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Vincenzo Riso

Generazioni di architetti portoghesi(1)

FOTOGRAFIE Gabriele Lelli

In un Paese di tradizione costruttiva lapidea, graniti al nord e calcari al sud, volendo delineare un panorama delle pi recenti architetture attraverso losservazione del ruolo che limpiego del laterizio ha in queste, ci si trova necessariamente a fare riferimento al campus dellUniversit di Aveiro. Si tratta di un nuovo complesso collocato in posizione distaccata dallagglomerato urbano con al centro la citt storica, sul limite della grande laguna (50 mila ettari) costituita dallestuario del fiume Vouga sulla costa tra Oporto e Coimbra. Il primo nucleo di questo insediamento stato realizzato alla fine degli anni Settanta con la costruzione di alcuni corpi di fabbrica allungati in appoggio ad un nucleo centrale di servizi strutturati in forma di piastra. Nella seconda met degli anni Ottanta, al Centro Studi della Facolt di Architettura dellUniversit di Porto, guidato da Nuno Portas, viene commissionata la redazione di un piano generale di espansione dellinsediamento gi edificato. In questambito, lvaro Siza riceve lincarico del progetto della biblioteca centrale dellateneo, con il quale egli orienta il nuovo piano di sviluppo, riaffermando la centralit dellesistente piastra servizi ed in particolare cercando di dotare il basso piano di copertura con le qualit spaziali di una piazza. Infatti, su questo viene da una parte appoggiato proprio il volume della biblioteca e dallaltra innestato il complesso degli edifici dei dipartimenti, organizzato secondo uno schema a pettine attorno ad un esteso spazio aperto. Il piano, poi elaborato dal Centro Studi, formalizza tale ipotesi mediante un percorso porticato ad U che regola la successione dei blocchi edilizi, ciascuno dei quali corrispondente ad una unit dipartimentale, in modo anche da dotare di forza rappresentativa lo spazio aperto.Altri edifici per servizi comuni sono collocati in posizione decentrata, al di fuori dello schema del porticato(2). Oltre a stabilire posizione, dimensioni di ingombro e articolazione distributiva, le norme di piano stabiliscono anche lobbligo di impiego del laterizio faccia a vista, quale materiale di finitura esterna. Una regola probabilmente dettata dalla facilit di manutenzione e giustificata dal fatto che nella tradizione costruttiva di questa regione del centro, diversamente che nel resto del Portogallo, assente la pietra. Come previsto fin dallinizio, vari autori, di diverse generazioni, sono stati negli anni chiamati a realizzare gli edifici previsti dal piano. Costruire in Laterizio ha gi presentato, nel numero 79 di gennaio/febbraio 2001, la biblioteca di Siza, che svolge il ruolo di testata di tutto il Campus, sul fronte della laguna. Oltre ad lvaro Siza, dunque, sono stati coinvolti altri riconosciuti protagonisti dellarchitettura portoghese contemporanea quali Alcino Soutinho, Gonalo Byrne ed Eduardo Souto de Moura, ma anche i pi giovani esponenti della stessa ben rappresentati dai fratelli Manuel e Francisco Aires Mateus. Al di l del capitolo del Campus di Aveiro(3), la selezione di progetti, che viene presentata in questo numero monografico sullattualit dellarchitettura del Portogallo, intende proprio operare una ricognizione sul significativo emergere nel Paese di un certo numero di opere di cui sono autori alcuni giovani architetti che hanno avviato la loro attivit professionale durante gli anni Novanta, cio, in termini generazionali, coloro che si sono formati nelle storiche scuole di Porto e Lisbona a partire dalla met degli anni Ottanta, quando queste hanno guadagnato la loro autonomia istituzionale rispetto alle Accademie di Belle Arti. Anagraficamente, essi hanno ereditato i frutti del lavoro svolto dalla generazione dei maestri, sia in termini strettamente disciplinari, sia in termini di benefici pi generali derivanti dal rilievo internazionale assunto dallopera di quegli stessi maestri. Ossia hanno ricevuto una solida preparazione tecnica grazie alla trasmissione di una pratica di progetto basata su una organizzazione compositiva molto netta e quasi astratta, ma sempre regolata dal pieno controllo del dettaglio e dei materiali, come pure temperata da una attenta connessione con il contesto. Inoltre, forse anche per la presenza del grande numero di studenti stranieri che, attraverso i programmi comunitari di scambio, sono giunti nelle loro Facolt

