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In toto Origene non est verbum unum de Christo: Lutero e Origene di Giancarlo Pani In una Tischrede del 1532,

Lutero d il suo giudizio denitivo su Origene: In toto Origene non est verbum unum de Christo1. Il riformatore, ormai al culmine del successo, in una conversazione conviviale apre il discorso sulle allegorie: confessa che da giovane monaco si era appassionato alle gure retoriche, anzi ne era stato un ricercatore accanito, al punto da scovare interpretazioni allegoriche in ogni passo della Bibbia! Ma, dopo aver commentato la Lettera ai Romani, egli scopre che nellesegesi non si danno allegorie: anzi, inizia a capire davvero chi sia Cristo, e non che cosa signichi Cristo, e come in lui non ci siano allegorie bens lo spirito e la fede. E si scaglia contro Gerolamo e Origene, che indulgono in allegorie ad ogni passo della Scrittura. Dopo aver concluso con la solenne esclamazione Dio li perdoni!, proclama che in tutti i libri di Origene non si d una sola parola su Cristo. Di fronte ad una ermazione cos assoluta la reazione di Henri Crouzel uno dei pi famosi studiosi di Origene lapidaria: Lutero non ha mai letto nulla dellAlessandrino! E non di cile dimostrarlo: chiunque abbia scorso anche rapidamente una sola opera di Origene, sa bene che non si trova nei suoi scritti nemmeno una pagina in cui non si parli di Cristo. Anzi, il vero centro della sua esegesi e della sua dottrina spirituale Cristo2. Lutero e Origene La ermazione di Lutero non un masso erratico. Basta scorrere le principali opere e con meraviglia si scopre che pi volte sotto la penna del riformatore ricorrono espressioni simili. Nel 1530, in una predica per lAvvento, Lutero formula la stessa accusa, che allarga anche agli antichi scrittori ecclesiastici: Nessuno tra i santi Padri annuncia Cristo. Nullus ex eis [si riferisce in particolare a Gerolamo, ma menziona pure Origene e Cipriano] Christum praedicat: tutti hanno trascurato la Sacra Scrittura3. Gi nel 1520, nei primi anni della Riforma, le frecciate allesegesi alessandrina sono collegate allallegorismo. Nel De captivitate Babylonica ecclesiae praeludium, Lutero squalica la teologia di
M. Luther, Tischrede 335, WATr 1, 136,22-23. Qualcosa di analogo si trova anche nella Vorlesung ber Iesaia (1527-29), negli scholia del 1532-34: Imperiti animi cum in allegorias incidunt, non possunt certam scripturae sententiam tenere. Et nisi Papae negocium continuisset me in simplici textu Bibliae, essem factus ociosus allegoriarum nugator, sicut S. Hieronymus et Origenes. Nam illa gurata locutio habet quasdam illecebras, ex quibus animi di culter se expediunt. Vos igitur [...]cavete et ubique simplices historias et nudum textum sequimini, post et, ut sine periculo allegorias tractare possitis, Sicut Paulum quoque videmus ornamenti vice adhibuisse allegoriam (WA 25, 142,27-33). Nelle Vorlesungen sulla Genesi del 1535-45, Lutero aerma di essere terrorizzato dalle interpretazioni allegoriche dei Padri, poich obscurant doctrinam et aedicationem caritatis. E cita lesempio di Gerolamo, di Origene e perno di Agostino, il quale si sarebbe poi allontanato dalle allegorie per le polemiche contro gli eretici (WA 43, 666,38-42). Verso il 1532, in una De scriptoribus ecclesiasticis censura, Lutero sferra il suo giudizio anche per la dottrina di Gerolamo: questi si pu leggere propter historias, nam de de et doctrina verae religionis ne verbum quidem habet (WATr 1, 106,2-3). 2 H. CROUZEL, Die Spiritualitt des Origines. Ihre Bedeutung fr die Gegenwart, ThQ 165 (1985) 132-142, p. 132. 3 WA 32, 241,15-16 e 29-36: Esto illorum opiniones coram racione fulgeant, tamen non demonstrant nobis Christum. Hieronymus, Cyprianus, Origenes et omnes non praedicavit [sic] Christum. [...] Illi reclamant nobis: Putat tot patres sanctos errasse? Respondeo: Weil sie das einige Buch lassen faren, non debent digni esse praedicare Christum. Cf. anche n. 1.
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ADAMANTIUS 15 (2009) Origene perch ricorre alle allegorie nelle interpretazioni della Bibbia, trascurando il senso letterale del testo rivelato, cio il signicato semplice e autentico della Scrittura4: in tal modo la teologia che ne emerge quanto mai problematica5. Poco prima, nella stessa opera, spiega perch la Chiesa ha condannato Origene: avendo egli messo da parte il senso letterale del libro della Genesi, aveva trasformato in allegorie gli alberi e tutte le altre cose che sono scritte del paradiso. Se ne sarebbe infatti potuto dedurre che gli alberi non erano stati creati da Dio6. Nel 1524, in una omelia sul libro dellEsodo, Lutero ricorda la stima che Gerolamo aveva di Origene, tanto da lodare il suo insegnamento no a denirlo il pi autorevole dopo quello degli apostoli7. Lelogio viene ripreso ironicamente dal riformatore, che denisce lAlessandrino il principe e il re delle allegorie8, salvo poi concludere: se vedi le parole, niente di pi meraviglioso, se guardi il contenuto mendace9. Nel De servo arbitrio, del 1525, Lutero a erma che tra gli scrittori ecclesiastici non vi nessuno che abbia trattato la Sacra Scrittura in modo pi inadeguato e assurdo che Origene e Girolamo10. Nel 1530, nella prefazione allApocalisse di Giovanni, spiegando il signicato degli angeli cattivi dei capitoli 7 e 8, asserisce che il terzo angelo Origene, e spiega: Origene ha
De capt. Bab. eccl.: legitimo scripturae simplicique sensu (WA 6, 562,25). Lutero, La cattivit babilonese della chiesa (1520), a cura di F. FERRARIO e G. QUARTINO (Lutero opere scelte, 12), Torino 2006, 309. Ma gi nel 1513, nel verso del frontespizio dei Dictata super Psalterium, Lutero annotava a caratteri cubitali: In Scripturis itaque nulla valet allegoria, tropologia, anagoge, nisi alibi hystorice idem expresse dicatur. Alioquin ludibrium eret Scriptura (WA 55/1, 4,20-22). Occorre notare che il termine hystorice rinvia non tanto alla storia sacra, cio alla narrazione storica concernente i personaggi dellAT, quanto piuttosto al senso profetico cristologico, che l'obiettivo di tutta la Sacra Scrittura. 5 De capt. Bab. eccl.: WA 6, 562,25-26; allinizio del testo Lutero lo aveva gi rilevato: Verbis divinis non est ulla facienda vis, neque per hominem neque per angelum, sed quantum eri potest in simplicissima signicatione servanda sunt (WA 6, 509,8-10: La cattivit babilonese..., 107). 6 De capt. Bab. eccl.: WA 6, 509,10-15; La cattivit babilonese..., 107. 7 Hieronymus ponit eum [cio Origene] post apostolos et optat sibi scientiam Origenis; poi commenta: So doch S. Hieronymus von Origene gerhmet, das er nach den Aposteln au keinen sein Lere setzen wolle, als auch den Origenem (WA 16, 71,4. 20-22). 8 Predigten ber das 2. Buch Mose (1524-1527): Origenes ist fast ein Fuerst und Koenig uber die Allegorien und hat die ganze Bibel durchaus vol solcher heimlicher deutung gemacht, die denn nicht eines drecks werd sind. Die ursach ist diese, das sie alle irem duenckel, kopf und meinung, wie sie es recht angesehen, und nicht S. Paulo gefolgen haben (WA 16, 68,32-69,9). 9 Ivi 69,7-8. Si noti il contesto: Et Christianismus ist verspottet worden propter Originis allegorias: num deus non bene potuit signicare? (ivi, 2-3); Origenes hat Christo damit viel schaden gethan (ivi, 15-16). Nella polemica Wider die himmlischen Propheten (del 1525), Lutero scrive contro Origene: Auf diese Weise [cio mediante le allegorie], hat auch der grosse lerer Origenis genarret, und hat S. Hieronymus und viel andere mit ihm verfueret. Das vor Zeitten seine bcher solchs geistlichs gauckel spiels halben billich verbotten und verdampt wurden (WA 18, 180,21-24; cf. WA 7, 650,16). 10 De servo arbitrio, WA 18, 703,26-28. Interessante il contesto della citazione, dove Lutero vuole escludere in maniera decisa dalla discussione sul libero arbitrio le interpretazioni degli scrittori ecclesiastici, per risolvere il non facile problema della esegesi dei testi biblici, i quali sono chiari di per s, come ribadisce il riformatore: Quis nos certos facit, Hieronymum et Origenem recte interpretari? Denique pactum nostrum est, non authoritate alicuius doctoris, sed solius scripturae nos velle conigere. Quos igitur Origenes, Quos Hieronymos Diatribe nobis oblita pacti obiicit, cum inter Ecclesiasticos scriptores nulli fere sint, qui ineptius et absurdius divinas literas tractarint, quam Origenes et Hieronymus ? (ivi, 23-28); cf. Lutero, Il servo arbitrio risposta ad Erasmo (1525), a cura di F. DE MICHELIS PINTACUDA (Lutero opere scelte, 6), Torino 1993, 261; si veda il commento di A. GODIN, rasme, lecteur dOrigne, Genve 1982, 450 n. 5; T.P. SCHECK, Origen and the History of Justication. Th e Legacy of Origens Commentary on Romans, Notre Dame/IN 2008, 137.
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GIANCARLO PANI In toto Origene non est verbum unum de Christo: Lutero e Origene guastato e corrotto la Scrittura con la losoa e la ragione e conclude, ampliando e aggiornando lobiettivo, come da noi hanno fatto no ad oggi le universit11. Ma qual la ragione vera del ripudio dellAlessandrino? Si tratta solo delle allegorie? Le parole irruenti di Lutero sono ma non un caso isolato estremamente chiare, ma nello stesso momento alludono a qualche cosa daltro. Lanimosit contro le allegorie non deve mettere in ombra il nodo della polemica: Gerolamo e gli altri padri non hanno scritto una sola parola su Cristo, nel senso che non sono stati in grado di capire il vangelo della giusticazione per la sola fede, proclamato dallapostolo Paolo12. Nel 1530 Lutero si esprime cos nella prefazione13 al commento di Johannes Brenz al Libro di Amos: Negli scritti di Origene e Gerolamo, bench dottori della Chiesa e maestri dopo gli apostoli, non trovi nemmeno tre righe sulla giustizia che viene dalla fede! Di pi: da tutte le loro opere tu non puoi formare un vero cristiano. Essi divagano sempre con le allegorie nellinterpretare i fatti storici e si fanno catturare dalla magnicenza e dalla vanagloria delle opere14. Segue un singolare confronto con Agostino: Nemmeno santAgostino sarebbe stato diverso se non lavessero tormentato i pelagiani e alla ne non lavessero spinto alla giustizia della fede15. Dunque predicare Cristo, per Lutero, signica annunciare la giustizia della fede che proviene dal vangelo16. Anche nel 1531, nellultimo commento alla Lettera ai Galati Der Grosse Galaterkommentar , ritorna lo stesso argomento. Origene viene nuovamente accomunato a Gerolamo, anzi additato come la causa dei suoi errori. Questultimo infatti non ha capito n lincidente di Antiochia, n la libert di Paolo e nemmeno il suo vangelo, poich non ha colto il punto centrale della Lettera: la giusticazione per fede. Gerolamo ha imbrogliato tutto con il problema delle cerimonie della Legge antica: riducendo la Legge a pure cerimonie esteriori, ha tolto il nerbo allantitesi paolina tra lettera e spirito, fondamentale per linterpretazione della Bibbia. Ma il peggio che la causa di tale nefasto errore appunto lAlessandrino. Perci il riformatore tira le somme:

