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FILOSOFIA DEL LINGUAGGIO

1. La teoria referenziale Soltanto alcune sequenze di segni o di suoni sono enunciati dotati di significato. Cosa fa s che una sequenza significhi ci che essa specificamente significa e che gli esseri umani siano in grado di comprendere e produrre un discorso dotato di significato? Teoria referenziale: Ogni parola come un etichetta che denota uno specifico oggetto o una relazione nel mondo. Questa teoria spieghere e come un essere umano possa capire un enunciato facendo le!a sul fatto che quella persona sa a che cosa si riferiscono le singole parole che lo compongono. Obiezione 1: "on tutte le parole nominano o denotano un oggetto reale# come i nomi di oggetti immaginari $%Pegaso%&# i pronomi quantificazionali $%Nessuno%& e tutte le parti del discorso che non sem rano riferirsi ad alcun tipo di oggetto $%Molto%# %Il%# %S%# %Ciao%&. Obiezione 2: "on detto che una semplice lista di nomi significhi qualcosa. Sono necessarie delle regole grammaticali che non possono essere sottintese. Obiezione 3: 'sistono termini coreferenziali che non sono sinonimi $%Giovanni Paolo% e %Il Papa%&. Ci fa pensare che !i sia dell%altro nel significato oltre al mero riferimento.

2. Descrizioni Definite (er termini indi!iduali si intendono quei nomi che fanno riferimento ad un oggetto specifico# come i nomi propri $%Berlusconi%# %Vienna%& e le descrizioni definite $%Il presidente del consiglio%# %La capitale dell'Austria%&. Se per )rege un nome e la propria descrizione definita sono termini equi!alenti e con lo stesso senso# *ussell la pensa di!ersamente. Teoria delle descrizioni definite di *ussell: Consideriamo questo enunciato paradigmatico. L'autore di Waverley era sco ese! +ntuiti!amente# sem ra essere un semplice enunciato della forma soggetto,predicato che si riferisce a un indi!iduo $Sir -alter Scott& e che ne predica qualcosa $la scozzesit.&. (er *ussell# in!ece# la presenza dell%articolo determinati!o il l%a re!iazione di una costruzione logica pi/ complessa che comporta dei quantificatori. 0a frase qua sopra non che una congiunzione di tre enunciati quantificati# nessuno dei quali fa riferimento a Sir -alter Scott in particolare: (a) Al"eno una persona # l'autore di Waverly$ (b) Non pi% di una persona # l'autore di Waverly$ (c) C&iun'ue sia l'autore di Waverly$ # sco ese! e e

0a s!olta di *ussell consiste nella possi ilit. di fare completamente a meno dei nomi indi!iduali. 'ssi possono sem rare indispensa ili ad un li!ello superficiale# quello del linguaggio comune e scientifico# ma ad un li!ello logico pi/ profondo sono sempre

riconduci ili ad enunciati quantificazionali. 0a teoria di *ussell permette inoltre di risol!ere quattro pro lemi lasciati da )rege senza una soluzione con!incente. roble!a "el riferi!ento a##arente ai non esistenti: L'attuale re di (rancia # calvo! )rege: 0%enunciato non n1 !ero n1 falso# in quanto il soggetto non denota nulla. *ussell: 0%enunciato falso# dal momento che il primo dei tre congiunti del corrispondente enunciato alla *ussell $Al"eno una persona # l'attuale re di )rancia& falso. roble!a "e$li esistenziali ne$ati%i: L'attuale re di (rancia non esiste! )rege: Se l%enunciato !ero# allora non pu !ertere sull%attuale re di )rancia# perch1 non esiste un tale re su cui l%enunciato possa !ertere# e !ice!ersa. *ussell: Con il metodo fin qua utilizzato# si a!re e una contraddizione tra $a& e $c&. +n realt.# %esistere% non un predicato come % essere calvo% o %essere sco ese%# e la negazione %non% non !a applicata al terzo congiunto# ma all%intero esistenziale che precede l%enunciato alla *ussell. 0a forma corretta quindi: Non *Al"eno una persona # l'attuale re di (rancia$ e non pi% di una persona # l'attuale re di (rancia$ e c&iun'ue sia al "o"ento re di (rancia esiste+! roble!a "ell&i"entit': ,li a-et& Windsor . L'attuale regina d'Ing&ilterra. )rege: + due termini indi!iduali denotano la stessa persona# ma l%enunciato pu considerarsi informati!o in quanto le espressioni hanno sensi di!ersi. Questa spiegazione non risol!e il pro lema della contingenza di tale identit.. *ussell: )ormalizzato alla *ussell# l%enunciato non sem ra pi/ cos anale. $a& Al"eno una persona # l'attuale regina d'Ing&ilterra$ e $ & Non pi% di una persona # l'attuale regina d'Ing&ilterra$ e $c& C&iun'ue sia l'attuale regina d'Ing&ilterra$ # identica a ,li a-et& Windsor! 0%enunciato solo superficialmente un%identit.# ma in realt. attri uisce una propriet. relazionale complessa a 'liza eth. Ci esprime meglio la contingenza dell%affermazione# in quanto 'liza eth sare e anche potuta scappare anzich1 fare la regina. roble!a "ella sostit(ti%it': Al-ert crede c&e l'autore di 'Nulla ed essere' sia un pensatore pro)ondo! )rege: +n un enunciato normale# un termine qualsiasi pu essere sostituito con un altro termine codenotante senza cam iare il significato o il !alore di !erit. dell%enunciato. Ci non !ale per nel discorso indiretto. 2mmettiamo che l%enunciato sia !ero: se# per esempio# lo stesso autore di Nulla ed essere prima scri!e!e!a romanzi erotici da quattro soldi come Veterinari Bollenti# ed 2l ert ignora che si tratti della medesima persona# allora egli pu non credere affatto che l'autore di Veterinari Bollenti sia un pensatore pro)ondo# rendendo falso l%enunciato che prima della sostituzione era !ero. )rege risol!e il pro lema dicendo che la parte su ordinata dell%enunciato $quella che !iene dopo il % c&e'& denota un pensiero# ed al !ariare del senso dell%oggetto del pensiero# cam ia anche il senso del pensiero stesso. *ussell: 0a parafrasi dell%enunciato comincia con Al-ert Crede# seguita dai soliti tre congiunti. +n questo modo risulta pi/ chiaro come la sostituzione del predicato ,ssere l'autore di Nulla ed essere con ,ssere l'autore di Veterinari Bollenti attri uisca un significato completamente di!erso alla credenza di 2l ert.

