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Incontri sulla Commedia di Dante con la prof.

ssa Anna Maria Chiavacci Leonardi (Universit di Pisa)

Purgatorio !" novem#re !$$!


[E importante] far capire, far conoscere la diffusione che ha questo testo nel mondo di oggi. Un libro antico, lontano che in genere si pensa che, essendo cos lontano nel tempo, sia lontano anche nel pensiero, nelle idee, nei sentimenti: la tradizione lontana, il medioe o anche un altro ambiente storico, culturale, ci si domanda se eramente ne alga la pena, do e stia la icinanza, limportanza di questo antico testo. Una risposta in parte iene dalla sua diffusione nel mondo: tra i pi! diffusi, se non il pi! diffuso dopo la "ibbia, in tutto il mondo conosciuto e culturale. #gni popolo che abbia una cultura, ununi ersit$, ha una traduzione della %ommedia. #ggi si sono tradotte anche in coreano, in ietnamita, in pa&istano, turco, qualunque lingua do e c una cultura. 'a cosa eramente sorprende specialmente per quei (aesi che hanno una tradizione molto di ersa dalla nostra, per cui ci si domanda cosa tro ano in questo testo, che cos che li attrae, perch) hanno tanto interesse, che non solo come si pu* a ere per i grandi poeti antichi, lontani da noi, come tutti i grandi poeti, #mero, +irgilio ed altri, ma c un interesse i o, diretto, che discute con -ante come fosse ancora un contemporaneo. +edendo questo fenomeno che anchio ho conosciuto in di erse persone, incontrando alcuni gio ani delloriente, tra i quali un giapponese, con il quale ho a uto modo di discutere, un gio ane appassionatissimo di -ante, ho isto di persona do e sta a il punto: linteresse per questo mondo che -ante presenta, go ernato da unidea delluomo e delluni erso coerente, completa, che eramente risponde in qualche modo alla domanda di senso che propria delluomo, delluomo di sempre si pu* dire, ma oggi in modo speciale. .i sono resa conto che nel nostro tempo, dopo questo secolo entesimo cos tragico, la domanda che luomo ha sempre posto a s) stesso, del proprio destino e del senso delluni erso e della propria ita, si fa pi! acuta, perch) sono cadute molte

speranze, le ideologie sono tramontate, la speranza di creare qui / in forma utopica, naturalmente / questo regno di pace, imposto dalle forme politiche 0cosa che cera gi$ in antico: il regno di 1ugusto cantato da +irgilio, in fondo, cosera23, una speranza, finalmente, di un grande mondo di pace, si continuato ad a ere questa speranza fino al secolo scorso, come tutti sappiamo. .a il crollo sia delle ideologie, sia delle stesse strutture politiche che eni ano sostenute da questi pensieri, ha posto, forse pi! fortemente, questa domanda, che si sente salire da tutte le parti del mondo, specialmente nella gio ent!, sul senso delluni erso e delluomo. #ra, la %ommedia di -ante porta con s) una risposta: lidea del mondo, appunto, e delluomo che si costruita nell#ccidente, raccogliendo le tradizioni / sia quella greco4romana, che quella biblica, ebraico4cristiana / che hanno costituito un luogo di pace e di felicit$, do e luomo, dopo la entura dolorosa della ita, tro a finalmente pace: come Enea che, appunto, fugge da 5roia seguendo le oci degli di che gli indicano un luogo, il 'azio, do e fondare un regno di pace, che poi de e essere limpero di 1ugusto, come canta +irgilio. 6li stessi Ebrei iaggiano anche loro: escono dallEgitto per andare nel posto indicato da -io che era poi la loro patria, 6erusalemme. %omunque le mete, sia 7oma che 6erusalemme, sono mete che stanno sulla nostra terra, che sono dentro la storia. 8l poema di -ante, in ece, compie un salto di qualit$, pone la meta del suo iaggio nellaldil$, in questo mondo ignoto, ma o e luomo tro a il compimento del suo destino. 9 un cammino che lui stesso compie in prima persona, perci* la prima terzina della %ommedia porta il erbo nelle due forme : Nel mezzo del cammin di nostra vita, mi ritrovai per una selva oscura. 8l erbo mi ritrovai in prima persona, ma di nostra vita, cio della ita nostra di tutti gli uomini perch) lui porta con s) nel suo iaggio, in fondo, tutta lumanit$, pur naturalmente essendo lui storicamente sicuramente il -ante fiorentino, con tutti i suoi problemi, cacciato in esilio dalla propria patria, con i suoi affetti e dispetti, intendiamoci: tutto il suo aspetto storico mantenuto, per*, come in tutto il poema, c dentro o oltre questa determinazione storica qualche cosa di di erso che loltrepassa, che lo porta, appunto, come tutti gli altri uomini a seguire questo destino. 8l cammino che -ante fa edere un cammino di ritorno alla patria, proprio come

