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I contenuti di questa guida non sono da intendersi come espressione di una consulenza vincolante, ma
hanno un fine informativo e divulgativo rispetto al trasferimento della residenza personale in Svizzera. Il lettore
della guida è tenuto a richiedere una consulenza specifica per analizzare la propria situazione e poter agire nel
rispetto delle norme vigenti. Freedom Consulting Sagl esclude qualsiasi responsabilità per ogni eventuale danno
diretto o indiretto legato all’utilizzo proprio o impropria di questa guida.

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Introduzione

Ho voluto creare questa guida gratuita per permetterti di avere un riferimento


ben preciso di ciò che ti serve sapere prima di trasferirti in Svizzera.
È molto importante evitare di avere false aspettative e di non capire esattamente
quali sono i passi da fare, a livello personale e familiare, prima di spostare la propria
residenza in uno dei paesi più liberi e ricchi d’Europa.
Ti chiedo di leggere questa guida con curiosità e interesse così da valutare con
attenzione tutti i dettagli della tua situazione. Se vorrai procedere con il trasferimento,
ti consiglio di richiedere la consulenza preliminare (trovi i dettagli alla fine della guida)
così da permetterci di analizzare più nel dettaglio la tua situazione specifica e poterti
fornire l’assistenza necessaria.

Buona lettura,

Michele Abrigo
Fondatore e CEO Freedom Consulting Sagl

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1. Svizzera, paese unico al mondo

La storia della Svizzera è unica. Non vogliamo approfondirla in questa guida, ma


saprai sicuramente quanto nel corso degli ultimi secoli la sua neutralità sia stata un
punto di forza per la stabilità e ricchezza di questo paese.
Oggi la Svizzera è solida ai vertici delle graduatorie mondiali per quanto riguarda
la competitività e la stabilità politica (fonte IMD World Competitiveness Center).
Questo successo non è relativo unicamente agli aspetti economici, ma anche
quelli riguardanti il contesto generale, il capitale umano, l’ecosistema innovativo, la
sicurezza e la fiducia nel futuro.
La sua collocazione geografica la pone al centro dell’Europa, incastonata fra
Francia, Italia, Germania e Austria. È quindi facilmente raggiungibile con auto e treno
da tutti i paesi limitrofi. A livello aeroportuale gli hub di Ginevra e Zurigo permettono
a tutti i residenti in Svizzera di partire per qualsiasi destinazione nel mondo con estrema
facilità ed efficienza (a questi si aggiungono gli aeroporti di Mulhouse-Basel e di Milano
Malpensa).
Il Franco Svizzero continua ad essere forte e stabile, una moneta da utilizzare
anche come riserva per i propri risparmi. Il sistema bancario è fra i più capitalizzati e
solidi al mondo e offre un’ampia scelta di servizi finanziari, dalle piccole operazioni
quotidiane al private banking per capitali più importanti. Pur avendo “perso” il segreto
bancario, ancora moltissimi patrimoni vengono tenuti in Svizzera proprio per la
sicurezza offerta dal sistema nel suo complesso.
Le finanze pubbliche vengono gestite con efficienza e in maniera lungimirante.
A differenza di ciò che succede in molti stati dell’Unione Europea, la politica svizzera
ha messo in atto un attento controllo dell’indebitamento (nell’era pre-Covid si aggirava
a meno del 40% del PIL, grazie anche ai bilanci positivi che si sono susseguiti negli
anni).
Il livello di sicurezza e benessere generale ha attratto negli anni un’immigrazione
“buona” che sta permettendo alla Svizzera di programmare in maniera sostenibile il
proprio futuro economico, sociale e pensionistico.

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2. La Svizzera è un paradiso fiscale?