WADB 7, 410,34-35; cf. M. Lutero, Prefazioni alla Bibbia, a cura di M. VANNINI, Genova 1987, 184. Prefazione al volume: In prophetam Amos Iohannis Brentii expositio, del 26 agosto 1530 (WA 30/2, 649651). Lutero elogia il Brenz per il contenuto del commento: Verum hoc donum Dei prae ceteris in te singulariter amo et veneror, quod iusticiam dei tam deliter et syncere urges in omnibus scriptis tuis. Hic locus enim caput et angularis lapis est, qui solus Ecclesiam Dei gignit, nutrit, aedicat, servat, defendit, Ac sine eo Ecclesia Dei non potest una hora subsistere, sicut nostis et sentis. Atque ideo sic instas. Neque enim quicquam recte docere potest in Ecclesia neque ulli adversario foeliciter resistere, qui hunc locum seu, uti Paulus appellat, hanc sanam doctrinam non tenuerit (1 Tm 6,3), vel, ut idem dicit Paulus (2 Tm 1,13), Tenax eius doctrinae fuerit (WA 30/2, 650, 17-24). Cf. SCHECK, Origen and the History of Justication..., 174 e 264. 13 Cf. WA 30/2, 649-651. 14 Quo circa saepius et pene cum indignatione admiror, Quomodo D. Hieronymus nomen Doctoris Ecclesiae et Origenes Magistri Ecclesiarum post Apostolos meruerint, cum in utroque autore non facile tres versus invenias de dei iusticia docentes Neque Christianum ullum facere queas ex universis utriusque scriptis; ita vagantur allegoriis rerum gestarum aut capiuntur pompis operum (WA 30/2, 650,24-29). 15 Neque alius fuisset S. Augustinus, nisi Pelagiani eum tantum exercuissent et ad dei iusticiam impulissent. Qua lucta et exercitio evasis vere Doctor Ecclesiae, ac pene solus post Apostolos et primos patres Ecclesiae (WA 30/2, 650, 29-33); cf. SCHECK, Origen and the History of Justication..., 176-177; 264-265. 16 Cf. F.M. WILES, Th e Divine Apostle. Th e Interpretation of St. Pauls Epistle in the Early Church, London 1967: When Luther said in toto Origene non est verbum unum de Christo what no doubt he really meant was that Origen did not teach the same doctrine of justication by faith alone which he found in the writings of Paul. Th at is what many later Protestant writers have really meant when they have complained of the unpauline character of Origen and other patristic writers (ivi, 134-135).
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ADAMANTIUS 15 (2009) Origene e Gerolamo hanno distrutto Paolo!17. I fulmini di Lutero sono chiaramente scagliati contro Gerolamo, ma il fulminato non solo lui. La causa Origene: dunque linvettiva contro Gerolamo, e attraverso Gerolamo, diretta allAlessandrino. Chi non ha capito assolutamente nulla di Paolo proprio Origene18. Il riformatore insomma non perde occasione per dichiarare pubblicamente linso erenza per i fondamenti esegetici dellAlessandrino. Per Lutero, il senso primario della Scrittura, la chiave ermeneutica della parola di Dio Cristo: perci egli ritiene fuorviante qualsiasi interpretazione che non rinvii immediatamente a questo assunto! Al di l di tale prospettiva, lautorevolezza di Origene, di Gerolamo denito ironicamente suus amicus e degli altri scrittori antichi, inconsistente, poich ogni tentativo di interpretare la Bibbia in altro modo priva di senso19. Per il riformatore, la guida dellesegesi biblica, in particolare per linterpretazione di Paolo, invece Agostino. Del resto, nelle lezioni universitarie, egli aveva proclamato che linterpres delissimus di Paolo il dottore di Ippona20. Lutero quindi un agostiniano, non solo nel senso che appartiene a un ordine religioso che tradizionalmente si rif ad Agostino, ma soprattutto perch segue la via maestra dellesegesi da lui insegnata. Lutero, i riformatori e Origene Lipotesi formulata dal Crouzel, che Lutero non abbia letto nulla di Origene, non da scartarsi. Gi dai pochi passi riportati emerge unosservazione: l dove si nomina lAlessandrino non si tratta di citazioni dalle opere, bens di un giudizio globale sul personaggio, dovuto forse alla cattiva fama ereditata dalla storia. Si tratta cio di una disistima che Lutero porta dentro di s, di una viscerale avversione che proviene da passionalit giovanili e poi esplode nelle pi imprevedibili circostanze. In ogni caso, il fatto che nelle opere del riformatore si trovino rinvii ad Origene apparentemente precisi, ma nella sostanza generici, induce a pensare che non si diano vere citazioni dalle opere dellAlessandrino, e che quindi quanto egli possa aver letto sia davvero poco e, in ogni caso, non si tratti di testi originali. Tale constatazione non riguarda solo Origene, ma la conoscenza che il riformatore ha dei Padri della Chiesa: anche per altri scrittori ecclesiastici, nominati con una certa frequenza, sorge il dubbio se il rinvio provenga da una conoscenza diretta delle opere. Anzi pi volte Lutero elenca in modo sistematico i Padri per confermare alcune interpretazioni che si fondano su Agostino e che sono condivise da molti autori antichi. Negli elenchi, alcune inesattezze lasciano intravedere il valore apologetico delle citazioni, ma rivelano pure quanto la cultura patristica del riformatore sia funzionale al suo ruolo di esegeta della Bibbia21. Certo Lutero non ha la conoscenza sistematica degli scrittori ecclesiastici che distingue Erasmo, poich egli innanzitutto esegeta e