face ano gli Ebrei a 6erusalemme: erso la era patria, che non , appunto, n) 7oma, n) 6erusalemme, nessuno degli imperi che tutti sono stati poi tra olti dalla storia, neppure lultimo dei regni, quello appunto che abbiamo isto crollare, limpero comunista nel secolo scorso, e cos altri che erranno, si pu* pensare. Un luogo che ha una dimensione di ersa da quella storica, ma quella che luomo, di fatto, interiormente sa che la sua, cio unaltra dimensione da quella storica, luomo lha sempre sospirata e creduta, in fondo: tutti gli antichi pensa ano ad un aldil$, in qualche modo tutte le tradizioni antiche, le antiche ci ilt$ hanno pensato a questo: confuso, non determinato in forma logica, razionale, sicura, ma c sempre stato questo. #ra questo mondo in ece nella -i ina %ommedia di enta una realt$ potente e rappresenta tre tappe, come oi sapete, dei tre regni :8nferno, (urgatorio, (aradiso:, questo aldil$ che poi , naturalmente rappresenta le condizioni delluomo come di qua, perch) noi conosciamo solo la ita della storia, non possiamo mica immaginarne unaltra, ma questa ita che iene raffigurata dallaltra sponda, come dice o anche ieri, cio ista dallalta ri a acquista un significato e un alore, tutte le cose si possono solo misurare dal di fuori, o pesare, o controllare, o capire, o comprendere: finch) ci si dentro non si intendono. Ecco, da questo aldil$ -ante misura ogni persona, ogni personaggio del suo poema ede la propria ita e ne capisce il alore o il dis alore, come nel caso degli abitanti dell8nferno. E cosa rappresentano queste tre condizioni umane2 ;ono iste nel loro rapporto con -io, naturalmente secondo il concetto cristiano, do e -ante si inserisce deliberatamente. '8nferno rappresenta il rifiuto delluomo di -io, luomo che crede di essere sufficiente a se stesso. <el (urgatorio, di cui oggi parleremo con un po pi! di calma, luomo, in ece, si arrende, potremmo usare questo termine che -ante usa, dice mi rendei, come dice .anfredi nel (urgatorio. 'uomo si arrende a -io, cio riconosce la sua insufficienza, di non essere sufficiente a se stesso e si affida a -io. =uesto cambia il suo aspetto: come ora edremo, il suo stesso atteggiamento, la figura delluomo molto di ersa dall8nferno al (urgatorio, perch) naturalmente latteggiamento morale, spirituale delluomo lo cambia, lo trasforma, lo trasfigura, come tutti noi poi sappiamo, incontrando una persona, ecco, il modo di comportarsi cambia se quello cambia inclinazione o dentro di s): se cambia lo spirito cambia tutto luomo. E il terzo regno, che naturalmente il pi! difficile perch) non di questa

terra, come -ante giustamente rappresenta, perch) 8nferno e (urgatorio sono messi sulla 5erra, sul globo terrestre, l8nferno sta dentro, il (urgatorio appoggiato, in ece, di fuori, sorge sulloceano, per* sono tutti e due appoggiati ben saldamente al nostro globo. =uesti due atteggiamenti sono dunque pi! noti a noi, fanno parte della nostra esperienza diretta. 'uomo del (aradiso qualcosa di differente, ma la condizione delluomo che oltrepassando la situazione che dice amo prima, delluomo del (urgatorio, arri a a questo compimento di ogni suo desiderio che lunione con -io. <on che questo non sia sperimentabile gi$ sulla terra, altrimenti non se ne potrebbe neppure parlare: questesperienza delluomo, tante persone hanno lasciato questa testimonianza, anche nel nostro tempo, oi stessi probabilmente ne a ete qualche esperienza, le persone non saranno tante, ma sono molte pi! di quello che si possa sapere, perch) ci* a iene nel nascondimento, che hanno questo rapporto di amore diretto con -io: un barlume perlomeno di quella ita c gi$ qui, altrimenti nessuno ne potrebbe nemmeno parlare, e del (aradiso come si pu* parlare2 ;enza a ere unesperienza, una qualche esperienza del di ino non se ne potr$ parlare. =uesto atteggiamento delluomo iene espresso dalle figure che noi incontriamo, questi tre di ersi modi della ita umana, che noi incontriamo nei tre regni, che -ante ha immaginato con grande fantasia, perch) nessuno a e a fatto questo sforzo, cio li a e a saputi descri ere, nessuno sape a bene come fosse, do e fosse n) l8nferno n) il (urgatorio, tutti concorda ano su un 8nferno sottoterra, questo era comunemente accettato, ma di pi! non si sape a. -ante crea, possiamo dire crea perch) lha in entato tutto lui, la situazione esatta, anche geograficamente, di questi due regni che appartengono ancora al nostro mondo: l8nferno si apre come una oragine sotto 6erusalemme e il (urgatorio, in ece, si innalza come montagna al centro delloceano, esattamente agli antipodi, dell8nferno, quindi su uno stesso asse [-ante] pone (urgatorio, 6erusalemme e 8nferno che i si apre, uno da un emisfero, uno da un altro. ;econdo lantica concezione dellastronomia la parte alta del mondo era quella do e si stende a loceano, la parte bassa del mondo era quella delle terre emerse, al contrario di cosa si potrebbe pensare, ma lastronomia dice a questo, desumendo dal moto degli astri, da a al mondo una destra, una sinistra, un alto, un basso e il basso era quello delle terre abitate. %ome si spiega questo2 ;i spiega secondo la mitologia, la storia biblica, col (aradiso terrestre,

cio lEden, messo appunto nella parte alta del mondo, in mezzo all#ceano: e -ante quando esce dall8nferno attra ersa quel foro centrale do e trafitto 'ucifero, do e +irgilio e lui si de ono faticosamente capo olgere, nessuno ha fatto lesperienza di attra ersare il centro della terra naturalmente, per* noi oggi sappiamo benissimo che se uno oggi per caso lo potesse fare do rebbe mettere la testa do e ha i piedi, cosa che -ante accuratamente descri e, come sempre fa con questa assoluta precisione, di attenzione al reale, e dice che con gran fatica mise la testa do e eran prima le gambe e, arro esciato, luomo sale nellaltro mondo. .a questo ro esciamento fisico appunto un segno del ro esciamento morale delluomo, che dalla condizione del basso del mondo, cio la condizione dellesilio do e eran cacciati 1damo ed E a dopo la colpa del (aradiso 5errestre, ritorna nel regno del (aradiso 5errestre, cio nella zona do e -io la e a creato. -ante mette questo (urgatorio ad una latitudine precisa, sono i >? gradi che la latitudine di 6erusalemme, perch) perfettamente agli antipodi, ed immaginato un luogo felice in qualche modo, sereno, mentre il (urgatorio eni a descritto allora da questi che racconta ano un po le isioni dell1ldil$ / ce ne sono tante scritte cos /@ li descri e ano un po agamente questi mondi, era sempre un po cupo il (urgatorio, era quasi un piccolo 8nferno, anche l cerano le pene, cerano anche dei dia oli che infligge ano le pene, molti sottoterra lo mette ano: lo stesso ;an 5ommaso, il grande 5ommaso d1quino pensa a che fosse probabilmente sottoterra@ queste idee un po aghe di un regno che non si sape a do e fosse. -ante non ha problemi, lui ben deciso: lo mette su questa montagna mera igliosa che sorge sulloceano tutta indorata dal sole, questa unin enzione sua che naturalmente d$ il tono a tutta la cantica, tutto il regno pieno di luce e quindi di speranza. E questo mondo do e scorre il tempo, lunico dei tre o e scorre il tempo, perch) come sappiamo 8nferno e (aradiso sono definiti i, non c tempo che passa: il tempo passa sulla 5erra e anche nel (urgatorio, che lo fa quindi quasi uguale alla 5erra, di fatto la stessa condizione di quella degli uomini che i ono sulla 5erra, qui c il sole che nasce e tramonta, sono descritte spesso le ore del giorno, anzi molto spesso nel (urgatorio si ede questa icenda del tempo che passa e il sole che illumina, molto spesso il tramonto 0lora pi! citata, abbiamo fatto anche il conto, sulla entina circa di indicazioni dellora, mentre camminano +irgilio dice ora sera ora@3, la grande