0a teoria di *ussell fu criticata in quanto non pote!a sempre applicarsi in situazioni concrete e con!enzionali. +n generale# non sono le espressioni che si riferiscono a qualcosa# ma le persone. 2nalizziamo adesso le tre o iezioni di Stra3son e la quarta ad opera di 4onnellan. Obiezione 1) Stra3son critica la soluzione di *ussell al pro lema del riferimento apparente ai non esistenti. +n una situazione reale# all%affermazione L'attuale re di (rancia # Calvo nessuno rispondere e % !ero% o % falso%# ma notere ero tutti che c% un errore nell%affermazione stessa: chi ha parlato non si riferisce a nessuna persona. Si tratta di un%asserzione mal riuscita e che non n1 !era n1 falsa. 5iene cos negato il principio di 6i!alenza di *ussell. Obiezione 2) Chi proferisce la suddetta affermazione# non asserisce affatto che esiste al"eno una persona c&e # l'attuale re di (rancia. Si tratta semmai di un%implicazione logica nascosta. Obiezione 3) 7olte descrizioni sono dipendenti dal contesto. 0%enunciato Il tavolo # coperto di li-ri # formalizzato alla *ussell# affermere e che esiste uno e un solo ta!olo nell%uni!erso# e ci inaccetta ile. +n realt.# gli ascoltatori sanno ene a quale ta!olo ci si sta riferendo $ad esempio l%unico ta!olo nella stanza o il ta!olo di cui parla!ano prima&. *ussell pro!a a difendersi con la tesi dell%ellissi# secondo cui il tavolo l%a re!iazione di una descrizione definita pi/ complessa $il tavolo c&e si trova in 'uesta stan a&# ma questa teoria ha alcune implicazioni spiace!oli e complica la struttura logica. Obiezione *) 0%idea di 4onnellan# chiamata distinzione di 4onnellan# ha un%applicazione pi/ ampia. 'gli nota come spesso le descrizioni definite !engono usate come se fossero semplici etichette o nomi. 4onnellan distingue tra uso referenziale ed uso attri uti!o di una descrizione definita. "el primo caso# la descrizione usata come un titolo# e ser!e soltanto per indirizzarci su un particolare indi!iduo indipendentemente dai suoi attri uti. Quello preso in considerazione da *ussell esclusi!amente l%uso attri uti!o. L'assassino di S"it& # pa o! 0%uso attri uti!o intende dire che c&iun'ue a--ia co""esso 'uesto cri"ine # pa o. Supponiamo per che non sappiamo i dettagli del caso e che ci tro!iamo al processo in cui tale 8ones accusato dell%omicidio con delle pro!e con!incenti. +n questo caso# l'assassino di S"it& si riferisce a 8ones in persona# indipendentemente dal fatto che egli sia effetti!amente l%omicida. Questo l%uso referenziale. "oi continueremmo a dire che 8ones pazzo anche nel caso che alla fine il giudice decretasse che Smith si suicidato. 0a critica di 4onnellan ri!olta sia a *ussell# che ignora l%uso refereziale# sia a Stra3son# che in!ece considera solo quello. 0e descrizioni definite sono am igue# ed il loro utilizzo migliore semplicemente quello che riesce a far capire con successo agli interlocutori di chi o cosa si sta parlando. (er 9rip:e# il pro lema quello di riconconoscere il referente effetti!o della descrizione tra referente del parlante e referente semantico $attri uti!o&. 0a comunicazione di tutti i giorni non si asa sulla semantica letterale# ed il pi/ delle !olte siamo portati a comprendere intuiti!amente i discorsi# oltrepassando il loro senso letterale. Anafora) L'uo"o c&e viveva dietro l'angolo era un eccentrico! ,gli "angiava teste di tartaruga!