Editoriale

CIL 108

lvaro Siza. Biblioteca dellUniversit di Aveiro. Veduta della parete ondulata del fronte ovest.

sullonda dellaffermazione internazionale dellarchitettura portoghese contemporanea, hanno sviluppato una sorta di naturale apertura al mondo e pi in generale degli orizzonti culturali dellarchitettura (verso altri ambiti artistici o disciplinari). Come gi Fernando Tvora, aderendo ai CIAM, in altri tempi aveva inteso far partecipare il suo Paese al dibattito internazionale, cos, fatti i debiti mutamenti, la pi recente generazione di architetti portoghesi ricerca oggi lintegrazione nellambito europeo perfezionandosi con periodi di studio allestero, partecipando e organizzando mostre e seminari internazionali, tendendo infine ad assimilare i pi recenti riferimenti concettuali e tecnici divulgati dalla odierna pubblicistica di scala globale. Da una parte sembra che il senso della disciplina acquisito durante gli studi consenta loro di valutare e gestire con sicurezza le influenze esterne, dallaltra, comunque, la realt del Paese impone, come gi nel passato, delle non agevoli condizioni socio-economiche in cui tentare lapplicazione delle proprie intenzioni architettoniche. Le opere qui selezionate di Joo lvaro Rocha,Antonio Portugal e Manuel Maria Reis, dei gi citati Manuel e Francisco Aires Mateus e di David Maranha testimoniano la capacit di questi nuovi protagonisti di rispondere ai diversi tipi di incarichi e situazioni, fornendo efficaci e aggiornate soluzioni di progetto. E per, in quanto opere di qualit distinta, queste architetture sottolineano anche la loro eccezionalit rispetto alla gran parte della corrente produzione edilizia e alle sue pesanti conseguenze sulle citt e sul territorio. Sulla base del riconoscimento di una similmente difficile e marginale condizione professionale, si rileva una continuit di capacit e volont operativa della generazione degli allievi con quella dei maestri. Infatti, tra i pi importanti insegnamenti di Siza c la consapevole acquisizione della necessit per il progetto architettonico di non evitare, ma anzi di cercare, con una speciale sensibilit, di mettere a frutto i limiti e le difficolt del contesto qualunque esso sia(4). Cos, al di l della manifestazione di un certo distacco, eventualmente presente nelle forme delle opere della pi recente generazione di architetti portoghesi rispetto a quelle che lhanno preceduta, tra le stesse risulta comunque condiviso il senso di una pratica che non intende desistere dalla possibilit di fare comunque bene nei limiti e con ci di cui si dispone, rivendicando e alimentando in tal modo uno spazio proprio per larchitettura.

lvaro Siza. Biblioteca dellUniversit di Aveiro. Veduta del portico dingresso.

Note 1. Il 3 settembre scorso, allet di 82 anni, scomparso Fernando Tvora, il decano degli architetti portoghesi, fondatore della Scuola di Porto; la redazione di Costruire in Laterizio dedica alla memoria delleminente valore della sua opera, anche pedagogica, questo numero della rivista che presenta il lavoro di coloro che, in tempi e modi diversi, lo hanno avuto come maestro. 2. La completa descrizione del piano dellUniversit di Aveiro si trova in L. Peretti e M. Clement, Campus Aveiro, Casabella, n. 643/1997, pp. 10-17. 3. Nel Campus di Aveiro, E. Souto de Moura ha realizzato la sede del Dipartimento di Geologia, dove peraltro, impiegando del marmo rosso, ha voluto interpretare la prescrizione delluso del laterizio faccia a vista in termini di continuit cromatica. Invece, lautosilo del centro commerciale Norteshopping, che rappresenta la sua opera in queste pagine, affronta il non facile tema del rapporto fra architettura ed infrastrutture. 4. lvaro Siza sostiene che ...esiste un problema essenziale, che quello di essere capaci di assemblare cose diverse, come nella citt contemporanea, che costituita da frammenti molto eterogenei, rovine, edifici di periodi diversi, belli o brutti; tutto ci che ci sta intorno e che gi esiste deve essere posto sullo stesso piano e si deve lavorare a partire da questo. Cercare di costruire un tutto con questi pezzi fondamentale per sviluppare la nostra metodologia (da L. Peretti e M. Clement, op.cit., p. 12).

EDITORIALE