizio della campagna acquisti/cessioni non vengano iscritti nel bilancio che si
chiude al 30 giugno, ma si attenda la ratifica della F.I.G.C. per la rilevazione contabile. La
fattispecie rileverebbe solo ai fini di uniscrizione nei conti dordine, in qualit di impegni assunti
dalla societ e nella nota integrativa andrebbe poi commentato che in sede di campagna
acquisti/cessioni il contratto in oggetto stato depositato e ratificato dalla Lega
ALBERTO TRON, Il bilancio nelle societ di calcio, Summa 80, Aprile 1994, p. 28.

56

trasferimento o da quello di cessione di contratto. La contabilizzazione


deve avvenire al costo indicato
Mentre ante sentenza Bosman per i calciatori professionisti il diritto poteva
derivare dal trasferimento nello stato di atleta svincolato oppure di atleta
legato da
contratto economico con altra societ delle Leghe
professionistiche, con le disposizioni del D.L. 485/96 - che aboliscono, come si
visto il riconoscimento dellIndennit di preparazione e promozione - la
contabilizzazione dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori avviene,
nel caso di acquisizione dei diritti alle prestazioni di professionisti, solo
nellipotesi di cessione di contratto.
Per lacquisizione del diritto alle prestazioni di un calciatore straniero extracomunitario con contratto scaduto, stante la non applicazione della sentenza
Bosman ai trasferimenti al di fuori dellambito C.E., liscrizione contabile dei
diritti acquisiti pari allindennit determinata in base ai parametri e
coefficienti stabiliti dalla federazione straniera cui appartiene la societ
cedente149.
Per il trasferimento del diritto relativo a calciatore con contratto in corso
invece, il prezzo del diritto alle prestazioni definito dalle parti in base ad una
libera contrattazione. Il corrispettivo pagato rappresenta per la societ
cessionaria il valore da iscrivere in bilancio.
La societ cedente pu registrare una plus o una minusvalenza patrimoniale
rispetto al valore netto del diritto ancora iscritto in bilancio150.
Il discorso fin qui condotto a proposito dei calciatori professionisti
facilmente estendibile allipotesi di trasferimento di calciatori non
professionisti.
Nel caso di trasferimento di atleti giovani e dilettanti il valore del diritto da
iscrivere pari al premio di addestramento e formazione tecnica corrisposto in
favore della societ od associazione sportiva.
Anche in questo caso, infatti, il premio dovuto alla societ presso la quale il
calciatore ha svolto lultima attivit dilettantistica si ottiene moltiplicando il
parametro base per determinati coefficienti tabellari.
Il parametro base rappresentato dal compenso globale annuo minimo
stabilito per i calciatori pi giovani della serie cui appartiene la societ con la
quale il calciatore stipula il primo contratto151.

149

DOCUMENTO F.I.G.C., cit. p.41.

150

Per le indennit rilevate a seguito di trasferimento di calciatori vincolati e federazioni europee,


lUEFA ha stabilito un tetto massimo periodicamente aggiornato.

151

DOCUMENTO F.I.G.C., cit. p.42.

57

Limporto del diritto da contabilizzare rappresentato dal premio di


addestramento e formazione. La societ cessionaria iscrive tale importo tra le
proprie attivit, mentre la societ cedente realizza una sopravvenienza attiva.
Infine analogo il trattamento contabile del trasferimento di un calciatore
proveniente dal settore giovanile con la peculiariet che se il calciatore proviene
dal proprio vivaio non iscrivibile alcun valor patrimoniale a fronte del
passaggio al professionismo.
La F.I.G.C. ha quindi dettato norme precise per la contabilizzazione di quelle
voci che in una societ di calcio fanno bilancio.
Per la societ cessionaria, il montante corrisposto per acquisire il diritto
esclusivo alle prestazioni dellatleta rappresenta una posta patrimoniale attiva a
carattere pluriennale e di natura immateriale.
Per la societ cedente il premio rappresenta una sopravvenienza attiva
iscrivibile, con distinta menzione, tra i proventi straordinari.
Quando invece oggetto di compravendita un calciatore in pendenza di
contratto, la societ cedente realizza una plusvalenza o una minusvalenza
patrimoniale pari alla differenza tra il valore contabile del calciatore (diritto
iscritto in bilancio meno il fondo ammortamento) e il valore di cessione152.
4.1.4.Lammortamento dei diritti pluriennali alle prestazioni dei
calciatori
Il nuovo schema di stato patrimoniale, definito dal codice civile in
recepimento della IV direttiva CEE redatto anche nellottica finanziaria e
pertanto le attivit sono indicate al netto delle corrispondenti poste rettificative
e nel passivo non figurano fondi a rettifica dei valori dellattivo.
Con la trasformazione, avvenuta nel 1966-67, delle associazioni calcistiche
in societ per azioni, il valore attribuito al cosiddetto capitale giocatori,
compreso per preciso obbligo di legge, tra le attivit dello stato patrimoniale di
bilancio, risultava rappresentantivo di un cespite sui generis alla stregua delle
immobilizzazioni tecniche delle imprese industriali, commerciali e di servizi.
In altri termini, sotto il profilo contabile, il giocatore vincolato sportivamente
a tempo indeterminato (cio per lintera durata della sua carriera agonistica) era
paragonabile ad un bene strumentale oggetto di diretta utilizzazione e di
scambio da parte del sodalizio proprietario del cartellino federale.
Pur nel presupposto che non poteva di certo trattarsi di un diritto reale di
propriet153, il relativo costo dacquisto, come tipico elemento partecipante alla
formazione del risultato economico di pi esercizi, era pertanto considerato
152

Art. 99 N.O.I.F.: Lndennit pu essere maggiorata del 5% per ogni stagione di tesseramento
federale del giocatore presso la societ della Lega nazionale dilettanti, limitatamente al termine
della stagione sportiva in cui il medesimo ha compiuto anagraficamente il 21 anno di et.
153
La societ non possiede il calciatore ma il diritto di utilizzare la sua opera, F. MANNI, cit.
p.31.

58

oggetto di ammortamento per quote imputabili a ciascun periodo


amministrativo.
Ai sensi della circolare ministeriale 10 Giugno 1966, n.320/720, per la
riconosciuta aleatoriet del rapporto sportivo, tale costo poteva essere ripartito
in tre esercizi, a decorrere da quello in cui si era verificato lacquisto, nella
misura del 60% per il primo, del 30% per il secondo e del residuo 10% nel
terzo.
I limiti sopra indicati costituivano tuttavia tetto massimo fiscalmente
ammissibile, sostitutivo della tabella dei coefficienti di ammortamento per le
attivit economiche di cui al D.M. 12 Agosto 1950 e successive
modificazioni154.
Con il 30 Giugno 1986 si esauriva il periodo quinquennale a disposizione
delle societ professionistiche per azzerare il valore di carico degli atleti tramite
adeguati parametri.
Leffetto sui bilanci societari stato evidente nel periodo 1981/86 , durante il
quale le societ hanno dovuto rimediare al grave stato di inadeguatezza del
fondo di stato patrimoniale relativo allammortamento dei diritti pluriennali
prestazioni calciatori portando crescenti quote di ammortamento annuali in
conto economico.
Non tutte, comunque, sembrano essere riuscite ad arrivare alla scadenza del
30 Giugno 1986 in regola con il dettato della legge 91 e dunque in tale data esse
avrebbero dovuto procedere allazzeramento del valore residuo della
consistenza contabile dellattivo relativa al valore dei giocatori.
Tale pratica avrebbe portato queste societ ad evidenziare vastissime perdite
che devono trovare immediata copertura mediante versamenti in conto capitale
dei dirigenti e dei soci.
Per evitare tale drastica ma obbligatoria risoluzione, tali societ hanno fatto
ricorso a escamotage contabili che contrastano i principi di esatta
rappresentazione delle realt aziendale descritti in precedenza. Daltro canto si
tratta di soluzioni contabili, che a distanza di anni in regime transitorio di durata
154

salvo rare eccezioni pu affermarsi che le aliquote mediamente applicate sono in effetti
risultate sempre inferiori ai massimali stabiliti con la predetta circolare ministeriale.
Tenuto conto del fatto che il vincolo che legava il calciatore alla societ era a tempo
indeterminato si aveva ragione nel procedere al progressivo ammortamento del costo iscritto in
contabilit con adeguate poste in conto economico proporzionali alla presunta vita operativa
(Tribunale di Roma 12 Luglio 1972, in Giur. Merito 1974, I, p.198.
Questultimo problema di carattere generale, trovava nel caso specifico dellatleta professionista
problemi applicativi assai complessi data levidente difficolt di determinare con oggettivit quale
sarebbe stata la vita operativa di un atleta, essendo vasta lalea di eventi in grado di alternarne
la durata e modificarne sensibilimente il valore di carico.
Va peraltro notato che tale problema - obsoleto per le societ che esercitano lo sport
professionistico - rimane di attualit per le associazioni sportive dilettantistiche, in quanto per esse
sussiste, con il tesseramento, il vincolo sportivo.

59

triennale, il D.L. 485 del 21 Settembre 1996, ha legittimamente riconosciuto


alle societ professionistiche che si trovavano a fronteggiare gli effetti
dirompenti provocati dalla Sentenza Bosman.
In particolare non si sarebbe proceduto allazzeramento del valore di carico
dei giocatori di cui scadeva il regime di vincolo, mantenendolo invece pari
allindennit di preparazione e promozione calcolata in base ai parametri
federali e al compenso contrattuale pattuito dopo la cessazione del vincolo.
A tale proposito non serve largomentazione - valida - che in caso di acquisto
da altra societ di un atleta svincolato poteva iscriversi nellattivo il relativo
valore dellindennit pagata. In tal caso, infatti, si tratta di un costo pluriennale
effettivamente sostenuto e relativo allacquisizione del diritto alle prestazioni di
un professionista per un tempo determinato, tramite il reintegro in termini
economici dei costi sostenuti dalla societ cedente per formarne e garantirne le
qualit professionali.
Laddove per, come nel caso di giocatori svincolati che hanno continuato a
fornire le loro prestazioni nella stessa societ, tale indennit rappresenti solo la
stima di un potenziale - e aleatorio - valore di realizzo, appare difficile far
collimare tale impostazione con i corretti criteri prudenziali imposti dalla legge
in tema di formazione dei bilanci desercizio155.
Peraltro tale aleatoriet 156- legata alla effettiva capacit di ottenere da un
ipotetico acquirente lindennit prevista dai parametri - appare particolarmente

155

Occorre considerare due ipotesi relative a questi super-ammortamenti calcolati nel periodo di
transizione:
a) prima del vincolo lammortamento stato calcolato seguendo certi principi e lo svincolo ha
introdotto una improvvisa riduzione della vita utile del cespite.
In questo caso il miglior ammortamento degli anni di transizione viene a coprire un
imprevedibile (sul piano del bilancio) evento negativo che appare pi vicino alla sopravvenienza
passiva o comunque ad un costo di carattere straordinario;
b) lammortamento stato volutamente sottovalutato per politiche di bilancio. Lo svincolo
evidenzia anche una situazione di sottovalutazione dei costi gi esistenti nella realt.
Qui lammortamento degli anni di transizione si suddivide in tre parti: ammortamento ordinario
(legato alleffettivo utilizzo di quegli anni), sopravvenienze passive (quote legate al carattere
imprevedibile dello svincolo) e minusvalenze (per le quote legate a politiche di bilancio), dal
momento che non pi possibile influire sui bilnaci passati. G. RUSCONI, cit. p.81.
156
Bisogna inoltre considerare che - come pi volte si detto - lart. 6 della legge 91/81 obbliga
solo al rispetto del valore massimo e le due societ possono accordarsi per valori inferiori.
Non questo un caso infrequente, specialmente quando il giocatore ha gi raggiunto una certa et,
oppure quando le sue prestazioni nel precedente campionato sono state inferiori alle aspettative od
infine quando lo stipendio percepito, e che vuole mantenere, giudicato elevato per le possibilit
della nuova squadra. Per tutti questi motivi, e considerando anche la possibilit di infortuni che
possono limitare il valore delle prestazioni professionali di un giocatore, aleatorio determinare
quale sar limporto che una societ di calcio effettivamente percepir come lindennit al
termine del rapporto contrattuale con un suo giocatore e pertanto, in ossequio al principio della

60

elevata in un momento, come lattuale, che vede un notevole turn over di


calciatori professionisti e non pochi di questi nella veste di disoccupati di
lusso, in mancanza di societ disposte a rilevarli alle condizioni richieste dalle
societ cedenti.
In sintesi appare inaccettabile - laddove qualche societ lo avesse paraticato laver mantenuto in bilancio quote residue di giocatori
svincolati
capitalizzandone la futura cessione. Peraltro in presenza di tali attivit non
ammortizzate entro i termini di legge, ci si troverebbe di fronte alla non
deducibilit dei futuri ammortamenti, oggetto di certa ripresa fiscale157.
Proprio gli ammortamenti di forti investimenti sostenuti dalle societ per
lacquisto dei diritti alle prestazioni sportive dei giocatori sono stati negli ultimi
anni al centro delle contestazioni della CO.VI.SO.C., lorganismo che vigila sul
calcio professionistico. Investimenti non certo contenuti se si considera che
nella stagione 1992-93 solo nei bilanci della serie A questa voce dellattivo
dello stato patrimoniale superer i mille miliardi158: una variazione in
diminuzione, del calcolo degli ammortamenti, del 10-20% in conseguenza di
politiche di bilancio potrebbe arrivare a mostrare artificiosamente un utile,
mandando in frantumi ogni speranza di costruire un quadro fedele
dellandamento economico-finanziario dei club calcistici.
Al fine di imporre criteri uniformi ed evitare quindi gli escamotage per
diluire i forti ammortamenti la F.I.G.C ha imposto vincoli pi rigidi. Cos nel
pi volte citato documento, che definisce il nuovo piano dei conti e la struttura
del bilancio per recepire le disposizioni del Dlg 9 Aprile 1991, n.127, la
Commissione159 indica rigorosamente i criteri da adottare per la determinazione
delle quote di ammortamento.
Il conto diritto pluriennale prestazioni calciatori va suddiviso in quattro
sottoconti: giocatori nazionali, stranieri, settore giovanile, calciatori altri
condizioni. Ciascuno dei sottoconti dovr essere rettificato dal fondo
ammortamento.
Inoltre nel documento si specifica che sottoconti ulteriori verrano accesi dalle
societ distinti per calciatore, in modo da permettere un collegamento tra le
scritture contabili e le annotazioni sul libro cespiti ammortizzabili.
Il criterio di ammortamento del diritto pluriennale alle prestazioni calciatori
da seguire quello della ripartizione del costo del diritto risultante dal
contratto di trasferimento o da quello di cessione del contratto in quote
prudenza, tale importo deve essere contabilizzato solo al momento delleffettivo realizzo e
costituir un utile solo in quellanno.
157

FIGOLI-GRIMALDI.SPOSITO, cit. p..251-252.


Fonte IL SOLE 24 ORE.
159
Commissione adeguamento piano dei conti e struttura del bilancio alla IV e VII direttiva CEE
nominata dal Consiglio Federale.
158

61

costanti per lintera durata del contratto economico che vincola il calciatore alla
societ cessionaria del diritto.
Lesercizio di decorrenza dellammortamento quello in cui avvenuto il
tesseramento del calciatore160.
Nel caso in cui nel corso del contratto le parti concordino il prolungamento di
detto contratto, la parte non ancora ammortizzata del costo del diritto potr
essere ammortizzata in relazione alla nuova durata del contratto. La societ
proceder quindi a redigere un nuovo piano di ammortamento a rate costanti
che terr conto del costo ancora da ammortizzare e della nuova durata del
contratto economico.
Qualora, allo scadere del contratto, lammortamento non sia stato
correttamente effettuato e si pervenga alla cessione del diritto, la societ
cedente rileva un sopravvenienza passiva pari al valore delle quote di
ammortamento non effettuate161.
Se la risoluzione del contratto avviene per cause non imputabili alle parti e
che rendono il calciatore non idoneo al proseguimento dellattivit sportiva
nessun ricavo sar indicato.
Quindi se un incidente dovesse ridurre la performance di un calciatore, a
fronte dellonere che residua dallammortamento praticato negli esercizi
precedenti, potr figurare solo leventuale indennizzo assicurativo162.
4.1.5.Gli effetti contabili del decreto spalmaperdite. Ipotesi applicative
Pur in presenza di rigide norme in ordine agli ammortamento dei diritti
pluriennali delle prestazioni dei giocatori163, prima della entrata in vigore delle
disposizioni introdotte con il D.L. 272/96, D.L. 383/96 e da ultimo con il D.L.
485/96 convertito nella L.586/96, le societ professionistiche seguivano tre
criteri per la determinazione delle quote di ammortamento dei diritti stessi 164
a) ammortamento dellintero costo sostenuto per lacquisizione del diritto
pluriennale alle prestazioni dei calciatori, in base alla durata del contratto.

160

Su tale disposizione non si concorda in riferimento ai contratti preliminari che, a pena di nullit
vanno depositati entro il 30 Giugno. Nel caso in oggetto, rispettando alla lettera la disposizione
federale dovrebbero imputarsi alla stagione che si conclude quote di ammortamento relative a
calciatori le cui prestazioni possono disporsi solo a partire dalla stagione successiva.
161
Si veda in proposito, per gli esercizi 1995/96, 1996/97 e 1997/98 le disposizioni agevolative
previste dal D.L. 485/96, noto anche come decreto spalmeperdite, le cui fattispecie applicative,
cos come definite dagli organi federali, sono esposte nel paragrafo che segue.
162
F. MANNI, cit. p.106.
163
Raccomandazione n. 2 Documento FIGC citato ed in dettaglio Capitolo III pargrafo 4.1.4
164
Documento FIGC, Lega Professionisti Serie C, del 15 Ottobre 1996 che riporta lesito
dellincontro informale avvenuto a Milano il 3 Ottobre 1996 tra tecnici della F.I.G.C., L.N.P. e
L.P.S.C.

62

b) ammortamento della differenza tra il costo sostenuto per lacquisizione del


diritto pluriennale alle prestazioni calciatori e limporto della Indennit di
preparazione e promozione ad essa dovuta dalla societ che avrebbe stipulato
un nuovo contratto con il calciatore, da determinarsi ex art.98 delle N.O.I.F..
c) ammortamento dellintero costo sostenuto per lacquisizione del diritto
pluriennale alle prestazioni dei calciatori, in base alla durata del contratto,
aumentato di due anni sulla scorta del settimo comma dellart.98 delle N.O.I.F.,
secondo il quale, il diritto alla corresponsione dellindennit si prescrive alla
fine della seconda stagione successiva a quella in cui cessato il rapporto
contrattuale.
Lart. 3 del D.L. 485/96 tende, lo afferma la relazione governativa, a
risolvere senza traumi per le societ sportive la perdita che si determina tra le
componenti attive del proprio bilancio, degli importi relativi ai crediti che per
premi le dette societ presumevano di percepire con riferimento ai giocatori
alle proprie dipendenze nella eventualit del loro passaggio ad altre societ. Si
prescrive, a tale proposito , che le dette societ potranno continuare a iscrivere
nel proprio bilancio, tra le componenti attive, in apposito conto, limporto
massimo pari al valore dellindennit relativa al detto premio maturata alla data
del 30 Giugno 1996; che le societ che si avvalgono di detta facolt debbono
procedere allammortamento del valore iscritto entro tre anni dalla data del 15
Giugno 1996, soggiacendo ai controlli che saranno eseguiti da ciascuna
federazione sportiva..
Lart. 3 del D.L. 485/96, pertanto, prevede la possibilit di iscrivere in
bilancio, tra le poste attive, in apposito conto, un importo massimo pari al
valore delle indennit di preparazione e promozione maturate alla data del 30
Giugno 1996, in base a una certificazione rilasciata dalla federazione sportiva
competente, conforme alla normativa vigente.
Tale valore deve costituire oggetto di ammortamento entro tre anni a partire
dal 15 Maggio 1996, fermo restando lobbligo del controllo da parte di ciascuna
federazione sportiva competente ai sensi dellart. 12.
Si pu osservare come la sentenza Bosman abbia determinato una situazione
simile a quella verificatasi a seguito dellabolizione del cosidetto vincolo
sportivo, disposta con lart. 16 della legge 91/1981. A seguito di tale riforma
si venne infatti a realizzare per le societ sportive unablazione di ricchezza,
attesa limpossibilit di iscrivere negli attivi di bilancio i valori connessi ai
diritti patrimoniali abrogati, e il legislatore, forse anche in considerazione delle
conseguenze patrimoniali sulle societ sportive, previde la possibilit della
corresponsione di unindennit di preparazione e di promozione, oggi
cancellata, e la gradualit dellabolizione del vincolo.
Attualmente il D.L. 485/1996 prevede labolizione proprio della suddetta
indennit con la conseguenza che si potrebbe determinare il venir meno di
63

unaspettativa patrimoniale, con eventuali conseguenze ai sensi dellart.2446


del c.c. (riduzione del capitale sociale per perdite), ma ha delineato un piano di
ammortamento in modo da consentire una piena ma graduale attuazione degli
effetti della riforma.
Lart. 3 del D.L. 485/96, sembrerebbe avere effetti, non unicamente collegati
al criterio di ammortamento seguito, negli anni precedenti, dei Diritti
pluriennali alle prestazioni calciatori, e, quindi, effetti prevalentemente
economici, ma dovrebbe risolvere senza traumi, anche , gli effetti
patrimoniali della perdita dellindennit di preparazione e promozione.
Infatti, lapplicazione della sentenza della Corte di giustizia delle Comunit
europee del 15 Dicembre 1995 (sentenza Bosman), indirettamente, determina
una perdita tra le componenti attive dei bilanci delle societ, degli importi
relativi ai crediti che le stesse societ presumevano di percepire per indennit di
preparazione e promozione ex art. 98 N.O.I.F., con riferimento ai calciatori
tesserati ma con contratto scaduto, nella eventualit di un loro tesseramento ad
altre societ.
Pertanto in forza di quanto osservato ed in linea ad un formale e sostanziale
ruolo di guida che esse hanno sempre rivestito, la FIGC e le Leghe
Porfessionistiche hanno formulato tre ipotesi interpretative aventi risvolti
unicamente economici, economici-patrimoniali o diretta a conseguire il maggior
rapporto profitto economico-patrimoniale.
Circa la rappresentazione economica, patrimoniale e contabile degli effetti
dellart. 3 del D.L. 20 Settembre 1996 n. 485 in particolare:165
I - Interpretazione avente risvolti unicamente economici
Le societ di calcio che hanno calcolato gli ammortamenti non gi sul valore
dei diritti alle prestazioni calciatori, ma sul valore dei diritti diminuito della
indennit di preparazione e promozione, alla scadenza del contratto,
determinanto ai sensi dellart. 98 NOIF, possono correggere il metodo adottato
nel bilancio al 30 Giugno 1996.
Lart. 3 del D.L. 20 Settembre 1996, n.485 ha stabilito: Allart. 16 della
legge 23 Marzo 1981, n. 91, sono aggiunti, infine, i seguenti commi: Le
societ sportive previste dalla presente legge possono iscrivere nel proprio
bilancio tra le componenti attive, in apposito conto, un importo massimo pari al
valore delle indennit di preperazione e promozione maturate alla data del 30
Giugno 1996, in base ad una apposita certificazione rilasciata dalla Federazione
sportiva competente conforme alla normativa in vigore.
Le societ che si avvalgono della facolt di cui al comma precedente
debbono procedere allammortamento del valore iscritto entro tre anni dalla
165

Ipotesi tratte dal documento F.I.G.C. citato nella nota 164.

64

data del 15 Maggio 1996, fermo restando lobbligo del controllo da parte di
ciascuna Federazione sportiva ai sensi dellart. 12.
Bilancio al 30 Giugno 1996
Caso A
La societ ha effettuato insufficienti ammortamenti, il contratto economico
del calciatore scade il 30 Giugno 1997.
In ipotesi che:
_il costo di acquisizione del contratto del calciatore sia di lire 18 miliardi;
_la durata del contratto sia di 3 anni (1994/95, 1995/96, 1996/97);
_gli ammortamenti iscritti nel Bilancio al 30.06.1195. (1994/95) siano di 4
miliardi, in quanto il procedimento adottato quello di cui al sub b,
considerando limporto dellindennit di preparazione e promozione pari a 6
miliardi;
_il diritto pluriennale alle prestazioni calciatori, residuo, indicato in bilancio
al 30 Giugno 1995, sia di 14 miliardi;
_lindennit di preparazione e promozione, alla scadenza del contratto,
determinata ai sensi dellart. 98 N.O.I.F., e certificata dalla federazione
competente, sia di 8 miliardi;
_il costo non ammortizzato dei diritti pluriennali alle prestazioni calciatori sia
di 2 miliardi.
Lammortamento del diritto pluriennale alle prestazioni calciatori, pertanto,
stato calcolato su 12 miliardi, in relazione alla durata del contratto. Cio il
valore di 12 miliardi era frazionato sulla durata del contratto di tre anni. La
quota annuale di ammortamento era di 4 miliardi (cio 12 miliardi:3 anni= 4
miliardi).
Alla scadenza del contratto con il giocatore, la societ avrebbe ancora iscritto
nel proprio stato patrimoniale il diritto pluriennale alle prestazioni del
calciatore, non ammortizzato, di 6 miliardi, che avrebbe dovuto essere
compensato dal provento relativo allindennit di preparzione e promozione
corrisposta dalla societ cessionaria del nuovo contratto con il giocatore, ai
sensi dellarticolo 6, comma 1, della legge 23 Marzo 1981, n. 91.
Con labolizione di detta indennit, la societ viene a trovarsi nella situazione
di non poter pi recuperare il costo non ammortizzato dei singoli giocatori alla
scadenza del contratto. Conseguentemente, il valore del costo non ammortizzato
dei singoli giocatori, avrebbe dovuto essere imputato al conto economico come
costo di esercizio derivante da insufficienti ammortamenti effettuati negli
esercizi precedenti.
Al fine di evitare laggravamento del risultato economico al 30 Giuigno
1996, il legislatore consentirebbe di scorporare dai Diritti pluriennali alle
prestazioni calciatori, lammontare del costo non ammortizzato dei singoli
giocatori, in questa ipotesi pari a 6 miliardi, sino alla concorrenza del valore
65

della indennit di preparazione e promozione al 30 Giugno 1996, calcolata ai


sensi dellart.98 N.O.I.F., che si ipotizza pari a 8 miliardi, ed iscriverla in una
specifica voce dello stato patrimoniale. Questa voce dovr essere ammortizzata
in tre esercizi a decorrere dal bilancio al 30 Giugno 1996.
Nel nostro caso il costo del giocatore di 18 miliardi sar suddiviso in due
parti:
_la prima di 12 miliardi continuer ad essere iscritta nella voce Diritti
pluriennali alle prestazioni calciatori, istituita dalla FIGC- Federazione Italiana
Giuoco Calcio, nel modello di stato patrimoniale appositamente predisposto;
_la seconda di lire 6 miliardi pari agli insufficienti ammortamenti, sar
iscritta nellambito delle immobilizzazioni immateriali dello stato
patrimoniale.
Il valore da iscrivere di 6 miliardi e non di 8 miliardi, in qunato gli
insufficienti ammortamenti vanno assunti sino alla concorrenza del valore
certificato.
la precedente voce di lire 12 miliardi continuer ad essere ammortizzata
secondo le precedenti regole, cio 4 miliardi allanno. Pertanto, per lanno
1995/96, lammortamento da iscrivere in bilancio sar di 4 miliardi, i diritti
pluriennali alle prestazioni calciatori residui saranno di 4 miliardi.
La nuova voce, Indennit di preparazione e promozione ex art. 3 D.L.
485/96, di 6 miliardi sar ammortizzata in tre anni, a decorrere dal bilancio al
30 Giugno 1996.
Aspetto estremamente significativo la mancata imposizione di un criterio
rigido di ammortamento. Non viene imposta infatti dal legislatore la
ripartizione in quote costanti nel triennio, pure consentita, la riduzione a due
oppure a un anno. La norma stabilisce un limite massimo e non quello minimo
(entro tre anni).
la rappresentazione, nel bilancio al 30.06.1996 sar la seguente:
di quanta parte di tale costo complessivo si ritiene opportuno stornare a
patrimonio. Tale percentuale pu variare anche snsibilmente, di anno in anno, a
seconda dellandamento dei risultati sportivi conseguiti dalle giovanili,
dallemergere o

Stato Patrimoniale
....................
B) IMMOBILIZZAZIONI
....................
....................
III)Immateriali
66

- Diritti pluriennali alle


prestazioni calciatori
- Indennit di preparazione
e promozione art3 D.L. 485/96

4
6

- Lindennit di preparazione e promozione art. 3 D.L. 485/96, pu essere a


mmortizzata in tre anni, per quote costanti, o in due anni, o in un anno.
nellesempio si presume che lammortamento avverr nei due anni
successivi.

Conto Economico
A) Valore della produzione
..................
B) Costi della produzione
..................
10) Ammortamenti e svalutazioni
Diritti pluriennali alle prestazioni
calciatori
.....................
Le scritture contabili sono le seguenti:
Indennit di preparazione e promozione
art. 3 D.L. 485/96

Ammortamento Diritti pluriennali alle


prestazioni calciatori

30.06/1996
a iritti pluriennali alle prestazioni
calciatori
L 6 mld
30.06.1996
aDiritti pluriennali alle prestazioni
calciatori
L. 4 mld

Il conto Diritti pluriennali alle prestazioni calciatori, ha avuito la seguente


movimentazione:

DIRITTI PLURIENNALI ALLE PRESTAZIONI CALCIATORI


DARE
Acqusizione diritto

AVERE
18

Ammortamento S.S. 94/95

4
67

Indennit di preparzione
e promozione art.3 D.L.485/96
Totale dare

18

Saldo conto

Totale avere

4
14

II - Interpretazione avente risvolti economici e patrimoniali


Una seconda interpretazione, tenuto conto dellampia portata dellart. 3 del
D.L. 485/96, che sistemerebbe non solo gli effetti economici, ma anche quelli
patrimoniali, causati dalla sentenza Bosman, consentirebbe lapplicazione
dellart. 3 del D.L. 485/96, non solo alle societ che hanno effettuato
insufficienti ammortamenti (effetti economici), ma anche, alle societ che
hanno adottato il criterio di ammortizzare il costo dei giocatori in base alla
durata del contratto, e che, comunque, unitamente alle altre societ, in relazione
agli effetti della sentenza Bosman, realizzerebbero una perdita tra le
componenti attive dei bilanci, pari agli importi relativi ai crediti che le stesse
societ presumevano di percepire per indennit di preparazione e promozione
ex art. 98 N.O.I.F., con riferimento ai calciatori tesserati ma con contratto
scaduto, nella eventualit di un loro tesseramento ad altre societ (effetti
patrimoniali).
In tale ipotesi:
_il valore dei diritti pluriennali alle prestazioni calciatori, verrebbero imputati
al conto economico come costo dellesercizio;
_il valore delle indennit di preparazione e promozione, certificato dalle
competenti federazioni sportive, verrebbe iscritto interamente tra le componenti
attive del bilancio;
_verrebbe costituito un Fondo ripianamento perdite ex art 3 D.L. 485/96,
tra le componenti passive del bilancio, in contropartita del valore dellindennit
di preparazione e promozione, certificata dalle competenti federazioni e,
quindi, di pari valore;
_lindennit di preparazione e promozione iscritta in bilancio, sar
ammortizzata in tre anni, a decorrere dal bilancio al 30 Giugno 1996. Non viene
imposta dal legislatore la ripartizione in quote costanti nel triennio; pure
consentita la riduzione a due oppure a un anno. la norma stabilisce un limite
massimo e non quello minimo (entro tre anni).

68

Lapposizione della indennit di preparazione e promozione nelle


immobilizzazioni immateriali pu riguardare sia i contratti scaduti al 30 Giugno
1996, sia i contratti che scadono oltre il 30 Giugno 1996.
Il Fondo ripianamento perdite ex art. 3 D.L. 485/96, cos costituito, potr
essere destinato unicamente, alla copertura di perdite di bilancio.
Bilancio al 30 Giugno 1996
1 Caso
La societ ha effettuato insufficienti ammortamenti, il contratto economico
del calciatore scade il 30 Giugno 1997.
In ipotesi;
_il costo di acquisizione del contratto del calciatore sia di lire 10 miliardi ;
_la durata del contratto sia di 3 anni (1994/95, 1995/96, 1996/97);
_gli ammortamenti iscritti nel Bilancio al 30.06.1995 (1994/95) siano di 2
miliardi, in quanto il procedimento di ammortamento adottato quello di cui al
sub c;
_il diritto pluriennale alle prestazioni calciatori, residuo, indicato in bilancio
al 30.06.1995, sia di 8 miliardi;
_lindennit di preparazione e promozione, alla scadenza del contratto,
determinata ai sensi dellart. 98 N.O.I.F., e certificata dalla federazione
competente, sia di 9 miliardi;
_il costo non ammortizzato dei diritti pluriennali alle prestazioni calciatori sia
di 1,3 miliardi.
Lammortamento del diritto pluriennale alle prestazioni calciatori, pertanto,
stato su 10 miliardi, tenuto conto della durata del contratto pari a tre anni, pi 2
anni ex settimo comma art.98 N.O.I.F..
La rappresentazione, nel bilancio al 30.06.1996, sar la seguente:

Stato Patrimoniale
A) Patrimonio netto
..................
B) IMMOBILIZZAZIONI
..................
..................
ex art.3 DL 485/96

VII) Fondo ripianamento perdite

II) Immateriali
- Diritti pluriennali alle prestazioni calciatori
- Indennit di preparazione e

//

69

promozione art.3 D.L. 485/96

- Lindennit di preparazione e promozione art. 3 D.L. 485/96, pu essere


ammortizzata in tre anni, per quote costanti, o in due anni, o in un anno.
Nellesempio si presume che lammortamento avverr nei due anni
successivi.

Conto Economico
A) Valore della produzione
..................
B) Costi della produzione
..................
10) Ammortamenti e svalutazioni
- Diritti pluriennali alle prestazioni calciatori

.................
Le scritture sono le seguenti:
30.06.1996
Indennit di preparazione e promozione Fondo ripianamento perdite ex art.
3
ex art. 3 D.L. 485/96

a D.L. 485/96
L.9 mld
30.06.1996

Ammortamenti e svalutazioni Diritti


pluriennali alle prestazioni calciatori

Diritti pluriennali alle prestazioni


a calciatori
L.8 mld

Il conto Diritti pluriennali alle prestazioni calciatori, ha avuto la seguente


movimentazione:

70

DIRITTI PLURIENNALI ALLE PRESTAZIONI CALCIATORI


Dare
Acqusizione diritto
2

10

Avere
Ammortamento S.S. 94/95
Ammortamenti e svalutazioni
S.S. 95/96

8
Totale dare
10

10

Totale avere

Saldo conto

//

Nel caso in cui la societ dovesse chiudere il bilancio in perdita, potrebbe


utilizzare, per il ripianamento di tutta o parte della perdita, il conto Fondo
ripianamento perdite ex art. 3 D.L. 485/96 sino alla concorrenza di 9 miliardi.
2 Caso
La societ ha effettuato corretti ammortamenti, il contratto economico del
calciatore scade al 30 Giugno 1997.
In ipotesi:
_il costo di acqusizione del contratto del calciatore sia di lire 10 miliardi;
_la durata del contratto sia di 3 anni (1994/95, 1995/96, 1996/97);
_gli ammortamenti iscritti nel Bilancio al 30.06.1995 (1994/95) siano di 3,3
miliardi, in quanto il procedimento di ammortamento adottato quello di cui al
sub a;
_il diritto pluriennale alle prestazioni calciatori, residuo, indicato in bilancio
al 30 Giugno 1995, sia di 6,7 miliardi;
_lindennit di preparazione e promozione, alla scadenza del contratto,
determinata ai sensi dellart. 98 N.O.I.F., e certificata dalla federazione
competente, sia di 9 miliardi.
Lammortamento del diritto pluriennale alle prestazioni calciatori, pertanto,
stato calcolato su 10 miliardi, tenuto conto della durata del contratto pari a tre
anni.
La rappresentazione, nel bilancio al 30.06.1996, sar la seguente

Stato Patrimoniale

71

...................
B) IMMOBILIZZAZIONI
...................
perdite

VII)

Fondo

ripianamento

ex art.3 DL 485/96
9
II) Immateriali
- Diritti pluriennali alle
prestazioni calciatori
- Indennit di preparazione e
promozione art.3 D.L. 485/96

//
9

- Lindennit di preparazione e promozione art. 3 D.L. 485/96, pu essere


ammortizzata in tre anni, per quote costanti, o in due anni, o in un anno.
Nellesempio si presume che lammortamento avverr nei due anni
successivi.

Conto Economico
A) Valore della produzione
...................
B) Costi della produzione
..................
10) Ammortamenti e svalutazioni
- Diritti pluriennali alle prestazioni calciatori

6,7

.................
Le scritture sono le seguenti:
30.06.1996
Indennit di preparazione e promozione Fondo ripianamento perdite ex art. 3
ex art. 3 D.L. 485/96
a
D.L. 485/96
L.9 mld
30.06.1996
Ammortamenti e svalutazioni Diritti
72

Diritti pluriennali alle prestazioni

pluriennali alle prestazioni calciatori

calciatori
L. 6,7 mld

Il conto Diritti pluriennali alle prestazioni calciatori, ha avuto la seguente


movimentazione:

DIRITTI PLURIENNALI ALLE PRESTAZIONI CALCIATORI


Dare
Acqusizione diritto

10

Avere
Ammortamento S.S. 94/95

3,3

Ammortamenti e svalutazioni
S.S. 95/96
6,7
Totale dare

10

Totale avere

10

Saldo conto

//

Nel caso in cui la societ dovesse chiudere il bilancio in perdita, potrebbe


utilizzare, per il ripianamento di tutta o parte della perdita, il conto Fondo
ripianamento perdite ex art. 3 D.L. 485/96 sino alla concorrenza di 9 miliardi.
III Interpretazione tesa a conseguire il maggior profitto economicopatrimoniale
La terza interpretazione si fonda su un preciso obiettivo, riuscire ad ottenere,
attraverso lapplicazione dellart. 3 del D.L. 485/96, il massimo profitto
economico-patrimoniale.
Stante la proposizione di tale postulato, si ipotizza la possibilit di
considerare lintera indennit di preparazione e promozione, certificata dalla
federazione competente, tra le componenti attive del bilancio e, la relativa
contropartita, come ricavo straordinario di esercizio, e non Fondo
ripianamento perdite ex art. 3 D.L. 485/96, come nella II ipotesi.
La sopraindicata appostazione contabile porta alla realizzazione di una sorta
di rivalutazione economica dei diritti pluriennali alle prestazioni calciatori, in
quanto al valore contabile degli stessi si affiancherebbe e sommerebbe il
73

valore dellindennit di preparazione e promozione, certificata dalle competenti


federazioni, ottenendo, per, un valore complessivo del diritto superiore al
valore di mercato, che dovrebbe essere rappresentato dallindennit di
preparazione e promozione certificata dalla federazione.
Lapplicabilit della presente interpretazione deve essere fatta tenendo in
debito conto quanto disposto dagli artt. 2423 e seguenti c.c..
Per completezza di esposizione, comunque, si illustra la rappresentazione
economico-patrimoniale e contabile di tale III interpretazione.
In tale ipotesi:
_il valore delle indennit di preparazione e promozione, certificato dalle
competenti federazioni sportive, verrebbe iscritto interamente tra le componenti
attive del bilancio;
_in contropartita del valore dellindennit di preparazione e promozione,
certificata dalle competenti federazioni, sarebbe costituita da una
Sopravvenienza attiva ex art. 3 D.L. 485/96 da iscrivere tra i ricavi
dellesercizio;
_nel caso di insufficienti ammortamenti, gli stessi sarebbero imputati
interamente al conto economico come ammortamenti e svalutazioni;
iscritta in bilancio, sar
_lindennit di preparazione promozione
ammortizzata in tre anni a decorrere dal bilancio al 30 Giugno 1996. Non viene
imposta dal legislatore la ripartizione in quote costanti nel triennio; pure
consentita la riduzione a due oppure a un anno. la norma stabilisce un limite
massimo e non quello minimo (entro tre anni).
Lappostazione
della indennit di preparazione e promozione nelle
immobilizzazioni immateriali pu riguardare sia i contratti scaduti al 30 Giugno
1996, sia i contratti che scadono oltre il 30 Giugno 1996.
Bilancio al 30 giugno 1996
Caso Z
La societ ha effetuato corretti ammortamenti, il contratto economico del
calciatore scade il 30 Giugno 1997.
In ipotesi che:
_il costo di acquisizione del contratto del calciatore sia di lire 18 miliardi;
_la durata del contratto sia di 3 anni ( 1994/95, 1995/96 1996/97);
_gli ammortamenti iscritti nel Bilancio al 30.06.1995 (1994/95) siano di 6
miliardi, in quanto il procedimento adottato quello di cui al sub a;
_il diritto pluriennale alle prestazioni calciatori, residuo, indicato in bilancio
al 30 giugno 1995, sia di 12 miliardi;
_lindennit di preparazione e promozione, alla scadenza del contratto,
determinata ai sensi dellart. 98 N.O.I.F., e certificata dalla federazione
comptente, sia di lire 8 miliardi;
74

Lammortamento del diritto pluriennale alle prestazioni calciatori, pertanto,


stato calcolato su 18 miliardi, tenuto conto della durata del contratto pari a tre
anni.
La rappresentazione, nel bilancio al 30.06.1996, sar la seguente:

Stato Patrimoniale
.................
B) IMMOBILIZZAZIONI
.................
..................
II) Immateriali
- Diritti pluriennali alle
prestazioni calciatori
- Indennit di preparazione e
promozione art.3 D.L. 485/96

6
8

- Lindennit di preparazione e promozione art. 3 D.L. 485/96, pu essere


ammortizzata in tre anni, per quote costanti, o in due anni, o in un anno.
Nellesempio si presume che lammortamento avverr nei due anni
successivi.
Conto Economico
A) Valore della produzione
..................
5) Altri ricavi e proventi
- Sopravvenienze attive ex art.3 D.L. 485/96

B) Costi della produzione

10) Ammortamenti e svalutazioni


- Diritti pluriennali alle prestazioni calciatori

.................
Le scritture contabili sono le seguenti:
75

30.06.1996
Indennit di preparazione e promozione
ex art. 3 D.L. 485/96
a

Sopravvenienze attive ex art. 3


D.L. 485/96
L.8 mld
30.06.1996

Ammortamenti e svalutazioni Diritti


pluriennali alle prestazioni calciatori

Diritti pluriennali alle prestazioni


calciatori
L. 6 mld

Il conto Diritti pluriennali alle prestazioni calciatori, ha avuto la seguente


movimentazione:

DIRITTI PLURIENNALI ALLE PRESTAZIONI CALCIATORI


Dare
Acqusizione diritto

Totale dare

Avere
18

18

Ammortamento S.S. 94/95

Ammortamenti e svalutazioni
S.S. 95/96

Totale avere

12

Saldo conto

4.2. Capitailizzazione costi vivaio


Lapproccio alla valutazione dei giovani atleti non titolari di contratto
economico, e come tali non professionisti, diverso secondo che si tratta di
giovani appartenenti al vivaio o provenienti da altre societ. Nel secondo caso

76

valgono le considerazioni relative alla valutazione degli atleti appartenenti alla


prima squadra.
La societ per i giovani provenienti dal proprio vivaio non ha sostenuto alcun
onere pluriennale, ma esclusivamente costi di esercizio. Si pone quindi il
problema di capitalizzare al termine di ciascun periodo i costi sostenuti per
laddestramento dei giovani. Quanto ai metodi di valutazione appare
interessante evidenziare alcune ipotesi formulate.
La prima riguarda la valutazione singola di ogni giocatore fatta dal suo
allenatore specifico in collaborazione con il responsabile del settore giovanile.
La somma delle valutazioni di tutto il vivaio al netto del precedente valore
contabile, costituisce limporto da stornare dal conto economico e iscrivibile
nello stato patrimoniale in aggiunta a quanto operato negli esercizi precedenti.
In tale ipotesi, comunque, non sembra corretto capitalizzare un valore che sia
superiore al costo effettivamente sostenuto per il funzionamento del vivaio, in
quanto sul valore patrimoniale dei giovani atleti - per quanto dotati - grava un
elevato grado di aleatoriet.
Onde evitare tale rischio si pu procedere in modo inverso, iniziando a
determinare il costo desercizio relativo al funzionamento del settore giovanile
per poi procedere alla definizione meno dei talenti in quantit,
dallandamento della gestione nel suo complesso e cos via.
La fase successiva consiste nel ripartire tra tutti gli interessati - in modo
uniforme o meno - la parte del costo precedentemente evidenziata in modo tale,
comunque, che ogni componente del vivaio, ad operazione ultimata non
presenti un valore contabile superiore a quello di mercato166.
Dei due metodi preferibile il secondo in quanto non tende ad evidenziare in
bilancio utili sperati, ma esclusivamente a capitalizzare gli oneri relativi
alladdestramento dei giocatori nei limiti di una prudente valutazione delle
performances dei calciatori e in ogni caso non oltre i costi sostenuti per il
funzionamento del settore giovanile, limitatamente a quelli di specifica
imputazione167.
E tuttavia necessario precisare come lesigenza - esplicita nelle tredici
raccomandazioni168 contabili della Commissione federale - di definire in
maniera univoca ed uniforme i criteri di valutazione delle poste di bilancio
aventi riflessi pluriennali, abbiano reso opportuna una revisione dei criteri di
valutazione dei costi del viavaio.
166

G. CESARINI, Aspetti particolari del bilancio desercizio delle societ di calcio, in


R.I.R.E.A., n.12, 1985 p.617-618.

167

F. MANNI, cit. p.47.


Raccomandazioni dettate allinsegna della trasparenza con le quali si ritiene che la F.I.G.C.
abbia inagurato la terza era del mondo del calcio.
168

77

Cos limportante comunicato ufficiale della F.I.G.C., 24/a del 26 Febbraio


1986169, sottolineava che i costi capitalizzati per la formazione e
laddestramento sportivo dei giocatori costituenti il vivaio della societ, iscritti
nel bilancio relativo allesercizio chiuso il 30/06/1985, dovessero essere
ammortizzati a partire dallesercizio 1986/86 con aliquota pari almeno al 20%,
precisando altres che a partire dallesercizio 1985/86 non sarebbe stata pi
ammessa la capitalizzazione dei suddetti oneri.
In questo modo tutti i costi del vivaio si consideravano di competenza
dellesercizio in corso, prescindendo dal fatto che si potesse essere in presenza
di investimenti di lungo periodo, recuperabili attraverso future cessioni di
contratti o premi di formazione tecnica.
Il discorso sul vivaio veniva ulteriormente chiarito dallaffermazione che in
ogni caso non si consentiva di attribuire una valutazione patrimoniale ai
calciatori provenienti dal vivaio che sottoscrivano con la societ il primo
contratto professionistico170.
Ulteriore norme sul trattamento contabile di questultima
indennit
precisavano lestrema prudenza con cui si muoveva la Federazione sul piano
delle capitalizzazioni ed in particolare lo scopo di evitare assolutamente
politiche di bilancio che annacquassero il capitale e che, in assenza di una
precisa regolamentazione, avevano caratterizzato la gestione del calcio
professionistico nell era presvincolo. Attualmente la F.I.G.C. pur
nellosservanza del fondamentale principio della prudenza, ha dettato una
normativa pi snella volta, a premiare gli investimenti nella valorizzazione delle
giovani leve.
Cos riconoscendo i costi del vivaio come oneri pluriennali, ne ha
consentito la capitalizzazione ma solo nella loro globalit senza riferimento
alcuno ai singoli calciatori.
Se infatti appare difficile far collimare, con i corretti principi prudenziali
imposti dalla legge, la capitalizzazione di un potenziale futuro, e aleatorio,
valore di realizzo relativamente ad un calciatore gi professionista, a maggior
ragione deve condividersi limpostazione federale di vietare la capitalizzazione
dei costi con riferimento al singolo giovane dove lalea che questo diventi un
campione molto alta.
Pertanto, in ossequio delle disposizioni federali, sono capitalizzabili soltanto
i costi di struttura e di gestione propriamente riferibili ed imputabili al vivaio
quali:
169
Si tratta delle disposizioni economico-finanziarie per le societ di serie A, B, C/1, C/2, circa i
trasferimenti e i tesseramenti dei calciatori per la stagione sportiva 1986/87 e i principi
informatori dei controlli di competenza della F.I.G.C..
170

G. RUSCONI, cit. p.85.

78

- premi di formazione ed addestramento tecnico corrisposti per il tesseramento


di giovani calciatori;
- vitto, alloggio, locomozione, gare;
- rimborsi spese a calciatori;
- allenatori, istruttori e tecnici del vivaio;
- assicurazione infortuni;
- spese sanitarie.
I costi capitalizzati trovano collocazione tra le immobilizzazioni immateriali
nella voce Capitalizzazione costi vivaio.
I costi in argomento seguono un piano di ammortamento a quote costanti per
un periodo di cinque anni a decorrere dallesercizio in cui si sono sostenuti.
Lammortamento va effettuato con il metodo indiretto, con levidenziazione
nello stato patrimoniale, del fondo ammortamento a rettifica esplicita del costo
capitalizzato171.

4.3.

Compartecipazione ex art.102 bis Noif

Altra voce caratteristica dellAttivo patrimoniale di una societ di calcio


riguarda le Compartecipazioni ex art.102-bis N.O.I.F..
Larticolo in questione regola il diritto di partecipazione agli effetti
patrimoniali che consegue la cessione definitiva di un contratto avente come
oggetto il diritto alle prestazioni di un calciatore professionista.
In pratica, una societ che ha acquistato il diritto alle prestazioni sportive di
un calciatore professionista per effetto di cessione definitiva di contratto pu
contemporaneamente stipulare un accordo con la societ cedente che preveda
un diritto di partecipazione di questultima, in misura paritaria, agli effetti
patrimoniali conseguenti alla titolarit del contratto (art.102 bis NOIF, 2
comma).
E importante innanzi tutto rilevare che il diritto di partecipazione deriva da
un nuovo contratto e che quindi deve essere regolato in modo distinto rispetto al
contratto che ha per oggetto la cessione del diritto alle prestazioni sportive del
calciatore172.
171

DOCUMENTO F.I.G.C., cit. p.52.


La disiplinal contabile delle compartecipazioni (prevista appunto normativamente dallart. 102
bis delle Norme Organizzative Interne della F.I.G.C.) contenuta esaustivamente nella terza delle
13 Raccomandazioni contabili diffuse dalla F.I.G.C. per la redazione del bilancio delle societ
calcistiche professionistiche; raccomandazioni indicate nel documento per lattuazione delle
disposizioni contenute nel decreto legfislativo 9/4/1991 n. 127.
172

79

Infatti mentre lacquisizione del diritto alle prestazioni sportive del calciatore
configura, senza dubbio, per la societ cessionaria una posta a carattere
pluriennale che produce i sui effetti per tutto larco temporale in cui il giocatore
svolge la sua attivit presso la societ acquirente, il diritto di partecipazione
assume veste ben diversa.
Cos mentre il diritto alle prestazioni del calciatore ha natura patrimoniale ed
identifica un bene immateriale rilevato del conto diritti pluriennali prestazioni
calciatori, il diritto di partecipazione ha anchesso, per la societ cessionaria del
diritto di partecipazione (prima cedente del diritto alle prestazioni sportive),
natura patrimoniale ma rappresenta una attivit finanziaria da includere
nellattivo, nella categoria delle Immobilizzazioni Finanziarie.
Per la societ cedente il diritto di partecipazione (prima cessionaria del
diritto alle prestazioni sportive) la predetta cessione comporta liscrizione di
una passivit finanziaria da collocarsi nel passivo dello Stato Patrimoniale, nella
categoria Debiti, sotto la voce Debiti per Compartecipazione ex art. 102-bis
N.O.I.F..
Il diritto di partecipazione deve essere espresso nel contratto e deve essere
limitato agli effetti patrimoniali conseguenti al diritto di partecipazione.
Infatti la societ cessionaria che ha in precedenza ceduto, in corso di
contratto, il diritto alle prestazioni del calciatore ha perso ogni diritto nei
confronti del calciatore, sia riguarda alle sue prestazioni sia riguardo alla
titolarit del tesseramento.
La partecipazione quindi limitata ai risultati di un affare in comune con la
societ titolare dei diritti sportivi relativamente alla cessione da parte di
questultima di detti diritti a terzi.
La societ compartecipante ha cos solo il diritto a partecipare al 50% delle
somme incassate ma deve sottoscrivere unitamente al calciatore latto di
cessione o latto di risoluzione consensuale del contratto con il calciatore;
inoltre essa pu diventare cessionaria del diritto alle prestazioni del calciatore
nel caso di mancata cessione e di ricorso alle buste con lofferta pi elevata
delle parti interessate alla partecipazione.
Si in presenza quindi di un vero e proprio contratto di associazione in
partecipazione il cui oggetto limitato ad una ripartizione del risultato futuro
tra le parti, non di natura economica ma di natura patrimoniale.
Il titolo giuridico che consente lappostazione nello Stato patrimoniale sia per
il cedente sia per il cessionario del diritto di partecipazione rappresentato
dal contratto ed il momento temporale in cui deve avvenire liscrizione
identificato nella sottoscrizione del contratto.

E proprio alla terza raccomandazione che si fa continuo riferimento.

80

Il valore da attribuire alla partecipazione pari allimporto versato dall


associazione che non direttamente legato al corrispettivo che la societ
titolare del diritto alle prestazioni ha pagato alla sua cessionaria (ora
associante).
Quindi il contratto per lacquisizione di un diritto di partecipazione ex
art.102-bis N.O.I.F. subordinato alla preventiva cessione, da parte della stessa
societ, del diritto alle prestazioni del calciatore in pendenza di contratto, ad
unaltra societ.
Come stato precisato in precedenza si tratta per di due contratti tra di loro
non legati da condizioni giuridiche e che producano effetti patrimoniali,
finanziari ed economici diversi.

4.3.1Effetti patrimoniali
La societ titolare del diritto alle prestazioni proprietaria del 100% dei
diritti e quindi del patrimonio legato agli stessi.
- La societ che ha ceduto i diritti alle prestazioni del calciatore ha eliminato
dal suo patrimonio il valore del diritto rilevando eventuali plus-minusvalenze ad
iscrivendo nellattivo patrimoniale le somme pagate per il diritto alla
partecipazione che mantiene fino allo scadere dellaccordo.

4.3.2Effetti finanziari
- La societ titolare del diritto alle prestazioni paga, tramite Lega, alla societ
cedente lintero costo del diritto pi lIVA ed incassa, sempre tramite Lega,
limporto corrispondente alla quota di partecipazione ceduta.
- La societ che ha ceduto diritti alle prestazioni incassa, tramite Lega, il
corrispettivo della cessione pi IVA e paga, tramite Lega, limporto
corrispondente alla quota di partecipazione acquisita. Trattandosi infatti di
partecipazione finanziaria, questultimo corrispettivo non deve essere
assoggettato ad IVA; ai sensi dellart.2 DPR 633/72 il contratto non genera
materia imponibile.

4.3.3Effetti economici
- La societ acquirente dei diritti alle prestazioni del calciatore rileva nel
proprio conto economico per ogni esercizio come componenti negativi gli
ammortamenti (calcolati sul costo secondo la durata del contratto) ed i costi di
gestione del contratto (stipendi, premi, rimborsi spese, assicurazioni etc.).
Nel caso di cessione del contratto ad altre societ o, per effetto delle buste, la
societ di provenienza del calciatore, rilever sullintero costo di acquisizione al
81

netto degli ammortamenti effettuati, la plusvalenza o la minusvalenza


realizzata sulla differenza tra il costo al netto degli ammortamenti ed il
corrispettivo totale ed imputer al proprio conto economico lonere
sulloperazione finanziaria pari al 50% della differenza tra il costo del diritto
pluriennale al lordo degli ammortamenti ed il corrispettivo incassato (nel caso
di maggior corrispettivo) o il provento a carico della societ compartecipata nel
caso di corrispettivo incassato inferiore al detto costo.
- La societ acquirente del diritto alla partecipazione, rilever solo alla
risoluzione dellaccordo il provento della partecipazione (operazione
patrimoniale positiva) nella voce altri proventi finanziari o lonere della
partecipazione nel caso contrario nella voce interessi ed altri oneri finanziari.

4.3.4Un esempio
Un esempio pu certamente rendere pi chiaro il trattamento contabile del
fenomeno delle compartecipazioni:
La societ Alfa acquista dalla societ Beta, nellesercizio n, il diritto alle
prestazioni del calciatore Tizio per 1.500.000.000 + IVA stipulando con lo
stesso un contratto quadriennale.
Contestualmente la societ Beta, attraverso la stipula di un distinto ed
opportuno contratto, acquista dalla societ Alfa un diritto di compartecipazione
ex art.102 bis per 750.000.000 durata un anno.
Nellesercizio successivo, n+1, una terza societ acquista il diritto alle
prestazioni del calciatore versando, tramite Lega, 1.800.000.000.

SCRITTURE DELLA SOCIETA ALFA


Esercizio n.
luglio n
Diversi

Lega c/trasferimenti

Diritti pluriennali prestaz. giocat.


Iva su acquisti

1680

1500

180

per il corrispettivo trasferimento defin. diritto prestaz.


luglio n
Lega c/trasferimenti a
ex art.103 bis NOIF
82

Debiti per compartecip. 750

per quota di partecipazione


Mensilmente la societ Alfa, provvede alla liquidazione e al pagamento degli
emolumenti spettanti al calciatore.
luglio n.
agosto n
.
Salari e stipendi

Debiti v/il personale

per compensi mensili lordi


Le raccomandazioni contabili della FIGC, precedentemente esposte, hanno
evidenziato come per lammortamento dei diritti alle prestazioni dei calciatori,
debba procedersi allimputazione ad ogni esercizio di quote costanti per lintera
durata del contratto.
30/06/n+1
Ammortamento diritto plur. 375
prestaz. gioc.a
Fondo ammortam. diritti
plur. prestaz. gioc.
per la quota di ammortamento dellesercizio n (1500:4)
Esercizio n+1
Nella campagna tasferimenti di Luglio dellanno n+1, la societ Alfa
trasferisce il diritto alle prestazioni di Tizio ad una terza societ.
Il prezzo definito, liberamente contrattato, trattandosi di un calciatore in
pendenza di rapporto, consente alla societ Alfa di lucrare una plusvalenza da
alienzione, pari alla differenza tra il prezzo convenuto per il trasferimento e il
costo dacquisto originariamente sostenuto da Alfa, al netto del relativo Fondo
Ammortamento.
luglio n+1
Diversi

Diversi 2391

Lega c/trasferimenti 2016


Fondo ammortamento diritto
plurienn.prestaz.giocat.
375
83

Diritti plurien.prestaz
giocatori
Plusvalenze su realizzo
Erario c/Iva

1500

675

216

per il corrispettivo e le plusvalenze sulla cessione diritti Societ Zeta


E necessario a questo punto, provvedere alla risoluzione dellaccordo di
partecipazione.
Come previsto dallart.102 bis NOIF la Societ Alfa, dovr corrispondere
alla Societ B
eta, il 50% delle somme incassate.
Se la differenza tra il corrispettivo di cessione della Societ Zeta e il costo del
diritto originariamente sostenuto da Alfa, e quindi al lordo degli ammortamenti,
positiva, allora Alfa dovr rilevare un onere da compartecipazione pari al 50%
della suindicata differenza.
Se tale differenza negativa, Alfa rilevera un provento da partecipazione.
Diversi

Lega c/trasferimenti

Debiti per compartecipaz.

900

750

Oneri da compartecipaz.
150
per risoluzione accordo di partecipazione e rilevazione quota utile
partecipante

SCRITTURE PER LA SOCIETA BETA


Esercizio n
luglio n
Lega c/trasferimenti a

Diversi 1680

Diritti plur.prest.gioc 1500


Erario c/Iva 180
per cessione diritto prestazioni
E possibile altres che la societ beta consegna una plus-minusvalenza
tenendo conto dellimporto di cessione e dellammontare del fondo ripartizione.
84

luglio n

Compart.ex art.102 bis

Lega c/trasferimenti

750

per acquisto quota di partecipazione


Nella campagna trasferimenti della stagione n+1 la societ Beta ha diritto a
ricevere il 50% delle somme incassate dalla vendita del calciatore.
rilever in questo specifico caso un provento alla compartecipazione pari alla
met del maggior valore tra lammontare del trasferimento a Zeta e limporto
delloriginario trasferimento ad Alfa.

Lega c/trasferimenti a

Diversi 900

Compart.ex art102 bis


Prov.da compartecip.150
ex art.102 bis

750

4.4.Titoli, partecipazioni e rimanenze


Il conto Titoli e Partecipazioni merita una breve riflessione eclusivamente per
il fatto dellesistenza di un obbligo alla sottoscrizione di quote di capitale di due
societ imposto alle affiliate alla Lega Nazionale Professinisti:
- Cooperativa Fidicalcio s.r.l., la cui attivit finalizzata al rilascio di
fidejussioni alla Federazione;
- Immobiliare Vecchie Mura Spagnole s.p.a., proprietaria della sede della
Lega Nazionale Professionisti. Per quanto riguarda questa seconda
partecipazione, lobbligo venuto meno nel corso del 1988173.
Raro il caso di controllo di una societ che si occupa ad esempio della
stampa di giornali o di riviste sociali o della gestione e coordinamento dei vari
club di tifosi.
Per quanto attiene al magazzino la rilevanza nelle societ di calcio assai
modesta, concretizzandosi appena nel materiale sanitario, in quello sportivo e in
pochi altri elementi, i quali acquistati nel periodo amministrativo considerato,

173

C.Teodori, cit. pag.95.

85

non risultano ancora ammortizzati al termine del periodo stesso, ovvero al


momento dellesposizione analitica della struttura del capitale della societ.
Si conviene, allora, considerare lacquisto di quei beni di esclusiva
competenza dellesercizio e, quindi, quali componenti negativi del risultato
economico del periodo considerato senza, pertanto, procedere alla
capitalizzazione del valore delle rimanenze di tali beni174.
Lassenza delle scorte, sia di materie prime che di prodotto finito, conferisce
nella stagione sportiva, maggiori margini di affidabilit al reddito.
Ci dovuto al carattere dellattivit esercitata, lo spettacolo calcistico un
prodotto che come tutti i servizi non immagazzinabile, ma allo stesso
tempo, lattivit calcistica si distingue dalle altre offerte di servizi, per il fatto
che le risorse utili per la realizzazione dello spettacolo sono anchesse prive
della possibilit di immagazzinamento.
La struttura tecnico-produttiva non ha, nella gestione calcistica, quel peso, in
termini relativi, tale da apportare apprezzabili motivi di arbitrariet nelle
valutazioni175.
Solamente le valutazioni del diritto sportivo ha un peso tale da apportare
consistenti gradi di soggettivit al risultato economico176.
In fondo il problema delle scorte nei team calcistici, viene assorbito nel pi
generale problema della valutazione delluso e del valore del capitale umano.

4.5Crediti
Tra le voci che compongono lattivo circolante di una societ calcistica, il
peso
maggiore in termini quantitativi, senza dubbio rappresentato dai crediti.
Nella nuova impostazione fornita dal Dlg.127/91 in recepimento della IV
Direttiva CEE, per i crediti ed i debiti, necessaria la separata indicazione degli
importi esigibili oltre lesercizio successivo.
La voce crediti verso clienti fa riferimento essenzialmente alle operazioni
di compravendita dei giocatori effettuate con altre societ calcistiche italiane
ed estere.
Tuttavia mentre il costo sostenuto per usufruire delle prestazioni di un
giocatore straniero viene corrisposto direttamente alla societ estera,
controparte nel precedente rapporto con il giocatore, le operazioni di
trasferimento e di cessioni di contratto tra affiliate alla F.I.G.C., sono regolate
tramite conti accentrati presso la Leghe di competenza che fungono, alluopo,
174
175

176

G. CATTURI, cit. p.428.


F. MANNI, cit. p. 89.
G. RUSCONI, cit. p.121.

86

da stanza di compensazione per le operazioni di trasferimento tra le varie


societ..
La voce crediti v/altri una voce residuale collegata a parecchie diverse
situazioni gestionali e la cui ambiguit non viene risolta neppure a livello del
piano dei conti federale.
La composizione pu spaziare dai crediti verso le compagnie di assicurazione
per risarcimenti connessi agli infortuni dei calciatori, ai crediti verso lerario per
ritenute dacconto subite, dai crediti v/terzi per sponsorizzazioni e pubblicit ai
crediti per la cessione dei diritti radio-televisivi. In tale gruppo rientra anche il
saldo attivo del conto F.I.G.C. c/campionato che rappresenta il conto
intrattenuto con la Lega di competenza e che accoglie tutte le partite creditorie
e debitorie connesse ad una serie di operazioni gestite dalla Lega stessa che
vanno, a titolo meramente esiplificativo, dalla distribuzione dei proventi pay-tv
e pay per view e dei contributi relativi al concorso pronostici alladdebitamento
delle ammende irrogate dai Collegi arbitrali e delle quote da ristornare al fondo
fine carriera degli atleti professionisti.
Sempre nellambito di questo gruppo occorre far rientrare i debiti verso le ex
correlate relativamente a rapporti sorti nelle gestioni sportive precedenti.
Si tratta, quindi di rapporti sorti a seguito di operazioni differenti di grande
importanza ed il suo significato contabile non ha una tale omogeneit da essere
ridotto ad ununica voce177.
Da qui limportanza, di unattenta redazione della nota integrativa la cui
funzione, ordinariamente, quella di aiutare il lettore alla comprensione dei
valori numerici iscritti a fine esercizio nello stato Patrimoniale e nel Conto
Economico, attraverso spiegazioni (esempio: i criteri applicati nella valutazione
delle voci), esposizione di flussi dinamici (esempio: i movimenti delle
immobilizzazioni e le variazioni di altre voci) ed appunto analisi di unit di
valore (esempio: scomposizioni e suddivisioni di voci)178.
Per le societ calcistiche, la caratteristica di collocare il servizio - e cio la
vendita dello spettacolo - in contanti e spesso in via anticipata rispetto
allerogazione dello stesso179, nonch la circostanza che le operazioni di
trasferimento avvengono sotto il controllo degli organi federali che in molte
circostanze richiedono la prestazione di opportune fidejussioni suppetive a

177

IBIDEM, p.110.

178

V. SALAFIA, R.RIZZARDI, C.ONESTI: Il nuovo bilancio desercizio. Principi civilistici, aspetti


contabili e profili fiscali. IST. editore, 1993.
179

Si pensi allo sfasamento esistente, per esempio, tra la vendita per contanti degli abbonamenti e
lerogazione successiva dello spettacolo calcistico.

87

garanzia degli impegni economici assunti in tali operazioni, limitano


notevolmente il rischio rinveniente dallinsolenza dei crediti180.
Comunque per quanto riguarda la valutazione dei crediti a fine esercizio, la
Figc nella raccomandazione n.7, impone che, sia quelli appartenenti allattivo
immobilizzato sia quelli appartenenti allattivo circolante, siano iscritti secondo
il presumibile valore di realizzo e quindi al loro valore nominale, diminuito
dellimporto dei fondi di svalutazione o di rischio (portati direttamente in
diminuzione del valore nominale).
In altri termini, la svalutazione non deve essere operata, come spesso accade,
sulla base della normativa fiscale (art.71 Dpr 917/86), ma secondo la ipotizzata
inesigibilit dei crediti181.
Infine, per le rilevazioni di crediti in moneta estera, la contabilizzazione degli
stessi, deve avvenire in moneta italiana, al cambio del momento in cui le stesse
sono effettuate. A fine esercizio, nel caso di crediti in moneta estera a breve
termine in bilancio, i relativi valori devono essere adeguati al cambio di fine
esercizio, con la solo passibilit di non adeguamento, nel caso di differenza di
cambio che comporti un utile. Nel caso di crediti a medio e lungo termine in
moneta estera, ladeguamento al cambio di fine anno, deve avvenire solo se
emerge una differenza cambio che comporti una perdita, le differenze cambi
vengono incluse nel conto economico, come proventi e oneri finanziari in
quanto assimilabili a detti proventi e oneri182.