Come ultima o iezione alla teoria delle descrizioni# *ussel non menziona gli usi anaforici.;each# a difesa di *ussell# chiama ,gli pronome di pigrizia# e cio una semplice ripetizione sottintesa di L'uo"o c&e viveva dietro l'angolo. Ci non !ale per in quest%altra frase: /n coniglio # apparso nel nostro giardino dopo cena! ,sso non se"-rava preoccupato!

Se supponessimo che ,sso sia un%a re!iazione di Il coniglio c&e # apparso nel nostro giardino dopo cena# ci implichere e che non pi/ di un coniglio apparso nel giardino# mentre la prima frase non esclude affatto che siano apparsi pi/ conigli. 3. No!i #ro#ri) la teoria "escritti%a *ussell non si limita a confutare la teoria referenziale per le descrizioni definite# che non sono logicamente dei !eri e propri nomi singolari# ma anche per i nomi propri. 0a tesi di *ussell che anche tali nomi sono un%a re!iazione di descrizioni definite. 2nche in questo caso !i una sorprendente distinzione tra apparenza semantica e realt. logica. Questa teoria risol!e completamente i quattro puzzle di )rege anche per i nomi propri. "el caso di un esistenziale negati!o $S&erloc0 1ol"es non # "ai esistito& esso non si riferisce direttamente ad un indi!iduo inesistente# ma pone una domanda sul significato del nome Sherloc: <olmes $il leggendario detective inglese c&e visse al 223B di Ba0er Street & e sulla sua esistenza. 0%enunciato risulta quindi !ero. 2nche questa teoria fu oggetto di critiche. Obiezione 1) Wil)rid Sellars era un uo"o onesto!

(er Searle# non c% modo di capire se -ilfried Sellers usato come equi!alente a l'autore di La )iloso)ia e l'i""agine scienti)ica dell'uo"o oppure Il pi% )a"oso )iloso)o di Pitts-urg&. Quando pronuncio un nome# posso non a!er in mente nessuna descrizione definita in particolare fra le tante possi ili. Obiezione 2) Sempre secondo Searle# ogni nome ha molti significati di!ersi per persone di!erse. Ci comporta che gli enunciati di due persone che affermano cose opposte sullo stesso indi!iduo# ma che hanno in mente per esso descrizioni di!erse# possono essere entram i logicamente !eri# per il semplice fatto che si sta parlando di cose di!erse. Teoria dell%agglomerato di Searle: 2lla luce di queste o iezioni# Searle propone una !ariante pi/ li era e sofisticata della teoria di *ussell. =n nome associato non a una particolare descrizione# ma a un !ago agglomerato di descrizioni. 0a !aghezza proprio ci che distingue i nomi dalle descrizioni e ci fa preferire i primi in determinati contesti. La critica "i +ri#,e) 9rip:e nega l%intera rappresentazione descritti!a dei nomi propri. 1) Supponiamo che %4ic&ard Ni5on% sia equi!alente a %il vincitore delle ele ioni presiden iali statiunitensi del 3678%. (otre e *ichard "i>on a!er perduto quelle elezioni? $domanda modale& +ndu iamente# %S%. Tutta!ia# secondo la teoria descritti!a# la domanda ha lo stesso significato di: ,' possi-ile c&e9 una e una sola persona a--ia vinto le ele ioni del 3678 e c&e c&iun'ue a--ia vinto le ele ioni del 3678 a--ia perso le ele ioni del 3678: +n questo caso# la risposta chiaramente %"o%. +poteticamente# "i>on potre e non a!er fatto nessuna delle cose generalmente attri uitegli. 2) 0a maggior parte delle persone conosce ;odel# se lo conosce# come l%uomo che dimostr il teorema di incompletezza. 2nche se ipoteticamente ;odel a!esse ru ato la dimostrazione ad un logico sconosciuto# chi pronuncia %;odel% continua a riferirsi a ;odel piuttosto che ad un altro# e questi usi non sono sostenuti da nessun agglomerato searliano. 3) "el caso io sappia che %Cicerone% e %Tullio% denotano la stessa persona# sarei allora portato ad usare per entram i la stessa descrizione $ il )a"oso oratore ro"ano&. +n tal caso# l%enunciato %Cicerone # ;ullio' a!re e per me un significato di!erso che per gli altri.