maggioranza dedicata allora del tramonto. 'ora del tramonto che lora della nostalgia, dei ricordi, delle speranze, quella che forse tutti ricordano nellattacco del canto otta o, notissimo attacco, Era gi l'ora che volge il disio e ai navicanti 'ntenerisce il core lo d c'han detto ai dolci amici addio. Ecco quella lora del espero che commuo e quelli che na igano, quelli che sono in esilio, i pellegrini, infatti dice lo novo peregrin cio chi appena partito da casa, lora dellesule, che ritorna per pi! olte nel (urgatorio. =uesta montagna illuminata dal sole piena di canti, di preghiere dolcemente cantate da queste anime, abitata anche da angeli, perch) qui demoni non se ne ede nemmeno lombra, ci sono gli angeli in ece che cantano ad ogni cornice una beatitudine, di quelle e angeliche proclamate nel +angelo da %risto, quindi latmosfera di serenit$, speranza e dolcezza. =uesta unin enzione del tutto dantesca, ha creato questo mondo di speranza, soffrono ma sperano, infatti quando, che sia -ante o +irgilio, si ri olgono a loro, sempre ricordano che c questa speranza di arri are al (aradiso, quando dice O eletti di Dio, li cui soffriri e giustizia e speranza fa men duri, drizzate noi verso li alti saliri. =uesti sono meno duri perch) hanno la certezza di sal arsi, di arri are in (aradiso, quindi in tutto il (urgatorio c s la sofferenza, per* c la speranza che lo sostiene. 'atmosfera generale la dolcezza, perch) forse il termine che pi! si addice a questa atmosfera, del resto il primo aggetti o, la prima parola che descri e il (urgatorio / dopo quella che la solita introduzione ad ogni poema che c sempre allinizio di ogni cantica / ecco che comincia il racconto esattamente con il cielo dellalba, dolce color d oriental zaffiro: questo il primo erso che racconta il (urgatorio, questo colore dolcissimo del cielo della prima alba apre la cantica, e sul finire quando siamo poi nel (aradiso terrestre do e -ante arri er$, sulla fine di tutta la cantica, sar$ accolto da una dolce aria, !n'aura dolce, sanza mutamento avere in s", mi feria per la fronte

non di pi# colpo che soave vento. 'aura dolce, il soa e ento, come edete, in chiasmo sono una stessa cosa, quindi tutta la cantica per asa da questo, le musiche che si sentono sono tutte dolci, come ad esempio %asella incontrato sulla spiaggia che canta dolcemente tanto che tutti restano incantati e si fermano a sentire questo canto. 9 questa quella che -ante ha oluto imprimere come atmosfera generale di questo secondo mondo, do e si piange, si soffre, ma con dolcezza del cuore. =ui, dunque, luomo appare cambiato dallaspetto fisico, gli uomini di questo mondo, rispetto all8nferno, hanno una figura completamente di ersa. 'uomo dell8nferno si fatto signore di se stesso e ha quello che oluto, ha se stesso, a lui rimane la grandezza che pote a a ere in ita, ma chiuso in questo Acarcere ciecoB, come dice appunto %a alcanti nell8nferno. ;ono grandi, ribelli, si ergono, come fa Carinata 0Adalla cintola in su tutto il vedraiB3: questo luomo dell8nferno, che in qualche modo si oppone a -io. %ome +anni Cucci, che addirittura fa il erso blasfemo erso -io, %apaneo, il grande superbo che si tro a tra i bestemmiatori nella Asa$$ia infuocataB, ma tanti ce ne sono nell8nferno che hanno questo atteggiamento, luomo si erge con prepotenza fisica e morale, in quanto uole affermare se stesso contro -io. 9 opposto luomo del (urgatorio, che appare in ece mite, dolce, arrende ole, luomo che somiglia al giunco che -ante in itato a cogliere sulla ri a, sulla spiaggia del (urgatorio, il giunco che si piega, perch) non resiste con superbia alla tempesta. Uno dei commentatori di -ante, forse il pi! acuto del 5recento : perch) i commenti sono nati immediatamente, morto -ante, due anni dopo gi$ scri e ano i commenti :, "en enuto da 8mola, pi! acuto anche dal punto di ista di saper cogliere la poesia, commentando questo giunco dice Anon era come la quercia che resiste ad ogni intemperie, del resto il nostro poeta era una querciaB, e infatti ha resistito a tutto, ai dolori dellesilio, ai ari tormenti che la ita gli ha dato: lui lo era, ma ha voluto farsi pieghevole come un giunco, che unimportante osser azione di questautore. -ante, infatti, non era da meno dei grandi personaggi infernali, come intelligenza e altre doti umane, ma ha preferito, ha scelto laltra strada. =uesto luomo del (urgatorio, che del resto raffigurato anche nelle similitudini che -ante adopera per figurarlo: solitamente si ricorda la prima similitudine, quando appare la schiera degli scomunicati, quella do e sta .anfredi,

