Sei sulla pagina 1di 28

DISTURBO DI PANICO

CON E SENZA AGOROFABIA

F41.0 Disturbo di Panico Senza


Agorafobia
A. Entrambi 1) e 2):
1) Attacchi di Panico inaspettati ricorrenti

Disturbo di Panico Senza Agorafobia


2) almeno uno degli attacchi stato seguito da 1 mese (o
pi) di uno (o pi) dei seguenti sintomi:
a) preoccupazione persistente di avere altri attacchi
b) preoccupazione a proposito delle implicazioni
dell'attacco o delle sue conseguenze (per es.,
perdere il controllo, avere un attacco cardiaco,
"impazzire")
c) significativa alterazione del comportamento
correlata agli attacchi.

Disturbo di Panico Senza Agorafobia


B. Assenza di Agorafobia
C. Gli Attacchi di Panico non sono dovuti agli
effetti fisiologici diretti di una sostanza (per
es., una droga di abuso, un farmaco) o di
una condizione medica generale (per es.,
ipertiroidismo).

Disturbo di Panico Senza Agorafobia


D. Gli Attacchi di Panico non sono meglio giustificati da un altro
disturbo mentale, come Fobia Sociale (per es., si manifestano
in seguito all'esposizione a situazioni sociali temute), Fobia
Specifica (per es., in seguito all'esposi-zione ad una specifica
situazione fobica), Disturbo Ossessivo-Compulsivo (per es.,
in seguito all'esposizione allo sporco in qualcuno con
ossessioni di contaminazione), Disturbo Post-traumatico da
Stress (per es., in risposta a stimoli associati con un grave
evento stressante), o Disturbo d'Ansia di Separazione (per es.,
in risposta all'essere fuori casa o lontano da congiunti stretti).

TEORIE BIOLOGICHE
D. Klein sostiene che il disturbo di panico sia un
tipo particolare di disturbo dansia di natura
essenzialmente biologica
Nel 1959 egli scopr, per caso, gli effetti antipanico dellimipramina.

TEORIE BIOLOGICHE:
I DUE PILASTRI
I pz non rispondono ai farmaci tipici per lansia
(benzodiazepine), ma allimipramina (un antidepressivo)
Test dinduzione: gli attacchi possono essere
indotti in laboratorio nei pazienti mediante
iniezioni di lattato*** inoltre leffetto del lattato
bloccato dalla somministrazione, in
precedenza, di imipramina
7

TEST DINDUZIONE
Il test del lattato manca di specifi cit e di
sensibilit
Non per tutti i pazienti, ma solo il 50%, gli
attacchi possono essere indotti mediante
iniezioni di lattato
Percentuali simili si hanno per pz con ansia
generalizzata e con depressione
Leffetto diminuisce al crescere delle ripetizioni
8

TEORIE BIOLOGICHE: CRITICHE


Non esiste un rapporto diretto ed esclusivo tra
imipramina ed attacchi, ma anche altri
antidepressivi ed alcune benzodiazepine
riducono gli attacchi
Anche le tecniche psicologiche riducono gli
attacchi
Sono molte e molto diverse le sostanze che
possono indurre gli attacchi; inoltre fattori
cognitivi possono ridurre leffetto del lattato
Gli attacchi possono venire indotti anche con
tecniche psicologiche
9

Klein: teoria modifi cata


Gli attacchi sono falsi allarmi dovuti
allattivit (patologica) di un meccanismo di
allarme frutto dellevoluzione e forse legato
allansia da separazione o allasfi ssia
Allarme di soffocamento:viene attivato da livelli
crescenti di anidride carbonica, che producono
unimprovvisa diffi colt respiratoria (sensazione
di soffocamento) che innesca iperventilazione,
panico e desiderio di fuggire.
10

Klein: unipotesi integrativa


Un falso allarme pu essere attivato da segnali
psicologici di soffocamento:Una situazione
senza uscita o un ambiente in cui laria viziata
indica che non ci sono uscite, dove ci sono
persone stipate, immobilizzate o qualcuno
sembra stia soffocando, possono tutte elicitare
panico se la soglia di allarme di soffocamento
patologicamente bassa, o se i segnali sono
particolarmente salienti (Klein, 1993, p. 306)
11