17 In epistolam S. Pauli ad Galatas Commentarius ([1531] 1535): Si per legem [est iustitia] (cf. Gal 2,21): Non dicit de ceremoniali lege, quia Sophistae nugantur perpetuo de lege Ceremoniarum. Et Origenes et Ieronymus conrmarunt et Erasmus conrmat. Ipsi lacerant Paulum (WA 40/I, 302,3-5). 18 Nel commento del 1535, Lutero ribadisce il concetto contro coloro che deturpano lapostolo: Abstinendum est piis simpliciter a nugis illorum qui Paulum sic stultis suis glossis depravant (WA 40/I, 302,22-23). 19 Cf. M. Luther, Predigten 3. Adventssonntag (11 dicembre 1530): WA 32, 241,30-31; cf. WATr 1, 136,22-23. 20 Nella Disputa di Heidelberg (1517) Lutero denisce appunto cos Agostino, n dal titolo delle Tesi: Th eologica paradoxa [...] elicita [...] ex divo Paulo, vase et organo Christi electissimo, deinde et ex S. Augustino, interprete eiusdem delissimo (WA 1, 353-374: 353,11-14). Si veda L. GRANE, Divus Paulus et S. Augustinus, Interpres Eius Fidelissimus. ber Luthers Verhltnis zu Augustin, in Festschrift fr Ernst Fuchs, a cura di G. EBELING, E. JNGEL, G. SCHUNACK, Tbingen 1973, 133-146. 21 GODIN, rasme, lecteur dOrigne, 452 n. 17.

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GIANCARLO PANI In toto Origene non est verbum unum de Christo: Lutero e Origene predicatore22. Va detto tuttavia che la conoscenza delle opere di Agostino tuttaltro che superciale, anche se le opere pi lette e citate, e perno imparate a memoria, riguardano gli scritti della controversia pelagiana e quelli legati allinterpretazione dellepistolario paolino23. Nel giugno del 1521, grazie a una lettera a Beato Renano, apprendiamo da un famulus di Wittenberg, Albert Burer, il parere sullUniversit, su quanto vi si studia e sulla cultura degli ambienti elevati della citt. La lettera richiama lattenzione sugli autori antichi che sono maggiormente studiati e valorizzati dai docenti. Burer scrive: Origeni et item Iheronymo parum tribuunt, Augustino plurimum24. Va aggiunto che latteggiamento di Lutero non una presa di posizione personale, ma costituisce una caratteristica comune dei riformatori. emblematico il caso di Melantone, il cui pensiero certamente meno polemico di quello di Lutero, tanto da essere denito perno un tradizionalista25. Nel 1519, allinizio della sua docenza universitaria, Melantone impiega regolarmente nelle lezioni sul Vangelo di Matteo linterpretazione allegorica26; di pi: questa costituisce la chiave di volta per lesegesi di alcuni passi27. In seguito per, divenuto il braccio destro di Lutero, egli formula un giudizio contrario allinterpretazione allegorica e ratica la condanna di Origene, sia per lallegorismo, sia per la concezione del libero arbitrio, sia per la salvezza escatologica del diavolo28. Soprattutto in un Commento alla Lettera ai Romani pubblicato
22 G. EBELING, Martin Lutero. Litinerario e il messaggio, in Lutero. Opere scelte. Introduzione, Torino 1988, 31-38; B. CORSANI, Lutero e la Bibbia, Brescia 2001, 41-56. 23 B. LOHSE, Die Bedeutung Augustins fr den jungen Luther, KuD 11 (1965) 116-135; H.-U. DELIUS, Augustin als Quelle Luthers. Eine Materialsammlung, Berlin 1984; G. PANI, Agostino nella Rmerbriefvorlesung (15151516) di Martin Lutero, in Studia Patristica 23, Leuven 1989, 266-278. 24 Cf. la lettera del 30 giugno 1521 di A. Burer a Beato Renano: cf. H. HORAWITZ, K. HARTFELDER, Briefwechsel des Beatus Rhenanus, Leipzig 1886, 281. Nello stesso scritto evidente lo spirito polemico di Wittenberg nei confronti di Erasmo: Aiunt Erasmum nondum eum spiritum nactum esse, quem habeat Lutherus. Reprehenditur etiam in epistolis Paulinis, quasi parum recte aliquot locis Graeca transtulerit in Latinam linguam. In Enchiridio militis christiani eum Platonem magis imitari dictitant quam Christum. In eodem locos aliquot deprehendisse se iactitant quidam, qui faciant ad haeresim Pelagianam. Nec placet libellus de tedio et pavore Christi. [...] Ostenderunt mihi locos in Paolo male tralatos (ivi). 25 Cf. M. WRIEDT, Schrift und Tradition. Die Bedeutung des Rckbezugs auf die altkirchlichen Autoritten in Philipp Melanchthons Schriften zum Verstndnis des Abendmahls, in G. FRANK, TH. LEINKAUF, M. WRIEDT (Hrsg.), Die Patristik in der Frhen Neuzeit. Die Relektre der Kirchenvter in den Wissenschaften des 15. bis 18. Jahrhunderts, Stuttgart Bad Cannstatt 2006, 147-154. 26 Ph. Melanchthon, Annotationes in Evangelium Matthaei; Conciones explicantes Evangelium Matthaei, in Corpus Reformatorum 14, 528-1042. Gi dalle prime pagine, Melantone nota a proposito dei doni dei re magi: Allegorice sic interpretantur munera: per aurum, syncerum et purum spiritum (ivi, 533 e poi vi ritorna in 548). 27 Per esempio, si veda linterpretazione dellentrata di Ges a Gerusalemme la domenica delle palme e i due asini che signicano la Chiesa dei gentili e dei Giudei (Corpus Reformatorum 14,941); in Mt 21,19, il signicato della maledizione del co che indica la sinagoga (ivi, 944); linterpretazione delle vesti di Ges nella passione (ivi, 1033). Ma gi nel 1521, nella prima edizione dei Loci Communes, si trova in apertura del libro un chiaro attacco allAlessandrino: Ex Origine [sic] si tollas inconcinnas allegorias et philosophicarum sententiarum silvam, quantulum erit reliquum? (Melanchthons Werke in Auswahl [Studienausgabe], ed. R. STUPPERICH, H. ENGELLAND, Gtersloh 1952, II/1, 4,38-40). Dieci anni dopo, Melantone accetta pienamente il giudizio dato da Epifanio di Salamina contro Origene (Corpus Reformatorum 12, 1015-16). 28 Cf. Commentarii in Epistolam Pauli ad Romanos, Wittenberg 1532: Corpus Reformatorum 15, 611 (sulla pace con Dio a proposito di Rm 5); 650 (sulla corruzione delle forze delluomo in Rm 7); 734 (sul battesimo dei bambini); 739 (sulla salvezza nale del diavolo); 742 (sulla trinit); e, per ultimo, un giudizio riassuntivo in un paragrafo che si intitola De Origene (749-750). Nel trattato del 1537, De Ecclesia et autoritate Verbi Dei