4ue nomi possono essere associati alla stessa descrizione definita e# quando ci accade# nessuna teoria russelliana pu spiegare il fatto che continuino a non essere sostitui ili nei contesti di credenza. *) (er *ussell# gli enunciati che contengono nomi fittizi $ S&erloc0 1ol"es& sono sempre falsi. (er 9rip:e# in!ece# enunciati come %S&erloc0 1ol"es visse a Ba0er Street% non sono n1 !eri n1 falsi. Tutto dipende da cosa si intende per esistenza e !erit.. *. No!i #ro#ri) il riferi!ento "iretto e la teoria storico-ca(sale 0a critica decisi!a di 9rip:e alla teoria descritti!a richiede la nozione di mondo possi ile. "el nostro mondo ci sono fatti che sono !eri# ma che potre ero essere falsi in un uni!erso alternati!o# e !ice!ersa. "el nostro mondo# il presidente degli /SA corrisponde a <-a"a# ma al suo posto ci sare e potuto essere enissimo qualcun altro. Tutti questi mondi possi ili rappresentano delle possi ilit. glo ali non attuali. 0%enunciato <-a"a # presidente !ero nel mondo attuale# ma ci sono infiniti mondi in cui O ama non si candidato o non nemmeno esistito. 4escrizioni ed enunciati cam iano referente e !alore di !erit. da mondo a mondo. 9rip:e chiama i termini come le descrizioni definite designatori flaccidi# mentre un termine che non cam ia il suo referente da mondo a mondo un designatore rigido. Quest%ultimo il caso dei nomi propri. Se noi immaginiamo un mondo in cui 2ristotele ha fatto l%alle!atore di polli anzich1 il filosofo# il nome % Aristotele% continuer. a denotare la stessa persona anche in quel mondo. + nomi non sono equi!alenti a descrizioni russelliane. Il presidente degli /SA avre--e potuto non essere il presidente degli /SA! $5'*O& <-a"a avre--e potuto non essere <-a"a! *(ALS<+ Teoria del riferimento diretto di 9rip:e: + designatori i rigidi non sono del tutto uguali ai nomi milliani? infatti# esistono delle descrizioni definite che sono rigide $ La radice 'uadrata positiva di 6&. Tutta!ia# 9rip:e eredita da 7ill l%idea di ase per la sua teoria# e cio che i nomi non fanno nulla# da un punto di !ista semantico# se non stare per i loro portatori. 5ediamo adesso se questa teoria in grado di risol!ere il puzzle della sostituti!it.: Al-ert crede c&e Sa"uel Lang&orne Cle"ens a--ia un secondo no"e piuttosto -u))o! 0%enunciato di!enta falso quando a %Sa"uel Lang&orne Cle"ens% !iene sostituito %Mar0 ;=ain%. Come pu *4 spiegare un fatto simile? 0a strategia consiste di una tesi positi!a e di una negati!a. 0a prima che i nomi in questione si sostituiscono l%uno all%altro senza alterare il !alore di !erit. dell%enunciato. + nomi che cadono sotto il campo di azione di %crede% si riferiscono realmente a ci a cui essi si riferiscono. 2 noi# tutta!ia# l%enunciato che contiene %Mar0 ;=ain% continua a sem rare falso# o senza risposta. 2ltro esempio: Colo"-o pensava c&e l'isola di Castro si trovasse solo a poc&e "iglia dall'India! +n questo caso# ci che il parlante intende dire che quando Colom o !ide Cu a pens di essere gi. nelle +ndie Orientali. O!!iamente# Colom o non sape!a ancora nulla di )idel Castro? eppure il parlante pu asserire l%enunciato riferendosi a Cu a senza assumere i termini con i quali si sare e espresso Colom o. 0a tesi di *4 che i nomi hanno significati milliani anche nei contesti di credenza. *imane il fatto che# se ci mettiamo nei panni di Colom o# non crederemmo affatto che l%isola di Castro si tro!i a poche miglia dall%+ndia# poich1 non a!remmo mai sentito parlare di questo Castro. *4 ammette la possi ilit. di queste %%letture opache%%# ma non fornisce una spiegazione con!incente. +l pro lema si fa anche peggiore nel caso del riferimento apparente ai non esistenti e degli esistenziali negati!i: cosa si pu dire di quei nomi perfettamente dotati di significato che non hanno per un portatore? Tutte e tre le teorie $*ussell# Searle# 9rip:e& sem rano confutate.