Goldstein & Chambless (1978)


paura della paura

12

Razran (1961)
Condizionamento enterocettivo: le sensazioni
corporee diventano stimoli condizionati di
risposte (condizionate) di panico

13

MODELLO COGNITIVO
Gli attacchi di panico sono dovuti allerronea
interpretazione catastrofi ca di determinate
sensazioni (somatiche o mentali)
Principali modelli: Barlow e Clark

14

Iperventilazione e panico

15

Modello di Clark (1986)

16

Prove del modello cognitivo


I pazienti con panico:
hanno maggiori probabilit di avere un attacco
se viene attivata (sperimentalmente)
uninterpretazione errata di tipo catastrofi co
presentano maggiore capacit di percepire la
propria frequenza cardiaca
valutano i sintomi fi sici associati allansia come
pi pericolosi
Terapie cognitive riducono gli attacchi
17

LIMITI
E diffi cile provare che esista un nesso causale
tra cognizioni e panico; al massimo dimostrato
che cognizioni, sensazioni e panico co-variano e
ci non contraddice altre teorie (biologica,
condizionamento)
Non spiega aspetti demografi ci: prevalenza
femminile, scarsit negli anziani
Non spiega la frequente persistenza della paura
a dispetto della consapevolezza della non
pericolosit degli attacchi
18

Vulnerabilit cognitiva
Clark ipotizza che certi individui siano vulnerabili al
panico perch hanno una tendenza stabile ad
interpretare in modo errato sintomi fi sici
Persino il solo leggere una serie di affermazioni (es.
palpitazioni, svenire, soffocare, morire) pu portare
alcuni individui vicino al panico

19

Anxiety Sensitivity
Una variabile cognitiva disposizionale che rifl ette la
paura di sensazioni fi siche connesse allansia che
provengono dalle convinzioni che le suddette
sensazioni abbiano conseguenze negative somatiche,
sociali o psicologiche (per es. persone che interpretano
le sensazioni fi siche associate con lattivazione
neurovegetativa come segni di una minaccia
imminente)
20

Anxiety Sensitivity Index (ASI)


Questionario di 16 item sviluppato da Reiss, Peterson,
Gursky & McNally (1986)
Multidimensionale: preoccupazione e paura di
conseguenze negative di carattere fi sico, psicologico e
sociale (timore che altri vedano la propria ansia)
Pu servire come misura di un fattore generale di
amplifi cazione per una ampia variet di sensazioni ed
eventi enterocettivi, che possono collegarsi a panico,
ipocondria, dolore, ecc.
21

Tre tipi di vulnerabilit


1) Predisposizione a provare sensazioni corporee
intense o frequenti
2) Tendenza a fare interpretazioni errate di tipo
catastrofi co
3) Combinazioni di 1 + 2

22

Apprendimento
Durante lattacco e nel corso dei primi attacchi
lambiente (sociale, culturale, sanitario)
modella gli sviluppi futuri
Il Disturbo di panico spesso un disturbo
iatrogeno

23

Problema del controllo: Sanderson,


Rapee & Barlow (1989)
Induzione dellattacco mediante inalazione di
aria arricchita di CO2 al 5,5%
Ai soggetti veniva dato accesso ad una leva che
si diceva potesse controllare il fl usso daria
Questa possibilit (illusoria) bastava a ridurre il
numero di attacchi
24

TRATTAMENTO: 1970-1980
Esposizioni controllate e graduate agli stimoli
fobici (evitamento agorafobico)
Integrazione con rilassamento (tutte le forme)
Integrazione con abilit di coping (tutte le
forme)

25

Componenti del trattamento


cognitivo-comportamentale
Identifi cazione delle cognizioni disfunzionali
Esercizi di esposizione

26

Trattamento combinato
Sia il trattamento cognitivo-comportamentale
sia quello farmacologico sono effi caci, perci il
trattamento combinato sembrerebbe
maggiormente effi cace.
Sembra di essersi imbattuti in una strana
aritmetica terapeutica, in cui 2 + 2 = 2 !
(Rachman, 1998)
27

Bibliografi a

Klein D. (1993) False suffocation alarms, spontaneous panics and related


conditions: An inegrative hypothesis. Archives of General Psychiatry, 50,
306-317.

28