%ome le pecorelle escon dal chiuso ad una a due a tre e l'altre stanno, timidette, atterrando l'occhio e 'l muso. 5imidette, quindi, queste pecore sono limmagine dellatteggiamento delluomo, magari lidea delle pecorelle, contrapposte alluomo che uole affermare se stesso, essere bello, forte, potente, pu* non piacere a oi ragazzi, ed effetti amente non piace spesso, ma non sempre quello che piace di pi! quello che poi porta pi! in alto. =ueste similitudini si ripetono con i colombi, altra immagine di animale mansueto, le capre mansuete che stanno allombra ruminando, a olte tornano queste similitudini che ser ono a definire latteggiamento delluomo del (urgatorio. =uesti sono i caratteri generali, e il mo imento di questa cantica il mo imento dellesule che torna. Noi andavam per lo solingo piano com'om che torna a la perduta strada, che 'nfino ad essa li pare ire in vano. =uesto camminare, solitario di solito, di -ante e +irgilio il cammino di ritorno a casa, il ritorno del pellegrino. <el secondo canto, quando arri ano con langelo e sbarcano sulla spiaggia, le anime domandano a -ante e +irgilio la strada, ma loro ne sape ano meno di loro e, infatti, +irgilio risponde &oi credete forse che siamo esperti d'esto loco' ma noi siam peregrin come voi siete. =uestultimo erso importante perch) fa edere la icinanza della situazione di -ante a quella delle anime del (urgatorio. 'ui si affianca a loro, cammina in un certo modo con loro e c questaura desilio, lesilio di questa gente che per* sta tornando alla patria, un ritorno in patria, la era patria delluomo appunto. =uando nel tredicesimo canto si tro er$ tra gli in idiosi una donna senese, ;apia, -ante domanda, come fa sempre, se c qualcuno che sia italiano, che sia latino / perch) latino si dice a allora per italiano / cercando qualche compatriota della sua terra, e lei risponde:

(O frate mio, ciascuna ) cittadina d'una vera citt' ma tu vuo' dire che vivesse in *talia peregrina+. %io, non c nessuno, eramente, la cui patria sia l8talia, la patria di ogni uomo unaltra, ciascuno cittadino di una sola era citt$ che il cielo. 5u uoi dire, dicendo appunto italiano o latino, che i esse nell8talia pellegrina. 9 curiosa questa precisazione un po saccente, di questo carattere di questa ;apia che -ante crea 0perch) -ante, in genere, con poche parole crea i caratteri3, per* precisa: tu uoi dire, dicendo latino, che i esse nell8talia pellegrina. %io luomo i e sulla terra come pellegrino nel cielo. =uesto del resto ;an (aolo, che lo dice in maniera molto precisa in una delle sue epistole: A oi siete pellegrini e ospiti sulla terraB. =uestidea dellesilio importantissima, perch) -ante stesso sulla terra era un esule. +a sempre tenuta presente questa condizione umana di -ante esule da Cirenze, che in fondo la sua condizione di tutta la ita, di tutto il tempo in cui scrisse il poema fino allultimo erso, che morto poco dopo a erlo scritto. =uesta condizione pesa a in lui pi! di quanto di solito si pensi. Una sofferenza gra e per tutta la sua ita che trapela qualche olta nel poema, ma pochissimi ersi qua e l$. =uesto esilio -ante lha a uto nella storia, nella sua carne, la sorte dellesilio. =uella che spiritualmente appunto data alluomo come condizione, lesilio dalla parte del cielo. E questo contrappunto tra i due esilii, quello storico e quello spirituale o celeste, accompagna tutta la cantica. (i! olte iene isto e sottolineato ed anche uno dei lati belli, che d$ dei momenti di grande poesia, questo fatto del -ante esule della storia e degli altri che sono esuli dal cielo. =uesto attacco dellotta o canto, per esempio, caratteristico. <ellotta o canto c la nostalgia dellesule terreno, do e -ante ri ede se stesso, naturalmente, quella dolorosa nostalgia dellesule. (er* accanto c laltro esilio e quando arri eremo al (aradiso, edremo compiersi le due storie. 1 Cirenze -ante non torner$ mai e questo appare chiaramente nel canto del (aradiso, quando gli err$ detto chiaramente il suo destino, ma in compenso entrer$ nellaltra patria, nella terra celeste. =uesto un canto bellissimo, il enticinquesimo del (aradiso, do e si edono questi due destini che si compiono: lesclusione da Cirenze ma lentrata in (aradiso. #ra, sor olando un momento su questo argomento, eniamo a qualche definizione di queste persone che si tro ano, quali sono le scelte, perch)

poi quello che conta in -ante sempre luomo, la persona singola. 5utti gli uomini hanno una determinazione ben precisa, storicamente parlando, ed questo che fa lattrazione, linteresse per tutti. .a allora, sembra strano, cosa pote a interessare ad un cinese di %iacco fiorentino o di Corese, di questa gente di piccole citt$ italiane del 5recento, come fa ad importare di questo ad un ietnamita, ci si pu* domandare. .a riflettendo su questo proprio questo che conta: pi! luomo determinato, pi! uno di tutti noi. 'e persone aghe del mito non attraggono, quello che attira luomo determinato nella storia, che ha un suo posto, una sua identificazione precisa, che tutti hanno: famiglia, citt$, parenti, a enimenti, disgrazie. =uesto conta e questo attrae, e questo la grande forza di -ante che dipende dal suo amore ed interesse supremo per luomo. %i sono un paio di cose che orrei ricordare, perch) caratterizzano il (urgatorio o meglio luomo del (urgatorio. Una quella che appare sin dal principio, quando incontriamo .anfredi che la figura simbolo del (urgatorio secondo me, come Carinata si pu* prendere a modello delluomo dell8nferno. .anfredi un po il modello di questuomo del (urgatorio, e per questo iene messo in apertura. -unque la cosa che mi preme a sottolineare questa: la sal ezza dellultima ora, che una costante del (urgatorio. ;ono tanti quelli che si sal ano pentendosi allultimo momento. E cos, tra questi, uno dei pi! grandi .anfredi che dopo una ita di peccati, come lui stesso dice / Aorri$il furon li peccati miei /, con un mo imento del suo cuore allultimo momento della ita di olge a -io piangendo / io mi rendei, piangendo, a ,uei che volontier perdona - e si sal a. =uesto sentimento dellultimo momento ritorna poi pi! olte. Uno "uonconte da .ontefeltro, al + canto, che -ante incontra, mettendosi a parlare con lui come due che si sono lasciati da poco /@questa continuit$ tra il mondo della 5erra e il mondo del (urgatorio / e gli dice appunto: .ual forza o ,ual ventura ti travi/ s fuor di %ampaldino, come uno che incontra un amico, un conoscente sulle nostre strade. E quello risponde che nellultimo momento della sua ita, ferito e sanguinante giunge sulle ri e dell1rchiano, si ri olge a -io e con una sola lacrima di pentimento iene sal ato. +engono un angelo e un dia olo alla fine a contendersi la sua anima ma, siccome lui morendo ha pronunciato il nome di .aria e ha ersato una lacrima di dolore, di pentimento, sal o. 8l dia olo dice: 0u te ne porti di costui l'etterno 0cio la parte eterna,