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ADAMANTIUS 15 (2009) a Wittenberg nel 1532 lo stesso anno della Tischrede di Lutero egli assume nei confronti dellAlessandrino una posizione cos netta da suscitare perno lindignazione di Erasmo. In una lettera a Bonifacio Amerbach, lumanista scrive: Melantone torquet multa, arroganter reiicit Origenem et Augustinum!29. Pi tardi anche Calvino e Beza assumeranno un atteggiamento analogo nei confronti dellAlessandrino30. Lindagine storica, al riguardo, deve segnalare unosservazione di Erasmo di taglio tipicamente umanistico. Egli fa un rilievo circa le opere del maestro di Alessandria che sono state trasmesse lungo il Medioevo e nota, contro coloro che vogliono condannare Origene, che prima di giudicare occorre conoscere, e quindi leggere i testi originali, nella loro interezza e autenticit; arriva poi una conclusione onestissima, ma disarmante: Origenis nihil habemus ut ab ipso scriptum est!31. In altre parole, conclude Erasmo, allinizio del XVI secolo non in circolazione alcuno scritto autentico di Origene, ossia in greco; e quindi va distinto tra ci che opera dellAlessandrino e ci che gli stato attribuito lungo i secoli, con una chiara allusione alle versioni latine che iniziavano ad essere pubblicate e di use. Le edizioni di Origene nel Cinquecento Proprio perch i diversi e numerosi rinvii ad Origene non si fondano su citazioni dirette opportuno chiedersi quali fossero le opere dellAlessandrino presenti a Wittenberg nel 1532, alla data della Tischrede sopra citata, e quali i luoghi di edizione dei testi. Il primo libro a stampa di Origene il Contra Celsum in latino che appare a Roma nel 1481, a cura di Cristoforo Persona, abate di Santa Balbina e bibliotecario vaticano32. Ma leditio princeps delle opere di Origene, sempre in latino, risale al 1512, a Parigi, per i tipi di Joannes Parvus e Jocodus Badius Ascensius, in quattro tomi, curata da Jacques Merlin e accompagnata dallApologia pro Origene33 di Panlo,
(Corpus Reformatorum 23, 595-642), rileva lutilit degli scritti di Origene per i principali articoli di fede, ma pure per il suo commento alla Lettera ai Romani, dove esalta lesegesi di diversi passi dellAlessandrino; rimane tuttavia il disaccordo per alcune sue opinioni assurde (la salvezza del demonio e dei dannati, i diversi mondi creati prima del nostro) e per la interpretazione allegorica della formula di Rm 7, 14: Lex est spiritualis, intellegit tantum de allegoria, id est, ceremoniae habent allegoriam et saepe incommode spiritum intellegit, non de Spiritus santi motibus, sed tantum de interpretatione vel cogitatione allegorica (ivi, 611). 29 Interessante il contesto della lettera del 12 giugno 1533: Venditur istic commentarius nouus Philippi Melanchthonis in Epistolam ad Romanos [si riferisce al commento del 1532, edito da I. Klug]; in quo sibi placet et multa praeclare dicta fateor. Sed in multis displicet. Torquet multa, arroganter reiicit Origenem et Augustinum, non pauca transilit. E conclude: Non esset ingratum, si mitteres Sadoleto, sed admonito, vt aurum legat e stercore (Erasmi Epistolae, ed. P.S. e H. ALLEN, 10, Oxford 1941, 244,63-70); cf. T.P. SCHECK, Justication by Faith alone in Origens Commentary on Romans and its Reception during the Reformation Era, in Origeniana Octava. Origen and the Alexandrian Tradition, ed. L. PERRONE, Leuven 2003, 1277-89; e dello stesso, Origen and the History of Justication..., 138. 30 Per Calvino, si veda la polemica con il teologo di Lovanio Albert Pighius: GODIN, rasme, lecteur dOrigne, 545-552; per Beza, cf. Correspondance de Th odore de Bze, II, Genve 1962, 229: Neminem acerbius reprehendi praeter unum ex veteribus Origenem, quem quidem tantum abest ut cum Erasmo veteribus omnibus anteponam, ut contra libere protear nullum mihi magis impurum scriptorem videri. 31 Des. Erasmi, In Natalis Beddae censuras erroneas elenchus, in Desiderii Erasmi, Operum omnium tomus nonus, Lugduni Batavorum 1706, rist. London 1962, 551C; cf. GODIN, rasme, lecteur dOrigne, 447. 32 Origenis Prooemium contra Celsum et in dei Christianae defensionem liber 1, [...] quem C. Persona Romanus [...] e graeco traduxit, G. Herolt de Bamberga, Romae 1481. Il Persona ha curato anche altre edizioni di Origene e di scrittori ecclesiastici antichi. 33 Primus (-quartus) tomus operum Origenis Adamantij: complectens post hanc tabulam generalem explicanda, ed. Jacques Merlin, Parisiis 1512.

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GIANCARLO PANI In toto Origene non est verbum unum de Christo: Lutero e Origene dove si difende lortodossia dellAlessandrino e la santit di vita che giunge no al martirio; lopera, corredata anche da un indice generale, vede una seconda edizione nel 1519, e poi altre due nel 1522 e 153034. Alleditio princeps legata la famosa polemica con Nol Beda, collega dinsegnamento del Merlin alla Sorbona, e syndicus della facolt di Teologia: questi fece scrivere da Christien Masseeu alcuni Dialogi contro la di usione dellopera, che sembrava costituire una grave o esa alla fede cattolica, poich Origene era un eretico35! Tali Dialogi tuttavia non furono mai pubblicati36. Va ricordata poi ledizione latina di Erasmo, Origenis [...] opera omnia, che vede la luce a Basilea, dalla tipograa del Froben, nel 1536, postuma, ma nello stesso anno della morte dellumanista, con una seconda edizione nel 154537. Inoltre, nel 1506, viene pubblicato a Venezia il monumentale commento alla Lettera ai Romani, nella versione di Runo, cui segue una seconda edizione nel 151238. Di cile dire che cosa sia potuto giungere, delle opere di Origene, nella biblioteca di Wittenberg e nelle mani di Lutero. Testi stampati a Roma, a Venezia, a Parigi, non sono necessariamente reperibili a Wittenberg. Tuttavia ledizione erasmiana di Origene non doveva essere sfuggita al riformatore, il quale, bench ostile nei confronti del principe degli umanisti, era per attentissimo ai testi che da lui venivano curati: emblematico il caso del Novum Instrumentum, pubblicato a Basilea nel marzo del 1516, che Lutero cita nelle lezioni sulla Lettera ai Romani, e cio qualche mese dopo luscita del libro39. Pu essere illuminante accennare al caso di Uldreich Zwingli: questi, nel 1531, prima di morire nella sfortunata battaglia di Kappel, lascia delle note in margine a un testo della Lettera ai

Cf. A. GODIN, Une lecture slective dOrigne la Renaissance: rasme et le Peri Archon in Origeniana. Premier colloque international des tudes origniennes (Monserrat, 18-21 sept. 1973, a cura di H. CROUZEL, G. LOMIENTO, J. RIUS-CAMPS, Bari 1975, 83-93: p. 84 n. 5. Godin segnala anche unedizione contraatta del Merlin a Venezia, nel 1516: Subiecta opera Origenis non habentur in alijs libris hucusque impressis. videlicet Apologia Iacobi Merlini pro Origene. Super Mattheum fere totum. Super Lucam similiter. Super psalmum XXXVI homelie V cum prologo Ru ni. Super psalmum XXXVII homelie II. Super psalmum XXXVIII=38 homelie II=2. Super Genesim homelia decimaseptima de benedictionibus patriarcharum. Super librum Judicum homelie octaua & nona. Super Ezechielem homelie tertiadecima & quartadecima [...] Impressum Venetiis: per Lazarum de Soardis, die primo Iulii 1516. 35 GODIN, rasme, lecteur dOrigne, 424-427. 36 Ivi, 426-427. 37 Origenis Adamantii eximii Scripturarum interpretis opera, quae qvidem extant omnia, per Des. Erasmum Roterodamum partim uersa, partim uigilanter recognita, cum praefatione de Vita [...], adiectis epistola Beati Rhenani nuncupatoria [...] et indice copiosissimo. Apud inclytam Basileam ex o cina Frobeniana. An. M.D.XXXVI. Nel XVI sec. si contano altre due edizioni, a Basilea nel 1545 e 1571, e a Parigi nel 1572-74 (ed. G. Gnbrard). La prima edizione in greco del Contra Celsum appare a Strasburgo nel 1605 a cura di D. Hoeschel (cf. M. BORRET, in Origne. Contre Celse, SC 132, Paris 1967, 28); GODIN, rasme, lecteur dOrigne, 593-600. 38 Explanatio Origenis Adamantij presbyteri in Epistola Pauli ad Romanos diuo Hieronymo interprete. La prima edizione per Simonem de Luere, laltra per Bernardinum Benalium. Allinizio del Cinquecento si riteneva che Gerolamo fosse il traduttore latino dellopera. La data si trova nellindice [Origenes. Quae in hoc libro continentur]. 39 Cf. M. Lutero, Lezioni sulla Lettera ai Romani (1515-1516), a cura di G. PANI, II, Genova 1992, 143 n. 41, 147 n. 78.