4.6Patrimonio Netto
Il patrimonio netto deve essere rappresentato con conti raggruppati e separati
dalle passivit nella specifica sezione denominata Patrimonio netto.
180

F. MANNI, cit. p.89.


<<Spesso prevalsa in modo ossessivo labitudine a redigere i bilanci aventi funzione
civilistica utilizzando criteri e regole stabiliti ai soli fini della determinazione del reddito
dimpresa. In queste relazioni di bilnacio abbiamo letto che la valutazione dei crediti stata
effettuata avvalendosi genersalmente del solo accantonamento previsto dallart.71 T.U.I.R., o
ancor peggio, le quote di ammortamento sono state stimate utilizzando le aliquote massime
consentite dai decreti ministeriali emanati ai soli fini fiscali.
Qualcuno poi andato addirittura oltre, capitalizzando il supero del 5% delle spese di
manutenzione e pervenendo cos a delle assurdit di natura contabile, non imposte neppure dalla
normativa fiscale>>. R.RIZZARDI, cit. p.27.
181

182

DOCUMENTO F.I.G.C., cit. p.27.


A ben vedere si tratta comunque di una disciplina dettata principalmente per i debiti in valuta
estera pi che per i crediti. Le operazioni con le quali si acquista il diritto alle prestazioni di
calciatori affiliati a federazioni straniere superano di gran lunga per numero e per valore le
operazioni di trasferimento allestero di calciatori italiani. Si tratta in questultimo caso,
generalmente, di calciatori a fine carriera; le relative transazioni sono perci concluse a valori
molto contenuti per i quali non sorgono specifici problemi contabili.

88

Nella sua composizione, il patrimonio netto evidenzia il capitale sociale, le


riserve nelle varie specie, gli utili e le perdite (queste ultime con segno
negativo) degli esercizi precedenti riportati a nuovo e dellesercizio in esame.
Premesso che le societ affiliate alla F.I.G.C. non potevano, prima delle
modificazioni introdotte dal D.L. 485/96, art.4, per statuto, distribuire utili ai
soci, possibile ancora evidenziare nel patrimonio netto delle societ
calcistiche, come componente delle altre riserve, il conto Riserva per utili
non distribuiti ex art. 2423 e 2426 c.c.
Poich lart.86183 NOIF prevede che i debiti infruttiferi e postergati verso i
soci e i versamenti a capitale infruttifero, non vengano considerati , ai fini
dellindebitamento per la determinazione del parametro ricavi/indebitamento, la
Federazione raccomanda di collocare dette voci a completamento del
patrimonio netto, rappresentando le stesse mezzi propri della societ184.
Si tratta, questa, di una raccomandazione quanto meno discutibile. Se pur
vero, infatti, che tali debiti vanno riscossi in via postergata rispetto agli altri
debiti contratti dallimpresa calcistica, si comunque in presenza di passivit
aziendali, di obbligazioni che la societ in questione dovr pur sempre
adempiere.
Pu pertanto contestarsi limpostazione federale di non considerare
lindebitamento postergato verso i soci nella determinazione dellindicatore
della capacit operativa di mercato dei club calcistici.
Proprio in virt del fatto che in non poche societ questi assumono unentit
rilevante, la richesta di rimborso da parte dei soci finanziatori che intendono
recedere, pu mettere in serie difficolt quelle societ la cui salute risulta gi
minata da un atteggiamento di mercato basato su errate valutazioni della prorpia
capacit operativa.
Proprio la voce soci conto finanziamenti infruttiferi una voce tipica dei
bilanci delle societ di calcio. Tipico il ricorso ai crediti postergati che
equivalgono a dei veri e propri aumenti di capitale netto.
E importante rilevare come, su questa voce, emerga unanomalia esistente
tra squadre di calcio professionistiche e le imprese usuali.
E infatti vero che molte societ commerciali (specie se non di rilevanti
dimensioni dal punto di vista del volume daffari) ricorrono al finanziamento da
parte degli stessi soci, ma ci ha lo scopo di evitare di elevare il capitale sociale

183

Lart. 86 NOIF detta le norme per il controllo amministrativo delle societ professionistiche.

184

DOCUMENTO F.I.G.C., cit. p.29.


Il prametro di cui si fa riferimento, e la cui trattazione verr in seguito ripresa, consente di definire
le condizioni per liscrizione ai campionati e lammissione allacquisizione del diritto alle
prestazioni dei giocatori (il collocamento in pratica in una delle tre fasce di operativit).

89

e di finanziarsi con mezzi solo apparentemente di terzi (in questo caso tra
laltro possibile dedurre eventuali interessi passivi dal reddito imponibile).
Nel caso delle aziende calcistiche la ragione invece assai diversa, perch
queste societ di solito assorbono, nel lungo periodo, pi risorse finanziarie di
quanto ne generino. Nella realt, si visto che, i vantaggi indiretti connessi alla
presidenza di un club calcistico (in certi casi accettabili anche da un
superficialmente inspiegabile aumento di valori dei pacchetti azionari di
controllo rispetto al capitale sociale recuperabile in caso di liquidazione) fanno
s che i crediti postergati non siano un puro regalo mecenatico al gioco del
calcio185.
Allo stato attuale, le imprese calcistiche per continuare ad esistere
necessitano di continue ricapitalizzazioni volte ad annullare i negativi effetti
della gestione186. La mancata disponibilit degli azionisti a ripianare le perdite
conduce o alla scomparsa dellimpresa dal mercato o alla sua continuazione in
capo ad una nuova compagine proprietaria.
Questultima soluzione pare essere la normalit per le societ sportive che
militano nei campionati di serie A e B187.

4.7Trattamento fine rapporto lavoro subordinato

185

G. RUSCONI, cit. p. 120.

186

<<Cresce linvestimento delle societ di calcio per assicurarsi gli assi del pallone.
Nella stagione terminata il 30 Giugno 1992, il diritto pluriennale alle prestazioni giocatori, cio il
valore di acquisizione, ha superato gli 864 miliardi solo per la serie A.
Un incremento del 25,7% rispetto alla stagione precedente, destinato ad incrementarsi
ulteriormente: gli assegni staccati durante lultima campagna trasferimenti di Luglio non sono,
infatti, contabilizzati nei bilanci al 30 Giugno scorso. Dunque facile ipotizzare per lesercizio in
corso il superamento di quota mille miliardi.
Una cifra enorme la cui conseguenza il massiccio ricorso allindebitamento con il rischio di
mandare in tilt le societ pi deboli, quelle che non sono in grado di apportare mezzi per il
ripianamento delle perdite.
Basti pensare che nel solo 1991-92 in serie A sono state necessarie ricapitalizzazioni per 85
miliardi.
Le perdite per la serie A, nella scorsa stagione hanno superato i 70 miliardi: la gestione sportiva in
realt, stata negativa per 188 miliardi ma i 118 miliardi di saldo positivo tra plusvalenze e
minusvalenze hanno in parte graziato il risultato finale>>.
PAOLA BOTTELLI, Calciatori: dribbling in bilancio, in Il Sole 24 Ore, 8 Marzo 1993.

187

F. MANNI, cit. p. 57.

90

Rappresenta il debito maturato, alla data di bilancio, a favore dei lavoratori


subordinati non tesserati, determinato in conformit alla legge ed ai contratti in
vigore.
Nel piano dei conti predisposto dalla Federazione, allinterno dello stesso
gruppo stato incluso il conto Versamenti dovuti al fondo di fine carriera
calciatori ed allenatori anche se tali versamenti non rappresentano un
accantonamento al fondo per trattamento di fine rapporto in quanto la gestione
affidata per legge ad ente autonomo.
Pertanto il conto evidenzier in Avere lammontare delle somme dovute dalla
societ allEnte per il titolo in relazione agli emolumenti corrisposti a giocatori
e tecnici tesserati, e in Dare i versamenti periodici effettuati. Il saldo eventuale
rappresenter il debito corrente verso lEnte Fondo fine carriera calciatori e
allenatori salvo il caso di maggiori versamenti effettuati da conguagliare in
sede di liquidazione periodica188.

4.8.Debiti
Nelleconomia della quasi totalit delle squadre di calcio, lindebitamento
sicuramente la principale fonte di finanziamento durevole189.
I debiti che una societ affiliata alla FIGC pu assumere sono classificati, in :
a) Debiti ricorrenti per la gestione ordinaria
b) Debiti sorti per far fronte ad operzioni straordinarie eccezionali.
Tra i primi si ricomprendono tutti i debiti sorti nellambito di operazioni che
rientrano nellattivit caratteristica della societ ed in particolare i debiti verso i
fornitori di beni e servizi, il personale (tesserati e non tesserati), verso lErario e
verso gli Istituti Previdenziali per le partite correnti. Detti debiti non
188

Piano dei conti e struttura del bilancio, p. 100. Documento redatto a cura della FIGC Roma,
Agosto 1992.

189

<< Corsa allindebitamento, continui aumenti di capitale per ripianare le perdite, crollo degli
incassi, sono queste le premesse di una crisi senza precedenti del calcio italiano.
Come per leconomia anche per lo sport pi popolare i problemi finanziari si incrociano con le
inchieste giudiziarie.
Il deficit del calcio italiano stato alimentato con gli stessi sistemi di Tangentopoli come, la
bancanota fraudolenta, il falso in bilancio, i pagamenti clandestini estero su estero, le fatturazioni
fittizie e le frodi fiscali.
Nellultimo anno il livello di indebitamento accumulato dalle 18 formazioni oggi in serie A, ha
raggiunto la cifra di 581 miliardi, circa il 47% in pi rispetto alla stagione precedente.
Sulla base delle regole emanate dalla Federcalcio perfino grandi club come Milan e Juventus
potrebbero non possedere i requisiti di bilancio per continuare ad operare come compratori sul
calcio mercato>>.
Bilanci presi a calci GIUSEPPE SARCINA e GIANFRANCO TURANO, Il Mondo, 21 Marzo 1994.

91

comportano particolari problemi di contabilizzazione o condizione di


assunzione ed i principi di rilevazione sono quindi quelli previsti dalla norma
generale190.
Molto pi dettagliata era invece la disciplina relativa ai debiti sorti per far
fronte ad operazioni straordinarie ed eccezionali.
Per cui lart.19 dello Statuto tipo delle societ calcistiche, in ossequio al
disposto dellart.89 delle N.O.I.F. - ed al pi generale precetto contenuto
nellart.12 della L.91/81 - sottolineava che le deliberazioni del Consiglio
damministrazione concernenti :
a) lassunzione di mutui, rilascio di fidejussioni, creazioni di scoperti di c7c
nonch ogni altra operazione finziaria che abbia leffetto di creare un debito a
carico della societ sia verso i terzi che verso i propri soci;
b) il rilascio di garanzie sui beni sociali e lemissione di cambiali;
c) lacquisto e vendita di beni immobili;
d) tutti gli atti di straordinaria amministrazione:
acquistavano efficacia solo dopo lapprovazione degli organi federali
competenti191.
Ci significava che tutti gli indebitamenti non rientranti tra quelli
classificabili come indebitamenti per la gestione ordinaria non acquistavano
rilevanza, anche contabile, fino allapprovazione da parte della F.I.G.C.
La Federazione, nella racomandazione n.8, evidenzia distintamente gli
indebitamenti per operazioni, rientranti tra quelle sopra richiamate, che pi
spesso si verificano presso le societ:
- debiti verso societ di leasing;
- debiti verso societ di factoring;
- debiti per anticipazioni;
- debiti per anticipi su sponsorizzazioni;
- debiti verso istituti di credito in conto corrente o per altre operazioni;
- debiti verso societ finanziarie con cessioni di diritti o altre garanzie;
- debiti verso societ contraollanti o soci non rientranti nei versamenti in c/c
capitale o infruttiferi e postergati192.

190

Doc. F.I.G.C. cit. p. 70.

191

Lart. 89 N.O.I.F. dopo aver ripreso nel primo comma alla lettera lobbligo espresso nellart.
12 L.91/81, specifica nel secondo comma che << non sono soggette ad esame istruttorio formale,
ai fini del rilascio dellapprovazione da parte della F.I.G.C. , le deliberazioni delle societ
concernenti esposizioni finanziarie che non determino una flessione del parametro al di sotto del
valore minimo tre del rapporto ricavi/indebitamento>>.
192

Doc. F.I.G.C., cit. p. 72.

92

Nel dettare, con il pi volte citato D.L. 485/96 - le disposizioni urgenti per
la societ professionistiche - arricchite dalle preziose modifiche apportate in
sede di conversione dalla L.586/96 - il legislatore ha inteso riformare il ruolo
dei controlli nelle societ sportive professionistiche. Pertanto con la nuova
formulazione dellart.12 della L.91/81193 gli organi di controllo delle
Federazioni sportive, ed in particolare per la F.I.G.C. la CO.VI.SO.C. ,
dovranno limitarsi a verificare lequilibrio finanziario della societ affiliate al
solo fine di garantire il regolare svolgimento dei campionati sportivi. Viene
meno pertanto, con le disposizioni in esame, lobbligo del preventivo vaglio da
parte degli organi federali di controllo per quelle operazioni che potevano
comportare, per le societ calcistiche, esposizioni finanziarie particolarmente
gravose.
Nei debiti verso altri finanziatori sono compresi i versamenti effettuati dai
soci in conto capitale infruttifero, in conto anticipazioni temporanee, in conto
finanziamenti postergati ed infruttiferi. Anche in questo caso la rilevanza
contabile di dette operazioni subordinata al rispetto di un preciso iter dettato
da un pi generale principio di trasparenza della gestione. Tali versamenti
infatti, assumono rilevanza rispetto alla societ solo se risultano eseguiti presso
un istituto di credito su conti intestati alla societ stessa. Nellipotesi, poi, di
versamenti da parte dei soci di somme a copertura di perdite, tali versamenti
dovranno essre effettuati mediante utilizzo di c/c bancario presso Istituto di
Credito in rapporto con la societ194.
La struttura della categoria dei debiti, nel passivo patrimoniale di una societ
calcistica, pu risultare pi dettagliata, per le pi volte menzionate esigenze di
chiarezza espositiva imposte dal dettato civilistico, rispetto allimpostazione
contenuta nel Dlgs.127/91. Cos possono evidenziarsi eventuali debiti per
compartecipazioni, debiti verso enti settore specifico e debiti verso tifosi.
Come evidenziato in un precedente paragrafo il diritto di partecipazione
assume veste ben diversa rispetto allacquisizione del diritto alle prestazioni
sportive. Cosi per la societ acquirente il diritto alle prestazioni, il corrispettivo
incassato per la cessione del diritto di compartecipazione configura una posta
patrimoniale passiva che produrra effetti reddituali solo al momento della
cessione del diritto ad altra compagine o della risoluzione della

193

Cfr. D.L. 485/96art. 4, c.2, cos come modificato dalla L.586/96 al solo scopo di garantire il
regolare svolgimento dei campionati sportivi, le societ di cui allart.10 sono sottoposte al fine di
verificarne lequilibrio finanziario, ai controlli ed ai conseguenti provvedimenti stabiliti dalle
federazioni sportive, per delega del CONI secondo le modalit ed i principi da questo approvati
194
IBIDEM. Si tratta della Raccomandazione contabile n. 10 in cui si specifica anche che i
versamenti in conto capitale devono essre sottoposti ad imposta di registro dell1%. Il titolo degli
altri versamenti e leventuale fruttuosit devono risultare da documento scritto.

93

compartecipazione, che pu avvenire consensualmente tra le due societ o


tramite il ricorso alle buste.
La voce debiti v/enti settore specifico, accoglie di regola i debiti verso la
SIAE, gli eventuali debiti verso lUEFA per le competizioni internazionali,; e
verso le altre societ calcistiche, quando, come consentito dalla Federazione, il
pagamento dei corrispettivi relativi alla campagna trasferimenti ripartito in
due stagioni.
Infine nel caso di abbonamenti annuali contabilizzati in via anticipata, prima
cio della chiusura del precedente esercizio, necessario rilevare in contabilit,
nella voce debiti v/tifosi, un debito nei confronti dei titolari dellabbonamento
per lintero importo riscosso.

5.Il Conto Economico: analisi delle voci tipiche


Il conto economico previsto dallart.2425 c.c. presenta una classificazione
per natura ed ha come fine la determinazione del valore e dei costi della
produzione.
Non permette di ottenere un risultato operativo ed evidenzia un valore della
produzione costituito da elementi eterogeni.
La Federazione richiama lattenzione sullobbligo di presentare il conto
economico secondo lo schema di legge, includendo tra i proventi e gli oneri
straordinari le plusvalenze da cessione diritti pluriennali calciatori, e le
minusvalenze da cessione diritti pluriennali prestazioni calciatori.
I corrispettivi pagati o ricevuti per prestazioni temporanee di tesserati,
trovano collocazione rispettivamente tra i costi per godimento di beni di terzi
(locazioni operative) e tra gli altri ricavi e proventi (ricavi cessione temporanea
calciatori).
I proventi e gli oneri da compartecipazione ex art. 102-bis NOIF, sono inclusi
rispettivamente tra gli altri proventi finanziari195 e tra gli interessi ed altri oneri
finanziari.
Conto economico civilistico
A) VALORE DELLA PRODUZIONE
1) Ricavi delle vendite e delle prestazioni
2) Variazioni delle rimanenze dei prodotti in corso
di lavorazione semilavorati e finiti
3) Variazione dei lavori in corso su ordinazione
4) Incrementi di immobilizzazioni per lavori interni
195

Doc. F.I.G.C., cit. p. 30.

94

5) Altri ricavi e proventi:


a) Ricavi cessione temporanea
b) Contributi conto esercizio
c) Premi di preparazione e formazioene tecnica
d) Sponsorizzazioni e diritti vari
e) Altri ricavi e proventi
Totale

(B) COSTI DELLA PRODUZIONE


6) Per materie prime, sussidiarie, di consumo e merci
7) Per servizi
8) Per godimento di beni di terzi
9) Per il personale
a) salari e stipendi
b) oneri sociali
c) Trattamento fine rapporto
d) trattamento di quiescenza e simili
e) altri costi
10) Ammortamenti e svalutazioni
a) amm.to immobilizzazioni immateriali
b) amm.to immobilizzazioni materiali
c) altre svalutazioni delle immobilizzazioni
d) svalutazioni dei crediti compresi nellattivo
circolante e delle disponibilit liquide
11) Variazioni delle rimanenze di materie prime,
sussidiarie di consumo e di merci
12) Accantonamenti per rischi
13) Altri accantonamenti
14) Oneri diversi di gestione
a) Spese varie organizzazione gare
b) Spese per ufficiali gare
c) Tasse iscrizioni gare
d) Oneri diversi di gestione
Totale
Differenza tra valore e costi della produzione (A-B)
(C) PROVENTI E ONERI FINANZIARI
15) Proventi da partecipazioni
- in imprese controllate
- in imprese collegate
95

- in altre imprese
- da compratecipazioni ex art. 102 bis NOIF
16) Altri proventi finanziari
a) da crediti iscritti nelle immobilizzazioni
- verso imprese controllate
- verso imprese collegate
- verso controllanti
- verso terzi
b) da titoli iscritti nelle immobilizzazioni
che non costituiscono partecipazioni
c) da titoli iscritti nellattivo circolante
che non costituiscono partecipazioni
d) proventi diversi dai precedenti
- da imprese controllate
- da imprese collegate
- da controllanti
- da terzi
- da compartecipazioni ex art. 102 bis NOIF
17) Interessi ed altri oneri finanziari
- verso imprese controllate
- verso imprese collegate
- verso altri
- da compartecipazioni ex art. 102 bis NOIF
Totale (15+16-17)
(D) RETTIFICHE DI VALORE DI ATTIVITA
FINANZIARIE
18) Rivalutazioni
a) di partecipazioni
b) di immob. finanziarie che non
costituiscono partecipazioni
c) di titoli iscritti nellattivo circolante
che non costituiscono partecipazioni
19) Svalutazioni
a) di partecipazioni
b) di immob. finanziarie che non
costituiscono partecipazioni
c) di titoli iscritti nellattivo
che non costituiscono partecipazioni
Totale delle rettifiche (18-19)

96

(E) PROVENTI E ONERI STRAORDINARI


20) Proventi
- plusvalenze da alienazioni
- altri proventi straordinari
21) Oneri
- minusvalenze da alienazioni
- altri proventi straordinari
- imposte di esercizi precedenti
Totale partite straordinarie (20-21)
Risultato prima delle imposte
22)
23)
24)
25)
26)

Imposte sul reddito dellesercizio


Risultato dellesercizio (abrogato)
Rettifiche di valore (abrogato)
Accantonamenti(abrogato)
Utile (perdita) desercizio

5.1Valore della produzione


5.1.1Ricavi delle vendite e delle prestazioni
Nellambito di tali componenti, la classe di valori principale fa riferimento ai
Ricavi da gare. Risulta opportunamente suddivisa tra le singole competizioni a
cui la societ, attraverso le sue squadre partecipa:
a) campionato: fondamentale linformazione sulla quota-parte ralativa agli
abbonamenti che rappresentano, in non pochi casi, la porzione pi rilevante;
b) coppa Italia;
c) altre gare e competizioni internazionali.
Va evidenziato che diverse sono le procedure contabili adottate per la
rilevazione degli incassi da gare. Tuttavia poiche le norme196 federali fissate
per il calcolo del rapporto trimestrale Ricavi/Indebitamento fanno riferimento
non ai Ricavi da gare, quanto agli incassi lordi da gare, prassi invalsa197
registrare tali componenti positivi al lordo delle imposte e degli oneri sugli
incassi, i cui valori sono iscritti tra i componenti negativi di reddito.
La gara di calcio un prodotto offerto ai potenziali consumatori a prezzi
liberamente fissati dalle societ. Il comportamento dellimpresa calcistica
196
197

Art.86, c.5, N.O.I.F.


Teodori, cit. pag.132.

97

riguardo le scelte in materia di prezzi beneficia di posizioni di privilegio


sconosciute in altri comparti dello spettacolo. Lidentificazione delle socet
sportive con le citt da esse nominalmente rappresentate, costituisce
unesclusiva difficilmente rimovibile in tempi medio-lunghi, impensabile in
tempi brevi198. Ciascuna societ esercita praticamente un monopolio sul proprio
territorio, ma le decisioni circa la dotazione del fattore campioni da parte di
ciascuna squadra, riguardano il grado di qualit relativa di tutte le altre squadre
e di conseguenza il grado di competivit con un influenza diretta sulla domanda
di prodotto (partite)199.
Nonostante, diffusi segnali di disaffezione del pubblico, la domanda di calcio
presenta accentrati caratteri di rigidit. Tale circostanza consente ai responsabili
del governo delle imprese, margini di manovra in materia di prezzi di vendita.
La politica del caro prezzi seguita dalle societ, imputabile alla eccessiva
dilatazione dei costi relativi agli atleti, stimolante dalla dissennata concorrenza
tra club. Oltre a ci, le vicende dei prezzi sono intimamente connesse ai diversi
modi con cui nel tempo stata applicata limposta degli spettacoli200.
La politica di vendite praticata dalle imprese calcistiche non si esaurisce con
la differenziazione dei prezzi collegati ai diversi settori di stadio.
Lo spettacolo calcistico offerto al pubblico oltre che per singole gare in
pacchetti di partite, La sottoscrizione degli abbonamenti conferisce al titolare,
il diritto di ingresso allo stadio per utte le gare di campionato che la squadra
disputa in casa.

198

F. MANNI, cit. p. 26.

199

P. L. MARZOLA, Sport oprofessionistici di squadra e teoria di impresa, cit. p. 161.

200

<<Al momento della sua istituzione il tributo era commisurato al prezzo del biglietto e veniva
calcolato applicando una serie di aliquote progressive che variavano da un minimo del 4% ad un
massimo del 25% per i prezzi di importo superiore a 8.000 veniva appilcata unaliquota
proporzionale del 50%.
Dopo ripetuti adeguamenti, il D.l. 13/2/87 n. 23, unific nella misura del 4%, laliquota
dellimposta sugli spettacoli sportivi.
Il beneficio delle societ calcistiche, in special modo per i grandi club, fu notevole. Ci nonstante,
il prezzo dei biglietti sospinto dalla dilatazione dei costi di gestione, continu ad aumentare>, F.
Manni, cit. pag.27.
Dal 1 Gennaio 1991, laliquota dellimposta sugli spettacoli stata elevata all8%. F. MANNI, cit.
p. 27.
<< ... ma per le societ di provincia e dei centri minori, che dispongono di un pubblico di scarsa
affluenza numerica e di minore capacit di reddito, lagevolazione fiscale destinata a produrre
effetti economici e collaterali addirittura irrilevanti>>.
F. TORNEO, Lo sconto fiscale al calcio non salva le societ deboli, Il Sole 24 Ore, 28 Febbraio
1987.
Attualmente laliquota unica fissata nel 9% cos adeguata dallart.63, 2 c. del D.L. 30 Agosto
1993, n.331, convertito nella Legge 29 Ottobre 1993, n.427.

98

Di regola la sottoscrizione degli abbonamenti inizia prima del 30 Giugno. Le


societ di calcio che hanno una buona gestione di tesoreria, tendono ad
anticipare il pi possibile questi introiti per poter disporre in via anticipata di
maggior liquidit. Se la campagna abbonamenti ha successo, possibile
incassare anticipatamente il corrispettivo di buona parte della capacit
complessiva dello stadio201, lucrando in tal modo i proventi finanziari derivanti
dal reimpiego della liquidit eccedente.
Dal punto di vista contabile, nellambito del conto economico, previsto dal
nuovo art.2425 c.c., i ricavi provenienti dalla vendita degli abbonamenti,
devono essere iscritti nella voce ricavi delle vendite e delle prestazioni. E
necessario per distinguere, ai fini della corretta imputazione del ricavo al
reddito dellesercizio di competenza, tra contabilizzazione degli abbonamenti
annuali e contabilizzazione degli abbonamenti pluriennali.
Relativamente ai primi, la contabilizzazione avviene per limporto totale del
corrispettivo, in avere del conto abbonamenti, conto destinato a confluire
sotto la voce Ricavi delle vendite e delle prestazioni. Nel caso di abbonamenti
contabilizzati in via anticipata nellesercizio non di competenza, necessario
rilevare in contabilit un debito, nei confronti dei tifosi degli abbonamenti, per
lintero importo riscosso.
E impostante evidenziare come, a questo riguardo, non deve essere utilizzata
la voce risconti passivi che si riferisce a ricavi ripartibili in base al tempo per
due o pi esercizi.
Per quanto riguarda, invece, gli abbonamenti pluriennali, i corrispettivi
incassati o fatturati sono maggiori delle quote di competenza dellesercizio
calcolate dividendo il corrispettivo complessivo per la durata
dellabbonamento; la differenza, non essendo di competenza dellesercizio, va
rilevata nello stato patrimoniale, questa volta sussistendone i presupposti, come
risconto passivo e, in rettifica in dare del conto abbonamenti202.
In concreto nella distinzione tra contabilizzazione degli abbonamenti annuali
e pluriennali, la Federazione ha recepito alla lettera quanto indicato nellart.6
del Dlgs.127/91 dove il legislatore, dopo aver precisato il contenuto delle voci
Ratei e Risconti attivi e ratei e Risconti passivi, ha altres sottolineato,
come possano essere iscritte in tali voci soltanto quote di costi e proventi
comuni a due o pi esercizi, lentit dei quali varia in ragione del tempo.
201

Per esempio al giugno 1992, i sostenitori del Milan avevano gi sottoscritto 73.000 tessere per
assistere alle partite del campionato successivo.
Se si tiene conto che questa liquidit viene di solito girata allIstituto italiano di Investimento e
Finanziamento Spa, nel gruppo la banca Fininvest, che assicura un tasso dell1% possibile trarre
immediatamente le conseguenze in termini di benefici finanziari.
202

Doc. F.I.G.C., cit. p. 77. Raccomandazione n. 11.

99

La necessit di rilevare un debito verso i tifosi, nellipotesi di


contabilizzazione anticipata di ricavi di abbonamenti annuali, deriverebbe
pertanto dalla considerazione che si in presenza di un ricavo di competenza
esclusiva del successivo esercizio.
Non esisterebbe invece, il presupposto del risconto passivo che la
comunit del ricavo a due o pi esercizi. Si tratta di un procedimento che
forse contrasta con la prassi contabile consolidata e che comunque crea delle
difficolt ai fini della determinazione del parametro federale
Ricavi/indebitamento.
I debiti v/tifosi concorrendo infatti alla formazione del denominatore del
parametro Ricavi/Indebitamento, contribuiscono a indebolire lindicatore della
capacit di mercato, laddove, allo stesso tempo, lintelligente politica di vendita
del servizio prima della sua erogazione, consente alla societ di lucrare, dal
reinvestimento delleccedenza di liquidit, non trascurabili proventi finanziari.

5.1.2Incrementi di immobilizzazioni
capitalizzazione costi vivaio

per

lavori

interni

La voce accoglie costi di struttura e di gestione propriamente riferibili ed


imputabili al vivaio, opportunamente capitalizzati. La capitalizzazione dei costi
deve avvenire senza riferimento alcuno ai singoli giocatori. Si veda quanto
esposto in particolare nel precedente paragrafo 4.2.

5.1.3.Altri proventi tipici


Al punto cinque del Valore della produzione sono collocati gli Altri ricavi e
proventi. Il gruppo costituito da una serie di conti caratteristici della gestione
calcistica e, in alcuni casi, di elevata consistenza quantitativa.
Si tratta essenzialmente di:
a) Ricavi cessione temporanea giocatori.
b) Contributi in conto esercizio
c) Sponsorizzazioni e proventi vari
d) Altri ricavi e proventi
Una squadra pu non avere al momento la necessit di disporre delle
prestazioni di un tesserato, ma nello stesso tempo non vuole privarsi della
possibilit di ususfruire dellattivit di questo atleta in futuro (soprattutto se
un giovane in via di formazione) e preferisce quindi parcheggiarlo presso
unaltra compagine203.

203

G. RUSCONI, cit. p. 135.

100

Le cessioni temporanee di contratto sono disciplinate dallart. 103 N.O.I.F.


che definisce la durata e le condizioni di attuazione. Il prestito d luogo ad un
costo della gestione ordinaria per la societ cessionaria e ad un ricavo della
gestione ordinaria per la societ cedente. La rilevazione contabile
delloperazione subordinata alla stipula del contratto di cessione a titolo
temporaneo.
Il prestito ammesso dalle norme federali per una sola stagione sportiva204,
essendo possibile tuttavia il rinnovo tra le stesse societ per la stagione
successiva. Il valore del prestito determinato sulla base del corrispettivo che la
societ cessionaria versa alla societ cedente e che deve, in ogni caso, risultare
da regolare contratto redatto secondo norme per il settore205.
A favore della societ cessionaria consentito il diritto di opzione di
trasformare la cessione temporanea del contratto in cessione definitiva. E
necessario che tale diritto risulti dallo stesso accordo di cessione temporanea, e
nello stesso contratto espressamente sia indicato il corrispettivo convenuto.
In questo caso la contabilizzazione del prestito avviene secondo la procedura
indicata in precedenza che, se la societ cessionaria eserciter il diritto di
opzione, si manifester una cessione definitiva da contabilizzarsi nella forma
prevista per tale tipo di trasferimento.Con la sottoscrizione del contratto di
prestito con diritto di opzione le societ dovranno evidenziare nei conti
dordine, oltre alle scritture tipiche del prestito, limpegno assunto relativo al
sopracitato diritto dopzione.
Pertanto, sia la societ cedente che la societ cessionaria, iscriveranno in
appositi conti dordine da evidenziarsi in calce dello stato patrimoniale, i
corrispettivi convenuti contrattualmente nel caso di esercizio del diritto di
opzione206.
Per quanto attiene ai contributi in c/esercizio si tratta di provvidenze che
annualmente, e in misura diversa per serie di appartenenza, la Federazione
eroga alle societ calcistiche. In realt non molto corretto parlare di
contribut perch le societ calcistiche sono la fonte fondamentale di interesse

204

Se il prestito temporaneo riferito a calciatori non professionisti, giovani dilettanti e giovani di


serie, ha durata pari ad una sola stagione sportiva e pu essere al massimo di due stagioni
consecutive se riferito a due societ differenti.

205

Doc. F.I.G.C., cit. p. 64. Raccomandazioni contabili n. 4 e 5.

206

Doc. F.I.G.C., cit. p. 66.

101

per il concorso e percepiscono nel loro insieme (serie A, B, e C,) solo il 5,5%
circa delle entrate delle schedine207.
Per quanto attiene alla composizione dei Rica vi da sponsorizzazione e dei
proventi televisivi, si tratta senza dubbio della voce pi consistente tra i
componenti positivi del reddito dopo i ricavi delle vendite e delle prestazioni208.
Nei primi rientrano le somme corrisposte dallo sponsor ufficiale, da altri
eventuali sponsor, come gli sponsor tecnici ed i fornitri ufficiali. Alcune
peculiarit 209 di rilevazione sono connesse alla contabilizzazione di tali ricavi.
Infatti, considerata la normalit delloperazione di abbinamento tra la societ
calcistica e limpresa industriale o mercantile o di servizi, grazie anche alle
norme federali in materia, tale ricavo ha perso la caratteristica di provento
straordinario.
Il titolo giuridico che consente lappostazione nel conto economico del ricavo
il contratto di abbinamento o sponsorizzazione che deve risultare da atto
scritto con data certa. Il momento temporale dellappostazione contabile del
ricavo rappresentato dalla riscossione di quanto pattuito o dallemissione della
fattura.
Ai fini della partecipazione del ricavo al risultato dellesercizio per
necessario tener conto della competenza temporale che legata a quanto
convenuto contrattualmente. Quindi alla data di chiusura dellesercizio sar
necessario effettuare una verifica per accertare la competenza del ricavo sia nel
caso di avvenuta contabilizzazione sia nel caso contrario.
Il contratto di abbinamento o sponsorizzazione pu presentarsi in forme
diverse. Le raccomandazioni contabili della F.I.G.C. ne hanno fissato i criteri
per la rilevazione contabile. In particolare:
1) Contratto per un anno a corrispettivo fisso.
E il caso pi semplice. La contabilizzazione del corrispettivo avviene per
lintero importo in Avere del conto Ricavi da sponsorizzazione allatto di

207

La Legge istituita dal CONI allart. 4 afferma: << Il CONI provvede al conseguimento dei suoi
fini con contributi dello Stato e di altri enti, con erogazioni e lasciti da parte di privati, con il
provento del tesseramento deglki scritti e con i ricavati delle manifestazioni sportive>>.
Tale disposizione per quanto concerne il finanziamento del CONI con il contributo dello Stato
rimasta finora morta. Le funzioni si sono addirittura invertite: infatti il CONI, tramite il
Totocalcio, a finanziare, oltre allo sport, anche lo Stato.
P.L. MARZOLA, Lindustria del calcio, cit. p. 132.
208

Per comprendere le motivazioni che spingono agli sponsor ad accaparrarsi i team di maggiore
prestigio e ad erogare somme apparentementi stellari, si veda Solo il calcio dribbla la fuga dello
sponsor, PAOLA BOTTELLI, Il Sole 24 Ore, 11 Agosto 1993.

209

Doc. F.I.G.C., cit. p. 79. Raccomandazione n. 12.

102

emissione della fattura o dellincasso. Al termine dellesercizio tale ricavo


confluisce al conto economico per il totale maturato.
2) Contratto per lanno a corrispettivo variabile condizionato a risultati
sportivi.
Si procede innanzitutto alla contabilizzazione dei corrispettivi fatturati od
incassati nellesercizio per la parte fissa e, nel caso di mancata fatturazione
entro la data di chiusura dellesercizio o incasso della parte di corrispettivo
variabile, seguir la contabilizzazione del credito da liquidare con contropartita
nel conto Ricavi da sponsorizzazioni da liquidare. Questultimo rappresenta un
ricavo di competenza che deve rientrare tra i proventi del conto economico
dellesercizio.
3) Contratto per pi anni a corrispettivo fisso annuale.
Contabilizzazione normale di quanto fatturato o incassato come nel caso 1) e
rilevazione a fine esercizio del risconto passivo contabile per la parte di
provento contabilizzato ma non di competenza e rettifica in Dare del conto
Ricavi da sponsorizzazione. Lammontare del risconto dato dalla differenza
tra quanto incassato e la quota contrattuale riconosciuta per lesercizio.
Nellipotesi del contratto per pi anni a corrispettivo fisso complessivo , si
deve seguire la medesima procedura con la sola differenza riguardante la
determinazione del risconto passivo. Questultimo va infatti determinato per
differenza tra quanto contabilizzato (incassato o non) come provento e la quota
parte di competenza dellesercizio calcolata sulla base del rapporto
corrispettivo/durata sponsorizzazione.
4) Contratto per pi anni a corrispettivo variabile annuale legato a risultati
sportivi.
Si utilizza la medesima procedura dei casi precedenti verificandosi lipotesi
sia di corrispettivo annuale legato a variabili sia di corrispettivo complessivo
legato a variabili per contratto di pi anni con conseguente possibilit di
rilevare contemporaneamente un credito da liquidare a fronte di provento da
sponsorizzazioni da liquidare per la parte variabile non liquidata a fine esercizio
e un risconto passivo per i canoni di sponsorizzazione incassati in via anticipata
per la parte fissa210.

5.1.4Altri ricavi
Si tratta di una voce residuale di eterogenea composizione e spesso di
notevole entit nel cui ambito confluiscono proventi di differente natura. Nel

210

IBIDEM, p. 82.

103

piano dei conti redatto dalla F.I.G.C. e da questa imposto alle societ, rientrano
in questa voce tutti i proventi non specificamente classificabili altrove.
E possibile rinvenire dai Ricavi vendite materiale vario ai Canoni di
locazione beni sociali, dal Rimborso spese ammnistrative alle
Sopravvenienze attive, dai Proventi enti federali non classificabili altrove
agli Indennizzi sinistri e ai Proventi da enti assicurativi che in molti casi
assumono, nella composizione di questo paniere di proventi, il peso relativo
maggiore211.
In tale voce riepilogativa rientrano altres le imposte forfetizzate ed in
particolare i 2/3 dellI.V.A. sulle operazioni attive diverse dai trasferimenti dei
calciatori ed 1/10 dellI.V.A. sulle operazioni di pubblicit e sponsorizzazione.

5.2.Costi della Produzione


Questa categoria comprende tutti i costi che si riferiscono alla realizzazione
della produzione dello spettacolo calcistico, classificati per natura. Laggregato
include i costi delle merci di consumo, nonch i costi per il personale, i costi
per servizi, gli ammortamenti, le svalutazioni e tutti i componenti negativi di
reddito connessi alla gestione caratteristica ed accessoria.

5.2.1Per Servizi
Anche in questo caso si in presenza di una categoria molto ampia. Per
consistenza, dopo le spese per il personale e gli ammortamenti del diritto alle
prestazioni sportive, certamente la voce di maggior peso allinterno dei costi
della produzione.
Si tratta di una categoria molta ampia che accoglie a titolo esemplificativo
voci di costo come: compensi sanitari, spese per il pensionato, osservazione
prove calciatori, spese specifiche per preparazione e compensi globali annui
calciatori squadre minori.
Tra i conti pi rilevanti che sono compresi in questa voce possibile
rinvenire:
a) Compensi per lavoro autonomo.
E anche possibile che un calciatore stipuli un contratto di collaborazione
coordinata e continuativa senza vincoli di subordinazione ma normalmente
questa voce non riguarda gli atleti, ma consulenti o personale tecnico.
b) Costi per vitto, alloggio e locomozione.

211

Piano dei conti e struttura del bilancio. Documento F.I.G.C., cit. p. 53.

104

Sono un componente di costo piuttosto variabile e strettamente in funzione


dellattivit sportiva praticata. Come per molti costi rientranti in questa
categoria anche in questo caso nel piano dei conti predisposto dalla Federazione
si chiede separata menzione dei costi afferenti alla prima squadra e quelli
appartenenti alle squadre minori.
c) Spese organizzazioni gare.
Si tratta di tutti i costi connessi allorganizzazione e allesecuzione, da parte
della prima squadra e delle squadre minori, delle gare di campionato, di coppa
Italia, delle eventuali Coppe Internazionali, delle gare amichevoli nazionali ed
internazionali.
d) Oneri assicurativi.
Oltre alle tradizionali coperture contro i furti, incendi e responsabilit civile,
in ottemperanza alle disposizioni federali e nellintento di salvaguardare le
principali componenti del patrimonio aziendale, una notevole rilevanza
acquista la copertura assicurativa del parco calciatori.
e) Pubblicit e propaganda.
Sono costi sostenuti nella maggior parte dei casi, contestualmente
allapertura della campagna abbonamenti per promuovere limmagine della
societ e favorire la sottoscrizione delle tessere.

5.2.2Per godimento di beni di terzi


La voce costituita dagli affitti passivi delle sedi sociali e da altre spese per i
campi di allenamento.Inoltre, come si visto a proposito dei ricavi cessione
temporanea giocatori, possibile consentire ad altra societ di usufruire
temporaneamente delle prestazioni di un calciatore, fermo restando in termini
giuridico-patrimnoniali, la titolarit del rapporto in testa alla societ cedente. A
fronte di ci la cessionaria del prestito iscrive il corrispettivo convenuto in
contratto appunto nella voce Costi per godimento dei beni di terzi-locazioni
operative212.

5.2.3Per il personale
La voce pi rilevante rappresentata dai salari e dagli stipendi dei calciatori.
Si tratta di un componente di reddito fondamentale che rende le squadre di
calcio definibili come imprese ad alta intensit di lavoro, anche se non sul
piano del numero occupati, ma su quello dellincidenza della quota del costo del
lavoro sul totale dei costi.

212

Doc. F.I.G.C., cit. p. 64. Raccomandazione n. 4.

105

Differenti appaiono gli orientamenti dottrinali relativi alla definizione della


competenza temporale dei Premi, riconosciuti ai calciatori, per il
conseguimento di risultati sportivi.
Si ipotizzato213 che , comportando il conseguimento dellobiettivo
(partecipazione alle coppe europee, vittoria del campionato, passaggio di
serie.........) una serie di benefici nella stagione sportiva successiva ( aumento
della sponsorizzazione, maggiori incassi ed abbonamenti, premio U.E.F.A.,
diritti televisivi.......) il relativo costo dovrebbe essere iscritto in tale periodo.
Appare tuttavia pi appropriata la tesi214 che non intende condividere tale
posizione per le seguenti ragioni:
1) i premi rappresentano parte della remunerazione dei calciatori e, come
tale, deve essere correlata allutilit formata dai medesimi, per il rispetto del
principio di competenza;
2) nel periodosuccessivo alcuni calciatori possono aver cambiato squadra e
non si ritiene opportuno iscrivere costi a fronte di soggetti non pi esistenti (per
la societ);
3) il raggiungimento del risultato sportivo (da cui derivano i premi) ha gi
generato nel periodo maggiori ricavi da gare e da sponsorizzazioni, nella misura
in cui non sono a corrispettivo fisso.
Pertanto se il risultato emergente dal conto economico deve essere espressivo
dei componenti positivi e negativi relativi ad una determinata stagione sportiva,
i premi rappresentano un costo ad essa associato.
Aggiungendo ai costi del personale - con riferimento agli emolumenti, agli
oneri sociali ed alle quote del Fondo Fine Carriera - lammortamento del diritto
alle prestazioni, pu essere chiaro come il capitale diviene essenziale in questo
tipo di attivit215.La dilatazione dei compensi dei calciatori non pu
assolutamente spiegarsi con ragioni esclusivamente di ordine inflazionistico.
Altre sono le cause che possono in qualche misura spiegare il fenomeno:
accanto a motivi di ordine tecnico, esistono elementi di tipo psicologico. I
motivi di ordine tecnico, si riconducono ai nuovi metodi di allenamento e di
gioco, al maggior numero di partite che tra campionato, coppe e tornei vari
specie club maggiori, disputano in una stagione sportiva. Il tutto comporta
lesigenza di avvalersi di una rosa di giocatori pi ampia.
Tra i motivi di ordine psicologico assume rilievo lacquisita consapevolezza
degli atleti di essere, oltre che degli sportivi, efficaci figure promozionali.
Quindi il compenso, in special modo dei grandi calciatori, potrebbe
idealmente essere scisso in due parti: luna giustificata dalla prestazione

213

A. Tron, Il bilancio nelle societ di calcio, Summa 80, Aprile 1994, pag.27.
C. Teodori, cit. 126.
215
G. RUSCONI, cit. p. 131.
214

106

sportiva, laltra dalla consapevolezza dellatleta di essere portatore di interessi


non riconducibili alla sfera sportiva216.
Il quadro si completa se si tiene conto dellescamotage adottato per anni dai
presidenti e direttori sportivi di proporre aumenti di retribuzione a calciatori217
in scadenza di contratto, producendo un effetto moltiplicativo sulla
determinazione dellIndennit di preparazione e Promozione, tanto pi
amplificato quanto minore era let del calciatore e maggiore la serie di
appartenenza della societ richiedente.

5.2.4Ammortamenti e Svalutazioni
La Federazione, nella raccomandazione contabile n.10, ha indicato una serie
di criteri precisi per procedere alla determinazione delle quote di
ammortamento. Queste infatti rappresentano, visti gli elevatissimi importi
sostenuti dalle societ per acquisire il diritto alle prestazioni dei giocatori e la
breve durata dei contratti, uno dei principali componenti negativi del risultato
economico di esercizio.
Daltra parte importante ricordare come in passato, in assenza di una
precisa regolamentazione della materia, proprio attraverso ladozione di criteri
elastici e quindi di comodo nella ripartizione di costi pluriennali si sia spesso
giunti allindividuazione di redditi fittizi ed al conseguente annacquamento
della ricchezza patrimoniale aziendale218.
Mentre per lammortamento dei Diritti pluriennali prestazioni giocatori e
della Capitalizzazione costi vivaio la federazione indica regole specifiche trattandosi di voci caratteristiche ed esclusive delle societ calcistiche - per
lammortamento delle altre immobilizzazioni materiali ed immateriali la
F.I.G.C. fa espresso riferimento alle norme vigenti in materia219.

216

F. MANNI, cit. p. 65.


Parte della dottrina aziendale che si interessata della materia ha rilevato come sia da
considerarsi corretta la prassi contabile di iscrivere nel conto economico dellesercizio in cui
viene conseguito lobiettivo il premio erogato ai calciatori per il raggiungimento dello stesso. Tale
prassi tiene conto, infatti, solo del fatto che tale premio sia stato pattuito con i calciatori allinizio
del campionato, mentre dovrebbe tenere in considerazione lesercizio in cui per tal costo se ne
godranno i benefici, che quello successivo.
Il conseguimento dellobiettivo (partecipazione alle coppe europee, vittoria del campionato,
passaggio di serie ...) comporter, infatti, una serie di benefici nella stagione sportiva successiva
(aumento della sponsorizzazione, maggiori incassi ed abbonamenti, premio UEFA, diritti
televisivi ....) e, pertanto, il relativo costo dovrebbe essere iscritto nel periodo successivo.
ALBERTO TRON, Il bilancio nelle societ di calcio, Summa 80, Aprile 1994, p. 27.
218
Calciatori, dribbling in bilancio: gli escamotage per diluire i forti ammortamenti.
PAOLA BOTTELLI, Il Sole 24 Ore, 8 Marzo 1993.
219
Documento F.I.G.C., cit. p. 75. Raccomandazione n. 10.
217

107

Cos, a proposito dei criteri di valutazione il punto 2 del nuvo articolo 2426,
sottolinea come il costo delle immobilizzazioni materiali ed immateriali, la
cui utilizzazione limitata nel tempo deve essere sistematicamente
ammortizzato in ogni esercizio in relazione con la loro residua possibilit di
utilizzazione.
Lavverbio sistematicamente mira ad evitare che gli ammortamenti
vengono accelerati o rallentati nei vari esercizi a seconda della convenienza,
anzich essere effettuati in conformit a piani. Lavverbio sta per ad indicare
che lammortamento deve essere operato in conformit di un piano prestabilito
ma anche che il piano debba essere impostato in modo che lammortamento sia
effettuato per importi costanti. Essendo tuttavia possibile che i piani di
ammortamento mutino per il mutare dei piani aziendali di utilizzazione dei
cespiti si consentita la modificazione di criteri e coefficienti applicati per la
strutturazione originaria del piano, imponendo per la motivazione nella nota
integrativa220. E utile ricordare, inoltre, che la norma richiede in modo esplicito
che gli ammortamenti vengano effettuati per tutte le immobilizzazioni con
durata limitata nel tempo. rimangono quindi esclusi dallammortamento solo i
cespiti di durata illimitata quali i terreni.
In effetti non sono molte le societ calcistiche alle prese con problemi di
ammortamento delle immobilizzazioni tecniche essendo queste spesso di entit
non rilevante (nel consolidato delle serie A le immobilizzazioni tecniche e gli
altri oneri pluriennali rappresentano solo il 6% del Patrimonio netto giocatori) e
avvalendosi le 221societ in molti casi di strutture prese in affitto.
Per quanto riguarda invece le voci tipiche del bilancio di una societ
calcistica importante ricordare che lammortamento della Capitalizzazione
costi vivaio deve essere ripartito nei cinque esercizi a decorrere da quello
della capitalizzazione e che lammortamento del costo Diritto plurinnali alle
prestazioni calciatori deve essere determinato in modo sistematico nel periodo
in cui la societ trae beneficio dalle prestazioni del calciatore e quindi in quote
costanti in relazione al contratto economico stipulato con lo stesso. Nel caso,
poi, di prolungamento del contratto economico con il calciatore potr essere
predisposto un nuovo piano di ammortamento del costo non ancora
ammortizzato che terr conto della durata del nuovo contratto222.

5.2.5Oneri diversi di gestione


Al pari deglli altri ricavi e proventi anche gli oneri diversi di gestione
rappresentano lespressione in bilancio di una serie di costi di differente natura.
220

Relazione governativa di commento al Decreto Legislativo, 9 Aprile 1991, n. 127.


Si veda in proposito il paragrafo 4.1.4. del presente capitolo.
222
Doc. F.I.G.C., cit. p. 76.
221

108

Le componenti pi significative appaiono comunque limposta sullo


spettacolo per le riprese televisive e le sponsorizzazioni e gli altri oneri tributari
indiretti delleserciziio; le percentuali sugli incassi corrisposti al comune o ad
altro ente pubblico per laffitto del campo di gioco; le percentuali corrisposte
alle squadre ospiti; le imposte e tasse sugli incassi; altri oneri tributari indiretti
dellesercizio; le multe societarie, la tasse ricorsi e tutti e tutti gli oneri vari
Lega/F.I.G.C. addebitati ritualmente sui conti campionato.
Vista quindi leterogeneit della composizione di questa voce, ancora una
volta si evince un ruolo chiave che, ai fini della chiarezza e della completezza
dellinformativa aziendale, assume la nota integrativa la quale, formando un
tuttuno inscindibile con lo stato patrimoniale ed il conto economico, consente
al destinatario del bilancio di aver ulteriori e pi specifiche informazioni
contabili riferite al bilancio medesimo.

6.Le altre gestioni reddituali


Terminata lanalisi delle principali, e pi caratteristiche, componenti del
valore del costo della produzione di una societ di calcio, necessario porre
lattenzione sulla circostanza che in queste societ spesso il risultato economico
viene ribaltato o comunque profondamente influenzato dallincidenza dei
componenti di reddito non afferenti alla gestione caratteristica.
I risultati della gestione finanziaria ed il risultato delle rettifiche di valore
delle attivit finanziarie assumono di regola un peso non rilevante. Solo, in
taluni casi gli oneri finanziari connessi allindebitamento bancario e il risultato
reddituale delle operazioni connesse alle risoluzioni delle compartecipazioni - e
le svalutazione dei crediti e dei debiti relativi iscritti in bilancio ai sensi
dellart.102 bis N.O.I.F. - incidono significativamente sul risultato di periodo.
La gestione strordinaria, invece, presenta un saldo consistente funzione
spesso delle necessit gestionali. A salvare infatti, almeno in parte, i conti del
pallone stato, non solo nelle ultime stagioni, il saldo positivo registrato nel
trasferimento dei giocatori da una societ allaltra: cos a fronte di negativi
risultati della gestione sportiva per 72 e 189 miliardi rispettivamente, per la
gestione 1990/91 e 1991/92 , e per la sola serie A, si sono registrati saldi
positivi plusvalenze- minusvalenze per 68 e 119 miliardi che hanno consentito
un consistente contenimento delle perdite desercizio. Nella sola stagione
sportiva 1995/96 il saldo in questione ha assunto il valore di 229 miliardi.
Bisogna ora pensare anche alla possibilit di societ che di fronte ad una
perdita desercizio decidono di pareggiare i loro risultati economici
ricorrendo alla permuta cio una sorta di cessione reciproca delle prestazioni dei
giocatori.

109

Ci diventa particolarmente grave nel caso in cui la permuta serve a


mantenere artificiosamente il capitale sociale formale oltre i limit di legge o
addirittura mascherare una situazione di reale deficit patrimoniale. Nel caso di
immobilizzazioni tecniche manovre di questo tipo trovano un limite oggettivo
nellaccertabilit dei valori (anche approssimati) sul mercato dei beni, ma cosa
pu accadere tra i team calcistici che si scambiano contratti su prestazioni di
giocatori il cui valore non pu che essere determinato in modo sempre
individuale? Nel caso delle societ calcistiche si assistito in passato a vere e
proprie manovre delle plusvalenze per pareggiare il bilancio223.
Si noti che anche lI.P.P. poteva essere utilizzata per artifici contabili di
questo genere ed anzi il suo apparente carattere di parametro oggettivo
poteva accentuare il distacco del valore del cespite dal suo valore di mercato.
Infatti lI.P.P. massimo non corrispondeva, se non per caso, alleffettivo valore
di mercato delle prestazioni del giocatore: si pensi ad un campione in precarie
condizioni fisiche o precocemente logorato ma che percepisce emolumenti
lordi elevati224.
Ora se lenorme lievitazione delle quotazioni dei calciatori italiani e stranieri
e lassoluto grado di soggettivit di tali valutazioni continua a garantire ai
presidenti in caso di cessione, di intascare beni pi di quanto stato
investito225, le permute non sono pi consentite dalle norme federali ancorch
sono presentate come distinte operazioni.
Cos in ipotesi di cessioni o di acquisti di diritti nello stesso esercizio fra le
stesse societ, essendo vietata la permuta, la Federazione raccomanda di
attenersi strettamente al divieto di compensazione delle partite e di predisporre
un dettagliato prospetto esplicativo nella nota integrativa al bilancio226.

223

Nel calcio costi in pressing. PAOLA BOTTELLI, Il Sole 24 Ore, 22 Marzo 1993.
G. RUSCONI, cit. p. 338.
225
Doc. F.I.G.C., cit. p. 68. Raccomandazione n. 6.
226
Per quanto riguarda la qualificazione giuridica delleventuale differenza positiva o negativa
realizzata al momento della cessazione del contratto importante notare che: con Risoluzione n.
9/655-83 del 20 Ottobre 1983, il Ministero ha precisato che la plusvalenza realizzata in occasione
della cessione del vincolo sportivo non pu essere accantonata ai sensi dellart. 54 del D.P.R. n.
597 per i seguenti motivi:
1. dallart. 3, primo comma, e dallart. 15, ultimo comma, della legge 23 Marzo 1981, n. 91,
recante la disciplina dei rapporti tra societ e sportivi professionisti, si desume che il rapporto
giuridico, intercorrente tra il calciatore professionista e la societ calcistica, configurabile
come rapporto di lavoro subordinato;
2. il vincolo sportivo si identifica, pertanto, con lobbligazione di un facere, consistente nella
prestazione dellattivit agonistica del calciatore;
3. la cessione di tale vincolo integra la rinucia al reddito ad una prestazione di servizio e
configura un negozio inquadrabile nello schema dei rapporti di credito;
4. se il vincolo in questione si identifica con unobbligazione si deve escludere che:
a) lattivit delluomo possa venire assunta a categoria di beni materiali;
224

110

Per analogia con lI.P.P si ritiene far rientrare tra i proventi straordinari anche
i premi di addestramento e formazione tecnica ex art. 1 D.L.485/96
Sebbene possa sorgere qualche problema sul piano della competenza
economica, trattandosi di ricavi che sorgono in relazione a costi sostenuti per lo
pi in esercizi passati, la Federazione sottolinea la necessit per la societ
percepiente, dellimputazione globale nella stagione il cui trasferimento
avviene.

7.La nota integrativa227


Obiettivo del paragrafo individuare alcune specificit relative alla nota
integrativa delle societ di calcio, senza analizzare tutti i punti previsti nellart.
2427 del codice civile
b) detta attivit possa essere considerata bene immateriale, come i diritti di utilizzazione delle
opere dimpegno, dei brevetti industriali, dei marchi di fabbrica, etc.;
c) essa sia classificabile come diritto immateriale atipico suscettibile di essere ricompreso nella
categoria residuale di cui al secondo comma dellart. 69 (diritti simili), poich tale previsione
riguarda pur sempre e soltanto diritti di utilizzazione di natura industraile;
5. non essendo il vincolo in questione qualificabile n come bene materiale n come bene
immateriale, il relativo costo di acquisizione non ammortaizzabile ai sensi degli artt. 68 e 69, ma
ai sensi dellart. 71 dovendo tale vincolo essere inquadrato tra i costi ad utilizzazione pluriennale;
6. lesclusione del vincolo sportivo dalla categoria dei beni ammortizzabili comporta
linsussistenza della condizione richiesta dallart. 54 ai fini della sospensione della tassabilit
della plusvalenza da alienazione del medesimo: condizione costituita appunto dal reinvestimento
di detta plusvalenza in beni ammortizzabili;
7. il corrispettivo della cessione del vincolo sportivo costituisce, pertanto, una componente
positiva di reddito inquadrabile tra i proveni del periodo dimposta in cui tale cessione spiega i
suoi effetti giuridici.
Sulla questione si pronunciata la Commissione tributaria di I grado di Torino, sez. VII, nella
decisione 30 Gennaio 1987, da noi riportata nella parte di motivazione che affronta la
problematica in esame.
La tesi dellAmministrazione finanziaria sopra enunciata non stata condivisa dal Collegio,
secondo il quale invece, il realizzo del vincolo sportivo darebbe luogo, ad una plusvalenza
accantonabile ai sensi del quinto comma dellart. 54 citato e, come tale, reinvestibile
nellacquisizione di un nuovo vincolo sportivo.
Queste, in estrema sintesi le motivazioni addotte in moivazioni:
1. il rapporto giuridico intercorrente tra il giocatore professionista e la societ calcistica non
inquadrabile nello schema dei rapporti di lavoro subordinato: ci deve essere desunto, oltre
che dallinterpretazione giurisprudenziale, dalle stesse limitazioni gravanti sulla coindotta del
calciatore che, se viste in funzione di un normale contratto di lavoro, sarebbero inficiate di
evidente illecit e illegittimit costituzionale;
2. il vincolo sportivo rientra tra i beni previsti dal primo comma dellart. 54;
3. esso costituisce un bene strumentale suscettibile di quella particolare forma di ammortamento
prevista residualmente dal terzo comma dellart. 71 e quindi idonea a generare plusvalenze
patrimoniali.
SILAVANA PEROTTO DEZZANI, Juventus F.C. Spa: plusvalenze su giocatori, Il Fisco 31/87
227
Esaustivamente C.Teodori, cit. pag.176,177,178.

111

a) Criteri di valutazione (punto1)


Devono essere illustrati concisamente ma anche chiaramente, i criteri
principali ossia quelli che hanno un effetto significativo sulla rappresentazione
e determinazione della situazione patrimoniale e finanziaria e del risultato di
esercizio, con particolare riguardo a quei criteri che costituiscono una scelta tra
alternative ammesse e a quelli che sono peculiari dello specifico settore di
attivit.
Particolarmente importante lindicazione dei criteri valutativi relativi
alliscrizione dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori ed al loro
processo di ammortamento. E necessario conoscere se la societ ha seguito il
criterio proposto dalla Federazione o ne ha utilizzati di alternativi. Poich questi
ultimi tendono a ridurre le quote di ammortamento, fondamentale
linformazione su quali sarebbero state le quote ed il reddito netto a fronte del
ricorso al primo: purtroppo, tale indicazione non viene fornita.
Altrettanto significativa, oltre che obbligatoria, lindicazione delle
modifiche del piano di ammortamento e delle ragioni economiche che lhanno
richiesto.
La seconda classe di valori per la quale risulta necessario conoscere il criterio
valutativo ed il periodo di ammortamento prescelto, non superiore ai cinque
anni, rappresentata dai costi del vivaio capitalizzati.Unultima annotazione
riguarda i criteri di conversione utilizzati a fronte di crediti/debiti per operazioni
di scambio di diritti sportivi con societ estere228.
b) Movimenti delle immobilizzazioni (punto 2)
E necessario indicare per ciascuna voce il costo, le prcedenti rivalutazioni,
ammortamenti e svalutazioni; le acquisizioni, gli spostamenti da una allaltra
voce, le alienazioni avvenute nellesercizio; le rivalutazioni, gli ammortamenti e
le svalutazioni avvenute nellesercizio; il totale delle rivalutazioni riguardanti le
immobilizzazioni riguardanti le immobilizzazioni esistenti alla chiusura
dellesercizio.
Anche in questo caso, rilevante lesplicitazione analitica delle
movimentazioni dei diritti sportivi, eventualmente suddivisi nelle quattro
componenti previste nel piano dei conti. Critica la conoscenza delle
acquisizioni, delle alienazioni, degli ammortamenti e delle svalutazioni.
c) Variazioni delle voci dellattivo e del passivo (punto 4)
Si ritiene utile unanalitica descrizione delle modificazioni relative ai debiti e
della composizione delle singole classi di valori, in quanto le societ presentano
strutture finanziarie in non pochi casi squilibrate. Ci diventa ancora pi
essenziale se i finanziamenti dei soci a vario titolo (ad esempio postergati ed
infruttiferi) sono iscritti al punto D4 del passivo.
228

Ibidem, pag.176.

112

d) Movimenti verificatisi nelle altre voci patrimoniali


La norma parla di variazioni avvenute nella consistenza ma,in sostanza, si
tratta ancora di movimenti, anche perch le variazioni della consistenza rispetto
ai valori dellesercizio precedente devono risultare gi dal prospetto dello stato
patrimoniale. Inoltre sebbene non detto dalla norma (discende per dai principi
generali della chiarezza e della rilevanza), i movimenti da indicare nella nota
integrativa non devono necessariamente riguardare ogni voce dello stato
patrimoniale, bens solo quelli che hanno una rilevanza informativa229.
Nelle gestioni calcistiche si tratta, in prevalenza, dei risconti passivi in tutti
quelle societ che continuano a rilevare in tale classe gli abbonamenti per la
successiva stagione: correttamente essi andrebbero rilevati tra i debiti come
anticipi da clienti salvo il caso in cui siano pluriennali. Sempre in relazione ai
risconti passivi, essi possono contenere la quota parte di sponsorizzazione
relativa al periodo futuro, informazione importante in quanto rappresentativa di
un componente positivo di reddito positivo di reddito230.
In relazione, invece, alle altre riserve indicazioni vanno fornite soprattutto
quando in esse vengono inseriti, dei finanziamenti dei soci ad esempio, a
copertura della perdita di esercizio.
e) Impegni e conti dordine (punto 9)
Il punto 9 dispone che siano indicati gli impegni non risultanti dallo stato
patrimoniale; le notizie sulla natura e sulla composizione di tali impegni e dei
conti dordine, la cui conoscenza sia utile per valutare la situazione
patrimoniale e finanziaria della societ, specificando quelli relativi a imprese
controllate, collegate, controllanti e a imprese sottoposte al controllo di queste
ultime.
Oltre alla richiesta di fornire, con il dettaglio indicato nella norma, notizie
sulla composizione e natura dei conti dordine, viene previsto che devono
essere segnalati ed illustrati gli impegni non risultanti dal bilancio, ossia che
non costituiscono passivit iscrivibili nello stato patrimoniale e che non si
ritenuto di esporre nei conti dordine.
Con riferimento alle gestioni calcistiche sono iscrivibili nei conti dordine le
garanzie prestate da terzi e le garanzie prestate a terzi a titolo di fidejussioni,
avalli o altre garanzie reali, per liscrizione ai campionati o per assicurare il
buon fine di operazioni di trasferimento che comportano, per la societ, dei
saldi passivi oltre i limiti consentiti dai parametri federali. In particolare, la
Lega Professionisti Serie C, ha fissato per le societ affiliate lobbligo di
prestare, ai fini della concessione dei relativi visti di esecutivit, delle
fidejussione bancarie suppletive ogni volta che si superano i budget economici
229
230

R. Caramel, Il Bilancio delle Imprese, Coopers & Libran, Il Sole 24 Ore, Milano 1996.
C. Teodori, cit. pag.177.

113

fissati e ci con riferimento, tanto al costo del lavoro lordo complessivo, quanto
ai singoli contratti economici231.
E necessario indicare nei conti dordine anche le eventuali opzioni e
controopzioni acquisite e/o concesse in relazione alle operazione di
trasferimento a titolo temporaneo dei diritti alle prestazioni dei calciatori.
Si ritiene, infine, che possano rientrare in questa categoria anche gli impegni
assunti nei confronti della squadra in relazione al raggiungimento di determinati
obiettivi e i premi di valorizzazione connessi alutilizzo di giovani calciatori.
f) Ripartizione dei ricavi (punto 10)
Nelle imprese calcistiche la ripartizione dei ricavi sempre da intendersi
come significativa. Peculiare la conoscenza della suddivisione per tipologia di
evento sportivo (campionato, coppa Italia, coppe internazionali, altre gare) e
della quota-parte derivante da abbonamenti. E opportuno provvedere all
separata menzione ricavi per cessione temporanea con riferimento ai singoli
calciatori ceduti ed alle societ cessionarie.
Utile la separata elencazione dei costi del vivaio, di gestione e di struttura,
opportunamente capitalizzati. Al fine di ottimizzare la capacit informativa
della Nota, pu procedersi alla indicazione, allinterno della voce Contributi in
conto esercizio, dei Contributi da Lega, dei contributi straordinari da Enti
Federali e degli Altri Contributi ed allinterno della voce Sponsorizzazioni e
proventi vari, dei ricavi connessi allo sponsor ufficiale, alle altre
sponsorizzazioni ed ai proventi televisivi.
g) Composizione dei proventi ed oneri straordinari (punto 13)
E sempre basilare lindicazione (anche se limporto non fosse apprezzabile)
delle plusvalenze e delle minusvalenze derivanti dalla cessione dei diritti
sportivi. Appare utile alluopo, menzionare distintamente per ogni singolo

231

Si veda il document L.P.S.C datato 12 Agosto 1996 ed il C.U. n.156 del 12/06/96.
Il budget tipo del costo del lavoro lordo attualmente il seguente:
- serie C1 1.900 milioni
- serie C2 900 milioni.
Per eccedenze fino al 35% del budget tipo, fidejussione del 35%;
dal 36% al 70% del budget tipo fidejussione del 45% delleccedenza;
oltre il 70% del budget tipo, fidejussione del 60%.
Per quanto concerne i singoli contratti economici che superino limporto previsto di L. 120
milioni per le societ di C1 e di L.75 milioni per le societ di C2, gli stessi devono essere garantiti
da fidejussione bancaria calcolata secondo i seguenti scaglioni:
- per il primo 35% fidejussione suppletiva del 35%;
- per splafonamenti compresi tra il 36% e il 70% fidejussione suppletiva pari al 45%;
- per splafonamenti oltre il 70% fidejussione suppletiva del 60%.
Infine per i contratti economici superiori a L.300 milioni per le sciet di C1 ed a L.175 milioni per
le societ di C2, dovr essere presentata garanzia fidejussoria per lintera differenza risultante fra
il contratto economico portato a ratifica ed il tetto massimo per contratto.