lanima3 per una lagrimetta che 'l mi toglie. =uesta piccola lacrima bastata allultimo momento. =uesta circostanza, che torna pi! olte nella cantica, importante perch) sottolinea questa suprema gratuit$ dellamore di -io e del perdono, che si ri ersa su tutti, sui primi e sugli ultimi, come del resto racconta il +angelo nella parabola dei la oratori dellultima ora, quelli che arri ano nella igna e la orano solo unora per* engono pagati anche loro come gli altri. %osa di cui i benpensanti non sono mai con inti. .a la misura di ina di ersa dalla nostra e -ante lo sottolinea pi! olte come anche il alore della debolezza da anti a -io. 'oro chiedono sempre aiuto dalle preghiere dei i i, come .anfredi che dice di andare dalla figlia perch) preghi per lui, e cos fanno tutti. ;i nota che sono quasi tutte donne queste a cui si chiedono le preghiere: la moglie, la figlia o la edo a. (erch) la donna era lanello, punto debole della societ$ allora, come lo stato per secoli, ma questo uol significare la potenza debole sul cuore di -io. %os abbiamo la edo ella al freno di 5raiano nellesempio di umilt$ rappresentato nella cornice dei superbi, do e il grande imperatore parte per la guerra e c una edo ella al freno / e una vedovella li era al freno /, questo diminuiti o A edo ellaB uol fare ancora pi! debole, pi! piccola questa creatura che chiede giustizia per il proprio figlio. 'imperatore ha le bandiere al ento, pronto per partire e pensa che lo far$ qualcun altro per lui, ma la donna insiste e alla fine 5raiano si ferma e dice: giustizia vuole e piet mi ritene. (er questo gesto, tra laltro, 5raiano si sal er$ poi. E questa piccolezza della donna, della edo ella come di tutte le altre, importante perch) significa la potenza che hanno i piccoli, quella potenza particolare che non la forza che pu* a ere un uomo, magari al massimo della sua grandezza: la forza per -io unaltra cosa, la forza del cuore. =ueste due linee importante ricordarle, perch) fanno parte di tutta latmosfera del (urgatorio. .a come ha ordinato -ante i ari peccati del (urgatorio nelle cornici2 .entre nell8nferno la di isione iene fatta secondo letica aristotelica, come cita +irgilio nellD8 dell8nferno, che a secondo la giustizia, nel (urgatorio la di isione fatta in modo di erso e ogni angelo proclama ad ogni cornice una delle beatitudini e angeliche e la irt! che si proclama la irt! che per iene a quella beatitudine, quando si dice appunto: A$eati i poveri di spirito, $eati i mansueti, $eati i pacificiB. =uella la irt! che iene proclamata. <on c n) una di irt!

aristotelica, tra queste, sono molto di pi!, anno oltre la giustizia. (erdonare chi ci uccide, come fa ;tefano nella cornice dei pacifici, non una cosa di giustizia, come potremmo immaginare, pi! che pacifico: qui si a ad una misura che oltrepassa di molto il do uto, la giustizia d$ a ciascuno il suo e non si conta pi!, si a molto al di sopra di questo. E cos in tutte le beatitudini che sono come la ta ola, il manifesto del cristianesimo nel mondo antico, che ro esci* i cardini stessi di quellordine, perch) do e si proclamano beati i piangenti, i perseguitati, i miti, i po eri, gli umili si ro escia completamente il concetto del mondo antico do e felice il potente, il grande, il ricco. -el resto tuttora cos se si guarda alla comune concezione della ita delluomo. .a il +angelo predica unaltra felicit$. E questa, come -ante appunto, e non per niente, fa proclamare ad ogni cornice dallangelo, in ece leconomia di questo regno del ;ignore che a questo mira, e infatti su queste beatitudini sono improntate, in fondo, il tono, la misura, la dolcezza, anche la forza di queste scene purgatoriali. =uella del martirio di ;tefano, ad esempio, una delle pi! belle rappresentate nel (urgatorio. E su queste beatitudini chiudo il mio inter ento.

Domande

+ole o riprendere il tema del iaggio, chiedendole un parallelo tra il iaggio a enturoso e oltre la realt$ che compie -ante con quello che compie Ulisse. ;i pu* fare il parallelo tra come a Ulisse al (urgatorio, a quella spiaggia do e arri a poi anche -ante, facendo un percorso di erso, ma arri ando alla stessa meta. Ulisse a contando sulle grandi forze proprie delluomo, per seguir virtute e conoscenza, per* con queste, che sono certamente una prerogati a dellessere umano, indiscutibile, lui tenta loceano, il grande oceano, che il simbolo dellinfinito, iolando, coscientemente il decreto di ino. E lui lo dice: dov'Ercule segn/ li suoi riguardi, acci/ che l'uom pi# oltre non si metta. =uindi cera un limite, che lui sa di iolare. Ulisse tenta laffermazione di se stesso senza riconoscere qualcosa che possa porgli un freno, non accetta un limite. +uole da s) raggiungere quellinfinito di cui si sente degno. .a iene tra olto. 'a differenza di -ante si ede ed scritta, sapendocela leggere, nelle righe dei primi canti del (urgatorio. (erch) lUlisse dell8nferno non d$ commento, lacqua lo