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ADAMANTIUS 15 (2009) Romani, poi pubblicate postume, ed ora nella edizione critica delle opere40. Tra i Padri che egli cita per avvalorare le proprie interpretazioni emerge proprio il nome di Origene, accompagnato da numerose citazioni dalle sue opere41. La ragione sta nel fatto che Zwingli non un discepolo di Lutero, ma di Erasmo, e quindi ben comprensibile linteresse che nasce in lui per ci che il maestro pubblica nella vicina Basilea42. A tale proposito va tenuto presente che le opere degli scrittori ecclesiastici non sempre erano date nei loro testi originali o in modo completo. Anzi, n dai primi anni del Cinquecento, iniziano a circolare nellambiente culturale europeo antologie di detti dei Padri, ordinati per tema43. Tali antologie ebbero una certa di usione nel mondo cattolico in ambienti monastici e religiosi, ma ebbero successo anche nellambito dei riformatori. Rinvio a due di queste antologie che ho avuto modo di consultare nella Biblioteca Vaticana, e che possono far luce su un fenomeno interessante per la conoscenza degli scrittori ecclesiastici antichi. La prima, di Hermannus Bodius, ha come titolo Unio dissidentium locorum Scripturae. Un titolo programmatico che rimanda immediatamente ad Origene e alla sua ratio ermeneutica: risolvere le contraddizioni del testo biblico confrontando la Scrittura con la Scrittura. Lopera, di fatto, di provenienza protestante: ebbe la sua prima edizione a Basilea nel 1527 e vide ben venti edizioni no al 156244. Bench lo scrittore ecclesiastico di gran lunga pi citato sia Agostino, non mancano i riferimenti allAlessandrino, soprattutto nel capitolo dedicato al tema della fede e delle opere, in particolare allinterpretazione della formula sola de. Nella prefazione si legge che il libro stato composto contro gli anticristi della Chiesa, che sono i pericolosissimi nemici di Dio. La seconda antologia di Robert Barnes, Sententiae ex doctoribus collectae, chiaramente protestante, che vede 6 edizioni dal 1530 al 1558, ma dove si cita Origene solo in maniera marginale45.
Huldreich Zwinglis Smtliche Werke (Corpus Reformatorum 99), Leipzig 1937, 12-43. Le citazioni di Origene sono numerosissime ad ogni pagina. Zwingli cita lAlessandrino sia dalledizione parigina del 1512 sia dalledizione del NT di Erasmo (ivi 4-5). 41 Cf. G. LETTIERI, Origenismo (in Occidente, sec. VII-XVIII), in A. MONACI CASTAGNO (a cura di), Origene. Dizionario. La cultura, il pensiero, le opere, Roma 2000, 313. 42 In Epistolas Pauli Annotationes: si tratta di note concepite in margine al NT di Erasmo, ma indipendenti e originali, accompagnate da numerosi richiami ai Padri: cf. J.-V.-M. POLLET, Zwinglianisme, DTh C 15, Paris 1950, coll. 3745-3928: 3749; L. CHRISTIANI, Zwingli, ivi, coll. 3716-3744. 43 Cf. A.N.S. LANE, Justication by Faith in Sixteenth-Century Patristic Anthologies: Th e Claims that were Made, in F. GNTER, TH. LEINKAUF, M. WRIEDT (Hrsg.), Die Patristik in der frhen Neuzeit. Die Relektre der Kirchenvter in den Wissenschaften des 15. bis 18. Jahrhunderts, 169-189: lautore elenca tra il 1527 e il 1565 diciannove antologie patristiche per un totale di 73 emissioni (ivi, 189). 44 Il volume della Vaticana la quinta edizione, stampato nel 1541, in 32 (in formato per la bisaccia, oggi si direbbe in formato tascabile): si compone di pi di mille pagine, con un indice tematico che si estende per 52 pagine e una breve biograa dei singoli Padri a cui si rinvia: Vnio dissidentium locorum scripturae, hoc est, Libellus omnibus unitatis ac pacis amatoribus, utilissimus, ex praecipuis Ecclesiae Christianae doctoribus: nempe, Tertulliano, Irenaeo, Augustino, Hieronymo, Origene, Ambrosio, Chrysostomo, Gregorio, Basilio, Fulgentio, Beda, etc. Per D. Hermannum Bodium selectus. [...] Quinta recognitione autoris [...]Basileae 1541, apud Bartholomeum Westhemerum. Il contenuto analizza i pi importanti articoli della fede, dal peccato alla predestinazione e vocazione, alla legge naturale, ai comandamenti, alla grazia e al merito, alla fede e alle opere, alla parola di Dio, alla salvezza, sola de e sola gratia (cf. p. 69). 45 Sententiae ex doctoribvs collectae, per doctiss. virvm R. Barni anglum, sacrae theologiae doctorem. Nunc longe quam antea emendatius editae, ac id genus illustribus dictis in omnibus articulis, maxime uero de Sacramento altaris, de Invocatione sanctorum, et de Origine Missae commodum auctae, ut haec causa ab omnibus studiosis
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GIANCARLO PANI In toto Origene non est verbum unum de Christo: Lutero e Origene Alla luce di tali osservazioni, prende consistenza lipotesi che Lutero non abbia letto le opere di Origene, ma si sia basato sulla fama dellAlessandrino tramandata lungo i secoli. Lavversione di Lutero nei confronti di Origene ha le sue radici indietro nel tempo, soprattutto nella reputazione di eretico che lo aveva accompagnato lungo lintero Medioevo. Oggi la critica storica ha messo in luce che lAlessandrino non stato mai condannato formalmente da un concilio ecumenico. Nel VI secolo per, limperatore teologo Giustiniano, in seguito ai dissidi sorti nei monasteri palestinesi, ne censura la dottrina sulla preesistenza delle anime, sulla resurrezione, sullapocatastasi e sulla cristologia: il giudizio stato poi sancito nel 553 dal II concilio ecumenico di Costantinopoli, e ha giocato un ruolo decisivo nella fortuna postuma di Origene46. In particolare Cassiodoro, nelle Divinae Institutiones, lo tratta da eretico47, conferma la sua critica con lavallo dei Padri e riporta, quale giudizio globale e riassuntivo, laforisma tramandatosi poi lungo tutto il Medioevo: [Origenes] ubi bene, nemo melius, ubi male, nemo peius48. Lautorevolezza di Cassiodoro ha segnato indelebilmente la storia. Il pensiero di Lutero rappresenta cos la conclusione ultima dellatteggiamento medievale nei confronti di Origene, quando al seguito di Gerolamo si lodava lesegeta nello stesso momento in cui lo si denigrava per la sua dottrina49. Erasmo e Lutero Nel 1516, Erasmo e Lutero si dedicano entrambi alla Lettera ai Romani: il primo pubblica a Basilea il Novum Instrumentum e subito dopo la parafrasi alla Lettera ai Romani; il secondo a Wittenberg svolge una serie di lezioni sulla stessa lettera di Paolo e vi cita i testi di Erasmo. Nellottobre dello stesso anno iniziano le scaramucce tra i due, con una lettera che Lutero indirizza a Spalatino, il segretario di Federico il Saggio50. Il giovane professore di Wittenberg rimane sorpreso e turbato da due interpretazioni, che hanno ampio spazio nelle Annotationes di Erasmo alla Lettera ai Romani, ma sono povere di citazioni di Agostino, e al contrario ricchissime