114

diritto alle prestazioni ceduto, il nome del calciatore, la squadra cessionaria, il


valore di cessione ed l valore netto contabile
h) Numero medio dei dipendenti (punto 15)
Poich gli sportivi professionisti sono lavoratori dipendenti, in tale punto
della nota integrativa deve essere indicato il numero, separatamente da altre
tipologie di dipendenti.
La Federazione, nellambito di un documento per lattuazione delle
disposizioni relative al D.Lgs. 127/91, ha proposto alcuni allegati alla nota
integrativa 232, cos da agevolare la rappresentazione di alcune richieste dellart.
2427 e, contemporanenamente, di disporre di ulteriori documenti per il
controllo.
Sono state formulate alcune riflessioni in ordine alla congruit di tali
allegati233. La prima certamente positiva, in quanto essi tendono a fornire una
rappresentazione pi completa della singola impresa indagata: particolarmente
utile ed opportuno il prospetto delle variazioni nei conti di patrimonio netto,
per le ragioni pi volte espresse.
La seconda riguarda la tendenza della Federazione al monitoraggio analitico
delle esposizioni debitorie, congruamente con uno dei vincoli a cui le societ
sono sottoposte e cio il valore non inferiore a tre del parametro periodico
Ricavi/indebitamento.
La terza e conclusiva riguarda la numerosit degli allegati; ad esempio, non
si comprende perch esistano due prospetti relativi alle immobilizzazioni (A ed
N), con inevitabili ripetizioni, quando per soddisfare il dettato legislativo ne
sarebbe sufficiente uno pi articolato.

8.La relazione sulla gestione

232

Gli allegati proposti sono i seguenti :


A- prospetto delle immobilizzazioni materiali e dei relativi ammortamenti cumulati;
B- prospetto rivalutazione beni materiali;
C- prospetto delle immobilizzazioni immateriali e dei relativi ammortamenti cumulati;
D- prospetto delle variazioni dei conti di patrimonio netto;
E- prospetto variazione esercizio dei debiti;
F- prospetto dellindebitamento verso banche ed altri enti finanziatori;
G- prospetto dei debiti verso banche a breve termine;
H- prospetto dei debiti a medio e lungo termine verso banche ed altri finanziatori
suddivisi per
tipo di garanzia concessa;
I- prospetto dei rimborsi per debiti con garanzie reali;
L- prospetto dei debiti verso fornitori e altri;
M- prospetto dei debiti per valuta;
N- prospetto delle variazioni intervenute nelle immobilizzazioni materiali;
O- prospetto delle partecipazioni in imprese controllate e collegate possedute.
233
C. Teodori, cit. pag.178.

115

Mentre la Nota Integrativa parte costitutiva del bilancio, la Relazione sulla


gestione lo correda. Sua funzione infatti quella di informare, con loccasione
appunto, del bilancio e tenendo conto nche delle sue risultanze, sulla situazione
e sullandamento della societ234.
Il contenuto della relazione sulla gestione (art.2428), accompagnatoria del
bilancio di esercizio, presenta struttura analoga a quella di altre imprese. Come
gi effettuato per la nota integrativa, si intende individuare alcuni elementi
necessari per meglio far comprendere landamento gestionale del periodo a cui
il bilancio fa riferimento.
Nelle societ calcistiche lassenza di una soluzione di continuit, tipica di
ogni gestione aziendale, esaltata non tanto dallo sfasamento temporale
dellesercizio gestionale rispetto allanno solare, quanto dal fatto che il bilancio
chiuso al 30 Giugno non recepisce, i riflessi contabili delle operazioni di
tasferimento che iniziano di regola il giorno successivo ma che pure sono il
frutto, almeno per quanto attiene alle cessioni, della stagione appena conclusa.
E fondamentale quindi, indicare nella Relazione, i fatti di rilievo avvenuti dopo
la chiusura dellesercizio.
Sebbene la richiesta della legge sia fatta per la redazione della relazione sulla
gestione, gli eventi successivi possono influire anche sulla determinazione dei
valori di bilancio e sulle informazioni che possono essere fornite con la nota
integrativa235. Si deve, a tal proposito, ricordare il disposto dellart.2423 bis c.c.,
il cui punto 4 statuisce che nella redazione del bilancio si deve tener conto dei
rischi e delle perdite di competenza dellesercizio, anche se conosciute dopo la
chiusura di questo.
In particolare, oltre a considerazioni di specie generale sulla gestione, sono
importanti le seguenti indicazioni236
a) grado di raggiungimento dei risultati sportivi ed equilibrio con gli
economici;
b) andamento dei costi, con particolare riferimento a quelli connessi agli
sportivi professionisti;
c) andamento dei ricavi, con indicazione del numero di spettatori, delle
variazioni dei prezzi dei biglietti e degli abbonamenti, delle azioni pubblicitarie
tendenti allincremento degli abbonati. Sempre nellambito dei ricavi,
informazioni rilevanti riguardano non tanto la composizione (gi in nota
integrativa) ma eventuali modificazioni rispetto al passato: nuovi contratti di
sponsorizzazione, incrementi/decrementi dei diritti televisivi, operazioni di
merchandising, sfruttaamento dellimmagine;

234

R. Caramel, cit. pag.372.


Ibidem.
236
C. Teodori, cit. pag.179,180.
235

116

d) investimenti nel settore giovanile, risultati agonistici ottenuti ed


evoluzione attesa;
e) rapporti con le societ di gruppo. dati i limiti che caratterizzano la societ
calcistica, tali rapporti intercorrono con leventuale controllante e con
controllate di questultima. Importanti sono le indicazioni sulle operazioni
intragruppo, sulla loro specie ed importo: si pensi, ad esempio, alle
sponsorizzazioni, ai diritti per lo sfruttamento dellimmagine, alla pubblicit;
alla concessione di finanziamenti fruttiferi ed infruttiferi; alle fidejussioni.
risulta assai importante, ad esempio, conoscere la quota-parte di ricavi e di costi
(anche se questi ultimi in misura certamente minore) derivanti da rapporti con
imprese del gruppo: ci agevola una migliore interpretazione del reddito di
esercizio. In modo analogo, la conoscenza sullindebitamento verso societ del
gruppo permette un esame pi attento della struttura finanziaria.
Un ultimo elemento riguarda le richieste di cui ai punti 5 e 6 dellart. 2428: i
fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dellesercizio e levoluzione
prevedibile della gestione. Nelle imprese calcistiche, i due punti sono assai
correlati, poich il principale fatto di rilievo avvenuto dopo la chiusura
determina levoluzione prevedibile della gestione: si fa riferimento alla
campagna acqusisizione effettuate, i prestiti concessi e ricevuti, limpatto
finanziario e reddituale di tali operazioni.
Altrettanto importanti sono le comunicazioni relativa alla campagna
abbonamenti237 (che al momento della disponibilit del bilancio conclusa) ai
contratti di sponsorizzazione ed altre sopra indicate come necessarie per
comprendere landamento della gestione dellesercizio passato.

CAPITOLO IV
ANALISI DI BILANCIO
1.Introduzione allanalisi di bilancio
Il bilancio desercizio assume il compito di fornire informazioni sullassetto
patrimoniale, economico e finanziario dellimpresa in esercizio del suo
evolversi nel tempo238. Esso volto a soddisfare esigenze conoscitive di diversi
soggetti interni ed esterni in cui interessi confluiscono nellimpresa, quali la
direzione aziendale, i detentori del capitale di rischio, i creditori, il personale
dipendente, lamministrazione finanziaria dello Stato, terzi vari239.
237

Si veda anche A.Tron, cit. pag. 28.


O. PAGANELLI, Analisi di bilancio, Indici e flussi. UTET 1986, p. 12.
239
IBIDEM, p. 13.
238

117

Lobbiettivo di dare un quadro fedele della reale situazione patrimoniale e


finanziaria nonch del risultato economico, non raggiungibile senza incertezze
di vario ordine e grado. Il bilancio, tuttavia, presenta, ai fini conoscitivi,
possibilit notevoli, ma anche limiti. Nella contabilit infatti, i valori non
numerari, sono da ritenersi certi solo nel momento del loro ingresso nel sistema
aziendale; da questo momento in poi siccome termina la loro vita isolata ed
inizia la loro vita collettiva, i valori in questione, con il passare del tempo, si
allontanano sempre pi dalla certezza. Unincertezza minore della precedente,
ma mai assente, caratterizza quasi completamente anche i valori numerari240.
Ne consegue una larga presenza di valori stimati, cio caratterizzati da un
processo di astrazione che ne accresce pi o meno intensamente il coefficiente
di incertezza. Il reddito risultante appunto dalla sintesi dei valori stimati, non
pu essere dunque che un valore astratto, nella cui configurazione convergono
tutte le incertezze proprie dei suoi valori componenti.
Il bilancio desercizio uno strumento statico con il quale si vuol
rappresentare una realt dinamica: da ci non pu non derivare un conflitto, pi
o meno intenso a seconda dei casi. La gestione, che per sua natura continua,
viene idealmente fermata per un attimo: le numerose operazioni in corso
vengono considerate artificialmente come se fossero operazioni compiute. In
questa convenzione fittizia confluiscono tutti gli arbitri e le incertezze propri
della funzione di redazione del bilancio desercizio.
Il bilancio, dunque, non in grado di offrire risultati obbiettivi, ma soltanto
risultati probabili, validi nei limiti delle ipotesi poste a base dei calcoli. Ne
deriva pertanto, la necessit dellinterpretazione del suo contenuto241.
I valori del bilancio possono essere oggetto di varie elaborazioni, con
procedimenti appropriati allo scopo di approfondire le conoscenze sullassetto
aziendale e sulla funzionalit economico-finanziaria della gestione. Queste
elaborazioni, volte a potenziare linformativa dei dati grezzi, sono dette analisi
di bilancio242. Con lanalisi di bilancio si mira pertanto a comprendere il
contenuto della gestione attraverso lesame critico del sistema dei valori
espresso dal bilancio stesso.
Come facile comprendere, il grado di espressivit dellanalisi di bilancio
strettamente legato al grado di trasparenza ed attendibilit dei bilanci presi in
esame. I valori possono essere oggetto di analisi veramente significative solo se
tratti da bilanci composti secondo corretti principi contabili243, intendendo il
concetto di correttezza in senso tecnico di coerenza con gli scopi conoscitivi del
240
Cfr. C. CARAMIELLO, Indici di bilancio, strumenti per lanalisi della gestione aziendale.
IPSOA, Milano, 1986, p. 12.
241
IBIDEM, p. 13.
242
O. PAGANELLI, cit. p. 15.
243
IBIDEM, p. 16.

118

bilancio desercizio, in altre parole come idoneit del bilancio desercizio a


fornire informazioni valide sullassetto patrimoniale, economico e (di riflesso)
finanziario dellimpresa244.
Perci il valore segnaletico dellanalisi di bilancio, dipende, in modo
vincolante, dai criteri di valutazione adottati nella redazione dei bilanci
analizzati. Se questi sono oscuri, contraddittori, poco omogenei nel tempo e
nello spazio, i rapporti fra dati, frutto delle valutazioni stesse, non potranno
fornire notizie certamente pi attendibili dei valori assoluti che compongono i
loro numeratori e denominatori245.
In conclusione, a scopi diversi possono corrispondere diversi bilanci, tutti
attendibili, solo se si tratta di scopi conoscitivi che postulano oggetti di
rilevazione diversi246.
In questa chiave e a parit di oggetto di rilevazione, autorevoli autori
ribadiscono il principio dellunit del bilancio desercizio247.
Quanto esposto non implica che il contenuto del bilancio desercizio non
possa essere espresso e presentato, nella maniera pi comoda alle aspettative
di conoscenza di colui o coloro cui destinato e, quindi, che il bilancio non
possa assumere forme e strutture diverse, in ordine alla classificazione e al
dettaglio delle poste dello Stato Patrimoniale e del Conto Economico248.
Allinterno, di tale legittima libert di forme e di strutture249, emerge,
tuttavia, lesigenza di un ulteriore attributo del bilancio desercizio,
fondamentale ai fini dellefficace svolgimento delle funzioni per le quali esso
strumento: quello della compatibilit, nel tempo e nello spazio, dei valori in
esso contenuti. Bilanci dotati di tale attributo, consentono, attraverso lesame e
lanalisi dei valori assoluti e relativi delle poste, di ricostruire gli andamenti
storici delle variabili che hanno influenza sulla situazione economicafinanziaria dellimpresa, di trarne giudizi sui possibili sviluppi futuri di essa e di
244
Cfr. CODA V., Trasparenza dei bilanci desercizio e principi contabili. In Riv. Dott. Comm.
2/1983, p. 187 e ss..
245
V. CODA, G. BRUNETTI, M. BERGAMIN, Indici di bilancio e flussi finanziari ETAS LIBRI,
Milano, 1980.
246
CODA V., I bilanci dimpresa e scopi in CODA V., FRATTINI G., Valutazioni di bilancio, Libreria
Universitaria Editrice, Venzia 1994, p. 20.
247

Sulla unicit del bilancio desercizio si vedano: M. CATTANEO, Il bilancio di esercizio nelle
imprese. Finalit e strutture, ETAS, Milano, 1979, p. 22 e ss.; F. SUPERTI FURGA, Le valutazioni
di bilancio, ISEDI, Milano 1978, p. 6; A. MATACENA, p. 53 e ss.; G. CAVAZZONI, Lanalisi dei
dati di bilancio. Contributo per lapprezzamento delle situazioni dimpresa, Libreria Universitaria
Editrice Venezia, 1984, p. 13 e ss.; F. RANALLI, Il bilancio di esercizio, CLUA, Pescara, 1988, p.
12 e ss., Sulla capacit informativa delle strutture di bilancio, CEDAM, Padova, 1984, p. 7 e ss..
248
VERGARA C., Le rielaborazioni del bilancio desercizio per le analisi economico-finanziarie.
Applicazioni allo schema previsto dal Dlgs. 9/4/1991 n. 127, p. 14; Giuffr, Milano.
249
Liberta contenute comunque nei limiti costituiti dal rispetto delle indicazioni contenute nel
Dlgs. 127/91.

119

instaurare opportuni rapporti con le economie di altre aziende operanti nel


medesimo settore o comunque, oggetto di utili raffronti250.

2.Nuove opportunit informative e limiti della IV Direttiva


Da una visione di estrema sintesi di quanto esposto sinora, utile sottolineare
alcuni aspetti che, fra gli altri, sembrano dotati di particolare interesse ai fini di
questo studio, relativi ai riflessi che la normativa sul bilancio contenuta nel
Dlgs. 127/91 - cos come recepito dal Codice Civile - ha, rispetto alle funzioni e
agli attributi dei bilanci251.
Sembra, infatti, possibile affermare che un gorsso apporto legato al nuovo
schema di bilancio previsto dal C.C., sia da individuarsi nello spirito che ha
dettato le profonde innovazioni in esso contenute nel tentativo:
- per un verso, di mediare fra lineliminabile incertezza ed arbitrariet dei
risultati di bilancio e la necessit altrettanto ineliminabile, soprattutto per le
aziende, come molte societ di calcio, non dotate di un articolato sistema
informativo volto ad attivare il controllo di gestione, di poter trarre dal bilancio
stesso informazioni utili per il governo dellimpresa e per la sorveglianza sul
suo stato di salute economico-finanziario;
- per un altro verso, di ridurre la distanza fra le tre anime del bilancio:
civilistica, fiscale ed economico-aziendale.
- inoltre, di creare le premesse per una effettiva possibilit di comparazione
dei bilanci nel tempo e nello spazio.
Quanto al primo punto, infatti, lo schema di bilancio dettato dalle nuove
norme civilistiche, introduce importanti innovazioni: la forma scalare per il
Conto Economico; determinate aggregazioni di voci, sia nel Conto Economico
che nello Stato Patrimoniale; determinati risultati parziali. Tali informazioni
contrapponendosi alle carenze informative e di comunicazione del bilancio
redatto nella forma prevista dagli articoli del C.C. costituiscono un indubbio
passo avanti verso la riacquisizione di una funzione conoscitiva del bilancio
desercizio.
Quanto al secondo punto, il nuovo sistema di Conto Economico consentiva, nelloriginaria struttura prevista dal decreto, oggetto di critiche da una parte
della dottrina e successivamente rivisto dal legislatore con leleminazione
dellappendice fiscale - in qualche misura, di isolare linfluenza dei criteri
fiscali di valutazione del risultato economico della gestione, riducendo i
250
251

VERGARA, cit. p. 15.


Cfr. C. VERGARA, cit. p. 15.

120

problemi relativi alla differenziazione del bilancio e alle distorsioni che la


normativa fiscale comporta rispetto ai corretti criteri di redazione del bilancio
desercizio. Anche la distinzione tra bilancio interno e bilancio ufficiale va nella
pratica assumendo contorni sempre pi sfocati e ci anche a causa della crescita
qualitativa e quantitativa della normativa civilistica a riguardo252.
Quanto allultimo punto, lunicit e lobbligatoriet della struttura e
dellarticolazione degli schemi di bilancio, determinano la nascita di una nuova
opportunit nellambito delle analisi economico-finanziarie. Ed infatti, rispetto
ad una precedente totale incomparabilit dei bilanci tra esercizio ed esercizio e
tra azienda ed azienda, che costringeva gli analisti esterni ad operare
riclassificazioni, disaggregazioni e riaggregazioni di voci, per rendere in
qualche modo confrontabili le informazioni ritraibili dagli stessi,
lenfatizzazione che la disciplina civilistica dei bilanci desercizio, costituisce
una indubbia consistente agevolazione.
In definiva sembra possibile affermare che lattuale schema di bilancio - pur
mostrando limiti non indefferenti - sia in grado per le proprie caratteristiche di
soddisfare con maggior efficacia strumentale, rispetto a quello precedentemente
in vigore, le funzioni che gli sono proprie253.

3.Lanalisi di bilancio applicata alle societ di calcio


Quanto finora esposto mostra che il recepimento della IV direttiva non
elimina comunque la necessita di ulteriori riclassificazioni 254 dei prospetti di
sintesi al fine di migliorare il contenuto informativo del bilancio, anche
attraverso una facilitata applicazione dellanalisi per indici.
Va sottolineato che la riclassificazione e lanalisi di bilancio sono
particolarmente importanti per la comprensione del bilancio desercizio delle
societ calcistiche, in cui il fondamentale documento contabile per sua natura
(quindi anche indipendentemente dalla sua volont del redattore) legato ad
estrema soggettivit ed aleatoriet nella valutazione dei risultati desercizio e
della reale situazione patrimoniale e finanziaria255.
Si pensi allambiguo significato contabile della voce attinente alla
capitalizzazione dei costi per il trasferimento dei calciatori: si tratta in questi
casi di una posta che quasi sempre copre una gran parte delle attivit di
252

Cfr. G. MOLTENI, Analisi di bilancio e dignosi strategica, ETAS LIBRI, Milano, 1990, p. 53. Il
problema comunque si pone fino ad un certo punto per le societ calcistiche che nella maggior
parte dei casi chiudono lesercizio in perdita.
253
Cfr. G. BRUNI, tendenze evolutive della financial e della managerial accounting nella dottrina
contabile am,ericana. AA. VV., Scritti di Economia Aziendale per Egidio Giannessi, Pacini, Pisa,
p.202.
254
C. CARAMIELLO, cit. p. 17.
255
G. RUSCONI, cit. p. 153.

121

bilancio, ma per la quale fino a pochi anni fa era previsto un processo di


ammortamento che ben si prestava a fraudolente politiche di bilancio.
Ai fini di unadeguata lettura dei bilanci per necessario ricordare che la
forma contabile di presentazione dei due prospetti di bilancio, ovvero del Conto
Economico e dello Stato Patrimoniale, nasconde nel primo i vari strati di
reddito fllussi e nel secondo i rapporti tra la massa degli investimenti e la
massa delle fonti di finanziamento (livelli)256.
Appare pertanto necessario, per determinare i vari strati di reddito,
riclassificare il Conto Economico in forma idonea (la forma scalare) allanalisi
reddituale e, per determinare la relazione tra investimenti e fonti di
finanziamento, riclassificare lo Stato Patrimoniale in forma idonea allanalisi
finanziaria e patrimoniale257.
Esistono comunque due importanti problemi che devono essere fronteggiati
da chi analizza i bilanci:
a) occorrono talvolta ulteriori dettagli informativi rispetto ai valori di bilancio
e lottenimento di questi pu creare difficolt in alcune situazioni, anche se non
ci si trova di fronte a problemi di stime e/o congetture connesse a valutazioni;
b) il punto (a) richiama la questione della differenza di possibilit
informative fra i cosiddetti analisti interni e quelli esterni258.
I primi inaftti possono accedere ad una serie di notizie e dati che permettono
di riconoscere pi profondamente le specifiche caratteristiche dellazienda di
cui si analizza il bilancio. Per le societ calcistiche la debolezza dellanalista
esterno risulta accentuata dalla presenza essenziale del capitale umano, il cui
valore (e la cui potenziale liquidabilit) strettamente legato sia allaleatoriet
tipica (ed indispensabile) delle prestazioni sportive, sia ad una serie di
informazioni (stato di forma e di salute, integrazione nella squadra,
caratteristiche psicofisiche, ecc.) non sempre ottenibili con esattezza259.

3.1.La riclassificazione dello Stato Patrimoniale


Lo Stato Patrimoniale costituisce uno strumento fondamentale per le analisi
finanziarie e reddituali della gestione aziendale.
Affinch esso possa essere utilizzato per le analisi sopra ricordate occorre
riclassificare le sue poste secondo un criterio di tipo finanziario260. Sulla base di
256

A. AMADUZZI, Economia Aziendale, principi e modelli, Cacucci, Bari, 1988, p. 157.


IBIDEM.
258
Si veda in proposito C. CARAMIELLO, cit. p. 8.
259
G. RUSCONI, cit., nota pag. 155.
260
Sulla tecnica di riclassificazione dei valori di bilancio ai fini delle analisi economicofinanziarie, si vedano:
G. BRUNETTI, Le riclassificazioni delle sintesi di bilancio ai fini delle analisi economicofinanziarie, in Brunetti, Coda, Favotto: Analisi, previsioni, simulazioni economico257

122

detto criterio i valori dellattivo da un lato, e quelli del passivo dallaltro,


vengono ad intendersi, rispettivamente come la somma degli investimenti e
delle fonti di finanziamento.
Il problema dellosservazione del livello di liquidit degli impieghi
particolarmente importante per i club calcistici, dove una larga parte dellattivo
normalmente costituita dalla capitalizzazione dei costi del capitale umano.
Non si hanno sensibili differenze di impostazione rispetto alla
riclassificazione finanziaria di una normale impresa industriale e commerciale
ed possibile presentare un prospetto in cui figurano tutte le pi importanti voci
usate nei bilanci ufficiali delle societ calcistiche261.

Riclassificazione finanziaria dello Stato Patrimoniale:


IMPIEGHIFONTI
IMPIEGHI CORRENTI PASSIVITA CORRENTI
Liq. immediat
Debiti con enti federali
Cassa e banca
Debiti con soc. affiliate
Liq. differite
Debiti v/banche
Crediti v/lega
Altri debiti
Crediti diversi
Fornitori
- Fondo sval.cred. Quota scad. mutuo fed.
Disponibilit
PASSIVITA CONSOLIDATE
Mutuo consolidato
Fondo liq.personale
IMPIEGHI IMMOBILIZZ.
Immobil. finanz. Debiti postrg.v/soci
Partecipazioni
Compartecipazioni CAPITALE NETTO
Costi capital.netti Capitale sociele

finanziariedimpresa, ETAS LIBRI, Milano 1991, p. 5; della stessa opera si veda a p. 20 e ss. V.
CODA, criteri e scopi di riclassificazione della situazione patrimoniale; C. DE VECCHI, Analisi di
bilancio, Giappichelli, Torino, 1989;
F. LIZZA, La riclassificazione di bilancio, Ancona, 1989; L. MARCHI, Lanalisi economicofinanziaria del profilo strategico, Giappichelli, Torino, 1990.
261
Si veda in proposito G. RUSCONI, cit. p. 188.

123

Costi plur.prest.gioc.
Riserva legale
- Fondo ripartiz. - Perdita deserc.
Immob.tecniche nette
Immobili
Immobilizz.tecniche
Mobili e arredi
- Fondo ammort.
TOTALE IMPIEGHI
(=capitale investito)

TOTALE FONTI
(=capitale acquisito)

Il prospetto riclassificato di Stato Patrimoniale delle societ di calcio pu


presentare le seguenti caratteristiche:
1) lo schema proposto prevede un riaccorpamento delle voci secondo lordine
di liquidit decrescente delle diverse masse di valori.
2) Lindicazione separata dellammontare lordo del capitale umano. Data
lambiguit e la difficolt della suddivisione congetturale degli accantonamenti
al Fondo ripartizione, particolarmente opportuno che resti evidenziato il
costo originario. Questa necessit molto pi sentita che nel caso di bilanci di
aziende qualsiasi, poich il valore netto dei diritti sportivi ha un peso essenziale
sui bilanci262.
Levoluzione della normativa federale ha reso comunque oggi praticamente
impossibile una politica di bilancio sugli ammortamenti.
3) Fondamentale il riporto delle perdite in diminuzione al capitale netto.
I club calcistici presentano spesso infatti, bilanci negativi, che devono essere
ripianati mediante aumenti di capitale .
Procedendo con la riclassificazione finanziaria si possono ben evidenziare i
movimenti delle masse di perdite, capitale netto ed aumento di capitale
(anche perch questultimi avvengono spesso in modo graduale ed indiretto, per
esempio ricorrendo a crediti postergati dei soci).
4) Si noti come la liquidit secca lorda (liquidit immediata + liquidit
differita) vada praticamente a coincidere con linetro attivo non immobilizzato
(e cio con il circolante lordo). Questo fatto dovuto allabituale collocamento
della voce risconti attivi a fianco dei ratei, allassenza di significativi anticipi
ai fornitori ed alla quasi generale irrilevanza, nelle gestioni calcistiche, della
voce Magazzino.
262

G. RUSCONI, cit. p. 189.

124

La riclassificazione dello Stato Patrimoniale, richiede uno schema a liquidit


crescente imperfetta dove, tra laltro, essenziale la mancanza di una precisa
scomposizione dei debiti in passivit a breve ed a medio-lungo termine.
A questo punto potrebbe valutarsi la proposta 263 di presentazione dei bilanci
che soddisfi il minimo comune informativo dei bilanci desercizio e che
contemporaneamente aggiunga ulteriori informazioni, sulla base dellidea di
trattare le societ di calcio come aziende aventi particolari fini sociali e quindi
sottoponibili anche ad una legislazione speciale. Poterebbe allora di affrontarsi
il problema adottando anche sul piano legislativo la presentazione di un
prospetto di Stato Patrimoniale che tenga conto del principio di liquidit
crescente e delle 9 macro classi dello schema di legge delegata.
Le ragioni di questa scelta sono le seguenti:
1) E essenziale per le societ come quelle calcistiche (in cui le prospettive di
redditivit economica sono assai ridotte) avere unesatta visione dello stato di
attivit e passivit in termini stretti di liquidit decrescente o crescente.
2) Non si hanno grossi problemi di distacco dal prospetto proposto dallo
schema di legge, poich si tratta solo di modificare laccorpamento e la
presentazione di alcune voci e non si presenta in questo caso un problema sul
tipo di quello della scelta fra volori per natura e per destinazione, che si pone
nella riclassificazione dei valori del Conto Economico.

3.2. Riclassificazione del conto economico


Non sempre il conto economico originario pu essere pubblicato nelle
strutture che si giudicano appropriate agli effetti delle analisi economichefinanziarie di bilancio. E ci vero perch il vincolo della struttura obbligata
trova spesso la sua ragione dessere in finalit di generale informazione che
trascendono i limiti, pur non angusti delle analisi economico.finanziarie di
bilancio. Del resto agli effetti di queste analisi, le classificazione dei costi, di
ricavi e di risultati possono assumere le pi varie configurazioni proprio in
rapporto alla variet di obiettivi perseguibili, e non di rado perseguibili
simultaneamente anche nellambito di una medesima analisi.
Ne segue che la riclassificazione dei valori del conto economico diviene
momento preliminare pressoch inevitabile264.

3.2.1Il conto economico a valore della produzione


263
264

G. RUSCONI, cit. p. 192.


G. FERRERO, F. DEZZANI, Manuale delle analisi di bilancio. Milano, Giuffr, 1979, p. 233.

125

Delle quattro formulazioni del conto economico contenute negli artt. 23-26
della IV Direttiva C.E., il Dlgs. 127/91 ha adottato ...., quella con costi
classificati per natura, a forma espositiva scalare (art.23), pi idonea di quella
dellart.25 (a costi classificati per destinazione) a recepire ulteriori suddivisioni
gi presenti nella disciplina vigente ed a a consentire collegamenti e
correlazioni con lo stato patrimoniale265.
Da una prima lettura dello schema si pu immediatamente notare come esso
ha finito per dare maggiore rilievo ad una tradizione consolidata nel nostro
paese, anche in relazione al problema della scissione di alcuni costi che
connesso con luso del prospetto per destinazione. Inoltre il discorso appare
centrato pi sulla dicotomia gestione ordinaria/straordinaria che in quella tra
gestione caratteristica e non caratteristica.
Le ragioni che inducono i legislatori alla scelta delluno o dellaltro criterio
di riclassificazione del conto economico sono spesso legate alle culture
contabili dei vari paesi. Cos il raggruppamento dei costi nella configurazione a
costo del venduto tipicamente da collegarsi alla concezione anglosassone
del reddito che strettamente centrata su ci che si vende e d quindi
particolare importanza al costo del venduto, sganciandolo dai costi (pur tipico
- caratteristici ) amministrativo -generali.
Diversa invece limpostazione germanica dove limpresa non mai vista
come un puro e semplice agente del mercato, ma si sottolinea invece anche il
significato dellazienda come generatore di ricchezza complessiva. La
tradizione tedesca sottolinea soprattutto che il fenomeno dellimpresa si compie
in modo rilevante anche con la produzione e non solo con la vendita.
Il motivo di fondo che induce la teoria economico-aziendale classica a
rifiutare la ripartizione per destinazione ed a proporre quella per natura sta
quindi in qualcosa che a monte della pur rilevante dialettica produzionevendita: si tratta della visione unitaria sistematica e sinergica della gestione.
Limpresa vista come una complessa realt unitario-sistematica che si misura
sinergicamente con il mercato e da ci consegue che non possibile
selezionare fette di costi da contrapporre a fette di ricavi.
Inevitabile la considerazione che tutte le riclassificazioni vanno prese con
la dovuta cautela in relazione allunit dellimpresa. per ora va evidenziato, per
una prima approssimazione, che quella che pi si allontana dalla visione
zappiana proprio la riclassificazione per destinazione, poich essa spezza
non solo il continuum dei costi nel suo insieme, ma anche i singoli costi cos
come sono originari ( appuntoper natura) dalle variazioni finanziarie.

265

C. VERGARA, cit. p. 75.

126

Cos pu apparire in non perfetta sintonia con limpostazione zappiana della


gestione unitaria separare (per esempio) i costi straordinari da quelli ordinari,
ma appare ancora pi pericoloso in questottica dividere uno stesso tipo di costo
in due diverse aree. Questultimo costo infatti sorto unitariamente da una
medesima variazione firanziaria e spezzarlo ritenuto pericoloso266.
Il criterio per natura infatti pi consono a seguire lessenza della
metodologia della partita doppia, mentre quello per destinazione tipico della
contabilit analitica.
Non qui il caso di approntare i complessi problemi dei rapporti tra
contabilit analitica e contabilit generale; si tratta per di osservare che il
volere tradurre in termini di risultati parziali dei costi registrati secondo il
principio della manifestazione finanziaria o comunque (come per il caso degli
ammortamenti) secondo criteri per natura porta a delle difficolt per lanalista
esterno.
Con ladozione del valore della produzione come criterio di
riclassificazione, limpostazione del conto economico semplificato di una
societ calcistica potrebbe essere il seguente267

A) VALORE DELLA PRODUZIONE


Ricavi delle vendite e delle prestazioni
Incrementi di immobilizzazioni per lavori interni
e capitalizzazione costi vivaio
Altri ricavi e proventi:
- Ricavi cessione temporanea giocatori
- Contributi in conto esercizio
- Sponsorizzazioni e proventi vari
- Altri ricavi e proventi

B) COSTI DELLA PRODUZIONE


Per materie prime e sussidiarie di consumo e merci
Per servizi
Per godimento beni terzi (costo acquisizione temporanea
giocatori)
Per il personale
Ammortamenti e svalutazioni:

prestazioni

266

Si veda al riguardo, F. LIZZA. Le riclassificazioni di bilancio: il conto economico CLVA,


Ancona, 1989, p. 49.
267
Si veda in proposito F. DEZZANI, Il bilancio della Juventus F.C. Spa al 30/06/93, redatto
secondo la IV Direttiva CEE, il Fisco 45/93, p. 11304-11320.

127

- Amm.imm.immateriali (costo acquisiz. temp. prestaz.gioc.)


- Amm. immob. materiali
Oneri di gestione

DIFFERENZA TRA VALORE E COSTI DELLA PRODUZIONE


C) PROVENTI E ONERI FINANZIARI
Proventi da compartecipazione ex art. 102 bis
Oneri da compartecipazione ex art. 102 bis

D) RETTIFICHE DI VALORE DI ATTIVITA FINANZIARIA


Svalutazioni Compartecipazione

E) PROVENTI E ONERI STRAORDINARI


Plusvalenze da cessione
Minusvalenze da cessione

Risultato prima delle imposte


3.2.2Il conto economico a costo del venduto
La riclassificazione del conto Economico a ricavi e costo del venduto,
secondo un ordine di addendi tali da evidenziare alcuni strati di reddito
significativi ai fini della valutazione dellandamento economico dellazienda,
implica un salto concettuale che integra (se non supera!) la visione tradizionale
zappiana del risultato economico desercizio.
Daltra parte, se pur vero quanto si visto, che la riclassificazione per
destinazione spezza il continuum dei costi nel suo insieme, solo questa
riclassificazione consente di ottenere informazioni particolarmnete utili per le
societ calcistiche, per esempio si pu evidenziare separatamente il reddito
operativo e mostrare che le aziende calcistiche sarebbero ancora pi distanti
dalla posizione di equilibrio se ci si limitasse allattivit per la quale esse sono
costituite.
Cos per analizzare efficacemente la situazione economica dellimpresa
calcistica e le sue prospettive, pu essere utile scomporre la gestione globale di
essa, individuando il contributo (positivo o negativo) di ciascuna delle aree di
gestione . Dette aree si identificano in rapporto ai subsistemi relativamente
autonomi di operazioni omogenee che possono fare riferimento268 alla:
268

Cfr. C. VERGARA, cit. p. 68

128

a) gestione tipica o caratteristica;


b) gestioni atipiche o accessorie;
c) gestione finanziaria
d) gestione straordinaria;
e) area fiscale o tributaria.
In particolare:

a) Gestione tipica o caratteristica 269


In relazione ad essa si individuano costi e ricavi operativi; essa comprende le
operazioni dellesercizio volte alla realizzazione degli obiettivi di gestione
connessi con loggetto caratterizzaznte lattivit economica svolta
dallimprea270.
Larea operativa comprende i valori (costi e ricavi) relativi allattuazione ed
alla vendita della produzione. Dalla somma algebrica delle due suddette serie di
valori contrapposti scaturisce il saldo dellarea operativa la quale si d pi
specificatamente la denominazione di reddito operativo271.
Viene evidenziato cos il risultato dellattivit tipica; si tratta di uno strato di
reddito che varia secondo il tipo di azienda, per esempio gli interessi attivi e
passivi possono diventare componente tipica del reddito in aziende che hanno
come attivit caratteristica la negoziazione del denaro.
Nel caso delle societ calcistiche il reddito operativo deve s essere in
qualche modo identificato con la gestione sportiva, ma il problema viene
complicato dalla possibilit di introiti ripetitivi ma non sempre continuativi ( si
pensi solo ai vari miliardi di lire di diritti televisivi legati alle coppe
internazionali), che sarebbe scorretto escludere dalla gestione caratteristica272.
Per non parlare della delicata questione circa lopportunit ( e la necessit!) o
meno di inserire tra i componenti del reddito operativo le plusvalenze
conseguite dalle piccole societ che con carattere di continuit puntano alla
cessione di calciatori giovani opportunamente valorizzati quale principale
fonto di finanziamento.
La suddivisione della gestione in aree non si riduce qui solo alla
determinazione del reddito operativo, ma soprattutto si pensi ad altri valori
fondamentali di questa stratificazione e che operano nellambito della gestione
caratteristica. Ci si riferisce al costo del venduto e allindicazione separata dei
costi amministrativi e commerciali.
Come si visto il criterio per natura pi consono a seguire lessenza della
metodologia della partita doppia, mentre quello per destinazione presuppone la
269

Cfr. O. PAGANELLI, cit. p. 6.


Cfr. G. FERRERO, F. DEZZANI, cit. p. 233.
271
C. CARAMIELLO, cit. p. 107.
272
G. RUSCONI, cit. p. 167.
270

129

contabilit analitica ed inoltre il voler tradurre in termini di risultati parziali


costi registrati secondo criteri per natura porta a delle difficolt per lanalista
esterno.
Tuttavia nei bilanci per le societ calcistiche, il problema delle informazioni
dettagliate per destinazione si pone comunque fino ad un certo punto, poich la
voce principale delle immobilizzazioni costituita dai Diritti pluriennali alle
prestazioni dei giocatorie gli ammortamenti sono pertanto facilmente
identificabili, sia per natura che per destinazione273.
Inoltre nelle societ calcistiche si di fronte ad una situazione abbastanza
particolare: lesistenza del piano dei conti obbligatorio nel quale la
classificazione dei valori privilegia la destinazione dei fattori. Ci rende
possibile lutilizzazione di uno schema di riclassificazione che valorizzi tale
potenziale informativo274.
E anche vero che la possibilit di recepire direttamente dal bilancio la
distinzione per destinazione dei costi dipende in larga misura dallo sforzo del
redattore di conferire realmente alla nota integrativa quel ruolo di
completamento dellinformazione
gi riconosciutole, normativamente
dallart.2427 c.c. . Cos, per le societ calcistiche in particolare, risulta utile, per
una migliore comprensione del dato di sintesi esposto nel conto economico,
evidenziare nella nota integrativa, la composizione della voce B7 Costi della
produzione/Per servizi, spesso troppo generica e collettrice di componenti di
varia provenienza. Per la voce Godimento di beni di terzi importante indicare
separatamente il peso esercitato, da un lato, dai fitti passivi e canoni di
locazione, dallaltro, dalla pi caratteristica voce acquisizione temporanea
prestazioni giocatori. Infine, relativamente ai costi del personale sarebbe
opportuno esporre distintamente, accanto alla composizione dellintero
organico del personale, gli oneri relitivi al personale amministrativo e quelli, di
entit nettamente maggiore relativi ai tesserati sportivi.
Tuttavia, allo stato attuale, solo per questultimo punto prassi invalsa nella
contabilit calcistica procedere allindicazione separata della quote degli oneri
in questione relativi alla gestione prettamente sportiva; si auspica che, in
osservanza del fondamentale principio della chiarezza, i redattori di bilancio
recepiscano la necessit di una migliore articolazione delle voci indicate ai
primi due punti

b) Gestione finanziaria 275


273
Sullargomento si veda L. SELLERI, Principi di contabilit industriale e per la direzione, ETAS
LIBRI, Mialno 1984.
274
C. Teodori, cit. pag.138.
275
Sulla funzione finanziaria si veda, G. FERRERO. Il controllo finanziario nelle imprese. Milano,
Giuffr, 1984, p.2,3,6.

130

La gestione finanziaria il complesso delle operazioni di esercizio dipendenti


dalle politiche di finanziamento e di liquidit della gestione; essa copre larea
degli oneri finanziari connessi con lindebitamento e quello dei proventi e oneri
dipendenti dalle politiche di liquidit (proventi connessi con la gestione di
scorte liquide in attesa di impiego e perc destinate a coprire i fabbisogni
monetari determinati dalla gestione stessa)276.
Ne segue che lobiettivo su cui si fonda il subsistema della finanza , in
breve, quello di far s che limpresa sia in grado di fronteggiare, in ogni
momento del suo operare, qualsiasi fabbisogno di capitale, non solo
tempestivamente, ma anche economicamente.
Ci significa che le risorse di capitale devono essere reperite a tempo debito
e in modo tale da escludere, in linea di principio, una liquidit a qualsiasi
costo, e da implicare, invece, una liquidit compatibile con una equilibrata
situazione conomica (o situazione di redditivit): situazione questa, che pu
dirsi equilibrata allorch il flusso dei ricavi pur nelle alterne vicende di
gestione, si profila tendenzialmente idoneo a coprire, il flusso dei costi,
favorendone cos una stabilizzata attitudine dellimpresa a trattenere ed attrarre,
con le remunerazioni congrue che s offrire, tutti i fattori produttivi di cui
variamente necessita, capitale compreso.

c) Gestioni atipiche
Allarea atipica vanni riferiti i proventi e gli oneri rispettivamente conseguiti
e sostenuti, in relazione ad attivit che, se pur ricorrenti, sono tuttavia
collaterali, accessorie 277 (ma non straordinarie) e, comunque, non essenziali per
lo svolgimento dellattivit cosiddetta caratteristica dellazienda278. Si pensi ai
fitti attivi per immobili civili in unumpresa industriale279.
In questo contesto si possono fare rientrare quei proventi vari, ordinari ma
non tipici, che nello schema di legge delegata vengono inseriti nel valore della
produzione.
Il contrasto con il modello proposto dallo schema di legge delegata dovuto
al fatto che questultimo non ruota sulla dicotomia fra gestione caratteristica e
non, ma su quella fra gestione orinaria e straordinaria. Non cos possibile
parlare di proventi o costi atipici (cio non caratteristici), ma non straordinari
(non essendo legati ad eventi eccezionali od anomali)280.
276

G. FERRERO, F. DEZZANI, cit. p. 237.


Si veda in proposito C. CARAMIELLO, cit. p. 109-110.
278
Crf. G. FERRERO, F. DEZZANI, cit. p. 237.
279
C. VERGARA, cit. p. 81.
280
G. RUSCONI, cit. p. 171.
Va ricordato che - vista la scarsa incidenza in termini quantitativi che i fattori atipici esercitano
nelle gestioni calcistiche - anche in schemi di classificazione per destinazione si pu tendere ad
277

131

Possono considerarsi componenti caratteristici della gestione atipica i


componenti da merchandising, che a differenza di quanto sta avvenendo non
solo in America, ma anche nei principali mercati calcistici europei, in Italia
stentano ancora a decollare. Secondo una recente stima nella stagione sportiva
1995/96 le entrate da vendita di prodotti su licenza hanno pesato sui bilanci
delle squadre di serie A per un totale di appena 7 miliardi di lire, meno di
quanto incassa dalla vendita di magliette, sciarpe e cappellini un singolo club
inglese di media classifica281.

d) Gestione straordinaria
Pu riguardare tanto larea operativa quanto quella dellesercizio di
attivit atipiche; si traduce in operazioni non ricorrenti produttive di effetti,
positivi e negativi, il cui isolamento soddisfa lesigenza di non alterare il
significato dei risultati propri della gestione ordinaria, sia essa operativa o
atipica282.
Cos, la gestione straordinaria comprenderebbe le plusvalenze e
minusvalenze derivanti dal realizzo di mezzi durevoli, che nelle societ
calcistiche si identificano prevalentemente nei diritti all prestazioni dei
calciatori, le rettifiche a costi e ricavi rilevati in precedenti esercizi ed altri
componenti di reddito dovuti a fatti del tutto occasionali. Anche questi valori
vengono esclusi dal calcolo del risultato operativo globale in quanto sono
considerati come componenti non strettamente imputabili alla produzione del
periodo, e comunque come fattori di disturbo ai fini del giudizio sul variabile
andamento economico della gestione283.
La valutazione della convenienza o meno, di far rientrare le plusminusvalenze da cessione dei diritti alle prestazioni dei giocatori allinterno
dellarea straordinaria verr in seguito ripresa; per ora importante considerare
che la relazione al decreto legislativo di attuazione della IV e VII direttiva
(art.7) chiarisce che laggettivo straordinari riferito a proventi ed oneri non
allude alla eccezionalit o alla anormalit dellevento, bens alla estraneit della
fonte del provento o dellonere, allattivit ordinaria284.

identificare la gestione caratteristica con quella ordinaria, non lasciando cos spazio per la
considerazione di valori atipici, ma ordinari.
.
281
G. Basile, M. Brunelli, G. Cazzulo. Le societ di calcio professionistiche. aspetti civilistici,
fiscali e gestionali, pag.151. Buffetti Editore, Roma 1997.
282
G. FERRERO, F. DEZZANI, cit. p. 238.
283
O. PAGANELLI, cit. p. 28.
284
Il nuovo bilancio desercizio nella normativa fiscale. Seconda edizione G. BUFFETTI, M.
PIAZZA, R. RIZZARDI, Editrice Il Sole 24 Ore, Milano, 1993.

132

e) Gestione fiscale285
La gestione fiscale riguarda il reddito netto desercizio. Si tratta solo di
considerare il peso delle imposte sui risultati netti aziendali. In realt si
parlato di gestione fiscale solo per ragioni di simmetria espositiva, poich
lazienda presa nella sua globalit non pu gestire voci come le aliquote delle
imposte286.
Potrebbero porsi ulteriori classificazioni del Conto Economico che
presentano tuttavia, se applicate alle societ calcistiche, limiti segnaletici
notevoli287.
285

Per quanto attiene agli aspetti fiscali delle societ sportive, si vedano esaustivamente A.
Giovanardi, Aspetti fiscali delle societ ed associazioni sportive, premio di laurea Artemio
Franchi 1995; Edmondo Caira, Societ ed Associazioni sportive, Pirola, Milano 1995.
286
G. RUSCONI, cit. p. 172.
287
Si veda sul punto in modo approfondito G. RUSCONI, cit. p. 179-186.
Cos le riclassificazioni a valore aggiunto servono pi per avere importanti informazioni
accessorie che per fornire ai lettori del bilancio desercizio notizie su come limpresa si comporta
in relazione al raggiungimento degli equilibri economico-finanziari; queste ultime informazioni
sono meglkio ottenibili dal conto economico funazionale a costo del venduto.
Va altres ricordato ancora che la riclassificazione qui considerata appare inidonea a rappresentare
il contributo sociale dei club calcistici, poich una larga parte del valore aggiunto legata al costo
delle prestazioni dei calciatori.
Infatti la crescita dei costi delle prestazioni dei calciatori legata alla considerazione del
contributo di questi ultimi allo spettacolo. Non si deve per dimenticare che certe enormi spinte al
rialzo dei prezzi, anche di giocatori non fuoriclasse, sono dovute ad altri fattori come:
1. il carattere monopolistico del limite massimo ai calciatori stranieri (tetto che forse utile sul
piano degli interessi dello sport italiano ma che certo non serve a rendere pi concorrenziali i
prezzi di taluni contratti);
2. linteresse di taluni gruppi economico-istituzionali a battere la concorrenza di immagine di
altri;
3. il desiderio di alcuni manager e presidenti a farsi un nome anche per dare spazio ai loro
interessi personali di immagine imprenditoriale e politica.
Il contributo sociale delle squadre di calcio quindi molto pi correttamente valutabile
considerando anche quei risultati indotti ed indiretti che il valore aggiunto di un singolo bilancio
aziendale non pu esprimere.
Le plusvalenze e le sopravvenienze troverebbero talvolta scomoda la loro collocazione fuori
dal valore aggiunto, poich esistono societ calcistiche, soprattutto minori, che perseguono
stabilmente una politica gestionale volta al conseguimento di plusvalenze effettive non meramente
contabili.
Per quanto riguarda invece la riclassificazione del conto economico a margine di contribuzione,
occorre precisare che essa appare indeguata e poco utile per il bilancio desercizio, e questo vale
sia per i club calcistici che per le imprese industriali e commerciali.
Le ragioni espresse in modo sintetico sono le seguenti:
1. il grado di variabilit dei costi non legato univocamente al tipo di costo, ma in funzione di
un insieme di circostanze e degli scopi informativi. Si potrebbero del resto citare numerosi
esempi e sottolineare che non esistono solo costi strettamente variabili, ma anche
semivariabili e semifissi, la cui identificazione va molto al di l del contenuto informativo
richiesto al bilancio desercizio;

133

3.3 Alcune considerazioni sulla riclassificazione a costo del


venduto
Riassumendo brevemente quanto visto riguardo alla riclassificazione del
Conto Economico, sembra pi utile procedere secondo il criterio funzionale ed
a strati della struttura a costo del venduto.
Le ragioni di questa decisione sono essenzialmente due:
1) I conti economici delle societ di calcio non presentano particolari
problemi di scissione dei valori quando si procede per destinazione. Il criterio
generale cui sembra ispirarsi lo schema di conto economico predisposto dalla
F.I.G.C sembra essere riferito al principio della rilevazione dei fatti economici
secondo il concetto centri di costo- centri di profitto; si contrappongono
infatti costi e ricavi della stessa natura al fine di ottenere risultati parziali di
gestione, quali ad esempio i ricavi delle gare di campionato, oppure delle gare
di Coppa Italia ed i costi correlati, quasi a voler misurare il differente contributo
economico con cui le varie attivit realizzate concorrono a formare il risultato
finale della gestione288.
Inoltre si pensi a due casi fondamentali:
1a) Lammortamento essenzialmente costituito dallaccantonamento di
quote al fondo ripartizione dei costi capitalizzati per lacquisto delle prestazioni.
La destinazione di queste quote al costo del venduto (= costo della gestione
sportiva) appare quindi immediata. Gli ammortamenti di altri fattori pluriennali
possono essere quasi con altrettanta facilit attribuiti alla gestione
amministrativa e ai costi generali, perch non esistono quasi mai consistenti
immobilizzazioni tecniche legate direttamente alla produzione della
prestazione sportiva.
Le stesse rilevazioni contabili degli acquisti dei diritti delle prestazioni sono
riportate in conti differenti rispetto a quelle connesse allacquisto di fattori
tecnici pluriennali.
1b) Gli emolumenti ai dipendenti possono essere facilmente scomposti in
emolumenti diretti (spettanti al personale sportivo) ed indiretti (personale
amministrativo, ausiliario, ecc). Anche in questo caso facile distinguere in
sede di registrazione le voci attinenti al personale sportivo da quelle riguardanti
il resto dei dipendenti dellazienda.
2) E utile scomporre in pi strati una gestione in cui la parte pi significativa
non sempre facilmente individuabile.

2. quanto appena osservato fa capire che la riclassificazione a margine di contribuzione in


realt unapplicazione della contabilit direzionale che poco ha a che veder con il bilancio
desercizio.
288
G. Basile, M. Brunelli, G.Cazzulo, cit. pag.66

134

In particolare opportuno nelle squadre di calcio ottenere dei risultati


intermedi, poich il reddito nasce da diversi tipi di operazioni di gestione sulle
quali occorre attentamente indagare.
Parlare genericamente di produzione e di consumo pu essere infatti fonte di
confusione quando ci si pronuncia su aziende in cui gli stessi ricavi tipici
provengono da aree gestionali che bene talvolta tenere distinte: si pensi solo
alle differenze esistenti tra i ricavi, lordi o netti, delle gare ed i contributi o
sponsorizzazioni289.
Comunque importante sottolineare che lindividuazione di una precisa
gestione caratteristico-tipica dei team calcistici difficile, sia in relazione allo
sviluppo di forti correnti collaterali di ricavi (sponsorizzazioni, diritti
televisivi per squasre che militano in coppe internazionali, ecc.), sia in
collegamento alla presenza di alcune societ che cercano regolarmente di
realizzare plusvalenze sul costo del diritto alle prestazioni dei giocatori.

3.3.1 Una prima soluzione


La struttura a strati quindi pu essere approfondita, isolando le tanto
discusse minus/plusvalenze da cessione cespiti e, partendo da uno schema
suggerito da alcuni 290 possibile, provvedendo ad opportune integrazioni e
modifiche, pervenire ad una struttura certamente pi significativa.
Lo schema in breve, prevede:
RICAVI DI GARE DISPUTATE
+ Ricavi cessione temporanea calciatori
RICAVI LORDI GESTIONE SPORTIVA
- Oneri su incassi
- Imposte e tasse su gare
RICAVI NETTI GESTIONE SPORTIVA

289

IBIDEM, cit. p. 187.


Il riferimento a P. MONFROGLIO, cit. p. 61.
Lautore stato tra i primi a proporre una riclassificazione dei bilanci delle societ calcistiche; il
suo schema pu pertanto considerarsi come punto di partenza per lanalisi proposta.
Si ricorda che MONFROGLIO, parte da un Conto Economico - quello della Fiorentina 1984/85 e
1985/86 - in cui le voci Provvidenze e contributi, Proventi pubblicitari e sponsorizzazioni,
sopravvenienze attive e ricavi diversi, sono tutte raggruppate in Proventi diversi e
sopravvenienze attive.
Inoltre in questo schema non sono distintamente indicati i costi per cessione temporanea.
MONFROGLIO parla giustamente di promiscuit dei valori riportati nelle voci del Conto
Economico.
290

135

-COSTI DELLA GESTIONE SPORTIVA


Emolumenti giocatori e tecnici
Costo esecuzione gare
Costi generali attivit sportiva
Quota ripartizione diritti prestazioni calc.
= RISULTATO DELLA GESTIONE SPORTIVA
+ Proventi finanziari
+ Proventi diversi e sopravvenienze attive
+ Proventi pubblicitari e sponsorizzazioni
+ Provvidenze e contributi
- Interessi passivi
- Ammortamento immobilizzazioni tecniche
- Personale non tesserato
- Accantonamento al Fondo svalutaz. crediti
- Spese generali di amministrazione
- Sopravvenienze passive e spese varie
RISULTATO GESTIONE ORDINARIA
+ Saldo plus/minusvalenze da cessione
RISULTATO NETTO
Questo schema - che ha il pregio di identificare il risultato della gestione
sportiva pura - importante perch consente la scissione dei risultati in:
Utile/Perdita della gestione ordinaria
+/- Saldo plus/minusvalenze da cessione calc291.
= Utile/Perdita di esercizio

3.3.2 La definizione del reddito operativo nelle gestioni calcistiche


Occorre approfondire il problema degli strati e domandarsi se possibile
parlare in modo univoco di un reddito operativo della gestione caratteristica
delle squadre di calcio292.
291

Peculiarit dellesemplificazione riportata dallautore la perfetta compensazione tra


componenti positivi e negativi di reddito.
Cos un saldo positivo plusvalenze/minusvalenze da cessione giocatori pari a 5.888 milione si
contrappone ad una perdita della gestione ordinaria di identico importo.
292

G. RUSCONI, cit. p. 196.

136

Nellanalisi reddituale di unimpresa, il concetto di reddito operativo


occupa una posizione centrale. Purtroppo, per, con frequenza lo schema di
Conto economico a costi e ricavi del venduto - il quale per lappunto si
imperna sul concetto di reddito operativo - viene applicato senza una effettiva
comprensione della logica sottostante, con la conseguenza di unerrata
prospettazione della situazione aziendale, la quale pu inficiare gli
apprezzamenti e le decisioni dei soggetti interessati a comprendere la realt
economica dellimpresa, siano essi Istituti di credito, proprietari (attuali o
potenziali), fornitori, lavoratori o la stessa direzione dellazienda293.
Essendo le societ calcistiche imprese come le altre, appare chiaro
identificare questa figura di reddito con il risultato dellattivit tipica
dellazienda (lattivit sportiva e ci che ad essa connessa), sempre ricordando
che nellambito della continuit sinergica aziendale tutti i risultati sono in
qualche modo interdipendentii.
La gestione caratteristica pu riguardare allo stato attuale delle cose sia i
ricavi netti delle gare che gli altri ricavi indirettamente connessi alle
competizioni, mentre come costi inerenti allarea caratteristica si possono
intendere sia i costi direttamente di gestione delle gare che quelli di carattere
generale-amministrativo.

Allinterno della gestione tipica o caratteristica possibile poi enucleare


la gestione sportva.
Tale gestione fa riferimento alla fornitura dello spettacolo calcistico in
senso stretto: ad essa sono quindi, attribuiti tutti i componenti negativi e
positivi di reddito connessi, direttamente ed indirettamente, a tale attivit.
Tale gestione permea in larga parte, se non totalmente, la gestione
aziendale, in quanto non si riscontrano, se non come fenemeni limitati, la
presenza di gestioni complementari
ed accessorie.
Il reddito che da essa emerge, definibile come Reddito operativo della
gestione sportiva, rappresenta un fondamentale indicatore dellequilibrio
reddituale: si tratta, comunque, di un equilibrio parziale in quanto le
imprese calcistiche sono caratterizzate da una cronica incapacit ad
ottenere risultati netti positivi. E non di meno importante comprendere

293
G. BRUNETTI, V. CODA, F. FAVOTTO, Analisi, previsioni, simulazioni economico-finanziarie
di imprese. ETAS LIBRI, Milano, 1989, p. 1.

137

se, almeno a livello di gestione sportiva, si riescono a perseguire risultati


positivi.
Nellambito di tale gestione opportuno trattare separatamente
componenti positivi e negativi di reddito.
Da quanto scritto, possibile calcolare il reddito operativo della gestione
sportiva attraverso il seguente schema294:
Ricavi da gare
(Oneri su incassi)
(Imposte e tasse)
Ricavi Netti Gare
Ricavi cessione temporanea giocatori
Proventi pubblicitari, concessioni e sponsorizzazioni
Ricavi Gestione Sportiva
Costo giocatori e tecnici
Quota ripartizione diritto prestazioni giocatori
Lavoro autonomo
Vitto, alloggio, locomozione
Esecuzione gare
Costo acqusizione temporanea giocatori
Costi generali attivit sportiva
Ammortamenti
Ammortamenti costi settore giovanile
(Capitalizzazione costi settore giovanile)
Costi Gestione Sportiva.
E chiaro che la gestione caratteristica di una societ calcistica non pu
essere ricondotta esclusivamente alla gestione sportiva, momento rilevante ma
non esclusivo. In particolare, si tratta di individuare alcuni componenti, positivi
e negativi collegati, nella loro globalit, ai costi amministrativi, generali e
commerciali ed ai proventi diversi. Si tratta, in altri termini, di classi di valori
che:
a) non si riferiscono direttamente allallestimento dello spettacolo calcistico
ma sono fondamentali per lesistenza della societ
b) derivano da esso ma non nelle forme dirette sopra descritte.

294

C. Teodori, cit. pag. 143.

138

Si preferisce, quindi, riclassificarli allinterno della gestione caratteristica ma


al di fuori della sportiva.
Una prima tipologia fa riferimento ai Proventi diversi il cui carattere
residuale ed eterogeneo consiglia la collocazione proposta295.
Infine alcuni autori richiamano lattenzione, nelle riclassifcazioni, alla
distinzione tra reddito operativo della gestione caratteristica e reddito
operativo globale296.
Questultimo si otterrebbe sommando al primo i proventi e gli oneri degli
eventuali investimenti accessori. Risulta significativo, pertanto, considerare in
questo contesto i proventi da merchandising e gli eventuali proventi e oneri da
compartecipazione.
Con riferimento a questi ultimi la societ acquirente del diritto alla
partecipazione rilever la risoluzione dellaccordo il provento della
partecipazione ( operazione patrimonialmente positiva) o lonere della
comprtecipazione.
Come si visto297 la partecipazione limitata ai risultati di unaffare in
comune con la societ titolare dei diritti sportivi relativamente alla cessione da
parte di questultima di detti diritti a terzi298. Risulta pertanto significativo
collocare tale affare tra gli investimenti accessori non presentando lo stesso i
tratti qualificanti degli investimenti tipici e delle operazioni straordinarie.
3.3.3. Individuazione degli altri componenti positivi caratteristici delle
gestioni calcistiche
La voce riguardante i proventi pubblicitari, concessioni radiotelevisive e
sponsorizzazioni tratta di ricavi che tendono sempre di pi ad espandersi per
importanza e regolarit, anche se luso della sponsorizzazione limitato
dallimpossibilit di ricorrere al cambio del nome del team calcistico.
Il loro inserimento in questa area richiede alcune considerazioni. Per quanto
attiene ai ricavi da concessioni radio-televisive, essi fanno riferimento diretto
allo spettacolo calcistico, fornito in luoghi differenti dagli stadi. In tal modo,
aumentano sensibilmente i soggetti beneficiari dello spettacolo: in altri termini,
poco importa se i ricavi sono ottenuti dagli spettatori presenti negli stadi o
derivanti da quelli televisivi: il fatto rilevante che le societ radio-televisive
sostengono dei costi per la trasmissione delle immagini.

295

C. TEODORI, CIT. p. 140-143-144

296

Crf. O. PAGANELLI, cit. p. 26-35.


Si veda il paragrafo 4.3. del capitolo 3
298
Art. 102 bis NOIF.
297

139

In merito, invece, ai proventi pubblicitari ed alle sponsorizzazioni, per il loro


inserimento nella gestione sportiva sufficiciente riflettere agli interessi
economici che ruotano intorno al mondo del calcio. E lattivit sportiva ad
attrarre consenso da parte delle aziende esterne, a causa della larga diffusione
che caratterizza questo sport e degli stringenti collegamenti appena descritti con
i network televisivi. Non vi , quindi, alcuna ragione per non considerare questi
proventi come intimemente correlati alla gestione sportiva. E altres importante
esplicitare la diretta correlazione esistente tra questultima tipologia di proventi
ed i ricavi da gare: uno spettacolo calcistico di qualit, che si identifica con il
raggiungimento di traguardi prestigiosi, incide positivamente sui ricavi da gare
e, di conseguenza, sui ricavi pubblicitari e da sponsorizzazioni, poich elevati
sono linteresse e lattenzione intorno alla societ299.
Gi nella prima delle riclassificazioni appena proposte (utilizzata anche dalle
squadre italiane) si evidenzia il provento pubblicitario e televisivo connesso alla
gestione sportiva e questo ne mostra gli aspetti di tipicit e regolarit, segnando
cos una precisa differenza rispetto ai club dilettantistici.
Occorre per osservare che alcuni diritti televisivi hanno carattere di tipicit
solo per quelle squadre che garantiscono una frequente partecipazione a coppe
internazionali e che considerano queste ultime come precisi obiettivi
gestionali.
Una squadra che partecipa del tutto occasionalmente ad una coppa, pu
invece contare fino ad un certo punto sui diritti televisivi per partite
internazionali come flussi caratteristici di ricavo.Vi sono infatti poche squadre
che hanno i mezzi per partecipare in modo sufficientemete durevole 300alle
coppe internazionali.
Nel caso di squadre non organizzate e gestite in funzione della
partecipazione alle coppe appare pi utile considerare i ricavi connessi a queste
ultime come occasionali.
Lo scorporo dal reddito operativo di questi proventi televisivi straordinari
va evidenziato tuttavia solo nella nota integrativa, poich non possibile
imporre bilanci differenziati secondo la presunta frequenza della
partecipazione alle coppe europee301!
3.3.4 La questione delle plusvalenze e delle minusvalenze da cessione dei
diritti alle prestazioni dei calciatori

299

Crf. C. TEODORI, cit. p. 141.


Con questo termine si intende una frequenza di partecipazione che possa incidere stabilmente
sulla gestione (per esempio una volta ogni due anni) ed infunzione della quale venga effettuato
anche lacquisto dei diritti alle prestazioni dei calciatori.
301
G. RUSCONI, p. 199.
300

140

Una fondamentale osservazione 302riguarda proprio le plusvalenze sulle


cessioni dei contratti non ancora scaduti. Il problema quello di come inserire
questo cespite nella struttura a strati qui considerata.
Sono possibili tre ipotesi:
1) Considerare le minus/plusvalenze come usuali componenti straordinari di
gestione.
2) Separare totalmente questa voce dalle altre anche in considerazione dei
problemi di oggettivit e di arbitrariet che si hanno quando la plusvalenza
calcolata sulla base di una permuta.
3) Considerare, al contrario, la plusvalenza ottenuta come il frutto di
unattenta scelta gestionale (campagna
acquisti ben condotta, buona
preparazione atletico-sportiva, ecc.) e quindi come un componente positivo di
reddito legato in qualche modo alla gestione sportiva.
La prima ipotesi appare da scartare allinterno di una precisa e specifica
riclassificazione ed al pi pu essere considerata come semplice prima
approssimazione.
I motivi di questa decisione sono:
a) Rispetto alla plusvalenza sul diritto alle prestazioni le altre poste
straordinarie (si pensi alle sopravvenienze attive o ad altri ricavi) sono di molto
pi facile accertamento e controllo;
b) leterogeneit delle minus/plusvalenze rispetto alle altre voci straordinarie
legata anche a fatti gestionali specifici pi volte gi considerate (soprattutto
per alcune squadre);
La terza ipotesi non pu essere accettata nel senso forte di considerare la
plusvalenza come puro e semplice ricavo della gestione sportiva.
Questo vale non solo per problemi di valutazione (che in fondo si hanno
anche in imprese che producono su commesse di lungo periodo, si pensi ai
cantieri navali o alla fabbricazione di diga), ma anche per il fatto che la
plusvalenza da cessione legata a consistenti elementi di alea ( si pensi solo
agli effetti sul mercato della maggiore o minore apertura alla concorrenza degli
stranieri)303.
302

G. RUSCONI, p. 200.
Tale tesi condivisa anche da G. FIGOLI, A. GRIMALDI, C. SPOSITO, cit. p. 253, Si ritenuto
di coinsiderare il saldo dei proventi e degli oneri delle cessioni dei calciatori nella gestione
ordinaria poich appare evidente come la compravendita dei calciatori non possa configurarsi
come evento straordinario, ma anzi faccia parte integrante dellattivit ordinaria delle societ di
calcio a tal punto che stato addirittura ipotizzato da alcuni autori di considerare tale voci, tra i
componenti operativi del reddito.
Tale interpretazione non da condividere appieno in quanto se vero che per talune societ
minori, tese soprattutto alla valorizzazione del vivaio, la cessione di calciatori pi promettenti pu
rappresentare la principale motivazione dellattivit, ci sembrerebbe di esasperare tale limitata
realt estendendola alluniverso del settore calcistico.
303

141

Sembra quindi utile indicare distintamente la plusvalenza come proposto nel


secondo caso, ma inserire ci subito dopo il reddito operativo.
In questo modo si ottiene di separare le minus/plusvalenze dalle voci
straordinarie senza, con questo, inserire le prime nella gestione tipica aziendale.
Il fatto che il risultato ottenuto dopo le plusvalenze e gli oneri finanziari sia
chiamato ordinario non deve confondere, poich lattivit tipica dellazienda
espressa dal reddito operativo.
E quindi importante evitare gli equivoci che talvolta si generano parlando di
gestione caratteristica ed ordinaria304.
3.3.5 Proventi ed oneri connessi alle cessioni temporanee di contratto
Sul piano contabile la cessione momentanea di contratto sembra solo in parte
confrontabile con i proventi di una locazione e comunque si pu parlare di
unattivit almeno connessa alla gestione tipica305.
Se la FIAT -auto affitta una catena di montaggio si di fronte ad un provento
atipico, poich la FIAT-auto non produce catene di montaggio, invece se una
societ di calcio cede temporaneamente luso delle prestazioni di un giocatore
non si di fronte ad un analogo fatto, poich lincremento delle capacit di
gioco dello sportivo fa parte diretta della produzione della societ di calcio.
Non si tratta della preparazione e promozione di un giocatore, ma della
normale gestione delle societ di calcio, che richiede anche di poter utilizzare
un giocatore alla massima efficienza. Il non riuscire a fare ci quindi
indirettamente collegato alla non capacit di produrre calcio in maniera
adeguata306.
Daltra parte sembra comunque opportuno inserire nel bilancio la voce costo
per cessione temporanea ancora nella gestione caratteristica, poich si di
fronte allutilizzo di un fattore produttivo desercizio ed appare non utile
spostare questo costo dallambito che funzionalmente gli compete307.