tra olge e non c nemmeno un erso di commento, il canto si chiude su questi ersi. <el (urgatorio arri a la na e dellangelo, che fa lo stesso percorso di Ulisse, perch) parte dalle foci del 5e ere, do e raccoglie le anime e a direttamente, Ulisse parte da 6aeta, ma siamo sulla stessa rotta. 1rri a langelo e +irgilio lo indica a -ante e dice &edi che sdegna li argomenti umani, s che remo non vuol, n" altro velo che l'ali sue, tra liti s lontani. 8nsomma, non usa mezzi umani, n) remi, come i remi di Ulisse /dei remi facemmo ali al folle volo / e quindi questo angelo sdegna il mezzo delluomo e arri a. Un accenno ad Ulisse c gi$ nel 8 canto, quando arri ano sulla spiaggia: &enimmo poi in sul lito diserto, che mai non vide navicar sue ac,ue omo, che di tornar sia poscia esperto. =uella spiaggia ide qualcuno, ma nessuno che fosse capace di tornare indietro. =uindi c unallusione esatta, precisa ad Ulisse. 1nche la stessa parola esperto : Aesperto e de li vizi umani e del valore : ripreso ad litteram. (oi la dichiarazione di +irgilio e -ante risponde in un certo modo gi$ qui nel (urgatorio. .a la risposta decisi a la tro iamo nel canto D dell8nferno, quando %a alcanti dalla tomba infuocata chiede a -ante perch) non con lui anche suo figlio se per ,uesto cieco carcere vai per altezza d'ingegno, perch) lui immagina che -ante sia l perch) tanto bra o, e il figlio 6uido %a alcanti non era da meno. -ante risponde Da me stesso non vegno1 colui ch'attende l per ,ui mi mena forse cui 2uido vostro e$$e a disdegno. =ui credo che si tro i il centro della risposta: -ante, alto dingegno 0che non gli manca a e lui ne era consape ole3 come Ulisse, sceglie per* di farsi guidare, al contrario delluomo dell8nferno che a contando su se stesso, senza accettare limiti. .a lui accetta la guida, si fa piccolo rimpro erato, tante olte trattato come un bambino da +irgilio. .a appunto rinunciando a questa altezza, di cui era

consape ole, perch) lunica ia per toccare quella sponda.

+ole o ricollegarmi al discorso che ha fatto 'ei sulla icinanza di -ante con le anime del (urgatorio, in particolar modo con la frase che dice +irgilio / noi siam peregrin come voi siete / e ole o chieder'e se, partendo da questo discorso, si potrebbe definire il (urgatorio come la cantica pi! icina a -ante, che -ante sente un po pi! sua delle altre. <on molto facile rispondere, perch) -ante si immedesima tutte le olte, con l8nferno, poi con il (urgatorio e con il (aradiso. 1ltrimenti non si scri e grande poesia. 'ui quando scri e il (aradiso si sente in qualche modo partecipe di questa realt$. %ertamente il (urgatorio la cantica pi! icina alluomo nella sua condizione terrena, luomo soggetto a pene, problemi, difficolt$, che nello stesso tempo nutre la speranza, almeno chi la sa colti are, di arri are alla fine ad una meta serena. <el (aradiso, per*, -ante unesperienza lha fatta: unesperienza di conoscenza, di amore e di unione con il -i ino, altrimenti quei ersi non si possono scri ere. <on si scri e se non di ci* : parlo dei grandi poeti : di cui si ha esperienza. =uindi unesperienza del -i ino certamente c stata. <aturalmente come pu* esser data su questa terra. ;icch) non saprei se si possa dire che il (urgatorio la cantica pi! icina. Cino ad un certo punto s, fino a quella che la comune esperienza della ita. (oi c leccezione, che sono i momenti paradisiaci, che tutta ia sono di -ante anche quelli.

;i pu* dire che in -ante la cultura greco4latina e la cultura cristiana tro ino una sintesi, a li ello altissimo, a li ello poetico, addirittura che pu* di entare un alore che a al di l$ della ci ilt$ occidentale2 <on saprei, perch), di fatto, quella che -ante rappresenta la ci ilt$ occidentale, quella che si formata attra erso le due grandi tradizioni che lei ricorda, attra erso la lenta la orazione medie ale : la %ommedia, appunto, la fine del .edioe o : ed esprime questa ci ilt$, non c n) unaltra. 9 quella di oggi, do e ancora la carta dei diritti umani si fonda su questa ci ilt$, nessunaltra esprime luguaglianza delluomo. 9 la ci ilt$ che porta questo grande dono della libert$, delluguaglianza, del primato dello spirito sulla lettera, che nessun popolo riconosce, se non i popoli di eredit$ cristiana 0e oggi nemmeno quelli, in gran

parte3. =uindi non credo che si possa dire che la %ommedia oltrepassa questa stessa ci ilt$, allora ci do rebbe essere unaltra radice ancora@

8o ole o chiedere se si pu* dire che il nostro modello, il modello della cultura occidentale, pu* di entare il punto di riferimento mondiale2 ;, certo che si pu* immaginare e lo gi$ di fatto, perch) altrimenti tutti leggono -ante, anche in +ietnam2 (erch) una ci ilt$ che effetti amente attrae le altre. -a un punto di ista politico certamente quella egemone nel mondo, anche se questo non uol dire che lo sia ancora da un punto di ista spirituale. (er* questinteresse gi$ un segnale, una ci ilt$ che lentamente sta diffondendosi. 'idea di uguaglianza fra gli uomini ci orr$ tempo perch) sia uni ersale, ma gi$ dominante nel mondo. 'a stessa carta dei diritti non stata riconosciuta da tutti, non tutti, ma quasi tutti.