ac amantibus ueritatis et antiquitatis, rectius iudicari possit. [...] anno 1558; dopo il colophon: Vrsellis Exc. Nicolaus Henricus. Nella prefazione si ribadisce che la Sacra Scrittura chiara e luminosa e che non esiste segreto alcuno per chi teme il Signore (fol. 2v); si dice anche che il papa pu sbagliare ed chiaro che tutti saepe et foede errauerint. 46 Cf. F. DIEKAMP, Die origenistischen Streitigkeiten im sechsten Jahrhundert und das fnfte allgemeine Concil, Mnster i.W. 1899, 42-68; H. CROUZEL, Origene, Roma 1986, 243-245; 361; B. STUDER, Origenismo, in MONACI CASTAGNO, Origene..., 305. 47 Cassiodori Senatoris Institutiones. I. De Octateuco I, 8: ed. R.A.B. MYNORS, Oxford 1961, 14,2-10: Quem [cio Origene] multorum quidem Patrum sententia designat hereticum. [...] hunc licet tot Patrum impugnet auctoritas, praesenti tempore et a Vigilio viro beatissimo papa denuo constat esse damnatum; Th eophilus autem Alexandrinae ecclesiae ponticex triginta quinque sensus eius heretica pravitate distortos catholica veritate convicit, necnon Epiphanius Cyprius Salaminae ecclesiae multa eum detestatione persequitur. 48 Cassiodori Institutiones. I. De Octateuco I, 8. 14,19-20. Cassiodoro riporta il giudizio, aggiungendo: De quo conclusive dictum est: Ubi bene, nemo melius, ubi male nemo peius; et ideo caute sapienterque legendus est, ut sic inde sucos saluberrimos assumamus; e conclude parafrasando ci che Virgilio disse di Ennio: Aurum in stercore quaero ([Donati] Vitae Vergilianae, I. BRUMMER (ed.), Lipsiae 1912, 31); inne tira una conclusione radicale: Posteriores autem in toto dicunt esse eum fugiendum (ivi, 15,3-4). Erasmo riprender il giudizio di Virgilio per Melantone. 49 Cf. Hier., Ep. 84, Ad Pammachium et Oceanum: CSEL 55, 121-134; in particolare, si noti la formula: laudavi interpretem, non dogmatisten, ingenium, non dem, philosophum, non apostolum (ivi, 122,5-6). 50 WABr 1, 70-71, dellottobre del 1516.

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ADAMANTIUS 15 (2009) di spunti origeniani. La prima la sua concezione troppo limitata della giustizia delle opere51; la seconda linterpretazione di Rm 5, 12, che Erasmo spiega in maniera cos rigorosamente lologica da ammettere, s, il peccato personale di imitazione, ma non il peccato originale52. Tali errori di interpretazione ammonisce modestamente Lutero denunciano che Erasmo non conosce le opere antipelagiane di Agostino e farebbe bene a studiarle: il De spiritu et littera, il De peccatorum meritis et remissione, il Contra Iulianum. Del resto lesegesi di Agostino anche quella dei principali Padri della Chiesa ed egli li elenca, dando implicitamente ad Erasmo una lezione di fedelt alla tradizione! Essi sono Cipriano, Gregorio di Nazianzo, Ireneo, Ilario, Olimpio, Innocenzo, Ambrogio: una lista piuttosto varia, dove forse Olimpio una svista per Reticio... Lutero conclude fornendo consigli per la prossima edizione del testo, onde evitare leccessivo letteralismo e dare pi spazio ad Agostino, che ritiene lunico referente autorevole sia per lesegesi sia per la dottrina. Erasmo e Lutero, ambedue impegnati sulla Lettera ai Romani, hanno scoperto insieme le carte. Lo si vede bene scorrendo, anche solo esteriormente, i loro punti di riferimento: il primo, nelle Annotationes, per interpretare la Lettera di Paolo cita Origene 139 volte, Lutero invece cita 124 volte Agostino...53. Per Erasmo chiaro che Origene rappresenta il modello della nuova teologia che si fonda sullesegesi e che egli vuole opporre alla scolastica decadente; lumanista non approva a atto le stravaganze di Origene losofo, vede per nella sua opera esegetica limpulso per rinnovare la teologia con la Scrittura54. Lutero non coglie no in fondo la proposta di Erasmo, che ammira per le note teologiche: ma vi legge un letteralismo morto, cui sarebbe completamente estranea lesperienza di fede. Agostino invece il teologo per eccellenza della grazia e della fede. Origenismo e agostinismo stanno qui fronte a fronte, con esiti drammatici per la storia futura. Lutero e linterpretazione allegorica La Tischrede del 1532 signicativa perch contiene le due fondamentali critiche allAlessandrino. La prima stata gi formulata: Origene non ha predicato Cristo; la seconda riguarda lesegesi allegorica, con la quale egli avrebbe corrotto la Sacra Scrittura. Sono numerosi i passi delle opere di Lutero in cui lesegeta viene preso di mira per la sua interpretazione allegorica. Nel 1518, in una lettera a Spalatino, paragonando Agostino a Gerolamo, Lutero si lascia sfuggire lespressione ironica che Origenissare sinonimo di Allegorissare55. Ma forse il testo pi sarcastico quello del De servo arbitrio, dove si denisce come peste da evitare qualsiasi interpretazione in senso tropologico o gurato di passi della Bibbia; e poi conclude: Guarda quel che accaduto a Origene, famoso interprete allegorico, nel
Quae me in Erasmo, homine eruditissimo, movent, haec sunt, mi Spalatine, quod in apostolo interpretando iustitiam operum seu legis seu propriam (ita enim appellat apostolus) intellegit ceremoniales illas et gurales observantias (WABr 1, 70,4-7). 52 Deinde de peccato originali (quod utique admittit) non plane velit apostolum loqui cap. V ad Romanos. Qui si legerit Augustinum in eis libris, quos contra Pelagianos scripsit, praesertim de spiritu et litera, item de peccatorum meritis et remissione, item contra duas epistolas Pelagianorum, item contra Iulianum, qui omnes in parte operum octava fere habentur, videritque, quam nihil ex suo sensu, sed praestantissimorum patrum Cypriani, Nazianzeni, Rheticii, Irenaei, Hilarii, Olympii, Innocentii, Ambrosii sensu sapiat, erit forte, ut non tantum recte apostolum intelligat, sed maiore etiam opinione dignum arbitraturus sit Augustinum quam hucusque credidit (WABr 1, 70,7-16). 53 Cf. GODIN, rasme, lecteur dOrigne, 451-452 e n. 15. 54 Cf. GODIN, Une lecture slective dOrigne..., 86-87. 55 WABr 1, 134,45.
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GIANCARLO PANI In toto Origene non est verbum unum de Christo: Lutero e Origene commentare le Scritture! Ha fornito delle ottime opportunit a un calunniatore come Porrio, tanto che pure Gerolamo ritiene sia solo tempo perso difendere Origene56. Il De servo arbitrio, scritto nel 1525 contro il De libero arbitrio diatrib sive collatio di Erasmo, una delle opere maggiori del riformatore a cui egli stesso teneva moltissimo, anche se poi sprofondata in fretta nelle sabbie della storia57. Il punto nodale della polemica tra Lutero ed Erasmo si basa sullinterpretazione di alcuni passi biblici, che riguardano il ruolo del libero arbitrio di fronte alla grazia. Erasmo sostiene che non esiste un solo passo della Bibbia relativo allazione di Dio che bandisca il libero arbitrio o la sinergia della volont. Anzi, tra la grazia che salva luomo e luomo che viene salvato si d un medium che il consenso della volont, cio laccettazione del dono di Dio che pure avviene per grazia: Dio e la volont umana cooperano in modo tale che la grazia sia la causa principale, ma la volont delluomo non viene annullata. In una simile prospettiva emerge che perno i passi pi problematici delle lettere di Paolo che per Lutero avevano fondato la salvezza sola de e sola gratia, nellinterpretazione di Erasmo niscono per avere un signicato parenetico: il loro intento quello di allontanare luomo dallorgoglio e dalla superbia, e non di eliminare il libero arbitrio. Nellinterpretazione Erasmo si basa su Origene e Gerolamo. Lutero considera Erasmo uno scettico e un non cristiano per il modo in cui ha articolato la sua argomentazione58. Secondo Lutero, per un tema capitale quale il servo arbitrio occorre stare al puro, semplice e naturale signicato delle parole, quello dettato dalla grammatica e dalluso della lingua59. La ragione che per lui la Scrittura in s assolutamente chiara per chi si lasci guidare dallo Spirito! Si deve dunque evitare [...] ogni senso gurato a cui non si sia costretti dallevidenza del contesto o da una palese assurdit in contrasto con qualche articolo di fede60. Se Erasmo vede nella Scrittura ambiguit e oscurit, per Lutero essa chiarissima, perch frutto della grazia e dello Spirito. La claritas Scripturarum inoltre assoluta: se si d oscurit, questa dovuta solo allaccecamento del cuore61. Non quindi corretto impiegare il metodo allegorico per interpretare i passi biblici sul libero arbitrio. Di qui linvettiva contro Erasmo, ma pure