Teoria storico,causale di 9rip:e: 2 andoniamo la semantica dei nomi propri ed occupiamoci del pro lema filosofico del riferimento. Cosa fa s che qualcosa sia il referente di un dato nome? Cos% che collega il proferimento ad un indi!iduo? 0a spiegazione di *ussell@Searle non soddisfa# dato che per *4 i nomi non hanno alcun significato autonomo. 9rip:e propone il modello di una catena storico,causale in cui un nome !iene passato da persona a persona a partire dal momento del %% attesimo%%. 2ffinch1 un nuo!o utente possa imparare un nome da un suo predecessore nella catena# necessario che i due condi!idano un sostrato di descrizioni identificanti# ma non sono queste a fissare il significato del nome. =na !olta che il nuo!o arri!ato ha identificato correttamente il referente del suo predecessore# egli pu li eramente usare il nome per riferirsi direttamente a quella persona. +l !antaggio di questa teoria che permette ad ogni nome proprio $anche am iguo& di riferirsi ad una e una sola cosa senza isogno di definizioni ed altre complicazioni logiche. Tutta!ia# lo stesso 9rip:e sostiene di a!ere solo tratteggiato un%immagine e di non a!ere ela orato una teoria completa# lasciando ad altri il compito di rifinirla o di a andonarla. +l primo pro lema che salta all%occhio la possi ilit. di un cam io di riferimento durante la trasmissione del nome. 2d esempio# il nome %>racula% era originariamente riferito alla reale persona di 5lad l%impalatore# mentre adesso ci si riferisce al personaggio di fantasia creato da 6ram Sto:er. +n casi come questo# il ruolo sociale del nome ha la meglio sulla sua origine storica. "onostante queste precisazioni# ci sono alcune o iezioni che si applicano a qualsiasi !ersione della teoria storico,causale. Obiezione 1) Come dare conto dei nomi !uoti# cio dei nomi che non hanno !eri portatori? +n realt.# si pu ammettere che il riferimento ai non esistenti a!!iene comunque attra!erso una catena storico,causale# do!e il primo passo l%e!ento stesso della creazione del personaggio. Obiezione 2) '!ans fa notare che i nomi possono cam iare il loro riferimento senza che ce ne si accorga# accidentalmente o per errore# e che la teoria storico,causale non pu dar conto di questo fatto. =n esempio il nome % Madagascar%# originariamente riferito a una regione della terra ferma e successi!amente# per un equi!oco di 7arco (olo# alla grande isola africana. +n risposta# 4e!itt suggerisce la possi ilit. di uno spostamento della ase della catena. Obiezione 3) 0a strategia delle asi multiple non funziona nel caso si identifichi erroneamente l%oggetto di una cerimonia di attesimo# chiamando qualcosa con il nome dato ad un oggetto simile. Obiezione *) 0e persone possono essere categorialmente in errore circa le proprie con!inzioni sui referenti# come quando si scam ia un%om ra per un essere umano e le si d. un nome. I ter!ini "i $enere nat(rale) 9rip:e e (utnam hanno continuato ad estendere le loro teorie anche ad alcuni predicati# i termini di genere naturale# o!!ero i nomi comuni che si riferiscono a sostanze come %oro%# %acqua% o %tigre%. Tali espressioni non sono termini singolari# poich1 non si applicano ad un solo oggetto# ma sono comunque pi/ simili a nomi che ad aggetti!i. Semanticamente# essi sono rigidi e fanno riferimento allo stesso genere naturale in ogni mondo in cui quel genere esiste. %2cqua% non soddisfatta da una descrizione definita come %liquido pota ile inodore# incolore# insapore%# ma la sua essenza si lascia cogliere dalla formula <AO# che necessariamente la stessa in ogni mondo indipendentemente dal colore e dal sapore# che sono in!ece qualit. contingenti.

.. /eorie "el si$nificato tra"izionali

4opo a!er !isto che la teoria referenziale# secondo cui significato e riferimento coincidono# insosteni ile# occorre analizzare le teorie del significato !ere e proprie. 0e teorie del significato sono indispensa ili per chiarire# ad esempio# come due sinonimi possano denotare la stessa cosa o come un%espressione am igua possa denotare pi/ cose. Teorie ideazionali: 2 partire da 0oc:e# molti ritengono che i significati delle espressioni linguistiche siano idee nella mente. Ci che rende significati!a una sequenza di segni o di suoni il fatto che esprima in modo appropriato uno stato mentale dotato di contenuto in cui si tro!a il parlante. 4ue espressioni saranno sinonimi se esprimono lo stesso pensiero. =n%espressione sar. am igua se c% pi/ di un pensiero che potre e esprimere. Obiezione 1) Cosa si intende per idea? Quando pensiamo ad un cane# non ci immaginiamo tutti i cani o l%essere cane in generale# ma !isualizziamo un cane di una particolare razza e taglia. Obiezione 2) Come a iamo !isto con la teoria referenziale# ci sono troppe parole che non hanno immagini mentali o contenuti associati ad esse $%e%# %il%# etc.&. Obiezione 3) +l significato un fenomeno pu lico e intersoggetti!o. 0e idee# in!ece# sono indi!iduali.