+ole o riprendere questo discorso alla luce di quanto lei ci dice a prima. .i ha molto colpito il fatto che -ante, che era una quercia, a esse oluto farsi giunco. E mi ha molto colpito il fatto che la %ommedia, pur trattando di argomenti non facili, argomenti mai codificati prima, in realt$ fa trapelare una profonda umanit$. -ante riesce a caricarla della propria esperienza umana, a rendercela molto familiare, perch) parla di cose molto icine a noi. Corse la %ommedia, non tanto quanto particolare istanza dell#ccidente, che -ante esprime, ma forse per lumanit$, per questa familiarit$, apprezzabile da tutti gli uomini di qualsiasi nazione essi siano, ed una cosa che forse a oltre il concetto di cultura occidentale, e pi! una cultura delluomo, in cui luomo si ritro a e ama ritro arsi e raccogliersi anche spiritualmente. +ole o pregarla di approfondire questo punto. Eai detto una cosa molto giusta, soltanto che necessario fare un ro esciamento in questo senso: ero che quello che attira la grande poesia luomo, perch) quello il centro cui tutti siamo attirati. .a da do e nasce questumanit$ di -ante2 =uesto un po il discorso a ro escio, questuomo che noi ediamo, in cui ci riconosciamo, questa ricchezza delluomo di -ante, con i suoi dolori, le sue pene, le sue tragedie. =uestidea nasce dallidea del mondo e delluomo che questa della nostra ci ilt$. =uesto si potrebbe dire al ro escio. 5ro are un simile uomo con il suo pianto, la sua speranza, la sua tragedia proprio delluomo della nostra

storia, un uomo cristiano. 9 luomo che i e per tutta la %ommedia, secondo -ante, con questa grande carica di umanit$, per cui luomo cos prezioso. (erch) prezioso cos2 -ante lo scri e, quando nel %on i io cita il ;almo: %he cosa ) l'uomo, che tu, Dio, lo visiti3 0u l'hai fatto poco minore che li angeli, di gloria e d'onore l'hai coronato. %erto la grande dignit$ delluomo, langelo somiglia. =uesta grandezza delluomo, questuomo come -ante lo ede appunto luomo della nostra ci ilt$.

%i ha parlato del tema dellesilio nel (urgatorio, ma non possiamo edere lo stesso tema nell8nferno, nella condizione dei dannati2 ;, i dannati sono degli esuli eterni, per*. -ante lo dice anche, un esilio di erso, perch) quello del (urgatorio un esilio in cammino, le anime del (urgatorio sono esuli che anno erso la patria, con la speranza, la certezza dellarri o. =uegli altri sono esuli fermi, per sempre esclusi dalla loro patria. E cos +irgilio, ri olgendosi a ;tazio: Nel $eato concilio ti ponga in pace la verace corte che me rilega ne l'etterno essilio. =uindi anche -ante stesso lo chiama esilio, per* un esilio di erso.

8l (urgatorio anche la cantica dellarte, si incontrano ari personaggi, artisti di ario tipo e larte un prodotto tipicamente umano. =uali sono i alori e i limiti dellarte che -ante manifesta nel corso della cantica2 =ual insomma la funziona dellarte, prodotto tipicamente umano, nella prospetti a eccentrica di -ante che guarda dallaldil$2 -ante non affronta direttamente il problema nel (urgatorio. 5utta ia c questo accompagnamento degli artisti e degli amici, compagni che incontra di frequente nel (urgatorio, cominciando da %asella che d$ quasi il tono :giustamente, essendo musicista / a questa icenda. E poi tro er$ i poeti, che sono i suoi amati poeti, nella cornice dei lussuriosi. -ante non si pronuncia in modo esplicito, ma, si capisce dal 8 canto, larte un accompagnamento nella ita umana, perch) segna il gratuito, larte qualcosa che non si compra, che non si paga, che non ha un alore commerciale 0a parte quelli che endono i best4seller, ma non detto che quella sia era arte3, non ha un alore contabile e quindi una grande forza data alluomo, come dono di natura. 'arte, come lha issuta -ante, e come appare

nel canto iniziale, un grande dono. % un per* ed rappresentato dal rimpro ero di %atone, quando tutti si fermano ad ascoltare %asella: cio anche larte, che una delle cose pi! grandi e belle proprie delluomo, non de essere il fine, come tutte le altre cose belle della ita. ;ono date alluomo per compagnia, conforto, consolazione, come appunto lamicizia o altro, ma non de essere il fine. =uando loro si fermano a sentire %asella engono rimpro erati: piccolo fallo dice -ante stesso, per* un fallo, che consiste nel dare a questo dono, che stato fatto alluomo, un alore assoluto.

+ole o approfondire la figura di +irgilio. 8l suo solo un ruolo di guida o anche per lui un iaggio di formazione, un cammino spirituale, isto che dal 'imbo isita il (urgatorio 0anche se poi si do r$ fermare32 +irgilio effetti amente ha la funzione di guida, come si ede fino allultimo da tutto quello che lui dice e fa. =uando dice a -ante tratto t'ho ,ui con ingegno e con arte, lui spiega di a er dato tutto quello che pote a, nei limiti della ragione umana. E poi lo affida a "eatrice. %he anche +irgilio possa a er a uto un qualcosa di pi! da questo iaggio in cui uscito dal suo 'imbo e non solo ha percorso l8nferno, ma anche il regno dei sal ati, questa una cosa che noi possiamo supporre. .olti dicono: perch) -ante non ha sal ato +irgilio2 in fondo pote a farlo. .a +irgilio rappresenta a qualcosa e questo qualcosa era fermo, appunto, al di l$ del limite: rappresenta questa ragione umana che appartiene a tutti i grandi filosofi che sono nel 'imbo. (er questo non pote a. %he poi il +irgilio storico fosse sal ato, -ante ne era con into. E si potrebbe osser are che -ante, non potendo sal are +irgilio, sal a il figlio ;tazio, che si chiama figlio dell altro, per te poeta fui, per te cristiano e quindi c una maniera allusi a di indicare la possibile sal ezza dellaltro. %he +irgilio, nella %ommedia, acquisti, salendo nel (urgatorio, un dono in pi! rispetto alle anime del 'imbo probabile. 9 una nostra ipotesi, che ci offerta per* dal erso di -ante, ma resta nel campo delle ipotesi.