WA 18, 701,4-7; Lutero, Il servo arbitrio..., 256. Ovviamente tale linterpretazione di Lutero. Si veda invece il testo di Gerolamo in Ep. 49,13, Apologeticum ad Pammachium: Origenes, Methodius, Eusebius, Apollinaris multis uersuum milibus scribunt aduersus Celsum et Porphyrium: considerate, quibus argumentis et quam lubricis problemata diaboli spiritu contexta subuertant et, quia interdum coguntur loqui, non quod sentiunt, sed quod necesse est, dicantur esse gentiles (CSEL 54/1, 369,9-14); nel seguito della lettera, Gerolamo confronta le argomentazioni contorte degli scrittori citati con la forza e lenergia del discorso di Paolo, nella Lettera ai Romani, ai Galati e agli Efesini: Paulum apostolum proferam, quem quotienscumque lego, uideor mihi non uerba audire, sed tonitrua (ivi 369,17-370,2). 57 Nullum enim agnosco meum iustum librum, nisi forte de Servo arbitrio et Catechismum: lettera n. 3162 di Lutero a W. Capitone, del 9 luglio 1537 (WABr 8,99,7-8); si veda anche lIntroduzione di F. DE MICHELIS PINTACUDA, in M. LUTERO, Il servo arbitrio..., 7-8. 58 WA 18,603,4.12; 604, 1.29-35; Lutero, Il servo arbitrio..., 77-81. Cf. G. CHANTRAINE, Erasmo e Lutero: libero e servo arbitrio, in Martin Lutero, scritti di K.-V. SELGE, G. CHANTRAINE, A. BELLINI, Introduzione di M. MARCOCCHI, Milano 1984, 34-47, p. 34. 59 WA 18,700,34-35; Lutero, Il servo arbitrio..., 255. Lutero ha gi svolto precedentemente alcune considerazioni sulla chiarezza della Sacra Scrittura (cf. WA 18,606,22-24; Lutero, Il servo arbitrio..., 84). 60 WA 18,700,31-33; Lutero, Il servo arbitrio..., 255. 61 WA 18,607,1.4. Lutero, Il servo arbitrio..., 85. Si veda pure il commento di Lutero al Magnicat: WA 7,546; 548.

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ADAMANTIUS 15 (2009) contro Gerolamo e Origene, senza esclusione di colpi per i seguaci di Ario e per i moderni profeti della teologia62! Il riferimento a Zwingli, Carlostadio ed Ecolampadio. A mo di esempio, Lutero analizza linterpretazione di Erasmo del termine carne in Paolo: poich segue Girolamo e Origene, che sono corruttori della Scrittura63, lumanista ritiene che carne signichi la debolezza della natura umana e nega che il termine debba essere spiegato pro impio aectu64. Lutero invece, seguendo il dettato di Paolo nelle sue lettere, interpreta il termine nel contesto in cui si trova: se in antitesi a spirito, indica tutto ci che contrario allo Spirito di Dio, altrimenti indica il corpo delluomo, anzi sinonimo di corpo65! La claritas Scripturarum forse il punto che palesa la profonda spaccatura tra Lutero ed Erasmo, e di conseguenza tra Lutero e Origene. Quanto il riformatore convinto della luminosit e della chiarezza della Scrittura, tanto persuaso Erasmo, al seguito di Origene, che la parola di Dio sia avvolta da un insieme di involucra che devono essere aperti con lintelligenza, con la riessione e con lesperienza della vita66. Laltro esempio di ingannevole interpretazione allegorica riportato da Lutero dato dallesegesi del passo dellEsodo riguardante il cuore del faraone. Il rinvio alle note di Erasmo, che legge il testo seguendo Gerolamo e il De principiis di Origene. Indurire il cuore signica che Dio non punisce subito il peccato, ha invece pazienza nei confronti di chi pecca; tuttavia gli e etti della sua misericordia non sono uguali in tutti, poich guida alcuni al pentimento, mentre, come nel caso del faraone, rende altri pi ostinati nella loro malvagit. Anche il passo della Lettera ai Romani che si riferisce allepisodio dellEsodo Egli fa misericordia con chi vuole e indurisce chi vuole (Rm 9,18) tenuto presente67. Erasmo interpreta: Dio indurisce poich non punisce subito chi pecca; fa misericordia poich invita al pentimento con le a izioni68. Ne segue che loccasione dellindurimento stata data da Dio, ma la colpa del faraone69. Per Lutero qui si ha un ribaltamento di interpretazione, al punto che, secondo una nuova grammatica, si sono stravolti i soggetti! Io indurir il cuore signicherebbe che il faraone indurisce se stesso a causa della misericordia di Dio: linterpretazione assurda! Erasmo, Gerolamo e Origene giocano con la Parola di Dio... Lutero ribadisce il proprio riuto per tale esegesi, che si rivelerebbe perno contraria a un articolo di fede. Spiegando lindurimento del cuore, Erasmo non si accorge, che per evitare di opporre in Dio la giustizia e la bont, ragiona con una mentalit umana: la giustizia non si converrebbe a un Dio misericordioso! Ma tale modo di ragionare non secondo Dio... Dio infatti rimane buono se per assurdo dovesse condannare tutti gli uomini.
62 WA 18, 701,4-13; Lutero, Il servo arbitrio..., 256. Agli ariani Lutero rimprovera di ridurre Cristo a un Dio per modo di dire; mentre i nuovi profeti sono Carlostadio, Zwingli ed Ecolampadio nellinterpretazione delle parole di Cristo nellUltima Cena a proposito del pane e del vino. 63 Gerolamo perversor scripturae: WA 18,734,4; 735,26-31; per Origene, cf. 735,1-3 (Lutero, Il servo arbitrio..., 317). 64 Cf. WA 18,735,28; Lutero, Il servo arbitrio..., 319. 65 Sciat itaque Christianus, Origenem et Hieronymum cum suis omnibus perniciose errare, ubi negant carnem pro impio aectu accipi in istis locis (WA 18, 735,27-28; Lutero, Il servo arbitrio..., 319). 66 GODIN, rasme, lecteur dOrigne, 156, nota 39. 67 Per la questione si veda F. COCCHINI, La quaestio sul libero arbitrio e linterpretazione origeniana di Rm 9 nel Commentario alla Lettera ai Romani, in L. PERRONE (ed.) Il cuore indurito del Faraone. Origene e il problema del libero arbitrio, Genova 1992, 105-118; R. PENNA, Interpretazione origeniana ed esegesi odierna di Rm 9,6-29, ivi, 119-140. 68 WA 18, 703,19-20; Lutero, Il servo arbitrio..., 261. 69 Cf. Origene, De principiis, III, 7-11; M. SIMONETTI (a cura di) I principi di Origene, Torino 1968, 372-380.