Obiezione *) Ci sono enunciati dotati di significato che non corrispondono a nessuna entit. mentale effetti!a# e cio che non sono mai stati pensati da nessuno. Teoria della proposizione: + significati sono sempre oggetti astratti e linguaggio,indipendenti# ma a differenza delle idee essi sono anche indipendenti dalle persone. 0e proposizioni non sono stati mentali delle menti di chi le pensa# ma sono interamente generali ed eterne. Tutte le espressioni dotate di significato stanno in una certa relazione con queste entit. astratte. + sinonimi sono quelle espressioni che esprimono la stessa proposizione $dicasi lo stesso per le espressioni analoghe in lingue di!erse&# mentre le am iguit. nascono da le espressioni che esprimono contemporaneamente proposizioni differenti. Solo gli enunciati# definiti come quelle espressioni che possono essere precedute dal %che% indiretto# esprimono proposizioni# e il loro !alore di !erit. dipende dalla proposizione ad essi associata. L'attuale regina d'Ing&ilterra # calva Ci che rende questo enunciato !ero o falso la proposizione che esso esprime in quella occasione. 0%enunciato cam ia il suo !alore di !erit. a seconda dell%occasione in cui !iene proferito# ma il !alore di !erit. della proposizione permanente: asta controllare il fatto reale espresso dalla proposizione# ed esso ci dir. se la regina cal!a o se ha i capelli. (er quanto riguarda le singole parole# o costituenti degli enunciati# si pu dire che essi esprimono %%concetti%%. 0a teoria della proposizione# sostenuta soprattutto da *ussell# e!ita tutte le o iezioni precedenti presupponendo una certa gamma di entit.# come si fa nelle scienze quando si postulano le particelle su atomiche per spiegare il comportamento di sostanze osser!a ili. Tutta!ia# come sempre# anche questa teoria presenta dei pro lemi. Obiezione 1) Queste entit. astratte# atemporali e infinite sem rano una postulazione un po% troppo !aga. Obiezione 2)

+l senso comune suggerisce che capire le espressioni non richieda di afferrare oggetti ultra, empirici. 7oore risponde che tutto ci normale: asta pensare a cosa accade quando udiamo un enunciato che capiamo e cosa quando in!ece ne udiamo uno che non capiamo. Obiezione 3) (er <arman# la teoria della proposizione di fatto non spiega nulla: ripete semplicemente i dati con una terminologia pi/ insolita. 4ire che una frase %%esprime una proposizione%% non di!erso da dire che %%ha significato%%. Obiezione *) +l significato# qualunque cosa esso sia# de!e a!ere qualche potere causale# mentre le proposizioni# entit. completamente astratte# non ne hanno. + filosofi concordano che ci sia isogno di una teoria che spieghi i fenomeni del significato connettendoli al comportamento umano. 4o iamo comprendere il linguaggio per mezzo dell%uso del linguaggio. 0. /eorie "ell&(so 0a teoria della proposizione tratta gli enunciati come oggetti completamente astratti ed analizza ili. (er -ittgenstein# quest%immagine del funzionamento del linguaggio errata. +l linguaggio ha piuttosto il comportamento di una pratica sociale# ed il suo significato dipende dal ruolo che esso gioca nel comportamento umano. (er una persona pronunciare un enunciato significa in primo luogo fare qualcosa. 0e espressioni linguistiche sono come pezzi di un gioco: il significato costituito dalle regole tacite che go!ernano il suo uso corretto all%interno del discorso. Conoscere il significato di un%espressione significa semplicemente essere in grado di usarla appropriatamente nella con!ersazione. 2d esempio# il significato di espressioni come % Ciao% o %Accidenti% non sta nell%esprimere una proposizione# ma sono solo dei suoni che hanno ruoli funzionali definiti socialmente? ci sono occasioni appropriate e inappropriate per usarli. +n sostanza# il punto centrale del linguaggio la funzione# non la connessione. Che dire allora di enunciati apparentemente pri!i di una funzione sociale come % La regina d'Ing&ilterra # calva%? -ilfrid Sellars ha fatto appello all%idea dell% in)erire come atto sociale. Ci sono delle regole del linguaggio che go!ernano quello che si do!re e dire come prodotto dell%inferenza da qualcos%altro detto in precedenza. =n enunciato ne implica un altro non perch1 i due esprimano proposizioni# una delle quali in qualche modo contenuta nell%altra# ma perch1 !i un%attesa sociale che il proprio simile inferit. il secondo enunciato dal primo. 0a cosiddetta teoria in)eren iale e!ita senza alcuno sforzo ognuna delle o iezioni mosse alle tre teorie tradizionali $referenziale# ideazionale e proposizionale&# ma ci sono ancora alcuni pro lemi. Obiezione 1) +l significato di un%espressione non esaurito dal ruolo dell%espressione nel gioco linguistico. Obiezione 2) + nomi propri pongono un pro lema per il teorico dell%uso. "on c% una regola che possa !alere per tutti. +n questo senso# -ittgenstein tro!a congeniale il descritti!ismo. Obiezione 3) 0a teoria -ittgensteiniana sem ra spacciata difronte alla sorprendente a ilit. dei parlanti di comprendere degli enunciati lunghi e completamente nuo!i senza isogno di alcuna riflessione. 0a nostra capacit. di comprendere non pu essere il prodotto del fatto che conosciamo delle con!enzioni riguardanti quei proferimenti# perch1 tali con!enzioni non si sono mai formate. +l 3ittgensteiniano de!e ammettere che il significato complessi!o dell%enunciato dato anche dalle singole parole che ricorrono in esso. Obiezione *) Si potre e conoscere l%uso di un%espressione ed uniformarcisi meccanicamente senza comprendere da!!ero l%espressione. =so perfetto# significato zero.