3.3.6 Alcuni schemi alternativi

Inoltre la componente esaminata assume tale valore in senso assoluto e offre tali limitate
possibilit di controllo da parte dellanalista che inserirla nella gestione operativa avrebbe
equivalso a inficiare notevolmente la significativit e il valore dellanalisi svolta.
304
Cfr. G. RUSCONI, cit. p. 201.
305
Si vedano in proposito le riclassificazioni proposte da MONFROGLIO e GRIMALDI, cit. p. 58 e
ss., e pp. 257 e ss..
Cfr. G. RUSCONI, cit. p. 203.
306
G. RUSCONI, cit. p. 340.
307

G. RUSCONI, cit. p.203.

142

Sulla base di quanto sino ad ora considerato si propone per i team calcistici
la seguente struttura riclassificata del conto economico308;

RICAVI LORDI GARE


- Oneri su incassi
- Imposte e tasse su gare

= RICAVI NETTI GARE


+ Provvidenze e contributi
+ Prov. pubblicitari, contributi, sponsor.
+ ricavi per cessione temporanea

= TOTALI RICAVI DELLA GESTIONE SPORTIVA


- COSTI DELLA GESTIONE SPORTIVA
+ Emolumenti giocatori e tesserati
+ Costo desecuzione gare
+ Costo per acquisti temporanei
+ Altri costi del venduto
+ Quota ripartizione dei diritti alle prestaz. sportive dei calciatori
- Capitalizzazione dei costi vivaio

= RISULTATO DELLA GESTIONE SPORTIVA


(REDDITO LORDO DELLE VENDITE)
- Costi per personale non tesserato
- Costi generali di amministrazione
- Ammortamenti amministrativi

=(REDDITO OPERATIVO CARATTERISTICO)


+ Prov. ed oneri da compartecipazione
ex art. 102 bis NOIF

REDDITO OPERATIVO GLOBALE


+ Plusvalenze da cessione dei contratti
+ Indennit preparazione e promozione
- Minusvalenze dallacquisto di contratti
308

Cfr. G. RUSCONI, cit. p. 204.

143

= RISULTATO POST PLUSVALENZE


+/- Proventi ed oneri finanziari

= RISULTATO GESTIONE ORDINARIA


+ Sopravvenienze attive e ricavi diversi
- Sopravvenienze passive e costi diversi
+ Plusvalenze su immobilizzazioni
- Minusvalenze su immobilizzazioni

= RISULTATO NETTO PRIMA DELLE IMPOSTE


La traduzione del prospetto per destinazione avviene attraverso i seguenti
semplici passaggi:
1) Separare dal costo di produzione i costi amministrativi in modo da
ottenere i costi della gestione sportiva, che permettono di arrivare al risultato
della gestione sportiva.
2) Sottrarre i costi amministrativi a questultimo risultato, onde giungere al
reddito operativo (che contemporaneamente caratteristico e globale, poich
mancano significativamente sia i proventi ed oneri atipici, sia i proventi
finanziari).
3) Scorporare le plus/minusvalenze da cessione contratti da risultati
straordinari e sommarle algebricamente al reddito operativo, allo scopo di
ottenere il risultato post-plusvalenze.
Potrebbe proporsi 309la riclassificazione, nellambito della nota integrativa,
dello schema per natura conforme a quanto richiesto dal decreto delegato. Se si
riclassificano per natura le voci dello schema qui proposto, non vi sono infattti
per le societ di calcio grosse difficolt di passaggio al prospetto per
destinazione, evitando nel contempo i limiti della riclassificazione per natura.
Una diversa analisi nellaggregazione degli strati di reddito, conduce a
proporre una schema alternativo310 per la riclassificazione del conto economico
che consente di evidenziare due distinti livelli di reddito operativo aziendale e
che spinge a conclusioni diverse circa la collocazione nello schema
riclassificato dei contributi federali.
Ricavi da gare
(Oneri su incassi)
309
310

G. RUSCONI, cit. p.206


C. Teodori, cit. pag. 150

144

(Imposte e tasse)
Ricavi Netti Gare
Ricavi cessione temporanea giocatori
Proventi pubblicitari, concessioni e sponsorizzazioni
Ricavi Gestione Sportiva
Costo giocatori e tecnici
Quota ripartizione diritto prestazioni giocatori
Lavoro autonomo
Vitto, alloggio, locomozione
Esecuzione gare
Costo acqusizione temporanea giocatori
Costi generali attivit sportiva
Ammortamenti
Ammortamenti costi settore giovanile
(Capitalizzazione costi settore giovanile)
Costi Gestione sportiva
REDDITO OPERATIVO GESTIONE SPORTIVA
Provvidenze e contributi
Proventi diversi
(Spese generali di amministrazione)
(Spese di pubblicit)
(Costo del personale)
(Ammortamenti oneri pluriennali)
(Altri ammortamenti)
REDDITO OPERATIVO GESTIONE CARATTERISTICA
Interessi attivi bancari
Proventi immobiliari
Dividendi
Rsultato Gestione Accessorie
REDDITO OPERATIVO AZIENDALE
Plusvalenze cessioni diritti prestazioni calciatori
(Minusvalenze cessioni diritti prestazioni calciatori)
REDDITO OPERATIVO AZIENDALE 2 LIVELLO

145

Interessi passivi
Altri oneri finanziari
REDDITO ANTE COMPONENTI
(GESTIONE ORDINARIA)

STRAORDINARI

IMPOSTE

Plusvalenze su alienazione cespiti


(Minusvalenze su alienazione cespiti)
Sopravvenienze attive
(Sopravvenienze passive)
REDDITO ANTE-IMPOSTE
Imposte
REDDITO NETTO
Un componente particolarmente rilevante e critico costituito dalle
Provvidenze e contributi. Poich il valore pi rilevante normalmente il
ristorno della Lega dovuto ai concorsi pronostici, esso viene considerato come
componente della gestione caratteristica ma non sportiva. La ragione di ci
risiede nel fatto che il contributo indipendente dalle scelte gestionali della
singola societ ma derivante dallinteresse che ruota intorno al mondo
calcistico. In altri termini, la singola societ non pu incidere sul suo valore:
lo spettacolo calcistico nel suo complesso (anche se indirettamente) a generare
il provento o, meglio, le potenziali vincite legate al concorso. Il successo del
totocalcio autoalimentato dalle vincite che permette di ottenere: il calcio s
importante (il concorso non potrebbe generare i proventi attuali se il calcio non
fosse lo sport nazionale) ma parzialmente slegato dalla qualit di questultimo
311
.
A questo punto del processo di riclassificazione, necessario affrontare un
aspetto abbastanza critico che caratterizza le societ calcistiche: la scelta della
riclassificazione delle Plusvalenze (minusvalenze) di cessione del diritto alle
prestazioni dei calciatori. Come si visto per talune societ calcistiche tali
valori non assumono il carattere della occasionalit ma derivano da ben definite
scelte gestionali. Tutto ci richiede di valutare se esse debbano essere
riclassificate nellarea straordinaria oppure no.
Si reputa opportuno escluderle dallarea caratteristica in senso stretto, in
quanto il reddito da essa derivante deve esprimere in modo compiuto
landamento gestionale dellesercizio, senza considerare valori correlati ad
esercizi precedenti.

311

C. TEODORI, cit. p.144.

146

Si rischerebbe, per di non assegnare loro la necessaria enfasi


riclassificacandole tra le sopravvenienze ed insussistenze, poich la loro genesi
assai differente da quella dei valori che normalmente vengono compresi in
tale definizione. Si ritiene, pertanto, di evidenziare separatamente il loro
impatto reddituale, riclassificandole al di sotto del reddito operativo aziendale.
In tal modo si calcola un reddito operativo aziendale di 2 livello.312

3.3.7. Conclusioni
Si sottolinea ancora una volta, e le considerazioni precedenti lo confermano,
che il criterio di riclassificazione del Conto Economico che meglio si addice
alle societ calcistiche quello a costo del venduto.
La diversa provenienza dei proventi e degli oneri che caratterizzano le
gestioni suddette implica la necessit di una suddivisione in aree dellattivit
aziendale. Infatti, se pur vero che lindividuazione dei risultati parziali, a rigor
di logica, contrasta con la visione unitaria e sinergica della gestione aziendale,
al contempo non pu negarsi che proprio levidenziazione dei diversi strati del
reddito consente di meglio comprendere le logiche che hanno ispirato la
conduzione calcistica aprendo anche spazio a valutazioni sulla ripetibilit e
quindi sulla forza del reddito conseguito.
E necessario a questo punto considerare come, con il conto economico
diviso in aree, si pu comprendere, nel processo di formazione del reddito
netto, il peso relativo di ciascuna delle aree costituenti la gestione. Si pu
procedere meglio allinterpretazione del reddito, cio alla comprensione delle
componenti che hanno contribuito alla sua formazione. Non sufficiente infatti
la conoscenza dellaltezza del reddito; necessario conoscere altres la forza
del reddito, cio la capacit che il rediito ha in s di riprodursi per un tempo
soddisfacente.
Cos un alto utile di esercizio che deve la sua altezza a componenti positivi
straordinari, ha bassa forza di reddito; un reddito pi basso del precedente che
deve la sua esistenza a componenti positivi ordinari, ha sicuramente una forza
di reddito maggiore, poich ha in s la capacit di riprodursi313.

312

C. TEODORI, cit. p.146-147.

313

Cfr. C. CARAMIELLO, cit. p. 102.

147

I giudizi di valore di una qualsivoglia azienda, infatti, non possono


prescindere dalla valutazione della capacit prospettica di asicurare
uneccedenza del complesso dei ricavi sul complesso dei costi di una misura
giudicabile almeno normale tenendo conto sia del tempo su cui si estesa
lindagine sia dei mezzi complessivamente impiegati nellazienda314. Tale
considerazione, pur con le dovute cautele legate alla peculiarit delle gestioni in
esame, come la necessit di conciliare giudizi di economicit e di competitivit
sportiva, la possibilit di trascurare lobbiettivo economico pur di conferire
prestigio al gruppo, non pu non estendersi alluniverso delle societ calcistiche
professionistiche.
La presunta atipicit di queste non esclude la necessit di una gestione
improntata a criteri di economicit e, se pur vero che leconomicit va
opportunamente resa compatibile con la competitivit dellente sportivo,
altrettanto vero che essa non pu mai esserne subordinata.
Non rari sono i casi di societ fallite per il venir meno delle sistematiche
iniezioni di liquidit dei propri patron volte a sopperire una ormai cronica
incapacit delle gestioni medesime di generare flussi di risorse da
autofinanziamento.
Riprendendo il discorso sulle rielaborazioni, utile sottolineare che la
necessit di migliorare il contenuto informativo dei dati contabili grezzi pu
comportare una serie di difficolt connesse alla generalizzata adozione da parte
delle societ professionistiche di un unico schema di riclassificazione dei valori
di bilancio.
Il settore del calcio professionistico certamente caratterizzato da una
sostanziale etereogenit dei club che lo compongono e tale aspetto concerne
non solo le profonde differenze strutturali - appartenenza ad un gruppo o meno ma si riflette altres sulla qualit degli obbiettivi perseguiti dai club medesimi.
Cos accanto a societ che per tradizione hanno aspirazioni da classifica
e che improntano la campagna trasferimenti e di conseguenza lintera gestione
annuale sul perseguimento di quel dato obbiettivo sportivo, ce ne sono
altrettante che mirano ad un campionato tranquillo, forti spesso della
consapevolezza che mai potranno competere con i club maggiori per i risultati
sportivi pi ambiti.
Appare allora chiaro che il diverso assetto strutturale e leterogeneit degli
obbiettivi prefissati non possono non tradursi in una notevole differenza delle
strategie impiegate nel perseguimento dei risultati stessi.
Cos un club di modeste dimensioni che non pu contare su un bacino di
pubblico particolarmente ampio e i cui ricavi da sponsorizzazione, proprio per
la limitata capacit promozionale, appaiono alquanto contenuti, punter quasi
314

Cfr. D. AMODEO, Ragioneria generale delle imprese, Giannini, Napoli, 1987, p. 740 e ss.

148

sicuramente sulla valorizzazione di calciatori giovani al fine di ottenere dalla


loro cessione quei ricavi supplementari necessari ad integrare la ridotta capacit
di spesa e a potenziare la propria competitivit sportiva.
Ora, ed questo il punto, laddove le plusvalenze da cessione e i proventi da
compartecipazione sono realizzati con sistematicit dai club minori e come
frutto quindi di attente scelte gestionali (campagna acquisti ben condotta,
buona preparazione atletico-sportiva), pu apparire per lo meno opinabile una
loro esclusione dai ricavi tipici.
Tra laltro non appare semplice superare gli ostacoli connessi allimposizione
di uno schema unico.
Lidea di una diversificazione degli schemi imposti in funzione delle diverse
caratteristiche gestionali-strutturali delle societ esaminate comporterebbe un
ulteriore difficolt rappresentata dalla necessit di definire con precisione i
parametri in forza dei quali tale distinzione deve avvenire.
Concludendo, sembrato utile sottolineare da un lato la necessit di una
riclassificazione dei valori di bilancio, dallaltro evidenziare anche i limiti egli
arbitri legati a tale necessit e connessi tanto alla generalizzata adozione di uno
schema unico da parte di societ con gestioni caratteristiche differenti, quanto
alla definizione di parametri oggettivi in forza dei quali si possa concretizzare
tale eterogeneit e giustificare quindi ladozione di schemi diversificati.
In questo contesto infine, sembra potersi accennare al ruolo che, ai fini del
miglioramento dellinformativa aziendale, pu assumere in misura sempre
maggiore la nota integrativa che non costituisce un semplice allegato, ma che il
legislatore ha voluto come parte integrante del bilancio.
Dallelenco delle informazioni minime (art.2427 c.c.) appare chiaro che parte
di dette informazioni sono direttamente legate alle voci esposte negli altri due
documenti costituenti il bilancio (stato patrimoniale e conto economico) e che
parte delle stesse sono legate pi allorganizzazione e alla gestione della
societ315.
In tal modo, senza dubbio, si facilita il lavoro dellanalista esterno che da un
lato vede accresciuta la valenza informativa del dato numerico, dallaltro pu
utilmente acquisire la conoscenza della dinamica gestionale che a monte della
formazione di quello stesso dato.

4. Analisi per indici

315

E il caso della scomposizione della voce costi del personale in sportivo ed


amministrativo, o di come si articolano gli ammortamenti e tra essi come procede la
ripartizione dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori.

149

Le pagine che seguono sono rivolte allesame dei pi significativi quozienti


istituibili tra valori dello Stato Patrimoniale e/o del Conto Economico,
previamente riclassificati.
Distinti per finalit conoscitive, essi possono essere classificati316:
a) quozienti di bilancio per lanalisi della redditivit;
b) quozienti di bilancio per lanalisi della solidit patrimoniale;
c) quozienti di bilancio per lanalisi della situazione di liquidit.
Chiaramente tutti questi indici sono fra loro collegati, cos come sono
collegati gli aspetti della gestione che con essi si vogliono indagare. Come
opportunamente stato osservato, il fatto di considerare i quozienti di bilancio
come elementi di un sistema consente di comprendere pienamente il loro
significato, dal momento che solo dal loro esame coordinato, svolto mettendo in
luce le molteplici interdipendenze, si possono ottenere informazioni veramente
valide317.
E opportuno precisare per che non si intende presentare una rassegna
completa di questi strumenti di analisi, compito peraltro assai arduo, bens
delineare la logica che presiede alla loro formazione nelle societ calcistiche
professionistiche. Molto si discusso finora, in Italia e allestero, sulla validit
della tecnica di analisi dei bilanci attraverso i quozienti. In effetti lanalisi dei
bilanci consuntivi, in qualsiasi modo effettuata, non pu fornire che indicazioni
riferentisi ad un passato pi o meno remoto secondo quanto si spinga a ritroso
lindagine stessa. Cos come nessuno guarda ai redditi, netti o lordi che siano,
dei passati esercizi per attribuire gli stessi ai processi produttivi di futura
attuazione, allo stesso modo non c nessuno che negli indici di redditivit del
capitale investito rilevati in passato pretenda di individuare i valori attesi per i
prossimi esercizi.
Si dovr dire perci che, per quanto riguarda le valutazioni prospettiche, gli
indici, come qualsiasi altro dato storico, sono una base sulla quale si fondano le
previsioni, cos come accade per i bilanci dei quali gli indici stessi sono
unesplicazione . E soltanto in tale chiave che ad essi si attribuisce la capacit
di fornire informazioni sulla situazione economica nonch sulle prospettive
della situazione finanziaria.
I limiti segnaletici di questi strumenti di analisi, limiti che rappresentano
loggetto fondamentale della discordia tra fautori e detrattori della ratio
analysis, sono in definitiva i limiti stessi impliciti nei bilanci che si vogliono
esaminare318.

316

Cfr. O. PAGANELLI, cit. p. 37.


G. BRUNETTI, Il sistema dei quozienti di bilancio: alcuni caratteri strutturali e funzionali in
CODA, BRUNETTI, BARBATO BERGAMIN, Indici di bilancio e flussi finanziari, cit. cap. 2.
318
Cfr. ONIDA, Economia dazienda, UTET, Torino, 1965, p.810.
317

150

Non di rado per, proprio per la loro attitudine a chiarire aspetti delle gestioni
illustrati a volte troppo oscuramente dai semplici valori assoluti di bilancio319, i
quozienti permettono di scoprire pi agevolmente alcune delle politiche attuate
nei bilanci ufficiali, -ed questo un aspetto non irrilevante nelle societ
calcistiche - rendendo cos pi proficua lazione dellanalista esterno320.

4.1 Indici di redditivit


Lanalisi della redditivit si pone come finalit la valutazione della capacit
dellazienda di remunerare in modo congruo i capitali utilizzati. Si effettua a
due livelli:
- redditivit del capitale investito;
- redditivit del capitale investito.
Prima di presentare gli indici, opportuno effettuare alcune considerazioni:
a) lanalisi della redditivit operativa assume configurazioni differenti in
funzione della tipologia di azienda analizzata e degli schemi di riclassificazione
del conto economico adottati;
b) lanalisi della redditivit dei mezzi propri assume scarso significato nelle
societ calcistiche a causa del risultato desercizio costantemente negativo,
dellimpossibilit di distribuire dividendi, della remunerazione indiretta
ricercata da chi investe capitale-risparmio in tali societ
c) leffetto di leva finanziaria analiticamente differente dal tradizionale, a
causa della mancata determinazione del reddito di competenza nello schema
riclassificato;
d) non risulta significativo il calcolo di alcuni indicatori espressivi
dellefficienza finanziaria, quali le rotazioni dei clienti, del magazzino e dei
fornitori (e le corrispondenti durate)321. Lesame della situazione economica di
unimpresa si attua, di norma, attraverso un procedimento di analisi progressiva,
che si articola, a partire da un indice di redditivit netta globale, lungo diverse
direzioni, mirando ad individuare, attraverso approssimazioni successive, le
cause che ne hanno determinato il valore.
Gli itinerari di approfondimento progressivo ricalcano le linee di
collegamento - derivanti da correlazioni causali di tipo matematico, o
319

Sullutilizzazione delle analisi di bilancio allo scopo di esercitare una funzione di controllo,
cfr. R.L. GRINAKER, B.B. BAN, Auditing, the examination of financial statements, R. Irwin,
Honewood, Illinlois, 1965, p. 440 e ss.
320
Cfr. V.CODA, G.BRUNETTI, M. BARBATO BERGAMINI, cit. p. 4.
321
C. TEODORI, cit. p. 231.232.

151

semplicemente logico, esistenti fra la redditivit netta globale della gestione e le


variabili tra le quali essa, pi o meno direttamente, deriva.
Lindice di redditivit netta globale322da cui trae origine il processo di analisi
economica della gestione aziendale costituito dal quoziente di redditivit del
capitale proprio, o di redditivit globale, o saggio di reddito, denominato anche
Return on equity, in simboli R.O.E.323 .
Esso definito dal rapporto tra il reddito netto globale risultante dal
bilancio ed il capitale proprio mediamente risultante dallaccostamento di due
stati patrimoniali consecutivi ; anche noto come Return on equity e, quindi,
col simbolo R.O.E.
Reddito netto globale
------------------------Capitale proprio
Il Roe indica il livello cui viene commisurata la base remunerativa del
capitale acquisito dallimpresa col vincolo del pieno rischio324.
In unazienda normalmente orientata al profitto, lindice, in unanalisi a
posteriori, dovrebbe permettere una valutazione di convenienza
dellinvestimento effettuato dai proprietari nellazienda considerata e perci
andrebbe confrontato con la redditivit degli impieghi alternativi e con la
eventuale redditivit antecedentemente sperata.
La significativit di questo indice assume connotati particolari nelleconomia
delle societ di calcio. Sono necessarie, quindi a proposito alcune importanti
precisazioni325:
1) Il significato del Roe quello di indicare la remunerazione del capitale
proprio dei soci.
Questo tipo si indice nei team calcistici ha quindi un significato molto
particolare, poich fino alla riforma introdotta dalla L.586/96 le squadre
professionistiche erano costituite come societ alle quali si inibiva la
distribuzione dei dividendi: al massimo al socio poteva interessare che non
322

Sul quoziente in questione si vedano:


M. BARBATO BERGAMINI, cit. p. 10 e ss.;
BRUNETTI, CODA, FAVOTTO, cit. p. 35 e ss.
G. FERRERO, F. DEZZANI, cit. p. 296 e ss.;
C. CARAMIELLO, cit. p. 239 e ss.;
O. PAGANELLI, cit. p. 39 e ss.;
A. TESSITORE, Redditivit dellimpresa in periodi di inflazione, Cedam, Padova, 1979;
S. TORCIVIA, La determinazione del ROE, Giuffr, Milano, 1990.
323
C. VERGARA, cit. p. 117.
324
F. DEZZANI, cit. p. 296.
325
G. RUSCONI, cit. p. 214.

152

fosse intaccato il capitale sociale, ma si potuto constatare che spesso neppure


questo era importante per i patron di una societ di calcio.
La presenza di un Roe positivo per utile come informazione per quegli
stakeholder che possono vedere questultimo fatto come una premessa sia per il
rafforzamento futuro della squadra (attraverso il reinvestimento degli utili
conseguiti), sia per il conseguimento di una maggiore autonomia finanziaria.
Su questultimo argomento si rinvia al discorso sullindice di indipendenza
finanaziaria, mentre riguardo alla relazione tra un Roe > 0 e le prestazioni
sportive future va comunque ricordato che ci che interessa non tanto il valore
del rapporto tra utile e capitale netto, ma lammontare del reddito di esercizio
dedotte le imposte; infatti solo da questultimo valore potranno scaturire quelle
fonti di finanziamento proprie che garantiscono il futuro rafforzamento della
squadra.
Si pensi ad una grossa societ A con capitale netto di 20 miliardi di lire ed un
utile netto di 1 miliardo e ad un piccolo club B con un capitale netto di 1
miliardo e 50 milioni di utili netti326.
Si ha la seguente situazione:
ROE a = 5%
ROE b = 5%
Si supponga ora un raddoppio di questi Roe.
Nel caso di A lutile aumenta di 1 miliardo, in B lincremento reddito
invece di 50 milioni.
Accade cos che per la seconda squadra una forte crescita del Roe ha poche
conseguenze, perch questultima comunque non pu compiere salti di qualit
nella gestione, procedendo per esempio allacquisto di un contratto con un
giocatore di maggior valore.
Si gi pi volte sottolineato che un Roe positivo non interessante di per s
per gli azionisti di una societ no profit (che guardano casomai ai benefici
indiretti per il socio o per la holding), si pu ora constatare come anche per i
supporterdella squadra B sia abbastanza indifferente lincremento del Roe
come tale, poich questultimo valore non pu riperquotersi in operazioni sul
mercato.
2) Il denominatore va esteso anche a quelle voci ( come i debiti postergati
verso i soci) che di fatto rappresentano finanziamenti a titoli di capitale proprio.
3) Occorre prestare attenzione al fatto che le squadre calcistiche controllate
da una holding possono presentare dei debiti verso la controllante che possono
essere una sorta di finanziamento a titolo di capitale proprio.
La specificit delle aziende qui considerata fa capire che il Roe un
indicatore meno utile e pi ambiguo rispetto al Roi327. Date le caratteristiche
particolarmente prudenziali che dovrebbero assumere le squadre di calcio in
326
327

Cfr. G. RUSCONI, cit. p. 315.


G. RUSCONI, cit. p. 216.

153

conseguenza della loro natura no profit, appaiono pi utili gli indici collegati
alla solidit finanziaria e patrimoniale che quelli di redditivit. Occorre
precisare che lobiettivo di gestione delle societ professionistiche di calcio
condiziona la rilevanza dei diversi indici anche ai fini della programmazione e
del controllo.
Lobiettivo esplicito dei team calcistici quello di essere pi allaltezza
possibile sul piano sportivo, sia pure sotto il vincolo di una gestione
sufficientemente solida328. La questione in realt assai complessa e ci rende
difficile la traduzione dei reali obiettivi strategici della societ in grandezze
monetarie specifiche: questo vale soprattutto per i club inseriti in holding.
Il problema che nei team calcistici il reddito netto pu s essere positivo,
ma in ogni caso non questa la variabile fondamentale che incide sulle
decisioni strategiche.
Un reddito netto negativo la regola nelle societ di calcio e la conseguenza
di ci non pu che essere una notevole perdita di importanza del modello base,
che vorrebbe essere lespressione di come si raggiunge un livello soddisfacente
di redditivit sul capitale proprio grazie al concorso di: redditivit del fatturato,
rotazione delle attivit e solvibilit finanziaria329.
Sotto il profilo economico, le analisi di bilancio - in quanto analisi
reddituali - investono, come ovvio, la redditivit della gestione, nelle sue
relazioni con la varia e mutevole capacit remunerativa del flusso di ricavi330.
Ai fini dellanalisi economica, non soltanto di bilancio, non sufficiente
constatare se il reddito netto dellesercizio positivo o negativo e se, in caso di
utile, ha o non ha sufficiente capienza come base remunerativa entro od oltre i
limiti delle esigenze proprie dellesercizio considerato. Al riguardo, infatti
anche necessario analizzarne la varia origine.
In questi termini, ha indubbio rilievo lindividuazione del contributo
attribuibile, agli effetti indicati, da un lato alla gestione caratteristica,
dallaltro alla gestione atipica ed a quella straordinaria.
Emerge cos la necessit di indagare sulla varia capienza del risultato
operativo e sulle molteplici relazioni che possono sussistere tra questo risultato
e quello netto331. Ne segue che i giudizi sulla situazione economica
dellimpresa, se da un lato coincidono con quelli sulla redditivit della gestione,
dallaltro non riescono significativi quando ignorino il peso assunto in termini
di capacit di reddito dalla gestione caratteristica.

328

G. RUSCONI, cit. p. 282.

329

IBIDEM, p. 283.
Cfr. G. FERRERO, F. DEZZANI, cit. p. 263.
331
IBIDEM, p. 264.
330

154

In altri termini, una situazione economica, per essere soddisfacente, deve per
lo pi ancorarsi, nel breve ma soprattutto nel lungo periodo, alle condizioni
proprie della redditivit operativa.
La reddditivit del capitale investito (Return on investment in lingua
inglese, in simboli ROI332) espressa dal quoziente
Reddito operativo
-----------------------Capitale investito
in cui il numeratore indica il risultato operativo globale, costituito dal
risultato operativo caratteristico e dai proventi netti degli investimenti accessori,
ed il denominatore il capitale complessivo acquisito e investito.
Il quoziente cos ottenuto esprime il rendimento economico dellintero
capitale impiegato a prescindere dalla sua provenienza (capitale proprio e
capitale di credito) e costituisce un indicatore assai valido per valutare
lefficienza economica della gestione caratteristica e degli investimenti
accessori insieme considerati 333.
Tuttavia la scelta del denominatore particolarmente critica nelle societ di
calcio334 a causa dei tempi della campagna acquisti, che prende ufficialmente
avvio dopo la chiusura del periodo amministrativo. In tal modo necessario
riflettere sul capitale investito pi coerente con il valore di reddito operativo
posto al numeratore. In termini generali, le alternative sono tre:
1) capitale investito allinizio del periodo;
2) capitale investito medio nel periodo;
3) capitale investito a fine periodo.
Nel modello concettuale qui preso a riferimento, il capitale investito da
utilizzare sarebbe liniziale, in quanto logicamente inseribile in uno schema
di analisi della capacit di autofinanziamento. Tuttavia, seguendo tale
impostazione generale, si otterrebbe un indice dal significato economico assai
dubbio, in quanto al denominatore non sarebbero considerati gli investimenti in
capitale umano che per hanno apportato la loro utilit nellesercizio,
contribuendo alla determinazione del reddito operativo.
La scelta del valore medio risulta di specie compromissoria poich, seppur
finalizzata a ridurre lincertezza insita nei valori estremi utilizzati per calcolarlo,

332

Sul concetto di reddito operativo e di redditivit operativa si vedano:


G. FERRERO, F. DEZZANI, cit. p. 265 e ss.;
O PAGANELLI, cit. p. 41 e ss.;
V. CODA, BRUNETTI, M. BARBATO BERGAMINI, cit. p. 14; IBIDEM p. 61 e ss.;
BRUNETTI, CODA, FAVOTTO, cit. p. 13 e ss.; IBIDEM p. 42 e ss., 63 e ss.;
C. CARAMIELLO, cit. p. 221 e ss..
333
O. PAGANELLI, cit. p. 41.
334
C. Teodori, cit. pag. 133-134

155

ne incorpora i limiti. Inoltre, rende estremamente complessa lanalisi senza


apportare benefici informativi supplementari.
Accantonate le prime due alternative, non rimane che la terza, anche se non
esente da limiti. Laspetto positivo certamente individuabile nel fatto che il
denominatore comprensivo degli investimenti associati a tutti i calciatori a
disposizione della squadra, compresi quelli i cui diritti sono stati acquisiti
allinizio del periodo amministrativo (dopo il 1 luglio e, eventualmente, nella
seconda fase della campagna acquisti) ed al netto dei diritti ceduti nel
medesimo periodo. Laspetto negativo invece individuabile nel fatto che
utilizzare il valore finale del capitale investito, significa introdurre un elemento
limitante nel calcolo della redditivit in quanto questultima va determinata in
funzione delle risorse finanziarie disponibili allinizio del periodo e non alla
fine del medesimo.
Il valore di capitale investito preferibile sarebbe quello emergente alla fine
della campagna acquisti: non potendo, come analisti esterni, disporre di tale
informazione, un surrogato individuabile nel capitale investito netto finale
incrementato dalla quota di ammortamento dei diritti sportivi. Infatti, senza la
rettifica proposta, la redditivit sarebbe, ceteris paribus, maggiore inquanto si
ridurrebbe il denominatore di un valore che gi ha contribuito alla
determinazione del reddito posto al numeratore.335..
Il Roi diviene pi importante del solito nei casi in cui il peso degli oneri
finanziari rilevante.
Si pu infatti confrontare il Roi con il costo dellindebitamento (soprattutto
di quello manovrabile dalle politiche finanziarie) e quindi cautelarsi contro la
possibilit che leffetto leva finanziaria negativo possa in futuro danneggiare la
partecipazione allattivit sportiva336. Si visto che lelaborazione del budget
della redditivit sul capitale proprio delle societ di calcio condizionato dalla
necessit di tenere conto sia del vincolo della non profittabilit, sia della
presenza di holding non interessate al risultato economico della societ presa
nella sua singolarit.
Pu allora aumentare di importanza luso della redditivit sul capitale
investito, che esprime la redditivit degli investimenti come tali,
indipendentemente dallessere le fonti di finanziamento proprie o di terzi. In
particolare un aumento del Roi pu servire a contenere i risultati di un eventuale
effetto leva finanziaria negativo.
Una crescita del Roi pu anche servire a rendere la societ meno dipendente
dal conseguimento forzato di plusvalenze e quindi porla nella condizione di
335

336

Ibidem, pag.134

G. RUSCONI, cit. p. 212.

156

mantenere o aumentare la propria efficienza sportiva. Questultimo aspetto


fondamentale, poich un programmato e costante aumento del Roi pu
permettere a piccole squadre (non collegate ad holding potenti) di cautelarsi
contro bruschi crolli finanziari senza cedere importanti contratti337.
Il passo successivo dellanalisi prevede la scomposizione dellindice che
esprime la redditivit del capitale investito nella gestione caratteristica in due
indici specifici, volti ad individuare le componentoii primarie di detta
redditivit338.
Il primo di questi indici concerne la redditivit delle vendite (Return on
sales in lingua inglese, in simboli ROS) ed dato dal rapporto
Reddito operativo
---------------------Ricavi di vendita
Entrambi i valori sono trattati direttamente dal conto economico
riclassificato. Una analisi pi approfondita della redditivit specifica delle
prestazioni di servizi rese dalle societ di calcio, porta allanalisi dellindice in
esame nella seguente fattispecie:
Reddito operativo gestione sportiva
---------------------------------------Ricavi gestione sportiva
Il coefficiente di redditivit della gestione sportiva deriva dalla scelta
effettuata in fase di riclassificazione di individuare, allinterno della globale
gestione caratteristica, una specifica gestione definita sportiva. Il significato
segnaletico dellindice valutare la redditivit di tale gestione, che rappresenta
il cuore dellattivit delle societ calcistiche. Risulta evidente che deve essere
positiva, affinch il reddito da essa prodotto sia in grado di coprire, insieme agli
altri componenti positivi, i costi di struttura e gli altri componenti negativi di
reddito. Valori modesti di tale indice o addirittura negativi traggono origine da
differenti cause, tra cui la principale lincremento rilevante dei costi associati
ai calciatori (emolumenti e quota di ammortamento/ripartizione). Altre cause si
devono ricercare nella disaffezione da parte dei tifosi e nel modesto interesse da
parte dellesterno, misurabile questultimo in termini di proventi pubblicitari, da
sponsorizzazione o da diritti radio-televisivi339.

337

Cfr. G. RUSCONI, cit. p. 387.


Cfr. O. PAGANELLI, cit. p. 90.
339
Cfr C. TEODORI p. 237-238
338

157

Lindice cos ottenuto esprime sinteticamente la capacit rimunerativa del


flusso dei ricavi tipici dellazienda in esame340. La capacit rimunerativa del
flusso di ricavi prodotti dalla gestione caratteristica emerge da un complesso
di condizioni - sia interne, che esterne - e costituisce a sua volta una complessa
condizione di efficienza economica dalla quale largamente, anche se non
unicamente, dipende la redditivit della gestione medesima (Redditivit
operativa).
In quanto quoziente positivo (ROS > 0), esso esprime la porzione di ricavo
netto ancora disponibile dopo la copertura di tutti i costi attribuiti alla gestione
caratteristica341.
In altre parole, lindice in oggetto delimita lulteriore capienza dei ricavi
operativi agli effetti sia della copertura dei restanti costi ed oneri desercizio
(oneri finanziari, oneri tributari, ecc.), sia della rimunerazione del capitale
proprio (e di altri fattori a compenso analogamente ancorato ai risultati di
periodo). Un negativo indice di economicit delle vendite (ROS < 0) segnala
invece inettitudine dei Ricavi operativi a coprire tutti i costi della gestione
caratteristica, oltre che, sintende, i restanti costi ed oneri di esercizio342.
Lutilit di questo indice nellambito di un pacchetto di quozienti da
allegare al bilancio desercizio delle societ di calcio in funzione della
necessit di informazione sullautonomia finanziaria e sui possibili volumi di
reddito conseguibili.
Il secondo indice concerne la rotazione del capitale investito della gestione
caratteristica ed a sua volta dato dal rapporto
Ricavi di vendita
-------------------Capitale investito
in cui Ci rappresenta le attivit complessive medie attinenti alla gestione
caratteristica.
Tale indice esprime la velocit di rigiro (turn over) del capitale impiegato
nella produzione tipica.
Si tratta di una interpretazione parzialmente differente da quella connessa
allindice Vendite/Capitale investito (V/C) poich lutilizzo del capitale umano
pu essere interpretato secondo due visuali:
- la capacit di generare ricavi;
- la capacit di generare spettacolo calcistico.

340

Cfr. O. PAGANELLI, cit. p. 58.


Cfr. G. FERRERO, F. DEZZANI, cit. p. 283.
342
Cfr. G. FERRERO, F. DEZZANI, cit. p. 283
341

158

Non vi dubbio che i due momenti siano connessi in modo stringente ma


anche possibile che in alcune societ siano temporalmente disgiunti 343.
Precisamente quante volte nellarco annuale il capitale stesso ritorna in forma
liquida attraverso le vendite nette - che nelle societ calcistiche si configurano
come ricavi della gestione sportiva - considerate come motrici del processo di
attivazione del capitale344. Questo rapporto mostra lattitudine degli
investimenti ad ottenere maggiori o minori ricavi di vendita.
Il quoziente qui proposto particolarmente significativo per le societ
calcistiche, poich il giro di affari una grandezza fondamentale per aziende
che non hanno diretti obiettivi di redditivit sul capitale proprio345. E
importante osservare che il tasso di rigiro degli investimenti esprime la
relazione tra una dimensione operativa dellazienda espressa dai ricavi della
gestione sportiva e una dimensione strutturale (espressa dagli investimenti
netti posti al denominatore)346. Esso perci, se posto in relazione con
opportuni termini di confronto segnala la presenza eventuale di equilibri tra
volume dellattivit svoltasi nellesercizio e dimensioni strutturali347.
Passando dallanalisi consuntiva allanalisi prospettica si pu dire che la
predisposizione in termini di budget dei rapporti Ro/V e V/Ci implica sia una
serie di previsioni in relazione ai prezzi di vendita (biglietti, abbonamenti,
sponsorizzazioni, ecc.), sia programmi budgettari riguardanti produzione (
incontri sportivi, pubblicit), servizi e costi inerenti a ci.
Si cos in presenza di specifici budget operativi e qui si parla in particolare
di programmare alcuni rapporti come quello tra il costo del venduto e le
vendite, che nelle societ di calcio si traduce nel quoziente tra costo della
gestione sportiva e ricavi della gestione sportiva stessa348.
Esaminato pi volte il significato del patrimonio umano nelle gestioni
calcistiche appare opportuno consentirne una valutazione dellincidenza, sotto
un profilo economico, attrraverso lindice misuratore della redditivit del
patrimonio umano.
Reddito operativo gestione sportiva
---------------------------------------Costo diritti prestazioni calciatori
343

Cfr. C. TEODORI, p. 235.


Cfr. O. PAGANELLI, cit. p. 60 e ss.
345
Cfr. G. RUSCONI, cit. p. 213.
346
Si pu dire che nel caso specifico delle societ calcistiche , il rapporto valuta la potenzialit
del parco calciatori, tramite la sua popolarit ed i successi sportivi, di produrre entrate. Se poi tale
potenzialit di fatturato sar tradotta in potenzialit di reddito, dipender dalla bont della
gestione. Cfr. GRIMALDI E FIGOLI, cit. p. 259.
347
Cfr. BRUNETTI, CODA, FAVOTTO, cit. p. 32.
348
Cfr. G. RUSCONI, cit. p. 388.
344

159

Tale indice espressivo della redditivit degli investimenti in risorse umane,


in quanto al numeratore si considerano esclusivamente componenti positivi o
negativi derivanti dalla gestione sportiva. Risulta evidente come al crescere
dellincidenza del patrimonio calciatori sul totale del capitale investito e,
supposto costante il contributo della gestione non sportiva (in valore assoluto),
per non ridurre il ROI necessario il mantenimento o lincremento del reddito
prodotto dalla gestione sportiva. Lincremento dellincidenza dovuta, ad
esempio, a nuovi investimenti, comporta una crescita dei costi associati ai
calciatori (emolumenti, quote di ammortamento): solamente uno sviluppo dei
ricavi permette il mantenimento dellequilibrio e lottenimento di un reddito
operativo di gestione sportiva congruo349.

4.2 Alcuni indici di collegamento


In collegamento con gli indici di redditivit esposti nel precedente paragrafo
possono costituirsi altri rapporti:
Costi della gestione sportiva
---------------------------------Ricavi della gestione sportiva;
Costi amministrativi
------------------------------Ricavi della gestione sportiva;
Ricavi della gestione sportiva
--------------------------------Capitale fisso.
Questi indici sono particolarmente importanti ai fini della programmazione
ed utile adoperarli anche sul piano del controllo consuntivo sul bilancio
desercizio350.
Il primo quoziente mostra infatti quanta parte dei ricavi della gestione
sportiva assorbita dal costo della stessa. Spesso i costi sportivi superano i
corrispondenti ricavi; ci una caratteristica distintiva delle societ di calcio
rispetto alle usuali imprese.
Nei team di maggiori dimensioni, lo squilibrio che si verifica, ormai quasi
cronicamente, tra costi e ricavi, gi a livello della gestione sportiva, trova
349
350

Cfr. C. TEODORI, p. 235-236


Cfr. G. RUSCONI, cit. p. 212.

160

ragione dessere nella subordinazione dellobiettivo economico al


proseguimento del pi ampio obiettivo del reddito indiretto351. Nei club di pi
modeste dimensioni questa eccedenza ha origine da un lato nella necessit della
societ di garantirsi comunque una certa competitivit sportiva - e ci si traduce
nel sostenimento di costi elevati per lacquisto e la remunerazione di calciatori
di discreta caratura a fronte di ricavi sportivi molto contenuti - e da un altro
nella speranza che le gestioni accessorie352 opportunamente pianificate,
consentano di realizzare quei ricavi integrativi necessari a sanare lo squilibrio
sorto a livello della gestione caratteristica.
Il secondo indice precisa a quanto ammontano i costi legati allutilizzazione
di fattori produttivi non direttamente connessi alla prestazione sportiva.
Bisogna tuttavia tener presente che non esiste sempre un legame particolare
tra valore del costo e peso sportivo del team calcistico353.
Lultimo di questi tre indici mostra quanto rende il capitale fisso, che nel
caso dei club calcistici costituisce la parte fondamentale degli investimenti dei
club. Tale indice, che da altri354, con lievi modifiche, viene definito indice
defficienza duso del capitale proprio ha un significato molto prossimo agli
indici di rotazione adottati nelle analisi dei bilanci delle societ commerciali e
industriali.
Esso rappresenta quante volte in una stagione calcistica il capitale proprio
ruota intorno ai ricavi della gestione caratteristica.
Un indice utile a confrontarsi con il ROI dato grado di onerosit del
capitale di credito:
Oneri finanziari
--------------Capitale di terzi
Questindice esprime un valore medio e non pare molto significativo per le
societ calcistiche, poich le fonti di finanziamento di questultime tendono ad
essere varie ed a costi differenziati355.

351

Circa il comcetto di reddito indiretto nelle societ calcistiche cfr. p. 3.


Inoltre, relativamente alle diverse decisioni che presiedono al comportamento delle societ
sportiva indipendenti rispetto a quelle facenti parti di un gruppo, si veda il paragrafo 1, capitolo II.
352
Sulla possibilit di definire, correttamente o meno, accessori quei proventi realizzati dai club
minori sulla base di unattenta programmazione e come frutto di ottenute scelte gestioinali si
vedano p. 301 e ss..
353
Cfr. G. RUSCONI, cit. p. 300.
354
Cfr. DANIELA, GIANNI E GIUSEPPE LO MARTIRE, Analisi di bilancio delle societ calcistiche, cit.
p. 82.
355
Cfr. GRIMALDI & C., cit. p. 258 e ss.; G. RUSCONI, cit. p. 222.

161

Non sembra quindi necessario proporre questo rapporto come fondamentale


per i bilanci qui esaminati.
Oneri finanziari
-----------------Costi totali
Si tratta di unindice che utile genericamente per mostrare quanto costa
lesposizione con i finanziatori, anche se si visto che il basso (o negativo)
livello del reddito operativo rende assai poco conveniente alle squadre di calcio
il ricorso a prestiti onerosi.
Diversamente dal rapporto tra oneri finanziari e capitale di terzi, questo
indice va per utilizzato, poich il peso degli oneri finanziari entro la struttura
dei costi uninformazione importante, anche indipendentemente dal diverso
grado di
dei prestiti356.
Costo del capitale umano
--------------------------Totale dei costi
Si tratta di sommare gli emolumenti a giocatori e tecnici, i costi per acquisti
temporanei e le quote del fondo ripartizione e dividere il tutto per i costi
complessivi.
In questo modo possibile valutare appieno lincidenza del costo del capitale
umano che agisce nelle squadre357.
Appare utile evidenziare il grado di incidenza degli emolumenti lordi sulla
redditivit sportiva della societ
Emolumenti lordi
--------------------Ricavi netti gare
Si tratta di un indice fondamentale per vedere se in che misura ......lincasso
da gare sufficiente a coprire le retribuzioni e gli ingaggi dei calciatori358.
Tale indicatore viene utilizzato per dimostrare che, in non pochi casi,
assumendo valori superiori allunit, i ricavi diretti dello spettacolo fornito non
sono neppure sufficienti per far fronte agli emolumenti distribuiti. pur
constatando tale situazione di preoccupante criticit, si ritiene che tale
indicatore fornisca una visione parziale per le seguenti ragioni:
356

Cfr. G. RUSCONI, cit. p. 222.


Circa levoluzione qunatitativa del costo del capitale umano nelle ultime stagioni si veda in
dettaglio F. MANNI, cit. p. 65.
358
P. Monfroglio, cit. pag. 61
357

162

1. economicamente connesse agli emolumenti relativi ai calciatori vi sono


anche le altre categorie elementari di ricavo apparteneti alla gestione sportiva,
di conseguenza non appare significativo comparare tali costi solamente con una
tipologia di ricavi. Tale considerazione ancor pi importante se si osserva
levoluzione temporale nella composizione dei ricavi della gestione sportiva359.
Occorre a questo punto accennare ad indici che sono importantissimi
nellanalisi dei bilanci delle usuali imprese industriali e commerciali, ma che
non sembrano avere particolare rilevanza per le societ calcistiche.
Innanzitutto hanno valori e significato pressocch nullo gli indici relativi al
magazzino (es.:rotazione del magazzino).
Vi sono poi gli indici legati alla rotazione ed alla durata dei crediti e debiti
commerciali. Nel caso dei crediti appare assai difficile parlare di un ruolo
significativo dei crediti commerciali, infatti:
1) Le vendite si realizzano per contanti;
2) i crediti con societ di calcio hanno un andamento ed un iter
amministrativo tali che non sembra assolutamente opportuno assimilarli al
ciclico incasso dei crediti con i clienti;
3) per quanto riguarda i debiti, anche in qusto caso assai difficile isolare
una voce di debiti commerciali poich i creditori sono quasi sempre: giocatori,
enti previdenziali, altre societ, Erario, holding capogruppo. E quindi scorretto
parlare di regolari e ciclici debiti di fornitura360.
Le specificit dei club calcistici suggeriscono di ampliare il sistema che si sta
costruendo e di includere in esso alcuni quozienti integrativi, che riflettono le
particolari caratteristiche gestionali delle aziende calcistiche. Il lettore esterno
pu infatti essere particolarmente interessato sia a considerare il valore della
percentuale di costi dei diritti gi ammortizzata, sia l evoluzione di quest
ultima voce nell arco di pi esercizi.
Si propone cos un indice dato dal rapporto fra il fondo di ripartizione ed il
costo capitalizzato delle prestazioni:
Fondo ripartizione
---------------------------------Costo aquisizione contratti
(patrimonio lordo giocatori)361.
1) Nei team calcistici essenziale evidenziare il rapporto tra Fondo
ripartizione prestazioni giocatori e Costi pluriennali dei diritti alle
prestazioni.
Un elevato valore assunto da tale indice da considerarsi positivamente:
significa, infatti, che il valore contabile attribuito ai giocatori in bilancio
359

Cfr. C. TEODORI p. 241-242.


Cfr. G. RUSCONI, cit. p. 223.
361
Cfr. G. RUSCONI, cit. p. 224.
360

163

proporzionalmente basso per cui meno dirompente il danno che pu derivare


alla societ se, per qualsiasi motivo (si pensi agli infortuni), non pi possibile
far conto sulle prestazioni di alcuni giocatori362.
Di particolare valore segnaletico, specie per quanto riguarda l informativa
ritraibile dal confronto temporale dei ratios, sono alcuni indici di
composizione363.
Emolumenti del personale sportivo
-------------------------------------------totale costi
Conviene evidenziare il costo del personale sportivo perch inevitabile che
il peso di -questa voce sia elevato nella struttura dei costi di una societ
calcistica364.
Quota di riparto costi pluriennali giocatori
------------------------------------------------Totale costi.
Questo indice rilevante per almeno due fondamentali ragioni.
1) Si tratta di un ulteriore indicazione del livello di rigidit dell
investimento.
Non si deve tra l altro dimenticare che le ultime disposizioni della
Federazione impongono l ammortamento a quote costanti ed in funzione della
durata del contratto.
2) Si visto che questa voce di costo da considerarsi come un ulteriore
aspetto dell elevata intensit del lavoro delle societ calcistiche.

4.3. Indici di autonomia finanziaria e solidit patrimoniale


Limpresa attinge dunque le risorse di cui abbisogna per finanziare la propria
gestione da due fonti principali, il capitale proprio, costituito dal capitale
dapporto e dallautofinanziamento, ed il capitale di terzi, costituito
dallindebitamento a breve, medio e lungo termine.
Il capitale di terzi consente di allargare le risorse disponibili e, in date
circostanze, di migliorare la redditivit del capitale proprio365. Come
362

Cfr. G. LO MARTIRE, cit. p. 80.


Sulla necessit di ricorrere agli indici di composizione e alla percentualizzazione del bilancio
si veda C. CARAMIELLO, cit. p. 158 e ss.
364
Circa levoluzione della composizione e landamento temporale delle risorse impiegate e dei
componenti positivi di reddito nel quinquennio 1985/1989 si veda F. MANNI, cit. p. 61-65.
365
Cfr. O. PAGANELLI, cit. p. 77.
363

164

giustamente stato affermato, in concreto lequilibrio fra mezzi propri e mezzi


di terzi nel finanziamento dellimpresa risulta da un arbitraggio permanente
fra esigenze di sicurezza finanziaria ed esigenze di redditivit366.
Quanto precede consente di comprendere limportanza del quoziente di
autonomia finanziaria nel quadro delle analisi concernenti la solidit
patrimoniale dimpresa. Nel tipo di azienda qui indicato appare particolarmente
importante questo rapporto, poich si visto che in istituzioni con obiettivi pi
ampi del mero perseguimento del profitto economico in senso stretto, la solidit
finanziaria molto pi necessaria di una redditivit che difficilmente si
trasforma in dividendi per gli azionisti367
Una significativa configurazione del quoziente di autonomia finanziaria
data dal rapporto
Capitale netto
--------------------Capitale investito368
in cui numeratore e denominatore rappresentano rispettivamente, come noto,
il capitale netto e il capitale complessivo risultanti dallo stato patrimomniale
riclassificato di fine periodo. A ben vedere si tratta del rapporto di
composizione del capitale acquisito riguardante il capitale netto. Esprime
infatti il peso assunto dai mezzi propri della complessiva provvista di capitale in
essere alla chiusura dellesercizio, e come tale rappresenta un valido indicatore
del fenomento in esame.
Questa formulazione del quoziente di autonomia finanziaria risulta assai
diffusa nelle analisi concrete per la sua facilit di lettura. Espressa in termini
unitari, presenta un campo di variabilit ben definito, essendo compreso fra zero
(assenza di capitale proprio) e uno (assenza di capitale di terzi). Il valore
intermedio significa ovviamente parit fra queste due fonti di provvista del
capitale. Il quoziente in parola riflette dunque un primo aspetto dellequilibrio
strutturale patrimoniale - finanziario369.
Talune ricerche empiriche, condotte soprattutto allestero, hanno tentato di
individuare alcuni valori di riferimento da assumere come standard orientativi
per il giudizio di tale aspetto. Come facile comprendere, il grado di
significativit di questi valori alquanto limitato e comunque tutto da verificare
avendo riguardo alle specifiche condizioni in cui operano le nostre aziende. I
valori indicati non tengono conto della struttura degli investimenti operati
dallimpresa e questo certamente il loro maggiore limite.
366

Cfr. A. GREMILLET, Les ration et leur utilization, p. 56.


G. Rusconi, cit. pag.217.
368
Cfr. O. PAGANELLI, cit. p. 78.
369
O. PAGANELLI, cit. p. 79.
367

165

Gli autori che si sono occupati di questo argomento precisano molto


opportunamente che si tratta di termini di riferimento generici, da interpretare
con notevole flessibilit in rapporto alle concrete circostanze. I confini fra zona
e zona sono in ogni caso largamente approssimativi370.
Lindice summenzionato va pertanto utilizzato senzaltro nellanalisi dei
bilanci dei team calcistici, ma occorre badare a due ordini di osservazioni
cautelative371: le prime legate alle caratteristiche intrinseche dellindice, le
seconde inerenti alle specificit delle societ calcistiche.
1) Viene suggerito dagli esperti pratici372 un valore per indicare quando
unimpresa sufficientemente capitalizzata e questa percentuale calcolata tra
il 33% ed il 66% del capitale investito.
In realt il significato di livello di guardia di questo quoziente influenzato
da una serie di elementi:
1a) Il tipo di impresa: unazienda che utilizza maggiori immobilizzazioni
(come il caso delle squadre di calcio) pi esposta delle altre al rischio di
aumentare la propria dipendenza dai finanziatori oltre un minimo tollerabile.
1b) Composizione qualitativa dei debiti di finanziamento: la presenza di fonti
di terzi a lungo termine (ad es. mutuo federale) amplia i margini di manovra
autonoma entro un dato livello di indebitamento.
1c) Leffetto leva finanziaria: se la redditivit sul capitale investito
superiore al costo dei finanziamenti, una diminuzione provvisoria
dellindipendenza finanziaria pu riflettersi talvolta in un forte incremento della
redditivit sul capitale proprio. Si potr cos determinare nel lungo periodo un
graduale recupero della quota di fonti appartenenti al soggetto giuridico
aziendale.
2) Alcune caratteristiche specifiche della gestione delle aziende calcistiche
rendono insufficiente lindice in esame come misura dellindipendenza
finanziaria delle squadre di calcio.
2a) La presenza di un holding capogruppo pu alterare (o addirittura
annullare) il significato di tale indice come segnale dellindipendenza
finanziaria e ci vale soprattutto perch la squadra di calcio inserita nel
gruppo non per le sue capacit di reddito diretto, ma come bandiera di una
holding e fonte di vantaggi economici indiretti.

370

Cfr. M. MOISSON, Pratique de gestione financiere, p. 61 e ss.


A. GREMILLET, Les ration et leur utilization, p. 57 e ss.
FERRERO, DEZZANI, cit. p. 165 e ss.
M. CATTANEO, Analisi finanziaria e di bilancio, cit. p. 33 e ss.
371
Cfr. G. RUSCONI, cit. p. 217.
372
Si veda la nota della pagina precedente.

166

2b) Il capitale netto va interpretato correttamente in senso sostanziale,


badando bene ad inserirvi anche quei debiti che in realt nascondono veri e
propri conferimenti (debiti postergati).
2c) La valutazione del capitale umano e delle quote di ammortamento pu
alterare sensibilmente questo rapporto, poich gli impieghi netti potrebbero
essere calcolati in modo inidoneo a rappresentare leffettiva situazione
patrimoniale - finanziaria della societ.
Si pensi al caso di impieghi netti calcolati per venti miliardi e fonti proprie
per 5 miliardi. In questo caso lindice di autonomia finanziaria = 25%. Si
supponga che il patrimonio calciatori sia stato valutato dieci miliardi di lire
(al netto del fondo ripartizione).
Si considerino i due casi:
A) Il patrimonio calciatori stato valutato per due miliardi in eccesso.
In questo caso gli impieghi economicamente reali ammontano a 18 miliardi e
lindice vale 3/18 = 17%.
E bastata una svalutazione del calciatore (valore netto contabile) del 20%
(otto miliardi anzich dieci) per fare variare lindice di indipendenza finanziaria
da 1/4 a 1/6. Chi conosce anche poco le cronache sportive sa che una
sopravalutazione del 20-25% del patromonio giocatori facilmente possibile.
B) Se invece si fosse sopravalutato il diritto alle prestazioni (si pensi a dei
giovani ancora legati da vecchi contratti) per due miliardi, la situazione sarebbe
la seguente:
indice di autonomia fnanziaria= 7/22 = 32%
Si sarebbe cos in prossimit del livello di 1/3 richiesto dagli standard
finanziari373.
Lequilibrio della struttura patrimoniale-finanziaria costituisce certamente un
problema complesso. Un primo aspetto di tale equilibrio, riguardante le
relazioni fra le due fonti primarie di provvista del capitale, gi stato
esaminato.
Appare significativo occuparsi ora di un secondo aspetto, non meno
importante del primo, quello riguardante le relazioni fra fonti e impieghi del
capitale medesimo. Chiaramente le risorse attinte dalle varie fonti finanziano la
gestione nella sua globalit, non gi distinti investimenti. Nondimeno
unappropriata relazione strutturale fra fabbisogni di capitale derivanti dai
diversi impieghi e provviste di capitale derivanti dalle diverse fonti pur
sempre necessaria374 per non incorrere in pericolose tensioni finanziarie375.
373

Esempio tratto da G. RUSCONI, cit. p. 219.


Cfr. L. GUALTRI, Le politiche finanziarie, Milano 1970, p. 111 e ss.;
T. BIANCHI, La finanza aziendale, cit. p. 12, 117 e ss.;
G. FERRERO, Il controllo finanziario nelle imprese, cit. p. 73 e ss.
375
Cfr. O. PAGANELLI, cit. p. 80 e ss.
374

167

Quanto precede consente di comprendere limportanza della nozione di


capitale circolante netto e dei quozienti di copertura finanziaria.
In questo contesto, ed in relazione alla presenza nelle societ di calcio di
cospicue attivit immobilizzate identificabili nei diritti alle prestazioni degli
atleti, appare utle menzionare lindice di copertura delle immobilizzazioni. Esso
espresso dalla relazione:
Passivit consolidate
-----------------------attivit immobilizzate
di lungo periodo
Il quoziente cos ottenuto tende a verificare lesistenza di un certo equilibrio
strutturale tra parti consolidate e impieghi di attivit immobilizzate da cui
promana la porzione pi cospicua del fabbisogno durevole di capitale376.
Ora, se per esempio, una societ dispone di un rapporto pari al 53% ci vuol
dire che dispone di sole 53 lire provenienti da fonti che gliene lascieranno la
disponibilit per lungo periodo dovendo ricorrere per le mancanti 47 lire a
debiti a breve termine.
In altri termini la societ ha finanziato lacquisto di quasi la met dei
giocatori con debiti cui dovr far fronte nel giro di pochi mesi. E facile intuire
le tensioni finanziarie in cui incorrer per mancanza di liquidit377.
Appare vista la quasi totale coincidenza nelle gestioni calcistiche tra il costo
dei diritti alla acquisizione dei calciatori e le attivit immobilizzate
Costo diritti prestazioni calciatori
-------------------------------------Capitale investito
Questo rapporto esprime il grado di rigidit degli impieghi.
Il quoziente qui esaminato tende ad assumere valori elevati nelle societ
calcistiche; appare quindi utile cercare di osservare le tendenze della quota di
attivo immobilizzato378.
Se una societ calcistica ha investito in giocatori una quota rilevante dei
capitali disponibili probabile che possa contare su una struttura tecnica
efficace, sempre che abbia indovinato gli acquisti.
Ma esistono due aspetti negativi da non sottovalutare:

376

Cfr. O. PAGANELLI, cit. p. 81.


Cfr. G. D. E G. LO MARTIRE, Analisi dei bilanci delle societ calcistiche, cit. p. 77.
378
Cfr. G. RUSCONI, cit. p. 221.
377

168

A) una societ che abbia impegnato una quota percentualmente rilevante di


capitali in giocatori dispone di una quota esigua per far fronte alle necessit
correnti quali pagamento di retribuzioni, premi, contributi previdenziali, viaggi
trasferte, prestazioni di terzi, ecc. ;
B) una societ che abbia impegnato una quota percentualmente rilevante di
capitali in giocatori ha scarsa liquidit disponibile per acquistare nuovi giocatori
e sfruttare eventuali occasioni favorevoli che si presentassero sul mercato379;
Una prima riflessione derivante da questa situazione, la necessit di un
elevato grado di capitalizzazione, cos da assicurare un livello di copertura
finanziaria adeguato: nella realt tale necessit non viene pienamente
soddisfatta.
Una seconda considerazione deriva dalla specie dellattivit immobilizzata:
non sono certo infrequenti, in generale, situazioni nelle quali il capitale fisso
rappresenta una percentuale elevata degli investimenti. Nel caso specifico, tale
capitale di specie umana, con le inevitabili incertezze collegate alla sua
valutazione ed alla futura capacit di produrre reddito. Di conseguenza, la
necessit di adeguata copertura con i mezzi prorpi diventa ancor pi critica.
Al fine di acqusire informazioni rilevanti ai fini dellanalisi della solidit si
calcola il margine di struttura:
Mezzi propri-Costo diritti prestazioni calciatori.
La differenza tra i due aggregati esprime, se negativa, il valore delle fonti di
finanziamento di terzi necessarie per la copertura del costo del capitale umano:
tanto pi il divario coperto da passivit a breve, tanto minore il grado di
solidit dellazienda.
Per meglio interpretare il grado di copertura del patrimonio umano e valutare
il livello di rischio in tutte quelle situazioni in cui modesto, opportuno
calcolare un secondo indice di copertura del patrimonio umano, utilizzando al
numeratore tutte le fonti di finanziamento di specie durevole. In termini
analitici:
Mezzi propri + Passivit medio/lungo termine
---------------------------------------------------Costo diritti prestazioni calciatori
Lindice in esame esprime il grado di copertura di secondo livello del
patrimonio umano. Nel caso in cui anche questo indice fosse modesto, esistono

379

G. D. E G. LO MARTIRE, Analisi dei bilanci delle societ calcistiche, cit. p. 75.

169

le premesse per la formulazione di una valutazione non soddisfacente sulla


solidit380.
Fondo ripartizione costo diritti prestazioni calciatori
-------------------------------------------------------------Costo originario diritti prestazioni calciatori
Lindice esprime, il grado di ammortamento del patrimonio umano e quindi il
valore del costo relativo ai diritti alle prestazioni dei giocatori che stato
sottoposto a processo di ammortamento.
Lindice di complessa interpretazione poich non permette valutazioni
univoche:
- se di valore elevato, significa che prossima la scadenza dei contratti: ci
pu ritenersi vero se per le societ di calcio poich si tende, allorquando
possibile, a sottovalutare le quote di ammortamento, malgrado il criterio a quote
costanti sulla durata del contratto previsto dalla federazione. Il fatto che i
contratti siano prossimi alla scadenza non significa calciatori anziani o la
necessit di effettuare ingenti investimenti in futuro (anche se ci non da
escludere): si ricorda che il rinnovo del contratto alla scadenza, nellambito
della medesima societ, non genera la capitalizzazione di costi;
- se il valore modesto ci si trova di fronte o ad una societ che ha
recentemente rinnovato il parco giocatori, con lacquisizione dei diritti di non
pochi giocatori oppure a polititche di ammortamento particolarmente caute e
raramente coerenti con la situazione reale.
Nellinterpretazione di tale indice, bisogna prestare particolare attenzione al
caso in cui assuma valori modesti: opportuno, infatti, verificare la capacit
dellazienda di produrre reddito cos da valutare, anche se in prima
approssimazione, la presenza di politiche di bilancio. Una possibile area di
intervento lallungamento del periodo di ammortamento, ad esempio in tutti
quei casi in cui il rinnovo del contratto avviene alcuni anni prima della scadenza
del precedente: nel caso siffatto il valore residuo viene ammortizzato
considerando anche il periodo relativo al nuovo contratto381.

4.4. Indici di liquidit382


380

Cfr. C.TEODORI, p. 228


Cfr. C. TEODORI, p.229-230
382
Per una pi articolata trattazione si vedano in proposito:
V. CODA, G. BRUNETTI, M. BARBATO BERGAMINI, Indici di bilancio e flussi finanziari;
G. FERRERO, Il controllo finanziario delle imprese;
A. GREMILLET, Les ration et leur utilization;
R.D. KENNEDY, S. I. Mcmullen, Financial Statements Form, Analysis and interpretation,
Honewood 1968;
381

170

Lanalisi della liquidit non presenta caratteristche peculiari rispetto ad altre


tipologie di azienda, salva la considerazione della mancanza di rimanenze,
elemento assai critico in fase di valutazione.
Gli indici di liquidit di una societ calcistica assumono un significato
importante, poich la situazione reddituale non si presenta generalmente
soddisfacente. In tal contesto, una situazione di liquidit non critica, pu agire
positivamente sullassetto economico globale, di per s assai incerto. Ribadendo
la funzione critica della liquidit, risulta opportuno il calcolo di altri indicatori
che permettano di meglio valutare tale situazione, con particolare riferimento
alla capacit della gestione caratteristica.
Indice di liqudit secca = Liquid. imm. + Liquid. differite
----------------------------------Passivit a breve
Indice di Liquid. generale = Liquid. imm. + Liquid. diff. + Disponibilit
------------------------------------------------Passivit a breve
Le attivit e passivit correnti sono qui considerate quali matrici di entrate
ed uscite monetarie a breve termine.
Il quoziente segnala lattitudine dellimpresa a far fronte alle uscite future
derivanti dallestinzione delle passivit correnti, con i mezzi liquidi a
disposizione e con le entrate future provenienti dal realizzo delle attivit
correnti. Ad evidenza si tratta di indicatori della situazione di liquidit piuttosto
grezzi. Questo sia perch le entrate ed uscite future collegate alle attivit e
passivit correnti (e quindi alle operazioni in corso che queste rappresentano)
costituiscono una sola parte dei flussi monetari del periodo seguente.
Sia perch, trattandosi pur sempre di un lasso di tempo abbastanza esteso,
non viene presa in esame la sincronizzazione di tali entrate ed uscite nel corso
del periodo, problema assai rilevante specie nelle imprese ad attivit stagionale.
Si sono considerati insieme questi indici poich essi tendono nelle squadre di
calcio ad assumere valori coincidenti, dal momento che la presenza delle
disponibilit liquidabili assai ridotta vista la quasi totale assenza di risorse
immagazzinabili e si limita ad antipici ai fornitori ed a risconti attivi.

cura di

M. MASSARI, Gli strumenti per le analisi finanziarie in trattato di Finanza Aziendale a


C. Pivato, Milano 1983;
M. MOSCARDINO, Lanalisi di bilancio, Milano 1978.

171

Questi quozienti sono da utilizzare nellanalisi dei bilanci delle aziende


calcistiche, ma occorre tenere presente che il valore tendente ad 1, che gli
analisti pongono come obiettivo dellindice di liquidit secca, viene ad essere
considerato come punto di riferimento per lintera liquidit383. Peculiarit delle
aziende calcistiche pertanto la coincidenza tra margine di tesoreria e capitale
circolante netto384.
La comparazione permette di conoscere la fonte od il fabbisogno di
circolante prodotto (o assorbito) da ogni lira di ricavo. Lesplicita
considerazione delle variazione intervenute nel circolante, permette la
determinazione dellindice di monetarizzazione delle vendite, da interpretare
come le risorse monetarie prodotte (assorbite) da ogni lira di fatturato. Lindice
principale lindice di monetarizzazione dei ricavi di gestione caratteristica
cos composto:
flusso monetario gestione caratteristica
-------------------------------------------Ricavi gestione sportiva
Nel caso di disponibilit del flusso della gestione sportiva possibile
determinare anche il seguente indicatoreche definisce, invece, il grado di
monetarizzazione della gestione sportiva
Flusso monetario gestione sportiva
----------------------------------------Ricavi gestione sportiva
Particolarmente interessante nelle societ calcistiche la determinazione del
flusso complessivo (di circolante e monetario) dellattivit calcistica385.

4.5. Lindice federale Ricavi/Indebitamento


Quest indice pu essere considerato dai terzi come un ulteriore informazione
sullo stato di salute finanziaria dell azienda.
La presenza al numeratore di un valore di natura economica non deve infatti
trarre in inganno, poich scopo essenziale di questo parametro fornire
garanzie sulla capacit dell azienda di fare fronte ai propri impegni grazie ai
flussi finanziari connessi ai ricavi.
383

Cfr. G. RUSCONI, p. 211.