Ancora oggi la Svizzera ha la nomea di essere un paradiso fiscale, ma è proprio


così? La risposta è ni.
Purtroppo la propaganda statalista di molti paesi europei continua ad apporre
l’etichetta di “paradiso fiscale” a qualsiasi stato che abbia la capacità di imporre persone
fisiche e giuridiche in maniera più giusta ed efficiente. Questo capita anche con la
Svizzera. Stai pur sicuro che ci sarà qualcuno che ti farà la battuta che ti sei trasferito in
Svizzera per pagare meno tasse. Questo può essere in parte vero, grazie appunto ad un
sistema più equo e corretto, ma sicuramente non siamo ai livelli di paesi come gli
Emirati Arabi Uniti o Panama (che tuttavia hanno altre problematiche e peculiarità).
Come funziona quindi il sistema fiscale svizzero e quali differenze con quello
italiano?
Innanzitutto è importante sottolineare come sia un sistema in cui cantoni (26) e
comuni (2.200) sono in competizione fra loro. Questo porta ad una ricerca costante
dell’efficienza per attirare capitali e persone con capacità reddituale e patrimoniale
importanti. A prescindere dalle differenze fra i diversi territori, la Svizzera, in media, è
molto ben posizionata a livello mondiale.
Senza addentrarci troppo nei numeri (che potremo approfondire in sede di
consulenza), vediamo quali sono le caratteristiche principali per le persone fisiche e
quelle giuridiche.
Persone fisiche: la tassazione è worldwide (cioè sia sui redditi prodotti in Svizzera
che da attività commerciali o immobili all’estero, ma questi ultimi sono tassati
marginalmente). C’è un’imposta sulla sostanza (cioè sul patrimonio complessivo) ma ha
un’aliquota molto bassa (in media inferiore all’1%, con una no tax area relativamente
alta). Gli utili in capitale su attivi personali (il famoso “capital gain”) non sono tassati.
Questo è particolarmente interessante per esempio per poter sfruttare il mercato
finanziario a fini speculativi (se tale attività non è svolta a livello professionale). Le
imposte di successione o donazione verso coniugi, discendenti o ascendenti in linea
retta sono basse o nulle nella maggior parte dei cantoni. Il confronto con l’Italia è
impietoso, visti le elevatissime aliquote Irpef, addirittura il 43% sopra i 75.000 euro
annui, dove in Svizzera siamo in media a circa la metà per un imponibile simile. Per
contribuenti con capacità reddituali molto alte o patrimoni elevati molti cantoni offrono
accordi “ad personam”. Ci sono deduzioni interessanti per i figli a carichi.
Persone giuridiche: le aliquote di tassazione sugli utili complessive (per imposte
federali, cantonali e comunali) si collocano mediamente intorno al 15%. A differenza
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dell’Italia, non ci sono praticamente limitazioni per la deducibilità al 100% delle spese
aziendali (come ad esempio l’automobile o il telefono).

In questa semplice tabella comparativa, si possono vedere le differenze di


aliquota fra alcune nazioni europee e non, ma i numeri non sono tutto.
A livello fiscale, la grande differenza fra paesi come l’Italia e la Svizzera è
l’aggressività degli apparati burocratici di riscossione. I controlli sono asfissianti e sia ha
la costante paura di vedere la propria situazione fiscale messa in dubbio con il rischio
di perdere tempo, soldi ed energie per dover dimostrare che si è nel giusto (in Italia vige
l’inversione dell’onere della prova a livello fiscale). In Svizzera questo non succede. Il
sistema funziona per essere al servizio di persone ed imprese, e non il contrario. Le
regole vanno perciò rispettate, ma si può avere un dialogo costruttivo e privo di ricatti
in caso di problematiche. C’è quindi una forte certezza del diritto e la possibilità di
un’elevata ottimizzazione, rimanendo nella completa legalità. In Svizzera è normale che
si cerchino di pagare meno tasse possibile, addirittura sono le stesse istituzioni che
possono consigliare eventuali soluzioni per raggiungere questo fine.

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3. La libertà individuale come presupposto

Seppur esistano importanti strumenti di solidarietà (una parte del sistema


pensionistico, il contributo per la disoccupazione ecc.), la Svizzera è senza dubbio un
paese illuminato per quanto riguarda la libertà individuale, sia in ambito economico che
civile. Le istituzioni rispettano qualsiasi iniziativa privata e sono al servizio di cittadini e
residenti. A supporto di questo, possiamo citare quanto deciso come misure di
contrasto alla pandemia Covid-19. Seppur si potesse magari far meglio per alcune
situazioni, non è mai stata limitata la mobilità personale, né in base al luogo di residenza
né in base agli orari (a differenza delle pesanti restrizioni italiane, come le zone gialle-
arancioni-rosse o il coprifuoco notturno).
La libertà va di pari passo con la responsabilità. A livello sanitario infatti ogni
residente deve assicurarsi privatamente, la sanità non è “affogata” nelle imposte come
in Italia (a cui bisogna comunque aggiungere il pagamento del ticket e di
un’assicurazione integrativa privata per poter accedere ai servizi in modo più rapido).
Questo sistema permette ad ognuno di gestire la propria situazione personale nel
migliore dei modi, assumendosi la responsabilità delle proprie scelte e dei rischi da
correre.
Libertà e responsabilità portano ad avere conseguenze positive per la pulizia e
l’ordine generale. Non troverai situazioni in cui il bene pubblico non è ben curato, sia
per merito dei residenti che delle istituzioni. Questo dà un’altissima percezione di
benessere e permette agli abitanti di avere un’elevata qualità della vita.