Obiezione .) Si potre e immaginare un gioco linguistico in cui !ige la regola che tutti gli enunciati proferiti finiscano in rima. =n nuo!o arri!ato in tale comunit. sare e inizialmente disorientato# ma dopo un po% indo!inere e le regole del gioco# senza a!ere tutta!ia alcuna idea di cosa stato detto. +n questo caso# al linguaggio -ittgensteiniano manca la nozione di riferimento. 2lcuni di questi ostacoli !engono superati dall%incarnazione pi/ recente della teoria inferenziale s!iluppata da 6random. (er 6random l%uso di un enunciato dato dall%insieme degli impegni e delle implicazioni associati con il proferimento pu lico di quell%enunciato. Quando una persona pronuncia un enunciato# e fa quindi un%asserzione# si impegna a difenderla contro qualunque o iezione degli ascoltatori. 0a difesa prender. la forma del dare ragioni a fa!ore dell%asserzione# tipicamente inferendola da qualche altro enunciato la cui asserzione non immediatamente soggetta a discussione. 1. /eorie #sicolo$ic2e) il #ro$ra!!a "i Grice ;rice pensa che il significato di un enunciato sia fondato nella mente# negli stati psicologici dei singoli esseri umani. "egli enunciati am igui o sarcastici emerge una differenza fondamentale tra il significato proprio dell%enunciato e il cosiddetto significato del parlante. +nizialmente ;rice tenta di ridurre il significato dell%enunciato al significato del parlante# come -ittgenstein# ma in un secondo stadio tenta di ridurre inoltre il significato del parlante a un complesso di stati psicologici incentrati su di un tipo di intenzione. Se quando dico % ?uella era un idea -rillante% quello che intendo che quell%idea era proprio stupida $sarcasmo&# sicuramente il significato del parlante qualcosa di psicologico. +n generale# sem ra che gli atti comunicati!i indi!iduali dipendano dal fatto che i parlanti hanno delle intenzioni complesse !olte a produrre !ari stati mentali nei loro ascoltatori. Il si$nificato "el #arlante) (rendiamo l%esempio in cui io credo che %striminzito% significhi immaturo# anzich scarno. Pro)erendo 'la Messa Piccolo"ini di Mo art # un'opera stri"in ita'$ Lycan intendeva dire c&e la Messa 'Piccolo"ini' # i""atura e puerile! 1) +l parlante $S& !uole che l%ascoltatore $2& si formi la credenza che (. 2) S !uole inoltre che 2 riconosca la sua intenzione originale. 3) S !uole che 2 si formi la credenza che ( almeno in parte sulla ase del riconoscimento della sua intenzione originaria. +l nocciolo del significato del parlante un%intenzione# ma nell%analisi inter!engono anche degli altri stati mentali# !ale a dire lo stato di riconoscimento che si !ole!a produrre nell%ascoltatore. "ella !ita di tutti i giorni# la maggior parte di queste intenzioni sono tacite. Obiezione 1) 4i fatto# il significato del parlante non richiede che ci siano degli ascoltatori. "el caso del soliloquio# il parlante non ha alcuna intenzione specifica rispetto ad un pu lico. (er ;rice# anche chi parla da solo de!e assumere che ci che dice a ia senso per qualcuno. Obiezione 2) (rendiamo il caso dell%esaminando: uno studente che risponde correttamente a una domanda d%esame !uole dire# per esempio# che la attaglia di -aterloo fu com attuta nel BCBD# ma non intende produrre tale credenza nell%esaminatore $che gi. la possiede&. ;rice risponde facendo appello alla %%credenza atti!ata%%: anche se gli ascoltatori credono gi. ci che il parlante ha in mente# la sua credenza potre e non essere interamente consape!ole o psicologicamente atti!a.