Cfr. O. PAGANELLI, p. 94.
Il capitale circolante netto ed il margine di tesoreria sono legati tra loro da una precisa relazione:
CCN=I+L+M-P
MT=I+L-P
MT=CCN-M
nelle societ calcistiche MT=O quindi MT=CCN.
385
C. TEODORI, cit. pag. 248-249.
384

172

Le ragioni di questo indice ed il rispetto dei suoi valori minimi hanno


rilevanza anche all interno del complesso e sinergico insieme di dati ed
informazioni messi a disposizioni degli interlocutori qualsiasi dell azienda
calcistica386.
Il parametro in questione risulta analiticamento nelle Norme Organizzative
Interne della FIGC. L art. 86 (comma 3) delle suddette norme afferma:
Dal bilancio e dalle situazioni infrannuali deve emergere un parametro
sintetico indicativo dell equilibrio gestionale. Tale parametro rappresentato
da un rapporto ricavi / indebitamento non inferiore a tre.
Si tratta evidentemente di un indice volto a garantire soprattutto la solidit
finanziaria e quindi non finalizzato di per s all ottimizzazione della gestione
economica. Per quanto riguarda la composizione del parametro emerge in
modo chiaro la motivazione centrale di inserire al numeratore solo quei ricavi
che hanno preciso e sicuro carattere di ordinariet. Il punto 5 del suddetto
articolo sottolinea infatti che i ricavi da considerare, ai fini del rapporto di cui al
comma 3, sono gli incassi lordi da gare, compresi gli abbonamenti ed i proventi
da sponsorizzazioni, convenzioni con la RAI ed altri relativi ad operazioni di
pubblicit e concessioni varie; ad essi debbono essere aggiunti i contributi
correnti, sia federali che di Enti vari. Sono invece esclusi: le plusvalenze
derivanti dalla cessione del diritto alle prestazioni dei calciatori, i ricavi
derivanti dalla cessione temporanea del diritto alle prestazioni dei calciatori, i
contibuti di qualsiasi specie erogati dai soci, ogni altro ricavo o contributo non
aventi carattere ordinario.
Relativamente alla composizione del denominatore, invece, l indebitamento
da considerare comprende tutti i debiti e gli impegni verso terzi di qualsiasi
natura, fatta eccezione dei debiti infruttiferi e postergati verso soci. Ove l
ammortamento del mutuo assunto dalla societ e garantito dalla F.I.G.C.
incluso nell indebitamento, dovesse determinare situazioni di grave,
eccezionale, anomalia del rapporto, la F.I.G.C. pu valutare l opportunit di
considerare a tal fine solo una parte delle annualit residue. Infine i saldi
finanziari delle operazioni di trasferimento dei calciatori, inclusi gli impegni
biennali nei confronti della Lega, debbono essere compresi nell indebitamento
se passivi , ovvero debbono essere portati a riduzione dell indebitamento se
attivi.
Per quanto attiene al momento temporale di riferimento per il calcolo del
parametro importante sottolineare che tale parametro deve esseere rispettato
nel bilancio di esercizio, nel bilancio semestrale di verifica e nelle situazioni
infrannuali (trimestrali) presentate alla CO.VI.SO.C.

386

G. RUSCONI, cit. pag. 231-232.

173

In particolare, i ricavi da utilizzare sono quelli dellultimo bilancio


approvato, mentre i debiti sono quelli esistenti alla fine di ogni trimestre: nel
caso il parametro non sia rispettato, necessario allegare un documento
esplicativo delle azioni che le societ intende intraprendere per il suo
miglioramento.
In conclusione del discorso sul quoziente Ricavi / Debiti, va precisato che
quest ultimo pone precisi vincoli alla gestione ed alla progammazione
aziendale conseguente.
Cos sono ammesse in fascia 1 le societ che hanno un rapporto ricavi /
indebitamento non inferiore a 3. Le societ che appartengono a questa prima
fascia sono ammesse a partecipare alla campagna acquisti senza alcuna
limitazione o vincolo.
Sono inserite sulla seconda fascia le societ il cui rapporto ricavi /
indebitamento non sia inferiore a 2,10. Tali societ potranno effettuare
operazioni di acquisizione dei diritti alle prestazioni dei calciatori solo se tali
operazioni saranno finanziate con mezzi propri (aumento del capitale sociale
e/o prestiti postergati ed infruttiferi e/o versamenti in c/aumento del capitale le
cui attrazioni siano garantite da fidejussione bancaria fornita da amministratori
e soci, tenendo conto si intende dei ricavi ottenuti da eventuali cessioni387.
Infine sono inserite in fascia 3 le societ che ai fini del rapporto ricavi /
indebitamento non possono essere incluse nella fascia 2 o che comunque
presentino una delle seguenti situazioni:
a) abbiano debiti verso istituti previdenziali e verso lerario per ritenute
effettuate da pi di due mesi e non versate;
b) non abbiano provveduto a sanare le irregolarit contestate dalla F.I.G.C.
per le quali sia stata disposta la sospensione o la decadenza dei contributi
federali;
c) presentino alla data della attribuzione della fascia irregolarit tali da non
consentire liscrizione al prossimo campionato.
Alcune considerazione su questultimo rapporto possono risultare
significative:
1) Si visto che388 lindice in questione volto a garantire la solidit
finanziaria e quindi non finalizzato di per s allottimizzazione della gestione
economica. Tale ottimazione infatti non si verificherebbe automaticamente nel
caso della richiesta, da parte degli organi federali, di un valore troppo elevato.
Potrebbe infatti ipotizzarsi lopportunit di avvalersi di uno spread positivo tra
R.O.I. e costo dellindebitamento e di sfruttare, per ampliare la redditivit del
387

Si parla di confino per le societ che non hanno i numeri n per la prima, n per la seconda
fascia.
Cfr. Il calciatore, Marzo 1993, p.7.
388
Si vedano le pagine precedenti del seguente lavoro.

174

capitale proprio, una favorevole leva finanziaria. Si tratta tuttavia di una ipotesi
molto remota per le societ calcistiche dove spesso la redditivit operativa
assume valori negativi389.
2) I ricavi operativi da usare per il calcolo del parametro coincidono
praticamente con quelli usati per la riclassificazione dei bilanci (gare pi
abbonamenti, sponsorizzazioni, RAI e TV, pubblicit, commercializzazioni,
contributi con le sole eccezioni derivanti dalluso del valore lordo delle gare,
anzich del netto). Tale dato appare incomprensibilmente gonfiato - rispetto alla
reale capacit di produrre ricavi - di circa il 15% in quanto non discutibile che
i diritti erariali, i contributi per la Lega e le percentuali per la squadra ospite
vadano scomputati dalle entrate390.
3) Pu apparire non condivisibile lesclusione dalla composizione del
numeratore dei ricavi connessi al prestito dei giocatori. Tale dato, seppur di
ridotte dimensioni, rappresenta un ricavo di tipo operativo.
4) Sorgono dubbi interpretativi sulla dizione debiti e impegni verso terzi di
qualsiasi natura... impiegata nellart. 86, comma 6 per definire la composizione
del denominatore del parametro. Secondo alcuni391 infatti si tratterebbe di
considerare unicamente la categoria dei debiti indicata alla lettera D del nuovo
schema di bilancio previsto dal D.lgs 127/91. Cos facendo sorgerebbero
difficolt ai fini della misura del parametro connesse alla contabilizzazione
della operazione di riscossione anticipata di abbonamenti annuali e pluriennali.
5) Il parametro cos determinato ha certamente il pregio di essere di facile e
obiettiva determinazione, riferendosi a valori di bilancio non facilmente
manovrabili, come nel caso del precedente rapporto tra Patrimonio Calciatori
e Mezzi propri (50% per la serie A, 60% per la serie B, e 70-80% per la serie
C): in quel caso tutte le perplessit esposte sullobiettiva determinazione del
patrimonio calciatori e dei relativi ammortamenti, rendono di difficile
attuazione lesatta determinazione del parametro e lapplicazione delle relative
sanzioni. Daltra parte il nuovo parametro offre certamente una visione parziale
dello stato delle societ di calcio, visione che mette in qualche modo in
relazione la capacit di produrre fatturato con la struttura finanziaria dello Stato
patrimoniale, ma che non pu certo sintetizzare da solo lequilibrio gestionale
.
Pertanto certamente da lodare lo sforzo della CO.VI.SO.C. di creare un
trasparente metro di valutazione, ma ne appare auspicabile una pi ampia
articolazione, per meglio valutare lesatta condizione di salute delle societ392.

389

Si veda quanto scritto a proposito del ROE e del ROI.


Cfr. GRIMALDI & C., cit. p. 247.
391
Cfr. G. SARCINA, G. TURANO, Bilanci presi a calci, cit. p. 16 e ss.
392
Cfr. GRIMALDI & C., cit. p. 247.
390

175

Una prima soluzione potrebbe pertanto essere quella di proporre una serie di
indici a supporto del parametro in questione.
Cos appare particolarmente utile ai fini della programmazione, oltre che sul
piano del controllo consuntivo, il rapporto ricavi della gestione sportiva / costi
della gestione sportiva. Potrebbe pertanto imporsi un determinato valore maggiore dellunit - come misura limite del rapporto. In tal modo si
garantirebbe una copertura minima degli oneri relativi allattivit tipica di una
societ calcistica - e cio allallestimento dello spettacolo sportivo - limitando la
programmazione delle societ al sistematico realizzo di plusvalenze da
alienazioni come normale strumento per il recupero dello squilibrio, sorto tra
costi e ricavi, gi a livello della gestione sportiva.
Un ulteriore indice, che pi che come vincolo pu essere proposto come
regola di una sana gestione calcistica, il rapporto il Fondo ripartizione diritti
prestazioni giocatori / Costo dacquisizione contratti (Patrimonio lordo
giocatori). Fissando un elevato valore dellindice, come limite da rispettare,
meno dirompente il danno che pu derivare alla societ se per qualsiasi
motivo (si pensi agli infortuni o al non infrequente cattivo inserimento di un
calciatore nellorganico di una squadra) non pi possibile far conto sulle
prestazioni di alcuni atleti.
Il parametro in questione, che consente di conoscere sia il valore della
percentuale di costi dei diritti gi ammortizzata, sia levoluzione che
questultima voce avr nei successivi esercizi, rappresenterebbe un ulteriore
freno alle spese incontrollate della campagna acquisti. Tuttavia la significativit
di questultimo indice aumenterebbe sensibilmente se il dato che ne scaturisce
fosse oppotunamente integrato dal confronto tra il valore netto patrimonio
giocatori e la massa dei ricavi, operativi e non,storicamente realizzati e
prospetticamente realizzabili dallimpresa. Si tratterebbe chiaramente di
procedere da un lato, allopportuna ripartizione per competenza del costo
relativo al patrimonio giocatori non ancora ammortizzato - parametro
dimputazione potrebbe essere in tal senso la durata media dei contratti con i
calciatori tesserati - dallaltro di effettuare le necessarie stime al fine di
verificare la ripetibilit dei ricavi conseguiti e la capacit della societ stessa di
produrne di nuovi, congetturandone opportunamente, in entrambi i casi, gli
importi.
Appaiono evidenti, in conclusione, le difficolt connesse al recepimento di
un nuovo sistema di parametri. Tuttavia si auspica che una revisione della
normativa in materia393 opportunamente integrata proprio da unevoluzione
393

- Com la salute del calcio? - <<Cattiva>> - Ha una ricetta per rimediare a questa situazione?
- <<Ridurre i compensi dei calciatori, diminuire i costi, trovare nel calcio una nuova forma di
capitalismo imprenditoriale>> - Come? - <<Bisogna modificare la legge. Le societ di calcio
devono avere scopo di lucro, dobbiamo avvicinarci allesperienza inglese e spagnola con

176

delle forme di controllo, consenta di armonizzare maggiormente la passione


sportiva alle esigenze economiche proprie della conduzione aziendale; in tal
modo si contribuirebbe finalmente alla maturazione di una cultura dellazienda
calcistica, unica soluzione in grado di garantire la correttezza e la trasparenza
delle gestioni in esame.

PROSPETTO TRIMESTRALE DEI RICAVI E DELLINDEBITAMENTO


SOCIETA
SERIE
SITUAZIONE DELLINDEBITAMENTO AL

199.

Riservato alla FIGC


OBBLIGAZIONI ORDINARIE E CONVERTIBILI
L.mil...
DEBITI VERSO BANCHE
-mutui passivi (salvo ICCRI)
L.mil.
-mutuo ICCRI
L.mil
-debiti v/banche
L.mil...

L.mil...

L.mil...
L.mil...
L.mil...

DEBITI VERSO ALTRI FINANZIATORI


L.mil
(esclusi finanziamenti infruttieferi e postergati per L.mil...)

L.mil...

DEBITI COLLEGATI A PARTECIPAZIONI


L.mil...

L.mil...

DEBITI VERSO FORNITORI

L.mil...

lallargamento della base azionaria come garanzia di salute e di efficienza>> - E per il futuro? <<Al 20 Luglio erano tra 50 e 60 le squadre che non potevano essere iscritte. Con fatica abbiamo
fatto sanare numerose situazioni. In un futuro prossimo ci sar la certificazione di bilancio ad
opera di societ di analisi finanziaria. Anche il problema Irpef potr essere risolto>>.
Intervista a VICTOR UCKMAR, presidente della Covisoc. Debiti e pallone. Parla il
fiscalista. SERGIO GAVARDI, La Gazzetta dello Sport, 18 Agosto 1994.

177

L.mil...
EFFETTI PASSIVI
L.mil...

L.mil...

DEBITI TRIBUTARI
L.mil...
-correnti
-oltre i due mesi

L.mil...

DEBITI VERSO ISTITUTI DI PREVIDENZA


L.mil...
-correnti
-oltre i due mesi
DEBITI VERSO IL PERSONALE
L.mil...
-correnti
-oltre i due mesi
DEBITI/CREDITI VERSO LEGA
PER OPERAZIONI TRASFERIMENTI
L.mil...
-debiti v/lega
-debiti v/Societ per biennali
-crediti v/Lega
-crediti v/Societ per biennali

L.mil...
L.mil...
L.mil...
L.mil...
L.mil...
L.mil...
L.mil...
L.mil...

L.mil...
L.mil...
L.mil...
L.mil...
L.mil...

FIGC C/MUTUO FEDERALE


L.mil...

L.mil...

ALTRI DEBITI
L.mil...
-Debiti v/societ di factoring
-Societ calcistiche estere
-Altri debiti (escluse compartecipazioni art.102 bis NOIF)

L.mil...
L.mil...
L.mil...
L.mil...

RIEPILOGO DEI RICAVI CONSEGUITI NELLESERCIZIO 199../199..


(EX ART.86, COMMA 5 NOIF)
Riservato alla FIGC

178

Ricavi di gare e abbonamenti


L.mil...

L.mil...

Contributi da Lega
L.mil...

L.mil...

Contributi da Enti (aventi carattere


ordinario)
L.mil...

L.mil...

Sponsorizzazioni e proventi vari


L.mil...

L.mil...

TOTALE RICAVI VALIDI AI FINI DEL RAPPORTO


L.mil...

L.mil...

RETTIFICHE PER PROMOZIONE (+60%)


O RETROCESSIONE
(-30%)
L.mil...

L.mil..

RICAVI RETTIFICATI
L.mil...

RAPPORTO RICAVI/INDEBITAMENTO

Il legale rappresentante
.........................

L.mil...

RICAVIL.

MIL...

INDEBITAMENTO

L.MIL....

Il collegio sindacale
....................
....................
....................

RISCONTRO CON LA CONTABILITA AL 30 GIUGNO 199.


Riservato alla FIGC

179

Totale ricavi
(escluse rettifiche)

L.mil...

L.mil...
Partite escluse:
RICAVI CESSIONE TEMPORANEA GIOCATORI
L.mil...

L.mil...

CONTRIBUTI DA PRIVATI
L.mil...

L.mil...

PLUSVALENZE CESSIONE GIOCATORI


L.mil...

L.mil...

PROVENTI VARI ED ALTRI RICAVI NON INCLUSI


NEL RIEPILOGO
L.mil...
TOTALE RICAVI COME DA BILANCIO AL 30/6/199.
L.mil...

L.mil...

L.mil...

NOTE
............................................................................................................................
................................................................................................................................
....................................

DATA ..........
Il legale rappresentante
............

Il collegio sindacale
........................
........................

........................

5.
394

Cenni allanalisi dei flussi finanziari394

Sullargomento si vedano:
T. BIANCHI, La finanza aziendale, Milano 1974;
G. BRUYER, Analisi della dinamica finanziaria dellimpresa, Milano 1980;

180

Si gi visto che particolare imortanza da attribuirsi alla situazione


patrimoniale - finanziaria delle squadre di calcio in relazione alla loro scarsa
attitudine a generare flussi rilevanti di profitti diretti.
Lanalisi dei flussi finanziari sembra essere quindi particolarmente rilevante
ai fini di un giudizio dei terzi su quello che landamento finanziario delle
squadre di calcio395. Osservata sotto laspetto finanziario, la gestione aziendale,
nel suo continuo fluire temporale, comporta, movimenti di risorse monetario
finanziarie; la struttura e la situazione finanziaria emergenti dai bilanci di una
azienda in dati istanti, costituiscono solo aspetti istantanei di contesti in
evoluzione pi o meno rapida. Le analisi istantanee o statiche, come quelle
svolte attraverso gli indici di bilancio possono, quindi, essere utilmente
integrate dalle analisi dinamiche, dei movimenti o flussi finanziari, che ne
costituiscono un necessario supporto, in quanto spiegano le cause della
situazione determinatasi, mostrando quali sono stati i movimenti finanziari
intervenuti, che segno (positivo o negativo) e che dimensioni essi hanno
avuto396. Sotto questo profilo, lanalisi dei flussi costituisce un necessario
supporto integrativo di taluni quozienti finanziari ed un indispensabile
strumento di analisi a disposizione del sistema informativo per indici di
bilancio397.
Il rendicono finanziario un prospetto che raggruppa - in relazione a
determinati obiettivi di informazione - i flussi dei fondi che si sono manifestati
(analisi retrospettive o storiche) o che si manifesteranno (analisi prospettive) in
un determinato periodo di tempo. Il rendimento finanziario pu, di
conseguenza, essere o consuntivo oppure preventivo. Il rendiconto finanziario
consuntivo viene inteso - tra laltro - come uno strumento di controllo
delladerenza della gestione finanziaria svolta con i piani o i programmi
formulati dallimpresa, mentre il rendiconto finanziario preventivo la
componente monetario - finanziaria del piano o del programma398. La struttura
del rendiconto finanziario dipende dalla nozione di fondo che in esso viene
G. BRUNETTI, V. Coda, F. Favotto, op. cit.;
R. CAPARVI, Il cash flow, Pisa 1972;
G. FERRERO, F. DEZZANI, cit. 230 e ss.;
R.T. SPOUSE, Flussi economici e flussi finanziari, milano 1977;
P. MAISON, Cash flow analysis and the Funds statement, New York 1961;
M. MASSARI, cit. p. 133;
P. MELLA, Analisi delle fonti e degli impeghi dei mezzi monetari dimpresa, Milano
1977;
C. CARAMIELLO, Il rendiconto finanziario, milano 1993;
Cfr. G. RUSCONI, cit. p. 234.
396
C. VERGARA, cit. p. 135.
397
G. FERRERO, F. DEZZANI, cit. p.331.
398
G. FERRERO, F. DEZZANI, cit. p.339.
395

181

rappresentato, dato che le diverse nozioni di fondo sono state elaborate per
diversi scopi di conoscenza. Le nozioni di fondo che trovano una pi larga
applicazione nella prassi amministrativa sono le seguenti:
A) risorse finanziarie totali;
B) capitale circolante netto;
C) cassa399.
Mentre lanalisi dei flussi di cassa prende in esame soltanto le entrate e le
uscite monetarie, lanalisi dei flussi di capitale circolante netto esamina anche le
variazioni dei crediti e dei debiti correnti, nonch delle giacenze di magazzino e
dei titoli facilmente negoziabili. Sotto il profilo dellattendibilit dei valori
esprimenti i flussi finanziari, opportuno sottolineare che mentre sui flussi di
cassa non influisce alcun valore di stima o di congettura, sui flussi di capitale
circolante netto e sui flussi di risorse finanziarie totali influiscono le stime e le
congetture che caratterizzano la formazione del bilancio desercizio400.
Per quanto riguarda la scelta relativa al rendiconto finanziario da adottare
necessario sottolineare che essa funzione di varie circostanze prime fra tutte la
natura dellattivit svolta dallimpresa ed il genere di informazione che si
vogliono ottenere401.
Nella maggior parte dei casi il rendiconto finanziario si impernia sul concetto
di risorse come Capitale Circolante Netto402. La spiccata preferenza per tale
399

Cfr. O. PAGANELLI, p. 100.

400

G. FERRERO, F. DEZZANI, cit. p.341.


Cfr. O. PAGANELLI, p. 100.
402
Il capitale circolante netto la differenza tra attivit correnti (attivit disponibili e passivit
correnti (passivit a breve). La composizione del capitale circolante netto nelle societ
calcistiche cos configurabile:
Attivo corrente
Depositi bancari e postali
Altre disponibiolit liquide
Crediti per pubblicit e concessioni
Crediti verso Lega e Organi federali
Altri crediti gestione caratteristica corrente
Crediti commerciali societ del gruppo
Ratei e risconti attivi gestione caratteristica corrente
401

Passivo corrente:
Banche
Debiti per sponsorizzazioni
Dipendenti e tesserati
Istituti previdenziali e sicurezza sociale
Fornitori
Acconti
Altri debiti - settore specifico
Altri debiti gestione caratteristica corrente

182

concetto fra tutte le possibili nozioni di risorse finanziarie, ha una spiegazione


razionale nel fatto che, assumendo tale concetto a fondamento del rendiconto
finanziario, questultimo viene ad accogliere nel suo seno quel reddito lordo
prodotto dalla gestione corrente che impropriamente talora denominato
reddito spendibile (o anche, cash flow), il quale altro non che il flusso di
capitale circolante creato (o distrutto) dalla gestione corrente.
Il flusso di circolante originato dalla gestione una nozione di importanza
cruciale nellanalisi finanziaria del bilancio403. Esso, infatti, essendo nel
Debiti commerciali societ del gruppo
ratei e risconti gestione caratteristica corrente
Cfr. C. TEODORI, p.246.
403

Si consideri il seguente schema di riclassificazione del conto economico a ricavi e costo del
venduto:
Ricavi netti
Costo del venduto
reddito operativo gestione caratteristica
Risultati gestioni complementari/accessorie
Reddito operativo aziendale
Oneri finanziari
Reddito lordo di competenza
Componenti straordinari
Reddito prima delle imposte
Imposte
Reddito netto
Se si ipotizza che grandezza finanziaria di riferimento il capitale circolante netto: si tratta di
determinare il flusso prodotto da una particolare gestione. la scelta fondamentale consiste,
dunque, nel determinare la gestione di riferimento. le alternative sono di seguito esposte.
a) flusso prodotto dalla gestione caratteristica: elemento di partenza il reddito
operativo della gestione caratteristica, al quale vengono sommati i costi non finanziari/monetari.
nel rendiconto finanziario si introducono, come fonti/impieghi autonomi i seguenti elementi: i
risultati delle gestioni complementari/accessorie; gli oneri finanziari; le imposte.
b) Flusso prodotto dalla gestione aziendale: elemento di partenza il reddito operativo
della gestione aziendale. nel rendiconto finanziario determinanti autonome sono le seguenti: oneri
finanziari; imposte.
c) Flusso prodotto dalla gestione ordinaria (di esercizio): elemento di partenza il
reddito di competenza. Nel rendiconto finanziario si individueranno, come elemento autonomo,
le imposte.
d) Flusso prodotto dalla gestione reddituale: elemento di partenza il reddito netto. Nel
rendiconto finanziario non compariranno
elementi derivanti dal conto economico e
finanziariamente rilevanti, poich tutti ricompresi nel flusso.
Come sopra evidenziato, la scelta in oggetto porta a differenti gradi di analiticit del
rendiconto finanziario per quanto attiene le determinati di specie reddituale: tale grado tende a
diminuire al passaggio dal flusso di cui sub a) a quello di cui sub d9, poich le singole
determinanti sono comprese nel flusso medesimo,
Tornando alle societ di calcio, si scritto che gestione di riferimento la caratteristica.
tale scelta deriva dalle seguenti considerazioni:
essa risulta fondamentale per comprendere limpattto finanziario di una gestione che dal
punto di vista reddituale si presenta raramente soddisfacente.

183

contempo un risultato economico lordo e un flusso finanziario, lanello di


congiunzione fra conto economico e conto finanziario, anello essenziale se si
vuole toccare con mano come landamento economico della gestione si
ripercuote sulla dinamica finanziaria dellimpresa404. Tuttavia per le peculiarit
proprie delle gestioni sportive, appare pi utile applicare alle societ di calcio,
lanalisi dei flussi di cassa405, in quanto permette di non considerare eventuali
rapporti creditizi (o debitori) a breve termine con unit economiche che
potrebbero essere holding capogruppo delle societ stesse406.
Va precisato inoltre che le societ di calcio differiscono gestionalmente e
contabilmente dalle usuali aziende soprattutto per alcuni aspetti fondamentali:
1) la quasi totale assenza di fattori produttivi che possono detenersi sotto
forma di scorta di magazzino;
2) la presenza di immobilizzazioni particolari, legate allattivit umana;
3) limpossibilit di un dividendo, che spinge sovente ad assorbire fonti di
finanziamento proprie, ma non provenienti dallautofinanziamento interno
aziendale (debiti postergati, aumenti di capitale, ecc.).
Il punto 1 pone in evidenza come lanalisi dei flussi di circolante possa
avvicinarsi di pi a quella delle liquidit ci facilit lutilit informativa
(rispetto alle aziende industriali e commerciali) della presentazione di un
rendiconto finanziario basato sul capitale circolante netto. Questultimo pu
infatti essere facilmente inteso come strumento di analisi dei flussi di capitale
liquido netto delle societ di calcio.
Quanto osservato nel punto 2 rende utilizzabile con cautela lo studio dei
flussi totali di attivit e passivit, ma non intacca lanalisi dei flussi di cassa e di
circolante netto. Quest ultimo pu infatti essere inteso facilmente come
strumento di analisi dei flussi di capitale liquido netto delle societ di calcio. Le
non infrequenti ricapitalizzazioni pongono invece la necessit che accanto all
analisi del rendiconto finanziario venga ben evidenziata la presenza di
variazioni nel capitale netto, a questo proposito occorre presentare in allegato
alla nota integrativa il relativo prospetto.
In definitiva si pu affermare che possibile applicare anche ai flussi
finanziari delle aziende calcistiche un prospetto impieghi-fonti che faccia
Cfr. C. TEODORI, p. 207-208-209.
404
Cfr. BRUNETTI, CODA, FAVOTTO, cit. p. 60.
405
In proposito si veda V. CODA in Brunetti, Coda, Favotto, cit. p. 62.
....Si consideri il flusso di cassa prodotto dalla gestione corrente.
Tale flusso paragonabile ad un corso dacqua sulla cui direzione e portata si pu influire
manovrando numerose leve.
Se ci vero la conoscenza del reddito spendibile (desumibile dal rendiconto delle variazioni del
CCN) assai pi illuminante della stessa considerazione dei flussimonetari di cui si compone il
flusso di cassa della gestione corrente.
406
G. RUSCONI, cit. p. 236.

184

riferimento al capitale circolante netto od ai flussi di cassa. La scelta fra flussi


di cassa e flussi di capitale circolante netto pu avvenire in funzione di svariate
circostanze, tre cui non sembrano da trascurare anche motivi di opportunit
pratico-espositiva e conformit alla prassi delle usuali imprese industriali e
commerciali407. Va solo tenuto presente che il capitale circolante netto dovrebbe
essere calcolato depurandolo dai rapporti con societ facenti parte della holding
che controlla il club calcistico. Occorre poi accennare brevemente al fatto che le
difficollt connesse all effettuazione di una corretta analisi dei flussi finanziari
delle societ di calcio possono spingere ad optare per la scelta di limitarsi ai
flussi di cassa della gestione operativa408.
Visti i problemi di interpretazione in ogni caso connessi alla lettura dei
bilanci di esercizio delle societ calcistiche, sembra in ogni caso opportuno
utilizzare per i terzi interessati il rendiconto qui proposto che va al di l della
gestione operativa.
Concludendo importante sottolineare come una recente disposizione della
CO.VI.SO.C. ha comunque imposto per le societ professionistiche l obbligo
di redazione del rendiconto finanziario.
Cos ...le richiamate societ devono altres corredare il bilancio con la
relazione sulla gestione da redigersi a cura degli amministratori ed ai fini del
rapporto della FIGC dovranno altres redigere il rendiconto finanziario
Il procedimento esposto di determinazione dei flussi di cassa quello
sintetico, che si discosta sensibilmente da quello analitico409. Lo schema
proposto dalla Federazione il seguente410:

Parte prima - Determinazione dei flussi di cassa della gestione reddituale


dellesercizio

Utile (perditA) di esercizio


-Costi non numerari
-ammortamenti
-accantonamenti al TFR
- ...........

Anno x Annox-1
.......... ...........
.....
.....
.....

........... ..........

-Plusvalenze (-minusvaleze) da realizzo di


407

Cfr. G. RUSCONI, cit. p. 238.


Si veda sul punto lanalisi proposta da GRIMALDI &C., cit. p. 238.
Sullanalisi del flusso di cassa operativo si veda anche F. DEZZANI cit. p. 406.
409
Cfr. O. PAGANELLI, cit. p. 127
410
DOCUMENTO FIGC, cit. p. 123.
408

185

immobilizzazioni

............ .........

=AUTOFINANZIAMENTO DELLA GESTIONE REDDITUALE


DELLESERCIZIO
............ .........
-Incrementi di attivit correnti (*) (.)
-Decrementi di attivit correnti (*) ...
-Incrementi di passivit correnti (**)
-Decrementi di passivit correnti (**)

...
(............) . ........

= FLUSSO DI CASSA DELLA GESTIONE REDDITUALE DELLESERCZIO


............ ..........
Parte seconda - Rendiconto dei flussi di cassa (***)
IMPIEGHI
FONTI
Flusso di cassa della gestione
Flusso di cassa della gestione
reddituale (se negativo)
..........reddituale (se positivo) ..........
Investimenti immobiliz.
-immateriali
-materiali
-finanziarie

Rimb.fonti a m/l termine


-prestiti
-prestiti postergati
-capitale
-TFR. e fondi rischi
TOTALE IMPIEGHI

Dinvest. immobilizz.
.......... -immateriali ............
.......... -materiali
............
.......... -finanziarie
............ .........

............
............
...........

Incremento delle disponibilit


liquide (***)
TOTALE

186

Nuove fonti m/l termine


-prestiti ..
-prestiti postergati
.
-capitale
............ .........
........... ............
.TOTALE FONTI
...........
Decremento delle disponibilit
........... liquide (***)
...........
............TOTALE ...........

Alcune considerazioni411 sono mosse sulle modalit di costruzione del


rendiconto. Innanzitutto in merito allottenimento del flusso di cassa della
gestione reddituale, si ritiene eccessivamente generica la definizione di attivit e
passivit correnti (meglio definibili a breve). In particolare per le passivit,
risulta necessaria la specificazione che i fondi ed i debiti da utilizzare devono
essere a breve; i ratei e risconti passivi vanno considerati solamente se comuni a
due esercizi. infatti, i valori a medio termine, vanno ad alimentare la seconda
parte del rendiconto che , seppur generica, risulta coerente con la prima. si
rileva una modesta personalizzazione dello schema: lunico esplicito
richiamo alle societ di calcio sono prestiti postergati. non vi sono indicazioni,
ad esempio, sui diritti sportivi e sulle compartecipazioni.
In secondo luogo, si hanno alcuni dubbi sul fatto che tutti i flussi indicati
siano di cassa, in quanto si ritiene che alcuni di essi siano di circolante.
Si utilizzano come esempio i disinvestimenti in immobilizzazioni immateriali
(da leggersi come cessione di diritti sportivi). Data la compsizione delle attivit
correnti, in essi sono compresii crediti versoi le societ calcistiche; il
disinvestimento veramente un flusso di cassa nella misura in cui tutte le
cessioni sono state incassate. Se, di contro, alcune di esse hanno regolamento
differito, in chiusura dellesercizio si rileva lesistenza di un credito; ma se tale
credito inserito nel circolante non pu essere utilizzato per determinare
leffettiva variazione di liquidit. In definitiva per come strutturato il
rendiconto, la fonte in oggetto di circolante e non di cassa.
Infine un ultimo aspetto da considerare412,riguardo alla presentazione del
bilancio d esercizio delle aziende calcistiche e delle analisiad esso relative, la
necessit di indicare le variazioni nei conti di patrimonio netto ed in particolare
come si proceduto agli aumenti di capitale sociale, soprattutto se effettuati per
ripianare perdite.
Il prospetto delle variazioni di capitale netto deve servire a due scopi:
1) mostrare l andamento del capitale sociale in relazione all obbligo
imposto dalla F.I.G.C. di non procedere ad alcuna svalutazione del capitale
sociale medesimo sotto i limiti richiesti per le S.p.A;
2) indicare landamento del capitale netto complessivo413. Quest ultimo va
considerato anche in relazione ad alcune voci particolari (crediti verso socio

411

C.Teodori, pag.218-219.
Cfr. G. RUSCONI, cit. p. 239.
413
Si veda in proposito Calciatori, dribbling in bilancio, PAOLA BOTTELLI, cit. in Il Sole 24
Ore, dove si mostra la suddivisione percentuale delle ricapitalizzazioni nelle societ
professionistiche degli ultimi due campionati.
412

187

controllante, ecc.) che possono configurarsi come elementi del patrimonio


netto, pur non influendo ufficialmente sul capitale sociale414.

414

Si ricorda che i debiti infruttiferi e postergati verso soci non sono considerati dalla F.I.G.C.
debiti ai fini del calcolo del rapporto ricavi/indebitamento.

188

PIANO DEI CONTI


RACCORDO CON BILANCIO CEE

CODIFICA

1
10
100
1000
1001
1002
101
102
1020
10200
1021
10210
1022
103
104
10400
10401
105
1050
10500
1051
10510
10511
10512
106
1060
1061
1062
1063
107
1070
1071
1072

FONTI DI FINANZIAMENTO DUREVOLE


PATRIMONIO NETTO
CAPITALE SOCIALE
CAPITALE SOTTOSCRITTO, NON RICHIAMATO E NON VERSATO
CAPITALE SOTTOSCRITTO, RICHIAMATO E NON VERSATO
CAPITALE VERSATO
RISERVE DA SOVRAPPREZZO AZIONI
RISERVE DI RIVALUTAZIONI
RISERVE DI RIVALUTAZIONI SCHIAVE D'IMPOSTA
RISERVA DI LEGGE ..................................................................
RISERVE DI RIVALUTAZIONE IN FRANCHIGIA DI IMPOSTE
RISERVA DI LEGGE .................................................................
RISERVA PER ALTRE RIVALUTAZIONI
RISERVA LEGALE
RISERVE STATUTARIE
RISERVA ORDINARIA
RISERVA STRAORDINARIA
RISERVE FACOLTATIVE E RISERVE A REGIMI FISCALI SPECIALI
RISERVE VOLONTARIE
RISERVA VOLONTARIA ................................................................
RISERVE FISCALI SPECIALI
FONDO PLUSVALENZA DA ..........................................................
FONDO DI CONDONO FISCALE PER RECUPERO PARTITE
ALTRE RISERVE A REGIMI SPECIALI
ALTRE RISERVE (DISTINTAMENTE ELENCATE)
RISERVA PER VERSAMENTI IN C/CAPITALE
RISERVA PER UTILI NON DISTRIBUITI ES. ART. 2423 E ART. 2426 C.C.
ALTRE RISERVE SOGGETTE A TASSAZIONE NON CLASSIFICATE ALTROVE
RISERVA PER AZIONI PROPRIE IN PORTAFOGLIO
UTILI-PERDITE RIPORTATI A NUOVO
UTILI RIPORTATI A NUOVO
AVANZO UTILE
UTILI ESERCIZI PRECEDENTI

Pagina 1

A
AI
AI
AI
AI
AII
AIII
AIII
AIII
AIII
AIII
AIII
AIV
AVI
AVI
AVI
AVII
AVII
AVII
AVII
AVII
AVII
AVII
AVII
AII
AVII
AVII
AV
AVIII
AVIII
AVIII
AVIII

PIANO DEI CONTI


RACCORDO CON BILANCIO CEE

CODIFICA

1073
108
1080
1081
11
110
1100
1101
111
1110
1111
1112
112
1120
1121
1122
1123
1124
12
120
1200
1201
1202
1203
1204
1205
1206
13
130
131
14
140

PERDITE ESERCIZI PRECEDENTI


UTILI - PERDITE D'ESERCIZIO
UTILE D'ESERCIZIO
PERDITA D'ESERCIZIO
FONDI PER RISCHI E ONERI
FONDI PER QUIESCENZA
FONDO PER TRATTAMENTO DI QUIESCENZA ED OBBLIGHI SIMILARI
FONDI PER ACCORDI AZIENDALI
FONDO PER IMPOSTE
FONDO IMPOSTE DIRETTE
FONDI IMPOSTE DIFFERITE
FONDI IMPOSTE ANTICIPATE
ALTRI FONDI RISCHI - ONERI
FONDO RISCHI PER LITI
FONDO RISCHI PER PERDITE CONTRATTUALI
FONDO RISCHI PER PENALITA'
FONDO OSCILLAZIONE CAMBI
ALTRI FONDI PER ACCANTONAMENTI PER ONERI DIVERSI
TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO
TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO DI LAVORO SUBORDINATO
VERSAMENTI AL FONDO FINE CARRIERA CALCIATORI ED ALLENATORI
T.F.R. TECNICI E OSSERVATORI
T.F.R. PERSONALE SANITARIO E MASSAGGIATORI
T.F.R. PERSONALE DIRETTIVO
T.F.R. ALTRI STIPENDIATI
T.F.R. ALTRI SALARIATI
T.F.R. ALTRI
OBBLIGAZIONI ORDINARIE CONVERTIBILI
OBBLIGAZIONI ORDINARIE
OBBLIGAZIONI COVERTIBILI
DEBITI CON SEPARATA INDICAZIONE PER CIASCUNA VOCE DEGLI IMPORTI ESIGIBILI
OLTRE L'ESERCIZIO SUCCESSIVO
DEBITI VERSO BANCHE

Pagina 2

AVIII
AIX
AIX
AIX
B
B1
B1
B1
B2
B2
B2
B3
B3
B3
B3
B3
B3
B3
C
C
C
C
C
C
C
C
C
D
D1
D2
D
D
D3

PIANO DEI CONTI


RACCORDO CON BILANCIO CEE

CODIFICA

1400
14000
14001
14002
14003
1401
14010
14011
14012
14013
14014
14015
14016
141
1410
1411
14110
14111
1412
1413
1414
1415
14150
1416
15
150
151
152
153
2
20
200
2000

MUTUI PASSIVI
MUTUI PASSIVI IPOTECARI
MUTUI PASSIVI NON GARANTITI
MUTUI PER FIDI
MUTUI ICCRI
DEBITI VERSO BANCHE
BANCA .......................
BANCA .......................
BANCA .......................
BANCA .......................
BANCA .......................
ACCETTAZIONI BANCARIE
......................................
DEBITI VERSO ALTRI FINANZIATORI
SOCI - VERSAMENTI A CAPITALE INFRUTTIFERO
SOCI C/ANTICIPAZIONI TEMPORANEE
FRUTTIFERE
INFRUTTIFERE
SOCI C/FINANZIAMENTI POSTERGATI ED INFRUTTIFERI
DEPOSITI E CAUZIONI RICEVUTE
PRESTITI A CONDIZIONI PARTICOLARI
VERSAMENTI A COPERTURA PERDITE
FISCALMENTE NON TASSATI
ALTRI PRESTITI
DEBITI COLLEGATI A PARTECIPAZIONI
DEBITI VERSO IMPRESE CONTROLLATE
DEBITI VERSO IMPRESE COLLEGATE
DEBITI VERSO IMPRESE CONTROLLANTI
DEBITI VERSO ALTRE IMPRESE
IMMOBILIZZAZIONI
IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI
COSTI D'IMPIANTO E DI AMPLIAMENTO
COSTI D'IMPIANTO E DI AMPLIAMENTO

Pagina 3

D3
D3
D3
D3
D3
D3
D3
D3
D3
D3
D3
D3
D3
D4
D4
D4
D2
D4
D4
D4
D4
D4
D4
D4
D
D8
D9
D10
D13
B
B1
BI1
BI1

PIANO DEI CONTI


RACCORDO CON BILANCIO CEE

CODIFICA

2008
201
2010
2011
2012
2018
202
2020
2021
2022
2028
203
2030
2039
204
2040
20400
20401
20402
20403
2049
20490
20491
20492
20493
205
2050
2051
2058
20580
20581
2059
21

FONDI AMMORTAMENTO COSTI DI IMPIANTO E DI AMPLIAMENTO


COSTI DI RICERCA - SVILUPPO E PUBBLICITA'
RICERCA
SVILUPPO
PUBBLICITA'
FONDI DI AMMORTAMENTO COSTI DI RICERCA - SVILUPPO E PUBBLICITA'
BREVETTI - MARCHI . DIRITTI UTILIZZO OPERE DELL'INGEGNO
BREVETTI INDUSTRIALI
UTILIZZAZIONE DELLE OPERE DELL'INGEGNO
PROGRAMMI SOFTWARE
FONDI DI AMMORTAMENTO
CAPITALIZZAZIONE COSTI VIVAIO
CAPITALIZZAZIONE COSTI VIVAIO
FONDO AMMORTAMENTO CAPITALIZZAZIONE COSTI VIVAIO
DIRITTI PLURIENNALI ALLE PRESTAZIONI CALCIATORI
DIRITTI PLURIENNALI ALLE PRESTAZIONI CALCIATORI
CALCIATORI PROFESSIONISTI NAZIONALI
CALCIATORI PROFESSIONISTI STRANIERI
CALCIATORI SETTORE GIOVANILE
CALCIATORI ALTRE CONDIZIONI
FONDO AMMORTAMENTO DIRITTI PLURIENNALI ALLE PRESTAZIONI CALCIATORI
FONDO AMMORTAMENTO CALCIATORI PROFESSIONISTI NAZIONALI
FONDO AMMORTAMENTO CALCIATORI PROFESSIONISTI STRANIERI
FONDO AMMORTAMENTO CALCIATORI SETTORE GIOVANILE
FONDO AMMORTAMENTO CALCIATORI ALTRE CONDIZIONI
ALTRE IMMOBILIZZAZIONI
COSTI PLURIENNALI SU BENI DI TERZI
ALTRI COSTI PLURIENNALI
FONDI AMMORTAMENTI ALTRE IMMOBILIZZAZIONI
FONDO AMMORTAMENTO COSTI PLURIENNALI SU BENI DI TERZI
FONDO AMMORTAMENTO ALTRI COSTI PLURIENNALI
FONDO SVALUTAZIONE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI
IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI

Pagina 4

(-)
BI2
BI2
BI2
BI2
(-)
BI3
BI3
BI3
BI3
(-)
BI7
BI7
(-)
BI8
BI8
BI8
BI8
BI8
BI8
(-)
(-)
(-)
(-)
(-)
BI9
BI9
BI9
(-)
(-)
(-)
(-)
BII

PIANO DEI CONTI


RACCORDO CON BILANCIO CEE

CODIFICA

210
2100
2101
2102
2108
2109
211
2110
2111
2112
2118
2119
212
2120
2121
2128
2129
213
2130
21300
21301
2131
2132
2133
2138
2139
214
2140
2141
2149
22
220
221

TERRENI E FABBRICATI
TERRENI
IMMOBILI CIVILI
IMMOBILI SPECIFICI
FONDI AMMORTAMENTO TERRENI E FABBRICATI
FONDI SVALUTAZIONE TERRENI E FABBRICATI
IMPIANTI E MACCHINARIO
IMPIANTI TECNICI SPECIFICI
IMPIANTI TECNICI GENERICI
MACCHINARIO
FONDI AMMORTAMENTO IMPIANTI E MACCHINARIO
FONDI SVALUTAZIONE IMPIANTI E MACCHINARIO
ATTREZZATURE DIVERSE
ATTREZZATURE DIVERSE
ATTREZZATURE
FONDI AMMORTAMENTO ATTREZZATURE
FONDI SVALUTAZIONE ATTREZZATURE
ALTRI BENI
AUTOMEZZI
AUTOVEICOLI DA TRASPORTO
AUTOVETTURE
MEZZI DI TRASPORTO INTERNI
MACCHINE UFFICIO ELETTRICHE ED ELETTRONICHE
MOBILI E ARREDI
FONDO AMMORTAMENTO ALTRI BENI
FONDO SVALUTAZIONE ALTRI BENI
IMMOBILIZZAZIONI IN CORSO E ACCONTI
IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI IN CORSO
ANTICIPI E ACCONTI SU ACQUISTO IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI
FONDI SVALUTAZIONE IMMOBILIZZAZIONI IN CORSO E ACCONTI
IMMOBILIZZAZIONI FINANZIARIE
PARTECIPAZIONI IN IMPRESE CONTROLLATE
PARTECIPAZIONI IN IMPRESE COLLEGATE

Pagina 5

BII1
BII1
BII1
BII1
(-)
(-)
BII2
BII2
BII2
BII2
(-)
(-)
BII3
BII3
BII3
(-)
(-)
BII4
BII4
BII4
BII4
BII4
BII4
BII4
(-)
(-)
BII5
BII5
BII5
(-)
BIII
BIII1A
BIII1B

PIANO DEI CONTI


RACCORDO CON BILANCIO CEE

CODIFICA

222
223
224
225
226
227
2270
2271
2272
2273
2279
228
2280
2281
2282
2289
3
30
300
3000
3001
3002
3003
3009
301
3010
3019
302
31
310
3100
3101
3102

PARTECIPAZIONI IN ALTRE IMPRESE


CREDITI VERSO IMPRESE CONTROLLATE
CREDITI VERSO IMPRESE COLLEGATE
CREDITI VERSO CONTROLLANTI
COMPARTECIPAZIONE EX ART. 102 BIS NOIF
CREDITI VERSO ALTRI
DEPOSITI CAUZIONALI SU CONTRATTI DI LOCAZIONE
ALTRI DEPOSITI CAUZIONALI
PRESTITI AL PERSONALE
ALTRI PRESTITI
FONDI SVALUTAZIONE CREDITI VERSO ALTRI
ALTRI TITOLI
TITOLI DI STATO D'INVESTIMENTO
ALTRI TITOLI D'INVESTIMENTO
AZIONI PROPRIE
FONDI SVALUTAZIONE ALTRI TITOLI
RIMANENZE
RIMANENZE INIZIALI
MATERIE DI CONSUMO
MATERIALI DI CONSUMO
COMBUSTIBILI
MATERIALI PER LA MANUTENZIONE E LA RIPARAZIONE
CANCELLERIA E STAMPATI
FONDI DI SVALUTAZIONE
PRODOTTI FINITI E MERCI
MERCI
FONDI SVALUTAZIONE
ACCONTI
RIMANENZE FINALI
MATERIE DI CONSUMO
MATERIALI DI CONSUMO
COMBUSTIBILI
MATERIALI PER LA MANUTENZIONE E RIPARAZIONE

Pagina 6

BIII1C
BIII2A
BIII2B
BIII2C
BIII2C
BIII2D
BIII2D
BIII2D
BIII2D
BIII2D
(-)
BIII3
BIII3
BIII3
BIII4
(-)
C
CI
CI1
CI1
CI1
CI1
CI1
(-)
CI4
CI4
(-)
CI5
CI
CI1
CI1
CI1
CI1

PIANO DEI CONTI


RACCORDO CON BILANCIO CEE

CODIFICA

3103
3109
311
3110
3119
4
40
400
4000
4001
40010
40011
4002
4003
4004
4006
4009
41
410
411
412
42
420
4200
4201
4202
42020
42021
42022
42023
42024
4203
42030

CANCELLERIA E STAMPATI
FONDI SVALUTAZIONE MATERIE DI CONSUMO
PRODOTTI FINITI E MERCI
MERCI
FONDI SVALUTAZIONE
CREDITI E DEBITI CORRENTI
CREDITI
CREDITI VERSO TERZI
DEBITORI ORDINARI
DEBITORI PER CONTRATTI O TRANSAZIONI STIPULATE
NAZIONALI
ESTERI
CREDITI CAMBIARI
CREDITI IN CONTENZIOSO
DEBITORI PER RICAVI O CORRISPETTIVI CONTRATTUALI DA FATTURARE
FONDO RISCHI CAMBI SU CREDITI
FONDO SVALUTAZIONE CREDITI
CREDITI VERSO SOCIETA' DI GRUPPO
CREDITI VERSO IMPRESE CONTROLLATE
CREDITI VERSO IMPRESE COLLEGATE
CREDITI VERSO CONTROLLANTI
CREDITI VERSO ALTRI
CREDITI VERSO ALTRI
FORNITORI - CONTI DEBITORI
PERSONALE - ANTICIPI E ACCONTI
ERARIO - CREDITI PER IMPOSTE DIRETTE A RIMBORSO
IRPEG A RIMBORSO
ILOR A RIMBORSO
IRPEG E ILOR VERSATE A NORMA ART. D.P.R. 29 SETTEMBRE 1973 N. 602
IVA A RIMBORSO
ERARIO - CREDITI PER INTERESSI
ERARIO - CREDITI PER IMPOSTE DA COMPUTARE NELLE DICHIARAZIONI SUCCESSIVE
IRPEG DA COMPUTARE IN DIMINUZIONE

Pagina 7

CI1
(-)
CI4
CI4
(-)
CII
CII
CII1
CII1
CII1
CII1
CII1
CII1
CII1
CII1
(-)
(-)
CII3
CII4
CII4
CII5
CII5
CII5
CII5
CII5
CII5
CII5
CII5
CII5
CII5
CII5
CII5
CII5

PIANO DEI CONTI


RACCORDO CON BILANCIO CEE

CODIFICA

42031
42032
4204
4205
422
4220
4221
43
430
4300
4301
431
44
440
4400
44000
44001
4401
4402
442
44200
443
44300
44301
45
450
4500
4501
45010
45011
45012
45013

ILOR DA COMPUTARE IN DIMINUZIONE


IVA DA COMPUTARE IN DIMINUZIONE
ERARIO - ALTRI CREDITI
ALTRI CREDITI
SOCI - VERSAMENTI DOVUTI
SOCI - CAPITALE SOTTOSCRITTO NON RICHIAMATO
SOCI - CAPITALE RICHIAMA E NON VERSATO
ALTRI VALORI ATTIVI
RATEI E RISCONTI ATTIVI
RATEI ATTIVI
RISCONTI ATTIVI
DISAGGIO SU PRESTITI
DEBITI COMMERCIALI
DEBITI VERSO FORNITORI
FORNITORI ORDINARI (PER ACQUISTO DI BENI O PRESTAZIONI
DI SERVIZI INERENTI ALLA ATTIVITA' SVOLTA
FORNITORI ORDINARI NAZIONALI
FORNITORI ORDINARI ESTERI
FORNITORI DI IMMOBILIZZAZIONI
FORNITORI - FATTURE NON PERVENUTE
ACCONTI
TERZI PER ANTICIPI E ACCONTI RICEVUTI
DEBITI RAPPRESENTATI DA TITOLI DI CREDITO
EFFETTI PASSIVI SU ACQUISTI DI BENI E PRESTAZIONI DI SERVIZI
EFFETTI PASSIVI SU ACQUISTO DI IMMOBILIZZAZIONI
ALTRI DEBITI
DEBITI TRIBUTARI
ERARIO - IMPOSTE E RITENUTE A TERZI
ERARIO - IMPOSTE SUL REDDITO
IRPEG DI COMPETENZA ESERCIZIO IN CORSO
ILOR DI COMPETENZA ESERCIZIO IN CORSO
IRPEG DI COMPETENZA ESERCIZI PRECEDENTI
ILOR DI COMPETENZA ESERCIZI PRECEDNTI

Pagina 8

CII5
CII5
CII5
CII5
CII5
CII5
CII5
D
D1
D1
D1
D2
D
D6
D6
D6
D6
D6
D6
D5
D5
D7
D7
D7
D
D11
D11
D11
D11
D11
D11
D11

PIANO DEI CONTI


RACCORDO CON BILANCIO CEE

CODIFICA

45014
4502
45020
45021
45022
45023
4503
4504
452
4520
4521
4522
45220
45221
454
4540
4541
4542
45420
45421
45422
45423
45424
45425
45426
45427
45428
45429
4543
45430
45431
45432
45433

ERARIO C/IMPOSTE - INTERESSI MATURATI E SANZIONI


ERARIO - IVA
IVA CONTO ERARIO
IVA - ACQUISTI
IVA VENDITE
IVA IN SOSPENSIONE
ERARIO - ALTRE IMPOSTE E RAPPORTI DIVERSI
ALTRI ENTI PUBBLICI - DEBITI TRIBUTARI
DEBITI VERSO ISTITUTI DI PREVIDENZA E DI SICUREZZA SOCIALE
ENPALS
INPS
ALTRI ORGANISMI SOCIALI DI PREVIDENZA
INAIL
INPDAI
ALTRI DEBITI
TERZI - CONTI CREDITORI
DEBITI VERSO PERSONALE
ALTRI DEBITI VERSO ENTI PUBBLICI/PRIVATI
DEBITI V/COMUNI
DEBITI VERSO ENTI PROPRIETARI IMMOBILI PER ESERCIZIO ATTIVITA' STADI
DEBITI VERSO SOCIETA' LEASING
DEBITI VERSO SOCIETA' FACTORING
DEBITI ALTRE ANTICIPAZIONI
DEBITI VERSO ASSOCIAZIONI DIVERSE
DEBITI PER COMPARTECIPAZIONE EX ART.102 BIS NOIF
DEBITI V/ESATTORIE
DEBITI VERSO ENTI TURISMO
DEBITI PER SPONSORIZZAZIONI
DEBITI/ENTI - SETTORE SPECIFICO
FIFA
UEFA
CONI
FIGC

Pagina 9

D11
D11
D11
D11
D11
D11
D11
D11
D12
D12
D12
D12
D12
D12
D13
D13
D13
D13
D13
D13
D13
D13
D13
D13
D14
D13
D13
D15
D16
D16
D16
D16
D16

PIANO DEI CONTI


RACCORDO CON BILANCIO CEE

CODIFICA

45434
45435
45436
45437
45438
4544
46
460
4600
4601
461
5
50
500
5000
50000
50001
50002
5001
5002
5003
501
5010
5011
502
5020
51
510
511
512
513
6
60

LEGA C/CAMPIONATI
LEGA C/TRASFERIMENTI
FIGC C/MUTUO EX BNL
SOCIETA' CALCISTICHE
SIAE
OBBLIGAZIONI CONTO INTERESSI
ALTRI VALORI PASSIVI
RATEI E RISCONTI PASSIVI
RATEI PASSIVI
RISCONTI PASSIVI
AGGIO SU PRESTITI
LIQUIDITA'
DISPONIBILITA' LIQUIDE
CONTI CORRENTI BANCARI E POSTALI
BANCHE C/C E C/C POSTALE
BANCHE C/C IN LIRE
BANCHE C/C IN VALUTA
C/C POSTALE
BANCHE C/INDISPONIBILI
BANCHEVALORI ALL'INCASSO
CORRISPONDENTI CONTO CORRENTE
ASSEGNI
ASSEGNI IN LIRE ITALIANE
ASSEGNI IN VALUTE ESTERE
DENARO E VALORI IN CASSA
CASSA PRINCIPALE
ATTIVITA' FINANZIARIE CHE NON COSTITUISCONO IMMOBILIZZAZIONI
PARTECIPAZIONI IN IMPRESE CONTROLLATE
PARTECIPAZIONI IN IMPRESE COLLEGATE
ALTRE IMPRESE
ALTRI TITOLI
CONTI ACCESI AI COSTI
COSTI PER SERVIZI E ACQUISTI

Pagina 10

D16
D16
D16
D16
D16
D13
E
E1
E1
E1
E2
CIV
CIV
CIV1
CIV1
CIV1
CIV1
CIV1
CIV1
CIV1
CIV1
CIV2
CIV2
CIV2
CIV3
CIV3
CIII
CIII1
CIII2
CIII3
CIII5
B
B

PIANO DEI CONTI


RACCORDO CON BILANCIO CEE

CODIFICA

600
6000
6001
6002
6003
6004
601
6010
60100
601000
601001
60101
6011
60110
601100
601101
60111
601110
601111
60112
601120
60113 601121
601122
60113
60114
60115
60116
60117
6012
60120
60121
60122
60123

COSTI PER MATERIE DI CONSUMO


ACQUISTO MATERIALE SPORTIVO
ACQUISTO MATERIALE INDUMENTI
ACQUISTO MATERIALE CONSUMO
ACQUISTO MATERIALE CANCELLERIA E STAMPATI
ACQUISTO MEDICINALI
COSTI PER SERVIZI
COSTI PER TESSERATI
COSTI PER TRASFERTE PER ALLENAMENTI
COSTI PRIMA SQUADRA
COSTI SQUADRE MINORI
COMPENSO GLOBALE ANNUO CALCIATORI SQUADRE MINORI
COSTI PER ATTIVITA' SPORTIVA
SPESE SANITARIE (ESCLUSI I MEDICI)
PRIMA SQUADRA
SQUADRE MINORI
ALLENAMENTI E RITIRI
PRIMA SQUADRA
SQUADRE MINORI
SPESE VARIE CALCIATORI E TECNICI
PRIMA SQUADRA
SQUADRE MINORI
TECNICI COMUNI ENTRAMBE CATEGORIE
COMPENSI SANITARI - MEDICI
COMPENSO MASSAGGIATORI
COMPENSI ALTRI LAVORATORI AUTONOMI
COSTI PER PENSIONATO
AFFITTO E SPESE MANUTENZIONE CAMPO
COSTI SPECIFICI TECNICI
SPESE SPECIFICHE PER PREPARAZIONE
OSSERVAZIONE PROVE CALCIATORI
COSTI SQUADRE SOVVENZIONATE
COSTI ACCESSORI CAMPAGNA TRASFERIMENTI

Pagina 11

B6
B6
B6
B6
B6
B6
B7
B7
B7
B7
B7
B7
B7
B7
B7
B7
B7
B7
B7
B7
B7
B7
B7
B7
B7
B7
B7
B7
B7
B7
B7
B7
B7

PIANO DEI CONTI


RACCORDO CON BILANCIO CEE

CODIFICA

6013
60130
601300
601301
60131
601310
601311
60132
60133
601330
601331
60134
601340
601341
6014
60140
601400
601401
60141
60142
601420
601421
60143
601430
601431
60144
601440
601441
60145
601450
601451
6015
60150

COSTI VITTO - ALLOGGIO - LOCOMOZIONE - GARE


GARE CAMPIONATO
PRIMA SQUADRA
SQUADRE MINORI
GARE COPPA ITALIA
PRIMA SQUADRA
SQUADRE MINORI
GARE COPPE INTERNAZIONALI
GARE TORNEI AMICHEVOLI
PRIMA SQUADRA
SQUADRE MINORI
ALTRE GARE ITALIA ED ESTERO
PRIMA SQUADRA
SQUADRE MINORI
SERVIZIO BIGLIETTI E CONTROLLO INGRESSI
GARE CAMPIONATO
PRIMA SQUADRA
SQUADRE MINORI
GARE COPPA ITALIA
GARE COPPE INTERNAZIONALI
PRIMA SQUADRA
SQUADRE MINORI
GARE AMICHEVOLI NAZIONALI
PRIMA SQUADRA
SQUADRE MINORI
GARE AMICHEVOLI INTERNAZIONALI
PRIMA SQUADRA
SQUADRE MINORI
TORNEI NAZIONALI ED INTERNAZIONALI
PRIMA SQUADRA
SQUADRE MINORI
SPESE VARIE ORGANIZZAZIONI GARE
GARE CAMPIONATO

Pagina 12

B7
B7
B7
B7
B7
B7
B7
B7
B7
B7
B7
B7
B7
B7
B7
B7
B7
B7
B7
B7
B7
B7
B7
B7
B7
B7
B7
B7
B7
B7
B7
B14A
B14A

PIANO DEI CONTI


RACCORDO CON BILANCIO CEE

CODIFICA

60151
60152

60153

60154

60155

6016
60160

60161
60162

60163

60164

60165

6017

601500 PRIMA SQUADRA


601501 SQUADRE MINORI
GARE COPPA ITALIA
GARE COPPE INTERNAZIONALI
601520 PRIMA SQUADRA
601521 SQUADRE MINORI
GARE AMICHEVOLI NAZIONALI
601530 PRIMA SQUADRA
601531 SQUADRE MINORI
GARE AMICHEVOLI INTERNAZIONALI
601540 PRIMA SQUADRA
601541 SQUADRE MINORI
TORNEI NAZIONALI ED INTERNAZIONALI
601550 PRIMA SQUADRA
601551 SQUADRE MINORI
SPESE PER UFFICIALI GARE
GARE CAMPIONATO
601600 PRIMA SQUADRA
601601 SQUADRE MINORI
GARE COPPA ITALIA
GARE COPPE INTERNAZIONALI
601620 PRIMA SQUADRA
601621 SQUADRE MINORI
GARE AMICHEVOLI NAZIONALI
601630 PRIMA SQUADRA
601631 SQUADRE MINORI
GARE AMICHEVOLI INTERNAZIONALI
601640 PRIMA SQUADRA
601641 SQUADRE MINORI
TORNEI NAZIONALI ED INTERNAZIONALI
601650 PRIMA SQUADRA
601651 SQUADRE MINORI
TASSE ISCRIZIONI GARE

Pagina 13

B14A
B14A
B14A
B14A
B14A
B14A
B14A
B14A
B14A
B14A
B14A
B14A
B14A
B14A
B14A
B14B
B14B
B14B
B14B
B14B
B14B
B14B
B14B
B14B
B14B
B14B
B14B
B14B
B14B
B14B
B14B
B14B
B14C

PIANO DEI CONTI


RACCORDO CON BILANCIO CEE

CODIFICA

60170

60171
60172

60173

60174

60175

6018
60180

60181

60182

6019
60190
60191
60192

GARE CAMPIONATO
601700 PRIMA SQUADRA
601701 SQUADRE MINORI
GARE COPPA ITALIA
GARE COPPE INTERNAZIONALI
601720 PRIMA SQUADRA
601721 SQUADRE MINORI
GARE AMICHEVOLI NAZIONALI
601730 PRIMA SQUADRA
601731 SQUADRE MINORI
GARE AMICHEVOLI INTERNAZIONALI
601740 PRIMA SQUADRA
601741 SQUADRE MINORI
TORNEI NAZIONALI ED INTERNAZIONALI
601750 PRIMA SQUADRA
601751 SQUADRE MINORI
ASSICURATIVE E PREVIDENZIALI
ASSICURAZIONE INFORTUNI
601800 ASSICURAZIONE PRIMA SQUADRA
601801 ASSICURAZIONE SQUADRE MINORI
ASSICURAZIONE PATRIMONIO CALCIATORI
601810 ASSICURAZIONE PATRIMONIO PRIMA SQUADRA
601811 ASSICURAZIONE PATRIMONIO SQUADRE MINORI
ALTRE ASSICURAZIONI
601820 ASSICURAZIONE FURTI
601821 ASICURAZIONE INCENDI
601822 ASSICURAZIONI RESPONSABILITA' CIVILE
601823 ASSICURAZIONI AUTOMEZZI SOCIALI
601824 ASSICURAZIONI ALTRI RISCHI
AMMINISTRATIVE - PUBBLICTARIE E GENERALI
CANCELLERIA E STAMPATI
POSTELEGRAFICHE
SPESE PER LOCALI - SERVIZI

Pagina 14

B14C
B14C
B14C
B14C
B14C
B14C
B14C
B14C
B14C
B14C
B14C
B14C
B14C
B14C
B14C
B14C
B7
B7
B7
B7
B7
B7
B7
B7
B7
B7
B7
B7
B7
B
B6
B7
B7

PIANO DEI CONTI


RACCORDO CON BILANCIO CEE

CODIFICA

601920
601921
601922
601923
60193
60194
60195
601950
601951
601952
601953
60196
601960
601961
601962
60197
601970
601971
601972
601973
601974
601975
601976
601977
601978
60198
60199
602
6020
6021
6022
6023
603

AFFITTI PASSIVI
CANONI LUCE
CANONI DIVERSI
RISCALDAMENTO
CANONI FINANZIARI
PUBBLICAZIONI - ABBONAMENTI
COMPENSI A TERZI
COMPENSI AMMINISTRATORI
COMEPENSI COLLEGIO SINDACALE
COMPENSI CONSULENTI ESTERNI
COMPENSI ALTRI LAVORATORI AUTONOMI
ONERI STRAORDINARI
FIGC
LEGA CALCIO
ALTRI ENTI
PUBBLICITA' E PROPAGANDA
SPESE DI RAPPRESENTANZA
TELEVISIONE
PERIODICI - QUOTIDIANI
CARTELLONISTICA
MANIFESTAZIONI ESTERNE
TRASFERTE - VIAGGI
PROMOZIONALI
OMAGGI E REGALIE
ALTRE NON CLASSIFICATE
MANUTENZIONI E RIPARAZIONI
DIVERSE
COSTI PER SERVIZI DI GODIMENTO DI BENI DI TERZI
LOCAZIONI OPERATIVE
LOCAZIONI FINANZIARIE IMMOBILIARE
LOCAZIONI FINANZIARIE MOBILIARI
LOCAZIONI FINANZIARIE PER ALTRI TITOLI
VARIAZIONI DELLE RIMANENZE DEI BENI DI CONSUMO

Pagina 15

B8
B7
B7
B7
B7
B14D
B7
B7
B7
B7
B7
E21C
E21C
E21C
E21C
B7
B14D
B7
B14D
B7
B7
B7
B7
B14D
B7
B7
B7
B8
B8
B8
B8
B8
B11

PIANO DEI CONTI


RACCORDO CON BILANCIO CEE

CODIFICA

6030
6034
61
610
6100
61000
610001
610002
61001
610010
610011
61002
610020
610021
61003
610030
610031
61004
610040
610041
610042
6101
61010
61011
61012
61013
61014
611
6110
61100
61101
6111
61110

RIMANENZE INIZIALI
RIMANENZE FINALI
COSTI PER IL PERSONALE
SALARI E STIPENDI
SALARI E STIPENDI PER TESSERATI
COMPENSO CONTRATTUALE TITOLARI E RISERVE
TESSERATI PRIMA SQUADRA
TESSERATI SQUADRE MINORI
PREMI INDIVIDUALI CONTRATTUALI
TESSERATI PRIMA SQUADRA
TESSERATI SQUADRE MINORI
PREMI COLLETTIVI RENDIMENTO
TESSERATI PRIMA SQUADRA
TESSERATI SQUADRE MINORI
PREMI EXTRA CAMPIONATO
TESSERATI PRIMA SQUADRA
TESSERATI SQUADRE MINORI
COMPENSI E PREMI ALLENATORI, ISTRUTTORI E TECNICI
CORRISPETTIVI PER PRIMA SQUADRA
CORRISPETTIVI PER SQUADRE MINORI
CORRISPETTIVI COMUNI
ALTRI SALARI
TECNICI E OSSERVATORI
PERSONALE SANITARIO - MASSAGGIATORI
PERSONALE DIRETTIVO
ALTRI STIPENDIATI
ALTRI SALARIATI
ONERI SOCIALI
ENPALS
PRIMA SQUADRA
SQUADRE MINORI
INPS
CALCIATORI PRIMA SQUADRA

Pagina 16

B11
B11
B9
B9A
B9A
B9A
B9A
B9A
B9A
B9A
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B9A
B9A
B9A
B9B
B9B
B9B
B9B
B9B
B9B

PIANO DEI CONTI


RACCORDO CON BILANCIO CEE

CODIFICA

61111
61112
61113
61114
6112
6113
612
6120
61200
61201
6121
6122
6123
6124
6125
613
6130
6131
614
6140
61401
61402
61403
61404
61405
61406
61407
61408
62
620
6200
62000
62001