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GIANCARLO PANI In toto Origene non est verbum unum de Christo: Lutero e Origene E non vale far dire a Dio, come fa Origene, Io ti ho lasciato sussistere per questo, invece di: Ti ho creato per questo; perch cos Dio avrebbe creato un empio. Con tali premesse sempre Lutero che argomenta non si vede che dietro lindurimento del cuore del faraone appare la questione dellorigine del male e cos fa di Dio la causa del male. Se invece si tiene conto del contesto dellEsodo, il senso del passo chiaro: lindurimento del cuore una promessa di Dio con cui conferma la fede vacillante del popolo. Essa si fonda sulla prescienza di Dio70. Si noti, anche qui, quanto osservato precedentemente: Lutero fa dei chiari rinvii ad Origene, ma il testo in questione attribuito allAlessandrino ripreso da Erasmo, e il riformatore non si preoccupa di risalire al testo originale. Tuttavia il punto centrale un altro. Per Lutero la causa di tutto lo stravolgimento il metodo allegorico di Origene, che ne il responsabile principale; invece per Erasmo la paternit del metodo allegorico va riferita storicamente non allAlessandrino, ma a Paolo: lapostolo il primo interprete della parola rivelata e impiega nelle lettere le allegorie. Inoltre, mentre linterpretazione indica un procedimento letterario, in Paolo non rimane circoscritta al solo piano esegetico, ma ha conseguenze sulla sua proposta di vita cristiana. La divergenza culturale e spirituale tra Erasmo e Lutero , ancora una volta, enorme. Un altro esempio di rinvio di seconda mano si ha verso la conclusione del De servo arbitrio. Lutero a erma: nota [...] la storiella di Origene sulla triplice a ezione delluomo: una chiamata carne, laltra anima e la terza spirito. Lanima vi occupa una posizione di mezzo e sarebbe capace di volgersi indi erentemente verso una delle altre due parti, la carne o lo spirito. Ma queste sono sue fantasie! commenta Lutero ; Origene si limita a dirle, senza provarle. Paolo, come abbiamo gi mostrato, chiama carne tutto ci che senza Spirito71. Qui Lutero sembra citare non Erasmo, ma una diceria (fabula) su Origene di cui non si dato briga di vericare il testo. In realt, nel De libero arbitrio Erasmo non parla dellantropologia di Origene, ma Lutero ne a conoscenza poich ha studiato il Novum Instrumentum di Erasmo, che cita proprio tale antropologia nel commento alla Lettera ai Romani al cap. 13,1, dove scrive che lanima est medium inter corpus et Spiritum72. Lespressione quindi gli deriva da Erasmo, il quale rinvia ad Origene nellannotatio corrispondente del versetto paolino73. Tuttavia lAlessandrino, a di erenza di Lutero, non solo ha in mente il testo biblico della I Lettera ai Tessalonicesi, ma nel De principiis e ettua unesegesi accuratissima a proposito del libero arbitrio74. Quel che Lutero non si peritato di vericare che tale esegesi sviluppa un confronto tuttaltro che superficiale con i diversi testi di Paolo relativi alla carne e allo spirito. In particolare alcuni passaggi della Lettera ai Galati e ai Romani ribadiscono la libert delluomo nelle sue scelte: lanima si pone tra il corpo e lo spirito, e quindi pu decidere per luno o per

Cf. WA 18, 713,25-714,15; Lutero, Il servo arbitrio..., 279-280. WA 18, 774,39-42; Lutero, Il servo arbitrio..., 390. 72 WA 56, 476,4. Lespressione tipicamente origeniana. 73 Novum Testamentum, in Desiderii Erasmi Roterodami Opera omnia, VI, Lugduni Batavorum 1705 (Rist. London 1962), 634: Origenes hic philosophatur, animam dici hominem, juxta partem spiritu inferiorem, sicut caro dicitur, juxta partem deteriorem, et ob id animam intelligi hominem. Nel commento al passo di 1Ts 5,23, non si parla di Origene. In ogni caso la tripartizione ritorna anche in Rm 1, 4, dove Erasmo riprende il commento di Origene: Spiritum sancticationis dixit Paulus. Caeterum quod hic meminit Origenes suae divisionis de carne, anima, et spiritu, quamquam id suo loco belle dicebatur, tamen hoc loco alienus est et coactius (ivi, 556). Anche nella Parafrasi della Lettera ai Romani si menziona la tricotomia paolina di 1Ts 5,23 nella interpretazione origeniana: cf. ERASMO, Enchiridion militis christiani, a cura di A.R. DE NARDO, LAquila 1973, 119-120; e Parafrasi della Lettera ai Romani, a cura di M.G. MARA, LAquila 1990, 13; 296. 74 Origene, De principiis 3, 4,1-4; I principi di Origene..., 436-448.
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ADAMANTIUS 15 (2009) laltro, in una scelta che palesa la sua libert75. Anzi, tale libert fonda la vera natura delluomo76! Inoltre la tricotomia spirito, anima, corpo nel De principiis alla base della struttura interpretativa della Bibbia: allo stesso modo la parola di Dio si compone di un senso corporeo la lettera del testo, che il fondamento di ogni interpretazione , di un senso spirituale, che quello cristologico, per i perfetti, e di un senso intermedio, a benecio di quanti progrediscono nellapprofondimento, no ad arrivare alla comprensione ultima che Cristo77. Conclusione Le considerazioni svolte portano alla conclusione che Lutero non abbia letto alcun testo di Origene, nemmeno quelli pubblicati in latino. Facendo tesoro dellosservazione di Erasmo, occorre aggiungere che egli non poteva conoscere nulla delloriginale, in quanto nulla era stato pubblicato in lingua greca: solo allinizio del Seicento si hanno i primi testi in greco dellAlessandrino. Ma il punto nodale un altro. Linteresse precipuo di Lutero nella sua ricerca teologica non riguarda gli scrittori ecclesiastici antichi, bens lesegesi della Scrittura: in tale campo egli a erma il principio sola scriptura, non traditionibus humanis, dove lautorit della parola di Dio vale per se stessa, distinta da ogni altra istanza nella Chiesa (magistero, tradizioni, concili e Padri). Il senso fondamentale della parola di Dio, cio la chiave ermeneutica unica della Scrittura, Cristo che giustica per la fede ogni credente. Le parole umane valgono in quanto interpretano correttamente la Bibbia e la spiegano in senso cristologico. I Padri entrano in questo quadro, e ci vale anche per Origene, sia pure con una connotazione negativa: quella di non aver capito la dottrina della giusticazione proclamata dallapostolo Paolo. Lutero infatti condizionato dalla fama di allegorista e di eretico dellAlessandrino, e fa suo il giudizio tradizionale del Medioevo. Daltra parte, in campo patristico, lattenzione del riformatore rivolta prevalentemente ad Agostino, patrono del suo ordine e interprete autorevole di Paolo e del Nuovo Testamento. Il dottore di Ippona, soprattutto con le opere della controversia pelagiana, occupa lintero orizzonte culturale, esegetico e dottrinale di Lutero: Agostino linterpres delissimus della parola di Dio. Il condizionamento tale che la proposta di Erasmo relativa a una ripresa di Origene quale fondamento per lesegesi biblica, irrita Lutero e lo induce a rigettare le nuove interpretazioni. Erasmo si occupa con un taglio umanistico, storico e lologico dei testi scritturistici, e tuttavia a cognitione gratie longinquum [est]78. Il riformatore ribadisce in modo inequivocabile che tali nuove esegesi contraddicono la dottrina dei Padri consegnataci dalla tradizione. Di pi: Lutero vede nellAlessandrino solo fantasiose allegorie e non si preoccupa di risalire alle opere e al loro contesto originale, o di coglierne la portata esegetica. Diversamente Erasmo, nel pubblicare gli Opera Omnia di molti scrittori ecclesiastici, lancia un progetto di riforma della teologia che si basi sullinterpretazione della Scrittura data dai pi grandi Padri della Chiesa: Origene, Crisostomo, Ambrogio, Gerolamo, Agostino. La prefazione che Erasmo redige per la pubblicazione delle opere dellAlessandrino sembrerebbe scritta proprio per smentire la sbrigativa a ermazione di Lutero: In toto Origene non est verbum unum de Christo. Lumanista nota che
Origene cita in particolare Gal 5,17 (La carne desidera contro lo spirito); Gal 5,19: le opere della carne: fornicazione, ecc.; Rm 7,23: Mi accorgo di unaltra legge che sta nelle mie membra, che contrasta con la legge della mia mente...; Rm 8,7: La sapienza della carne nemica di Dio; Rm 8,9: Voi per non siete nella carne ma nello spirito (cf. I principi di Origene..., 437-447). 76 Origene, CRm 1,18: PG 14, 866C-D; cf. GODIN, rasme, lecteur dOrigne, 41. 77 Cf. M. SIMONETTI, Scrittura sacra, in MONACI CASTAGNO, Origene..., 424-437: 430. 78 Cf. Lettera a Spalatino del 9 settembre 1521 (WABr 2, 387,4-5).
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GIANCARLO PANI In toto Origene non est verbum unum de Christo: Lutero e Origene Origene, nello scrivere, non di solito un oratore appassionato, ma quando parla di Cristo e delle parole di Cristo nei Vangeli e ci avviene spesso sembra davvero un fuoco che arde79. Giancarlo Pani Universit di Roma La Sapienza Piazzale Aldo Moro, 5 I 00185 Roma <pani.g@tin.it>

Nusquam Origenes non ardet, sed nusquam est ardentior quam ubi Christi sermones actusque tractat (cf. P.S. ALLEN, Opus Epistolarum Des. Erasmi Roterodami 11, Oxford 1947, 338, 9-10: Prefazione a Fragmentum commentariorum Origenis in Evangelium secundum Matthaeum, Basilea 1536).

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