(Quality of Life Index 2021)

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4. Quali sono i passi da fare per il trasferimento?

Il trasferimento all’estero è un processo che, specialmente nel caso di residenti in


Italia, va analizzato con attenzione per via di tutte le implicazioni di carattere personale,
fiscale e pratico. Noi de “Il mio trasferimento in Svizzera” abbiamo un metodo
strutturato per fornirti la consulenza e, se richiesta, assistenza pratica riguardo a tutti gli
aspetti. Ecco quali sono i passi su cui lavoreremo:
1. Analisi preliminare. In seguito alla prima consulenza, ti forniremo un’analisi
preliminare della tua situazione per proporti le soluzioni migliori riguardo alla
fiscalità personale e aziendale, al comune di residenza, al periodo in cui è
meglio trasferirsi, a tutte le incombenze burocratiche, sia nel paese di partenza
che in quello di arrivo.
2. Costituzione società (in caso di imprenditori o professionisti). Il primo
passo in Svizzera consiste nel costituire la tua società (Sagl o SA), questo ti
permetterà di assumerti e quindi di poter richiedere il permesso di dimora (B).
3. Transizione corretta in Italia. Insieme ai nostri partner, dovrai sistemare
correttamente tutto ciò che implica redditi o proprietà in Italia. Questo
passaggio è importantissimo per evitare di avere problematiche future
(Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza sono molto aggressivi per
verificare che la residenza all’estero sia effettiva e non solamente sulla carta).
4. Ricerca dell’abitazione. L’affitto dell’abitazione dove stabilire la propria
residenza non ha solo un’implicazione di carattere personale o logistico, ma
anche burocratico (il contratto d’affitto serve per la richiesta del permesso B)
e fiscale (la scelta del comune di residenza ha ripercussioni sulla fiscalità).
5. Scelta della scuola (in caso tu abbia figli in età scolare). C’è un’ampia scelta
di scuole pubbliche (gratuite) e private, va fatta una valutazione attenta sulla
base delle esigenze di carattere formativo ed educativo.
6. Entrata in Svizzera e registrazione al controllo abitanti. Dopo la firma
del contratto di affitto si è ufficialmente in Svizzera e bisogna registrarsi
all’ufficio comunale come nuovo abitante.
7. Richiesta del permesso di dimora (B). Con il contratto di affitto, il
contratto di lavoro e l’estratto del casellario giudiziale (rilasciato da qualsiasi
tribunale italiano) bisogna richiedere il permesso di dimora che durerà cinque
anni. Le tempistiche di rilascio dipendono da cantone a cantone (può
prendere pochi giorni come anche due o tre mesi).
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8. Trasloco e importazione masserizie. L’automobile, beni di lusso, opere
d’arte e qualsiasi altra proprietà mobile può essere portata in Svizzera senza
imposizione di dazi doganali e IVA. È un processo comunque delicato che
va effettuato con l’assistenza di un professionista che possa evitare errori o
sorprese in dogana.
9. Iscrizione alla Cassa Malati. L’assicurazione sanitaria è obbligatoria
ufficialmente a partire dal giorno di entrata in Svizzera. Ci sono diverse
possibilità per gestire quest’incombenza nel modo più efficiente possibile
scegliendo la compagnia assicurativa privata più conveniente (anche in base
alla franchigia). Eventuali assicurazioni integrative sono consigliate.
10. Scelta dei fornitori di servizi. A livello assicurativo, telefonico e aziendale è
importante saper scegliere i migliori fornitori di servizi per la tua situazione
specifica. Il mercato svizzero è vario e articolato, in parte diverso da quello
italiano. Ti aiuteremo ad orientarti per prendere le decisioni migliori.
11. Iscrizione all’AIRE. In seguito alla ricezione del permesso di dimora, è il
momento di comunicare ufficialmente alle autorità consolari italiane il cambio
di residenza. Questo è un passaggio obbligato che però, come scritto in
precedenza, non è sufficiente di fatto per evitare incombenze di carattere
fiscale in Italia. Insieme ai nostri partner, potremo valutare quali sono i
dettagli supplementari ai quali fare attenzione in merito.
12. Budgeting. A livello finanziario, sia personale che aziendale, bisogna fare un
attento piano budget per calcolare bene entrate e uscite di cassa, cosa per
niente scontata viste le differenze scadenze e obblighi rispetto a quelli italiani.

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