CALCIATORI SQUADRE MINORI


ALLENATORI E TECNICI
SANITARI
ALTRI DIPENDENTI
INAIL
INPDAI
TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO
ACCANTONAMENTO AL FONDO FINE CARRIERA CALCIATORI E ALLENATORI
PRIMA SQUADRA
SQUADRE MINORI
ACCANTONAMENTI TFR TECNICI E OSSERVATORI
ACCANTONAMENTI TFR PERSONALE SANITARI E MASSAGGIATORI
ACCANTONAMENTI TFR PERSONALE DIRETTIVO
ACCANTONAMENTI TFR ALTRI STIPENDIATI
ACCANTONAMENTI TFR ALTRI SALARIATI
TRATTAMENTO DI QUIESCENZA E SIMILI
TRATTAMENTO DI QUIESCENZA
ALTRI TRATTAMENTI A FAVORE DEL PERSONALE
ALTRI COSTI
ONERI DIVERSI DEL PERSONALE
CALCIATORI
ALLENATORI
OSSERVATORI E TECNICI
PERSONALE SANITARI E MASSAGGIATORI
PERSONALE DIRIGENTE
ALTRI STIPENDIATI
ALTRI SALARIATI
ONERI STRAORDINARI DIVERSI
AMMORTAMENTO E DEPERIMENTI
AMMORTAMENTO DELLE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI
AMMORTAMENTO COSTO DIRITTO PLURIENNALE PRESTAZIONI CALCIATORI
PRIMA SQUADRA
SQUADRE MINORI

Pagina 17

B9B
B9B
B9B
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B9C
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B9E
B9E
B9E
B9E
B9E
B9E
B10
B10A
B10A
B10A
B10A

PIANO DEI CONTI


RACCORDO CON BILANCIO CEE

CODIFICA

6201
6202
6203
621
6210
6211
6212
6213
62130
62131
6214
6215
6216
6217
6218
622
6220
62200
62201
6221
62210
62211
623
6230
6231
6232
6233
63
630
6300
6301
6302
6303

AMMORTAMENTO COSTI DEL VI VAIO


AMMORTAMENTO COSTI DI IMPIANTO
AMMORTAMENTO COSTI SVILUPPO - PUBBLICITA'
AMMORTAMENTO DELLE IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI
AMMORTAMENTO IMMOBILI
AMMORTAMENTO IMPIANTI
AMMORTAMENTO MACCHINARI
AMMORTAMENTO ATTREZZATURE
AMMORTAMENTO ATTREZZATURE SPORTIVE
AMMORTAMENTO ATTREZZATURE D'UFFICIO
AMMORTAMENTO MOBILIO
AMMORTAMENTO ATTREZZATURE ELETTROMECCANICHE
AMMORTAMENTO ATTREZZATURE ELETTRONICHE
AMMORTAMENTO ALTRI BENI SOCIALI
AMMORTAMENTO AUTOMEZZI
ALTRE SVALUTAZIONI DELLE IMMOBILIZZAZIONI
SVALUTAZIONE BENI IMMATERIALI
SVALUTAZIONE DIRITTI PLURIENNALI ALLE PRESTAZIONI CALCIATORI
SVALUTAZIONE ALTRI BENI IMMATERIALI
SVALUTAZIONE BENI MATERIALI
SVALUTAZIONE IMMOBILI
SVALUTAZIONE ALTRI CESPITI
SVALUT. CREDITI COMPRESI NELL'ATT. CIRCOLANTE E NELLE DISP.
SVALUTAZIONE CREDITI NELL'ATTIVO CIRCOLANTE
SVALUTAZIONE CREDITI PER INTERESSI DI MORA
SVALUTAZIONE DISPONIBILITA' LIQUIDE
ALTRE SVALUTAZIONI
ALTRI COSTI DI PRODUZIONE E DI ESERCIZIO
ACCANTONAMENTI PER RISCHI
LITI IN CORSO
PERDITE CONTRATTUALI
RISCHI PER PENALITA'
RISCHI SU CAMBI

Pagina 18

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B10B
B10B
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B10D
B10D
B10D
B10D
B12
B12
B12
B12
B12
B12

PIANO DEI CONTI


RACCORDO CON BILANCIO CEE

CODIFICA

6304
631
632
6320
63200
63201
63202
63203
6321
63210
63211
63212
63213
6322
6323
6324
63240
63241
63242
632420
632421
632422
63243
632430
632431
632432
632433
632434
632435
632436
632437
53224
632440

ALTRI RISCHI
ALTRI ACCANTONAMENTI
ONERI DIVERSI DI GESTIONE
ONERI TRIBUTARI INDIRETTI DELL'ESERCIZIO
IVA NON RECUPERABILE
IMPOSTA DI REGISTRO E BOLLO
TASSE CONCESSIONI GOVERNATIVE
IMPOSTE COMUNALI
SOPRAVVENIENZE PASSIVE
PERDITE SU CREDITI
INSUSSISTENZE DELL'ATTIVO
ONERI PRECEDENTI ESERCIZI
ALTRE
PERDITE SU CAMBI
PERDITE VARIE D'ESERCIZIO
PERCENTUALI - AMMENDE - TASSE DIVERSE
PERCENTUALE COMUNE/ENTE PUBBLICO PER AFFITTO
PERCENTUALE FONDO LEGA
PERCENTUALE SQUADRE OSPITI
PROFESSIONISTICO NAZIONALI
PROFESSIONISTICO ESTERI
SQUADRE MINORI
AMMENDE - MULTE GARE
CAMPIONATO
COPPA ITALIA
COPPE INTERNAZIONALI
GARE SQUADRE MINORI
AMICHEVOLI
ALTRE MULTE SOCIETARIE
TASSE RICORSI
ALTRI ONERI LEGA/FIGC
IMPOSTE E TASSE SUGLI INCASSI
CAMPIONATO

Pagina 19

B12
B13
B14D
B14D
B14D
B14D
B14D
B14D
B14D
B14D
B14D
B14D
B14D
B14D
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B14D
B14D
B14D
B14D
B14D
B14D
B14D
B14D
B14D
B14D
B14D
B14D
B14D
B14D
B14D
B14D
B14D
B14D

PIANO DEI CONTI


RACCORDO CON BILANCIO CEE

CODIFICA

632441
632442
632443
632444
632445
632446
64
640
641
642
643
6430
64300
64301
64302
64303
64304
644
65
650
651
652
66
660
6600
6601
6602
6603
6604
6605
661
6610

COPPA ITALIA
COPPE INTERNAZIONALI
AMICHEVOLI
SQUADRE MINORI
STRAORDINARIE
DIVERSE
INTERESSI ED ALTRI ONERI FINANZIARI
INTERESSI E ONERI FINANZIARI VERSO IMPRESE CONTROLLATE
INTERESSI E ONERI FINANZIARI VERSO IMPRESE COLLEGATE
INTERESSI E ONERI FINANZIARI VERSO CONTROLLANTI
INTERESSI E ONERI FINANZIARI VERSO TERZI
INTERESSI PASSIVI
INTERESSI PASSIVI VERSO BANCHE
INTERESSI PASSIVI C/C DI CORRISPONDENZA
INTERESSI PASSIVI VERSO SOCI
INTERESSI PASSIVI VERSO OBBLIGAZIONISTI
INTERESSI PASSIVI VERSO ALTRI
ONERI DI COMPARTECIPAZIONI EX ART. 102 BIS NOIF
RETTIFICHE DI VALORE DI ATTIVITA' FINANZIARIE
SVALUTAZIONI DI PARTECIPAZIONI
SVALUTAZIONI FINANZIARIE CHE NON COSTITUISCONO PARTECIPAZIONI
SVALUTAZIONI DI TITOLI ISCRITTI NELL'ATTIVO CIRCOLANTE
CHE NON COSTITUISCONO PARTECIPAZIONI
ONERI STRAORDINARI
MINUSVALENZE DA ALIENAZIONI
PERDITE SU ALIENAZIONI BENI IMMATERIALI
MINUSVALENZE DA ALIENAZIONI IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI
MINUSVALENZE DA ALIENAZIONI PARTECIPAZIONI
MINUSVALENZE DA ALIENAZIONI TITOLI
MINUSVALENZE DA CESSIONE DIRITTI PLURIENNALI PRESTAZIONI CALCIATORI
ALTRE MINUSVALENZE DA ALIENAZIONI
IMPOSTE RELATIVE AD ESERCIZI PRECEDENTI
ONERI TRIBUTARI DIRETTI ESERCIZI PRECEDENTI

Pagina 20

B14D
B14D
B14D
B14D
B14D
B14D
C17
C17A
C17B
C17C
C17D
C17D
C17D
C17D
C17D
C17D
C17D
C17D
D19
D19A
D19B
D19C
E21
E21A
E21A
E21A
E21A
E21A
E21A
E21A
E21B
E21B

PIANO DEI CONTI


RACCORDO CON BILANCIO CEE

CODIFICA

6611
662
6620
6621
67
670
6700
6701
67010
67019
671
6710
6711
67110
672
6720
6721
7
70
700
7000
70000
700000
700001
70001
700010
700011
70002
70003
700020
700021
70004
70005

ONERI TRIBUTARI INDIRETTI ESERCIZI PRECEDENTI


ALTRI ONERI STRAORDINARI
SOPRAVVENINZE PASSIVE NON COMPUTABILI AL N.14 DEL CONTO ECONOMICO (ART.2425 C.C.)
ALTRI ONERI STRAORDINARI
OPERAZIONI RELATIVE AL REDDITO IMPONIBILE
IMPOSTE SUL REDDITO DELL'ESERCIZIO
ONERI TRIBUTARI DIRETTI D'ESERCIZIO
ONERI TRIBUTARI DIFFERITI
IMPOSTE DIRETTE
RETTIFICHE PER IMPOSTE ANTICIPATE
RETTIFICHE VALORE OPERATE ESCLUSIVAMENTE IN APPLICAZIONE DI NORME TRIBUTARIE
AMMORTAMENTI ANTICIPATI
SVALUTAZIONI FISCALI
ALTRE SVALUTAZIONI
ACCANTONAMENTI OPERATI ESCLUSIVAMENTE IN APPLICAZIONE ALLE NORME TRIBUTARIE
ACCANTONAMENTO AL FONDO PLUSVALENZE DA REINVESTIRE
ALTRI ACCANTONAMENTI
CONTI ACCESI AI RICAVI
VALORE DELLA PRODUZIONE
RICAVI DELLE PRESTAZIONI
RICAVI DI GARE
GARE CAMPIONATO PARTITE IN CASA
PRIMA SQUADRA
SQUADRE MINORI
GARE DI CAMPIONATO - PARTITE FUORI CASA
PRIMA SQUADRA
SQUADRE MINORI
ABBONAMENTI
GARE COPPA ITALIA
PARTITE IN CASA
PARTITE FUORI CASA
GARE COPPE INTERNAZIONALI
GARE PARTITE AMICHEVOLI

Pagina 21

E21B
E21C
E21C
E21C
22
22
22
22
22
24
24
24
24
25
25
25
A
A
A1
A1
A1
A1
A1
A1
A1
A1
A1
A1
A1
A1
A1
A1

PIANO DEI CONTI


RACCORDO CON BILANCIO CEE

CODIFICA

70006
7001
70010
70011

701
7010
7011
702
7020
7021
7022
70220
70221
70222
70223
70224
7023
7024
7025
703
7030
70300
70301
70302
7031
70310
70311
70312
7032

700050 PRIMA SQUADRA


700051 SQUADRE MINORI
ALTRI INCASSI PER GARE
RICAVI CESSIONE TEMPORANEA CALCIATORI
CALCIATORI PRIMA SQUADRA E RISERVE
CALCIATORI SQUADRE MINORI
700110 AD ALTRE PROFESSIONISTICHE
700111 AD ALTRE SQUADRE MINORI
INCREMENTO DI IMMOBILIZZAZIONI PER LAVORI INTERNI E CAPITALIZZAZIONE VIVAIO
CAPITALIZZAZIONE COSTI VIVAIO
INCREMENTI IMMOBILIZZAZIONI LAVORI INTERNI
CONTRIBUTI IN CONTO ESERCIZIO
CONTRIBUTI DA LEGHE
CONTRIBUTI STRAORDINARI DA ENTI FEDERALI
CONTRIBUTI DA ENTI
ENTI STATALI
ENTI REGIONALI
ENTI PROVINCIALI
ENTI COMUNALI
ALTRI ENTI PUBBLICI
CONTRIBUTI PARTICOLARI
FISCALIZZAZIONE ONERI SOCIALI
ALTRI CONTRIBUTI IN CONTO ESERCIZIO
ALTRI RICAVI E PROVENTI
RICAVI PER ALIENAZIONI
RICAVI VENDITE MATERIALE VARIO
RICAVI VENDITE ATTREZZATURE
RICAVI VENDITE ALTRI PRODOTTI NON CLASSIFICATI ALTROVE
PROVENTI PATRIMONIALI
CANONI DI LOCAZIONE PROPRIETA' IMMOBILIARI
CANONI DI LOCAZIONE ALTRI CESPITI
CANONI LOCAZIONE ALTRI BENI SOCIALI
CANONI PER BREVETTI - MARCHI - LICENZE E DIRITTI SIMILARI

Pagina 22

A1
A1
A1
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A4
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A5B
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A5B
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A
A5E
A5E
A5E
A5E
A5E
A5E
A5E
A5E
A5E

PIANO DEI CONTI


RACCORDO CON BILANCIO CEE

CODIFICA

7033
7034
70340
70341
70342
70343
70344
70345
70346
70347
7035
70350
70351
70352
70353
70354
7036
7037
71
710
711
712
72
720
721
722
723
7230
72300
72301
72302
72303
72304

SCONTI ED ABBUONI ATTIVI


PROVENTI NON CLASSIFICABILI ALTROVE
RIMBORSO SPESE AMMINISTRATIVE
RIMBORSO SPESE PROPAGANDA
INDENNIZZI SINISTRI
RIMBORSI DANNI
PROVENTI DA ENTI ASSICURATIVI
PROVENTI DA ENTI FEDERALI NON CLASSIFICABILI ALTROVE
SOPRAVVENIENZE ATTIVE
INSUSSISTENZA PASSIVITA' DI PRECEDENTI ESERCIZI
SPONSORIZZAZIONI E PROVENTI VARI
SPONSOR UFFICIALE
ALTRE SPONSORIZZAZIONI
PROVENTI TELEVISIVI
DIRITTI D'IMMAGINE
DIRITTI STAMPA
INDENNITA' PREPARAZIONE E PROMOZIONE CALCIATORI
SOPRAVVENIENZE ATTIVE
PROVENTI DA PARTECIPAZIONI
PROVENTI DA PARTECIPAZIONI IN IMPRESE CONTROLLATE
PROVENTI DA PARTECIPAZIONI IN IMPRESE COLLEGATE
PROVENTI DA PARTECIPAZIONI IN ALTRE IMPRESE
ALTRI PROVENTI FINANZIARI
PROVENTI DA CREDITI ISCRITTI NELLE IMMOBILIZZAZIONI
PROVENTI DA TITOLI ISCRITTI NELLE IMMOBILIZZAZIONI CHE NON COSTITUISCONO PARTECIPAZION
PROVENTI DA TITOLI ISCRITTI NELL'ATTIVO CIRCOLANTE CHE NON COSTITUISCONO PARTECIPAZIO
PROVENTI DIVERSI DAI PRECEDENTI
PROVENTI DIVERSI DAI PRECEDENTI
INTERESSI ATTIVI SU C/C DEPOSITI BANCARI
INTERESSI ATTIVI SU C/C POSTALE
INTERESSI ATTIVI SU C/C DI CORRISPONDENZA
INTERESSI ATTIVI SU CREDITI VERSO CLIENTI
INTERESSI ATTIVI DI MORA SU CREDITI INESIGIBILI

Pagina 23

A5E
A5E
A5E
A5E
A5E
A5E
A5E
A5E
A5E
A5E
A5D
A5D
A5D
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A5D
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A5C
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C15
C15A
C15B
C15C
C16
C16A
C16B
C16C
C16D
C16D
C16D
C16D
C16D
C16D
C16D

PIANO DEI CONTI


RACCORDO CON BILANCIO CEE

CODIFICA

72305
72306
72307
72308
73
730
731
732
74
740
7400
7401
741
7410
7411
75
750
751
8
80
81
82
9
90
91
92
93
94
95
950
951
952

INTERESSI ATTIVI SU CREDITI VERSO SOCI


INTERESSI ATTIVI SU ALTRI CREDITI
ALTRI PROVENTI
PROVENTI DA COMPARTECIPAZIONI EX ART.102 BIS NOIF
RETTIFICHE DI VALORE DI ATTIVITA'
RIVALUTAZIONE DI PARTECIPAZIONI
RIVALUTAZIONI DI IMMOBILIZZAZIONI FINANZIARIE CHE NON COSTITUISCONO PARTECIPAZIONI
RIVALUTAZIONI DA TITOLI ISCRITTI NELL'ATTIVO CIRCOLANTE
CHE NON COSTITUISCONO PARTECIPAZIONI
PROVENTI STRAORDINARI
PLUSVALENZE DA ALIENAZIONI
PLUSVALENZE DIVERSE
PLUSVALENZE DA CESSIONE DIRITTI PLURIENNALI PRESTAZIONI CALCIATORI
PROVENTI STRAORDINARI
SOPRAVVENIENZE ATTIVE NON COMPUTABILI FRA "ALTRI RICAVI E PROVENTI"
ALTRI PROVENTI STRAORDINARI
UTILIZZO DI FONDI
UTILIZZO DEL FONDO SVALUTAZIONE CREDITI
UTILIZZO DEL FONDO TFR
CONTI DI RISULTATO
CONTO ECONOMICO DI ESERCIZIO
STATO PATRIMONIALE DI APERTURA
STATO PATRIMONIALE DI CHIUSURA
CONTI D'ORDINE
CAUZIONI DI AMMINISTRATORI
BENI DELLA SOCIETA' PRESSO TERZI
BENI DI TERZI PRESSO LA SOCIETA'
IMPEGNI PER BENI DA RICEVERE
IMPEGNI PER BENI DA CONSEGNARE
RISCHI PER GARANZIE PRESTARE A TERZI
FIDEJUSSIONI
AVALLI
ALTRE GARANZIE PERSONALI

Pagina 24

C16D
C16D
C16D
C16D
D18
D18A
D18B
D18C
E20
E20A
E20A
E20A
E20B
E20B
E20B
A5E
A5E
A5E
26

PIANO DEI CONTI


RACCORDO CON BILANCIO CEE

CODIFICA

953
96
960
961
962
963
97
970
971
972
973
98
980
980

GARANZIE REALI
GARANZIE PRESTATE DA TERZI
FIDEJUSSIONI
AVALLI
ALTRE GARANZIE PERSONALI
GARANZIE REALI
OPZIONI PER DIRITTI PRESTAZIONI
OPZIONE A TERZI CESSIONE DIRITTI PRESTAZIONI CALCIATORI
TERZI C/OPZIONI CESSIONE DIRITTI PRESTAZIONI CALCIATORI
OPZIONI DA TERZI ACQUISTI DIRITTI PRESTAZIONI CALCIATORI
TERZI C/OPZIONI ACQUISTI PRESTAZIONI CALCIATORI
CANONI LEASING
CANONI DI LEASING DA SCADERE
TERZI PER CANONI DI LEASING A SCADERE

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LEGGE 23 MARZO 1981, n. 91

LEGGE 23 MARZO 1981, n. 91

NUOVO TESTO

VECCHIO TESTO

CAPO I

CAPO I

SPORT PROFESSIONISTICO

SPORT PROFESSIONISTICO

Art. 1

Art. 1

Attivit sportiva

Attivit sportiva

Lesercizio della attivit sportiva, sia essa svolta in


forma individuale o collettiva, sia in forma professionistica o dilettantistica, libero.

Lesercizio della attivit sportiva, sia essa svolta in


forma individuale o collettiva, sia in forma professionistica o dilettantistica, libero.

Art. 2

Art. 2

Professionismo sportivo

Professionismo sportivo

Ai fini dellapplicazione della presente legge, sono


sportivi professionisti gli atleti, gli allenatori, i direttori tecnico-sportivi ed i preparatori atletici, che esercitano lattivit sportiva a titolo oneroso con carattere
di continuit nellambito delle discipline regolamentate dal CONI e che conseguono la qualificazione
dalle federazioni sportive nazionali, secondo le
norme emanate dalle federazioni stesse, con losservanza delle direttive stabilite dal CONI per la distinzione dellattivit dilettantistica da quella professionistica.

Ai fini dellapplicazione della presente legge, sono


sportivi professionisti gli atleti, gli allenatori, i direttori tecnico-sportivi ed i preparatori atletici, che esercitano lattivit sportiva a titolo oneroso con carattere
di continuit nellambito delle discipline regolamentate dal CONI e che conseguono la qualificazione
dalle federazioni sportive nazionali, secondo le
norme emanate dalle federazioni stesse, con losservanza delle direttive stabilite dal CONI per la distinzione dellattivit dilettantistica da quella professionistica.

Art. 3

Art. 3

Prestazione sportiva dellatleta

Prestazione sportiva dellatleta

La prestazione a titolo oneroso dellatleta costituisce oggetto di contratto di lavoro subordinato, regolato dalle norme contenute nella presente legge.
Essa costituisce, tuttavia, oggetto di contratto di
lavoro autonomo quando ricorra almeno uno dei
seguenti requisiti:
a) lattivit sia svolta nellambito di una singola
manifestazione sportiva o di pi manifestazioni tra
loro collegate in un breve periodo di tempo;
b) latleta non sia contrattualmente vincolato per
ci che riguarda la frequenza a sedute di preparazione od allenamento;
c) la prestazione che oggetto del contratto, pur
avendo carattere continuativo, non superi otto ore
settimanali oppure cinque giorni ogni mese ovvero
trenta giorni ogni anno.

La prestazione a titolo oneroso dellatleta costituisce oggetto di contratto di lavoro subordinato, regolato dalle norme contenute nella presente legge.
Essa costituisce, tuttavia, oggetto di contratto di
lavoro autonomo quando ricorra almeno uno dei
seguenti requisiti:
a) lattivit sia svolta nellambito di una singola
manifestazione sportiva o di pi manifestazioni tra
loro collegate in un breve periodo di tempo;
b) latleta non sia contrattualmente vincolato per
ci che riguarda la frequenza a sedute di preparazione od allenamento;
c) la prestazione che oggetto del contratto, pur
avendo carattere continuativo, non superi otto ore
settimanali oppure cinque giorni ogni mese ovvero
trenta giorni ogni anno.

Art. 4

Art. 4

Disciplina del lavoro subordinato sportivo

Disciplina del lavoro subordinato sportivo

Il rapporto di prestazione sportiva a titolo oneroso si


costituisce mediante assunzione diretta e con la stipulazione di un contratto in forma scritta, a pena di nullit,
tra lo sportivo e la societ destinataria delle prestazioni
sportive, secondo il contratto tipo predisposto, conformemente allaccordo stipulato, ogni tre anni dalla federazione sportiva nazionale e dei rappresentanti delle
categorie interessate.
La societ ha lobbligo di depositare il contratto presso
la federazione sportiva nazionale per lapprovazione.

Il rapporto di prestazione sportiva a titolo oneroso si


costituisce mediante assunzione diretta e con la stipulazione di un contratto in forma scritta, a pena di nullit,
tra lo sportivo e la societ destinataria delle prestazioni
sportive, secondo il contratto tipo predisposto, conformemente allaccordo stipulato, ogni tre anni dalla federazione sportiva nazionale e dei rappresentanti delle
categorie interessate.
La societ ha lobbligo di depositare il contratto presso
la federazione sportiva nazionale per lapprovazione.

201

Le eventuali clausole contenenti deroghe peggiorative sono sostituite di diritto da quelle del contratto
tipo.
Nel contratto individuale dovr essere prevista la
clausola contenete lobbligo dello sportivo al rispetto
delle istruzioni tecniche e delle prescrizioni impartite
per il conseguimento degli scopi agonistici.
Nello stesso contratto potr essere prevista una
clausola compromissoria con la quale le controversie
concernenti lattuazione del contratto e insorte fra la
societ sportiva e lo sportivo sono deferite ad un collegio arbitrale. La stessa clausola dovr contenere la
nomina degli arbitri oppure stabilire il numero degli
arbitri e il modo di nominarli.
Il contratto non pu contenere clausole di non concorrenza o, comunque, limitative della libert professionale dello sportivo per il periodo successivo alla
risoluzione del contratto stesso ne pu essere integrato, durante lo svolgimento del rapporto, con tali pattuizioni.
Le federazioni sportiva nazionali possono prevedere la costituzione di un fondo gestito da rappresentanti delle societ e degli sportivi per la corresponsione della indennit di anzianit al termine dellattivit
sportiva a norma dellarticolo 2123 del codice civile.
Ai contratti di cui al presente articolo non si applicano comunque le norme contenute negli articoli 4,
5, 13, 18, 33, 34, della legge 20 maggio 1970, n.300,
e negli articoli 1, 2, 3, 5, 6, 7, 8, della legge 15 luglio
1966, n.604.
Ai contratti di lavoro a termine non si applicano la
norme della legge 18 aprile 1962, n.230.
Larticolo 7 della legge 20 maggio 1970, n.300 non
si applica alle sanzioni disciplinari irrogate dalle
federazioni sportive nazionali.

Le eventuali clausole contenenti deroghe peggiorative sono sostituite di diritto da quelle del contratto
tipo.
Nel contratto individuale dovr essere prevista la
clausola contenete lobbligo dello sportivo al rispetto
delle istruzioni tecniche e delle prescrizioni impartite
per il conseguimento degli scopi agonistici.
Nello stesso contratto potr essere prevista una
clausola compromissoria con la quale le controversie
concernenti lattuazione del contratto e insorte fra la
societ sportiva e lo sportivo sono deferite ad un collegio arbitrale. La stassa clausola dovr contenere la
nomina degli arbitri oppure stabilire il numero degli
arbitri e il modo di nominarli.
Il contratto non pu contenere clausole di non concorrenza o, comunque, limitative della libert professionale dello sportivo per il periodo successivo alla
risoluzione del contratto stesso n pu essere integrato, durante lo svolgimento del rapporto, con tali pattuizioni.
Le federazioni sportiva nazionali possono prevedere la costituzione di un fondo gestito da rappresentanti delle societ e degli sportivi per la corresponsione della indennit di anzianit al termine dellattivit
sportiva a norma dellarticolo 2123 del codice civile.
Ai contratti di cui al presente articolo non si applicano comunque le norme contenute negli articoli 4,
5, 13, 18, 33, 34, della legge 20 maggio 1970, n.300,
e negli articoli 1, 2, 3, 5, 6, 7, 8, della legge 15 luglio
1966, n.604.
Ai contratti di lavoro a termine non si applicano la
norme della legge 18 aprile 1962, n.230.
Larticolo 7 della legge 20 maggio 1970, n.300 non
si applica alle sanzioni disciplinari irrogate dalle
federazioni sportive nazionali.

Art.5

Art.5

Cessione del contratto

Cessione del contratto

Il contratto di cui allarticolo precedente pu contenere lapposizione di un termine risolutivo, non


superiore a cinque anni dalla data di inizio del rapporto. E ammessa la successione di contratto a termine fra gli stessi soggetti.
E ammessa la cessione del contratto, prima della
scadenza, da una societ sportiva ad unaltra, purch
vi consenta laltra parte e siano osservate le modalit
fissate dalle federazioni sportive nazionali.

Il contratto di cui allarticolo precedente pu contenere lapposizione di un termine risolutivo, non


superiore a cinque anni dalla data di inizio del rapporto. E ammessa la successione di contratto a termine fra gli stessi soggetti.
E ammessa la cessione del contratto, prima della
scadenza, da una societ sportiva ad unaltra, purch
vi consenta laltra parte e siano osservate le modalit
fissate dalle federazioni sportive nazionali.

Art.6

Art.6

Premio di addestramento e formazione tecnica

Indennit di preparazione e promozione

1. Nel caso di primo contratto deve essere stabilito


dalle federazioni sportive nazionali un premio di
addestramento e formazione tecnica in favore della
societ od associazione sportiva presso la quale latleta ha svolto la sua ultima attivit dilettantistica o
giovanile.
2. Alla societ od alla associazione sportiva che, in
virt di tesseramento dilettantistico o giovanile, ha
provveduto alladdestramento e formazione tecnica
dellatleta, viene riconosciuto il diritto di stipulare il
primo contratto professionistico con lo stesso atleta.
Tale diritto pu essere esercitato in pendenza del precedente tesseramento, nei tempi e con le modalit
stabilite dalle diverse Federazioni sportive nazionali

Cessato, comunque, un rapporto contrattuale, latleta professionista libero di stipulare un nuovo


contratto. In tal modo, le federazioni sportive nazionali possono stabilire il versamento da parte della
societ firmataria del nuovo contratto alla societ
sportiva titolare del precedente contratto di una
indennit di preparazione e di promozione dellatleta
professionista, da determinare secondo coefficienti e
parametri fissati dalla stessa federazione in relazione
alla natura ed alle esigenze dei singoli sport.
Nel caso di primo contratto, lindennit prevista dal
comma precedente pu essere dovuta alla societ o
alla associazione sportiva presso la quale latleta ha
svolto la sua ultima attivit dilettantistica.

202

in relazione allet degli atleti ed alle caratteristiche


delle singole discipline sportive.
3. Il premio di addestramento e formazione tecnica
dovr essere reinvestito, dalle societ od associazioni
che svolgono attivit dilettantistica o giovanile, nel
perseguimento di fini sportivi.

Alla societ o allassociazione sportiva che, in virt


di un tesseramento dilettantistico o giovanile, ha
provveduto alladdestramento tecnico dellatleta,
viene riconosciuto il diritto di stipulare il primo contratto professionistico con lo stesso atleta. Tale diritto
pu essere esercitato in pendenza del precedente tesseramento, nei tempi e con le modalit stabilite dalle
diverse federazioni sportive in relazione allet degli
atleti e dalle caratteristiche dei singoli.
La indennit di preparazione e di promozione
dovr essere reinvestita, anche dalle societ o associazioni che svolgono attivit dilettantistica, nel perseguimento di fini sportivi.

Art. 7

Art. 7

Tutela sanitaria

Tutela sanitaria

Lattivit sportiva professionistica svolta sotto


controlli medici, secondo norme stabilite dalle federazioni sportive nazionali ed approvate, con decreto
dal Ministro della sanit, sentito il Consiglio sanitario nazionale, entro tre mesi dallentrata in vigore
della presente legge.
Le norme di cui al precedente comma devono prevedere, tra laltro, listituzione di una scheda sanitaria per ciascuno sportivo professionista, il cui aggiornamento deve avvenire con periodicit almeno semestrale.
In sede di aggiornamento della scheda devono
essere ripetuti gli accertamenti clinici e diagnostici
che sono fissati con decreto dal Ministro della sanit.
La scheda sanitaria istituita, aggiornata e custodita a cura della societ sportiva e, per gli atleti di cui
al secondo comma dellarticolo 3, dagli atleti stessi, i
quali devono depositarne duplicato presso la federazione sportiva nazionale.
Gli oneri relativi alla istituzione e allaggiornamento della scheda per gli atleti professionisti gravano sulle societ sportive. Per gli atleti di cui al secondo comma dellarticolo 3, detti oneri sono a carico
degli atleti stessi.
Le competenti federazioni possono stipulare apposite convenzioni con le regioni al fine di garantire
lespletamento delle indagini e degli esami necessari
per laggiornamento della scheda.
Listituzione e laggiornamento della scheda sanitaria costituiscono condizione per lautorizzazione da
parte delle singole federazioni allo svolgimento dellattivit degli sportivi professionisti.
Per gli adempimenti di cui al presente articolo le
regioni potranno eventualmente istituire appositi centri di medicina sportiva.

Lattivit sportiva professionistica svolta sotto


controlli medici, secondo norme stabilite dalle federazioni sportive nazionali ed approvate, con decreto
dal Ministro della sanit, sentito il Consiglio sanitario nazionale, entro tre mesi dallentrata in vigore
della presente legge.
Le norme di cui al precedente comma devono prevedere, tra laltro, listituzione di una scheda sanitaria per ciascuno sportivo professionista, il cui aggiornamento deve avvenire con periodicit almeno semestrale.
In sede di aggiornamento della scheda devono
essere ripetuti gli accertamenti clinici e diagnostici
che sono fissati con decreto dal Ministro della sanit.
La scheda sanitaria istituita, aggiornata e custodita a cura della societ sportiva e, per gli atleti di cui
al secondo comma dellarticolo 3, dagli atleti stessi, i
quali devono depositarne duplicato presso la federazione sportiva nazionale.
Gli oneri relativi alla istituzione e allaggiornamento della scheda per gli atleti professionisti gravano sulle societ sportive. Per gli atleti di cui al secondo comma dellarticolo 3, detti oneri sono a carico
degli atleti stessi.
Le competenti federazioni possono stipulare apposite convenzioni con le regioni al fine di garantire
lespletamento delle indagini e degli esami necessari
per laggiornamento della scheda.
Listituzione e laggiornamento della scheda sanitaria costituiscono condizione per lautorizzazione da
parte delle singole federazioni allo svolgimento dellattivit degli sportivi professionisti.
Per gli adempimenti di cui al presente articolo le
regioni potranno eventualmente istituire appositi centri di medicina sportiva.

Art. 8

Art. 8

Assicurazione contro i rischi

Assicurazione contro i rischi

Le societ sportive devono stipulare una polizza


assicurativa individuale a favore degli sportivi professionisti contro il rischio della morte e contro gli
infortuni che possono pregiudicare il perseguimento
dellattivit sportiva professionistica, nei limiti assicurativi stabiliti, in relazione allet ed al contenuto
patrimoniale del contratto, dalle federazioni sportive
nazionali, dintesa con i rappresentanti delle categorie interessate.

Le societ sportive devono stipulare una polizza


assicurativa individuale a favore degli sportivi professionisti contro il rischio della morte e contro gli
infortuni che possono pregiudicare il perseguimento
dellattivit sportiva professionistica, nei limiti assicurativi stabiliti, in relazione allet ed al contenuto
patrimoniale del contratto, dalle federazioni sportive
nazionali, dintesa con i rappresentanti delle categorie interessate.

203

Art. 9

Art. 9

Trattamento pensionistico

Trattamento pensionistico

Lassicurazione obbligatoria per la invalidit, la


vecchiaia, ed i superstiti, prevista dalla legge 14 giugno 1973, n.366, per i giocatori e gli allenatori di calcio estesa a tutti gli sportivi professionisti di cui
allarticolo 2 della presente legge.
I contributi per il finanziamento dellassicurazione
per linvalidit e la vecchiaia dovuti per gli assicurati
di cui al presente articolo sono calcolati sul compenso globale annuo, nei limiti, del massimale mensile e
nelle misure previste dalla legge 14 giugno 1973,
n.366, per i giocatori e gli allenatori di calcio.
Ai fini del calcolo del contributo e delle prestazioni
limporto del compenso mensile degli sportivi professionisti titolari di contratto di lavoro autonomo
determinato convenzionalmente con decreto del
Ministro del lavoro e della previdenza sociale di concerto con il Ministro del turismo e spettacolo, sentite
le federazioni sportive nazionali.
I contributi sono ripartiti tra societ sportive e assicurati nella proporzione dei due terzi e un terzo; sono
interamente a carico degli assicurati i contributi
riguardanti gli sportivi titolari di contratto di lavoro
autonomo.
Del comitato di vigilanza previsto dallarticolo 5
della legge 14 giugno 1973, n. 366, fanno parte
anche due rappresentanti dei professionisti sportivi
previsti dal presente articolo designati dalle organizzazioni sindacali di categori a base nazionale.
In mancanza di tali organizzazioni, i due rappresentanti sono nominati con decreto legge del Ministro
del lavoro e della previdenza sociale di concerto con
il Ministro per il turismo e spettacolo su proposta del
Presidente del CONI.
Ai fini della determinazione del diritto alla pensione e della misura di essa, i professionisti sportivi di
cui al presente articolo possono riscattare, a domanda
i periodi di attivit svolta anteriormente alla data di
entrata in vigore della presente legge con le norme e
le modalit di cui allarticolo 13 della legge 12 agosto 1962, n.1338.
Gli sportivi professionisti iscritti al fondo sociale,
istituito con legge 14 giugno 1973, n.366, possono
conseguire il diritto alla pensione al compimento del
quarantacinquesimo anno di et per gli uomini e del
quarantesimo anno di et per le donne, quando risultino versati o accreditati in loro favore contributi per
almeno venti anni, compresi quelli versati per la prosecuzione volontaria.
La contribuzione di cui al comma precedente deve
essere versata per lavoro svolto con qualifica di professionista sportivo.

Lassicurazione obbligatoria per la invalidit, la


vecchiaia, ed i superstiti, prevista dalla legge 14 giugno 1973, n.366, per i giocatori e gli allenatori di calcio estesa a tutti gli sportivi professionisti di cui
allarticolo 2 della presente legge.
I contributi per il finanziamento dellassicurazione
per linvalidit e la vecchiaia dovuti per gli assicurati
di cui al presente articolo sono calcolati sul compenso globale annuo, nei limiti, del massimale mensile e
nelle misure previste dalla legge 14 giugno 1973,
n.366, per i giocatori e gli allenatori di calcio.
Ai fini del calcolo del contributo e delle prestazioni
limporto del compenso mensile degli sportivi professionisti titolari di contratto di lavoro autonomo
determinato convenzionalmente con decreto del
Ministro del lavoro e della previdenza sociale di concerto con il Ministro del turismo e spettacolo, sentite
le federazioni sportive nazionali.
I contributi sono ripartiti tra societ sportive e assicurati nella proporzione dei due terzi e un terzo; sono
interamente a carico degli assicurati i contributi
riguardanti gli sportivi titolari di contratto di lavoro
autonomo.
Del comitato di vigilanza previsto dallarticolo 5
della legge 14 giugno 1973, n. 366, fanno parte
anche due rappresentanti dei professionisti sportivi
previsti dal presente articolo designati dalle organizzazioni sindacali di categori a base nazionale.
In mancanza di tali organizzazioni, i due rappresentanti sono nominati con decreto legge del Ministro
del lavoro e della previdenza sociale di concerto con
il Ministro per il turismo e spettacolo su proposta del
Presidente del CONI.
Ai fini della determinazione del diritto alla pensione e della misura di essa, i professionisti sportivi di
cui al presente articolo possono riscattare, a domanda
i periodi di attivit svolta anteriormente alla data di
entrata in vigore della presente legge con le norme e
le modalit di cui allarticolo 13 della legge 12 agosto 1962, n.1338.
Gli sportivi professionisti iscritti al fondo sociale,
istituito con legge 14 giugno 1973, n.366, possono
conseguire il diritto alla pensione al compimento del
quarantacinquesimo anno di et per gli uomini e del
quarantesimo anno di et per le donne, quando risultino versati o accreditati in loro favore contributi per
almeno venti anni, compresi quelli versati per la prosecuzione volontaria.
La contribuzione di cui al comma precedente deve
essere versata per lavoro svolto con qualifica di professionista sportivo.

CAPO II

CAPO II

SOCIETA SPORTIVE E FEDERAZIONI


SPORTIVE NAZIONALI

SOCIETA SPORTIVE E FEDERAZIONI


SPORTIVE NAZIONALI

Art. 10

Art. 10

Costituzione e affiliazione

Costituzione e affiliazione

Possono stipulare contratti con atleti professionisti


solo le societ sportive costituite nella forma di
societ per azioni o di societ a responsabilit limita-

Possono stipulare contratti con atleti professionisti


solo le societ sportive costituite nella forma di
societ per azioni o di societ a responsabilit limita-

204

ta. In deroga allart. 2428 del codice civile in ogni


caso obbligatoria per le societ professionistiche la
nomina del collegio sindacale.
Latto costitutivo deve prevedere che la societ
possa svolgere esclusivamente attivit sportive ed
attivit ad esse connesse o strumentali.
Latto costitutivo deve prevedere che una quota
parte gli utili, non inferiore al 10%, sia destinata a
scuole giovanili di addestramento e formazione tecnico-sportiva;
Prima di procedere al deposito dellatto costitutivo,
a norma dellarticolo 2330 del codice civile, la
societ deve ottenere laffiliazione da una o da pi
federazioni sportive nazionali riconosciute dal CONI.
Gli effetti derivanti dallaffiliazione restano sospesi
fino alladempimento degli obblighi di cui allarticolo 11.
Latto costitutivo pu sottoporre a speciali condizioni lalienazione delle azioni delle quote.
Laffiliazione pu essere revocata dalla federazione
sportiva nazionale per gravi infrazioni allordinamento sportivo.
La revoca dellaffiliazione determina linibizione
dello svolgimento dellattivit sportiva.
Avverso le decisioni della federazione sportiva
nazionale ammesso ricorso alla giunta esecutiva
del CONI, che si pronuncia entro sessanta giorni dal
ricevimento del ricorso.

ta.
Latto costitutivo deve prevedere che gli utili siano
interamente reinvestiti nella societ per il perseguimento della attivit sportiva.
Prima di procedere al deposito dellatto costitutivo,
a norma dellarticolo 2330 del codice civile, la
societ deve ottenere laffiliazione da una o da pi
federazioni sportive nazionali riconosciute dal CONI.
Gli effetti derivanti dallaffiliazione restano sospesi
fino alladempimento degli obblighi di cui allarticolo 11.
Latto costitutivo pu sottoporre a speciali condizioni lalienazione delle azioni delle quote.
Laffiliazione pu essere revocata dalla federazione
sportiva nazionale per gravi infrazioni allordinamento sportivo.
La revoca dellaffiliazione determina linibizione
dello svolgimento dellattivit sportiva.
Avverso le decisioni della federazione sportiva
nazionale ammesso ricorso alla giunta esecutiva
del CONI, che si pronuncia entro sessanta giorni dal
ricevimento del ricorso.

Art. 11

Art. 11

Deposito degli atti costitutivi

Deposito degli atti costitutivi

Le societ sportive, entro trenta giorni dal decreto


del tribunale previsto dal quarto comma dellarticolo
2330 del codice civile, devono depositare latto costitutivo presso la federazione sportiva nazionale alla
quale sono affiliate.
Devono altres, dare comunicazione alla federazione sportiva nazionale, entro venti giorni dalla deliberazione, di ogni avvenuta deliberazione, di ogni
avvenuta variazione dello statuto o delle modificazioni concernenti gli amministratori ed revisori dei
conti

Le societ sportive, entro trenta giorni dal decreto


del tribunale previsto dal quarto comma dellarticolo
2330 del codice civile, devono depositare latto costitutivo presso la federazione sportiva nazionale alla
quale sono affiliate.
Devono altres, dare comunicazione alla federazione sportiva nazionale, entro venti giorni dalla deliberazione, di ogni avvenuta deliberazione, di ogni
avvenuta variazione dello statuto o delle modificazioni concernenti gli amministratori ed i revisori dei
conti

Art. 12

Art. 12

Garanzia per il regolare svolgimento dei


campionati sportivi

Norme sul controllo e sulla responsabilit


delle federazioni sportive nazionali

Le federazioni sportive nazionali devono adeguare


il proprio ordinamento alle norme della garanzia per
il regolare svolgimento dei campionati sportivi
Al solo scopo di garantire il regolare svolgimento
dei campionati sportivi, le societ di cui allart. 10
sono sottoposte, al fine di verificarne lequilibrio
finanziario, ai controlli ed ai conseguenti provvedimenti stabiliti dalle federazioni sportive, per delega
del CONI, secondo modalit e principi da questo
approvati.

Le societ sportive di cui alla presente legge sono


sottoposte allapprovazione ed ai controllo sulla gestione da parte delle federazioni sporive nazionali cui sono
affiliate, per delega del CONI e secondo modalit
approvate dal CONI.
Tutte le deliberazioni delle societ concernenti esposizioni finanziarie, acquisto o vendita di beni immobili,
o, comunque, tutti gli atti di straordinaria amministrazione, sono soggetti ad approvazione da parte delle
federazioni sportive nazionali cui sono affiliate.
Nel caso di societ affiliata a pi federazioni sportive
nazionali, lapprovazione ed i controlli sono effettuati
dalla federazione competente per lattivit cui la deliberazione si riferisce.
In caso di mancata approvazione ammesso ricorso
alla giunta esecutiva del CONI, che si pronuncia entro
sessanta giorni dal ricevimento del ricorso.

205

Art. 13

Art. 13

Potere di denuncia al tribunale

Liquidazione della societ

Le federazioni sportive nazionali possono procedere, nei confronti delle societ di cui allart. 10, alla
denuncia di cui allart. 2409 del codice civile.

La federazione sportiva nazionale, per gravi irregolarit di gestione, pu richiedere al tribunale, con
motivato ricorso, la messa in liquidazione della
societ a norma di un liquidatore.
Compiuta la liquidazione, i liquidatori devono redigere il bilancio finale a norma dellarticolo 2453 del
codice civile, indicando la parte spettante, in misura
non superiore al loro valore nominale, a ciascun
azione o quota nella divisione dellattivo. Il residuo
attivo viene assegnato al CONI.

Art. 14

Art. 14

Federazioni sportive nazionali

Federazioni sportive nazionali

Le federazioni sportive nazionali sono costituite


dalle societ e dagli organismi ad esse affiliati e sono
rette da norme statutarie e regolamenti sulla base del
principio di democrazia interna.
Alle federazioni sportive nazionali riconosciuta
lautonomia tecnica, organizzativa e di gestione,
sotto la vigilanza del CONI.
Per lespletamento di attivit di amministrazione da
parte degli uffici centrali, le federazioni sportive
nazionali si avvalgono di personale del CONI, il cui
rapporto di lavoro regolato dalla legge 20 marzo
1975, n. 70.
Per le attivit di carattere tecnico e sportivo e presso gli organi periferici, le federazioni sportive nazionali possono avvalersi, laddove ne ravvisano lesigenza, dellopera del personale, assunto pertanto, in
base a rapporti di diritto privato. La spesa relativa
graver, sul bilancio delle federazioni sportive nazionali.
Le federazioni sportive nazionali devono adeguare
il proprio ordinamento alle norme della presente
legge entro sei mesi dallentrata in vigore della legge
stessa.

Le federazioni sportive nazionali sono costituite


dalle societ e dagli organismi ad esse affiliati e sono
rette da norme statutarie e regolamenti sulla base del
principio di democrazia interna.
Alle federazioni sportive nazionali riconosciuta
lautonomia tecnica, organizzativa e di gestione,
sotto la vigilanza del CONI.
Per lespletamento di attivit di amministrazione da
parte degli uffici centrali, le federazioni sportive
nazionali si avvalgono di personale del CONI, il cui
rapporto di lavoro regolato dalla legge 20 marzo
1975, n. 70.
Per le attivit di carattere tecnico e sportivo e presso gli organi periferici, le federazioni sportive nazionali possono avvalersi, laddove ne ravvisano lesigenza, dellopera del personale, assunto pertanto, in
base a rapporti di diritto privato. La spesa relativa
graver, sul bilancio delle federazioni sportive nazionali.
Le federazioni sportive nazionali devono adeguare
il proprio ordinamento alle norme della presente
legge entro sei mesi dallentrata in vigore della legge
stessa.

Capo III

Capo III

Disposizioni di Carattere tributario

Disposizioni di Carattere tributario

Art. 15

Art. 15

Trattamento tributario

Trattamento tributario

Ai redditi derivanti dalle prestazioni sportive


oggetto di contratto di lavoro autonomo si applicano
le disposizioni dellarticolo 49, terzo comma, lettera
a), del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n.597, e successive modificazioni ed
integrazioni.
Lindennit prevista dal settimo comma dellarticolo 4 della presente legge soggetta a tassazione
separata, agli effetti dellimposta sul reddito delle
persone fisiche, a norma dellarticolo 12 del decreto
del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973,
n.597, e successive modificazioni ed integrazioni.
Limposta sul valore aggiunto per le cessioni dei
contratti previste dallarticolo 5 della presente legge
si applica esclusivamente nei modi normali ed in
base allaliquota dell8 per cento di cui alla tabella A,
parte III, allegata al decreto del Presidente della

Ai redditi derivanti dalle prestazioni sportive


oggetto di contratto di lavoro autonomo si applicano
le disposizioni dellarticolo 49, terzo comma, lettera
a), del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n.597, e successive modificazioni ed
integrazioni.
Lindennit prevista dal settimo comma dellarticolo 4 della presente legge soggetta a tassazione
separata, agli effetti dellimposta sul reddito delle
persone fisiche, a norma dellarticolo 12 del decreto
del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973,
n.597, e successive modificazioni ed integrazioni.
Limposta sul valore aggiunto per le cessioni dei
contratti previste dallarticolo 5 della presente legge
si applica esclusivamente nei modi normali ed in
base allaliquota dell8 per cento di cui alla tabella A,
parte III, allegata al decreto del Presidente della

206

Repubblica 26 ottobre 1972, n.633, e successive


modificazioni ed integrazioni.
Per lattivit relativa a tali operazioni le societ
sportive debbono osservare le disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972,
n.633, e successive modificazioni ed integrazioni,
distintamente dalle altre attivit esercitate, tenendo
conto anche del rispettivo volume di affari.
Le somme versate a titolo di premio di addestramento e formazione tecnica, ai sensi dellarticolo 6,
sono equiparate alle operazioni esenti dallimposta
sul valore aggiunto ai sensi dellarticolo 10 del
decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre
1972, n.633.
Le trasformazioni, compiute nel termine di cui al
primo comma dellarticolo 17, in societ per azioni
o in societ a responsabilit limitata delle associazioni sportive che abbiano per oggetto esclusivo lesercizio di attivit sportive sono soggette alla sola imposta di registro in misura fissa.
E fatta salva lapplicazione delle disposizioni del
decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre
1973, n.598, recante istituzione e disciplina dellimposta sul reddito delle persone giuridiche.
Le cessioni dei diritti di prestazioni sportive degli
atleti effettuate anteriormente alla data di entrata in
vigore della presente legge, in applicazione di norme
emanate dalle federazioni sportive, non costituiscono
cessione di beni agli effetti dellimposta sul valore
aggiunto.

Repubblica 26 ottobre 1972, n.633, e successive


modificazioni ed integrazioni.
Per lattivit relativa a tali operazioni le societ
sportive debbono osservare le disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972,
n.633, e successive modificazioni ed integrazioni,
distintamente dalle altre attivit esercitate, tenendo
conto anche del rispettivo volume di affari.
Le somme versate a titolo di indennit di preparazione e promozione, ai sensi dellarticolo 6, sono
equiparate alle operazioni esenti dallimposta sul
valore aggiunto ai sensi dellarticolo 10 del decreto
del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972,
n.633.
Le trasformazioni, compiute nel termine di cui al
primo comma dellarticolo 17, in societ per azioni
o in societ a responsabilit limitata delle associazioni sportive che abbiano per oggetto esclusivo lesercizio di attivit sportive sono soggette alla sola imposta di registro in misura fissa.
E fatta salva lapplicazione delle disposizioni del
decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre
1973, n.598, recante istituzione e disciplina dellimposta sul reddito delle persone giuridiche.
Le cessioni dei diritti di prestazioni sportive degli
atleti effettuate anteriormente alla data di entrata in
vigore della presente legge, in applicazione di norme
emanate dalle federazioni sportive, non costituiscono
cessione di beni agli effetti dellimposta sul valore
aggiunto.

Capo IV

Capo IV

Disposizioni Transitorie e Finali

Disposizioni Transitorie e Finali

Art. 16

Art. 16

Abolizione del vincolo sportivo

Abolizione del vincolo sportivo

Le limitazioni alla libert contrattuale dellatleta


professionista, individuate come vincolo sportivo
nel vigente ordinamento sportivo, saranno gradualmente eliminate entro cinque anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, secondo modalit e
parametri stabiliti dalle federazioni sportive nazionali
e approvati dal CONI, in relazione allet degli atleti,
alla durata ed al contenuto patrimoniale del rapporto
con le societ.
Le societ sportive previste dalla presente legge
possono iscrivere nel proprio bilancio tra le componenti attive, in apposito conto, un importo massimo
pari al valore delle indennit di preparazione promozione maturate alla data del 30 giugno 1996, in base
ad una apposita certificazione rilasciata dalla
Federazione sportiva competente conforme alla normativa in vigore.
Le societ che si avvalgono della facolt di cui al
comma precedente debbono procedere ad ogni effetto allammortamento del valore iscritto entro tre anni
a decorrere dalla data del 15 maggio 1996, fermo
restando lobbligo del controllo da parte di ciascuna
Federazione sportiva ai sensi dellart.12.
Le societ appartenenti a Federazioni sportive che
abbiano introdotto nei rispettivi ordinamenti il settore professionistico in epoca successiva alla data di
entrata in vigore della presente legge, oltre che avvalersi della facolt prevista dal secondo comma, possono altres provvedere ad un ammortamento delle

Le limitazioni alla libert contrattuale dellatleta


professionista, individuate come vincolo sportivo
nel vigente ordinamento sportivo, saranno gradualmente eliminate entro cinque anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, secondo modalit e
parametri stabiliti dalle federazioni sportive nazionali
e approvati dal CONI, in relazione allet degli atleti,
alla durata ed al contenuto patrimoniale del rapporto
con le societ.

207

immobilizzazioni, iscritte in sede di trasformazione o


di prima applicazione del vincolo di cui al primo
comma, entro un periodo non superiore a tre anni, a
decorrere dalla data del 15 maggio 1996.

Art. 17
Trasformazioni delle societ
e decorrenza degli articoli 3, 4 e 5

Art. 17
Trasformazioni delle societ
e decorrenza degli articoli 3, 4 e 5

Le societ di cui allarticolo 10 devono adeguare il


loro ordinamento alle norme della presente legge
entro un anno dallentrata in vigore della legge stessa.
La disciplina prevista dagli articoli 3, 4 e 5 si applica dal 1 luglio 1981 e non ha effetto retroattivo.

Le societ di cui allarticolo 10 devono adeguare il


loro ordinamento alle norme della presente legge
entro un anno dallentrata in vigore della legge stessa.
La disciplina prevista dagli articoli 3, 4 e 5 si applica dal 1 luglio 1981 e non ha effetto retroattivo.

Art. 18
Applicazione della legge 8 luglio 1977,
n. 406, agli organi del CONI

Art. 18
Applicazione della legge 8 luglio 1977,
n. 406, agli organi del CONI

Nei confronti dei memebri degli organi di amministrazione del CONI per i quali prevista la designazione elettiva, si apllica larticolo unico della legge 8
luglio 1977, n. 406, ancorch siano nominati con
decreto ministeriale.
La presente legge, munita del sigillo dello Stato,
sar inserita nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei
decreti della repubblica italiana. E fatto obbligo a
chiunque spetti di osservarla e di farla osservare
come legge dello Stato.

Nei confronti dei membri degli organi di amministrazione del CONI per i quali prevista la designazione elettiva, si apllica larticolo unico della legge 8
luglio 1977, n. 406, ancorch siano nominati con
decreto ministeriale.
La presente legge, munita del sigillo dello Stato,
sar inserita nella Raccolta uffciale delle leggi e dei
decreti della Repubblica italiana. E fatto obbligo a
chiunque spetti di osservarla e di farla osservare
come legge dello Stato.

208

STATUTO TIPO DI SOCIETA


CALCISTICA PER AZIONI

STATUTO TIPO DI SOCIETA


CALCISTICA PER AZIONI

NUOVO TESTO

VECCHIO TESTO

TITOLO I

TITOLO I

Norme generali

Norme generali

CAPO I

CAPO I

Denominazione costituzione sede


oggetto durata.

Denominazione costituzione sede


oggetto durata.

Art.1

Art.1

E costituita una societ per azioni sotto la denominazione di ................ S.p.A.

E costituita una societ per azioni sotto la denominazione di................S.p.A.

Art.2

Art.2

La societ ha sede in ......................................

La societ ha sede in ......................................

Art.3

Art.3

La societ ha per oggetto esclusivo lesercizio di


attivit sportive ed altres lesercizio di attivit ad
essa accessorie, connesse e strumentali: in particolare la formazione, la preparazione e la gestione di
squadre di calcio nonch la promozione e lorganizzazione di gare, tornei e ogni altra attivit calcistica
in genere nel quadro, con le finalit e con losservanza delle norme e delle direttive della Federazione
Italiana Giuoco Calcio e dei suoi Organi.
In caso di riscontrata difformit, le norme statutarie confliggenti con quelle federali si avranno per
non apposte.

La societ ha per oggetto esclusivo lesercizio di attivit sportive e in particolare la formazione, la preparazione e la gestione di squadre di calcio nonch la promozione e lorganizzazione di gare, tornei e ogni altra attivit calcistica in genere nel quadro, con le finalit e con
losservanza delle norme e delle direttive della
Federazione Italiana Giuoco Calcio e dei suoi Organi.
Il presente statuto non potr comunque derogare dalle
norme degli statuti e dei regolamenti federali in quanto
contenenti disposizioni specificatamente inerenti alla
organizzazione delle societ affiliate ovvero alla gestione delle stesse.
In caso di riscontrata difformit, le norme confliggenti
con quelle degli statuti e dei regolamenti federali come
sopra individuate si avranno per non apposte.
Per lattuazione delloggetto sociale sopra riportato e
per la realizzazione degli scopi precisati nei commi precedenti, la societ potr:
a) compiere ogni operazione di carattere mobiliare,
immobiliare e finanziario che fosse ritenuta utile, necessaria e pertinente;
b) promuovere e pubblicizzare la sua attivit e la sua
immagine utilizzando modelli, disegni ed emblemi,
direttamente o a mezzo terzi.

Art. 4

Art. 4

La durata della societ fissata dalla data dellatto


costitutivo al ................ e potr essere prorogata con
deliberazione dellassemblea dei soci.

La durata della societ fissata dalla data dellatto


costitutivo al 31 dicembre 2100 e potr essere prorogata
con deliberazione dellassemblea straordinaria dei soci.

CAPO II
Capitale

CAPO II
Capitale

Art. 5

Art. 5

Il capitale sociale di ................. diviso in n.


........... azioni del valore nominale di .......... ciascuna e non frazionabili.
Ogni eventuale dazione in pegno di azioni sociali

Il capitale sociale di ................. diviso in n. ...........


azioni del valore nominale di .......... ciascuna e non
frazionabili.
E tassativamente vietato alla societ e ai suoi soci

209

dovr essere preventivamente comunicata alla FIGC.


Ogni azione d diritto ad un voto.

di rendersi acquirenti, anche per interposta persona


fisica o giuridica di azioni o quote di altre societ che
abbiano il medesimo oggetto o che posssano essere
comunque considerate controllate a norma dellart.
2359 cc.c.
Il divieto opera per societ che hanno ad oggetto
principale lesercizio del calcio professionistico
Ogni partecipazione a societ di capitali aventi
scopi e ragione non attinenti alloggetto sociale deve
essere preventivamente comunicata alla FIGC per
eventuali determinazioni di competenza.
E altres vietata ogni partecipazione societaria ad
Enti aventi natura principalmente creditizia e finanziaria.
Anche a tal fine ogni eventuale dazione in pegno di
azioni sociali dovr essere preventivamente comunicata alla FIGC per lo svolgimento dei compiti di istituto.
Leventuale violazione di tale divieto, fatto salvo il
disposto dellart.15, ove applicabile, comporta la nullit dellacquisto e la conseguente cessazione dalla
qualit di socio della societ le cui azioni o quote
siano state acquistate, oltre alle sanzioni previste
dalle Carte federali.
Ogni azione d diritto ad un voto.

Art. 6

Art. 6

Le azioni non possono essere trasferite senza il gradimento del Consiglio di amministrazione con deliberazione a maggioranza assoluta, salvo che il trasferimento avvenga tra i soci o per successione a causa
di morte.
Ove il consiglio di amministrazione neghi motivamente il gradimento a un eventuale nuovo intestatario di azioni, rifiutando lannotazione dellacquisto
sul libro soci, dovr simultaneamente indicare lacquirente di suo gradimento che acquister le azioni,
al loro valore nominale.
Anche nel caso di aumenti del capitale sociale, per
le azioni inoptate si apllicano le disposizioni del
comma precedente.
Se la societ amministrata da un Amministratore
Unico il gradimento, la designazione e la determinazione delle condizioni e delle modalit di cui ai precedenti commi vengono espressi dallAssemblea
Ordinaria appositamente convocata.

Le azioni non possono essere trasferite senza il gradimento del Consiglio di amministrazione con deliberazione a maggioranza assoluta, salvo che il trasferimento avvenga tra i soci o per successione a causa
di morte.
Ove il consiglio di amministrazione neghi motivamente il gradimento a un eventuale nuovo intestatario di azioni, rifiutando lannotazione dellacquisto
sul libro soci, dovr simultaneamente indicare lacquirente di suo gradimento che acquister le azioni,
al loro valore nominale.
Anche nel caso di aumenti del capitale sociale, per
le azioni inoptate si applicano le disposizioni del
comma precedente.
Se la societ amministrata da un Amministratore
Unico il gradimento, la designazione e la determinazione delle condizioni e delle modalit di cui ai precedenti commi vengono espressi dallAssemblea
Ordinaria appositamente convocata.

Art. 7

Art. 7

In caso di aumento di capitale, i titolari delle azioni


alla data della deliberazione avranno sulle nuove
azioni un diritto di opzione da esercitarsi in proporzione alle azioni possedute con le modalit che verranno fissate dal Consiglio di amministrazione o
dallAmministratore Unico.

In caso di aumento di capitale, i titolari delle azioni


alla data della deliberazione avranno sulle nuove
azioni un diritto di opzione da esercitarsi in proporzione alle azioni possedute con le modalit che verranno fissate dal Consiglio di amministrazione o
dallAmministratore Unico.

Art. 8

Art. 8

I pagamenti sulle azioni verranno richiesti ai sottoscrittori con lettera raccomandata secondo le modalit stabilite dal Consiglio dAmministrazione o
dallAmministratore Unico.

I pagamenti sulle azioni verranno richiesti ai sottoscrittori con lettera raccomandata secondo le modalit stabilite dal Consiglio dAmministrazione o
dallAmministratore Unico.

210

TITOLO II

TITOLO II

CAPO I
Organi statutari
Assemblea

CAPO I
Organi statutari
Assemblea

Art. 9

Art. 9

Lassemblea regolarmente convocata e costituita


rappresenta la universalit dei soci e le sue deliberazioni legalmente adottate obbligano tutti i soci, anche
se non intervenuti o dissenzienti.

Lassemblea regolarmente convocata e costituita


rappresenta la universalit dei soci e le sue deliberazioni legalmente adottate obbligano tutti i soci, anche
se non intervenuti o dissenzienti.

Art.10

Art.10

Le assemblee sono ordinarie e straordinarie.


Lassemblea ordinaria convocata almeno una
volta allanno, entro quattro mesi dalla chiusura dellesercizio sociale.
Le assemblee hanno luogo nella sede sociale o
altrove secondo quanto indicato nellavviso di convocazione, e comunque in Italia.

Le assemblee sono ordinarie e straordinarie.


Lassemblea ordinaria convocata almeno una
volta allanno, entro quattro mesi dalla chiusura dellesercizio sociale.
Le assemblee hanno luogo nella sede sociale o
altrove secondo quanto indicato nellavviso di convocazione, e comunque in Italia.

Art. 11

Art. 11

Lassemblea convocata mediante avviso di convocazione contenente lindicazione del giorno, dellora e del luogo delladunanza nonch delle materie
da trattare.
Lavviso deve essere pubblicato sulla Gazzetta
Ufficiale della Repubblica Italiana non meno di quindici giorni prima di quello fissato per ladunanza.
Lo stesso avviso dovr essere inviato entro il predetto termine, per posta raccomandata, a ciascun
azionista, allindirizzo indicato sul libro soci, oppure
dovr essere pubblicato, nello stesso termine, su un
quotidiano preferibilmente sportivo a larga diffusione.
Lavviso potr anche contenere lindicazione del
giorno, ora e luogo delleventuale adunanza in seconda convocazione.

Lassemblea convocata mediante avviso di convocazione contenente lindicazione del giorno, dellora e del luogo delladunanza nonch delle materie
da trattare.
Lavviso deve essere pubblicato sulla Gazzetta
Ufficiale della Repubblica Italiana non meno di quindici giorni prima di quello fissato per ladunanza.
Lo stesso avviso dovr essere inviato entro il predetto termine, per posta raccomandata, a ciascun
azionista, allindirizzo indicato sul libro soci, oppure
dovr essere pubblicato, nello stesso termine, su un
quotidiano preferibilmente sportivo a larga diffusione.
Lavviso potr anche contenere lindicazione del
giorno, ora e luogo delleventuale adunanza in seconda convocazione.

Art. 12

Art. 12

Ha diritto di intervenire alla assemblea ciascun


azionista, il cui nome sia registrato sul libro soci
almeno cinque giorni prima della data dellassemblea, e che abbia depositato entro il predetto termine
i propri certificati azionari presso le banche eventualmente designate per questo scopo dal Consiglio
dAmministrazione o dallAmministratore Unico.
Hanno altres diritto di partecipare allassemblea i
giratari delle azioni che abbiano ottemperato alle prescrizioni normative vigenti.
Lazionista che ha il diritto di intervenire allassemblea pu farsi rappresentare per delega scritta da un
altro socio, che non sia tuttavia un amministratore,
un sindaco o un dipendente della societ. Tale facolt
si esercita nellambito dei limiti previsti, in linea
generale, dallart. 2372 c.c.

Ha diritto di intervenire alla assemblea ciascun


azionista, il cui nome sia registrato sul libro soci
almeno cinque giorni prima della data dellassemblea, e che abbia depositato entro il predetto termine
i propri certificati azionari presso le banche eventualmente designate per questo scopo dal Consiglio
dAmministrazione o dallAmministratore Unico.
Hanno altres diritto di partecipare allassemblea i
giratari delle azioni che abbiano ottemperato alle prescrizioni normative vigenti.
Lazionista che ha il diritto di intervenire allassemblea pu farsi rappresentare per delega scritta da un
altro socio, che non sia tuttavia un amministratore,
un sindaco o un dipendente della societ. Tale facolt
si esercita nellambito dei limiti previsti, in linea
generale, dallart. 2372 c.c.

Art. 13

Art. 13

Le assemblee sia ordinarie che straordinarie sono


validamente costituite e deliberano secondo le maggioranze e gli altri requisiti di validit prescritti dal
codice civile.

Le assemblee sia ordinarie che straordinarie sono


validamente costituite e deliberano secondo le maggioranze e gli altri requisiti di validit prescritti dal
codice civile.

211

Art. 14

Art. 14

Le assemblee sono presiedute dal Presidente del


Consiglio dAmministrazione o dallAmministratore
Unico.
In caso di assenza o di impedimento, da una delle
persone legalmente intervenute allassemblea e designata dalla maggioranza dei presenti.
Lassemblea nomina un segretario e, se necessario,
due scrutatori. Lassistenza del segretario non
necessaria quando il verbale dellassemblea redatto
da un Notaio.
Il Presidente dellAssemblea dirige e regola le
discussioni e stabilisce le modalit e lordine delle
votazioni.

Le assemblee sono presiedute dal Presidente del


Consiglio dAmministrazione o dallAmministratore
Unico.
In caso di assenza o di impedimento, da una delle
persone legalmente intervenute allassemblea e designata dalla maggioranza dei presenti.
Lassemblea nomina un segretario e, se necessario,
due scrutatori. Lassistenza del segretario non
necessaria quando il verbale dellassemblea redatto
da un Notaio.
Il Presidente dellAssemblea dirige e regola le
discussioni e stabilisce le modalit e lordine delle
votazioni.