Obiezione 3) Questi stati mentali possono essere comunicati anche tramite espressioni che non hanno alcun significato linguistico# come un grugnito di disprezzo in risposta ad una domanda. Obiezione *) "ell%esempio del prigioniero americano che pronuncia una frase a caso in tedesco per con!incere i soldati italiani di essere tedesco# egli intende comunicare loro una sua intenzione e che si formassero una falsa credenza# dicendo per tutt%altro. 0a teoria di ;rice ha dimostrato di potersi difendere da queste e altre o iezioni tramite delle modifiche ad hoc. Si generalmente d%accordo che il significato del parlante de!e in qualche modo a!ere a che !edere con le intenzioni e gli altri stati mentali del parlante. Torniamo ora al primo stadio del programma di ;rice# cio alla riduzione del significato dell%enunciato al significato del parlante. Tutta!ia# isogna prima mostrare gli ostacoli che si presentano alla supposizione che un enunciato in italiano significhi che ( solo nel caso in cui i parlanti dell%italiano proferiscano normalmente quell%enunciato intendendo che (. Ostacolo 1) +n uno stato mentale particolarmente alterato# ogni parlante potre e intendere qualunque cosa con una sequenza di suoni da lui proferita. Se l%analisi di ;rice fosse corretta# allora non ci sare e nessun !incolo formale su ci che i parlanti potre ero intendere con una qualunque frase# ma soltanto una statistica su quanto spesso i parlanti intendono questo o quello. "ella realt.# il significato dell%enunciato !incola in qualche modo il significato del parlante. "on succede mai di dire %)a )reddo% e intendere %i "aiali &anno le ali%. Ostacolo 2) 0a maggior parte degli enunciati di una lingua dotati di significato non sono mai stati proferiti. (ertanto# nessuno ha mai !oluto dire nulla tramite essi. '% assai difficile che i loro significati siano determinati da ci che i parlanti a!re ero ipoteticamente inteso se mai li a!essero proferiti. Ostacolo 3) 2nche quando un enunciato completamente nuo!o !iene proferito# pu !enire istantaneamente capito dagli ascoltatori pur non essendoci nessuna aspettati!a o con!enzione presta ilita riguardo ad esso. Ostacolo *) ;li enunciati sono spesso usati con dei significati di!ersi da quelli letterali. Se ;rice !olesse dire che il significato di un enunciato ci che i parlanti normalmente intendono con esso# isogna chiarire cosa intende con %normalmente% indipendentemente dal significato standard dell%enunciato. 0e cose !anno anche peggio nel caso dei codici pri!ati o di quegli enunciati che non !engono praticamente mai utilizzati con il loro significato letterale $%sai c&e ora #:%&. Il si$nificato "ell&en(nciato) ;rice si concentra sulla nozione ristretta di significato di un enunciato per un particolare individuo# cio il significato che quell%enunciato ha nel linguaggio particolare di quella persona $il suo %%idioletto%%&. +noltre# egli restringe ulteriormente il suo oggetto di ricerca iniziale# distinguendo i proferimenti strutturati da quelli non strutturati# che includono le espressioni senza denotazione $%A&i@%& e i gesti non !er ali. ;rice ipotizza che 5 $un%espressione non strutturata& significa che ( nell%idioletto di S solo nel caso in cui S a ia nel suo repertorio la seguente procedura: proferire 5 solo se# per qualche ascoltatore 2# S !uole che 2 creda che S creda che (. Questa clausola supera il primo ostacolo# assumendo che la procedura ampiamente diffusa nella comunit.. (assiamo ora ai proferimenti strutturati. ;rice introduce la nozione di %%procedura risultante%%: proprio come gli enunciati dell%italiano sono composti da parti pi/ piccole dotate di significato in !irt/ delle quali gli enunciati interi significano quello che significano# un singolo parlante a!r. nel suo repertorio una complessa procedura risultante astratta# composta dalle procedure complete che si attaccano alle sue singole parti componenti.

Quindi# il significato di un enunciato non sar. direttamente una funzione del significato del parlante# ma piuttosto una funzione dei significati del parlante propri delle rispetti!e parti componenti. 0a procedura astratta perch1 la radice comune degli ostacoli A e E che gli enunciati nuo!i non corrispondono a nessun significato del parlante effetti!o# ma plausi ile sostenere che essi corrispondono ai significati del parlante ipotetici che sare ero generati dalle procedure risultanti astratte di ;rice. Tutta!ia# l%ostacolo F presenta ancora un pro lema# e la necessaria mossa difensi!a tradire e lo spirito del programma di ;rice# cedendo il passo alle teorie del significato ri!ali.