;i pu* dire che ;tazio, poeta, essendo in cammino, ci rappresenta larte piegata al alore pi! grande2 .i ha sempre colpito questo particolare: -ante, quando arri a alla cornice dei lussuriosi, de e passare il fuoco e proprio non uole. 6li iene

ricordata "eatrice e questo lo fa sussultare, per* per passare, per lo meno a me pare, si de e mettere a anti +irgilio e dietro ;tazio, e mi sembra che larte di enti proprio compagnia. %os era anche loccasione per chiederle che ris olto ha laffetti it$ delle anime con -ante qui nel (urgatorio2 ;ono due cose di erse. ;ulla prima a rei qualche dubbio sul fatto del +irgilio a anti e ;tazio dietro, che sia larte a far passare la muraglia mi sembra difficile da ipotizzare. %he certamente larte accompagni luomo, con il suo alto alore spirituale, questo certo. <on per niente -ante le ha dedicato la ita. (er* anche il ricordo che fa ;tazio / per te poeta fui, per te cristiano / indica come larte stessa, quella di +irgilio, appunto, spinge ;tazio, in fondo, alla sal ezza. =uindi c questa funzione educatrice dellarte che gli antichi hanno sempre immaginato. (er loro non esiste a larte per larte, la poesia per la poesia. 'a poesia a e a sempre uno scopo, ser i a a qualche cosa e, infatti, -ante scri e la %ommedia per ser ire a qualche cosa, per essere di aiuto al popolo, alla gente, agli uomini, perch) tro assero la propria strada. =uindi questidea dellarte educatrice propria sia della sua et$, sia di -ante in particolare. 8n forma precisa, poi, che ci sia questidea dellaccompagnamento, francamente non mi era mai enuto in mente, ma non mi sembra che corrisponda alla grande difficolt$ di passare il muro di fuoco, perch) quel muro, che lultimo muro da alicare, il muro dei lussuriosi, appunto, mi sembra che non si possa alicare / nellottica dantesca / con le forze dellarte.

1lla fine del (urgatorio, quando -ante arri a nel (aradiso terreste, si confessa, con "eatrice. 1nzi, "eatrice lo sgrida e lui si ede costretto a confessare. (er* -ante a e a gi$ percorso tutte le sette cornici e le sette ( sulla fronte gli erano state cancellate. %os il peccato di cui -ante ancora si confessa2 Ca parte solo del simbolismo che edremo fra poco in tutta la processione finale del (aradiso terreste, o c eramente qualcosa che -ante de e ancora confessare2 E questo ha a che fare con quello che dice amo prima di Ulisse e quindi di -ante quercia che si piega per di entare giunco2 ;econdo me, -ante de e semplicemente confessare. 6li manca quel passo, le lacrime del pentimento e lammettere la propria colpa. 9 quello che manca. =uello che gli altri fanno lungo la montagna, la lacrima di "onconte, il pianto

delluno o dellaltro, di .anfredi, quello manca a -ante, questa la scena di fronte a "eatrice, quel passo manca a -ante. <ella scena straordinaria fa quello che i suoi personaggi hanno fatto, magari allultimo momento della ita. <on che ci siano altri peccati intorno. 9 lunica cosa che manca. E, infatti, lo dice "eatrice stessa, qui si passa il 'ete, cio si a sullaltra sponda del (aradiso terreste, soltanto pagando, come pedaggio, le lacrime del pentimento sanza alcuno scotto di pentimento che lagrime spanda. =uesto manca a.

<el (urgatorio si notano molte pi! figure femminili che nell8nferno. %ome si concilia questa cosa con la concezione medie ale della donna sede del peccato2 =uestidea della donna sede del peccato mi giunge nuo a, questa non la concezione medie ale della donna. 'a donna pote a essere, come E a, origine del peccato, ma non sede del peccato. 1nzi, il cristianesimo quello che ha ri alutato la donna, la figura femminile, dandole unimportanza straordinaria. "asti pensare a .aria, la .adonna, e tutte le altre sante che si sono sempre state. =uindi pu* essere questa la ragione. =uesto dipende da molte circostanze. Corse da quellatmosfera del (urgatorio, che delinea o prima, do e si inserisce la figura femminile nella sua dolcezza. (er lo meno cos do rebbe essere la donna, poi non si sa bene cosa succeda. .a questo carattere, tipicamente femminile, di dolcezza, di mitezza, che -ante ha impresso sulla cantica, porta con s), piuttosto, lapparire di di erse donne nel (urgatorio.

=ual il mo ente che porta -ante da una parte ad essere superbo nella scrittura e dallaltra a purificarsi e a pentirsi2 <on c questa differenza. 8l -ante autore, il -ante ero, che era superbo, si trasforma, accetta questa cosa, e questo lo porta, appunto, a scri ere il suo poema. 'ui scri endo il poema gi$ su quella strada. %ome farebbe altrimenti a scri ere il canto di Ulisse, quello di Carinata, quando dice a %a alcanti Da me stesso non vegno2 9 la stessa persona, non c differenza. <on che -ante fosse un gran superbone, che in ece nella %ommedia si rappresenta come un bra o e umile bambino. 9 la stessa persona. 1ltrimenti non si riesce a scri ere quello che ha scritto, perch) la scrittura porta il segno della persona, del suo cuore. <on c differenza: il -ante superbo, quando scri e la %ommedia, ha gi$ fatto il passo

decisi o. %erto da perfezionare, perch) erso il (aradiso, -ante matura, si perfeziona, ma il primo passo gi$ fatto.

%atone scaccia ia le anime quando %asella ha cominciato a cantare 4mor che ne la mente mi ragiona, che una canzone filosofica. (erch) -ante mette sulle labbra di %asella proprio questa canzone2 (erch) gli entra a bene nellendecasillabo questo erso o c qualche moti o pi! sostanziale2 5utte le canzoni si aprono con lendecasillabo, quindi non cera problema da quel punto di ista. 1 questo punto c qualcosa, perch) in quella canzone, che canta appunto dellamore, -ante si identifica in qualche modo, si identifica nella sua poesia gio anile, questo canto dellamore, come lui lo ede a quando scri e a nello ;tilno o. E quindi una delle pi! amate delle sue canzoni. =uesto canto damore per* quello dal quale non bisogna lasciarsi irretire. (robabilmente c il superamento delle cose pi! care e pi! belle, quelle che luomo non pu* tenere come primo fine: sono sempre il secondo. =uindi sceglie una delle canzoni pi! importanti e care al suo cuore, come quella dellamore, filosoficamente intesa per altro, per far edere come questa incanti tutti ma de e essere lasciata.

5rascrizione a cura di Crancesca .ilani e 'uca 'a %amera, ?F 7e isione del testo ed editing a cura del prof. Cul io Cabbroni

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