Capo II

Capo II

Amministratori

Amministratori

Art. 15

Art. 15

La societ pu essere amministrata da un Consiglio


dAmministrazione, o da un Amministratore Unico.
Il Consiglio dAmministrazione composto da un
minimo di tre a un massimo di ........ membri, fissato
di volta in volta dallassemblea ordinaria degli azionisti.
Il Consiglio dAmministrazione dura in carica per
un periodo non superiore a tre anni.
Gli amministratori che risultino colpiti da provvedimenti definitivi della giurisdizione ordinaria comportanti pene accessorie incompatibili con la permanenza nella carica, decadono dalla carica stessa per
il tempo stabilito negli anzidetti provvedimenti.
Gli amministratori che siano colpiti da provvedimenti disciplinari degli Organi della FIGC, nonch
gli amministratori che contravvengono al divieto previsto dal 2 comma del precedente articolo 5, decadono dalla carica e per tutto il periodo della inibizione non possono ricoprire cariche sociali.
Durante il periodo in cui gli amministratori risultano colpiti da provvedimenti disciplinari degli Organi
della FIGC che comportano linibizione temporanea
a svolgere ogni attivit in seno alla FIGC, a ricoprire
cariche federali ed a rappresentare le societ nellambito federale, le funzioni di rappresentanza della
societ nei confronti della FIGC saranno svolte, in
caso di previsione di organo amministrativo collegiale, dal Vice Presidente o da uno dei Vice Presidenti
della societ a ci delegato, o dallAmministratore
Delegato, e, in caso di Amministratore Unico, da
procuratore speciale, a tal fine preventivamente
nominato dallassemblea.

La societ pu essere amministrata da un Consiglio


dAmministrazione, o da un Amministratore Unico.
Il Consiglio dAmministrazione composto da un
minimo di tre a un massimo di ........ membri, fissato
di volta in volta dallassemblea ordinaria degli azionisti.
Il Consiglio dAmministrazione dura in carica per
un periodo non superiore a tre anni.
Gli amministratori che risultino colpiti da provvedimenti definitivi della giurisdizione ordinaria comportanti pene accessorie incompatibili con la permanenza nella carica, decadono dalla carica stessa per
il tempo stabilito negli anzidetti provvedimenti.
Gli amministratori che siano colpiti da provvedimenti disciplinari degli Organi della FIGC, nonch
gli amministratori che contravvengono al divieto previsto dal 2 comma del precedente articolo 5, decadono dalla carica e per tutto il periodo della inibizione non possono ricoprire cariche sociali.

Art. 16

Art. 16

Qualora lassemblea non vi abbia provveduto, il


Consiglio dAmministrazione nominer tra i suoi
componenti un Presidente.
Il Consiglio potr, inoltre nominare uno o pi Vice
Presidenti se al riguardo non abbia disposto lassemblea, ed Amministratori Delegati.

Qualora lassemblea non vi abbia provveduto, il


Consiglio dAmministrazione nominer tra i suoi
componenti un Presidente.
Il Consiglio potr, inoltre nominare uno o pi Vice
Presidenti se al riguardo non abbia disposto lassemblea, ed Amministratori Delegati.

Art. 17

Art. 17

Le riunioni sono convocate normalmente dal


Presidente di sua iniziativa, o su richiesta di almeno

Le riunioni sono convocate normalmente dal


Presidente di sua iniziativa, o su richiesta di almeno

212

1/3 degli Amministratori o del Collegio Sindacale.


Le riunioni del Consiglio di Amministrazione
saranno tenute nella sede sociale o in altro luogo
indicato nellavviso di convocazione, comunque nellambito del territorio nazionale.
Il detto avviso dovr essere inviato per posta raccomandata almeno otto giorni prima della riunione, o,
in caso durgenza, per telegramma almeno tre giorni
prima della riunione.
La convocazione per fax sar ritenuta valida qualora effettuata nello stesso termine di cui al comma che
precede, ove lavvenuta ricezione sia stata confermata nello stesso modo entro il giorno dellavvenuto
ricevimento.

1/3 degli Amministratori o del Collegio Sindacale.


Le riunioni del Consiglio di Amministrazione
saranno tenute nella sede sociale o in altro luogo
indicato nellavviso di convocazione, comunque nellambito del territorio nazionale.
Il detto avviso dovr essere inviato per posta raccomandata almeno otto giorni prima della riunione, o,
in caso durgenza, per telegramma almeno tre giorni
prima della riunione.
La convocazione per fax sar ritenuta valida qualora effettuata nello stesso termine di cui al comma che
precede, ove lavvenuta ricezione sia stata confermata nello stesso modo entro il giorno dellavvenuto
ricevimento.

Art. 18

Art. 18

Il Consiglio sar validamente riunito con la presenza della maggioranza assoluta degli Amministratori
in carica e deliberer validamente con voto favorevole della maggioranza dei presenti.

Il Consiglio sar validamente riunito con la presenza della maggioranza assoluta degli Amministratori
in carica e deliberer validamente con voto favorevole della maggioranza dei presenti.

Art. 19

Art. 19

Il Consiglio dAmministrazione o lAmministratore


Unico ha tutti i poteri per la gestione ordinaria e
straordinaria della societ.
Il Consiglio dAmministrazione pu delegare in
tutto o in parte i suoi poteri al Presidente, ai Vice
Presidenti e ad Amministratori Delegati, se nominati,
e potr demandare ai propri membri o a terzi la materiale esecuzione delle deliberazioni regolarmente
prese.
Operano al riguardo i limiti previsti dallart. 2381
c.c.

Il Consiglio dAmministrazione o lAmministratore


Unico ha tutti i poteri per la gestione ordinaria e
straordinaria della societ, compatibilmente con le
disposizioni dellarticolo 12 della legge n.91 del 233-1981.
Il Consiglio dAmministrazione pu delegare in
tutto o in parte i suoi poteri al Presidente, ai Vice
Presidenti e ad Amministratori Delegati, se nominati,
e potr demandare ai propri membri o a terzi la materiale esecuzione delle deliberazioni regolarmente
prese. Operano, al riguardo i limiti previsti dallart.
2381 c.c.
Le deliberazioni del consiglio dAmministrazione o
dellAmministratore Unico concernenti:
a) lassunzione di mutui, rilascio di fidejussioni,
creazione di scoperti di conto corrente nonch ogni
altra operazione finanziaria che abbia leffetto di
creare un debito a carico della societ sia verso terzi
che verso i propri soci;
b) il rilascio di garanzie sui beni sociali e lemissione di cambiali;
c) lacquisto e vendita di beni immobili;
d) tutti gli atti di straordinaria ammnistrazione;
acquisteranno efficacia solo se e quando interverr
lapporvazione degli Organi federali competenti.
In caso di mancata approvazione nel termine stabilito dalle Carte Federali ammesso il ricorso per
motivi di merito al Presidente della FIGC. Resta
salvo il ricorso alla Giunta Esecutiva del CONI, ai
sensi della Legge 23-3-1981 n. 91.

Art. 20

Art. 20

Il potere di rappresentare la societ davanti ai terzi e in giudizio, nonch quello di firmare in nome della societ, spetta
allAmministratore Unico o al Presidente o, in caso di sua
assenza o impedimento a un Vice Presidente, e, disgiuntamente, a uno degli Amministratori Delegati, se nominati.
Tuttavia il Consiglio dAmministrazione pu attribuire i
suddetti poteri ad altri Amministratori, Direttori, Procuratori
e Dirigenti che ne useranno nei limiti stabiliti dal Consiglio
stesso.

Il potere di rappresentare la societ davanti ai terzi e in giudizio, nonch quello di firmare in nome della societ, spetta
allAmministratore Unico o al Presidente o, in caso di sua
ssenza o impedimento a un Vice Presidente, e, disgiuntamente, a uno degli Amministratori Delegati, se nominati.
Tuttavia il Consiglio dAmministrazione pu attribuire i
suddetti poteri ad altri Amministratori, Direttori, Procuratori
e Dirigenti che ne useranno nei limiti stabiliti dal Consiglio stesso.

213

Capo III

Capo III

Sindaci

Sindaci

Art. 21

Art. 21

Il Collegio Sindacale si compone di tre Sindaci


effettivi e di due supplenti i quali restano in carica
per un triennio.
Lassemblea ordinaria provveder allatto della
nomina alla determinazione delle retribuzioni dei
Sindaci, da ritenersi operante per lintera durata dellincarico.
Il Collegio Sindacale deve riunirsi almeno una
volta ogni trimestre.
Ai componenti del collegio sindacale si applicano
le decadenze e le inibizioni previste per gli amministratori dallart. 15.

Il Collegio Sindacale si compone di tre Sindaci


effettivi e di due supplenti i quali restano in carica
per un triennio.
Lassemblea ordinaria provveder allatto della
nomina alla determinazione delle retribuzioni dei
Sindaci, da ritenersi operante per lintera durata dellincarico.
Il Collegio Sindacale deve riunirsi almeno una
volta ogni trimestre.
Ai componenti del collegio sindacale si applicano
le decadenze e le inibizioni previste per gli amministratori dallart. 15.

Capo IV

Capo IV

Bilancio

Bilancio

Art. 22

Art. 22

Lesercizio sociale chiude al 30 giugno di ciascun


anno. Alla fine di ogni esercizio, il Consiglio
dAmministrazione, o lAmministratore Unico compiler il bilancio ai sensi di legge.
La nota integrativa, oltre al rispetto dei contenuti di
cui allart. 2427 Codice Civile, dovr recare lesplicita attestazione del rispetto della vigente normativa
ordinaria e federale.
Si osserva al riguardo la norma di cui alle N.O.I.F.
Lassemblea determiner la destinazione specifica
degli eventuali utili di bilancio. Una quota parte degli
utili, non inferiore al dieci per cento dovr essere
destinata a scuole giovanili di addestramento e formazione tecnico-sportiva.

Lesercizio sociale chiude al 30 giugno di ciascun


anno. Alla fine di ogni esercizio, il Consiglio
dAmministrazione, o lAmministratore Unico compiler il bilancio ai sensi di legge.
La nota integrativa, oltre al rispetto dei contenuti di
cui allart. 2427 Codice Civile, dovr recare lesplicita attestazione del rispetto della vigente normativa
ordinaria e federale.
Si osserver al riguardo la norma di cui alle
N.O.I.F.
Lassemblea determiner la destinazione specifica
degli eventuali utili di bilancio che dovranno interamente essere reinvestiti nella societ per il perseguimento esclusivo delle finalit di cui al precedente
articolo 3.

Capo V

Capo V

Liquidazione e scioglimento

Liquidazione e scioglimento

Art. 23

Art. 23

In caso di liquidazione o di scioglimento della


societ per qualsiasi motivo, lassemblea dei soci
nominer e potr revocare i liquidatori, determinando
i loro poteri e la loro remunerazione. Lo stato di
liquidazione o di scioglimento determina la revoca
dellaffiliazione da parte della FIGC che potr consentire lo svolgimento dellattivit sino al termine
della stagione in corso.

In caso di liquidazione o di scioglimento della


societ per qualsiasi motivo, lassemblea dei soci
nominer e potr revocare i liquidatori, determinando
i loro poteri e la loro remunerazione. Lo stato di
liquidazione o di scioglimento determina la revoca
dellaffiliazione da parte della FIGC che potr consentire lo svolgimento dellattivit sino al termine
della stagione in corso.
Il residuo attivo che emergesse dopo il rimborso ai
soci del capitale sociale dovr essere assegnato al
CONI/FIGC ai sensi dellart. 13 della legge 23
marzo 1981 n. 91.

214

DECRETO LEGGE 20 SETTEMBRE 1996, n.485


Nel testo approvato dal Parlamento con la legge di
conversione n.586 del 18 novembre 1996.
Disposizioni urgenti per le societ sportive
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

1 bis. Larticolo 3 della legge 16 dicembre 1991, n.


398, sostituito dal seguente:
Art. 3 - Il premio di addestramento e formazione
tecnica di cui allarticolo 6 della legge 23 marzo
1981, n.91, e successive modificazioni, percepito dai
soggetti di cui allarticolo 1, non concorre alla determinazione del reddito dei soggetti stessi.

Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;


Rienuta la straordinaria necessit ed urgenza di
emanare disposizione intese a rendere meno gravosi
per i bilanci delle societ sportive gli effetti di recenti
decisioni comunitarie sui trasferimenti degli atleti;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 15 maggio 1996;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei
ministri e Ministro del tesoro, di concerto con il
Ministro delle finanze:

Emana
il seguente decreto-legge
Art.1
1. Lart. 6 della legge 23 marzo 1981, n.91 sostituito dal seguente:
Art.6 (Premio di addestramento e formazione tecnica).
1. Nel caso di primo contratto deve essere stabilito
dalle federazioni sportive nazionali un premio di
addestramento e formazione tecnica in favore della
societ od associazione sportiva presso la quale latleta ha svolto la sua ultima attivit dilettantistica o
giovanile.
2. Alla societ od alla associazione sportiva che, in
virt di tesseramento dilettantistico o giovanile, ha
provveduto alladdestramento e formazione tecnica
dellatleta, viene riconosciuto il diritto di stipulare il
primo contratto porfessionistico con lo stesso atleta.
tale diritto pu essere esercitato in pendenza del precedente tesseramento, nei tempi e con le modalit
stabilite dalle diverse Federazioni sportive nazionali
in relazione allet degli atleti ed alle caratteristiche
delle singole discipline sportive.
3. Il premio di addestramento e formazione tecnica
dovr essere reinvestito, dalle societ od associazioni
che svolgono attivit dilettantistica o giovanile, nel
perseguimento di fini sportivi.

Art. 2
1. Il quarto comma dellart.15 della legge 23 marzo
1981, n.91 sostituito dal seguente:
Le somme versate a titolo di premio di addestramento e formazione tecnica, ai sensi dellarticolo 6,
sono equiparate alle operazioni esenti dallimposta
sul valore aggiunto ai sensi dellarticolo 10 del
decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre
1972, n.633

Art. 3
1. Allart. 16 della legge 23 marzo 1981, n.91, sono
aggiunti, in fine, i seguenti commi:
Le societ sportive previste dalla presente legge
possono iscrivere nel proprio bilancio tra le componenti attive, in apposito conto, un importo massimo
pari al valore delle indennit di preparazione promozione maturate alla data del 30 giugno 1996, in base
ad una apposita certificazione rilasciata dalla
Federazione sportiva competente conforme alla normativa in vigore.
Le societ che si avvalgono delle facolt di cui al
comma precedente debbono procedere ad ogni effetto allammortamento del valore iscritto entro tre anni
a decorrere dalla data del 15 maggio 1996, fermo
restando lobbligo del controllo da parte di ciascuna
Federazione sportiva ai sensi dellart.12.
Le societ appartenenti a Federazioni sportive che
abbiano introdotto nei rispettivi ordinamenti il settore professionistico in epoca successiva alla data di
entrata in vigore della presente legge, oltre che avvalersi della facolt prevista dal secondo comma, possono altres provvedere ad un ammortamento delle
immobilizzazioni, iscritte in sede di trasformazione o
di prima applicazione del vincolo di cui al primo
comma, entro un periodo non superiore a tre anni, a
decorrere dalla data del 15 maggio 1996.

Art.4
1. Allarticolo 10 della legge 23 marzo 1981, n.81,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al primo comma aggiunto, in fine, il seguente
periodo:
In deroga allarticolo 2488 del codice civile in
ogni caso obbligatoria, per le societ professionistiche, la nomina del collegio sindacale;
b) il secondo comma sostituito dal seguente:
Latto costitutivo deve prevedere che la societ
possa svolgere esclusivamente attivit sportive ed
attivit ad esse connesse o strumentali;
b-bis) dopo il secondo comma inserito il seguente:
Latto costitutivo deve prevedere che una quota
parte degli utili, non inferiore al 10 per cento, sia
destinata a scuole giovanili di addestramento e formazione tecnico-sportiva;
a) (soppressa dalla legge di conversione).
2. Larticolo 12 della legge 23 marzo 1981, n91,
sostituito dal seguente:
Art.12 (Garanzia per il regolare svolgimento dei

215

campioni sportivi). - Al solo scopo di garantiire il


regolare svolgimento dei campioni sportivi, le
societ di cui allart. 10 sono sottoposte, al fine di
verificarne lequilibrio finanziario, ai controlli ed ai
conseguenti provvedimenti stabiliti dalle federazioni
sportive, per delega del CONI, secondo modalit e
principi da questo approvati.
3. Larticolo 13 della legge 23 marzo 1981, n.91,
sostituito dal seguente:
Art. 13 (Potere di denuncia al tribunale). -Le federazioni sportive nazionali possono procedere, nei
confronti delle societ di cui allarticolo 10, alla
denuncia di cui allarticolo 2409 del codice civile.

Art.5
1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica Italiana e sar presentato alle
Camere per la conversione in legge.
Il presente decreto, munito del sigillo di Stato, sar
inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi
della Repubblica italiana. E fatto obbligo a chiunque
spetti di osservarlo e di farlo osservare.

216

TABELLA A/1

SERIE A: SPETTATTORI PAGANTI BIGLIETTO NEL SESSENNIO DAL 19900-91 AL 1995-96

SOCIETA'
ANCONA
ASCOLI
ATALANTA
BARI
BOLOGNA
BRESCIA
CAGLIARI
CESENA
CREMONESE
FIORENTINA
FOGGIA
GENOA
INTERNAZIONALE
JUVENTUS
LAZIO
LECCE
MILAN
NAPOLI
PADOVA
PARMA
PESCARA
PIACENZA
PISA
REGGIANA
ROMA
SAMPDORIA
TORINO
UDINESE
VERONA
VICENZA

TOTALI
MEDIA-GARA

1990-91

1991-92

1992-93

1993-94

1994-95

1995-96

108.638
179.168
322.062
195.910

112.748
187.695
235.666

179.351

181.580

152.170
149.844

283.948
376.259
291.404
349.447
261.067
138.829
186.679

138.405
174.850
180.207
134.953
258.330
262.617
322.038

160.926
241.519
136.618
299.710
143.869
320.218

320.918
390.622

66.910
296.034

77.550

81.702

71.019
68.406

239.235
153.174
266.767

100.881

112.855
132.845
95.322
142.573
256.046
191.988
240.452
112.960
147.847
445.782
77.159

79.832

108.638
112.748
153.498
267.070
195.910
110.887
157.297
153.174
119.670
182.855
146.016
158.370
289.156
213.685
287.186
187.014
177.696
327.994
97.661
72.777
68.406
95.812
119.357
52.427
303.182
122.195
156.260
130.493
167.162
79.832

294.329
69.603
162.058

98.207

112.028
171.121
67.015
93.758
251.318
250.654
264.630

95.403
140.611

143.233
284.275
109.219
69.623

248.436
364.570
86.103
59.608

293.273
141.577
226.333

82.081

119.357
361.437
184.699
202.608

294.645
105.168
158.173

306.728
118.668
171.977
142.892

52.223
319.732
127.037
153.262
119.319

52.630
308.775
100.012
139.999

MEDIA ANNUALE

108.638
112.748
767.490
1.068.280
195.910
221.773
943.779
153.174
478.681
914.275
584.063
791.850
1.734.936
1.282.109
1.723.118
374.027
1.066.173
1.967.962
195.322
436.661
68.406
191.624
119.357
104.853
1.819.090
733.167
937.558
391.479
167.162
79.832

120.395
216.223

109.543

TOTALE SESSENALE

227.773
97.583
111.539
129.268

167.162

4.189.600

3.707.479

3.135.497

2.937.826

2.944.280

2.818.815

19.733.497

3.288.916

13.692

12.116

10.247

9.601

9.622

9.212

64.489

10.748

Pagina 1

TABELLA A/2

SERIE A: ABBONATI NEL SESSENNIO DAL 1990-91 AL 1995-96

SOCIETA'

ANCONA
ASCOLI
ATALANTA
BARI
BOLOGNA
BRESCIA
CAGLIARI
CESENA
CREMONESE
FIORENTINA
FOGGIA
GENOA
INTERNAZIONALE
JUVENTUS
LAZIO
LECCE
MILAN
NAPOLI
PADOVA
PARMA
PESCARA
PIACENZA
PISA
REGGIANA
ROMA
SAMPDORIA
TORINO
UDINESE
VERONA
VICENZA
TOTALI

1990-91

1991-92

1992-93

1993-94

1994-95

1995-96

5.455
8.290
13.186
10.066
12.861
4.818
15.061
14.500
32.814
25.973
15.816
2.883
69.322
41.676
13.444

4.558
9.200
21.934

13.773
2.755
20.203
11.870
23.125
33.588
36.384
20.556

9.426

4.888
12.959

14.401

11.684
2.797

25.006
19.767
27.496
37.406
30.269

58.991
25.215

71.895
41.186

16.747

19.615
12.364

13.861
18.005
34.403
33.227
36.005
5.750
57.012
13.372
20.826

12.000

5.455
4.558
10.706
14.717
10.066
5.794
11.943
4.818
2.789
22.864
11.931
18.320
30.611
33.288
28.135
4.317
58.636
26.885
8.998
18.400
12.364
8.015
6.586
10.548
33.433
22.446
18.290
10.369
13.176
12.000

364.231

2.233.130

372.188

12.213
13.603

6.700
7.909

12.471

2.600
24.336
10.062
16.202
25.740
33.122
33.149

3.004
29.712

48.234
20.857
8.364
19.541

46.360
19.005
9.632
20.225

29.622
33.618
33.013

7.814

6.586
22.309
20.474
22.072

34.277
25.186
26.060

32.264
23.876
16.798
11.823

10.306
33.808
23.144
17.115
11.145

10.789
38.193
21.667
13.970

39.748
20.330
13.723
8.138

13.176

352.151

397.598

402.493

365.076

351.581

Pagina 2

MEDIA ANNUALE

5.455
4.558
53.530
58.869
10.066
11.588
71.657
4.818
11.156
114.318
35.793
91.599
183.663
199.730
168.808
8.633
351.814
161.311
17.996
110.398
12.364
16.029
6.586
21.095
200.599
134.677
109.738
31.106
13.176
12.000

10.146

8.215

TOTALE SESSENALE

TABELLA A/3

SERIE A: PRESENZE ( SPETTATORI + ABBONATI/GARA ) NEL SESSENNIO DAL 1990-91 AL 1995-96

SOCIETA'

ANCONA
ASCOLI
ATALANTA
BARI
BOLOGNA
BRESCIA
CAGLIARI
CESENA
CREMONESE
FIORENTINA
FOGGIA
GENOA
INTERNAZIONALE
JUVENTUS
LAZIO
LECCE
MILAN
NAPOLI
PADOVA
PARMA
PESCARA
PIACENZA
PISA
REGGIANA
ROMA
SAMPDORIA
TORINO
UDINESE
VERONA
VICENZA
TOTALI
MEDIA-GARA

1990-91

1991-92

1992-93

1993-94

1994-95

1995-96

201.373
320.098
546.224
367.032

190.234
344.095
608.544

339.593

415.721

235.266
370.147

530.448
934.097
732.945
618.319
310.078
1.317.303
895.171

185.240
518.301
381.997
528.078
829.326
881.145
671.490

586.028
241.519
472.657
767.142
779.771
834.791

1.323.765
819.277

1.289.125
996.196

306.098

366.401

404.474
278.594

457.872
235.080
522.804

345.698

311.483
180.394
330.959
448.658
840.897
756.847
852.537
210.710
1.117.051
673.106
431.201

283.832

201.373
190.234
335.500
517.263
367.032
209.385
360.325
235.080
167.083
571.536
397.515
469.807
809.535
779.587
765.476
260.394
1.174.502
785.042
250.627
385.571
278.594
232.059
231.319
231.734
871.546
503.779
467.184
306.760
391.154
283.832

328.016
447.474

183.503
296.511

310.214

156.228
584.833
238.069
369.192
688.898
813.728
828.163

146.471
645.715

963.211
638.844
251.407
401.820

1.036.556
687.655
249.847
403.433

796.847
713.083
787.554

214.919

231.319
740.690
532.757
577.832

877.354
533.330
601.193

855.216
524.560
457.543
343.883

227.425
894.468
520.485
444.217
308.784

236.043
958.056
468.351
377.489

MEDIA ANNUALE

201.373
190.234
1.677.500
2.069.053
367.032
418.769
2.161.948
235.080
668.333
2.857.681
1.192.544
2.349.033
4.857.207
4.677.519
4.592.854
520.788
7.047.011
4.710.249
501.254
2.313.427
278.594
464.117
231.319
463.468
5.229.273
3.022.676
2.803.104
920.281
391.154
283.832

466.811

249.198

TOTALE SESSENALE

903.489
443.193
344.830
267.614

391.154

10.176.167

10.466.645

9.977.878

9.144.118

8.921.157

9.010.742

57.696.707

9.616.118

33.255

34.205

32.607

29.883

29.154

29.447

188.551

31.425

Pagina 3

TABELLA A/4

SERIE A: INCASSI LORDI PER VENDITA DI BIGLIETTI NEL SESSENNIO DAL 1990-91 AL 1995-96

SOCIETA'

ANCONA
ASCOLI
ATALANTA
BARI
BOLOGNA
BRESCIA
CAGLIARI
CESENA
CREMONESE
FIORENTINA
FOGGIA
GENOA
INTERNAZIONALE
JUVENTUS
LAZIO
LECCE
MILAN
NAPOLI
PADOVA
PARMA
PESCARA
PIACENZA
PISA
REGGIANA
ROMA
SAMPDORIA
TORINO
UDINESE
VERONA
VICENZA
TOTALI
MEDIA-GARA

1990-91

1991-92

1992-93

1993-94

1994-95

1995-96

3.859.625.000
3.391.452.000
7.712.130.000
5.616.530.700
6.605.845.000
3.408.240.000
6.863.969.400
7.563.927.000
12.963.110.000
10.476.697.000
11.298.484.000
4.597.081.000
4.492.448.000
6.254.588.770
2.844.987.000

2.769.319.000
4.041.099.000
5.996.256.000

4.712.765.000

5.281.830.000

5.122.754.000
4.513.195.000

2.944.080.000
6.346.617.326
6.170.512.000
4.860.097.500
8.593.492.000
10.601.574.500
10.431.870.000

7.014.683.662
8.069.200.500
4.563.129.500
11.206.727.000
5.859.161.000
12.842.018.000

10.543.933.000
13.644.607.200

4.546.160.000
9.400.585.000

2.681.347.000

2.657.005.000
2.943.728.000

2.731.330.000

3.102.045.000
3.751.020.000
4.097.125.000
4.476.750.000
10.202.650.500
6.807.174.692
10.264.890.000
3.361.142.000
7.124.231.000
13.053.170.000
3.211.205.000

4.061.325.000

3.859.625.000
2.769.319.000
3.727.739.600
6.633.208.250
5.616.530.700
3.981.586.000
4.445.023.167
3.408.240.000
3.110.620.500
6.882.987.178
5.243.848.125
4.946.459.800
10.593.679.917
8.146.892.537
10.741.435.167
3.979.111.500
7.484.326.833
10.365.707.328
4.354.371.500
2.853.731.500
2.943.728.000
3.398.405.500
3.567.460.000
2.368.847.500
11.402.731.833
4.434.740.833
4.784.966.667
5.069.484.279
3.867.896.000
4.061.325.000

3.762.052.000
5.195.428.000

2.840.418.000
4.145.256.000

3.021.968.000

2.926.314.000
7.270.144.000
2.638.555.000
3.268.395.000
9.353.751.500
9.741.538.361
10.005.186.000

2.821.068.000
6.919.521.500

11.242.348.500
5.395.209.670
9.606.163.000

6.631.214.000
8.355.279.000
4.836.330.000
2.927.075.000

11.567.975.000
11.486.014.000
3.872.413.000
2.800.770.000
2.926.876.000

3.567.460.000
10.676.396.000
6.437.480.000
6.180.447.000

11.054.938.000
4.413.885.000
4.739.477.000

11.372.960.000
4.237.495.000
5.294.893.000
5.826.406.838

2.439.410.000
11.906.195.000
4.804.825.000
4.313.365.000
3.725.774.000

2.298.285.000
13.186.866.000
3.495.585.000
4.502.995.000

MEDIA ANNUALE

3.859.625.000
2.769.319.000
18.638.698.000
26.532.833.000
5.616.530.700
7.963.172.000
26.670.139.000
3.408.240.000
12.442.482.000
34.414.935.888
20.975.392.500
24.732.299.000
63.562.079.500
48.881.355.223
64.448.611.000
7.958.223.000
44.905.961.000
62.194.243.970
8.708.743.000
17.122.389.000
2.943.728.000
6.796.811.000
3.567.460.000
4.737.695.000
68.416.391.000
26.608.445.000
28.709.800.000
15.208.452.838
3.867.896.000
4.061.325.000

7.629.019.000

3.869.935.000

TOTALE SESSENALE

10.219.036.000
3.219.175.000
3.678.623.000
5.656.272.000

3.867.896.000

120.951.272.870

118.982.830.526

114.042.491.500

103.242.237.192

106.052.205.861

107.452.237.670

670.723.275.619

111.787.212.603

395.265.598

388.832.779

372.687.881

337.392.932

346.575.836

351.151.103

2.191.906.129

365.317.688

Pagina 4

TABELLA A/5

SERIE A: INCASSI LORDI PER ABBONAMENTI NEL SESSENNIO DAL 19900-91 AL 1995-96

SOCIETA'

ANCONA
ASCOLI
ATALANTA
BARI
BOLOGNA
BRESCIA
CAGLIARI
CESENA
CREMONESE
FIORENTINA
FOGGIA
GENOA
INTERNAZIONALE
JUVENTUS
LAZIO
LECCE
MILAN
NAPOLI
PADOVA
PARMA
PESCARA
PIACENZA
PISA
REGGIANA
ROMA
SAMPDORIA
TORINO
UDINESE
VERONA
VICENZA
TOTALI
MEDIA-GARA

1990-91

1991-92

1992-93

1993-94

1994-95

1995-96

3.370.795.000
3.930.872.000
6.743.450.000
4.840.875.000
4.691.050.000
2.014.360.000
8.339.200.000
4.156.270.000
14.718.581.000
12.985.890.000
7.891.770.000
1.514.359.000
30.486.550.000
16.037.283.000
8.846.910.000

1.352.430.000
5.187.910.000
9.919.400.000

5.277.200.000
2.457.510.000
13.622.000.000
5.381.810.000
7.853.600.000
16.452.630.000
13.206.670.000
9.697.010.000

5.023.770.000

2.807.940.000
5.703.300.000

5.374.375.000

4.993.732.000
2.221.050.000

15.442.950.000
6.706.618.000
13.856.280.000
15.106.220.000
13.676.430.000

26.959.200.000
9.916.855.000

34.189.000.000
13.263.430.000

10.420.670.000

12.820.690.000
6.368.555.000

6.375.210.000
6.136.030.000
17.543.950.000
12.878.280.000
16.405.150.000
1.916.930.000
26.683.556.000
5.179.175.000
13.883.000.000

6.811.060.000

3.370.795.000
1.352.430.000
5.028.252.400
6.364.775.000
4.840.875.000
2.810.314.000
4.800.359.500
2.014.360.000
2.188.052.500
13.566.498.000
5.447.036.667
5.992.117.600
15.037.288.500
12.967.716.667
13.976.910.000
1.715.644.500
27.521.492.667
9.558.109.667
4.895.705.000
12.121.657.167
6.368.555.000
5.456.100.000
3.304.510.000
7.514.452.500
13.831.022.333
7.922.845.800
7.100.484.167
5.517.711.667
4.273.830.000
6.811.060.000

5.624.335.000
4.764.800.000

2.812.688.000
3.318.450.000

4.818.425.000

2.039.500.000
13.941.135.000
4.584.090.000
5.108.070.000
13.122.820.000
10.524.860.000
18.140.850.000

2.034.150.000
16.487.205.000

24.170.565.000
6.754.295.000
4.971.010.000
13.169.000.000

22.640.085.000
6.197.620.000
4.820.400.000
13.589.673.000

14.529.470.000
13.104.380.000
18.050.250.000

5.254.520.000

3.304.510.000
8.810.179.000
6.661.360.000
9.084.850.000

15.084.841.000
9.101.900.000
9.366.650.000

13.430.616.000
8.351.430.000
7.321.305.000
6.314.000.000

7.694.750.000
14.396.940.000
8.118.960.000
5.506.550.000
5.156.300.000

7.334.155.000
14.761.750.000
7.746.964.800
5.459.900.000

MEDIA ANNUALE

3.370.795.000
1.352.430.000
25.141.262.000
25.459.100.000
4.840.875.000
5.620.628.000
28.802.157.000
2.014.360.000
8.752.210.000
67.832.490.000
16.341.110.000
29.960.588.000
90.223.731.000
77.806.300.000
83.861.460.000
3.431.289.000
165.128.956.000
57.348.658.000
9.791.410.000
72.729.943.000
6.368.555.000
10.912.200.000
3.304.510.000
15.028.905.000
82.986.134.000
47.537.074.800
42.602.905.000
16.553.135.000
4.273.830.000
6.811.060.000

4.031.450.000

5.657.680.000

TOTALE SESSENALE

16.501.808.000
7.556.460.000
5.863.650.000
5.082.835.000

4.273.830.000

155.058.319.000

175.532.116.000

183.753.329.000

166.121.618.000

161.991.552.800

173.731.126.000

1.016.188.060.800

169.364.676.800

506.726.533

573.634.366

600.501.075

542.881.105

529.384.159

567.748.778

3.320.876.016

553.479.336

Pagina 5

TABELLA A/6

SERIE A: INCASSI LORDI (BIGLIETTI + ABBONAMENTI ) NEL SESSENNIO DAL 19900-91 AL 1995-96

SOCIETA'

ANCONA
ASCOLI
ATALANTA
BARI
BOLOGNA
BRESCIA
CAGLIARI
CESENA
CREMONESE
FIORENTINA
FOGGIA
GENOA
INTERNAZIONALE
JUVENTUS
LAZIO
LECCE
MILAN
NAPOLI
PADOVA
PARMA
PESCARA
PIACENZA
PISA
REGGIANA
ROMA
SAMPDORIA
TORINO
UDINESE
VERONA
VICENZA
TOTALI
MEDIA-GARA

1990-91

1991-92

1992-93

1993-94

1994-95

1995-96

7.230.420.000
7.322.324.000
14.455.580.000
10.457.405.700
11.296.895.000
5.422.600.000
15.203.169.400
11.720.197.000
27.681.691.000
23.462.587.000
19.190.254.000
6.111.440.000
34.978.998.000
22.291.871.770
11.691.897.000

4.121.749.000
9.229.009.000
15.915.656.000

9.736.535.000

10.559.030.000

7.930.694.000
10.216.495.000

5.401.590.000
19.968.617.326
11.552.322.000
12.713.697.500
25.046.122.000
23.808.244.500
20.128.880.000

22.457.633.662
8.069.200.500
11.269.747.500
25.063.007.000
20.965.381.000
26.518.448.000

37.503.133.000
23.561.462.200

38.735.160.000
22.664.015.000

13.102.017.000

15.477.695.000
9.312.283.000

8.105.705.000

8.095.777.000
5.972.070.000
10.472.335.000
10.612.780.000
27.746.600.500
19.685.454.692
26.670.040.000
5.278.072.000
33.807.787.000
18.232.345.000
17.094.205.000

10.872.385.000

7.230.420.000
4.121.749.000
8.755.992.000
12.997.983.250
10.457.405.700
6.791.900.000
9.245.382.667
5.422.600.000
5.298.673.000
20.449.485.178
9.329.125.625
10.938.577.400
25.630.968.417
21.114.609.204
24.718.345.167
5.694.756.000
35.005.819.500
19.923.816.995
9.250.076.500
14.975.388.667
9.312.283.000
8.854.505.500
6.871.970.000
9.883.300.000
25.233.754.167
12.357.586.633
11.885.450.833
10.587.195.946
8.141.726.000
10.872.385.000

1.686.911.336.419

381.353.231.349

9.386.387.000
9.960.228.000

5.653.106.000
7.463.706.000

7.840.393.000

4.965.814.000
21.211.279.000
7.222.645.000
8.376.465.000
22.476.571.500
20.266.398.361
28.146.036.000

4.855.218.000
23.406.726.500

30.801.779.000
15.109.574.000
9.807.340.000
16.096.075.000

34.208.060.000
17.683.634.000
8.692.813.000
16.390.443.000

25.771.818.500
18.499.589.670
27.656.413.000

8.181.396.000

6.871.970.000
19.486.575.000
13.098.840.000
15.265.297.000

26.139.779.000
13.515.785.000
14.106.127.000

24.803.576.000
12.588.925.000
12.616.198.000
12.140.406.838

10.134.160.000
26.303.135.000
12.923.785.000
9.819.915.000
8.882.074.000

9.632.440.000
27.948.616.000
11.242.549.800
9.962.895.000

26.720.844.000
10.775.635.000
9.542.273.000
10.739.107.000

8.141.726.000

276.009.591.870

294.514.946.526

297.795.820.500

269.363.855.192

268.043.758.661

281.183.363.670

901.992.130

962.467.146

973.188.956

880.274.037

875.959.996

918.899.881

Pagina 6

MEDIA ANNUALE

7.230.420.000
4.121.749.000
43.779.960.000
51.991.933.000
10.457.405.700
13.583.800.000
55.472.296.000
5.422.600.000
21.194.692.000
102.247.425.888
37.316.502.500
54.692.887.000
153.785.810.500
126.687.655.223
148.310.071.000
11.389.512.000
210.034.917.000
119.542.901.970
18.500.153.000
89.852.332.000
9.312.283.000
17.709.011.000
6.871.970.000
19.766.600.000
151.402.525.000
74.145.519.800
71.312.705.000
31.761.587.838
8.141.726.000
10.872.385.000

11.660.469.000

9.527.615.000

TOTALE SESSENALE

918.797.024

TABELLA B/1

SERIE B: SPETTATTORI PAGANTI BIGLIETTO NEL SESSENNIO DAL 1990-91 AL 1995-96

SOCIETA'

ACIREALE
ANCONA
ASCOLI
ATALANTA
AVELLINO
BARI
BARLETTA
BOLOGNA
BRESCIA
CASERTANA
CESENA
CHIEVO
COMO
COSENZA
CREMONESE
FIDELIS ANDRIA
FIORENTINA
FOGGIA
GENOA
H. VERONA
LECCE
LUCCHESE
MESSINA
MODENA
MONZA
PADOVA
PALERMO
PERUGIA
PESCARA
PIACENZA
PISA
PISTOIESE
RAVENNA
REGGIANA
REGGINA
SALERNITANA
SPAL
TARANTO
TERNANA
TRIESTINA
UDINESE
VENEZIA
VERONA
VICENZA
TOTALI
MEDIA-GARA

1990-91

1991-92

93.173
99.487

168.074

68.286

57.064

1992-93

1993-94

1994-95

32.816
72.292
48.093
115.182

1995-96

72.433

41.948
78.830
64.572

122.547

273.096

66.452

136.914

179.060
78.648

94.563

67.052
91.736

114.946
107.530

173.103
190.530
46.711
106.909

139.484

79.342

114.044

177.546

157.927
113.098
58.503

94.523
61.904
178.380

67.823
71.322
37.517
88.380
37.440

147.324

83.866
73.844
70.431
45.252
46.250
77.700

189.215
81.398
114.479
83.614
146.433

127.208

140.876
51.769
95.695
75.942
119.537
252.685
173.658
53.650
68.594

186.071
44.939
67.727
38.094
149.400

42.452
74.537
23.273
141.931
228.040
163.910

66.726
47.236

48.906
58.726

156.727
88.405
123.376
65.698

58.891

280.452
148.612
87.012

58.137
73.099
56.805

100.707
105.431
79.007

124.721

99.569

74.520

59.487
103.717

2.079.799
5.743

128.464
216.844

101.697
101.676

2.354.957
6.197

71.324
66.121
190.652

91.161
59.755
62.292

76.240
68.374

57.223
80.835
73.789

74.547
34.267
93.631
119.485

37.940
128.982

1.829.813
4.815

2.045.143
5.382

1.651.477
4.346

1.959.151
5.156

Pagina 7

TOTALE SESSENALE

MEDIA ANNUALE

74.764
506.932
284.585
115.182
191.802
395.643
67.052
491.647
497.828
46.711
451.984
145.166
37.517
703.753
220.628
203.099
178.380
193.574
77.700
189.215
375.853
338.175
210.174
301.820
61.367
557.301
917.904
237.017
675.164
186.074
173.967
73.099
56.805
425.216
171.552
486.503
91.161
233.844
62.292
59.487
279.961
307.346
371.822
193.274

37.382
101.386
71.146
115.182
63.934
197.822
67.052
163.882
124.457
46.711
90.397
72.583
37.517
117.292
110.314
50.775
178.380
96.787
77.700
189.215
125.284
56.363
105.087
75.455
30.684
139.325
229.476
118.509
135.033
62.025
57.989
73.099
56.805
106.304
85.776
162.168
91.161
77.948
62.292
59.487
93.320
61.469
92.956
96.637

11.920.340
31.369

1.986.723
5.228

TABELLA B/2

SERIE B: ABBONATI NEL SESSENNIO DAL 1990-91 AL 1995-96

SOCIETA'

1990-91

1991-92

1992-93

ACIREALE

ANCONA
ASCOLI
ATALANTA
AVELLINO
BARI
BARLETTA
BOLOGNA
BRESCIA
CASERTANA
CESENA
CHIEVO
COMO
COSENZA
CREMONESE
FIDELIS ANDRIA
FIORENTINA
FOGGIA
GENOA
H. VERONA
LECCE
LUCCHESE
MESSINA
MODENA
MONZA
PADOVA
PALERMO
PERUGIA
PESCARA
PIACENZA
PISA
PISTOIESE
RAVENNA
REGGIANA
REGGINA
SALERNITANA
SPAL
TARANTO
TERNANA
TRIESTINA
UDINESE
VENEZIA
VERONA
VICENZA
TOTALI

1.020
2.118

890

5.965

5.635

1993-94

1994-95

1995-96

1.614
1.505

1.477

3.300

1.650

1.617

2.893
1.643

2.259
2.101
9.073

4.863

2.020

7.062
7.479
9.073
16.287
6.883
1.101
21.383
6.341
5.183
7.786
1.816
1.765
9.131
2.454
9.301
17.610
13.092
7.140
5.284
5.693
15.442
2.852
4.956
2.779
6.952
15.454
10.616
14.196
8.746
9.748
1.535
2.567
12.969
5.805
28.486
6.600
8.364
1.559
2.591
24.248
10.469
26.901
11.967

1.766
1.870
9.073
5.429
3.442
1.101
7.128
1.585
5.183
1.557
908
1.765
1.522
1.227
2.325
17.610
6.546
7.140
5.284
1.898
2.574
1.426
1.239
1.390
1.738
3.864
5.308
4.732
2.915
3.249
1.535
2.567
3.242
2.903
9.495
6.600
2.788
1.559
2.591
8.083
2.094
6.725
5.984

400.966

66.828

4.687

8.976
1.770
5.183
1.761

4.170

1.584

1.340

1.586

1.015
949
2.596

1.636

8.237
1.596

2.080

2.018
17.610

1.602
582
1.765
1.476
2.778

7.442

1.499
1.234
1.804
1.909
5.650
7.140

5.284
3.037
1.499
1.265
1.609

4.152

1.596
3.274
1.353
1.427
1.963
4.678
7.263
2.403
3.458

2.079
3.062
1.148
1.461
1.483

2.083
3.501

2.571
1.116
1.318
1.897
3.162

2.018
1.607

4.904
6.013

1.891

2.710
4.603
2.781

4.260
2.789
1.535
2.567

2.310
1.916
14.255

2.979

2.298

4.301

2.591
6.758

68.634

2.719
7.502

9.664
1.729

71.889

MEDIA ANNUALE

1.823

1.101
895

TOTALE SESSENALE

4.961
3.889
6.729

6.600
1.765
1.559

1.998
8.562

1.414
6.668
6.453

7.826
2.617
5.088
5.514

2.711
6.583

54.814

63.018

70.462

72.149

Pagina 8

TABELLA B/3

SERIE B: PRESENZE ( SPETTATTORI + ABBONATI/GARA) NEL SESSENNIO DAL 1990-91 AL 1995-96

SOCIETA'

1990-91

1991-92

1992-93

ACIREALE
ANCONA

112.553

ASCOLI
ATALANTA
AVELLINO
BARI
BARLETTA
BOLOGNA
BRESCIA
CASERTANA
CESENA
CHIEVO
COMO
COSENZA
CREMONESE
FIDELIS ANDRIA
FIORENTINA
FOGGIA
GENOA
H. VERONA
LECCE
LUCCHESE
MESSINA
MODENA
MONZA
PADOVA
PALERMO
PERUGIA
PESCARA
PIACENZA
PISA
PISTOIESE
RAVENNA
REGGIANA
REGGINA
SALERNITANA
SPAL
TARANTO
TERNANA
TRIESTINA
UDINESE
VENEZIA
VERONA
VICENZA

139.729

TOTALI
MEDIA-GARA

181.621

1993-94

1994-95

76.585

60.879

133.797

115.213

103.156

95.789

88.012
287.569

214.944

311.476

184.984

164.129

1995-96

94.563

155.505

87.971
108.741

145.612
136.125

343.647
224.160
145.188
140.368

218.714

109.438

139.504

207.680

177.212
131.129
107.827

125.607

335.563
108.972

176.434

100.246
512.970

98.261
82.380
71.052
116.424

104.707

90.222

81.523

288.722

112.347
97.290

153.600
213.360

289.611
139.101
142.960
107.649
177.004

206.096

171.200
113.975
121.402
103.055
156.834
341.567
311.655
99.307
134.296

225.572
103.117
89.539
65.853
177.577

91.301
95.741
48.315
177.974
288.118
163.910

106.303
113.755

87.248
89.259

249.903
202.652
123.376
146.638

94.820

331.942
236.069
139.851

111.128
102.264
105.578

144.597
141.835
349.852
143.231
108.716
232.119

3.383.845
8.905

181.322

180.125

156.239

216.561
93.290
91.913

359.382

285.313
134.527

3.720.848
9.792

165.583
140.012
318.503

114.202
231.052

84.089
207.527
196.396

223.241
83.990
190.303
224.251

89.449
254.059

2.871.279
7.556

3.242.485
8.533

2.990.255
7.869

3.329.982
8.763

Pagina 9

TOTALE SESSENALE

MEDIA ANNUALE

137.464

68.732

641.110

160.278

426.686
287.569
501.255
526.420
87.971
897.924
618.307
145.188
599.918
179.670
71.052
877.242
267.254
379.818
512.970
442.322
213.360
289.611
484.020
631.573
264.362
395.984
114.168
689.389
1.211.530
438.721
944.888
352.248
359.179
102.264
105.578
671.627
281.847
1.027.737
216.561
392.760
91.913
108.716
740.673
506.257
882.941
420.647

106.672
287.569
167.085
263.210
87.971
299.308
154.577
145.188
119.984
89.835
71.052
146.207
133.627
94.955
512.970
221.161
213.360
289.611
161.340
105.262
132.181
98.996
57.084
172.347
302.883
219.361
314.963
117.416
119.726
102.264
105.578
167.907
140.924
342.579
216.561
130.920
91.913
108.716
246.891
101.251
220.735
210.324

19.538.694
51.418

7.621.474
8.570

TABELLA B/4

SERIE B: INCASSI LORDI PER VENDITA DI BIGLIETTI NEL SESSENNIO DAL 1990-91 AL 1995-96

SOCIETA'

1990-91

1991-92

ANCONA

1.258.461.000

2.836.792.000

ASCOLI

1.438.837.000

1992-93

ACIREALE

ATALANTA
AVELLINO
BARI
BARLETTA
BOLOGNA
BRESCIA
CASERTANA
CESENA
CHIEVO
COMO
COSENZA
CREMONESE
FIDELIS ANDRIA
FIORENTINA
FOGGIA
GENOA
H. VERONA
LECCE
LUCCHESE
MESSINA
MODENA
MONZA
PADOVA
PALERMO
PERUGIA
PESCARA
PIACENZA
PISA
PISTOIESE
RAVENNA
REGGIANA
REGGINA
SALERNITANA
SPAL
TARANTO
TERNANA
TRIESTINA
UDINESE
VENEZIA
VERONA
VICENZA
TOTALI
MEDIA-GARA

1.300.582.000

1993-94

1994-95

1995-96

1.550.340.240

835.297.000

601.934.285

1.437.231.285

718.615.643

1.536.410.000

8.596.258.240

1.719.251.648

1.118.515.000

878.694.000

4.736.628.000

1.184.157.000

2.315.355.000
3.587.994.700
6.811.439.972
900.966.000
11.174.818.980
10.681.401.000
1.068.840.000
8.043.052.000
2.175.465.000
664.103.000
12.291.474.000
3.811.634.500
3.939.169.900
3.865.322.500
3.420.722.822
1.892.280.000
2.732.762.000
5.839.390.500
9.584.198.000
3.726.264.000
5.969.504.764
1.065.378.500
11.411.653.500
16.319.148.000
6.031.623.000
11.840.271.000
4.593.860.000
3.909.711.000
1.568.575.000
1.243.317.000
10.322.789.000
3.278.516.000
12.338.526.700
2.038.573.868
3.378.435.264
1.275.265.000
843.204.000
6.431.898.000
6.623.792.000
7.515.946.000
4.644.569.460

2.315.355.000
1.195.998.233
3.405.719.986
900.966.000
3.724.939.660
2.670.350.250
1.068.840.000
1.608.610.400
1.087.732.500
664.103.000
2.048.579.000
1.905.817.250
984.792.475
3.865.322.500
1.710.361.411
1.892.280.000
2.732.762.000
1.946.463.500
1.597.366.333
1.863.132.000
1.492.376.191
532.689.250
2.852.913.375
4.079.787.000
3.015.811.500
2.368.054.200
1.531.286.667
1.303.237.000
1.568.575.000
1.243.317.000
2.580.697.250
1.639.258.000
4.112.842.233
2.038.573.868
1.126.145.088
1.275.265.000
843.204.000
2.143.966.000
1.324.758.400
1.878.986.500
2.322.284.370

235.941.328.455
620.898.233

39.323.554.742
103.483.039

2.315.355.000
861.469.700

1.823.307.000

3.858.043.000
3.702.650.000
1.068.840.000
1.758.942.000

2.779.337.000

1.321.772.000

2.042.047.000

3.053.169.000

3.272.476.000
2.193.020.000
1.162.889.900

1.728.253.500

1.532.090.500
1.618.614.500

1.620.714.000
4.658.959.972
4.537.438.980
1.633.415.000

3.522.029.000

1.251.456.000
3.865.322.500

1.214.811.000
1.078.797.000
664.103.000
1.490.376.000

1.705.480.000
1.096.668.000

755.742.000

769.082.000

2.383.508.000

1.215.109.000

1.037.214.822
1.892.280.000

2.732.762.000
2.612.397.000
2.148.888.000
1.647.806.500
2.588.805.500

1.943.984.000

2.080.673.000
1.429.372.000
1.577.376.000
1.654.739.000
2.348.902.000
4.216.093.000
3.591.658.000
1.153.477.000
1.618.500.000

3.207.428.000
1.294.025.000
1.453.776.764
648.374.500
3.030.970.000

1.272.523.000
1.213.182.500
417.004.000
3.442.976.000
4.048.752.000
2.497.485.000

1.681.823.000
1.103.020.000

551.289.500
1.358.451.000

2.837.199.000
2.112.008.000
1.900.516.000
1.758.560.000

1.617.430.000

5.217.104.000
3.919.615.000
1.906.628.000

1.188.191.000
1.568.575.000
1.243.317.000

2.056.671.000
2.010.606.000
2.042.421.700
1.389.505.264
843.204.000
2.230.547.000

36.309.192.964
95.550.508

2.905.541.000

3.321.422.000

1.051.291.000

2.038.573.868
937.639.000
1.275.265.000

5.304.311.000

2.335.510.000
2.272.427.000

45.375.464.700
119.409.118

MEDIA ANNUALE

1.414.255.000

1.105.811.000
900.966.000

2.152.480.000

TOTALE SESSENALE

2.039.155.000
1.267.910.000
4.991.794.000

1.705.161.000
1.336.148.000

1.295.773.000
1.622.472.000
1.763.123.460

1.865.841.000
755.769.000
1.860.946.000
2.881.446.000

594.662.000
2.696.380.000

37.216.183.032
97.937.324

40.440.933.932
106.423.510

33.722.558.785
88.743.576

42.876.995.042
112.834.197

Pagina 10

TABELLA B/5

SERIE B: INCASSI LORDI PER ABBONAMENTI NEL SESSENNIO DAL 1990-91 AL 1995-96

SOCIETA'

1990-91

1991-92

1992-93

ACIREALE
ANCONA

533.340.000

ASCOLI

504.810.000

469.430.000
443.180.000

1993-94

BARI
BARLETTA
BOLOGNA
BRESCIA
CASERTANA
CESENA
CHIEVO
COMO
COSENZA
CREMONESE
FIDELIS ANDRIA
FIORENTINA
FOGGIA
GENOA
H. VERONA
LECCE
LUCCHESE
MESSINA
MODENA
MONZA
PADOVA
PALERMO
PERUGIA
PESCARA
PIACENZA
PISA
PISTOIESE
RAVENNA
REGGIANA
REGGINA
SALERNITANA
SPAL
TARANTO
TERNANA
TRIESTINA
UDINESE
VENEZIA
VERONA
VICENZA
TOTALI
MEDIA-GARA

1.472.390.000

1995-96

594.900.000

1.358.400.000

679.200.000

673.710.000

2.664.925.000

666.231.250

424.080.000

489.510.000

1.861.580.000

465.395.000

3.608.495.000

3.608.495.000

3.608.495.000

4.550.340.000

1.516.780.000

3.432.450.000
349.950.000
8.317.108.000
2.246.427.000
1.428.740.000
2.813.970.000
333.210.000
457.970.000
3.777.975.000
1.688.220.000
3.325.461.000
9.139.140.000
4.012.170.000
1.828.430.000
1.559.723.000
1.605.909.000
5.080.790.000
1.063.745.000
2.702.290.000
616.751.000
3.146.245.000
7.194.015.500
4.149.490.000
3.682.940.000
4.142.980.000
3.721.050.000
532.540.000
782.700.000
5.876.795.000
1.792.040.000
8.191.742.500
2.144.210.000
2.444.070.000
579.490.000
755.580.000
7.403.061.000
3.507.230.000
6.045.515.000
3.597.572.000

1.716.225.000
349.950.000
2.772.369.333
561.606.750
1.428.740.000
562.794.000
166.605.000
457.970.000
629.662.500
844.110.000
831.365.250
9.139.140.000
2.006.085.000
1.828.430.000
1.559.723.000
535.303.000
846.798.333
531.872.500
675.572.500
308.375.500
786.561.250
1.798.503.875
2.074.745.000
1.227.646.667
1.380.993.333
1.240.350.000
532.540.000
782.700.000
1.469.198.750
896.020.000
2.730.580.833
2.144.210.000
814.690.000
579.490.000
755.580.000
2.467.687.000
701.446.000
1.511.378.750
1.798.786.000

139.513.435.000
367.140.618

23.252.239.167
61.190.103

1.728.450.000

1.005.050.000

349.950.000
392.180.000

569.230.000
954.780.000

3.281.913.000
696.190.000
1.428.740.000
700.530.000

1.521.265.000

575.060.000

483.540.000

865.940.000

579.445.000
733.440.000
976.710.000

704.000.000

3.513.930.000
433.365.000

724.692.000

768.525.000
9.139.140.000

531.950.000
162.230.000
457.970.000
487.380.000

522.890.000
170.980.000

905.316.000

674.910.000

1.921.670.000

571.980.000

2.090.500.000
1.828.430.000

1.559.723.000
743.650.000
563.850.000
639.590.000
761.670.000

1.212.350.000

632.430.000
936.310.000
499.895.000
801.200.000
915.520.000
2.182.350.000
1.777.430.000
799.740.000
1.441.400.000

557.706.000
1.105.140.000
681.200.000
267.905.000
662.620.000

938.900.000
1.317.450.000

954.460.000
580.300.000
348.846.000
806.435.000
1.655.055.000

415.773.000
624.830.000

2.121.998.000
2.351.980.000

716.400.000

1.234.612.500
1.797.510.000
693.160.000

2.404.340.000
962.200.000
532.540.000
782.700.000

1.054.280.000
699.000.000
3.444.550.000
783.970.000
755.580.000
2.059.940.000

20.976.503.000
55.201.324

1.259.420.000

1.242.135.000

1.066.990.000

2.144.210.000
593.110.000
579.490.000

2.521.300.000

2.962.000.000
686.730.000

24.753.658.000
65.141.205

MEDIA ANNUALE

763.500.000

1.349.500.000

2.427.400.000

TOTALE SESSENALE

988.445.000

ATALANTA
AVELLINO

1994-95

2.320.960.000
1.093.040.000
2.225.892.500

842.230.000
2.094.560.000

573.040.000
1.476.480.000
1.930.880.000

2.381.121.000
737.510.000
1.126.630.000
1.666.692.000

667.720.000
1.347.845.000

20.283.156.000
53.376.726

25.071.368.000
65.977.284

24.263.635.000
63.851.671

24.165.115.000
63.592.408

Pagina 11

TABELLA B/6

SERIE B: INCASSI LORDI ( BIGLIETTI + ABBONAMENTI ) NEL SESSENNIO DAL 1990-91 AL 1995-96

SOCIETA'

1990-91

1991-92

ANCONA

1.791.801.000

3.306.222.000

ASCOLI

1.943.647.000

1992-93

ACIREALE

1.743.762.000

1993-94

1994-95

1.598.797.000

1.196.834.285

2.402.700.000

2.210.120.000

1.542.595.000

1.368.204.000

ATALANTA
AVELLINO

BARI
BARLETTA
BOLOGNA
BRESCIA
CASERTANA
CESENA
CHIEVO
COMO
COSENZA
CREMONESE
FIDELIS ANDRIA
FIORENTINA
FOGGIA
GENOA
H. VERONA
LECCE
LUCCHESE
MESSINA
MODENA
MONZA
PADOVA
PALERMO
PERUGIA
PESCARA
PIACENZA
PISA
PISTOIESE
RAVENNA
REGGIANA
REGGINA
SALERNITANA
SPAL
TARANTO
TERNANA
TRIESTINA
UDINESE
VENEZIA
VERONA
VICENZA
TOTALI
MEDIA-GARA

1995-96

2.795.631.285
1.550.340.240

5.923.850.000
2.578.201.000

2.210.969.700

3.349.164.000

4.579.880.000

5.664.009.972

1.250.916.000
2.215.487.000

2.101.320.500
2.573.394.500

7.139.956.000
4.398.840.000
2.497.580.000
2.459.472.000

4.300.602.000

1.896.832.000

2.525.587.000

3.919.109.000

3.851.921.000
2.926.460.000
2.139.599.900

2.432.253.500

8.051.368.980
2.066.780.000

4.246.721.000

2.019.981.000
13.004.462.500

1.746.761.000
1.241.027.000
1.122.073.000
1.977.756.000

2.228.370.000
1.267.648.000

1.661.058.000

1.443.992.000

4.305.178.000

1.787.089.000

3.127.714.822
3.720.710.000

4.292.485.000
3.356.047.000
2.712.738.000
2.287.396.500
3.350.475.500

3.156.334.000

2.713.103.000
2.365.682.000
2.077.271.000
2.455.939.000
3.264.422.000
6.398.443.000
5.369.088.000
1.953.217.000
3.059.900.000

3.765.134.000
2.399.165.000
2.134.976.764
916.279.500
3.693.590.000

2.226.983.000
1.793.482.500
765.850.000
4.249.411.000
5.703.807.000
2.497.485.000

2.620.723.000
2.420.470.000

967.062.500
1.983.281.000

4.959.197.000
4.463.988.000
1.900.516.000
4.162.900.000

2.333.830.000

6.451.716.500
5.717.125.000
2.599.788.000

2.150.391.000
2.101.115.000
2.026.017.000

3.110.951.000
2.709.606.000
5.486.971.700
2.173.475.264
1.598.784.000
4.290.487.000

57.285.695.964
150.751.831

4.164.961.000

4.563.557.000

2.118.281.000

4.182.783.868
1.530.749.000
1.854.755.000

7.825.611.000

5.297.510.000
2.959.157.000

70.129.122.700
184.550.323

4.360.115.000
2.360.950.000
7.217.686.500

2.547.391.000
3.430.708.000

1.868.813.000
3.098.952.000
3.694.003.460

4.246.962.000
1.493.279.000
2.987.576.000
4.548.138.000

1.262.382.000
4.044.225.000

57.499.339.032
151.314.050

65.512.301.932
172.400.795

57.986.193.785
152.595.247

67.042.110.042
176.426.605

Pagina 12

TOTALE SESSENALE

MEDIA ANNUALE

1.397.815.643

11.261.183.240

2.252.236.648

6.598.208.000

1.649.552.000

5.923.850.000

5.923.850.000

8.138.334.700

2.712.778.233

10.243.889.972
1.250.916.000
19.491.926.980
12.927.828.000
2.497.580.000
10.857.022.000
2.508.675.000
1.122.073.000
16.069.449.000
5.499.854.500
7.264.630.900
13.004.462.500
7.432.892.822
3.720.710.000
4.292.485.000
7.445.299.500
14.664.988.000
4.790.009.000
8.671.794.764
1.682.129.500
14.557.898.500
23.513.163.500
10.181.113.000
15.523.211.000
8.736.840.000
7.630.761.000
2.101.115.000
2.026.017.000
16.199.584.000
5.070.556.000
20.530.269.200
4.182.783.868
5.822.505.264
1.854.755.000
1.598.784.000
13.834.959.000
10.131.022.000
13.561.461.000
8.242.141.460

5.121.944.986
1.250.916.000
6.497.308.993
3.231.957.000
2.497.580.000
2.171.404.400
1.254.337.500
1.122.073.000
2.678.241.500
2.749.927.250
1.816.157.725
13.004.462.500
3.716.446.411
3.720.710.000
4.292.485.000
2.481.766.500
2.444.164.667
2.395.004.500
2.167.948.691
841.064.750
3.639.474.625
5.878.290.875
5.090.556.500
3.104.642.200
2.912.280.000
2.543.587.000
2.101.150.000
2.026.017.000
4.049.896.000
2.535.278.000
6.843.423.067
4.182.783.868
1.940.835.088
1.854.755.000
1.598.784.000
4.611.653.000
2.026.204.400
3.390.365.250
4.121.070.730

375.454.763.455
988.038.851

62.575.793.909
164.673.142

1.400.000

1.200.000

1.000.000

800.000

600.000

400.000

200.000

ANCONA
ASCOLI
ATALANTA

SERIE A: PRESENZE (SPETTATORI + ABBONATI/GARA) ANNO 1990-91 E 1991-92

BARI
BOLOGNA
BRESCIA
CAGLIARI
CESENA
CREMONESE
FIORENTINA
FOGGIA
GENOA
INTERNAZIONALE

Pagina 13

JUVENTUS
LAZIO
LECCE
MILAN
NAPOLI
PADOVA
PARMA
PESCARA
PIACENZA
PISA
REGGIANA
ROMA
SAMPDORIA
TORINO
UDINESE
VERONA
VICENZA

1990-91

1991-92

1.400.000

1.200.000

1.000.000

800.000

600.000

400.000

200.000

ANCONA
ASCOLI
ATALANTA

SERIE A: PRESENZE (SPETTATORI + ABBONATI/GARA) ANNO 1992-93 E 1993-94

BARI
BOLOGNA
BRESCIA
CAGLIARI
CESENA
CREMONESE
FIORENTINA
FOGGIA
GENOA
INTERNAZIONALE

Pagina 14

JUVENTUS
LAZIO
LECCE
MILAN
NAPOLI
PADOVA
PARMA
PESCARA
PIACENZA
PISA
REGGIANA
ROMA
SAMPDORIA
TORINO
UDINESE
VERONA
VICENZA

1992-93

1993-94

1.400.000

1.200.000

1.000.000

800.000

600.000

400.000

200.000

ANCONA
ASCOLI
ATALANTA
BARI

SERIE A: PRESENZE (SPETTATORI + ABBONATI/GARA) 1994-95 E 1995-96

BOLOGNA
BRESCIA
CAGLIARI
CESENA
CREMONESE
FIORENTINA
FOGGIA
GENOA
INTERNAZIONALE

Pagina 15

JUVENTUS
LAZIO
LECCE
MILAN
NAPOLI
PADOVA
PARMA
PESCARA
PIACENZA
PISA
REGGIANA
ROMA
SAMPDORIA
TORINO
UDINESE
VERONA
VICENZA

1994-95

1995-96

600.000

550.000

500.000

450.000

400.000

350.000

300.000

250.000

200.000

150.000

100.000

50.000

ACIREALE
ANCONA
ASCOLI
ATALANTA
AVELLINO
BARI

SERIE B: PRESENZE (SPETTATORI + ABBONATI/GARA) ANNO 1990-91 E 1991-92

BARLETTA
BOLOGNA
BRESCIA
CASERTANA
CESENA
CHIEVO
COMO
COSENZA
CREMONESE
FIDELIS ANDRIA
FIORENTINA
FOGGIA
GENOA
H. VERONA

Pagina 16

LECCE
LUCCHESE
MESSINA
MODENA
MONZA
PADOVA
PALERMO
PERUGIA
PESCARA
PIACENZA
PISA
PISTOIESE
RAVENNA
REGGIANA
REGGINA
SALERNITANA
SPAL
TARANTO
TERNANA
TRIESTINA
UDINESE
VENEZIA
VERONA
VICENZA

1990-91

1991-92

600.000

550.000

500.000

450.000

400.000

350.000

300.000

250.000

200.000

150.000

100.000

50.000

ACIREALE
ANCONA
ASCOLI
ATALANTA
AVELLINO
BARI

SERIE B: PRESENZE /SPETTATORI + ABBONATI/GARA) ANNO 1992-93 E 1993-94

BARLETTA
BOLOGNA
BRESCIA
CASERTANA
CESENA
CHIEVO
COMO
COSENZA
CREMONESE
FIDELIS ANDRIA
FIORENTINA
FOGGIA
GENOA
H. VERONA

Pagina 17

LECCE
LUCCHESE
MESSINA
MODENA
MONZA
PADOVA
PALERMO
PERUGIA
PESCARA
PIACENZA
PISA
PISTOIESE
RAVENNA
REGGIANA
REGGINA
SALERNITANA
SPAL
TARANTO
TERNANA
TRIESTINA
UDINESE
VENEZIA
VERONA
VICENZA

1992-93

1993-94

600.000

550.000

500.000

450.000

400.000

350.000

300.000

250.000

200.000

150.000

100.000

50.000

ACIREALE
ANCONA
ASCOLI
ATALANTA
AVELLINO
BARI

SERIE B: PRESENZE (SPETTATORI + ABBONATI/GARA) ANNO1994-95 E 1995-96

BARLETTA
BOLOGNA
BRESCIA
CASERTANA
CESENA
CHIEVO
COMO
COSENZA
CREMONESE
FIDELIS ANDRIA
FIORENTINA
FOGGIA

Pagina 18

GENOA
H. VERONA
LECCE
LUCCHESE
MESSINA
MODENA
MONZA
PADOVA
PALERMO
PERUGIA
PESCARA
PIACENZA
PISA
PISTOIESE
RAVENNA
REGGIANA
REGGINA
SALERNITANA
SPAL
TARANTO
TERNANA
TRIESTINA
UDINESE
VENEZIA
VERONA
VICENZA

1994-95

1995-96

SERIE A: INCASSI LORDI (BIGLIETTI + ABBONAMENTI) ANNO 1990-91 E 1991-92

BARI

BOLOGNA

BRESCIA

CAGLIARI

CESENA

CREMONESE

FIORENTINA

FOGGIA

GENOA

INTERNAZIONALE

LAZIO

LECCE

Pagina 19

JUVENTUS

MILAN

NAPOLI

PADOVA

PARMA

PESCARA

PIACENZA

PISA

REGGIANA

ROMA

SAMPDORIA

TORINO

UDINESE

VERONA

VICENZA

40.000.000.000

35.000.000.000

30.000.000.000

25.000.000.000

20.000.000.000

15.000.000.000

10.000.000.000

5.000.000.000

ANCONA

ASCOLI
ATALANTA

1990-91

1991-92

SERIE A. INCASSI LORDI (BIGLIETTI + ABBONAMENTI) ANNO 1992-93 E 1993-94

BARI

BOLOGNA

BRESCIA

CAGLIARI

CESENA

CREMONESE

FIORENTINA

FOGGIA

GENOA

JUVENTUS

LAZIO

Pagina 20

INTERNAZIONALE

LECCE

MILAN

NAPOLI

PADOVA

PARMA

PESCARA

PIACENZA

PISA

REGGIANA

ROMA

SAMPDORIA

TORINO

UDINESE

VERONA

VICENZA

40.000.000.000

35.000.000.000

30.000.000.000

25.000.000.000

20.000.000.000

15.000.000.000

10.000.000.000

5.000.000.000

ANCONA

ASCOLI

ATALANTA

1992-93

1993-94

SERIE A: INCASSI LORDI (BIGLIETTI + ABBONAMENTI) ANNO 1994-95 E 1995-96

BOLOGNA

BRESCIA

CAGLIARI

CESENA

CREMONESE

FIORENTINA

FOGGIA

GENOA

JUVENTUS

LAZIO

Pagina 21

INTERNAZIONALE

LECCE

MILAN

NAPOLI

PADOVA

PARMA

PESCARA

PIACENZA

PISA

REGGIANA

ROMA

SAMPDORIA

TORINO

UDINESE

VERONA

VICENZA

40.000.000.000

BARI

35.000.000.000

30.000.000.000

25.000.000.000

20.000.000.000

15.000.000.000

10.000.000.000

5.000.000.000

ANCONA

ASCOLI

ATALANTA

1994-95

1995-96

13.500.000.000

12.000.000.000

10.500.000.000

9.000.000.000

7.500.000.000

6.000.000.000

4.500.000.000

3.000.000.000

1.500.000.000

ACIREALE
ANCONA
ASCOLI
ATALANTA

SERIE B: INCASSI LORDI (BIGLIETTI + ABBONAMENTI) ANNO 1990-91 E 1991-92

AVELLINO
BARI
BARLETTA
BOLOGNA
BRESCIA
CASERTANA
CESENA
CHIEVO
COMO
COSENZA
CREMONESE
FIDELIS ANDRIA
FIORENTINA
FOGGIA

Pagina 22

GENOA
H. VERONA
LECCE
LUCCHESE
MESSINA
MODENA
MONZA
PADOVA
PALERMO
PERUGIA
PESCARA
PIACENZA
PISA
PISTOIESE
RAVENNA
REGGIANA
REGGINA
SALERNITANA
SPAL
TARANTO
TERNANA
TRIESTINA
UDINESE
VENEZIA
VERONA
VICENZA

1990-91

1991-92

13.500.000.000

12.000.000.000

10.500.000.000

9.000.000.000

7.500.000.000

6.000.000.000

4.500.000.000

3.000.000.000

1.500.000.000

ACIREALE
ANCONA
ASCOLI
ATALANTA
AVELLINO

SERIE B: INCASSI LORDI (BIGLIETTI + ABBONAMENTI) ANNO 1992-93 E 1993-94

BARI
BARLETTA
BOLOGNA
BRESCIA
CASERTANA
CESENA
CHIEVO
COMO
COSENZA
CREMONESE
FIDELIS ANDRIA
FIORENTINA
FOGGIA

Pagina 23

GENOA
H. VERONA
LECCE
LUCCHESE
MESSINA
MODENA
MONZA
PADOVA
PALERMO
PERUGIA
PESCARA
PIACENZA
PISA
PISTOIESE
RAVENNA
REGGIANA
REGGINA
SALERNITANA
SPAL
TARANTO
TERNANA
TRIESTINA
UDINESE
VENEZIA
VERONA
VICENZA

1992-93

1993-94

13.500.000.000

12.000.000.000

10.500.000.000

9.000.000.000

7.500.000.000

6.000.000.000

4.500.000.000

3.000.000.000

1.500.000.000

ACIREALE
ANCONA
ASCOLI
ATALANTA

SERIE B: INCASSI LORDI (BIGLIETTI + ABBONAMENTI) ANNO 1994-95 E 1995-96

AVELLINO
BARI
BARLETTA
BOLOGNA
BRESCIA
CASERTANA
CESENA
CHIEVO
COMO
COSENZA
CREMONESE
FIDELIS ANDRIA
FIORENTINA
FOGGIA

Pagina 24

GENOA
H. VERONA
LECCE
LUCCHESE
MESSINA
MODENA
MONZA
PADOVA
PALERMO
PERUGIA
PESCARA
PIACENZA
PISA
PISTOIESE
RAVENNA
REGGIANA
REGGINA
SALERNITANA
SPAL
TARANTO
TERNANA
TRIESTINA
UDINESE
VENEZIA
VERONA
VICENZA

1994-95

1995-96

CONSUNTIVO INTROITI E SPETTATORI STAGIONE SPORTIVA: 1996/97

SERIE: C1
GIRONE:A

ALESSANDRIA

PAGANTI
SPETTATORI

QUOTA ABBONAMENTI

INCASSO

SPETTATORI

INCASSO

TOTALE GENERALE
SPETTATORI

INCASSO

PERCENT.
SPETTATORI

PERCENT.
INCASSO

34.605

720.610.000

8.313

105.176.994

42.918

825.786.994

7,08

3.564

80.802.000

3.077

83.569.994

6.641

164.371.994

1,10

1,62

BRESCELLO

14.995

309.313.000

1.819

43.539.992

16.814

352.852.992

2,78

3,48

CARPI

20.011

413.085.000

3.536

85.409.989

23.547

498.494.989

3,89

4,92

CARRARESE

15.483

276.415.000

10.336

189.789.989

25.819

466.204.989

4,26

4,60

COMO

16.460

295.465.000

23.834

194.249.990

40.294

489.714.990

6,65

4,83

6.494

132.985.000

4.216

60.919.993

10.710

193.904.993

1,77

1,91

MODENA

31.861

652.110.000

12.784

287.640.000

44.645

939.750.000

7,37

9,27

MONTEVARCHI

12.420

246.055.000

9.282

146.219.992

21.702

392.274.992

3,58

3,87

MONZA

10.333

167.216.000

16.847

123.763.995

27.180

290.979.995

4,49

2,87

NOVARA

25.329

453.270.000

11.067

126.419.990

36.396

579.689.990

6,01

5,72

PISTOIESE

33.192

595.775.000

6.885

132.919.991

40.077

728.694.991

6,62

7,19

PRATO

34.803

390.611.000

14.705

112.614.987

49.508

503.225.987

8,17

4,96

9.341

166.875.000

12.121

156.449.997

21.462

323.324.997

3,54

3,19

SIENA

25.042

483.490.000

3.400

64.260.000

28.442

547.750.000

4,69

5,40

SPAL

36.509

632.911.000

32.725

579.079.993

69.234

1.211.990.993

11,43

11,95

SPEZIA

14.522

246.586.000

33.490

293.099.992

48.012

539.685.992

7,93

5,32

TREVISO

39.899

876.058.000

12.529

215.449.993

52.428

1.091.507.993

8,65

10,76

384.863

7.139.632.000

220.966

3.000.575.871

605.829

10.140.207.871

100

100

ALZANO VIRESCIT

FIORENZUOLA

SARONNO

TOTALI

70.000

60.000

50.000

40.000

30.000

20.000

10.000

ALESSANDRIA
ALZANO VIRESCIT
BRESCELLO
CARPI

COMO
FIORENZUOLA
MODENA

MONZA
NOVARA

ALESSANDRIA

PISTOIESE
ALZANO VIRESCIT
PRATO
BRESCELLO
SARONNO
CARPI

SIENA

CARRARESE

FIORENZUOLA

MODENA

MONTEVARCHI

MONZA

NOVARA

PISTOIESE

PRATO

SARONNO

SIENA

SPAL

SPEZIA

TREVISO

Incassi C/1-A Stagione 1996/1997

COMO

SPAL
SPEZIA
TREVISO

CONSUNTIVO INTROITI E SPETTATORI STAGIONE SPORTIVA: 1996/97

1.200.000.000

1.050.000.000

900.000.000

750.000.000

600.000.000

450.000.000

300.000.000

150.000.000

MONTEVARCHI

Spettatori C/1-A Stagione 1996/1997

CARRARESE

CONSUNTIVO INTROITI E SPETTATORI STAGIONE SPORTIVA: 1996/97


SERIE: C1
GIRONE:B

PAGANTI
SPETTATORI

QUOTA ABBONAMENTI

INCASSO

SPETTATORI

INCASSO

TOTALE GENERALE
SPETTATORI

INCASSO

PERCENT.
SPETTATORI

PERCENT.
INCASSO

ACIREALE

23.195

353.390.000

14.807

177.009.984

38.002

530.399.984

5,10

ANCONA

63.814

984.334.000

3.621

50.799.995

67.435

1.035.133.995

9,20

8,80

ASCOLI

39.242

598.996.000

29.716

353.749.991

68.958

952.745.991

9,30

8,10

ATLETICO CAT.

19.840

372.500.000

5.066

72.149.989

24.906

444.649.989

3,30

3,80

AVELLINO

19.989

383.520.000

53.074

601.999.988

73.063

985.519.988

9,80

8,40

AVEZZANO

19.917

389.633.000

11.968

215.099.997

31.885

604.732.997

4,30

5,20

CASARANO

13.955

247.728.000

11.135

124.279.996

25.090

372.007.996

3,40

3,20

FERMANA

25.885

543.777.000

10.965

286.999.984

36.850

830.776.984

5,00

7,10

F.ANDRIA

23.332

444.786.000

49.011

413.639.988

72.343

858.425.988

9,70

7,30

GIULIANOVA

33.778

744.538.000

5.185

84.239.998

38.963

828.777.998

5,20

7,10

8.685

190.751.000

3.570

90.999.997

12.255

281.750.997

1,60

2,40

ISCHIA ISOL.

12.863

196.566.000

8.279

97.499.998

21.142

294.065.998

2,80

2,50

JUVE STABIA

25.093

434.476.000

16.473

307.020.000

41.566

741.496.000

5,60

6,30

LODIGIANI

7.587

127.129.000

8.534

53.686.986

16.121

180.815.986

2,20

1,50

NOCERINA

28.101

633.000.000

39.712

575.649.988

67.813

1.208.649.988

9,10

10,30

SAVOIA

20.975

345.829.000

22.746

207.799.993

43.721

553.628.993

5,90

4,70

SORA

25.197

382.475.000

7.922

129.072.500

33.119

511.547.500

4,50

4,40

TRAPANI

22.019

353.829.000

8.772

144.129.995

30.791

497.958.995

4,10

4,30

433.467

7.727.257.000

310.556

3.985.829.367

744.023

11.713.086.367

100

100

GUALDO

TOTALI

4,50

80.000

70.000

60.000

50.000

40.000

30.000

20.000

10.000

ACIREALE
ANCONA
ASCOLI
ATLETICO CAT.

AVEZZANO
CASARANO
FERMANA

GIULIANOVA
GUALDO

ACIREALE
ISCHIA ISOL.
ANCONA
JUVE STABIA
ASCOLI

LODIGIANI

ATLETICO CAT.

NOCERINA

AVELLINO

SAVOIA

CASARANO
FERMANA
F.ANDRIA
GIULIANOVA
GUALDO
ISCHIA ISOL.
JUVE STABIA
LODIGIANI
NOCERINA
SAVOIA
SORA
TRAPANI

Incassi C/1-B Stagione 1996/1997

AVEZZANO

SORA
TRAPANI

CONSUNTIVO INTROITI E SPETTATORI STAGIONE SPORTIVA: 1996/97

1.200.000.000

1.050.000.000

900.000.000

750.000.000

600.000.000

450.000.000

300.000.000

150.000.000

F.ANDRIA

Spettatori C/1-B Stagione 1996/1997

AVELLINO

CONSUNTIVO INTROITI E SPETTATORI STAGIONE SPORTIVA: 1996/97


SERIE: C2
GIRONE:A

PAGANTI
SPETTATORI

QUOTA ABBONAMENTI

INCASSO

SPETTATORI

TOTALE GENERALE

INCASSO

SPETTATORI

INCASSO

PERCENT.
SPETTATORI

PERCENT.
INCASSO

CITTADELLA

3.643

65.410.000

1.207

22.399.999

4.850

87.809.999

2,10

CREMAPERGO

7.040

106.610.000

7.040

106.610.000

3,00

3,40

13.223

214.381.000

10.421

101.034.995

23.644

315.415.995

10,20

10,00

LECCO

2,80

LEFFE

1.980

35.120.000

3.553

75.749.994

5.533

110.869.994

2,40

3,50

LUMEZZANE

6.213

126.489.000

5.321

61.030.000

11.534

187.519.000

5,00

5,90

MESTRE

7.615

107.887.000

3.213

75.449.995

10.828

183.336.995

4,70

5,80

OLBIA

5.942

108.960.000

3.655

68.329.987

9.597

177.289.987

4,10

5,60

OSPITALETTO

3.389

48.690.000

1.292

12.689.990

4.681

61.379.990

2,00

1,90

9.992

149.795.000

3.094

40.569.990

13.086

190.364.990

5,60

6,00

12.429

204.714.000

9.571

118.269.986

22.000

322.983.986

9,50

10,20

PAVIA
PRO PATRIA
PRO SESTO

4.660

79.110.000

13.974

98.499.989

18.634

177.609.989

8,00

5,60

PRO VERCEL

13.252

201.635.000

3.961

39.459.992

17.213

241.094.992

7,40

7,60

SASSARI

12.095

154.668.000

3.468

67.599.990

15.563

222.267.990

6,70

7,00

SOLBIATESE

4.534

74.295.000

1.836

14.359.985

6.370

88.654.985

2,70

2,80

TEMPIO

2.913

67.369.000

5.236

102.549.984

8.149

169.918.984

3,50

5,40

VALDAGNO

2.082

32.320.000

4.692

23.274.989

6.774

55.594.989

2,90

1,80

VARESE
VOGHERA

TOTALI

6.844

67.930.000

19.839

85.479.995

26.683

153.409.995

11,50

4,80

12.374

187.214.000

8.041

125.939.995

20.415

313.153.995

8,80

9,90

130.220

2.032.597.000

102.374

1.132.689.855

232.594

3.165.286.855

100

100

70.000

60.000

50.000

40.000

30.000

20.000

10.000

CITTADELLA
CREMAPERGO
LECCO
LEFFE

MESTRE
OLBIA
OSPITALETTO

PRO PATRIA
PRO SESTO

CREMAPERGO

PRO VERCEL

LECCO

SASSARI

LEFFE

SOLBIATESE
TEMPIO

LUMEZZANE

VALDAGNO
MESTRE

OSPITALETTO

PAVIA

PRO PATRIA

PRO SESTO

PRO VERCEL

SASSARI

SOLBIATESE

TEMPIO

VALDAGNO

VARESE

VOGHERA

Incassi C2-A Stagione 1996/1997

OLBIA

VARESE
VOGHERA

CONSUNTIVO INTROITI E SPETTATORI STAGIONE SPORTIVA: 1996/97

1.200.000.000

1.050.000.000

900.000.000

750.000.000

600.000.000

450.000.000

300.000.000

150.000.000

PAVIA

Spettatori C/2-A Stagione 1996/1997

LUMEZZANE

CONSUNTIVO INTROITI E SPETTATORI STAGIONE SPORTIVA: 1996/97


SERIE: C2
GIRONE:B

AREZZO

PAGANTI
SPETTATORI

QUOTA ABBONAMENTI

INCASSO

SPETTATORI

INCASSO

TOTALE GENERALE
SPETTATORI

INCASSO

PERCENT.
SPETTATORI

PERCENT.
INCASSO

28.604

493.864.000

6.749

119.699.992

35.353

613.563.992

6,00

5.025

86.136.000

1.564

31.799.996

6.589

117.935.996

1,10

1,40

17.017

301.911.000

5.678

74.939.995

22.695

376.850.995

3,90

4,40

FORLI'

7.912

155.295.000

18.462

47.349.998

26.374

202.644.998

4,50

2,30

GIORGIONE

6.654

116.480.000

2.499

28.779.997

9.153

145.259.997

1,60

1,70

IPERZOLA

4.077

75.640.000

697

11.999.994

4.774

87.639.994

0,80

1,00

LIVORNO

76.649

1.368.293.000

11.033

140.479.993

87.682

1.508.772.993

15,00

17,40

MACERATESE

20.684

358.937.000

6.936

98.339.985

27.620

457.276.985

4,70

5,30

MASSESE

9.050

133.142.000

1.445

15.834.990

10.495

148.976.990

1,80

1,70

M. PONSACCO

4.533

73.502.000

1.751

25.899.993

6.284

99.401.993

1,10

1,10

55.115

1.078.725.000

20.859

270.064.992

75.974

1.348.789.992

13,00

15,60

PONTEDERA

9.078

182.500.000

4.573

78.289.998

13.651

260.789.998

2,30

3,00

RIMINI

9.531

172.410.000

9.741

168.354.995

19.272

340.764.995

3,30

3,90

SAN DONA'

8.542

170.232.000

2.346

56.319.997

10.888

226.551.997

1,90

2,60

85.096

1.272.486.000

27.506

256.479.986

112.602

1.528.965.986

19,20

17,70

BARACCA L.
FANO

PISA

TERNANA

7,10

TOLENTINO

4.228

90.975.000

7.412

107.199.994

11.640

198.174.994

2,00

2,30

TRIESTINA

11.251

190.949.000

74.970

522.129.993

86.221

713.078.993

14,70

8,10

VIS PESARO

10.966

188.240.000

7.514

93.369.984

18.480

281.609.984

3,20

3,20

374.012

6.509.717.000

211.735

2.147.334.872

585.747

8.657.051.872

100

100

TOTALI

CONSUNTIVO INTROITI E SPETTATORI STAGIONE SPORTIVA: 1996/97

Spettatori C/2-B Stagione 1996/1997


120.000
110.000
100.000
90.000
80.000
70.000
60.000
50.000
40.000
30.000
20.000
10.000
VIS PESARO

TRIESTINA

TOLENTINO

TERNANA

SAN DONA'

RIMINI

PONTEDERA

PISA

M. PONSACCO

MASSESE

Incassi C/2-B Stagione 1996/1997


1.500.000.000
1.350.000.000
1.200.000.000
1.050.000.000
900.000.000
750.000.000
600.000.000
450.000.000
300.000.000
150.000.000
VIS PESARO

TRIESTINA

TOLENTINO

TERNANA

SAN DONA'

RIMINI

PONTEDERA

PISA

M. PONSACCO

MASSESE

MACERATESE

LIVORNO

IPERZOLA

GIORGIONE

FORLI'

FANO

BARACCA L.

AREZZO

MACERATESE

LIVORNO

IPERZOLA

GIORGIONE

FORLI'

FANO

BARACCA L.

AREZZO

CONSUNTIVO INTROITI E SPETTATORI STAGIONE SPORTIVA: 1996/97


SERIE: C2
GIRONE:C

PAGANTI
SPETTATORI

QUOTA ABBONAMENTI

INCASSO

SPETTATORI

TOTALE GENERALE

INCASSO

SPETTATORI

INCASSO

PERCENT.
SPETTATORI

PERCENT.
INCASSO

ALBANOVA

5.258

61.495.000

3.995

70.499.986

9.253

131.994.986

1,71

1,85

ALTAMURA

5.094

52.975.000

5.094

52.975.000

0,94

0,74

BATTIPAGLIESE

14.656

221.922.000

8.398

59.160.000

23.054

281.082.000

4,25

3,94

BENEVENTO

33.595

557.928.000

19.771

214.669.999

53.366

772.597.999

9,84

10,83

BISCEGLIE

10.916

107.680.000

1.156

22.249.991

12.072

129.929.991

2,22

1,82

CASERTANA

12.343

133.460.000

7.429

87.189.991

19.772

220.649.991

3,64

3,09

CASTROVILL.

11.245

172.025.000

4.182

55.849.998

15.427

227.874.998

2,84

3,19

CATANIA

72.734

1.084.894.000

5.729

68.709.988

78.463

1.153.603.988

14,46

16,17

CATANZARO

78.417

1.341.685.000

16.711

189.040.000

95.128

1.530.725.000

17,53

21,45

CHIETI

10.877

137.467.000

10.877

137.467.000

2,00

1,93

FROSINONE

13.604

222.475.000

2.856

37.319.998

16.460

259.794.998

3,03

3,64

JUVET. GELA

16.280

293.595.000

10.846

210.539.985

27.126

504.134.985

5,00

7,07

MARSALA

22.456

264.365.000

8.840

113.459.989

31.296

377.824.989

5,77

5,30

7.618

104.585.000

5.797

74.719.998

13.415

179.304.998

2,47

2,51

75.208

292.047.000

561

16.339.992

75.769

308.386.992

13,96

4,32

TERAMO

17.347

247.290.000

5.678

87.599.997

23.025

334.889.997

4,24

4,69

TURRIS

10.165

175.460.000

3.519

48.999.984

13.684

224.459.984

2,52

3,15

VITERBESE

15.909

247.308.000

3.417

59.719.997

19.326

307.027.997

3,56

4,30

433.722

5.718.656.000

108.885

1.416.069.893

542.607

7.134.725.893

100

100

MATERA
TARANTO

TOTALI

CONSUNTIVO INTROITI E SPETTATORI STAGIONE SPORTIVA: 1996/97

Spettatori C/2-C Stagione 1996/1997


100.000
90.000
80.000
70.000
60.000
50.000
40.000
30.000
20.000
10.000

VITERBESE

TURRIS

TERAMO

TARANTO

MATERA

MARSALA

JUVET. GELA

FROSINONE

CHIETI

CATANZARO

Incassi C/2-C Stagione 1996/1997


1.500.000.000
1.350.000.000
1.200.000.000
1.050.000.000
900.000.000
750.000.000
600.000.000
450.000.000
300.000.000
150.000.000

VITERBESE

TURRIS

TERAMO

TARANTO

MATERA

MARSALA

JUVET. GELA

FROSINONE

CHIETI

CATANZARO

CATANIA

CASTROVILL.

CASERTANA

BISCEGLIE

BENEVENTO

BATTIPAGLIESE

ALTAMURA

ALBANOVA

CATANIA

CASTROVILL.

CASERTANA

BISCEGLIE

BENEVENTO

BATTIPAGLIESE

ALTAMURA

ALBANOVA

CONSUNTIVO INTROITI E SPETTATORI STAGIONE SPORTIVA: 1996/97

Ripartizione Incassi Serie C Stagione 1996/1997

Totale incassi
C2-C
17%

Totale incassi
C1-A
25%

Totale incassi
C2-B
21%

DATI STATISTICI SERIE C/1 E C/2 CON PERCENTUALE INCASSI E SPETTATORI

Totale incassi C1-A

10.140.207.871

Spettat. C1A

Totale incassi C1-B

11.713.086.367

Spettat. C1B

744.023

Totale incassi C2-A

3.165.286.855

Spettat. C2A

232.594

Totale incassi C2-B

8.657.051.872

Spettat. C2B

585.747

Totale incassi C2-C

7.134.725.893

Spettat. C2C

542.607

Totale Incassi

40.810.358.858

Totale

Totale incassi
C2-A
8%

Totale incassi
C1-B
29%

605.829

Ripartizione Spettat. Serie C Stagione 1996/1997

2.710.800

Spettatori

Spettat. C2C
20%

Spettat. C2B
22%
Spettat. C2A
9%

Spettat. C1A
22%

Spettat. C1B
27%

CONSUNTIVO INTROITI E SPETTATORI STAGIONE SPORTIVA: 1996/97

Incassi Serie C Stagione 1996/1997

Totale C2-C
18%

Totale C1-A
24%

DATI STATISTICI SERIE C/1 E C/2 Compreso Play off e Play out PERCENTUALE INCASSI E SPETTATORI

Serie e Gironi

Incassi

C1-A Campionato
C1-a Play off-Play-out

Totale C1-A
C1-B Campionato
C1-B Play off-Play-out

Totale C1-B
C2-A Campionato
C2-A Play off-Play-out

Totale C2-A
C2-B Campionato
C2-B Play off-Play-out

Totale C2-B
C2-C Campionato
C2-C Play off-Play-out

Totale C2-C

Totale Serie C/1+C/2

Spettatori

10.140.207.871

605.829

645.450.000

29.819

10.785.657.871

635.648

11.713.086.367

744.023

1.043.615.000

52.256

12.756.701.367

796.279

3.165.286.855

232.594

333.728.000

17.231

3.499.014.855

249.825

8.657.051.872

585.747

658.516.000

31.790

9.315.567.872

617.537

7.134.725.893

542.607

818.565.000

52.205

7.953.290.893

594.812

44.310.232.858

2.894.101

Totale C2-B
21%
Totale C1-B
29%

Totale C2-A
8%

Spettatori Serie C Stagione 1996/1997

Totale C2-C
21%

Totale C2-B
21%

Totale C1-A
22%

Totale C2-A
9%

Totale C1-B
27%

ATTIVO
SOCIETA'

RIEPILOGO SERIE A STAGIONE SPORTIVA 95/96


IMMOBILIZZAZIONI
DIR. PLUR.

IMMATERIALI

CAPITALIZZ.

ALTRE

TOTALE

IMMOBILIZZAZ.

IMMOBILIZZ.

FINANZIARIE

MATERIALI

CREDITI VS/

ALTRE

PRESTAZ. CAL. COSTI VIVAIO

ATALANTA BERG.SPA

19.333

BARI SPA
CAGLIARI CALCIO SPA
CREMONESE S.P.A.

3.961

53

21.645

1.301

22.946

223

52

23.314

45

23.360

2.034

873

8.471

2.272

20.628

68.974

1.497

24.770

124.622

287

8.471

INTERNAZ.MILANO SPA

96.988

JUVENTUS SPA

51.056

PADOVA SPA

2.862

9.932

1.950

61.933

109

28.720

CREDITI
VERSO
CONTROLL.

20.584

48.345

LAZIO SPA

CONTROLL.

145

FIORENTINA SPA

VICENZA CALCIO SPA

1.106

CREDITI
VERSO SOCI

IN LIRE MILIONI
CORRENTI
VERSO

TOTALE

ALTRI

RATEI E

CASSA E

RISCONTI

BANCHE

ALTRE
ATTIVITA'

ATTIVI

13.477

13.477

160

3.501

1.481

21.552

21.552

190

19.007

19.007

458

1.700

4.934

4.934

150

28

257

22.665

22.665

269

2.442

609

11.323

60.780

60.780

2.397

8.026

51.344

1.025

5.071

27.362

27.362

727

22.284

11.883

435

2.914

4.739

4.739

119

4.714

90.764

283

3.464

303

7.621

7.924

358

624

949

1.200

5.031

2.265

37

7.333

3.134

178

2.303

2.303

75

3.216

116.579

967

16.323

133.871

838

3.723

197

13.029

13.227

4.606

1.224

PIACENZA CALCIO SPA

11.262

769

485

12.517

92

17

400

7.504

7.905

15

10

ROMA SPA

38.134

3.619

38

41.792

12.342

4.449

14.199

14.199

63

1.971

SAMPDORIA SPA

27.849

2.847

30.697

704

1.677

13.597

13.597

161

11.569

TORINO CALCIO SPA

17.231

598

21.872

1.163

4.717

23.879

23.879

667

8.838

UDINESE CALCIO SPA

12.535

12.539

573

2.129

8.837

8.837

134

337

NAPOLI

26.500

162

26.842

282

7.028

54.059

54.059

43

3.021

MILAN

78.551

939

79.491

13.908

2.290

22.295

22.295

934

1.535

2.819

TOTALI

674.697

97.338

789.910

45.383

341.846

342.748

11.534

75.034

5.536

PARMA SPA

4.042

180

17.874

50.223

Pagina 1

949

901

ATTIVO
SOCIETA'

RIEPILOGO SERIE B STAGIONE SPORTIVA 95/96


IMMOBILIZZAZIONI
DIR. PLUR.

IMMATERIALI

CAPITALIZZ.

ALTRE

TOTALE

IMMOBILIZZAZ.

IMMOBILIZZ.

FINANZIARIE

MATERIALI

CREDITI VS/

ALTRE

PRESTAZ. CAL. COSTI VIVAIO

ANCONA CALCIO SPA

2.709

AVELLINO SPA

2.153

BRESCAI SPA

7.752

CHIEVO VERONA SPA

2.598

CESENA SPA

2.355

1.705

16

572

FOGGIA CALACIO SRL

4.905

414

GENOA 1893 SPA

8.704

COSENZA 1914 SPA

LUCCHESE SRL

CREDITI

IN LIRE MILIONI
CREDITI

VERSO SOCI

CONTROLLATE

VERSO

CORRENTI
VERSO

CONTROLL.

TOTALE

ALTRI

RATEI E

CASSA E

RISCONTI

BANCHE

ATTIVI

2.719

935

14

6.756

6.756

65

1.926

1.399

3.552

89

549

1.360

1.360

130

1.070

12.121

1.290

23

11.339

11.339

2.602

108

738

738

807

74

4.135

295

12

3.013

3.013

12

12.530

13.119

1.336

37

13.953

13.953

12

5.333

106

20

13.141

13.141

44

4.645

5.811

14.515

982

117

6.921

6.921

372

120

61

1.051

195

26

5.445

5.445

14

433

15.936

213

301

2.076

2.076

938

4.369

3.141

77

980

15.215

721

PESCARA CALCIO SPA

7.779

550

6.620

14.949

21

60

1.535

1.535

30

566

REGGIANA SPA

6.658

1.679

7.619

15.956

334

6.079

10.841

10.841

332

383

REGGINA CACIO SPA

1.750

3.709

5.459

2.748

7.255

7.255

SALERNITANA SPA

2.483

144

3.080

293

FIDELIS ANDRIA SRL

6.704

906

7.611

168

21

CITTA DI PALERMO SPA

1.072

1.840

1.584

4.497

351

VENEZIA 1907 SRL

3.097

872

3.970

243

527

158

245

542

946

32

21

3.667

81

PERUGIA SPA

PISTOIESE SPA

452

HELLAS VERONA SPA

3.645

BOLOGNA FC 1909 SRL

14.427

327

1.069

15.824

348

TOTALI

95.168

13.762

42.120

151.051

10.179

7
14

818

210
18

7.818

Pagina 2

3.359

832

ALTRE
ATTIVITA'

22

31
113

695

709

34

2.360

4.278

4.278

58

14

5.205

6.023

802

732

4.700

4.700

23

1.066

4.053

4.053

180

8.691

8.691

51

54

3.211

3.211

40

1.565

27

115.216

116.049

2.825

16.161

176

ATTIVO
SOCIETA'

RIEPILOGO SERIE C1 STAGIONE SPORTIVA 95/96


IMMOBILIZZAZIONI
DIR. PLUR.

IMMATERIALI

CAPITALIZZ.

ALTRE

TOTALE

IMMOBILIZZAZ.

IMMOBILIZZ.

FINANZIARIE

MATERIALI

CREDITI VS/

ALTRE

PRESTAZ. CAL. COSTI VIVAIO


ACIREALE SRL
MONTEVARCHI SPA

CARRARESE SRL

ASCOLI CALCIO 1898


EMPOLI FBC SPA
GUALDO SRL

CONTROLLATE

VERSO

VERSO

CONTROLL.

TOTALE

ALTRI

RATEI E

CASSA E

RISCONTI

BANCHE

ALTRE
ATTIVITA'

ATTIVI

581

33

1.968

112

2.458

2.458

211

25

141

28

838

838

30

18

21

146

146

678

1.300

77

620

620

50

429

504

445

916

916

22

292

564

856

34

16

844

2.072

1.501

1.534

185

8.793

49

745

21
325
67
828

476

82

147

147
5.247

44

87
30

2.456

2.456

45

85

540

540

95

18

1.472

1.472

14

207

514

1.013
1.481

668

74

1.299

1.299

216

916

916

3.724

2.214

38

5.976

121

1.991

1.991

22

215

42

730

730

980

309

1.441

112

10

1.836

1.836

22

MASSESE SRL

192

MODENA FC SPA

150

696

5.247

7.310

ISCHIA ISOLAV. SRL


LECCE SPA

VERSO SOCI

CORRENTI

115

CALCIO CHIETI SRL


CALCIO COMO SPA

IN LIRE MILIONI
CREDITI

1.354

CASTEL DI SANG. SRL


CARPI SRL

CREDITI

766
14

MONZA SPA

2.436

1.353

65

3.855

1.693

175

2.958

2.958

536

47

237

1.409

1.652

19

43

4.821

4.821

163

281

PRO SESTO SRL

1.938

1.945

22

491

491

233

RAVENNA SPA

2.965

171

89

3.226

308

13

1.787

1.787

126

38

SPAL SPA

2.004

1.251

897

4.153

139

381

2.118

2.118

77

90

50

189

329

30

880

880

38

85

SAVOIA 1908 SRL

144

27

18

191

54

574

574

SIENA SPA

986

1.400

84

2.075

118

847

847

296

SORA SRL

345

20

142

507

17

667

667

30

CASARANO SPA

671

912

107

13

281

948

1.229

40

182

30

253

40

131

104

311

547

53

193

243

TURRIS 1944 SRL

435

36

ALESSANDRIA SRL

330

220

39

298

ATLETICO CAT. SRL


BRESCELLO SRL
FIORENZUOLA SRL
LODIGIANI SRL

LEFFE SRL
TRAPANI CALC. SPA

241

JUVE STABIA SRL

1
22

375

375

35

1.866

30

422

100

184

184

94

280

1.317

1.317

12

490

103

40

613

613

16

116

14

22

495

430

430

38

10

173

725

75

22

362

362

349

349 -

733

733

379

21

359

26

1.350

76

563

573

1.136

139

542

542

13

NOCERINA SRL

27

179

209

45

1.078

1.078

SPEZIA 1906 SRL

18

97

11

127

13

434

434

28.624

14.802

7.697

51.123

6.649

43.756

43.756

TOTALI

51

1.866

877

473

10

17

PRATO SPA

SARONNO SRL

13

3.793

Pagina 3

461

18
2
44
94
30
9

1.764

2.418

121

ATTIVO
SOCIETA'

RIEPILOGO SERIE C2 STAGIONE SPORTIVA 95/96


IMMOBILIZZAZIONI
DIR. PLUR.

IMMATERIALI

CAPITALIZZ.

ALTRE

TOTALE

IMMOBILIZZAZ.

IMMOBILIZZ.

FINANZIARIE

MATERIALI

CREDITI VS/

ALTRE

PRESTAZ. CAL. COSTI VIVAIO


FANO CALCIO SR.L
BATTIPAGLIESE SRL
BISCEGLIE SRL
CASTROVILLARI SRL
CATANIA SPA
CATANZARO SPA
FERMANA CALCIO SRL
CALCIO FORLI' SPA
BARACCA CALCIO SRL
PRO.PATRIA
GIULIANOVA SRL
CALCIO LECCO SRL
LUMEZZANE SPA
MOBILIERI PONS.SRL
NOVARA CALCIO SPA
OLBIA CALCIO SRL
OSPITALETTO SPA
PAVIA SRL
CREMAPERGO SRL
PONTEDERA 1912 SPA
PRO VERCELLI SRL
SANDONA' CALCIO SRL
SOLBIATESE
TERAMO CALCIO SPA
TERNANA CALCIO SPA
TOLENTINO
VARESE SRL
VITERBERSE SRL
TEMPIO SRL
VALDAGNO SRL
CITTADELLA SRL
GIORGIONE CALCIO SPA
ALBANOVA SRL
AVEZZANO CALCIO SRL
MARSALA 1912 SRL
BENEVENTO SRL
FROSINONE SRL
SASSARI TORRES SRL
LIVORNO CALCIO SRL
VIRESCIT SRL
TREVISO SRL
VIS PESARO SRL
TARANTO CALCIO SRL
RIMINI CALCIO SRL
NUOVA TRIESTINA SRL
MATERA SRL

TOTALI

6
54

824
54
64
79
32

130

1
26

6
137
294

62
1.106
23
288
29

134
343
78
1
1
88

1.021
1.450
157
353
81
149

401
213

254
4

656
348

43
211
169
309
176
66
212
30
16
284
51
185
215
82
15
244

121
215

15
276
20
25
36
13
241
45
259
605

144
122
265
374
201
195
319
202
218
212
108
16
323
51
470
244
85
206
244
151
133
198
164
276
149
126
573
158
281
284
358
874

107
2
88
34
25
4
81
87
49
45
6
12
476
80
11
12
24
114
20
55
6
38
15
13
14
61
33
62
120
30
9
11
67
71
53
283
14
49
4
18
19

3.420

12.392

2.402

146

10
25
5

53

24

38

181
33

213
29
3
9
118
133

198
148
128
54
248
21
40
114
52
268

4.782

47
288
123
124
47

4.190

VERSO

TOTALE

ALTRI

1.350

5
6
1

10
36

67
1
9

11
220
3
50
1

CORRENTI
VERSO

CONTROLL.
10

25

71

VERSO SOCI

4
16
22
14

6
163
201

IN LIRE MILIONI
CREDITI

CONTROLLATE

81
266

142

CREDITI

26
58

2
7
270

24
1
3

RATEI E

CASSA E

RISCONTI

BANCHE

ATTIVI

121
287
178
682
346
1.963
475
348
1.719
174
223
390
398
99
324
563
419
585
295
536
311
185
268
730
234
248
66
349
321
462
152
257
201
363
524
120
108
200
164
323
889
133
794
81
200

121
287
178
682
346
1.963
475
348
1.719
174
223
390
398
99
324
563
419
585
295
536
311
185
268
730
234
248
66
349
321
462
152
257
201
363
524
120
108
200
164
323
889
133
794
81
200

172
107

20.533

20.533

928

82
22

22
2
3
30
10
41
1
31

464

Pagina 4

1.726

27
65
9
5
181
22
30

14
20
10
1
85
78
9

13

59
1

1
4
75
1
5
1
1
22
5
22

1
10
124
5
69
604
14
100
22

20
96

64
4
57
36

13
90
3
3
22
17
64

ALTRE
ATTIVITA'

1
196
99
365
22
27
55
3

200
53
9

105
8
33

2.498

521

PASSIVO

RIEPILOGO SERIE A STAGIONE SPORTIVA 95/96

SOCIETA'

PATRIMONIO
CAPITALE

ATALANTA BERG.SPA

NETTO

RIS.+UTILI

RISULTATO

NETTO

FONDI PER

OBBLIGAZIONI

ONERI

E MUTUI PASS.

DEBITI VS/
ALTRI FINANZ.

IN LIRE MILIONI

DEB. DA PARTECIPAZIONI
VERSO

VERSO

DEBITI

ALTRI DEBITI

TRIBUTARI

V/ENTI PREV.

RATEI/RISCPASSIVI

14.062 -

142 -

2.686

11.232

978

2.043

123

25.144

8.445 -

1.011 -

1.234

6.199

547

9.975

5.901

1.364

72

21.772

87

CAGLIARI CALCIO SPA

2.000 -

662

6.366

7.704

3.806

2.336

2.278

79

30.706

521

159 -

25

414

210

FIORENTINA SPA

24.000

13.098

10.902

2.368

INTER. MILANO SPA

80.640

5 -

21.061

59.584

2.754

JUVENTUS SPA

20.800 -

4.497 -

13.995

2.307

2.436

41.484

1.000 -

33

3.210

4.177

708

74

41.000 -

12.324

164

28.839

1.885

VICENZA CALCIO SPA


LAZIO SPA
PADOVA SPA
PARMA SPA
PIACENZA CALCI. SPA
ROMA SPA
SAMPDORIA SPA

600 -

468

DEBITI

BARI SPA

CREMONESE S.P.A.

1.800

BANCHE

11.117
104

13.750
28.956

40.516

3.036

6.365 -

337

9.063

1.100

30.000 -

1.261 -

3.617

25.120

667

7.642

7.200 15.000
7.000 -

1.292
862 -

61

5.969

736

1.260

2.813

13.048

1.670

4.790

1.930

6.924

11.993

12.065

TORINO CALCIO SPA

14.391 -

1.701 -

2.820

9.869

18.039

UDINESE CALCIO SPA

1.000

1.440 -

2.167

273

7.149

NAPOLI

5.950 -

37.951

5.484

11.076

1.391

44.360 -

6.068

5.535

265

206.115

73.739

38.417

MILAN

48.000 -

9.708 -

TOTALI

324.125 -

64.469 -

53.540

17.586

82

918

54

2.986

163

9.089

2.163

92

39.812

238

153

4.286

258

98.987

12.778
15.102

86

10

1.960

35.838

32.000
2.300

2.004
1.300

3.204

1.039

8.998

988

123.133

Pagina 1

21.151

74.370

1.428

2.121

284

43.992

2.438

111

18.471

24

3.178

239

26.662

43

1.044

20

4.901

109

3.625

128

66.440

18.028

1.389

44

11.088

68

5.477

112

14.521

3.197

1.701

164

30.043

140

531

90

20.110

453

1.540

82

12.897

325

6.332

1.088

44.049

704

50.000

396

17.099

296

55.272

476

144.519

11.600

59.535

3.345

567.863

53.891

PASSIVO

RIEPILOGO SERIE B STAGIONE SPORTIVA 95/96

SOCIETA'

PATRIMONIO
CAPITALE
SOCIALE

RIS.+UTILI

RISULTATO

NETTO

_PERD.ES.PREC ESERCIZIO

ANCONA CALCIO SPA

200

AVELLINO SPA

500 -

BRESCAI SPA

NETTO

4.000 -

1.761 1.110

FONDI PER

OBBLIGAZIONI

ONERI

E MUTUI PASS.

BANCHE

DEBITI VS/
ALTRI FINANZ.

SPECIFICI

2.757

5.066

454

371

222

452

IN LIRE MILIONI

DEB. DA PARTECIPAZIONI
VERSO

VERSO

CONTROLL.

ALTRI

383
14.108

DEBITI

DEBITI

ALTRI DEBITI

TRIBUTARI

V/ENTI PREV.

RATEI/RISCPASSIVI

406

44

3.913

30

333

42

7.335

819

131

6.147

CHIEVO VERONA SPA

250

54

41

1.294

568

85

1.966

106

CESENA SPA

537

2.881 -

1.320

350

2.118

145

101

2.562

92

4.800

9.821 -

4.953

4.886

938

8.517

414

3.745

109

9.330

4.247

1.298

77

7.564

32

5.811 -

2.097

3.933

6.435

399

100

4.942

647

80

COSENZA 1914 SPA


FOGGIA CALACIO SRL
GENOA 1893 SPA

631
6.000

LUCCHESE SRL

1.620 -

PERUGIA SPA

5.000

PESCARA CALCIO SPA


REGGIANA SPA

583
13.937 -

525

354

604

221

2.240

738

1.469

151

31

10

18

142

466

12.656

355

11.589

3.089

35 -

235

3.495

REGGINA CACIO SPA

469

3.518 -

1.589

3.706

SALERNITANA SPA

200

171

1.737

254

439

109

FIDELIS ANDRIA SRL

1.200 -

3.480 -

321

CITTA DI PALERMO SPA

3.695

197

16

5.514

1.953

2.249

644

14

2.248
1.053

127

2.870

1.958

81

11.169

1.657

3.379

291

5.144

606

588

62

3.026

69

52

3.216

4.004

809

4.464

8
2

VENEZIA 1907 SRL

250 -

726

221

5.395

783

82

3.793

PISTOIESE SPA

300

2.839

816

646

3.008

204

1.166

1.835

79

HELLAS VERONA SPA


BOLOGNA FC 1909 SRL

TOTALI

668

4.720 -

66

160

4.400

11.879

1.052

38.335

36.074 -

16.015

34.279

1.529

4.314

33.109

29.479

Pagina 2

145

594

16.068

145

750

29.814

2.870

5.228

145

17.730

79

99.290

4.167

PASSIVO

RIEPILOGO SERIE C1 STAGIONE SPORTIVA 95/96

SOCIETA'

PATRIMONIO
CAPITALE
SOCIALE

ACIREALE SRL
MONTEVARCHI SPA
CASTEL DI SANG. SRL
CARPI SRL

NETTO

RIS.+UTILI

RISULTATO

NETTO

_PERD.ES.PREC ESERCIZIO

FONDI PER

OBBLIGAZIONI

ONERI

E MUTUI PASS.

BANCHE

DEBITI VS/
ALTRI FINANZ.

SPECIFICI

20

1.048 -

1.063

57

300

58

241

54

20

714 -

863 -

129

796

11 -

799

29

462

IN LIRE MILIONI

DEB. DA PARTECIPAZIONI
VERSO

VERSO

CONTROLL.

ALTRI

216
206

260

DEBITI

DEBITI

TRIBUTARI

V/ENTI PREV.

555

18

29

496

22

13

250

54

409

200

96

103

131

1.376

CALCIO CHIETI SRL

200

564 -

549

214

16

100

2.136

1.518

287

613

197

2.323

2.095

241

55

2.525

407

CALCIO COMO SPA

3.200 -

975 -

88

1.575 -

87 -

1.493 -

EMPOLI FBC SPA

2.000

337 -

1.755

2.180

31

33

173

38

72

173

307

315

83

3.022

157

38

1.587

51

6.912

650

735 -

40

1.344

13

192

48

838

ISCHIA ISOLAV. SRL

200

1.037 -

830

406

214

1.700

628

258

8.024

536

180

7.562

998 -

MASSESE SRL

274

586 -

311

1.666 -

1.994

473
254

377

41

3.718

391

41

199

471

94

235

1.357

43

1.061

381

24

793

4.815

MODENA FC SPA

600

4 -

1.061

154

1.172

1.456

MONZA SPA

624

714 -

702

636

103

6.275

1.138

PRATO SPA

500

586 -

421

665

PRO SESTO SRL

28

338

GUALDO SRL
LECCE SPA

RATEI/RISCPASSIVI

1.956

CARRARESE SRL

ASCOLI CALCIO 1898

ALTRI DEBITI

300

800
15

500

1.010 -

1.531 -

20

1.642

10

22

518

58

RAVENNA SPA

3.000

2.887 -

5.927 -

40

134

251

58

4.348

748

SPAL SPA

3.000

675

111

20

465 -

818 -

332

1.138 -

761

76

162

37

43

91

SARONNO SRL
SAVOIA 1908 SRL

2.324

70

306 -

200

SORA SRL

153

235 -

216

171

CASARANO SPA

300

377 -

1.276 -

599

77

ATLETICO CAT. SRL

200

1.422 -

1.875 -

253

259

BRESCELLO SRL

290

FIORENZUOLA SRL

220

SIENA SPA

LODIGIANI SRL
TURRIS 1944 SRL

1.200 -

5 -

52

1.434

60

45

42

281

507

77

70

119

112

1.119

921

604

143

1.614

63

99

100

863

454

29

1.366

1.604

1.543

337

24

236

63

45

28

202

1.065

256

355

125

24

420

606 -

263

329

38

45

21

238

376

268

337

136

303

1.045

236

402 -

207

215

164

1.301 -

708

LEFFE SRL

220

622 -

620

222

TRAPANI CALC. SPA

800 -

237 -

160

402

JUVE STABIA SRL

200

922 -

1.263 -

141

47

103 -

542 -

191

1.200

160 -

1.483 -

123

12

30.462

14.973 -

5.806

5.976

TOTALI

52

58

492 -

SPEZIA 1906 SRL

225

821

131

20

NOCERINA SRL

4.062

713

100

ALESSANDRIA SRL

197

39.629

100

620

180
344

17

17

136

95

311

376

174

707

245

1.463

166

154

263

106

508

360

516

108

46

537

12.654

5.670

39.886

7.712

151

1.994

18.657

Pagina 3

9.303

2.427

11

PASSIVO

RIEPILOGO SERIE C2 STAGIONE SPORTIVA 95/96

SOCIETA'

PATRIMONIO
CAPITALE
SOCIALE

FANO CALCIO SR.L


BATTIPAGLIESE SRL
BISCEGLIE SRL
CASTROVILLARI SRL
CATANIA SPA
CATANZARO SPA
FERMANA CALCIO SRL
CALCIO FORLI' SPA
BARACCA CALCIO SRL
PRO.PATRIA
GIULIANOVA SRL
CALCIO LECCO SRL
LUMEZZANE SPA
MOBILIERI PONS.SRL
NOVARA CALCIO SPA
OLBIA CALCIO SRL
OSPITALETTO SPA
PAVIA SRL
CREMAPERGO SRL
PONTEDERA 1912 SPA
PRO VERCELLI SRL
SANDONA' CALCIO SRL
SORBIATESE SRL
TERAMO CALCIO SPA
TERNANA CALCIO SPA
TOLENTINO
VARESE SRL
VITERBERSE SRL
TEMPIO SRL
VALDAGNO SRL
CITTADELLA SRL
GIORGIONE CALCIO SPA
ALBANOVA SRL
AVEZZANO CALCIO SRL
MARSALA 1912 SRL
BENEVENTO SRL
FROSINONE SRL
SASSARI TORRES SRL
LIVORNO CALCIO SRL
VIRESCIT SRL
TREVISO SRL
VIS PESARO SRL
TARANTO CALCIO SRL
RIMINI CALCIO SRL
NUOVA TRIESTINA SRL
MATERA SRL

TOTALI

20
291
400
100
400
2.000
56
250
99
400
180
20
250
95
2.000
100
404
400
250
300
100
120
200
300
600
50
700
99
220
50
40
670
20
200
29
20
100
28
20
60
900
24
500
480
795
600

14.940

NETTO

RIS.+UTILI

RISULTATO

NETTO

_PERD.ES.PREC ESERCIZIO

503
206
271
303
30
182
123
213

166 182 -

394
10
435 -

2.666 -

6
2.681
44
297
234
373
154
76
38
474
110
321
101
551
221
320
209
326
674
420
52
264
1.686
256
6
839
3
25
36
1.791
1.640
742
556

18.211

OBBLIGAZIONI

ONERI

E MUTUI PASS.

BANCHE

DEBITI VS/

330
444
112
202
369
1.827
67
36
98
171
169
598
250
68
681
28
42
185
123
154
23
81
190
219
76
51
272
150
33
159
286
31
141
147
383
1.666
36
22
407
65
847
12
1.291
155
52
34

604

47
6
47
81
4

ALTRI FINANZ.

360

2
227
2

128

113
229
102
3

430

IN LIRE MILIONI

DEB. DA PARTECIPAZIONI

SPECIFICI

152 360 241 9 -

19 27 64 19 9 465 29 201 123 27 133 36 259 148 120 411 2


27 1.316 -

FONDI PER

VERSO

VERSO

CONTROLL.

ALTRI

379
158
4

93
46
30

57
30
21

373
49

150
35
312
323

186
435
233
276
364

14

8
72
14
65
822
446
413
149
8
158
8

16
10
8
20

4
10

44
22
18
19
3
1
94
9
1

1.407

TRIBUTARI

V/ENTI PREV.

1.718
18

22

26

42
249

4.895

4.822

175

175

RATEI/RISCPASSIVI

2.939
2.709
7
1.048
25
2
678
51
5
31
28
24
75
17
186
44
61
33
615
37
23
32

11
16
11
11
117
18
5
35
12
13
195
20
18
93
86
20
372
16
11
24

10

12
121

22
268
138
85
66
83
450
166
112
64
9
390
51
10
100

151
143
45
104
22
104
423
463
32
8
13
240
25
34
111

270
102
133
449
166
109
296
207
149
182
79
546
212
66
748
374
250
652
245
394
316
92
256
370
272
205
299
329
136
374
133
207
214
195
871
382
169
473
104
381
533
297
1.535
241
453
396

10.864

4.451

14.886

93
16

ALTRI DEBITI

13
14
219
261
560
209

200

62
59
197
11
152

Pagina 4

DEBITI

21
6
126

17
1
80
28
20
7
247
26

DEBITI

1
23
2
34
25
9
25
4
1
69
1
1
3
154
1
31

22

47

3
3
9
10
56
13

570

CONTO ECONOMICO
SOCIETA'

RIEPILOGO SERIE A STAGIONE SPORTIVA 95/96


VALORE DELLA PRODUZIONE

RICAVI

ALTRI

DA GARE

RICAVI

AMMORT. E SVALUT.

TOTALE

IMMOBL.

COMP.TESS. ALTRI COSTI

ALTRI AMM. E ONERI

DELLA

IN LIRE MILIONI

PROV. ED ONERI FINANZ.I


PROVENTI

ONERI

RETT. VALORE ATT.FINANZ.

RIVALUTAZIONI SVALUTAZIONI

PROV. ED ONERI STRAORD.


PLUSVAL.

MINUSVAL.

IMPOSTE
DELL'ESERC.

IMMATERIALI E SVALUTAZ. ACCESSORI PRODUZ.

RISULTATO
DI
ESERCIZIO

ATALANTA BERG.SPA

14.779

15.972

30.752

6.607

230

14.859

10.790

540

2.296

1.837

1.032

-2686

BARI SPA

10.090

13.005

23.096

13.279

2.013

12.462

8.881

238

1.794

14.382

518

-1234

CAGLIARI CALCIO SPA

10.205

16.877

27.082

11.096

124

14.535

11.186

1.902

624

14.987

39

6.975

9.882

16.857

5.513

240

13.145

5.089

1.446

8.642

75

FIORENTINA SPA

31.514

20.490

52.004

15.799

180

30.019

22.716

569

2.109

10.052

4.700

-13098

INTERNAZ.MILANO SPA

32.933

71.663

104.597

38.032

852

44.936

43.047

825

4.039

18.547

14.122

-21061

JUVENTUS SPA

39.010

75.775

114.786

20.164

234

59.535

39.032

3.909

1.529

23.768

35.964

VICENZA CALCIO SPA

13.873

12.034

25.907

6.453

78

13.373

9.336

255

1.621

9.157

574

672

3210

LAZIO SPA

35.587

71.876

107.464

44.308

437

38.936

25.906

2.321

6.487

11.879

5.323

100

164

PADOVA SPA

10.691

12.208

22.900

7.533

226

10.875

8.869

230

24

4.613

551

-337

PARMA SPA

19.908

78.594

98.503

31.927

153

40.082

39.192

114

3.033

14.395

1.842

-3617

9.554

12.639

22.194

9.380

72

12.064

5.754

1.373

266

5.500

1.306

ROMA SPA

39.458

31.507

70.965

31.284

890

39.344

27.909

4.770

3.341

26.964

2.744

SAMPDORIA SPA

14.671

12.811

27.483

12.218

313

24.594

11.860

1.851

3.867

40.389

584

TORINO CALCIO SPA

11.880

12.980

24.861

8.578

300

13.153

14.475

3.191

5.045

21.274

10.596

-2820

UDINESE CALCIO SPA

13.317

10.304

23.622

6.843

90

11.798

13.142

183

568

8.401

1.931

-2167

CREMONESE S.P.A.

PIACENZA CALCIO SPA

198

NAPOLI

20.959

16.626

37.586

12.095

488

17.184

15.863

1.747

1.034

50.816

485

MILAN

44.861

77.780

122.641

33.606

1.131

84.780

55.808

7.577

3.300

6.759

2.710

380.274

573.034

292.369 -

85.103 -

TOTALI

953.308 -

314.725 -

8.059 -

496.083 -

368.864

31.602 -

42.431

Pagina 1

- -

198

6366
15

-25

-13995

161

61
-2813

9.361

5.045

6924

37951
-44360

15.356 -

53.540

CONTO ECONOMICO
SOCIETA'

RIEPILOGO SERIE B STAGIONE SPORTIVA 95/96


VALORE DELLA PRODUZIONE

RICAVI

ALTRI

DA GARE

RICAVI

AMMORT. E SVALUT.

TOTALE

IMMOBL.

COMP.TESS. ALTRI COSTI

ALTRI AMM. E ONERI

DELLA

IN LIRE MILIONI

PROV. ED ONERI FINANZ.I


PROVENTI

ONERI

RETT. VALORE ATT.FINANZ.

RIVALUTAZIONI SVALUTAZIONI

PROV. ED ONERI STRAORD.


PLUSVAL.

MINUSVAL.

IMPOSTE

RISULTATO

DELL'ESERC.

DI

IMMATERIALI E SVALUTAZ. ACCESSORI PRODUZ.

ESERCIZIO

ANCONA CALCIO SPA

2.277

9.922

12.199

2.600

55

5.796

7.747

95

21

7.695

1.011

AVELLINO SPA

4.976

7.769

12.745

1.618

25

5.365

4.325

40

97

331

2.139

BRESCAI SPA

2.744

11.529

14.273

8.631

738

7.754

6.389

607

1.537

11.833

1.651

CHIEVO VERONA SPA

1.771

8.394

10.166

1.030

26

5.911

3.017

304

1.628

1.560

CESENA SPA

2.895

10.740

13.635

2.580

115

8.032

5.513

1.226

990

1.322

COSENZA 1914 SPA

2.298

8.745

11.043

1.389

82

5.256

12.371

3.701

5.204

6.238

FOGGIA CALACIO SRL

2.517

11.625

14.143

5.091

131

10.320

7.548

2.666

1.007

11.172

2.071

GENOA 1893 SPA

4.553

8.977

13.531

4.457

12.831

5.525

555

9.764

2.000

LUCCHESE SRL

3.605

9.581

13.186

854

67

6.717

5.070

1.043

1.061

1.335

792

PERUGIA SPA

9.613

6.493

16.106

6.132

23

6.370

5.935

3.538

4.126

3.634

2.160

PESCARA CALCIO SPA

4.036

17.461

21.497

11.706

12

5.206

3.181

83

203

769

2.012

REGGIANA SPA

5.073

20.935

26.008

9.703

111

10.674

10.783

899

1.661

REGGINA CACIO SPA

7.004

3.439

10.443

2.761

112

6.919

2.860

SALERNITANA SPA

8.301

12.629

20.930

2.314

70

6.956

10.112

221

30

454

54

32

1.081

1.511

121 -

4.953

1.701

109
-

2.097

1.469

397

604

18

7.158

1.358

235

3.652

2.702

1.589

181

1.209

649

FIDELIS ANDRIA SRL

1.906

10.188

12.095

1.199

43

6.735

2.882

164

640

55

1.011

9.224

11.326

20.551

1.990

125

6.531

8.048

14

193

10

1.003

VENEZIA 1907 SRL

2.073

11.687

13.760

4.505

87

9.304

4.365

888

3.967

344

PISTOIESE SPA

2.298

8.183

10.482

175

19

4.881

4.369

18

94

HELLAS VERONA SPA

5.257

10.608

15.865

4.216

25

8.412

8.745

34

272

BOLOGNA FC 1909 SRL

17.077

4.204

21.282

5.874

67

14.532

12.266

255

34

TOTALI

99.505

204.444

303.950 -

78.834 -

1.942 -

154.511 -

15.508 -

330

CITTA DI PALERMO SPA

131.060

2.757
-

18.526

Pagina 2

- -

41

338

1.737
-

434

197
2.249
4

218

178

7.386

1.676

1.001
66

418

1.060

11.879

79.802 -

26.929 -

3.008

16.015

CONTO ECONOMICO
SOCIETA'

ACIREALE SRL
MONTEVARCHI SPA
CASTEL DI SANG. SRL
CARPI SRL
CARRARESE CALC. SRL
CALCIO CHIETI SRL
CALCIO COMO SPA
ASCOLI CALCIO 1898
EMPOLI FBC SPA
GUALDO SRL
ISCHIA ISOLAV. SRL
LECCE SPA
MASSESE SRL
MODENA FC SPA
MONZA SPA
PRATO SPA
PRO SESTO SRL
RAVENNA SPA
SPAL SPA
SARONNO SRL
SAVOIA 1908 SRL
SIENA SPA
SORA SRL
CASARANO CALCIO SPA
ATLETICO CATANIA SRL
BRESCELLO SRL
FIORENZUOLA 1922 SRL
LODIGIANI SRL
TURRIS 1944 SRL
ALESSANDRIA SRL
LEFFE SRL
TRAPANI CALCIO SPA
JUVE STABIA SRL
NOCERINA SRL
SPEZIA 1906 SRL

TOTALI

RIEPILOGO SERIE C1 STAGIONE SPORTIVA 95/96


VALORE DELLA PRODUZIONE

RICAVI

ALTRI

DA GARE

RICAVI

573
645
257
1.170
566
227
791
2.228
708
367
338
2.621
395
874
558
492
320
1.209
1.710
322
531
412
591
559
463
220
429
182
551
1.362
150
1.141
883
1.392
774

1.800
1.135
854
544
2.065
1.617
1.964
1.779
1.013
3.922
981
4.404
1.132
2.355
2.192
2.521
929
2.810
2.768
1.465
721
1.725
1.465
965
1.816
2.111
1.971
1.185
587
1.570
1.150
1.821
1.158
918
978

26.025

57.777

AMMORT. E SVALUT.

TOTALE

IMMOBL.

COMP.TESS. ALTRI COSTI

ALTRI AMM. E ONERI

DELLA

IN LIRE MILIONI

PROV. ED ONERI FINANZ.I


PROVENTI

ONERI

RETT. VALORE ATT.FINANZ.

RIVALUTAZIONI SVALUTAZIONI

PROV. ED ONERI STRAORD.


PLUSVAL.

MINUSVAL.

IMPOSTE

RISULTATO

DELL'ESERC.

IMMATERIALI E SVALUTAZ. ACCESSORI PRODUZ.


2.374
1.780
1.112
1.715
2.631
1.844
2.756
4.008
1.721
4.289
1.319
7.025
1.527
3.229
2.750
3.013
1.249
3.389
4.478
1.787
1.252
2.137
2.056
1.524
2.279
2.332
2.400
1.368
1.138
2.932
1.300
2.962
2.042
2.311
1.753

661
37
388
83
300
500
683
664
965
732
147
4.129
115
1.705
1.331
718
372
1.180
3.060
347
127
530
558
605
895
173
269
435
244
587
252
869
529
74
47

11
3
3
357
43
14
153
93
26
8
32
12
44
113
4
6
108
178
5
12
19
3
98
4
27
15
34
1
8
15
1
25
8
2

2.297
1.215
982
974
1.281
744
3.166
3.228
3.280
2.461
1.703
5.152
1.301
2.201
2.840
1.388
1.646
4.431
5.339
1.712
1.363
1.595
1.562
2.161
2.439
1.431
2.003
1.068
1.305
2.011
1.360
1.955
1.735
2.143
2.020

83.802 -

24.239 -

1.500 -

73.507 -

1.047
988
603
1.616
802
1.057
2.516
2.048
2.063
1.203
1.102
4.618
1.041
2.692
1.754
1.421
800
3.202
3.311
1.397
924
1.153
707
1.612
1.335
932
1.099
1.312
762
1.794
478
1.970
842
1.426
1.027

52.671

DI
ESERCIZIO

14
32
50
79
225
117
583
557
601
4
41
545
54
456
921
11
117
134
375
22
35
117
28
228
70
10
409
3
7
201
40
8
95
27
30

27
794
102
1.665
77
363
298

5
194
23
1.462
6

62
49
3
101
13
216
1
7
6

5.485 -

6.263

Pagina 3

1.845
722
90
1.695
17
13
3.914
1.475
2.054
2
979
275
247
2.279
3.732
116
5
315
4.207
986
190
1.228
588
2.125
671
180
1.627
1.272
1.064
296
235
2.062

1.250
283
38
307
92

852
168

108
63
90
142
8
381
77
34
283

182 90
-

1.063
58
863
7
96
549
88
1.493
2.095
40
830
8.024
586
1.666
702
421
1.531
5.927
2.324
818
1.138
162
216
1.276
1.875
58
131
263
207
1.301
620
160
1.263
542
1.483

37.542 -

7.913 -

273 -

39.629

266
486
600
134
1.210
133
76
224
13
37
600
206
113
117
111
2
281
130

CONTO ECONOMICO
SOCIETA'

FANO CALCIO SR.L


BATTIPAGLIESE SRL
BISCEGLIE SRL
CASTROVILLARI SRL
CATANIA SPA
CATANZARO SPA
FERMANA CALCIO SRL
CALCIO FORLI' SPA
BARACCA CALCIO SRL
PRO.PATRIA
GIULIANOVA SRL
CALCIO LECCO SRL
LUMEZZANE SPA
MOBILIERI PONS.SRL
NOVARA CALCIO SPA
OLBIA CALCIO SRL
OSPITALETTO SPA
PAVIA SRL
CREMAPERGO SRL
PONTEDERA 1912 SPA
PRO VERCELLI SRL
SANDONA' CALCIO SRL
SORBIATESE SRL
TERAMO CALCIO SPA
TERNANA CALCIO SPA
TOLENTINO
VARESE SRL
VITERBERSE SRL
TEMPIO SRL
VALDAGNO SRL
CITTADELLA SRL
GIORGIONE CALCIO SPA
ALBANOVA SRL
AVEZZANO CALCIO SRL
MARSALA 1912 SRL
BENEVENTO SRL
FROSINONE SRL
SASSARI TORRES SRL
LIVORNO CALCIO SRL
VIRESCIT SRL
TREVISO SRL
VIS PESARO SRL
TARANTO CALCIO SRL
RIMINI CALCIO SRL
NUOVA TRIESTINA SRL
MATERA SRL

TOTALI

RIEPILOGO SERIE C2 STAGIONE SPORTIVA 95/96

IN LIRE MILIONI

VALORE DELLA PRODUZIONE


AMMORT. E SVALUT. COMP.TESS. ALTRI COSTI PROV. ED ONERI FINANZ.I RETT. VALORE ATT.FINANZ.
RICAVI
ALTRI
TOTALE
IMMOBL.
ALTRI AMM. E ONERI
DELLA
PROVENTI
ONERI
RIVALUTAZIONI SVALUTAZIONI
DA GARE
RICAVI
IMMATERIALI E SVALUTAZ. ACCESSORI PRODUZ.
547
183
120
294
817
746
509
522
151
391
660
1.732
273
90
689
235
82
170
104
313
428
339
117
1.032
1.535
185
395
354
154
87
90
825
283
429
433
528
815
1.215
1.547
1.455
1.997
332
779
309
875
199

431
1.138
642
931
1.089
1.156
865
1.407
1.410
578
1.284
207
2.134
524
810
1.128
966
1.318
715
1.175
909
1.038
703
354
340
975
1.151
1.558
851
867
1.347
508
640
971
1.154
601
430
741
687
377
551
1.004
940
697
609
1.355

25.388

41.289

978
1.320
762
1.226
1.906
1.903
1.375
1.929
1.561
970
1.945
1.940
2.407
614
1.500
1.363
1.049
1.488
819
1.489
1.338
1.377
821
1.386
1.875
1.161
1.547
1.912
1.600
954
1.488
1.334
924
1.401
1.588
1.129
1.245
1.957
2.234
1.832
2.549
1.337
1.719
1.006
1.485
1.554

85
115
28

66.678 -

6.010 -

89
640
116
178
5
116
26
351
219
30
464
7
208
101
123
118
153
11
107
107
77
4
147
102
64
111
164
135
24
72
68
78
43
92
247
80
246
88
123
206
140
280

4
5
1
51
4
32

14
6
8
3
53
5
7
4
112
3
1
3
12
13
10
33
2
13
1
9
18
8
79
3
7
1
3
1

966
789
683
966
1.375
1.271
976
752
1.101
734
680
864
1.172
442
2.246
721
863
1.096
809
910
777
872
805
982
803
810
1.277
1.103
664
855
914
844
937
720
1.176
2.232
867
1.299
1.356
809
929
754
1.504
1.734
1.236
1.080

1.429 -

46.774 -

27
683
23
4
15
16
28
13
68

655
757
306
571
909
1.244
463
1.209
952
581
1.242
1.072
1.096
771
1.272
851
597
498
545
960
562
829
626
547
997
413
963
899
764
492
657
1.029
566
593
567
467
574
686
1.419
841
1.276
596
1.688
677
850
776

36.928

37

278
118
1
109
961
1.167
119
80
1.228
93
10
209
122
35
125
450
420
30
331
500
281
338
294
145
42

34
14
48
20
12
36
42
48
5
12
188
23
8
425
40
39
24
7
60
68
17
3

3
4
622
162
36
60
16
2
3
19
5

2
24
3
21
104
80
15
17
71
32
16
9
18
29
28
42
33
8
65
32
3
33

17

8
2

13
4

4
5
32

1.064 -

1.882

Pagina 4

PROV. ED ONERI STRAORD.


IMPOSTE
PLUSVAL.
MINUSVAL.
DELL'ESERC.

11
10

394
10
435

1 6 4
-

6
2.681
28
297
234
373
154
76
38
474
110
321
101
551
221
320
209
326
674
420
52
264
1.686
256
6
839
3
25
36
1.791
1.640
742
556

14 -

18.211

96
1
49
221
25
92
40
89
129
20
13
357
4
112
6
70
21

105
280

76
16

57
1.114
9
273

78
1.130
6
127
2
139
39
2
856

11.543 -

503
206
271
303
30
182
123
213

29

498
53
26
12

501
1
343
391

92
31
80
734
1

RISULTATO
DI
ESERCIZIO

4.441 -

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